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Esselunga testa uFirst per prenotare gli ingressi nei super e ridurre le code

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Ufirst è disponibile gratuitamente fino a fine giugno, gli accessi sono prenotabili via App per evitare di fare lunghe file

Si ampliano le possibilità date dalla digitalizzazione per superare alcune criticità che questa emergenza Coronavirus ha posto al #retailinprimalinea. E le lunghe code fuori dai negozi, seppur disciplinate, possono rappresentare un momento possibile diffusione del virus.

Nella proposta di nuove soluzioni, dopo quella vista in Coop Liguria e Lombardia, troviamo il caso di Esselunga che ha attivato, per ora in test in due supermercati di Milano, viale Umbria e via Feltre, la possibilità di prenotare l'ingresso nello store in collaborazione con il team che gestisce l'app uFirst.App_Esselunga_coda_ufirst

Ufirst è una piattaforma "eliminacode" proposta anche ai retailer gratuitamente fino al 30 giugno, e fa parte dell'iniziativa "Solidarietà digitale" del ministero dell'Innovazione. Si tratta di un sistema che consente ad amministrazioni pubbliche, ai medici, alle farmacie, alle strutture sanitarie e alla gdo di gestire in modo ordinato e programmato le file attraverso totem o app, notificando agli utenti quando è il loro turno. Il sistema facilita gli utenti nel rispettare le distanze di sicurezza imposte dall'emergenza Coronavirus.

Tenere sotto controllo le file fuori dagli store

Tra gli altri servizi che gli utenti stanno utilizzando per gestire al meglio il tempo e le file, si segnalano filaindiana.it e dovefila.it, piattaforme che si basano su un altro principio e geolocalizzano gli store su una mappa e permettono di avere una stima sul tempo di attesa fuori dal negozio in base alle segnalazioni degli utenti in coda. Quello delle code fuori dai negozi, che virtualmente affliggono i servizi online, è infatti un problema su cui molti retailer stanno cercando di intervenire, qui teniamo un quadro della situazione aggiornato.

Venchi riapre i negozi ma non vende i gelati

L’attività riprende in vista della Pasqua, ma solo negli store identificati dal codice Ateco idoneo per proseguire l’attività come categoria alimentari. Il personale opererà su base volontaria

Venchi riapre i battenti di alcuni dei propri negozi, solo quelli identificati dal codice Ateco idoneo per proseguire l’attività come categoria alimentari, per permettere l’acquisto di prodotti in vista della Pasqua. In diverse città italiane (Bologna, Firenze, Milano, Padova, Roma, Siena, Venezia, Vicenza), infatti, l’attività riprende venerdì 3 aprile. Date le attuali restrizioni viene esclusa la somministrazione al pubblico e pertanto non ci sarà la produzione e vendita di gelati, attività importante per il giro d’affari del retail a marchio Venchi, in grado di generare la metà degli introiti.

L’attività, chiusa dopo l’inizio dell’emergenza Covid-19 per la sicurezza dei dipendenti, riapre nel rispetto di tutte le norme di sicurezza e il personale opererà su base volontaria.

L’azienda piemontese ha deciso di sciogliere le riserve per celebrare degnamente la ricorrenza pasquale e ha inoltre confermato il piano di apertura proprio laddove tutto ebbe inizio: a Wuhan, nella provincia di Hubei. “Avremmo dovuto inaugurare lo store a giugno secondo programma -spiega il ceo di Venchi, Daniele Ferrero- ma poi il centro commerciale che doveva ospitare il nostro negozio ha avuto comprensibili ritardi di costruzione. Ci hanno chiesto se vogliamo rispettare il contratto e noi abbiamo risposto di sì. Per dicembre dovremmo riuscire a tagliare il nastro.”

Oltre a Wuhan, Venchi continuerà ad aprire nuovi negozi a cominciare da Bologna, dove cessata l’emergenza verrà avviato il quarto locale in via Indipendenza. A Milano, invece, riapre lo store di via Dante, l’ultimo inaugurato prima della serrata. All’estero, il 5 marzo è stato aperto il secondo negozio di Tokyo. In Cina, Hubei a parte, sono previste sei aperture tra giugno e luglio. Slitterà un po’ il taglio del nastro dello shop in shop previsto da Harrods a Londra, così come sono sospesi i due progetti legati a New York.

La previsione per la chiusura del 2020 mette in conto un calo del 30%, magari in parte mitigato dalla crescita incorporata in atto prima dell’emergenza. Venchi aveva chiuso il 2019 con circa 100 milioni di ricavi, in crescita del 10%, generati per la maggior parte con i propri negozi e per il resto da vendite a terzi. L’Italia rappresenta il 65% del business. Molti dei negozi Venchi si trovano in località turistiche, e la grande incognita della ripartenza è proprio legata al turismo, che verosimilmente stenterà a riprendere quota.

AcasaTua: il nuovo eCommerce per le imprese

Si tratta di un servizio che consente a chiunque di creare in 5 minuti il proprio eCommerce. Il servizio è gratuito per un mese

L'idea alla base dell'eCommerce aCasaTua è di dare un sostegno ai negozianti che hanno dovuto chiudere la propria attività. Si tratta di un servizio che consente a chiunque di creare in 5 minuti il proprio eCommerce. Il primo mese, vista l'emergenza Coronavirus, il servizio è gratuito, subito dopo è previsto un pagamento annuale. Trascorsi i 30 giorni gratuiti del servizio si è liberi di disattivare il servizio senza alcun costo oppure si può continuare ad utilizzarlo pagando 14,99 euro al mese oppure 137 euro per un intero anno.

Per iscriversi basta inserire i propri dati ed attendere la conferma dell’attivazione del servizio. Si possono quindi caricare i propri articoli in modo da poterli vendere nella zona di proprio interesse.

Per sostenere medici e infermieri, l’azienda ha creato il progetto dona 1 euro per ogni nuovo commerciante che si iscriverà gratuitamente alla piattaforma ed aprirà il proprio eCommerce.

Too Good To Go lancia in gdo la Fast Box di spesa essenziale

Dall’app contro gli sprechi alimentari una nuova iniziativa, già attiva presso Coop Centro Italia, che velocizza la spesa su modello "click & collect"

Le box di spesa pre-impostate sembrano diventare il trend del momento, dopo il nuovo servizio online "Gli essenziali" lanciato da Carrefour Italia, arriva sulla stessa scia (sebbene con le dovute differenze, l'iniziativa di Too Good To Go, l’app contro gli sprechi alimentari. Quest'ultima per il periodo dell'emergenza ha infatti lanciato in gdo la Fast Box, un sacchetto di spesa ordinabile tramite app e preparato direttamente dal punto di vendita, dove è poi possibile ritirarlo in una data fascia oraria.

Non si tratterà di una selezione a sorpresa, ma di una serie di prodotti- scelti con l’obiettivo di coprire il fabbisogno di una settimana - che gli utenti potranno visualizzare sull’app e acquistare consapevolmente, evitando anche l’accaparramento eccessivo di cibo.

“Ci siamo chiesti come Too Good To Go potesse rendersi utile ai propri partner e agli utenti in generale in questo momento di difficoltà per tutti”, spiega Eugenio Sapora, country manager di Too Good To Go Italia, “e abbiamo deciso di mettere a disposizione la nostra app, che permette di gestire gran parte delle operazioni tramite smartphone, per facilitare e rendere più efficiente per tutti il momento della spesa”.

Già attivo sull'app con i suoi punti vendita a Perugia c'è Coop Centro Italia.
Le Fast Box potranno avere un prezzo variabile dai 25 ai 40 euro, con una selezione di prodotti tra pane, pasta, sughi, verdure, frutta e latticini. Rimane attiva in parallelo la possibilità di acquistare le classiche Magic Box Too Good To Go nei supermercati aderenti al progetto anti-spreco.

Come funziona
Tramite l’app Too Good To Go, ciascun punto di vendita ha la possibilità di indicare ogni giorno la quantità di Fast Box disponibili. I consumatori possono geolocalizzarsi, cercare gli store aderenti ed acquistare un kit di spesa predefiniti, il cui contenuto sarà specificato sull’app al momento dell’acquisto.

La Fast Box ordinata potrà essere pagata tramite l’app con carta, con Paypal o con i servizi Apple Pay o Google Pay: basterà poi recarsi al negozio nella fascia oraria specificata, attendere nella fila predisposta appositamente e ritirare la Fast Box.

#Retailinprimalinea. Le iniziative di Apulia Distribuzione (Carrefour)

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Apulia Distribuzione ha attivato varie iniziative a sostegno di consumatori e dipendenti. L'ultima in ordine di tempo è la Spesa Sospesa

In oltre 200 punti di vendita Carrefour del sud Italia, dislocati in Puglia, Basilicata e Calabria, Apulia Distribuzione ha attivato varie iniziative a sostegno e tutela dei consumatori e dei dipendenti. L'ultima in ordine di tempo è l'attivazione della Spesa Sospesa basata sulla solidarietà fra utenti. Ogni cliente può lasciare instore articoli appena acquistati, di ogni categoria merceologica, in un carrello dedicato, posizionato subito dopo le casse. La spesa donata sarà gestita direttamente dal Comune di riferimento in collaborazione con la Protezione Civile che provvederà a distribuirla alle famiglie più bisognose.

Questa iniziativa si aggiunge alle altre due promosse dal gruppo ossia un bonus aggiuntivo del 10%, grazie ai fondi stanziati dal Governo, sul valore dei Buoni Spesa dei Comuni per l’acquisto di beni necessari e il potenziamento del servizio di acquisti online Speasy.it che consente l’acquisto tramite sito e app con la consegna della spesa a domicilio o il ritiro in negozio. Il servizio è attivo in Puglia e Basilicata (con il doppio sistema di domicilio e ritiro nel punto di vendita) e in Calabria con la sola possibilità del ritiro in negozio.

"Il nostro primo pensiero -spiega il direttore vendite Michele Sgaramella- è stato tutelare la salute dei nostri dipendenti e dei nostri clienti. Iniziative come queste derivano da settimane di pensieri che vanno in un'unica direzione. Sperando che questo brutto incubo finisca presto, colgo l'occasione per ribadire di restare a casa. Ci saranno ulteriori iniziative da parte di Apulia Distribuzione nel futuro prossimo che cercheranno di dimostrare sempre più la nostra vicinanza al cliente".

#Retailinprimalinea. Carrefour innova l’eCommerce con “Gli essenziali”

Un nuovo servizio che dal 6 aprile semplifica la spesa online grazie a pacchi pre-confezionati con un mix vario di prodotti secondo le esigenze e il target

Si chiama "Gli essenziali" ed è il nuovo servizio eCommerce lanciato da Carrefour a partire dal 6 aprile 2020 che, a differenza del "servizio classico", copre l'intero territorio nazionale. Una nuova opzione che semplifica e velocizza nettamente sia il processo di acquisto online che le consegne attraverso la possibilità di ordinare 6 diversi tipi di pacchi spesa pre-confezionati.

Parliamo di pacchi con un mix di prodotti che rispondono a diverse esigenze e preferenze (c'è quello per vegetariani, quello di mare, quello di terra, il kit per bambini e per la cura di casa e persona) e che coprono una settimana di autonomia. Si acquistano con un click saltando la coda online "tradizionale" sull’eCommerce dell’insegna (qui la landing page dedicata) e sono consegnati a casa entro 4 giorni dall’ordine (una rarità in tempi di coronavirus).

Un modello che ricorda in parte Amazon Pantry, per ora focalizzato sulle referenze private label e sui prodotti confezionati (proprio perché l'obiettivo è di spedire in tutta Italia con corriere espresso, a differenza di quanto avviene per la spesa online tradizionale). Per ogni pacco “Essenziale” è prevista, tra l'altro, la donazione di 1 euro alla Protezione Civile, sulla scia di quanto l’insegna sta facendo anche in Francia.

A fornire questi ed ulteriori dettagli a Gdoweek è Enrico Fantini, eCommerce & digital transformation director di Carrefour Italia, al quale abbiamo posto ulteriori domande su questo servizio e sull'attuale gestione generale eCommerce.

Una risposta creata ad hoc per gestire i volumi da emergenza coronavirus?
"Sì, una risposta tempestiva sviluppata in pochi giorni per rispondere all'emergenza, ideata insieme ai nostri colleghi francesi e tutta focalizzata sulla gestione semplice e veloce del traffico. Pensiamo però che come soluzione potrà accompagnare i nostri clienti abbastanza a lungo e non escludiamo evoluzioni nell'offerta e nell'assortimento oltre la private label".

Pensate anche alla convenienza?
"I kit sono creati con una logica di copertura di meno di cinque euro al giorno per persona, inclusa la spedizione, che quindi risulta gratuita".

Nella spesa online "classica", invece, cosa avete cambiato?
"Dato il volume ingente con cui ci siamo ritrovati ad avere a che fare abbiamo migliorato l'esperienza dell'utente controllando il traffico e rendendo visibile allo stesso i tempi di coda e di attesa. Questo sistema ci ha consentito anche di migliorare la nostra gestione generale e quella dei picchi di traffico".

E a livello di tempi di consegna e logistica?
"Continuiamo a consegnare il giorno stesso o quello successivo, aprendo di volta in volta la possibilità di prenotare nuove consegne. I tempi, dunque, non sono cambiati, anche perché abbiamo aumentato in modo importante la nostra capacity nei magazzini sulle città principali, a livello logistico e con aggiunta di slot di consegne. Ciò nonostante, i nostri incrementi online sono superiori alla media del mercato e dunque la sezione del sito Essenziali risulta una formula importante a ulteriore supporto del traffico e soprattutto che arriva a servire aree geografiche prima scoperte".

#Retailinprimalinea. Unes: 3.000 colombe ad Areu Lombardia

Unes destina ad Areu Lombardia anche una parte del ricavato per ogni colomba o uovo di cioccolato a marchio il Viaggiator Goloso venduti

Nuova iniziativa per Unes che, visto l'avvicinarsi della Pasqua, sta attivando una serie di attività specifiche. L'azienda dona, infatti, 3.000 colombe ad Areu Lombardia a cui destina, al tempo stesso, una parte del ricavato per ogni colomba o uovo di cioccolato a marchio il Viaggiator Goloso venduti nei supermercati del Gruppo: U2 Supermercato, U! Come tu mi vuoi e il Viaggiator Goloso.

A seconda del prodotto venduto, Unes donerà da 1 a 5 euro all'ente (Azienda Regionale Emergenza Urgenza). La lista completa dei prodotti inclusi nell’iniziativa è disponibile sul sito www.ilviaggiatorgoloso.it. Unes vuole, con questo gesto, premiare il lavoro svolto quotidianamente dall'ente per garantire soccorso in casi di urgenza o emergenza sanitaria (118 ed emergenza 112).

In Coop Liguria e Lombardia si può prenotare l’ingresso allo store

Cod@Casa è la soluzione digitale per prenotare gli ingressi negli store e snellire le lunghe file che si formano fuori dai punti di vendita, realizzata da Sopra Steria e al momento implementata da Coop Liguria e Coop Lombardia su alcuni punti di vendita selezionati. Quello delle code fuori dai negozi, che virtualmente affliggono i servizi online, è infatti un problema su cui molti retailer stanno cercando di intervenire, qui teniamo un quadro della situazione aggiornato.

Gratuita per due mesi, implementata per la prima volta da Coop Liguria

La soluzione Cod@casa è basata sulla piattaforma Salesforce, risiede nel cloud ed è erogata come servizio, è ampiamente configurabile ed è proposta da Sopra Steria ai retailer italiani gratuitamente per due mesi. "La prima insegna che ha risposto, pur non essendo nostro cliente -dice Enrico Cantoni, direttore della divisione Retail, Fashion & Industry di Sopra Steria-, è stata Coop Liguria, con cui abbiamo fatto un primo test nella penultima settimana di marzo nell'Ipercoop L'Aquilone di Genova ed è poi stata estesa anche a nello store Il Gabbiano di Savona lunedì 30 marzo".

"Abbiamo deciso di sperimentare Cod@Casa -sottolinea Giovanni Clavarino, responsabile innovazione di Coop Liguria- e, se sarà ben accolta da soci e clienti, la estenderemo a tutti i nostri ipermercati. Ringraziamo Sopra Steria per questa opportunità che ci ha messo a disposizione gratuitamente, come servizio alla comunità”.

Coop Lombardia inizia la sperimentazione a Milano

La stessa soluzione di accesso con prenotazione è stata poi adottata a partire dai primi giorni di aprile anche da Coop Lombardia che nella città di Milano lo ha implementato negli Ipercoop di Baggio, Bonola, Piazzale Lodi e nei supermercati di Via Palmanova e Via Arona.

“Abbiamo deciso di sperimentare questo nuovo servizio -spiega il direttore generale operazioni di Coop Lombardia Andrea Colombo- perché in questo momento mantenere il distanziamento sociale è l’unico strumento che abbiamo per combattere il coronavirus. Abbiamo messo in atto tutte le attività necessarie per tenere sotto controllo il numero di persone presenti all’interno dei nostri negozi, ed è altrettanto fondamentale evitare assembramenti all’esterno dovuti alle persone in coda". 

Cod@casa funziona via web o telefono

Le persone prenotano da un indirizzo web una fascia oraria tra quelle disponibili, attendono a casa una mail e non devono mettersi in fila, si presentano infatti con un numero di prenotazione all'ingresso del supermercato, fanno check-in ed entrano nel punto di vendita. Per chi non ha la possibilità di accedere online, è anche possibile prenotarsi tramite un numero di telefono, con la stessa modalità di ingaggio. Nello store quindi c'è una modalità ibrida di ingresso, tramite servizio Cod@casa e con la fila tradizionale.

soprasteria_codaacasaIl servizio utilizzato per la maggiore non è tanto il posto in coda quanto una prenotazione per poter accedere al negozio in un arco temporale di due o tre giorni. Gli slot sono stabiliti in ogni mezz'ora, ma le caratteristiche sono personalizzabili in base alla superficie dello store e a discrezione dello store manager, che quindi può decidere quante persone possono entrare oppure per limitare una fascia oraria a una particolare clientela decisa per esempio per età, per favorire le categorie più deboli come chi ha più di 65 anni o gli operatori sanitari.

La regolamentazione degli ingressi, attualmente utilizzata nei supermercati, può anche essere estesa ad altre tipologie di scenari che abbiano bisogno di un accesso contingentato per evitare assembramenti.

Coop sostiene i produttori di piante

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Il volume dell'operazione è pari a 300.000 piante e fiori recisi per un valore di mercato pari a 2 milioni di euro

Coop aiuta i produttori di piante e fiori italiani. È a rischio distruzione la produzione in serra per l’impatto dell’emergenza. Coop riduce del 25% il prezzo di vendita e riconosce ai produttori un supplemento di solidarietà pari almeno al 25% del prezzo di acquisto. Il volume dell’operazione è di circa 300.000 piante e fiori recisi per un valore di vendita che sfiora i 2 milioni di euro. Oltre all’aiuto economico ai produttori di fiori e piante anche un messaggio positivo rivolto ai consumatori italiani.

La crescita della gdo si stabilizza e gli stili di consumo si consolidano

Il Nord Est registra gli incrementi più alti (+7%), seguito dal Sud (+6,3%). Rallentano molto invece sia il Centro Italia (+0,4%) sia il Nord Ovest (+0,1%). La fotografia secondo Nielsen

Nuovo appuntamento settimanale con i dati Nielsen relativi alla gdo tra lunedì 23 marzo e domenica 29 marzo. Continua in questo periodo la crescita delle vendite rispetto allo stesso arco temporale 2019, anche se in maniera più contenuta: +2,7% a parità di negozi.

Aree geografiche. Come per la settimana scorsa, è il Nord Est a registrare gli incrementi più alti su base tendenziale: +7,0%, seguito subito dal Sud (+6,3%). Rallentano molto invece sia il Centro Italia (+0,4%) sia il Nord Ovest (+0,1%).

Come sottolinea Romolo de Camillis, retailer service director di Nielsen Connect in Italia:

"La gdo si stabilizza su una crescita moderata durante la terza settimana di quarantena, ma il periodo Pasquale, durante il quale non potremo festeggiare come da tradizione, potrebbe causare una contrazione delle vendite. Al contempo, si consolidano anche i fenomeni di consumo legati al nuovo stile di vita ‘domestico’ e alle restrizioni in termini di mobilità: da un lato continua l’ascesa di prodotti alimentari da dispensa e/o destinati alla preparazione di pietanze ‘homemade’, dall’altro si afferma anche la preferenza per modalità di approvvigionamento più comode, ovvero eCommerce e negozi di vicinato". 

A livello di format distributivi, il trend maggiore si registra nei Liberi Servizi (+41,6%), nei Supemercati (+15,4%) e nei Discount (+8,4%). Continua invece il calo delle vendite di Specialisti Drug (-32,9%) e Ipermercati (-17,7%). Continua il calo dei format Cash & Carry, con un trend negativo del -50,3%, in linea con il calo della settimana scorsa.

Per quanto riguarda l’eCommerce, il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online da lunedì 23 a domenica 29 marzo è stato del +162,1% in rialzo di +20pp rispetto al trend della settimana precedente.

La cronaca della settimana: da lunedì 23 a dome­nica 29 marzo
Le dinamiche di afflusso ai negozi sono rimaste le stesse della settimana precedente, con trend molto positivi durante i giorni lavorativi. Si accentua perà il calo registrato nel weekend: sabato 28 -28,5% vs. stesso sabato del 2019 e domenica 29 -54,9% vs. stessa domenica del 2019, a parità di superficie distributiva. Il picco positivo si è registrato invece lunedì (+22,9%). A livello di peso sulla settimana, il giorno principale rimane comunque il venerdì, confermando una nuova tendenza iniziata con la quarantena. Ricordiamo che in condizioni di normalità, il giorno principale in termini di peso sulla spesa settimanale degli italiani è sempre stato il sabato.

Il dettaglio: le categorie
Le categorie di prodotti maggiormente impattate durante la settimana 13 del 2020 sono sempre legate ai tre “effetti” identificati da Nielsen:

  1. effetto “stock”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: caffè macinato (+21,4%), conserve rosse (+52,9%), conserve animali (+16,7%), pasta (+19,3%), biscotti (+14,6%); i comparti non alimentari iniziano a registrare trend di crescita più rallentati, invece, si segnalano solo carta casa (+40,5%) e carta igienica (18,6%);
  2. effetto “prevenzione e salute”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: guanti (+163,3%), detergenti superfici (+36,3%), sapone per le mani solido e liquido (+56,8%), candeggina (+52,9%), alcol denaturato (+100,4%), salviettine umidificate (+24,5%);
  3. effetto “resto a casa”, sempre in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato, suddiviso in Cuochi a casa, il paniere degli ingredienti base, quindi farine (+212,7%, fatturato triplicato rispetto al 2019), uova di gallina (+5,4%), burro (+85,9%), zucchero (+55,2%), mascarpone (+99,6%), lievito di birra (+226,4%) e margarina (+78%); e Comfort food, il paniere dell’indulgence, quindi creme spalmabili dolci (+72,5%), miele (+67,9%), patatine (+23,5%), pop-corn (+89,8%), olive (+13,6%), merendine (+13,3%), wafer (+9,3%). Continuano anche i trend positivi di vino (+18,5%) e birre alcoliche (+9%).

I dati Stocard relativi al 23-29 marzo
In relazione allo stesso periodo anche Stocard ha effettuato un'indagine su come cambiano le abitudini (orario e giorni) degli italiani rispetto alla settimana del 10-16 febbraio, prima dell’emergenza sanitaria.

A livello nazionale, anche nella settimana 23-29 marzo, come nelle due precedenti già analizzate, si riscontra una maggiore omogeneità di acquisto durante i giorni feriali. Nello specifico:

  • Da lunedì a venerdì c’è un notevole incremento di acquisti nelle ore successive al pranzo: tra le 13 e le 16, infatti, i picchi di spesa raggiungono una media giornaliera pari al +70% rispetto a febbraio;
  • Nel weekend si assiste a un vero e proprio boom di spesa negli orari immediatamente successivi all’apertura dei supermercati: +95% il sabato alle 8 del mattino, addirittura +480% la domenica allo stesso orario, rispetto al mese precedente.
  • All’ora di pranzo l’indagine rivela i soliti picchi: +73% il sabato e un +67% la domenica, dati molto più alti rispetto alla settimana 10-16 febbraio.

"Gli italiani hanno radicalmente cambiato le proprie abitudini di acquisto alimentare – sottolinea Valeria Santoro, country manager Stocard Italia – Fino a un mese fa sarebbe stato impensabile andare al supermercato dopo pranzo, ma nella settimana analizzata, dal 23 al 29 marzo, registriamo picchi giornalieri di acquisto che, tra le 13 e le 16, superano anche del 78% gli acquisti della settimana pre Covid-19."

Up Day attiva i buoni pasto solidali digitali

Il buono di Up Day va distribuito dai Comuni ai cittadini beneficiari, segue il processo di ritiro e validazione da parte degli esercenti informatizzati

La smart company, attiva nel settore dei servizi alle imprese e alla persona con buoni pasto e piani di welfare aziendale, ha approntato delle soluzioni digitali per far fronte all’emergenza Covid-19, sviluppando il buono alimentare solidale per l’acquisto dei prodotti di prima necessità. Il buono va distribuito dai Comuni ai cittadini beneficiari ma è stato predisposto un successivo processo di ritiro e validazione dagli esercenti informatizzati, i quali non avranno alcun costo per l’implementazione della tecnologia né per i servizi di fatturazione che garantiscono pagamenti a cinque giorni. Il sistema è multicanale e prevede svariate modalità che spaziano dall’app dedicata per esercenti e cittadini al pin code via email o WhatsApp, fino al caricamento sulle card Cns a disposizione delle famiglie.

Up Day ha voluto coinvolgere anche i piccoli negozi di prossimità territoriale, al momento in attività ma non ancora affiliati al network, offrendo loro un trattamento inclusivo tramite

Mariacristina Bertolini, direttore generale e vicepresidente Up Day

app dedicata.

Con il buono alimentare solidale vogliamo sottolineare la nostra volontà nel salvaguardare un’operazione che deve rimanere virtuosa e fuori dalle logiche di competizione e di trattativa economica. Mettiamo al servizio della comunità la nostra expertise, il nostro approccio tecnologico e il dna solidale che da sempre ci contraddistingue, con l’obiettivo di andare incontro alle necessità di Comuni, famiglie ed esercenti in questo momento delicato, creando un sistema su misura” dichiara Mariacristina Bertolini, direttore generale e vicepresidente Up Day.

Ad oggi già una trentina di Comuni, da Torino a Bologna, da Cagliari a Latina, da Cesena a Foggia, sono supportati da Up Day e dai buoni alimentari solidali digitali.

App anti-spreco

Up Day ha infine modificato la propria App anti-spreco, LastMinuteSottoCasa, creando una nuova tipologia di offerta che consenta ai negozianti “sotto casa” di informare, tramite notifica ‘live’, i cittadini di zona. I consumatori saranno, dunque, aggiornati circa l’attività dei negozi, gli orari, i servizi offerti (spesa pronta e imbustata, spesa consegnata a casa), in modo gratuito fino a fine emergenza.

#Retailinprimalinea. Gabrielli: impennata movimentazione merci e nuove assunzioni

Gruppo Gabrielli registra un incremento nei centri di distribuzione con una media del +45% per i prodotti secchi e del +55% per i prodotti deperibili. E assume 100 persone

Aggiornamento 3 aprile 2020

Nuove assunzioni per il Gruppo Gabrielli che ha rinforzato l'organico con oltre settanta collaboratori per i Magazzini e circa 30 nei depositi di Maltignano e di Monsampolo. “Siamo consapevoli di essere in prima linea nella lotta al coronavirus -spiega il presidente Luca Gabriellie riusciamo a soddisfare ogni richiesta quotidiana dei clienti dei nostri supermercati grazie all'abnegazione dimostrata dai nostri collaboratori ai quali vanno i miei ringraziamenti per quanto stanno facendo e per tutto quello che faranno fino a quando non si concluderà l'emergenza”. A sostegno dei propri dipendenti il gruppo ha adottato una serie di misure: un buono spesa di 150 euro a ciascun collaboratore sia dei punti di vendita, sia dei depositi. Inoltre è stata stipulata una polizza a loro beneficio che copre il rischio di contrarre il coronavirus. Sono state disposizioni per favorire ogni richiesta di flessibilità o permesso da parte di collaboratori con figli in età scolare. Non ultimo, l'azienda sta cercando di ridurre al minimo gli straordinari.

Le misure instore

Nei depositi abbiamo disposto la misurazione della temperatura all’arrivo di tutti gli addetti e dei trasportatori e tutti, dipendenti e non, hanno guanti e mascherine e infine abbiamo disposto una sanificazione completa settimanale -aggiunge l'azienda-. All'ingresso dei nostri supermercati abbiamo messo a disposizione dei clienti salviettine idonee alla pulizia dei carrelli delimitando, con apposite strisce a terra, il metro di distanza dei clienti dai banchi e vengono dati sistematicamente annunci che ricordano l’obbligo della distanza mentre ogni dipendente deve richiamare i clienti al rispetto delle distanze. Abbiamo montato in tutti i punti di vendita barriera aggiuntive in plexiglas a protezione delle/degli addetti alla cassa e mettendo le strisce a terra per distanziare i clienti in fila”.

Movimentazione merci

Il Gruppo Gabrielli tiene a precisare l'importanza dei centri di distribuzione che, soprattutto in questo periodo, devono affrontare una mole di lavoro non comune e che ha subìto un incremento, come sottolinea il responsabile logistica del Gruppo, Sergio Pantaloni. Ad oggi, infatti, si è registrata una media del +45% per i prodotti secchi e del + 55% per i prodotti deperibili.

Fondamentale il ruolo svolto dagli uomini impegnati nei nostri centri di distribuzione che sono, insieme agli altri collaboratori, il cuore pulsante della nostra azienda. Oltre a quello storico di Maltignano e al nuovissimo polo di Monsampolo del Tronto -spiea l’Ad Gruppo Gabrielli Mauro Carbonetti- la logistica continua incessantemente, per mezzo della disponibilità e del lavoro dei nostri uomini, a rispondere alle direttive ministeriali e a garantire con costanza la fornitura capillare delle merci in tutti i nostri punti di vendita. Grazie ai buyer impegnati negli acquisti di merce, ai responsabili commerciali senza dimenticare, ovviamente, tutti gli operatori della logistica che lavorano a ritmi sostenuti in questi giorni nei nostri centri di smistamento della merce e ai dipendenti nei punti di vendita, oggi veri presidi di comunità”.

#Retailinprimalinea. Crai Spesa Online: consegna gratuita fino al 30 aprile

Il servizio di Crai Spesa Online, l’eCommerce di prossimità, attivo con oltre 170 negozi in 14 regioni, sarà gratuito fino a fine aprile

L'iniziativa, già sviluppata nel mese di marzo, è stata prorogata fino alla fine di aprile. Crai a riguardo spiega: “Visto il successo ottenuto il mese scorso abbiamo deciso di proseguire anche per tutto il mese di aprile con la consegna gratuita anche per le spese sotto ai 70 euro per tutti coloro che fanno la spesa online (a partire da 30 euro di spesa). Dobbiamo continuare a rispettare le buone pratiche e stare ancora a casa per evitare il diffondersi del Coronavirus. La spesa on line diventa quindi sempre di più un aiuto preziosissimo per tutti, non solo per le persone anziane”.

Attualmente, il servizio di Crai Spesa Online, l’eCommerce di prossimità, è attivo con oltre 170 negozi in 14 regioni. L’iniziativa è supportata dai negozi Crai che sono presenti sul sito www.craispesaonline.it. Inoltre, per i territori coperti dal servizio di Crai Spesa Online, è possibile effettuare anche gli ordini telefonicamente, chiamando il numero verde 800-550088.

Iperal: serve efficienza per offrire qualità

Il retailer cresce e punta verso Milano, con la formula superstore, basata su un'offerta che mixa freschi, linee a marchio e una politica commerciale che abbina prezzi accattivanti e promozioni attraenti (da Gdoweek n. 5)

Un’azienda con risultati di vendita e di marginalità positivi, in linea con un modello di impresa famigliare efficiente e una rete in crescita: questa è Iperal, oggi attivo con 43 store, che il prossimo aprile sbarcherà a Milano. “Siamo contenti dei risultati e pronti alle nuove sfide -spiega Antonio Tirelli, Ad della società- anche se parlare di programmi futuri, con la situazione contingente imposta dal Coronavirus, lascia l'amaro in bocca”.

Che effetti avrà questa situazione secondo Lei?

Come italiano e come imprenditore sono preoccupato per le conseguenze economiche, sul Pil e su alcuni settori, quali ristorazione, centri commerciali, catene non food, per non parlare delle zone turistiche. Sono convinto che, conti a parte, questa situazione impatterà a livello socio-economico con nuovi modelli di comportamento.

A cosa si riferisce?

eCommerce per il non food e spesa online per l’alimentare escono senza dubbio vincitori. Tornata la normalità, alcune fasce di consumatori si saranno abituati a questa modalità e la utilizzeranno con maggiore frequenza e fedeltà.

Per voi l’online conta?

Un business in crescita, nel quale crediamo. Lo abbiamo iniziato nel 2015, scegliendo la formula Ordina & Ritira, oggi attiva in 15 negozi: il cliente ordina online, parcheggia in posti riservati, entra e ritira la spesa in un banco ad hoc; ma se manca qualcosa, magari i freschi, può completarla. Questa per noi è la soluzione più corretta, destinata a crescere: in Francia vale il 70%, da noi il 10. Numeri che indicano potenzialità.

Nel 2019 avete continuato ad aprire in Lombardia. Direzione Milano.

Ci stiamo sviluppando nelle province di Bergamo, Monza Brianza e Milano, dove crediamo ci siano opportunità, come dimostrano i quattro store aperti, tutti diretti. Non vogliamo fare acquisizioni; preferiamo partire dai terreni. Certo le offerte non sono mancate.

Una scelta controcorrente...

Più che altro la necessità di non scendere a compromessi. Preferiamo contare sulle nostre forze e realizzare i negozi come vogliamo, secondo i nostri criteri, piuttosto che investire risorse, tempo e rischi in negozi con strutture non ido nee. Oggi, ancora più di ieri, le imprese devono essere efficienti, con produttività adeguate per sostenere il business e programmare lo sviluppo.

C'è una ricetta per ottenere produttività adeguate?

Ogni azienda ha un suo percorso. Per la mia azienda il modello di impresa efficiente dipende da tante piccole e grandi attenzioni che coinvolgono l'intera l’organizzazione verso un unico obiettivo: contraddistinguerci per convenienza, comunicata in maniera adeguata, qualità e come interpreti dei prodotti locali.

Elementi che garantiscono marginalità anche agli ipermercati?

Ad oggi, gli ipermercati in senso stretto sono solo tre, con metrature ridotte ma con il non food ancora importante. Infatti, abbiamo appena aperto un corner Blu Kids in partnership con Ovs. Il resto della rete è formato da store tra i 1.500 e i 2.500 mq, focalizzati su freschi, mdd e una politica commerciale competitiva, basata su prezzi accattivanti, che garantiscono qualità, e promozioni attraenti. Stiamo anche pensando di ampliare, nei freschi confezionati, la nostra mdd di insegna: la qualità esige che "si metta la faccia", come già facciamo con la linea Iperal Valtellina, mentre nei freschissimi vogliamo evidenziare il nostro ruolo di selezionatori.

E il 2020 come sarà?

La priorità è ampliare la rete: tre le aperture previste nel primo semestre, compresa Milano. Per il resto, continueremo a lavorare a politiche commerciali in grado di garantire prezzi interessanti senza rinunciare alla qualità.

Le nuove nomine del Gruppo Multicedi (VéGé)

Giuseppe D’Angelo e Vittorio Amatucci sono rispettivamente i nuovi direttore generale e direttore commerciale di Multicedi (VéGé)

Giuseppe D’Angelo e Vittorio Amatucci sono rispettivamente i nuovi direttore generale e direttore commerciale di Multicedi (VéGé).

Sul piano strategico abbiamo iniziato sin da subito a lavorare sulla struttura del gruppo optando per uno snellimento del ventaglio di società collegate al mondo Multicedi. Una più snella organizzazione societaria ci permetterà di lavorare agilmente puntando all’efficienza e all’ottimizzazione delle risorse. Al tempo stesso, studiamo piani di sviluppo anzitutto guardando alle opportunità di crescita nel mercato di riferimento. In Campania siamo molto presenti e, dunque, ragioniamo anche per lo sviluppo di progetti idonei per crescere nelle regioni confinanti” spiega Giuseppe D'Angelo, già vice direttore generale e direttore esecutivo in Multicedi dal 2014, napoletano, 54 anni, laureato in Economia. Opera nel settore della gdo da 16 anni. Per oltre dieci anni è stato direttore generale della Ce.Di. Sigma Campania. La sua promozione avviene in una fase di espansione dell’azienda.

Vittorio Amatucci, napoletano di 50 anni, entrato in gdo nel ’93 proprio con Multicedi, dove torna nel 2019. Sulle strategie da seguire sottolinea: “Dobbiamo essere capaci di comprendere le esigenze del consumatore in continua evoluzione. La location sarà sempre più importante, ma ancor più il prodotto. L’indicazione più importante dal consumatore è quella di una piena consapevolezza nel modo di fare la spesa. Siamo delegati a selezionare maggiormente l’offerta assortimentale, e in quest’ottica valorizzare il prodotto a marchio che è sempre più centrale e deve rispondere ai mutamenti in atto. In questo ambito, andiamo sempre più verso una produzione quasi su misura dei prodotti, trasformandoci in produttori. Dal co-packaging dei prodotti MDD a produttori in prima linea, strategia ad oggi vincente già applicata da altri format/canali”.

 

#Retailinprimalinea Uniqlo e il “pacco regalo” per Milano

uniqlo
Donate dal brand di abbigliamento sbarcato da poco in città un milione di mascherine e 400 piumini Uld

Anche Uniqlo, il marchio di abbigliamento sbarcato da meno di un anno in Italia a partire da Milano, partecipa alla gara di solidarietà retail per l'emergenza coronavirus. Il brand di Fast Retailing ha donato in particolare un milione di mascherine e 400 piumini ultra light down, un capo di abbigliamento must dell'insegna.

“Vogliamo ricambiare – ha sottolineato Kohsuke Kobayashi, Coo di Uinqlo Italy – il caldo benvenuto e il sostegno che i milanesi ci hanno dimostrato in questo primo anno a Milano, ed esprimere la nostra gratitudine prestando aiuto alla città. Un contributo tangibile che spero dimostri l’importanza, ora più che mai, di rimanere uniti”.

#Retailinprimalinea. Conad Pac2000A: in Sicilia dona uova e colombe pasquali

Pac2000A divisione Sicilia ha deciso di donare oltre 700 uova di cioccolato e altrettante colombe pasquali alla scuola Giovanni Falcone di Palermo

In occasione della prossima Pasqua, Conad Pac2000A divisione Sicilia ha deciso di donare oltre 700 uova di cioccolato e altrettante colombe pasquali alla scuola Giovanni Falcone del quartiere Zen di Palermo, per contribuire a regalare un sorriso ai bambini e alle loro famiglie che abitano nelle aree periferiche delle città.

Sarà una Pasqua diversa, sottotono, con milioni di famiglie costrette a stare chiuse in casa in tutta Italia aspettando che finisca l’isolamento. Ma questo non vuol dire che non può esserci spazio per la solidarietà e per un po’ di dolcezza -commenta Vittorio Troia, direttore Conad Sicilia-Questo gesto assume un doppio significato per noi. Prima di tutto cerchiamo, con quello che possiamo, di stare vicino ai bambini dello Zen anche quando la scuola è chiusa. Contemporaneamente, ci auguriamo che possano festeggiare la Santa Pasqua in maniera serena, nonostante le difficoltà che tutti stiamo vivendo”.

 

#Retailinprimalinea. Pam: 400mila mascherine in Veneto

Pam Padova
Il Gruppo Pam vuole dare il proprio sostegno al territorio di appartenenza donando alla Protezione civile 400.000 mascherine

Sono tante le iniziative dei retailer in prima linea in questi giorni di emergenza sanitaria Covid19. Anche il Gruppo Pam, attraverso le insegne Pam, Panorama ed In’s Mercato, vuole dare il proprio sostegno al territorio di appartenenza donando alla Protezione civile 400.000 mascherine destinate ai cittadini della Regione Veneto.

La donazione arriva a seguito dell’iniziativa Insieme a te per l’Italia grazie alla quale è stata attivata una campagna a sostegno dell’economia italiana. L’iniziativa consiste, infatti, nella promozione di scelta e acquisto, in tutti i punti di vendita del territorio nazionale, di articoli realizzati e prodotti da aziende con stabilimenti situati in Italia. L'obiettivo di questa campagna è di dare un aiuto concreto garantendo occupazione e reddito alle famiglie italiane e di residenti in Italia.

#Retailinprimalinea. Gruppo Tuo adotta la Spesa solidale

Le insegne del Gruppo Tuo, Fresco Market, Tuodì e InGrande, lavorano al fianco della Croce Rossa Italiana, promuovendo l’iniziativa Spesa Solidale

Le insegne del Gruppo Tuo, Fresco Market, Tuodì e InGrande, lavorano al fianco della Croce Rossa Italiana, promuovendo l’iniziativa Spesa Solidale, nata per sostenere le fasce più deboli e con maggiori fragilità sociali grazie anche a Cri per te, il servizio attivato dalla Croce Rossa fin dai primi giorni dell’emergenza affinché nessuno rimanesse solo.

L’iniziativa coinvolge i clienti di 135 punti di vendita attivi in Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana ed Umbria, che saranno invitati a donare parte della loro spesa alle famiglie più bisognose, tramite la raccolta di scatolame e beni alimentari di lunga conservazione. I volontari della Croce Rossa Italiana saranno presenti in alcuni supermercati.  In altri negozi sarà, invece, predisposta un’area dedicata alla donazione, appositamente indicata. Anche in questo caso saranno i volontari della Cri ad occuparsi della consegna quotidiana.

#Retailinprimalinea Le azioni di Ikea per sostenere co-worker e fasce deboli

ikea
Ikea Retail (Gruppo Ingka) e Ikea oundation hanno attuato su scala globale una serie misure inedite per fronteggiare l'emergenza attuale

Ikea Retail (Gruppo Ingka) e Ikea Foundation hanno intrapreso su scala globale una serie di azioni ad ampio raggio finalizzate a fronteggiare con misure inedite l'emergenza in corso. Obiettivi: proteggere la salute e la stabilità economica delle comunità colpite dalla pandemia coronavirus, inclusi clienti, co-worker e partner aziendali.

Il Gruppo Ingka ha stanziato 26 milioni di euro per permettere ai 30 Paesi in cui è presente di intervenire con beni di prima necessità - mobili, mascherine, guanti, letti, coperte, cibo e giocattoli - in soccorso alle comunità locali e alle fasce di popolazione più fragili e colpite, e per aiutare il personale tecnico-sanitario in prima linea.

Ikea Foundation a sua volta si è impegnata a erogare fino a 10 milioni di euro con l’obiettivo primario di aiutare i partner esistenti con programmi anti-coronavirus a sostegno delle comunità di tutto il mondo, in linea con i piani di risposta dei governi nazionali.

IKEA IN ITALIA
Con la campagna #RipartiamoDaCasa Ikea ha invitato gli italiani a prendersi cura di sé, dei proprio cari e dei propri spazi. Un conforto precluso però a molti tra quelli appartenenti alle categorie più vulnerabili della società e a coloro che stanno lottando in prima linea. Da qui le successive azioni.

Per aiutare persone anziane e famiglie bisognose delle aree più colpite ad affrontare la quotidianità, Ikea ha donato il cibo dei proprio store, attraverso varie ong tra le quali Banco Alimentare. Sostenute anche le associazioni Onds/Binario95 e Spazio Aperto nell’arredo e nella sanificazione di dormitori e mense destinati ad accogliere i senzatetto.

Inoltre, per dare un po’ di conforto ai pazienti, 160 degli speaker ikea Symfonisk sono stati donati a 3 ospedali lombardi del Gruppo San Donato agli ospedali di Parma.

Le tensostrutture Better Shelter – una soluzione per le aree di triage, il deposito di beni di prima necessità e le aree ristoro e riposo – sono state messe a disposizione da Ikea della Protezione Civile in Emilia Romagna, per offrire ai volontari uno spazio dove ritrovare energie.

Per sostenere la realizzazione di ospedali Ikea ha supportato con il proprio range la Protezione Civile e la Croce Rossa in Liguria, Emilia Romagna e Toscana.

Sostenuti, inoltre, i Medici senza Frontiere, contribuendo con una donazione a renderli parte attiva nel contrasto all’emergenza sanitaria nelle terapie intensive di 4 ospedali nella zona rossa di Lodi.

I CO-WORKER
Per sostenere concretamente tutti i propri co-worker, Ikea Italia sta fornendo accesso su base volontaria a strumenti digitali di sviluppo delle proprie competenze, offrendo un sostegno psicologico dedicato e assicurerà una copertura sanitaria per le eventuali spese legate al Covid-19.

 

#Retailinprimalinea. Le donazioni delle imprese del Gruppo VéGé

Gourmet Decò Cefalù
Il Gruppo VéGé e 31 imprese socie danno il loro contributo concreto donando fondi a sostegno di strutture sanitarie e associazioni

"Noi di VéGé, con i nostri 3528 punti di vendita in tutto il territorio nazionale, vogliamo in questo momento essere un presidio di normalità e sicurezza per offrire agli italiani tutto quello di cui hanno bisogno e assicurare in tutte le case, ogni giorno, il necessario per fronteggiare senza ulteriori preoccupazioni questo difficilissimo momento". Il gruppo moriva così la scelta di stanziare 1.500.000 di euro ai sistemi sanitari locali e nazionale. A livello nazionale, invece, 600.000 euro saranno devoluti direttamente alla Croce Rossa Italiana.

Il Gruppo sta adottando anche misure specifiche per la tutela dei lavoratori prevedendo un bonus integrativo, per ciascun collaboratore, variabile a seconda di ogni impresa.

Sono 31 le imprese socie di Gruppo VéGé che hanno deciso di scendere in campo.

Tra queste anche il Gruppo Arena (VéGé) che ha dato un contributo di 250mila euro, stanziato a beneficio della rete ospedaliera delle province siciliane maggiormente colpite dall’epidemia: Aziende Ospedaliere Cannizzaro e Garibaldi di Catania, Umberto I di Enna, Cervello di Palermo e Policlinico di Messina.

L'azienda, attiva sul territorio siciliano con oltre 180 punti di vendita ad insegna Decò, Iper e SuperConveniente, ha deciso di finanziare anche iniziative volte a contrastare l’emergenza da Coronavirus.

A nome di tutto il cda, ritengo che, in un periodo come questo, sia del tutto naturale per la nostra azienda essere più vicini possibile alla nostra terra -afferma Giovanni Arena, direttore generale del Gruppo-. La Sicilia è straordinaria nella capacità di essere unita e solidale nei momenti più difficili ed i siciliani sono eccezionali nel sentirsi parte di un'unica grande famiglia. Sono i nostri valori di sempre e vogliamo che la nostra comunità avverta la nostra vicinanza. Questo contributo è un segno di gratitudine nei confronti di medici, infermieri e membri del personale sanitario che stanno lavorando senza sosta e con impegno per fermare questa emergenza. Questa donazione non è solo da parte della Famiglia Arena ma anche di tutti i nostri collaboratori che da settimane stanno lavorando incessantemente per garantire il servizio di pubblica utilità alla comunità”.

Ai dipendenti, ai quali ha esteso una copertura assicurativa integrativa a tutela della salute, Arena ha deciso di erogare un contributo straordinario, in buono spesa, di 120 euro.

Le misure a sostegno dei consumatori

Il gruppo ha adottato varie iniziative per facilitare la spesa dei clienti ma anche per dare un sostegno ai più bisognosi. Arena ha infatti attivato l'iniziativa Spesa sospesa in tutte le province, con il contributo dei Comuni, Associazioni, Onlus, Caritas e Banco Alimentare, consentendo ai clienti di aiutare le famiglie in difficoltà, donando loro generi alimentari di prima necessità. Inoltre è stato potenziato il servizio a domicilio nei punti di vendita in cui era già attivo, rendendolo gratuito per gli over 65 anni, disabili e donne in gravidanza. Infine l'azienda, accogliendo l'invito del presidente del consiglio Giuseppe Conte, ha applicato uno sconto del 10% sui buoni (alla cassa) a sostegno delle famiglie in difficoltà, in questo particolare momento di emergenza.

Nei giorni scorsi Arena aveva attivato il Corridoio della Solidarietà.

#Retailinprimalinea. Unieuro: store riaperti e 2.000 smartphone ai malati

Unieuro
I punti di vendita apriranno al centro e al sud e avranno un’operatività limitata ai soli giorni feriali e con orario ridotto. Unieuro sta donando anche 2.000 smartphone agli ospedali

Aggiornamento 2 aprile 2020

Unieuro riapre alcuni punti di vendita diretti sul territorio italiano e dona 1000 smartphone per gli ospedali dell’Emilia Romagna; oltre 1000 device con sim, in collaborazione con Vodafone Italia, destinati a ospedali e case di cura per anziani nelle aree più colpite dall’emergenza. “In un mondo iperconnesso, l’attuale emergenza sanitaria ha infiniti risvolti
tragici, persino quello di non consentire ai pazienti ricoverati di ricevere conforto
e calore dai propri familiari” sottolinea Giancarlo Nicosanti Monterastelli, Ad di Unieuro.

Questo progetto è nato ascoltando i racconti di chi lavora negli ospedali del
nostro territorio: storie di tante persone ricoverate, costrette a privarsi anche
dell’affetto dei propri cari proprio nel momento in cui ne avrebbero più bisogno.
Grazie all’impegno di un team messo in piedi a tempo di record, siamo riusciti a
finalizzare il progetto e a raggiungere un primo traguardo di cui siamo davvero
orgogliosi” aggiunge Marco Titi, direttore marketing di Unieuro.

La riapertura selettiva dei punti di vendita Unieuro

L'insegna sta, dunque, gradualmente riaprendo "un numero variabile ma significativo di punti di vendita diretti”. Stando a quanto spiega l'aziendail test non interesserà le zone del Paese più colpite dall’emergenza sanitaria e prevede un’operatività limitata ai soli giorni feriali e con orario ridotto. I dipendenti torneranno operativi esclusivamente su base volontaria e in numero strettamente necessario al funzionamento del singolo negozio. A ciascuno verrà misurata la temperatura all’inizio del turno di lavoro e verranno consegnati i Dispositivi di Protezione Individuale necessari a svolgere in sicurezza le proprie mansioni, in particolare mascherine, guanti monouso e gel igienizzante”. La decisione arriva a conclusione di un confronto con le organizzazioni sindacali con le quali è stata concordata comunque la cassa integrazione guadagni in deroga nei termini indicati dal Decreto Cura Italia varato lo scorso 17 marzo.

L’accesso agli ammortizzatori sociali riguarderà la quasi totalità dei dipendenti, che ne beneficeranno a turno a partire dal 29 marzo 2020 e per un massimo di nove settimane, anche non consecutive.

L'azienda spiega: “Unieuro si è resa disponibile ad anticipare ai dipendenti in CIGD la quattordicesima mensilità di giugno, qualora l’erogazione dei sussidi pubblici dovesse subire ritardi significativi. Come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione aziendale, l’Ad Giancarlo Nicosanti Monterastelli ha reso nota la rinuncia integrale e volontaria alla propria retribuzione per i mesi di aprile e maggio. Analogamente, l’intero Management aziendale ha deciso di decurtarsi lo stipendio, del 20% relativamente ai Chief e del 10% per gli altri dirigenti”.

#Retailinprimalinea. Code: le soluzioni dei retailer anche per i portali online

Corsie preferenziali, potenziamento della spesa online e consegna a domicilio, impiego di servizi di vigilanza sono tra le soluzioni adottate per evitare code ai supermercati

Aggiornamento 02/04/2020 

I punti di vendita su tutto il territorio nazionale stanno adottando misure specifiche per razionalizzare le code dei consumatori ai supermercati. Corsie preferenziali, potenziamento della spesa online e impiego di servizi di vigilanza sono tra le soluzioni adottate. Nello specifico si tende a facilitare le figure professionali in prima linea in questo momento di emergenza sanitaria da Covid19 così come le fasce più deboli.

Oltre alle misure adottate dai singoli retailer nei punti di vendita (qui sotto), il focus è anche sul miglioramento sinergico dei portali di spesa online, che possono così contribuire allo "smistamento del traffico", con indicazione dei tempi di attesa e del proprio posizionamento in coda. Una gestione più chiara che consente, tra l'altro, di creare liste di spesa prioritarie, come sta cercando di fare ad esempio Cortilia per medici ed infermieri, sulla scia di quanto attuato da altri in store.



LE MISURE NEI PUNTI DI VENDITA

La soluzione adottata a Bollate (Mi) è vincolata all’ordinanza del sindaco che, stando a quanto pubblica il giornale Il notiziario, impone alle insegne presenti sul territorio come Tigros e Lidl, la spesa a turni, secondo l’iniziale del cognome. Ogni cittadino ha la possibilità di due turni di spesa alla settimana, dal lunedì al sabato, mentre la domenica ci sarà libertà di accesso ai supermercati senza controllo dell’iniziale del cognome. Chi non rispetta l'ordinanza rischia una sanzione di 50 euro.

Esselunga, per esempio, ha dedicato un ingresso e una cassa prioritaria alle associazioni di volontariato e agli operatori sanitari. “Considerata l’importanza del loro servizio, abbiamo deciso di istituire dei canali preferenziali per il personale sanitario e, inoltre, per i volontari designati dai Comuni e dagli enti presenti sul territorio, al fine di permettere loro di fare la spesa e consegnarla in maniera veloce alle famiglie che ne faranno richiesta”.

Una scelta simile ha adottato anche Carrefour che alle stesse categorie ha riservato l’accesso prioritario in tutti gli oltre 1.300 punti di vendita in Italia. L'azienda spiega: “Carrefour Italia è profondamente riconoscente nei confronti di volontari e operatori sanitari che, grazie all’incessante sforzo messo in campo nelle ultime settimane, forniscono un servizio fondamentale alle fasce più deboli e bisognose di cure della popolazione. L’azienda dunque ha deciso di facilitare e supportare l’attività di queste figure che potranno accedere più facilmente ai negozi su tutto il territorio nazionale, presentando il proprio tesserino di riconoscimento”.

Crai   sta supportando gli operatori della Croce Rossa Italiana che prestano servizio di aiuto per le persone costrette a stare a casa, destinando a loro una priorità durante l’attesa delle code nel fare la spesa. "I nostri negozi poi sono molto attivi a livello locale affrontando anche le spese telefoniche e cercando di velocizzare al massimo le operazioni in negozio ed in cassa -spiega l'azienda-. Rispetto alla gestione delle code, tutto il personale dei punti di vendita è impegnato in prima linea per garantire il massimo rispetto della loro salute e di quella dei clienti, organizzando il flusso delle persone all’entrata del negozio, gestendo le code con la distanza di almeno 1 metro tra le varie persone e regolamentando al tempo stesso l’afflusso delle persone in negozio. Dal punto di vista dei servizi siamo fortemente impegnati a garantire al massimo possibile il servizio di eCommerce di Crai Spesa Online e, proprio per essere il più possibile vicini ai clienti, abbiamo deciso di offrire la consegna gratis a tutti i clienti, senza distinzione di età, fino al 3 aprile (a partire da una spesa di 30 euro)".

Coop Liguria ha adottato il servizio di Sopra Steria che ha ideato e messo a disposizione gratuitamente per i retailer CoD@Casa che consente di prenotare il proprio accesso al punto di vendita restando a casa. La prenotazione dell’ingresso avviene via internet compilando un format o parlando telefonicamente con un operatore. Il consumatore riceve dal sistema una fascia oraria e un numero di prenotazione così da evitare attese in coda e sovraffollamenti. In loco, un operatore del supermercato si occupa del check-in e del check-out e il sistema si aggiorna automaticamente tenendo sotto controllo il numero di persone all’interno del negozio. “In questo momento il distanziamento sociale è l’unica arma contro il coronavirus. Per questo, volendo tenere sotto ferreo controllo il numero di persone all’interno dei nostri negozi ed evitare assembramenti all’esterno, abbiamo deciso di sperimentare CoD@Casa e, se sarà ben accolta da Soci e clienti, la estenderemo a tutti i nostri ipermercati” spiega il responsabile innovazione di Coop Liguria, Giovanni Clavarino.

In sessanta punti di vendita di Nova Coop in Piemonte e in alta Lombardia è previsto l'accesso prioritario a medici, infermieri, e altri operatori della sanità, muniti di badge o
tesserino di riconoscimento, che saranno autorizzati dal personale di punto di vendita a superare eventuali code all’ingresso del negozio e in uscita in cassa.
Lo stesso provvedimento viene applicato ai volontari impegnati a fare la spesa e consegnarla alle persone anziane o in difficoltà.
Attualmente, sono circa 400 le spese preparate ogni giorno da Nova Coop e ritirate da onlus e associazioni per essere consegnate a domicilio ad anziani e soggetti deboli in tutto il Piemonte.

Il potenziamento della spesa online e dei servizi di consegna a domicilio sono tra le soluzioni adottate per eliminare file ai punti di vendita. Ancc-Coop ha firmato un protocollo d’intesa sottoscritto con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e il Dipartimento della Protezione Civile per favorire i servizi di consegna a casa della spesa nelle diverse realtà territoriali, individuando come destinatari le persone più vulnerabili.

Donatella Prampolini, presidente D.IT, chiarisce: “Le code le stiamo gestendo in vari modi. La maggior parte si è organizzata con personale interno che gestisce gli accessi, in alcuni casi ci si affida ai servizi esterni di guardie non armate, in altri vi sono collaborazioni con associazioni di volontariato o protezione civile. Sono state istituite corsie preferenziali per il personale sanitario, attraverso la preparazione della spesa con consegna domicilio o ritiro sul punto di vendita. Inoltre per i positivi Covid e le fasce più anziane sono letteralmente esplose le consegne a domicilio con prenotazione telefonica o attraverso mail”.

Le insegne del mondo Selex valutano a seconda delle dimensioni delle strutture e del bacino di utenza. L'azienda spiega: “Dipende dai punti di vendita, dalla dimensione del centro abitato nel quale è localizzato. Si cerca di dare supporto alle fasce più deboli e agli enti assistenziali, come i volontari della Croce Rossa. E in questo i clienti stanno dimostrando di comprendere che stiamo tutti vivendo una situazione delicata e ogni decisione viene presa nell'interesse di tutti”.

Multicedi, titolare dei marchi Decò, Adhoc Cash&Carry, Ayoka, Dodecà, SuperRisparmioso e Sebòn, per gestire le code fuori dai negozi, soprattutto per quelli più grandi, ha rafforzato il supporto della vigilanza.

Una soluzione quest'ultima condivisa da molte insegne, anche se in molti casi ci si avvale di personale interno che gestisce l'ingresso attraverso numeri eliminacode.

 

#Retailinprimalinea Le misure negli altri Paesi: Tesco aumenta le donazioni di cibo

Foto: Nial Carson/PA Wire
(Aggiornamento) Come stanno rispondendo all'emergenza le catene oltreconfine? Si va dal razionamento ad aperture ad hoc solo per gli anziani

Ultimo aggiornamento al 2 aprile 2020

Dell'Italia rispetto al coronavirus ormai anche tutti gli altri Paesi, dopo le prime perplessità, stanno facendo un modello da seguire. Dal mondo del retail estero arrivano tuttavia risposte in parte diverse al boom di vendite derivante dalla nuova emergenza sanitaria Covid-19.

Tra queste, l'istituzione di fasce orarie per la spesa dedicate esclusivamente ai target più fragili, come quello dei senior, generalmente di primo mattino, così da evitare che non trovino più nulla sugli scaffali. Tra loro Walmart, Target, Whole Foods, Iceland, Lidl Uk e molti altri, compresa la catena farmaceutica Wallgreens.

Ad annunciare il 1° aprile una serie di nuove misure anche in ambito solidale nei confronti delle comunità è Tesco, che sia sui social che sul proprio sito spiega nel dettaglio quanto attuato.

Se da un lato restano limiti quali l'acquisto di non oltre 3 confezioni di prodotti essenziali per stessa tipologia, dall'altro si potenzia la capacità della consegna a domicilio e del click & collect. Sul fronte del supporto ai più deboli, la catena spiega: "Attualmente doniamo 3 milioni di sterline di cibo ogni mese attraverso il nostro programma di collegamento alimentare comunitario e i centri di distribuzione" e aggiunge che data la situazione fornirà altri aiuti quali 15 milioni di sterline di donazioni alimentari a FareShare e al Trussell Trust nelle prossime 12 settimane: cibo necessario per la distribuzione a gruppi di comunità e banche alimentari.

Aggiornamento di marzo

REGNO UNITO
Mentre il Governo britannico preannuncia misure per aiutare le imprese in difficoltà, anche su suolo inglese la gdo continua a implementare misure per rispondere al boom di vendite da accaparramento. Per estendere il servizio di consegna a domicilio Morrisons annuncia l'assunzione di ben 3.500 persone e dall'altro lato garantisce la retribuzione a tutti i dipendenti malati. Sainsbury's è stato forse il primo ad adottare la misura dell'apertura dei negozi al giovedì per un'ora intera solo ai più anziani.

Non solo, Sainsnury's, Tesco, Asda e Waitrose rispondono anche razionando alcuni prodotti essenziali, ovvero consentendo agli acquirenti di non acquistarne più di un dato numero a testa (pare che lo stesso stiano facendo i retailer in Olanda). Parliamo di referenze come la pasta, il latte a lunga conservazione, le salviette antibatteriche e il sapone per le mani, per le quali, qualora lo scaffale fosse vuoto, si indica in alcuni casi la data in cui torneranno disponibili. Il limite fissato da Tesco, che per ora è il più attivo con questo tipo di misura, per questi prodotti è di cinque item, in store come online, dove la pasta è già sold out. Waitrose al momento ha invece solo messo tetti massimi via eCommerce e per referenze non food, stesso discorso per Asda. Infine, da notare che, anche in Regno Unito, si è assistito allo sciacallaggio dei prezzi sui prodotti chiave dell'emergenza.

FRANCIA
Su suolo francese, secondo Les Echos, la vendita di pasta e riso è esplosa già l'ultima settimana di febbraio, con il 29 che ha fatto segnare rispettivamente +50% e +100%, ma crescono anche le categorie come i prodotti per bambini, salute e così via. Rotture di stock a fine giornata per diverse categorie di prodotto, che non impattano tuttavia (almeno per ora), proprio come in Italia, sulla capacità di approvvigionamento. I retailer implementano tuttavia i loro acquisti a titolo preventivo e anche qui, in sintesi, come sta avvenendo in tutti i territori coinvolti, volano modalità di acquisto come l'online e il drive. Da notare, come riportano consumatori e giornali, l'"atteggiamento ironico" scelto da una catena come Leclerc, che a torto o a ragione spinge i consumatori a fare scorta, con tanto di segnalazione tra le corsie (si veda tweet sotto).

AUSTRALIA E USA
Sì, il panico da accaparramento vola, insieme al coronavirus, anche oltreoceano. In Australia gli scaffali a Canberra sono stati svuotati ed è diventato virale il video della lite di due donne per l'ultimo flacone di igienizzante mani. Negli Stati Uniti tra i territori più colpiti al momento in cui scriviamo, con conseguente boom di vendite, ci sono California, Washington (lo Stato) e Colorado, con retailer che anche qui stanno valutando il razionamento degli acquisti di dati prodotti. Costo, che sta affrontando rotture a scaffale su base giornaliera, afferma di star lavorando 24 ore su 24 per mantenere i rifornimenti a seguito dell'aumento della domanda e dei problemi logistici con la Cina. Intanto, i rivenditori su Amazon di categorie non food come giochi, accessori e varie, lamentano serie difficoltà nell'adempiere agli ordini a causa dei blocchi in Cina e il colosso decide di dare priorità di stoccaggio ai beni essenziali, mentre in Italia è alle prese con scioperi a causa delle misure di sicurezza.

Insomma, oggi è il caso di dirlo e ricordarlo: tutto il mondo è Paese.

#Retailinprimalinea. Coop Alleanza 3.0: un aiuto a 15.000 famiglie palermitane

Coop alleanza 3.0 calciatori palermo
Fondazione Sicilia ha deliberato un contributo di 50.000 euro mentre Coop Alleanza 3.0 ha predisposto una prima fornitura del valore di 5000 euro

Un gruppo di ex calciatori della squadra del Palermo degli “anni d’oro”, coordinati da Federico Balzaretti, hanno dato vita a un'iniziativa, sostenuta da Fondazione Sicilia e Coop Alleanza 3.0, con l'obiettivo di fornire un aiuto concreto e immediato alle oltre 15mila famiglie che si sono già iscritte al sistema di aiuti alimentari organizzato dal Comune di Palermo, e a tutte quelle che si iscriveranno nei prossimi giorni. I calciatori lanciano una sottoscrizione per reperire beni di prima necessità. Destinatarie dell’intervento saranno la Caritas Diocesana, il Banco Alimentare e il Banco delle Opere di Carità.

Fondazione Sicilia ha deliberato un contributo di 50.000 euro mentre Coop Alleanza 3.0 ha predisposto una prima fornitura di prodotti del valore di 5000 euro. Gli importi via via raccolti saranno interamente utilizzati per acquistare buoni spesa per gli enti benefici coinvolti, che decideranno quali beni di prima necessità reperire in funzione delle esigenze del momento.

Coop Alleanza 3.0 incrementerà quanto raccolto con le donazioni aggiungendo un ulteriore 10% di buoni spesa, coerentemente con la scelta di accogliere l’appello lanciato dal Governo per sostenere le iniziative messe in campo in questa fase di emergenza.“Ci avete accolto e trattati come figli, è il momento di restituirvi tutto l’affetto ricevuto”, recita l’appello firmato dagli ex rosanero, 26 in tutto tra cui atleti ancora in attività come Sirigu, Ilicic, Pastore e l’ex tecnico Guidolin.

 

Solidarietà alimentare. Uncem: sui siti comunali le modalità di accesso

I Comuni, sui cui siti sono state caricate le modalità di accesso alla "solidarietà alimentare", hanno inoltre previsto buoni differenziati

L'Uncem, l'Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani, ha sollecitato diversi Comuni perché impostassero dei criteri per l'accesso al buono, individuando le categorie di persone privilegiate:

  • prive di occupazione non destinatari di altri sostegno economico pubblico;
  • soggetti con Reddito di Cittadinanza attualmente sospeso, revocato e decaduto;
  • nuclei familiari numerosi; nuclei mono-genitoriali;
  • anziani soli con pensione minima o in assenza di pensione;
  • nuclei che a seguito del Covid-19 si trovano con conti corrente congelati o nella non disponibilità temporanea dei propri beni e non possiedono strumenti di pagamento elettronici;
  • nuclei con disabili in situazione di fragilità economica;
  • partite Iva e altre categorie non comprese dai dispositivi attualmente in definizione a livello ministeriale.

I Comuni, sui cui siti sono state caricate le modalità di accesso alla "solidarietà alimentare", grazie ai 400 milioni di euro stanziati domenica dallo Stato, hanno inoltre previsto buoni differenziati, da 100 euro a salire, in base al numero di componenti del nucleo famigliare. Molti sindaci hanno chiesto ai supermercati e ai negozi del territorio di applicare, per tutti, delle scontistiche sulla spesa.

"Sono tantissimi gli amministratori locali, i sindaci, che negli ultimi giorni hanno deciso di devolvere parte della loro indennità mensile, già bassissima, alla solidarietà alimentare e ai buoni spesa, o alla Protezione Civile - evidenzia Marco Bussone, presidente Uncem-. Così molti parlamentari e rappresentanti istituzionali nei diversi livelli di governo. Segnali di impegno e coesione, esemplari, che generano fiducia e coesione".

Bastianello (Ad Gruppo Pam): “Le misure in due fasi che servono alle aziende”

Pam City Padova
In una lettera pubblicata sul Sole24Ore il presidente a Ad delinea la "ricetta" improrogabile per tenere le imprese in vita. Ecco la proposta

Una situazione da affrontare in due fasi diversi, con misure specifiche e congrue, quella di attuale difficoltà economica delle imprese a causa delle misure prese per contrastare la diffusione del Covid-19. A parlarne in una lettera pubblicata sul Sole24Ore è Arturo Bastianello, presidente e Ad di Gruppo Pam.

Per tenere in vita le aziende, come parte essenziale della fase 1 relativa al momento presente, si parla di necessari flussi alternativi in entrata, sottolineando come crediti d'imposta o dilazioni nei versamenti non siano sufficienti. Interventi che devono essere diretti ma anche immediati e non rimandati di uno o due mesi.

Un riferimento, ad esempio, è l'accollo di una gran parte del costo degli stipendi, come nel caso dell'80% in Regno Unito, oppure lo stop per i rimborsi dei finanziamenti bancari. Tante opzioni, nessuna semplice, ma qualcuna imprescindibile secondo Bastianello.

La fase 2, invece, dovrà guardare ad incentivi per la ripartenza dei consumi e degli investimenti: dalla riduzione temporanea delle aliquote Irpef a una spinta ai lavori di manutenzione, passando per una valorizzazione dei fondi europei destinati alle infrastrutture.

 

#Retailinprimalinea. Il Gigante (Selex): 100mila mascherine al Banco Alimentare

Il Gigante (Selex) continua a garantire aiuti fornendo le eccedenze al Banco Alimentare al quale ha donato anche 100.000 mascherine

L'insegna sostiene il Banco Alimentare della Lombardia, del Piemonte e dell’Emilia Romagna al quale dona 100.000 mascherine. Il Gigante (Selex) continua, inoltre, a garantire aiuti fornendo le eccedenze alimentari che il Banco distribuisce, attraverso le strutture caritative partner, alle persone e alle famiglie bisognose sul territorio.

Giancarlo Panizza, presidente de Il Gigante, spiega: “Il nostro pensiero in questi giorni è costantemente rivolto ai nostri collaboratori, che con il loro sforzo garantiscono a tutta la cittadinanza i servizi e la disponibilità dei prodotti nei nostri punti di vendita. Ci sembra più che mai doveroso rimanere vicino a tutti loro, ma altrettanto vicini a coloro che operano con quel sentimento forte dell’altruismo presso le strutture del Banco Alimentare”.

Desideriamo ringraziare sentitamente i Supermercati Il Gigante -afferma Dario Boggio Marzet, presidente di Banco Alimentare della Lombardia- che con tutti i suoi collaboratori, anche in questo momento difficile, confermano la sensibilità e impegno concreto verso le attività del Banco Alimentare continuando nel lavoro e amicizia che da oltre 10 anni ci accomuna”.

#Retailinprimalinea. Carrefour Francia e Uber Eats fanno fronte comune

Carrefour Francia collabora con Uber Eats per la consegna di prodotti di uso quotidiano alle famiglie francesi. Il servizio sarà attivo dal 6 aprile

Per affrontare al meglio questo momento di emergenza sanitaria, Carrefour Francia collabora con Uber Eats per la consegna di prodotti di uso quotidiano alle famiglie francesi.
Il servizio, che inizierà prima di tutto in una quindicina di negozi Carrefour a Parigi e dintorni, sarà attivo dal 6 aprile e permetterà agli utenti di scegliere un minimarket Carrefour sull'app o sul sito web Uber Eats e ordinare chiamando (08 05 08 02 10) dalle 11 alle 23. La spesa si riceverà a domicilio dopo circa 30 minuti. Dopo la prima fase di test il servizio sarà implementato a livello nazionale.

Uber Eats, lanciata in Francia 4 anni fa e disponibile in più di 190 città e aree urbane in tutto il Paese, rimuoverà tutte le spese di spedizione per il mese di aprile.

La sicurezza è essenziale per Uber ed è al centro di tutto ciò che facciamo. Tutte le consegne di Uber Eats sono contactless. Restiamo in stretto contatto con le autorità sanitarie pubbliche francesi e siamo disponibili a fornire supporto aggiuntivo se richiesto" afferma Stéphane Ficaja, direttore generale Uber Eats Europa.

Amélie Oudéa-Castéra, direttore esecutivo eCommerce Carrefour, aggiunge: “Unendo la forza dei minimarket di Carrefour e l'agilità di Uber Eats potremo consegnare i prodotti di uso quotidiano dei clienti in modo molto conveniente e sicuro”.

Euronics, donazione a due grandi ospedali nazionali

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Euronics dona 100.000 euro alle due strutture di riferimento nella lotta contro il Coronavirus: l’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

La donazione servirà a contribuire all'acquisto di tutto quello che può aiutare a sostenere il lavoro quotidiano di medici e infermieri nella cura contro il COVID19.

#Retailinprimalinea. Gruppo Cds (Il Centesimo): 230mila euro alle fasce più deboli

il centesimo acireale
Il gruppo Cds spa ha stanziato la somma destinata ai Comuni in cui l'azienda è presente, che a loro volta sosterranno le famiglie più deboli

La somma di 230mila euro, stanziata dal gruppo Cds spa, attiva in Sicilia con le insegne il Centesimo, Carrefour e Max, è destinata ai Comuni in cui l'azienda è presente con i punti di vendita di proprietà. Le istituzioni comunali a loro volta li indirizzeranno alle famiglie più bisognose.

Abbiamo già contattato le varie amministrazioni comunali che beneficeranno della donazione per definire le modalità per la consegna di buoni spesa che saranno spendibili in tutti i supermercati il Centesimo, l’insegna orientata al risparmio quotidiano. I buoni saranno distribuiti dagli stessi comuni secondo le modalità previste da ogni sindaco -spiega l'azienda-. L’emergenza senza precedenti che stiamo affrontando grava sulle abitudini di vita e di spesa di tutti e le fasce sociali più deboli ne risentono maggiormente. Attraverso questa donazione l’azienda ha quindi deciso di contribuire in modo concreto ed in linea con le misure adottate dal Governo, a supporto delle famiglie che versano in una complicata situazione economica”.

Il gruppo ha inoltre destinato un’ulteriore somma come bonus per i propri collaboratori.

Flagship e brand una relazione all’insegna di gioco e socialità

Sempre più brand traducono nelle loro reti di vendita nuovi contenuti legati all’arte e alla cultura, con la possibilità di realizzare esperienze ludiche e sociali che vadano oltre la visita nei negozi (da Gdoweek n. 5)

Lo spazio di vendita non si veste soltanto dell’identità del brand, ma si anima della partecipazione dei consumatori, che trovano un luogo dove sperimentare prodotti, attività, esperienze, partecipare emotivamente, socializzare e offrire informazioni utili per altri progetti. Il magnetismo dello store nasce dalla sua capacità di far entrare fisicamente il cliente in alcune dimensioni del brand che non si presenta solo in termini di colori e design, ma interpreta il tipo di “amicizia” che vuole con il consumatore, adottando tecnologie, spazi di incontro, personalizzazione del prodotto, soluzioni ludiche che fanno vivere il marchio come occasione d’intrattenimento e cultura. I flagship sono il laboratorio di questa relazione con la comunità, che riconosce lo spazio commerciale del brand come la giusta cornice della propria esperienza, coerente con la propria immagine: oggi ormai sono luoghi per il tempo libero capaci di generare appartenenza grazie alla condivisione di attività con altre persone che riconoscono i valori iconici di quella determinata marca.

Nello store non si vende più solo il prodotto, ma anche l’energia e l’adrenalina che viene dalla sorpresa o dalla voglia di sperimentare. I primi a insegnare questo concetto sono stati i marchi dell’alta moda, come Prada, che quando aprì il suo store a Soho, nello stesso edificio del Guggenheim Museum, spiegò di voler vivere “una relazione simbiotica con il museo”. Questa ambizione di rendersi luogo di aggregazione, cultura, intrattenimento e di trasformare la tridimensionalità del brand in un luogo “dove andare” è scesa dall’olimpo del lusso, per giungere al mercato di massa. Soprattutto l’attitudine a presentarsi come retailer non è più one shot, legato alla presentazione di un flagship, ma in sempre più casi diventa una nuova vocazione della marca, che attraverso i suoi store si impone come tempio distributivo, mantenendo, a livello di prodotto, relazioni con i distributori multimarca.

Tra i primi ad inaugurare questa visione del punto di vendita monomarca, fatta di esperienza totale del brand legate a comunicazione, immagini, strumenti vari, a metà tra gioco, education ed assistenza, rientra Apple. Per quest’anno il colosso di Silicon Valley ha annunciato la nuova generazione dei suoi store, con l’apertura in Via del Corso a Roma, in stretta collaborazione con il Comune e la Soprintendenza ai beni architettonici. La parola store non sarà utilizzata, perché le aperture Apple rappresentano sempre più punti di attrazione turistica, incontro e formazione.

Un approccio che ha coinvolto anche brand della telefonia come Huawei che ha inaugurato a febbraio il suo flagship a Barcellona, in partnership con il Comune: l’Espai Huawei Barcelona è concepito come uno spazio immersivo in cui i consumatori non solo saranno in grado di conoscere l’ecosistema completo dei prodotti dell’azienda (smartphone, smartwatch, cuffie, tablet o smart glass), le applicazioni Huawei App Services e alcuni dei prodotti non ancora rilasciati, ma godranno anche di esperienze particolari. Lo spazio (750 mq di superficie), si sviluppa su due piani con aree di esperienza ed ospiterà mostre ed esperti in vari temi (stile di vita e tendenze, sport e salute, arte e fotografia, video, multimedia e tecnologia, con sessioni per videogiochi e robotica, intelligenza artificiale).

Anche per Nike e Adidas il flagship (anzi più d’uno) ha un ruolo strategico tale da far diventare i due marchi sinonimo di retailer, come dimostra l’ultimo rapporto Deloitte, che inserisce i due brand nella classifica Global Powers of Retailing 2020 (che valuta 250 retailer per fatturato generato): Nike occupa la posizione numero 88 e Adidas la 136° postazione.

Un approccio da retailer confermato dall’House of Innovation 000 di Nike, aperto a New York a metà 2019, che su 6.000 mq, con il contributo della tecnologia, propone al consumatore personalizzazione di prodotti e allenamenti, occasioni per i programmi fedeltà, storytelling del marchio, ma anche di coinvolgere sportivi immagini in campagne sociale come ha fatto con Giannis Antetokounmpo: di fatto, un prototipo di esperienza che il marchio vuol diffondere in altri punti di vendita e che non manca di condizionare i concorrenti. Per i seguaci dei brand dello streatwear si aprono molte possibilità di vivere lo spazio legato al marchio come luogo per sperimentare se stessi e le proprie performance. The North Face già nel 2016 aveva aperto il suo primo fiore all’occhiello sulla Fifth Avenue, di New York City, caratterizzato da una parete da arrampicata in negozio, posti a sedere in comunità e personalizzazione del prodotto in loco. Ma ora dall’esperienza sportiva i marchi si spostano su quella culturale.

Adidas, ad esempio, dà alla sua strategia di marketing una dimensione sociale, trasferendo la campagna pubblicitaria nello spazio fisico in cui il brand accompagna (e non domina) l’esperienza collettiva. In Italia il protagonista della campagna sociale Change is a Team Sport è il rapper Sfera Ebbasta, che darà vita a uno studio di registrazione aperto a tutti a Cinisello Balsamo (Mi), con il contributo del brand e il supporto di Indie Pride (l’associazione italiana che riunisce il mondo della musica nella lotta a omotransfobia, bullismo e sessismo) e CrossRadio. Un feeling con la musica che animerà anche il flagship di Milano, con incontri e workshop aperti al pubblico con artisti, produttori e addetti ai lavori dell’industria musicale: lo store di fatto diventa così un punto di riferimento per la cultura pop, virando rispetto al concorrente Nike, proponendo un’altra strategia di identità e di contenuti per lo store.

Un esempio di spazio iconico è quello di Supreme, altro marchio della cultura hip pop e punk rock, oggi diventato fashion per gli skater. Il messaggio è semplice: appartenere a una cerchia esclusiva e originale, che fa dell’autenticità la sua cifra stilistica. Molto articolato il modo di far vivere, attraverso gli spazi interni e lo storytelling, l’esperienza del brand. L’autenticità di essere un bravo skater può essere dimostrata sulle rampe degli skate park che già dal primo negozio a Manhattan caratterizzavano gli store Supreme, mentre l’esclusività, nutrita anche da una drop strategy online con lanci di prodotto a tempo, si manifesta nel numero limitato di store originali in giro per il mondo (quest’estate l’apertura a Milano come presidio ai legal fake), e da una vena cult tale da aver “ispirato” il libro Supremacist di David Shapiro. Nel libro, che non sapremo mai se frutto di autentica ispirazione o furba operazione di marketing, il protagonista cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita visitando tutti i negozi Supreme del globo, quasi fossero parti di un puzzle da sistemare per capire il brand. Un gioco di specchi, in cui i creativi Supreme giocano il ruolo del collettivo artistico (sullo stile provocatorio di Banksy), mentre i negozi rappresentano opere abitabili, pezzi di un quadro d’insieme che è l’identità iconica del brand, che parla di autenticità sapendo che è un concetto dell’immaginazione di cui si può artisticamente tenere la regia. Il marchio gioca, divertendosi, il ruolo del feticcio e lo fa integrando anche gli store nella sua “tela”: fra le azioni d’intrattenimento artistico/consumistico rientra la vendita di un mattone con stampato Supreme, il cui prezzo di vendita iniziale di 30 dollari, una volta esaurito, è passato a 1.000 dollari su ebay. Oggi Supreme sta facendo un restyiling del negozio storico a Lafayette Street.

Nella saga non può mancare un cattivo, in questo caso Supreme Italia e Ibf che sta aprendo uno store legal fake in Cina e in una cinquantina di altri Paesi (tra cui Spagna, Portogallo e Israele), dove Supreme non aveva registrato il marchio. Legata a questa sfida anche le voci che vedono la discesa in campo del fondatore James Jebbia a Milano: nessuna ufficialità, solo indizi, fra cui un dettaglio sulla Metallic Jacquard, una maglia nelle cui trame si leggono alcune delle location fisiche degli store di Supreme (Paris, London, New York, e Tokyo compare anche Milano). Ispirato dalla vena provocatoria di artisti illusionisti come Bansky e a interpretare il luogo di vendita come giostra di quel lunapark che è il brand, è anche il flagship VeraLab: il marchio sigla i prodotti dell’Estetista Cinica, inventato da Cristina Fogazzi (questo il vero nome della blogger), che ha prima creato la sua community con l’intrattenimento online per far nascere successivamente un vero e proprio brand, che ha il suo luogo culto nel flagship, meta delle “fagiane” (così si chiamano le sue follower). Il monomarca interpreta lo spirito del brand, da sempre pop, irriverente e originale. “Ci siamo concentrati su un’unica fondamentale domanda -spiega Laura Assini, marketing manager di VeraLab-: cosa spinge un cliente a recarsi direttamente in uno shop, quando potrebbe acquistare comodamente online? Questo è il punto di partenza dal quale è nato il progetto con lo studio d’architettura 23Bassi”. Se le consumatrici erano abituate all’acquisto via eCommerce, il concetto di store ha un altro ruolo, di puro branding. “Il layout deve rispettare esattamente i valori aziendali, per mantenere la relazione coinvolgente con il proprio target -racconta Chiara Frigerio dello studio 23Bassi-. La ricerca ha toccato ogni settore, dal food all’arte contemporanea, utilizzando la contaminazione come elemento “sorpresa” e il tema del luna park, per garantire l’aspetto ludico. Il colore dominante è il rosa che, unitamente al bianco, sono le tonalità utilizzate da VeraLab per i suoi prodotti e per l’immagine aziendale”.

Anche i pop up store assumono un nuovo ruolo per il brand, più emotivo, come nel caso della stanza delle emozioni di Casa Nutella, il pop up store di Ferrero per far assaggiare i nuovi Nutella Biscuits, pensato per chi voleva partecipare attivamente al lancio di un prodotto nato come evento (120 milioni di euro gli investimento richiesti per la tecnologia rivoluzionaria): partito dai social, il momento dell’assaggio è stato trasformato in esperienza collettiva, con le emozioni del coinvolgimento registrate attraverso il riconoscimento facciale in una postazione dedicata. Così il touch point fisico è diventato il luogo di incontro reale dell’entusiasmo nato fra i like. Il concetto di love mark ha utilizzato la tecnologia, non solo per progettare i biscotti, ma anche per registrare la vitalità della community, che ha acceso con la partecipazione il grande cuore tecnologico.

Chiara la conclusione: ormai è sempre più evidente che il virtuale incanta, crea visione e immaginazione, il fisico unisce e consolida fiducia. E i flagship si muovono lungo queste direttrici.

#Retailinprimalinea. Ergon (Despar) sostiene l’Asp Ragusa

Ergon dona tre ventilatori polmonari portatili all'Asp Ragusa per esprimere gratitudine verso i medici ed il personale della sanità siciliana

Tre ventilatori polmonari portatili (gli unici disponibili in tempi rapidissimi) sono stati donati dalla società consortile Ergon, attiva in Sicilia con le insegne Altasfera, Ard, Despar, Eurospar e Interspar, all'Asp Ragusa. “Questi strumenti -spiega l'azienda- potrebbero essere utili in aggiunta a quelli già in dotazione per l'emergenza da covid-19 che ci vede tutti coinvolti. La consortile Ergon con i 2186 uomini e donne dei negozi dei magazzini e degli uffici delle sedi di Ragusa, Belpasso e Palermo, insieme a tutti gli imprenditori affiliati, i loro collaboratori e i trasportatori con i loro autisti, hanno deciso di donare i ventilatori per dare un segnale di vicinanza alle comunità del territorio. Vogliamo esprimere la nostra gratitudine verso i medici ed il personale della sanità siciliana che stoicamente ci sta proteggendo da questo inedito, triste fenomeno. Inoltre vogliamo ringraziare i lavoratori il cui lavoro ha subito una profonda mutazione avendo assunto un elevato aspetto sociale, che tutti e ciascuno stanno svolgendo, pur con apprensione, con il massimo impegno e senza risparmiarsi”.

Questa iniziativa si unisce a quella nazionale a favore dell’Istituto Spallanzani di Roma a cui Despar ha donato 500.000 euro.

#Retailinprimalinea Glovo alleato con Mulan per donare pasti in ospedale

Per ogni piatto dell'azienda italiana di gastronomia asiatica acquistato attraverso l'eCommerce Glovo sarà donato un pasto allo staff medico

Glovo, piattaforma che ìconsente di ricevere e inviare qualsiasi prodotto all'interno delle città in cui opera, si allea con Mulan Group, azienda italiana di gastronomia asiatica che ha portato nei supermercati del nostro Paesi piatti pronti orientali realizzati con materie prime italiane. Una partnership all'insegna della solidarietà: per ogni piatto Mulan acquistato attraverso Glovo, infatti, sarà donato un pasto allo staff medico degli ospedali lombardi più colpiti dall’emergenza coronavirus.

"Invece che fare una semplice donazione abbiamo deciso di sfruttare quello che sappiamo fare meglio, ovvero preparare piatti asiatici, cercando di portare valore aggiunto a tutta la filiera, ai nostri clienti e in particolar modo agli operatori sanitari”, spiega Giada Zhang, giovane imprenditrice alla guida di Mulan Group e tra gli Under30 di Forbes.

Logistica. Spedite dalla sede di Cremona in appositi contenitori in grado di mantenere e conservare al meglio la freschezza dei piatti a 0-4°, le ricette Mulan Asian Food saranno disponibili per i clienti milanesi nella sezione Supermercato di Glovo. Mulan Group è attualmente il primo fornitore di piatti pronti ad entrare nel nuovo Dark Store italiano della piattaforma, a Milano.

Offerta. Le “box solidali”, oltre ad essere ordinabili su Glovo, sono consegnate a domicilio in 24/48 ore al massimo. Online è possibile scegliere tra tre diversi menù quali Cina Mania, Asia Mania e Ravioli Mania. Ogni box presenta al suo interno 4 diversi piatti.

#Retailinprimalinea. Le misure speciali di Supermercato24

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In aggiunta alle misure già attive ordinariamente, Supermercato24 ha programmato ulteriori soluzioni a tutela dei collaboratori

L’azienda ha avviato una serie di misure, in aggiunta a quelle già attive ordinariamente, per incrementare la sicurezza e la serenità dei propri collaboratori in questo momento di emergenza. Una scelta facilitata dalla collaborazione di aziende partner che hanno accettato di sostenere, con un contributo economico, l’implementazione delle misure per tutelare gli shopper di Supermercato24: Amadori, Campari Group, Essity, Ferrarelle, La Molisana, McCain, Parmalat, Regina, Rigoni di Asiago.

In questo momento di emergenza, sappiamo di essere d’aiuto alla comunità e a chi è più esposto. Vogliamo tutelare la sicurezza e la salute di tutte le persone coinvolte nel nostro servizio, dai clienti agli shopper -dichiara Federico Sargenti, Ceo di Supermercato24-. Voglio ringraziare ancora una volta i nostri shopper per il grandissimo lavoro che stanno svolgendo in questo periodo di emergenza, e i nostri brand partner per la generosità e la disponibilità dimostrata fin da subito nel supportare le misure che abbiamo attivato in queste settimane”.

Le nuove misure di Supermercato24

Le novità rispetto al più recente passato sono le seguenti:

  • una copertura assicurativa integrativa, per garantire indennità in caso di ricovero, convalescenza o interruzione dell’attività per gli shopper che risultino positivi al Covid-19 o che abbiano necessità di rimanere in quarantena;
  • un rimborso per gli shopper che, decidendo di lavorare, si trovino ad acquistare materiale di protezione, come prodotti disinfettanti, mascherine e guanti; consapevole delle alte difficoltà di reperimento, l’azienda si sta a sua volta attivando per cercare e raccogliere lo stesso materiale;
  • bonus settimanali per gli shopper che in queste settimane stanno lavorando con maggiore continuità per portare la spesa a casa delle persone.

#Retailinprimalinea. Consegne a domicilio per librerie Coop

librerie Coop
La consegna a domicilio, realizzata in collaborazione con il progetto Libri da asporto, fa parte della campagna #iorestoacasaeleggo con #libreriecoop

Sedici librerie Coop in tutta Italia avviano la consegna a domicilio, con la collaborazione di Libri da Asporto, promosso da NW, il progetto con il quale molti editori stanno supportando l’attività delle librerie indipendenti italiane. Ad oggi il progetto vede il coinvolgimento di 56 editori.

La consegna a domicilio con Libri da asporto fa parte della campagna #iorestoacasaeleggo con #libreriecoop. Il contatto con i lettori si tiene anche sul web: sul sito, via Facebook e Instagram, librerie.coop sta offrendo ebook gratuiti, parole, consigli dei librai e degli amici scrittori, idee e momenti di svago, filastrocche per i bambini.

Dal 12 marzo tutte le librerie sono chiuse e in questi giorni da più parti è stato sottolineato che anche i libri sono un bene fondamentale -spiega la presidente di librerie.coop, Nicoletta Bencivenni -. Siamo felici di potere riavviare in questo modo l’attività delle nostre librerie, per restare vicini alla comunità dei lettori e far fronte alle richieste. Vogliamo offrire a tutti la possibilità di sfogliare e leggere un nuovo libro, di acquistare i volumi necessari agli insegnanti e agli studenti e anche di fare arrivare un regalo ai nostri cari, pur restando a casa”.

Come ordinare

Si potranno scegliere sia i volumi dal catalogo degli editori che aderiscono a Libri da Asporto, sia da tutto il catalogo presente nelle librerie.coop, anche avvalendosi dei consigli dei librai sui canali social di liberie.coop e al telefono. I clienti potranno ordinare sul sito www.librerie.coop.it mandando una mail alla libreria di riferimento per l’ordine, pagando con bonifico o, per i docenti e gli studenti nati nel 2001, anche con il bonus docenti e con 18app.

Le librerie coinvolte

I punti di vendita che aderisocon a questa iniziativa sono in Emilia-Romagna quelle di Bologna (Ambasciatori e Nova), Cesena, Imola e Lugo (Ravenna), in Lombardia la Nautilus di Mantova, in Piemonte a Mondovì (Cuneo), in Veneto quella di San Donà di Piave (Venezia), in Liguria le librerie.coop di Genova Porto Antico e Savona, in Toscana Grosseto e Piombino, nelle Marche quella di Pesaro, nel Lazio la libreria di Guidonia, in Abruzzo per Pescara-Chieti la libreria del Centro d’Abruzzo e a Napoli le librerie.coop di Quarto. Ciascuna libreria sarà il punto di riferimento per la propria città e regione, ma non solo: verranno garantite le consegne in tutta Italia.

#Retailinprimalinea. Leroy Merlin dona materiale per mascherine

I punti di vendita Leroy Merlin si sono attivati con le donazioni di prodotti utili, come mascherine e tute di protezione ma anche di materiale per crearle

L'insegna affianca il lavoro svolto dall’associazione Mai Più Solo donando materiale utile a realizzare mascherine usa e getta in confezioni sottovuoto ideate dal presidente Vincenzo De Feo. “Proprio oggi Leroy Merlin di Agrate Brianza, grazie alla direzione, ci ha donato materiale, scatole imballaggio e utensili per avviare la produzione come segno di grande solidarietà verso questa immane tragedia. Questo gesto ci dà ancora più forza per andare avanti” dice De Feo.

Inoltre, in questo periodo di emergenza sanitaria, i punti di vendita Leroy Merlin si sono attivati su tutto il territorio italiano con le donazioni di prodotti utili, come mascherine e tute di protezione, a forze dell’ordine, Asl, Croce Rossa e altre realtà impegnate nella lotta contro il Covid19.

"Siamo orgogliosi di aver supportato la nostra comunità con questa donazione e di potere essere utili, portando il nostro contributo in questa battaglia. Da sempre Leroy Merlin lavora con l’obiettivo di generare valore sociale per le comunità locali e il territorio. In questo momento così delicato abbiamo scelto di esserci e di venirci incontro, per essere uniti malgrado le distanze” spiega Ruggero Mazzone, store leader Leroy Merlin Agrate Brianza.

#Retailinprimalinea. Multicedi: le iniziative in Campania

Il gruppo Multicedi ha avviato una serie di attività a sostegno delle Asl del territorio e delle famiglie più bisognose, in collaborazione con associazioni no profit

I punti di vendita Decò del Gruppo Multicedi donano 160mila euro. L'importo sarà suddiviso tra le Asl 1, 2 3 di Napoli (coinvolti direttamente l’Ospedale Cotugno dell’Azienda Ospedaliera Specialistica dei Colli, l’Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno di Ischia e l’Ospedale del Mare) e le Asl di Caserta, Benevento, Avellino e Salerno.

Il gruppo sostiene, al tempo stesso, la Caritas ed alla Fondazione Banco Alimentare Campania con diverse donazioni di beni di prima necessità a supporto delle persone indigenti e di quelle in prima linea. Da gennaio ad oggi Multicedi ha disposto donazioni per un valore commerciale di oltre 80mila euro.

Le iniziative sul territorio

La fame non va in quarantena è lo slogan che accompagna le varie attività svolte grazie alle partnership avviate con associazioni no profit locali e protezione civile come quella della “spesa sospesa” che prevede per i consumatori la possibilità di depositare alcuni prodotti (preferibilmente di prima necessità) in un carrello posto oltre le casse. Il carrello viene ritirato alla fine di ogni giorno dal personale delle associazioni no-profit locali o dalla Protezione Civile, per essere distribuito ai cittadini indigenti.

Ma c'è anche la partecipazione a Una goccia nell’oceano, lanciata con l’hashtag #pocomatanto, e portata avanti da Fondazione Banco di Napoli, dedicata agli ospedali, ai medici di prossimità e ai nuclei familiari in difficoltà per la chiusura delle attività di commercio e artigianato. L’iniziativa aiuta i nuclei familiari colpiti dagli effetti del lockdown ai quali vengono consegnati pacchi alimentari in collaborazione dei supermercati Decò, con l’aiuto logistico della Croce Rossa, Protezione Civile, parroci e associazioni di volontariato.

#Coronavirus, Confida: servono 200 miliardi per salvare le imprese

Dal presidente dell’Associazione Distribuzione Automatica, settore che in Italia da lavoro a oltre 33 mila persone e oggi sta vivendo una grave crisi, una proposta shock: ‘stop alle tasse di giugno per le imprese’

La crisi innescata dall’epidemia di Coronavirus sta recando gravi danni al settore della distribuzione automatica. Sebbene il comparto, che in Italia da lavoro a oltre 33mila persone, sia ancora attivo in quanto il DPCM dell’11 marzo lo inserisce tra le attività commerciali essenziali (porta ristoro in ospedali, caserme, aziende rimaste aperte e prigioni), il giro d’affari del vending si è ridotto dell’80% rispetto al mese scorso.

La preoccupazione del settore, espressa dall’associazione di categoria Confida, riguarda la liquidità delle imprese necessaria a non farle fallire in una situazione di brusca frenata dell’attività. Il Decreto Cura Italia ha introdotto le prime misure a sostegno della liquidità ma sono ancora del tutto insufficienti rispetto alla drammatica situazione che stiamo vivendo. È necessario un “intervento shock”per salvare le nostre imprese prima che sia troppo tardi –spiega il presidente di Confida Massimo Trapletti–. L’investimento potrebbe attestarsi attorno ai 200 miliardi di euro. Occorre però che questi soldi arrivino direttamente ai soggetti economici e privati come hanno fatto negli Stati Uniti e in particolare: alle imprese, attraverso l'abolizione delle tasse di giugno (IRPEF, IRAP, TARI, TASI E IMU, IRES) finanziando a lungo termine la necessità di liquidità attuale e mantenendo gli ammortizzatori sociali in deroga applicati già oggi; alle famiglie posticipando i mutui (come già previsto dal Fondo Gasparrini), riducendo il cuneo fiscale e le tariffe di energia e gas; ai lavori pubblici, finanziando opere pubbliche quali gli investimenti in ponti, strade che danno occupazione e rimettono in moto l'economia”.

Queste iniziative porterebbero beneficio immediato in particolare alle Pmi che rappresentano la gran parte delle aziende italiane: “Penso alle aziende che fatturano 5-10 milioni e tantissimi esercizi commerciali che fatturano fino a 1-2 milioni. Se queste realtà chiudono, tante famiglie resteranno senza un reddito e conseguentemente non consumeranno più. Insomma, l’intero Paese rischierebbe il default”. Uno spiraglio di luce in questa crisi nasce dalla posizione della Banca Centrale Europea che ha dichiarato la sua disponibilità all’acquisto dei titoli dei singoli Stati: “I 200 miliardi- conclude Trapletti - potrebbero essere coperti dall’emissione di titoli a 10-15 anni e con le entrate fiscali che tutte le imprese e le famiglie salvate pagheranno potremmo onorare senza problemi gli interessi sul debito”.

L’analisi del presidente di Confida parte dalla decisione presa dall’Unione Europea di derogare al Patto di Stabilità, ossia quell’insieme di regole che governano le politiche di bilancio degli Stati membri che fissano un limite di deficit/Pil al 3% e un debito sotto il 60% della ricchezza nazionale.

#Retailinprimalinea. Gruppo Gabrielli: 5mila mascherine all’Asl di Pescara

Gruppo Gabrielli, attivo in Abruzzo con i marchi Oasi, Tigre e Tigre Amico, ha donato 5.000 mascherine all’Asl di Pescara

Questa iniziativa è un gesto per dimostrare la nostra gratitudine nei confonti di medici e  infermieri e di tutto il personale sanitario che in Abruzzo è impegnato in prima linea nella lotta contro il Coronavirus”. Luca Gabrielli presidente del Gruppo Gabrielli, attivo in Abruzzo con i marchi Oasi, Tigre e Tigre Amico, motiva così la scelta del dono di 5.000 mascherine all’Asl di Pescara.

Luca Gabrielli aggiunge: “Il personale sanitario è in prima linea come tutti i nostri collaboratori impegnati nella logistica e soprattutto all'interno dei supermercati per garantire, quotidianamente, ai nostri clienti di poter disporre degli alimenti di cui hanno bisogno. Non a caso abbiamo voluto che fosse proprio un nostro collaboratore Enzo Partenza di Pescara, a nome della nostra azienda e di tutti i nostri collaboratori,  a consegnare materialmente le mascherine al direttore generale della Asl di Pescara. Siamo tutti convinti che andrà tutto bene e insieme ce la faremo”.

Il direttore generale della Asl di Pescara, Antonio Caponetti, ringrazia il Gruppo Gabrielli “per la sensibilità e la solidarietà mostrata in questo momento veramente difficile”.

 

#Retailinprimalinea. Il punto sulla vendita di cartoleria nei supermercati

I reparti di alcune categorie merceologiche erano stati vietati dai decreti emanati dal Governo. Arriva il via libera alla vendita di prodotti da cartoleria

Le istituzioni, soprattutto in regioni come Lombardia e Piemonte, hanno portato avanti iniziative specifiche per il via libera alla vendita di prodotti di cartoleria nei supermercati, di fatto vietati in seguito ai vari decreti del Governo per l'emergenza Coronavirus. Interi reparti sbarrati e non accessibili ai consumatori con comunicazioni ad hoc per sottolineare il divieto.

Sulla decisione del Governo di vietare l'acquisto instore di alcune categorie merceologiche si erano espressi nei giorni scorsi anche i retailer. L'Ad di Conad, Francesco Pugliese, aveva ribadito il suo no categorico a un provvedimento che complicava la già difficile situazione ribadendo la poca chiarezza di alcuni punti del Dpcm.

Oggi le cose cambiano. In Piemonte, grazie a un'ordinanza del presidente della Regione Alberto Cirio, supermercati e ipermercati non avranno più motivo di chiudere i reparti ma potranno lasciare libero accesso alle categorie fino ad oggi vietate. A livello nazionale invece è arrivato nei giorni scorsi il via libera per la vendita di fiori e piante.

Anche il sindaco di Milano Beppe Sala si è fatto portavoce di quella che è stata definita la “battaglia del pennarello”. E il plauso arriva anche dai manager del retail. Pugliese ancora una volta affida a un tweet la sua opinione a riguardo, sottolineando la speranza che la disposizione possa essere attuata in tutta Italia.

Di fatto però la situazione sulla presenza di queste specifiche categorie merceologiche nei punti di vendita da un lato, com'è ovvio che sia, non è uniforme in tutta Italia né in tutte le insegne, dall'altro quando presente è stata interpretata a seconda del territorio e delle disposizioni delle istituzioni locali. Gli scenari di corsie vietate è stata, per esempio, prerogativa di punti di vendita in regioni come Lombardia e Piemonte.

In Sicilia, dove la prossimità gioca un ruolo fondamentale e le metrature dei punti di vendita delle varie insegne sono, per lo più, medie e piccole, questi reparti, laddove sono presenti, hanno un ruolo definito residuale e dunque sono rimasti accessibili. Per le metrature più ampie che consentono la presenza di reparti dedicati agli articoli da cartoleria, come nel caso di Coop Alleanza 3.0, presente nell'Isola anche con ipermercati, i reparti sono sempre rimasti aperti, in ottemperanza con quanto deciso dalle autorità locali.

Carrefour, le azioni per affrontare l’emergenza in Italia e in Francia

Carrefour dona 500 mila euro all'ospedale Santi Paolo e Carlo di Milano per rafforzare le dotazioni per il Covid 19

Aggiornamento al 6 aprile 2020

Fondazione Carrefour, impegnata a livello internazionale in missioni a favore della transizione alimentare solidale, dona 500 mila euro alla struttura ospedaliera Santi Paolo e Carlo di Milano per sostenere una delle strutture in prima linea nella gestione dell’emergenza Covid19. La donazione è finalizzata all’acquisto di tutti i dispositivi per fronteggiare il numero di assistiti nei due reparti di terapia intensiva.

“Siamo un’azienda profondamente radicata su tutto il territorio nazionale, con una presenza capillare, che ci rende un punto di riferimento per moltissimi centri abitati, sia grandi che piccoli, fino a toccare il cuore di molti quartieri – dichiara Gérard Lavinay, amministratore delegato di Carrefour Italia- Per questo motivo, sin dall’inizio dell’emergenza, abbiamo sentito in maniera molto forte il dovere e la responsabilità, grazie anche all’impegno dei nostri collaboratori dei punti di vendita diretti e in franchising a cui va un sentito ringraziamento, di metterci al servizio delle comunità in cui operiamo. Attraverso le nostre numerose iniziative e i fondi messi a disposizione, desideriamo contribuire attivamente a rendere maggiormente sostenibile questo difficile momento per tutto il Paese. Continueremo ad impegnarci per stare accanto ai nostri collaboratori, a tutti i nostri clienti e alle loro famiglie, garantendo loro un servizio essenziale e  importante nella maniera più efficiente e sicura possibile, e allo stesso tempo tendendo una mano, ove per noi possibile, a tutte le persone straordinarie che tra i medici, paramedici e i volontari, in questo tragico momento, stanno offrendo a questo Paese una prova di grande solidarietà. Anche a loro va la nostra più grata riconoscenza". 

LE PRINCIPALI INIZIATIVE

Carrefour Italia si sta impegnando in un programma di attività di supporto al territorio in tema di emergenza. Qui di seguito alcuni dei progetti in corso:

-iniziative su tutto il territorio nazionale, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, che consentono di ordinare beni di prima necessità tramite e-mail o telefono e di riceverli gratuitamente a domicilio, grazie all’impegno dei punti di vendita diretti e in franchising, e in collaborazione con diverse associazioni di volontariato, tra cui Croce Rossa Italiana;

-progetto pilota partito in quattro Carrefour Express a Milano: attivazione di un servizio di spesa telefonica per over 60, diffusosi nelle principali città (Roma, Firenze, Bergamo, Genova, Monza, Grugliasco, Pavia, Massa, Aosta). Contattando i numeri telefonici dedicati, dalle 10.30 alle 18.30, gli over 60 hanno la possibilità di ordinare gratuitamente la propria spesa, nei negozi in prossimità del proprio domicilio, selezionando attraverso un apposito volantino oltre 80 prodotti di prima necessità disponibili, ricevendo i propri acquisti direttamente a casa entro la giornata o entro la mattinata successiva;

-Ingresso prioritario riservato agli over 60 nella prima ora di apertura dalle 7.30 alle 8.30;

-Donazione a sostegno della Fondazione Buzzi e Fondazione Banco Alimentare da parte dei clienti attraverso la conversione dei punti Payback. Nel dettaglio, la Fondazione Buzzi ha come obiettivo quello mettere a disposizione dell’Ospedale Sacco e degli altri ospedali della Lombardia, le apparecchiature donate e necessarie per fronteggiare l’emergenza.  La Fondazione Banco alimentare è una realtà che Carrefour Italia sostiene da molti anni e con la quale, nell'ipotesi di un probabile raddoppio del numero dei poveri in Italia atteso nella fase post Covid19,  intende costruire un piano congiunto e il più possibile in anticipo;

-Donazione di alimenti, freschi e scatolame all’ospedale da campo gestito da Protezione Civile alle porte di Bergamo, uno dei centri più colpiti della Lombardia dall’epidemia Covid19;

-Fornitura di 40 tabletin collaborazione con Fondazione Visitatrici per la maternità  Ada Bolchini Dell'Acqua Onlus, all’ospedale Policlinico di Milano per consentire ai ricoverati per Covid-19 di comunicare con le proprie famiglie;

-Donazione di materiale per la ristorazione veloce e di bibite reidratanti agli operatori sanitari dell’Ospedale San Carlo di Milano;

-Consegna gratuita di pasti pronti a medici e infermieri del Pronto Soccorso del Policlinico di Milano;

-Consegna gratuita della spesa a medici e operatori sanitari direttamente negli Ospedali S. Matteo di Pavia e Policlinico Tor Vegata di Roma;

- Ingresso riservato e prioritario in tutti i punti di vendita sul  mterritorio nazionale, a volontari e operatori sanitari (Protezione Civile, Croce Rossa).

Carrefour Italia ha anche implementato un programma per tutti i propri collaboratori, impegnati in prima linea nel garantire un servizio essenziale ai cittadini.

Fin dalle prime ore dall’insorgere dell’emergenza, l’azienda ha attivato un protocollo sanitario per la salvaguardia della salute di dipendenti e clienti, che prevede, tra l’altro, il rispetto rigoroso del distanziamento sociale, la fornitura di guanti, gel e mascherine a tutti i dipendenti, la costituzione di barriere alle casse e il rinforzo delle procedure di pulizia e sanificazione su tutti i punti vendita.

Sono state previste inoltre agevolazioni speciali, cercando di venire incontro alle loro esigenze, continuando a garantire la continuità del servizio ai propri clienti. Oltre ad aver rimodulato gli orari di apertura su tutto il territorio nazionale per consentire una migliore organizzazione dei turni di riposo, l’azienda ha anche stipulato una copertura assicurativa con assistenza sanitaria in caso di positività al COVID-19 e misure di assistenza post ricovero, valida per un anno. Questo si aggiunge alla decisione di corrispondere un premio economico agli addetti nei punti vendita e di deposito a riconoscimento del loro impegno straordinario e della loro professionalità. È stato inoltre istituito un servizio di supporto psicologico di cui possono usufruire a titolo gratuito tutti i propri collaboratori.

IN FRANCIA

Anche in Francia il Gruppo ha attivato, con il progredire dell'emergenza, misure di protezione per i dipendenti e i clienti, nonché una riduzione degli orari di apertura di ipermercati e supermercati (massimo fino alle 19), con chiusure eccezionali domenicali. Arrivati anche i primi due milioni di mascherine per i lavoratori, cui seguiranno altre forniture.

Lato convenienza, Carrefour rassicura anche che per tutto l'anno si impegnerà a garantire i prezzi più bassi sul mercato su 500 prodotti giornalieri delle principali marche, aggiungendo altresì che sconti usuali, come quello del 10% sui prodotti a marchio per i possessori di carta fedeltà, resteranno attivi. Per i propri membri "Pass" resta disponibile anche il servizio di pagamento in 3 rate senza interessi.

#Retailinprimalinea. Il Gigante (Selex): il cestino per il pranzo in dono agli autisti

il gigante
L'insegna dedica un'iniziativa specifica indirizzata agli autisti che riforniscono gli store a dimostrazione della gratitudine per il lavoro svolto nelle ultime settimane

Solidarietà al centro di tante iniziative che coinvolgono il mondo del retail in questo momento di emergenza sanitaria da Coronavirus. Tra le categorie in prima linea anche gli autotrasportatori a cui l'insegna Il Gigante (Selex), attiva con 60 strutture in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, dedica un'iniziativa specifica a dimostrazione della gratitudine per il lavoro svolto nelle ultime settimane.

La catena rende, infatti, disponibile giornalmente e gratuitamente Un cestino per il pranzo comprensivo di due panini imbottiti, una bottiglietta d'acqua, una merendina da ritirare alla guardiola di uscita dei punti di vendita della rete dalle 12 alle 14 e fino a esaurimento scorte.

L'insegna dedica alla categoria un messaggio riportato sui volantini affissi nei punti di vendita nei quali viene effettuato il servizio: “A tutti gli autisti un profondo ringraziamento. A tutti voi, con sforzo e impegno, in questi giorni complicati, continuate a trasportare sui vostri automezzi le merci ai supermercati Il Gigante. Grazie”.

Giancarlo Panizza, fondatore e presidente de Il Gigante spiega: “Stiamo offrendo quotidianamente il nostro massimo impegno per garantire i servizi e la disponibilità dei prodotti in tutti i punti di vendita, ottemperando alle prescrizioni dei Decreti in vigore, con l’obiettivo di salvaguardare la salute dei clienti e dei dipendenti”.

Non è l'unica iniziativa avviata. Il Gigante, infatti, sta partecipando alla donazione di 1 milione di euro per combattere l’epidemia annunciata nei giorni scorsi da Selex, a disposizione dell’Ospedale Sacco di Milano, di ASST-Lodi, Azienda Socio Sanitaria Territoriale comprendente ospedale di Lodi e Codogno, e della Protezione Civile.

Sperimentare e selezionare la qualità

Questa l’unica formula vincente per un retail ancora tutto in divenire secondo l’architetto Paolo Colombo (da Gdoweek n. 5)

Poca retorica e molta azione. Questa, in sintesi, la visione retail dell’architetto Paolo Colombo, fondatore nel 1999 di Pcmv Architects, partner del gruppo internazionale White Box Group con sede a New York. A curriculum una ricca esperienza di progettazione di nuovi concept, tra cui nomi come Adidas, Calzedonia, Reebok, Max Mara, Vodafone, Gruppo Ovs, Nau! Ottica, Bottega Verde, Geox, Pinko, La Perla, Dior e, l’ultimo arrivato, il nuovo concept per Wind-Tre.

Come è il retail di oggi?

Oggi tutti parlano di omnicanalità, di continuità dell’esperienza, di mix tra online e fisico. Con White Box in Usa accompagniamo lo sviluppo retail dei marchi italiani all’estero. Secondo me, ora nessuno ha una chiave precisa del successo. Per questo sono convinto che l’unica soluzione sia sperimentare con costanza, investendo in potenziali successi, ma anche in battute d’arresto, come fa Walmart con il digitale. Ad esempio, per il flagship store di Geox sulla 34° a New York, pensiamo di inserire strumenti di marketing di prossimità, vetrine digitali e ambienti dove provare dal vivo l’impermeabilità delle scarpe.

E dopo aver sperimentato?

A fronte di un eCommerce che continuerà a crescere, il retail fisico dovrà trovare un momento di equilibrio. Dovrà posizionarsi su un livello più alto e selezionato in termini di quantità e qualità dei punti di vendita, con location di serie A.

Che ruolo vede per digitale e tecnologia?

Credo che la digitalizzazione sarà un elemento comune a tutti i comparti retail. Ad esempio, l’alta gamma crescerà trainata da Millennials e Generazione Z benestanti e digitalizzati. Va bene lo sviluppo della tecnologia da testare, però, con cautela, come nel caso di camerini virtuali e altri aspetti con funzionalità ancora poco garantite. Ci sono servizi che non si possono ignorare, come il wi-fi. C’è, soprattutto, la tecnologia che, attraverso gli analitycs, consente di migliorare le performance del punto di vendita. Abbiamo seguito questa direzione con Canali e in questo senso serve la collaborazione con l’architetto. Non dimentichiamo, che esistono percorsi di sviluppo opposti, che portano a concretizzare nel brick&mortar identità native online. Questa è la sfida con Lanieri, azienda che crea abiti sartoriali online.

Altri progetti in cantiere?

Per l’insegna Wind-Tre ci stiamo occupando dell’idea madre di tutti i loro concept store, che coinvolgerà i 900 negozi monomarca in Italia. Abbiamo battezzato questa visione “digital immersive coziness”, ovvero uno spazio accogliente che avvolge il visitatore con la tecnologia. Un ambiente dove sviluppare socialità e interazione, con divanetti per il relax, tavoli digitali per accreditare gli abbonamenti, aree multimediali, casse satelliti: siamo convinti che il pagamento dovrebbe essere dematerializzato e “nascosto”, sia per privacy che per evitare code.

Guardando ai concept già realizzati ... cosa vede?

Bottega Verde di recente ci ha ridato mandato per il restyling del concept store di Pienza (Si), puntando sulla natura, sulla valorizzazione della qualità del prodotto, anche con materiali sostenibili, e sulla multicanalità.

E i supermercati?

Per la gdo mi immagino dimensioni più piccole e maggiore segmentazione, con un’interazione sempre più alta con il digitale e nuovi servizi per la platea più spendente di domani, un target altamente digitalizzato.

Fumagalli Industria Alimentari: da piccolo laboratorio ad azienda esportatrice attenta all’etica e alla sostenibilità

La storia della Fumagalli inizia nel Nord Italia, in Brianza, dove il legame con il territorio costituisce il patrimonio fondamentale per la realizzazione di prodotti della salumeria

La famiglia Fumagalli, poco prima del 1920, era proprietaria di un negozio di salumeria nella città di Meda, allora in provincia di Milano, a cui venne affiancato un piccolo laboratorio di trasformazione delle carni suine dove iniziò la produzione di salumi cotti e salami stagionati.

Intorno all’inizio degli anni Trenta, incominciò la vera attività industriale, con la macellazione dei maiali e la produzione di una gamma sempre più completa di salumi. Ai prodotti tipici della tradizione brianzola, si affiancò la produzione dei prosciutti cotti e di cosce da inviare a Langhirano (Pr) per la stagionatura del prosciutto di Parma.

Nel corso degli anni, la società continua il suo processo di espansione, con un programmato sviluppo anche su altri mercati europei. Oggi Fumagalli esporta il 70% della sua produzione, in oltre 20 Paesi esteri, tra i quali Giappone, Paesi Scandinavi, Regno Unito e Svizzera, mercati attenti alle tematiche della sostenibilità e del benessere animale, che sono materie al centro di tutte le scelte aziendali.

Non a caso due allevamenti dell’azienda sono stati scelti dalla Commissione Europea per girare un video istituzionale e mostrare ai suinicoltori dell’Ue la via più etica per l’allevamento di questi animali.

Tra i vari riconoscimenti per il suo impegno, Fumagalli, nel 2016 è stata l’unica azienda in Italia premiata con il Good Pig di Compassion in World Farming, la principale organizzazione internazionale no profit che si occupa della protezione e del benessere degli animali negli allevamenti. Nel 2015, in occasione di Expo, la stessa organizzazione aveva insignito Fumagalli della Menzione d’Onore Good Pig per il benessere delle scrofe.

Oggi il gruppo Fumagalli è costituito da tre società:

  • Allevamenti di Nerviano società agricola, con sede principale a Nerviano e con allevamenti in Lombardia, Veneto, Piemonte;
  • Fumagalli Industria Alimentari S.p.A, con sede a Tavernerio (Como);
  • Stagionature Fumagalli S.r.l. con sede a Langhirano, (Parma), per il disosso e l’affettatura del principe dei salumi: il Prosciutto di Parma

La società si caratterizza per il suo sistema di filiera e di tracciabilità completo, dove un unico soggetto produce, gestisce e controlla l’intero processo, dalla genetica fino al prodotto finito.

Recentemente l’azienda ha ottenuto la Certificazione DT040 per la materia prima 100% italiana, la sicurezza del Benessere Animale e l’Uso responsabile dei farmaci. Una certificazione a cui molte aziende aspirano, ma in poche riescono realmente ad ottenerla.

Inoltre Fumagalli è stata chiamata a relazionare presso il Parlamento Europeo a Strasburgo, come e in che modo opera già da tempo in merito alle gabbie parto aperte per le scrofe, che godono di ampi spazi per muoversi e crescere la prole. Questo garantisce all’animale serenità e nessuno stress, il che si ripercuote anche sul risultato del prodotto finito.

I nostro prodotti sono lo specchio dei nostri valori, per questo motivo Fumagalli è da sempre attenta alla sostenibilità sia da un punto di vista ambientale che sociale. L’etichetta etica riflette il modo di essere azienda Fumagalli, la mission e l’impegno che continua nel tempo. I nostri salumi sono buoni perché rispecchiano una grande tradizione di famiglia. Fumagalli, un’azienda per cui passione, tradizione ed innovazione sono da più generazioni garanzia di qualità.

#Retailinprimalinea. Coop: prezzi fermi e proroga delle chiusure domenicali

Coop Busto Arsizio
Bloccati i prezzi dei prodotti confezionati industriali sia a marchio Coop che delle altre marche e chiusure domenicali anche per le prossime settimane

Aggiornamento 27/3/2020

I punti di vendita Coop sul territorio italiano saranno chiusi anche per le prossime domeniche: oltre alla prossima, domenica 29 marzo, già annunciata, Coop rimarrà chiusa anche domenica 5 aprile e domenica 12 aprile. Rimangono gli stessi i motivi alla base di questa scelta, ossia da un lato per rispondere alle esigenze del personale che lavora nei punti di vendita e dall'altro per limitare ulteriormente le uscite da casa delle persone in linea con le indicazioni del Governo.
“La misura, se pur riconfermata per 2 ulteriori domeniche, è comunque da considerarsi eccezionale e limitata alla fase che stiamo vivendo" sottolinea Coop.

Tra le iniziative messe a punto da Coop anche la decisione di bloccare i prezzi di tutti i prodotti confezionati industriali sia a marchio Coop che di tutte le altre marche fino al 31 maggio prossimo. È la decisione presa e annunciata da Coop Italia “per proteggere la spesa delle famiglie e per evitare l’insorgere di rischi speculativi”. L'azienda, che in questo modo tenta di tutelare da una parte i fornitori dall'altra i consumatori, spiega: “È una misura preventiva che abbiamo deciso di attuare a garanzia dei nostri soci e consumatori. Inoltre se si rendesse necessario, tuteleremo i nostri produttori e allevatori italiani da altri fenomeni speculativi garantendo loro la giusta remunerazione”.

Per questo motivo Coop sta contattando i fornitori di propri prodotti a marchio, specie nella filiera del latte. “Lì si registra una tensione legata all’eccesso di produzione generato dalla chiusura di alcune tipologie commerciali -spiega Maura Latini, Ad di Coop Italia-. Insieme ai nostri fornitori garantiremo agli allevatori che forniscono latte fresco il prezzo precedentemente pattuito. Più in generale ci muoveremo per i nostri prodotti Coop in maniera tale che sia garantito a ogni anello della filiera produttiva del nostro Paese la giusta remunerazione. Mai come ora il nostro primario impegno è proteggere le famiglie e il tessuto produttivo italiano”.

Delivery dell’eCommerce, incrementi fino al 109% per ForServices

For Services Coronavirus delivery

Si trova alla fine della filiera il delivery, l'ultimo anello che permette di portare la spesa dai negozi alle case, messo sotto pressione dall'esplosione del canale eCommerce, che come abbiamo visto, ha fatto fatica a reggere alla richiesta dei consumatori. A circa un mese dall'inizio dell'emergenza Coronavirus abbiamo chiesto a ForServices, una delle aziende impegnate con la gdo in prima linea nelle principali aree metropolitane italiane, di fare un punto della situazione.

Come ha impattato l'emergenza Coronavirus sia sul servizio che fornite sia sulle vostre attività interne?

L’emergenza Covid-19, sin da subito ci ha messo nella posizione di dover offrire un servizio al cliente finale sempre più rilevante. La nostra struttura di ricerca e sviluppo, lavorando analiticamente sui numeri e sulla predittività, ci ha permesso di comprendere tempestivamente la necessità di introdurre ulteriori forze in termini di uomini e mezzi al servizio della gdo. Le attività interne, grazie agli applicativi da noi sviluppati, ci hanno consentito di attivare in pochissimo tempo le procedure per lo smart-working, senza variare il modus operandi quotidiano.

Potete darci dati numerici comparabili, rispetto a un anno fa o al mese precedente?

L’incremento del numero delle spese è stato del 20% rispetto al mese precedente, invece, se andiamo a vedere i dati dello stesso periodo dello scorso anno, l’incremento sale al 39%. Per quanto riguarda le tipologie di spesa, il canale eCommerce ha avuto un incremento di quasi il 70% rispetto al mese precedente e di ben il 109% se ci riferiamo allo stesso periodo del 2019.

Ci sono state tipologie di servizio più richieste di altri? Avete un'idea delle merci più richieste e consegnate?

Le tipologie di richieste non sono cambiate, sono solamente incrementate di molto, è interessante, invece, vedere come cambia la composizione della spesa, attraverso il volume medio delle stesse che, rispetto al mese scorso, è aumentato del 38%, quando il mix della spesa di quel mese era paragonabile a quello dello stesso periodo dell’anno precedente. Le merci più consegnate sono quelle a lunga scadenza, scatolame, acque e prodotti per la pulizia. Infatti, abbiamo notato un aumentato dell’acquisto dei prodotti che inseriamo nella categoria “secco”, vale a dire tutto ciò che non è soggetto a temperatura controllata. Questa categoria è aumentata in modo più che proporzionale rispetto all’aumento avuto sui freschi, ma quello che è esploso sono i surgelati, dove registriamo un +626% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

La gdo non ha saputo far fronte all'esplosione di richieste di spesa digitale, è cambiato qualcosa in queste settimane?

Più che la gdo, secondo noi la struttura informatica della gdo stessa, non è riuscita a sostenere questo incremento di ordini esponenziale, pertanto, anche la loro organizzazione interna si è dovuta allineare. Ciò che sta accadendo nel frattempo, è l’introduzione di nuovi servizi (spese telefoniche, ecc) da parte di alcune insegne della gdo.

Avete potenziato la vostra flotta e i collaboratori?

Si, abbiamo introdotto numerosi mezzi aggiuntivi su gran parte dei territori che serviamo, a disposizione dei punti di vendita che hanno il nostro servizio di consegna tradizionale ed online. In più per i nostri dipendenti abbiamo introdotto una polizza assicurativa in copertura di eventuali contagi.

Come gestite la sanificazione?

ForServices_coronavirusAttraverso l’ozonizzazione: giornalmente tutti i veicoli adibiti al trasporto di generi alimentari vengono sanificati con specifiche apparecchiature di nostra proprietà, garantendo la completa sanificazione del mezzo e di tutte le superfici esposte all’aria. Abbiamo inoltre dotato tutto il nostro parco mezzi di un kit di pronto intervento (presidio medico chirurgico approvato dal MdS + panni carta usa e getta) per poter gestire anche gli eventi straordinari e imprevedibili di palese contaminazione.  

Coronavirus ed eCommerce: la tenuta dei grandi e dei piccoli

Coronavirus ed eCommerce Labate ReStore
Coronavirus ed eCommerce Barbara Labate di ReStore
Chi vincerà, tra Coronavirus ed eCommerce? La maggior tenuta sembra affidata per ora a piccole e medie imprese distributive, su base locale

Coronavirus ed eCommerce, un matrimonio forzato che sta producendo scintille prima imprevedibili, e che cambieranno il futuro di questo canale e la sua relazione con quelli fisici. Barbara Labate, Ceo di ReStore, ha analizzato la tendenza evidenziando come a uscirne vincitori siano (per ora) le piccole e medie imprese della distribuzione moderna.

Coronavirus ed eCommerce, qualche dato

I numeri a disposizione di ReStore riguardo all'eCommerce sono significativi di un servizio che è diventato indispensabile in questa fase di quarantena, soprattutto per alcune categorie di persone, quelle che già prima ne usufruivano, come i disabili, e altre che oggi sono costrette a rifugiarsi in casa, come gli anziani e famiglie con bambini piccoli.

Gli eCommerce delle principali catene italiane hanno aumentato in questa fase la penetrazione di +16 punti percentuali. Cresce del 7% la consegna a domicilio da negozio e aumenta anche la spesa media dell'online, +26% (indagine Gfk), con acquisti più attenti, per evitare di recarsi in negozio.

La rivincita di piccole e medie imprese retail

In queste settimane di quarantena sono stati presi d'assalto tutti coloro che avevano messo in piedi in precedenza un servizio di eCommerce o consegna a domicilio della spesa. ReStore opera principalmente con catene di supermercati di piccole e medie dimensioni, gestiti da imprese con base locale: queste hanno saputo gestire bene i picchi e hanno continuato a funzionare nonostante l'afflusso incontrollato, consegnando la spesa anche il giorno successivo. Sappiamo che molte grandi catene ormai rimandano la consegna anche di 10 giorni rispetto alla data del carrello.

“Se infatti, da un lato, le grandi catene stanno avendo dei problemi per la gestione della spesa online -spiega Barbara Labate, Ceo di ReStore- dall’altro lato, gli snelli processi decisionali dei nostri imprenditori locali consentono il rapido adattamento alle nuove esigenze di eCommerce. Moltissime imprese di piccole e medie dimensione che ci hanno affidato la gestione della spesa online, specialmente del centro e sud Italia, si sono riorganizzate con fluidità per far fronte al picco di spesa online, implementando il servizio e investendo in nuove risorse".

Strumenti per affrontare i picchi

Di cosa hanno avuto bisogno gli imprenditori per affrontare senza creare disservizi l'impennata degli ordini? ReStore li ha aiutati ad aumentare il numero di furgoncini per la consegna della spesa il numero dei picker per preparare le buste da consegnare, e anche il numero dei punti di vendita abilitati a erogare il servizio eCommerce e di pick up della spesa. Ecco alcuni esempi:
-Nonna Isa (VéGé) in Sardegna ha aperto altri 6 punti di vendita abilitati all'eCommerce e alla consegna della spesa a domicilio;
-Pam ha aumentato la capacità di consegna su Milano e su altre 5 città, con più utenti serviti e tempi di consegna da 1 a 7 giorni lavorativi e servizio di ritiro della spesa in negozio.
-Tra le altre catene coinvolte in questo potenziamento del servizio ci sono Picard a Milano, Coop a Perugia e Terni, Unika Market a Pescara, Maiora e Despar a Pescara, Corato e Rende, Splendidi e Splendenti in Calabria, Decò in Campania, Dok a Ischia e Pozzuoli, Florido Caffè a Napoli, Despar a Ragusa.

Settore florovivaistico: positivo l’ok alla vendita ma il comparto va sostenuto

Considerata positiva l’apertura, annunciata dal Ministero delle politiche agricole, sulla vendita di semi, pianti e fiori, ma servono interventi specifici

Tra i comparti in crisi c’è il settore florovivaistico che ha subìto una battuta di arresto in conseguenza dello stop determinato dall’emergenza sanitaria da Coronavirus.

La più recente novità è l’apertura, annunciata dal Ministero delle politiche agricole, sulla vendita di semi, pianti e fiori, ritenuto “un segnale importante di attenzione da parte del governo verso il florovivaismo”. A riguardo, Simone Bartoli, coordinatore settore Florovivaismo di Alleanza cooperative Agroalimentari, spiega: “Avevamo sin dall’inizio sollecitato alle istituzioni questa possibilità di apertura, ma non si tratta purtroppo di un intervento risolutivo. Il settore sta vivendo infatti una crisi senza precedenti: le perdite in alcune regioni arrivano al 70% del fatturato annuo e per alcuni singoli produttori possono essere anche del 100%, dal momento che cerimonie e celebrazioni sono giustamente vietate in questo momento e ciò riduce moltissimo le occasioni di consumo e di acquisto di fiori e addobbi”.

Il settore dunque chiede, stando a quanto sottolinea Bartoli, “che vengano messi in campo strumenti di sostegno specifici per il comparto. Sarebbe auspicabile, ad esempio, che il Governo si facesse promotore di un messaggio di speranza, lanciando una campagna di promozione nazionale per riportare la primavera nelle case degli italiani incentivando l’acquisto di fiori e piante per addobbare balconi e giardini privati”.

 

Le vendite in gdo continuano a crescere, ma a ritmo più lento

Dopo tre settimane con trend positivo a doppia cifra, il valore resta in fase di incremento ma più cauto: +5,4% a parità di negozi tra il 16-22 marzo

Durante la settimana tra lunedì 16 marzo e domenica 22 marzo, le vendite della gdo rallentano il ritmo di crescita. Dopo tre settimane con trend positivo a doppia cifra, infatti, il dato rispetto allo stesso periodo del 2019 è +5,4% a parità di negozi.

A differenza della settimana precedente è il Nord Est a registrare gli incrementi più alti su base tendenziale: +8,9%, seguito subito dal Sud (+8,3%), dal Nord Ovest (+4,2%) e dal Centro (+2,3%).

Come sottolinea Romolo de Camillis, retailer service director di Nielsen Connect in Italia:

"I dati confermano i primi segnali di ‘rottura’ rilevati in precedenza: da un lato causati dalle nuove procedure di ingresso nei negozi, che limitano l’afflusso per garantire le distanze di sicurezza, dall’altro la continua ascesa dei negozi di vicinato, che si trovano nei pressi delle abitazioni e permettono quindi di limitare il tragitto per la spesa. Sul rallentamento della crescita incidono anche le restrizioni governative che vietano la vendita di prodotti non essenziali, per esempio cancelleria ed elettronica di consumo".

A livello di format distributivi, il trend maggiore si registra nei Liberi Servizi (+40,8%), nei Supemercati (+18,5%) e nei Discount (+6,7%). Si accentua invece il calo delle vendite di Specialisti Drug (-40%) e Ipermercati (-12,2%). Continua il calo dei format Cash & Carry, canale principale di approvvigionamento per la clientela professionale operatori HoReCa (ospitalità, ristorazione), con un trend negativo del -52,4%, in linea con il calo della settimana scorsa (da qui la richiesta di Metro di aprire il canale in via straordinaria ai consumatori finali)

Per quanto riguarda l’eCommerce, il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online da lunedì 16 a domenica 22 marzo è stato del +142,3%, in rialzo di +45pp rispetto al trend della settimana precedente.

La cronaca della settimana
Da lunedì 16 a domenica 22 marzo le dinamiche di afflusso ai negozi sono rimasti gli stessi della settimana precedente, con trend molto positivi durante i giorni lavorativi e un calo nel weekend. In particolare, il picco positivo si è registrato giovedì 19 e venerdì 20 (rispettivamente +25,9% e +25,1%). A livello di peso sulla settimana, per la prima volta il venerdì si posiziona al primo posto.

Il dettaglio: le categorie
Le categorie di prodotti maggiormente impattate durante la settimana 12 (16 – 22 marzo) del 2020 sono sempre legate ai tre “effetti” identificati da Nielsen:

1. effetto “stock”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: farina (+186,5%), uova di gallina (+53,7%), latte uht (+34,1%), surgelati (+6,8%), conserve animali (+32,1%), burro (+79,7%), conserve rosse (+50,8%), pasta (+22,6%), riso (+37,9%) e caffè macinato (+21,5%);

2. effetto “prevenzione e salute”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: guanti +263,7%, carta igienica (+28,4%), detergenti superfici (+56,4%), carta casa (+46,4%), candeggina (+87,6%), sapone per le mani, liquido e solido (+73,8%), alcol denaturato (+116,4%), salviettine umidificate (+68,6%) e termometri (+45,9%);

3. effetto “resto a casa”, da un lato crescono categorie che potrebbero essere considerate adatte a un aperitivo casereccio, pizza surgelata (+45,7%), vino (+12,4%), birre alcoliche (+11,3%), affettati (+28,1%), mozzarelle (+44,6%), wurstel (+44,2%), patatine (+25,7%), ma cresce anche quello che possiamo considerare “comfort food”, sempre in ordine, spalmabili dolci (+61,3%), gelati (+21,5%), wafer (+16,2%). Da segnalare anche l’aumento notevole delle vendite di camomilla (+76,3%). In calo anche molti segmenti del comparto make-up (-70%), profumeria (-63,6%) e cura viso (-41,1%).

L'ANALISI STOCARD DAL 9 AL 22 MARZO
Stocard ha effettuato un’analisi qualitativa del comportamento dei consumatori: fatto 100 il numero di acquisti, nel settore gdo, nella settimana pre-coronavirus e nelle due di quarantena, la valutazione dei comportamenti permette di analizzare i momenti di spesa dei cittadini nei periodi considerati.

Quello che emerge dall’Osservatorio di Stocard è una maggiore omogeneità di acquisto durante la quarantena. I cittadini italiani vanno principalmente a fare la spesa da lunedì a sabato, dalle 9.00 alle 19.00, ma emergono alcune specificità rispetto alla settimana del 10-16 febbraio:

  • Tra le 9 e le 10 di mattina e dal pranzo al primo pomeriggio, tra le 13 e le 15, si registrano due picchi di spesa che il mese scorso non c’erano.
  • Tra le 17 e le 18 si verifica il momento di maggior afflusso ai supermercati, seppur in termini molto meno significativi rispetto a febbraio.
  • Il sabato e la domenica la curva degli acquisti riporta tendenze simili ai giorni feriali, anche se meno evidenti, con un deciso appiattimento alla domenica pomeriggio, complici anche le chiusure di molti supermercati in diverse Regioni d’Italia.

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