Per concentrare tutte le proprie risorse in questa direzione, Despar ha rimandato le iniziative previste per la celebrazione del 60esimo di attività
I retailer continuano a sostenere gli istituti sanitari. Anche Despar ha deliberato una donazione destinando 500mila euro all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani di Roma, impegnato in prima linea nel contrasto al contagio da Coronavirus.
Per concentrare tutte le proprie risorse in questa direzione, Despar ha rimandato a data da destinarsi tutte le iniziative previste per la celebrazione del 60esimo della presenza dell’insegna in Italia.
“In questo momento tutte le risorse sono importanti per supportare gli sforzi che, insieme all’intero Sistema Sanitario Nazionale, stiamo mettendo in campo per curare coloro che sono stati contagiati dal Covid-19 – dichiara Marta Branca, direttore generale dell’Istituto Spallanzani-. Il ringraziamento è anche a nome di tutti i nostri operatori impegnati in prima linea per i quali la vicinanza di realtà esterne del mondo produttivo è un segnale di grande conforto”.
L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 5)
Brand ed esperienza un tema infinito, perché, se nel food il passaggio è più semplice: dagli assaggi al ristorante, tutto si può fare, meno semplice è creare un mondo di marca per i brand che non si possono “mordere”.
Ma l’inventiva non manca e così Louis Vuitton apre il suo primo ristorante griffato: Sugalabo V, a Osaka affiancato da una più democratica versione: Le Café V, il tutto in un palazzo disegnato dal giapponese Jun Aoki e dal celeberrimo Peter Marino. Ambienti che non risparmiano sui famosi monogram per spazi e piatti tutti instagrammabili. Prada da tempo di è comprata Marchesi, e lo ha infilato nelle sue boutique, mentre per Bar Luce, ha chiamato quel visionario di Wes Anderson per colazioni, pranzi e aperitivi al “sapore” della maison.
Gucci sul cibo è già fornita con l’Osteria di Massimo Bottura a Firenze e il Cafè in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, anche qui firmati tovagliolini e sottobicchieri e ancora una volta griffe cerca griffe e trova il maestro Knamm per l’offerta di dolci. Ma il cibo non basta e la casa fiorentina (da un pezzo in portafoglio Kering) ripensa i temporary e li chiama Pin: l’icona delle famose G appare anche su Google Map per iniziare a giocare subito. Gli store sono spazi a tema, legati alle collezioni, aperti nelle grandi città -uno dei più recenti a Chicago- dove si gioca con la realtà aumentata e, tramite la app, con i filtri per Snapchat e Instagram, per uno shopping interattivo e sempre connesso. Obiettivo? Gen Z e Millennials.
Temporary anche per Monclear che, con Genius, ha rivoluzionato il suo mondo con una batteria di firme street e supertrendy, mettendole, dopo un primo giro in assolo, tutte insieme in The House of Genius. Aperti in contemporanea a Milano, Tokyo e Parigi, sono colorati come Luna Park, con tanti effetti speciali, sono un condominio pop, che incrocia stili diversi ma pensati per un unico target, un connubio di,“offline e online, unità e molteplicità” Non sono mancate sessioni creative, incontri con gli artisti ed eventi dal vivo.
Obiettivo farli diventare: “Hub per la creatività, apprendimento e scambio culturale”. La marca, quando ci si mette, fa le cose in grande!
A lanciare il dibattito è il presidente Adm Giorgio Santambrogio, che si interroga se non sia meglio aprire a Comuni limitrofi onde evitare squilibri di flusso
Proprio mentre il sindaco di Milano Beppe Sala presenta in un video la mappa dei piccoli esercizi che consegnano a domicilio, anche per rispondere alle lunghissime code in alcuni supermercati, il presidente di Adm e Ad di Gruppo VéGé Giorgio Santambrogio ipotizza, tra le soluzioni, un'allargamento dei "confini della spesa" dal singolo Comune a quelli limitrofi.
In un post su LinkedIn che rimanda alla sua intervista su Cncn News, Santambrogio sottolinea infatti: "L’ordinanza che blinda i cittadini nei comuni è rimarchevole come concetto (nessuno vuole incoraggiare le migrazioni dei clienti), ma errata nell’applicazione, troppo manichea. Le imprese che hanno click & collect perdono centinaia di migliaia di euro per la paura dei clienti di superare il confine comunale nel ritirare il loro ordine. Ci troveremo inoltre con supermercati/ipermercati vuoti di clienti, zero code e pieni di merce, e 500 metri in fianco, magari, piccoli negozi con code bibliche, assembramenti di persone e scaffali vuoti".
Desidero sensibilizzare il governo a correggere l’errore di una ordinanza manichea che, in ultima istanza, è a danno dei cittadini, blindati nei comuni, e peroro la possibilità di un’apertura d’emergenza degli oltre 300 Cash&Carry ai clienti consumer.https://t.co/ggEupNNRFRpic.twitter.com/IEFEOrDq8j
"Parliamo del risultato di una decisione 'centrale' (quella di limitare la spesa entro il Comune ndr) che non tiene conto di dimensioni dei Comuni, numero abitanti, tipologie di strutture esistenti, che ricordiamo svolgono in questo momento un ruolo sociale importante, e di tante altre componenti. Le Regioni in questo caso potevano avere un ruolo di maggior equilibrio".
L'insegna ha donato tre sistemi di laringoscopia di ultima generazione agli ospedali palermitani che stanno affrontando l'emergenza Covid19
L'insegna siciliana dà il suo contributo alla sanità in questo momento di emergenza da Coronavirus sostenendo attivamente le strutture sanitarie. Prezzemolo&Vitale (Coralis), infatti, ha donato tre sistemi di laringoscopia di ultima generazione che, stando a quanto sottolinea l'azienda, “fanno parte di una gamma di dispositivi all’avanguardia, prodotti da un’azienda leader di settore, scelta per offrire il massimo della sicurezza e dell’efficienza. Vogliamo dare un contributo concreto, per agevolare il difficile lavoro di tutto il personale medico-sanitario e di quanti offrono il loro prezioso servizio all’intera comunità”.
Un'iniziativa del Comune di Milano che orienta sui piccoli esercizi che consegnano a domicilio, rispondendo almeno in parte anche al problema code
Il sindaco di Milano Beppe Sala annuncia in un video (sopra) la messa online per tutti i cittadini di una mappa dei piccoli negozi di prossimità e di quartiere che sono aperti e che fanno servizio a domicilio.
Un servizio attivo sul sito del Comune di Milano dal 27 marzo, per rispondere almeno in parte anche al problema delle lunghe code nei supermercati principali. Nel video sopra ulteriori i dettagli.
L'insegna Aw Lab (Bata), che ha chiuso i suoi store, ha dirottato la sua attività sul web potenziando la comunicazione con i consumatori
Le insegne non food hanno di fatto chiuso i propri punti di vendita fisici sul territorio nazionale adeguandosi alle direttive del Governo e alle restrizioni di volta in volta stabilite per contrastare l'emergenza sanitaria Coronavirus. L'insegna Aw Lab (Bata) per esempio ha dirottato la sua attività sul web potenziando la comunicazione con i consumatori. “Responsabilità è la parola chiave. Per i nostri colleghi che lavorano negli store, per i nostri collaboratori, i nostri brand partner e tutta la nostra community” afferma Domenico Romano, head of marketing di Aw Lab.
Domenico Romano, head of marketing di Aw Lab
Come state affrontando questo momento?
“Abbiamo chiuso gli store fisici e focalizzato la nostra attenzione su eCommerce e social network, per massimizzare la potenzialità dei canali distributivi e di ingaggio. Il lockdown al momento ha visto già 2 fasi. La prima che definirei emozionale, dove tutti gli utenti si sono stretti intorno ad un “abbraccio” e ad un unico messaggio “stay home”. Una seconda di intrattenimento, dove artisti e aziende si sono prodigate per la creazione di contenuti capaci di intrattenere ed inviare messaggi a scopo sociale e di arricchimento a tutto il nostro Paese. Da oggi si apre una terza fase, quella “costruttiva” in cui si utilizza il lockdown per arricchirsi, studiare e avere nuove possibilità. Aw Lab is me è apripista di questa terza fase, inviando un messaggio di speranza, futuro e opportunità, anche in una fase difficile come questa”.
Che soluzioni avete adottato?
“Sugli aspetti del marketing e della comunicazione abbiamo investito su 3 main pillars:
Eventi in streaming
Produzioni con modelli virtuali, Avatar, per non incentivare assembramenti neanche degli addetti ai lavori
Strategie di gamification, da app, estore, social network e Crm.
Inoltre abbiamo coinvolto anche la nostra forza vendita nella condivisione dei messaggi verso i nostri clienti, con la campagna #stayhome”.
Come vi state organizzando con l'eCommerce?
“Nel breve abbiamo indirizzato i nostri investimenti marketing e le risorse di prodotto al canale eCommerce per massimizzarne i risultati. Inoltre stiamo lavorando su due innovazioni chiave: il lancio dell’omnicanalità attraverso il programma di fullfilment. Tutti i magazzini dei nostri store saranno integrati con eCommerce, in modo da garantire sempre una copertura di stock per gli ordini online e tra gli store. Ma anche con nuovi canali di distribuzione come app e servizi su Aw Lab Club”.
Avete lanciato l'iniziativa Aw Lab is me. Che altro svolgerete in rete?
“Siamo pronti a partire con nuovi format di comunicazione in cui coinvolgeremo tutta la nostra community e soprattutto importanti comarketing con altri player retail che si rivolgono al nostro stesso target, ma in industry differenti. Mai come in questi giorni crediamo nella collaborazione e nell’interazione tra brand e aziende, per fronteggiare tutti assieme questa situazione mai vista prima e restare sempre vicini ai nostri clienti”.
Il gruppo risponde così all'appello del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, dando il proprio contributo per una struttura da cento posti di terapia intensiva
La donazione fatta dalla famiglia Gabrielli, formalizzata nel corso di una riunione del cda della holding, servirà alla realizzazione di una struttura sanitaria con cento posti letto di terapia intensiva per fronteggiare l'emergenza Coronavirus.
Il gruppo risponde così all'appello del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, dando il proprio contributo. “La struttura deve essere realizzata in tempi estremamente brevi e quindi occorrono aiuti immediati -sottolineano i rappresentanti della famiglia Gabrielli- ed è per questo motivo che abbiamo deciso immediatamente di prendere una decisione che comporta l'erogazione di una donazione di un milione di euro. Noi siamo un'azienda ascolana e riteniamo questa iniziativa coerente con quanto abbiamo fatto sino ad ora per il nostro territorio”.
La donazione si aggiunge ad altre iniziative intraprese dal Gruppo Gabrielli che si è schierato al fianco delle strutture sanitarie del territorio. “Ovviamente seguiamo quotidianamente l'evolversi della situazione emergenziale legata alla pandemia da coronavirus -afferma Giancarlo Gabrielli presidente della Holding della Famiglia Gabrielli- e continueremo a rimanere in ascolto delle istanze del nostro territorio”.
Prosegue il dibattito sull'eventuale apertura dei cash&carry anche ai consumatori, iniziativa proposta da Metro Italia
Anche Gruppo Selex si dichiara d'accordo sulla proposta di Metro di aprire temporaneamente i cash&carry al consumatore finale, anche di alleggerire la pressione sul retail. Selex con i suoi 85 C+C è il primo operatore nazionale per presenza sul territorio e il secondo (dietro Metro) come quota a valore.
Maniele Tasca, direttore generale Selex
"Abbiamo fatto un'analoga proposta nei giorni scorsi all'interno di Federdistribuzione e la nostra posizione è chiara, in linea con la nostra filosofia al mercato: ci sembra interessante dare agli imprenditori la facoltà di decidere cosa fare, sulla base delle proprie specificità locali -spiega Maniele Tasca, direttore generale di Selex-. Non vogliamo obblighi, nemmeno temporanei, ma dare alle nostre imprese socie la libertà di poter scegliere: per alcuni dei cash&Carry del nostro gruppo, che si trovano in zone turistiche e hanno nell'horeca il principale interlocutore, potrebbe essere una soluzione per mantenere un business che sta registrano performance molto negative, che possono arrivare anche al -50%. In altre situazione, per quelle strutture che hanno ancora nel dettaglio il proprio interlocutore principale, potrebbe non essere una scelta così interessante. Ma saranno gli imprenditori stessi che potranno decidere nei singoli territori. Certo occorrerebbero tempi veloci per approvare questa deroga ..."
Assolutamente contraria, invece, Donatella Prampolini Manzini, vicepresidente Confcommercio e presidente di Dit Distribuzione Italiana. "Dico no all'apertura dei cash&carry per due motivi: primo non vedo perchè creare ulteriore confusione nei consumatori finali su dove fare la spesa, proprio adesso che stanno diventando più disciplinati nella gestione della loro spesa settimanale, in questi tempi così difficili -chiarisce Donatella Prampolini-. Inoltre, il decreto sicurezza parla chiaramente di fare la spesa in negozi di prossimità e vicinato: non mi sembra che queste tipologie di vendita si trovino nei centri cittadini. Credo che ognuno debba fare il suo mestiere e quello dei cash and carry è di rifornire il dettaglio tradizionale. Altrimenti se si accetta una deroga per un settore, perchè non estenderla ad altri? Tutte le attività che hanno dovuto chiudere per questa emergenza, soprattutto se legate all'horeca, sono in difficoltà. Bisogna trovare allora soluzioni per sostenere le imprese ora e nei prossimi mesi".
Servono tamponi per i dipendenti retail
In questo contesto, Prampolini mette in evidenza un altro tema. "La nostra emergenza oggi è che il nostro personale che è stato in quarantena preventiva possa velocemente accedere al servizio sanitario nazionale per fare il tampone e poter tornare a lavorare. Ci sono dipendenti di negozi che hanno ottenuto appuntamenti oltre un mese dopo: ovviamente vuol dire che non possono tornare operativi per evitare rischia ad altri colleghi e clienti, mettendo ancor più sotto stress il sistema.
Anche Maria Concetta Moretti, socia Conad con due superstore di cui uno a Casalbordino (Ch) e presidente di Conad Adriatico, sottolinea qualche perplessità rispetto a questa situazione: "Posso capire una simile proposta nel caso i negozi circostanti queste strutture non riescano a sostenere la pressione dei consumatori, ma, in caso contrario, non ne vedo il motivo. Credo che, una volta di più, si conferma il fatto che qualsiasi decisione debba essere contestualizzata rispetto al territorio di competenza. In questo senso, ad esempio, ho deciso di rimanere aperta con il mio punto di vendita anche la domenica per mezza giornata: una scelta di servizio, che ci hanno chiesto diversi consumatori, oltre che un momento per noi necessario per sistemare il negozio, tenendo conto anche di tutta la manutenzione che serve oggi".
Il supermercato di condominio FrescoFrigo a Milano Cascina Merlata
Il supermercato di condominio nasce a Milano dalla partnership tra FrescoFrigo e Laserwall, a Cascina Merlata
Se il supermercato non si può raggiungere, l'eCommerce è troppo lento e la quarantena non cede, meglio attrezzarsi con un retail da condominio, complici la startup FrescoFrigo e la bacheca digitale di quartiere di Laserwall. Ecco il primo, presso il complesso residenziale Social Village Cascina Merlata, a nord ovest di Milano.
Il supermercato di condominio di FrescoFrigo
L'idea è offrire un approdo di emergenza a tutti coloro che abitano nello stesso complesso residenziale, per acquistare prodotti di prima necessità senza spostarsi dal cortile, quindi senza volare la quarantena ma allo stesso tempo evitando le file al supermercato.
FrescoFrigo Cascina Merlata
Ecco allora frutta e verdura, frullati, piatti pronti, bevande, salumi e formaggi, latte, uova, farina e pane, latte. I prodotti sono selezionati da FrescoFrigo con il focus su cibi sani e freschi, e arrivano dai retailer locali attraverso accordi che mantengono identici i prezzi di vendita.
Come funziona la spesa con FrescoFrigo
La spesa funziona grazie a una App nella quale i condomini hanno il proprio account, con diversi metodi di pagamento selezionati. La porta del frigo viene sbloccata dall'utente che preleva i prodotti che desidera, forniti di tag RFID. In questo modo il frigorifero intelligente conteggia la spesa e invia informazioni per il successivo rifornimento. In tutto ci sono 5 frigoriferi e il servizio è attivo dal 20 marzo.
La startup FrescoFrigo opera presso sedi di uffici di grandi dimensioni, sopra i 150 dipendenti, con i propri frigoriferi che integrano o sostituiscono le vending machine dispensando, con la stessa tecnologia di questo supermercato, piatti pronti e cibi monoporzione dalla colazione alla cena. L'idea di sviluppare un mini supermercato di emergenza nasce in questa fase per aiutare le persone a rispettare le norme restrittive. In tutto a Cascina Merlata ci sono 900 residenti in 397 appartamenti.
La partnership con Laserwall
Laserwall ha creato bacheche digitali e una app per cogliere le opportunità del proprio vicinato. In questa fase di crisi Coronavirus ha lanciato la campagna solidale "Vicini di chi ha bisogno - Solidarietà e aiuto" visibile sulle bacheche digitali attive a Milano e Roma e rivolta alle persone impossibilitate a uscire per bisogni di prima necessità. Laserwall raccoglie la disponibilità dei vicini a sbrigare le commissioni e mette in contatto chi offre aiuto e chi ne ha bisogno.
Nell'emergenza Coronavirus succede anche questo: con la stampa 3D si può trasformare una maschera nata per lo snorkeling in un respiratore
Quando abbiamo aperto la sezione #retailinprimalinea volevamo raccontare come la grande distribuzione italiana avesse assunto un ruolo anche sociale nell'emergenza Coronavirus in Italia. Ora ci troviamo a raccontare una storia che vede Decathlon in prima linea, non tanto per ciò che ha fatto nei suoi store o nei giusti inviti ai suoi clienti, quanto come produttore della maschera Easybreath, ideata per lo snorkeling, che se opportunamente modificata può diventare uno strumento utile all'interno degli ospedali come maschera di emergenza per respiratori nelle terapie subintensive.
La comunicazione ufficiale di Decathlon al lavoro con il Politecnico di Milano e dona 10.000 maschere
"Ci teniamo a ribadire, in qualità di ideatori e produttori oltre che distributori, che questa maschera è stata concepita per lo snorkeling e quindi raccomandiamo di non modificarla autonomamente, perché i flussi d'aria potrebbero essere alterati. Tuttavia, considerato il contesto senza precedenti che stiamo vivendo, il nostro team di ingegneri si è reso disponibile a collaborare con i centri di ricerca più accreditati che hanno come finalità validare l’adattabilità della maschera riducendo i rischi collaterali. Nella fattispecie stiamo collaborando, su richiesta della Regione Lombardia con il Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, fornendo loro i disegni e le caratteristiche tecniche del nostro prodotto. Contiamo in questo modo di dare un contributo. È il momento di attivare la responsabilità individuale e la fiducia collettiva, in questo contesto difficile che l’umanità sta vivendo".
Come è nata la conversione della maschera Decathlon
Il tutto è nato da un ex primario di un ospedale che, a fronte della scarsità di maschere C-Pap per terapia subintensiva, si mette in contatto con Cristian Fracassi Ceo di Isinnova, un network di aziende della provincia di Brescia, che qualche giorno prima si era distinto per aver stampato in 3D alcuni raccordi per i respiratori polmonari divenuti introvabili, vista l'alta richiesta da parte degli ospedali.
Ma non si è fermati lì, in un post di Massimo Temporelli, le prime fasi che hanno portato al coinvolgimento di Decathlon.
Tecnologia e Creatività, secondo atto!Qualche giorno fa mi arriva questo messaggio strano nella chat che ho con...
Ed è proprio la stampa 3D che permette di realizzare i due raccordi per collegare la maschera di Decathlon all'ossigeno negli ospedali, utile quindi per i pazienti in un pronto soccorso o in un reparto ospedaliero. Qui sotto la trasformazione in un video di Isinnova.
Le strutture sanitarie in difficoltà potranno acquistare la maschera Decathlon e accordarsi con stampatori 3d che realizzino il pezzo e possano fornirlo. "Chiariamo che la nostra iniziativa è totalmente priva di scopo di lucro -fanno sapere dalla società-, non percepiremo diritti sull’idea del raccordo o né sulla vendita delle maschere Decathlon". Isinnova dichiara di rilasciare i disegni, le logiche ed ogni altro diritto di proprietà intellettuale relativo al dispositivo “valvola Charlotte” a titolo gratuito a condizione che non sia utilizzato per fini commerciali.
Quali sono le misure adottate dai retailer in Sicilia? Ecco le risposte di Conad Sicilia, Coop Alleanza 3.0, Ergon, Gruppo Romano, Gruppo Rocchetta, Prezzemolo&Vitale
Una Sicilia blindata affronta l'emergenza sanitaria. Le misure adottate dai retailer attivi sul territorio regionale, in linea di massima, seguono l'andamento nazionale confrontandosi però con una situazione infrastrutturale e logistica che ha le sue criticità: su tutti il caos e i posti di blocco ai traghetti per l'ingresso via mare nell'Isola che comporta (per automobilisti ma anche autotrasportatori) controlli e ore di attesa. Tutto, però, nel mondo distributivo sembra procedere a ritmo serrato anche se l'eCommerce non è attivo ovunque, così come i servizi di spesa a domicilio. In questi casi sinergie e collaborazioni con associazioni di volontariato, Protezione civile e Comuni diventano determinanti specie per supportare le fasce più deboli.
L'emergenza ha modificato anche le abitudini di acquisto dei consumatori sempre più orientati verso stock e grandi scorte da tenere in casa. La tendenza è verso l'acquisto di prodotti come latte a lunga conservazione, pasta, sughi, conserve animali, farina, prodotti per l'igiene e la salute. Di fatto aumentano i volumi, ma questa pare essere una tendenza generalizzata a livello nazionale.
Ma quali sono le misure adottate dai retailer in Sicilia? E come stanno affrontando la situazione?
“Abbiamo adottato tutte le indicazioni a scopo precauzionale sia per i clienti che per i dipendenti. Tra queste, il flusso regolarizzato in entrata nei negozi per i clienti che nei punti di vendita più grandi viene garantito anche con apposita segnaletica a terra, per agevolare il mantenimento delle distanze ed evitare assembramenti e si cerca di dare priorità all’ingresso alla Protezione civile e alla Croce rossa che supportano le fasce più deboli della società” spiega Vittorio Troia, direttore divisione Sicilia PAC2000A.
Nei negozi sono presenti: la segnaletica a terra di distanziamento nei reparti serviti; la cartellonistica “spesa salva tempo” per suggerire semplici regole per risparmiare tempo nel fare la spesa e ridurre i tempi di attesa fuori dal supermercato; spot radio ah hoc sulle principali regole di igiene oltre che flaconi disinfettanti all’ingresso, barriere in plexiglass alle casse. Il servizio di eCommerce Conad è al momento attivo a Palermo attraverso alcuni punti di vendita in grado di servire tutta la città. “Le richieste -spiega Vittorio Troia- sono aumentate in maniera esponenziale al punto da generare difficoltà di navigazione per qualche ora, la scorsa settimana. Abbiamo ampliato l’orario di consegna sia la mattina che nel pomeriggio, proprio per cercare di soddisfare quante più richieste possibili. In merito alla spesa a domicilio, molti punti di vendita si stanno muovendo in questa direzione, grazie anche alla tecnologia, sia con ordini telefonici che per e-mail o tramite servizi di messaggistica, facendosi supportare in alcuni casi da associazioni di volontari per la consegna. Il servizio è gratuito per tutti i clienti Over 65”. Gli store non attrezzati logisticamente per la consegna della spesa a domicilio, stanno mettendo a disposizione un numero di telefono o servizi di messaggistica.
Coop Alleanza 3.0
In Sicilia, dove non è attivo il servizio eCommerce Easy Coop, la cooperativa ha attivato, in alcuni comuni, servizi specifici di consegna gratuita della spesa con il supporto delle organizzazioni di volontariato locale. Questo servizio è rivolto alle persone più vulnerabili: anziani, ammalati e soggetti con basse difese immunitarie. I comuni coinvolti sono: Bronte, Gravina di Catania, Mascalucia, Camporotondo Etneo, in provincia di Catania, Milazzo (Me) e Palermo. Per questo progetto sono state dedicate le risorse provenienti dall'iniziativa 1 per tutti 4 per te che destina l’1% del valore degli acquisti dei prodotti Coop a favore di iniziative dedicate alla comunità; in particolare le attività di carattere solidale sono alimentate dalla linea Origine.
Anche negli store di Coop Alleanza 3.0 sono stati predisposti pannelli in plexiglass a protezione delle casse e strisce a terra per aiutare i clienti a rispettare le distanze previste dal decreto.
Gli store siciliani aderiscono inoltre al progetto L’unione fa la spesa che prevede l'accesso prioritario ai punti di vendita della rete per gli operatori della sanità, assieme al personale della Protezione Civile e ai volontari.
La società, concessionaria dei marchi Despar, Eurospar, Interspar, Ard Discount e Altasfera, ha impiegato personale per la sicurezza, per gestire l’ingresso e per far rispettare la distanza di sicurezza. Alle casse sono state indicate le zone in cui i clienti non devono sostare mentre la radio instore ricorda ai clienti di effettuare velocemente i propri acquisti per consentire a tutti di poterlo farlo. Per permettere alle fasce deboli di effettuare la spesa senza recarsi al supermercato, Ergon sta collaborando in alcuni comuni con la Protezione civile e con associazioni che prelevano la merce e la consegnano a casa di anziani e malati. “Stiamo sperimentando nel comune di Ragusa la spesa a domicilio -sottolinea la società- ma siamo ancora in fase di test e siamo praticamente stati presi d'assalto con richieste al di là delle previsioni. Presto estenderemo il servizio anche in altri comuni”. Per quanto riguarda gli orari di apertura, Ergon ha adottato una scelta opposta rispetto alla consuetudine di questo periodo decidendo di ampliare gli orari d’apertura e non di restringerli.
L'azienda, che opera attraverso le sue partecipate Max Market, CDH ed Ica Market con le insegne Il Centesimo, Carrefour Market, Carrefour Express, Zero1 e Max Supermercati, sta regolamentando il flusso in ingresso con l'ausilio di personale addetto alla sicurezza. È stata predisposta priorità di ingresso alle associazioni benefiche che si occupano di domiciliare la spesa alle persone più deboli. Sono stati predisposti tutti gli strumenti utili al mantenimento delle distanze di sicurezza soprattutto in prossimità delle casse e sono stati allestiti schermi protettivi in plexiglass dove necessario. Alle casse, inoltre, è prevista una corsia preferenziale per gli operatori sanitari. Anche nei ce.di. sono stati regolamentati gli orari di lavoro suddividendo l'ingresso per i diversi reparti in modo da ridurre le presenza contemporanea del personale ed evitare il conseguente rischio di assembramento. Accelerato il processo smart working anche per gli uffici amministrativo e commerciale.
“In generale, l'azienda si è dotata di un piano di business continuity volto ad assicurare le sedi, i depositi, i negozi e gli uffici un protocollo di azioni e procedure tali da affrontare ogni necessità ed emergenza senza compromettere l'operatività lavorativa di ciascun settore”.
“Con tanti sforzi e nuove assunzioni siamo riusciti a coprire una richiesta venti volte maggiore del consueto” spiega Giusi Vitale. L'insegna palermitana, socia Coralis, che nel più recente passato accettava anche ordini telefonici o via whatsapp, oggi, vista l'emergenza, ha deciso di far confluire tutto sul sito.
“Abbiamo dovuto mettere in pratica in pochi giorni progetti che ancora erano in erba -aggiunge l'imprenditrice- Ne è esempio emblematico un centralino unico dove far confluire tutte le telefonate ai punti di vendita, con uno staff dedicato solo all’eCommerce Uk che ha subìto un'impennata straordinaria, ma anche un gruppo dedito ad Amazon che ha avuto la stessa tendenza, con un potenziamento dei fattorini e delle persone dedicate ai social. Abbiamo dovuto programmare un turno serale e notturno per la preparazione delle spese”.
Gli store attuano ingressi contingentati per un massimo di 20 persone nelle strutture di dimensione media, 10 in quelle piccole e 30 nelle grandi. “I nostri operatori sono equipaggiati con guanti e mascherine H24, i locali sono sanificati regolarmente e ai consumatori si assicura (e si richiede) il rispetto della distanza di sicurezza minima di 1mt, fuori e dentro i negozi”.
Per quanto riguarda i fornitori, aggiunge: “Siamo impegnati al massimo per evadere i pagamenti ai fornitori locali con un mese di anticipo, così da permettere loro di lavorare più fluidamente, convinti che sostenerli in questo momento di difficoltà, sia la risposta più responsabile”. Infine per il personale sono stati stanziati dei premi speciali di produzione, ed è stata sottoscritta una Polizza di Assistenza sanitaria integrativa, in collaborazione con il gruppo Generali spa.
Gruppo Rocchetta (Paghi Poco)
Anche nei punti di vendita Paghi Poco sono stati montati schermi protettivi in plexiglass nelle casse, per ridurre il più possibile l’esposizione degli operatori. Per gestire gli ingressi l'azienda sta adoperando sia il contributo dello staff interno sia del supporto di vigilanza esterna. “Purtroppo -spiega Antonino Fontana, responsabile ufficio del personale- ci confrontiamo ogni giorno con una piccola parte di clientela che non ha ancora capito che tali restrizioni sono fondamentali e la tutela della salute va rispettata. Il turno in ingresso viene gestito dagli elimina code che regolano sia l’ingresso al punto di vendita sia il turno del reparto salumeria. Nei punti vendita con grandi metrature, circa 1.000 mq, il numero di clienti che possono rimanere all’interno è di 10. Inoltre, sempre all’interno, oltre agli schermi protettivi alle casse, abbiamo apposto delle segnaletiche a terra, specialmente nel reparto salumeria e alla casse, per delimitare la distanza di sicurezza tra i clienti ed evitare il più possibile assembramenti”.
Il servizio a domicilio viene gestito attualmente dalla Caritas, Protezione civile e altre associazioni, che hanno priorità di ingresso nei punti di vendita. Sull'eCommerce, il gruppo però ha in cantiere un progetto per la gestione diretta del servizio a domicilio.
L'insegna ha attivato una specifica polizza salute che prevede un’indennità in caso di ricovero causato da infezione Covid-19
In favore di 5.000 dipendenti, le società Unieuro spa, Carini Retail srl e Monclick srl hanno attivato una specifica polizza salute che prevede un’indennità in caso di ricovero causato da infezione Covid-19, un’indennità da convalescenza e un pacchetto di assistenza post degenza per gestire il recupero della salute insieme a tutti gli aspetti famigliari e pratici della vita quotidiana.
Unieuro chiarisce che la copertura assicurativa in caso di contagio da Coronavirus per tutti i dipendenti del gruppo ha lo scopo di “tutelarli in un contesto eccezionale come quello che ci troviamo ad affrontare”.
L'insegna di abbigliamento sportivo, attiva con 150 punti di vendita, sta sostenendo il progetto attraverso i propri asset digitali, website, social e newsletter
Il progetto #CorsaPerLaVita, promosso da Cisalfa Sport, supporta la onlus Hope in un'azione di fundraising per l'acquisto di ventilatori polmonari, ecografi, letti e materiale sanitario per le terapie intensive, impegnate nella lotta contro l'epidemia da Coronavirus. L'insegna di abbigliamento sportivo, attiva con 150 punti di vendita, sta sostenendo il progetto attraverso i propri asset digitali, website, social e newsletter, e ulteriori canali online lanciando una call a clienti e dipendenti con l'invito a “gareggiare insieme in una corsa contro il tempo, contro un nemico invisibile che sta cambiando le nostre vite”.
Per partecipare al fundraising basta collegarsi a www.hopeonlus.org/coronavirus/cisalfa/ ed effettuare una donazione libera, fiscalmente deducibile, a Hope onlus, organizzazione non profit che aiuta bambini e comunità in difficoltà in Italia e in Medio Oriente attraverso interventi di aiuto umanitario e di sviluppo sostenibile a tutela della salute e dell’educazione e che, dal 2 marzo 2020, opera con una Task Force di Emergenza di professionisti specializzati, lavorando sette giorni su sette, 24 ore su 24, con gli ospedali milanesi e lombardi per salvare più vite possibili nell'epidemia da Coronavirus.
“Il decreto firmato ieri (22 marzo) pomeriggio dal Presidente del Consiglio conferma le nostre previsioni: il servizio di consegna a domicilio dei pasti provenienti dai ristoranti è consentito e prosegue regolarmente. Un aiuto per milioni di persone costrette in casa, in particolare per i più anziani che possono continuare a farsi consegnare cibi preparati nei loro ristoranti di fiducia”. Così Fipe, Federazione italiana dei Pubblici esercizi, in merito alle ultime misure prese dal governo per contenere il Covid 19.
"Come abbiamo sottolineato sin dal primo giorno –prosegue Fipe– è tuttavia indispensabile che questo servizio venga svolto nel pieno rispetto delle disposizioni di sicurezza sia per i lavoratori coinvolti che per i consumatori”.
Metro Italia, con Adm, chiede di aprire temporaneamente a tutti i 380 c+c italiani, normalmente dedicati ai possessori di partita iva. "Serve una deroga temporanea come misura di emergenza. Anche noi vogliamo fare la nostra parte", afferma Tanya Kopps, Ceo di Metro Italia
Aggiornamento 30 marzo
Per diventare operativa, cosa servirebbe a questa proposta per aprire anche a clienti non muniti di partita Iva? Chiara la risposta di Tanya Koops, Ceo di Metro Italia: "Serve una deroga temporanea alla licenza di vendita, che chiediamo come misura d’emergenza affinché anche noi di Metro possiamo dare il nostro aiuto. Una deroga che può essere data dal Governo".
La proposta di Metro
In linea con Adm Associazione Distribuzione Moderna, Metro Italia, che ha sottoscritto di recente un'alleanza per gli acquisti con il Gruppo VéGé, chiede e auspica la possibilità di aprire temporaneamente e in via eccezionale anche al consumatore finale tutti i 380 cash&carry italiani (ndr: di cui 49 a insegna Metro), normalmente dedicati ai possessori di partita iva e al canale horeca (Hotel, ristoranti e caffè). La richiesta è motivata dalla necessità di “agevolare la spesa alimentare delle famiglie ed evitare lunghe attese. La spesa online e il click&collect, che nelle prime settimane erano cresciuti rispettivamente dell’80% e del 180%, oggi fanno fatica a rispondere alle continue richieste, per saturazione della capacità logistica. ”.
“Il mondo dei consumi fuori casa, com’è noto, è sicuramente uno dei principali settori che dall’inizio dell’emergenza ha subìto immediatamente conseguenze molto dure, seppur necessarie -afferma Tanya Kopps Ceo di Metro Italia-. L’assortimento dei nostri punti di vendita può soddisfare anche i bisogni dei consumatori che oggi sono costretti a lunghe code fuori dalle insegne della gdo. Oltre all’ampiezza e la profondità del nostro assortimento alimentare, i nostri spazi, molto ampi, favoriscono la possibilità di mantenere le corrette distanze di sicurezza e i nostri colleghi dei punti di vendita sono preparati a gestire eventuali nuovi flussi. Inoltre, nelle nostre strutture commerciali sono in vendita formati di prodotto professionali che consentirebbero di acquistare in un’unica soluzione più prodotto e ridurre quindi il numero di spostamenti dei cittadini per fare la spesa”.
Si chiama B2You ed è il nuovo servizio offerto da Altroconsumo alle aziende, per sostenerle nella ricerca di un maggior livello di qualità da offrire ai consumatori. Uno strumento obiettivo, indipendente e trasparente per dare valore alla tua marca e migliorare gli standard di qualità a favore di chi acquista.
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Il contest Aw Lab is me Music Edition, promosso in Italia e in Spagna, si sposta online. I live previsti negli store si svolgeranno in streaming
Oltre 3.000 aspiranti artisti della musica potranno sfidarsi sul web in occasione del contest Aw Lab is me Music Edition, promosso in Italia e in Spagna dall’insegna Aw Lab (Bata). In palio un singolo prodotto da Low Kidd e distribuito da Sony Music.
Le iscrizioni alla seconda edizione del contest sono partite a fine febbraio 2020 e saranno on air fino a fine maggio. Le sfide a suon di musica si sarebbero dovute svolgere durante appositi live nei punti di vendita dell’insegna. Vista la chiusura dei negozi non food sul territorio nazionale, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid19, è stato deciso di spostare l’iniziativa sul web lanciando l’evento in streaming, chiamando a raccolta artisti noti per ascoltare le performance di alcuni partecipanti.
Sul sito http://isme.aw-lab.com si può scaricare un esclusivo beat prodotto da Low Kidd per l’occasione. I partecipanti potranno utilizzarlo con un proprio testo, registrare un breve video e caricarlo sul minisito dedicato. Chi scrive musica potrà invece caricare un suo pezzo originale. Chi non vuole utilizzare il beat suggerito e non conta su un proprio singolo, potrà iscriversi semplicemente interpretando e registrando un breve video di una canzone con cui si vuole confrontare.
L’appuntamento è per sabato 28 marzo dalle 16 alle 18 sui canali social instagram, facebook, youtube di Aw Lab dove i partecipanti proporranno la propria performance agli special guest dell’evento, Dani Faiv, Low Kidd, Clementino, Nayt ed Ensi, quest’ultimo nella veste di presentatore. I vincitori accederanno alla finale estiva, quando si riuniranno ai giudici anche Madame ed Ana Mena, ambasciatrice dell’evento in Spagna.
La donazione di un milione di euro va al progetto contro il Coronavirus avviato dall’Istituto Nazionale dei Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli
Un milione di euro a sostegno del progetto di ricerca per lo sviluppo di farmaci contro il Coronavirus avviato dall’Istituto Nazionale dei Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli. È il dono di Conad e WRM Group, soci in BDC, la società che ha rilevato la rete ex Auchan, gestita attraverso la società Margherita Distribuzione. La donazione va dunque ai ricercatori a lavoro per sviluppare un farmaco per la cura dei pazienti che hanno contratto il Coronavirus Covid-19.
“Con questa donazione vogliamo dimostrare la nostra gratitudine a quei ricercatori, medici, paramedici e infermieri che in ogni ospedale e laboratorio si impegnano senza sosta a sviluppare farmaci che possano concorrere a mitigare gli effetti dell’epidemia e a combattere la malattia -dichiara Antonio Brianti, Ad di Margherita Distribuzione-. I nostri dipendenti sono da settimane impegnati nei negozi ex Auchan a garantire la disponibilità di beni alimentari e primari a milioni di famiglie in tutta Italia e anche a loro va il mio ringraziamento per la loro dedizione, senso di responsabilità e determinazione”.
L'emergenza ferma tutto, a parte i servizi indispensabili tra i quali la vendita al dettaglio di alimentari e farmaci: tutte attività a contatto con il pubblico quindi a rischio potenziale di contagio per il personale e i clienti. Per questo le imprese coinvolte si stanno attrezzando per proteggere i lavoratori e il pubblico installando nelle postazioni dove avviene il contatto una barriera parafiato.
Covistop barriera parafiato
barriera parafiato Covistop Eurostands
L'architetto Alessandro Ballocchi ha disegnato per Eurostands, specializzata in allestimenti, la barriera parafiato Covistop, acronimo di "strategie di controllo e vigilanza per la salute degli operatori". Serve a tutelare chi opera nelle farmacie o nel retail in attività a contatto con il pubblico, dove è facile con un colpo di tosse o uno starnuto, o semplicemente parlando, mettere a rischio la salute delle persone.
Covistop si installa in 24 ore, autonomamente, non servono operai, e assicura una protezione immediata.
Conversione della produzione
Dettaglio di Covistop
L'Ad di Eurostands Maurizio Cozzani ha spiegato come si sviluppata l'idea: due giorni di lavoro sono stati sufficienti per riconvertire la produzione e scongiurare il fermo delle macchine. In periodi di crisi, occorre produrre oggetti di cui non si poteva immaginare l'utilità prima e sapersi organizzare rapidamente per assicurare la continuità dell'impresa.
La barriera Covidstop è fatta di plexiglass, quindi è infrangibile e riciclabile al 100%, nonché semplice da igienizzare, un altro aspetto indispensabile per la sicurezza. Infatti, è costituita da un'unica lastra di Pmma (polimetilmetacrilato) trasparente, per attenuare l'effetto barriera nella relazione con le persone, che si pulisce con prodotti e panni comunemente in commercio.
Gli ultimi aggiornamenti sulle soluzioni adottate dalle diverse insegne con il progredire dell'emergenza coronavirus Covid-19
Aggiornamento 24/03/2020
Mentre si prendono nuove decisioni su aperture e cambi d'orario, i retailer della gdo continuano anche a rispondere all'emergenza coronavirus Covid-19 con nuove misure nei punti di vendita.
L'ultima misura messa in atto in tal senso da alcune insegne in Lombardia e in Piemonte è il controllo della temperatura dei clienti all'ingresso con termoscanner. Una soluzione in via di implementazione che segue la relativa ordinanza, non solo per i supermercati ma anche per farmacie e luoghi di lavoro, destinata alle due Regioni. Tra i negozi che si sono già equipaggiati Il Gigante di Sesto San Giovanni a Milano (che annuncia l'iniziativa anche sui social) e alcuni punti di vendita Esselunga.
Esselunga fa sapere che "considerata l’importanza del loro servizio, abbiamo deciso di istituire dei canali preferenziali per il personale sanitario e, inoltre, per i volontari designati dai Comuni e dagli enti presenti sul territorio, al fine di permettere loro di fare la spesa e consegnarla in maniera veloce alle famiglie che ne faranno richiesta".
Le nuove misure Coop: Coop, Anci e Dipartimento protezione civile firmano un Protocollo d’Intesa per attivare il servizio di consegna gratuito della spesa grazie al ruolo delle organizzazioni di volontariato locale. Inoltre, Coop mette a disposizione della Protezione Civile il know how commerciale della sua filiale di Hong Kong e per questa via dona agli ospedali un primo ingente quantitativo di dispositivi medici che arriveranno la prossima settimana. Coop ha inoltre attivato a partire dallo scorso 17 marzo un’offerta di solidarietà digitale pari a 100 GigaByte di traffico dati gratuito valido per 30 giorni su tutto il territorio nazionale a beneficio degli oltre 1,5 milioni di utenti CoopVoce. Un modo per stare vicino alle famiglie e per non avere limiti nella fruizione dei servizi digitali.
Aldi ha messo a disposizione di tutti i collaboratori strumenti di protezione individuali e gel igienizzanti, sono state implementate in tutti i punti di vendita azioni volte a contingentare gli ingressi e favorire il rispetto della distanza minima di un metro tra le persone, collocando una apposita segnaletica sul pavimento. All’ingresso sono stati apposti cartelli che richiamano alle raccomandazioni di comportamento da adottare e messi a disposizione dispenser contenenti disinfettante a base alcolica. Intensificate le attività di sanificazione degli spazi e delle superfici in tutti i negozi e dotazione per ogni cassa di una protezione in plexiglass.
Bennet ha deciso di installare delle protezioni presso le postazione casse e all’interno delle farmacie dei negozi. Ha potenziato i servizi di spesa online in collaborazione con Supermercato24 con attenzione particolare agli over 65 e stipulato per i propri collaboratori una polizza assicurativa che prevede un programma di assistenza sanitaria in caso di positività al Covid-19. Implementato anche il servizio Bennetdrive con l'apertura di Sedriano e lanciata l'iniziativa l’iniziativa “Trasforma i tuoi punti in solidarietà”.
Aggiornamento 11/3/2020
Multicedi, titolare dei marchi Decò, Adhoc Cash&Carry, Ayoka, Dodecà, SuperRisparmioso e Sebòn, ha trasmesso ai suoi oltre 500 punti di vendita le indicazioni da osservare per garantire sicurezza e igiene. In particolare, si prevede che la pulizia straordinaria e la disinfezione delle superfici e degli ambienti possa essere fatta anche in forma autonoma e non necessariamente avvalendosi di una ditta esterna. In entrambi i casi è obbligatorio esporre l’avviso dell’avvenuta sanificazione dei locali e mettere a disposizione del personale e dei clienti flaconi di igienizzante per le mani. È obbligatorio usare guanti monouso e mascherine ed esporre l’opuscolo con i comportamenti corretti da seguire. Occorre garantire la distanza di sicurezza di almeno un metro tra i clienti utilizzando gli elimina-code ai banchi, le strisce gommate a pavimento, cartelli informativi.
Coop Alleanza 3.0 tiene aperti gli oltre 400 store secondo i consueti orari di apertura al pubblico. Unica eccezione, nei giorni festivi e prefestivi, i corner con affaccio nelle gallerie commerciali (ottica, gioielleria, piante e fiori, Momenti per Te e Amici di Casa Coop) che saranno chiusi come previsto dalle disposizioni. Iper e Super, presenti nelle gallerie saranno invece aperti anche nei weekend. "Nella situazione eccezionale che stiamo vivendo abbiamo ritenuto di dover aiutare anche le fasce più deboli della popolazione dando il nostro contributo con il servizio di spesa online EasyCoop, che da oggi consegnerà la spesa gratuitamente a tutti gli over 65 negli oltre 300 comuni in cui il servizio è attivo" dichiara Adriano Turrini, presidente di Coop Alleanza 3.0.
Unicoop Tirreno indirizza questo messaggio ai consumatori: "Tutti i nostri supermercati hanno messo in atto le misure indicate dal Ministero della Salute per prevenire la diffusione del virus, il nostro personale è preparato sul tema, stiamo usando tutti i mezzi di comunicazione per dare le corrette informazioni, nel modo più chiaro possibile. Pulizia e sanificazione di ambienti, bagni, carrelli, cestini e bilance sono state intensificate".
Md indirizza ai consumatori una comunicazione: "Noi di Md ce la stiamo mettendo tutta per essere al tuo fianco ogni giorno. Stiamo lavorando con grande energia e attenzione, affinché tutti possano avere la certezza di trovare, in ogni momento, quel che gli serve, con la massima comodità e sicurezza. Vieni a fare la spesa onorando le norme di igiene e buon senso, nel rispetto della collettività, dei commessi, degli addetti alle vendite e di tutti noi che ogni mattina usciamo di casa per garantirti la qualità e la convenienza che ti abbiamo sempre assicurato".
Il Gruppo Gabrielli, attivo con le insegne Oasi, Tigre e Tigre Amico presenti in Marche, Abruzzo, Umbria, Molise e Lazio, sottolinea: “Non sono giustificati gli accaparramenti di merci considerando che saremo aperti tutti i giorni della settimana ampliando ulteriormente l'orario di tutti i punti di vendita ove possibile”.
L'azienda ha adeguato le modalità di accesso e l'erogazione dei servizi. “I nostri punti di vendita funzionano a pieno ritmo a partire dal monitoraggio delle referenze maggiormente richieste e dall’assortimento costante e capillare dei nostri prodotti” spiega l’Ad del Gruppo Gabrielli Mauro Carbonetti.
I negozi della rete del gruppo sono inoltre stati dotati di ulteriori sistemi igienizzanti per tutelare clienti e maestranze. Sono, inoltre, disponibili da giorni presidi sanitari a disposizione della clientela come ad esempio le salviette igienizzanti per pulire i carrelli e i dispenser per la pulizia delle mani.
Punti di vendita aperti anche per Fresco Market (Gruppo Tuo), operativa in Lazio, Toscana, Umbria e Marche. "Nei nostri store -spiega l'insegna- saranno garantiti i generi alimentari di prima necessità. Ci siamo attivati per garantire in tutti i supermercati aperti un'operatività sicura sia per i clienti che per i dipendenti, adottando le misure in linea con le normative promulgate dal Governo. Il nostro personale è preparato e aggiornato sulle misure igieniche indicate di volta in volta dal Ministero della Salute". La società aggiunge: "Nonostante la maggiore affluenza non si registrano episodi di ressa, gli ingressi vengono gestiti consentendo l'ingresso a 15 persone per volta e le file alle casse mantenendo la distanza almeno di 1 metro tra i clienti, in ottemperanza alle misure di limitazione di assembramento". Inoltre il servizio di spesa online, realizzato tramite il partner di consegna a domicilio Supermercato24, garantisce la consegna gratis per i clienti over 65 anni fino al 12 aprile, per spese di almeno 40 euro usando il codice sconto UNAIUTOX65 al momento
dell’acquisto. Le zone coperte dal servizio sono verificabili sul nostro sito www.frescomarket.it.
Apertura assicurata anche per la rete InGrande (Gruppo Tuo), attiva in Lazio e Toscana. "Ci siamo attivati per garantire in tutti i supermercati aperti un'operatività sicura sia per i clienti che per i dipendenti, adottando le misure in linea con le normative promulgate dal Governo".
Il Gruppo Arena (Gruppo VéGé), attivo in Sicilia con le insegne Decò, Maxistore Decò, Decò Gourmet, vuole tranquillizzare i clienti. "Non ci sono carenze di prodotti nelle nostre piattaforme logistiche e stiamo monitorando passo dopo passo l’emergenza epidemiologica da Covid-19 (coronavirus), adottando di volta in volta le misure di prevenzione igieniche e sanitarie indicate dal Ministero della Salute". E aggiunge: "Per il continuo monitoraggio delle procedure previste dai decreti emanati, tutto il personale è stato correttamente formato e preparato sulle misure igieniche precisate dal Ministero della Salute. I nostri supermercati seguiranno gli orari regolari e vuole avvisare che, nonostante la chiusura prevista dei centri commerciali, in ottemperanza al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tutti i nostri supermercati ed ipermercati presenti all’interno degli stessi resteranno regolarmente aperti, garantendo un servizio continuativo anche nelle giornate di sabato e domenica".
Per quanto riguarda, invece, i punti di vendita, diretti ed in franchising, che effettuavano la chiusura infrasettimanale il mercoledì pomeriggio, resteranno aperti e nelle giornate di sabato seguiranno l’orario continuato. Il gruppo ha, infine, reso gratuito il servizio di consegna di spesa a domicilio a tutti i clienti over 65 anni, in tutti i punti vendita dove è presente il servizio.
Ergon, società consortile che opera in Sicilia con store a marchio Despar, Interspar, Eurospar, Ard e AltaSfera, ha indirizzato ai consumatori una comunicazione specifica sottolineando le procedure da rispettare, soprattutto quando si è vicini alla cassa: mantenere la distanza di un metro quando si è in fila, anteponendo se possibile il
carrello della spesa fra sé e il cliente davanti come una sorta di separatore fisico; solo quando arriva il proprio turno posizionare la merce all’inizio del nastro; una volta sistemata la merce, recarsi direttamente nella zona d’insaccamento della spesa e non sostare davanti alla cassiera; porgere i contanti o la carta mantenendosi a distanza.
L'amministratore delegato annuncia la chiusura in ottemperanza al Dpcm del 22 marzo 2020. Attivi area manager e dipartimento service per garantire riparazioni e manutenzione
Filippo Marzaro, amministratore delegato di Arneg Spa, ha annunciato con una comunicazione ufficiale che in seguito al nuovo decreto ministeriale, l'azienda è costretta a interrompere temporaneamente la produzione.
Chiusi gli stabilimenti, ma operativa l'assistenza
Con ulteriori misure restrittive per combattere la diffusione del Coronavirus, il Governo Italiano ha deciso che tutte le aziende che non producono beni essenziali rimarranno chiusedal 23 marzo al 3 aprile 2020.
Scusandosi, Filippo Marzaro, rassicura clienti e partner, garantendo che tutti gli ordini ricevuti verranno evasi appena sarà possibile riprendere l'attività. Rimangono operativi gli area manager per fornire il supporto necessario ai clienti e anche il dipartimento service, al quale è consentito operare al fine di garantire i servizi di riparazione e manutenzione.
Non tutti i retailer hanno optato per la chiusura domenicale. Ecco le scelte di Esselunga, Coop, Conad, Despar, U2, Aldi, Lidl, Fresco Market
Il tema delle chiusure domenicali, ancora una volta, torna al centro del dibattito e non mette tutti d'accordo, anche in un periodo come quello attuale con restrizioni e direttive ministeriali che, volente o nolente, stanno costringendo i retailer a riorganizzarsi.
La scelta di chiudere i supermercati la domenica, a partire dal 22 marzo, è stata giustificata su più fronti: volontà di dare sostegno ai collaboratori soggetti a una mole di lavoro sempre più massiccia, necessità di approvvigionare e sanificare i punti di vendita e la constatazione che in fondo nei fine settimana di fatto l'affluenza diminuisce, con la domenica non più seconda giornata di incassi.
Dall'altro canto, c'è chi invece sottolinea come le chiusure facciano correre il rischio di file più lunghe pre e post domenicali che aumenterebbero i disagi e le possibilità di contagio.
Ad alimentare le motivazioni dei più scettici rispetto alle saracinesche abbassate la domenica anche il rallentamento della spesa: diminuiscono gli ingressi giornalieri e aumenta lo scontrino medio.
Il coro dunque non è unanime e c'è chi suggerisce che le scelte debbano essere effettuate sulla base delle esigenze dei singoli territori, in accorda tra azienda e personale di vendita.
Il dibattito prosegue, ma intanto le insegne, che hanno in linea generale modificato gli orari di apertura settimanale sul territorio nazionale, si sono divise su questo fronte optando, in maggioranza, per la chiusura dei festivi. Ma con le dovute eccezioni.
Come rispondono i retailer
Esselunga comunica ai consumatori i nuovi orari in vigore fino a venerdì 3 aprile. "I nostri negozi cambiano orario -scrive l'insegna- saranno aperti da lunedì a sabato dalle 7.30 alle 20 e domenica dalle 8 alle 15". La catena rivolge un invito agli utenti a cui indirizza un messaggio specifico: "Esselunga è impegnata fin dal primo giorno a garantire il servizio alla clientela, grazie all’impegno straordinario dei suoi dipendenti, delle proprie produzioni e dell’apporto dei suoi quasi 2500 fornitori. In questo momento abbiamo bisogno della collaborazione di tutti voi".
Crai ha optato per le chiusure domenicali. "I cedi -spiega l'azienda- hanno optato per la chiusura domenicale dei negozi per far riposare il personale di vendita".
Carrefour ha ridotto gli orari di apertura di ipermercati, supermercati e negozi di prossimità diretti, dalle ore 8,30 alle ore 19 durante la settimana, limitando l'apertura domenicale dalle 8,30 alle 15 dal 19 marzo fino al 29 marzo. "In questo modo continueremo a garantire sia la possibilità di accedere ai nostri negozi in fasce orarie che soddisfino le necessità dei cittadini, sia il bisogno di tutelare le esigenze di riposo dei nostri collaboratori impegnati in uno sforzo straordinario, ai quali verrà corrisposto, nei prossimi giorni, un premio economico a riconoscimento del loro prezioso contributo".
La decisione di Coop Italia di chiudere i punti di vendita domenica 22 e 29 marzo è stata dettata da due motivi: “Prima di tutto contribuiamo a limitare le presenze per strada diluendo gli acquisti delle famiglie durante i giorni feriali della settimana e impedendone la concentrazione durante la domenica. Contemporaneamente veniamo incontro alle necessità dei colleghi che operano nei punti di vendita e che tanto stanno facendo per garantire un servizio essenziale alle persone”.
Francesco Pugliese, AdConad, puntualizza: “Dato l'eccezionale momento e la volontà di agevolare l'applicazione delle indicazioni del Governo e delle regioni, Conad ha suggerito ai propri soci imprenditori di limitare l'apertura dei punti di vendita nelle prossime due settimane, dal lunedì al sabato fino alle ore 19". Conad ha anche suggerito di prevedere per domenica 22 e domenica 29 marzo, in funzione delle eventuali necessità di servizio ai cittadini e in accordo con le Autorità locali, la chiusura dei punti di vendita.
In Sicilia Conad ha accolto l'invito decidendo la chiusura dei punti di vendita. “Avevamo preso questa decisione prima che arrivasse l’ordinanza regionale, in rispetto a tutti i nostri lavoratori che stanno facendo veramente un grande sforzo in questi giorni. -spiega Vittorio Troia, direttore divisione Sicilia PAC2000A-.A tutti loro vogliamo dire grazie, perché stanno facendo un lavoro incredibile”.
Lidl ha ridimensionato in generale gli orari di apertura “nel rispetto delle esigenze della comunità e dei collaboratori”. A partire dal 19 marzo, infatti, i punti di vendita sono aperti dalle 8,30 alle 19 durante la settimana e dalle 8,30 alle 13 la domenica. Lidl spiega: “Per quanto riguarda la domenica, abbiamo scelto di prestare il necessario servizio alla comunità, che per diversi motivi non può recarsi a fare la spesa durante la settimana, limitandolo alla mattina, salvo ordinanze territoriali specifiche”.
Anche Aldi opta per la chiusura domenicale. “Vogliamo supportare ulteriormente i collaboratori dei negozi e della logistica permettendogli di trascorrere più tempo con i propri cari” spiega l'azienda. Gli store della rete mantengono l'orario di apertura settimanale 9-20 ad eccezione dei negozi di Bolzano, Merano e Brunico aperti da lunedì a sabato dalle 9 alle 19. Anche nel caso di Aldi la chiusura domenicale sarà valutata dopo il 29 marzo in base agli sviluppi dell'emergenza sanitaria Covid19.
Unesmodifica gli orari di apertura dei suoi supermercati, consultabili sul sito dedicato dell'insegna nella sezione Punti vendita. Nelle strutture della rete i banchi serviti sono aperti da lunedì a domenica fino alle ore 14. “Questa scelta -spiega l'azienda- è dettata dal bisogno di sostenere le esigenze dei nostri collaboratori”.
Maiora, socio di Despar Italia per il Sud, ha scelto di mantenere chiusi i propri punti di vendita diretti la domenica. Secondo Despar: “La chiusura domenicale permetterà anche di presidiare al meglio i punti di vendita durante i giorni e gli orari di apertura, limitando il più possibile gli assembramenti, e renderà più agevole il ripristino delle scorte dal magazzino agli scaffali, per dare ai clienti un servizio migliore”.
Fresco Market (Gruppo Tuo) osserva gli orari di apertura, anche in questo caso consultabili negozio per negozio nel sito internet dell'insegna, 8,30-19 durante la settimana. In alcuni punti di vendita l'apertura è anticipata alle 8. Apertura prevista anche la domenica con due distinzioni: i negozi che prevedevano già la chiusura alle 13 mantengono questo orario mentre gli altri solitamente aperti più a lungo chiudono alle 15. "Osserveremo gli orari seguendo le indicazioni dei decreti in vigore -spiega l'insegna-. I nostri consumatori possono consultare il nostro sito web aggiornato costantemente".
Bennet (Gruppo VéGé) assicura l'apertura dei suoi punti di vendita Bennet anche nella giornata di sabato, mentre la domenica gli ipermercati chiuderanno alle ore 14 "salvo dirette prescrizioni da parte delle regioni come Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia che impongono una chiusura totale la domenica. Il servizio Bennetdrive rimane sempre attivo".
Donatella Prampolini, presidente di D.IT Distribuzione Italiana spiega: "La domenica teniamo chiusi quasi tutti i punti di vendita. Ovviamente i nostri soci sono imprenditori autonomi pertanto possono decidere in autonomia, ma avendo visto il comportamento dei consumatori nelle ultime due settimane, con drastico calo degli accessi nel week end, stanno quasi tutti decidendo per la chiusura. Scelta obbligata non solo dal forte assenteismo per rispetto dei protocolli preventivi di malattia di questi giorni, ma anche per rifornire i negozi in assenza di clienti e per sanificare gli ambienti".
L'ultima modifica al Decreto #iorestoacasa da parte del Governo parla di fare la spesa nel proprio Comune di residenza. Una soluzione che ha provocato reazioni tra i retailer. Vediamo di fare chiarezza
Nell'ultima modifica al Decreto #IoRestoaCasa da parte del Governo si parla della necessità di fare la spesa nel proprio Comune di residenza. Una soluzione che ha provocato reazioni tra i retailer e anche tra alcuni consumatori. Facciamo chiarezza.
Alla pagina online che il Governo ha dedicato alle domande frequenti sul Decreto #IoRestoaCasa, si legge che "si deve fare la spesa nel posto più vicino possibile a casa o, per chi non lavora a casa, al luogo di lavoro. Infatti, gli spostamenti devono essere limitati allo stretto necessario sia tra Comuni limitrofi che all'interno dello stesso Comune. In ogni caso, si deve sempre rispettare rigorosamente la distanza tra le persone negli spostamenti, così come all'entrata, all'uscita e all'interno dei punti vendita. Per questa ragione la spesa è fatta di regola nel proprio Comune, dal momento che questo dovrebbe garantire la riduzione degli spostamenti al minimo indispensabile. Qualora ciò non sia possibile (ad esempio perché il Comune non ha punti di vendita), o sia necessario acquistare con urgenza un bene non reperibile nel Comune di residenza o domicilio, o, ancora, il punto vendita più vicino a casa propria si trovi effettivamente nel Comune limitrofo, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati".
Si può uscire anche per acquistare beni diversi da quelli alimentari, ma solo per quei prodotti che rientranti nelle categorie espressamente previste dal dpcm 11 marzo 2020, la cui lista è disponibile all'allegato allegato 1 e allegato 2 e che comprende farmaci, tabacchi e giornali e periodici, ritenuti una necessità
Le strategie per rafforzare il proprio ruolo di riferimento del mercato per innovazione e velocità (da Gdoweek n.4)
Una crescita del 6%, a rete complessiva, una presenza sul territorio di 201 negozi con quattro insegne, l’obiettivo di raddoppiar il fatturato: queste le sfide di Gruppo Pam. “La nostra parola d’ordine è crescere e diventare sempre più forti -precisa a chiare lettere l’Ad di Pam Panorama Gianpietro Corbari-. Lo abbiamo fatto con determinazione in questi anni, definendo un format di prossimità di successo come Pam local, entrando nell’eCommerce, rinnovando super e superstore. L’obiettivo è chiaro per noi: rafforzare le quote per confermarci riferimento leader del mercato, arrivando a un fatturato vicino ai 6 miliardi”.
Obiettivi ambiziosi. Come pensate di raggiungerli?
Prima di tutto rafforzando la rete con tutte le leve possibili, cioè crescita organica, acquisizioni e partnership, con caratteristiche in linea con quelle sottoscritte in questi anni con Arimondo e la famiglia Borrello. Stiamo rinnovando le formule a livello sia di offerta sia di organizzazione, trovando nuove declinazioni. Tutti elementi che non riguardano solo la massa critica.
La dimensione non è più un concetto così importante?
È evidente che i numeri aiutano a fare massa. Ma oggi, al di là della muscolarità, essere leader significa essere riconosciuti e apprezzati per i propri valori, per la validità dei progetti messi in campo, per la capacità di creare relazioni durature. Vuol dire avere il fisico giusto per essere produttivi e anche per disporre di tutte le risorse necessarie per gli investimenti che servono. Anche facendo errori, che però da piccoli non si possono correre.
Sviluppo a parte, quali le priorità?
Diverse in funzione dei format: i discount In’s stanno andando molto bene e proseguono la loro marcia, così come la prossimità firmata Pam local, ormai una rete di 110 store le cui vendite stimiamo nel 2020 arriveranno a 60 milioni. Supermercati e superstore stanno vivendo una fase importante di ristrutturazione, in termini sia estetici sia assortimentali, visibili nelle quattro nuove recenti aperture.
Avete anche lanciato una nuova insegna Pam city.
Una formula a metà tra local e supermercato. Un test, che stiamo verificando.
E gli ipermercati?
Sotto stretta analisi, come stanno facendo tutti i retailer. Lo stiamo ripensando, immaginandolo con i freschi, il nostro fiore all’occhiello, al centro, in abbinamento con il non food, ancora attrattivo pur in spazi ridotti, e la ristorazione. Il tutto con un assortimento ampio e profondo, composto da marche industriali, mdd e prodotti locali, a prezzi competitivi rispetto sia ai discount sia alle altre dirette insegne concorrenti.
Parliamo dei rapporti con l’industria di marca. Sempre litigiosi?
Una certa litigiosità è fisiologica ... Oggi serve un approccio diverso, che superi le logiche di premi e contributi dati per spingere prodotti, che, molto spesso, piacciono alle aziende, ma un po’ meno ai consumatori.
Che soluzione propone?
Di partire dalla filiera e dalla sua valorizzazione come base per creare un nuovo rapporto tra idm e gdo. In quest’ottica, stiamo per lanciare un sito a disposizione dei fornitori, al quale devono accreditarsi. Una novità di cui annunceremo a breve le novità e le tecnicalità.
Come sta andando, invece, l’eCommerce? Meglio in partnership o da soli?
Non c’è un meglio: sono due soluzioni che ci stanno dando grandi soddisfazioni, ma rispondono a logiche diverse. A Roma e Torino, in partnership con Amazon, il valore aggiunto è la competenza nella gestione delle consegne; nel nostro Pamacasa, invece, stiamo imparando a valorizzare meglio i nostri prodotti con politiche di marketing specifiche. Stiamo studiando e sperimentando, certi però che si tratti di un mercato in crescita, da presidiare e non lasciar perdere. Anzi ... il contrario.
A stretto giro dalle proteste di lavoratori e sindacati arriva la misura di freno per rispondere al picco di richieste mantenendo tuttavia la sicurezza
Aggiornamento al 23 marzo 2020
Un periodo complesso e turbolento anche per Amazon, quello della gestione losgistica (ed etica) del boom di richieste in tutti i Paesi coinvolti dall'emergenza sanitaria Covid-19. Sopo la questione dello sciacallaggio sui prezzi di beni "da coronavirus", l'annuncio di nuove assunzioni in Usa, ma anche le proteste dei lavoratori in Italia (si veda sotto), il colosso eCommerce annuncia sia nel nostro Paese che in Francia lo stop a consegne di prodotti non essenziali.
Mentre in altri territori, come gli Stati Uniti, si è parlato di privilegiare questo tipo di beni e rallentare le consegne degli altri (non senza causare una certa confusione generale) in questo caso si smette temporaneamente di accettare ordini su un'ampia serie di referenze. Una decisione che, come comunica l'azienda in una nota, deriva dalla necessità di garantire le corrette misure di sicurezza sul luogo di lavoro.
Aggiornamento al 17 marzo 2020
Mentre in Usa l'annuncio è di 100mila nuove assunzioni a tempo pieno e part-time per rispondere all'incremento della domanda, nonché di un investimento di 350 milioni di dollari per aumentare gli stipendi in diversi Paesi (Europa inclusa), a Piacenza i lavoratori del più importante polo italiano di Amazon sciopero.
I dipendenti del centro di distribuzione di Castel San Giovanni sono infatti in stop dal 16 marzo per protestare contro le misure di sicurezza prese a seguito dell'emergenza e ritenute insufficienti. A sostenerli i sindacati Fisascat Cisl, Filcams Cgil, Uiltucs Uil e Ugl terziario, che chiedono una dotazione di mascherine e la riorganizzazione del lavoro.
Parliamo di un totale di 1.500 collaboratori, ma non è ancora chiaro quanti di questi abbiano aderito. Sembra tuttavia che la questione si stia già estendendo ai magazzini di altre province italiane e agli stessi corrieri. Sda avrebbe ad esempio bloccato le spedizioni dirette nelle filiali di Torino, Brescia, Milano e molte altre aree del Nord.
LA RISPOSTA DI AMAZON
Dall'azienda, intanto, ci arriva una risposta:
“Il benessere dei nostri dipendenti, dei nostri fornitori e dei nostri clienti è al primo posto. Stiamo seguendo rigorosamente le indicazioni fornite dal Governo e dalle autorità sanitarie locali nell’implementare in tutti i siti le giuste misure per contenere l’emergenza sanitaria in corso. I nostri dipendenti stanno lavorando per consegnare ai clienti, molti dei quali non hanno altre alternative che la consegna a casa per ricevere ciò di cui hanno maggiore necessità. A partire da questa settimana stiamo inoltre dando la priorità alla ricezione e alla spedizione degli articoli di cui i nostri clienti hanno maggiormente bisogno in questo momento. Parliamo di prodotti come generi alimentari, prodotti per la salute e la cura personale, oggetti necessari per lavorare da casa, libri e giocattoli per bambini.
Le misure che abbiamo implementato nei nostri siti fin dall’inizio dell’emergenza coronavirus prevedono:
maggiore frequenza delle sanificazioni e delle pulizie in tutti i siti.
comunicazione ai nostri dipendenti e ai dipendenti dei nostri fornitori delle misure indicate dal Ministero della Sanità per prevenire la diffusione del contagio, da quelle igienico sanitarie a come comportarsi nel caso non si sentissero bene.
specifiche precauzioni per preservare la distanza di 1 metro tra cui:
sospensione dei meeting a inizio e durante il turno laddove non è possibile mantenere la distanza interpersonale raccomandata;
redistribuzione delle sedie in mensa e nelle aree comuni in modo che si possano mantenere le distanze raccomandate;
sospensione e/o adeguamento delle attività che non rispettano le linee guida sulle distanze raccomandate;
revisione e regolamentazione di accesso/uscita del personale ai siti, agli spogliatoi, nei pressi delle timbratrici, dei tornelli e della reception;
Gli addetti alle consegne sono tenuti inoltre a mantenere una distanza precauzionale di almeno un metro dal cliente durante le consegne. Una volta raggiunto l'indirizzo di consegna, l'autista dovrà suonare o bussare alla porta, e lasciare il pacco a terra, arretrando di almeno un metro dalla porta mentre attende che il cliente ritiri il pacco. Per eliminare ogni tipo di contatto, non richiediamo inoltre la firma del cliente al momento della ricezione.
Continuiamo a monitorare attentamente questa situazione che è in continua evoluzione, lavorando a stretto contatto con le autorità sanitarie locali e nazionali per capire quali misure verranno applicate e prevenire i rischi. I nostri dipendenti vengono avvisati immediatamente su tutte le misure implementate.”
STOCCAGGIO E PRIORITA'
Negli Usa, nel frattempo, Amazon.com fa sapere anche che sta dando la priorità allo stoccaggio di beni di prima necessità e forniture mediche, così da velocizzare la risposta al boom di relative domande. Ne consegue che il colosso eCommerce, per il momento, specifica di non accettare spedizioni di prodotti non essenziali come televisori a schermo piatto e giocattoli.
"Siamo in guerra con il covid19: è tempo di tornare alla realtà". Questa la dichiarazione che l'Ad di Conad ha lanciato parlando del numero eccessivo di personale delle industrie di marca nei negozi in un momento così difficile. Una posizione condivisa da gdo e anche industria, che raccontano i loro punti di vista #retailinprimalinea
“In questo momento in cui stiamo frazionando le presenze nei punti vendita dei clienti è paradossale essere costretti a scrivere a tutte le aziende di marca per sospendere la presenza dei merchandiser nei nostri store. Cara Ferrero, che senso ha controllare le esposizioni dei prodotti per Pasqua e le esposizioni: siamo in guerra con il covid19 e con personale ridotto. Basta tornate alla realtà”
Questo il post che oggi Francesco Pugliese ha pubblicato su Linkedin, insieme alla copia della lettera inviata ai fornitori, nella quale l’Ad di Conad sottolinea come “in un momento così difficile nel quale sono richiesti comportamenti consapevoli e massimamente prudenti nell’uscire di casa” si registrino “ancora troppe inutili e pericolose presenze di personale delle aziende industriali che visitano i nostri negozi per espletare attività lavorative non necessarie in questo periodo di massima allerta sanitaria. Sono attività -prosegue il documento- che mettono a rischio la salute di chi opera nei nostri negozi per garantire un servizio pubblico e necessario e che vi invitiamo a sospendere in ogni forma fino al ristabilimento da parte delle autorità delle condizioni sanitarie e di ordine pubblico". Il documento si conclude con il sottolineare "la nostra ferma decisione di rifiutare servizi commerciali se non espressamente richiesti dai singoli punti di vendita”.
Cosa ne pensano retailer e industria? Lo abbiamo chiesto a:
per la gdo: Pippo Cannillo, Ad e presidente di Maiora Despar Centro Sud;Ernesto Dalle Rive, presidente di Novacoop;Maniele Tasca, direttore generale di Gruppo Selex;Giorgio Santambrogio, Ad di Gruppo VéGé e Roberto Simonetto, direttore merci di Carrefour Italia
per l'industria: Segafredo Zanetti, Citterio e Mutti; Filippo Fereli, trade marketing manager Nutkao; Sabrina Mancini, marketing manager Madama Oliva;Andrea Alfieri, responsabile marketing Trevalli Cooperlat;Eleonora Zoia, trade marketing manager di Ponti; Cosimo Rummo, presidente e Ad di Pastificio Rummo; Gianluca Cevenini, direttore commerciale Nostromo Spa; Cristina Cossa marketing manager Rigoni di Asiago e Marcello Pennazzi, amministratore delegato Pastificio Luciana Mosconi
Il punto di vista della gdo
Anche MaioraDespar Centro Sud ha sentito la necessità di sottolineare la sospensione delle attitività di assistenza da parte del personale incaricato dai fornitori in una lettera firmata dal presidente e Ad Pippo Cannillo, che sottolineando la rilevanza di servizio sociale fondamentale assunta dai punti di vendita richiama “a un comportamento responsabile e maggiormente improntato alla tutela dell’intera comunità, a partire dai vostri e nostri colleghi”. Ma visto il perdurare degli accessi nei punti di vendita “da parte di personale incaricato per effettuare mansioni certamente non indispensabili, nonostante le raccomandazioni e i protocolli”, viene disposta “la sospensione, con effetto immediato (ndr 20 marzo), di tutte le attività di supporto alle vendite, di merchandising, di rilevazione e, in generale, di tutte le attività svolte da parte del personale (o incaricato dai) fornitori di merce, ad eccezione della mera presa d’ordine e consegna delle merci, che dovranno comunque avvenire nel risposto delle norme in vigore”.
“Questa situazione ci ha colto tutti impreparati -dichiara Ernesto Dalle Rive, presidente di Novacoop- ma stiamo svolgendo un insostituibile ruolo di servizio, in una situazione complessa anche per diverse interpretazioni alla normativa del decreto sicurezza a livello locale, sulla base di una circolare del Ministero degli interni. Per questo, abbiamo già limitato l’ingressi dei merchandiser nei nostri negozi del non food come del food per limitare ulteriori rischi. Per questo possono entrare nei nostri negozi solo quando sono chiusi. Del resto, la stessa chiusura anticipata alle 19,00 nella nostra rete è stata voluta anche per garantire al personale maggiore tranquillità nelle operazioni di caricamento della merce, una soluzione che risponde proprio a maggiore sicurezza. Il tema, però, è anche un altro: che senso ha, in questo momento, spingere su evidenziazioni a scaffale, festività e promozioni, quando chiediamo ai nostri stessi clienti una permanenza veloce in store, con liste della spesa alla mano, senza girovagare nel negozio? Certo l’industria ha le sue ragioni, ma il momento è difficile”.
Maniele Tasca, direttore generale Selex
“Siamo in una situazione anomala e senza precedenti, che richiede rigore nel rispettare le regole che ci sono state chieste come servizio pubblico -ci racconta Maniele Tasca, direttore generale di Gruppo Selex-. Non tutti i nostri soci hanno sospeso le attività dei servizi esterni all'interno dei negozi delle rispettive rete; alcuni hanno contingentato la loro presenza, in modo da garantire il mantenimento delle distanze e ridurre così contagi eventuali contagi. Si possono trovare soluzioni alternative, come, ad esempio, sta facendo Nielsen che ha sospeso la visita fisica del proprio personale per la rilevazione dei prezzi, preferendo la raccolta di questi dati per via elettronica attraverso email. Per lo svolgimento di queste attività di merchandising si potrebbe pensare anche a una diversa organizzazione, che coinvolga i negozi prima della loro apertura o dopo la chiusura, ma tecnicamente questo richiede un ripensamento dell’organizzazione sulla quale ho qualche perplessità dal punto di vista operativo. Per questo preferiamo un contingentamento, così come abbiamo deciso di adottare per le festività pasquali un atteggiamento più soft. Inoltre, proprio per evitare rischi di contagio, abbiamo deciso di sospendere sia la distribuzione dei volantini, disponibili nei punti di vendita e in formula digitale, sia di comunicare le promozioni con strumenti tradizionali come affissioni e adv. Ben inteso: le promozioni continuano a essere presenti nei negozi, per garantire ai nostri clienti la solita convenienza (mentre toglierle potrebbe apparire speculativo), oltre che per rispettare gli impegni presi con le aziende fornitrici. Del resto, oggi i nostri sforzi sono focalizzati nel sostenere psicologicamente, fisicamente e finanziariamente il nostro personale di vendita, già ridotto rispetto al normale”.
In linea con questa visione anche Giorgio Santambrogio, Ad di Gruppo VéGé. “Premesso che bisogna distinguere merchandiser e ispettori delle grandi marche che controllano l’attività della marca instore, figure che necessitano entrambe dell’autorizzazione a entrare nei punti di vendita, questo non è il momento giusto per verificare queste attività. Si rischiamo inutili assembramenti, non in linea con le disposizioni del Governo, e non si lascia spazio ai clienti di fare la spesa con serenità, in una situazione già complessa. Tutta la gdo sta facendo la sua parte: non c’è bisogno ora di intasare l’attività dei negozi”.
Roberto Simonetto, direttore merci di Carrefour Italia, sottolinea invece un altro aspetto: “In realtà ci sono molti fornitori che si son resi disponibili ad aiutarci all'interno dei nostri punti di vendita dimostrando solidarietà e comprensione nella situazione attuale. Tra questi la stessa Ferrero. Non abbiamo nessun genere di pressione, anzi ... È un momento difficile per tutti”.
Parla l'industria
Cosa ne pensa l’industria di marca? Ecco alcune dichiarazioni raccolte da Sanzia Milesi.
“Segafredo Zanetti -fa sapere l'azienda- sin dall’inizio dell’emergenza ha deciso per senso di responsabilità e in stretta aderenza alle disposizioni di legge ha deciso di non inviare i propri merchandiser nella gdo fino al ritorno alla piena normalità”.
“A causa dell'emergenza relativa al COVID-19 abbiamo sospeso tutte le attività che prevedevano la presenza di persone nei pdv (attività con hostess, attività di rilevamento fatto dai nostri agenti e/o da agenzie terze). Riteniemo sia prioritario tutelare la salute pubblica”, questa la dichiarazione rilasciata dall'azienda Mutti.
Filippo Fereli, trade marketing manager Nutkao
“Dai vertici del Gruppo Nutkao, l’azienda concorda con quanto espresso da Dott. Pugliese”
Sabrina Mancini, marketing manager Madama Oliva “Al momento stiamo eliminando il servizio di merchandising relativo ai banchi delle olive sfuse. Riteniamo sia giusto farlo per la salute pubblica e per il momento possiamo soprassedere rispetto a tale servizio che non è di vitale importanza”.
Andrea Alfieri, Responsabile Marketing Trevalli Cooperlat "L'azienda TreValli Cooperlat sta annullando tutte le attività previste sui pdv, come da richiesta della stessa gdo. Si sta cercando di limitare il più possibile la presenza dei nostri operatori sui pdv, anche se dotati di guanti e mascherine, garantendo comunque i servizi essenziali per il rifornimento della merce”.
Eleonora Zoia, trade marketing manager di Ponti “La nostra azienda non ha una rete di merchandiser attiva sui punti di vendita. E al momento non abbiamo nemmeno attività spot che prevedano la presenza di merchandiser”.
Cosimo Rummo, presidente e Ad di Pastificio Rummo “Tutto ciò che può essere utile a rassicurare la clientela e gli operatori della Gdo è per noi di Rummo un dovere civico. Aderiremo a ogni iniziativa che vada in questa direzione, confermando il nostro impegno nella produzione e nella distribuzione dei nostri prodotti con orgoglio e determinazione”.
Gianluca Cevenini, direttore commerciale Nostromo Spa "Nostromo Spa in via precauzionale ha attivato lo smart working per tutti i dipendenti da lunedì 23/2, inclusi rete commerciale e merchandiser. Questo per preservare e difendere la salute dei dipendenti e per contribuire a fermare i contagi. Con particolare riferimento ai merchandiser, Nostromo Spa ha ritenuto non indispensabile continuare le rilevazioni in un momento in cui anche le dinamiche di mercato e di punto di vendita vengono stravolte. Questa attività sarà sospesa almeno fino al 3 aprile, con possibilità di proroga in base ai decreti che il Governo emanerà e a come evolverà la situazione".
Cristina Cossa, marketing manager Rigoni di Asiago
“Abbiamo ritenuto di interrompere già da tre settimane tutte le attività sui punti di vendita, sia in termini di merchandiser, sia come attività promozionali con hostess.. Rigoni di Asiago ha pensato immediatamente alla messa in sicurezza del proprio personale, sia all’interno dell’azienda sia per tutti i collaboratori di trade mrketing, in un momento drammatico per il nostro paese”.
Da Citterio, solo per conoscenza, precisano che l'azienda al momento non ha merchandiser dedicati al controllo delle promozioni e degli scaffali.
Marcello Pennazzi, amministratore delegato Pastificio Luciana Mosconi “Per quello che riguarda la nostra azienda e tutte le attività interne abbiamo attuato e fatto rispettare da tutti un rigido protocollo già prima che fosse dichiarato l’allarme sanitario nazionale. Abbiamo anche deciso di ridurre la produzione giornaliera in modo tale da garantire distanze minime di ogni operatore dall’altro. Inoltre abbiamo deciso di sospendere ogni tipo di attività del nostro personale all’interno dei punti di vendita. Sono assolutamente d’accordo con Conad, non vedo in un momento come questo l’esigenza di avere personale delle aziende fornitrici presso le superfici di vendita. Abbiamo deciso di non mandare personale sui punti di vendita non perché riteniamo che non ci sia applicazione delle massime tutele in loco, ma perché così ci sembra logico limitare i contatti sociali in ogni loro forma se non strettamente necessari. Per ciò che concerne la clientela che si reca nei punti di vendita dico che le procedure sono in atto e mi sembrano ben organizzate, ma sta anche ad ogni singolo individuo secondo buon senso tenere un certo comportamento durante l’attività di spesa sia nella scelta dei prodotti che nelle fasi del pagamento alle casse”.
Continua il monitoraggio stretto dei numeri della gdo, che mette a segno la terza settimana con trend positivo a doppia cifra e Sud al traino
Continua il monitoraggio a stretto giro dell'evolversi delle vendite in gdo a seguito della diffusione dell'emergenza coronavirus Covid-19, che ha portato a misure altamente restrittive in tutta Italia. Ecco gli ultimi dati e trend Nielsen relativi all'ultima settimana.
SETTIMANA 9-15 MARZO Durante la settimana tra lunedì 9 marzo e domenica 15 marzo, le vendite della Grande Distribuzione Organizzata continuano la crescita. È la terza settimana con trend positivo a doppia cifra, rispetto allo stesso periodo del 2019: +16,4% a valore a parità di negozi.
Come nella settimana precedente è il Sud Italia a registrare gli incrementi più alti su base tendenziale: +28,4%. Nord Est (+18,6 %), Seguono Centro (16,8%), Nord Ovest (+10,1%).
“È trascorso un mese dall’inizio dell’emergenza sanitaria ed è ovvio che le vendite della gdo rispecchino la trasformazione della vita degli italiani in abitudini sempre più ‘domestiche’ – dichiara Romolo de Camillis, Retailer Service Director di Nielsen Connect in Italia – Sottolineiamo però che i trend di crescita durante l’ultima settimana hanno iniziato a dare forti segnali di cambiamento, in particolare a livello di formati. L’ascesa dell’eCommerce e dei negozi di vicinato rispecchiano l’esigenza di evitare lunghi tragitti casa-negozio, nonché di evitare code e assembramenti, così come il calo degli specialisti drug ha come causa principale la necessità dei consumatori di concentrare gli acquisti in un solo negozio."
A livello di format distributivi, il trend maggiore si registra nei Liberi Servizi (+46,3%), nei Supemercati (+30,4%) e nei Discount (+22,5%). Iniziano a calare invece le vendite di Specialisti Drug (-18,9%) e Ipermercati (-3,7%). Per quanto riguarda l’eCommerce, il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online da lunedì 9 a domenica 17 marzo è stato del +97,2%, in rialzo di 15pp rispetto al trend della settimana precedente.
La crescita di queste settimane risponde anche alla nuova esigenza di consumare pasti esclusivamente in casa, date le restrizioni governative. Si accentua il calo dei format Cash & Carry, con un trend negativo del -44,7%, che sono il principale canale di approvvigionamento per gli operatori HoReCa (ospitalità/ristorazione). Questo canale potrà vedere una ripresa alla fine della quarantena, con la riapertura dei servizi di bar e ristorazione al pubblico.
Il dettaglio: le categorie Le categorie di prodotti maggiormente impattate durante la settimana 11 del 2020 (9 – 15 marzo) sono sempre legate ai tre “effetti” identificati da Nielsen:
effetto “stock”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: latte uht (+62,2%, 14,1 milioni in più settimana su settimana), pasta (+65,3), conserve animali (+56,0%), farina (+185,3%), uova di gallina (+59,6%), surgelati (+48,0%), caffè macinato (+26,2%), burro (+71,9%), acqua in bottiglia (+20,1%) e all’interno del comparto bevande diventa il segmento trainante, riso (+71,2%) e conserve rosse (+82,2%);
effetto “prevenzione e salute”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: guanti +362,5% per un totale di 7,4 milioni, detergenti superfici (+49,7%), carta igienica (+43,3%), carta casa (+52,4%), sapone per le mani, liquido e solido (+100,3%), candeggina (+99,9%), salviettine umidificate (+196%), alcol denaturato (+169,2%), termometri (+115,9%) e fazzolettini di carta (+43,1%);
effetto “resto a casa”, da un lato crescono categorie che potrebbero essere considerate adatte a un aperitivo casereccio, affettati (+32,4%), mozzarelle (+43,4%), patatine (+31,3%), birre alcoliche (+13,8%), ma cresce anche quello che possiamo considerare “comfort food”, spalmabili dolci (+57,7%), pizza surgelata (+54,3%) e tavolette e barrette di cioccolato (+21,9%). In calo anche molti segmenti del comparto make-up (-60%) e profumeria (-61,9%).
SETTIMANA 2-8 MARZO 2020 Seconda settimana con trend positivo a doppia cifra rispetto alla stessa settimana del 2019: +11% a valore a parità di negozi. Come nella settimana precedente è il Sud Italia a registrare gli incrementi più alti su base tendenziale: +20,9%. Seguono Centro (+12,9%), Nord Ovest (+7,9%) e Nord Est (+7,5%).
A livello di format distributivi, il trend maggiore si registra nei discount (+15,4%) e nei supermercati (+15,4%), seguiti subito dai liberi servizi (+10,1%). Crescita sotto media per gli specialisti drug (+5,9%) e per gli ipermercati (+5,1%). Per quanto riguarda l’eCommerce, il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online da lunedì 2 a domenica 8 marzo è stato del +82,3%, in linea con il trend della settimana precedente. Si accentua il calo dei format cash & carry, con un trend negativo del -22,6%. Il format, canale principale di approvvigionamento per la clientela professionale e operatori HoReCa, (ospitalità, ristorazione), che potrà vedere una ripresa solo alla fine della quarantena, con la riapertura dei servizi di bar e ristorazione al pubblico.
La cronaca della settimana: da lunedì 2 a domenica 8 marzo Lunedì 2 marzo fa registrare un calo delle vendite del -4,9%, mentre i restanti giorni della settimana mostrano tutti trend positivi rispetto alle stesse giornate del 2019. La crescita si attesta quotidianamente intorno al +7,8%, fino a domenica, quando il trend raggiunge il picco +20,6% a totale Italia, trainato soprattutto dal Sud (+45,8%).
LE CATEGORIE
La crescita delle vendite nel corso della settimana 10 del 2020 continua a essere trainata da alcune categorie di prodotti, la cui maggior domanda è riconducibile a tre “effetti”. Inizia a evidenziarsi anche un calo in altre categorie.
1. effetto “stock”, con aumento a doppia cifra di alcune categorie della Drogheria Alimentare a lunga conservazione, quali riso (+28,8%), pasta (+29,6%), conserve animali (+19,9%) e conserve rosse (+32,7%). In termini di valore assoluto, sono i Prodotti da Forno a generare la maggiore crescita, in particolare Pasticceria e Biscotti. In aggiunta, nel comparto degli Ingredienti Base (+40,2%) spicca la farina (+57,5%) e nel comparto Surgelati (+18,4%) spicca il pesce al naturale (+23,0%). L’effetto stock impatta positivamente anche sulle vendite del latte uht (+20,2%). Sotto media la crescita delle bevande (+6,8%), trainate principalmente dai comparti birra (+10,4) e vino (+9,6%).
2. effetto “prevenzione e salute”, con un aumento delle vendite delle categorie del Cura Casa (+19,6%), trainata in particolare dal segmento Detergenti Superfici (+37,8%) e dalle Commodities (+102,3%); cresce leggermente sotto media il Cura Persona (+10,4%), mentre le singole categorie continuano a performare bene: il parafarmaceutico (+94,9%), la carta igienica (+17,3%, preponderante però in termini di fatturato), le salviettine umidificate (+216,3%) e i fazzolettini di carta (+30,6%). Continua anche la crescita di sapone per le mani, liquido e solido, con un trend del +64,3%, e la crescita dei saponi intimi con un +25,2%.
3. effetto “resto a casa”, molte categorie legate all’estetica e al consumo fuori casa vedono un calo nella settimana 10, da segnalare: Cosmetica (-17,3%), Profumeria (-23,1%), Depilazione (-6,7%), Snack Dolci (-3,5%), Kit per merende dolci (-11,7%), Kit fuori pasto salati (-51,5%).
D.IT-Distribuzione italiana, Conad, Md ed Esselunga hanno deciso di chiudere i propri punti di vendita la domenica e di razionalizzare gli orari
Ultimo aggiornamento al 20 marzo 2020
Le insegne distributive scelgono di razionalizzare gli orari di apertura e in alcuni casi di chiudere la domenica. Ecco le misure adottate in costante aggiornamento (sul fondo).
“Abbiamo suggerito a tutti i nostri associati Sigma, Sisa e Coal di tenere i loro negozi chiusi la domenica nelle giornate del 22 e 29 marzo prossimi e fino a nuove indicazioni”. È quanto comunica Donatella Prampolini Manzini,presidente di D.IT-Distribuzione italiana che motiva così la scelta: “Ci rendiamo perfettamente conto del disagio che questa scelta potrebbe causare, tuttavia vi preghiamo di tenere in considerazione che il giorno di chiusura diventa funzionale anche per noi operatori al fine di poter ripristinare adeguatamente le scorte dei negozi ed offrirvi il miglior servizio possibile gli altri giorni della settimana”. E aggiunge: “Ad oggi le direttive del Governo non appaiono del tutto chiare in merito al ruolo di servizio che il contesto impone anche a noi della distribuzione organizzata. A questo si aggiunge un tema di sicurezza del lavoro per i nostri dipendenti e per i consumatori che quotidianamente utilizzano i nostri negozi e soprattutto il fatto che non ci sono informazioni certe riguardo al picco dei contagi che potrebbe avvenire nelle prossime settimane”.
Anche Conad e Md hanno optato per la chiusura domenicale.
“Dato l'eccezionale momento e la volontà di agevolare l'applicazione delle indicazioni del Governo e delle regioni, Conad ha suggerito ai propri soci imprenditori di limitare l'apertura dei punti di vendita nelle prossime due settimane, dal lunedì al sabato fino alle ore 19 -dichiarato Francesco Pugliese, Ad Conad-. E di prevedere, in funzione delle eventuali necessità di servizio ai cittadini e in accordo con le autorità locali, la chiusura dei punti di vendita per le prossime due domeniche. Conad ringrazia i soci, i loro collaboratori e i partner delle filiere produttive e della logistica per il loro impegno quotidiano a garantire continuità di servizio e disponibilità di alimentari e beni primari alle famiglie in tutta Italia” conclude Pugliese.
Anche Md chiude i suoi 780 punti di vendita domenica 22 marzo per consentire agli addetti “una pausa di riposo fisico e mentale dopo settimane continuative al proprio posto di lavoro in una situazione di stress e preoccupazione che non ha precedenti. Così, per un giorno, l’#iorestoacasa sarà dedicato anche a tutti i lavoratori della grande distribuzione che in larghissima parte ha già adottato questa misura” spiega l’azienda.
Anche da Esselunga arriva una nuova presa di posizione sul tema, con razionalizzazione degli orari per "garantire ulteriore sicurezza alla clientela e ai suoi collaboratori e contribuire a ridurre il flusso delle persone fuori casa". Da sabato 21 marzo fino a venerdì 3 aprile, nei negozi in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Liguria e Toscana nei giorni feriali verrà anticipata alle ore 20 la chiusura e la domenica l’orario di apertura sarà dalle 8 alle 15. Per quanto riguarda i punti di vendita nel Lazio, in ossequio alle disposizioni regionali, saranno aperti dal lunedì al sabato 8.30-19 e la domenica 8-15.
I punti di vendita Bennet, fa sapere la catena, rimarranno aperti regolarmente anche nella giornata di sabato, mentre la domenica gli ipermercati chiuderanno alle ore 14.00. Il servizio Bennetdrive rimane sempre attivo.
Aldi ha scelto la chiusura dei suoi punti di vendita nelle domeniche del 22 e 29 marzo, "misura precauzionale anche volta al contenimento degli afflussi negli store, fisiologicamente più alti nelle giornate di sabato e domenica".
I due retailer schierati per il finanziamento della ricerca, nuove postazioni per la terapia intensiva, attrezzature e servizi ad hoc per la gestione Covid-19
I soci Conad hanno deciso di donare 3 milioni di euro a due strutture ospedaliere che sono in prima linea nel contenimento e contrasto dell’epidemia di coronavirus Covid-19: lo Spallanzani di Roma e il Sacco di Milano. Conad Nordovest, Pac 2000A e Conad Adriatico donano 1.700.000 euro all’istituto Spallanzani di Roma per il finanziamento delle attività di ricerca sui farmaci di contrasto al Covid-19.
I soci delle cooperative di Conad Centronord, Commercianti Indipendenti Associati, Conad Nordovest e il Consorzio Nazionale Conad donano 1.300.000 euro all’ospedale Sacco di Milano, per l’acquisto di respiratori e l’allestimento di nuove postazioni per la terapia intensiva.
“Tutti i soci e gli oltre 60.000 lavoratori di Conad, impegnati da settimane insieme ai partner delle filiere produttive e della logistica a garantire ogni giorno un servizio continuo e approvvigionamenti adeguati a circa 10 milioni di famiglie in tutta Italia, con questa donazione – ha dichiarato Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad - vogliono far giungere in modo ancora più tangibile e diretto il loro ringraziamento a medici, infermieri e ricercatori che lavorano senza sosta per la cura dei pazienti negli ospedali e per sviluppare nei laboratori nuove terapie e contrastare gli effetti dell’epidemia”.
Anche Lidl Italia si impegna attivamente per supportare gli ospedali italiani durante l’emergenza coronavirus: l’azienda annuncia una donazione di 500mila euro equamente suddivisa tra l’Ospedale Luigi Sacco di Milano e l’Ospedale di Bergamo, struttura particolarmente colpita dall’evolversi del contagio di questi ultimi giorni. La donazione sarà utilizzata per l’acquisto di attrezzature, beni e servizi e per la realizzazione di specifiche iniziative per il miglioramento delle attività di cura e di assistenza relative all’emergenza.
Ventidue posti letto di terapia intensiva saranno donati agli Ospedali Riuniti di Ancona (Torrette) da Ce.Di. Marche, attiva con 100 store a insegna Sì con Te
Ventidue posti letto di terapia intensiva saranno donati agli Ospedali Riuniti di Ancona (Torrette) da Ce.Di. Marche, società cooperativa proprietaria dell’insegna di supermercati Sì con Te, attiva con oltre 100 punti di vendita nelle regioni Marche e Abruzzo.
Il presidente del consiglio di gestione di Ce.Di. Marche, Silvio Moroni, spiega: “Come insegna di supermercati, Sì con te è chiamata a dare continuità ad un servizio essenziale, come quello della spesa alimentare, in tal senso, ci sentiamo quotidianamente coinvolti in questa sfida e ci è sembrato un atto di responsabilità doveroso, esprimere la nostra solidarietà nei confronti dell’Istituzione sanitaria, dando un contributo che consenta a chi si trova in prima linea, di lavorare con gli strumenti essenziali per fronteggiare questa emergenza”. Moroni aggiunge: “L’impronta territoriale che da sempre contraddistingue Sì con te, trova con questa donazione, la sua concretizzazione anche in un contesto così difficile, in cui ci è sembrato essenziale unire le forze”.
Prodotto dell’Anno Day sarà una giornata di animazione ed intrattenimento online dalle 9 alle 16, con intervista anche alle aziende vincitrici
Eletto Prodotto dell’Anno, il premio attribuito a prodotti e servizi innovativi basato esclusivamente sul voto di 12mila consumatori italiani, in un momento di grande emergenza, lunedì 23 marzo 2020, vuole dare un segnale positivo e celebrare i 15 anni dell’edizione italiana con una giornata di premiazione completamente digitale di sostegno alle aziende e ai consumatori. Infatti, per la prima volta, il riconoscimento di cui Gdoweek e Mark Up sono media partner, coinvolgerà anche il grande pubblico con meccanismi di gamification e premi.
Prodotto dell’Anno Day celebrerà i prodotti e servizi innovativi eletti insieme a Germano Lanzoni, noto al grande pubblico come attore del collettivo Il Milanese Imbruttito, vero fenomeno social. La giornata con il presentatore inizierà alle ore 9 e si concluderà alle ore 16, poi seguirà la diretta streaming con intervista ad alcune delle aziende elette. Tutte le aziende e i consumatori possono seguire la giornata collegandosi al sito prodottodellanno.it e i consumatori potranno nell'arco di questo periodo votare il post che più piace e concorrere così all’estrazione per ricevere a casa propria la famosa borsa contenente un’ampia selezione dei prodotti e servizi eletti: cibi, bevande, prodotti per la cura della persona e per la casa, oltre a diversi gadget. In palio 15 borse per festeggiare il 15esimo anniversario di Eletto Prodotto dell’Anno.
“In un momento di grande emergenza ci sembra importante dare un segnale positivo e celebrare con orgoglio i 15 anni del Premio con un evento per la prima volta completamente digitale che coinvolge anche il grande pubblico con diversi significativi giveaway in palio nella giornata del 23 marzo 2020”, dichiara Simonetta Flores, fondatrice e Ceo di Eletto Prodotto dell’Anno in Italia e aggiunge che: “Eletto Prodotto dell’Anno pensiamo rappresenti un deep trend per i consumatori, che si affidano sempre più al Logo rosso e bianco nelle proprie scelte di acquisto. Un successo orientato all’innovazione”.
Prodotto dell’Anno Day sarà un’opportunità di visibilità per le aziende e di dialogo con i consumatori sui social media. Una piattaforma web che include il social wall all’insegna dell’hashtag #ELETTOPRODOTTO2020, consentirà uno sguardo sul mondo delle aziende e dei consumatori in tempo reale tramite i post. Nel corso della giornata saranno svelati, grazie anche al contributo dei vari team delle aziende, i prodotti e i servizi premiati. Anche la rete worldwide di Eletto Prodotto dell’Anno parteciperà alla giornata digitale sostenendo l’iniziativa. Eletto Prodotto dell’Anno sarà inoltre presente dalle ore 14 con un led wall in Corso Garibaldi a Milano che trasmetterà il social wall in diretta.
Questi i dati del retailer nelle prime tre settimane di emergenza, che cambiano anche l'andamento delle categorie di prodotto. Ecco come
Il totale delle vendite medie del mondo Coop di queste tre settimane di emergenza coronavirus Covid-19 si attesta al +12,8% rispetto alla media dello stesso periodo 2019. La stessa crescita già registrata nei primi 14 giorni di pandemia e che tiene conto anche dei picchi massimi di vendite raggiunti soprattutto nella prima settimana.
La dispensa dell’emergenza – Sono i prodotti per la panificazione a far notare la propria crescita in questa terza settimana di acquisti: le conserve di pomodoro hanno registrato un +17% rispetto alle vendite, già in crescita, delle prime due settimane; la mozzarella ha raggiunto un +25%; il lievito di birra un +122% e la farina un +90%. Per il resto continua la spesa da bunker degli italiani: cibi a lunga conservazione e nutrienti. Carne in scatola, +47% rispetto ai 14 giorni precedenti, legumi in scatola +14%. A seguire riso +12%, zucchero +9%, latte UHT +21% e fette biscottate +8%. Non manca poi il pesce surgelato +8% o in conserva come per esempio il tonno +9%. La pasta rallenta nella terza settimana rispetto alle due precedenti con un -6%. Stesso discorso per l’olio da olive: -11% rispetto alle prime due settimane. Evidentemente due beni rifugio che hanno esaurito in questa terza settimana la loro forza d’urto.
Il kit anti-Coronavirus – Proseguono gli acquisti di disinfettanti +81% rispetto alle due settimane precedenti (+658% nella terza settimana rispetto allo stesso periodo in assenza di Covid19). Cala l’alcol denaturato -194%, rispetto ai 14 giorni di inizio Covid19, ma si fa scorta di salviettine disinfettanti +79% rispetto alle prime due settimane (+482% sullo stesso periodo senza pandemia). Crescono i termometri con +195% in confronto alle due settimane precedenti (+411% rispetto allo stesso periodo senza virus). Cresce il disinfettante per superfici +89% sulle prime due settimane di pandemia, i guanti monouso +180%, la candeggina +19% ma soprattutto l’alcol etilico alimentare +47% sui 14 giorni precedenti (un dato che fa riflettere se si pensa che ha un costo alto: circa 14 euro al litro).
La pulizia innanzi tutto – Prosegue la crescita di prodotti di igiene personale: +20% sulle due settimane precedenti, gli assorbenti e prodotti intimi +7%, mentre rallentano i prodotti per l’igiene orale -29%. Crescono invece i prodotti per capelli +24% che però non recuperano il totale della crescita del periodo e rimangono nelle tre settimane al -14%.
I grandi esclusi – Italiani chef, quindi meno prodotti take-away -18% rispetto alle due settimane precedenti, meno rosticceria -27% e il servito -42%. Riprende un po’ la vendita di bevande e altri cibi come i vini tipici: +1% nel totale delle tre settimane (compensando quindi il calo delle prime due). Ma il gap da colmare rimane profondo. I succhi di frutta registrano nella terza settimana un + 3% rispetto alle due precedenti (ma -13% rispetto alla crescita media della spesa nei 21 giorni di pandemia). Gli aperitivi +3% (comunque al -10%), la birra +3% (ma -6 nel totale periodo). Crescono anche le creme spalmabili (Nutella per capirci) con un +26% sulle prime due settimane, ma comunque un -7%, così come le merendine +6% la terza settimana, ma -6% sul totale crescita media del periodo pandemia.
La piattaforma Storeden mette a disposizione delle aziende, per sessanta giorni, uno spazio online per vendere i propri prodotti
Per aiutare le imprese italiane, la piattaforma eCommerce Storeden mette a disposizione delle aziende, per sessanta giorni, uno spazio online per vendere i propri prodotti. Il modello creato dà la possibilità di realizzare un eCommerce personalizzato in cloud, sincronizzato con vari marketplace da Amazon a Ebay, passando per Facebook e Instagram.
Il Ceo Francesco D’Avella, spiega: “Non chiederemo neppure la carta di credito. Ci fa piacere pensare di poter dare una mano, anche se piccola, a tutte le aziende che sono state costrette a chiudere dall’oggi al domani e non hanno la possibilità di vendere online. Abbiamo quindi deciso di aprire loro le porte del web, donando per due mesi l’utilizzo di Storeden, con tutte le funzionalità, e di abilitare anche la sincronizzazione con Amazon e Blomming per permettere a chiunque lo voglia, gratuitamente e senza impegno, di proporre le proprie merci e i propri servizi online. Ci teniamo a dire che non verrà richiesta nemmeno una carta di credito e nessuno dei dati sarà salvato se gli imprenditori non continueranno dopo i due mesi. A breve organizzeremo dei webinar di formazione, per informazioni abbiamo attivato una mail di emergenza, help@storeden.com”.
Il servizio di spesa telefonica con consegna a domicilio, attivato da Carrefour Italia, valido fino al 30 aprile, è gratuito per acquisti superiori a 25 euro
In quattro punti di vendita Carrefour Express della città di Milano è stato attivato il servizio di spesa telefonica con consegna a domicilio, valido fino al 30 aprile e gratuito per acquisti superiori ai 25 euro, dedicato agli over 60. Gli store sono situati in via Edolo (338 7254499), via Grossich (366 7547254), via Gianella (388 7254499) e via Sismondi (366 6996247).
I numeri telefonici sono disponibili dalle 10.30 alle 18.30 e consentiranno ai clienti con oltre 60 anni di età di ordinare la propria spesa selezionando attraverso un apposito volantino gli oltre 80 prodotti di prima necessità disponibili. Gli ordini vengono consegnati entro la giornata o al più tardi entro la mattinata successiva, a seconda della lista di attesa e/o dell’orario nel quale viene richiesto il servizio.
Oltre a Milano, sono numerosi i comuni in tutta Italia che si stanno attrezzando per garantire il servizio di consegna a domicilio, grazie al supporto di Carrefour Italia e di volontari locali.
La coesistenza con l'emergenza per il nuovo Coronavirus impone il ripensamento di quasi tutti i modi di azione e interazione ai quali eravamo abituati. In qualsiasi esercizio commerciale, l’addetto alla cassa interagisce con numerose persone e oggi ha bisogno di una protezione efficace. Le postazioni di lavoro non sempre infatti sono facilmente adeguabili a efficaci sistemi di protezione.
Ferrari e Associati di Occhiobello (RO), azienda che opera nel settore elevatori, lavorando su diversi materiali come vetro, policarbonato, acciaio verniciato e ha progettato una barriera di protezione per banco cassa allineata alle disposizioni del “Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid 19 negli ambienti di lavoro”, emanato dal ministero della Sanità in data 14/03/2020.
Protezioni senza incidere sulle funzionalità operative
La protezione esercitata da questa barriera garantisce efficacia protettiva su tre lati, mantenendo inalterate tutte le funzionalità operative. Le protezioni standard operano solo frontalmente e sono di modesta altezza, ed hanno quindi un effetto limitato sul flusso dei droplet emessi dalla clientela.
La protezione Ferrari e Associati ha la sua maggiore efficacia per persone di altezza da 130 a 200 cm coprendo pertanto la quasi totalità della popolazione. Il vetro, il policarbonato compatto e l’acciaio verniciato a polveri con cui è realizzata sono materiali facilmente sanificabili che mantengono inalterate le caratteristiche funzionali ed estetiche per il lungo periodo.
In policarbonato o vetro temperato
I modelli differiscono per l'uso di policarbonato compatto o vetro temperato. "Le nostre soluzioni sono sufficientemente robuste da essere sicure per le persone", ha commentato Paolo Ferrari, Referente tecnico dell'azienda. I modelli disponibili sono due, in policarbonato e in vetro. La barriera di protezione è sempre su tre lati e dimensioni 100x100x210 cm, con telaio in acciaio e verniciatura a polveri in colore RAL 9006. La barriera in policarbonato 8 mm permette un risparmio di alcune centinaia di euro a postazione. L'azienda è certificata Iso 9001 - Iso 3834 e i prodotti sono garantiti dalla marcatura CE secondo norma UNI EN 1090.
Le aziende Apulia Distribuzione, Az Master Coop, Gda, Maiora, Gruppo Megamark, Tatò Paride rimarranno chiusi per le prossime domeniche, 22 e 29 marzo
I punti di vendita diretti delle aziende Apulia Distribuzione, Az Master Coop, Gda, Maiora S.r.l., Gruppo Megamark, Tatò Paride rimarranno chiusi per le prossime domeniche, 22 e 29 marzo. La decisione, presa di comune accordo dalle principali aziende della Gdo del Sud Italia, è finalizzata a consentire il giusto riposo ai lavoratori dei supermercati, messi a dura prova in un momento di grande emergenza e a garantire adeguati livelli di servizio alla clientela.
Il Gruppo Unicomm ha assicurato i suoi 7.000 dipendenti che riceveranno un’indennità in caso di ricovero e di convalescenza, e l'assistenza post-ricovero
Gli oltre 7.000 dipendenti impiegati nella rete del Gruppo Unicomm (Selex) nelle insegne A&O, Famila, Mega, Cash and Carry e C+C, sono stati assicurati, con il broker Marsh, e riceveranno un’indennità in caso di ricovero e di convalescenza, e l'assistenza post-ricovero. L’assicurazione prevede tre tipi di copertura: l’indennità da ricovero, l’indennità da convalescenza e l’assistenza post ricovero.
Tra i benefit previsti all’interno dell’assistenza post-ricovero vi sono misure legate al decorso dell’infezione in senso vero e proprio, come l’invio presso la residenza di un medico generico, il trasporto in autoambulanza, il trasferimento e rientro dall'istituto di cura specialistico, ma anche misure più legate al welfare: l’invio collaboratrice familiare o di una baby sitter a domicilio, l’accompagnamento dei figli minori a scuola, la consegna spesa a domicilio e l’invio di un pet sitter.
“Il nostro Paese si trova ad affrontare una delle sfide più ardue mai affrontate dal Dopoguerra ad oggi. Le aziende come la nostra, che operano nel settore alimentare, si trovano ad essere al fronte in questa battaglia perché ovviamente noi non ci possiamo fermare -spiegano Marcello e Mario Cestaro, titolari di Unicomm-. In questi giorni il nostro pensiero è costantemente rivolto ai nostri collaboratori e alle loro famiglie, che in questi giorni stanno sopportando sacrifici e fatiche per garantire il pieno funzionamento dei punti di vendita. Ma la nostra gratitudine non vuole essere solamente a parole perché, tanto più in questo momento, assumono valore i gesti concreti”.
Nelle due regioni, Campania e Lazio, Multicedi ha realizzato tre punti di vendita a insegna Decò e due a insegna SeBòn
Nelle due regioni, Multicedi ha realizzato tre punti di vendita a insegna Decò, in provincia di Napoli, a Casavatore (800 mq, 5 casse e 15 addetti) in via Taverna Rossa 157, a Giugliano in Campania (600 mq, 3 casse e 10 addetti) in via Madonna delle Grazie 133, e a Borgo San Martino (300 mq con servizio bar e cucina da asporto), Cerveteri, in via Doganale 108, in provincia di Roma. Gli store a insegna SeBòn sono invece stati aperti nel Lazio, a Lenola (Lt), in via Roma 46, e a San Vittore del Lazio (Fr) in via Casilina Sud, km 148, con una superficie di vendita rispettivamente di 200 e 300 mq.
L'assortimento complessivo è di circa 9.000 referenze tra prodotti confezionati e prodotti freschi, cui si aggiungono circa 1.000 referenze di prodotti a marchio Decò.
Angelo Merola, responsabile marketing di Multicedi, spiega: “ Valutiamo attentamente il nostro piano di espansione, che procede come in questo caso sia attraverso acquisizioni di esercizi commerciali di altre catene distributive, sia con nuove aperture”.
Giorgio Santambrogio, Ad di Gruppo VéGé e presidente di Adm Associazione Distribuzione Moderna, esprime la necessità di direttive più chiare dalla politica
“La distribuzione si è impegnata ad avere un ruolo di responsabilità sociale, tenendo aperto il più possibile, programmando più turni di lavoro, sanificando i locali, non aumentando i prezzi. Però desideriamo un coordinamento e maggiori indicazioni dalla politica come per esempio sulla gestione del non food”. Giorgio Santambrogio, Ad di Gruppo VéGé e presidente di Adm Associazione Distribuzione Moderna, sottolinea il delicato compito della distribuzione nel momento di emergenza sanitaria che sta vivendo il Paese.
“A noi serve sapere come gestire il non alimentare nei nostri punti di vendita, cosa fare con la giocattoleria, la cartoleria, beni di prima necessità per chi ha figli in età scolastica. Ci serve capire come comportarci nel caso di passaggio da comune a comune dei clienti. E, non ultimo, come gestire le chiusure dei negozi -aggiunge Santambrogio-. Sarebbe auspicabile che arrivasse dalle Autorità la direttiva univoca di consentire a tutti i punti di vendita di chiudere per qualche ora la domenica per consentire una pausa a coloro che stanno lavorando da giorni senza fermarsi e senza nemmeno guardare più l’orologio”.
Ai consumatori l'Ad di VéGé rivolge un invito esplicito: “Non serve svuotare gli scaffali perché l’approvvigionamento alimentare è garantito. L’intero sistema sta funzionando bene oggi e funzionerà bene anche domani. Il merito va alla filiera dell’agroalimentare e della logistica dei trasporti che ci permette di soddisfare le esigenze di tutti i nostri clienti. La raccomandazione è di continuare a venire a fare la spesa una sola persona per famiglia, come prescritto dagli enti preposti ma anche dettato dal buon senso. Questa precauzione è importantissima perché serve a tutelare la vostra sicurezza e quella di tutti i nostri collaboratori, donne e uomini spesso allo stremo delle forze, ma consapevoli del ruolo importante che stanno esercitando a favore del bene comune”. Infine rivolge un plauso “alle donne e agli uomini della distribuzione moderna. Il loro sorriso alla cassa, la disponibilità nei confronti dei clienti, la professionalità con cui hanno abbracciato le norme di sicurezza consapevoli del rischio che corrono”.
Dalle 9 alle 11 in particolare si registra un aumento di visitatori del +103% rispetto a prima dell’epidemia. Calo nei weekend fino al 60%
I nuovi giorni e fasce orarie della settimana più gettonate tra gli italiani per fare la spesa durante l’emergenza Covid-19? Il lunedì e il martedì, dalle 9 alle 11 di mattina, dove si registra un aumento di visitatori del +103% rispetto a prima dell’epidemia.
Ad offrirci questi dati è ShopFully, nota in Italia per l’app DoveConviene.
Al contrario delle usanze, in questo periodo i weekend risultano meno affollati rispetto al passato, con una diminuzione del flusso di persone che arriva fino al -60%. In assoluto, esclusa la domenica, gli orari in cui è probabile incontrare meno persone sono: da mercoledì a venerdì dopo le 18 e il sabato dopo le 12.
Come commenta Marco Durante, country manager di ShopFully: “In questo periodo di emergenza le persone non smettono di cercare le offerte, anzi, abbiamo registrato un forte aumento nell’utilizzo della nostra app DoveConviene”.
Da venerdì 13 marzo è inoltre attiva su DoveConviene la sezione “Consegne a domicilio”, dove è possibile trovare i retailer che effettuano la consegna a domicilio della spesa, e tutte le soluzioni per ritirare la spesa ordinata online o per telefono direttamente in negozio. In più, saranno fornite indicazioni in tempo reale sugli orari di apertura dei supermercati, al momento in fase di modifica in alcuni casi.
Per supportare gli utenti nel fronteggiare al meglio il periodo di mobilità limitata, sull’app sono state anche create delle liste a tema per lo shopping, che offrono suggerimenti anche su accessori per lo smart working, soluzioni per fare sport in casa, prodotti per la cura della persona e tanto altro ancora.
Infine, ShopFully supporta la raccolta delle donazioni: attraverso il meccanismo di geolocalizzazione sarà possibile individuare agevolmente le raccolte fondi e le iniziative a supporto degli ospedali della propria città.
Per sostenere l'istituto di malattie infetitve, in prima linea in questo momento di emergenza sanitaria, Gros dona 200mila euro
L'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma riceverà da Gros, Gruppo Romano Supermercati (Gruppo Sun) una donazione di 200mila euro. "In un momento così delicato -spiega Giorgio Trombetta, presidente del Gros Gruppo Romano Supermercati- abbiamo deciso, insieme a tutti i soci, di dare un segnale concreto alla nostra comunità". L'istituto si dice "onorato per questa donazione che consentirà di sostenere con maggiore forza il lavoro del personale sanitario e dei ricercatori impegnati a sconfiggere il Covid-19. Sarà nostra premura dare conto pubblicamente dell’utilizzo di questo finanziamento".
Il contributo del movimento Life Beyond Tourism Travel to Dialogue in questo momento di rallentamento delle attività a causa del coronavirus
Vo per Botteghe Web è un marchio associato al progetto omonimo nato a Firenze nel 2016 dal movimento Life Beyond Tourism, che coinvolge le aziende artigianali italiane, ma è anche un network che coinvolge 111 Paesi. Per rispondere al rallentamento delle attività commerciali a causa dell'emergenza coronavirus Covid-19, il movimento ha lanciato un'iniziativa volta a supportare gli artigiani nell'aprire il loro shop online sul portale gratuitamente.
Grazie alla collaborazione con il partner tecnologico Italiano Donkey Commerce gli artigiani aderenti potranno dunque sviluppare il proprio eCommerce, ottimizzare la comunicazione online e offline, nonché costruire la brand identity e la presenza in rete con campagne, avendo anche accesso a finanziamenti attraverso bandi e contributi nazionali e internazionali.
Per cogliere questa opportunità basterà iscriversi sul relativo portale inserendo il codice sconto voperbottegheweb2020. La registrazione al portale sarà completamente gratuita per il 2020 per tutti coloro che si iscriveranno entro il 30/06/2020. Inoltre il Bonus Lbt per le imprese consentirà di accedere a ulteriori sconti anche per gli anni successivi sulla piattaforma Donkey Commerce.
"Con Vo per Botteghe Web vogliamo porgere una mano all’Italia in difficoltà in modo facile, gratuita e soprattutto dare la possibilità di aprirsi un mondo di opportunità", spiega Carlotta Del Bianco, consigliere del Movimento Life Beyond Tourism: "È l’evoluzione dell’omonimo progetto nato a Firenze nel 2016 dall’etica Life Beyond Tourism promosso dalla Fondazione Romualdo Del Bianco, che esalta la componente culturale e avvicina al mondo delle tradizioni artigianali e alle espressioni culturali dei vari luoghi, connettendo direttamente le aziende con i viaggiatori in rete, potenziali clienti".
Un vademecum per i protocolli, no ad orari e chiusure diverse e no a divieto di vendita di alcuni prodotti. Dissenso anche per gli (scarsi) aiuti del decreto "Cura Italia"
In una diretta su Facebook, che vi riportiamo sopra, la vicepresidente Confcommercio e presidente di D.It Distribuzione Italiana, Donatella Prampolini, fa il punto su diverse questioni aperte relative alla gestione, da parte della gdo, dell'emergenza coronavirus Covid-19.
Preparato, in primis, un vademecum per i protocolli da seguire nei punti di vendita che sarà distribuito tramite i canali associativi
Tema mascherine chirurgiche: chiesto aiuto a Protezione Civile per la distribuzione al più presto al personale più esposto, così come da accordo, perché "noi imprenditori non riusciamo a trovarne la giusta quantità".
Su orari e giorni d'apertura: "Si sta andando un po' in ordine sparso e ci piacerebbe una presa di posizione nazionale. Per noi apertura 24h su 24 e 7 giorni su 7, come già ribadito, non ha senso".
Altro tema caldo: l'interpretazione che alcuni Comuni stanno dando del Dcpm relativo alle merceologie che si possono vendere. Anche in questo caso la confusione, con alcuni reparti transennati di sabato e domenica, non è auspicabile. Il divieto di vendita di alcuni prodotti presenti in negozio insieme agli altri, e spesso mescolati agli stessi, non è logico, perché crea solo caos e ulteriore lunghezza di tempi alle casse.
Sulle misure per gli imprenditori nel decreto "Cura Italia", infine, c'è forte dissenso e si parla di "dotazione economica assolutamente insufficiente", con rimando a una futura dichiarazione ufficiale in merito.
La nuova gift card multibrand denominata Save The Shopping, lanciata da Amilon, azienda del gruppo Zucchetti, attiva nella distribuzione di gift card e premi digitali in Italia e in Europa, offre ulteriori opportunità di vendita ai retailer che hanno dovuto chiudere i propri store per l'emergenza sanitaria Covid19. I consumatori, che possono usufruire di uno sconto del 10%, per ogni Save The Shopping acquistata, potranno automaticamente versare un contributo solidale pari al 5% del valore della gift card a sostegno del progetto Il tuo aiuto è prezioso, promosso dalla Regione Lombardia per sostenere le strutture sanitarie, i medici, gli infermieri. La card si può acquistare da casa, è valida 12 mesi dall’emissione e con tagli del valore di 10, 25, 50 e 100 euro ed è cumulabile e convertibile in uno o più buoni digitali delle insegne che hanno aderito all’iniziativa, tra cui La Feltrinelli, Foot Locker, Mondadori Store, Douglas, Pittarosso.
Fabio Regazzoni, Ceo di Amilon spiega: “L’iniziativa ci permette di dare un rapido e pronto supporto a tutti i nostri principali clienti, tramite l’utilizzo del nostro strumento, la gift card digitale. È una sorta di prenotazione anticipata e molto conveniente degli acquisti che andremo a fare a emergenza rientrata”.
La polizza assicura aiuti e assistenza sia nei giorni di un eventuale ricovero sia post ricovero con aiuti concreti alle famiglie dei dipendenti
Un programma di assistenza sanitaria in caso di positività al Covid-19. L'iniziativa è dell'insegna Md che per i suoi 7.000 collaboratori ha stipulato, con Assicurazioni Generali, una polizza assicurativa che copre i giorni di ricovero, con una diaria di 100 euro per i giorni di degenza superiori a 7, un’indennità di convalescenza alle dimissioni pari a 3.000 euro, a cui se ne aggiunge un’altra di 10.000 euro per singolo beneficiario erogata direttamente da Md per un totale di 500.000 euro. Una scelta fatta in prima persona da Patrizio Podini che ha voluto contribuire personalmente per dimostrare la sua gratitudine ai dipendenti ai quali ha rivolto un messaggio: “Sono orgoglioso del lavoro che state svolgendo, del vostro impegno, della vostra dedizione, ma soprattutto del vostro senso di appartenenza. State dimostrando la vostra grande forza. Questa pandemia sta mettendo a dura prova tutto il sistema Italia, ma uniti ce la faremo”.
La polizza assicura aiuti e assistenza anche nel post ricovero con l’invio di medici a casa, trasporti in ambulanza, spostamenti per visite, prevedendo anche collaboratrici domestiche, baby sitter, accompagnamento dei figli a scuola e persino pet-sitter.
I 50mila euro messi a disposizione da Risparmio Casa sono destinati all'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani
I 50mila euro messi a disposizione da Risparmio Casa sono destinati all'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani.
“Medici, infermieri, operatori sanitari, ricercatori, biologi, sono loro i veri eroi in questo particolare momento -afferma la famiglia Battistelli, fondatrice di Risparmio Casa- Grazie alla loro competenza e al loro impegno, tante famiglie possono riabbracciare i propri cari e non perdere la speranza. Ed è a loro che va il nostro ringraziamento. Il nostro è un contributo che crediamo servirà a valorizzare i tanti talenti che ogni giorno sono in prima linea nei nostri ospedali ed è un modo per essere vicini al territorio, ai nostri clienti e ai nostri preziosi collaboratori”.
Il direttore generale dell’Istituto, Marta Branca, si dice onorata “della disponibilità manifestata dall’azienda Risparmio Casa. Questo contributo ci permetterà di aumentare le risorse a disposizione dei nostri operatori sanitari e dei nostri ricercatori che continuano a lavorare senza sosta per combattere il Covid-19”.
A favore degli shopper Supemrercato24 ha attivato una copertura assicurativa, per garantire indennità in caso di ricovero, convalescenza o interruzione dell’attività
Misure ad hoc a tutela dei collaboratori e dei consumatori. Anche il marketplace Supermercato24 ha dovuto adottare soluzioni specifiche. A favore degli shopper è stata attivata una copertura assicurativa, per garantire indennità in caso di ricovero, convalescenza o interruzione dell’attività per quanti risultino positivi al Covid19 o per chi ha necessità di rimanere in quarantena. Gli shopper, inoltre, possono contare su un rimborso per l'acquisto di materiale di protezione, come prodotti disinfettanti, mascherine e guanti e di un bonus settimanale. Infine Supermercato24 sta implementando una funzionalità che permetterà ai clienti che lo vorranno di lasciare allo shopper una mancia con pagamento digitale, evitando così contatti diretti.
A protezione di utenti e collaboratori la piattaforma ha attivato la modalità “contactless” di consegna della spesa.
“In questo momento di emergenza sappiamo di essere d’aiuto alla comunità, soprattutto alla parte di popolazione più esposta, per la quale l’utilità di un servizio come il nostro è essenziale, e per questo vogliamo tutelare la sicurezza e la salute di tutte le persone coinvolte nel nostro servizio, dai clienti agli shopper -dichiara Federico Sargenti, Ceo di Supermercato24-. Voglio ringraziare i nostri shopper per il grandissimo lavoro che stanno svolgendo, aiutando molte persone in questo periodo di emergenza. Siamo consapevoli di non essere in grado di soddisfare tutte le richieste che ci arrivano in questi giorni, stiamo facendo il massimo per aumentare la nostra capacità e abbiamo bisogno della sensibilità di tutti: per questo invito chiunque lo volesse a farsi avanti e supportarci per rafforzare la nostra rete logistica, per permetterci di portare la spesa a casa a più persone possibile, più velocemente”.
L'ipermercato Auchan di Cuneo ha deciso di ridurre gli orari di apertura al pubblico dal 17 marzo al 3 aprile
Dal 17 marzo al 3 aprile, stando a quanto pubblica il giornale online Targatocn, l'ipermercato Auchan di Cuneo di ridurre gli orari di apertura al pubblico decretando l'apertura da lunedì a venerdì con orario 8.30-19 mentre la domenica apertura dalle 9 alle 13.
I punti di vendita a insegna Tigre e Oasi saranno chiusi la domenica. Saranno regolarmente aperti da lunedì a sabato
Nelle cinque regioni di pertinenza del Gruppo Gabrielli (Marche, Abruzzo, Umbria, Molise e Lazio), i punti di vendita a insegna Tigre e Oasi saranno chiusi la domenica e rimangono regolarmente aperti da lunedì a sabato.
Per garantire una situazione quanto più possibile vicina alla normalità, il Gruppo ha adottato alcune misure specifiche implementando per esempio nei punti di vendita i dispenser con soluzioni igienizzanti e salviettine per la pulizia dei carrelli. Sul pavimento dei negozi e in prossimità delle casse sono stati posizionati supporti visivi per rispettare le distanze di sicurezza.
“La nostra azienda sta rispondendo all’emergenza Covid 19 impiegando la professionalità e la responsabilità di tutti i collaboratori impiegati a vario titolo nella nostra realtà -spiega l’Ad Mauro Carbonetti-. Abbiamo armonizzato e riformulato il carico di lavoro per permettere a tutti di poter recuperare e trascorrere tempo accanto ai propri cari. Siamo in continua evoluzione, questa nuova direttiva che abbiamo adottato ha la finalità di assecondare la pressione emotiva di tutti, per mantenere alta la nostra risposta di servizio verso la comunità al pari della fiducia riposta in noi dai nostri clienti”.
Il decalogo per il retail, le checklist per affrontare il Coronavrus: reagire e ripartire, secondo il Bain and Company's Situational Threat Report Index.
Oltre l'emergenza Coronavirus: reagire e ripartire rappresentano gli obiettivi di qualsiasi impresa, non solo nel retail. Ma cosa fare concretamente per tutelare azienda e dipendenti, oggi e quando la pandemia sarà stata debellata? Bain oltre a seguire l'evoluzione del virus nel suo impatto sui mercati globali attraverso il Bain & Company's Situational Threat Report Index, ha stilato un decalogo rivolto espressamente alle aziende retail. Vediamo di cosa si tratta.
Coronavirus: reagire e ripartire, 3 fasi dalla Cina
Il fatto che la pandemia abbia tempi diversi nelle diverse zone del mondo, a partire dalla Cina, permette di pianificare una strategia sulla base di un'esperienza precedente. Bain quindi ha individuato tre fasi nella reazione di una società alla diffusione del Covid-19:
Fase 1 - L'Italia ha già superato questa fase: il virus è presente ma non ci sono cambiamenti sostanziali nella vita delle persone. Si cominciano a fare scorte di beni di prima necessità (alimentari) e a ridurre l'acquisto di quelli discrezionali (non food). Qui avviene il passaggio dalla normalità a possibili reazioni di panico, una variabile imprevedibile.
----->Per i retailer è già il momento di prepararsi ad affrontare le fasi successive.
Fase 2 - L'Italia si trova in questa fase. Il virus è diffuso, i governi reagiscono imponendo azioni restrittive, ma non sempre in maniera sufficientemente chiara e decisa.
----->L'impatto sulla domanda e sull'offerta è consistente, di conseguenza anche sulla logistica.
Fase 3 - La ripresa e il futuro. La ricerca di una nuova normalità.
----->Affrontare il cambiamento delle posizioni competitive, della capacità finanziaria e delle reazioni con i clienti.
Decalogo per i retailer, cosa fare adesso
Ecco le azioni suggerite da Bain in base alle informazioni raccolte e a quanto già attivato per alcune aziende.
1 - Attivare un emergency team, ovvero una squadra ristretta di chief aziendali sempre attiva e in contatto quotidiano costante con Ceo, Cfo e Cro. Direttori e manager dovrebbero avere la possibilità di formulare raccomandazioni anche cross-funzione grazie al loro ruolo, che permette di valutare rapidamente i rischi per dipendenti, supply chain, magazzino, online e consumer sentiment.
Potrebbe essere necessario disporre di team locali, per regione, formato, business unit, negozio, funzione.
2 - La gestione dell'emergenza richiede un sistema di program management efficace e una comunicazione costante all'interno della squadra e con tutta l'azienda, per riferire le decisioni prese.
3 - Dedicare almeno una risorsa ad analizzare le informazioni rilevanti per l'azienda rispetto alla diffusione del virus e alle azioni intraprese da altri player.
4 - Massima priorità: le persone. Proteggere la salute di dipendenti e clienti attenendosi alle disposizioni e verificandone l'attuazione nei negozi, centri distribuzione e presso la sede centrale. Comunicare chiaramente e rassicurare sulle misure intraprese. Qualche esempio:
----->pulire regolarmente le superfici, terminali di pagamento, casse e aree toccate più di frequente. Anche il denaro contante.
----->offrire ai clienti salviettine e disinfettante per le mani e per i carrelli.
----->attrezzarsi per aumentare l'igiene nelle aree self e nelle corsie, eventualmente sospendere la vendita self service per freschissimi, prodotti da forno, alimenti preparati.
----->Spingere per l'utilizzo di opzioni contactless come il self check out.
5 - Per i retailer alimentari, gestire in modalità di crisi tutte le attività di negozio e online: più personale per i Cedi, riallineare il sistema di approvvigionamento, prevedere la mancanza di personale (causa malattia e paura), pensare a un backup per garantire continuità di servizio. Per esempio:
----->Organizzare il lavoro in due squadre, team rosso e team blu: ciascuna funzione viene divisa in due team che lavorano a giorni alterni, oppure in zone non comunicanti dell'ufficio. Se qualcuno del team rosso si ammala, subentra l'analoga funzione nel team blu mentre i colleghi sono in quarantena. Un approccio utile nei punti di vendita, e per rassicurare il personale.
----->Formare il personale attraverso la didattica online, per sostenere l'emergenza.
----->Potenziare l'eCommerce e in generale le attività online: per questo si possono prendere in esame nuove partnership e occorre reindirizzare le attività di marketing online.
6 - Ottimizzare supply chain, attività di Cedi e logistica. Significa mettere in conto anche la revisione dei giorni di pagamento, se necessario. Ecco la checklist: ----->FRESCHISSIMI:
-Garantirsi un'adeguata fornitura locale, come backup in caso di blocco dei trasporti inter-regionali;
-Negoziare con i fornitori per packaging più adatti a mutate esigenze (per es. imballi singoli, o confezioni grandi);
-Comunicare al pubblico la sicurezza e disponibilità dei prodotti; ----->ALIMENTARI CONFEZIONATI ED ESSENZIALI PER LA CASA:
-Contattare i fornitori per i prodotti di marca ed mdd in modo da ricalibrare i rifornimenti per i Cedi collocati in zone in quarantena o senza sufficiente personale;
-Incrementare i livelli di stock per i prodotti ad alta rotazione e individuare eventuali articoli in sostituzione;
-Monitorare giornalmente i livelli di stock e bloccare gli automatismi non allineati, come il replenishment automatico;
-Per alcune categorie di prodotto, occorrerà focalizzarsi su packaging pi grandi o acquisti all'ingrosso, per seguire le mutate esigenze;
-Interrompere le spedizioni pianificate per categorie o prodotti non essenziali;
-Controllare pricing e promozioni: per evitare di consumare budget inutilmente. ----->CATEGORIE STAGIONALI NON FOOD:
-Individuare i rischi primari e secondari nella supply chain (posticipo delle consegne per la stagione a venire)
-Definire piani di approvvigionamento alternativi, anche in chiave locale. ----->PRODOTTI CONTINUATIVI -Individuare i rischi primari e secondari nella supply chain (spedizione e consegna);
-Rivedere le consegne pianificate e sviluppare piani di contingentamento se la domanda diminuisce rapidamente;
-Interrompere le consegne pianificate di prodotti non essenziali, posticipare il ciclo di produzione per gli articoli permanenti se i livelli di magazzino sono sufficienti;
-Preparare aggiustamenti di prezzo, promozioni, sconti.
7 - Salvaguardare la cassa. La gestione del cash flow cambia, per gestirla si possono simulare e aggiornare scenari.
-Rinegoziare le linee di credito
-Rinviare gli investimenti non indispensabili (compresi quelli di marketing o di formazione, in ambiti non critici)
-Focus sul capitale circolante accelerando la conversione in cassa (con sconti su basso rotanti, per esempio)
-Blocco delle assunzioni (dall'esperienza cinese)
8 - Comunicare e collaborare costantemente con le autorità locali per essere reattivi di fronte agli interventi governativi: il retail è in prima linea. In questa fase delicata qualsiasi errore mette a repentaglio la reputazione del retailer. Rassicurare clienti, i fornitori e personale attraverso la trasparenza e continuità della comunicazione. I call center hanno un ruolo chiave.
9 - Pianificare la ripresa, guardando al breve ma anche al lungo termine. Alcune attività perderanno rilievo, ma per esempio non è opportuno smantellare rapidamente le attività intraprese per aumentare l'igiene.
-Mantenere attivo l'emergency team per alcune settimane post crisi, in modo da fare delle valutazioni;
-Considerare che la domanda potrebbe subire ulterori distorsioni, in base alle quali occorrerà allineare gli algoritmi di replenishment. Bain ha analizzato il post Sars in Cina, per esempio è esplosa la categoria abbigliamento, dopo mesi di repressione.
10 - Affrontare la sfida della leadership: i momenti di crisi mettono a dura prova i leader, questo è il momento di mettere al primo posto le persone, mostrare empatia, comunicare e rafforzare la squadra.
La strategia per il 2020
Ecco come consiglia di muoversi Bain per riallineare obiettivi e budget e aggiornare il piano triennale:
-Verificare i cambiamenti nella quota di mercato;
-Sviluppare pani di rilancio commerciale per le categorie a maggior potenziale di ripresa;
-Predisporre piani di investimento in vista di un aumento della domanda omnicanale e per trattenere i nuovi clienti conquistati nel periodo di crisi;
-Valutare la rete dei negozi in base ai nuovi parametri;
-Rivedere la strategia di acquisto, anche considerando eventuali colli di bottiglia nella disponibilità di materie prime e nella produzione;
-Prepararsi a ottimizzare i costi se la scarsa domanda dei consumatori persiste;
-Avviare iniziative che rendono più solido lo stato patrimoniale, per mettere al sicuro l'azienda da approcci ostili.
Coronavirus: reagire e ripartire Coronavirus: reagire e ripartire Coronavirus: reagire e ripartire Coronavirus: reagire e ripartire Coronavirus: reagire e ripartire