Il tutorial del retailer australiano Dresden spiega come cambiare le asticelle degli occhiali: in negozio è possibile creare il proprio paio su misura, abbinando i singoli pezzi della montatura disponibili in colori e forme diverse.
Feed Shop & Café a Brooklyn
Il locale e shop Feed a Brooklyn sostiene le comunità in difficoltà devolvendo una parte degli incassi al sostegno di iniziative umanitarie concrete. Con tanto di contatore posizionato sotto la cassa. Un modo per rendere molto evidente il valore della solidarietà, importante per molti consumatori e brand.
Lo store automatico digitale Albert Heijn
Un convenience store di 14 mq a insegna Albert Heijn (Ahold Delhaize) a Zaandam in Olanda: è la sperimentazione del retailer che ha impiegato sensori e telecamere, e la tecnologia contactless per i pagamenti, per attrezzare questo mini shop automatico. Videocamere e sensori tracciano i movimenti del cliente e gli articoli presi dagli scaffali. Il pagamento avviene automaticamente, grazie alla carta di credito.
Per ora si tratta di un'esperienza accessibile solo ai dipendenti dell'insegna.
Il carrello intelligente all’interno del supermercato
Ecco una dimostrazione di cosa è possibile fare equipaggiando un carrello della spesa con la tecnologia digitale, in questo caso firmata Caper.
È possibile per esempio visualizzare informazioni sui prodotti prelevati dagli scaffali, ricevere ricette mirate, muoversi agevolmente nello spazio di vendita grazie a una mappa, e naturalmente pagare con lo smartphone.
Selfridges: la leva strategica del fashion renting
Il noleggio di abiti e accessori sta sempre più spesso ritagliandosi fette di mercato importanti. Nel caso specifico, Selfridges, che ha già sperimentato questa formula in passato avviando sinergie con partner specifici, ospiterà, stando a quanto scrive Pambianco, Hurr, piattaforma di noleggio della moda e del lusso che per sei mesi si insedierà nella struttura. Hurr coniuga in questo modo online e offline creando un contatto diretto con i propri clienti che in questo modo avranno la possibilità di toccare con mano i prodotti da noleggiare.
Il pop-up store, attivato nei giorni scorsi, è situato al terzo piano del grande magazzino di lusso e propone un assortimento che prevede una linea di 200 pezzi disponibili anche sul sito web, proposti in rotazione su base settimanale. L’offerta comprende abiti, accessori, capispalla, noleggiabili per un periodo 7 giorni. Questo spazio però è stato pensato anche come luogo in cui condividere informazioni e opinioni o formarsi su temi scelti ad hoc. Nel corso del semestre saranno, infatti, organizzati workshop interattivi, sessioni di styling e tavole rotonde sulla moda sostenibile e sulle modalità di affermazione di un marchio online.
Le arance rosse Airc in 3.000 punti di vendita
Ventidue insegne distributive sposano il progetto dell'Airc che dal 2016 porta avanti l'iniziativa Arance rosse per la ricerca. Saranno oltre 3.000 i punti di vendita coinvolti all'interno dei quali, a partire da giovedì 13 febbraio, e fino a esaurimento scorte, venderanno le arance che andranno a finanziare la ricerca oncologica italiana. Alla Fondazione Airc saranno destinati 50 centesimi a fronte dell’acquisto delle reticelle di arance rosse italiane dedicate.
Diverse insegne quest'anno hanno confermato il proprio impegno già iniziato gli anni passati come nel caso di Bennet, Carrefour Italia insieme a Filiera Agricola Italiana spa, Selex (con i soci Il Gigante, Supermme, Unicomm, Megamark, L’abbondanza, Maxi Di’, Cedi Marche, Arca, Gala, Grandi Magazzini Fioroni, Super Elite), e ancora Coop Consorzio Nord Ovest, Coop Lombardia, Coop Vicinato Lombardia, Coop Liguria e NovaCoop. A queste si aggiungono le nuove adesioni delle insegne del Consorzio Sun quali CE.DI GROS, Gruppo Gabrielli con le insegne Oasi e Tigre, Italmark e Supergulliver.
“Dopo la Campagna Nastro Rosa, il Gruppo Gabrielli torna al fianco di Airc, sostenendo di nuovo la ricerca sul cancro in tutti i punti di vendita Oasi e Tigre con questa iniziativa volta anche a sensibilizzare e a fare informazione -sostiene Barbara Gabrielli vicepresidente del Gruppo Gabrielli- circa l'importanza di una sana alimentazione unita al movimento in relazione al raggiungimento del benessere fisico e alla prevenzione di malattie tumorali”.
Bennet sta supportando l'iniziativa attraverso i canali fisici e digitali che ha in gestione. "Oltre ad aiutare concretamente la ricerca oncologica -spiega l'azienda- questa iniziativa rappresenta un’occasione importante per sensibilizzare i consumatori sull’importanza della prevenzione, che può avvenire anche attraverso le buone abitudini alimentari".
"Per il quinto anno consecutivo, siamo orgogliosi partner di Airc, un’iniziativa che, anche quest’anno, sosteniamo con forte convinzione, sia per la sua valenza di contributo alla ricerca, che di sensibilizzazione sociale nei confronti di importanti temi come la prevenzione e la promozione di stili di vita sani” sottolinea Roberto Simonetto, direttore merci di Carrefour Italia.
“Ringraziamo le aziende al nostro fianco da anni e quelle che lo sono per la prima volta: aderendo a questa manifestazione scelgono di sostenere concretamente la migliore ricerca oncologica e, al contempo, contribuiscono alla sensibilizzazione sulle corrette abitudini alimentari, confermando il ruolo che la grande distribuzione e la distribuzione organizzata possono rivestire nella promozione del benessere dei cittadini, a partire proprio dai loro punti di vendita e dal momento della spesa quotidiana” dichiara Niccolò Contucci, direttore generale di Fondazione Airc.
Nasce la società Moderna 2020 (Gruppo VéGé)
Cambia pelle la società Moderna spa che andrà a confluire nella neonata società Moderna 2020, socia Gruppo VéGé, con l'obiettivo di coniugare tradizione e innovazione, puntando su qualità, competenza, convenienza e cortesia, con un approccio più tecnologico e una maggiore apertura sulle nuove categorie emergenti: biologico, vegano, etnico e salutistico.
La società Moderna spa era attiva con 160 strutture con le insegne eté e Dimeglio in Campania, Basilicata e Calabria.
L'intera rete vendita, sviluppata su metrature fra i 250 e i 5.000 mq, sarà interamente gestita da Moderna 2020 che, con una nuova ragione sociale, manterrà le precedenti competenze sviluppandone nuove per rispondere alle esigenze del consumatore del futuro. Tra gli obiettivi anche il lancio di nuovi format convenience Xsempre e Superdis. Questi punti di vendita avranno anche la versione “gourmet” come del resto già sperimentato per l'insegna eté.
Alla guida Nicola Mastromartino, nella qualità di amministratore unico, che spiega: “La polarizzazione della domanda tra premium e convenience ci ha spinto a creare questa nuova realtà che guarda al futuro ed è in grado di soddisfare il bisogno di una clientela sempre più esigente e alla ricerca del prodotto particolare. Il cliente che ogni giorno entrerà nel nostro punto di vendita avrà l’accoglienza di sempre con il supporto tecnologico più avanzato che gli permetterà di avere una shopping experience completa”.
La spesa di Unes in un click
Unes lancia un servizio di spesa online legata all'applicazione Click u2 al momento disponibile, in una prima fase di test, per il punto di vendita U2 Supermercato Controcorrente di Zelo Buonpersico (Lo), situato sulla strada provinciale, ex strada statale 415 Paullese. In fase progettuale, in questo store è stato predisposto uno spazio dedicato al punto di ritiro e ai processi logistici. Da qui la scelta di iniziare proprio da questa struttura. In futuro l'insegna individuerà i negozi adattabili a questa logica omnicanale.
Come funziona
Per accedervi basta scaricare l'app, scegliere online i prodotti da acquistare e ritirare la spesa effettuata. Il servizio è gratuito, attivo sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro. L'app può essere installata su smartphone e tablet scaricabile sia da Apple store che da Google Play. L'utente ha la possibilità di scegliere quando ritirare la propria spesa optando tra le quattro fasce orarie disponibili: ossia 18-19; 19-20; 20-21 e 21-22. Al momento del ritiro può anche decidere come pagare.
L'assortimento
L'offerta comprende circa 6.000 referenze suddivise in 15 categorie merceologiche: frutta e verdura, carne, pesce, prodotti di panetteria e pasticceria, latticini e formaggi, salumi, grocery, ma anche articoli salutistici e dietetici, bevande, surgelati e per il non food item per il mondo baby, per la cura persona e casa, petcare e petfood e bazar.
Amazon: due nuovi centri di distribuzione in Italia
Per far fronte alla domanda crescente di ordini da parte dei clienti e ampliare l’offerta di prodotti, Amazon continua a investire sul territorio italiano dove sta realizzando due centri di distribuzione: il primo sorgerà tra i comuni di Castelguglielmo e San Bellino (Ro); il secondo Colleferro (Roma). Entrambi saranno operativi a partire dall’autunno di quest’anno. La piattaforma eCommerce ha messo in cantiere un investimento da 140 milioni di euro che si vanno ad aggiungere ai 4 miliardi già investiti nel Paese a partire dal suo arrivo nel 2010.
“Siamo orgogliosi ed entusiasti di espandere la nostra attività con due nuovi centri di distribuzione nel Veneto e nel Lazio -commenta Roy Perticucci, vice presidente Amazon Operations in Europa-. Nel 2020 celebriamo i dieci anni dal nostro arrivo in Italia. Questo nuovo investimento ci consentirà di creare oltre 1.400 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato e di potenziare la nostra rete di consegna per raggiungere sempre più persone in tutto il Paese”.
Le strutture
Per la realizzazione dei due centri Amazon adotterà tecnologie sostenibili e sistemi per il
risparmio energetico, come nel caso dei pannelli fotovoltaici. I due centri serviranno anche a supportare le piccole e medie imprese che vendono su Amazon.it e si appoggiano al servizio Logistica di Amazon
Il centro di distribuzione situato tra i comuni di Castelguglielmo e San Bellino, a 25 chilometri da Rovigo, impiegherà fino a 900 dipendenti a tempo indeterminato entro tre anni dall’inizio delle attività. Il sito, i cui lavori di costruzione sono stati affidati a P3 Logistic Parks, sarà equipaggiato con la tecnologia di Amazon Robotics, ultimo esempio di tecnologie innovative introdotte da Amazon nei propri siti con l’obiettivo di assistere i lavoratori, riducendo i loro spostamenti grazie a speciali scaffali di stoccaggio dei prodotti che si muovono in modo automatizzato verso la postazione degli operatori.
Il centro di distribuzione di Colleferro sarà il secondo magazzino aperto da Amazon nella Regione Lazio dopo quello di Passo Corese, inaugurato nel 2017. Vailog srl (Gruppo Segro) è lo sviluppatore che si è occupato della realizzazione del magazzino che creerà fino a 500 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato entro il 2023. Amazon si avvarrà di questo sito per immagazzinare i prodotti di grandi dimensioni e lavorerà in modo sinergico con il centro di distribuzione dello stesso tipo inaugurato a Vercelli nel 2017. I due nuovi magazzini saranno operativi a partire dall’autunno 2020.
Entrambi gli edifici verranno costruiti con l’obiettivo di conseguire la certificazione Breeam (Building Research Establishment Environmental Assessment Method) con la valutazione Very Good.
Gli investimenti in Italia
Lo scorso anno l’azienda ha inaugurato un quarto centro di distribuzione, in provincia di Torino, a Torrazza Piemonte. Oltre agli investimenti effettuati nella rete logistica, nel 2013 Amazon ha inaugurato il Customer Service di Cagliari e gli uffici corporate di Milano che, nel 2017, sono stati trasferiti in un edificio di 17.500 metri quadri nel quartiere emergente di Porta Nuova. Amazon ha inoltre aperto a Torino un centro di sviluppo per la ricerca sul riconoscimento vocale e la comprensione del linguaggio naturale che supporterà la tecnologia utilizzata per l’assistente vocale Alexa.
Museum of Ice Cream: l’esperienza instore evolve
Il filo conduttore del gelato serve per creare un percorso esperienziale e d'acquisto distintivo, fatto di assaggi e di gadget. Un tour del negozio di New York.
Pagamenti online, un collo di bottiglia per l’eCommerce
Procedure troppo complesse, password da ricordare, timore di subire il furto delle credenziali o di incappare in truffe online: sono gli ostacoli più frequenti nei pagamento online, quelle che determinano l'abbandono del carrello digitale. Come rimediare? Calicantus Srl e Payplug si alleano per migliorare la user experience nei pagamenti.
Pagamenti online croce e delizia
Secondo il Baymard Institute, addirittura il 70% dei clienti non chiude l'acquisto online, ed ecco le motivazioni:il 34% si fa scoraggiare dall'obbligo di aprire un account nel sito dove sta acquistando, il 26% dal checkout, troppo lungo o complicato, il 17% non si fida del sito sul quale sta acquistando.
Da una parte le preoccupazioni relative alla sicurezza, dall'altra il desiderio di conservare la propria privacy. Il 14 settembre 2019 è entrata in vigore la direttiva europea PSD2 che impone l'obbligo dell'autenticazione tramite informazioni note solo al cliente, o dispositivi posseduti unicamente dal cliente, o caratteristiche fisiche del cliente. Appunto la password, o una domanda di sicurezza, oppure il cellulare, e infine l'impronta digitale o il riconoscimento del volto. Per questo le banche oggi chiedono ai clienti la creazione della OTP (One Time Password) attraverso una app sul proprio smartphone.
Credenziali salvate online
La complessità generata dalle precauzioni di sicurezza per i pagamenti online di manifesta soprattutto nei piccoli acquisti, o nelle operazioni che spostano cifre basse. L'idea di Calicantus, azienda veneta specializzata nella vendita online, e Payplug, il sistema di pagamento acquisito da Natixis, consiste in un sistema che salva online i dati del cliente. In questo modo non occorre ripetere la password e la procedura si semplifica. Seguendo la direttiva europea, si può attivare lo Smart 3-D Secure che prevede l'inserimento dello OTP solo per le transazioni a rischio.
Il sistema garantisce la sicurezza sia sul fronte cliente che sul fronte retailer, e la semplicità, secondo Calicantus e Payplug, fa crescere dell'8% il tasso di conversione e riduce le frodi del 50%.
Nel caso la transazione sia identificata come rischiosa dal sistema, si attiva automaticamente la procedura aggiuntiva: per esempio, se l'indirizzo di destinazione è diverso dalla residenza, o se il nome sulla carta di credito è diverso da quello sull'account.
Obbligo Pos, il punto dopo la legge di Bilancio 2020
Contanti o moneta digitale, in breve, obbligo Pos per i commercianti, artigiani, ristoratori, professionisti e attività ricettive, oppure no? La legge di Bilancio 2020 ha preferito la strada degli incentivi a quella, prospettata ma poi scartata, delle sanzioni. Chi sceglierà di rendere disponibile ai propri clienti anche il pagamento digitale, ne trarrà vantaggi di tipo fiscale; ugualmente i clienti che sceglieranno questa strada troveranno un tornaconto economico, a vantaggio della tracciabilità dei pagamenti.
Obbligo Pos, le novità per il 2020
Nessuna sanzione per chi rifiuta un pagamento elettronico e accetta solo contante: il preannunciato art. 23 della legge di bilancio è stato poi soppresso. Invariato fino al 1 luglio 2020 anche il tetto massimo per il singolo pagamento in contanti: 3.000 euro. Successivamente, a partire dal 1 luglio 2022, la cifra massima passa a 2.000 euro e nel 2022 scende a 1.000 euro.
Vantaggi per i retailer - I commercianti che utilizzano strumenti di pagamento elettronici possono beneficiare di un credito d'importa del 30% sulle commissioni bancarie, ma il fatturato annuo del retailer non deve superare i 400.000 euro annui.
Vantaggi per i clienti - Il legislatore ha scelto di incentivare gli acquisti in generale, qualsiasi sia la formula di pagamento prescelta, attraverso una lotteria che parte il 1 luglio 2020. Per ciascun cliente c'è un codice univoco, oppure il codice fiscale in caso di pagamento in contanti (così lo Stato riesce a tracciare anche questi pagamenti). Chi sceglie il pagamento digitale con carta o bancomat, avrà doppia possibilità di vincita rispetto a chi sceglie il contanti. In entrambe i casi è il cliente che fornisce dati all'esercente, il quale li comunica all'Agenzia delle Entrate. La stessa Agenzia sarà anche il referente per denunciare i commercianti che rifiutino di acquisire il codice del cliente.
Spese sanitarie, obbligo del digitale
Le spese sanitarie hanno regole più stringenti. Per beneficiare delle detrazioni fiscali, infatti, dal 1 gennaio di quest'anno devono essere pagate esclusivamente in digitale, quindi carta di credito, bonifico o assegno. Fanno eccezione i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale.
Spese con obbligo di tracciabilità
Ecco l'elenco delle spese la cui tracciabilità è obbligatoria da quest'anno, per ottenere le detrazioni fiscali:
- Interessi passivi mutui prima casa
- Intermediazioni immobiliari per abitazione principale
- Veterinarie
- Funebri
- Frequenza scuole e università
- Assicurazioni rischio morte
- Erogazioni liberali
- Iscrizione ragazzi ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi
- Affitti studenti universitari
- Canoni abitazione principale
- Addetti all'assistenza personale nei casi di non autosufficienza
- Abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale
L’esperienza del museo (e shop) del cioccolato di Anversa
È un'esperienza multisensoriale e coinvolgente, quella che il museo del cioccolato di Anversa vuole offrire ai propri visitatori, anche a quelli dei negozi, dei ristoranti e delle sale eventi e riunioni presenti all'interno della struttura. Nasce così la partnership tra Chocolate Nation, appunto il museo belga, e Panasonic, che oltre alla tecnologia ha fornito il know how. Vediamo di cosa si tratta, a caccia di ispirazione per le possibili applicazioni di schermi, proiettori e telecamere all'interno di un contesto retail.
Spettacolarizzazione nel museo del cioccolato di Anversa

In tutto 20 schermi professionali, 10 proiettori laser, varie telecamere di sicurezza e soluzioni di telefonia. Il tutto al servizio di un percorso di scoperta multisensoriale, che ripercorre le tappe della coltivazione e della lavorazione delle fave di cacao, fino al prodotto finale, il cioccolato. Sono 14 le aree tematiche costruite per i visitatori, dalla giungla al trasporto delle fave attraverso l'oceano per approdare ad Anversa, porto specializzato in questo tipo di prodotti, dove il cacao viene trasformato in cioccolata.

L'esperienza diventa immersiva grazie a videoproiezioni sul soffitto, sulle pareti e sul pavimento che creano la sensazione di trovarsi su una nave porta container in alto mare, oppure di sperimentare la vista ravvicinata della macchina, immaginaria e in stile Willy Wonka, che produce il cioccolato. Accanto alla vista, luce ed effetti sonori amplificano la sensazione di realismo. In un'altra installazione, i visitatori entrano in contatto in virtuale con i produttori di cioccolato di Anversa e nel ristorante le videoproiezioni vengono usate per animare.... i piatti.
La tecnologia per l'affidabilità e il profitto

La scelta sembra essere gradita visto che nei primi 9 mesi di apertura i visitatori sono stati oltre 100 mila. La gestione del museo contava nell'efficacia della creazione di un ambiente magico. Con 3 anni a disposizione per pianificare e costruire l'esperienza del museo, le attrezzature installate sono state scelte anche in base alla capacità di rispondere a determinati requisiti, fra i quali l'affidabilità, la flessibilità rispetto agli orari di apertura del museo e una manutenzione che fosse la più "leggera" possibile. Il modello è anche replicabile all'estero, grazie al fatto che Panasonic è un provider globale.

Le tecnologie impiegate: proiettori Lcd e Dlp, monitor professionali con dimensioni comprese tra 32" e 65", telecamere Dome a 360° e video gestione con Panasonic Video Insight, sistema di comunicazione ibrido KX-NS700, telefoni da scrivania, telefoni Dect e citofoni tra loro integrati in un unico sistema.
Brico io rinnova il cda
Il consiglio di amministrazione di Brico io nomina nuovi membri eletti in occasione dell’assemblea ordinaria dell’azienda, a seguito delle dimissioni del consigliere delegato Danilo Villa, effettive dal 31 gennaio 2020. In occasione dell’assemblea Paolo Micolucci è stato nominato consigliere delegato il quale ha mantenuto le stesse deleghe e gli stessi poteri esecutivi necessari per la gestione aziendale. “Lavoro da sempre in Brico io e

sento l’azienda come la mia casa, questo nuovo incarico è motivo di orgoglio e soddisfazione. Uno stimolo a continuare a lavorare con entusiasmo. motivazione per la crescita dell’azienda e la serenità dei collaboratori” afferma Paolo Micolucci.
Alla presidenza c’è Alfredo De Bellis che mantiene il doppio ruolo di vice presidente vicario in Coop Lombardia e presidente in Brico io. Sono inoltre stati eletti consiglieri Enrico Cappelli e Aurelio Marchese.
“Siamo certi che sotto la guida di Paolo Micolucci la rete Brico io possa crescere e consolidarne il valore per costruire un futuro solido per il nostro azionista, i nostri collaboratori e per i nostri clienti esistenti e futuri” dichiara il Presidente Alfredo De Bellis.
Sostenibilità e approcci circolari per il monouso
Il dado è tratto. Già da qualche tempo le nostre imprese stanno investendo cospicue risorse per realizzare investimenti nell’ottica di una graduale riconversione delle produzioni verso le bioplastiche o, comunque, articoli riciclabili e/o riutilizzabili. E un’altra minaccia che incombe sulle sorti del settore è l’introduzione della cosiddetta plastic tax. L’unico dato certo è che, a valle della filiera, in questa fase si rilevano scelte ed atteggiamenti non sempre razionali e coerenti. “I consumatori finali faticano a scegliere opportunamente fra i diversi materiali e a comportarsi in maniera corretta in merito al fine-vita dei prodotti, così come gli operatori della distribuzione mostrano incertezze nella selezione degli articoli da offrire a scaffale”, spiega Giorgio Elefante, direttore generale di DOpla. “In un momento di rapida e radicale trasformazione, la nostra categoria merceologica andrebbe ridefinita per essere percepita in modo adeguato dai clienti intermedi e finali: è sbagliato parlare di prodotti in plastica (per via dell’innovazione nei materiali) e persino riferirsi genericamente a stoviglie monouso risulta limitativo, visto che stanno proliferando le proposte di soluzioni riutilizzabili”. Occorre, di conseguenza, ripartire dalla funzione d’uso assolta dai casalinghi disposable: garantire una risposta pratica ed igienica alle esigenze di consumo di cibo e bevande in svariate circostanze, convenzionali e non. “Non si prevede una prossima contrazione dei consumi di generi food & beverage, specialmente in contesti urbani e on the go, dunque i nostri articoli assicurano soluzioni adeguate ed economiche alle esigenze del pubblico. Non sembra ancora in programma, insomma, la scomparsa della categoria: anzi, si aprono spazi significativi per innovare”.
La nuova normativa comunitaria in materia SUP (Single Use Plastics) ha suscitato un forte clamore nel nostro Paese, per nulla inatteso considerato il peso del comparto monouso, forte di oltre un miliardo di euro di fatturato. “In tempi brevi le aziende della filiera hanno cercato soluzioni alternative che ne permettessero la sopravvivenza”, afferma Andrea Cuccaro, responsabile marketing e comunicazione di Imi SpA. “Diversi produttori hanno optato per l’importazione, scegliendo di commercializzare prodotti in polpa di cellulosa provenienti da oltreoceano; pochi altri, invece, hanno preferito una strada nostrana, fatta di ricerca e studi sui materiali. IMI fa certamente parte di questo secondo gruppo: il nostro risultato è BioTable, una linea di stoviglie italiana bio-based, biodegradabile e compostabile, derivata da fonti vegetali rinnovabili (non destinate all’utilizzo alimentare), certificata da TUV Austria e molto apprezzata da CIC (Consorzio Italiano Compostatori)”.
Presso alcune superfici di vendita la definizione dello scaffale appare piuttosto ondivaga. “L’incertezza regna sovrana”, stigmatizza Marco Grillo, amministratore delegato di Aristea. “Molti operatori della distribuzione non hanno ancora le idee chiare in merito a quali soluzioni adottare per sostituire eventualmente le stoviglie in plastica. Molti ne hanno anticipato l’esclusione, pensando di rimpiazzarle con le più svariate alternative eco-friendly, ma il costo medio elevato delle stesse ha provocato un momentaneo dietrofront. E, per quanto ci riguarda, analizzando le recenti dinamiche dei segmenti che compongono la categoria monouso, le stoviglie in Pet si confermano ancora in crescita grazie ai plus che ne contraddistinguono il profilo: brillantezza, eleganza, infrangibilità e riciclabilità 100%”.
Qualche operatore ravvisa danni all’immagine della categoria presso gli end-user ma non a livello trade. “Al cliente finale i contenuti della Direttiva SUP sono pervenuti in modo parziale ed estremamente vago -puntualizza Alberto Conti, Italian sales & marketing manager di Goldplast - con l’unico effetto di aver in qualche modo legittimato le campagne indiscriminate contro la plastica che, per quanto continuino a dimostrarsi incoerenti e fuorvianti sul piano dei contenuti, hanno suggestionato l’opinione pubblica, influenzando la percezione del prodotto e i conseguenti comportamenti di acquisto. Più razionale la reazione dei clienti intermedi: la pubblicazione di molti studi e ricerche che dimostrano come le stoviglie in plastica abbiano un impatto ambientale sensibilmente inferiore a quello delle alternative in materiali compostabili, ha migliorato il giudizio sulla categoria da parte della distribuzione”.
La progressiva transizione verso l’eco-sostenibilità trova già riscontro nelle rotazioni a scaffale: un sentire comune che tende a demonizzare la plastica tradizionale non fa che supportare i risultati dei prodotti in materiali biodegradabili e compostabili, o comunque alternativi al classico polipropilene o al Pet.
“Con il varo della nuova Direttiva stiamo assistendo ad un cambiamento epocale”, dice Agnese Cartini, product manager di Gabbiano. “Tutti i clienti della gdo -alcuni più velocemente di altri- stanno cercando di eliminare dai propri scaffali le referenze monouso convenzionali per sostituirle con soluzioni biodegradabili e compostabili. C’è, però, ancora molta incertezza: la normativa stessa non risulta chiara in merito ai materiali ammessi e a quelli vietati e, di conseguenza, genera indecisione. Certo è che, analizzando i recenti dati di sell out, si profila un graduale ma deciso spostamento delle preferenze dei consumatori verso articoli più rispettosi dell’ambiente e in linea con le nuove regole di gestione dei rifiuti: nel segmento piatti, da maggio/giugno 2019 si è manifestata un’impennata nelle vendite di referenze biodegradabili a discapito di quelle in plastica”.
“L’introduzione delle nuove norme sta naturalmente creando una maggiore domanda di prodotti in materiali alternativi, a discapito di quelli in plastica convenzionale, da parte dei nostri clienti diretti e dei consumatori”, concorda Giovanni Donini, sales manager per la business unit foodservice e fresh food packaging di Ilip. “Tuttavia, esiste ancora una conoscenza superficiale circa le materie prime disponibili, le differenze tra biodegradabile e compostabile, l’etichettatura e la normativa di riferimento, per cui non è sempre scontato che il distributore o l’end-user effettui una scelta consapevole e consona con le sue specifiche esigenze. È il motivo per cui, all’interno dei nostri nuovi cataloghi Ilip Bio, abbiamo inserito contenuti informativi su queste tematiche, oltre ai dettagli tecnici sulle singole referenze”.
L’individuazione dei comportamenti di consumo più trendy consente di focalizzare nuovi fronti di sviluppo della gamma. “L’innovazione nei materiali rappresenta il tratto che accomuna tutti i segmenti nei quali operiamo, dai bicchieri da birra a quelli per il vending, dai piatti al packaging alimentare”, sottolinea Elefante di DOpla. “All’interno di ciascuna area, la ricerca del nuovo segue una strada finalizzata alla miglior soddisfazione della funzione d’uso per cui i prodotti sono pensati e offerti. Con riferimento ai bicchieri per il consumo on the go, per esempio, la nostra linea di articoli in i-Plastic è stata recentemente premiata con l’Innovative Packaging Award in Gran Bretagna”. Una soluzione per uscire dall’impasse consiste nella transizione dal monouso al casalingo durevole. “Abbiamo scelto di sviluppare le linee di prodotti resistenti e riutilizzabili che oggi fanno parte della collezione Tabletech”, precisa Conti di Goldplast.
“Si tratta di bicchieri e piatti realizzati con tecno-polimeri di ultima generazione, testati per resistere a molteplici cicli di lavaggio (da un minimo di 125 e fino ad oltre 500), infrangibili, riciclabili e spesso indistinguibili dalla tradizionali versioni in vetro e porcellana. I test LCA dimostrano che -con solo 10 riutilizzi- tali stoviglie permettono di abbattere l’impatto ambientale di oltre l’80%”.
InGrande (Gruppo Tuo): l’asta del pesce instore
All’interno del punto di vendita InGrande (Gruppo Tuo) di Roma, situato in via di Torre Spaccata 110, è stata avviata un’iniziativa dedicata ai clienti: l’asta del pesce, attiva tutti i venerdì, dalle 10 alle 12, nell’area pescheria. I consumatori hanno la possibilità di aggiudicarsi il pesce con una base d’asta da prezzo d’ingrosso e per ogni alzata di mano il prezzo sale di 50 centesimi.
Il battitore d’asta mostra il prodotto alla platea dando alcune informazioni sulla provenienza
e sulle sue caratteristiche. Il pesce bandito all’asta è, come prerogativa del brand InGrande, di origine locale: proveniente direttamente da pescherecci di porti limitrofi, come Anzio e Nettuno, e imbarcazioni esclusive. La prima asta sarà bandita il 7 febbraio.
L’insegna InGrande
La catena si rivolge parallelamente a privati e professionisti del settore Ho.re.Ca. Predilige convenienza e qualità dei prodotti, per l’80% italiani e al 100% provenienti da filiere controllate.
Nielsen: l’incremento del settore a inizio 2020
Il 2020 per il mondo della gdo inizia con un trend positivo segnando di fatto una lieve crescita del settore. Lo dimostrano i dati Nielsen che registrano un incremento del 2% dei fatturati a totale negozio. Un dato che non tiene contro della prima settimana del mese di
gennaio, a cavallo tra dicembre e il primo mese dell’anno. I settori trainanti sono i freschi.
Questi dati confermano il trend già registrato nel 2019 che, stando a quanto dichiarato da Nielsen Italia, è stato il “secondo miglior anno dell’ultimo quinquennio per la gdo”. Le vendite registrate lo scorso anno, a totale negozio, sono infatti cresciute dell’1,4% trainate dal food (+1,9%).
Le stime di Nielsen per il 2020 sono dunque positive con una crescita moderata compresa tra +1,2% e +1,6%. E i dati rilevati nel primo mese dell’anno non smentiscono le aspettative.
Giuseppe Cantone neo direttore commerciale di Md
Nuova nomina nel management di Md. Giuseppe Cantone fa il suo ingresso nell'azienda, attiva sul territorio italiano con oltre 780 punti di vendita, serviti da 8 centri logistici per la distribuzione.
Giuseppe Cantone, precedentemente responsabile acquisti grocery di Unes e responsabile dello sviluppo del progetto Il Viaggiator goloso, è stato appena nominato direttore commerciale. Il presidente del Gruppo Md, Patrizio Podini, lo ha già presentato in via ufficiale, in occasione di una riunione aziendale, ai responsabili di funzione e ai dirigenti di Md.
Lo sviluppo di Md
L'insegna continua l'espansione sul territorio italiano. In Sicilia ha inaugurato una struttura situata a Nicolosi, in strada provinciale Belpasso 4/11. Sale così a 58 il numero degli store Md nell'isola. Lo store si estende su un'area 1.582 mq, è dotato di sei casse e si estende su sei corsie. L'ingresso è sull'ortofrutta.
BennetDrive: 34 punti di ritiro già attivi
Aggiornamento
Continua lo sviluppo di BennetDrive con una struttura realizzata a Lodi. Bennet raggiunge così la quota di 34 punti di ritiro attivi ad oggi nei quali si può ordinare la spesa online 24 ore su 24, da ritirare nell’apposita piattaforma in qualsiasi momento della giornata. Il BennetDrive propone le stesse offerte presenti nel punto di vendita, con la possibilità di ordinare anche i prodotti freschissimi (ortofrutta, macelleria, pescheria e gastronomia) e i prodotti di produzione Bennet (panetteria, pasticceria, rosticceria e cucina). Il lancio del BennetDrive di Lodi è stato supportato da un’attività di comunicazione.
Dove è attivo il servizio
Il servizio è attivo anche in provincia di Como ad Anzano del Parco, Cantù, Cassina
Rizzardi, Erba, Tavernola e Montano Lucino, nel lecchese a Lecco e Casatenovo, a Lentate sul Seveso e Brugherio in Brianza, a Cornaredo, Vanzaghello e Vaprio d’Adda nel milanese, a San Martino Siccomario in provincia di Pavia, a Pieve Fissiraga in provincia di Lodi, a Romano di Lombardia e Albano Sant’Alessandro in provincia di Bergamo, a Brescia, a Lavena Ponte Tresa nel varesotto, a Chivasso, Ciriè, Nichelino, Caselle Torinese, Pavone Canavese e Torino in via San Paolo nell’area torinese, a Romagnano Sesia in provincia di Novara, a Acqui Terme, Belforte Monferrato e Novi Ligure nell’alessandrino, a Vigliano Biellese in provincia di Biella, a Cento e Comacchio in Emilia Romagna e a Pradamano in Friuli Venezia Giulia.
Questa apertura in Lombardia segue quella in Piemonte, ad Acqui Terme, in provincia di Alessandria, già annunciata nei mesi scorsi.
Come funziona il servizio
BennetDrive è il servizio che consente di ordinare la spesa online da Bennet attraverso il portale www.bennetdrive.it e ritirarla poi nell’apposito punto ritiro in qualsiasi momento della giornata. La spesa è caricata direttamente in macchina da un addetto senza costi aggiuntivi e il pagamento si effettua alla consegna tramite bancomat o carta di credito. Con BennetDrive si accede alle medesime offerte presenti nel punto di vendita ed è possibile ordinare anche i prodotti freschissimi (ortofrutta, macelleria, pescheria e gastronomia) e di produzione Bennet (panetteria, pasticceria, rosticceria e cucina).
Coop Italia automatizza le prenotazioni ai Ce.Di
La digitalizzazione del processo di prenotazione e scarico merci presso i Ce.Di effettuato da Coop Italia ha ridotto i ritardi di attesa dei fornitori o dei loro vettori organizzando il magazzino e minimizzando le fasi di stress operativo. Coop Italia, raccogliendo le istanze di cinque Cooperative associate, ha implementato la soluzione Tc1 Gdo di Tesisquare per la prenotazione degli slot di scarico.
Una delle peculiarità di Tesi Tc1 Gdo è quella di consentirne l’utilizzo a qualunque soggetto della supply chain in consegna ai Ce.Di, non richiedendo alcuna specifica tecnica preesistente ma solo l’utilizzo dello smartphone da parte dell’operatore logistico del fornitore. La piattaforma è utilizzata sia dagli operatori del fornitore sia dall’ufficio arrivi del Ce.Di verso i vettori o verso il fornitore quando dotato di logistica propria. Il progetto di Coop Italia con Tesi Tc1 ha preso piede nel momento in cui il sistema Coop ha posto un focus sull’efficientamento della performance delle attività di scarico. La piattaforma consente di gestire le prenotazioni valutando automaticamente la quantità di merce da scaricare e computando i tempi necessari. Quindi è assegnato lo slot migliore per l’efficienza del processo in base alla merce in consegna.
Il processo gestito dalla piattaforma inizia con l’arrivo in guardiania, una fase che non rappresenta ancora l’ingresso che avviene successivamente quando il camion è chiamato per entrare in banchina. Il vantaggio di questa modalità operativa è
tangibile, come dichiarato a Gdoweek da Theo Ricoveri, responsabile sviluppo Logistica food Coop Italia: “Attraverso il sistema di prenotazione e gestione in piattaforma degli scarichi, i rapporti con i fornitori sono diventati molto più fluidi e rapidi. Abbiamo eliminato la farraginosità dei processi precedenti gestiti manualmente, migliorando i rapporti tra Coop e i fornitori. Questo risultato lo abbiamo conseguito con un progetto partito nella prima metà degli anni 10 e giunto a totale operatività a partire dal 2016”. Un progetto che ha comportato una revisione di processo: “Nella Direzione Logistica di Coop Italia, che comprende tutti i direttori della logistica delle varie Cooperative, si è evidenziata in momenti differenti la necessità di apportare migliorie alle modalità operative. Le situazioni di partenza delle diverse fasi legate allo scarico erano molto differenti”.
Accesso riservato
Sephora: il piano di sviluppo nelle città statunitensi
Nel corso del 2020 Sephora (Gruppo Lvmh) aprirà cento store in 75 città del Nord America. È quanto pubblica la Cnn che sul futuro dell'insegna dà un quadro ben preciso: i negozi saranno sempre più spesso situati in aree urbane ad alta densità di traffico anziché nei centri commerciali.
Forte della crescita del settore, Sephora programma lo sviluppo della catena pianificando in maniera strategica aree geografiche e location e puntando su strutture di dimensioni minori rispetto a quelle già attive. Anche il layout subirà delle modifiche mentre si sta pianificando anche la possibilità di valorizzare e potenziare spazi dedicati agli eventi o a corsi specifici sul settore beauty.
Una volta portato a termine questo piano di espansione nel nord America, in zone come per esempio Nord Carolina e Tennessee, Sephora conterà circa 600 punti di vendita negli Usa.
Aw Lab (Bata) attiva Air Blow, la caccia al tesoro in omaggio a Nike
È dedicata al brand Nike la caccia al tesoro che Aw Lab (Gruppo Bata) ha introdotto nel programma loyalty per il 30° anniversario delle sneaker Air Max 90.
Air Blow è una nuova logica di gamification che nasce per valorizzare la relazione tra il partner Nike e gli appassionati delle sneaker esaltando i valori cardine dell’azienda: movimento, greatness, energia.
Nike AIR BLOW - la nuova SNKR HUNT AW LAB
?Scarica l'app AW LAB e vinci ?NIKE AIR MAX 90 1️⃣ segui le bolle e soffia nel microfono per raccoglierle2️⃣ apri le box NIKE e rispondi alle domande3️⃣ trova la AIR MAX nello store AW LAB più vicinoSe hai finito il gioco continua a prendere ITEM e a rispondere domande per aumentare il tuo punteggio.I migliori partecipano all'AIR MAX DAY!..#awlab #nike #airmax90
Posted by AW LAB on Friday, January 31, 2020
L'esperienza immersiva di Air Blow: da augmented reality ad airmented reality
Si tratta di un’esperienza immersiva, un gioco che trasforma l’augmented reality in airmented reality attraverso meccaniche di gioco che richiedono l’utilizzo di mente e corpo.
Ogni utente, per catturare gli oggetti sparsi per la città, oltre ad una buona dose di conoscenza del mondo Air Max, dovrà soffiare sul dispositivo, acquisire la sufficiente aria e camminare per la città per vincere un inedito modello di sneaker.
“Ingaggiare i nostri consumatori attraverso il gioco in un’ibridazione costante tra spazio fisico e virtuale per rispondere prontamente alle loro esigenze. Questo l’obiettivo di Air Blow. Lo storytelling in Aw Lab lascia sempre più spazio allo story doing e la storia è quella che scrivono i nostri clienti, scegliendo di far parte della nostra community giocando, visitando i nostri store, partecipando ai nostri eventi, ma soprattutto divertendosi con Aw Lab” spiega Domenico Romano, head of marketing di Aw Lab.
OnRetail: il sistema per rendere smart gli store Despar
Sviluppato in collaborazione tra Aspiag Service e la società di soluzioni software e servizi per le vendite multicanale e il mondo retail Aton, il sistema di retail management .onRetail ha permesso ai singoli punti di vendita di essere sempre connessi con i magazzini e di gestire attraverso una singola app mobile tutto il “ciclo di vita” dei prodotti. Ordini, inventari, gestione resi, movimentazione merci, statistiche relative agli articoli venduti, ordinati, in arrivo e in promozione possono infatti essere analizzati, inseriti e consultati direttamente a scaffale. Il sistema è stato adottato in 589 strutture Despar, Eurospar e Interspar gestiti da Aspiag Service nel Triveneto e in Emilia Romagna
“Si tratta di una App - spiega Maurizio Usan, responsabile organizzazione vendite di Aspiag Service - che abbiamo costruito assieme ai dipendenti e collaboratori dei punti di vendita e del settore distribuzione e acquisti, ascoltando le loro necessità, con l’obiettivo di rendere più semplice la gestione dei prodotti in negozio e in magazzino. Grazie a questo sistema siamo più vicini all’ambiente, evitando sprechi: da quelli relativi alla carta, perché ci sono molti fogli in meno da compilare e stampare, a quelli relativi alla merce stessa, perché minimizzando gli errori si gestisce meglio anche il prodotto, a vantaggio di tutti”.
I vantaggi di questo sistema, che rispetta l’ambiente e minimizza gli errori, sono stati spiegati dagli stessi dipendenti di Despar, diventati “testimonial” del progetto e protagonisti di un video pubblicato sui social in questi giorni, che mostra come la tecnologia ha migliorato il lavoro di tutti.
Francesco Montalvo, amministratore delegato di Aspiag Service, spiega: “Il video che abbiamo pubblicato sui social è motivo di soddisfazione: le persone che lavorano con noi hanno collaborato a tutte le fasi del progetto, dalla rilevazione dei bisogni alla realizzazione della App, fino alla sua promozione al cliente finale. Questo consistente investimento, infatti, si traduce in ultima analisi nel miglioramento del servizio: più informazioni per tutti, e in tempo reale”.
Giorgio De Nardi, Founder&CEO Aton, aggiunge: “Questa testimonianza dimostra più che mai quanto sia importante mettere l’utente al centro del percorso di creazione di una nuova soluzione”.
Dm drogerie markt: on air la campagna radiofonica
Sarà trasmessa dal 6 febbraio sulle principali emittenti radiofoniche italiane, quali Deejay, Radio Italia, m2o, Radio 105, Radio 101, RTL 102.5 e Radio Zeta, la nuova campagna radiofonica di dm drogerie markt, nata dalla collaborazione dell’agenzia ReTALE di Vienna con il team di comunicazione di dm Italia guidato da Vittoria Venturino, con copywriting a cura di Laura Bucciol e produzione affidata all’esperienza dello studio Screamovie di Milano.
La campagna radiofonica è composta da 5 soggetti con formato 30 secondi, ognuno dedicato a un diverso aspetto distintivo della proposta di dm.
“L’obiettivo che ci poniamo con questa campagna -dichiara Benjamin Schneider, direttore marketing e acquisti di dm- è costruire una maggiore notorietà del brand puntando sull’unicità e sulla convenienza della nostra proposta, che ci rende i veri specialisti di bellezza e benessere di ogni giorno”.
H&M accelera l’integrazione tra offline e online
H&M, il colosso svedese del fast fashion, ha ufficializzato un riassetto della propria rete per ottimizzare i punti di vendita fisici anche come snodi logistici (hub) nella strategia omnicanale. Nel 2020 H&M registrerà il numero più basso di nuovi negozi, con un saldo positivo tra aperture in mercati emergenti (200 esercizi) e chiusure in aree mature come Europa e Usa (175), pari a 25 punti di vendita. H&M ha 5.067 negozi fisici nel mondo.
Oggi H&M consente di ritirare nei punti di vendita di 14 Paesi i prodotti acquistati online, mentre i resi degli ordini via web nei punti di vendita su strada sono possibili in 16 mercati. Questi servizi saranno incrementati ed estesi a più Paesi.
Lo sviluppo della rete di H&M
È da qualche anno che H&M ha intrapreso un processo d’inversione nello sviluppo della rete come appare evidente dal grafico qui sotto tratto da un articolo -molto dettagliato- di Graham Charlton dal titolo eloquente di “What’s the problem with H&M’s online strategy?”
La discesa -nell’andamento delle nuove aperture (linea nera)- è cominciata, all'incirca, nel 2015, anno in cui si è nel contempo impennata la curva relativa alle chiusure (linea in rosso).
H&M, (ALCUNE) CIFRE CHIAVE
233 miliardi di corone svedesi i ricavi netti nel 2019
51 i mercati con acquisti online
20.649 le tonnellate di materiale tessile riportate dai clienti nei punti di vendita nel quadro del programma "riutilizzo&riciclo" di H&M
96% il livello di energia rinnovabile nelle strutture del gruppo (2018)
Nel 2019 H&M vendeva online in 51 paesi nonostante la sua copertura fisica corrisponda a 74 mercati geografici. Nel 2019 le vendite online sono aumentate del 30% proprio grazie a questa maggiore integrazione tra offline e online.
L'ottimizzazione dell'acquisto online prevede, fra l'altro, il miglioramento della app e del sito, della navigazione e della presentazione dei prodotti, un ampliamento nelle opzioni di pagamento, e tempi di consegna più brevi. L'obiettivo principe è un'esperienza d'acquisto a tutto tondo, senza soluzioni di continuità (seamless) nella quale il click&collect sinergizza con le opzioni di "find-in-store".
H&M ha registrato nel IV trimestre 2019 ricavi netti di quasi 62 miliardi di corone svedesi, in crescita del 9%, pari a circa 5,8 miliardi di euro, e profitti per 5,4 miliardi di corone. Per quanto riguarda l’intero 2019, il livello dei ricavi è arrivato a 232,8 miliardi di corone (+11%) con un profitto lordo (gross profit) di 122, 45 miliardi di corone, e un gross margin quasi invariato rispetto all'anno precedente (52,6% vs 52,7%).
L'utile finale è salito da 12,6 milioni a 13,4 milioni di corone svedesi.
Coop Denmark unifica la pianificazione delle vendite degli store
Ottimizzazione dei processi. È l’espressione che riassume al meglio la natura delle best practice adottate da Coop Danimarca. Un big player che all’interno dei confini danesi gestisce circa 1.100 supermercati e che ha investito in una tecnologia finalizzata alla facilitazione della collaborazione diretta tra i team dei vari store sul territorio e la sua sede centrale, -da cui parte la strategia di pianificazione-, tramite una piattaforma condivisa.
La piattaforma che sta connettendo tutti gli store e la sede centrale, offrendo massima trasparenza e collaborazione è il portale On-the-Go di Relex per i punti vendita. Coop Danimarca utilizza già il software Relex per la previsione della domanda e il riordino e la pianificazione dello spazio commerciale. Con il portale On-the-go, il retailer punta a aumentare l’efficienza unificando ulteriormente i suoi processi di pianificazione della vendita al dettaglio. La piattaforma di Relex genera ripercussioni importanti in termini di comunicazione e trasparenza tra store locali e team centrali, migliorando anche i sistemi di fornitura e magazzino, e rafforzando così la competitività di Coop nei confronti degli altri retailer della Danimarca.
Gli store, attraverso On-the-Go di Relex, possono fornire facilmente input inerenti al processo di pianificazione, visualizzare e modificare gli ordini e gli attributi dei prodotti in movimento (“on-the-go” appunto), nonché rivedere metriche, categorie e previsioni di vendita negli store. Questi risultati si raggiungono grazie alla condivisione dei dati tra i punti di vendita e il quartier generale e si sostanziano nel poter pianificare al meglio le attività di replenishment dei negozi (con ricadute sulla qualità dei display), nella riduzione degli sprechi e sul continuo monitoraggio della disponibilità a magazzino.
Coop Danimarca ha trovato in Relex un partner strategico per sviluppare il valore della condivisione dei dati e delle informazioni, ottimizzando la pianificazione della vendita al dettaglio e della catena di approvvigionamento. Un efficientamento che ha ripercussioni sull’intera value chain del retailer e che consente di migliorare il vantaggio competitivo sul mercato in cui opera, come confermato da Søren Gram Christensen, Country Manager, Denmark at RELEX Solutions: “Incoraggiando la collaborazione tra i team e incrementando la capacità di pianificazione centrale, Coop Denmark migliorerà la precisione degli ordini, portando infine a una maggiore disponibilità e soddisfazione dei clienti”.
Il valore della piattaforma
Il dato, raccolto e gestito in mobilità rappresenta un asset fondamentale se opportunamente utilizzato. Le aziende stanno puntando a un controllo della value chain in modo da poter reagire in real time a qualsiasi cambiamento rispetto allo scenario pianificato. Stefano Scandelli, Senior Vice President Sales EMEA e APAC, mette a fuco i fattori chiave di questo tipo di approccio che è stato adottato anche da recenti esperienze con importanti player delle distribuzione come Eurospin e Ali, ma anche dell’industria farmaceutica come So.Farma.Morra.

In Coop Danimarca, che tipo di soluzione avete realizzato?
Occorre dire che On-the-Go è un modulo di una soluzione end-to-end che Relex ha implementato per Coop Danimarca. Una piattaforma che oggi connette tutta la supply chain, a partire dalla collaborazione con il produttore, per arrivare allo scaffale. Quantificando, questo si traduce in 200.000 planogrammi gestiti in modo integrato con il loro Erp Sap, che non ha richiesto alcuna operazione di integrazione per inter-operare con la piattaforma Relex.
Come si è arrivati a On-The-Go?
L’utilizzo di questo importante modulo è finalizzato ad efficientare massivamente la capacità del singolo punto di vendita nell’adeguare l’offerta ed il facing dello scaffale alle dinamiche di vendita puntuali di negozio. Questo significa che, dalla sede centrale, si ha totale visibilità sui flussi e che il punto di vendita è in grado di reagire a qualsiasi variazione di sell-out.
Quali i benefici riscontrati?
On-the-Go è attivo dal secondo semestre 2019 ed è costatemente utilizzato dai responsabili di punto di vendita, oppure dagli addetti che si occupano di gestire i processi di riordino. Questi possono gestire tutto da un device mobile. Uno dei risultati immediatamente evidenziati è una gestione del change management rispetto alle previsioni di riordino efficiente. Nessuna rottura di stock, nessuna mancata vendita, qualsiasi cosa succeda localmente.
Med Store: a Macerata un punto di vendita dedicato al mondo Apple
Ambienti minimalisti per un’offerta hi tech. Apre a Macerata un negozio Med Store, inaugurato da Gruppo Med, e rivolto agli appassionati dei prodotti Apple e dell’alta tecnologia. Lo store è stato realizzato in via Cluentina e rispecchia l’immagine della catena che propone spazi ampi e luminosi, con tavoli bianchi posti come isole centrali per l’esposizione dei prodotti, linee morbide ed elementi in legno per esaltare i contrasti suggerendo elementi naturali. Il punto di vendita è stato disegnato dall’azienda Trivellini Mobili, partner storico di Med Store.
Il sistema di luci è stato studiato per rendere più accogliente l’atmosfera esaltando al tempo stesso i prodotti in assortimento. Lo store è studiato e progettato per garantire la migliore esperienza d’acquisto e il massimo dei servizi post vendita grazie all’assistenza tecnica certificata Apple, la programmazione di eventi formativi gratuiti oltre ai corsi professionali personalizzati.
Il Gruppo Med
Sandro Parcaroli, rivenditore ufficiale dei prodotti Apple in Italia, ha creato il Gruppo Med nel 1982 a Macerata, città dove è stata realizzata, nel 2007, anche la prima struttura dell’insegna Med Store. Oggi la catena, attiva con negozi Apple Premium Reseller e Point affiliati, continua ad espandersi sul territorio.
La spesa in abbonamento: Esselunga rivoluziona la consegna a domicilio
All’interno della modalità Esselunga a casa, l’insegna introduce la spesa in abbonamento che prevede la possibilità di avere consegne illimitate pagando un fisso mensile, stabilito in più fasce periodiche a scelta del consumatore: per 3 mesi il costo del servizio è di 29 euro (9,60 euro al mese); per 6 mesi costa 39 euro e per 12 mesi 59 euro.
Esselunga ha attivato la nuova modalità attraverso l’app Esselunga online. Per accedere al servizio bisogna essere registrati sulla piattaforma di Esselunga, operazione che si velocizza se si è in possesso della carta Fidaty.
L’offerta comprende oltre 15.000 referenze consegnate a casa nel giorno e nell’ora che si preferiscono, come del resto già avveniva.
L’abbonamento può essere acquistato con la spesa, rispettando la soglia minima di acquisto di 40 euro. Attivato il servizio non verrà imputato alcun costo di consegna per tutte le spese di importo pari o superiore a 110 euro. Se la spesa non raggiunge l’importo minimo è previsto il costo della consegna, ossia 7,90 euro come da consuetudine. Il servizio si rinnova automaticamente alla scadenza.
Per Esselunga il riconoscimento Top Employer
L’insegna ha ottenuto anche quest’anno la certificazione Top Employer Italia 2020 per “le eccellenti condizioni di lavoro fornite ai propri dipendenti e per l’attuazione di best practice focalizzate sullo sviluppo e benessere delle persone”.
Ovs: spazi dedicati al brand Piombo in 500 punti di vendita
Il marchio del designer Massimo Piombo avrà spazi dedicati in oltre 500 store Ovs a partire dall’autunno 2020, rafforzando la collaborazione avviata. Saranno spazi declinati in proposte di collezioni dal prezzo accessibile, presentate in aree caratterizzate e riconoscibili. L’offerta comprende giacche, pantaloni, abiti, camicie, maglieria, accessori.
“Grazie a questa iniziativa desideriamo offrire ai nostri clienti l’opportunità di vestire Piombo -dice Stefano Beraldo, amministratore delegato di Ovs-. I nostri clienti troveranno così all'interno dei nostri negozi l'autentico sapore e lo stile italiano inconfondibile di uno dei designer di maggior talento in circolazione".
Massimo Piombo, direttore creativo di Ovs, aggiunge: "Con Ovs ora Piombo è per tutti.
La mia aspirazione diventa realtà e la circolazione della mia idea di stile è favorita dall'incredibile know-how di questo brand, capace di produrre capi di qualità a un prezzo finale sorprendente. Mi impegnerò affinché la mia esperienza possa essere utile per offrire Piombo al prezzo Ovs. Con questo progetto ho inteso accompagnare il cliente nelle sue diverse occasioni d’uso, da quando va in ufficio al mattino, a quando fa sport, fino al tempo libero".
L’ottimizzazione dei Ce.di rende la logistica più sostenibile
Secondo una ricerca finalizzata alla mappatura dei flussi logistici condotta da GS1 Italy in collaborazione con il Politecnico di Milano e con l’Università Cattaneo Liuc, negli ultimi 10 anni si è assistito a una centralizzazione sui Ce.di dei flussi logistici determinata non tanto da un aumento numerico quanto da una maggiore automatizzazione del processo. Questo processo di concentrazione unito ad azioni di efficientamento dei flussi di trasporto ha permesso di risparmiare 160 milioni di euro lungo la filiera e 97mila tonnellate di CO2 all’anno grazie a 450mila viaggi in meno rispetto al 2009, una diminuzione del 18% delle emissioni degli automezzi dallo stabilimento al Ce.di, all’aumento della saturazione dei mezzi (+19%) e del ricorso alle unità di carico intere (+49%).
Il flusso nei Ce.di italiani
Nei 450 Ce.di presenti in Italia transita l’89% dei flussi delle merci del largo consumo.
Il tasso di centralizzazione è passato dal 77% dei flussi nel 1994 al 90% attuale per i secchi e dal 29% all’83% per il fresco (salumi e latticini). Sono aumentati anche i flussi di consegna diretti (senza stoccaggi intermedi) dallo stabilimento aziendale o dal deposito centrale ai Ce.di, passati dal 2009 al 2018 dal 77 all’82%. Nel fresco il dato dei flussi diretti è ancora più significativo (dal 44% al 72%).
Nel tempo è migliorata anche la saturazione dei mezzi di trasporto arrivata al 90% in pianta in partenza e all’80% in pianta in arrivo dovuta all’incremento medio dell’order size e, nel fresco, si è supplito all’incremento del numero di referenze ordinate in minori quantitativi attraverso l’uso di interfalde a rendere per separare le merci sullo stesso pallet.
Richiesta una maggiore automazione per far fronte alle sfide del futuro
La previsione per il futuro è un ulteriore incremento delle referenze del largo consumo che porterà di conseguenza a ordini più parcellizzati quindi a una complicazione per i Ce.di nella gestione egli arrivi. Si sta assistendo inoltre a un incremento dell’invio delle aziende di merci in appositi espositori, il che comporta una maggiore delicatezza nella gestione dei pallet e il rischio di aumento delle merci danneggiate.
A questo criticità i ricercatori consigliano di rispondere con un maggiore ricorso all’automazione dei processi nei Ce.di per la gestione dei pallet, dei colli e degli stati di prodotti e una collaborazione tra le parti della filiera per evitare i momenti di congestionamento attraverso una ridefinizione degli orari e l’uso dello slot booking.
Primark: con Lotto la prima partnership italiana
Il marchio di abbigliamento sportivo italiano entra nel mondo di Primark con una collezione che segna l’inizio di una collaborazione, la prima che l’insegna instaura con un brand del nostro Paese. La linea Lotto è formata da 24 articoli con prezzi che variano dai 9 ai 22 euro e comprende tute da ginnastica, borse, berretti e ciabatte, in colori fluo ma anche bianco, nero e grigio. I modelli disegnati da Lotto viaggiano in contemporanea dal passato al presente. Lotto infatti sottolinea: “Questa gamma si ispira a design sia retrò che contemporanei del mondo dello sport e della moda. È una selezione di articoli pratici e confortevoli pensati per essere indossati nella quotidianità, sia dentro che fuori il campo”.
Entrambi i marchi hanno annunciato la partnership sui relativi siti aziendali.
Primark continua così il suo sviluppo in Italia sia in termini di rete vendita sia in fatto di offertao. L'ultimo store è stato aperto a Milano come raccontato in questo articolo.
Mdd convenzionale alla conquista dei molteplici reparti alimentari
Tutti i principali retailer operativi nelle varie tipologie distributive (supermercati, ipermercati, drugstore e discount) offrono attualmente, sotto marche del distributore, quasi ogni tipo di prodotto. Le linee in mdd coprono intere gamme di prodotti alimentari freschi, in scatola, surgelati ed essiccati, snack, specialità etniche, cibo per animali domestici, prodotti sanitari e di bellezza, medicinali da banco, cosmetici, prodotti per la casa e per il bucato, prodotti per il bricolage, articoli per il giardinaggio, vernici, ferramenta e accessori per la manutenzione delle automobili. L’assortimento specifico offre scelta e opportunità di acquistare abitualmente prodotti alimentari e non alimentari di qualità a un prezzo di convenienza, a paragone di quanto offerto dall’industria di marca in posizione di leadership, spesso al di fuori delle logiche di vendita promozionale.
Frutto di disciplinari specifici imposti dalle insegne stesse, i prodotti con il marchio del distributore contengono le stesse attenzioni ai controlli di filiera, provenienza, sostenibilità, benessere o peculiarità alimentari. Specchio dei valori sostenuti dal rivenditore ne sostengono il posizionamento consentendogli di intervenire negli ambiti ritenuti più importanti e strategici.
In generale le imprese produttrici di articoli con il marchio del distributore sono divise in tre categorie generali:
• Grandi industrie che producono sia i propri marchi sia articoli con il marchio del distributore.
• Piccole e medie industrie specializzate in particolari linee di prodotti che producono quasi esclusivamente articoli in mdd.
• Retailer e grossisti di grandi dimensioni che sono proprietari di propri stabilimenti di produzione e forniscono prodotti con il marchio del distributore ai propri negozi.
Accesso riservato
Gruppo Maiorana (Consorzio C3): i progetti di Emme Più
Ampliamento dell’offerta nei reparti fresco e freschissimi, per fornire un servizio quotidiano di qualità sempre più richiesto, la promozione continua dei prodotti, la pubblicazione quindicinale dei volantini, la comunicazione su stampa, web e social di tutte le attività messe in campo e le nuove iniziative del programma raccolta punti di Magnificard. Sono le iniziative su cui si concentrerà l’insegna Emme Più del Gruppo Maiorana (Consorzio C3) che quest’anno festeggia i 25 anni di attività con diversi eventi che si snoderanno nel corso dell’anno.
“La forte sinergia tra vendita all’ingrosso e vendita al dettaglio -spiega Maggiorino Maiorana, presidente e fondatore del Gruppo- ci permette di essere più veloci e flessibili nelle scelte per proporre al cliente un’offerta sempre ricca, tracciabile e sicura. Un’esperienza che difficilmente può riscontrare altrove”.
Domenico Salvoni, marketing manager di Emme Più, aggiunge: “Consapevoli che tra le diverse esigenze del pubblico c’è il risparmio e la lotta allo spreco vogliamo mantenere alti gli standard di qualità e di sostenibilità. Grazie alle strette collaborazioni con i nostri partner e fornitori, possiamo offrire “prezzi bassi sempre” su tantissimi prodotti”.
Penny Market: apre a Palermo il primo store ex Sma
Il primo dei tre punti di vendita ex Sma che Penny Market ha acquisito in Sicilia, a Palermo, apre in via Sciuti 110. Lo store si sviluppa su una superficie di 652 mq. Seguiranno nei prossimi giorni le aperture del Penny Emilio Greco, situato nelle adiacenze di via Emilio Greco con un’area di 963 mq e quella di via Alfieri estesa su 722 mq. A seguito dell’operazione, tutti i 29 dipendenti ex Sma sono stati riassorbiti attraverso un percorso di formazione per apprendere le modalità operative proprie del segmento discount, attraverso la valorizzazione delle specifiche competenze di ciascuna risorsa.
L’offerta lascia ampio spazio ai produttori locali e all’italianità dei prodotti. L’insegna ha utilizzato accorgimenti ecosostenibili. I supermercati saranno serviti dalla piattaforma logistica di distribuzione di Catania inaugurata lo scorso mese di giugno.
Willy Marino area manager Sicilia, spiega: “Queste aperture testimoniano la volontà di Penny Market Italia di puntare i riflettori sul territorio siciliano, che ha chiuso il 2019 con un giro d’affari pari a quasi 90 milioni di euro, con una crescita di circa il 15% rispetto all’anno precedente. Palermo, che con questi nuovi negozi raggiunge un totale di 7 punti di vendita, è la conferma che la strategia è quella di prediligere i centri abitativi nelle aree metropolitane”.
“Contiamo di investire nella Regione circa 30 milioni di euro nei prossimi tre anni con un incremento in termini occupazionali che è possibile stimare in circa 150 nuove assunzioni”.
L’evoluzione della moda su Amazon, dove trionfa il “no brand”
Poco costosi e "no brand", ovvero generici. Questi i capi di abbigliamento più popolari su Amazon Fashion, secondo il report di Coresight Research pubblicato a inizio 2020 in collaborazione di DataWeave e riportato da Business Insider. La ricerca ha dimostrato che il numero di questi articoli senza marchio è cresciuto del 906% tra settembre 2018 e 2019, superando i 65mila prodotti e mettendo in ombra grandi nomi quali Calvin Klein.
Il colosso, che in Usa risulta già top retailer in ambito moda, continua in generale a crescere ed investire nel settore sotto diversi aspetti, dove è leader in particolare grazie alle linee economiche "basic". Più difficile invece per Amazon guadagnare quota nella fascia del fashion intermedia, dove non a caso sta cercando di spingere all'acquisto con nuovi servizi come il "try-before-you-buy" con reso gratuito.
Non solo. Di recente si vocifera (fonte: Wwd) del lancio, da parte del colosso, di una piattaforma ad hoc per il lusso, unico ambito d'abbigliamento poco, per non dire affatto presidiato in termini di offerta.
Nel frattempo, l'assortimento maschile durante l'ultimo anno ha superato per la prima volta quello femminile. Sempre più centrale anche comparti "da sempre core" come l'activewear e lo sportwear, con Nike, Adidas e Under Armour al traino.
Flat food: un nuovo modello di business sperimentale per la ristorazione
Sperimentare tra sapori è da sempre una caratteristica di originalità in cucina, e non. Questa tendenza a sperimentare ed ibridare, però, parrebbe non essersi fermata a pietanze e ricette varie, ma anche aver contagiato i modelli di business. Il “Flat Food”, infatti, si inserisce in questo panorama come una trasposizione del modello di business di successo di altre industry come la telefonia, le piattaforme streaming di film e serie TV, ecc. Su questa scia, il “Flat Food” comporta una “flat rate tariff”, una tariffa forfettaria, dietro pagamento della quale il cliente può mangiare quanto volte desidera nel corso del mese. Si tratta di un tentativo di fidelizzare i clienti, assicurandosi un’entrata fissa prepagata, che vuole intercettare i nuovi trend di consumo, ed anche tentare di essere “trend setter” proponendo una formula nuova per il settore, sperando di emulare il successo ad esempio di altre formule come quella “All you can eat”.
Volendo ipotizzare la risuscita di questa sperimentazione sulla base dei dati, è possibile fare riferimento al rapporto Fipe (Federazione italiana dei pubblici esercizi) 2019, che ci offre un close-up della ristorazione italiana. Da questi dati emerge che, nonostante la crisi, gli italiani hanno speso sempre di più per mangiare fuori casa, rispetto alle tante rinunce fatte in altri settori. Infatti, in 10 anni l'incremento reale dei consumi al di fuori casa è stato del 5,7%, pari a 4,9 miliardi di euro. Una cifra, quest’ultima, che nel 2019 è salita a 8,9 miliardi di euro. Questa performance consente al mercato italiano della ristorazione di posizionarsi al terzo posto come più grande in Europa, dopo quelli di Gran Bretagna e Spagna e ha ricadute positive sull'intera economia italiana e in particolare sulla filiera agroalimentare.
L’intraprendenza pare essere, quindi, una comprovata qualità della ristorazione italiana, dove, al momento, sperimentazioni del Flat Food possono trovarsi in Veneto ed Emilia Romagna. È il caso, ad esempio, del ristorante Weedoo di Limena in provincia di Padova (https://www.weedoo.it/regolamento-flatfood/) che propone, in fase sperimentale per i prossimi sei mesi del 2020 - eventualmente estendibili, ai clienti 149 euro al mese per mangiare a volontà. Simile esperimento di “Flat Food” nel ravennate presso il ristorante “Gabarè”, dove lo chef Ciro Adamo ha proposto un tariffario flat specifico per le esigenze di singoli e famiglie per colazione, pranzo e cena. Lo stesso Ciro Adamo specifica che “l' abbonamento mensile costerà intorno ai 220-240 euro. Ciò significa 7,33 euro al giorno. L'abbonamento per la pausa pranzo, invece, 120 euro. Previste agevolazioni per studenti e famiglie: il pacchetto con due adulti e due bambini sarà di circa 400 euro al mese”.
Si aprono diversi scenari a partire da queste sperimentazioni. Dal punto di vista del business è evidente che si fa leva su prospettive di un’entrata fissa e sulle probabilità statistiche che i clienti non verranno 7/7 giorni pranzi e cena. Si pone, però, prepotentemente la questione della qualità del cibo proposto a prezzi troppo bassi, rischiando, nel caso peggiore, di far retrocedere de facto un ristorante ad una mensa per cercare di rientrare nei costi. Sarà possibile affiancare all’intraprendenza di questa nuova formula “Flat Food” anche qualità e sostenibilità? La questione rimane aperta e nei prossimi mesi si potranno fare bilanci più accurati al riguardo.
CX Store Award: premiate Conad Nord Ovest e Conad Adriatico
In occasione della prima edizione di CX Store Award, il riconoscimento per le insegne con il migliore rapporto qualità/prezzo, lanciato dal periodico di marketing e comunicazione Promotion Magazine, sono state premiate sia Conad Nord Ovest per l’Italia centrale, e le isole, sia Conad Adriatico per le regioni del centro Italia, sia a livello complessivo sia nei singoli reparti. Questo riconoscimento è espressione delle opinioni dei consumatori.
“Il premio è un riconoscimento alla nostra capacità di soddisfare il cliente con una solida politica del prodotto a marchio, la valorizzazione del territorio, i prodotti di origine locale e con un’offerta di alta qualità a prezzi convenienti” sottolinea il direttore commerciale di Conad Nord Ovest, Alessandro Bacciotti.
Il direttore commerciale di Conad Adriatico, Federico Stanghetta, aggiunge: “Frequentare i punti di vendita Conad è un’esperienza di spesa che va oltre la semplice somma dei prezzi dei prodotti. È essere soddisfatti di tutto ciò che trova sintesi nel carrello: qualità e convenienza, certo, ma anche attenzioni, relazione, servizio, certezza del valore sociale della nostra insegna. Il consumatore non acquista solo prodotti; acquista anche esperienze e il punto di vendita è un luogo privilegiato per potergliele fornire”.
Ikea: a Vienna il punto di vendita più green
Sarà completato entro il 2021 il punto di vendita Ikea che sarà realizzato a Vienna, situato in Mariahilferstrasse, arteria strategica della città. La struttura sarà collegata alla stazione ferroviaria di Westbahnhof e rappresenterà lo store più green dell’insegna svedese. L’edificio sarà dotato di un giardino pensile e di 160 alberi dislocati lungo tutta l’area che si svilupperà su più piani.
Questo punto di vendita si inserisce in un’ottica ecosostenibile e di promozione di una nuova forma di mobilità senza auto. Non ci sarà, infatti, un parcheggio e il negozio sarà facilmente raggiungibile tramite mezzi pubblici, a piedi o in bici. Per questo motivo, l'insegna ha predisposto la consegna a domicilio dei prodotti più voluminosi entro 24 ore dall’acquisto.
All’interno della struttura, intesa anche come luogo di incontro e di relax, saranno creati spazi di intrattenimento, di ristorazione e, pare, anche un ostello. La terrazza sul tetto sarà accessibile al di fuori degli orari di apertura di Ikea per accogliere i visitatori che vogliano semplicemente chiacchierare o prendere un caffè. Dopo il completamento dei lavori, Ikea finanzierà anche la costruzione di un'area ricreativa di sviluppo urbano per i cittadini. Nelle intenzioni dell’azienda questo punto di vendita “dovrebbe diventare il punto di incontro per l'intero distretto”. La struttura impiegherà più di 250 addetti.
Mdd Biologica, cresce ma fino a quando?
L’Europa è in testa per numero di lanci di prodotti biologici. Un nuovo rapporto di Mintel rivela che nel continente quasi un quinto di tutte le bevande e dei prodotti alimentari lanciati nell’ultimo decennio presentava la dichiarazione di prodotto biologico, rispetto al 10% soltanto nel resto del mondo. La Francia contribuisce per il 22% ai lanci di prodotti biologici in Europa, seguita dalla Germania (20%) e dalla Spagna (9%).
Le insegne della gdo si stanno sempre più orientando nello sviluppo di linee biologiche private label. La mdd rappresenta il 42% (fonte Nomisma) delle vendite bio nella gdo. E incalza sempre più la marca industriale, crescendo più velocemente (11% vs 9%) di quella per vendite a valore. Sono 247 le referenze bio mediamente vendute su base settimanale nel retail (Iper+Super, dati Nomisma). Ma qualcosa sta cambiando. Il bio punta sempre più a divenire mainstream, uscendo dall’area di prodotto solo alternativo. Per i co-packer questo significa alzare l’asticella su sicurezza e qualità del prodotto. E dunque, a monte, rimandare a investimenti in ricerca e sviluppo.
Per ora i conti tornano, anche perché con il bio qualcosa in più si riesce a spuntare. Ma attenzione: la locomotiva bio rallenta la sua corsa. A livello globale la crescita scende sotto le due cifre, come è stato raccontato nel secondo congresso annuale BioFruit, che si è svolto nell’ambito di Fruit Attraction a Madrid.
Accesso riservato
La casa e la cucina della generazione Greta Thunberg
Sarà come conseguenza dell’introduzione della tanto demonizzata Direttiva comunitaria SUP (Single Use Plastics) – che ha impattato pesantemente sul comparto contiguo delle stoviglie disposable – o per un generico “effetto Greta Thunberg”, certo è che nella macrocategoria dei casalinghi durevoli si respira un’aria nuova. Mai come in questa fase, infatti, per le aziende produttrici il focus prioritario delle strategie di prodotto e di comunicazione va a collocarsi sul tema della sostenibilità ambientale e sociale, il che significa creare e proporre al mercato prodotti virtuosi in termini di impronta ecologica, sicurezza alimentare, modalità di impiego e prestazioni coerenti con stili di vita green o, comunque, salutari e vocati al risparmio (di tempo, di energia, di spazio). Un mix di ingredienti che orienta i comportamenti d’acquisto emergenti e, dunque, connota le migliori innovazioni di prodotto, che sono quelle in grado di accendere l’interesse dei consumatori e, di conseguenza, massimizzare le performance commerciali attese.
Strumenti da cottura di nuova generazione
In area pentolame, fare innovazione comporta l’introduzione di nuovi metodi o materiali per rinnovare un prodotto che risulta decisamente tradizionale. “I recipienti per cucinare il cibo esistono da millenni, ma oggi emerge una nuova consapevolezza sull’importanza di mangiare sano e di inquinare meno”, osserva Andrea Barazzoni, Presidente e Amministratore Delegato di Barazzoni SpA. “Questo rende imprescindibile la messa a punto di strumenti da cottura di qualità, durevoli nel tempo, capaci di mantenere inalterate le caratteristiche degli ingredienti, in modo da assicurare la salute del consumatore e dell’ambiente”.
Obiettivo: portare un reale beneficio al consumatore in termini di esperienza d’uso e/o di tipologia di prodotto. “Grazie alla nostra expertise, frutto di quasi 50 anni di manifattura di prodotti in alluminio antiaderente, per noi la capacità innovativa è qualcosa di innato, legato alla volontà di migliorare continuamente il nostro output”, sottolinea Cinzia Casagrande, Marketing and Sales Managerdi Alluflon SpA. “Ed in un momento storico in cui l’attenzione alla sostenibilità rappresenta un tema sempre più sentito dal pubblico, con il marchio Moneta lanciamo Recy, prima serie 100% made in Italy di pentole in alluminio proveniente interamente dal riciclo di lattine”.
La pentola a pressione consente di impiegare meno energia ed ottenere ricette più sane, visto che evita di disperdere in cottura i principi nutritivi degli ingredienti. “In base alla nostra filosofia, innovare significa mettere a punto soluzioni sempre adatte ai consumatori, che evolvono in maniera rapida, offrendo prodotti sempre più contemporanei ed user-friendly”, dichiara Francesco Baldissera, Direttore Marketing di Lagostina SpA. “All’interno delle categorie dove siamo market leader dobbiamo necessariamente innovare: è il caso della pentola a pressione, ambito in cui stiamo lanciando in questi giorni un’importante brevetto Lagostina che migliorerà sensibilmente l’esperienza di utilizzo”.
Un altro fronte di sviluppo etico riguarda i rivestimenti antiaderenti. “Per gli stampi da forno –osserva Nadia Bisio, Communication Manager di Guardini– l’innovazione può seguire due differenti percorsi: la definizione di nuove forme da proporre al pubblico o la ricerca sui materiali antiaderenti. La nostra azienda si spinge su entrambi i fronti, anche se quello che più ci sta a cuore riguarda gli studi sui coating di nuova generazione. Grazie alla stretta collaborazione con i nostri fornitori, siamo finalmente riusciti a creare un rivestimento assolutamente innovativo e naturale a base di cera di carnauba, oggi utilizzato per la nostra linea B-NAT”.
Piena compatibilità con stili di vita moderni
I nuovi lanci più promettenti recepiscono le richieste di consumatori che desiderano semplificare e/o rendere più piacevole la propria vita domestica. “Con l’obiettivo di dimostrarci davvero innovativi, nella tavola abbiamo introdotto nuovi linguaggi decorativi, con mix&match originali e colorati, così da far vivere con fantasia la quotidianità della tavola”, afferma Giusto Morosi, Amministratore Delegato di Tognana Porcellane. “Inoltre, dedichiamo una grande attenzione alle nuove modalità di stampa, come il pad printing, che consente lavorazioni con effetto materico e a rilievo. E non mancano le collezioni handmade in stoneware, materiale versatile e perfetto per un uso quotidiano, in cui l’artigianalità e l’unicità di ogni pezzo sono apprezzati plus. Per quanto riguarda il segmento cottura, invece, abbiamo lavorato molto sui materiali, orientandoci soprattutto verso i rivestimenti resistenti e completamente antiaderenti”.
Nell’utensileria appare molto sostenuto il ritmo di introduzione di novità efficienti. “Fare innovazione significa risolvere in modo semplice un problema, individuare una soluzione ragionata legata alla funzione primaria del prodotto e, ovviamente, trovarla nel modo in cui nessuno l’aveva fatto prima”, afferma Giorgio Toninelli, Amministratore Delegato di Pedrini. “Ciò viene reso possibile da un grande e profondo know-how acquisito nel tempo, consolidato grazie alle intense e costanti attività di R&S. Nell’ultimo anno abbiamo aggiunto a catalogo 70 nuove referenze, che vanno ad approfondire ulteriormente le nostre celebri linee di utensili da cucina”.
La funzionalità e la prestazione non possono più prescindere dal rispetto dell’ambiente. “Noi mettiamo al centro l’obiettivo di proporre un design utile, prodotti moderni, non solo belli ma anche semplici nell’uso e nella manutenzione, che sappiano realmente semplificare la vita dell’utilizzatore e siano dotati di un rapporto qualità-prezzo vantaggioso”, spiega Nicolò Salvetti, Direttore Vendite Italia di Tescoma. “Il nostro progetto d’impresa mira, infatti, ad una continua innovazione tecnologica finalizzata a migliorare la quotidianità di tutti, senza mai perdere di vista la salvaguardia dell’ambiente, attraverso un’incessante selezione di articoli e materiali che riescano a combinare performance ed eco-sostenibilità”.
Nel mondo dell’house-cleaning la parola chiave è semplificazione. “L’orientamento all’innovazione è un’attitudine che ci distingue da sempre e che ci vede impegnati giornalmente nell’offrire prodotti di qualità, dotati di tecnologie all’avanguardia per rendere le operazioni di pulizia più facili e veloci”, precisa Carla Sollai, Marketing Director Italy Consumer di FHP di R. Freudenberg. “Ricerca, innovazione e tecnologia si confermano, infatti, leve fondamentali per la reale differenziazione della nostra offerta: elementi imprescindibili che ci permettono di anticipare i bisogni del consumatore, oltre a soddisfare un mercato in continua evoluzione”.
Buone opportunità per la plastica durevole
All’interno della categoria plastica il focus va incentrandosi sui contenitori alimentari innovativi, utili per evitare di usare le classiche stoviglie disposable. Come le borracce, alternative ecologiche alle classiche bottiglie usa & getta, che in più disincentivano i consumi di acqua minerale. “Per noi fare vera innovazione significa aggiungere valore allo scaffale senza cannibalizzare le linee già inserite, sia a marchio proprio sia commercializzate dai competitor”, spiega Emanuele Ragni, Amministratore Delegato di Leifheit Italia. “Per esempio, abbiamo appena lanciato Flip, nuova ed ampia linea di borracce capace di rispondere ad un trend fortemente emergente e dotata di caratteristiche distintive (come il meccanismo brevettato di apertura del tappo) in grado di spostare le intenzioni d’acquisto da parte di consumatori ancora non trattanti. L’utilizzo della borraccia, infatti, può diventare – trasversalmente alle varie fasce d’età – uno status symbol etico, che identifica l’utilizzatore come persona attenta all’ambiente in cui vive e responsabile per le sorti del pianeta. Basti pensare che, secondo fonti accreditate, il mercato mondiale delle reusable water bottles arriverà presumibilmente ai 100 milioni di dollari in 2 anni”.
È sempre più rapido il percorso che parte dall’identificazione di abitudini di vita e/o comportamenti di consumo di tendenza ed arriva alla realizzazione di soluzioni mirate. “Oggi le nostre attività di R&S risultano finalizzate alla messa a punto di contenitori utili, innovativi e totalmente made In Italy per la “conservazione”, il “pranzo fuori casa” e la “cucina in microonde” – dice Carlo Renzullo, Direttore Commerciale di Snips – curandone in ogni dettaglio la qualità e il design. E’ nostro obiettivo rendere le linee offerte riconoscibili per creatività ed originalità, garantendone comunque la salubrità e la sicurezza alimentare”.
Per tutti i produttori la politica d’innovazione persegue la costante ricerca di soluzioni e proposte adatte ad accompagnare gli stili di vita correnti. “Non solo”, aggiunge Margherita Micciullo, Responsabile Marketing di Stefanplast. “Innovare vuol dire anche realizzare ed offrire prodotti unici, nei quali l’evoluzione della materia, la sperimentazione e la continua crescita stilistica permettano di presentare linguaggi estetici continuamente aggiornati alla contemporaneità”.
Il binomio utilità-etica alimenta le rotazioni
Le linee più innovative per funzioni, prestazioni, eticità riescono a realizzare le migliori perfomance di vendita. Presidiando contestualmente le categorie tavola, cookware ed accessori, Tognana può avvertire qual è, in sintesi, il “polso” del business. “Per quanto riguarda la tavola, l’interesse maggiore riscontrato quest’anno è stato nei confronti delle proposte total look per la mise en place, mentre in area cottura hanno ben performato i prodotti multifunzione e quelli in grado di assicurare preparazioni sane e leggere”, sintetizza l’AD Giusto Morosi.
Resta alto il gradimento per l’alluminio antiaderente. “In ambito cookware, in generale l’antiaderente ribadisce le buone performance evidenziate negli ultimi anni”, osserva Baldissera di Lagostina SpA. “Per quanto ci riguarda, ottimi risultati sono stati conseguiti dalla linea Ingenio, che – forte dell’innovativa tecnologia con manico amovibile – ha aperto un nuovo segmento del mercato, un unicum in Italia, riscuotendo un crescente apprezzamento da parte dei consumatori”.
Gli spazi a scaffale vanno contraendosi, quindi il game si inasprisce. “All’interno di un mercato non facile a causa dell’alta pressione promozionale e del continuo restringimento degli assortimenti permanenti, specie nella grande distribuzione alimentare, Moneta si distingue grazie ad un mix di proposte ampio e segmentato”, afferma Casagrande di Alluflon SpA. “I maggiori successi vengono registrati dai prodotti che sono diventati benchmark di categoria, come la nostra linea Etnea, riconosciuta dal trade e dai consumatori come uno dei punti di riferimento del mercato”.
Per gli strumenti da cottura, comunque, l’eccellenza dei materiali e delle finiture fanno sempre la differenza. “Negli ultimi mesi hanno mostrato un buona dinamica le pentole in acciaio, specie laddove si tratta di prodotti made in Italy, muniti di triplo fondo, realizzati con materie prime pregiate”, dice Andrea Barazzoni. “Segnalerei anche i risultati delle spaghettiere e, in ambito antiaderente, il successo della nostra linea 33 Carati, altamente qualitativa, manufatta in Italia, performante e dotata di packaging attrattivo”.
Suscitano i favori del pubblico anche le soluzioni tecnologiche applicate ai segmenti più tradizionali. “Nel nostro caso, rileviamo buoni riscontri da parte della nuovissima caffettiera Mymoka induction – caratterizzata da uno strato interno in alluminio ed uno esterno in acciaio, nostro brevetto esclusivo – attraverso cui è possibile avere un gusto ed un aroma analoghi a quelli ottenibili con la moka tradizionale e, insieme, rendere più efficace l’induzione in virtù delle proprietà del rivestimento esterno”, spiega Toninelli di Pedrini.
Sostanziale stabilità, invece, per il segmento degli stampi da forno in acciaio con rivestimento antiaderente. “Tuttavia, un segmento che quest’anno ha suscitato un grande interesse da parte del pubblico è quello degli stampi in carta e plastica, da noi presidiato con la linea Easy Bake”, fa presente Bisio di Guardini. “Non si tratta del nostro core business, ma questi prodotti pratici ed economici vengono vissuti come alternativa agli stampi in acciaio e complemento per tutti gli stampi in plastica”.
Emergono le referenze problem-solving
Numerosi bestseller nel portafoglio a marchio FHP Vileda. “Nell’ultimo periodo abbiamo ulteriormente rafforzato la nostra leadership, continuando a registrare un tasso di crescita superiore a quello del mercato”, riferisce Carla Sollai. “Vileda Turbo Smart – innovativo sistema lavapavimenti con sistema di strizzatura a pedale integrato il cui lancio è stato sostenuto da un’importante campagna di comunicazione con ingenti investimenti media, numerose iniziative web e social, attività di visibilità sui punti vendita ed operazioni promozionali al consumatore – è tra i prodotti che hanno maggiormente suscitato l’apprezzamento dei clienti. Cresciamo molto, tanto da diventare leader, pure nella categoria abrasivi, mentre il trend “colore/design” – veicolato dalle nostre linee Colors – si conferma tendenza di successo, attestata dai risultati molto positivi registrati dai panni in microfibra”.
Anche nel mondo dei prodotti in plastica non risulta impossibile individuare strategie di mercato ad elevato potenziale di redemption. “Il giusto mix di personalità, praticità, funzionalità e colore – dichiara Micciullo di Stefanplast – ha dato vita, nel corso dell’ultimo anno, ad una serie di nuove collezioni afferenti l’ambito casa, il giardino ed il mondo pet che sono state molto apprezzate dal mercato e, di conseguenza, hanno generato risultati di vendita molto positivi”.
Il posizionamento lungo gli assi evolutivi della categoria porta benefici al sell out. “Nonostante il 2019 abbia rappresentato un anno particolare, i nostri articoli hanno continuato ad attrarre l’interesse del consumatore, entrando sempre più a far parte della nostra vita quotidiana”, riferisce Renzullo di Snips. “In particolare, nella sfera identificata dal binomio “benessere e salute”, il successo della linea bottiglie Bottle To Go in Tritan dimostra quanto il pubblico sia oggi sensibile ai contenuti funzionali del prodotto ma anche a tematiche ambientali, come il riciclo della plastica”.
Alcune interessanti opportunità di espansione del fatturato possono emergere in aree di business contigue a quelle tradizionalmente presidiate. “Negli ultimi anni stiamo sviluppando anche categorie merceologiche extra-casalingo”, rende noto Salvetti di Tescoma. “Una di queste ha fatto segnare un ottimo riscontro sul mercato: si tratta di Fancy Home, linea di profumatori d'ambiente e fragranze studiata per chi vuole rinfrescare la cucina, il bagno o i cassetti del guardaroba”.
Alluflon Group

Nel mondo del cookware, le marche leader non possono prescindere da manifattura qualitativa ed innovazione continua. “Riteniamo di riuscire a mantenerci innovativi e credibili agli occhi del mercato per il fatto di essere non solo un marchio riconosciuto ma anche un’azienda che produce direttamente i propri prodotti”, osserva Cinzia Casagrande, Marketing and Sales Manager. “Da oltre 140 anni, infatti, le pentole Moneta si contraddistinguono per la provenienza italiana – con tutto quanto ne consegue in termini di controllo della filiera produttiva – ed il contenuto di novità al servizio di una cucina sana, in linea con il nostro pay-off “La salute in pugno”. Il nostro impegno per offrire strumenti da cottura che rispondano alle attuali esigenze culinarie e che rispettino l’ambiente è un fatto concreto e misurabile, come dimostrano l’eliminazione dai materiali del bisfenolo A, la scelta di tipologie di alluminio idonee al contatto con gli alimenti, la selezione dei migliori rivestimenti, la riduzione della plastica negli imballaggi”. All’insegna dell’eco-sostenibilità anche l’ultimo lancio di pentole in alluminio riciclato.
Barazzoni

Fare leva sulla profondità di gamma e sulla capacità di soddisfare ogni esigenza in cucina: grazie a tale approccio Barazzoni presidia la categoria “allargata” degli strumenti ed accessori da cucina. “La nostra azienda risulta in grado di fornire svariati prodotti da cottura in diversi materiali ma anche numerosi accessori utili alla preparazione dei cibi ed elementi per l’arredo della tavola”, precisa Andrea Barazzoni, Presidente e AD. “Le differenti famiglie merceologiche rimandano ad un progetto completo ed integrato, i cui elementi caratterizzanti sono la qualità Made in Italy, la garanzia di sicurezza alimentare, l’estrema funzionalità: la proposta comprende moltissimi articoli in acciaio, linee in alluminio rivestito, pentole a pressione, utensili e posateria”. L’azienda investe costantemente in nuovi macchinari, tecnologie, formazione del personale, studio del design e tutto quanto serve a rinnovare le linee in maniera efficace e puntuale. “Abbiamo appena lanciato una linea di attrezzi con un ottimo rapporto qualità-prezzo ed una serie di coltelli performanti contraddistinti da un packaging moderno ed accattivante”.
FHP Vileda

Ricerca, innovazione e tecnologia quali leve fondamentali per una reale differenziazione dell’offerta: così FHP Vileda riesce ad anticipare le richieste e i bisogni del consumatore, oltre a soddisfare un mercato in costante evoluzione. “Grazie ai forti e continui investimenti in R&S, lavoriamo assiduamente sul progressivo miglioramento dei prodotti in assortimento e sul lancio di soluzioni inedite, introducendo sistemi e materiali di nuova generazione in grado di assicurare prestazioni pulenti superiori”, sintetizza Carla Sollai, Marketing Director Italy Consumer. “Segnaliamo, a questo proposito, le recenti soluzioni innovative e brevettate, come il doppio trattamento antibatterico sull’abrasivo Vileda Ultrafresh, il sistema lavapavimenti Vileda Turbo Smart con il suo design distintivo e il robot aspirapolvere Vileda VR 201 PetPro, che – grazie alla doppia spazzola brevettata PetBrush – costituisce un’opzione perfetta per i proprietari di animali domestici”. Stretto riserbo sui progetti di prossima presentazione, anche se – con ogni probabilità – proseguirà anche nel 2020 il focus sulla categoria Floor Cleaning e verrà ulteriormente potenziata la gamma Abrasivi.
Guardini

Un catalogo particolarmente ampio e profondo di stampi da forno, molto vario per forme e dimensioni, ma anche per finalità di utilizzo (dolce o salato), rivestimenti antiaderenti e colorazioni. “Questo fa sì che sia il cliente intermedio sia il consumatore finale abbiano davvero la possibilità di scegliere in base alle loro specifiche esigenze, siano esse legate alla funzionalità, al prezzo, all’antiaderenza o agli aspetti più puramente estetici”, afferma Nadia Bisio, Communication Manager. “Fra gli altri valori che contraddistinguono la nostra politica competitiva primeggiano la produzione made in Italy, l’expertise manifatturiera – frutto di oltre 70 anni di storia – ed il focus costante sull’innovazione”. Da parte dell’azienda gli interventi innovativi tendono a concentrarsi sui rivestimenti antiaderenti, per i quali proseguono senza soluzione di continuità le attività di R&S, senza tuttavia tralasciare la ricerca sulle nuove funzioni dei prodotti, così da renderli sempre più pratici e funzionali in funzione delle richieste emergenti. “Frutto del nostro impegno in termini di ricerca sui coating è la linea B-Nat, presentata ad Ambiente 2019”.
Lagostina

Da sempre, l’innovazione rappresenta un componente caratterizzante del DNA del brand. “Si tratta del nostro principale punto di forza”, sottolinea Francesco Baldissera, Direttore Marketing. “Ad esempio, a breve sulla pentola a pressione introdurremo un nuovo brevetto che ne rivoluzionerà, migliorandola significativamente, l’esperienza d’uso. Tutte le nostre innovazioni nascono sempre da trend del momento: ogni nuovo prodotto, infatti, viene pensato per soddisfare le esigenze emergenti dei consumatori, che mutano molto velocemente. Inoltre, ad ogni upgrading funzionale affianchiamo un design inedito, così da presentare strumenti utili ma anche belli e originali”. E’ ormai pronta al debutto, quindi, la nuova tecnologia applicata al core business aziendale. “Abbiamo realizzato importanti investimenti in R&S anche a livello di sito produttivo e, a breve, ne presenteremo il risultato: una novità di prodotto capace di esaltare la versatilità e tutti i benefici della cottura in pentola a pressione”. Nel contempo, Lagostina continua a perfezionare la gamma di pentole con manico amovibile, rafforzando la propria leadership di segmento.
Leifheit

Prosegue senza sosta lo sviluppo di un assortimento composto da oltre mille referenze di alta qualità. Ma se, finora, i prodotti proposti si collocavano essenzialmente in tre categorie merceologiche – pulizia casa, cura del bucato, accessori cucina – oggi la gamma Leifheit sta aprendosi a soluzioni di nuova generazione, in grado di rispondere ad istanze emergenti e di promuovere comportamenti virtuosi. “In questo momento – afferma Emanuele Ragni, AD della consociata italiana – stiamo puntando molto sulla nuova linea di borracce Flip, caratterizzate da tappo con meccanismo brevettato di apertura con una mano, tenuta ermetica perfetta, superficie soft grip (che consente una migliore presa) e filtro rimuovibile”. Un’ulteriore occasione per applicare il POS Excellence Program, che consente all’azienda di configurare progetti espositivi utili alla massimizzazione delle vendite. “Ora stiamo proponendo al trade offerte espositive capaci di contenere, rivitalizzandolo, tutto il nostro assortimento di caraffe termiche e di integrarlo con le nuove borracce Flip e, a breve, con due nuove linee di caraffe (Harmonic e Swing)”.
Metaltex

Qualità, funzionalità, design e sensibilità ai trend dell’arredamento: è la politica d’innovazione attraverso cui Metaltex ha saputo conquistare un crescente numero di consumatori. “Alla vigilia della celebrazione del nostro 75° anno di attività – dichiara Annamaria Rezzonico, Direttore Commerciale Italia – dobbiamo ringraziare tutti i clienti intermedi e finali che continuano ad apprezzare e, quindi, acquistare i nostri prodotti. Nell’ultimo periodo rileviamo un particolare gradimento per le linee afferenti l’area “sfruttaspazio e organizzazione”, capaci di ottimizzare le superfici della cucina, del bagno e dei vari ambienti della casa”. E se i designer d’interni ed i blogger dell’arredo casa di tutto il mondo indicano l’ottone quale materiale/cromia di tendenza, anche i supporti dedicati alla sistemazione degli spazi domestici possono vestire look particolarmente trendy: “lanceremo a breve Polytherm Brass, doppio trattamento di superficie esclusivo, made in Italy, in grado di assicurare un’alta protezione contro la ruggine ed una maggiore resistenza ad urti e graffi nella nuova tinta ottone”.
Pedrini

Nessuno spazio per l’improvvisazione: il mix innovazione, design italiano, coerenza del livello qualitativo costituisce una vera e propria “condicio sine qua non” per confluire nel portafoglio prodotti a marchio Pedrini. “Tali requisiti di ammissione valgono per tutte le tipologie merceologiche in cui si articola la nostra gamma”, puntualizza Giorgio Toninelli, Amministratore Delegato. “Ed è con questo spirito che – a seguito di numerosi test e accorgimenti migliorativi – siamo infine giunti alla messa a punto della rivoluzionaria caffettiera MyMoka Induction, che oggi ci sta garantendo ottimi risultati di sell out. Tale novità di prodotto rappresenta il risultato di anni di studio, innovazione e test, che si sono conclusi con la registrazione del brevetto: l’obiettivo è proteggere una tecnologia che, di fatto, ha rivoluzionato la preparazione del caffè con il piano ad induzione, assicurando un risultato analogo quello della classica moka a livello di gusto e aroma”. I plus di innovatività, funzionalità ed esclusività di cui è dotata hanno consentito a Mymoka Induction di meritarsi un sito web dedicato (www.themokarevolution.it).
Stefanplast

Puntare su soluzioni di design uniche e ricercate, che sappiano veicolare efficacemente trend esclusivi: con questi obiettivi vengono sviluppate le collezioni in plastica per la casa, il giardino ed il segmento pet a marchio Stefanplast. “La cura estrema dei particolari e delle forme, unita a cromie soft, vivaci o energizzanti, riesce a regalare all’utilizzatore il piacere del vivere quotidiano”, spiega Margherita Micciullo, Responsabile Marketing. “Tutti i nostri prodotti sono 100% Made in Italy: ciò comporta un impegno costante nel miglioramento degli standard qualitativi e dell’efficienza produttiva, così da garantire la costante messa a punto di manufatti eccellenti e durevoli nel tempo”. In ambito tavola e cucina, l’ultimo lancio aziendale è rappresentato da Tosca, linea che promette di fondere l’innovatività della lavorazione con la tradizione e l’originalità del decoro: “la collezione – dotata di una spiccata personalità – è frutto di una tecnologia a doppia iniezione che, sul piano estetico, si traduce in un inedito effetto bi-color capace di esprimere piacevoli volumi decorativi ed alternanza di pieni/vuoti”.
Snips

La mission è cristallina: creare soluzioni per la casa, il lavoro, la scuola o il tempo libero che possano conservarsi negli anni, giorno dopo giorno, assicurando eco-compatibilità e sicurezza alimentare. “Un nostro contenitore, così come una nostra bottiglia, è fatto per durare nel tempo, in modo tale da ridurre il consumo di plastica monouso”, osserva Carlo Renzullo, Direttore Commerciale di Snips. “Rigidi test e controlli dimostrano che tutti i nostri prodotti sono garantiti nel passaggio dalle basse temperature di freezer e frigorifero alle opposte condizioni termiche di microonde e lavastoviglie senza distorsione della struttura, scolorimento delle decorazioni, rilascio di sostanze tossiche. Non solo: in fine vita possono essere riciclati al 100%”. Una novità interessante riguarda la pianificazione di una campagna pubblicitaria tv: “visti gli ottimi risultati di sell out ottenuti con la linea Tempo Zero per la cottura in microonde, abbiamo deciso di investire in un piano di spot pubblicitari sulle reti Mediaset – nel corso del mese di febbraio 2020 – così da divulgarne più ampiamente i benefit funzionali e potenziarne la notorietà presso i consumatori”.
Tescoma

Il marchio Tescoma firma una gamma merceologica vasta e profonda – che spazia dagli strumenti di cottura agli utensili, dalla posateria ai vari accessori per organizzare la cucina – studiata per soddisfare le svariate necessità dei target-group. “Gli elementi che meglio caratterizzano, in senso trasversale, il nostro portafoglio prodotti sono indubbiamente l'ottimo rapporto qualità-prezzo ed il design accattivante”, sottolinea Nicolò Salvetti, Direttore Vendite Italia. “Un altro nostro punto di forza è rappresentato dalla notevole ampiezza del catalogo, che registra l’inserimento di circa 200 novità ogni anno ed oggi conta più di 2.500 referenze”. L’upgrading e la creatività allargano gli orizzonti settoriali: infatti, oltre a proseguire l’opera di espansione delle linee core, già da alcuni anni l’azienda sta lavorando su altre categorie dell’universo home living, quali ad esempio la pulizia casa, la profumazione d’ambiente, il piccolo elettrodomestico. “L'ultimo nostro lancio di successo fa parte, comunque, del tradizionale mondo della cottura: si tratta della bistecchiera SmartCLICK in alluminio rivestito, dotata di superficie liscia o ondulata”.
Tognana

Una strategia di prodotto capace di recepire le istanze emergenti sia nella porcellana da tavola che negli strumenti da cottura. “Per quanto riguarda il segmento tableware – afferma Giusto Morosi, Amministratore Delegato – uno dei nostri atout è sicuramente la capacità di mantenerci continuamente al passo coi tempi, creando collezioni che seguono lo stile della casa contemporanea, pur restando in una fascia di prezzo competitiva ed accessibile. Per quanto concerne, invece, il cookware, siamo alla continua ricerca di nuove tecnologie e materiali volti a creare prodotti innovativi, in grado di intercettare le necessità dei consumatori e, in generale, l’evoluzione delle loro abitudini in cucina”. In fatto di innovazione, per le linee tavola Tognana sta introducendo nuovi linguaggi decorativi e modalità di stampa inedite, mentre – in ambito cottura – ha centrato il focus sui rivestimenti antiaderenti particolarmente resistenti. “In quest’ultima categoria abbiamo introdotto Diamantea, dotata di coating in polvere di diamante, e la linea new-entry Sphera, che punta, oltre che sull’antiaderenza, sulla multi-funzionalità (ben 10 tipi di utilizzo)”.
Video: VéGé e Metro insieme per i consumi del fuori casa
Il panorama italiano del retail continua a riservare novità e sorprese. Il 2020, così, si é aperto con l‘annuncio della partnership sottoscritta da Metro Italia, il colosso internazionale specializzato nel commercio all’ingrosso e punto di riferimento per i professionisti dell’horeca, e Gruppo VéGé che si rafforza ulteriormente e prevede di arrivare nel 2020 a un fatturato di 11 miliardi.
Metro e VèGè diventano alleati negli acquisti per i prossimi tre anni, con un focus sui consumi fuori casa
Questi rappresentano il 34,3% dei consumi alimentari complessivi in un mercato formato da oltre 320.000 punti tra ristoranti, bar, take away, gelaterie, pasticcerie e discoteche, di cui il 97% gestito da professionisti indipendenti.
“Questa operazione rappresenta per noi di VèGè un successo molto importante a livello e la conferma di essere un modello vincente, che cresce ed attrae nuovi soci, realtà d’eccellenza nel mercato italiano come Gruppo Bennet e Multicash, diventati soci negli ultimi due mesi del 2019”, ha precisato Giorgio Santambrogio, Ad del Gruppo.
"Abbiamo scelto VéGé perché siamo interessati ai loro formati distributivi e alla loro attenzione all'away from home -ha chiarito Tanya Kopps, Ad di Metro Italia-. Saremo alleati negli acquisti per i prossimi tre anni: vedremo se ci saranno altri sviluppi, legati ai nostri rispettivi punti di forza. Metro è un'azienda B2b che fornisce ai propri clienti (per lo più horeca e food service, in crescita a doppia cifra) tutti gli strumenti più corretti e innovativi per capire i loro consumatori e intercettare i nuovi trend”
Amazon: il pagamento a rate arriva anche in Italia
Altrove, come in Germania, Uk, Usa e Canda è già arrivato, ed ora è stato introdotto anche in Italia con condizioni molto precise. Stiamo parlando del nuovo servizio di pagamento in cinque rate mensili a tasso zero reso disponibile da Amazon su Amazon.it.
L'opzione è al momento in fase di test su un campione di clienti e visibile solo nella pagina di dettaglio degli articoli che ne dispongono. Si tratta, come si legge nell'apposita sezione con tutti i termini del servizio, solo di "prodotti nuovi e dispositivi Amazon nuovi e ricondizionati certificati, venduti e spediti da Amazon.it".
Le rate sono così distribuite:

Un solo prodotto alla volta
Il metodo di pagamento si applica ad un solo prodotto idoneo di ciascuna categoria famiglia di dispositivi Amazon (a seconda dei casi) presente nel carrello al momento dell'acquisto. Una volta effettuato l’acquisto, sarà possibile acquistare un ulteriore referenza della stessa categoria beneficiando del pagamento a rate mensili solo qualora tutte le rate del precedente piano di pagamento siano state saldate.
Chi può usufruirne
Per essere idonei ad utilizzare questo metodo di pagamento bisogna essere residenti in Italia, l'account Amazon.it deve essere attivo da almeno un anno, ed è necessario avere una carta di credito o di debito valida associata al proprio account non prepagata. Richiesta infine "una buona cronologia di pagamenti su Amazon.it".
Carrefour Italia: cambio insegna per 24 store ex Auchan
I 24 punti di vendita ex Auchan, acquisiti da Carrefour lo scorso dicembre, sono pronti al cambio insegna in Carrefour Express e Market, sono situati in Lombardia, a Milano e provincia, a Sondrio, Pero, Mantova e Baranzate. Questa operazione si inserisce nella strategia di Carrefour Italia annunciata in occasione del Piano di Trasformazione quadriennale 2019-2022 che si pone l’obiettivo di rispondere al cambiamento delle abitudini dei consumatori, focalizzando la propria offerta sullo sviluppo dei punti di vendita di prossimità con superfici di medie e piccole dimensioni e su un maggior livello di servizio e di selezione di prodotti.
I negozi hanno una superficie compresa tra 150 e 600 mq e rispondono alla logica di una spesa frequente, da quotidiana a settimanale, con una proposta di prodotti convenienti, vicini al territorio ed alla tradizione. Particolare risalto in assortimento è dato ai prodotti a marchio Carrefour (Bio, Terre d’Italia, Selection, No Gluten e Informa). Tra i servizi disponibili: la possibilità di prenotare i prodotti e ritirarli in store, la consegna a domicilio, ma anche iniziative commerciali dedicate a categorie di consumatori come gli studenti e gli over 60.
Carrefour Italia conta oggi in Lombardia oltre 300 punti di vendita.
Esselunga amplia il superstore di Monza
La superficie del punto di vendita Esselunga di via Buonarroti a Monza sarà ampliata di 601 mq passando dunque dagli 2.500 a 3.101 mq. È quanto pubblica il sito Mbn che riporta la dichiarazione dell’assessore comunale all’urbanistica Martina Sassoli secondo cui: “l’edificio nella sua conformazione esterna rimarrà invariato. L’incremento della superficie di vendita interna, infatti, si realizzerà attraverso il cambio di destinazione d’uso di spazi già esistenti”.
Pare che l’accordo preveda un vantaggio economico complessivo per il Comune di 1.142.000 euro, di cui 892 mila euro di entrate per l’Ente. Queste risorse finanzieranno, innanzitutto, azioni a favore del piccolo commercio di vicinato. È inoltre previsto il finanziamento di azioni di marketing e promozione della città (90 mila euro) e la realizzazione di un parcheggio di interscambio presso lo Stadio «Brianteo» (650 mila euro).
Per migliorare la struttura inoltre Esselunga investirà 250 mila euro per l’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto del supermercato e 30 mila euro come contributo per il recupero delle emissioni di CO2.
Grom chiude le gelaterie e si riduce alla vaschetta
Addio gelaterie Grom. Sette chiusure in totale, tre previste nel 2020. Così riportano giornali e agenzie. Secondo Unilever, che ha acquisito nel 2015, per 40 milioni di euro, la catena fondata da Federico Grom e Guido Martinetti, al banco gelato classico i consumatori preferiscono la gdo.
Non è chiaro (dall'azienda non abbiamo ricevuto un comunicato ufficiale) se le chiusure sono totali, riguardano cioè tutte le gelaterie, o coinvolgono solo una parte della rete.
I punti di vendita Grom sono 27 in Italia e 10 nel mondo, fra cui Dubai, Nizza, Londra, Los Angeles. A Milano ne ha 9, quasi tutte centralissime, da Corso Buenos Aires (una delle prime aperte a Milano) a Gae Aulenti, da via Santa Margherita (Piazza Scala) alle Colonne di San Lorenzo.
Si chiude così una delle catene di maggior successo negli ultimi quindici anni, partita da una piccola (25 mq) gelateria artigianale a Torino (e aperta con un investimento di 32.500 euro cadauno, e un prestito di 60 mila euro) e conclusasi prima con la cessione a un re della gelateria industriale (Unilever detiene, fra gli altri, il marchio Algida) poi con la definitiva chiusura delle gelaterie.
Il packaging, tra disruption e razionalità
I rinnovati valori e obiettivi della marca del distributore trasmessi dal packaging raccontano di un universo in espansione su più fronti. Prima di tutto quello della profondità di gamma, poi quello dei canali di vendita, o meglio, dei punti di contatto, parafrasando il termine inglese, con il consumatore. Sia Stefano Bitetto, responsabile clienti Xforma srl, la società che cura il brand il Viaggiator Goloso, che Francesco Buschi, strategy director di FutureBrand, impegnata a definire il system delle marche Conad, concordano su un punto: la mdd offre molto più spazio di manovra rispetto al classico marchio industriale, senza nulla togliere alla strategia di ciascuno. Da una parte, si lavora con un approccio “monolitico” focalizzato su equity visive proprietarie del brand, sulla sua storia e su un prodotto da vestire che arriva già pronto dal reparto R&D; dall’altra, nella mdd, si fa leva sull’opportunità di cogliere un nuovo bisogno dei consumatori e tradurlo in un prodotto competitivo sul mercato.
Accesso riservato
Fresco Market: doppio opening nel Lazio
Si consolida la presenza dell’insegna Fresco Market (Gruppo Tuo) nel Lazio con due strutture realizzate a Roma, città nella quale la catena è attiva con 22 supermercati, e a Cisterna di Latina. Il primo punto di vendita si trova in via Ravenna, il secondo in via Appia km 54.000.
Queste due aperture arricchiscono la rete che conta oggi 28 store.
Il supermercato di Cisterna di Latina
Questo locale si sviluppa su una superficie di circa 1000 mq. Il layout scelto richiama il classico mercato rionale. Sono presenti i reparti di ortofrutta, panetteria e gastronomia con un banco di 16 metri lineari e il reparto macelleria esteso su un bancone di 15 metri. In assortimento, come da tradizione dell’insegna, si dà ampio spazio ai prodotti provenienti da filiere controllate, accuratamente selezionati.
Lo store di Roma
Il punto di vendita romano segue la logica del negozio di vicinato, con uno spazio di vendita di 440 mq e i reparti serviti di gastronomia e panetteria, macelleria a libero servizio e ortofrutta. Completa l’offerta il reparto enoteca, che conta fino a 1000 etichette di vini di provenienza italiana ed estera, tra vini, spirits e birre artigianali e non.
D.IT-Distribuzione italiana: Mauro Ciabatti nel team commerciale
Mauro Ciabatti fa il suo ingresso nel team commerciale di D.IT-Distribuzione italiana assumendo il ruolo di category manager. Affiancherà Elisa Montevecchi, Andrea Savino e Andrea Facchini nelle relazioni con l’industria di marca, occupandosi del presidio di tutto il grocery salato.
Ciabatti ha oltre 20 anni di esperienza in questo ruolo maturata nei settori alimentari dolci, conserve alimentari e petfood di una delle principali imprese della distribuzione italiana. Nel corso della sua carriera, si è occupato di negoziazione con l'industria di marca, di definizione e gestione dei piani promozionali e della politica di vendita nei diversi formati distributivi.
Unicoop Firenze promuove La Tosca, pasta da filiera toscana
Nell’ambito della valorizzazione delle produzioni locali, Unicoop Firenze, in collaborazione con Terre d’Italia, sta promuovendo la pasta La Tosca che presenterà a soci e clienti durante una serie di appuntamenti già programmati all’interno di alcuni punti di vendita della rete, consultabili sul sito www.coopfirenze.it
Questa iniziativa rientra nel più vasto programma che ha come obiettivo quello di tutelare la biodiversità, proteggere suolo e acque dalla contaminazione e sostenere filiere sempre più amiche dell’ambiente, facendo da capofila nell’innovazione. In questo ambito sono già state coinvolte le ciliegie completamente libere dal campo alla tavola dai quattro pesticidi, seguite da meloni, uva, clementine.
La strada verso un’agricoltura sostenibile è stata tracciata da Coop Italia, che a maggio 2019 ha annunciato la progressiva eliminazione dai propri prodotti di 4 molecole controverse (tra cui il glifosato) per il loro impatto ambientale, dopo aver eliminato nel tempo altre 10 molecole chimiche spesso anticipando la normativa di riferimento.
La pasta La Tosca è una pasta di grano solo toscano, coltivata senza l’uso di glifosato,
trafilata al bronzo ed essiccata lentamente. Da inizio anno si trova in tutti i punti di vendita di Unicoop Firenze, che ha collaborato al progetto fin dalla sua nascita, nei cinque formati più comuni: spaghetti, penne, fusilli, farfalle e rigatoni.
Questo prodotto è tracciabile grazie al codice QR riportato su ogni confezione grazie al quale, attraverso il proprio smartphone, si possono visualizzare le aree di provenienza, la lista dei produttori, gli ettari impegnati, le quantità di grano fornite da ogni produttore e persino le immagini dei campi da cui viene il grano.
La filiera della pasta La Tosca segue un disciplinare rigido che individua non solo le zone di coltivazione, ma anche varietà e sementi utilizzabili, criteri attenti alla biodiversità e alla valorizzazione del suolo, regole di concimazione e diserbo, divieto di utilizzo di prodotti che contengono glifosato su tutta la superficie dove cresce il grano destinato a questa pasta in ogni fase della coltivazione. Il grano coltivato fra Livorno e Grosseto viene lavorato in un molino della zona della costa e il passaggio dalla semola alla pasta avviene in un pastificio della zona di Lucca.
“Pasta La Tosca è un altro traguardo della nostra azione per valorizzare la Toscana, in tutti i suoi aspetti: economici, ambientali, produttivi” spiega Francesca Gatteschi, direttore acquisti di Unicoop Firenze. Per Massimo Carlotti, presidente della cooperativa Terre dell’Etruria, “investire sulla filiera toscana significa dare valore tanto al prodotto quanto ai nostri produttori agricoli che hanno terreni, esperienza e competenze. Il nostro progetto garantisce a chi coltiva il giusto prezzo, offrendo così i mezzi per investire e una prospettiva per il futuro”.
Pewex Supermercati ed Edenred: i buoni pasto per la spesa online
Nei punti di vendita Pewex prende il via il servizio di spesa online che permette di utilizzare Ticket Restaurant per gli acquisti sull’eCommerce. “La possibilità di utilizzare buoni pasto elettronici per la spesa online è una vera e propria rivoluzione virtuosa nell’esperienza di acquisto del consumatore -dichiara Luca Palermo, amministratore delegato di Edenred Italia-. Per noi è motivo di orgoglio e soddisfazione aver iniziato questa collaborazione con una storica e solida azienda come Pewex, che da oltre trent’anni anni dimostra grande attenzione alle esigenze dei suoi clienti”.
Pewex Supermercati, che fa parte del Consorzio Gros aderente a Sun, opera nel Lazio con 16 strutture.

















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