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Coop su Coronavirus: aumenti dei ricavi fino a +50%

Un punto di vendita di Coop Lombardia, ieri
Il panico ha generato nel corso del week un aumento delle vendite stimabile in un +50% a partire dall’epicentro della crisi (Milano e Lombardia)

Scorte precauzionali ingenti, come si era verificato in situazioni analoghe come nel caso del contagio da Sars di inizio anni 2000, che hanno determinato nel corso del week end appena trascorso un aumento delle vendite stimabile in un +50% a partire dall’epicentro della crisi (Milano e Lombardia) e via via a scalare allontanandosi da quei territori. È quanto si sta verificando nei punti di vendita Coop sull'onda (molto proficua per i ricavi dei retailer e l'eCommerce, molto dannosa per la supply chain) del solito panico generato dal Coronavirus.

Coop informa che "i rifornimenti di merci sono regolari e continuativi con i magazzini che funzionano a pieno ritmo. Rimane invece la difficoltà di approvvigionamento di articoli quali in particolare gel disinfettanti e mascherine che sono andati esauriti e per i quali si sta provvedendo, contando di poterli riavere in assortimento nei prossimi giorni".

Coop sta seguendo l’evolversi della situazione adottando di volta in volta le misure di prevenzione indicate dal Ministero della Salute e dalle singole autorità territoriali e distribuendo al personale le 10 regole da seguire diffuse dal Ministero.

 

#Euroshop2020 Le nostre tre parole chiave sulla fiera

Si è chiuso Euroshop 2020 e la redazione di Gdoweek ha scelto le tre parole chiave per descrivere i giorni in fiera

Si chiude con il quarto appuntamento con il Tg di Gdoweek la nostra copertura di Euroshop 2020, la fiera dedicata allo shopfitting e alla tecnologia per il mondo retail che si è tenuta a Dusseldorf dal 16 al 20 febbraio 2020.

#fluidità#atuttocampo e #storevolution sono le tre parole chiave scelte dalla redazione per descrivere ciò che abbiamo raccolto dalla fiera. Nel video spieghiamo il loro significato.

Vi siete persi il Tg di Gdoweek dalla fiera di Dusseldorf? Cliccate per guardare la prima, seconda e terza puntata.

D.it, paladini di formule di prossimità moderne ed efficienti

Programmi e strategie di D.it Distribuzione Italiana per capire i nuovi driver di differenziazione nel retail, soprattutto per quanto riguarda la prossimità

“Siamo una centrale di imprenditori che sanno valorizzare la loro storia e il loro forte legame con il territorio e la comunità circostante; siamo un gruppo multibrand focalizzato sulla prossimità, un business che, con i nostri negozi, spesso diversi gli uni dagli altri, sappiamo declinare bene, in linea con le richieste e le attese dei clienti, come dimostrano le quote importanti che deteniamo in alcune zone. Quote che vogliamo incrementare per rafforzare ancora il nostro ruolo”. Queste le dichiarazioni di Donatella Prampolini Manzini, presidente di D.It. Distribuzione italiana (di cui ad oggi fanno parte otto soci: Consorzio Europa, Realco, Coal, Cedi Sigma Campania, Distribuzione Sisa Centro Sud, Sisa Sicilia Spa, San Francesco ed Europa Commerciale Srl), al convegno “I nuovi driver di differenziazione del retail”.

Al centro dell'incontro, una panoramica sull'andamento della distribuzione organizzata (+1,8 mld di euro di vendite) e sulle caratteristiche e i vantaggi competitivi dei punti di vendita di prossimità, il format di riferimento del gruppo e formula in crescita, come ha sottolineato Gianmaria Mazoli, direttore commerciale di Iri. “C’è uno spazio ampio per quei punti di vendita che prossimità, che su un totale di 12.000, si caratterizzano per la centralità dei freschi, il fatto di essere competitivi dal punto di vista commerciale, la presenza di assortimenti profondi grazie a scelte calibrate tra mdd, soprattutto appartenenti alla fascia premium, e marchi locali, per sottolineare quel radicamento con il territorio, elemento essenziale per negozi e insegne di successo”.

Il concetto cardine per le insegne di successo (ma anche per i brand) è quello di puntare sulla diversità, intesa come distintività, come ha sottolineato Sebastiano Grandi, docente dell'Università Cattolica di Piacenza.

 

Obiettivi

“In questo contesto -ha concluso Donatella Prampolini- abbiamo degli obiettivi chiari da raggiungere: vogliamo essere una centrale che favorisce l’identità dei singoli cedi, che sa valorizzare le differenze, consapevole che sono basilari per soddisfare i bisogni dei consumatori, vogliamo accompagnare in un percorso di crescita, anche le imprese piccole: non vogliamo lasciare nessuno indietro, perché ci consideriamo come una famiglia allargata, nella quale ognuno ha il suo spazio. E se quest’anno corriamo da soli nella contrattazione, nessun problema: siamo certi che sia un’esperienza che ci aiuterà a crescere e a capire meglio dove andare. Vogliamo una partnership, infatti, che non sia solo numeri, ma diventi una relazione forte che ci permetta di creare una distribuzione organizzata sempre più moderna”.

Coronavirus, i primi effetti per ristorazione e centri commerciali

I provvedimenti privati più urgenti riguardano le chiusure volontarie dei ristoranti nelle aree con maggior numero di casi: un esempio è Casalpusterlengo dove Burger King ha chiuso un locale

Fino a venerdì 21 tutto procedeva bene. La nave ristorazione viaggiava con il vento in poppa. Sembrava di stare tutti sul ponte a ballare, gustare piatti, ridere, scherzare, divertirsi, come dovrebbe essere in una società normale. Poi, nel fine settimana, nel giro di poche ore, tutto si è bloccato di fronte al coronavirus. O meglio: è bastata una manciata di casi, e la gran macchina lombarda del "socializing", dell'apericena, dell'aggregazione, della convivialità, del cinemino-cenetta con amici, del turismo spendaccione con gli occhi a mandorla, si è ingrippata. Già domenica 23 era il deserto nei locali, a pranzo, e non parliamo della sera. Sembra un film di Fellini: più Prova d'orchestra che E la nave va.

La ristorazione commerciale, ossia le grandi catene di ristoranti, pizzerie, bar/caffetterie, è uno dei settori più esposti alle conseguenze di questa emergenza. Le epidemie virali e batteriche sono un'arma potentissima per spaventare le masse e indurle a diradare le occasioni di vita sociale. E la ristorazione è il comparto a più diretto contatto con il pubblico, ancor più del commercio al dettaglio. Anche perché la capacità di attrarre quotidianamente grandissime folle di ogni età da parte di giganti come McDonald's e Burger King -ma lo stesso discorso vale per marchi ed esercizi nazionali ma non meno traffic buiding, come Spontini, Old Wild West, Roadhouse, ecc- è pari, se non superiore, a quella di grandi musei e monumenti.

Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) ha stimato in 2 miliardi di euro la perdita nel primo quadrimestre 2020 per tutti gli esercizi del settore, dai bar alle gelaterie, dai ristoranti alle pizzerie.

Quattro sono le tipologie di impatto sulla ristorazione:

  • chiusure obbligate da ordinanze pubbliche: es. pubblici esercizi nei comuni a rischio;
  • chiusure indirette, causate dal ridotto flusso di persone e/o lavoratori: per esempio i 1.600 dipendenti di Unicredit a Milano stanno a casa: con evidenti, immaginabili ripercussioni per l'indotto ristorativo;
  • Chiusure volontarie precauzionali da parte di catene o ristoranti singoli che operano in regioni e zone più vicine all'ipocentro dell'epidemia. es. McDonald's e Starbucks in Cina.
  • Chiusure volontarie, non obbligate, come è accaduto, da lunedì 24 febbraio 2020, nel caso di tanti esercizi di ristorazione e di servizio gestiti da cinesi a Milano.

In Italia, catene come Burger King si adeguano alle direttive di Regione Lombardia e del Ministero della Sanità, che non prevedono -dice l'ufficio stampa- particolari interventi restrittivi al di fuori delle zone a rischio conclamato: per esempio Burger King ha chiuso il ristorante di Casalpusterlengo, ma non ha preso nessun provvedimento sui ristoranti di Milano.

McDonald's non prevede, al momento, nessuna comunicazione, ma aggiunge che si attiene scrupolosamente alle indicazioni fornite da istituzioni ed enti sanitari, a livello nazionale e locale.

Spontini che è una delle catene di pizzerie più famose e frequentate di Milano, risponde "preferiamo per il momento non rilasciare numeri e/o dichiarazioni anche per non alimentare allarmismi fra gli operatori. Ci prendiamo qualche giorno per valutare appieno i risvolti di questa crisi".

Spontini figura fra i marchi della ristorazione che hanno aderito alla neonata Associazione brand ristorazione italiana (i brandi sono 63, ma l’elenco è ancora in fieri). Fra le insegne spiccano Antica Focacceria San Francesco, Bomaki, Bun the Abnormal Burger, Caffè Napoli, Cioccolatitaliani, East River American Pub, Glovo (che però non è ristoratore, ma fa parte del food delivery, ndr), Kalamaro Piadinaro, La Piadineria, Panini Durini, Panino Giusto, Pescaria, Poke House, Rossopomodoro, Signorvino, Spontini, per citare le più famose.

Questa associazione, di carattere temporaneo, rappresenta ad oggi un migliaio di attività, per un totale di circa 10.000 lavoratori.

Antonio Civita (Panino Giusto) e Vincenzo Ferrieri (Cioccolatitaliani), promotori dell’iniziativa, dichiarano così l’obiettivo immediato della neo-associazione: "Esprimiamo il nostro senso comune decidendo di tenere aperti i nostri locali, aderendo all’invito del nostro Sindaco Beppe Sala che richiama Milano al buon senso e invita a scongiurare atteggiamenti che possano generare eccessivo allarme, tra cui l’immagine di una città spenta in tutti i sensi, senza che ve ne sia l’effettiva necessità. Con i nostri colleghi abbiamo stabilito di devolvere un sostegno economico alle forze volontarie in campo, rappresentate da Associazioni riconosciute, che stiamo definendo in queste ore perché Milano è una città viva e una città viva è una città che reagisce.

"Abbiamo organizzato una riunione con i principali brand della ristorazione -commenta Vincenzo Ferrieri, fondatore di CioccolatItaliani- al tavolo con noi anche i marchi del food delivery, per capire come sostenere il Comune, la Croce Rossa e la protezione civile, il personale ospedaliero".

"La contrazione che stiamo vivendo non sarà compensabile"

"Si tratta di una fase difficile, che ci ha colti alla sprovvista, mai sperimentata in precedenza -commenta Umberto Gonnella, fondatore e ceo di 101caffè-. Entrare nel merito della gravità del Coronavirus è molto complesso e non mi sento di giudicare: non possiamo che affidarci agli esperti, ai medici e a tutte le misure governative messe in atto in questi giorni in via precauzionale e preventiva, che invitano tutti i cittadini d’Italia a rispettare le disposizioni date, favorendo il contenimento della malattia. Sarebbe bene evitare gli allarmismi, rimane però il problema dell’impatto dell’emergenza sulle attività commerciali: se protratta nel tempo, porterà alla crisi di interi comparti economici. Per quanto riguarda la nostra attività, stiamo registrando numeri in caduta. Sono stato di recente in stazione Centrale a Milano, dove abbiamo un punto vendita e ho potuto constatare come l’affluenza sia davvero diminuita. Se si pensa al fatto che i negozi vivono di pedonabilità, quando il flusso del passaggio cala in maniera così evidente, si riducono di fatto i fatturati. La contrazione che la nostra realtà sta vivendo in questi giorni non sarà compensabile: contemplando la chiusura dei centri commerciali anche nel week-end, la perdita è prevista essere importante".

"101Caffè -aggiunge Gonnella- non è un'azienda industriale che, se ritarda una consegna, la riprogramma il mese successivo, come accade, ad esempio, nel settore automobilistico. Siamo un marchio che vende prodotti al dettaglio, che i clienti acquistano in quel momento, per cui i consumi si ridurranno, oppure si sposteranno verso piattaforme online, usufruendo, quindi, di altri canali di acquisto. Stiamo cercando di arginare il più possibile il danno e auspico che questa azione così forte e decisa da parte del sistema governativo, protratta per giorni, possa poi riaprire alla normalità e alla libera circolazione delle persone. Ci sono anche dei temi legati alla gestione del personale, nel momento di chiusura imposta dei negozi, per cui bisognerà comprendere come il Governo aiuterà le piccole e medie imprese come la nostra".

Centri commerciali chiusi sabato e domenica

Sui centri commerciali, che hanno al loro interno macchine potentissime sul piano dell'attrazione e dei fatturati come le food court, rimandiamo al commento di Massimo Moretti.

I centri commerciali rientrano nell'ordinanza predisposta dal Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. La chiusura non riguarda le attività di pubblica utilità e dei servizi pubblici essenziali (di cui agli articoli I e 2 della legge 12 giugno 1990, 146, ivi compresi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità), ma include:

  • bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico: sono chiusi dalle ore 18 alle ore 6; verranno definite misure per evitare assembramenti in tali locali;
  • per gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati è disposta la chiusura nelle giornate di sabato e domenica, con eccezione dei punti di vendita di generi alimentari;
  • chiusura disposta anche per le manifestazioni fieristiche.

"Il Presidente della Regione Lombardia, sentito il Ministro della Salute – conclude l’ordinanza – può modificare le disposizioni di cui alla presente ordinanza in ragione dell’evoluzione epidemiologica. La presente ordinanza ha validità immediata e fino a domenica 1 marzo 2020 compreso, fatte salve eventuali e ulteriori successive disposizioni".

Non è chiarissimo se i ristoranti, soprattutto quelli della ristorazione veloce (fast food, pizzerie, hamburgherie) rientrino in questa ordinanza. Burger King, come detto, segue scrupolosamente le direttive del Ministero della Sanità e quindi si limita e si limiterà a chiudere solo nelle aree a rischio conclamato.

"In particolare, per lo svolgimento delle attività dei ristoranti non sono previste restrizioni fino ad eventuali nuove disposizioni -precisa il sito di Confimprese. I gestori sono, comunque, invitati a mettere in atto tutte le misure necessarie per evitare nei propri locali gli assembramenti a rischio. Precisiamo inoltre che  –solo verbalmente– ci è stato comunicato che per questa settimana non sono obbligatorie comunicazioni ufficiali ai Comuni qualora si volesse prevedere la chiusura del proprio esercizio commerciale (bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento) prima dell’orario indicato come obbligatorio (es h 17.00); sarà solo necessario apporre in vetrina relativo cartello informativo".

Crolli delle vendite del 30-40% 

Da quando è balzato drammaticamente e prepotentemente alla ribalta il primo focolaio nella Bassa Lodigiana (fine settimana 22-23 febbraio 2020) gli unici ad aver forse guadagnato (o a non aver perso) da questa iattura sono stati i punti di vendita della gdo (supermercati, superstore, discount, ipermercati), con punte del 50% (nel caso di Coop) per i negozi nella zona rossa. Il resto dei negozi (soprattutto non alimentari), per tacere della ristorazione, ha registrato un "drastico calo di traffico, con fatturati retail in forte flessione del 30-40% -precisa Mario Resca, presidente Confimprese- nel primo fine settimana di diffusione del coronavirus, e previsioni di un’ulteriore decrescita ancora non calcolabili per il resto della settimana. Questi i primi sintomi di una crisi che si inserisce nel sistema economico di un Paese già in recessione, che fino a ieri ha beneficiato del forte flusso turistico".

"Condividiamo –aggiunge Mario Resca, presidente Confimprese – le forti preoccupazioni e le richieste di adeguate misure a sostegno di tutto il sistema espresse da Confcommercio e Confindustria anche in tema di fiscalità, come la sospensione delle scadenze contributive per le aziende. Bisogna tenere in piedi il sistema Paese, siamo preoccupati per gli ulteriori danni che questo flagello potrà causare alla nostra economia".

 

Fratelli La Bufala: un flagship store a Londra

Continua l'espansione all'estero dei Fratelli La Bufala. Nel cuore di Londra è stato realizzato un flagship store Lab in linea con l'immagine rinnovata dell'insegna

Si consolida la presenza del brand napoletano all’estero che a Londra realizza un flagship store a Piccadilly. Fratelli la Bufala sceglie il cuore della città proponendo uno spazio coerente con il restyling dell’immagine del marchio che sta cambiando volto sia in Italia che all’estero.

La nuova strategia retail di Fratelli la Bufala prevede sia nuove aperture sia il restyling di ristoranti esistenti secondo il nuovo format Lab -spiega l’Ad Giovanni Galbiati-. Dopo Dubai, città strategica in vista di Expo 2020, abbiamo deciso di puntare su Londra perché la riteniamo un hub fondamentale per un processo di internazionalizzazione di un marchio come il nostro, essendo una delle città più importanti al mondo dal punto di vista turistico e non solo”.

Questo format di flagship store Lab si inserisce in contesti urbani strategici, come nel caso di quest’ultima apertura, e propone una maggiore cura dei dettagli e del menu, con una serie di proposte dedicate che riservano particolare attenzione ad una materia prima di altissima qualità, a partire dalla mozzarella di bufala, proveniente da caseifici selezionati, proposta in 6 versioni dop.

Oltre alla pizza napoletana, anche la selezione di salumi, carni e formaggi di bufala da accostare a pane fatto in casa. Nonostante la forte impronta napoletana del menu, non mancano alcune proposte “esotiche”, omaggio alla vocazione cosmopolita della città.

Tra le novità di questo store c’è la proposta di happy hour, previsto dal giovedì alla domenica dalle 17 alle 20 con una proposta di cocktail classici ma anche di signature a base di latte di bufala creati ad hoc dai barman Fratelli la Bufala, con accompagnamento di fingers a base di bufala.

 

 

Fare retail è sperimentare

Insegne che indagano nuove strade, a caccia dell’attenzione dei nuovi consumatori. Le ultime tendenze dall’edizione annuale di Nrf a New York (da Gdoweek n. 3)

Il consumatore cambia, desidera, chiede. Il retail studia, immagina e sperimenta. Così fa esperienza e trova la strada per il successo e la differenziazione. Come si muovono i retailer per rispondere alle esigenze di un mondo che cambia, tra nuove generazioni e il potere di cambiamento della tecnologia? Alcuni spunti arrivano da New York, città sempre effervescente, e dall’appuntamento annuale con l’Nrf, in occasione del quale Ibm ha presentato il proprio Consumer 2020 Research Study, un’analisi dei trend che guidano e guideranno nel prossimo futuro le preferenze d’acquisto dei consumatori.

Diverse le forze che entrano in gioco. La prima sono i valori: i consumatori li mettono in cima alle priorità, anche prima del brand. Anzi, pur di rimanere fedeli ai propri principi, sono disposti a cambiare abitudini d’acquisto e seguire un brand capace di incarnarli. Ne risulta che la sostenibilità diventa il valore più amato e ricercato, insieme a trasparenza e tracciabilità.

Ma c’è anche altro. I consumatori sono a caccia di comodità e intuitività nei propri acquisti, che non sono più un’attività programmata ma spesso avvengono in micro-momenti sparsi nel corso della giornata. Questa frammentazione offre nuove opportunità ai retailer che possono virtualmente intercettarli in qualsiasi momento, soprattutto tra Millennials e ragazzi della Generazione Z, il cui impatto sarà sempre più rilevante. Sono, questi, anche i più decisi sostenitori del retail etico. In particolare, i Millennials ( 2,3 miliardi nel mondo, i cui acquisti, negli Stati Uniti valgono il 30% delle vendite totale retail), mostrano abitudini distintive: la ricerca del miglior rapporto qualità prezzo, la scarsa fedeltà alla marca, la ricerca di esperienze, prima di comprare, l'attenzione alla salute, la multicanalità, la frequentazione dei social media sono tutti elementi che, insieme a originalità e rilevanza, li mettono nella condizione di affidarsi a brand capaci di essere autentici . Il negozio diventa così catalizzatore di una serie di valori, aspettative, servizi, funzioni e (finalmente) anche prodotti (che non sono l’aspetto più rilevante), un hub che si alimenta del contesto e della comunità nella quale è inserito (fisica e digitale) e che si distingue per dinamismo e attrattività: in sintesi, la capacità di trasmettere un'esperienza.

Inutile dire che, in questo scenario, la tecnologia apre nuovi spazi soprattutto in termini di personalizzazione non solo di prodotto, ma anche nello spazio di vendita, con il risultato che si apre un mondo di nuovi servizi innovativi per dove e come sono consumati. Tutto diventa esperienza in senso lato, che oltrepassa ruoli definiti: così alcuni brand si travestono da musei e da parchi gioco, altri trasportano i consumatori nel mondo della marca o evidenziano famigliarità e vicinanza. Altri ancora riducono al minimo distrazioni e relazioni, usando la tecnologia per consegnare subito il prodotto al cliente, senza che debba nemmeno pensare di cercarlo o pagare. In questo contesto si possono individuare 4 macro trend che, basati su negozi esistenti, aiutano a comprendere alcune direzioni future. Tendenze che riguardano i retailer e anche le aziende di marca e i loro brand che, grazie alla tecnologia, hanno cominciato ad affrontare sempre più direttamente le sfide del retail.

Coronavirus: cosa stanno facendo i retailer

Esselunga Famagosta Milano
Tra ordinanze e accaparramento, ecco come stanno affrontando la situazione straordinaria le maggiori catene italiane, interpellate da Gdoweek sul tema

Come si stanno organizzando le catene di supermercati, ipermercati e discount di fronte all'emergenza Coronavirus che sta coinvolgendo alcune zone del nostro Paese?

Prevale un senso di prudenza, in attesa di capire come meglio muoversi, soprattutto in Lombardia e Veneto, al momento le regioni più colpite da questa situazione, a fronte dell'adeguamento alle ordinanze delle istituzioni. A seguire tutti i commenti dei responsabili delle catene interpellati da Gdoweek. Qui, invece, un focus sulle risposte degli e-tailer come Amazon e Cortilia.

"Come Federdistribuzione - ci dice Stefano Crippa, della direzione relazioni esterne dell'Associazione- stiamo monitorando fin da ieri mattina costantemente la situazione è diamo alle aziende le info necessarie per decidere al meglio. Spetta infatti solo a loro scegliere come muoversi, nei confronti dei clienti e dei collaboratori, seguendo le ordinanze delle istituzioni".

Anche per Giorgio Santambrogio, presidente di Adm e amministratore delegato di VéGé (che vede coinvolte in prima battuta Bennet, Tosano e Vega), le catene stanno lavorando nel rispetto delle indicazioni di Governo e istituzioni regionali in attesa di ulteriori aggiornamenti, che potranno essere definiti nella mattinata di domani.

Atteggiamento in linea anche da parte di Conad, Coop, Carrefour, Selex, Despar, Pam e Sun.

"Noi di Lidl -sottolinea Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione e relazioni esterne- nelle zone della Lombardia dove sono stati identificati i contagi (per capirci i 10 Comuni della zona rossa) abbiamo rispettato l’ordinanza del ministero della salute di venerdì e chiuso sia i negozi sia il polo logistico. Stamattina abbiamo riaperto il negozio di Casalpusterlengo perché l’ordinanza comunale ci classifica come attività che eroga servizio di pubblica utilità. Per il resto siamo in contatto diretto con le autorità competenti e ci stiamo attendendo scrupolosamente alle indicazioni al fine di garantire la massima sicurezza sanitaria".

Esselunga, da parte sua, conferma il maggiore flusso di clienti nei negozi, il grande utilizzo del sito eCommerce Esselungaacasa e sottolinea l'impegno per garantire sicurezza e servizio.

Certo i negozi sono stati ovunque presi d'assalto. "Registriamo un picco nelle vendite non previsto e non usuale per il mese di febbraio -spiega Rossana Pastore, responsabile comunicazione e relazioni esterne di Carrefour Italia- con spese che privilegiano prodotti di scorta".

"Come misure preventive -continua Rossana Pastore-, oltre a quelle già richieste a livello istituzionale e attivate da subito, soprattutto nei punti di vendita (una maggiore e più frequente pulizia di casse e carrelli con detergenti disinfettanti, controllo del livello di salute del personale, disinfettanti per gli addetti in negozio a titolo di prevenzione) a livello organizzativo, stiamo suggerendo al personale di sede che proviene dalle "zone rosse" o che devono fare lunghi percorsi con mezzi pubblici (treni e metropolitane) di gestire le proprie attività in home working".

"Gli accaparramenti sono iniziati da ieri -spiega Maura Latini, amministratore delegato di Coop Italia- ma succede sempre in casi di panico: capitò la stessa cosa con la Sars e il massimo avvenne con la guerra nel golfo … Al momento i supermercati nell'ordinanza lombarda sono indicati aperti, ma con l'obbligo dell'uso delle mascherine sia per il personale sia per i clienti. Situazione molto difficile ma vedremo gli sviluppi. Incrociamo le dita e lavoriamo tutti  per non far mancare i prodotti essenziali".

Anche Giorgio Santambrogio conferma il forte accaparramento dei prodotti nei negozi di alcuni soci VéGé: "Bennet, Tosano e Vega hanno vissuto oggi una continua presenza di clienti che hanno portato allo svuotamento degli scaffali, soprattutto per quei punti di vendita che si trovano nelle vicinanze delle zone più colpite da questa situazione -precisa manager-. Nei negozi, sono state attuate tutte le misure di sicurezza consigliate dalle Autorità, come le mascherine indossate dalle cassiere e dal personale nel contatto con i clienti".

Sottolineano da Gruppo Selex: "Questa mattina (24 febbraio ndr) il dato degli accessi sul nostro eCommerce cosicomodo.it ha avuto un picco con di fattore moltiplicatore del “ X 70. L'emergenza per il nostro Gruppo, al momento, equivale a far fronte alle richieste di spesa dei clienti, tutelando sia loro che i dipendenti. Inoltre, grande attenzione è dedicata agli impatti organizzativi logistici, sia delle persone sia delle merci, per mantenere un adeguato livello di servizio, non particolarmente semplice nelle 'zone rosse', dove bisogna organizzare gli spostamenti nel rispetto delle indicazioni che ci vengono trasmesse dai Ministeri coinvolti".

NaturaSì ha inviato ai propri clienti attraverso la newsletter una e-mail dove si comunica che: "Con riferimento ai casi di Coronavirus individuati in Italia negli ultimi giorni informiamo tutti i clienti che il gruppo EcorNaturaSì, consapevole dell'importanza delle misure precauzionali indicate dalle autorità sanitarie, si impegna a mettere in atto con la massima solerzia tutte le raccomandazioni che saranno emesse (...) Ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di indossare una mascherina solo se la persona abbia il sospetto di aver contratto il Coronavirus e presenta sintomi quali tosse o starnuti o se si prende cura di una persona con sospetta infezione da Coronavirus. EcorNaturaSì rispetterà le volontà individuali di tutti coloro che vorranno comunque farne uso. Per ogni informazione in merito a quanto sopra consigliamo di attenervi al sito del Ministero della Salute http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus ".

Questa la risposta di Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di Crai Secom Spa interpellato da Gdoweek: "Registriamo picchi di vendita sia offline che online, come tutti gli altri. Di sicuro conserve e grocery stanno uscendo, ma anche i freschissimi. Per il resto, stiamo seguendo le indicazioni che comunica il governo ed al tempo stesso le indicazioni che arrivano dalle istituzioni regionali. Teniamo sotto controllo le informazioni e soprattutto teniamo il più possibile allineata la rete sulle evoluzioni delle informazioni in nostro possesso e diramate dagli organi competenti".

Secondo il responsabile qualità di D.IT, Domenico Russo, riguardo alle attività di  Consorzio Europa e Realco (ndr: che operano nelle zone in cui si stanno verificando i casi di pandemia) in merito alle misure adottate nelle regioni a rischio relativamente al Coronavirus, sottolinea come la situazione stia variando di ora in ora. Per quanto riguarda quanto emerso lunedì 24 febbraio, oltre al rispetto dell’ordinanza di competenza in base alla regione di appartenenza del punto vendita/socio (secondo quanto definito nelle tre ordinanze delle regioni incriminate), è stata rivista l’agenda degli appuntamenti esterni anche in relazione alle policy adottate dalle varie aziende. "Questo clima di allarme generale, scaturito soprattutto dopo le decisioni di chiudere scuole, musei, teatri e -in generale- di sospendere qualsiasi tipo manifestazioni o iniziative pubbliche e private, sia al chiuso così come all’aperto ha provocato la corsa al rifornimento di generi alimentari anche nei supermercati dei Soci (regioni a rischio) provocando un incremento delle vendite specialmente nei settori carne, ortofrutta e igiene casa (disinfettanti e presidi medico chirurgici)".

Riceviamo e pubblichiamo da Gruppo Gabrielli: Le conseguenze del coronavirus si stanno avvertendo anche tra gli scaffali dei supermercati. “Negli ultimi due giorni, e tale andamento è confermato anche oggi , – sottolinea Mauro Carbonetti, amministratore delegato del Gruppo Gabrielli – abbiamo notato un aumento tra l'8% e il 10% dei clienti nei punti vendita a marchio Oasi e Tigre”. Una conseguenza dell'impatto che sta avendo nelle cinque regioni dove opera il Gruppo Gabrielli ovvero Marche, Abruzzo, Lazio, Umbria e Molise, il coronavirus che sta mutando anche gli atteggiamenti dei consumatori. “Sugli scaffali dei nostri punti vendita – ha aggiunto l'Ad Mauro Carbonetti – le merci sono regolarmente disponibili e non abbiamo, sino ad ora, difficoltà”. Innalzati gli standard finalizzati all'igienizzazione. Nei nostri punti di vendita abbiamo innalzato i già elevatissimi standard di igienizzazione dei locali e degli strumenti messi a disposizione della clientela, come ad esempio i carrelli, per i quali i nostri clienti hanno a disposizione anche delle salviettine igienizzanti per effettuare ulteriori pulizie nei punti di contatto come i manici”.

Fa eco Bennet: "A fronte dei casi di Covid-19 registrati in Italia, si è immediatamente attivata con misure interne di prevenzione nei confronti del personale e della clientela nel pieno rispetto delle informative emesse dalle autorità competenti. Bennet assicura di essere operativa su tutti i fronti ed in grado di affrontare ogni esigenza e necessità. Tutti i prezzi coinvolti nell'emergenza sono rimasti inalterati, in modo da non gravare ulteriormente sui cittadini clienti".

Rende noto in un comunicato Despar (Aspiag Service): Tutti i punti di vendita diretti e affiliati Despar in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna sono aperti al pubblico e operativi con i normali orari di lavoro. Sottolinea Francesco Montalvo, amministratore delegato di Aspiag Service, in relazione alla diffusione del Coronavirus in Italia_ “Stiamo lavorando con grande impegno nei negozi, nelle sedi amministrative e nei reparti logistici. A partire da domenica si sono evidenziati dei picchi di accesso ai punti di vendita, ai quali stiamo rispondendo con massima dedizione e operatività, per la quale ringrazio tutti i nostri colleghi e l’indotto”. Per quanto riguarda le misure cautelative, Aspiag Service sta seguendo le indicazioni del Ministero della Salute, delle Regioni e dei Comuni. Alcune attività, come i corsi di formazione, le trasferte di lavoro per meeting e riunioni non urgenti, la selezione di personale, sono state differite. Le diverse sedi e i punti di vendita sono collegati con la Direzione Centrale con l’obiettivo di scambiare un continuo flusso di informazioni.

Chef Express, un 2020 ricco di aperture nei principali format

Cristian Biasoni, Ad di Chef Express, illustra il piano di investimenti (30 milioni di euro) previsto su tutti i principali format della ristorazione commerciale: da Roadhouse a Wagamama

Incontrato da Gdoweek nel contesto dell'inaugurazione a Roma Termini dell’Open Colonna Bistrò, Cristian Biasoni, Ad di Chef Express, ha fatto il punto sugli investimenti e le principali aperture previsti per il 2020.

"Il piano di sviluppo prevede investimenti pari a 30 miliardi di euro solo per i marchi in concessione", ha annunciato Cristian Biasoni, parlando della strategia del gruppo per il 2020. "Svilupperemo su tutti i canali, dalle autostrade, alle stazioni ferroviarie e agli aeroporti". Altri investimenti sono previsti su city center e shopping mall con marchi noti, ma anche con novità: tra queste spiccherà Wagamama, la catena di sushi restaurant che Chef Express ha rilevato da Percassi.

"A Roma nel 2020 avremo tre novità -aggiunge Biasoni- come il nuovo Roadhouse, una bakery e un McDonalds. Altre aperture saranno a Roma Tiburtina, alla stazione di Napoli e altrove, per un progetto complessivo da oltre 20 nuovi punti di vendita".

 

Quello che un e-tailer non ti può dare? Un sorriso

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 3)

New York, NRF, un appuntamento importante, il più grande ritrovo di retailer al mondo. Un appuntamento che ha la doppia valenza di avamposto tecnologico, lato fiera, e di confronto di una community, lato congresso. Quest’anno, il tema, e non stupisce, sono state le persone, non il cliente ma le persone del punto di vendita. Non più “personale” e nemmeno “addetti”, da qualche tempo sono chiamati collaboratori, oggi qualcuno li chiama partner. Una rivalutazione di coloro che, con l’arrivo delle nuove tecnologie, sono stati visti solo come costi, con salari (almeno in America) bassissimi, spesso assunti a chiamata, mera manovalanza. Oggi, i grandi retailer si accorgono che, per rendere appetibili i loro spazi di vendita, l’unica maniera è tornare al fattore umano, persone quindi, in grado di consigliare, di seguire il cliente, ma anche di sorridere e di fare una battuta, un complimento, qualcosa che l’intelligenza artificiale non potrà mai fare: diventare umana. L’estrema attenzione alla tecnologia ha portato molte aziende del retail a dimenticarsi che siamo talmente immersi in una comunicazione che si digitalizza sempre di più dal rendere il contatto umano un vero a-tout del negozio. Oggi si vende esperienza, e più il negozio è grande più questa esperienza deve essere ricca, premiante, perché recarsi in uno store per fare la spesa sarà una scelta di gusto e non un obbligo. Qualcuno potrebbe chiedersi allora Amazon Go sta sbagliando tutto? Amazon Go appartiene ad un altro movimento uguale contrario che è quello dell’immediatezza. Privo di contatto umano, è l’estrema sintesi del “qui e ora”, cui peraltro Amazon stesso ci sta abituando, e che cosa c’è di più immediato di entrare in uno spazio piccolo, con il solo cellulare in mano, per comprare senza fare altri sforzi, ciò di cui abbiamo bisogno e di cui semplicemente abbiamo voglia.

Ma come hanno ben capito i colossi, Walmart e Starbucks in primis: quando parti dall’estremo opposto rispetto ad un e-tailer, quando sei principalmente un brick and mortar, i negozi non sono e non saranno mai un di cui di una strategia online e allora si torna alle persone, con un cambio di paradigma non più costi ma risorse, fidate e motivate.

Zalando: la sostenibilità della linea Zign

La colezione primavera estate della private label Zign di Zalando propone esclusivamente articoli realizzati con materiali più sostenibili

La collezione primavera-estate 2020 della private label di Zalando, Zign, è stata sviluppata nel segno della sostenibilità, in linea con la strategia lanciata dalla piattaforma. Questa gamma propone esclusivamente articoli realizzati con materiali più sostenibili, contengono il 50% in più di materiali sostenibili o almeno il 20% di materiale riciclato. Inoltre, tutti i prodotti Zign della collezione 2020 sono realizzati nella top 50% della base di fornitura di Zalando per quanto riguarda le prestazioni sociali. Inoltre, Zalando richiede che queste realtà forniscano dati ambientali in conformità con l’Indice Higg per favorire il monitoraggio e il miglioramento di aree di interesse come le emissioni di gas serra, lo spreco di acqua e la produzione di rifiuti.

Siamo molto entusiasti di lanciare la prima collezione di Zign in assoluto dedicata interamente alla sostenibilità e con ciò estendere il nostro assortimento più sostenibile a oltre 800 nuovi pezzi. Zign è il nostro brand di punta sostenibile e supporta ulteriormente la strategia di Zalando do.MORE, concentrandosi su qualità e durata nel rispetto dei nostri criteri di sostenibilità. Con questa promessa, supportiamo i nostri clienti nel fare scelte più sostenibili agendo come modello di riferimento per altri brand sulla nostra piattaforma” dichiara Sara Diez, vice president categoria donne di Zalando.

La strategia do.MORE

Zalando ha lanciato nell'ottobre 2019 la sua strategia di sostenibilità, do.MORE, insieme all'impegno di generare il 20 percento del gmv con prodotti più sostenibili entro il 2023. Questa strategia di sostenibilità è strutturata attorno a tre pilastri: Take a Stand, Style With Care e Shape Our Future. Il pilastro ‘Style With Care’ si pone come obiettivo quello di guidare i clienti verso scelte più sostenibili; a supporto di ciò, il lancio della nuova collezione.

 

 

 

Coop.fi: il punto di vendita “agile” di Prato Fabbricone

Unicoop Firenze ha inaugurato un punto di vendita Coop.fi a Prato con varie soluzioni in linea con la rinnovata filosofia dell'insegna

Alla base di questo punto di vendita, situato a Prato, in via Targetti 18, c’è un’idea precisa che Unicoop Firenze vuole dare al consumatore, ossia la leggerezza. Una sensazione che dovrebbe scaturire da un lato dalle dimensioni più ridotte dello store che si sviluppa su un’area di 1.367 mq e quindi alla possibilità di una spesa più veloce, dall'altra per l’assortimento, semplificato rispetto alla tradizione. Non ultimo i prezzi, più bassi, stando a quanto sottolinea Unicoop Firenze, rispetto agli altri punti di vendita del territorio. Completa il quadro la sostenibilità: l’obiettivo è infatti di ridurre al massimo gli sprechi privilegiando prodotti e pratiche per venire incontro alla sensibilità ambientale dei consumatori. Fra le scelte adottate: l’eliminazione dagli scaffali dei prodotti di plastica monouso, l’eliminazione del polistirolo dal reparto pescheria, che è stato sostituito con casse riciclabili; l’introduzione di nuovi incarti per i reparti forneria, gastronomia, rosticceria e macelleria, ecologici.

Per favorire la presentazione e la presa dei prodotti sono stati utilizzati scaffali bassi che rendono più “agile” la scelta dei prodotti. In assortimento  trovano spazio le linee Fior Fiore e Vivi Verde, molti prodotti legati a salute, benessere, biologico, cibi per animali, prodotti per la persona, oltre alla cantina. Grande attenzione ai prodotti stagionali, del territorio e biologici in area ortofrutta, mentre le casse sono  tradizionali, veloci e con il Salvatempo e sarà presente il prestito sociale.

Abbiamo introdotto alcune innovazioni rispetto agli altri negozi della cooperativa, restando fedeli alla nostra distintività, che mette in primo piano convenienza e qualità, senza che l’una vada a scapito dell’altro” afferma Giovanni de Nitto, vicepresidente del Consiglio di Gestione di Unicoop Firenze.

Bennet (Gruppo VéGé) lancia la linea Filiera Valore

I valori dell'iniziativa Filiera Valore, già avviata e consolidata, si traducono in un marchio che contraddistingue determinati prodotti di carne e pesce

Il progetto Filiera Valore Bennet diventa un brand. I valori di questa iniziativa, già avviata e consolidata, si traducono in un marchio che contraddistingue determinati prodotti di carne e pesce. In tre parole si può sintetizzare la filosofia di questo progetto: ossia cura, controllo e sicurezza durante tutte le fasi, sotto la supervisione di professionisti esperti e secondo procedure documentate. "Nella nostra filiera di terra -spiega l'azienda- alleviamo: bovini adulti, vitelli, suini, polli, tacchini, faraone, galletti, capponi e quaglie; in quella del pesce: orate, branzini e trote iridee".

L’insegna (Gruppo VéGé) valorizza, inoltre, la tracciabilità dei propri prodotti, definendo il percorso del prodotto nei diversi passaggi dagli allevamenti, alle coltivazioni, passando per i centri di sezionamento e di distribuzione fino al consumatore finale.

I prodotti della linea sono stati inseriti in assortimento in tutti i punti di vendita della rete ma anche online su www.bennetdrive.it e sono identificati da etichette specifiche differenziate dai colori in base alle categorie merceologiche: color rosso per il reparto macelleria, azzurro per la pescheria. Nei mesi successivi si prevede un ampliamento della linea anche in altre categorie e in altri reparti.

Per comunicare al consumatore la tracciabilità dei prodotti Bennet utilizza etichette caratterizzate da pittogrammi dedicati. Per il comparto macelleria i pittogrammi si concentrano su tematiche come quella del benessere animale e dell’assenza di trattamenti antibiotici, applicando rigorose procedure di verifica. All’interno degli allevamenti di filiera gli animali vengono nutriti con mangimi selezionati e adeguatamente controllati. Per quanto riguarda invece il comparto ittico, gli allevamenti ittici sono certificati Friend of the Sea: si tratta del programma internazionale che promuove e tutela le pratiche di acquacoltura sostenibili, un dettaglio ben riconoscibile in etichetta.

 

Kalamaro Piadinaro bissa a Milano

Secondo apertura per Kalamaro Piadinaro a Milano, ma è come se fosse la prima: il nuovo ristorante di piazza XXV aprile è il flagship della catena di CirFood Retail

Dopo la prima apertura nel quartiere uffici di Symbiosis, il nuovo BD in zona Ripamonti, non lontano dalla Fondazione Prada, CirFood Retail inaugura a Milano in Piazza XXV Aprile, a pochi passi da Eataly, il primo flagship di Kalamaro Piadinaro, il ristorante innovativo sviluppato da Gabriele Urbinati a Riccione, che unisce, attraverso variegate combinazioni, il pesce alla piadina (un abbinamento non facile e non frequente anche per i piadinari romagnoli) in un menù da chef, che include primi, secondi e burger. Per le piadine sono disponibili diversi impasti senza strutto (grano arso, farro, mutlicereali, grano spezzato). Il menù spazia dalle piade uniche alle piade della tradizione. Prodotti tipici per gli ingredienti: guanciale di Mora romagnola, pecorino di Fossa di Sogliano dop, pomodoro San Marzano dop.

Il bar accoglie subito chi entra nel ristorante

Il format è una replica quasi esatta del ristorante di Riccione, soprattutto nei colori (prevalenza del nero) e nei materiali (pietra serena, legno, ferro), con la differenza che il locale di Riccione ha 8 vetrine.

Una delle caratteristiche più impattanti del format è l'ingresso che apre con la caffetteria: per dare respiro al locale, e per conferire un senso di accoglienza e un'atmosfera informale.

Per Leopoldo Resta, direttore generale di CirFood Retail, la società nata apposta per sviluppare i marchi della ristorazione commerciale di Gruppo CirFood, Kalamaro Piadinaro è uno dei brand/formati più promettenti nella scuderia del gruppo emiliano, insieme ad Antica Focacceria San Francesco, di recente acquisita da CirFood che oggi la controlla completamente dopo lo scioglimento della jv con Feltrinelli.

Gabriele Urbinati (a sin.) e Leopoldo Resta (direttore di CirFood Retail)

Gabriele Urbinati, classe 1965, non è figlio d'arte (nel senso che non viene da una famiglia di ristoratori), come racconta lui stesso, ma è un giovane imprenditore che da giovanissimo ha chiesto un prestito per aprire a Riccione il Caffè del Porto: grande successo. Successiva esperienza a Bologna con una gelateria storica in via Castiglione. Poi, preso dalla saudade adriatica, ritorna a Riccione e acquista un chiosco sul canale: il primo nucleo che sboccerà nel Kalamaro Piadinaro: piadina servita con il papillon, come si diceva, per connotare il posizionamento signorile del locale, lusso accessibile e democratico, s'intende.

Kalamaro Piadinaro di Milano-XXV Aprile è il 4° ristorante, dopo lo storico di viale Ceccarini a Riccione, il corner nei Gigli a Campi Bisenzio (Fi), e il locale a Milano-Symbiosis. Lo sviluppo è in corso: "a breve (nell'arco di sei mesi) -ha detto Resta- apriremo altre ristoranti a Torino, Bologna, e ancora Milano".

 

Insegna: Kalamaro Piadinaro

Dove: Milano, Piazza XXV Aprile 12 (zona Garibaldi-Porta Nuova)

Tipologia: Ristorante, servizio al tavolo, menù romagnolo (piadina, pesce) con completamento carne/salse, primi/secondi, dessert

Superficie: 276 mq

Posti a sedere: 110

Orario/Fasce di servizio: tutti i giorni, dalle 12 alle 23 (venerdì e sabato chiusura alle 24)

(Lampi di) Menù: piade uniche (es. Pi. Sardoni con alici di lampara marinate, squacquerone e cipolla rossa marinata con aceto di lamponi; o la Pi. Terramare, calamari alla griglia, crudo di Parma Dop, aceto balsamico di Modena Igp); piade della tradizione (es. Regina con crudo di Parma Dop, squacquerone e rucola). Primi piatti: es. K'Amatriciana (mezze maniche con calamari, guanciale di mora romagnola, pecorino di Fossa di Sogliano Dop, pomodoro San Marzano Dop e basilico), Passatelli asciutti con ragù bianco di pesce. Secondi come fish&chips con filetti di merluzzo in pastella dorata, patate fritte special e kalagreca sauce, salsa preparata ad hoc con yogurt greco, zenzero e lemongrass. Fra i dessert: gelati artigianali alla crema e alla frutta da laboratorio artigianale, serviti in vasetti di vetro personalizzati.

Prezzo medio (1 una persona): 10-15 euro (pranzo), 18-25 euro (cena)

Parcheggio: proprio davanti al ristorante, parcheggio sotterraneo in Piazza XXV (3 euro la prima ora, 3,50 euro la seconda ora).

#Euroshop2020 Gdoweek Tg focus sul quarto giorno di fiera

Patrick Fontana, Luca Moroni e Barbara Trigari alla ricerca di novità e tendenze per il retail del futuro da Euroshop 2020

Quarto giorno di fiera e terzo appuntamento con il tg di Gdoweek dagli inviati a Dusseldorf. Uno sguardo al futuro con le start up presenti allo stand Epta, e cosa aspettarci nell'eCommerce che arriverà ad essere tridimensionale. Spazio allo shopfitting dove prevalgano le partnership per offrire ai clienti competenze a più ampio spettro, che guardano al punto di vendita in tutte le sue sfaccettature e implicazioni. Come la fluidità proposta da Mediasys con un robot per il make up, oppure sul fronte opposto la scelta di Interstore che preferisce sviluppare internamente i talenti, dalla progettazione alla consulenza sui concept fino alle tecnologie per l'analisi dei risultati.
Parliamo anche degli stand accessibili solo con invito, e da noi giornalisti, come quello di Interstore e di Metawood, e....guardate la terza puntata del Tg di Gdoweek da Dusseldorf, e se ve le siete perse anche la seconda e la prima.

Un appuntamento in video ogni mattina, seguite lo speciale Euroshop sul sito e sui social

#Staytuned sui nostri social e su twitter seguendo i nostri account e gli hashtag #Euroshop2020 e #NBM_Dusseldorf, oltre al nostro speciale dalla fiera sul sito e sul prossimo numero di Gdoweek.

 

Lidl Italia promuove la corretta alimentazione in scuole e piazze

Lidl Milano Ornato
Un progetto in partnership con Croce Rossa italiana, che continua dopo una prima fase che ha già coinvolto 500 studenti e che toccherà anche il punto di vendita

Sensibilizzare gli italiani, i più giovani in primis, ad una sana e corretta alimentazione, lottando contro lo spreco di cibo e promuovendo la conoscenza degli alimenti. Questi gli obiettivi del progetto “Sano è Buono” che Lidl Italia porta avanti come partner della Croce Rossa Italiana fino a maggio 2020 attraverso azioni nelle scuole, nelle piazze e nei punti di vendita.

Durante la prima fase del progetto, che ha coinvolto oltre 500 studenti, si sono svolti incontri formativi e workshop nelle scuole primarie e secondarie di primo grado delle sei città che hanno aderito al programma: Roma, Cagliari, Molfetta, San Donà di Piave, Rossano e Senigallia. Gli studenti hanno inoltre partecipato ad un concorso di disegno sul tema della sana alimentazione. Tra tutti gli elaborati, una giuria di esperti ha decretato l’opera vincitrice che verrà stampata su delle shopper in edizione limitata.

La seconda fase, in partenza da aprile 2020, vedrà giovani volontari della Croce Rossa formati sul tema della sana alimentazione presenti nei punti di vendita Lidl delle città coinvolte per un’attività di sensibilizzazione e informazione rivolta alla clientela. Attraverso una donazione destinata a finanziare le attività dell'organizzazione, sarà possibile ricevere la shopper con il disegno vincitore del concorso. Inoltre, volontari, studenti e rappresentanti Lidl saranno presenti, insieme, nelle piazze delle sei città italiane interessate, nei week-end di maggio e giugno, con giochi e attività interattive rivolte a grandi e piccoli.

Carrefour e Nestlé uniti per migliorare la nutrizione infantile

carrefour italia park west
#iofacciodipiù | Un'iniziativa incentrata sulla promozione dei prodotti sani, a partire da frutta e verdura in omaggio, con indicazioni sulle migliori ricette per cucinarle

Carrefour e Nestlé uniscono le forze per aiutare i genitori a nutrire i propri figli in modo più sano e sostenibile, a partire da una promozione del consumo quotidiano di frutta e verdura. I due player hanno infatti in Francia, con arrivo previsto anche in Argentina e Italia, l'iniziativa "Adotta un frutto, adotta un ortaggio".

Un'attività che per Nestlé rientra nel programma Healthier Kids e per Carrefour nel programma Act for Food, entrambi lanciati a livello globale nel 2018. Tra le azioni previste la distribuzione in negozio ai genitori con figli di frutta e verdura, con relative ricette per cucinarle al meglio, ma l'iniziativa promuove anche prodotti più sani, con grano intero, ridotto contenuto di zucchero e sale, o ancora da gamme biologiche e vegetariane.

Come sottolinea Alexandre Bompard, Ceo di gruppo Carrefour: "Nel 2019, abbiamo rivisto le ricette di 1.500 prodotti a marchio e ci siamo assunti un grande impegno nel campo dell'alimentazione infantile, con il passaggio al 100% biologico della gamma Carrefour Baby, eliminando aromi artificiali e additivi, sostanze controverse, riducendo il contenuto di zucchero e sale e favorendo gli ingredienti locali. Unendo i nostri impegni e quelli del gruppo Nestlé, questa collaborazione ci consente di andare ancora oltre".

McDonald’s: arriva l’arancia rossa di Sicilia igp

Grazie alla collaborazione con l'azienda siciliana Oranfrizer, McDonald's introduce in 450 McCafè la spremuta di arancia rossa di Sicilia igp

In 450 McCafè sul territorio italiano sbarca l’arancia rossa di Sicilia igp. È l’ultima novità della collaborazione con l’azienda siciliana Oranfrizer che fornirà 500 tonnellate di prodotto per un totale di oltre 700.000 spremute. “Questa iniziativa -spiega Giorgia Favaro, direttore marketing di McDonald’s- segna una tappa importante nel percorso intrapreso oltre dieci anni fa con i Consorzi di tutela delle materie prime dop e igp. Possiamo affermare che il nostro McCafè diventa ancora più italiano e ancora più buono”.

La collaborazione con l’azienda siciliana è stata avviata già nel 2009 e oggi permette di introdurre anche prodotti certificati come nel caso degli agrumi igp. Dal canto suo McDonald’s ha da tempo intrapreso un percorso di valorizzazione di prodotti tipici del territorio ai quali ha dedicato uno spazio specifico nel proprio menu, optando per presenze stagionali o fisse come nel caso dell’arancia rossa.

Nello Alba, amministratore unico di Oranfrizer, aggiunge: “Per noi si tratta dell’unica esperienza continuativa con il mondo della ristorazione e dell’horeca. Con risultati crescenti, basati su una soluzione di business di successo, dove la qualità delle materie prime e della gestione dei servizi è centrata sulla soddisfazione del consumatore finale”.

 

MD discount: con la buona spesa continua a crescere

Risultati in crescita per il gruppo guidato da Patrizio Podini, che registra nel 2019 una crescita del 10% e stima nel 2020 un aumento delle vendita del 7-8%

In un mercato difficile come quello attuale, che non cresce (-1%) ad esclusione dei discount che, tutti insieme, registrano un + 4,5%, MD Spa invece, ha realizzato un + 10% rispetto all’anno precedente, portando le vendite nette del gruppo a 2,75 mld di euro (+ 250 milioni), risultati di cui siamo molto soddisfatti”. Esordisce così Patrizio Podini, fondatore e presidente di Md Discount, nel raccontare le strategie di sviluppo del gruppo per il 2020.

“Quest’anno il mercato sarà anche più difficile con prospettive non rosee sia per effetti endogeni come il Coronavirus sia per la competizione crescente -continua l’imprenditore- ma prevedo comunque un andamento positivo con una crescita del 7-8%, anche grazie a investimenti per lo sviluppo di circa 250 milioni”.

 

La rete di vendita

Md infatti ha programmato un piano di sviluppo per il 2020 con l’apertura di oltre 40 nuovi punti vendita a format (tra diretti e affiliati, rispettivamente 32 e 10) su tutto il territorio nazionale, con superfici da 1.500/2.000 mq; le prime due aperture sono state aperte nei giorni scorsi in Sicilia e Sardegna dove la presenza dell’insegna è già molto significativa. A questa rete vanno aggiunti i negozi ristrutturati, altri 40 store circa: i primi 10 sono già stati rinnovati fino ad ora e i restanti 30 saranno completati entro due mesi.

Ad oggi la rete è composta da 780 punti di vendita in tutta Italia, serviti da 8 centri logistici per la distribuzione per un totale di oltre 7.000 dipendenti, con 550 nuove assunzioni previste nell’anno

 

Il focus sui prodotti

Tra le novità di questo 2020 il rafforzamento della squadra con l’ingresso come direttore commerciale Giuseppe Cantone, campano, con esperienze professionali sia nel mondo dell’industria sia nella distribuzione dove ha collaborato al progetto di Il Viaggiator Goloso. “Il retail parte dal prodotto che sottolinea la distintività dell’assortimento e, quindi, il posizionamento dell’insegna -sottolinea Cantone-. Per questo ci focalizzeremo sulle nostre linee per verificare, a stretto contatto con l’ufficio controllo qualità, le caratteristiche dei nostri articoli e le possibilità di miglioramenti per garantire ai nostri clienti sempre maggiori soddisfazione”.

 

La sostenibilità

Forte l’impegno anche sulla sostenibilità che tocca aspetti nevralgici come i trasporti ( con l’introduzione dal 2018 di automezzi con motore alimentato a metano LNG/liquido e con gruppo refrigerante funzionante con energia elettrica prodotta dallo stesso motore.
“È un primo step di un progetto destinato nei prossimi anni ad avere il maggiore numero possibile di mezzi green nel parco vettori, nell’ottica di una politica ambientale sempre più innovativa e consapevole -spiega Pier Mario Mocchi, direttore generale di Md Dscount-. Un approccio che non si limita ai mezzi di trasporto ma coinvolge gli imballaggi, la scelta dell’illuminazione led in tutti i negozi, la presenza di impianti fotovoltaici, transplallet al litio (che durano il doppio e si ricaricano) per non parlare di promozioni come #zerosprechi, con le quali offriamo ai consumatori prodotti vicini alla scadenza a prezzi ancora più aggressivi”.

 

Prima volta in Tv

Il 2020 è anche l’anno del debutto di MD sulle reti televisive nazionali con una campagna con Antonella Clerici, dal 2017 testimonial dell’azienda, protagonista dello spot insieme a clienti e dipendenti della catena. “Del resto l’obiettivo della campagna è quello di far vedere come i discount MD siano luoghi allegri e colorati, nei quali i clienti, chiunque essi siano (famiglie, single, coppie, ecc) possono fare una spesa di qualità”, spiega Anna Campanile, direttore marketing, comunicazione acquisti non food.

Inoltre, Antonella Clerici affianca MD anche nel progetto digitale “Casa MD”, 12 video-ricette on air mensilmente a partire dal 20 febbraio.

 

Despar rilancia la raccolta fondi per donne in difficoltà

Torna dal 22 febbraio all'8 marzo l'iniziativa che lo scorso anno ha permesso di raccogliere in 16 giorni oltre 126mila euro

Riparte dal 22 febbraio all’8 marzo “Il mondo ha bisogno delle donne”, la raccolta fondi ideata e promossa da Despar in tutti i punti di vendita Despar, Eurospar e Interspar del Triveneto e dell’Emilia Romagna. Giunta alla sesta edizione, l’iniziativa lo scorso anno ha raccolto in 16 giorni oltre 126mila euro, devoluti poi a quattro associazioni regionali per progetti diversi rivolti alle donne. 

La dinamica (semplice) della raccolta. Nei giorni della campagna, in tutti i supermercati diretti Despar, Eurospar e Interspar in Triveneto ed Emilia Romagna (e nei punti di vendita affiliati che aderiranno all’iniziativa) i clienti potranno scegliere di arrotondare lo scontrino della spesa donando direttamente in cassa. L’offerta libera apparirà sullo scontrino alla voce “Per le donne”. 

I progetti sostenuti nel 2020
In Veneto a beneficiare della raccolta sarà il Gruppo Polis, una cooperativa sociale di servizi alla donna. La donazione servirà a sostenere il progetto “Casa Viola”, una struttura di accoglienza per le donne e bambini vittime di violenza.

In Friuli Venezia Giulia il charity sarà devoluto al Cro di Aviano: i fondi verranno utilizzati per l’acquisto di dispositivi e software che consentiranno un miglioramento del trattamento radioterapico del tumore della mammella evitando i danni da radiazione al tessuto polmonare e al cuore.

In Emilia Romagna, invece, si sosterranno spese e vitto di prima necessità per le donne e bambini ospiti nelle Case Rifugio gestite dalla “Casa delle donne per non subire violenza” di Bologna.

In Trentino Alto Adige i fondi saranno messi a disposizione dell’Anvolt di Trento, che finanzierà il progetto “Una Finestra Sulla Vita”, un piccolo centro dove le donne malate possano trovare un luogo accogliente in cui riscoprirsi, ritrovare il proprio corpo ed entrare di nuovo in sintonia con le proprie emozioni. 

Euronics: le ultime aperture al sud

A Casoria (Na), il gruppo Tufano ha inaugurato un punto di vendita. Si potenzia così la presenza dell'insegna nella regione dove sono attive 19 strutture

Aggiornamento

Lo store aperto a Casoria (Na) da Tufano, socio campano del gruppo Euronics, si allinea al nuovo format dell'insegna e consolida la rete dell'insegna in Campania dove sono attivi 19 punti di vendita. Questa struttura è la seconda dell'insegna nella città metropolitana di Napoli. L’adozione del nuovo design store concept è una delle caratteristiche distintive del negozio, ubicato all’interno della galleria del Casoria Park, nella zona commerciale di Casoria nei pressi dell’uscita della tangenziale, area recentemente oggetto di un intervento di forte riqualificazione. Il locale, che propone al suo interno corner e aree esperienziali, occupa un'area di 2.100 mq di cui 1.750 di area vendita. Il team di lavoro conta 15 addetti.
L’inaugurazione di questo nuovo store, come affermato da Raffaele Lioniello, direttore generale della società, “conferma la volontà della nostra azienda di sviluppare la presenza nelle aree da noi presidiate, all’interno di location dalle buone potenzialità. Abbiamo in programma altre aperture per sviluppare la nostra primaria posizione sul mercato, portando però nello stesso tempo del valore alla nostra azienda”.

 

Anche in Calabria Euronics ha proseguito il suo sviluppo. Nei mesi scorsi è stato realizzato uno store aperto al centro commerciale Le Ninfee, di Reggio Calabria, in viale Calabria 310, sviluppato su una superficie di 1.500 mq. Con questa inaugurazione salgono a nove i negozi della rete del socio del gruppo La Via Lattea che opera con nove strutture in Sicilia e in Calabria.

Il primo punto di vendita aperto in Calabria, a Villa San Giovanni, ha segnato il nostro ingresso nella regione, una scelta di sviluppo che ci sta dando buone soddisfazioni e che quindi oggi miriamo a consolidare con l’apertura di un secondo store, questa volta nel capoluogo e quindi in un bacino più ampio e più cittadino -dichiara Francesco Interdonato, amministratore unico de La Via Lattea-. La Calabria si caratterizza per un cliente fedele e non necessariamente basso spendente e guidato solo dalla super promozione, sensibile a un reale servizio. Tutte caratteristiche che ci fanno dire di poter esprimere anche su Reggio Calabria quelle potenzialità dei nostri negozi già dimostrate a Villa San Giovanni, sfruttando in più un traffico sul punto di vendita più importante vista l’ubicazione del negozio”.

Lo store dispone al suo interno di 2 totem digitali con l’assortimento completo dei prodotti ordinabili, di un corner dedicato al customer care studiato e all’ingresso uno showroom di prodotti per l’incasso.

Conta su uno staff di 20 addetti, nella maggioranza nuove assunzioni. A supporto dell’apertura è previsto un’attività sottocosto.

#Euroshop2020 Gdoweek Tg con gli highlight del terzo giorno di fiera

Patrick Fontana, Luca Moroni e Barbara Trigari alla ricerca di novità e tendenze per il retail del futuro da Euroshop 2020

Secondo appuntamento con gli inviati di Gdoweek ad Euroshop 2020, dopo la prima puntata del Tg che abbiamo pubblicato ieri,  con i trend che emergono dai padiglioni, e le novità viste agli stand.

Ikea Italia è stata premiata per il progetto pilota, primo a livello mondiale implementato nello store di Padova, di self checkout velocissimo, grazie a una cassa dotata di intelligenza artificiale che riconosce i cibi posti sul vassoio messa a punto da Diebold Nixdorf. Abbiamo poi visto le potenzialità dello shopfitting del gruppo Schweitzer, o l'eterno dilemma tra industrializzazione e personalizzazione che propongono Cefla, Arneg ed Epta, per finire con l'empowerment del personale con le soluzioni wearable di Zebra e l'uso smart dello scaffale di Nicolis Project. Ma senza l'emozione della luce, che si modella e rende unici gli ambienti, non si può garantire una shopping experience distintiva, basta passare dallo stand di iMoon per rendersene conto.

Un appuntamento in video ogni mattina, seguite lo speciale Euroshop sul sito e sui social

Vi aspettiamo per un prossimo appuntamento ogni mattina! Buona visione e #Staytuned sui nostri social e su twitter seguendo i nostri account e gli hashtag #Euroshop2020 e #NBM_Dusseldorf, oltre al nostro speciale dalla fiera sul sito.

#Euroshop2020 Ikea premiata per la migliore esperienza di pagamento grazie all’Ai

Assegnato a Ikea Italia il Retail technology awards Europe 2020 grazie ad iTray, strumento che automatizza il pagamento nei ristoranti

Ikea è stata premiata con il Retail technology award Europe 2020 per la migliore in-store experience grazie alla soluzione sviluppata da Diebold Nixdorf. Si tratta di iTray, uno strumento basato sul riconoscimento dei prodotti e dotato di intelligenza artificiale, pensato per rendere l’esperienza d’acquisto all’interno dei ristoranti Ikea più semplice e veloce.

Con iTray, infatti, al cliente basterà posizionare il vassoio sotto al sensore e procedere al pagamento. In pochi secondi il dispositivo riconoscerà automaticamente i prodotti sul vassoio, senza bisogno di selezionarli manualmente uno ad uno.

Antonio Semeraro, payment leader di Ikea Italia, sottolinea:"I clienti apprezzano la rapidità e la funzionalità del nuovo sistema di casse intelligenti che accorciano i tempi di attesa”. Grazie alla cassa self service iTray, inoltre, le code si riducono e lo staff può focalizzarsi sul miglioramento dell’intera esperienza nei ristoranti della catena.

I 25 anni dei supermercati Emme Più (gruppo Maiorana)

Eccellenze del territorio selezionate per la qualità; filiere e materie prime controllate. Sono i tratti distintivi dell'offerta di Emme Più

Per festeggiare il venticinquesimo anniversario della rete di supermercati a insegna Emme Più, il Gruppo Maiorana ha organizzato una serie di eventi all'interno dei negozi della rete, come nel caso della serata al centro commerciale Arca di Capena, alla quale ha partecipato anche l'attore Maurizio Mattioli.

Sono attualmente attivi 41 punti di vendita, precisamente 38 nel Lazio e 3 in Abruzzo.

L'azienda vuole valorizzare elementi specifici che possano contraddistinguere e caratterizzare l'insegna e la proposta assortimentale puntando sulle eccellenze del territorio selezionate per la qualità e la garanzia di produzione, sulla scelta di prodotti provenienti dai migliori produttori che utilizzano filiere e materie prime controllate.

La forte sinergia tra vendita all’ingrosso e vendita al dettaglio -spiega Maggiorino Maiorana, presidente del Gruppo- ci permette di essere più veloci e flessibili nelle scelte per proporre al cliente un’offerta sempre ricca, tracciabile e sicura”.

Consapevoli che tra le diverse esigenze del pubblico c’è il risparmio e la lotta allo spreco -afferma Domenico Salvoni, marketing manager di Emme Più- vogliamo mantenere alti gli standard di qualità e di sostenibilità. Grazie alle strette collaborazioni con i nostri partner e fornitori, possiamo offrire “prezzi bassi sempre” su tantissimi prodotti”.

Dog Heroes: il pop-up store con cibo fresco per cani

Dog Heroes
A Milano, in corso Garibaldi 121, è attivo fino al 14 marzo il temporary store Dog Heroes con una proposta di ricette studiate da veterinari

Un luogo a misura di cane con angoli specifici e un’offerta di petfood basata su cibo fresco e sano. A Milano, in corso Garibaldi 121, è attivo fino al 14 marzo il temporary store Dog Heroes. L’offerta ripropone le ricette che Dog Heroes rende disponibili sul sito www.dogheroes.it dove, inserendo i dati del proprio cane (razza, età, peso, abitudini e stile di vita), si può ricevere un piano alimentare personalizzato, consegnato a domicilio ogni due settimane, con porzioni giornaliere pronte per essere servite. Le ricette sono preparate secondo le linee guida della Federazione Europea dell'Industria degli Alimenti per animali da compagnia e hanno come principale apporto proteico la presenza di carne (oltre il 60%), oltre a verdure, cereali, vitamine e sali minerali, il tutto cucinato in un laboratorio in Lombardia. Nello store sono presenti aree assaggio con ciotole, zolle d'erba a coprire il pavimento.

Abbiamo creato Dog Heroes per realizzare qualcosa in più della semplice distribuzione di petfood di qualità - raccontano i tre fondatori Pierluigi Consolandi, Marco Laganà e Gregoire Desforges – ma per costruire una community intorno ai valori di qualità, condivisione e sostenibilità e amore verso gli animali. E con Unboxing abbiamo voluto tradurre tutto questo in un luogo fisico, che rappresentasse in modo tangibile in tutto e per tutto i nostri valori, così da dare anche a chi non è particolarmente avvezzo all’eCommerce, o scettico all’acquisto online, la possibilità di toccare con mano l’esperienza Dog Heroes, ma soprattutto di farla provare al proprio cane”.

Un progetto ecofriendly

Questa insegna è legata anche a un progetto ambientalista. Insieme a Treedom, si impegna a piantare nuovi alberi, riducendo, così, ogni giorno l’impatto che la produzione delle pappe per cani ha sul pianeta. Inoltre, il packaging è realizzato con materiali riciclabili o riutilizzabili e la consegna delle pappe a domicilio avviene con biciclette e veicoli elettrici.

 

 

Il machine learning nella pianificazione del retail

La previsione della domanda attraverso la valutazione di molte variabili eterogenee: dal meteo alla cannibalizzazione promozionale, in modo dinamico. Una nuova frontiera

Il retail non risulta immune al fascino del machine learning e diverse sperimentazioni dei suoi usi sono in atto per ottenerne delle best practice. Ma di cosa si tratta nello specifico? Per machine learning (o apprendimento automatico) si intende una branca dell'intelligenza artificiale volta alla progressiva elaborazione della performance di un algoritmo sulla base di pattern nei dati.

Sono molti i vantaggi dell’apprendimento automatico: conferendo ad un sistema la capacità di imparare automaticamente da grandi quantità di dati (molti di più di quanto potrebbe fare un intervento umano e senza bisogno di alcuna programmazione), questa tecnologia identifica modelli ripetitivi e utilizza schemi rilevati per prendere decisioni migliori. Grandi sono, allora, le potenzialità del machine learning, che se associato al retail, vede, ad esempio, nella previsione della domanda un ambito di applicazione ovvio per il settore, con un livello di complessità variabile a seconda che la previsione debba servire per la pianificazione a breve, medio e lungo termine. Si possono, quindi, combinare più metodi previsionali (ad esempio temporali o causali), in modo da ottimizzare la risposta del sistema sulla base di punti di forza e di debolezza, come la stabilità, la reattività, la quantità di dati necessari, l’orizzonte temporale della pianificazione e l’efficienza computazionale.

La soluzione RELEX di previsione della domanda utilizza algoritmi di apprendimento automatico per stimare l’impatto sulle vendite di fattori esterni, con lo scopo di aumentare significativamente l’accuratezza della previsione. Questa soluzione ha permesso di creare correlazioni complesse, ricavandone soluzioni output chiare, mettendo a fattor comune fenomeni come, ad esempio, le condizioni meteorologiche o la cannibalizzazione.
Le condizioni meteorologiche sono, infatti, un elemento che influisce notevolmente sul comportamento dei consumatori. Creare delle regole o dei modelli sulla base delle relazioni esistenti tra la domanda di un prodotto e diverse variabili meteorologiche, come pioggia, ore di sole, temperatura, ecc., facendo riferimento all'intero assortimento, non è banale, dato che bisogna elaborare una tale quantità di dati futuri e passati. Una previsione di base accurata e robusta grazie al machine learning permette, invece, di escludere dai dati storici eventuali effetti delle condizioni atmosferiche sulle vendite.

Un ulteriore esempio è fornito dalla strategia di vendita, e dalle promozioni in particolare. A differenza delle condizioni meteorologiche, che possono avere un effetto variabile sulla domanda, la promozione di un prodotto ha sempre un impatto positivo diretto sulle vendite del prodotto stesso. Tuttavia, spesso le aziende dimenticano di considerare le conseguenze che la promozione di un prodotto può avere sulle vendite di altri prodotti non in promozione. Quando l’aumento della domanda di un prodotto provoca il calo della domanda di un altro, si parla di cannibalizzazione. Ecco, quindi, che le tecniche di machine learning applicate a tale caso migliorano notevolmente l’accuratezza della previsione durante le campagne promozionali e riducono il rischio di deperimento dei prodotti soggetti a cannibalizzazione.

Quali prospettive per il futuro di questa tecnologia per il retail? Di sicuro vi sono ottime opportunità d'utilizzo soprattutto per la natura complessa in termini quantitativi del parco dati proprio del settore del retail. Continuare la sperimentazione, grazie a soluzioni come quella offerta da RELEX, permette di sfruttare l'eccezionale velocità e potenza di calcolo basata su in-memory computing e la capacità di integrazione dei dati. La chiave del successo starà nel sapere, però, applicare le tecnologie di machine learning in combinazione con metodi complementari per fornire le migliori soluzioni possibili ai problemi più complessi nella pianificazione del retail.

WHSmith, un caso di studio

RELEX ha messo a disposizione le sue tecnologie per l’ottimizzazione del sistema di riassortimento dell’azienda britannica WHSmith, presente con 1.400 punti vendita nel mondo, di cui 350 nel Regno Unito, il cui core business sono i libri, la cancelleria e il cibo take away (panini, insalate e pasticcini). A fine 2016 WHSmith presentava criticità relative all'inefficiente gestione degli ordinativi, dovuta alla mancanza di previsioni quantitative e alla limitata capacità di stoccaggio degli store, per i quali i prodotti devono essere il più freschi possibile quando raggiungono gli scaffali, e non essere a rischio di deperimento.

RELEX ha applicato al caso WHSmith le potenzialità dell’apprendimento automatico per il calcolo delle previsioni. Il sistema prende spunto dal contesto aeroportuale e dalle previsioni dei passeggeri in transito. Passando, quindi, ad elaborare i dati forniti dagli aeroporti, WHSmith utilizza i dati sul traffico aeroportuale per prevedere la domanda. Il sistema fornito da RELEX si è rilevato efficace per far fronte alle esigenze del cliente, offrendo previsioni realistiche sulle quantità di prodotti alimentari freschi necessari per i giorni della settimana, gestendo diverse consegne al giorno per alcuni prodotti, nonché di suddividendo le quantità in modo appropriato tra ciascuna di esse. Il breve arco temporale di conservazione degli alimenti freschi rende essenziali previsioni e riassortimenti precisi e, poiché le vendite possono variare da un giorno all'altro, i risultati migliori si ottengono attraverso previsioni e riassortimenti giornalieri.

La fase di test della tecnologia RELEX si è conclusa ad aprile 2017. Nelle 12 settimane successive all’implementazione, è stata notata una riduzione significativa dello spreco, aumentando la disponibilità di prodotti. Il tutto è stato coadiuvato dalla facile configurabilità di RELEX, che ha permesso agli esperti di WHSmith di affinare ulteriormente le funzionalità di sistema e i processi, in particolare per quanto riguarda le scorte di sicurezza, ottenendo un controllo ancora più rigoroso dell’attività. Con l’automatizzazione di gran parte delle operazioni di riassortimento di routine, il team di WHSmith è ora in grado di concentrarsi con maggior attenzione su compiti ad alto valore aggiunto, come la pianificazione e la gestione delle eccezioni.

Focalizzare i progetti

Ai e ml sono spesso considerati come le soluzioni universali per ogni esigenza di innovazione. Tuttavia, per la riuscita dei progetti basati su queste tecnologie, l’interpretazione corretta è una condizione necessaria. Per Stefano Scandelli, Senior Vice President Sales EMEA e APAC, la sfida per i retailer italiani è inserire in modo corretto questo asset tecnologico rispetto al proprio settore retail.

Per quale tipo di retail, Ai e ml sono particolarmente efficaci?
Sicuramente per tutti i contesti in presenza di prodotti alto rotanti. E tra questi il grocery e in generale il food. Le variabili interne come la pianificazione promozionale, associata a quelle esterne come l’andamento puntale del meteo, sono un terreno in cui AI e ML possono dare ottimi risultati. Si riesce a prevedere meglio la domanda, individuare i picchi di vendita e migliorare il sell-out. Questo in generale. Poi occorre valutare caso per caso anche perché occorre governare una complessità rilevante: per esempio la shelf life dei prodotti, il lead time del fornitore, l’isteresi del magazzino e così via. Poi occorre dire che in Italia queste tecniche non hanno ancora raggiunto un processo di maturazione tale da prevederne una diffusione massiccia.

Stefano Scandelli, Senior Vice President Sales EMEA e APAC

Le esperienze sull’automazione attraverso algoritmi previsionali cosa suggeriscono?
Suggeriscono che un progetto di machine learning basato su intelligenza artificiale può essere molto efficace se si hanno le idee chiare su quanto si vuole ottenere. Stiamo parlando di complessi algoritmi che aiutano a migliorare le previsioni finalizzate a automatizzare dei processi. Ma soprattutto vi sono alcuni fattori che non si possono trascurare: i dati sono fondamentali e devono essere di massima qualità. Inoltre, siccome stiamo parlando di algoritmi che “imparano” progressivamente dallo storico, il fine tuning può richiedere parecchio tempo e spesso tanto quanto lo sviluppo dell’intero progetto.

È quindi un cambiamento progressivo di capacità di governo dei processi più strategici?
Si, in larga misura. Per un retailer, implementare un progetto di AI e ML sulle previsioni, significa cambiare in positivo il valore competitivo dell’impresa. Per raggiungere questi risultati, servono obiettivi precisi, una base di dati opportuna (in qualità e quantità) e qualche anno di crescita che comprende la realizzazione del progetto e il suo affinamento. Ma i risultati sono concerti e misurabili come dimostrano i casi utente disponibili.

Gruppo Di Palo (ex Auchan) entra in Crai

L’azienda campana era master franchisee di Auchan per le insegne MyAuchan e Simply e opera con l'insegna Ottimo Supermercati in Campania

L’azienda campana Di Palo, precedentemente master franchisee di Auchan per le insegne MyAuchan e Simply con 20 store in Campania, e attiva con 80 punti di vendita con insegna Ottimo Supermercati in Campania e nel Lazio, entra nel Gruppo Crai. È dotato di un centro di distribuzione sviluppato su un’area di 30.000 mq situato nel polo logistico di Carinaro/Gricignano D’Aversa. Nella sede di Cardito, invece, si trovano il Cash&Carry vero e proprio e il centro per la  lavorazione delle carni.

 

Marco Bordoli, Ad Gruppo Crai Secom

Con l’ingresso del Gruppo Di Palo nella nostra compagine -afferma Marco Bordoli, Ad di Crai- consolidiamo ulteriormente la nostra presenza nel sud Italia. L’obiettivo è quello di apportare sempre di più valore al territorio e ai clienti che quotidianamente scelgono di fare la spesa nei nostri punti di vendita Crai. Gli imprenditori che scelgono di entrare a far parte del nostro Gruppo lo fanno perché trovano un gruppo solido, in crescita costante, con un management forte, con tanti servizi di valore a beneficio dei vari centri distributivi. In questo senso, il Gruppo Di Palo rappresenta perfettamente lo spirito di Crai, votato ad una presenza di qualità nel territorio in cui opera, e soprattutto con un importante piano di sviluppo”.

 

Siamo particolarmente orgogliosi di essere entrati a fare parte del Gruppo Crai -dichiara Giuseppe Di Palo, Ad e titolare del Gruppo Di Palo-. Per la nostra rete volevamo trovare un gruppo fortemente orientato al retail e che avesse una visione strategica del futuro chiara e ben delineata. Per noi la qualità e le persone sono elementi essenziali per portare avanti un piano strategico di sviluppo dell’insegna. E nella centrale Crai siamo certi di avere trovato quanto necessario ad accrescere e consolidare la nostra presenza sul territorio".  

Lidl Italia alla svolta della plastica

Nuovi obiettivi di riduzione e sostituzione in un’ottica di sostenibilità: dai prodotti a marchio ai centri logistici (da Gdoweek n. 2)

Ridurre il consumo di plastica di almeno il 20% entro il 2025 e rendere riciclabile il 100% degli imballaggi in plastica delle private label: questo l’impegno che ha assunto, e annunciato già nel 2018, Lidl Italia. Una sfida che abbraccia i processi aziendali nella loro globalità, coinvolgendo tutte le aree e i partner: dalle piattaforme logistiche, dai fornitori fino all’assortimento dei supermercati. A raccontare cosa significa questo approccio, a livello sia strategico sia pratico, è Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione e csr di Lidl Italia.

Come raggiungerete l’obiettivo che avete annunciato?

Ci siamo fissati alcuni obiettivi intermedi da raggiungere con azioni concrete: alcune sono già state attuate, come la riduzione media del 13% della plastica utilizzata per le bottiglie di acqua o la sostituzione delle stoviglie e posate monouso con alternative compostabili o, ancora, la riformulazione più concentrata di alcuni detersivi con la conseguente riduzione del formato e della quantità di plastica del flacone, soluzione che ci consentirà di risparmiare circa 120 tonnellate l’anno. Nei centri logistici, ad esempio, abbiamo introdotto una pellicola di plastica per l’imballaggio dei pallet che, oltre a essere più stretta, è 100% riciclabile. Un cambiamento apparentemente piccolo, ma significativo che, a livello di gruppo, ci ha permesso di risparmiare, dal 2015 ad oggi, 524 tonnellate di plastica all’anno.

Quali i vantaggi di questo processo? E le difficoltà?

Il vantaggio principale è la riduzione dell’impatto del nostro settore sull’ambiente, a favore di una più ampia tutela del pianeta. Più che di difficoltà parlerei di sfide: prendiamo l’eliminazione delle stoviglie in plastica monouso: anticipando di due anni la direttiva europea, Lidl Italia ha optato per alternative biodegradabili e compostabili, contando sull’efficienza dei sistemi di raccolta e riciclo dei rifiuti organici in Italia, che consentono un ciclo chiuso “dalla natura alla natura”. I prodotti sono conformi allo standard europeo Uni En 13432 per l’idoneità al compostaggio industriale. La sfida è stata la ricerca di fornitori che, in anticipo sui tempi, fossero in grado di produrre i quantitativi necessari a rifornire i nostri oltre 630 supermercati.

Quanto costa adottare un modello sostenibile?

La vera sfida è proprio questa: trovare l’equilibrio tra la sostenibilità ambientale ed economica, affinché non sia il cliente finale a sostenere i costi di questo impegno. La nostra formula commerciale, risultata vincente negli ultimi 28 anni, punta proprio a garantire un’elevata qualità nel rispetto dell’ambiente, senza rinunciare alla convenienza.

I consumatori sono pronti?

I consumatori sono sempre più esigenti e informati. C’è una fetta sempre più ampia di clienti attenti a queste tematiche e propensa al cambiamento. Contrariamente a quanto si potrebbe forse pensare, il profilo dei clienti “green” è ormai molto trasversale e tocca tutte le fasce socio-demografiche.

Oltre alla plastica, il vostro approccio ambientale come si concretizza?

Le nostre iniziative e progetti a tutela dell’ambiente sono molteplici e frutto di una strategia sviluppata nel corso degli anni. Nella logistica, punto nevralgico di ogni azienda della gdo, dal 2015 impieghiamo camion alimentati a gas naturale liquido; siamo stati la prima azienda del settore a introdurre i semirimorchi ad azoto a zero emissioni e la prima azienda italiana nel retail a impiegare mezzi alimentati a biometano. Tutti i nostri punti di vendita di nuova generazione rispondono a elevati standard di sostenibilità: classe energetica A+, pannelli fotovoltaici, illuminazione led e materiali altamente coibentanti. Inoltre prediligiamo aree da riqualificare al fine di ridurre il consumo del suolo, impieghiamo in tutte le nostre pertinenze solo energia proveniente da fonti rinnovabili e siamo uno dei primi operatori retail con certificazione di efficienza energetica Iso 50001 dal 2017.

E l’approvvigionamento dei prodotti?

Siamo impegnati sul fronte delle politiche di acquisto delle materie prime. Per esempio, impieghiamo solo cacao certificato sostenibile. Le uova provenienti da galline allevate in gabbia sono state sostituite con alternative cage free, anche in tutti i prodotti che le contengono come ingrediente. Abbiamo, inoltre, sviluppato una politica d’acquisto responsabile per tè e caffè, pesce e crostacei … insomma, un approccio aziendale trasversale per una tematica che è e sarà sempre più importante.

#Euroshop2020 La redazione di Gdoweek a caccia di trend e novità

Primi due giorni di Euroshop e prime considerazioni a caldo dalla fiera, un appuntamento che ci accompagnerà ogni mattina tra stand e padiglioni della fiera di Dusseldorf

Primo appuntamento con gli inviati di Gdoweek ad Euroshop 2020, quali sono i trend che emergono dai padiglioni, quali le novità viste agli stand? Ne parlano in questo primo video, a conclusione dei primi due giorni di kermesse, Patrick Fontana, Luca Moroni e Barbara Trigari.

Un appuntamento in video ogni mattina, seguite lo speciale Euroshop sul sito e sui social

Vi aspettiamo per un prossimo appuntamento ogni mattina! Buona visione e #Staytuned sui nostri social e su twitter seguendo i nostri account e gli hashtag #Euroshop2020 e #NBM_Dusseldorf, oltre al nostro speciale dalla fiera sul sito.

#Euroshop2020 Rfid dal magazzino al checkout

Dalle antenne Eas che integrano il digital signage alle etichette applicabili sul metallo, ma a dominare allo stand di Checkpoint è la soluzione Rfid

I tag Rfid trionfano a Euroshop, li si trova ovunque, magari abbinati ad altre tecnologie ma sempre presenti, e nel caso di Checkpoint Systems viene coperta tutta la filiera Rfid dal magazzino al checkout.

Soluzioni Rfid dal magazzino al checkout

I retailer sono a caccia di partner tecnologici capaci di fornire una soluzione, quindi di aggregare anche aziende, sistemi, tecnologie diverse per risolvere una questione posta dal retailer senza che questo debba, da solo, costruirsi un know how e rivolgersi a molti interlocutori diversi. A Euroshop ce lo siamo sentito dire spesso, quindi non stupisce trovare aziende che mettono in pratica questa aspirazione.

Checkpoint Systems propone quindi di curare tutto quanto concerne lo Rfid, dalla sua creazione, anche su misura per le specifiche esigenze, all'inserimento del tag nel capo o nel prodotto, fino al magazzino dove il tag viene riconosciuto e conteggiato (e qui interviene il software Halo, che permette di gestire l'omnicanalità), al negozio dove viene acquistato e preferibilmente non viene rubato (grazie alle antenne antitaccheggio) ma passa in cassa e arriva in mano al cliente.

Le novità a Euroshop 2020

Ecco in video le novità presentate in fiera, dal tag che si fa leggere anche se nel prodotto o nel pack c'è il metallo fino alle antenne con digital signage. Ce le mostra Alberto Corradini, business unit director Italy di Checkpoint Systems.

 

Conad PAC 2000A e Conad Sicilia: fusione completata

Il 19 marzo si terrà a Roma un’assemblea che eleggerà il nuovo consiglio di amministrazione con l’ingresso dei nuovi soci siciliani. 

Si completa la terza aggregazione del mondo Conad. Dopo Conad Nord Ovest e Conad Sud Est è la volta di PAC 2000A e Conad Sicilia che si fondono in un’unica cooperativa che sarà chiamata Pac 2000A Conad.  “Una fusione che rafforza il sistema Conad nel Sud Italia. È un ulteriore passo del processo di rafforzamento del nostro sistema, che diventa sempre più solido e più pronto a cogliere le sfide che si presentano in ogni area del Paese, nell’interesse delle comunità locali” sottolinea  Francesco Pugliese, Ad di Conad.

La cooperativa, che coprirà 5 regioni: Umbria, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, con una rete vendita di 1.468 punti di vendita e un giro d’affari di oltre 5.5 miliardi di euro, conta 1.052 soci imprenditori e quasi 3000 fornitori locali con cui ha sviluppato un fatturato prossimo ai 1.5 miliardi di euro. Il 19 marzo si terrà a Roma un’assemblea che eleggerà il nuovo consiglio di amministrazione con l’ingresso dei nuovi soci siciliani.

Questa operazione ci permette di essere un grande gruppo con la potenza e il peso di una grossa azienda capace di poter reggere la competizione commerciale senza però perdere l’agilità di un’impresa territoriale” commenta Danilo Toppetti, direttore generale di PAC 2000A-Conad.

Siamo un’azienda che crede nel sud e investe per la crescita del suo territorio -spiega Vittorio Troia, direttore generale di Conad Sicilia-. Metteremo a fattor comune strategie, investimenti, professionalità e competenze”.

 

 

 

 

 

Pascar (Coralis) valorizza del territorio prima di tutto

pascar
Pascar sta attuando una politica di valorizzazione delle specialità territoriali per dare supporto concreto ed economico all'area geografica in un orbita la sua rete vendita.

Il gruppo punta tutto sul territorio di appartenenza sviluppando progetti legati alla coltivazione di prodotti destinata alla vendita nei propri supermercati. Prendendo spunto da un progetto già intrapreso da un altro socio del consorzio, Luigi Gianatempo, attivo con 11 supermercati La Prima -I Mercati di Città nel foggiano, Pascar (Consorzio Coralis) intende coltivare prodotti a km.zero. Attualmente l'insegna opera in Puglia, a Taranto, San Giorgio Jonico, Grottaglie, Crispiano e Statte.
In attesa di sviluppare questa iniziativa, però, Pascar sta attuando una politica di valorizzazione delle specialità territoriali per dare supporto concreto ed economico all'area geografica in un orbita la sua rete vendita.

La nostra è un’attività tarantina, ha i colori rossoblù nel suo brand e contribuisce ad alzare il prodotto interno: vendiamo e acquistiamo i prodotti della nostra terra, mozzarelle, biscotti, frutta del territorio, sicuramente contribuiamo a far crescere le aziende presenti sul territorio, così che queste possano proseguire nella loro politica di investimenti assumendo personale del posto -dichiara Carmine Passarelli, figlio di Egidio Passarelli che con la moglie e l’altro figlio Giuseppe gestiscono il Gruppo Pascar-. Massima attenzione a dove facciamo la spesa e cosa acquistiamo: se acquistiamo prodotti locali diamo una mano alla crescita della nostra provincia e dei comuni limitrofi e contribuiamo alla creazione di nuovi posti di lavoro”.

Alla base della filosofia dell'insegna dunque c'è l'intenzione di acquisire sempre più prodotti locali “per una ricaduta economica sulla provincia e nei comuni limitrofi”. Carmine Passareli aggiunge: “Servizi e massima qualità, dare il meglio significa crescere”.

Penny Market: prelievi e depositi in tutti gli store con Cash26

Il servizio della mobile bank arriva in 386 punti di vendita grazie alla nuova partnership, che estende così la copertura al Centro-Sud

Dal 17 febbraio il servizio di prelievo e deposito arriva in 386 Penny Market in Italia, che si vanno a sommare agli attuali 202 Pam Panorama e Pam local, per una copertura complessiva di oltre 580 punti di vendita sul territorio italiano. Un'implementazione resa possibile grazie a Cash26, il servizio della mobile bank N26, con la quale il retailer ha stretto una parnetship.

Come funziona il servizio
Per usufruire di Cash26, i clienti di N26 dovranno semplicemente generare dalla propria app un codice a barre, scegliendo tra deposito o prelievo. Successivamente, un addetto alla cassa dello store convenzionato eseguirà la scansione, permettendo il deposito o il prelievo dell’importo richiesto. A operazione conclusa, il saldo del conto è aggiornato in tempo reale. Sul fronte dei costi, i prelievi sono gratuiti fino ai 900 euro giornalieri (massimo 200 euro a transazione) e i depositi invece fino 100 euro mensili – dopo i quali il servizio prevede una commissione dell’1,5% - e hanno un tetto massimo giornaliero di 999 euro (minimo 50 euro a operazione).

Mercatò (Selex) amplia la rete per la spesa online

Il servizio è disponibile attraverso la piattaforma CosìComodo.it e propone oltre 13.000 referenze comprese le linee a marchio Selex

Attraverso la piattaforma CosìComodo.it, l’insegna Mercatò del Gruppo Dimar (Selex) ha avviato  a Saluzzo (Cn) la spesa online in modalità drive allargando a otto sue strutture il servizio di spesa online con la formula clicca e ritira. Sul sito www.mercato.cosicomodo.it sono disponibili oltre 13.000 referenze, comprese le linee Selex, le grandi marche, le specialità tipiche regionali e locali, e inclusi i freschissimi, che verranno confezionati appositamente dando la possibilità di specificare il tipo di taglio o di preparazione che si preferisce.

 

Come funziona il servizio

La spesa può essere effettuata dal consumatore da smartphone, tablet o computer,  in qualsiasi luogo e ritaglio di tempo, fissando il ritiro all’ora che si preferisce, dal lunedì al sabato, tra le 10.30 e le 19.30. Gli utenti possono ritirare la spesa nelle apposite aree esterne al superstore Mercatò Extra di via Lattanzi 29, dopo aver effettuato l’identificazione al totem digitale posto nei parcheggi. Sarà un addetto a caricare la spesa direttamente in auto. La temperatura degli alimenti viene tenuta sotto controllo siano essi freschi, surgelati o a temperatura ambiente, in modo tale da consegnarli al cliente esattamente come appena prelevati da uno scaffale del supermercato. Il pagamento può avvenire online, al momento dell’ordine, scegliendo fra carta di credito e PayPal.

Naïma: il futuro è luxury

La strategia 2020-2022 vede la crescita in termini qualitativi del brand e lo sviluppo retail sarà sempre più in chiave futuristica e inclusiva

L’insegna beauty store guarda avanti con un approccio nuovo verso una direzione specifica e con un piano di sviluppo disruptive declinato in chiave luxury. La NaïLuxury Omnichannel Strategy coinvolgerà sia gli store che la comunicazione online. Di pari passo andrà l’up-skilling dei NaïmAngels che si avvarranno di esclusivi programmi realizzati per loro dai brand partner del gruppo.

Naïma Beauty store cambia, dunque, ulteriormente volto. Dopo il progetto di conversione della rete vendita in linea con il format di ultima generazione, l’insegna continua a investire sull’immagine rimodulando quanto già fatto fino ad oggi.

È quanto è stato deciso in occasione di una riunione a cui hanno partecipato sia i soci che i Naïma Beauty Business Partner.

Abbiamo deciso, all’unisono, di portare avanti una sola filosofia: Naïma One Brand One Soul. Questo significa prendere decisioni comuni e portare avanti una strategia a lungo termine caratterizzata dall’innovazione nella quale essere pronti ad investire. Dobbiamo avere il coraggio di sperimentare il mercato cambiando le nostre abitudini questo il nostro mantra” sottolinea l’azienda.

La strategia 2020-2022 vede la crescita in termini qualitativi del brand e lo sviluppo retail sarà sempre più in chiave futuristica e inclusiva. Attraverso la tecnologia i consumatori avranno a loro disposizione tutte le informazioni, le curiosità e gli stimoli che cercano.

Abbiamo alle spalle anni di esperienza in questo settore nel quale vogliamo portare innovazione per farlo crescere, e crescere insieme a lui, con un solo pensiero: il consumatore al centro di ogni nostra iniziativa” dice il presidente Stefano Biagi.

In pochi anni abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi, davvero ambiziosi, che ci eravamo posti. Adesso che abbiamo consolidato la nostra reputation, con i consumatori che ci riconoscono e scelgono, e dopo aver sviluppato un concetto di shopping experience multicanale grazie al NaïPhyGital Model, siamo pronti ad un nuovo upgrade” aggiunge Fabio Lo Prato, managing director.

 

 

Ce.Di Gros: crescere con la rete fisica e online

Con una rete in crescita e risultati positivi, il gruppo nel 2020 vuole lanciare l’eCommerce anche per valorizzare la sua forte identità locale (da Gdoweek n. 2)

Lasciare a ogni insegna la propria identità nel territorio: questa la filosofia di Gruppo Ce.Di. Gros, dalla forte romanità e legato alle tradizioni locali, come spiega Giovanni Scifoni, direttore acquisti: “Il nostro consumatore ha le caratteristiche tipiche del romano: diffidente all’inizio, ma se si fidelizza lo fa in modo radicale. Inoltre, il rapporto, anche commerciale, è sempre diretto, legato alle persone dietro le aziende. Un valore per un consorzio, fatto da imprese familiari”.

La vostra è una storia controcorrente …

Gruppo Gros nasce nel 1998 un periodo in cui le multinazionali, soprattutto francesi, compravano insegne. Allora 13 imprenditori romani diedero vita al consorzio, diventato un modello imprenditoriale evoluto nel processo di modernizzazione a Roma e dintorni.

Associarsi ha lo stesso valore allora come oggi?

Non è cambiato lo spirito del 1998. E il presidente Giorgio Trombetta riesce sempre a coinvolgere il consorzio in pianificazioni e intuizioni visionarie. Nel 1998 il primo obiettivo fu quello di aggiornarsi e affrontare la situazione esterna. Fino al 2002 eravamo un gruppo che negoziava con i fornitori. Poi acquisimmo il primo deposito di 10.000 mq dentro Roma, per centralizzare lo scatolame, cui si sono aggiunte altre centralizzazioni fino alla sede di Guidonia per ottimizzare i flussi e ridurre i tempi di giacenza.

Come si concilia il marchio Gros con le insegne dei soci?

Stiamo lavorando molto sul rafforzamento del marchio, in termini di comunicazione e di insegne, senza snaturare lo spirito del Gruppo. Riteniamo che conservare la propria identità sia un valore, un rafforzamento del rapporto tra cliente e imprenditore. Gros comprende oggi 12 insegne. In ogni nostro super accanto all’insegna appare il logo Gros per avere la certezza di quello che si trova dentro.

Avete anche la firma Consilia ...

Sì, come Gros facciamo parte del consorzio Sun a livello nazionale, titolare del marchio Consilia, unico per tutti i soci. In questo gruppo abbiamo trovato una condizione ideale perché i soci Sun sono imprenditori con aziende familiari. Una caratteristica fondamentale per noi. Oggi partecipiamo attivamente alla vita del consorzio e al suo sviluppo: siamo coinvolti nelle commissioni commerciali interne con i nostri buyer. Il gruppo Sun, inoltre, fa parte della centrale ESD, una partecipazione importante e di qualità.

Di recente avete lanciato Vicini a te. Com’è andata?

Molto bene per sottolineare la sostenibilità e la tipicità dei prodotti coinvolti; soprattutto ci ha aiutato ad incentivare l’imprenditoria locale, la nostra vera vocazione. In questo modo, abbiamo valorizzato il singolo produttore locale, dando visibilità e aiutando a salvaguardare alcune produzioni. Questa impostazione ha portato un’ondata importante di partecipazione da parte di piccoli imprenditori, non abituati a un partner che vuole lavorare valorizzando i fornitori prima di se stesso.

Come è andato il 2019?

Siamo soddisfatti. Il fatturato alle casse è previsto in crescita del 10% per un totale di 2 miliardi di euro, in una rete di 155 punti di vendita (180.000 mq): di questi, 130 sono insegne dei soci, cui si aggiungono 25 somministrati. Abbiamo ampliato la rete di 14 pdv, con un incremento in volumi del 7%, grazie alle acquisizioni di alcuni soci del consorzio di negozi Sma ed Emmepiù. Un trend di crescita, a rete sia costante sia corrente, che avrà conseguenze anche nel 2020.

Il 2020 sarà un mondo plastic free. Come state affrontando la nuova normativa?

Va detto che il packaging biodegradabile e compostabile ha costi molto elevati. Come Gruppo Sun abbiamo sottoscritto un contratto con Novamont e visionato i nuovi pack. Come Gros abbiamo invitato tutti i nostri fornitori di ortofrutta a rivedere gli imballaggi dei prodotti Vicini a te: i vassoi saranno in cartoncino e la pellicola di un polimero biodegradabile. Stiamo verificando un approccio simile in macelleria. Anche le etichette della bilancia sono state già modificate. Certo tutto questo inciderà sui costi e avrà, ovviamente, anche un peso sull’andamento dell’anno.

Come affronterete il 2020?

A livello logistico apriremo una nuova superficie di 20.000 mq per i prodotti ad alta rotazione e arrivare a oltre 100.000 mq di piattaforma centralizzata. Il 2020 per noi rappresenta anche l’anno del lancio dell’eCommerce, un progetto fortemente voluto dal nostro presidente e sul quale abbiamo investito molto in comunicazione, soprattutto social (Instagram e Facebook). Investimento che continueremo.

#Euroshop2020 Italian retail revolution, i trend sono made in Italy

L'impronta italiana nelle scelte dei retailer nostrani all'estero e in Italia, e anche degli stranieri che con il fascino mediterraneo attraggono clienti

In diretta da #Euroshop 2020

Retailer italiani che lavorano sulla tradizione nostrana per rinfrescare il concetto del fare la spesa, e retailer stranieri che portano l'Italia all'estero perché fa tendenza e attrae i foodies. Italian retail revolution è il titolo e il tema dell'intervento tenuto da Cristina Lazzati, direttore Gdoweek, Mark Up, Fresh Point Magazine e Italian Food Excellence, presso lo stand Epta Group a Euroshop 2020. Ecco in video una sintesi.

Gdoweek lo ha seguito nella diretta twitter di domenica da Euroshop

#Euroshop2020 I 10 Concept Epta a Euroshop fotografano l’evoluzione del retail

Sono 9 le aree di studio presentate da Epta Group a Euroshop 2020, per immaginare l'evoluzione del retail attraverso l'analisi delle ultime tendenze

In diretta da Euroshop

La fotografia del retail presentata dai concept Epta esposti nell'enorme stand a Euroshop 2020 è di un mondo vivace e vario, nel quale l'offerta è altrettanto ampia quanto i desideri delle persone. In 10 trend ecco come acquisteremo, e in parte già acquistiamo, e le soluzioni per i retailer, alcuni dei quali spiegati da Giorgio de Ponti nella nostra videointervista.

Lo stand ad Euroshop con i 10 concept Epta è fatto di tanti negozi

Urban Spirit è l'area proximity e convenience
Urban Spirit è l'area proximity e convenience

1 - Urban Spirit è l'area dedicata al proximity e convenience, uno spazio urbano che deve essere attraente nell'immagine e nell'offerta, ma in poco o pochissimo spazio. Come risolvere? Con una serie di banchi plugin, quindi più flessibili per riallestire o spostare il negozio, con un'estetica uniforme e curata tipica dei banchi remoti, e anche una profondità maggiore, da supermercato. Inoltre, banchi dedicati a segmenti d'offerta (premium) specifici, come il vino o il biologico. Murali oppure semiverticali, anche negativi (tra le novità), non troppo alti, per lasciar vedere tutto il negozio.

Il vaporizzatore nell'area freschi e freschissimi Epta a Euroshop 2020
Il vaporizzatore nell'area freschi e freschissimi Epta a Euroshop 2020
La standardizzazione permette in realtà di creare abbinamenti sempre diversi tra basi e alzate
La standardizzazione permette in realtà di creare abbinamenti sempre diversi tra basi e alzate

2 - Grandi superfici e mercati, l'area freschi e freschissimi. Se gli ipermercati riducono gli spazi, rimangono comunque i superstore e i nuovi (o meglio, rinnovati, visto che appartengono alla tradizione italiana) mercati che spesso abbinano la spesa al consumo di cibo, su una superficie più vasta. Qui Epta ha estremizzato la componibilità proponendo le basi e le alzate da combinare. Ai banchi serve over per l'offerta servita, con soluzioni flessibili per accogliere insieme cibo caldo e refrigerato, si abbinano isole self service e i retrobanchi con doppia funzione, cioè utilizzabili anche per gli assaggi. L'impronta estetica è comune e sfrutta materiali come il Corian, per dare uniformità all'immagine del negozio.

Le vasche plugin interpretate da Epta, nessun ostacolo si frappone alla vista dei prodotti
Le vasche plugin interpretate da Epta, nessun ostacolo si frappone alla vista dei prodotti

3- Vasche plugin per nuovi bisogni. Ripensati Galileo Costan e Keplero Eurocryor. In questo concept Epta propone anche vasche plugin dall'estetica molto pulita, senza nessun ostacolo a distrarre la vista dal prodotto. Sono sempre più richiesti non solo per le offerte promozionali, ma anche per mettere in risalto segmenti d'offerta, dalla mdd premium ai localismi.

4 - L'area dedicata al progetto europeo Life-C4R cui l'azienda partecipa con le sue tecnologie per la refrigerazione sostenibile FTE, Full Transcritical Efficiency, ed ETE, Extreme Temperature Efficiency, per declinare il rispetto dell'ambiente anche in contesti climatici estremi.

5 - Supermercati. Qui i retailer cercano ancora flessibilità ma anche qualità estetica. Ampliata significativamente la gamma dei semiverticali, per venire incontro alle esigenze sempre diverse dei retailer interessati a dare il giusto valore a ciascun prodotto. E un nuovo finishing, "reticolo", che permette ampia personalizzazione e di allineare i banchi verticali e semiverticali remoti, a libero servizio, con l'estetica dei banchi tradizionali. Per l'ortofrutta, sempre a caccia di attenzioni, un frigo con vaporizzatore capace di refrigerare senza generare acqua, grazie a minuscole gocce che non rimangono sulla frutta e verdura.

Per gli hard discount il banco che abbina frutta verdura e fiori recisi
Per gli hard discount il banco che abbina frutta verdura e fiori recisi

6 - Hard discount. I discount crescono e le soluzioni che richiedono vanno sempre più verso l'immagine del supermercato. Quindi i banchi sono plugin, per dare più flessibilità, ma con ampi spazi espositivi. E per l'ortofrutta, un banco verticale capace di abbinare frutta, verdura e fiori recisi

La Saladette Eurocryor, nella testata l'area per i piatti caldi
La Saladette Eurocryor, nella testata l'area per i piatti caldi

7 - Estetica e dotazioni premium, Eurocryor. Dalla standardizzazione alla personalizzazione più curata e artigianale. Anche questa è una tendenza che si manifesta nella proposizione di carni e formaggi, ma anche dei dolci e del cibo pronto. Per i formaggi, Epta si allinea alle più stringenti norme francesi sull'ergonomia con un banco più alto, caratterizzato anche da una illuminazione del prodotto da sotto, che lo valorizza. La novità più trendy è la Saladette, un mobile a isola per comporre insalate o piatti diversi, con la possibilità di inserire anche una parte calda, per il food self service da consumare in loco.

L'area dedicata alla circolarità propone materiali e soluzioni nel rispetto dell'ambiente
L'area dedicata alla circolarità propone materiali e soluzioni nel rispetto dell'ambiente

8 - Circolarità e Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. La circular economy è un trend che non ci si può lasciare scappare, anche perché è un'ovvia conseguenza delle scelte eco fatte da Epta con le proprie tecnologie per la refrigerazione. Epta lo affronta con partner prestigiosi, come l'Università di Pollenzo, e Giorgio De Ponti come product strategy manager. Quello che viene presentato qui è un'immagine realistica di come potrebbe essere un'area grocerant davvero "circolare", cioè attento al pre e al post di tutte le materie prime, e anche alle sorti dei cibi proposti in vendita. Tutto riciclabile, o prodotto da materie prime riciclate, e con le idee dei ragazzi dell'Università delle Scienze, come un espositore a tre temperature. Presentata già al Seeds&Chips, la vending machine London Meal8, con piatti pronti da assemblare, in modo da separare gli ingredienti che hanno scadenze diverse, per sprecare meno cibo. E collaborazioni con Lucart, Lavazza, Novamont, Wega, KEO Project e BWT Italia.

9 - Beverage. Anche questa un'area da tenere sott'occhio per Epta che propone un frigo da inserire nel murale delle bibite, per proporre nello stesso reparto anche le bevande fresche da bere al momento. E' perfettamente allineato con le dimensioni dello scaffale.

L'area startup dello stand Epta a Euroshop 2020
L'area startup dello stand Epta a Euroshop 2020

10 - Startup per andare oltre. Una serie di collaborazioni per estremizzare i concetti retail, attraverso un carrello smart, o la sistema per coltivare i germogli, fiori, erbe privi di pesticidi da mangiare freschi.

Di trend ha parlato anche la direttrice di Gdoweek, Mark Up, Fresh Point Magazine e Italian Food Excellence Cristina Lazzati nel suo intervento dedicato alla Italian Retail Revolution, in calendario nell'area centrale dello stand. Lo abbiamo seguito nella diretta twitter dalla fiera ed ecco anche una sintesi video.

Cristina Lazzati durante l'intervento sull'Italian Retail Revolution
Cristina Lazzati durante l'intervento sull'Italian Retail Revolution

Sono solo alcuni dei molti spunti colti in fiera...

 

 

La customer journey del lusso cerca la relazione

customer journey del lusso Photo by Austin Chan on Unsplash
customer journey del lusso Photo by Austin Chan on Unsplash
Intercettare il consumatore in tutte le fasi della customer journey del lusso, il ruolo del digital signage secondo Masserdotti

La relazione fisica con il brand è ancora molto importante nella customer journey, soprattutto nel settore del lusso. È ciò che è emerso nel corso dei Digital Talks organizzati da VicenzaOro January 2020 da Federpreziosi Confcommercio.

La customer journey del lusso in 5 fasi

Davide Turatti_direttore marketing Gruppo MasserdottiSecondo Deloitte Digital “The restaurant of the future”, poiché il prodotto di lusso in genere si stacca dal discorso dell'impulso, il percorso d'acquisto tra fisico e digitale risulta essere un percorso complesso e articolato, meno prevedibile rispetto al passato, che Davide Turatti, direttore marketing Gruppo Masserdotti e Dominodisplay, nel suo intervento ai Digital Talks ha suddiviso in 5 fasi.

La prima fase corrisponde alla nascita del desiderio e viene chiamata Entice; segue l'Enter, la fase in cui la persona individua il luogo (fisico o digitale) dove può soddisfare il proprio desiderio. Qui entra in gioco da subito la qualità del servizio, basta che il sito di eCommerce sia lento a caricarsi, più di 3 secondi, perché il probabile cliente decida di migrare verso altri lidi. Una volta entrato nel luogo del desiderio, la fase successiva è quella dell'Engage, la ricerca di una relazione, di un coinvolgimento emotivo.

Attenzione però che la relazione di cui si parla non è limitata nel tempo, al momento dell'acquisto, ma è qualcosa di duraturo che prosegue una volta oltrepassata la soglia del negozio (fisico o digitale) nella vita reale e in quella social del consumatore. La fase dell'acquisto viene chiamata Exit, mentre il proseguimento dell'esperienza di utilizzo e interazione con la marca sui social viene chiamata Extend.

Interagire in tutte le fasi della customer journey del lusso

La suddivisione in fasi è uno stratagemma utile a capire come il brand si può muovere per conservare la relazione con i propri fans lungo l'intero percorso d'acquisto. Il digitale permette di studiare strategie ad hoc per ciascuna fase. Per esempio, appunto nel lusso, il medium costituito dalla vetrina ha esigenze specifiche: quando il negozio è chiuso, i prodotti di lusso spesso non rimangono esposti ma vengono messi al sicuro.

luxury retailLa funzione comunicativa della vetrina si può però ripristinare con il digital signage. Questo mezzo è utile anche per comunicare informazioni molto dettagliate sul prodotto e sul brand, ai consumatori che le richiedono, oltre che per dare supporto alle vendite trasmettendo le disponibilità dei prodotti in magazzino.

Tra gli esempi citati, quello di Oxo (occhialeria) e di Borbonese (maison, abbigliamento e accessori) che hanno utilizzato soluzioni digital signage ottenendo risultati tangibili in termini di engagement, incremento delle vendite e data analysis per il marketing.

Facile.it: prime aperture al sud

I due punti di vendita aperti a Bari e a Lecce segnano l'ingresso dell'insegna Facile.it in sud Italia raggiungendo una rete di 17 locali

L’insegna entra in Puglia segnando il suo ingresso nell’area meridionale del Paese dove opera con 15 strutture alle quali vanno ad aggiungersi i due punti di vendita Facile.it inaugurati a Bari, in corso Cavour 112/114, e Lecce, in piazza Mazzini 56. Continua dunque l’espansione nel retail fisico che ad oggi vede la presenza della catena a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova e Torino.

Gli store di Bari e Lecce rappresentano per noi un doppio traguardo -spiega Francesco Rigamonti, retail manager di Facile.it-. Da un lato sono importanti perché, con essi, raggiungiamo i 17 negozi fisici su tutto il territorio nazionale; dall’altro hanno un valore simbolico e strategico perché rappresentano il punto di partenza per la nostra espansione nelle regioni del Sud Italia. Vogliamo offrire anche agli abitanti di queste aree un’ulteriore opportunità per ridurre le principali voci di spesa con cui devono fare i conti ogni mese”. Rigamonti aggiunge: “Obiettivo dei Facile.it Store è comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare, anche ad un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online”.

Gli store Facile.it offrono consulenza per l’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, di finanziamento e utenze domestiche.

 

Ai per il retail con il machine learning checkup

Machine Learning Checkup Photo by Stephen Dawson on Unsplash
Machine Learning Checkup Photo by Stephen Dawson on Unsplash
Quali vantaggi porta l'intelligenza artificiale alle aziende retail? Basta fare un checkup. La novità nata dalla collaborazione tra google e la School of Management del Politecnico di Milano

Il machine learning checkup è uno strumento di valutazione gratuito per le imprese che serve a misurare il grado di maturità nell'adozione di soluzioni di intelligenza artificiale (AI). È un'invenzione italiana nata dalla collaborazione tra Google e la School of Management del Politecnico di Milano, inizialmente declinata nei settori agroalimentare, tessile, arredamento, metalsiderurgico e metalmeccanico e proprio a febbraio estesa anche al settore retail.

Machine learning checkup per le aziende retail

Cosa ricava un'azienda che si sottopone al machine learning checkup? Ricava un report personalizzato che porta alla luce i potenziali benefici della AI in quella specifica azienda, in base al settore di riferimento e al posizionamento nella filiera produttiva. Inoltre, per le aziende è disponibile un servizio di consulenza di Unioncamere realizzato attraverso i punti Impresa Digitale delle Camere di Commercio sparse sul territorio, e gli incentivi del ministero dello Sviluppo Economico.

Lo strumento disponibile in Italia da settembre 2019 verrà esteso nei prossimi mesi ad altri 11 paesi europei.

Case study sotto la lente del Politecnico

La School of Management del Politecnico di Milano ha portato a termine una ricerca commissionata da Google su 35 casi di applicazione dell'intelligenza artificiale nel retail. I dati rilevati parlano, nella distribuzione organizzata, di un 57% in meno nelle commissioni e un 10% in più nelle vendite, grazie alla AI. Nel settore moda invece i vantaggi più significativi riguardano la semplificazione del processo d'acquisto, la cui durata si riduce del 38%, e nel retail in generale i vantaggi sono nell'analisi predittiva, nel riconoscimento delle immagini e dei suoni. La AI insomma serve a rielaborare i feedback dei clienti, con potenzialità di incremento nelle vendite evidenziate dalla ricerca del Politecnico pari al 50%, e un aumento del traffico instore fino al 70%.

L'esempio di Cortilia

Gli ambiti in cui Cortilia ha adottato soluzioni di AI sono: ottimizzazione dei processi della filiera, previsioni di vendita, suggerimento degli acquisti ai clienti.
I vantaggi ottenuti: superamento delle complessità logistiche legate al coordinamento dei produttori, incremento delle vendite, riduzione delle eccedenze alimentari fino all'1%.

L'esempio di Motivi

Gli ambiti di utilizzo della AI: gestione dello stock e dell’inventario, gestione delle promozioni.
I vantaggi ottenuti: miglioramento dell’integrazione tra attività online e offline, significativa maggior efficienza di magazzino, +50% volumi di vendita, impatto positivo sul personale di vendita.

L'esempio di IBS.it

Gli ambiti di utilizzo della AI: personalizzazione dell'offerta di oltre 25 mila tra libri, musica, videogiochi, giocattoli.
I vantaggi ottenuti: il tasso di conversione è cresciuto di 5 volte nei primi 3 mesi dal lancio del progetto.

“La ricerca evidenzia numerosi ambiti di impatto dell’Intelligenza Artificiale sui processi di business del mondo retail -afferma Lucio Lamberti, associate professor, School of Management Politecnico di Milano-. I casi applicativi a livello nazionale sono ancora pochi, per quanto incoraggianti, ed evidenziano un fenomeno solo apparentemente paradossale; l’intelligenza artificiale è particolarmente interessante per quei retailer che vogliano rafforzare gli elementi qualificanti della distribuzione fisica: servizio, supporto e conoscenza del cliente”.

Non resta che sottoporsi al checkup e magari raccontare la propria esperienza sul sito leconomiadellintelligenza.it.

 

Crai Radenza lancia Gioca con il bomber

Gioca con il bomber Crai radenza
Questo progetto vede protagonista Bobo Vieri pronto a “sfidarsi” virtualmente con i clienti siciliani dell'insegna Crai in un gioco interattivo

L'iniziativa online lanciata da Crai Gruppo Radenza in collaborazione con P&G e con Gillette sulla piattaforma craigrupporadenza.it/giocaconilbomber vede protagonista Bobo Vieri pronto a “sfidarsi” virtualmente con i clienti siciliani dell'insegna in un gioco interattivo.

Il progetto Gioca con il bomber prevede un evento esclusivo in una location strategica per il gruppo siciliano: il prossimo 1 marzo il calciatore sarà in Sicilia, al Crai extra del centro commerciale Le Masserie di Ragusa, per il lancio di un nuovo prodotto a marchio Gillette.

Danilo Radenza, amministratore delegato di Crai Gruppo Radenza, evidenzia questo progetto come tra quelli di punta che caratterizzeranno le attività promozionali e di marketing per il 2020. “Sono molto soddisfatto ed orgoglioso della collaborazione con P&G e Gillette che sì è sintetizzata nel progetto Gioca con il bomber e che, oltre a coinvolgere direttamente i clienti Crai in un divertente gioco online, vedrà direttamente Bobo Vieri coinvolto dal vivo in una serie di attività” sottolinea Danilo Radenza.

Come Gillette siamo orgogliosi di aver organizzato questo evento in occasione del lancio di un nuovo prodotto, molto importante per noi, in una terra fantastica come la Sicilia -commenta Giuseppe La Pusata, brand manager Gillette Italia-. Siamo entusiasti di poterlo fare con Bobo Vieri, un personaggio amato da milioni di italiani”.

Sole365 (Selex): la spesa online arriva a Napoli

L’insegna inaugura i servizi di home delivery e drive “clicca e ritira” attraverso la piattaforma del Gruppo Selex CosìComodo.it.

L’insegna inaugura i servizi di home delivery e drive “clicca e ritira” attraverso la piattaforma del Gruppo Selex CosìComodo.it. “Oggi lanciamo un servizio che va incontro alle esigenze di una vita contemporanea, un servizio puntuale capace di facilitare la quotidianità proponendo la comodità di una consegna disponibile tutti i giorni della settimana, domenica compresa” afferma il direttore commerciale di Sole365 (Selex) Antonio Apuzzo.

L’offerta comprende tutti i prodotti dell’assortimento di un punto di vendita Sole365, oltre 9 mila item, compresi dunque i prodotti freschi di ortofrutta, carne, pesce, salumi e formaggi ma anche tutte le linee dei prodotti Selex, le grandi marche, le specialità tipiche campane e tutti i prodotti alimentari per esigenze specifiche, come i senza glutine o i senza lattosio. La gestione delle spesa dei clienti avviene tenendo sempre a temperatura controllata i prodotti, siano essi freschi, surgelati o a temperatura ambiente.

I consumatori hanno la possibilità di una doppia scelta: possono cioè decidere di ritirare la spesa nel punto di vendita di via Argine 380 a Napoli oppure optare per la consegna a domicilio nella fascia oraria più congeniale 7 giorni su 7.

L’arrivo dell’eCommerce www.cosicomodo.it in Campania, con un progetto nato nel 2017 che oggi conta 6 insegne nazionali e regionali e 37 negozi coinvolti e copre con la consegna a domicilio della spesa 11 aree geografiche, è un traguardo importante per il Gruppo -dichiara Maniele Tasca, direttore generale di Selex Gruppo Commerciale-. A fine 2019 la crescita dei volumi è stata pari all’80% e siamo convinti che l’immediatezza del processo di acquisto, la convenienza delle offerte promozionali e l’opportunità di farsi preparare i prodotti freschi come se li scegliessero al banco servito del negozio saranno elementi che convinceranno alla prima prova”.

Come funziona il servizio di spesa online

Per iniziare la spesa su Sole365 a casa è sufficiente digitare www.sole365.cosicomodo.it, da pc, smartphone o tablet, inserire il cap della zona in cui si desidera venga effettuata la consegna e selezionare il servizio consegna a domicilio. Bisogna selezionare l’orario per la consegna, che verrà effettuata al piano. Il sistema prevede inoltre di creare delle liste della spesa personalizzate. Infine non è obbligatorio un prezzo di spesa minimo per ordinare la consegna a casa, che parte con una promozione: fino al 30 marzo, tutte le consegne sono gratuite.

Il servizio è attivo dal lunedì alla domenica, in fasce da 2 ore, dalle 10.30 alle 20.30. Il pagamento avviene con carta di credito, e per il drive è prevista anche la possibilità di saldare l’ordine in contanti al momento del ritiro.

Etruria Retail: un punto di vendita Carrefour Express a Siena

A Siena il gruppo ha aperto un punto di vendita Carrefour Express, in via dei Rossi, sviluppato su un’area di 200 mq con un’offerta di 4.000 referenze

Continua il rebranding della rete di Etruria Retail. A Siena il gruppo ha aperto un punto di vendita Carrefour Express, in via dei Rossi, sviluppato su un’area di 200 mq con un’offerta di 4.000 referenze. La tradizionale proposta di freschi comprende i banchi serviti di gastronomia e panetteria con prodotti da forno e la pizza. All’ingresso del negozio si trova l’ortofrutta a libero servizio. In assortimento trovano spazio i prodotti a marchio Carrefour e della linea top di gamma Terre d'Italia, ossia prodotti tipici regionali di alta qualità. L’assortimento si completa con una gamma di prodotti bio, no gluten e la gamma benessere.

La nuova rete di Etruria Retail

Dopo l’operazione di rebranding la rete Etruria è così ridefinita:

  • 44 Carrefour Market
  • 107 Carrefour Express
  • 139 La Bottega Sapori &Valori.

Le aree in cui Etruria Retail sono:

  • Toscana (205 punti vendita)
  • Umbria (57)
  • Lazio (24)
  • Liguria (4).

Al centro di distruzione alimentare della Cooperativa, che ha sede a Badesse (Siena), fanno riferimento molti altri negozi tradizionali per il rifornimento quotidiano.

Retail e tecnologie, come cambiano gli store

Le insegne tra concretezza e utopia: uno sguardo ai trend dell’innovazione negli strumenti del retail, per capire cosa aspettarsi nel futuro (da Gdoweek n. 2)

Guardare avanti con la tecnologia come strumento chiave per dare valore ai clienti e all’impresa. Quali le ultime tendenze che disegneranno le fisionomie del retail che verrà?

In attesa di Euroshop, da sempre vetrina essenziale per capire dove si sta andando (soprattutto come si stanno muovendo le aziende specializzate in soluzioni per il punto di vendita), emergono proposte e idee che si aggregano intorno a 4 tendenze trasversali.

I temi caldi, oggi, riguardano la trasformazione dello spazio di vendita in qualcosa di diverso, la multifunzionalità di negozi e oggetti, la sostenibilità, il negozio intelligente, cioè in grado di acquisire e utilizzare le informazioni sul proprio funzionamento e sulla relazione con i clienti. I retailer sono tendenzialmente tradizionalisti, ma la tecnologia è un game changer per il negozio del futuro.

Cosa sta succedendo? Si va dal freddo e razionale magazzino dove prelevare rapidamente ordini predisposti da casa, a un luogo caldo e accogliente per vivere il prodotto e il brand con la fisicità che il web non può offrire. “Il retailer deve sapere cosa sta succedendo nel proprio negozio -spiega Stefano Nicolis, ceo di Nicolis Project- come se fosse una pagina web, della quale si sa quanti sono i visitatori e dove cliccano. Quindi, ci stiamo concentrando sulla digitalizzazione dello spazio fisico, che diventa ‘phygital’ (physic to digital), con la nostra tecnologia ‘On’ che rende lo scaffale interattivo e controllabile. Così il brand comunica con il consumatore, in modo trasparente”.

Stessa direzione per la app mobile Sif di Manhattan Associates, per individuare i prodotti nello store (che diventa anche magazzino per l’online) e i percorsi più efficienti per prelevarli. Una soluzione che riduce di oltre il 60% il tempo impiegato dal personale per raccogliere gli ordini. “La nostra tecnologia -dice Fabienne Cetre, sales director di Manhattan Associates- si integra con sistemi hardware che tracciano gli articoli attraverso i tag Rfid, permettendo anche in negozio i livelli di accuratezza del magazzino”. Tre esempi da Jürgen Frank, business unit manager shop solutions, head of marketing Wanzl: con i tag Rfid si può verificare la presenza dei carrelli in negozio o della merce a scaffale, mentre il conteggio dei clienti serve a velocizzare l’operatività in cassa. “Sarà indispensabile ogni tecnologia che permette il collegamento al cellulare, sia per i clienti che per il personale, oltre a quella che rende intelligenti gli oggetti, come la nostra scaffalatura che registra se viene prelevato il pane o i prodotti freschi”.

Tutto questo rende il ruolo del punto di vendita sempre più complesso. “Progressivamente il negozio diventa non solo il luogo dove termina il ciclo del prodotto con la vendita -spiega Antonio Rizzi, vice presidente di ID-Solutions e professore ordinario di Logistica e Scm all’Università di Parma- ma anche un vero e proprio snodo logistico, che svolge processi prima di pertinenza esclusiva del magazzino”.

Magazzino vuol dire picking, packing, shipping, gestione resi: il ruolo primario è affidato alla tecnologia Rfid, a garanzia dell’accuratezza inventariale che con i tag cresce dall’attuale 60-70% fino al 97-99%. La app costruita da ID-Solutions, basata su studi universitari, incrocia i dati di vendita con quelli sul display per definire prodotti:

Money Maker, molte vendite e poco spazio espositivo; Money Looser, che occupano molto spazio ma generano poche vendite; e Indifferent, che generano poche vendite e occupano poco spazio, o molte vendite occupando molto spazio, che lo store manager cercherà di spostare nella zona redditizia della matrice. “Dati reali, per prendere decisioni in razionali e incrementare il fatturato nell’ordine del 2-3%”, afferma Rizzi.

A proposito di locker, ancora pochi in Italia ma in crescita. “Dovranno essere posizionati presso il punto di vendita per incentivare i clienti a entrare -spiega Gilberto Frascaroli, direttore commerciale della divisione product & digital di Itab Italy- oppure presso luoghi di grande passaggio come stazioni e metropolitane”.

Il negozio sarà sempre più smart, grazie anche all’intelligenza artificiale: Juniper Research prevede che i retailer spenderanno 7,3 miliardi di dollari in applicazioni di Ai nel 2022, rispetto ai circa 2 miliardi di dollari spesi nel 2018.

“Il negozio fisico dovrà offrire personalizzazione e tempestività nel rinnovamento del layout, ergonomia e funzionalità -spiega Giuseppe Marcante, managing director Cefla Shopfitting- e le scaffalature saranno modulari, multiproposal, sostenibili e riciclabili”. Tutto all’insegna della flessibilità, ma con intelligenza: “Beacon bluetooth, sistemi di pagamento evoluti, riconoscimento facciale e physical cookies sono tra gli elementi tecnologici che dovranno sempre più contribuire a costruire un’esperienza dinamica e attrarre clienti”, aggiunge Marcante.

Un’evoluzione dettata anche dalle immagini, come spiega Federico Padovani, regional marketing manager per l’Italia di Panasonic Mobile Solutions: “L’immagine è al centro della comunicazione e del commercio: le nostre azioni, le nostre scelte, il nostro comportamento passano, come mai prima d’ora, attraverso la vista e lasciamo sempre più tracce visive”. In termini di retail del futuro, significa proiettare informazioni dinamiche sui pacchi della logistica, raccogliendo informazioni tramite telecamere intelligenti, e trasferirle al personale tramite toughbook, con un approccio che Panasonic definisce olistico, ovvero che abbraccia tutta la supply chain.

Tecnologia fa sempre più rima con sostenibilità, un must per la refrigerazione e la regolazione termica degli spazi. La loro operatività impatta su tutti e 17 gli obiettivi di sostenibilità ambientale individuati dall’Ue, oltre che sulla gestione del negozio. “Sempre più soluzioni ruoteranno intorno alla connettività cellulare -afferma Joe Perrott, co-fondatore e ceo di Remote Signals-: anche i frigoriferi saranno, come in parte sono già, oggetti connessi. Dunque occorre attrezzarsi con tecnologie adeguate come Lpwan (Low Powered wide area network) e 5G”.

Su queste infrastrutture si potranno collegare i controller portatori di quell’intelligenza grazie alla quale anche i banchi frigo raccoglieranno insight sulle abitudini dei clienti: quanto spesso viene aperto lo sportello, dove punta l’occhio, quando si acquista e cosa.

Novità anche sul fronte del modello di business: si affaccia il CaaS, Cooling as a service, cioè l’hardware (il frigorifero o simili) come il software si può acquistare come servizio (e non come proprietà a rischio obsolescenza).

Luca Masiero, direttore vendite Italia di Arneg, fornitore del format Esselunga di Brescia e dell’Iper Maestoso a Monza, sottolinea il cambiamento tecnologico che porterà l’entrata in vigore, nel 2021, dei regolamenti Eco Design ed Energy Labelling. “Scegliere determinati espositori rispetto ad altri avrà importanti ripercussioni nelle vendite -prosegue- viste le abitudine dei consumatori finali, la tipologia di prodotti proposti, le strategie promozionali. Non ci saranno più gli ipermercati, la spesa verrà fatta nei discount, già oggi molto simili ai supermercati, o nei superstore che diventeranno punti di aggregazione dove saranno proposti anche servizi per le famiglie”.

Estetica, flessibilità, rispetto dell’ambiente sono le parole chiave per il futuro degli store secondo William Pagani, group marketing director di Epta. Tendenze cui si affianca il tema della convivialità, con gli store che ospitano aree grocerant. “Epta propone l’evoluzione del sistema brevettato Fte Full Transcritical Efficiency, cuore del progetto Life C4R - Carbon 4 Retail Refrigeration, che mira a sensibilizzare all’utilizzo di soluzioni green sostituendo i refrigeranti Hcfc e Hfc con CO2 transcritica”, spiega Pagani.

Multifunzione e smart coinvolgono anche la luce per il retail. “Nel suo ruolo di elemento attrattivo, la luce conferisce valore aggiunto guidando il consumatore alla scoperta delle caratteristiche e della qualità dei prodotti esposti -commenta Massimiliano Giussani, general director di Makris e direttore commerciale Italia di Imoon-. Anche l’illuminazione sarà digitale e integrata con funzioni di sensoristica, come il rilevamento dell’inquinamento ambientale, del rumore e della temperatura, a favore del comfort”.

Una forza attrattiva che si esercita soprattutto nell’area accoglienza e nella zona casse, per tutti strategica: la sensazione è di vivere una fase intermedia, nella quale non si vuole rinunciare all’interazione umana, ma ci si impegna nell’offrire ai clienti anche la possibilità di fare prima, per esempio con la modalità self. In quest’ottica, Itab Italy ha sviluppato un sistema capace di migliorare del 40% le performance dell’addetto in cassa: un banco a isola che gestisce 4 flussi di clienti con lettore a 360 gradi. Il risultato è doppio: si conserva il rapporto personale con il cliente e si interviene sull’efficienza.

Il trend della multifunzionalità si esprime anche nella capacità dei software di cassa di andare oltre la gestione di fiscalità e pagamenti, verso la raccolta dati in real time. Camì punta sul sistema Q-busting, un software che velocizza queste operazioni grazie a un operatore che realizza un pre-scontrino per chi attende in coda. Ma avverte: l’innovazione va gestita con attenzione. “Acquisire subito una tecnologia molto avanzata non è sempre vantaggioso -sottolinea Michele Grande, titolare di Camì- a volte è meglio procedere per step successivi”. In primis, occorre rendere efficiente il momento del pagamento, oltre che facile e fluido il dialogo tra front-end e back-office.

“La tendenza -precisa Alessandro Mastropasqua, communications manager di Custom- non è più solo quella di implementare strutture e processi con soluzioni performanti, ma piuttosto quella di creare nuove soluzioni che possano integrarsi e ottimizzare i processi di digitalizzazione, migliorando l’efficienza complessiva”.

Cambiamenti anche sul fronte sicurezza? “Sarà sempre più attuale -chiarisce Alberto Corradini, business unit director Italy di Checkpoint Systems- se avremo sempre più negozi integralmente self service”. Da qui lo sviluppo di antenne antitaccheggio che dovranno conciliare elevate performance con piacevolezza estetica, abbinate all’utilizzo di tag Rfid capaci di proteggere anche prodotti con involucro metallico e nuove funzioni. “L’Rfid si sta estendendo oltre i territori classici del tessile verso elettronica, cosmesi e food -precisa Corradini-: sempre più il tag alla fonte servirà per gestire al meglio lo stock, in termini di scadenze per i freschi e disponibilità dei prodotti”.

Intanto ci si prepara il terreno per numerose sperimentazioni: basta guardare alla Cina e al riconoscimento biometrico, usato già per pagare in cassa (automatica), e alla pervasività dei social anche per fare acquisti. Le aziende produttrici sono attente, i retailer -e i consumatori- però sembrano ancora prudenti.

Primark: doppio opening a Roma

Primark Brescia
Primark aprirà ad aprile un negozio in zona Laurentina, all’interno del centro commerciale Maximo e un secondo, pare, a Roma Est

Lo sviluppo di Primark in Italia è iniziato dal nord Italia e si sta man mano consolidandosi conquistando nuove regioni e aree geografiche strategiche. È il caso di Roma dove l’insegna di abbigliamento low cost, la cui filosofia è sintetizzata nel claim amazing fashion at amazing prices, farà il suo ingresso con due punti di vendita.

Il prossimo aprile Primark aprirà, infatti, un negozio in zona Laurentina, all’interno del centro commerciale Maximo, una struttura commerciale che ospiterà 170 negozi, 30 ristoranti, un ipermercato, un cinema multisala, un fitness center e un’area entertainment.

La catena sta già selezionando i candidati da inserire in organico nello store che si estenderà su una superficie di circa 5.000 mq. Ma si vocifera che stia lavorando a una seconda apertura romana in costruzione a Ponte di Nona, al centro commerciale Roma Est. Secondo indiscrezioni, infatti, e stando a quanto pubblicato sul sito di Bms progetti, la struttura si svilupperebbe su doppio livello per una superficie totale di 6.000 mq circa. Sui tempi di apertura non ci sono ancora notizie certe.

Nel nostro Paese l’insegna è presente a Il Centro di Arese (Mi), a Roncadelle (Bs) al centro Elnòs Shopping, a Campi Bisenzio (Fi), a Rozzano (Mi) e a Verona, con strutture sviluppate su metrature che non vanno mai al di sotto dei 5.000 mq e non superano i 6.000 mq. Tra gli obiettivi di sviluppo anche un punto di vendita a Milano, in via Torino, che sarebbe il primo realizzato in centro cittadino. Pare ci sia l'interesse alla realizzazione del progetto ma ancora tutto tace.

I programmi fedeltà piacciono ai consumatori italiani

Il 56% degli italiani effettua acquisti collegati a programmi fedeltà. I risultati dello studio “The truth about customer loyalty” realizzato da Kpmg

Il 56% dei consumatori italiani effettua acquisti collegati a programmi fedeltà (che consentono di ottenere premi o benefit) più volte a settimana. Un valore che ha pochi pari a livello internazionale, se si considera che mercati a noi vicini sono tutti collocati molto più in basso, dal 45% della Germania al 35% della Spagna, fino al 30% della Francia. Gli Stati Uniti si fermano al 42% e la Cina addirittura al 31%, mentre la sola Australia (61%) fa registrare una diffusione maggiore al nostro Paese. E’ una delle evidenze che emergono dallo studio “The truth about customer loyalty”, realizzato da Kpmg attraverso 18mila interviste (di cui 800 nella Penisola) in 20 Paesi.

Il risultato tricolore assume un rilievo particolare se si considera l’importanza della customer centricity nel contesto attuale (anche sulla spinta degli investimenti fatti in questo senso dai giganti del web) e la difficoltà di mantenere l’attenzione dei clienti in uno scenario in continuo cambiamento. In particolare sono i più giovani a mostrarsi particolarmente esigenti nei confronti delle aziende e poco disposti a restare fermi sui nomi noti.

Per i consumatori italiani fedeltà a un brand vuol dire innanzitutto diventare promotori del marchio, consigliandolo ad amici e parenti. La seconda conseguenza indicata dal campione di casa nostra è la creazione di un forte legame con lo store e con il brand. Seguono la sensazione che il marchio sia migliore rispetto ai competitor e voler scrivere recensioni positive riguardo all'esperienza vissuta.

I settori più fedeli. I consumatori italiani sono fedeli soprattutto ai brand di abbigliamento, calzature ed accessori (65% degli intervistati), di cibo e bevande (64%) e ai cosmetici e prodotti di cura della persona (48%). Se si fa un confronto con le risposte di altri Paesi, la Penisola spicca per la fedeltà ai nomi della moda, di cibo e bevande. I fattori più importanti che consentono di fidelizzare la clientela – in Italia, così come a livello globale - sono la qualità del prodotto, il rapporto qualità/prezzo, le caratteristiche e l'assortimento dei prodotti.

Infine uno sguardo ai canali: i consumatori italiani preferiscono gli store fisici, mentre acquistano online soprattutto beni di lusso (il 5% in modo esclusivo e il 13% prevalentemente). Anche se i millennials sono sempre più orientati verso l’e-commerce e anche questo è un elemento da considerare in prospettiva.

Maiora: doppietta di cash&carry Altasfera in Puglia

Il gruppo inaugura due strutture Altasfera nell’area salentina e nel sud barese, rispettivamente a San Cesario di Lecce e a Monopoli

Si allarga la rete cash&carry del Gruppo Maiora che inaugura due strutture Altasfera nell’area salentina e nel sud barese, rispettivamente a San Cesario di Lecce e a Monopoli (Ba), aree strategiche per lo sviluppo della rete. Le aperture, rispettivamente sviluppate su un’area di 10.000 e 2.700 mq, sono state possibili grazie ad un accordo di partnership con la società Aligros della famiglia Montinari, proprietaria dei locali. Sale così a 7 il numero dei negozi dell’insegna gestiti da Maiora tra Puglia e Calabria. L’assortimento comprende circa 18.000 per punto di vendita, selezionate fra industria, prodotti tipici e prodotti Mdd. Entrambi gli store presentano all’ingresso reparto freschi e freschissimi e ortofrutta.

Dopo aver consolidato in questi anni la nostra presenza nell’area di Foggia, Bari, Taranto e in Calabria (con il punto vendita di Crotone) -spiega Pippo Cannillo, presidente e amministratore delegato di Maiora- la presenza in due aree strategiche per l’economia pugliese come quella salentina e del sud barese rappresenta per noi un investimento importante in un settore nel quale crediamo fortemente. L’esperienza e il blasone di Aligros, uniti al nostro impegno quotidiano nei riguardi dei clienti, ci consentiranno senza dubbio di raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci siamo posti”.

Eataly presenta Mercati dei Contadini in Festa

Eataly Roma
In varie strutture della rete italiana di Eataly si terranno, a partire dal 22 febbraio, attività specifiche per valorizzare le nostre tradizioni contadine

Le tradizioni contadine del nostro Paese sono valorizzate dall'iniziativa Mercati dei Contadini in festa. E troveranno spazio in varie strutture della rete italiana di Eataly dove si terranno attività specifiche. Gli eventi si svolgeranno, a partire dal 22 febbraio, in varie location come per esempio nel porticato di Eataly Roma, nella piazza XXV Aprile di fronte a Eataly Smeraldo, nel piazzale di Eataly Lingotto, negli ambienti storici di Eataly Firenze e da Eataly Genova. L’iniziativa nasce per sottolineare il ruolo centrale di contadini e produttori coinvolti nella valorizzazione dei prodotti sugli scaffali e nei banchi freschi di Eataly.

L’intenzione di Mercati dei Contadini in Festa è celebrare la bellezza del mondo contadino che festeggia mostrando il meglio di sé e offrendo molteplici occasioni di fare esperienza e acquisto di straordinari prodotti ed eccellenze gastronomiche raccontati direttamente da chi ha seguito ogni passaggio della filiera.

La crescita di Tannico: ricavi in aumento (+36%)

Tannico archivia il 2019 con un fatturato di oltre 20 milioni di euro registrando un incremento dei ricavi del 36%. Cresce anche la Wine Platform

L’enoteca online di vini italiani chiude il 2019 con ricavi in crescita del 36% su base annua e 20,3 milioni di euro di fatturato (erano stati 14,9 nel 2018). Parallelamente alla crescita nel canale B2C. che oggi costituisce la gran parte del giro d’affari dell’azienda, Tannico registra anche un incremento (+73%) come Tannico WinePlatform, nato per supportare le case vinicole sul piano tecnologico e logistico nella vendita dei propri prodotti. Ha inoltre potenziato la piattaforma Tannico.biz, partner per ristoranti, enoteche e catene di hotel.

La forte crescita registrata anche nel 2019 conferma la posizione di primo piano di Tannico nel mercato del vino online italiano e all’estero senza dimenticare le continue evoluzioni del suo modello di business che ora può contare anche sulla Tannico Flying School e sulla sezione dedicata ai vini rari -afferma Marco Magnocavallo, founder e ceo di Tannico-. Sono convinto che, anche grazie a questi due nuovi progetti, il 2020 sarà un anno di ulteriore crescita e consolidamento che vedrà inoltre la sfida dell’ingresso nel mondo retail fisico e l’apertura di due enoteche con format differenti ”.

Un’iniezione di tecnologia per potenziare la flessibilità del retail

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 2)

Davanti a un consumatore “always on” (sempre connesso) il retail non poteva che evolversi, cambiare, la tecnologia ha sicuramente fornito (e continua a fornire) strumenti per un’esperienza d’acquisto seamless, che accomodi anche i “microdesideri” come sono stati chiamati da un recente studio di IBM fatto in collaborazione con la National Retail Federation (NRF), un ventaglio di richieste che vanno oltre la mera compravendita ma qualcosa di più sottile, pervasivo. Secondo lo studio, infatti, al primo posto nella catena del valore del consumatore è la “semplificazione della propria vita”, convenience sì ma anche tanto servizio, e soprattutto tanta flessibilità: potenziare le possibilità di scelta non solo delle merci ma anche di come e quando acquistarle e riceverle.

Questo significa che il punto di vendita diventerà irrilevante? Assolutamente no, garantiscono da IBM, anzi! Ma è altrettanto certo che deve cambiare, avvantaggiandosi di tutto ciò che le nuove tecnologie possono fornirgli, accentuando gli aspetti che lo rendono insostituibile; a cominciare dalla socializzazione: riflettiamoci, se molti dei lati “noiosi” del fare la spesa al super come la fila alla casse, la difficoltà di reperire le merci, le liste della spesa manuali sono oggi tutte bypassate dagli strumenti digitali gestiti direttamente dal cliente, molta della forza lavoro si libera da compiti, altrettanto noiosi e ripetitivi, per affiancare il cliente, rinforzando l’aspetto umano che, per forza di cose, lo shopping via eCommerce non può (ancora) offrire.

Esperienza è e sarà il leitmotiv del retail degli ultimi anni, ed è proprio strutturando l’esperienza che si offre al negozio una possibilità unica e invincibile.

Infine siamo nell’era dell’impazienza, sempre più abituati ad ottenere tutto con un click, l’immediatezza del negozio è unica, ovvio che è nell’accuratezza del retailer quella di strutturare un’offerta adeguata, soprattutto con l’aumentare dei punti di vendita micro, qui tutto deve essere perfettamente pensato in base a ciò che li circonda, l’assortimento unico sicuramente ha finito di esistere.

Italian Food Excellence

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