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#Retailinprimalinea. Gruppo Cds (Il Centesimo): 230mila euro alle fasce più deboli

il centesimo acireale
Il gruppo Cds spa ha stanziato la somma destinata ai Comuni in cui l'azienda è presente, che a loro volta sosterranno le famiglie più deboli

La somma di 230mila euro, stanziata dal gruppo Cds spa, attiva in Sicilia con le insegne il Centesimo, Carrefour e Max, è destinata ai Comuni in cui l'azienda è presente con i punti di vendita di proprietà. Le istituzioni comunali a loro volta li indirizzeranno alle famiglie più bisognose.

Abbiamo già contattato le varie amministrazioni comunali che beneficeranno della donazione per definire le modalità per la consegna di buoni spesa che saranno spendibili in tutti i supermercati il Centesimo, l’insegna orientata al risparmio quotidiano. I buoni saranno distribuiti dagli stessi comuni secondo le modalità previste da ogni sindaco -spiega l'azienda-. L’emergenza senza precedenti che stiamo affrontando grava sulle abitudini di vita e di spesa di tutti e le fasce sociali più deboli ne risentono maggiormente. Attraverso questa donazione l’azienda ha quindi deciso di contribuire in modo concreto ed in linea con le misure adottate dal Governo, a supporto delle famiglie che versano in una complicata situazione economica”.

Il gruppo ha inoltre destinato un’ulteriore somma come bonus per i propri collaboratori.

Flagship e brand una relazione all’insegna di gioco e socialità

Sempre più brand traducono nelle loro reti di vendita nuovi contenuti legati all’arte e alla cultura, con la possibilità di realizzare esperienze ludiche e sociali che vadano oltre la visita nei negozi (da Gdoweek n. 5)

Lo spazio di vendita non si veste soltanto dell’identità del brand, ma si anima della partecipazione dei consumatori, che trovano un luogo dove sperimentare prodotti, attività, esperienze, partecipare emotivamente, socializzare e offrire informazioni utili per altri progetti. Il magnetismo dello store nasce dalla sua capacità di far entrare fisicamente il cliente in alcune dimensioni del brand che non si presenta solo in termini di colori e design, ma interpreta il tipo di “amicizia” che vuole con il consumatore, adottando tecnologie, spazi di incontro, personalizzazione del prodotto, soluzioni ludiche che fanno vivere il marchio come occasione d’intrattenimento e cultura. I flagship sono il laboratorio di questa relazione con la comunità, che riconosce lo spazio commerciale del brand come la giusta cornice della propria esperienza, coerente con la propria immagine: oggi ormai sono luoghi per il tempo libero capaci di generare appartenenza grazie alla condivisione di attività con altre persone che riconoscono i valori iconici di quella determinata marca.

Nello store non si vende più solo il prodotto, ma anche l’energia e l’adrenalina che viene dalla sorpresa o dalla voglia di sperimentare. I primi a insegnare questo concetto sono stati i marchi dell’alta moda, come Prada, che quando aprì il suo store a Soho, nello stesso edificio del Guggenheim Museum, spiegò di voler vivere “una relazione simbiotica con il museo”. Questa ambizione di rendersi luogo di aggregazione, cultura, intrattenimento e di trasformare la tridimensionalità del brand in un luogo “dove andare” è scesa dall’olimpo del lusso, per giungere al mercato di massa. Soprattutto l’attitudine a presentarsi come retailer non è più one shot, legato alla presentazione di un flagship, ma in sempre più casi diventa una nuova vocazione della marca, che attraverso i suoi store si impone come tempio distributivo, mantenendo, a livello di prodotto, relazioni con i distributori multimarca.

Tra i primi ad inaugurare questa visione del punto di vendita monomarca, fatta di esperienza totale del brand legate a comunicazione, immagini, strumenti vari, a metà tra gioco, education ed assistenza, rientra Apple. Per quest’anno il colosso di Silicon Valley ha annunciato la nuova generazione dei suoi store, con l’apertura in Via del Corso a Roma, in stretta collaborazione con il Comune e la Soprintendenza ai beni architettonici. La parola store non sarà utilizzata, perché le aperture Apple rappresentano sempre più punti di attrazione turistica, incontro e formazione.

Un approccio che ha coinvolto anche brand della telefonia come Huawei che ha inaugurato a febbraio il suo flagship a Barcellona, in partnership con il Comune: l’Espai Huawei Barcelona è concepito come uno spazio immersivo in cui i consumatori non solo saranno in grado di conoscere l’ecosistema completo dei prodotti dell’azienda (smartphone, smartwatch, cuffie, tablet o smart glass), le applicazioni Huawei App Services e alcuni dei prodotti non ancora rilasciati, ma godranno anche di esperienze particolari. Lo spazio (750 mq di superficie), si sviluppa su due piani con aree di esperienza ed ospiterà mostre ed esperti in vari temi (stile di vita e tendenze, sport e salute, arte e fotografia, video, multimedia e tecnologia, con sessioni per videogiochi e robotica, intelligenza artificiale).

Anche per Nike e Adidas il flagship (anzi più d’uno) ha un ruolo strategico tale da far diventare i due marchi sinonimo di retailer, come dimostra l’ultimo rapporto Deloitte, che inserisce i due brand nella classifica Global Powers of Retailing 2020 (che valuta 250 retailer per fatturato generato): Nike occupa la posizione numero 88 e Adidas la 136° postazione.

Un approccio da retailer confermato dall’House of Innovation 000 di Nike, aperto a New York a metà 2019, che su 6.000 mq, con il contributo della tecnologia, propone al consumatore personalizzazione di prodotti e allenamenti, occasioni per i programmi fedeltà, storytelling del marchio, ma anche di coinvolgere sportivi immagini in campagne sociale come ha fatto con Giannis Antetokounmpo: di fatto, un prototipo di esperienza che il marchio vuol diffondere in altri punti di vendita e che non manca di condizionare i concorrenti. Per i seguaci dei brand dello streatwear si aprono molte possibilità di vivere lo spazio legato al marchio come luogo per sperimentare se stessi e le proprie performance. The North Face già nel 2016 aveva aperto il suo primo fiore all’occhiello sulla Fifth Avenue, di New York City, caratterizzato da una parete da arrampicata in negozio, posti a sedere in comunità e personalizzazione del prodotto in loco. Ma ora dall’esperienza sportiva i marchi si spostano su quella culturale.

Adidas, ad esempio, dà alla sua strategia di marketing una dimensione sociale, trasferendo la campagna pubblicitaria nello spazio fisico in cui il brand accompagna (e non domina) l’esperienza collettiva. In Italia il protagonista della campagna sociale Change is a Team Sport è il rapper Sfera Ebbasta, che darà vita a uno studio di registrazione aperto a tutti a Cinisello Balsamo (Mi), con il contributo del brand e il supporto di Indie Pride (l’associazione italiana che riunisce il mondo della musica nella lotta a omotransfobia, bullismo e sessismo) e CrossRadio. Un feeling con la musica che animerà anche il flagship di Milano, con incontri e workshop aperti al pubblico con artisti, produttori e addetti ai lavori dell’industria musicale: lo store di fatto diventa così un punto di riferimento per la cultura pop, virando rispetto al concorrente Nike, proponendo un’altra strategia di identità e di contenuti per lo store.

Un esempio di spazio iconico è quello di Supreme, altro marchio della cultura hip pop e punk rock, oggi diventato fashion per gli skater. Il messaggio è semplice: appartenere a una cerchia esclusiva e originale, che fa dell’autenticità la sua cifra stilistica. Molto articolato il modo di far vivere, attraverso gli spazi interni e lo storytelling, l’esperienza del brand. L’autenticità di essere un bravo skater può essere dimostrata sulle rampe degli skate park che già dal primo negozio a Manhattan caratterizzavano gli store Supreme, mentre l’esclusività, nutrita anche da una drop strategy online con lanci di prodotto a tempo, si manifesta nel numero limitato di store originali in giro per il mondo (quest’estate l’apertura a Milano come presidio ai legal fake), e da una vena cult tale da aver “ispirato” il libro Supremacist di David Shapiro. Nel libro, che non sapremo mai se frutto di autentica ispirazione o furba operazione di marketing, il protagonista cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita visitando tutti i negozi Supreme del globo, quasi fossero parti di un puzzle da sistemare per capire il brand. Un gioco di specchi, in cui i creativi Supreme giocano il ruolo del collettivo artistico (sullo stile provocatorio di Banksy), mentre i negozi rappresentano opere abitabili, pezzi di un quadro d’insieme che è l’identità iconica del brand, che parla di autenticità sapendo che è un concetto dell’immaginazione di cui si può artisticamente tenere la regia. Il marchio gioca, divertendosi, il ruolo del feticcio e lo fa integrando anche gli store nella sua “tela”: fra le azioni d’intrattenimento artistico/consumistico rientra la vendita di un mattone con stampato Supreme, il cui prezzo di vendita iniziale di 30 dollari, una volta esaurito, è passato a 1.000 dollari su ebay. Oggi Supreme sta facendo un restyiling del negozio storico a Lafayette Street.

Nella saga non può mancare un cattivo, in questo caso Supreme Italia e Ibf che sta aprendo uno store legal fake in Cina e in una cinquantina di altri Paesi (tra cui Spagna, Portogallo e Israele), dove Supreme non aveva registrato il marchio. Legata a questa sfida anche le voci che vedono la discesa in campo del fondatore James Jebbia a Milano: nessuna ufficialità, solo indizi, fra cui un dettaglio sulla Metallic Jacquard, una maglia nelle cui trame si leggono alcune delle location fisiche degli store di Supreme (Paris, London, New York, e Tokyo compare anche Milano). Ispirato dalla vena provocatoria di artisti illusionisti come Bansky e a interpretare il luogo di vendita come giostra di quel lunapark che è il brand, è anche il flagship VeraLab: il marchio sigla i prodotti dell’Estetista Cinica, inventato da Cristina Fogazzi (questo il vero nome della blogger), che ha prima creato la sua community con l’intrattenimento online per far nascere successivamente un vero e proprio brand, che ha il suo luogo culto nel flagship, meta delle “fagiane” (così si chiamano le sue follower). Il monomarca interpreta lo spirito del brand, da sempre pop, irriverente e originale. “Ci siamo concentrati su un’unica fondamentale domanda -spiega Laura Assini, marketing manager di VeraLab-: cosa spinge un cliente a recarsi direttamente in uno shop, quando potrebbe acquistare comodamente online? Questo è il punto di partenza dal quale è nato il progetto con lo studio d’architettura 23Bassi”. Se le consumatrici erano abituate all’acquisto via eCommerce, il concetto di store ha un altro ruolo, di puro branding. “Il layout deve rispettare esattamente i valori aziendali, per mantenere la relazione coinvolgente con il proprio target -racconta Chiara Frigerio dello studio 23Bassi-. La ricerca ha toccato ogni settore, dal food all’arte contemporanea, utilizzando la contaminazione come elemento “sorpresa” e il tema del luna park, per garantire l’aspetto ludico. Il colore dominante è il rosa che, unitamente al bianco, sono le tonalità utilizzate da VeraLab per i suoi prodotti e per l’immagine aziendale”.

Anche i pop up store assumono un nuovo ruolo per il brand, più emotivo, come nel caso della stanza delle emozioni di Casa Nutella, il pop up store di Ferrero per far assaggiare i nuovi Nutella Biscuits, pensato per chi voleva partecipare attivamente al lancio di un prodotto nato come evento (120 milioni di euro gli investimento richiesti per la tecnologia rivoluzionaria): partito dai social, il momento dell’assaggio è stato trasformato in esperienza collettiva, con le emozioni del coinvolgimento registrate attraverso il riconoscimento facciale in una postazione dedicata. Così il touch point fisico è diventato il luogo di incontro reale dell’entusiasmo nato fra i like. Il concetto di love mark ha utilizzato la tecnologia, non solo per progettare i biscotti, ma anche per registrare la vitalità della community, che ha acceso con la partecipazione il grande cuore tecnologico.

Chiara la conclusione: ormai è sempre più evidente che il virtuale incanta, crea visione e immaginazione, il fisico unisce e consolida fiducia. E i flagship si muovono lungo queste direttrici.

#Retailinprimalinea. Ergon (Despar) sostiene l’Asp Ragusa

Ergon dona tre ventilatori polmonari portatili all'Asp Ragusa per esprimere gratitudine verso i medici ed il personale della sanità siciliana

Tre ventilatori polmonari portatili (gli unici disponibili in tempi rapidissimi) sono stati donati dalla società consortile Ergon, attiva in Sicilia con le insegne Altasfera, Ard, Despar, Eurospar e Interspar, all'Asp Ragusa. “Questi strumenti -spiega l'azienda- potrebbero essere utili in aggiunta a quelli già in dotazione per l'emergenza da covid-19 che ci vede tutti coinvolti. La consortile Ergon con i 2186 uomini e donne dei negozi dei magazzini e degli uffici delle sedi di Ragusa, Belpasso e Palermo, insieme a tutti gli imprenditori affiliati, i loro collaboratori e i trasportatori con i loro autisti, hanno deciso di donare i ventilatori per dare un segnale di vicinanza alle comunità del territorio. Vogliamo esprimere la nostra gratitudine verso i medici ed il personale della sanità siciliana che stoicamente ci sta proteggendo da questo inedito, triste fenomeno. Inoltre vogliamo ringraziare i lavoratori il cui lavoro ha subito una profonda mutazione avendo assunto un elevato aspetto sociale, che tutti e ciascuno stanno svolgendo, pur con apprensione, con il massimo impegno e senza risparmiarsi”.

Questa iniziativa si unisce a quella nazionale a favore dell’Istituto Spallanzani di Roma a cui Despar ha donato 500.000 euro.

#Retailinprimalinea Glovo alleato con Mulan per donare pasti in ospedale

Per ogni piatto dell'azienda italiana di gastronomia asiatica acquistato attraverso l'eCommerce Glovo sarà donato un pasto allo staff medico

Glovo, piattaforma che ìconsente di ricevere e inviare qualsiasi prodotto all'interno delle città in cui opera, si allea con Mulan Group, azienda italiana di gastronomia asiatica che ha portato nei supermercati del nostro Paesi piatti pronti orientali realizzati con materie prime italiane. Una partnership all'insegna della solidarietà: per ogni piatto Mulan acquistato attraverso Glovo, infatti, sarà donato un pasto allo staff medico degli ospedali lombardi più colpiti dall’emergenza coronavirus.

"Invece che fare una semplice donazione abbiamo deciso di sfruttare quello che sappiamo fare meglio, ovvero preparare piatti asiatici, cercando di portare valore aggiunto a tutta la filiera, ai nostri clienti e in particolar modo agli operatori sanitari”, spiega Giada Zhang, giovane imprenditrice alla guida di Mulan Group e tra gli Under30 di Forbes.

Logistica. Spedite dalla sede di Cremona in appositi contenitori in grado di mantenere e conservare al meglio la freschezza dei piatti a 0-4°, le ricette Mulan Asian Food saranno disponibili per i clienti milanesi nella sezione Supermercato di Glovo. Mulan Group è attualmente il primo fornitore di piatti pronti ad entrare nel nuovo Dark Store italiano della piattaforma, a Milano.

Offerta. Le “box solidali”, oltre ad essere ordinabili su Glovo, sono consegnate a domicilio in 24/48 ore al massimo. Online è possibile scegliere tra tre diversi menù quali Cina Mania, Asia Mania e Ravioli Mania. Ogni box presenta al suo interno 4 diversi piatti.

#Retailinprimalinea. Le misure speciali di Supermercato24

busta_smartphone Supermercato 24
In aggiunta alle misure già attive ordinariamente, Supermercato24 ha programmato ulteriori soluzioni a tutela dei collaboratori

L’azienda ha avviato una serie di misure, in aggiunta a quelle già attive ordinariamente, per incrementare la sicurezza e la serenità dei propri collaboratori in questo momento di emergenza. Una scelta facilitata dalla collaborazione di aziende partner che hanno accettato di sostenere, con un contributo economico, l’implementazione delle misure per tutelare gli shopper di Supermercato24: Amadori, Campari Group, Essity, Ferrarelle, La Molisana, McCain, Parmalat, Regina, Rigoni di Asiago.

In questo momento di emergenza, sappiamo di essere d’aiuto alla comunità e a chi è più esposto. Vogliamo tutelare la sicurezza e la salute di tutte le persone coinvolte nel nostro servizio, dai clienti agli shopper -dichiara Federico Sargenti, Ceo di Supermercato24-. Voglio ringraziare ancora una volta i nostri shopper per il grandissimo lavoro che stanno svolgendo in questo periodo di emergenza, e i nostri brand partner per la generosità e la disponibilità dimostrata fin da subito nel supportare le misure che abbiamo attivato in queste settimane”.

Le nuove misure di Supermercato24

Le novità rispetto al più recente passato sono le seguenti:

  • una copertura assicurativa integrativa, per garantire indennità in caso di ricovero, convalescenza o interruzione dell’attività per gli shopper che risultino positivi al Covid-19 o che abbiano necessità di rimanere in quarantena;
  • un rimborso per gli shopper che, decidendo di lavorare, si trovino ad acquistare materiale di protezione, come prodotti disinfettanti, mascherine e guanti; consapevole delle alte difficoltà di reperimento, l’azienda si sta a sua volta attivando per cercare e raccogliere lo stesso materiale;
  • bonus settimanali per gli shopper che in queste settimane stanno lavorando con maggiore continuità per portare la spesa a casa delle persone.

#Retailinprimalinea. Consegne a domicilio per librerie Coop

librerie Coop
La consegna a domicilio, realizzata in collaborazione con il progetto Libri da asporto, fa parte della campagna #iorestoacasaeleggo con #libreriecoop

Sedici librerie Coop in tutta Italia avviano la consegna a domicilio, con la collaborazione di Libri da Asporto, promosso da NW, il progetto con il quale molti editori stanno supportando l’attività delle librerie indipendenti italiane. Ad oggi il progetto vede il coinvolgimento di 56 editori.

La consegna a domicilio con Libri da asporto fa parte della campagna #iorestoacasaeleggo con #libreriecoop. Il contatto con i lettori si tiene anche sul web: sul sito, via Facebook e Instagram, librerie.coop sta offrendo ebook gratuiti, parole, consigli dei librai e degli amici scrittori, idee e momenti di svago, filastrocche per i bambini.

Dal 12 marzo tutte le librerie sono chiuse e in questi giorni da più parti è stato sottolineato che anche i libri sono un bene fondamentale -spiega la presidente di librerie.coop, Nicoletta Bencivenni -. Siamo felici di potere riavviare in questo modo l’attività delle nostre librerie, per restare vicini alla comunità dei lettori e far fronte alle richieste. Vogliamo offrire a tutti la possibilità di sfogliare e leggere un nuovo libro, di acquistare i volumi necessari agli insegnanti e agli studenti e anche di fare arrivare un regalo ai nostri cari, pur restando a casa”.

Come ordinare

Si potranno scegliere sia i volumi dal catalogo degli editori che aderiscono a Libri da Asporto, sia da tutto il catalogo presente nelle librerie.coop, anche avvalendosi dei consigli dei librai sui canali social di liberie.coop e al telefono. I clienti potranno ordinare sul sito www.librerie.coop.it mandando una mail alla libreria di riferimento per l’ordine, pagando con bonifico o, per i docenti e gli studenti nati nel 2001, anche con il bonus docenti e con 18app.

Le librerie coinvolte

I punti di vendita che aderisocon a questa iniziativa sono in Emilia-Romagna quelle di Bologna (Ambasciatori e Nova), Cesena, Imola e Lugo (Ravenna), in Lombardia la Nautilus di Mantova, in Piemonte a Mondovì (Cuneo), in Veneto quella di San Donà di Piave (Venezia), in Liguria le librerie.coop di Genova Porto Antico e Savona, in Toscana Grosseto e Piombino, nelle Marche quella di Pesaro, nel Lazio la libreria di Guidonia, in Abruzzo per Pescara-Chieti la libreria del Centro d’Abruzzo e a Napoli le librerie.coop di Quarto. Ciascuna libreria sarà il punto di riferimento per la propria città e regione, ma non solo: verranno garantite le consegne in tutta Italia.

#Retailinprimalinea. Leroy Merlin dona materiale per mascherine

I punti di vendita Leroy Merlin si sono attivati con le donazioni di prodotti utili, come mascherine e tute di protezione ma anche di materiale per crearle

L'insegna affianca il lavoro svolto dall’associazione Mai Più Solo donando materiale utile a realizzare mascherine usa e getta in confezioni sottovuoto ideate dal presidente Vincenzo De Feo. “Proprio oggi Leroy Merlin di Agrate Brianza, grazie alla direzione, ci ha donato materiale, scatole imballaggio e utensili per avviare la produzione come segno di grande solidarietà verso questa immane tragedia. Questo gesto ci dà ancora più forza per andare avanti” dice De Feo.

Inoltre, in questo periodo di emergenza sanitaria, i punti di vendita Leroy Merlin si sono attivati su tutto il territorio italiano con le donazioni di prodotti utili, come mascherine e tute di protezione, a forze dell’ordine, Asl, Croce Rossa e altre realtà impegnate nella lotta contro il Covid19.

"Siamo orgogliosi di aver supportato la nostra comunità con questa donazione e di potere essere utili, portando il nostro contributo in questa battaglia. Da sempre Leroy Merlin lavora con l’obiettivo di generare valore sociale per le comunità locali e il territorio. In questo momento così delicato abbiamo scelto di esserci e di venirci incontro, per essere uniti malgrado le distanze” spiega Ruggero Mazzone, store leader Leroy Merlin Agrate Brianza.

#Retailinprimalinea. Multicedi: le iniziative in Campania

Il gruppo Multicedi ha avviato una serie di attività a sostegno delle Asl del territorio e delle famiglie più bisognose, in collaborazione con associazioni no profit

I punti di vendita Decò del Gruppo Multicedi donano 160mila euro. L'importo sarà suddiviso tra le Asl 1, 2 3 di Napoli (coinvolti direttamente l’Ospedale Cotugno dell’Azienda Ospedaliera Specialistica dei Colli, l’Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno di Ischia e l’Ospedale del Mare) e le Asl di Caserta, Benevento, Avellino e Salerno.

Il gruppo sostiene, al tempo stesso, la Caritas ed alla Fondazione Banco Alimentare Campania con diverse donazioni di beni di prima necessità a supporto delle persone indigenti e di quelle in prima linea. Da gennaio ad oggi Multicedi ha disposto donazioni per un valore commerciale di oltre 80mila euro.

Le iniziative sul territorio

La fame non va in quarantena è lo slogan che accompagna le varie attività svolte grazie alle partnership avviate con associazioni no profit locali e protezione civile come quella della “spesa sospesa” che prevede per i consumatori la possibilità di depositare alcuni prodotti (preferibilmente di prima necessità) in un carrello posto oltre le casse. Il carrello viene ritirato alla fine di ogni giorno dal personale delle associazioni no-profit locali o dalla Protezione Civile, per essere distribuito ai cittadini indigenti.

Ma c'è anche la partecipazione a Una goccia nell’oceano, lanciata con l’hashtag #pocomatanto, e portata avanti da Fondazione Banco di Napoli, dedicata agli ospedali, ai medici di prossimità e ai nuclei familiari in difficoltà per la chiusura delle attività di commercio e artigianato. L’iniziativa aiuta i nuclei familiari colpiti dagli effetti del lockdown ai quali vengono consegnati pacchi alimentari in collaborazione dei supermercati Decò, con l’aiuto logistico della Croce Rossa, Protezione Civile, parroci e associazioni di volontariato.

#Coronavirus, Confida: servono 200 miliardi per salvare le imprese

Dal presidente dell’Associazione Distribuzione Automatica, settore che in Italia da lavoro a oltre 33 mila persone e oggi sta vivendo una grave crisi, una proposta shock: ‘stop alle tasse di giugno per le imprese’

La crisi innescata dall’epidemia di Coronavirus sta recando gravi danni al settore della distribuzione automatica. Sebbene il comparto, che in Italia da lavoro a oltre 33mila persone, sia ancora attivo in quanto il DPCM dell’11 marzo lo inserisce tra le attività commerciali essenziali (porta ristoro in ospedali, caserme, aziende rimaste aperte e prigioni), il giro d’affari del vending si è ridotto dell’80% rispetto al mese scorso.

La preoccupazione del settore, espressa dall’associazione di categoria Confida, riguarda la liquidità delle imprese necessaria a non farle fallire in una situazione di brusca frenata dell’attività. Il Decreto Cura Italia ha introdotto le prime misure a sostegno della liquidità ma sono ancora del tutto insufficienti rispetto alla drammatica situazione che stiamo vivendo. È necessario un “intervento shock”per salvare le nostre imprese prima che sia troppo tardi –spiega il presidente di Confida Massimo Trapletti–. L’investimento potrebbe attestarsi attorno ai 200 miliardi di euro. Occorre però che questi soldi arrivino direttamente ai soggetti economici e privati come hanno fatto negli Stati Uniti e in particolare: alle imprese, attraverso l'abolizione delle tasse di giugno (IRPEF, IRAP, TARI, TASI E IMU, IRES) finanziando a lungo termine la necessità di liquidità attuale e mantenendo gli ammortizzatori sociali in deroga applicati già oggi; alle famiglie posticipando i mutui (come già previsto dal Fondo Gasparrini), riducendo il cuneo fiscale e le tariffe di energia e gas; ai lavori pubblici, finanziando opere pubbliche quali gli investimenti in ponti, strade che danno occupazione e rimettono in moto l'economia”.

Queste iniziative porterebbero beneficio immediato in particolare alle Pmi che rappresentano la gran parte delle aziende italiane: “Penso alle aziende che fatturano 5-10 milioni e tantissimi esercizi commerciali che fatturano fino a 1-2 milioni. Se queste realtà chiudono, tante famiglie resteranno senza un reddito e conseguentemente non consumeranno più. Insomma, l’intero Paese rischierebbe il default”. Uno spiraglio di luce in questa crisi nasce dalla posizione della Banca Centrale Europea che ha dichiarato la sua disponibilità all’acquisto dei titoli dei singoli Stati: “I 200 miliardi- conclude Trapletti - potrebbero essere coperti dall’emissione di titoli a 10-15 anni e con le entrate fiscali che tutte le imprese e le famiglie salvate pagheranno potremmo onorare senza problemi gli interessi sul debito”.

L’analisi del presidente di Confida parte dalla decisione presa dall’Unione Europea di derogare al Patto di Stabilità, ossia quell’insieme di regole che governano le politiche di bilancio degli Stati membri che fissano un limite di deficit/Pil al 3% e un debito sotto il 60% della ricchezza nazionale.

#Retailinprimalinea. Gruppo Gabrielli: 5mila mascherine all’Asl di Pescara

Gruppo Gabrielli, attivo in Abruzzo con i marchi Oasi, Tigre e Tigre Amico, ha donato 5.000 mascherine all’Asl di Pescara

Questa iniziativa è un gesto per dimostrare la nostra gratitudine nei confonti di medici e  infermieri e di tutto il personale sanitario che in Abruzzo è impegnato in prima linea nella lotta contro il Coronavirus”. Luca Gabrielli presidente del Gruppo Gabrielli, attivo in Abruzzo con i marchi Oasi, Tigre e Tigre Amico, motiva così la scelta del dono di 5.000 mascherine all’Asl di Pescara.

Luca Gabrielli aggiunge: “Il personale sanitario è in prima linea come tutti i nostri collaboratori impegnati nella logistica e soprattutto all'interno dei supermercati per garantire, quotidianamente, ai nostri clienti di poter disporre degli alimenti di cui hanno bisogno. Non a caso abbiamo voluto che fosse proprio un nostro collaboratore Enzo Partenza di Pescara, a nome della nostra azienda e di tutti i nostri collaboratori,  a consegnare materialmente le mascherine al direttore generale della Asl di Pescara. Siamo tutti convinti che andrà tutto bene e insieme ce la faremo”.

Il direttore generale della Asl di Pescara, Antonio Caponetti, ringrazia il Gruppo Gabrielli “per la sensibilità e la solidarietà mostrata in questo momento veramente difficile”.

 

#Retailinprimalinea. Il punto sulla vendita di cartoleria nei supermercati

I reparti di alcune categorie merceologiche erano stati vietati dai decreti emanati dal Governo. Arriva il via libera alla vendita di prodotti da cartoleria

Le istituzioni, soprattutto in regioni come Lombardia e Piemonte, hanno portato avanti iniziative specifiche per il via libera alla vendita di prodotti di cartoleria nei supermercati, di fatto vietati in seguito ai vari decreti del Governo per l'emergenza Coronavirus. Interi reparti sbarrati e non accessibili ai consumatori con comunicazioni ad hoc per sottolineare il divieto.

Sulla decisione del Governo di vietare l'acquisto instore di alcune categorie merceologiche si erano espressi nei giorni scorsi anche i retailer. L'Ad di Conad, Francesco Pugliese, aveva ribadito il suo no categorico a un provvedimento che complicava la già difficile situazione ribadendo la poca chiarezza di alcuni punti del Dpcm.

Oggi le cose cambiano. In Piemonte, grazie a un'ordinanza del presidente della Regione Alberto Cirio, supermercati e ipermercati non avranno più motivo di chiudere i reparti ma potranno lasciare libero accesso alle categorie fino ad oggi vietate. A livello nazionale invece è arrivato nei giorni scorsi il via libera per la vendita di fiori e piante.

Anche il sindaco di Milano Beppe Sala si è fatto portavoce di quella che è stata definita la “battaglia del pennarello”. E il plauso arriva anche dai manager del retail. Pugliese ancora una volta affida a un tweet la sua opinione a riguardo, sottolineando la speranza che la disposizione possa essere attuata in tutta Italia.

Di fatto però la situazione sulla presenza di queste specifiche categorie merceologiche nei punti di vendita da un lato, com'è ovvio che sia, non è uniforme in tutta Italia né in tutte le insegne, dall'altro quando presente è stata interpretata a seconda del territorio e delle disposizioni delle istituzioni locali. Gli scenari di corsie vietate è stata, per esempio, prerogativa di punti di vendita in regioni come Lombardia e Piemonte.

In Sicilia, dove la prossimità gioca un ruolo fondamentale e le metrature dei punti di vendita delle varie insegne sono, per lo più, medie e piccole, questi reparti, laddove sono presenti, hanno un ruolo definito residuale e dunque sono rimasti accessibili. Per le metrature più ampie che consentono la presenza di reparti dedicati agli articoli da cartoleria, come nel caso di Coop Alleanza 3.0, presente nell'Isola anche con ipermercati, i reparti sono sempre rimasti aperti, in ottemperanza con quanto deciso dalle autorità locali.

Carrefour, le azioni per affrontare l’emergenza in Italia e in Francia

Carrefour dona 500 mila euro all'ospedale Santi Paolo e Carlo di Milano per rafforzare le dotazioni per il Covid 19

Aggiornamento al 6 aprile 2020

Fondazione Carrefour, impegnata a livello internazionale in missioni a favore della transizione alimentare solidale, dona 500 mila euro alla struttura ospedaliera Santi Paolo e Carlo di Milano per sostenere una delle strutture in prima linea nella gestione dell’emergenza Covid19. La donazione è finalizzata all’acquisto di tutti i dispositivi per fronteggiare il numero di assistiti nei due reparti di terapia intensiva.

“Siamo un’azienda profondamente radicata su tutto il territorio nazionale, con una presenza capillare, che ci rende un punto di riferimento per moltissimi centri abitati, sia grandi che piccoli, fino a toccare il cuore di molti quartieri – dichiara Gérard Lavinay, amministratore delegato di Carrefour Italia- Per questo motivo, sin dall’inizio dell’emergenza, abbiamo sentito in maniera molto forte il dovere e la responsabilità, grazie anche all’impegno dei nostri collaboratori dei punti di vendita diretti e in franchising a cui va un sentito ringraziamento, di metterci al servizio delle comunità in cui operiamo. Attraverso le nostre numerose iniziative e i fondi messi a disposizione, desideriamo contribuire attivamente a rendere maggiormente sostenibile questo difficile momento per tutto il Paese. Continueremo ad impegnarci per stare accanto ai nostri collaboratori, a tutti i nostri clienti e alle loro famiglie, garantendo loro un servizio essenziale e  importante nella maniera più efficiente e sicura possibile, e allo stesso tempo tendendo una mano, ove per noi possibile, a tutte le persone straordinarie che tra i medici, paramedici e i volontari, in questo tragico momento, stanno offrendo a questo Paese una prova di grande solidarietà. Anche a loro va la nostra più grata riconoscenza". 

LE PRINCIPALI INIZIATIVE

Carrefour Italia si sta impegnando in un programma di attività di supporto al territorio in tema di emergenza. Qui di seguito alcuni dei progetti in corso:

-iniziative su tutto il territorio nazionale, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, che consentono di ordinare beni di prima necessità tramite e-mail o telefono e di riceverli gratuitamente a domicilio, grazie all’impegno dei punti di vendita diretti e in franchising, e in collaborazione con diverse associazioni di volontariato, tra cui Croce Rossa Italiana;

-progetto pilota partito in quattro Carrefour Express a Milano: attivazione di un servizio di spesa telefonica per over 60, diffusosi nelle principali città (Roma, Firenze, Bergamo, Genova, Monza, Grugliasco, Pavia, Massa, Aosta). Contattando i numeri telefonici dedicati, dalle 10.30 alle 18.30, gli over 60 hanno la possibilità di ordinare gratuitamente la propria spesa, nei negozi in prossimità del proprio domicilio, selezionando attraverso un apposito volantino oltre 80 prodotti di prima necessità disponibili, ricevendo i propri acquisti direttamente a casa entro la giornata o entro la mattinata successiva;

-Ingresso prioritario riservato agli over 60 nella prima ora di apertura dalle 7.30 alle 8.30;

-Donazione a sostegno della Fondazione Buzzi e Fondazione Banco Alimentare da parte dei clienti attraverso la conversione dei punti Payback. Nel dettaglio, la Fondazione Buzzi ha come obiettivo quello mettere a disposizione dell’Ospedale Sacco e degli altri ospedali della Lombardia, le apparecchiature donate e necessarie per fronteggiare l’emergenza.  La Fondazione Banco alimentare è una realtà che Carrefour Italia sostiene da molti anni e con la quale, nell'ipotesi di un probabile raddoppio del numero dei poveri in Italia atteso nella fase post Covid19,  intende costruire un piano congiunto e il più possibile in anticipo;

-Donazione di alimenti, freschi e scatolame all’ospedale da campo gestito da Protezione Civile alle porte di Bergamo, uno dei centri più colpiti della Lombardia dall’epidemia Covid19;

-Fornitura di 40 tabletin collaborazione con Fondazione Visitatrici per la maternità  Ada Bolchini Dell'Acqua Onlus, all’ospedale Policlinico di Milano per consentire ai ricoverati per Covid-19 di comunicare con le proprie famiglie;

-Donazione di materiale per la ristorazione veloce e di bibite reidratanti agli operatori sanitari dell’Ospedale San Carlo di Milano;

-Consegna gratuita di pasti pronti a medici e infermieri del Pronto Soccorso del Policlinico di Milano;

-Consegna gratuita della spesa a medici e operatori sanitari direttamente negli Ospedali S. Matteo di Pavia e Policlinico Tor Vegata di Roma;

- Ingresso riservato e prioritario in tutti i punti di vendita sul  mterritorio nazionale, a volontari e operatori sanitari (Protezione Civile, Croce Rossa).

Carrefour Italia ha anche implementato un programma per tutti i propri collaboratori, impegnati in prima linea nel garantire un servizio essenziale ai cittadini.

Fin dalle prime ore dall’insorgere dell’emergenza, l’azienda ha attivato un protocollo sanitario per la salvaguardia della salute di dipendenti e clienti, che prevede, tra l’altro, il rispetto rigoroso del distanziamento sociale, la fornitura di guanti, gel e mascherine a tutti i dipendenti, la costituzione di barriere alle casse e il rinforzo delle procedure di pulizia e sanificazione su tutti i punti vendita.

Sono state previste inoltre agevolazioni speciali, cercando di venire incontro alle loro esigenze, continuando a garantire la continuità del servizio ai propri clienti. Oltre ad aver rimodulato gli orari di apertura su tutto il territorio nazionale per consentire una migliore organizzazione dei turni di riposo, l’azienda ha anche stipulato una copertura assicurativa con assistenza sanitaria in caso di positività al COVID-19 e misure di assistenza post ricovero, valida per un anno. Questo si aggiunge alla decisione di corrispondere un premio economico agli addetti nei punti vendita e di deposito a riconoscimento del loro impegno straordinario e della loro professionalità. È stato inoltre istituito un servizio di supporto psicologico di cui possono usufruire a titolo gratuito tutti i propri collaboratori.

IN FRANCIA

Anche in Francia il Gruppo ha attivato, con il progredire dell'emergenza, misure di protezione per i dipendenti e i clienti, nonché una riduzione degli orari di apertura di ipermercati e supermercati (massimo fino alle 19), con chiusure eccezionali domenicali. Arrivati anche i primi due milioni di mascherine per i lavoratori, cui seguiranno altre forniture.

Lato convenienza, Carrefour rassicura anche che per tutto l'anno si impegnerà a garantire i prezzi più bassi sul mercato su 500 prodotti giornalieri delle principali marche, aggiungendo altresì che sconti usuali, come quello del 10% sui prodotti a marchio per i possessori di carta fedeltà, resteranno attivi. Per i propri membri "Pass" resta disponibile anche il servizio di pagamento in 3 rate senza interessi.

#Retailinprimalinea. Il Gigante (Selex): il cestino per il pranzo in dono agli autisti

il gigante
L'insegna dedica un'iniziativa specifica indirizzata agli autisti che riforniscono gli store a dimostrazione della gratitudine per il lavoro svolto nelle ultime settimane

Solidarietà al centro di tante iniziative che coinvolgono il mondo del retail in questo momento di emergenza sanitaria da Coronavirus. Tra le categorie in prima linea anche gli autotrasportatori a cui l'insegna Il Gigante (Selex), attiva con 60 strutture in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, dedica un'iniziativa specifica a dimostrazione della gratitudine per il lavoro svolto nelle ultime settimane.

La catena rende, infatti, disponibile giornalmente e gratuitamente Un cestino per il pranzo comprensivo di due panini imbottiti, una bottiglietta d'acqua, una merendina da ritirare alla guardiola di uscita dei punti di vendita della rete dalle 12 alle 14 e fino a esaurimento scorte.

L'insegna dedica alla categoria un messaggio riportato sui volantini affissi nei punti di vendita nei quali viene effettuato il servizio: “A tutti gli autisti un profondo ringraziamento. A tutti voi, con sforzo e impegno, in questi giorni complicati, continuate a trasportare sui vostri automezzi le merci ai supermercati Il Gigante. Grazie”.

Giancarlo Panizza, fondatore e presidente de Il Gigante spiega: “Stiamo offrendo quotidianamente il nostro massimo impegno per garantire i servizi e la disponibilità dei prodotti in tutti i punti di vendita, ottemperando alle prescrizioni dei Decreti in vigore, con l’obiettivo di salvaguardare la salute dei clienti e dei dipendenti”.

Non è l'unica iniziativa avviata. Il Gigante, infatti, sta partecipando alla donazione di 1 milione di euro per combattere l’epidemia annunciata nei giorni scorsi da Selex, a disposizione dell’Ospedale Sacco di Milano, di ASST-Lodi, Azienda Socio Sanitaria Territoriale comprendente ospedale di Lodi e Codogno, e della Protezione Civile.

Sperimentare e selezionare la qualità

Questa l’unica formula vincente per un retail ancora tutto in divenire secondo l’architetto Paolo Colombo (da Gdoweek n. 5)

Poca retorica e molta azione. Questa, in sintesi, la visione retail dell’architetto Paolo Colombo, fondatore nel 1999 di Pcmv Architects, partner del gruppo internazionale White Box Group con sede a New York. A curriculum una ricca esperienza di progettazione di nuovi concept, tra cui nomi come Adidas, Calzedonia, Reebok, Max Mara, Vodafone, Gruppo Ovs, Nau! Ottica, Bottega Verde, Geox, Pinko, La Perla, Dior e, l’ultimo arrivato, il nuovo concept per Wind-Tre.

Come è il retail di oggi?

Oggi tutti parlano di omnicanalità, di continuità dell’esperienza, di mix tra online e fisico. Con White Box in Usa accompagniamo lo sviluppo retail dei marchi italiani all’estero. Secondo me, ora nessuno ha una chiave precisa del successo. Per questo sono convinto che l’unica soluzione sia sperimentare con costanza, investendo in potenziali successi, ma anche in battute d’arresto, come fa Walmart con il digitale. Ad esempio, per il flagship store di Geox sulla 34° a New York, pensiamo di inserire strumenti di marketing di prossimità, vetrine digitali e ambienti dove provare dal vivo l’impermeabilità delle scarpe.

E dopo aver sperimentato?

A fronte di un eCommerce che continuerà a crescere, il retail fisico dovrà trovare un momento di equilibrio. Dovrà posizionarsi su un livello più alto e selezionato in termini di quantità e qualità dei punti di vendita, con location di serie A.

Che ruolo vede per digitale e tecnologia?

Credo che la digitalizzazione sarà un elemento comune a tutti i comparti retail. Ad esempio, l’alta gamma crescerà trainata da Millennials e Generazione Z benestanti e digitalizzati. Va bene lo sviluppo della tecnologia da testare, però, con cautela, come nel caso di camerini virtuali e altri aspetti con funzionalità ancora poco garantite. Ci sono servizi che non si possono ignorare, come il wi-fi. C’è, soprattutto, la tecnologia che, attraverso gli analitycs, consente di migliorare le performance del punto di vendita. Abbiamo seguito questa direzione con Canali e in questo senso serve la collaborazione con l’architetto. Non dimentichiamo, che esistono percorsi di sviluppo opposti, che portano a concretizzare nel brick&mortar identità native online. Questa è la sfida con Lanieri, azienda che crea abiti sartoriali online.

Altri progetti in cantiere?

Per l’insegna Wind-Tre ci stiamo occupando dell’idea madre di tutti i loro concept store, che coinvolgerà i 900 negozi monomarca in Italia. Abbiamo battezzato questa visione “digital immersive coziness”, ovvero uno spazio accogliente che avvolge il visitatore con la tecnologia. Un ambiente dove sviluppare socialità e interazione, con divanetti per il relax, tavoli digitali per accreditare gli abbonamenti, aree multimediali, casse satelliti: siamo convinti che il pagamento dovrebbe essere dematerializzato e “nascosto”, sia per privacy che per evitare code.

Guardando ai concept già realizzati ... cosa vede?

Bottega Verde di recente ci ha ridato mandato per il restyling del concept store di Pienza (Si), puntando sulla natura, sulla valorizzazione della qualità del prodotto, anche con materiali sostenibili, e sulla multicanalità.

E i supermercati?

Per la gdo mi immagino dimensioni più piccole e maggiore segmentazione, con un’interazione sempre più alta con il digitale e nuovi servizi per la platea più spendente di domani, un target altamente digitalizzato.

Fumagalli Industria Alimentari: da piccolo laboratorio ad azienda esportatrice attenta all’etica e alla sostenibilità

La storia della Fumagalli inizia nel Nord Italia, in Brianza, dove il legame con il territorio costituisce il patrimonio fondamentale per la realizzazione di prodotti della salumeria

La famiglia Fumagalli, poco prima del 1920, era proprietaria di un negozio di salumeria nella città di Meda, allora in provincia di Milano, a cui venne affiancato un piccolo laboratorio di trasformazione delle carni suine dove iniziò la produzione di salumi cotti e salami stagionati.

Intorno all’inizio degli anni Trenta, incominciò la vera attività industriale, con la macellazione dei maiali e la produzione di una gamma sempre più completa di salumi. Ai prodotti tipici della tradizione brianzola, si affiancò la produzione dei prosciutti cotti e di cosce da inviare a Langhirano (Pr) per la stagionatura del prosciutto di Parma.

Nel corso degli anni, la società continua il suo processo di espansione, con un programmato sviluppo anche su altri mercati europei. Oggi Fumagalli esporta il 70% della sua produzione, in oltre 20 Paesi esteri, tra i quali Giappone, Paesi Scandinavi, Regno Unito e Svizzera, mercati attenti alle tematiche della sostenibilità e del benessere animale, che sono materie al centro di tutte le scelte aziendali.

Non a caso due allevamenti dell’azienda sono stati scelti dalla Commissione Europea per girare un video istituzionale e mostrare ai suinicoltori dell’Ue la via più etica per l’allevamento di questi animali.

Tra i vari riconoscimenti per il suo impegno, Fumagalli, nel 2016 è stata l’unica azienda in Italia premiata con il Good Pig di Compassion in World Farming, la principale organizzazione internazionale no profit che si occupa della protezione e del benessere degli animali negli allevamenti. Nel 2015, in occasione di Expo, la stessa organizzazione aveva insignito Fumagalli della Menzione d’Onore Good Pig per il benessere delle scrofe.

Oggi il gruppo Fumagalli è costituito da tre società:

  • Allevamenti di Nerviano società agricola, con sede principale a Nerviano e con allevamenti in Lombardia, Veneto, Piemonte;
  • Fumagalli Industria Alimentari S.p.A, con sede a Tavernerio (Como);
  • Stagionature Fumagalli S.r.l. con sede a Langhirano, (Parma), per il disosso e l’affettatura del principe dei salumi: il Prosciutto di Parma

La società si caratterizza per il suo sistema di filiera e di tracciabilità completo, dove un unico soggetto produce, gestisce e controlla l’intero processo, dalla genetica fino al prodotto finito.

Recentemente l’azienda ha ottenuto la Certificazione DT040 per la materia prima 100% italiana, la sicurezza del Benessere Animale e l’Uso responsabile dei farmaci. Una certificazione a cui molte aziende aspirano, ma in poche riescono realmente ad ottenerla.

Inoltre Fumagalli è stata chiamata a relazionare presso il Parlamento Europeo a Strasburgo, come e in che modo opera già da tempo in merito alle gabbie parto aperte per le scrofe, che godono di ampi spazi per muoversi e crescere la prole. Questo garantisce all’animale serenità e nessuno stress, il che si ripercuote anche sul risultato del prodotto finito.

I nostro prodotti sono lo specchio dei nostri valori, per questo motivo Fumagalli è da sempre attenta alla sostenibilità sia da un punto di vista ambientale che sociale. L’etichetta etica riflette il modo di essere azienda Fumagalli, la mission e l’impegno che continua nel tempo. I nostri salumi sono buoni perché rispecchiano una grande tradizione di famiglia. Fumagalli, un’azienda per cui passione, tradizione ed innovazione sono da più generazioni garanzia di qualità.

#Retailinprimalinea. Coop: prezzi fermi e proroga delle chiusure domenicali

Coop Busto Arsizio
Bloccati i prezzi dei prodotti confezionati industriali sia a marchio Coop che delle altre marche e chiusure domenicali anche per le prossime settimane

Aggiornamento 27/3/2020

I punti di vendita Coop sul territorio italiano saranno chiusi anche per le prossime domeniche: oltre alla prossima, domenica 29 marzo, già annunciata, Coop rimarrà chiusa anche domenica 5 aprile e domenica 12 aprile. Rimangono gli stessi i motivi alla base di questa scelta, ossia da un lato per rispondere alle esigenze del personale che lavora nei punti di vendita e dall'altro per limitare ulteriormente le uscite da casa delle persone in linea con le indicazioni del Governo.
“La misura, se pur riconfermata per 2 ulteriori domeniche, è comunque da considerarsi eccezionale e limitata alla fase che stiamo vivendo" sottolinea Coop.

Tra le iniziative messe a punto da Coop anche la decisione di bloccare i prezzi di tutti i prodotti confezionati industriali sia a marchio Coop che di tutte le altre marche fino al 31 maggio prossimo. È la decisione presa e annunciata da Coop Italia “per proteggere la spesa delle famiglie e per evitare l’insorgere di rischi speculativi”. L'azienda, che in questo modo tenta di tutelare da una parte i fornitori dall'altra i consumatori, spiega: “È una misura preventiva che abbiamo deciso di attuare a garanzia dei nostri soci e consumatori. Inoltre se si rendesse necessario, tuteleremo i nostri produttori e allevatori italiani da altri fenomeni speculativi garantendo loro la giusta remunerazione”.

Per questo motivo Coop sta contattando i fornitori di propri prodotti a marchio, specie nella filiera del latte. “Lì si registra una tensione legata all’eccesso di produzione generato dalla chiusura di alcune tipologie commerciali -spiega Maura Latini, Ad di Coop Italia-. Insieme ai nostri fornitori garantiremo agli allevatori che forniscono latte fresco il prezzo precedentemente pattuito. Più in generale ci muoveremo per i nostri prodotti Coop in maniera tale che sia garantito a ogni anello della filiera produttiva del nostro Paese la giusta remunerazione. Mai come ora il nostro primario impegno è proteggere le famiglie e il tessuto produttivo italiano”.

Delivery dell’eCommerce, incrementi fino al 109% per ForServices

For Services Coronavirus delivery

Si trova alla fine della filiera il delivery, l'ultimo anello che permette di portare la spesa dai negozi alle case, messo sotto pressione dall'esplosione del canale eCommerce, che come abbiamo visto, ha fatto fatica a reggere alla richiesta dei consumatori. A circa un mese dall'inizio dell'emergenza Coronavirus abbiamo chiesto a ForServices, una delle aziende impegnate con la gdo in prima linea nelle principali aree metropolitane italiane, di fare un punto della situazione.

Come ha impattato l'emergenza Coronavirus sia sul servizio che fornite sia sulle vostre attività interne?

L’emergenza Covid-19, sin da subito ci ha messo nella posizione di dover offrire un servizio al cliente finale sempre più rilevante. La nostra struttura di ricerca e sviluppo, lavorando analiticamente sui numeri e sulla predittività, ci ha permesso di comprendere tempestivamente la necessità di introdurre ulteriori forze in termini di uomini e mezzi al servizio della gdo. Le attività interne, grazie agli applicativi da noi sviluppati, ci hanno consentito di attivare in pochissimo tempo le procedure per lo smart-working, senza variare il modus operandi quotidiano.

Potete darci dati numerici comparabili, rispetto a un anno fa o al mese precedente?

L’incremento del numero delle spese è stato del 20% rispetto al mese precedente, invece, se andiamo a vedere i dati dello stesso periodo dello scorso anno, l’incremento sale al 39%. Per quanto riguarda le tipologie di spesa, il canale eCommerce ha avuto un incremento di quasi il 70% rispetto al mese precedente e di ben il 109% se ci riferiamo allo stesso periodo del 2019.

Ci sono state tipologie di servizio più richieste di altri? Avete un'idea delle merci più richieste e consegnate?

Le tipologie di richieste non sono cambiate, sono solamente incrementate di molto, è interessante, invece, vedere come cambia la composizione della spesa, attraverso il volume medio delle stesse che, rispetto al mese scorso, è aumentato del 38%, quando il mix della spesa di quel mese era paragonabile a quello dello stesso periodo dell’anno precedente. Le merci più consegnate sono quelle a lunga scadenza, scatolame, acque e prodotti per la pulizia. Infatti, abbiamo notato un aumentato dell’acquisto dei prodotti che inseriamo nella categoria “secco”, vale a dire tutto ciò che non è soggetto a temperatura controllata. Questa categoria è aumentata in modo più che proporzionale rispetto all’aumento avuto sui freschi, ma quello che è esploso sono i surgelati, dove registriamo un +626% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

La gdo non ha saputo far fronte all'esplosione di richieste di spesa digitale, è cambiato qualcosa in queste settimane?

Più che la gdo, secondo noi la struttura informatica della gdo stessa, non è riuscita a sostenere questo incremento di ordini esponenziale, pertanto, anche la loro organizzazione interna si è dovuta allineare. Ciò che sta accadendo nel frattempo, è l’introduzione di nuovi servizi (spese telefoniche, ecc) da parte di alcune insegne della gdo.

Avete potenziato la vostra flotta e i collaboratori?

Si, abbiamo introdotto numerosi mezzi aggiuntivi su gran parte dei territori che serviamo, a disposizione dei punti di vendita che hanno il nostro servizio di consegna tradizionale ed online. In più per i nostri dipendenti abbiamo introdotto una polizza assicurativa in copertura di eventuali contagi.

Come gestite la sanificazione?

ForServices_coronavirusAttraverso l’ozonizzazione: giornalmente tutti i veicoli adibiti al trasporto di generi alimentari vengono sanificati con specifiche apparecchiature di nostra proprietà, garantendo la completa sanificazione del mezzo e di tutte le superfici esposte all’aria. Abbiamo inoltre dotato tutto il nostro parco mezzi di un kit di pronto intervento (presidio medico chirurgico approvato dal MdS + panni carta usa e getta) per poter gestire anche gli eventi straordinari e imprevedibili di palese contaminazione.  

Coronavirus ed eCommerce: la tenuta dei grandi e dei piccoli

Coronavirus ed eCommerce Labate ReStore
Coronavirus ed eCommerce Barbara Labate di ReStore
Chi vincerà, tra Coronavirus ed eCommerce? La maggior tenuta sembra affidata per ora a piccole e medie imprese distributive, su base locale

Coronavirus ed eCommerce, un matrimonio forzato che sta producendo scintille prima imprevedibili, e che cambieranno il futuro di questo canale e la sua relazione con quelli fisici. Barbara Labate, Ceo di ReStore, ha analizzato la tendenza evidenziando come a uscirne vincitori siano (per ora) le piccole e medie imprese della distribuzione moderna.

Coronavirus ed eCommerce, qualche dato

I numeri a disposizione di ReStore riguardo all'eCommerce sono significativi di un servizio che è diventato indispensabile in questa fase di quarantena, soprattutto per alcune categorie di persone, quelle che già prima ne usufruivano, come i disabili, e altre che oggi sono costrette a rifugiarsi in casa, come gli anziani e famiglie con bambini piccoli.

Gli eCommerce delle principali catene italiane hanno aumentato in questa fase la penetrazione di +16 punti percentuali. Cresce del 7% la consegna a domicilio da negozio e aumenta anche la spesa media dell'online, +26% (indagine Gfk), con acquisti più attenti, per evitare di recarsi in negozio.

La rivincita di piccole e medie imprese retail

In queste settimane di quarantena sono stati presi d'assalto tutti coloro che avevano messo in piedi in precedenza un servizio di eCommerce o consegna a domicilio della spesa. ReStore opera principalmente con catene di supermercati di piccole e medie dimensioni, gestiti da imprese con base locale: queste hanno saputo gestire bene i picchi e hanno continuato a funzionare nonostante l'afflusso incontrollato, consegnando la spesa anche il giorno successivo. Sappiamo che molte grandi catene ormai rimandano la consegna anche di 10 giorni rispetto alla data del carrello.

“Se infatti, da un lato, le grandi catene stanno avendo dei problemi per la gestione della spesa online -spiega Barbara Labate, Ceo di ReStore- dall’altro lato, gli snelli processi decisionali dei nostri imprenditori locali consentono il rapido adattamento alle nuove esigenze di eCommerce. Moltissime imprese di piccole e medie dimensione che ci hanno affidato la gestione della spesa online, specialmente del centro e sud Italia, si sono riorganizzate con fluidità per far fronte al picco di spesa online, implementando il servizio e investendo in nuove risorse".

Strumenti per affrontare i picchi

Di cosa hanno avuto bisogno gli imprenditori per affrontare senza creare disservizi l'impennata degli ordini? ReStore li ha aiutati ad aumentare il numero di furgoncini per la consegna della spesa il numero dei picker per preparare le buste da consegnare, e anche il numero dei punti di vendita abilitati a erogare il servizio eCommerce e di pick up della spesa. Ecco alcuni esempi:
-Nonna Isa (VéGé) in Sardegna ha aperto altri 6 punti di vendita abilitati all'eCommerce e alla consegna della spesa a domicilio;
-Pam ha aumentato la capacità di consegna su Milano e su altre 5 città, con più utenti serviti e tempi di consegna da 1 a 7 giorni lavorativi e servizio di ritiro della spesa in negozio.
-Tra le altre catene coinvolte in questo potenziamento del servizio ci sono Picard a Milano, Coop a Perugia e Terni, Unika Market a Pescara, Maiora e Despar a Pescara, Corato e Rende, Splendidi e Splendenti in Calabria, Decò in Campania, Dok a Ischia e Pozzuoli, Florido Caffè a Napoli, Despar a Ragusa.

Settore florovivaistico: positivo l’ok alla vendita ma il comparto va sostenuto

Considerata positiva l’apertura, annunciata dal Ministero delle politiche agricole, sulla vendita di semi, pianti e fiori, ma servono interventi specifici

Tra i comparti in crisi c’è il settore florovivaistico che ha subìto una battuta di arresto in conseguenza dello stop determinato dall’emergenza sanitaria da Coronavirus.

La più recente novità è l’apertura, annunciata dal Ministero delle politiche agricole, sulla vendita di semi, pianti e fiori, ritenuto “un segnale importante di attenzione da parte del governo verso il florovivaismo”. A riguardo, Simone Bartoli, coordinatore settore Florovivaismo di Alleanza cooperative Agroalimentari, spiega: “Avevamo sin dall’inizio sollecitato alle istituzioni questa possibilità di apertura, ma non si tratta purtroppo di un intervento risolutivo. Il settore sta vivendo infatti una crisi senza precedenti: le perdite in alcune regioni arrivano al 70% del fatturato annuo e per alcuni singoli produttori possono essere anche del 100%, dal momento che cerimonie e celebrazioni sono giustamente vietate in questo momento e ciò riduce moltissimo le occasioni di consumo e di acquisto di fiori e addobbi”.

Il settore dunque chiede, stando a quanto sottolinea Bartoli, “che vengano messi in campo strumenti di sostegno specifici per il comparto. Sarebbe auspicabile, ad esempio, che il Governo si facesse promotore di un messaggio di speranza, lanciando una campagna di promozione nazionale per riportare la primavera nelle case degli italiani incentivando l’acquisto di fiori e piante per addobbare balconi e giardini privati”.

 

Le vendite in gdo continuano a crescere, ma a ritmo più lento

Dopo tre settimane con trend positivo a doppia cifra, il valore resta in fase di incremento ma più cauto: +5,4% a parità di negozi tra il 16-22 marzo

Durante la settimana tra lunedì 16 marzo e domenica 22 marzo, le vendite della gdo rallentano il ritmo di crescita. Dopo tre settimane con trend positivo a doppia cifra, infatti, il dato rispetto allo stesso periodo del 2019 è +5,4% a parità di negozi.

A differenza della settimana precedente è il Nord Est a registrare gli incrementi più alti su base tendenziale: +8,9%, seguito subito dal Sud (+8,3%), dal Nord Ovest (+4,2%) e dal Centro (+2,3%).

Come sottolinea Romolo de Camillis, retailer service director di Nielsen Connect in Italia:

"I dati confermano i primi segnali di ‘rottura’ rilevati in precedenza: da un lato causati dalle nuove procedure di ingresso nei negozi, che limitano l’afflusso per garantire le distanze di sicurezza, dall’altro la continua ascesa dei negozi di vicinato, che si trovano nei pressi delle abitazioni e permettono quindi di limitare il tragitto per la spesa. Sul rallentamento della crescita incidono anche le restrizioni governative che vietano la vendita di prodotti non essenziali, per esempio cancelleria ed elettronica di consumo".

A livello di format distributivi, il trend maggiore si registra nei Liberi Servizi (+40,8%), nei Supemercati (+18,5%) e nei Discount (+6,7%). Si accentua invece il calo delle vendite di Specialisti Drug (-40%) e Ipermercati (-12,2%). Continua il calo dei format Cash & Carry, canale principale di approvvigionamento per la clientela professionale operatori HoReCa (ospitalità, ristorazione), con un trend negativo del -52,4%, in linea con il calo della settimana scorsa (da qui la richiesta di Metro di aprire il canale in via straordinaria ai consumatori finali)

Per quanto riguarda l’eCommerce, il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online da lunedì 16 a domenica 22 marzo è stato del +142,3%, in rialzo di +45pp rispetto al trend della settimana precedente.

La cronaca della settimana
Da lunedì 16 a domenica 22 marzo le dinamiche di afflusso ai negozi sono rimasti gli stessi della settimana precedente, con trend molto positivi durante i giorni lavorativi e un calo nel weekend. In particolare, il picco positivo si è registrato giovedì 19 e venerdì 20 (rispettivamente +25,9% e +25,1%). A livello di peso sulla settimana, per la prima volta il venerdì si posiziona al primo posto.

Il dettaglio: le categorie
Le categorie di prodotti maggiormente impattate durante la settimana 12 (16 – 22 marzo) del 2020 sono sempre legate ai tre “effetti” identificati da Nielsen:

1. effetto “stock”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: farina (+186,5%), uova di gallina (+53,7%), latte uht (+34,1%), surgelati (+6,8%), conserve animali (+32,1%), burro (+79,7%), conserve rosse (+50,8%), pasta (+22,6%), riso (+37,9%) e caffè macinato (+21,5%);

2. effetto “prevenzione e salute”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: guanti +263,7%, carta igienica (+28,4%), detergenti superfici (+56,4%), carta casa (+46,4%), candeggina (+87,6%), sapone per le mani, liquido e solido (+73,8%), alcol denaturato (+116,4%), salviettine umidificate (+68,6%) e termometri (+45,9%);

3. effetto “resto a casa”, da un lato crescono categorie che potrebbero essere considerate adatte a un aperitivo casereccio, pizza surgelata (+45,7%), vino (+12,4%), birre alcoliche (+11,3%), affettati (+28,1%), mozzarelle (+44,6%), wurstel (+44,2%), patatine (+25,7%), ma cresce anche quello che possiamo considerare “comfort food”, sempre in ordine, spalmabili dolci (+61,3%), gelati (+21,5%), wafer (+16,2%). Da segnalare anche l’aumento notevole delle vendite di camomilla (+76,3%). In calo anche molti segmenti del comparto make-up (-70%), profumeria (-63,6%) e cura viso (-41,1%).

L'ANALISI STOCARD DAL 9 AL 22 MARZO
Stocard ha effettuato un’analisi qualitativa del comportamento dei consumatori: fatto 100 il numero di acquisti, nel settore gdo, nella settimana pre-coronavirus e nelle due di quarantena, la valutazione dei comportamenti permette di analizzare i momenti di spesa dei cittadini nei periodi considerati.

Quello che emerge dall’Osservatorio di Stocard è una maggiore omogeneità di acquisto durante la quarantena. I cittadini italiani vanno principalmente a fare la spesa da lunedì a sabato, dalle 9.00 alle 19.00, ma emergono alcune specificità rispetto alla settimana del 10-16 febbraio:

  • Tra le 9 e le 10 di mattina e dal pranzo al primo pomeriggio, tra le 13 e le 15, si registrano due picchi di spesa che il mese scorso non c’erano.
  • Tra le 17 e le 18 si verifica il momento di maggior afflusso ai supermercati, seppur in termini molto meno significativi rispetto a febbraio.
  • Il sabato e la domenica la curva degli acquisti riporta tendenze simili ai giorni feriali, anche se meno evidenti, con un deciso appiattimento alla domenica pomeriggio, complici anche le chiusure di molti supermercati in diverse Regioni d’Italia.

#Retailinprimalinea. Despar destina 500mila euro allo Spallanzani

Per concentrare tutte le proprie risorse in questa direzione, Despar ha rimandato le iniziative previste per la celebrazione del 60esimo di attività

I retailer continuano a sostenere gli istituti sanitari. Anche Despar ha deliberato una donazione destinando 500mila euro all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani di Roma, impegnato in prima linea nel contrasto al contagio da Coronavirus.

Per concentrare tutte le proprie risorse in questa direzione, Despar ha rimandato a data da destinarsi tutte le iniziative previste per la celebrazione del 60esimo della presenza dell’insegna in Italia.

In questo momento tutte le risorse sono importanti per supportare gli sforzi che, insieme all’intero Sistema Sanitario Nazionale, stiamo mettendo in campo per curare coloro che sono stati contagiati dal Covid-19 – dichiara Marta Branca, direttore generale dell’Istituto Spallanzani-. Il ringraziamento è anche a nome di tutti i nostri operatori impegnati in prima linea per i quali la vicinanza di realtà esterne del mondo produttivo è un segnale di grande conforto”.

 

Branding con lo spazio? Sì, ma solo se la marca diventa smart

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 5)

Brand ed esperienza un tema infinito, perché, se nel food il passaggio è più semplice: dagli assaggi al ristorante, tutto si può fare, meno semplice è creare un mondo di marca per i brand che non si possono “mordere”.

Ma l’inventiva non manca e così Louis Vuitton apre il suo primo ristorante griffato: Sugalabo V, a Osaka affiancato da una più democratica versione: Le Café V, il tutto in un palazzo disegnato dal giapponese Jun Aoki e dal celeberrimo Peter Marino. Ambienti che non risparmiano sui famosi monogram per spazi e piatti tutti instagrammabili. Prada da tempo di è comprata Marchesi, e lo ha infilato nelle sue boutique, mentre per Bar Luce, ha chiamato quel visionario di Wes Anderson per colazioni, pranzi e aperitivi al “sapore” della maison.

Gucci sul cibo è già fornita con l’Osteria di Massimo Bottura a Firenze e il Cafè in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, anche qui firmati tovagliolini e sottobicchieri e ancora una volta griffe cerca griffe e trova il maestro Knamm per l’offerta di dolci. Ma il cibo non basta e la casa fiorentina (da un pezzo in portafoglio Kering) ripensa i temporary e li chiama Pin: l’icona delle famose G appare anche su Google Map per iniziare a giocare subito. Gli store sono spazi a tema, legati alle collezioni, aperti nelle grandi città -uno dei più recenti a Chicago- dove si gioca con la realtà aumentata e, tramite la app, con i filtri per Snapchat e Instagram, per uno shopping interattivo e sempre connesso. Obiettivo? Gen Z e Millennials.

Temporary anche per Monclear che, con Genius, ha rivoluzionato il suo mondo con una batteria di firme street e supertrendy, mettendole, dopo un primo giro in assolo, tutte insieme in The House of Genius. Aperti in contemporanea a Milano, Tokyo e Parigi, sono colorati come Luna Park, con tanti effetti speciali, sono un condominio pop, che incrocia stili diversi ma pensati per un unico target, un connubio di,“offline e online, unità e molteplicità” Non sono mancate sessioni creative, incontri con gli artisti ed eventi dal vivo.

Obiettivo farli diventare: “Hub per la creatività, apprendimento e scambio culturale”. La marca, quando ci si mette, fa le cose in grande!

Spesa entro il confine del Comune: sì o no? Il rischio di squilibrio c’è

A lanciare il dibattito è il presidente Adm Giorgio Santambrogio, che si interroga se non sia meglio aprire a Comuni limitrofi onde evitare squilibri di flusso

Proprio mentre il sindaco di Milano Beppe Sala presenta in un video la mappa dei piccoli esercizi che consegnano a domicilio, anche per rispondere alle lunghissime code in alcuni supermercati, il presidente di Adm e Ad di Gruppo VéGé Giorgio Santambrogio ipotizza, tra le soluzioni, un'allargamento dei "confini della spesa" dal singolo Comune a quelli limitrofi.

In un post su LinkedIn che rimanda alla sua intervista su Cncn News, Santambrogio sottolinea infatti: "L’ordinanza che blinda i cittadini nei comuni è rimarchevole come concetto (nessuno vuole incoraggiare le migrazioni dei clienti), ma errata nell’applicazione, troppo manichea. Le imprese che hanno click & collect perdono centinaia di migliaia di euro per la paura dei clienti di superare il confine comunale nel ritirare il loro ordine.
Ci troveremo inoltre con supermercati/ipermercati vuoti di clienti, zero code e pieni di merce, e 500 metri in fianco, magari, piccoli negozi con code bibliche, assembramenti di persone e scaffali vuoti".

Dopo il lancio del tema da parte di Gdoweek e della sua direttrice Cristina Lazzati in un post su LinkedIn, arriva anche il commento di Eleonora Graffione, presidente Consorzio Coralis:

"Parliamo del risultato di una decisione 'centrale' (quella di limitare la spesa entro il Comune ndr) che non tiene conto di dimensioni dei Comuni, numero abitanti, tipologie di strutture esistenti, che ricordiamo svolgono in questo momento un ruolo sociale importante, e di tante altre componenti. Le Regioni in questo caso potevano avere un ruolo di maggior equilibrio".

Dopo la questione delle chiusure domenicali e cambi di orario, nonché dell'apertura "straordinaria" dei cash & carry, continua con un altro tema il macro-dibattito di fondo: meglio interpretazioni più restrittive per la libertà, ma con il rischio di squilibri ed effetto "boomerang", o il contrario? 

#Retailinprimalinea. Prezzemolo&Vitale (Coralis) sostiene gli ospedali palermitani

Prezzemolo&Vitale Palermo 1
L'insegna ha donato tre sistemi di laringoscopia di ultima generazione agli ospedali palermitani che stanno affrontando l'emergenza Covid19

L'insegna siciliana dà il suo contributo alla sanità in questo momento di emergenza da Coronavirus sostenendo attivamente le strutture sanitarie. Prezzemolo&Vitale (Coralis), infatti, ha donato tre sistemi di laringoscopia di ultima generazione che, stando a quanto sottolinea l'azienda, “fanno parte di una gamma di dispositivi all’avanguardia, prodotti da un’azienda leader di settore, scelta per offrire il massimo della sicurezza e dell’efficienza. Vogliamo dare un contributo concreto, per agevolare il difficile lavoro di tutto il personale medico-sanitario e di quanti offrono il loro prezioso servizio all’intera comunità”.

Il sindaco Sala in video: “Pronta la mappa dei negozi di prossimità a Milano”

Un'iniziativa del Comune di Milano che orienta sui piccoli esercizi che consegnano a domicilio, rispondendo almeno in parte anche al problema code

Il sindaco di Milano Beppe Sala annuncia in un video (sopra) la messa online per tutti i cittadini di una mappa dei piccoli negozi di prossimità e di quartiere che sono aperti e che fanno servizio a domicilio.

Un servizio attivo sul sito del Comune di Milano dal 27 marzo, per rispondere almeno in parte anche al problema delle lunghe code nei supermercati principali. Nel video sopra ulteriori i dettagli.

#Retailinprimalinea. Aw Lab (Bata): le soluzioni per affrontare l’emergenza

L'insegna Aw Lab (Bata), che ha chiuso i suoi store, ha dirottato la sua attività sul web potenziando la comunicazione con i consumatori

Le insegne non food hanno di fatto chiuso i propri punti di vendita fisici sul territorio nazionale adeguandosi alle direttive del Governo e alle restrizioni di volta in volta stabilite per contrastare l'emergenza sanitaria Coronavirus. L'insegna Aw Lab (Bata) per esempio ha dirottato la sua attività sul web potenziando la comunicazione con i consumatori. “Responsabilità è la parola chiave. Per i nostri colleghi che lavorano negli store, per i nostri collaboratori, i nostri brand partner e tutta la nostra community” afferma Domenico Romano, head of marketing di Aw Lab.

Domenico Romano, head of marketing di Aw Lab

Come state affrontando questo momento?

“Abbiamo chiuso gli store fisici e focalizzato la nostra attenzione su eCommerce e social network, per massimizzare la potenzialità dei canali distributivi e di ingaggio. Il lockdown al momento ha visto già 2 fasi. La prima che definirei emozionale, dove tutti gli utenti si sono stretti intorno ad un “abbraccio” e ad un unico messaggio “stay home”. Una seconda di intrattenimento, dove artisti e aziende si sono prodigate per la creazione di contenuti capaci di intrattenere ed inviare messaggi a scopo sociale e di arricchimento a tutto il nostro Paese. Da oggi si apre una terza fase, quella “costruttiva” in cui si utilizza il lockdown per arricchirsi, studiare e avere nuove possibilità. Aw Lab is me è apripista di questa terza fase, inviando un messaggio di speranza, futuro e opportunità, anche in una fase difficile come questa”.

Che soluzioni avete adottato?

“Sugli aspetti del marketing e della comunicazione abbiamo investito su 3 main pillars:

  • Eventi in streaming
  • Produzioni con modelli virtuali, Avatar, per non incentivare assembramenti neanche degli addetti ai lavori
  • Strategie di gamification, da app, estore, social network e Crm.

Inoltre abbiamo coinvolto anche la nostra forza vendita nella condivisione dei messaggi verso i nostri clienti, con la campagna #stayhome”.

Come vi state organizzando con l'eCommerce?

“Nel breve abbiamo indirizzato i nostri investimenti marketing e le risorse di prodotto al canale eCommerce per massimizzarne i risultati. Inoltre stiamo lavorando su due innovazioni chiave: il lancio dell’omnicanalità attraverso il programma di fullfilment. Tutti i magazzini dei nostri store saranno integrati con eCommerce, in modo da garantire sempre una copertura di stock per gli ordini online e tra gli store. Ma anche con nuovi canali di distribuzione come app e servizi su Aw Lab Club”.

Avete lanciato l'iniziativa Aw Lab is me. Che altro svolgerete in rete?

“Siamo pronti a partire con nuovi format di comunicazione in cui coinvolgeremo tutta la nostra community e soprattutto importanti comarketing con altri player retail che si rivolgono al nostro stesso target, ma in industry differenti. Mai come in questi giorni crediamo nella collaborazione e nell’interazione tra brand e aziende, per fronteggiare tutti assieme questa situazione mai vista prima e restare sempre vicini ai nostri clienti”.

#Retailinprimalinea. Gruppo Gabrielli: un milione per una struttura sanitaria

Oasi Gruppo Gabrielli
Il gruppo risponde così all'appello del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, dando il proprio contributo per una struttura da cento posti di terapia intensiva

La donazione fatta dalla famiglia Gabrielli, formalizzata nel corso di una riunione del cda della holding, servirà alla realizzazione di una struttura sanitaria con cento posti letto di terapia intensiva per fronteggiare l'emergenza Coronavirus.

Il gruppo risponde così all'appello del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, dando il proprio contributo. “La struttura deve essere realizzata in tempi estremamente brevi e quindi occorrono aiuti immediati -sottolineano i rappresentanti della famiglia Gabrielli- ed è per questo motivo che abbiamo deciso immediatamente di prendere una decisione che comporta l'erogazione di una donazione di un milione di euro. Noi siamo un'azienda ascolana e riteniamo questa iniziativa coerente con quanto abbiamo fatto sino ad ora per il nostro territorio”.

La donazione si aggiunge ad altre iniziative intraprese dal Gruppo Gabrielli che si è schierato al fianco delle strutture sanitarie del territorio. “Ovviamente seguiamo quotidianamente l'evolversi della situazione emergenziale legata alla pandemia da coronavirus -afferma Giancarlo Gabrielli presidente della Holding della Famiglia Gabrielli- e continueremo a rimanere in ascolto delle istanze del nostro territorio”.

C+C aperti ai consumatori finali: sì di Selex, ma non mancano no e perplessità

Rendering C+C cash and carry Bologna
Prosegue il dibattito sull'eventuale apertura dei cash&carry anche ai consumatori, iniziativa proposta da Metro Italia

Anche Gruppo Selex si dichiara d'accordo sulla proposta di Metro di aprire temporaneamente i cash&carry al consumatore finale, anche di alleggerire la pressione sul retail. Selex con i suoi 85 C+C è il primo operatore nazionale per presenza sul territorio e il secondo (dietro Metro) come quota a valore.

 

Maniele Tasca direttore generale Selex
Maniele Tasca, direttore generale Selex

"Abbiamo fatto un'analoga proposta nei giorni scorsi all'interno di Federdistribuzione e la nostra posizione è chiara, in linea con la nostra filosofia al mercato: ci sembra interessante dare agli imprenditori la facoltà di decidere cosa fare, sulla base delle proprie specificità locali -spiega Maniele Tasca, direttore generale di Selex-. Non vogliamo obblighi, nemmeno temporanei, ma dare alle nostre imprese socie la libertà di poter scegliere: per alcuni dei cash&Carry del nostro gruppo, che si trovano in zone turistiche e hanno nell'horeca il principale interlocutore, potrebbe essere una soluzione per mantenere un business che sta registrano performance molto negative, che possono arrivare anche al -50%. In altre situazione, per quelle strutture che hanno ancora nel dettaglio il proprio interlocutore principale, potrebbe non essere una scelta così interessante. Ma saranno gli imprenditori stessi che potranno decidere nei singoli territori. Certo occorrerebbero tempi veloci per approvare questa deroga ..."

 

Assolutamente contraria, invece, Donatella Prampolini Manzini, vicepresidente Confcommercio e presidente di Dit Distribuzione Italiana. "Dico no all'apertura dei cash&carry per due motivi: primo non vedo perchè creare ulteriore confusione nei consumatori finali su dove fare la spesa, proprio adesso che stanno diventando più disciplinati nella gestione della loro spesa settimanale, in questi tempi così difficili -chiarisce Donatella Prampolini-. Inoltre, il decreto sicurezza parla chiaramente di fare la spesa in negozi di prossimità e vicinato: non mi sembra che queste tipologie di vendita  si trovino nei centri cittadini. Credo che ognuno debba fare il suo mestiere e quello dei cash and carry è di rifornire il dettaglio tradizionale. Altrimenti se si accetta una deroga per un settore, perchè non estenderla ad altri? Tutte le attività che hanno dovuto chiudere per questa emergenza, soprattutto se legate all'horeca, sono in difficoltà. Bisogna trovare allora soluzioni per sostenere le imprese ora e nei prossimi mesi".

Servono tamponi per i dipendenti retail

In questo contesto, Prampolini mette in evidenza un altro tema. "La nostra emergenza oggi è che il nostro personale che è stato in quarantena preventiva possa velocemente accedere al servizio sanitario nazionale per fare il tampone e poter tornare a lavorare. Ci sono dipendenti di negozi che hanno ottenuto appuntamenti oltre un mese dopo: ovviamente vuol dire che non possono tornare operativi per evitare rischia ad altri colleghi e clienti, mettendo ancor più sotto stress il sistema.

 

Anche Maria Concetta Moretti, socia Conad con due superstore di cui uno a Casalbordino (Ch) e presidente di Conad Adriatico, sottolinea qualche perplessità rispetto a questa situazione: "Posso capire una simile proposta nel caso i negozi circostanti queste strutture non riescano a sostenere la pressione dei consumatori, ma, in caso contrario, non ne vedo il motivo. Credo che, una volta di più, si conferma il fatto che qualsiasi decisione debba essere contestualizzata rispetto al territorio di competenza. In questo senso, ad esempio, ho deciso di rimanere aperta con il mio punto di vendita anche la domenica per mezza giornata: una scelta di servizio, che ci hanno chiesto diversi consumatori, oltre che un momento per noi necessario per sistemare il negozio, tenendo conto anche di tutta la manutenzione che serve oggi".

Supermercato di condominio a Milano, con FrescoFrigo

FrescoFrigo Cascina Merlata2
Il supermercato di condominio FrescoFrigo a Milano Cascina Merlata
Il supermercato di condominio nasce a Milano dalla partnership tra FrescoFrigo e Laserwall, a Cascina Merlata

Se il supermercato non si può raggiungere, l'eCommerce è troppo lento e la quarantena non cede, meglio attrezzarsi con un retail da condominio, complici la startup FrescoFrigo e la bacheca digitale di quartiere di Laserwall. Ecco il primo, presso il complesso residenziale Social Village Cascina Merlata, a nord ovest di Milano.

Il supermercato di condominio di FrescoFrigo

L'idea è offrire un approdo di emergenza a tutti coloro che abitano nello stesso complesso residenziale, per acquistare prodotti di prima necessità senza spostarsi dal cortile, quindi senza volare la quarantena ma allo stesso tempo evitando le file al supermercato.

FrescoFrigo Cascina Merlata
FrescoFrigo Cascina Merlata

Ecco allora frutta e verdura, frullati, piatti pronti, bevande, salumi e formaggi, latte, uova, farina e pane, latte. I prodotti sono selezionati da FrescoFrigo con il focus su cibi sani e freschi, e arrivano dai retailer locali attraverso accordi che mantengono identici i prezzi di vendita.

Come funziona la spesa con FrescoFrigo

La spesa funziona grazie a una App nella quale i condomini hanno il proprio account, con diversi metodi di pagamento selezionati. La porta del frigo viene sbloccata dall'utente che preleva i prodotti che desidera, forniti di tag RFID. In questo modo il frigorifero intelligente conteggia la spesa e invia informazioni per il successivo rifornimento. In tutto ci sono 5 frigoriferi e il servizio è attivo dal 20 marzo.

La startup FrescoFrigo opera presso sedi di uffici di grandi dimensioni, sopra i 150 dipendenti, con i propri frigoriferi che integrano o sostituiscono le vending machine dispensando, con la stessa tecnologia di questo supermercato, piatti pronti e cibi monoporzione dalla colazione alla cena. L'idea di sviluppare un mini supermercato di emergenza nasce in questa fase per aiutare le persone a rispettare le norme restrittive. In tutto a Cascina Merlata ci sono 900 residenti in 397 appartamenti.

La partnership con Laserwall

Laserwall ha creato bacheche digitali e una app per cogliere le opportunità del proprio vicinato. In questa fase di crisi Coronavirus ha lanciato la campagna solidale "Vicini di chi ha bisogno - Solidarietà e aiuto" visibile sulle bacheche digitali attive a Milano e Roma e rivolta alle persone impossibilitate a uscire per bisogni di prima necessità. Laserwall raccoglie la disponibilità dei vicini a sbrigare le commissioni e mette in contatto chi offre aiuto e chi ne ha bisogno.

#retailinprimalinea. La maschera di Decathlon modificata aiuta gli ospedali in emergenza

maschera decathlon coronavirus
Nell'emergenza Coronavirus succede anche questo: con la stampa 3D si può trasformare una maschera nata per lo snorkeling in un respiratore

Quando abbiamo aperto la sezione #retailinprimalinea volevamo raccontare come la grande distribuzione italiana avesse assunto un ruolo anche sociale nell'emergenza Coronavirus in Italia. Ora ci troviamo a raccontare una storia che vede Decathlon in prima linea, non tanto per ciò che ha fatto nei suoi store o nei giusti inviti ai suoi clienti, quanto come produttore della maschera Easybreath, ideata per lo snorkeling, che se opportunamente modificata può diventare uno strumento utile all'interno degli ospedali come maschera di emergenza per respiratori nelle terapie subintensive.

La comunicazione ufficiale di Decathlon al lavoro con il Politecnico di Milano e dona 10.000 maschere

maschera_decathlon_coronavirus"Ci teniamo a ribadire, in qualità di ideatori e produttori oltre che distributori, che questa maschera è stata concepita per lo snorkeling e quindi raccomandiamo di non modificarla autonomamente, perché i flussi d'aria potrebbero essere alterati. Tuttavia, considerato il contesto senza precedenti che stiamo vivendo, il nostro team di ingegneri si è reso disponibile a collaborare con i centri di ricerca più accreditati che hanno come finalità validare l’adattabilità della maschera riducendo i rischi collaterali. Nella fattispecie stiamo collaborando, su richiesta della Regione Lombardia con il Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, fornendo loro i disegni e le caratteristiche tecniche del nostro prodotto. Contiamo in questo modo di dare un contributo. È il momento di attivare la responsabilità individuale e la fiducia collettiva, in questo contesto difficile che l’umanità sta vivendo".

Come è nata la conversione della maschera Decathlon

Il tutto è nato da un ex primario di un ospedale che, a fronte della scarsità di maschere C-Pap per terapia subintensiva, si mette in contatto con Cristian Fracassi Ceo di Isinnova, un network di aziende della provincia di Brescia, che qualche giorno prima si era distinto per aver stampato in 3D alcuni raccordi per i respiratori polmonari divenuti introvabili, vista l'alta richiesta da parte degli ospedali.

Ma non si è fermati lì, in un post di Massimo Temporelli, le prime fasi che hanno portato al coinvolgimento di Decathlon.

Tecnologia e Creatività, secondo atto!Qualche giorno fa mi arriva questo messaggio strano nella chat che ho con...

Posted by Massimo Temporelli - Scienza e Tecnologia on Saturday, March 21, 2020

Ed è proprio la stampa 3D che permette di realizzare i due raccordi per collegare la maschera di Decathlon all'ossigeno negli ospedali, utile quindi per i pazienti in un pronto soccorso o in un reparto ospedaliero. Qui sotto la trasformazione in un video di Isinnova.

Le strutture sanitarie in difficoltà potranno acquistare la maschera Decathlon e accordarsi con stampatori 3d che realizzino il pezzo e possano fornirlo. "Chiariamo che la nostra iniziativa è totalmente priva di scopo di lucro -fanno sapere dalla società-, non percepiremo diritti sull’idea del raccordo o né sulla vendita delle maschere Decathlon". Isinnova dichiara di rilasciare i disegni, le logiche ed ogni altro diritto di proprietà intellettuale relativo al dispositivo “valvola Charlotte” a titolo gratuito a condizione che non sia utilizzato per fini commerciali.

#Retailinprimalinea. Coronavirus: Come risponde la Sicilia

Quali sono le misure adottate dai retailer in Sicilia? Ecco le risposte di Conad Sicilia, Coop Alleanza 3.0, Ergon, Gruppo Romano, Gruppo Rocchetta, Prezzemolo&Vitale

Una Sicilia blindata affronta l'emergenza sanitaria. Le misure adottate dai retailer attivi sul territorio regionale, in linea di massima, seguono l'andamento nazionale confrontandosi però con una situazione infrastrutturale e logistica che ha le sue criticità: su tutti il caos e i posti di blocco ai traghetti per l'ingresso via mare nell'Isola che comporta (per automobilisti ma anche autotrasportatori) controlli e ore di attesa. Tutto, però, nel mondo distributivo sembra procedere a ritmo serrato anche se l'eCommerce non è attivo ovunque, così come i servizi di spesa a domicilio. In questi casi sinergie e collaborazioni con associazioni di volontariato, Protezione civile e Comuni diventano determinanti specie per supportare le fasce più deboli.

L'emergenza ha modificato anche le abitudini di acquisto dei consumatori sempre più orientati verso stock e grandi scorte da tenere in casa. La tendenza è verso l'acquisto di prodotti come latte a lunga conservazione, pasta, sughi, conserve animali, farina, prodotti per l'igiene e la salute. Di fatto aumentano i volumi, ma questa pare essere una tendenza generalizzata a livello nazionale.

Ma quali sono le misure adottate dai retailer in Sicilia? E come stanno affrontando la situazione?

I retailer nell'Isola

Conad Sicilia

Abbiamo adottato tutte le indicazioni a scopo precauzionale sia per i clienti che per i dipendenti. Tra queste, il flusso regolarizzato in entrata nei negozi per i clienti che nei punti di vendita più grandi viene garantito anche con apposita segnaletica a terra, per agevolare il mantenimento delle distanze ed evitare assembramenti e si cerca di dare priorità all’ingresso alla Protezione civile e alla Croce rossa che supportano le fasce più deboli della società” spiega Vittorio Troia, direttore divisione Sicilia PAC2000A.

Nei negozi sono presenti: la segnaletica a terra di distanziamento nei reparti serviti; la cartellonistica “spesa salva tempo” per suggerire semplici regole per risparmiare tempo nel fare la spesa e ridurre i tempi di attesa fuori dal supermercato; spot radio ah hoc sulle principali regole di igiene oltre che flaconi disinfettanti all’ingresso, barriere in plexiglass alle casse. Il servizio di eCommerce Conad è al momento attivo a Palermo attraverso alcuni punti di vendita in grado di servire tutta la città. “Le richieste -spiega Vittorio Troia- sono aumentate in maniera esponenziale al punto da generare difficoltà di navigazione per qualche ora, la scorsa settimana. Abbiamo ampliato l’orario di consegna sia la mattina che nel pomeriggio, proprio per cercare di soddisfare quante più richieste possibili. In merito alla spesa a domicilio, molti punti di vendita si stanno muovendo in questa direzione, grazie anche alla tecnologia, sia con ordini telefonici che per e-mail o tramite servizi di messaggistica, facendosi supportare in alcuni casi da associazioni di volontari per la consegna. Il servizio è gratuito per tutti i clienti Over 65”. Gli store non attrezzati logisticamente per la consegna della spesa a domicilio, stanno mettendo a disposizione un numero di telefono o servizi di messaggistica.

Coop Alleanza 3.0

In Sicilia, dove non è attivo il servizio eCommerce Easy Coop, la cooperativa ha attivato, in alcuni comuni, servizi specifici di consegna gratuita della spesa con il supporto delle organizzazioni di volontariato locale. Questo servizio è rivolto alle persone più vulnerabili: anziani, ammalati e soggetti con basse difese immunitarie. I comuni coinvolti sono: Bronte, Gravina di Catania, Mascalucia, Camporotondo Etneo, in provincia di Catania, Milazzo (Me) e Palermo. Per questo progetto sono state dedicate le risorse provenienti dall'iniziativa 1 per tutti 4 per te che destina l’1% del valore degli acquisti dei prodotti Coop a favore di iniziative dedicate alla comunità; in particolare le attività di carattere solidale sono alimentate dalla linea Origine.

Anche negli store di Coop Alleanza 3.0 sono stati predisposti pannelli in plexiglass a protezione delle casse e strisce a terra per aiutare i clienti a rispettare le distanze previste dal decreto.

Gli store siciliani aderiscono inoltre al progetto L’unione fa la spesa che prevede l'accesso prioritario ai punti di vendita della rete per gli operatori della sanità, assieme al personale della Protezione Civile e ai volontari.

Ergon

La società, concessionaria dei marchi Despar, Eurospar, Interspar, Ard Discount e Altasfera, ha impiegato personale per la sicurezza, per gestire l’ingresso e per far rispettare la distanza di sicurezza. Alle casse sono state indicate le zone in cui i clienti non devono sostare mentre la radio instore ricorda ai clienti di effettuare velocemente i propri acquisti per consentire a tutti di poterlo farlo. Per permettere alle fasce deboli di effettuare la spesa senza recarsi al supermercato, Ergon sta collaborando in alcuni comuni con la Protezione civile e con associazioni che prelevano la merce e la consegnano a casa di anziani e malati. “Stiamo sperimentando nel comune di Ragusa la spesa a domicilio -sottolinea la società- ma siamo ancora in fase di test e siamo praticamente stati presi d'assalto con richieste al di là delle previsioni. Presto estenderemo il servizio anche in altri comuni”. Per quanto riguarda gli orari di apertura, Ergon ha adottato una scelta opposta rispetto alla consuetudine di questo periodo decidendo di ampliare gli orari d’apertura e non di restringerli.

Gruppo Romano

L'azienda, che opera attraverso le sue partecipate Max Market, CDH ed Ica Market con le insegne Il Centesimo, Carrefour Market, Carrefour Express, Zero1 e Max Supermercati, sta regolamentando il flusso in ingresso con l'ausilio di personale addetto alla sicurezza. È stata predisposta priorità di ingresso alle associazioni benefiche che si occupano di domiciliare la spesa alle persone più deboli. Sono stati predisposti tutti gli strumenti utili al mantenimento delle distanze di sicurezza soprattutto in prossimità delle casse e sono stati allestiti schermi protettivi in plexiglass dove necessario. Alle casse, inoltre, è prevista una corsia preferenziale per gli operatori sanitari. Anche nei ce.di. sono stati regolamentati gli orari di lavoro suddividendo l'ingresso per i diversi reparti in modo da ridurre le presenza contemporanea del personale ed evitare il conseguente rischio di assembramento. Accelerato il processo smart working anche per gli uffici amministrativo e commerciale.

In generale, l'azienda si è dotata di un piano di business continuity volto ad assicurare le sedi, i depositi, i negozi e gli uffici un protocollo di azioni e procedure tali da affrontare ogni necessità ed emergenza senza compromettere l'operatività lavorativa di ciascun settore”.

Prezzemolo&Vitale (Coralis)

Con tanti sforzi e nuove assunzioni siamo riusciti a coprire una richiesta venti volte maggiore del consueto” spiega Giusi Vitale. L'insegna palermitana, socia Coralis, che nel più recente passato accettava anche ordini telefonici o via whatsapp, oggi, vista l'emergenza, ha deciso di far confluire tutto sul sito.

Abbiamo dovuto mettere in pratica in pochi giorni progetti che ancora erano in erba -aggiunge l'imprenditrice- Ne è esempio emblematico un centralino unico dove far confluire tutte le telefonate ai punti di vendita, con uno staff dedicato solo all’eCommerce Uk che ha subìto un'impennata straordinaria, ma anche un gruppo dedito ad Amazon che ha avuto la stessa tendenza, con un potenziamento dei fattorini e delle persone dedicate ai social. Abbiamo dovuto programmare un turno serale e notturno per la preparazione delle spese”.

Gli store attuano ingressi contingentati per un massimo di 20 persone nelle strutture di dimensione media, 10 in quelle piccole e 30 nelle grandi. “I nostri operatori sono equipaggiati con guanti e mascherine H24, i locali sono sanificati regolarmente e ai consumatori si assicura (e si richiede) il rispetto della distanza di sicurezza minima di 1mt, fuori e dentro i negozi”.

Per quanto riguarda i fornitori, aggiunge: “Siamo impegnati al massimo per evadere i pagamenti ai fornitori locali con un mese di anticipo, così da permettere loro di lavorare più fluidamente, convinti che sostenerli in questo momento di difficoltà, sia la risposta più responsabile”. Infine per il personale sono stati stanziati dei premi speciali di produzione, ed è stata sottoscritta una Polizza di Assistenza sanitaria integrativa, in collaborazione con il gruppo Generali spa.

Gruppo Rocchetta (Paghi Poco)

Anche nei punti di vendita Paghi Poco sono stati montati schermi protettivi in plexiglass nelle casse, per ridurre il più possibile l’esposizione degli operatori. Per gestire gli ingressi l'azienda sta adoperando sia il contributo dello staff interno sia del supporto di vigilanza esterna. “Purtroppo -spiega Antonino Fontana, responsabile ufficio del personale- ci confrontiamo ogni giorno con una piccola parte di clientela che non ha ancora capito che tali restrizioni sono fondamentali e la tutela della salute va rispettata. Il turno in ingresso viene gestito dagli elimina code che regolano sia l’ingresso al punto di vendita sia il turno del reparto salumeria. Nei punti vendita con grandi metrature, circa 1.000 mq, il numero di clienti che possono rimanere all’interno è di 10. Inoltre, sempre all’interno, oltre agli schermi protettivi alle casse, abbiamo apposto delle segnaletiche a terra, specialmente nel reparto salumeria e alla casse, per delimitare la distanza di sicurezza tra i clienti ed evitare il più possibile assembramenti”.

Il servizio a domicilio viene gestito attualmente dalla Caritas, Protezione civile e altre associazioni, che hanno priorità di ingresso nei punti di vendita. Sull'eCommerce, il gruppo però ha in cantiere un progetto per la gestione diretta del servizio a domicilio.

#Retailinprimalinea. Unieuro: copertura assicurativa per i dipendenti

Unieuro TikTok
L'insegna ha attivato una specifica polizza salute che prevede un’indennità in caso di ricovero causato da infezione Covid-19

In favore di 5.000 dipendenti, le società Unieuro spa, Carini Retail srl e Monclick srl hanno attivato una specifica polizza salute che prevede un’indennità in caso di ricovero causato da infezione Covid-19, un’indennità da convalescenza e un pacchetto di assistenza post degenza per gestire il recupero della salute insieme a tutti gli aspetti famigliari e pratici della vita quotidiana.

Unieuro chiarisce che la copertura assicurativa in caso di contagio da Coronavirus per tutti i dipendenti del gruppo ha lo scopo di “tutelarli in un contesto eccezionale come quello che ci troviamo ad affrontare”.

#Retailinprimalinea. Cisalfa Sport: fundraising per dispositivi medici

Cisalfa sport
L'insegna di abbigliamento sportivo, attiva con 150 punti di vendita, sta sostenendo il progetto attraverso i propri asset digitali, website, social e newsletter

Il progetto #CorsaPerLaVita, promosso da Cisalfa Sport, supporta la onlus Hope in un'azione di fundraising per l'acquisto di ventilatori polmonari, ecografi, letti e materiale sanitario per le terapie intensive, impegnate nella lotta contro l'epidemia da Coronavirus. L'insegna di abbigliamento sportivo, attiva con 150 punti di vendita, sta sostenendo il progetto attraverso i propri asset digitali, website, social e newsletter, e ulteriori canali online lanciando una call a clienti e dipendenti con l'invito a “gareggiare insieme in una corsa contro il tempo, contro un nemico invisibile che sta cambiando le nostre vite”.

Per partecipare al fundraising basta collegarsi a www.hopeonlus.org/coronavirus/cisalfa/ ed effettuare una donazione libera, fiscalmente deducibile, a Hope onlus, organizzazione non profit che aiuta bambini e comunità in difficoltà in Italia e in Medio Oriente attraverso interventi di aiuto umanitario e di sviluppo sostenibile a tutela della salute e dell’educazione e che, dal 2 marzo 2020, opera con una Task Force di Emergenza di professionisti specializzati, lavorando sette giorni su sette, 24 ore su 24, con gli ospedali milanesi e lombardi per salvare più vite possibili nell'epidemia da Coronavirus.

Food delivery, consentito dal nuovo decreto

“Il decreto firmato ieri (22 marzo) pomeriggio dal Presidente del Consiglio conferma le nostre previsioni: il servizio di consegna a domicilio dei pasti provenienti dai ristoranti è consentito e prosegue regolarmente. Un aiuto per milioni di persone costrette in casa, in particolare per i più anziani che possono continuare a farsi consegnare cibi preparati nei loro ristoranti di fiducia”. Così Fipe, Federazione italiana dei Pubblici esercizi, in merito alle ultime misure prese dal governo per contenere il Covid 19.

"Come abbiamo sottolineato sin dal primo giorno –prosegue Fipe– è tuttavia indispensabile che questo servizio venga svolto nel pieno rispetto delle disposizioni di sicurezza sia per i lavoratori coinvolti che per i consumatori”.

La richiesta di Metro Italia: aprire i cash&carry anche ai consumatori finali

Metro Italia, con Adm, chiede di aprire temporaneamente a tutti i 380 c+c italiani, normalmente dedicati ai possessori di partita iva. "Serve una deroga temporanea come misura di emergenza. Anche noi vogliamo fare la nostra parte", afferma Tanya Kopps, Ceo di Metro Italia

Aggiornamento 30 marzo

Per diventare operativa, cosa servirebbe a questa proposta per aprire anche a clienti non muniti di partita Iva? Chiara la risposta di Tanya Koops, Ceo di Metro Italia: "Serve una deroga temporanea alla licenza di vendita, che chiediamo come misura d’emergenza affinché anche noi di Metro possiamo dare il nostro aiuto. Una deroga che può essere data dal Governo".

La proposta di Metro

In linea con Adm Associazione Distribuzione Moderna, Metro Italia, che ha sottoscritto di recente un'alleanza per gli acquisti con il Gruppo VéGé, chiede e auspica la possibilità di aprire temporaneamente e in via eccezionale anche al consumatore finale tutti i 380 cash&carry italiani (ndr: di cui 49 a insegna Metro), normalmente dedicati ai possessori di partita iva e al canale horeca (Hotel, ristoranti e caffè). La richiesta è motivata dalla necessità di “agevolare la spesa alimentare delle famiglie ed evitare lunghe attese. La spesa online e il click&collect, che nelle prime settimane erano cresciuti rispettivamente dell’80% e del 180%, oggi fanno fatica a rispondere alle continue richieste, per saturazione della capacità logistica. ”.

Il mondo dei consumi fuori casa, com’è noto, è sicuramente uno dei principali settori che dall’inizio dell’emergenza ha subìto immediatamente conseguenze molto dure, seppur necessarie -afferma Tanya Kopps Ceo di Metro Italia-. L’assortimento dei nostri punti di vendita può soddisfare anche i bisogni dei consumatori che oggi sono costretti a lunghe code fuori dalle insegne della gdo. Oltre all’ampiezza e la profondità del nostro assortimento alimentare, i nostri spazi, molto ampi, favoriscono la possibilità di mantenere le corrette distanze di sicurezza e i nostri colleghi dei punti di vendita sono preparati a gestire eventuali nuovi flussi. Inoltre, nelle nostre strutture commerciali sono in vendita formati di prodotto professionali che consentirebbero di acquistare in un’unica soluzione più prodotto e ridurre quindi il numero di spostamenti dei cittadini per fare la spesa”.

Ecco la risposta sul tema di Selex.

B2You, il nuovo servizio di Altroconsumo

Si chiama B2You ed è il nuovo servizio offerto da Altroconsumo alle aziende, per sostenerle nella ricerca di un maggior livello di qualità da offrire ai consumatori. Uno strumento obiettivo, indipendente e trasparente per dare valore alla tua marca e migliorare gli standard di qualità a favore di chi acquista.

Chi meglio di Altroconsumo, la principale organizzazione consumeristica in Italia con oltre 350.000 soci, conosce i consumatori e le dinamiche che agiscono sulle loro scelte?

Informazione indipendente, test comparitivi sui prodotti, azioni di tutela legale, gruppi di acquisto, indagini di mercato, servizi di consulenza giuridica ed economica, sono solo alcune delle principali attività svolte da Altroconsumo in oltre 40 anni di esperienza, per dare ai consumatori risposte concrete e orientarli al meglio nella scelta di prodotti e servizi.

Con B2You, Altroconsumo mette a tua disposizione tutto questo know-how sul consumatore, e lo fa attraverso una serie di servizi pensati in modo specifico per ogni esigenza.

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I servizi di B2You:

  • Sigilli di qualità Altroconsumo: i Sigilli - Migliore del Test, Miglior acquisto,Qualità Ottima, Supermercato Salvaprezzo e Discount Salvaprezzo - sono segni distintivi della qualità e/o della convenienza dei prodotti e servizi che hanno superato con successo i test Altroconsumo. Usati in comunicazione, qualificano l’immagine dei tuoi prodotti e orientano la scelta dei consumatori.
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Aw Lab (Bata): in streaming il contest musicale

Il contest Aw Lab is me Music Edition, promosso in Italia e in Spagna, si sposta online. I live previsti negli store si svolgeranno in streaming

Oltre 3.000 aspiranti artisti della musica potranno sfidarsi sul web in occasione del contest Aw Lab is me Music Edition, promosso in Italia e in Spagna dall’insegna Aw Lab (Bata). In palio un singolo prodotto da Low Kidd e distribuito da Sony Music.

Le iscrizioni alla seconda edizione del contest sono partite a fine febbraio 2020 e saranno on air fino a fine maggio. Le sfide a suon di musica si sarebbero dovute svolgere durante appositi live nei punti di vendita dell’insegna. Vista la chiusura dei negozi non food sul territorio nazionale, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid19, è stato deciso di spostare l’iniziativa sul web lanciando l’evento in streaming, chiamando a raccolta artisti noti per ascoltare le performance di alcuni partecipanti.

Sul sito http://isme.aw-lab.com si può scaricare un esclusivo beat prodotto da Low Kidd per l’occasione. I partecipanti potranno utilizzarlo con un proprio testo, registrare un breve video e caricarlo sul minisito dedicato. Chi scrive musica potrà invece caricare un suo pezzo originale. Chi non vuole utilizzare il beat suggerito e non conta su un proprio singolo, potrà iscriversi semplicemente interpretando e registrando un breve video di una canzone con cui si vuole confrontare.

L’appuntamento è per sabato 28 marzo dalle 16 alle 18 sui canali social instagram, facebook, youtube di Aw Lab dove i partecipanti proporranno la propria performance agli special guest dell’evento, Dani Faiv, Low Kidd, Clementino, Nayt ed Ensi, quest’ultimo nella veste di presentatore. I vincitori accederanno alla finale estiva, quando si riuniranno ai giudici anche Madame ed Ana Mena, ambasciatrice dell’evento in Spagna.

 

#Retailinprimalinea. Margherita Distribuzione (ex Auchan) sostiene la ricerca

conad centro nord
La donazione di un milione di euro va al progetto contro il Coronavirus avviato dall’Istituto Nazionale dei Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli

Un milione di euro a sostegno del progetto di ricerca per lo sviluppo di farmaci contro il Coronavirus avviato dall’Istituto Nazionale dei Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli. È il dono  di Conad e WRM Group, soci in BDC, la società che ha rilevato la rete  ex Auchan, gestita attraverso la società Margherita Distribuzione. La donazione va dunque ai ricercatori a lavoro per sviluppare un farmaco per la cura dei pazienti che hanno contratto il Coronavirus Covid-19.

Con questa donazione vogliamo dimostrare la nostra gratitudine a quei ricercatori, medici, paramedici e infermieri che in ogni ospedale e laboratorio si impegnano senza sosta a sviluppare farmaci che possano concorrere a mitigare gli effetti dell’epidemia e a combattere la malattia -dichiara Antonio Brianti, Ad di Margherita Distribuzione-. I nostri dipendenti sono da settimane impegnati nei negozi ex Auchan a garantire la disponibilità di beni alimentari e primari a milioni di famiglie in tutta Italia e anche a loro va il mio ringraziamento per la loro dedizione, senso di responsabilità e determinazione”.

Lavoro in sicurezza, barriera parafiato per retail e farmacie

barriera parafiato Covistop Eurostands 2
La barriera parafiato Covistop per la salumeria

L'emergenza ferma tutto, a parte i servizi indispensabili tra i quali la vendita al dettaglio di alimentari e farmaci: tutte attività a contatto con il pubblico quindi a rischio potenziale di contagio per il personale e i clienti. Per questo le imprese coinvolte si stanno attrezzando per proteggere i lavoratori e il pubblico installando nelle postazioni dove avviene il contatto una barriera parafiato.

Covistop barriera parafiato

barriera parafiato Covistop Eurostands

L'architetto Alessandro Ballocchi ha disegnato per Eurostands, specializzata in allestimenti, la barriera parafiato Covistop, acronimo di "strategie di controllo e vigilanza per la salute degli operatori". Serve a tutelare chi opera nelle farmacie o nel retail in attività a contatto con il pubblico, dove è facile con un colpo di tosse o uno starnuto, o semplicemente parlando, mettere a rischio la salute delle persone.

Covistop si installa in 24 ore, autonomamente, non servono operai, e assicura una protezione immediata.

Conversione della produzione

Dettaglio di Covistop

L'Ad di Eurostands Maurizio Cozzani ha spiegato come si  sviluppata l'idea: due giorni di lavoro sono stati sufficienti per riconvertire la produzione e scongiurare il fermo delle macchine. In periodi di crisi, occorre produrre oggetti di cui non si poteva immaginare l'utilità prima e sapersi organizzare rapidamente per assicurare la continuità dell'impresa.

La barriera Covidstop è fatta di plexiglass, quindi è infrangibile e riciclabile al 100%, nonché semplice da igienizzare, un altro aspetto indispensabile per la sicurezza. Infatti, è costituita da un'unica lastra di Pmma (polimetilmetacrilato) trasparente, per attenuare l'effetto barriera nella relazione con le persone, che si pulisce con prodotti e panni comunemente in commercio.

 

#Retailinprimalinea: via al controllo della temperatura all’ingresso dei negozi

Gli ultimi aggiornamenti sulle soluzioni adottate dalle diverse insegne con il progredire dell'emergenza coronavirus Covid-19

Aggiornamento 24/03/2020

Mentre si prendono nuove decisioni su aperture e cambi d'orario, i retailer della gdo continuano anche a rispondere all'emergenza coronavirus Covid-19 con nuove misure nei punti di vendita.

L'ultima misura messa in atto in tal senso da alcune insegne in Lombardia e in Piemonte è il controllo della temperatura dei clienti all'ingresso con termoscanner. Una soluzione in via di implementazione che segue la relativa ordinanza, non solo per i supermercati ma anche per farmacie e luoghi di lavoro, destinata alle due Regioni. Tra i negozi che si sono già equipaggiati Il Gigante di Sesto San Giovanni a Milano (che annuncia l'iniziativa anche sui social) e alcuni punti di vendita Esselunga.

Esselunga fa sapere che "considerata l’importanza del loro servizio, abbiamo deciso di istituire dei canali preferenziali per il personale sanitario e, inoltre, per i volontari designati dai Comuni e dagli enti presenti sul territorio, al fine di permettere loro di fare la spesa e consegnarla in maniera veloce alle famiglie che ne faranno richiesta".

Le nuove misure Coop: Coop, Anci e Dipartimento protezione civile firmano un Protocollo d’Intesa per attivare il servizio di consegna gratuito della spesa grazie al ruolo delle organizzazioni di volontariato locale. Inoltre, Coop mette a disposizione della Protezione Civile il know how commerciale della sua filiale di Hong Kong e per questa via dona agli ospedali un primo ingente quantitativo di dispositivi medici che arriveranno la prossima settimana. Coop ha inoltre attivato a partire dallo scorso 17 marzo un’offerta di solidarietà digitale pari a 100 GigaByte di traffico dati gratuito valido per 30 giorni su tutto il territorio nazionale a beneficio degli oltre 1,5 milioni di utenti CoopVoce. Un modo per stare vicino alle famiglie e per non avere limiti nella fruizione dei servizi digitali.

Aldi ha messo a disposizione di tutti i collaboratori strumenti di protezione individuali e gel igienizzanti, sono state implementate in tutti i punti di vendita azioni volte a contingentare gli ingressi e favorire il rispetto della distanza minima di un metro tra le persone, collocando una apposita segnaletica sul pavimento. All’ingresso sono stati apposti cartelli che richiamano alle raccomandazioni di comportamento da adottare e messi a disposizione dispenser contenenti disinfettante a base alcolica. Intensificate le attività di sanificazione degli spazi e delle superfici in tutti i negozi e dotazione per ogni cassa di una protezione in plexiglass.

Bennet ha deciso di installare delle protezioni presso le postazione casse e all’interno delle farmacie dei negozi. Ha potenziato i servizi di spesa online in collaborazione con Supermercato24 con attenzione particolare agli over 65 e stipulato per i propri collaboratori una polizza assicurativa che prevede un programma di assistenza sanitaria in caso di positività al Covid-19. Implementato anche il servizio Bennetdrive con l'apertura di Sedriano e lanciata l'iniziativa l’iniziativa “Trasforma i tuoi punti in solidarietà”.

Aggiornamento 11/3/2020

Multicedi, titolare dei marchi Decò, Adhoc Cash&Carry, Ayoka, Dodecà, SuperRisparmioso e Sebòn, ha trasmesso ai suoi oltre 500 punti di vendita le indicazioni da osservare per garantire sicurezza e igiene. In particolare, si prevede che la pulizia straordinaria e la disinfezione delle superfici e degli ambienti possa essere fatta anche in forma autonoma e non necessariamente avvalendosi di una ditta esterna. In entrambi i casi è obbligatorio esporre l’avviso dell’avvenuta sanificazione dei locali e mettere a disposizione del personale e dei clienti flaconi di igienizzante per le mani. È obbligatorio usare guanti monouso e mascherine ed esporre l’opuscolo con i comportamenti corretti da seguire. Occorre garantire la distanza di sicurezza di almeno un metro tra i clienti utilizzando gli elimina-code ai banchi, le strisce gommate a pavimento, cartelli informativi.

Coop Alleanza 3.0 tiene aperti gli oltre 400 store secondo i consueti orari di apertura al pubblico. Unica eccezione, nei giorni festivi e prefestivi, i corner con affaccio nelle gallerie commerciali (ottica, gioielleria, piante e fiori, Momenti per Te e Amici di Casa Coop) che saranno chiusi come previsto dalle disposizioni. Iper e Super, presenti nelle gallerie saranno invece aperti anche nei weekend. "Nella situazione eccezionale che stiamo vivendo abbiamo ritenuto di dover aiutare anche le fasce più deboli della popolazione dando il nostro contributo con il servizio di spesa online EasyCoop, che da oggi consegnerà la spesa gratuitamente a tutti gli over 65 negli oltre 300 comuni in cui il servizio è attivo" dichiara Adriano Turrini, presidente di Coop Alleanza 3.0.

Unicoop Tirreno indirizza questo messaggio ai consumatori: "Tutti i nostri supermercati hanno messo in atto le misure indicate dal Ministero della Salute per prevenire la diffusione del virus, il nostro personale è preparato sul tema, stiamo usando tutti i mezzi di comunicazione per dare le corrette informazioni, nel modo più chiaro possibile. Pulizia e sanificazione di ambienti, bagni, carrelli, cestini e bilance sono state intensificate".

Md indirizza ai consumatori una comunicazione: "Noi di Md ce la stiamo mettendo tutta per essere al tuo fianco ogni giorno. Stiamo lavorando con grande energia e attenzione, affinché tutti possano avere la certezza di trovare, in ogni momento, quel che gli serve, con la massima comodità e sicurezza. Vieni a fare la spesa onorando le norme di igiene e buon senso, nel rispetto della collettività, dei commessi, degli addetti alle vendite e di tutti noi che ogni mattina usciamo di casa per garantirti la qualità e la convenienza che ti abbiamo sempre assicurato".

Il Gruppo Gabrielli, attivo con le insegne Oasi, Tigre e Tigre Amico presenti in Marche, Abruzzo, Umbria, Molise e Lazio, sottolinea: “Non sono giustificati gli accaparramenti di merci considerando che saremo aperti tutti i giorni della settimana ampliando ulteriormente l'orario di tutti i punti di vendita ove possibile”.

L'azienda ha adeguato le modalità di accesso e l'erogazione dei servizi. “I nostri punti di vendita funzionano a pieno ritmo a partire dal monitoraggio delle referenze maggiormente richieste e dall’assortimento costante e capillare dei nostri prodotti” spiega l’Ad del Gruppo Gabrielli Mauro Carbonetti.

I negozi della rete del gruppo sono inoltre stati dotati di ulteriori sistemi igienizzanti per tutelare clienti e maestranze. Sono, inoltre, disponibili da giorni presidi sanitari a disposizione della clientela come ad esempio le salviette igienizzanti per pulire i carrelli e i dispenser per la pulizia delle mani.

Punti di vendita aperti anche per Fresco Market (Gruppo Tuo), operativa in Lazio, Toscana, Umbria e Marche. "Nei nostri store -spiega l'insegna- saranno garantiti i generi alimentari di prima necessità. Ci siamo attivati per garantire in tutti i supermercati aperti un'operatività sicura sia per i clienti che per i dipendenti, adottando le misure in linea con le normative promulgate dal Governo. Il nostro personale è preparato e aggiornato sulle misure igieniche indicate di volta in volta dal Ministero della Salute". La società aggiunge: "Nonostante la maggiore affluenza non si registrano episodi di ressa, gli ingressi vengono gestiti consentendo l'ingresso a 15 persone per volta e le file alle casse mantenendo la distanza almeno di 1 metro tra i clienti, in ottemperanza alle misure di limitazione di assembramento". Inoltre il servizio di spesa online, realizzato tramite il partner di consegna a domicilio Supermercato24, garantisce la consegna gratis per i clienti over 65 anni fino al 12 aprile, per spese di almeno 40 euro usando il codice sconto UNAIUTOX65 al momento
dell’acquisto. Le zone coperte dal servizio sono verificabili sul nostro sito www.frescomarket.it.

Apertura assicurata anche per la rete InGrande (Gruppo Tuo), attiva in Lazio e Toscana. "Ci siamo attivati per garantire in tutti i supermercati aperti un'operatività sicura sia per i clienti che per i dipendenti, adottando le misure in linea con le normative promulgate dal Governo".

Il Gruppo Arena (Gruppo VéGé), attivo in Sicilia con le insegne Decò, Maxistore Decò, Decò Gourmet, vuole tranquillizzare i clienti. "Non ci sono carenze di prodotti nelle nostre piattaforme logistiche e stiamo monitorando passo dopo passo l’emergenza epidemiologica da Covid-19 (coronavirus), adottando di volta in volta le misure di prevenzione igieniche e sanitarie indicate dal Ministero della Salute". E aggiunge: "Per il continuo monitoraggio delle procedure previste dai decreti emanati, tutto il personale è stato correttamente formato e preparato sulle misure igieniche precisate dal Ministero della Salute.
I nostri supermercati seguiranno gli orari regolari e vuole avvisare che, nonostante la chiusura prevista dei centri commerciali, in ottemperanza al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tutti i nostri supermercati ed ipermercati presenti all’interno degli stessi resteranno regolarmente aperti, garantendo un servizio continuativo anche nelle giornate di sabato e domenica".
Per quanto riguarda, invece, i punti di vendita, diretti ed in franchising, che effettuavano la chiusura infrasettimanale il mercoledì pomeriggio, resteranno aperti e nelle giornate di sabato seguiranno l’orario continuato. Il gruppo ha, infine, reso gratuito il servizio di consegna di spesa a domicilio a tutti i clienti over 65 anni, in tutti i punti vendita dove è presente il servizio.

Ergon, società consortile che opera in Sicilia con store a marchio Despar, Interspar, Eurospar, Ard e AltaSfera, ha indirizzato ai consumatori una comunicazione specifica sottolineando le procedure da rispettare, soprattutto quando si è vicini alla cassa: mantenere la distanza di un metro quando si è in fila, anteponendo se possibile il
carrello della spesa fra sé e il cliente davanti come una sorta di separatore fisico; solo quando arriva il proprio turno posizionare la merce all’inizio del nastro; una volta sistemata la merce, recarsi direttamente nella zona d’insaccamento della spesa e non sostare davanti alla cassiera; porgere i contanti o la carta mantenendosi a distanza.

 

Arneg si ferma fino al 3 aprile, ma l’assistenza rimane pienamente operativa

Arneg Coronavirus assistenza
L'amministratore delegato annuncia la chiusura in ottemperanza al Dpcm del 22 marzo 2020. Attivi area manager e dipartimento service per garantire riparazioni e manutenzione

Filippo Marzaro, amministratore delegato di Arneg Spa, ha annunciato con una comunicazione ufficiale che in seguito al nuovo decreto ministeriale, l'azienda è costretta a interrompere temporaneamente la produzione.

Chiusi gli stabilimenti, ma operativa l'assistenza

Con ulteriori misure restrittive per combattere la diffusione del Coronavirus, il Governo Italiano ha deciso che tutte le aziende che non producono beni essenziali rimarranno chiuse dal 23 marzo al 3 aprile 2020.

Scusandosi, Filippo Marzaro, rassicura clienti e partner, garantendo che tutti gli ordini ricevuti verranno evasi appena sarà possibile riprendere l'attività. Rimangono operativi gli area manager per fornire il supporto necessario ai clienti e anche il dipartimento service, al quale è consentito operare al fine di garantire i servizi di riparazione e manutenzione. 

 

#Retailinprimalinea. Chiusure domenicali: sì o no?

Non tutti i retailer hanno optato per la chiusura domenicale. Ecco le scelte di Esselunga, Coop, Conad, Despar, U2, Aldi, Lidl, Fresco Market

Il tema delle chiusure domenicali, ancora una volta, torna al centro del dibattito e non mette tutti d'accordo, anche in un periodo come quello attuale con restrizioni e direttive ministeriali che, volente o nolente, stanno costringendo i retailer a riorganizzarsi.

La scelta di chiudere i supermercati la domenica, a partire dal 22 marzo, è stata giustificata su più fronti: volontà di dare sostegno ai collaboratori soggetti a una mole di lavoro sempre più massiccia, necessità di approvvigionare e sanificare i punti di vendita e la constatazione che in fondo nei fine settimana di fatto l'affluenza diminuisce, con la domenica non più seconda giornata di incassi.

Dall'altro canto, c'è chi invece sottolinea come le chiusure facciano correre il rischio di file più lunghe pre e post domenicali che aumenterebbero i disagi e le possibilità di contagio.

Ad alimentare le motivazioni dei più scettici rispetto alle saracinesche abbassate la domenica anche il rallentamento della spesa: diminuiscono gli ingressi giornalieri e  aumenta lo scontrino medio.

Il coro dunque non è unanime e c'è chi suggerisce che le scelte debbano essere effettuate sulla base delle esigenze dei singoli territori, in accorda tra azienda e personale di vendita.

Il dibattito prosegue, ma intanto le insegne, che hanno in linea generale modificato gli orari di apertura settimanale sul territorio nazionale, si sono divise su questo fronte optando, in maggioranza, per la chiusura dei festivi. Ma con le dovute eccezioni.

Come rispondono i retailer

Esselunga comunica ai consumatori i nuovi orari in vigore fino a venerdì 3 aprile. "I nostri negozi cambiano orario -scrive l'insegna- saranno aperti da lunedì a sabato dalle 7.30 alle 20 e domenica dalle 8 alle 15". La catena rivolge un invito agli utenti a cui indirizza un messaggio specifico: "Esselunga è impegnata fin dal primo giorno a garantire il servizio alla clientela, grazie all’impegno straordinario dei suoi dipendenti, delle proprie produzioni e dell’apporto dei suoi quasi 2500 fornitori. In questo momento abbiamo bisogno della collaborazione di tutti voi". 
Crai ha optato per le chiusure domenicali. "I cedi -spiega l'azienda- hanno optato per la chiusura domenicale dei negozi per far riposare il personale di vendita".

 

Carrefour ha ridotto gli orari di apertura  di ipermercati, supermercati e negozi di prossimità  diretti,  dalle ore 8,30 alle ore 19 durante la settimana,  limitando l'apertura domenicale dalle 8,30 alle 15 dal 19 marzo fino al 29 marzo. "In questo modo continueremo a garantire sia la possibilità di accedere ai nostri negozi in fasce orarie che soddisfino le necessità dei cittadini, sia il bisogno di tutelare le esigenze di riposo dei nostri collaboratori impegnati in uno sforzo straordinario, ai quali verrà corrisposto, nei prossimi giorni, un premio economico a riconoscimento del loro prezioso contributo".

La decisione di Coop Italia di chiudere i punti di vendita domenica 22 e 29 marzo è stata dettata da due motivi: “Prima di tutto contribuiamo a limitare le presenze per strada diluendo gli acquisti delle famiglie durante i giorni feriali della settimana e impedendone la concentrazione durante la domenica. Contemporaneamente veniamo incontro alle necessità dei colleghi che operano nei punti di vendita e che tanto stanno facendo per garantire un servizio essenziale alle persone”.

Francesco Pugliese, Ad Conad, puntualizza: “Dato l'eccezionale momento e la volontà di agevolare l'applicazione delle indicazioni del Governo e delle regioni, Conad ha suggerito ai propri soci imprenditori di limitare l'apertura dei punti di vendita nelle prossime due settimane, dal lunedì al sabato fino alle ore 19".  Conad ha anche suggerito di prevedere per domenica 22 e domenica 29 marzo, in funzione delle eventuali necessità di servizio ai cittadini e in accordo con le Autorità locali, la chiusura dei punti di vendita.

In Sicilia Conad ha accolto l'invito decidendo la chiusura dei punti di vendita. “Avevamo preso questa decisione prima che arrivasse l’ordinanza regionale, in rispetto a tutti i nostri lavoratori che stanno facendo veramente un grande sforzo  in questi giorni. -spiega Vittorio Troia, direttore divisione Sicilia PAC2000A-. A tutti loro vogliamo dire grazie, perché stanno facendo un lavoro incredibile”.

Lidl ha ridimensionato in generale gli orari di apertura “nel rispetto delle esigenze della lidl milanocomunità e dei collaboratori”. A partire dal 19 marzo, infatti, i punti di vendita sono aperti dalle 8,30 alle 19 durante la settimana e dalle 8,30 alle 13 la domenica. Lidl spiega: “Per quanto riguarda la domenica, abbiamo scelto di prestare il necessario servizio alla comunità, che per diversi motivi non può recarsi a fare la spesa durante la settimana, limitandolo alla mattina, salvo ordinanze territoriali specifiche”.

Anche Aldi opta per la chiusura domenicale. “Vogliamo supportare ulteriormente i collaboratori dei negozi e della logistica permettendogli di trascorrere più tempo con i propri cari” spiega l'azienda. Gli store della rete mantengono l'orario di apertura settimanale 9-20 ad eccezione dei negozi di Bolzano, Merano e Brunico aperti da lunedì a sabato dalle 9 alle 19. Anche nel caso di Aldi la chiusura domenicale sarà valutata dopo il 29 marzo in base agli sviluppi dell'emergenza sanitaria Covid19.

Unes modifica gli orari di apertura dei suoi supermercati, consultabili sul sito dedicato dell'insegna nella sezione Punti vendita. Nelle strutture della rete i banchi serviti sono aperti da lunedì a domenica fino alle ore 14. “Questa scelta -spiega l'azienda- è dettata dal bisogno di sostenere le esigenze dei nostri collaboratori”.

Maiora, socio di Despar Italia per il Sud, ha scelto di mantenere chiusi i propri punti di vendita diretti la domenica. Secondo Despar: “La chiusura domenicale permetterà anche di presidiare al meglio i punti di vendita durante i giorni e gli orari di apertura, limitando il più possibile gli assembramenti, e renderà più agevole il ripristino delle scorte dal magazzino agli scaffali, per dare ai clienti un servizio migliore”.

Fresco Market (Gruppo Tuo) osserva gli orari di apertura, anche in questo caso consultabili negozio per negozio nel sito internet dell'insegna, 8,30-19 durante la settimana. In alcuni punti di vendita l'apertura è anticipata alle 8. Apertura prevista anche la domenica con due distinzioni: i negozi che prevedevano già la chiusura alle 13 mantengono questo orario mentre gli altri solitamente aperti più a lungo chiudono alle 15. "Osserveremo gli orari seguendo le indicazioni dei decreti in vigore -spiega l'insegna-. I nostri consumatori possono consultare il nostro sito web aggiornato costantemente".

Bennet (Gruppo VéGé) assicura l'apertura dei suoi punti di vendita Bennet anche nella giornata di sabato, mentre la domenica gli ipermercati chiuderanno alle ore 14 "salvo dirette prescrizioni da parte delle regioni come Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia che impongono una chiusura totale la domenica. Il servizio Bennetdrive rimane sempre attivo".

Donatella Prampolini, presidente di D.IT Distribuzione Italiana spiega: "La domenica teniamo chiusi quasi tutti i punti di vendita. Ovviamente i nostri soci sono imprenditori autonomi pertanto possono decidere in autonomia, ma avendo visto il comportamento dei consumatori nelle ultime due settimane, con drastico calo degli accessi nel week end, stanno quasi tutti decidendo per la chiusura. Scelta obbligata non solo dal forte assenteismo per rispetto dei protocolli preventivi di malattia di questi giorni, ma anche per rifornire i negozi in assenza di clienti e per sanificare gli ambienti".

 

Fare la spesa nel proprio Comune di residenza: cosa dice il decreto

L'ultima modifica al Decreto #iorestoacasa da parte del Governo parla di fare la spesa nel proprio Comune di residenza. Una soluzione che ha provocato reazioni tra i retailer. Vediamo di fare chiarezza

Nell'ultima modifica al Decreto #IoRestoaCasa da parte del Governo si parla della necessità di fare la spesa nel proprio Comune di residenza. Una soluzione che ha provocato reazioni tra i retailer e anche tra alcuni consumatori. Facciamo chiarezza.

Alla pagina online che il Governo ha dedicato alle domande frequenti sul Decreto #IoRestoaCasa, si legge che "si deve fare la spesa nel posto più vicino possibile a casa o, per chi non lavora a casa, al luogo di lavoro. Infatti, gli spostamenti devono essere limitati allo stretto necessario sia tra Comuni limitrofi che all'interno dello stesso Comune. In ogni caso, si deve sempre rispettare rigorosamente la distanza tra le persone negli spostamenti, così come all'entrata, all'uscita e all'interno dei punti vendita. Per questa ragione la spesa è fatta di regola nel proprio Comune, dal momento che questo dovrebbe garantire la riduzione degli spostamenti al minimo indispensabile. Qualora ciò non sia possibile (ad esempio perché il Comune non ha punti di vendita), o sia necessario acquistare con urgenza un bene non reperibile nel Comune di residenza o domicilio, o, ancora, il punto vendita più vicino a casa propria si trovi effettivamente nel Comune limitrofo, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati".

Si può uscire anche per acquistare beni diversi da quelli alimentari, ma solo per quei prodotti che rientranti nelle categorie espressamente previste dal dpcm 11 marzo 2020, la cui lista è disponibile all'allegato allegato 1 e allegato 2 e che comprende farmaci, tabacchi e giornali e periodici, ritenuti una necessità

Pam Panorama siamo grandi … ma vogliamo esserlo di più

Le strategie per rafforzare il proprio ruolo di riferimento del mercato per innovazione e velocità (da Gdoweek n.4)

Una crescita del 6%, a rete complessiva, una presenza sul territorio di 201 negozi con quattro insegne, l’obiettivo di raddoppiar il fatturato: queste le sfide di Gruppo Pam. “La nostra parola d’ordine è crescere e diventare sempre più forti -precisa a chiare lettere l’Ad di Pam Panorama Gianpietro Corbari-. Lo abbiamo fatto con determinazione in questi anni, definendo un format di prossimità di successo come Pam local, entrando nell’eCommerce, rinnovando super e superstore. L’obiettivo è chiaro per noi: rafforzare le quote per confermarci riferimento leader del mercato, arrivando a un fatturato vicino ai 6 miliardi”.

Obiettivi ambiziosi. Come pensate di raggiungerli?
Prima di tutto rafforzando la rete con tutte le leve possibili, cioè crescita organica, acquisizioni e partnership, con caratteristiche in linea con quelle sottoscritte in questi anni con Arimondo e la famiglia Borrello. Stiamo rinnovando le formule a livello sia di offerta sia di organizzazione, trovando nuove declinazioni. Tutti elementi che non riguardano solo la massa critica.

La dimensione non è più un concetto così importante?
È evidente che i numeri aiutano a fare massa. Ma oggi, al di là della muscolarità, essere leader significa essere riconosciuti e apprezzati per i propri valori, per la validità dei progetti messi in campo, per la capacità di creare relazioni durature. Vuol dire avere il fisico giusto per essere produttivi e anche per disporre di tutte le risorse necessarie per gli investimenti che servono. Anche facendo errori, che però da piccoli non si possono correre.

Sviluppo a parte, quali le priorità?
Diverse in funzione dei format: i discount In’s stanno andando molto bene e proseguono la loro marcia, così come la prossimità firmata Pam local, ormai una rete di 110 store le cui vendite stimiamo nel 2020 arriveranno a 60 milioni. Supermercati e superstore stanno vivendo una fase importante di ristrutturazione, in termini sia estetici sia assortimentali, visibili nelle quattro nuove recenti aperture.

Avete anche lanciato una nuova insegna Pam city.
Una formula a metà tra local e supermercato. Un test, che stiamo verificando.

E gli ipermercati?
Sotto stretta analisi, come stanno facendo tutti i retailer. Lo stiamo ripensando, immaginandolo con i freschi, il nostro fiore all’occhiello, al centro, in abbinamento con il non food, ancora attrattivo pur in spazi ridotti, e la ristorazione. Il tutto con un assortimento ampio e profondo, composto da marche industriali, mdd e prodotti locali, a prezzi competitivi rispetto sia ai discount sia alle altre dirette insegne concorrenti.

Parliamo dei rapporti con l’industria di marca. Sempre litigiosi?
Una certa litigiosità è fisiologica ... Oggi serve un approccio diverso, che superi le logiche di premi e contributi dati per spingere prodotti, che, molto spesso, piacciono alle aziende, ma un po’ meno ai consumatori.

Che soluzione propone?
Di partire dalla filiera e dalla sua valorizzazione come base per creare un nuovo rapporto tra idm e gdo. In quest’ottica, stiamo per lanciare un sito a disposizione dei fornitori, al quale devono accreditarsi. Una novità di cui annunceremo a breve le novità e le tecnicalità.

Come sta andando, invece, l’eCommerce? Meglio in partnership o da soli?
Non c’è un meglio: sono due soluzioni che ci stanno dando grandi soddisfazioni, ma rispondono a logiche diverse. A Roma e Torino, in partnership con Amazon, il valore aggiunto è la competenza nella gestione delle consegne; nel nostro Pamacasa, invece, stiamo imparando a valorizzare meglio i nostri prodotti con politiche di marketing specifiche. Stiamo studiando e sperimentando, certi però che si tratti di un mercato in crescita, da presidiare e non lasciar perdere. Anzi ... il contrario.

#Coronavirus Amazon: stop in Italia e Francia a consegne beni non essenziali

A stretto giro dalle proteste di lavoratori e sindacati arriva la misura di freno per rispondere al picco di richieste mantenendo tuttavia la sicurezza

Aggiornamento al 23 marzo 2020

Un periodo complesso e turbolento anche per Amazon, quello della gestione losgistica (ed etica) del boom di richieste in tutti i Paesi coinvolti dall'emergenza sanitaria Covid-19. Sopo la questione dello sciacallaggio sui prezzi di beni "da coronavirus", l'annuncio di nuove assunzioni in Usa, ma anche le proteste dei lavoratori in Italia (si veda sotto), il colosso eCommerce annuncia sia nel nostro Paese che in Francia lo stop a consegne di prodotti non essenziali.

Mentre in altri territori, come gli Stati Uniti, si è parlato di privilegiare questo tipo di beni e rallentare le consegne degli altri (non senza causare una certa confusione generale) in questo caso si smette temporaneamente di accettare ordini su un'ampia serie di referenze. Una decisione che, come comunica l'azienda in una nota, deriva dalla necessità di garantire le corrette misure di sicurezza sul luogo di lavoro.

Aggiornamento al 17 marzo 2020

Mentre in Usa l'annuncio è di 100mila nuove assunzioni a tempo pieno e part-time per rispondere all'incremento della domanda, nonché di un investimento di 350 milioni di dollari per aumentare gli stipendi in diversi Paesi (Europa inclusa), a Piacenza i lavoratori del più importante polo italiano di Amazon sciopero.

I dipendenti del centro di distribuzione di Castel San Giovanni sono infatti in stop dal 16 marzo per protestare contro le misure di sicurezza prese a seguito dell'emergenza e ritenute insufficienti. A sostenerli i sindacati Fisascat Cisl, Filcams Cgil, Uiltucs Uil e Ugl terziario, che chiedono una dotazione di mascherine e la riorganizzazione del lavoro.

Parliamo di un totale di 1.500 collaboratori, ma non è ancora chiaro quanti di questi abbiano aderito. Sembra tuttavia che la questione si stia già estendendo ai magazzini di altre province italiane e agli stessi corrieri. Sda avrebbe ad esempio bloccato le spedizioni dirette nelle filiali di Torino, Brescia, Milano e molte altre aree del Nord.

LA RISPOSTA DI AMAZON
Dall'azienda, intanto, ci arriva una risposta:

“Il benessere dei nostri dipendenti, dei nostri fornitori e dei nostri clienti è al primo posto. Stiamo seguendo rigorosamente le indicazioni fornite dal Governo e dalle autorità sanitarie locali nell’implementare in tutti i siti le giuste misure per contenere l’emergenza sanitaria in corso. I nostri dipendenti stanno lavorando per consegnare ai clienti, molti dei quali non hanno altre alternative che la consegna a casa per ricevere ciò di cui hanno maggiore necessità. A partire da questa settimana stiamo inoltre dando la priorità alla ricezione e alla spedizione degli articoli di cui i nostri clienti hanno maggiormente bisogno in questo momento. Parliamo di prodotti come generi alimentari, prodotti per la salute e la cura personale, oggetti necessari per lavorare da casa, libri e giocattoli per bambini.

Le misure che abbiamo implementato nei nostri siti fin dall’inizio dell’emergenza coronavirus prevedono:

  • maggiore frequenza delle sanificazioni e delle pulizie in tutti i siti.
  • comunicazione ai nostri dipendenti e ai dipendenti dei nostri fornitori delle misure indicate dal Ministero della Sanità per prevenire la diffusione del contagio, da quelle igienico sanitarie a come comportarsi nel caso non si sentissero bene.
  • specifiche precauzioni per preservare la distanza di 1 metro tra cui:
  • sospensione dei meeting a inizio e durante il turno laddove non è possibile mantenere la distanza interpersonale raccomandata;
  • redistribuzione delle sedie in mensa e nelle aree comuni in modo che si possano mantenere le distanze raccomandate;
  • sospensione e/o adeguamento delle attività che non rispettano le linee guida sulle distanze raccomandate;
  • revisione e regolamentazione di accesso/uscita del personale ai siti, agli spogliatoi, nei pressi delle timbratrici, dei tornelli e della reception;

Gli addetti alle consegne sono tenuti inoltre a mantenere una distanza precauzionale di almeno un metro dal cliente durante le consegne. Una volta raggiunto l'indirizzo di consegna, l'autista dovrà suonare o bussare alla porta, e lasciare il pacco a terra, arretrando di almeno un metro dalla porta mentre attende che il cliente ritiri il pacco. Per eliminare ogni tipo di contatto, non richiediamo inoltre la firma del cliente al momento della ricezione.

Continuiamo a monitorare attentamente questa situazione che è in continua evoluzione, lavorando a stretto contatto con le autorità sanitarie locali e nazionali per capire quali misure verranno applicate e prevenire i rischi. I nostri dipendenti vengono avvisati immediatamente su tutte le misure implementate.”

STOCCAGGIO E PRIORITA'
Negli Usa, nel frattempo, Amazon.com fa sapere anche che sta dando la priorità allo stoccaggio di beni di prima necessità e forniture mediche, così da velocizzare la risposta al boom di relative domande. Ne consegue che il colosso eCommerce, per il momento, specifica di non accettare spedizioni di prodotti non essenziali come televisori a schermo piatto e giocattoli.

Pugliese: basta merchandiser nei negozi. È tempo di tornare alla realtà

"Siamo in guerra con il covid19: è tempo di tornare alla realtà". Questa la dichiarazione che l'Ad di Conad ha lanciato parlando del numero eccessivo di personale delle industrie di marca nei negozi in un momento così difficile. Una posizione condivisa da gdo e anche industria, che raccontano i loro punti di vista #retailinprimalinea

“In questo momento in cui stiamo frazionando le presenze nei punti vendita dei clienti è paradossale essere costretti a scrivere a tutte le aziende di marca per sospendere la presenza dei merchandiser nei nostri store. Cara Ferrero, che senso ha controllare le esposizioni dei prodotti per Pasqua e le esposizioni: siamo in guerra con il covid19 e con personale ridotto. Basta tornate alla realtà”

Questo il post che oggi Francesco Pugliese ha pubblicato su Linkedin, insieme alla copia della lettera inviata ai fornitori, nella quale l’Ad di Conad sottolinea come “in un momento così difficile nel quale sono richiesti comportamenti consapevoli e massimamente prudenti nell’uscire di casa” si registrino “ancora troppe inutili e pericolose presenze di personale delle aziende industriali che visitano i nostri negozi per espletare attività lavorative non necessarie in questo periodo di massima allerta sanitaria. Sono attività -prosegue il documento- che mettono a rischio la salute di chi opera nei nostri negozi per garantire un servizio pubblico e necessario e che vi invitiamo a sospendere in ogni forma fino al ristabilimento da parte delle autorità delle condizioni sanitarie e di ordine pubblico". Il documento si conclude con il sottolineare "la nostra ferma decisione di rifiutare servizi commerciali se non espressamente richiesti dai singoli punti di vendita”.

Cosa ne pensano retailer e industria? Lo abbiamo chiesto a: 

per la gdo: Pippo Cannillo, Ad e presidente di Maiora Despar Centro Sud; Ernesto Dalle Rive, presidente di Novacoop; Maniele Tasca, direttore generale di Gruppo Selex; Giorgio Santambrogio, Ad di Gruppo VéGé Roberto Simonetto, direttore merci di Carrefour Italia

per l'industria: Segafredo Zanetti, Citterio e Mutti; Filippo Fereli, trade marketing manager Nutkao; Sabrina Mancini, marketing manager Madama Oliva; Andrea Alfieri, responsabile marketing Trevalli Cooperlat; Eleonora Zoia, trade marketing manager di Ponti; Cosimo Rummo, presidente e Ad di Pastificio Rummo; Gianluca Cevenini, direttore commerciale Nostromo Spa; Cristina Cossa marketing manager Rigoni di Asiago e Marcello Pennazzi, amministratore delegato Pastificio Luciana Mosconi

Il punto di vista della gdo

Anche Maiora Despar Centro Sud ha sentito la necessità di sottolineare la sospensione delle attitività di assistenza da parte del personale incaricato dai fornitori in una lettera firmata dal presidente e Ad Pippo Cannillo, che sottolineando la rilevanza di servizio sociale fondamentale assunta dai punti di vendita richiama “a un comportamento responsabile e maggiormente improntato alla tutela dell’intera comunità, a partire dai vostri e nostri colleghi”. Ma visto il perdurare degli accessi nei punti di vendita “da parte di personale incaricato per effettuare mansioni certamente non indispensabili, nonostante le raccomandazioni e i protocolli”, viene disposta “la sospensione, con effetto immediato (ndr 20 marzo), di tutte le attività di supporto alle vendite, di merchandising, di rilevazione e, in generale, di tutte le attività svolte da parte del personale (o incaricato dai) fornitori di merce, ad eccezione della mera presa d’ordine e consegna delle merci, che dovranno comunque avvenire nel risposto delle norme in vigore”.

 

Ernesto Dalle Rive“Questa situazione ci ha colto tutti impreparati -dichiara Ernesto Dalle Rive, presidente di Novacoop- ma stiamo svolgendo un insostituibile ruolo di servizio, in una situazione complessa anche per diverse interpretazioni alla normativa del decreto sicurezza a livello locale, sulla base di una circolare del Ministero degli interni. Per questo, abbiamo già limitato l’ingressi dei merchandiser nei nostri negozi del non food come del food per limitare ulteriori rischi. Per questo possono entrare nei nostri negozi solo quando sono chiusi. Del resto, la stessa chiusura anticipata alle 19,00 nella nostra rete è stata voluta anche per garantire al personale maggiore tranquillità nelle operazioni di caricamento della merce, una soluzione che risponde proprio a maggiore sicurezza. Il tema, però, è anche un altro: che senso ha, in questo momento, spingere su evidenziazioni a scaffale, festività e promozioni, quando chiediamo ai nostri stessi clienti una permanenza veloce in store, con liste della spesa alla mano, senza girovagare nel negozio? Certo l’industria ha le sue ragioni, ma il momento è difficile”.

 

Maniele Tasca direttore generale Selex
Maniele Tasca, direttore generale Selex

“Siamo in una situazione anomala e senza precedenti, che richiede rigore nel rispettare le regole che ci sono state chieste come servizio pubblico -ci racconta Maniele Tasca, direttore generale di Gruppo Selex-. Non tutti i nostri soci hanno sospeso le attività dei servizi esterni all'interno dei negozi delle rispettive rete; alcuni hanno contingentato la loro presenza, in modo da garantire il mantenimento delle distanze e ridurre così contagi eventuali contagi. Si possono trovare soluzioni alternative, come, ad esempio, sta facendo Nielsen che ha sospeso la visita fisica del proprio personale per la rilevazione dei prezzi, preferendo la raccolta di questi dati per via elettronica attraverso email. Per lo svolgimento di queste attività di merchandising si potrebbe pensare anche a una diversa organizzazione, che coinvolga i negozi prima della loro apertura o dopo la chiusura, ma tecnicamente questo richiede un ripensamento dell’organizzazione sulla quale ho qualche perplessità dal punto di vista operativo. Per questo preferiamo un contingentamento, così come abbiamo deciso di adottare per le festività pasquali un atteggiamento più soft. Inoltre, proprio per evitare rischi di contagio, abbiamo deciso di sospendere sia la distribuzione dei volantini, disponibili nei punti di vendita e in formula digitale, sia di comunicare le promozioni con strumenti tradizionali come affissioni e adv. Ben inteso: le promozioni continuano a essere presenti nei negozi, per garantire ai nostri clienti la solita convenienza (mentre toglierle potrebbe apparire speculativo), oltre che per rispettare gli impegni presi con le aziende fornitrici. Del resto, oggi i nostri sforzi sono focalizzati nel sostenere psicologicamente, fisicamente e finanziariamente il nostro personale di vendita, già ridotto rispetto al normale”.

 

giorgio santambrogio vegeIn linea con questa visione anche Giorgio Santambrogio, Ad di Gruppo VéGé. “Premesso che bisogna distinguere merchandiser e ispettori delle grandi marche che controllano l’attività della marca instore, figure che necessitano entrambe dell’autorizzazione a entrare nei punti di vendita, questo non è il momento giusto per verificare queste attività. Si rischiamo inutili assembramenti, non in linea con le disposizioni del Governo, e non si lascia spazio ai clienti di fare la spesa con serenità, in una situazione già complessa. Tutta la gdo sta facendo la sua parte: non c’è bisogno ora di intasare l’attività dei negozi”.

Roberto Simonetto, direttore merci di Carrefour Italia, sottolinea invece un altro aspetto: “In realtà ci sono molti fornitori che si son resi disponibili ad aiutarci all'interno dei nostri punti di vendita dimostrando solidarietà e comprensione nella situazione attuale. Tra questi la stessa Ferrero. Non abbiamo nessun genere di pressione, anzi ... È un momento difficile per tutti”.

 

Parla l'industria

Cosa ne pensa l’industria di marca? Ecco alcune dichiarazioni raccolte da Sanzia Milesi.

Segafredo Zanetti -fa sapere l'azienda- sin dall’inizio dell’emergenza ha deciso per senso di responsabilità e in stretta aderenza alle disposizioni di legge ha deciso di non inviare i propri merchandiser nella gdo fino al ritorno alla piena normalità”.

“A causa dell'emergenza relativa al COVID-19 abbiamo sospeso tutte le attività che prevedevano la presenza di persone nei pdv (attività con hostess, attività di rilevamento fatto dai nostri agenti e/o da agenzie terze). Riteniemo sia prioritario tutelare la salute pubblica”, questa la dichiarazione rilasciata dall'azienda Mutti.

Filippo Fereli, trade marketing manager Nutkao
“Dai vertici del Gruppo Nutkao, l’azienda concorda con quanto espresso da Dott. Pugliese”

Sabrina Mancini, marketing manager Madama Oliva
 “Al momento stiamo eliminando il servizio di merchandising relativo ai banchi delle olive sfuse. Riteniamo sia giusto farlo per la salute pubblica e per il momento possiamo soprassedere rispetto a tale servizio che non è di vitale importanza”.

Andrea Alfieri, Responsabile Marketing Trevalli Cooperlat
"L'azienda TreValli Cooperlat sta annullando tutte le attività previste sui pdv, come da richiesta della stessa gdo. Si sta cercando di limitare il più possibile la presenza dei nostri operatori sui pdv, anche se dotati di guanti e mascherine, garantendo comunque i servizi essenziali per il rifornimento della merce”.

Eleonora Zoia, trade marketing manager di Ponti
“La nostra azienda non ha una rete di merchandiser attiva sui punti di vendita. E al momento non abbiamo nemmeno attività spot che prevedano la presenza di merchandiser”.

Cosimo Rummo, presidente e Ad di Pastificio Rummo
“Tutto ciò che può essere utile a rassicurare la clientela e gli operatori della Gdo è per noi di Rummo un dovere civico. Aderiremo a ogni iniziativa che vada in questa direzione, confermando il nostro impegno nella produzione e nella distribuzione dei nostri prodotti con orgoglio e determinazione”.

Gianluca Cevenini, direttore commerciale Nostromo Spa
"Nostromo Spa in via precauzionale ha attivato lo smart working per tutti i dipendenti da lunedì 23/2, inclusi rete commerciale e merchandiser. Questo per preservare e difendere la salute dei dipendenti e per contribuire a fermare i contagi. Con particolare riferimento ai merchandiser, Nostromo Spa ha ritenuto non indispensabile continuare le rilevazioni in un momento in cui anche le dinamiche di mercato e di punto di vendita vengono stravolte. Questa attività sarà sospesa almeno fino al 3 aprile, con possibilità di proroga in base ai decreti che il Governo emanerà e a come evolverà la situazione".

Cristina Cossa, marketing manager Rigoni di Asiago
Abbiamo ritenuto di interrompere già da tre settimane tutte le attività sui punti di vendita, sia in termini di merchandiser, sia come attività promozionali con hostess.. Rigoni di Asiago ha pensato immediatamente alla messa in sicurezza del proprio personale, sia all’interno dell’azienda sia per tutti i collaboratori di trade mrketing, in un momento drammatico per il nostro paese”.

Da Citterio, solo per conoscenza, precisano che l'azienda al momento non ha merchandiser dedicati al controllo delle promozioni e degli scaffali.

Marcello Pennazzi, amministratore delegato Pastificio Luciana Mosconi
Per quello che riguarda la nostra azienda e tutte le attività interne abbiamo attuato e fatto rispettare da tutti un rigido protocollo già prima che fosse dichiarato l’allarme sanitario nazionale. Abbiamo anche deciso di ridurre la produzione giornaliera in modo tale da garantire distanze minime di ogni operatore dall’altro. Inoltre abbiamo deciso di sospendere ogni tipo di attività del nostro personale all’interno dei punti di vendita. Sono assolutamente d’accordo con Conad, non vedo in un momento come questo l’esigenza di avere personale delle aziende fornitrici presso le superfici di vendita. Abbiamo deciso di non mandare personale sui punti di vendita non perché riteniamo che non ci sia applicazione delle massime tutele in loco, ma perché così ci sembra logico limitare i contatti sociali in ogni loro forma se non strettamente necessari. Per ciò che concerne la clientela che si reca nei punti di vendita dico che le procedure sono in atto e mi sembrano ben organizzate, ma sta anche ad ogni singolo individuo secondo buon senso tenere un certo comportamento durante l’attività di spesa sia nella scelta dei prodotti che nelle fasi del pagamento alle casse”.

#Coronavirus Come evolvono le vendite in gdo tra effetto “stock” e “comfort”

Continua il monitoraggio stretto dei numeri della gdo, che mette a segno la terza settimana con trend positivo a doppia cifra e Sud al traino

Continua il monitoraggio a stretto giro dell'evolversi delle vendite in gdo a seguito della diffusione dell'emergenza coronavirus Covid-19, che ha portato a misure altamente restrittive in tutta Italia. Ecco gli ultimi dati e trend Nielsen relativi all'ultima settimana.

SETTIMANA 9-15 MARZO
Durante la settimana tra lunedì 9 marzo e domenica 15 marzo, le vendite della Grande Distribuzione Organizzata continuano la crescita. È la terza settimana con trend positivo a doppia cifra, rispetto allo stesso periodo del 2019: +16,4% a valore a parità di negozi.

Come nella settimana precedente è il Sud Italia a registrare gli incrementi più alti su base tendenziale: +28,4%. Nord Est (+18,6 %), Seguono Centro (16,8%), Nord Ovest (+10,1%).

“È trascorso un mese dall’inizio dell’emergenza sanitaria ed è ovvio che le vendite della gdo rispecchino la trasformazione della vita degli italiani in abitudini sempre più ‘domestiche’ – dichiara Romolo de Camillis, Retailer Service Director di Nielsen Connect in Italia – Sottolineiamo però che i trend di crescita durante l’ultima settimana hanno iniziato a dare forti segnali di cambiamento, in particolare a livello di formati. L’ascesa dell’eCommerce e dei negozi di vicinato rispecchiano l’esigenza di evitare lunghi tragitti casa-negozio, nonché di evitare code e assembramenti, così come il calo degli specialisti drug ha come causa principale la necessità dei consumatori di concentrare gli acquisti in un solo negozio."

A livello di format distributivi, il trend maggiore si registra nei Liberi Servizi (+46,3%), nei Supemercati (+30,4%) e nei Discount (+22,5%). Iniziano a calare invece le vendite di Specialisti Drug (-18,9%) e Ipermercati (-3,7%). Per quanto riguarda l’eCommerce, il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online da lunedì 9 a domenica 17 marzo è stato del +97,2%, in rialzo di 15pp rispetto al trend della settimana precedente.

La crescita di queste settimane risponde anche alla nuova esigenza di consumare pasti esclusivamente in casa, date le restrizioni governative. Si accentua il calo dei format Cash & Carry, con un trend negativo del -44,7%, che sono il principale canale di approvvigionamento per gli operatori HoReCa (ospitalità/ristorazione). Questo canale potrà vedere una ripresa alla fine della quarantena, con la riapertura dei servizi di bar e ristorazione al pubblico.

Il dettaglio: le categorie
Le categorie di prodotti maggiormente impattate durante la settimana 11 del 2020 (9 – 15 marzo) sono sempre legate ai tre “effetti” identificati da Nielsen:

  1. effetto “stock”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: latte uht (+62,2%, 14,1 milioni in più settimana su settimana), pasta (+65,3), conserve animali (+56,0%), farina (+185,3%), uova di gallina (+59,6%), surgelati (+48,0%), caffè macinato (+26,2%), burro (+71,9%), acqua in bottiglia (+20,1%) e all’interno del comparto bevande diventa il segmento trainante, riso (+71,2%) e conserve rosse (+82,2%);
  2. effetto “prevenzione e salute”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: guanti +362,5% per un totale di 7,4 milioni, detergenti superfici (+49,7%), carta igienica (+43,3%), carta casa (+52,4%), sapone per le mani, liquido e solido (+100,3%), candeggina (+99,9%), salviettine umidificate (+196%), alcol denaturato (+169,2%), termometri (+115,9%) e fazzolettini di carta (+43,1%);
  3. effetto “resto a casa”, da un lato crescono categorie che potrebbero essere considerate adatte a un aperitivo casereccio, affettati (+32,4%), mozzarelle (+43,4%), patatine (+31,3%), birre alcoliche (+13,8%), ma cresce anche quello che possiamo considerare “comfort food”, spalmabili dolci (+57,7%), pizza surgelata (+54,3%) e tavolette e barrette di cioccolato (+21,9%). In calo anche molti segmenti del comparto make-up (-60%) e profumeria (-61,9%).

SETTIMANA 2-8 MARZO 2020
Seconda settimana con trend positivo a doppia cifra rispetto alla stessa settimana del 2019: +11% a valore a parità di negozi. Come nella settimana precedente è il Sud Italia a registrare gli incrementi più alti su base tendenziale: +20,9%. Seguono Centro (+12,9%), Nord Ovest (+7,9%) e Nord Est (+7,5%).

A livello di format distributivi, il trend maggiore si registra nei discount (+15,4%) e nei supermercati (+15,4%), seguiti subito dai liberi servizi (+10,1%). Crescita sotto media per gli specialisti drug (+5,9%) e per gli ipermercati (+5,1%). Per quanto riguarda l’eCommerce, il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online da lunedì 2 a domenica 8 marzo è stato del +82,3%, in linea con il trend della settimana precedente. Si accentua il calo dei format cash & carry, con un trend negativo del -22,6%. Il format, canale principale di approvvigionamento per la clientela professionale e operatori HoReCa, (ospitalità, ristorazione), che potrà vedere una ripresa solo alla fine della quarantena, con la riapertura dei servizi di bar e ristorazione al pubblico.

La cronaca della settimana: da lunedì 2 a domenica 8 marzo Lunedì 2 marzo fa registrare un calo delle vendite del -4,9%, mentre i restanti giorni della settimana mostrano tutti trend positivi rispetto alle stesse giornate del 2019. La crescita si attesta quotidianamente intorno al +7,8%, fino a domenica, quando il trend raggiunge il picco +20,6% a totale Italia, trainato soprattutto dal Sud (+45,8%).

LE CATEGORIE 
La crescita delle vendite nel corso della settimana 10 del 2020 continua a essere trainata da alcune categorie di prodotti, la cui maggior domanda è riconducibile a tre “effetti”. Inizia a evidenziarsi anche un calo in altre categorie.

1. effetto “stock”, con aumento a doppia cifra di alcune categorie della Drogheria Alimentare a lunga conservazione, quali riso (+28,8%), pasta (+29,6%), conserve animali (+19,9%) e conserve rosse (+32,7%). In termini di valore assoluto, sono i Prodotti da Forno a generare la maggiore crescita, in particolare Pasticceria e Biscotti. In aggiunta, nel comparto degli Ingredienti Base (+40,2%) spicca la farina (+57,5%) e nel comparto Surgelati (+18,4%) spicca il pesce al naturale (+23,0%). L’effetto stock impatta positivamente anche sulle vendite del latte uht (+20,2%). Sotto media la crescita delle bevande (+6,8%), trainate principalmente dai comparti birra (+10,4) e vino (+9,6%).

2. effetto “prevenzione e salute”, con un aumento delle vendite delle categorie del Cura Casa (+19,6%), trainata in particolare dal segmento Detergenti Superfici (+37,8%) e dalle Commodities (+102,3%); cresce leggermente sotto media il Cura Persona (+10,4%), mentre le singole categorie continuano a performare bene: il parafarmaceutico (+94,9%), la carta igienica (+17,3%, preponderante però in termini di fatturato), le salviettine umidificate (+216,3%) e i fazzolettini di carta (+30,6%). Continua anche la crescita di sapone per le mani, liquido e solido, con un trend del +64,3%, e la crescita dei saponi intimi con un +25,2%.

3. effetto “resto a casa”, molte categorie legate all’estetica e al consumo fuori casa vedono un calo nella settimana 10, da segnalare: Cosmetica (-17,3%), Profumeria (-23,1%), Depilazione (-6,7%), Snack Dolci (-3,5%), Kit per merende dolci (-11,7%), Kit fuori pasto salati (-51,5%).

#Retailinprimalinea. Nuove chiusure domenicali e cambi d’orario

D.IT-Distribuzione italiana, Conad, Md ed Esselunga hanno deciso di chiudere i propri punti di vendita la domenica e di razionalizzare gli orari

Ultimo aggiornamento al 20 marzo 2020

Le insegne distributive scelgono di razionalizzare gli orari di apertura e in alcuni casi di chiudere la domenica. Ecco le misure adottate in costante aggiornamento (sul fondo).

Abbiamo suggerito a tutti i nostri associati Sigma, Sisa e Coal di tenere i loro negozi chiusi la domenica nelle giornate del 22 e 29 marzo prossimi e fino a nuove indicazioni”. È quanto comunica Donatella Prampolini Manzini, presidente di D.IT-Distribuzione italiana che motiva così la scelta: “Ci rendiamo perfettamente conto del disagio che questa scelta potrebbe causare, tuttavia vi preghiamo di tenere in considerazione che il giorno di chiusura diventa funzionale anche per noi operatori al fine di poter ripristinare adeguatamente le scorte dei negozi ed offrirvi il miglior servizio possibile gli altri giorni della settimana”. E aggiunge: “Ad oggi le direttive del Governo non appaiono del tutto chiare in merito al ruolo di servizio che il contesto impone anche a noi della distribuzione organizzata. A questo si aggiunge un tema di sicurezza del lavoro per i nostri dipendenti e per i consumatori che quotidianamente utilizzano i nostri negozi e soprattutto il fatto che non ci sono informazioni certe riguardo al picco dei contagi che potrebbe avvenire nelle prossime settimane”.

Anche Conad e Md hanno optato per la chiusura domenicale.

Dato l'eccezionale momento e la volontà di agevolare l'applicazione delle indicazioni del Governo e delle regioni, Conad ha suggerito ai propri soci imprenditori di limitare l'apertura dei punti di vendita nelle prossime due settimane, dal lunedì al sabato fino alle ore 19 -dichiarato Francesco Pugliese, Ad Conad-. E di prevedere, in funzione delle eventuali necessità di servizio ai cittadini e in accordo con le autorità locali, la chiusura dei punti di vendita per le prossime due domeniche. Conad ringrazia i soci, i loro collaboratori e i partner delle filiere produttive e della logistica per il loro impegno quotidiano a garantire continuità di servizio e disponibilità di alimentari e beni primari alle famiglie in tutta Italia” conclude Pugliese.

Anche Md chiude i suoi 780 punti di vendita domenica 22 marzo per consentire agli addetti “una pausa di riposo fisico e mentale dopo settimane continuative al proprio posto di lavoro in una situazione di stress e preoccupazione che non ha precedenti. Così, per un giorno, l’#iorestoacasa sarà dedicato anche a tutti i lavoratori della grande distribuzione che in larghissima parte ha già adottato questa misura” spiega l’azienda.

Anche da Esselunga arriva una nuova presa di posizione sul tema, con razionalizzazione degli orari per "garantire ulteriore sicurezza alla clientela e ai suoi collaboratori e contribuire a ridurre il flusso delle persone fuori casa". Da sabato 21 marzo fino a venerdì 3 aprile, nei negozi in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Liguria e Toscana nei giorni feriali verrà anticipata alle ore 20 la chiusura e la domenica l’orario di apertura sarà dalle 8 alle 15. Per quanto riguarda i punti di vendita nel Lazio, in ossequio alle disposizioni regionali, saranno aperti dal lunedì al sabato 8.30-19 e la domenica 8-15.

I punti di vendita Bennet, fa sapere la catena, rimarranno aperti regolarmente anche nella giornata di sabato, mentre la domenica gli ipermercati chiuderanno alle ore 14.00. Il servizio Bennetdrive rimane sempre attivo.

Aldi ha scelto la chiusura dei suoi punti di vendita nelle domeniche del 22 e 29 marzo, "misura precauzionale anche volta al contenimento degli afflussi negli store, fisiologicamente più alti nelle giornate di sabato e domenica".

#Retailinprimalinea Da Conad e Lidl donazioni per l’emergenza

I due retailer schierati per il finanziamento della ricerca, nuove postazioni per la terapia intensiva, attrezzature e servizi ad hoc per la gestione Covid-19

I soci Conad hanno deciso di donare 3 milioni di euro a due strutture ospedaliere che sono in prima linea nel contenimento e contrasto dell’epidemia di coronavirus Covid-19: lo Spallanzani di Roma e il Sacco di Milano. Conad Nordovest, Pac 2000A e Conad Adriatico donano 1.700.000 euro all’istituto Spallanzani di Roma per il finanziamento delle attività di ricerca sui farmaci di contrasto al Covid-19.

I soci delle cooperative di Conad Centronord, Commercianti Indipendenti Associati, Conad Nordovest e il Consorzio Nazionale Conad donano 1.300.000 euro all’ospedale Sacco di Milano, per l’acquisto di respiratori e l’allestimento di nuove postazioni per la terapia intensiva.

 “Tutti i soci e gli oltre 60.000 lavoratori di Conad, impegnati da settimane insieme ai partner delle filiere produttive e della logistica a garantire ogni giorno un servizio continuo e approvvigionamenti adeguati a circa 10 milioni di famiglie in tutta Italia, con questa donazione – ha dichiarato Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad - vogliono far giungere in modo ancora più tangibile e diretto il loro ringraziamento a medici, infermieri e ricercatori che lavorano senza sosta per la cura dei pazienti negli ospedali e per sviluppare nei laboratori nuove terapie e contrastare gli effetti dell’epidemia”.

Anche Lidl Italia si impegna attivamente per supportare gli ospedali italiani durante l’emergenza coronavirus: l’azienda annuncia una donazione di 500mila euro equamente suddivisa tra l’Ospedale Luigi Sacco di Milano e l’Ospedale di Bergamo, struttura particolarmente colpita dall’evolversi del contagio di questi ultimi giorni. La donazione sarà utilizzata per l’acquisto di attrezzature, beni e servizi e per la realizzazione di specifiche iniziative per il miglioramento delle attività di cura e di assistenza relative all’emergenza.

#Retailinprimalinea. Ce.Di. Marche dona posti letto agli Ospedali di Ancona

Ventidue posti letto di terapia intensiva saranno donati agli Ospedali Riuniti di Ancona (Torrette) da Ce.Di. Marche, attiva con 100 store a insegna Sì con Te

Ventidue posti letto di terapia intensiva saranno donati agli Ospedali Riuniti di Ancona (Torrette) da Ce.Di. Marche, società cooperativa proprietaria dell’insegna di supermercati Sì con Te, attiva con oltre 100 punti di vendita nelle regioni Marche e Abruzzo.

Il presidente del consiglio di gestione di Ce.Di. Marche, Silvio Moroni, spiega: “Come insegna di supermercati, Sì con te è chiamata a dare continuità ad un servizio essenziale, come quello della spesa alimentare, in tal senso, ci sentiamo quotidianamente coinvolti in questa sfida e ci è sembrato un atto di responsabilità doveroso, esprimere la nostra solidarietà nei confronti dell’Istituzione sanitaria, dando un contributo che consenta a chi si trova in prima linea, di lavorare con gli strumenti essenziali per fronteggiare questa emergenza”. Moroni aggiunge: “L’impronta territoriale che da sempre contraddistingue Sì con te, trova con questa donazione, la sua concretizzazione anche in un contesto così difficile, in cui ci è sembrato essenziale unire le forze”.

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