Cadoro propone una raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite dal sisma: dal 26 maggio al totale dello scontrino della spesa è possibile aggiungere un euro di donazione. Molto semplicemente Cadoro raddoppierà l'importo per poi trasferirlo sul conto della regione Emilia-Romagna a sostegno dei terremotati.
All'interno degli store, saranno messi a punto aree di raccolta di generi alimentari donati dai clienti e caratterizzati da lunga shelf life, che verranno consegnati ai cittadinimediante la Protezione Civile e le Prefetture. (fonte: Oggi Treviso)
Cadoro raccoglie fondi pro popolazioni colpite dal sisma
Coop perfeziona l’accordo con il Consorzio del Parmigiano
Dall'11 giugno arriva il Parmigiano della Solidarietà: 1 euro per ogni chilo di parmigiano venduto a sostegno dei caseifici colpiti dal sisma. "Contiamo di poter devolvere nell'arco di due settimane 500.000 euro".
Adesione al lutto
Coop, la prima catena della grande distribuzione in Italia, aderirsce alla giornata di lutto nazionale di lunedì 4 giugno, negli oltre 1.400 punti vendita osserverà un minuto di raccoglimento e commemorazione, mentre Radio Coop trasmetterà per tutto il giorno musica consona e un messaggio che esprime la solidarietà della Cooperativa e dei lavoratori alle popolazioni colpite dal terremoto.
Dettagli dell'accordo per il parmigiano
L''accordo sottoscritto da Coop Italia e il Consorzio del Parmigiano Reggiano già una settimana fa a sostegno dei caseifici colpiti dal sisma, prevede che dal prossimo 11 giugno arrivi nei supermercati e ipermercati Coop, il Parmigiano della Solidarietà identificabile con un bollino blu e sostenuto da un'apposita campagna informativa nei punti di vendita.
1 euro per 1 Kg
Coop devolverà 1 euro per ogni chilo di parmigiano venduto, l'iniziativa indicativamente coprirà almeno 2 settimane. Allo stesso tempo gli acquisti Coop avverranno senza alcun ribasso sulle quotazioni correnti, garantendo così stabilità di introito ai caseifici e puntando a stroncare speculazioni o fenomeni di sciacallaggio.
Altre iniziative
Contestualmente sono già partite altre iniziative di solidarietà a livello di Distretto Adriatico (le coop coinvolte sono anche quelle più immediatamente colpite Coop Nordest, Estense, Adriatica, Coop Reno) ovvero il progetto “Noi ci siamo” al quale possono aderire soci e consumatori o con contributi diretti presso i punti vendita o attraverso il meccanismo dei punti della spesa. I fondi così raccolti verranno impiegati nel ripristino di edifici e dei servizi diretti alle comunità: dalle scuole ai nidi alle case di riposo.
Anima e Ipack Ima insieme per i mercati esteri
Questo accordo siglato due giorni fa costituisce una sfida che unisce rappresentanza imprenditoriale, Anima, e organizzatori di fiere, Ipack Ima a ripensare nuovi modelli di business mettendo al centro le esigenze delle aziende per essere sempre di più partner globali assieme alle imprese.
Il commento di Sandro Bonomi - Anima
"Rappresentiamo 43 miliardi di fatturato aggregato di cui più del 53% proviene dai mercati esteri, per noi meccanici internazionalizzare non è più una scelta, significa sopravvivere considerata l’inconsistenza del mercato nazionale rispetto alla capacità produttiva potenziale della nostra manifattura -afferma Sandro Bonomi, presidente di Anima (a destra nella foto)-. L’accordo siglato oggi, il primo di questo tipo, ma non l’ultimo, si integra perfettamente nel percorso avviato già da qualche anno dalla Federazione Anima che ha come obiettivo quello di supportare le aziende della manifattura meccanica mettendo a loro disposizione competenze e know how specifici, settore per settore, attraverso strumenti semplici, concreti e immediatamente attivabili. Dal progetto Dogana Facile, per la certificazione Aeo e il supporto sulle tematiche doganali, ad Ulisse per Anima, banca dati sui flussi di import-export suddivisa per codici Ateco, dal progetto Mecca-Ru, per favorire lo scambio di know-how tra Italia e Siberia, che avvieremo a fine giugno, fino all’attuale partnership con Ipack-Ima spa".
"Le aziende -conclude Bonomi- hanno bisogno di sapere se ha senso approcciare un nuovo mercato prima di effettuare qualunque tipo di investimento, anche solo quello in risorse umane dedicate allo studio e all’analisi di fattibilità, passaggi necessari, ma non sempre realizzati, in occasione di progetti impegnativi come quelli che vedono le aziende affacciarsi sui mercati esteri".
Il parere di Guido Corbella - Ipack Ima
"Questo accordo siglato con la federazione Anima è un esempio virtuoso di collaborazione fra le associazioni di categoria e gli organizzatori di fiere -dichiara Guido Corbella, Ad Ipack Ima spa-. È un modello intelligente di sinergia che premia i rispettivi punti di forza a tutto vantaggio delle imprese. I soci di Anima, infatti, sono anche i nostri espositori. Con l’accordo siglato oggi quindi si darà continuità all’azione di promozione e di supporto alle imprese per le loro strategie di internazionalizzazione, al di là dei giorni di fiera. La politica e la strategia di Ipack Ima spa è infatti quella di porsi come partner dell’espositore per supportarlo nelle problematiche promozionali e non solo come mero organizzatore fieristico. Quindi -conclude Corbella- l’accordo siglato con la federazione Anima è perfettamente conseguente a questa visione strategica".
Ferrero è la più ambita dai candidati in cerca di lavoro
Ferrero si conferma per il secondo anno di seguito la Best Employer Of Choice, ovvero l'azienda migliore in cui andare a lavorare.
Da una attenta indagine condotta dalla prestigiosa Ebps (Employer Brand Positioning Survey), Ferrero è risultata niente di meno l'azienda più attrattiva nel mercato del lavoro in tutti i target analizzati nel corso del 2011.
In particolare l'indagine, giunta alla sua quarta edizione e promossa da Monster.it e Anthea Consulting, decreta Ferrero.
- 1ª nel segmento Best Employer Of Choice 2011
(a ruota seguono Barilla, Google, Coca-Cola e Ferrari),
- 1ª nel segmento Recent Graduates
(vincendo su Barilla, Ikea, Unilever e Apple),
- 1ª nel segmento Young Professionals
(superando Google, L'Oreal, Apple e Coca-Cola)
- 1ª nel segmento Senior Managers
(scavalcando Coca-Cola, Barilla, Apple e Ferrari).
Ebps è uno strumento completo di analisi che rileva le opinioni, aspettative e atteggiamenti di tre segmenti critici del mercato del lavoro differenziati in base all'esperienza lavorativa acquisita ed all'età: Recent Graduates, Young Professionals e Senior Professionals.
Vino, un prodotto declinato al maschile
Una ricerca presentata da Nielsen per Federvini su un campione di oltre 9.000 famiglie (oltre 25.000 individui) fa il punto sul rapporto tra gli italiani e il consumo di alcol. Il 65% degli italiani (con più di 14 anni) ha consumato in un anno (2011) almeno una volta un prodotto alcolico, un dato stabile rispetto al 2010. Il consumo di bevande alcoliche resta prevalentemente maschile; le donne sono attratte da un consumo più facile (miscelato e/o poco alcolico); nel complesso la concentrazione dei consumatori di alcolici è maggiore nelle fasce centrali di età (soprattutto 35-44 anni) e presso gli over 65, anche se a prodotti diversi corrispondono target di consumo diversi.
Vino in testa
Risulta in aumento rispetto la penetrazione del consumo di bevande alcoliche presso classi sociali meno scolarizzate anche se i profili con titoli di studio più alti rimangono i consumatori più attivi. Il vino si riconferma la bevanda alcolica più consumata (51% nel 2011), seguito dalla birra (38%) e dagli spumanti, champagne e prosecco (20%). Il luogo principale di consumo di bevande alcoliche rsono le mura domestiche (83%), seguite da ristorante (49%) e pub/bar (25%). Il modello di consumo di alcolici in Italia resta 'moderato': per lo più si bevono 1 o 2 bicchieri per occasione di consumo; la cena a casa propria si conferma il momento più in comune di consumo di alcolici.
Premursa aprirà in Spagna il primo Paramount Park & Lifestyle Center
Più di 3 milioni di persone all'anno. È il potenziale attrattivo totale (solo turisti esteri) stimato da Proyectos Emblematicos Murcianos Sa (Premursa) per il megaprogetto che svilupperà in Alhama de Murcia: il primo Parco Tematico e Lifestyle Center a marchio Paramount, con inaugurazione prevista nella primavera 2015.
Per ora comprata l'area
Premursa ha appena comunicato l'acquisto dell'area (oltre 1 milioni di metri quadrati) per un investimento che supera i 10,3 milioni di euro.
Il progetto prevede due aree adiacenti: una dedicata al Paramount Theme Park, che include attrazioni destinate a un pubblico di ogni età, 4 zone a tema, due hotel anch'essi tematizzati, oltre all'offerta di negozi al dettaglio.
Il Lifestyle Center prevede un mix di strutture più orientato al turismo, con ristoranti, bar e persino un casinò e night club. Previsti anche 18 campi da golf.
Proyectos Emblematicos Murcianos Sa è una società costituita da Santa Monica Financial Services, la Regione turistica di Murcia (Remutursa) e l'Instituto de Fomento de la Region de Murcia.
Premursa ha un contratto d'esclusiva per lo sviluppo e la gestione degli hotel e dei parchi a tema con marchio Paramount.
Dal Dire al Fare: investire in sostenibilità abbassa il rischio d’impresa
"I nuovi prodotti sostenibili hanno già oggi un mercato di circa 6,2 trilioni di dollari", ha sostenuto Francesco Perrini, direttore CReSV (Centro ricerche su sostenibilità e valore) dell’Università Bocconi, al convegno di apertura di Dal Dire al fare, il salone della responsabilità sociale d’impresa, arrivato ormai all’ottava edizione. "Il ritorno economico della sostenibilità non viene misurato solo come rendimento o profitto generato del denaro investito – ha continuato Perrini - ma come investimento a utilità pluriennale che abbassa il rischio d’impresa, ne aumenta la reputazione, apre nuovi mercati, crea valore di lungo periodo, assicurando la sopravvivenza dell’impresa che si rinnova e resta sul mercato".
Da short a long term
Le oltre 90 organizzazioni presenti al salone, da De Cecco a Henkel, da Illy a Coop, condividono questo modo di concepire l’impresa, passando da un approccio short term a un orientamento di medio lungo periodo. E lo studio presentato da CReSV l’ha dimostrato, dati alla mano, con un indagine che ha analizzato le performance di dal 2005 al 2011 su 111 società europee con rating etico.
1 punto di rating ambientale vale un +0,17% in borsa
L’analisi ha mostrato che un incremento di 1 punto di rating ambientale migliora l’extrarendimento azionario di 0,17% nelle aziende che hanno già un alto livello etico e di 0,23% per quelle che sono ancora all’inizio del percorso.
L’idea alla base di questa edizione è quella che i comportamenti etici possano essere contagiosi: le grandi aziende con una politica ambientale e sociale ben definita saranno un modello per le più piccole, ma anche per fornitori e distributori. Il contagio, reciproco, avviene anche fra cittadini, imprese ed enti pubblici, diventando motore di cambiamento.
Indagare le evoluzioni della Csr
Una due giorni fitta di laboratori, seminari e work shop per indagare le evoluzioni della corporate social responsability e le ultime iniziative di associazioni, enti pubblici e aziende. Come Henkel che ha presentato un percorso alla scoperta delle etichette dei propri prodotti e, nel laboratorio dedicato ai consumi, ha indagato insieme a Cristina Lazzati, vicedirettore area retail (testate Gdoweek e Mark Up) di Business Media, le possibilità per migliorare la comunicazione verso i consumatori delle performance, anche ambientali, di detersivi e detergenti.
Imaginarium apre tre store a Roma
Giocare serve ad imparare, crescere e relazionarsi con ciò che ci circonda. È su questi presupposti che Imaginarium fonda il suo business fatto di prodotti e servizi creati specificatamente per le necessità di divertimento e apprendimento dei bambini da zero a dieci anni.
In Italia è presente con 32 negozi (si veda l'articolo pubblicato su Mark Up di giugno 2012) proseguendo il suo piano di espansione che la vede coinvolta nei prossimi mesi nell'apertura di negozi situati in centri nevralgici della Penisola.
L'ultimo arrivato
È lo store di Roma in Galleria Commerciale Porta di Roma (100 mq) alla quale faranno seguito nel mese di giugno altre due aperture romane, la prima nel centro commerciale Parco Leonardo e la seconda in Galleria Alberto Sordi. I nuovi punti di vendita saranno vetrina dell'intera collezione di giocattoli, che si avvale del marchio esclusivo Itslmagical, con ambientazioni tematizzate enfatizzate da musica e profumo nonché ampi spazi dove provare tutti i prodotti in assortimento.
380 store monomarca
Con 20 anni di attività alle spalle, Imaginarium conta oggi su una rete
di vendita di 380 store monomarca fra diretti e in franchising oltre a
1.500 corner distribuiti in 25 paesi in tutto il mondo.
Systeme U compra i 139 store francesi di Schlecker
La società francese Système
U ha annunciato la decisione di comprare Schlecker France snc,
preservando così i 750 posti di lavoro in forza all'insegna tedesca. Schlecker Francia dispone di
139 mini-market nelle aree urbane delle principali città del corridoio
del Rodano e della costa mediterranea: ovvero Nizza, Marsiglia, Lione, Tolone,
Montpellier, Perpignan e Saint-Etienne con cui viene generato un fatturato annuo di 82 milioni di euro. Con
il sostegno del sistema cooperativo U Sud, l'obiettivo è di garantire
ai pdv Schlecker una transizione fluida verso il concept U di negozio di quartiere. Con
questa fusione, Système U dimostra ancora una volta la funzionalità ed efficacia del modello cooperativo. Système U, che si compone di quattro divisioni regionali, gestisce oltre 1.400 store in tutta la Francia ed i suoi mercati d'oltremare. Le vendite lorde, esclusa la benzina, sono pari a 16 miliardi di euro nell'anno fiscale 2011.
Mercatone Uno dona 1 euro per ogni scontrino
Il gruppo Mercatone Uno ha mantenuto la promessa: lo scorso week-end nei quasi 100 store dislocati lungo tutta Italia ha lanciato l'operazione 1 euro per ogni scontrino per raccogliere fondi da destinare alle famiglie e alle persone coinvolte dal terremoto.
Mercatone Uno ha comunicato di aver raccolto la cifra di 83.000 euro che verranno devoluti all'Agenzia Regionale della Protezione Civile che li utilizzerà per fronteggiare l'emergenza che ha colpito migliaia di persone e di aziende locali.
Sconto del 10% alle famiglie colpite
A questo gesto c'è da aggiungere anche l'altra iniziativa messa in moto da Mercatone Uno: assicurare a tutte le famiglie che sono state colpite da questa emergenza uno sconto del 10% sull'acquisto di prodotti di arredamento e complementi, elettrodomestici, articoli per la casa, articoli da lavoro, giocattoli e puericultura.
Inoltre Mercatone Uno ha anche dedicato tutta l'operazione di comunicazione che era stata precedentemente prevista per festeggiare i compleanni dei punti vendita di Navile, Rubiera e Castelfranco Emilia, festeggiamenti che sono stati cancellati per rispetto verso le persone colpite e proprio per porre l'attenzione sulla raccolta fondi.
Colpito direttamente dal sisma
Il gruppo di Imola, coinvolto direttamente con seri danni materiali ed economici su diversi negozi, è pronto ad intraprendere altre iniziative per sostenere al meglio gli organismi e le persone che in questi giorni stanno lavorando duramente per limitare il più possibile i danni alle persone e alle cose.
Fedagri: 150 milioni di danni al settore lattiero-caseario
Si è svolto ieri a Mantova un incontro promosso da Fedagri con Confcooperative Emilia Romagna e Lombardia, insieme ai due Consorzi di tutela del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano per fare il punto sui danni del terremoto registrati da parte del settore lattiero caseario ed in particolare dei caseifici cooperativi e per individuare le azioni necessarie da mettere in atto. "Il danno ad oggi - ha dichiarato il presidente Gardini - è di 981.800 forme danneggiate, di cui 631.800 di Parmigiano Reggiano e 350.000 di Grana Padano. Un danno che è realisticamente calcolabile, al netto delle forme che potranno essere recuperate e destinate alla prosecuzione della stagionatura, in oltre 150 milioni di euro". "Saranno necessarie risorse – ha proseguito Gardini - che, tolta una parte che potrà essere messa in campo dagli stessi consorzi, andranno trovate dal Governo per attivare azioni di ritiro da parte di Agea di oltre 300.000 forme da destinare a favore degli indigenti attraverso processi di lavorazione".
Conad Sicilia va contro la crisi aggiungendo 51 nuovi pdv
Contro la crisi Conad Sicilia presenta un piano di attacco, definito aggressivo, che vede investimenti superiori a 20 milioni di euro per il biennio 2012-2013 finalizzati a "cogliere le migliori opportunità offerte dal mercato". A fine 2012 la cooperativa opererà in Sicilia orientale con 138 dettaglianti associati e 190 punti di vendita e un fatturato di circa 163 milioni di euro, per arrivare a regime nel 2013 a più di 200 milioni.
51 nuovi pdv
Se ne è parlato durante un incontro a Catania al quale hanno preso parte il direttore generale Conad Sicilia Giorgio Ragusa (in foto), il direttore generale Conad Francesco Pugliese.
Si tratta di operazioni di ingresso di soci e di acquisizione di nuovi punti vendita appartenenti ad altri gruppi distributivi siciliani, che portano una decisiva spinta allo sviluppo della cooperativa, con l'ingresso di 51 punti di vendita per quasi 40.000 mq di nuova rete e un fatturato aggiuntivo di 100 milioni di euro.
Operazione iniziata con l'acquisizione del gruppo Radenza
L'operazione è cominciata nei primi mesi dell'anno con l'acquisizione di 15 punti vendita del gruppo Radenza (leggi news), interessando le province di Ragusa e Siracusa, e continuerà nei prossimi mesi nelle province di Catania, Siracusa ed Enna con la canalizzazione e l'assegnazione del marchio ad altri punti vendita.
Questi interventi consentiranno alla cooperativa di accrescere di 4 punti percentuali la quota di mercato in Sicilia orientale superando il 10%. "Il piano di investimenti in essere - ha detto Ragusa - ha l'obiettivo di aumentare la massa critica, diminuire l'incidenza dei costi, migliorare l'efficienza e liberare risorse da riversare ai soci per aiutarli ad essere competitivi e superare questo difficile momento di congiuntura economica, offrendo agli imprenditori associati le migliori condizioni per crescere e sviluppare la propria attività".
Iulm diventa brand di abbigliamento e accessori
Questa iniziativa dell'Università Iulm di Milano è in perfetto stile "campus americano" che, oltre ad avere un ritorno economico, consente lo sviluppo di un forte spirito identitario e di appartenenza. Tazze, cravatte, felpe, gemelli, bracciali, ombrelli, penne e perfino biciclette sono le tipologie di prodotti disponibili sia nello Iulm Store sia online sul sito dell'Università. Sono tutti prodotti di qualità, solitamente di colore blu (che è il colore della Iulm) recanti in evidenza il logo (vedi foto). Chiunque può acquistarli ma ovviamente i primi destinatari sono gli stessi studenti.
Tracciabilità alimenti di origine animale: gruppo di lavoro GS1 Italy/Indicod-Ecr
In seguito al nuovo regolamento (UE) N. 931/2011 varato dalla Commissione Europea -in vigore dal 1 luglio 2012 in tutti gli Stati membri- che stabilisce le disposizioni per l'applicazione dei requisiti di rintracciabilità per gli operatori del settore alimentare riguardo gli alimenti di origine animale, GS1 Italy/Indicod-Ecr ha realizzato un gruppo di lavoro con le aziende del settore del largo consumo coinvolte.
L’obiettivo è quello di garantire i requisiti fissati dal nuovo regolamento attraverso l’attivazione degli standard GS1 per gli imballi e le unità logistiche e lo scambio elettronico dei documenti, in particolare il messaggio standard Desadv.
I requisiti fissati dal regolamento (UE) N. 931/2011
In particolare, per gli alimenti di origine animale, gli operatori del settore alimentare sono chiamati a garantire l’archiviazione dei dati ricevuti dal fornitore e di quelli forniti ai clienti. Inoltre gli operatori sono tenuti a mettere a disposizione dell'autorità competente -se lo richiede- le seguenti informazioni:
1. Descrizione dettagliata degli alimenti;
2. Il volume o la quantità degli alimenti;
3. Il nome e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare che ha spedito gli alimenti;
4. Il nome e l’indirizzo del mittente (proprietario) se diverso dall’operatore del settore alimentare che ha spedito gli alimenti;
5. Il nome e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare al quale gli alimenti sono stati spediti;
6. Il nome e l’indirizzo del destinatario (proprietario) se diverso dall’operatore del settore alimentare al quale gli alimenti sono stati spediti;
7. Riferimento al lotto, o partita, se necessario;
8. La data di spedizione.
A tutti questi requisiti è possibile rispondere con gli standard GS1 per minimizzare le eventuali inefficienze e i costi per la filiera che possano derivare dai processi di tracciabilità e di rintracciabilità.
I risultati che deriveranno saranno contenuti in un documento, che una volta condiviso da tutto il gruppo di lavoro, sarà divulgato.
Intervista a Luca Colombo sull’opportunità costituita da Facebook per produttori e retailer
Preannunciata dagli analisti finanziari
come l’Ipo più grande
di sempre nell’ambito di Internet,
la quotazione di Facebook
al Nasdaq (100 mld $ la valutazione
dell’intero capitale) apre un nuovo capitolo
nella storia del social network più
diffuso nel mondo. Un fenomeno globale,
quello creato da Mark Zuckerberg, per cui
si stentano a trovare aggettivi, che ha introdotto
nuovi paradigmi nel marketing.
Per comprendere il suo impatto sulla relazione
tra imprese e consumatori abbiamo
incontrato Luca Colombo, country manager
di Facebook Italia.
Qual è la realtà di Facebook in Italia?
In Italia il numero d’utenti ha raggiunto
quota 21 milioni, di cui 13 milioni accedono
a Facebook su base quotidiana.
Vengono effettuati 2 milioni di check-in
e 1,5 miliardi di “like” al mese.
Quanti degli accessi avvengono dal canale
mobile?
Le connessioni a Facebook via mobile riguardano
7,5 milioni d’utenti ogni mese.
Qual è stato inizialmente l’approccio
delle aziende a questa piattaforma e
come si è evoluto?
L’approccio delle aziende alla piattaforma
Facebook è avvenuto in maniera graduale
e diversificata. Le aziende si muovevano in un’ottica d’acquisizione di fan, rincorrendo
principalmente il maggior numero d’utenti.
Ora le aziende hanno capito che la costruzione
di una community legata al brand è
fondamentale per avere il giusto approccio
alla piattaforma. I consumatori vogliono
informazioni dal brand, interazione con
la marca, offerte o promozioni dedicate,
condivisione con gli altri utenti con cui si
condivide la stessa passione. La semplice
creazione della Pagina non è sufficiente,
ma deve essere sviluppata con attività e
iniziative che coinvolgano appieno l’utente.
Come si colloca Facebook all’interno
della dieta mediatica degli italiani?
Internet sta rubando tempo alla televisione?
Secondo una ricerca che abbiamo commissionato
a fine 2011 a Nextplora Internet
non ‘ruba’ tempo alla Tv, ma cambia le
modalità di fruizione del mezzo televisivo:
il 52% del campione quando guarda la
televisione usa anche il Pc e il 31% naviga
sui Social Network. Tra questi, il 96% è
iscritto a Facebook. Una tendenza al multitasking
che, oltre alle ovvie fasce 16-24
e 25-34, si sta allargando anche alle altre
età. È evidente come Facebook amplifichi
e rafforzi il messaggio televisivo. Sul fronte
broadcaster basti pensare a commenti
e contenuti che animano Facebook prima,
dopo e durante la messa in onda di alcuni
programmi. Sul fronte advertiser, oltre alla
naturale amplificazione del messaggio,
si riesce a raggiungere audience e fasce
d’età con segmentazioni impensabili per
la Tv generalista. Si delineano quindi due
tendenze: per i broadcasters Tv i social
network appaiono oggi necessari per fidelizzare
l’audience Tv, offrire forme di interazione
verso la televisione (voti, commenti,
video) e declinare il proprio contenuto
televisivo sul social network. I planner
pubblicitari invece saranno sempre più al
centro di una strategia di comunicazione
sinergica con la Tv.
Secondo le vostre osservazioni, come
viene percepita dal popolo dei social
network la presenza delle aziende in
questo canale? Quali sono gli errori
da non commettere a vostro avviso?
I consumatori dimostrano sempre più interesse
per le aziende che sono presenti
sulla piattaforma Facebook, sviluppando
il concetto di lovemark: i consumatori sono
coinvolti dai brand come in una relazione
affettiva e apprezzano quelli che sono stati
capaci di instaurare un senso di lealtà in
loro. Un consumatore diventa fan della
pagina di un brand perché è interessato
a instaurare un rapporto con la marca, a
ricevere e comunicare informazioni, rispecchiandosi
nei valori della marca stessa.
Questa è la grande opportunità per le
aziende, che non devono di utilizzare la
piattaforma Facebook senza instaurare
una conversazione con gli utenti e senza
coinvolgerli in un’esperienza di condivisione
reciproca.
Per moltissime aziende Facebook è
un canale privilegiato di comunicazione,
in che misura può anche diventare
un canale di vendita?
Facebook rappresenta un canale da cui
partono processi d’acquisto, attraverso
gli elementi condivisi dalle aziende e dagli
utenti.
Quali nuovi servizi avete pensato per
le aziende che vogliono entrare nella
vostra piattaforma?
Una delle ultime novità che Facebook
offre alle aziende è Facebook Offers,
una nuova opportunità per veicolare offerte
commerciali agli utenti. L’azienda
definisce l’offerta e la pubblica, l’utente
interessato, cliccando su ‘Ricevi l’offerta’,
riceverà un coupon via email con i dettagli.
Il consumatore potrà mostrare il coupon
direttamente al punto divendita dedicato
per usufruire dell’offerta. L’azienda può
monitorare l’andamento delle proprie
offerte, aumentandone la visibilità e la
condivisione, conteggiando e analizzando
la semplice
creazione della
pagina da sola
non basta
commenti e “I Like”. La condivisione delle
Offers tra utenti aumenta l’interazione e
la visibilità dell’offerta stessa, portando
anche utenti verso la pagina aziendale,
creando maggiori possibilità di aumentare
il proprio numero di “I Like”.
Su quali principi si fonda la vostra
politica di tutela della privacy?
Facebook è attenta e focalizzata
sull’aspetto privacy. Ogni utente iscritto
decide quali informazioni condividere e
con chi, potendo personalizzare nei minimi
dettagli le proprie impostazioni. Ogni applicazione
che l’utente decide di utilizzare
inoltre richiede un’approvazione sulle informazioni
che si vogliono condividere nella
piattaforma. Il nostro obiettivo è rendere le
indicazioni sulla privacy sempre più chiare
e semplici per gli utenti.
Dal punto di vista tecnologico, come
vi siete attrezzati per gestire una
massa così imponente di accessi e
di upload?
Facebook è un’azienda tecnologica
all’avanguardia che continua a investire
nello sviluppo e nella creazione di nuovi
server e codici, con sempre maggiore attenzione
alla sostenibilità e alla qualità. Il
progetto più importante è l’Open Computer
Project: il centro d’elaborazioni creato
negli ultimi due a Prineville, nell’Oregon,
costrui-to da Facebook in collaborazione
con le grandi aziende del settore come
Intel, Amd, Hp e Dell. Il centro è nato
dall’esigenza, visto il crescente numero
d’utenti e quindi di dati condivisi, di avere
server sempre più potenti ed efficienti a
livello di costi, energia e impatto ambientale.
Il nuovo data center utilizza il
38% d’energia in meno rispetto a quelli
attuali e riduce del 24% i costi. Altro dato
notevole è l’indice dell’utilizzo d’energia,
quantificato a 1,07, molto più basso rispetto
al valore di 1.5 ßdelle strutture
precedenti. La vera novità del progetto è
la sharing expertise: ogni documento con
progetti, dati e programmazione è pubblico
e può essere visualizzato da chiunque,
disponibile sul sito del progetto http://
opencompute.org/.
- Intervista a Martin Angioni su Amazon pronta a diventare un bazar globale
- Intervista a Francesco Morace sui paradigmi per orientarsi sul futuro
- Intervista a Giorgio Panizza sul futuro de Il Gigante
- Intervista a Patrice Flichy sull’amatore, la tipica figura del sapere in rete
- L’intervista integrale a Francesco Pugliese sui propositi di Conad nel 2012
Coop Adriatica raccoglie fondi per aiutare i terremotati
Noi ci siamo. Con questo slogan è partita dal 27 maggio la campagna promossa da Coop Adriatica e delle altre cooperative di consumatori del distretto adriatico per sostenere le popolazioni vittime del terremoto che ha colpito così duramente le provincie di Modena e Ferrara con effetti anche nelle provincie di Bologna, Reggio, Mantova e Rovigo.
In tutti i negozi Coop
La raccolta fondi è attiva in tutti gli store Coop con modalità molto semplici, tramite cioè la donazione volontaria di una somma da parte di chi fa la spesa comunicando alla cassiera la volontà di destinare una somma a scelta, da 1 a 100 euro o multipli di queste cifre. Per i soci, inoltre, c'è la possibilità di donare tramite il collezionamento punti (ogni punto varrà 2 centesimi).
Subito dopo il sisma
Coop Adriatica si era attivata subito dopo il sisma, organizzando già il giorno dopo la prima grande scossa, domenica 20 maggio, la consegna di beni di prima necessità alle popolazioni colpite, in accordo con le strutture della protezione Civile e grazie alla collaborazione di tanti lavoratori dei negozi più prossimi ai territori danneggiati.
Ora gli aiuti divengono più coordinati e coinvolgono soci e clienti.
«Sono certo che, come è sempre avvenuto, i nostri soci e clienti daranno prova di grande valore e sensibilità - spiega Massimo Bongiovanni, presidente di Accda, l'Associazione delle cooperative di consumo del Distretto Adriatico - I fondi raccolti li utilizzeremo nel ripristino di edifici e servizi diretti alle comunità: dalle scuole ai nidi alle case di riposo. E lo faremo in maniera diretta, dando conto attraverso il nostro mensile, Consumatori, dei soldi raccolti e del loro utilizzo».
GDOWEEK 19 2012
editoriale
La torre di Babele
porterà al nuovo
osservatorio
Cala il numero dei lettori
la crisi entra anche in libreria
Westfield, centri commerciali
improntati agli stili di vita
Il paniere prezzi
La borsa della spesa
A confronto
Ipercoop e Eurospin
intervista
Le aziende su Facebook?
“Coinvolgano i consumatori”
cover story
Prodotti freschi
e convenienza,
tutto da Coop.fi
retail
Si ottimizzano le sinergie
tra Limoni e La Gardenia
Mercatone Uno si rilancia,
il nuovo format è vincente
reparti
Oral care, non c'è spazio
per i primi prezzi
sviluppo reti
industria
L'azienda sui banchi di scuola
valorizza il ruolo della marca
Nivea: la bellezza
è da democratizzare
Positivi i primi risultati
dell'eco-piano Unilever
Disney diventa
marchio ombrello
Brand e beneficenza:
l'evento Profit No Profit
mercati
Nell'acqua minerale
la liscia va bene,
meglio se sostenibile
servizi
Pack alimentare e bevande,
la svolta delle bioplastiche
L'avvocato ti difende
da un corner della gdo
Talenti in azienda
contro la crisi
Col modello Saas
il retail diventa globale
culture
Opinione
Contratti a partita Iva,
un'eliminazione di fatto
Libri
La geosociologia
formulata da Maffesoli
Gas accelera lo sviluppo in India
Gas non si ferma nel suo percorso di sviluppo in India. L'ultimo negozio aperto è il flagship store ad Hyderabad, capoluogo dell'Andhra Pradesh, 280 mq su due livelli, che coniuga lo stile metropolitano di Gas (la facciata di caratterizzata da ampie vetrine a tutta altezza che si aprono su entrambi i piani) con le soluzioni architettoniche caratteristiche di questa storica città dell'India meridionale che, oltre ad essere la quarta più popolosa del Paese, è un punto di riferimento a livello globale per l'information technology, la biotecnologia e l'industria farmaceutica.
Abbigliamento, accessori e calzature
Il nuovo punto di vendita propone al pubblico abbigliamento, accessori e calzature uomo e donna: è il più grande di Gas sul territorio indiano.
Da settembre sono programmate le seguenti aperture
• Chennai, capitale dello stato federato del Tamil Nadu, conosciuta in passato col nome di Madras,
• Chandigarh, città dell'India settentrionale che funge da capitale di due stati, Punjab e Haryana;
• Amristar, capoluogo del distretto omonimo nello stato federato del Punjab,
• Mumbai, con due punti vendita.
Anche corner e shop in shop
L'incremento nel numero di corner e shop in shop in alcune delle maggiori catene di department store del Paese, come Shoppers Stop e Kapsons, in affiancamento ai monomarca, è strategico per garantire una rapida e capillare diffusione del brand mantenendone inalterato il posizionamento premium. "L'India è oggi fra i mercati più promettenti per le prospettive di crescita, insieme a Cina, Russia e Brasile", precisa Claudio Grotto, presidente-fondatore di Grotto spa.
I primi contatti di Gas con il mercato indiano risalgono al 2006 (joint venture con Raymond). Dal 2010 segue il business direttamente in India attraverso Gas Jeans Private Ltd, la filiale a Mumbai.
GDA 2012: Ipermercati, superstore, supermercati, vicinato e discount.
MARK UP, SymphonyIRI Group e TradeLab ti invitano alla presentazione della terza edizione del rapporto sulla grande distribuzione associata
Mercoledì 13 giugno
dalle ore 10.00 alle ore 12.30
Sede del Gruppo 24 ORE (Auditorium)
Via Monte Rosa 91 – Milano
Programma
ORE 10.00: Il Largo Consumo Confezionato: impatto della crisi e prospettive Angelo Massaro - General Manager SymphonyIRI Group
ORE 10.30: Retail food: cosa accade al di là delle Alpi? Luca Pellegrini - Presidente TradeLab
ORE 11.00: Il nuovo volto social della distribuzione italiana Cristina Lazzati - Vicedirettore Area Retail Business Media Gruppo 24 ORE
A seguire tavola rotonda modera Cristina Lazzati
Il futuro prossimo del retail tra digitalizzazione e made in Italy
Giancarlo Panizza - Consigliere Delegato Il Gigante
Angelo Massaro - General Manager SymphonyIRI GroupLuca Pellegrini - Presidente TradeLab
La partecipazione è libera, ma i posti sono limitati.
Per partecipare all'incontro inviare una e-mail a: ilibridimarkup@ilsole24ore.com,
specificando nome, cognome, azienda, funzione e telefono
Nuova immagine e nuovo logo dalle distillerie Roner
La filosofia della distilleria Roner di Termeno è ora espressa dal claim Artisti del gusto in quanto custodi di un arte antica e preziosa.
Protagonista incontrastata della nuova immagine infatti è la frutta, rappresentata appunto, in modo artistico come una natura morta del seicento, con tanto di cornice.
Il restyling del logo, con sfondo rosso, intende proprio significare l'arte e la passione messe in ogni goccia di distillato. Anche perché il nome della famiglia deve costituire una firma, una garanzia della passione e dell'amore che la famiglia Roner da 3 generazioni mette nel mestiere di distillare.
Premi internazionali
Che la nuova immagine non sia solo un ritocco formale è testimoniato dai riconoscimenti che, anche nel 2012, l'azienda ha ricevuto sia a livello nazionale che internazionale tra cui:
Williams Reserv ISW - Gold
Caldiff Acquaviti d'oro - Gold
Grappa Gewürztraminer Riserva Acquaviti d'oro - Best Gold
Grappa Cabernet Riserva ISW - Gold.
I premi del 2012 sono stati accolti con soddisfazione da Karin Roner che dichiara "Considero il restiling dell'immagine di azienda e prodotti solo un primo passo di un percorso di crescita e miglioramento costante che sono determinata a percorrere con il mio team, che considero come una famiglia allargata."
Intervista a Martin Angioni su Amazon pronta a diventare un bazar globale
Ne ha fatta di strada l'idea di
Jeff Bezos, il fondatore e ceo di
Amazon, partito nel 1995 con
l'e-commerce di libri e capace
di sviluppare progressivamente il business
ad un ritmo che ha spiazzato tutti
gli analisti sino ad incarnare oggi, insieme
a Walmart, il paradigma di retailer
globale. La sua ultima scommessa vinta,
l'e-reader Kindle, ha cambiato il modo di
intendere e leggere i libri. L'ingresso di
Amazon in Italia ha ulteriormente vivacizzato
un settore come l'e-commerce sì
in crescita, ma con volumi ancora ridotti
rispetto ad altri paesi europei come Germania
e Inghilterra. Per capire quali saranno
le sue strategie nel nostro paese,
Gdoweek ha incontrato Martin Angioni,
country manager di Amazon Italia.
Siete partiti con i libri per poi allargare
il raggio d'azione fino ad arrivare ai servizi
cloud. Cosa è Amazon oggi? Quanto
rimane del core business iniziale?
Amazon non l'abbiamo inventata noi in
Italia, esiste da 15 anni negli Usa, è entrata
in Germania, Francia e Inghilterra
alla fine degli anni Novanta e per tanti
anni in Europa e nel mondo occidentale
non ha più lanciato fino all'ingresso in
Italia e Spagna. In Francia sono partiti nei
primi due-tre anni solo con libri e musica,
mentre l'elettronica di consumo è arrivata dopo 4-5 anni. Essendo l'Italia
arrivata molto dopo, quando il modello
Amazon era ampiamente rodato in tutto
il mondo, è evidente che siamo partiti da
subito con 9 grandi categorie (ora diventate
12 ndr) fra cui elettronica di consumo,
giocattoli, orologi ecc.
Dove state andando?
Da un lato c'è una transizione abbastanza
chiara per quanto riguarda la parte
media dal fisico al digitale, trend chiaramente
più avanzato negli Usa, e in
Inghilterra dove Kindle è stato lanciato
nell'autunno dell'anno scorso, mentre in
Italia è stato lanciato alla fine del 2011.Poi abbiamo la musica con gli Mp3, i film
dove abbiamo una società sponsorizzata
da noi che si chiama Lovefilm che è il più
grosso concorrente di Netflix nello streaming,
per non parlare dei game anch'essi
digitalizzati. In parallelo, l'obiettivo è di
aumentare sempre più il numero delle
categorie: di fatto Amazon diventa un
enorme catalogo di tutto quello che si
può comprare, dal libro al tagliaerba. Un
bazar globale.
Nell'ottobre scorso avete inaugurato
nel piacentino il primo cedi italiano,
addirittura in anticipo sui programmi.
Cosa vi ha convinto a bruciare i tempi?
Il fatto che il mercato italiano abbia avuto
una buona partenza ha influito sicuramente
sulla scelta. Questo ha prevalso su
una serie di fattori, dovuti alle peculiarità
dell'Italia, che avrebbero consigliato prudenza
come i problemi relativi a spedizioni
e consegne, l'utilizzo delle carte di
credito, la penetrazione di Internet e della
banda larga. Invece ci siamo resi conto in
pochi mesi che l'Italia era assolutamente
matura e al passo con il modello di Amazon
e quindi abbiamo accelerato i tempi
con gli investimenti sul magazzino.
È una conferma che il business va bene,
nonostante la situazione congiunturale
generale non sia delle più favorevoli …
Lo scenario non è positivo ma al suo interno
c'è il canale Internet che è l'unico
che cresce, probabilmente anche per l'arrivo
in Italia di Amazon, quindi di un'offerta
che prima non era disponibile con
questa ampiezza e ricchezza. Credo che
ci sia una componente anticiclica nel
fatto di offrire un buon servizio a prezzi
molto convenienti.
Quali sono i criteri che hanno indirizzato
la realizzazione del centro distribuzione
e quali le sue caratteristiche
distintive? Avete replicato un format
preesistente?
Certamente. Esiste una parte dedicata
ai cosiddetti sortable items, vale a dire
tutto ciò che ha dimensioni non superiori
ad una scatola di scarpe -come i media,
dischi, libri ecc- e poi c'è una parte
di magazzino dedicato ai non sortables
(cucina, casa, giardino, sport, tv, grandi
pc ecc). Per il resto tutta l'organizzazione,
l'impianto, le infrastrutture tecnologiche
replica i magazzini tipo di Amazon, che
sono tutti ottimizzati rispetto alla performance
che ha Amazon.
Il kindle a 99 euro ha avuto un successo
enorme online.
Pensate di mantenere
l'esclusiva per la vendita nei pdv a insegna
PcCity di Unieuro o di allargare la
distribuzione anche ad altri specialisti
di consumer electronics?
Credo che in Italia avverrà quello che è
successo in altri paesi dove c'è una presenza
nei pdv fisici di diverse catene. Essere
presenti nei punti di vendita, dove è
possibile toccare fisicamente il prodotto,
è importante, anche per tutte le specificità
di Kindle che non è assimilabile ad
altri lettori.
Quale strategia avete messo a punto
per il canale mobile?
Il mobile rappresenta per noi un canale
significativo e lo seguiamo con molta
attenzione. Abbiamo rilasciato delle
application per iPhone e presto anche
per Android. Non va poi dimenticato che
Kindle, ingiustamente accusato di essere
un sistema chiuso, ha una app che si
può scaricare su iPad , iPhone ecc e che
consente di leggere i libri acquistati con
Kindle anche su altri device.
Con l'iniziativa Marketplace avete
aperto il vostro sito ai venditori. Quali
servizi offrite ai partner?
Con l'apertura del sito ai venditori, avvenuta
nel luglio scorso, la selezione in
elettronica, software e videogiochi è aumentata
di oltre 250.000 prodotti, da
settembre si sono aggiunti oltre 200.000
libri, cd, dvd e Blu-ray. Circa un terzo di
tutti gli articoli ordinati sui siti Amazon
sono venduti dagli oltre due milioni di
venditori attivi su Amazon Marketplace.
Con l'interfaccia web Seller Central
i venditori possono gestire ogni aspetto
della vendita su Amazon.it, ad esempio
aggiungere informazioni riguardanti un
prodotto, aggiornare il catalogo, gestire
gli ordini e i pagamenti. Grazie a Seller
Central i venditori possono anche vendere
su tutti gli altri siti europei di Amazon in
Francia, Germania, Inghilterra e Spagna.
Si tratta di un'area in grande crescita,
quella di Marketplace Italia, che permette
di ampliare ulteriormente la selezione
dei prodotti disponibili.
Ci sono servizi presenti sugli altri siti a
livello worldwide che non sono ancora
presenti in Italia ma che state pensando
di introdurre?
Gli altri siti, in forza della loro “anzianità
di servizio” sono molto più avanti, più sofisticati
e ottimizzati. Piano piano anche
noi raggiungeremo quel livello di complessità
e di sofisticazione nella gestione:
dall'introduzione di nuove categorie a
tutto ciò che consente di migliorare la velocità
di funzionamento della “macchina”,
come la gestione dei rapporti con i vendor
e della merce a magazzino, l'integrazione
Edi con i fornitori per avere accesso
alle giacenze in modo da sapere cosa è
acquistabile e spedibile subito ecc.
Come alimentate il rapporto con i clienti
e quali strumenti avete messo in
campo in ottica fidelity?
Il più importante è Prime, formula che
dietro il pagamento di 9,99 euro l'anno,
permette di ricevere in due-tre giorni tutto
quello che si ordina, anche un libro alla
volta, senza pagare le spese di spedizione.
Un altro strumento di comunicazione
con i nostri clienti è rappresentato dalle
mail, targettizzate in base agli acquisti
recenti e in ottica cross category.
Considerando tutta la filiera, quanto è
sostenibile dal punto di vista ambientale
il vostro business?
Tutto il nostro magazzino è CO2 negativo,
cioè consuma meno energia di quella che
produce perché tutto il tetto è coperto di
pannelli solari. Inoltre, dal punto di vista
ambientale ritengo che sia altamente efficiente
non far viaggiare le persone ma
far viaggiare le merci.
Plenty Market in vendita all’asta
È di questi giorni la notizia che il curatore fallimentare di Plenty Market ha deciso di mettere all'asta i punti di vendita dell'insegna. Appaiono all'ultimo momento operatori, tra i quali Carrefour, che sembrano disponibili a comperare per rilanciare. Voci non confermate dall'azienda acquirente, parlano anche di Pam. Eppure l'idea iniziale era buona: minimarket sparsi per il centro e aperti anche la domenica, una strategia che ha dovuto subire il contrattacco della concorrenza gdo e della crisi.
I lavoratori
L'Albrea Srl (proprietaria dei Plenty) insieme ai lavoratori sperano da tempo nell'intervento di un acquirente che possa salvare pdv e dipendenti. Tuttavia, dopo che il gruppo Coop Adriatica aveva riconvertito in InCoop 8 di essi c'erano state difficoltà per i rimanenti store, in cui i dipendenti resistono dietro al bancone, con gli scaffali semivuoti, percependo gli stipendi a singhiozzo.
Cda fornisce a Getur vending machine salutistiche e a chilometro zero
Getur, centro operante nei settori accoglienza, sportivo e disabilità, con sedi a Lignano Sabbiadoro e a Piani di Luzza in provincia di Udine (17 mln di euro il fatturato e oltre 400 mila gli ospiti annui), e Cda di Talmassons, azienda attiva nella distribuzione automatica food e beverage (8 milioni il fatturato, +10% sul 2010), che ha anche realizzato un bar automatico, hanno siglato un accordo quinquennale per la fornitura di 50 vending machine dedicate al salutistico. Una soluzione con cui si va oltre il luogo comune che prevede che il distributore automatico sia uguale a cattivi comportamenti.
Installazione di 50 distributori
I distributori -tutti a basso consumo energetico- di prodotti salutistici e perlopiù a “chilometro zero”, sono frutto della collaborazione fra Cda e vari produttori del Friuli Venezia Giulia. Fra questi le mele di Pomis, che stanno già riscuotendo un notevole successo, il succo di mela Julia, i grissini Hosta di Dignano del Friuli, i prodotti biologici dell'Antica Macina di Moimacco. Senza dimenticare i prodotti senza glutine studiati ad hoc per i celiaci e quelli pensati appositamente per chi pratica attività sportiva, che alla Getur sono davvero tanti.
- Il bar automatico di Cda approda a Udine
- Cibus: il vending diventa alleato della grande distribuzione
- Turchia, il vending Coca Cola solo per coppie
- JR East Water in Giappone propone vending con touch screen
- Media World introduce la vending machine di prodotti high-tech
- Le vending machine vanno oltre la vendita di food
Eurocarne: nelle carni innovazione possibile, il benchmark con Francia e Uk
L'area Retail del Gruppo 24Ore è tornata a occuparsi della macelleria in grande distrubuzione nel convegno dedicato all'innovazione di reparto tenutosi a Eurocarne di Verona, moderato da Patrick Fontana. L'occasione ha consentito di presentare alla business community specifica la seconda tranche di risultati raccolti dall'osservatorio avviato lo scorso anno da Mark Up in collaborazione con Sg Marketing di Bologna.
Studio sulla valorizzazione
Il Retail Carni Sg Marketing 2012 rappresenta uno studio multiprospettico dedicato al settore (nei segmenti bianche-rosa-rosse) ed alla sua valorizzazione (nel mix assortimentale come pure all'interno del sistema negozio nel suo insieme gestionale). L’analisi, sviluppata nell’arco di due semestri, è stata arricchita da un’indagine comparativa sul retailing mix di reparto nelle principali catene distributive inglesi e francesi. Obiettivo: esplorare e comprendere il modo in cui la gdo estera si approccia alla categoria carne in un contesto di massimo orientamento commerciale al cliente -la realtà britannica- ed in un mercato a forte vocazione produttiva nel comparto zootecnico – il caso transalpino.
Le caratteristiche
Sono state così individuate le principali dinamiche emergenti sul fronte dell’acquisto e del consumo, che hanno consentito di discutere su 9 aree d’interesse per il consumatore italiano:
• piacere/edonismo;
• salutismo;
• artigianalità/tradizione;
• localismo/territorialità;
• sostenibilità;
• rassicurazione;
• semplificazione;
• educational;
• prezzi e promozioni.
Esperienze di senso ed esempi di valorizzazione
L’analisi si propone di fornire agli operatori del settore esperienze di senso ed esempi di valorizzazione su cui riflettere per ottimizzare le proprie strategie commerciali e di marketing, in un contesto in cui sempre più pressante è la richiesta di convenienza da parte del consumatore. Convenienza non semplicemente intesa come mero vantaggio di costo, quanto, invece, summa di aspetti legati alle sfere del well being, dell’economicità e della trasparenza. Di particolare rilievo i contributi forniti, nel corso della tavola rotonda, da operatori italiani: dall'Edlp di Rossetto (gruppo C3) alle frollature instore di Conad Adriatico, dall'introduzione del suino intermedio (Italcarni) ai progetti di filiera/sistema per il discount (Soalca) fino all'intervento multicanale di Azove. Le principali risultanze dell’indagine verranno riprese prossimamente su Mark Up.
Terremoto: la microfinanza pro aziende danneggiate
Il presidente di Etimos Foundation Marco Santori: "A disposizione di questa terra la nostra esperienza e il modello d'intervento sperimentato in Abruzzo: oltre 5 milioni di euro erogati nel post terremoto dell'Aquila". Un dato è ormai evidente: sono le imprese ad aver subito i danni economici più ingenti, danni destinati ad aumentare di giorno in giorno a causa del rallentamento o addirittura dell'arresto delle attività produttive.
Dall'Abruzzo a tutta Italia
Etimos Foundation, la fondazione che ha ideato e coordinato il progetto di inclusione finanziaria post terremoto Microcredito per l'Abruzzo e che ora sta lanciando un Fondo di Microcredito per l'Italia per estendere l'esperienza ad altre regioni (anche in risposta alla grave situazione di crisi economica e disagio sociale), crede che anche nel contesto dell'Emilia Romagna il microcredito possa essere lo strumento più adatto per aiutare in modo efficace e non assistenziale il sistema produttivo locale: "Ci rivolgiamo ai principali soggetti politici ed economici del territorio colpito dal terremoto, in primo luogo agli enti pubblici, sollecitandoli a valutare l'utilizzo dello strumento del microcredito a sostegno delle imprese danneggiate, soprattutto quelle di piccola e media dimensione".
Per iniziare 4,5 milioni
Con un fondo iniziale di 4 milioni e mezzo di euro, i finanziamenti erogati grazie al progetto Microcredito per l'Abruzzo sono stati pari a 5 milioni di euro in un anno e mezzo, risorse destinate al 90% proprio alle imprese danneggiate dal sisma, con un plafond potenziale di oltre 50 milioni: «Un modello di intervento che ha trovato una delle leve maggiori della propria efficacia nel network di attori costruito in loco» conclude sempre Santori.
Armani lancia i dibattiti fra specialisti della moda su Twitter
Si chiama ArmaniTweetTalks ed è un innovativo progetto via web di Giorgio Armani: conversare su argomenti legati all'industria della moda, trasmettendoli via Twitter.
I dibattiti sono concepiti come tavole rotonde, con ospiti di fama del settore, opinion leader scelti anche in base al numero di follower su Twitter stesso.
Gli utenti digitali porranno quesiti cui risponderanno gli ospiti.
Il via il 1° giugno
Il primo appuntamento è per il 1° giugno e sarà dedicato all'Oriente, in particolare alla Cina, per osservare quanto velocemente si stia affermando come mercato sulla scena della moda mondiale e si svolgerà sul tema China, the new fashion superpower. Gli ospiti sono 6 e precisamente:
• Angelica Cheung, direttore editoriale di Vogue Cina,
• Susanna Lau, blogger,
• Federico Marchetti, fondatore e Ceo di Yoox,
• Hung Huang, Ceo di China Interactive Media Group,
• Tommy Ton, fotografo giornalista fondatore del sito Jak & Jil con 265mila visitatori la settimana,
• Godfrey Deeny, critico di moda.
Modera Peter Howarth giornalista britannico di moda.
Archivio dibattiti disponibili in seguito
Raccolti in volumi i singoli dibattiti saranno disponibili su Armani.com/tweettalks
dove il pubblico potrà anche raccogliere informazioni sui partecipanti,
leggere le domande e consultare la cronologia dei dibattiti che si sono già
svolti.
Con la promozione Pepsi i tifosi vanno in trasferta
Grazie alla promozione 2012, i fan di Pepsi avranno l'opportunità di vivere l'esperienza live più emozionante per un tifoso: sostenere la propria squadra del cuore direttamente dagli spalti dello stadio.
A partire dal 1° maggio fino al 22 luglio, acquistando una confezione di Pepsi da 0,5, 1,5 o 2 litri o di Pepsi Twist da 1,5 litri, i consumatori avranno la possibilità di vincere ogni settimana un weekend calcio per due persone, comprensivo di ingresso in tribuna con biglietti, per tifare dal vivo il proprio team preferito di serie A o di serie B. In ogni caso in palio anche 3 console da gioco tutte le settimane.
Gdo
Inoltre, nei migliori supermercati e ipermercati, i fan di Pepsi potranno vincere immediatamente dei fantastici gadget e console da gioco, acquistando semplicemente le bottigliette Pepsi che riportano la promozione.
Per saperne di più sulla campagna calcio 2012 e guardare i contenuti video esclusivi basta collegarsi al sito www.pepsi.it/il-ritmo-del-calcio/, alla pagina Facebook Pepsi Italia www.facebook.com/PepsiItalia e al canale Youtube Pepsi Italia www.youtube.com/pepsiitalia.
Decisione importante? Pensa in una lingua straniera
Nel caso di una decisione importante che dev'essere presa con il massimo della razionalità, pensa in una lingua straniera. Purché sia una lingua diversa da quella madre. È ciò che sostengono gli scienziati dell'University of Chicago in seguito a uno studio che sembra di particolare interesse per chi si occupa di business in un'economia globale, di management e anche di finanza. Per queste categorie i ricercatori dell'Università di Chicago hanno scoperto che le persone prendono decisioni più razionali quando pensano a un problema in una lingua straniera.
Lo studio dal titolo: “Effetto lingua straniera: pensare in un'altra lingua riduce i pregiudizi nelle decisioni” (The Foreign Language Effect: Thinking in a Foreign Tongue Reduces Decision Biases) pubblicato nell'ultimo numero di Psychological Science, ha dimostrato che pensare in una lingua diversa dalla propria permette di fuggire da quelle emozioni legate proprio alla lingua madre, e di prendere quindi le decisioni con maggiore razionalità. Meno razionalità più rischi nella performance produttiva, se a pensare sono capi d'azienda, manager o chi ha responsabilità nel campo finanziario e imprenditoriale.
“Dalle nostre ricerche è emerso che l'individuo è naturalmente contrario all'idea della perdita, e spesso rinuncia a opportunità interessanti” dichiara Boaz Keysar, docente psicologo all'Università of Chicago e professore nei programmi executive alla Chicago Booth School of Business. “Le nostre nuove scoperte -continua- dimostrano che quest'avversione alla perdita si riduce molto quando le persone prendono una decisione in una lingua che non è la propria".
Al contrario, è più probabile che le persone corrano rischi produttivi se pensano in una lingua straniera. “La lingua straniera scatena un meccanismo di distacco che fa passare una persona dal sistema intuitivo immediato a un modo di pensare più riflessivo”, scrive Keysar.
Esperimenti
Ai fini dello studio, Selon Sayuri Hayakawa, coautore della ricerca con Boaz Keysar, ha coinvolto in un esperimento alcuni studenti madrelingua inglesi dell'Università di Chicago, che avevano però una buona conoscenza della lingua spagnola, al fine di capire in che modo la paura di perdere influenzasse le loro decisioni. Sono state analizzate le probabilità che gli studenti avevano di accettare scommesse interessanti in base alla lingua nella quale prendevano in considerazione, le possibilità. Ogni partecipante ha ricevuto 15 dollari per fare scommesse da un dollaro. Potevano conservare il dollaro o puntarlo a testa o croce, avendo la chance di vincere un altro dollaro e mezzo. A ogni nuovo giro potevano ottenere 2.50 dollari nel caso di vincita a testa o croce, o nulla in caso di perdita. La scommessa sembrava vantaggiosa statisticamente, gli studenti avevano possibilità di vincere prendendo parte a tutte e 15 le scommesse.
I ricercatori hanno notato che quando l'esperimento era proposto in inglese, gli studenti pensavano con una mentalità più prudente. Chi rifletteva sul problema in inglese si concentrava sul timore di perdere la scommessa, accettavano la possibilità contraria solo il 54%. Gli studenti sottoposti all'esperimento in spagnolo hanno accettato la scommessa nel 71% dei casi.
Meno rischioso in un'altra lingua
In generale, le persone evitano il rischio quando la domanda è formulata in termini di vincita, ma cercano il rischio quando la domanda è formulata in termini di perdita. Un comportamento in conflitto con la teoria economica: la valutazione del rischio dovrebbe essere indipendente dal modo in cui una situazione è descritta. Tutto questo quando si utilizza quotidianamente una lingua straniera in una società multiculturale, da dei risultati differenti. Quindi un responsabile vendite, o dell'innovazione in azienda potrebbe avere un atteggiamento più prudente e conservatore dello status quo se pensa -nel nostro caso in italiano- mentre al contrario potrebbe prendere in considerazione di rischiare e investire denaro e risorse se pensa in francese o in spagnolo.
Maggiori informazioni sullo studio al sito di Psychological Science.
L’effetto positivo sul settore alimentare delle norme sulla concorrenza
Dal 2004 al 2011 le autorità nazionali hanno svolto indagini su oltre 180 casi di trust, preso circa 1.300 decisioni su concentrazioni e realizzato oltre 100 azioni di monitoraggio. Il maggior numero di casi ha riguardato la trasformazione e la produzione e, in misura minore, la vendita al dettaglio.
Sono stati vietati oltre 50 cartelli per la fissazione dei prezzi, la ripartizione dei mercati e dei clienti e lo scambio di informazioni commerciali sensibili e sono state messe al bando le pratiche di esclusione nei riguardi di agricoltori e fornitori concorrenti.
Nelle attività di monitoraggio del mercato le autorità garanti della concorrenza hanno esaminato il funzionamento dei mercati alimentari riscontrando che, spesso, l'andamento sfavorevole era da attribuirsi a cause diverse dalla mancanza di concorrenza tra gli operatori.
La relazione si ottiene QUI.
Vai alla notizia completa sul sito Europarlamento24.
APP…FFETTA LO SPECK ALTO ADIGE IGP
Per mostrare a tutti i fan dello speck l'arte di tagliare questo prosciutto affumicato in un modo nuovo, interattivo e simpatico, il Consorzio Tutela Speck Alto Adige ha creato un'applicazione di puro divertimento insieme all'EOS - Organizzazione export Alto Adige della Camera di commercio di Bolzano. L'obiettivo del gioco é quello di tagliare il maggior numero di fette da un pezzo di speck virtuale utilizzando l'iPhone come coltello da cucina.
Chi riesce in trenta secondi a tagliare il maggior numero di fette con movimenti dall'alto verso il basso più precisi possibili vince ogni mese una baffa di speck del peso di circa 4,5 kg. “Si può giocare ripetute volte, tanto quanto si vuole. È richiesta solo un po' di abilità: chi taglia troppo piano o troppo veloce non fa molta strada - spiega Michael Desaler, manager del Consorzio Tutela Speck Alto Adige - Con questo gioco a premi vogliamo naturalmente entusiasmare più persone possibili per lo Speck Alto Adige nei nostri mercati principali e contemporaneamente rivolgerci ad un pubblico nuovo. Il giocatore più veloce al momento é riuscito a tagliare virtualmente ben 159 fette di speck”.
Tagliare il vero speck nel miglior modo possibile è una vera arte: per essere gustato al meglio lo speck andrebbe sempre tagliato controfibra. Nell'affettarlo si dovrebbe cominciare dalle parti più esterne della baffa che si seccano prima. Esistono diversi modi di tagliare lo speck: con o senza la crosta, a mano o con la macchina, elegante e delicato a fette sottili, cubetti o listarelle. Ognuno di questi modi determina una sensazione diversa al palato - ora anche virtualmente con l'iPhone.
Il gioco a premi è online dal primo aprile e sarà disponibile fino alla fine dell'anno. L'App “Game Speck Alto Adige' si può scaricare gratuitamente dalla pagina web www.speck.it oppure dall'App-Store. È anche possibile scannerizzare con l'iPhone il QR code allegato. Maggiori informazioni sull'utilizzo pratico dell'applicazione così come sul punteggio mensile sono reperibili online: www.speck.it.
Press Info:
Studio Monika Carbonari
Tel: 049/775020
caroline.witte@studiomonikacarbonari.it
Yoox firma lettera d’intenti per gestire il canale web di Ppr
"Yoox comunica che in data 25 maggio 2012 ha sottoscritto con Ppr Sa una lettera di intenti non vincolante, volta a definire le linee guida inerenti una gestione congiunta delle attività di e-commerce di alcuni brand dellusso del Gruppo PPR. Ad oggi la lettera di intenti riguarda i marchi Bottega Veneta, Yves Saint Laurent, Alexander McQueen, Balenciaga, Stella McCartney e Sergio Rossi. Le parti intendono proseguire le trattative con l'obiettivo di concludere un accordo definitivo nei prossimi mesi". Questo il comunicato dell'agenzia Agi che in mattinata dava notizia dell'avvenuta firma.
Non solo web
Quindi per Yoox, il megastore online della moda e del design, già gestore dei siti internet di Armani e Valentino, questo accordo sarebbe un colpo molto importante. Infatti, poiché Ppr gestisce in proprio i canali internet, se acquisisse i servizi Yoox
vorrebbe dire che questi rappresentano un servizio superiore rispetto a
quello interno di Ppr. Sarebbe dunque un formidabile biglietto da visita per Yoox che dovrà, inoltre, farsi carico anche di tutto il magazzino di Ppr, ovvero di tutti i servizi di logistica per gestire i brand in portafoglio.
Innovazione responsabile: Laboratorio Tematico in Bocconi
Nell’ambito dell’evento “Dal dire al Fare” (salone della Responsabilità sociale d’impresa, in programma presso l’Università Bocconi di Milano, il 30-31 maggio 2012) si terrà il Laboratorio Tematico Innovazione di prodotto, che affronterà il tema dell’innovazione di prodotti e servizi dal punto di vista dell’impresa.
Migliorare la qualità della vita attraverso innovazioni significative e sostenibili: questo l’impegno delle imprese per offrire soluzioni che facilitino stili di vita più responsabili. Qualità, sicurezza, economicità ma anche eticità, trasparenza, naturalità: queste le caratteristiche che il consumatore oggi vuole trovare nel prodotto che acquista. Un consumatore che chiede sempre più alle imprese di avere le informazioni adeguate per operare scelte consapevoli.
L’agenda dell’incontro
L’incontro si svolgerà il 30 maggio dalle 14 alle 16 nella aula seminari AS 01 (piano - 2) e vedrà l’intervento di Stefano Pogutz , direttore Master Green Management, Energy and CSR, Università Bocconi; Paolo Landoni, condirettore Master Open Innovation and Knowledge Transfer, Politecnico di Milano; Sergio Tonfi, corporate communication manager Philips; Paolo Viola, direttore Area Tecnica Amiacque; Cecilia de’ Guarinoni, corporate communications manager Henkel e Cristina Lazzati, vicedirettore area retail Business media, Gruppo 24 Ore.
L’intervento di Cecilia de’ Guarinoni prevede il coinvolgimento attivo degli studenti del Master Mager dell’Università Bocconi con una riflessione su quello che oggi si comunica sul prodotto attraverso i vari simboli e quali potrebbero essere le possibilità di comunicare i contenuti di sostenibilità in un modo più efficace per i consumatori del prossimo futuro. La riflessione prende in considerazione le possibilità di comunicazione a scaffale sul punto di vendita poiché sempre di più vi è la necessità di comunicare al momento dell'atto di acquisto aiutando il consumatore ad orientare le proprie scelte in modo consapevole e responsabile.
Il Laboratorio si concluderà con una tavola rotonda con i relatori e il pubblico, coordinata da Enzo Argante , Direttore Nuvola Verde.
Come attrarre i capitali esteri: Valerio Di Bussolo Ikea
Le proposte di Ikea
"Ikea Italia, per mantenere e sviluppare solide
basi per il continuo sviluppo del proprio
business, conta e confida su:
Flessibilità numerica (interna ed esterna) attraverso
l'impiego di contratti part-time ed a termine
quali fattori indispensabili per poter
garantire un adeguato livello di servizio,
con una attenzione al corretto dimensionamento per evitare gli effetti negativi legati
alla perdita di competenze e gli effetti
positivi dati dall'apporto di diverse conoscenze
e nuove idee date dall'introduzione
di nuove risorse.
Flessibilità funzionale e finanziaria anche quale risultato di una
trattativa sindacale, al fine di favorire la
consapevolezza diffusa degli effetti positivi
di tale flessibilità. Un adeguato sistema
di welfare a supporto delle forme
contrattuali flessibili viste da una
parte come forme di avvicinamento degli
studenti al mondo del lavoro e dall'altra
come sostegno alla strutturale carenza
di servizi per le famiglie. Ad esempio, in
Ikea: il part-time week-end consente agli
universitari un reddito di sostentamento
agli studi; il part-time ciclico consente alle
mamme di lavorare solo durante il periodo
scolastico.
Politiche attive del lavoro che favoriscano l'occupazione giovanile
e femminile attraverso sostegni/decontribuzioni
alle aziende che favoriscano:
percorsi di crescita per l'assunzione di posizioni
di responsabilità da parte di giovani
potenziali e donne. Sistemi di work&life
balance, che generino un circolo virtuoso
volto a favorire il benessere familiare e ridurre
il bisogno di sostegno da parte del
welfare sociale.
Forme di accesso privilegiato al credito per i giovani liberandoli dai tassi
crescenti delle società finanziarie. Investimenti
strutturali a favore della formazione
sia a miglioramento del sistema
scolastico nella fase di transizione scuolalavoro,
per un maggior impiego della popolazione
più giovane, sia a supporto di chi è
già nel mercato del lavoro per mantenere
nel tempo un'adeguata professionalità e
far fronte efficacemente alle innovazioni
organizzative, mantenendo così un'alta
spendibilità sul mercato esterno.
Misure a favore dell'occupazione di lavoratori ultre 50enni. Sgravi contributivi per
le aziende che favoriscono la formazione
continua e la riqualificazione professionale,
al fine di consentire il mantenimento
nel tempo il proficuo impiego del personale
con una sempre più elevata seniority.
Deducibilità fiscale dei costi di formazione
per i lavoratori senior che investono autonomamente
in corsi utili all'attività lavorativa:
lingua, informatica ecc".
Come attrarre i capitali esteri: Christian Iperti Auchan
La posizione di Auchan
"I player internazionali vengono spesso frenati dalle situazioni caotiche che una burocrazia farraginosa e obsoleta crea a livello amministrativo, aumentando i costi e i tempi di gestione degli investimenti. Non è possibile, per fare un esempio, avere regole diverse tra comuni limitrofi o tra Regioni. Non avere leggi semplici, facilmente comprensibili ed interpretabili, oppure dover adempiere a diversi compiti non omogenei è un fattore quasi insostenibile per gli investitori internazionali abituati a ben altre situazioni e a ben altre realtà europee".
Criticità
"Ovviamente sono diverse le problematiche che andrebbero affrontate. Come detto prima, la disomogeneità delle regole tra regioni e regioni o tra comuni e comuni è un fattore eclatante che andrebbe certamente risolto. Ma, ad esempio, anche i costi dei trasporti legati alla scarsità di infrastrutture presenti diminuiscono la redditività degli investimenti e soffrono di un risultato netto medio inferiore all'1% da parte della gdo, a fronte, invece, di costi di investimenti molto elevati, come per l'acquisto dei terreni e dei costi per gli investimenti edili. Il problema del Sud è emblematico rispetto a questo ragionamento: laddove per esempio Auchan continua ad investire -a marzo 2012 c'è stata l'apertura a Palermo- molte altre aziende hanno preferito ridurre o persino ritirarsi completamente da molte regioni del Mezzogiorno. In generale, ci sono stati anche piccoli segnali positivi, come la liberalizzazione sugli orari e quella parziale sui farmaci e sui carburanti, che ci consentono di aumentare il potere di acquisto dei nostri clienti, offrendo un volano positivo all'economia".
Proposte per lo sviluppo
"Bisognerebbe velocizzare la riorganizzazione normativa sul lavoro e sul costo del lavoro, perché certamente questo potrebbe essere uno degli elementi di rilancio per ridare una prospettiva di crescita al Paese. Un piccolo passo, tra i molti che dovremo far vedere ai player internazionali, ma decisivo per riacquistare credibilità sul mercato".
Cooperativa Etruria: bilancio 2011, il fatturato sfiora i 185 milioni di euro
"La solidità economica e patrimoniale della nostra azienda, che chiude il bilancio 2011 con un fatturato di 185 milioni di euro, unita alla dinamicità che ci contraddistingue, sono gli strumenti con cui continueremo ad agire per tutelare e supportare al meglio i nostri soci nel peggior contesto di mercato della storia del commercio alimentare". A dirlo è Graziano Costantini, direttore generale della Cooperativa Etruria (master franchisee del gruppo Sma Auchan per i negozi a insegna Simply dell'Italia centrale: Liguria, Toscana, Umbria, Lazio e Abruzzo) che mercoledì 23 maggio ha riunito gli oltre 200 soci in assemblea per approvare il bilancio d'esercizio 2011 e la ripartizione del ristorno.
I numeri dell'esercizio 2011
"Nel 2011 i ricavi per vendite e prestazioni -sottolinea Stefania Nardi, direttore area rete vendite e servizi- sono cresciuti rispetto al precedente esercizio di quasi 10 milioni di euro. Su questo ha inciso positivamente la crescita del fatturato dei settori generi vari e freschi.
La diminuzione del margine lordo operativo va letta come conseguenza delle politiche commerciali adottate nei confronti degli associati, per aumentarne competitività e redditività".
Buon andamento degli utili
La crescita del risultato economico, pari a 3,2 milioni di euro al netto delle imposte ha consentito di proporre un ristorno ai soci di 1 milione e 650 mila euro, il più alto nella storia della Cooperativa, permettendo di chiudere il bilancio 2011 con un risultato netto di esercizio poco superiore a 1,5 milioni di euro.
Positiva situazione patrimoniale e riduzione del debito
"Il patrimonio netto cresce di 1,7 milioni di euro -conclude Nardi- superando i 28 milioni, tra capitale sociale e riserve. Diminuisce, inoltre, di 2 milioni di euro, rispetto al precedente esercizio, l'indebitamento verso il sistema bancario, pur aumentando il patrimonio".
I risultati di Gruppo
La Cooperativa Etruria chiude bene il bilancio consolidato perché “Le aziende del Gruppo -sottolinea Costantini- si occupano di food service, pet food e gestione diretta di punti vendita. Tutte le attività sono nate per favorire gli interessi diretti dei soci e sono complementari al core business della Cooperativa".
Come attrarre i capitali esteri: la posizione di Confindustria
Italia fanalino di coda tra i paesi europei in termini di presenza di investitori stranieri. Cause e soluzioni proposte dalle imprese internazionali della distribuzione e dell'industria presenti nel Paese. In un convegno di Confindustria del 12 aprile 2012 sono state illustrate le ricette per poter richiamare i capitali esteri.
Quattro numeri in escalation
impressionante possono spiegare
perché l'Italia ha bisogno degli
investimenti delle imprese estere
sul suo territorio. E soprattutto
in una fase economica in cui
il problema potrebbe essere
addirittura non solo quello di
attrarre nuovi capitali, ma di
convincere a restare qui quelli
che già ci sono. Ma veniamo
alle cifre: le imprese medie e
grandi, controllate da stranieri,
rappresentano lo 0,3% del
totale; gli addetti però sono il
7% dell'universo considerato,
il valore aggiunto il 12,6% e la
spesa in ricerca e sviluppo tocca
addirittura il 24,5%.
Sono i numeri fondamentali
dell'analisi compiuta da
Confindustria e dagli Investitori
esteri associati in Confindustria
per presentare la ricerca “Più
mondo in Italia”. L'operazione
ha coinvolto alcuni tra i più
importanti country manager di
aziende multinazionali che ci
hanno messo direttamente la
faccia per presentare una serie di
proposte per rendere il Paese, per
definizione più bello del mondo,
anche un po' più attrattivo per chi
vi vuole arrivare non per turismo,
ma per restarvi a fare affari.
Investimenti in calo
Ma da questo punto di vista,
l'Italia negli ultimi anni ha
decisamente perso appeal e
sono ancora una volta i numeri
a parlare chiaro: tra il 2005 e
il 2011, sono entrati ogni anno
nel nostro Paese investimenti
stranieri per 22 miliardi di dollari
contro i 61 della Francia e i 116
della Gran Bretagna.
In Italia, l'incoming valutario ha
rappresentato uno striminzito 1%
del Pil, nel Regno Unito il 4,8%.
Se si esaminano i flussi
transnazionali worldwide di
investimenti, le cifre appaiono
ancora più allarmanti; nella
media 2007-2001 (quinquennio
che ha visto nel mezzo una
recessione globale), gli
investimenti sono ammontati
nella media a 7.968 miliardi
di dollari; il 32% è andato in
Europa, ma solo l'1,2% in Italia;
nel quinquennio 2002-2004,
gli investimenti erano di 4.171
miliardi di dollari: il 47% veniva
convogliato in Europa e il 2%
in Italia: significa che il Vecchio
continente ha perso circa
un terzo della sua attrattività
e l'Italia il 40%, non riuscendo
neppure a registrare aumenti di
flussi in valuta corrente.
Pochi capitali
Infine, altri due dati che, s
e vogliamo, aggravano ancora
la situazione: per gli stranieri
di fatto esiste solo una regione,
la Lombardia, che da sola attrae
il 44,7% dei capitali; un altro
26,8% è ottenuto in totale
da Lazio (16,3%) e Piemonte
(10,8%), al resto d'Italia
rimangono le briciole
e in particolare, Sud
e isole raccolgono
complessivamente il 4%.
La seconda cattiva notizia
è la qualità non eccelsa
degli investimenti:
tra il 2007 e il 2010, in Italia
sono avvenuti solo 18 operazioni
greenfield (cioè con creazione
ex novo di una società),
ogni milione di abitanti, a
fronte degli 80 del Regno Unito.
Inoltre, dei nuovi investimenti
solo 8 sono classificabili come
operazioni di elevato profilo,
cioè con insediamento di un
headquarter, sdi una struttura
di formazione e di una divisione
R&S. Come uscire da questa
impasse? Con una serie di
provvedimenti mirati,
non onerosi per le disastrate
casse dello Stato e che
oltretutto andrebbero a beneficiodel sistema economico in
generale.
Burocrazia
Un primo aspetto su cui
intervenire è la burocrazia:
troppo lunghi e farraginosi
i processi autorizzativi e in
generale, troppo complicato
il rapporto con la macchina
amministrativa. Sami Kahale,
ad Procter&Gamble (in foto) ha
illustrato una serie di proposte
per migliorare il rapporto con
la PA (vedi anche Mark Up
di maggio). In particolare,
si propugna la creazione di
un'Agenzia nazionale con la
responsabilità di attrazione e
di accesso alle informazioni
sulla realtà italiana. Un ente
con un compito esattamente
speculare a quello che aveva
l'Ice, chiamato a occuparsi di
internazionalizzazione delle
imprese italiane, e che dovrebbe
funzionare come una vera e
propria conferenza di servizi
(sul modello di quelle che, in
genere, si attivano tra Stato
e regioni, o Regioni ed enti
locali), offrendo all'investitore
un unico tavolo di negoziazione
e una maggiore certezza sull'iter
autorizzativo. La struttura
potrebbe avvalersi, per la
localizzazione degli investimenti,
di una rete regionale, mettendo
così le regioni in competizione
tra loro, con la pubblicazione
periodica sui principali media
della classifica delle regioni più
attrattive con i risultati raggiunti.
Fisco e lavoro
La pressione fiscale ormai in
Italia è tale per cui chi potrebbe,
scapperebbe volentieri all'estero;
difficile pensare di attrarre
così gli stranieri, che peraltro
appaiono più disincentivati dalla
complessità della normativa che
dall'entità delle aliquote.
E su questo pone l'accento
Nicola Ciniero, presidente e
ad IBM, che tra l'altro propone
di semplificare e armonizzare
normativa fiscale su attività
crossborder, sottolineando
come, oggi, sia pressoché
impossibile valutare a priori
l'onere fiscale delle operazioni,
soprattutto perché all'investitrice
spetta l'onere della prova sulla
credibilità commerciale della
scelta, in mancanza della quale
l'operazione potrebbe essere
considerata elusiva.
Inoltre, la normativa attuale
prevede sanzioni gravi, che
spesso debordano nel penale,
per soglie dimensionali di
irregolarità relativamente basse
e facilmente superate da aziende
medio-grandi come quelle
internazionali.
Ciniero si è occupato anche
di flessibilità del lavoro,
segnalando la necessità non
solo di rendere più flessibile
l'ingresso e l'uscita dei lavoratori
e soprattutto rendendo meno
complesso il trasferimento di
personale qualificato tra sedi
operative in Italia e all'estero.
Basti pensare che un ingegnere
proveniente da un Paese extra
UE è soggetto al medesimo iter
per il permesso di soggiorno di
personale non qualificato.
La scuola
Altro problema, che riguarda
le imprese tout court e non
solo quelle internazionali, è lo
scollamento tra scuola e lavoro
e tra curricula ed esigenze
della aziende. Queste, ad
esempio, chiedono ingegneri e
i giovani si laureano in lettere
o in scienze politiche. Pietro
Guindani, presidente Vodafone
Italia, propone una partnership
imprese-atenei per migliorare
il profilo dei laureati. Ma non
solo: i progetti dovrebbero
anche coinvolgere le scuole
secondarie, promuovendo la
diffusione dell'istruzione tecnica
per migliorare l'avviamento
al lavoro degli studenti sin
dall'ottenimento del diploma.
Ricerca
Le imprese straniere presenti
in Italia, come abbiamo visto,
destinano, anche per il fatto
di essere multinazionali e
quindi vocate per natura alla
innovazione di prodotto o di
servizio, una quota rilevante di
fatturato alla ricerca.
Maria Elena Cappello, ad
Nokia Siemens Networks, rileva
la necessità, anche questa
fondamentale a prescindere per
qualsiasi azienda dimensionata,
di incentivare la ricerca. Questo
si può ottenere semplificando
e rendendo più certi i requisiti
per ottenere gli incentivi e la
riduzione dei tempi necessari
per ottenerli. Una prima strada
consisterebbe nell'armonizzare
le leggi in materia di ricerca e
innovazione gestite dai Ministeri
e dalle Regioni adeguandosi alla
normativa europea, a sua volta
in via di semplificazione.
Come attrarre i capitali esteri: Pierluigi Bernasconi Media Market
Il punto di Media Market
"In base ai dati Ocse, l'Italia è la penultima
nazione nella classifica europea di chi
tra il 2001 e il 2010 ha ricevuto maggiori
investimenti esteri, più precisamente nel
rapporto medio tra investimenti esteri in
entrata e Pil. Dietro di Noi solamente la
Grecia. Un dato incredibile, nella sua lettura
e nel significato macroeconomico
del Paese. In Italia, nel retail, viviamo un
contesto operativo particolarmente complicato
e controverso. Esistono alcuni punti
critici che inevitabilmente frenano lo sviluppo
dell'entrata di capitali internazionali.
Certezza: nei tempi e nel diritto
Molto
spesso cantieri immobiliari commerciali
subiscono ritardi di fattibilità inconcepibili,
che ricadono sulle aziende, sotto forma
di costi e oneri.
Semplificazioni normative
Spesso le regole sono complesse nella
loro applicazione e richiedono investimenti
talvolta onerosi di capitali e di tempo.
Liberalizzazioni
Molto nel 2011 è stato
costruito dall'attuale legislatura, ma molto
vi è ancora da migliorare. Siamo solo agli
inizi.
Normativa del lavoro
Maggiore flessibilità,
minori oneri, minore complessità
dei contratti.
Adeguamento delle infrastrutture
Il Paese deve necessariamente
rimodernizzare le proprie infrastrutture.
Dalle Reti virtuali a quelle fisiche.
Trasporti
e sicurezza del territorio
Per chi opera
nel retail la logistica è vitale. Il Paese ha
una conformazione morfologica che richiede
un servizio trasporti efficiente, al fine di
garantire il massimo servizio al consumatore
finale e operare in un contesto competitivo
sostenibile.
Telecomunicazioni più
efficaci
Il tasso di modernità di un Paese
e di una civiltà passa obbligatoriamente
dalla propria capacità di comunicare in
tempi celeri. La copertura dei segnali di
trasmissione dati, l'ampliamento della
banda larga, devono essere condizioni
imprescindibili.
Costi dell'energia e dei
servizi
Energia, assicurazioni, utenze.
Molto spesso alcuni investimenti vengono
bloccati nelle prime fasi perché gravati da
pesanti costi di realizzazione".
ACQUISTARE ON LINE IN SICUREZZA
Gli acquisti online sono in continua crescita. Sulla rete si compra di tutto: dai libri all’abbigliamento, dai prodotti alimentari agli elettrodomestici, dai dischi ai viaggi. Alla comodità di fare la spesa senza muoversi di casa, si aggiunge il vantaggio di spuntare spesso prezzi competitivi. Il risvolto della medaglia sta però nei rischi che possono nascondersi per chi compra a distanza. Pericoli aggirabili con alcuni accorgimenti, di cui dà conto la Guida pratica “Acquisti sicuri sul web”, in regalo lunedì 28 maggio con Il Sole 24 Ore.
Sulla Guida si potranno trovare illustrati i principali strumenti di pagamento da utilizzare sulla rete e le modalità perché ciò avvenga in tutta sicurezza per i consumatori. Oltre a questo si entrerà nel dettaglio della normativa sul commercio online e sui diritti che il consumatore può esercitare nel caso di acquisti non in linea con le promesse.
Dal diritto di recesso a termini e modalità dei rimborsi sono infatti tanti gli elementi la cui conoscenza si pone come necessaria, soprattutto ora che a livello europeo è stata approvata la direttiva 2011/83/UE il cui recepimento dovrà avvenire entro il 2013 e che comporterà molte novità per i consumatori.
Linkontro, Roberto Pedretti: cambiamenti ormai strutturali, equity ed export nel mirino delle imprese
Approfittando della sua presenza, abbiamo dunque chiesto a Roberto Pedretti Ad Nielsen di illustrarci, dal suo punto di vista preferenziale, la sua posizione sulla situazione economica attuale.
Che prospettive ci sono per il consumatore in questa seconda parte del 2012?
Il consumatore è in difficoltà da così tanto tempo che i cambiamenti di comportamento sono ormai diventati strutturali. Le rilevazioni segnalano un certo virtuosismo in quanto viene fatto. Assistiamo a un rientro nelle mura domestiche di parte delle esperienze che precedentemente erano vissute fuoricasa. È un consumatore anche di nuova generazione, capace di far leva sul ventaglio delle innovazioni che la tecnologia gli mette a disposizione per recuperare antichi valori. Privilegia uno scontrino medio di valore ridotto, abbinato a una frequenza di visita maggiore. Tutto ciò si traduce in categorie merceologiche che vengono premiate, perché riconosciute importanti per la casa, il benessere, il risparmio.
Il consumatore pare aver trovato una sua strada. Altrettanto si può dire per le imprese?
La stella polare - e lo indichiamo da tempo - è l'innovazione. I segnali non sono del tutto positivi: registriamo un decremento dell'impatto dell'innovazione sul giro d'affari complessivo del largo consumo, unito allo scarso dinamismo
degli investimenti in comunicazione. Addirittura Internet in questa prima parte del 2012 ha smesso di crescere. È una situazione che alla lunga mette in pericolo i valori del marchio. Da un lato occorre recuperare i fondamentali, dall'altro bisogna mettere in campo progetti a tutto tondo che rispondano alle tendenze di consumo come anche agli sviluppi tecnologici. E occorre considerare che per un marketing di successo diventa realmente necessario allargare l'orizzonte oltre i confini italiani.
Una considerazione finale sul retail?
Esiste una forbice che si allarga fra il gruppo di imprese che cresce e quelle che hanno smesso di farlo: e non esiste una ricetta assortimentale perfetta che contraddistingue gli uni rispetto agli altri, se non l'evidente prevalenza della capacità di comprensione della propria clientela da parte dei best performers, quella attitudine ad assecondare mediante servizio e mix merceologico vincente il cliente nuovo di questi tempi.
Laboratorio Tematico Prodotto “DAL DIRE AL FARE”
Il Laboratorio affronta il tema dell'innovazione di prodotti e servizi dal punto di vista dell'impresa. Migliorare la qualità della vita attraverso innovazioni significative e sostenibili: questo l'impegno delle imprese per offrire soluzioni che facilitino stili di vita più responsabili. Qualità, sicurezza, economicità ma anche eticità, trasparenza, naturalità: queste le caratteristiche che il consumatore oggi vuole trovare nel prodotto che acquista. Un consumatore che chiede sempre più alle imprese di avere le informazioni adeguate per operare scelte consapevoli.
Location
L'incontro si svolgerà il 30 maggio dalle 14 alle 16 presso Università Bocconi di Milano nella aula seminari AS 01 (piano - 2).
Stefano Pogutz, Direttore Master in Green Management, Energy and CSR, Università Bocconi stefano.pogutz@unibocconi.it
Paolo Landoni, Condirettore Master Open Innovation and Knowledge Transfer, Politecnico di Milano paolo.landoni@polimi.it
Sergio Tonfi, Corporate Communication Manager Philips sergio.tonfi@philips.com
Paolo Viola, Direttore Area Tecnica Amiacque Contatto roberta.Pupa@amiacque.it
Cecilia de' Guarinoni, Corporate Communications Manager Henkel cecilia.deguarinoni@it.henkel.com
Enzo Argante, Presidente Nuvola Verde eargante@gmail.com
Saranno presenti anche gli studenti del Master Bocconi che hanno realizzato un'attività in collaborazione con Henkel e Cristina Lazzati Vice Direttore Area Retail Business Media Gruppo 24 ORE.
L'incontro sarà introdotto da due interventi di scenario, seguono gli interventi delle imprese e tavola rotonda.
Stefano Pogutz, Direttore Master in Green Management, Energy and CSR, Università Bocconi.
Nell'ultimo decennio, i dati scientifici evidenziano un peggioramento significativo nella maggior parte degli indicatori di sostenibilità sia a livello globale, che locale. Viviamo in un'era che è stata definita dal premio Nobel P.J. Crutzen “Antropocene”, ad indicare l'impatto della specie umana sulle dinamiche e sugli equilibri del Pianeta. Oltre alla crescita demografica, uno dei principali driver della pressione sugli ecosistemi è il modello di produzione e consumo occidentale. Il tema della sostenibilità pertanto richiede di intervenire profondamente lungo due principali linee di azione: use less and consume less e use less and produce more. In questo quadro, l'innovazione rappresenta la variabile chiave, aprendo opportunità per cogliere le nuove tendenze di consumo e reinterpretare il modo di realizzare l'offerta. In altre parole, rompendo il legame tra materialità (quantità) e valore (qualità e benessere). Durante l'intervento verranno proposti esempi e casi concreti.
Paolo Landoni, Condirettore Master Open Innovation and Knowledge Transfer, Politecnico di Milano.
Iillustrerà principalmente alcuni nuovi trend e fattori di successo nello sviluppo di un nuovo prodotto. In particolare parlerà delle innovazioni di significato contrapposte alle innovazioni tecnologiche e alle innovazioni guidate dagli utenti. Introdurrà anche il tema del possibile ruolo delle organizzazioni non profit nei processi di innovazione.
Sergio Tonfi, Corporate Communication Manager Philips .Le grandi aziende come Philips giocano un ruolo fondamentale nel determinare la qualità della vita di milioni di persone, poiché immettono sul mercato un enorme numero di prodotti e soluzioni. La loro responsabilità è quindi quella di trasformarsi in una parte essenziale della soluzione ai problemi che la nostra società deve affrontare. Per farlo, occorre che l'innovazione sia la linfa vitale con cui mettere davvero la tecnologia al servizio dell'uomo, dei suoi nuovi desideri, ma soprattutto dei suoi nuovi problemi. La tecnologia di cui abbiamo bisogno è già ampiamente disponibile; la sfida non è la tecnologia, ma il modo in cui utilizzarla.
Philips è impegnata ogni giorno in questo percorso, guidata dalla voglia di contribuire ad uno sviluppo più sostenibile per tutti e per rispondere a sfide epocali come l'invecchiamento progressivo della popolazione, il crescente bisogno energetico o la richiesta di un crescente benessere da parte degli individui in tutto il mondo, ed investe più del 7% del suo fatturato globale in Ricerca e Sviluppo e più di 1 miliardo di € all'anno in Innovazione “Green”. Ma non basta: l'innovazione viene messa al centro della strategia di crescita sostenibile di ogni combinazione business-mercato nelle numerose categorie in cui siamo presenti. Sia nel campo dell'Healthcare, dove si tende a soluzioni sempre più sofisticate ma meno invasive e ad un progressivo allargamento dell'utilizzo di tecnologie medicali anche all'ambito domestico, sia in quello del Lighting, in cui l'industria sta vivendo una vera e propria rivoluzione grazie all'introduzione dei LED, fino ad arrivare agli ambiti più vicini ai consumatori, con innovazioni che tendono a proporre uno stile di vita più salutare. Salute e benessere sono quindi il campo d'azione scelto da Philips per contribuire alla realizzazione di un mondo migliore, più sostenibile e vivibile per tutti. Una sfida entusiasmante per tutti coloro che condividono la passione Philips con l'obiettivo di toccare la vita di almeno 3 miliardi di persone all'anno entro il 2025.
Paolo Viola, Direttore Area Tecnica Amiacque
Presenterà l'attività di Amiacquee l'impegno dell'azienda per un controllo puntuale e accurato della qualità dell'acqua già dalle falde acquifere (anche se metà circa è già di buona qualità alla fonte e immessa in rete senza bisogno di alcun trattamento). L'azienda garantisce la potabilità dell'acqua con accurati controlli quotidiani ed è certificata dall'etichetta che viene inviata trimestralmente agli utenti insieme alla fattura dei consumi. Inoltre dispone di laboratori di analisi moderni e tecnologicamente avanzati: una squadra di tecnici effettua quotidianamente prelievi di acqua dai pozzi e dalle reti e i campionivengono analizzati in laboratorio il giorno stesso. La conseguenza diretta dell'utilizzo dell'acqua è la produzione di scarichi che, per poter essere restituiti all'ambiente, devono necessariamente essere sottoposti a un trattamento depurativo. Gli impianti disposti sul territorio servito da Amiacque depurano le acque reflue prima del loro scarico nell'ambiente, rispettando i valori di concentrazione limite delle diverse sostanze imposti dalla normativa che potrebbero mettere in pericolo la salute umana, nuocere alle risorse ed alle biodiversità dell'ecosistema idrico, compromettere le attrattive od ostacolare altri impieghi delle acque.
Cecilia de' Guarinoni, Corporate Communications Manager Henkel.
L'intervento prevede il coinvolgimento attivo degli studenti del Master MAGER che ci faranno riflettere su quello che oggi si comunica sul prodotto attraverso i vari simboli e quali potrebbero essere le possibilità di comunicare i contenuti di sostenibilità in un modo più efficace per i consumatori del prossimo futuro. La riflessione prende in considerazione le possibilità di comunicazione a scaffale sul punto di vendita poiché sempre di più vi è la necessità di comunicare al momento dell'atto di acquisto aiutando il consumatore ad orientare le proprie scelte in modo consapevole e responsabile.
5 - Scaletta interventi e tempi
scaletta di massima degli interventi e dei tempi previsti .
14 | Apertura dei lavori a cura di Enzo Argante | |
14.10 | Intervento di Stefano Pogutz Università Bocconi | |
14.25 | Intervento di Paolo Landoni Politecnico | |
14.40 | Intervento Paolo Viola Amiacque | |
14.55 | Intervento Philips Sergio Tonfi | |
15.10 | Intervento Cecilia de' Guarinoni Henkel | Presentazione in collaborazione con gli studenti del Master MAGER del lavoro realizzato con Henkel; sarà presente anche Cristina Lazzati Vice Direttore Area Retail Business Media Gruppo 24 ORE |
15.40 | Domande ai relatori e al pubblico in sala Coordina Enzo Argante | |
16 | Conclusioni a cura di Enzo Argante |
Terremoto: accordo Coop e Consorzio Parmigiano di supporto logistico e finanziario
Coop Italia e Consorzio del Parmigiano-Reggiano scendono congiuntamente in campo a sostegno dei caseifici che hanno subito pesanti danni (300.000 le forme cadute, e circa la metà quelle che hanno subito danni) a causa del terremoto del 20 maggio e, al tempo stesso, per evitare speculazioni - i cui primi segnali già si ravvisano - che produrrebbero ulteriori danni ai produttori già colpiti dal sisma e potrebbero alterare la concorrenza in fase di consumo.
Solidarietà concreta alle aziende colpite
"Il primo obiettivo dell'accordo sul quale stiamo lavorando, e che sarà pronto nella giornata di lunedì -spiegano Vincenzo Tassinari, presidente Coop Italia, e Giuseppe Alai, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano- è innanzitutto quello di realizzare una iniziativa di concreta solidarietà rispetto a quei caseifici e produttori bolognesi, modenesi e mantovani che, insieme a significative quote di prodotto, hanno perso strutture di magazzinaggio e impianti, con seri problemi, in diversi casi, di continuità della trasformazione del latte: proprio per questo Coop provvederà a destinare a questa causa un contributo straordinario sulle vendite di Parmigiano Reggiano in tutti i supermercati e ipercoop del territorio nazionale.
Prezzi stabili, introiti stabili
“Allo stesso tempo - proseguono Tassinari e Alai - gli acquisti della catena distributiva avverranno senza alcun ribasso sulle quotazioni correnti, garantendo così stabilità di introito ai caseifici e puntando a stroncare proprio le speculazioni o fenomeni di sciacallaggio che potrebbero farsi strada anche in una situazione così drammatica; a garanzia di questo percorso, Coop Italia non effettuerà, per un periodo che stiamo definendo, alcuna iniziativa di ribasso dei prezzi, che finirebbe inevitabilmente per ripercuotersi anche sulle quotazioni all'origine".
Supporto logistico per ospitare le forme di Parmigiano
"Con l'accordo che stiamo definendo vogliamo anche associarci all'impegno che tanti caseifici dell'area del Parmigiano Reggiano stanno sostenendo a favore di quanti sono stati danneggiati dal terremoto, rendendo disponibili magazzini e spazi in cui far confluire le forme non più ospitabili nelle strutture colpite dal sisma; contestualmente, grazie all'intesa potranno essere anche rafforzate le azioni che il Consorzio sta mettendo in campo sul versante del credito e sulle destinazioni del prodotto coinvolto nei crolli per contenere i problemi di liquidità delle aziende e per gestire al meglio il flusso di forme che non potranno essere vendute sui tradizionali canali di consumo”.
Legacoop chiede di essere informata
Infine, per quanto riguarda Legacoop e le sue iniziative a margine del c/c bancario dove effettuare l'erogazione fondi di aiuto, la richiesta è di essere tenuta informata. In buona sostanza alle cooperative e ai loro consorzi, che volessero promuovere ulteriori iniziative di solidarietà, si chiede di darne tempestiva comunicazione alle Legacoop territoriali di competenza. Ciò per poter raccogliere con completezza le informazioni su come il mondo cooperativo partecipa alla raccolta di fondi.
Gusto&Marche: souvenir gourmet all’aeroporto di Ancona
È stato inaugurato il primo punto di vendita di Gusto&Marche, all'interno dell'area commerciale dell'Aeroporto Raffaello Sanzio di Ancona Falconara. Un negozio di 20 mq con una selezione di circa cento referenze alimentari del territorio nella fascia di prezzo medio alta: 20 i produttori presenti in assortimento. Il concept dell'iniziativa nasce dall'esigenza di trasportabilità delle perle enogastronomiche locali durante i tragitti aerei e consente ai passeggeri in partenza di acquistare specialità alimentari marchigiane che vengono proposte principalmente in formato mignon, anche per un eventuale consumo immediato in attesa dell'imbarco. Presenti in assortimento anche alcuni freschi: tartufi, salumi e formaggi, in vendita al banco taglio e confezionati sottovuoto al momento. Attraverso un servizio di e-commerce in corso di realizzazione, inoltre, una volta giunti a destinazione, sarà presto possibile ordinare i prodotti “assaggiati” alla partenza e comporre una Marche box. Il punto di vendita di questi souvenir del gusto è affiancato anche da una pizzeria biologica con la stessa insegna; una prima diversificazione merceologica del marchio principale che mira a soddisfare le esigenze del target che predilige il take away.
Costco: un terzo trimestre con utili e fatturato record
Costco ha comunicato che il suo utile netto per il terzo trimestre del 2012, terminato il 6 maggio, è salito a 386 milioni da 324 milioni di dollari dello stesso periodo dell'anno precedente (che equivale ad un +19%). Il fatturato netto è salito dell'8% a 21,85 miliardi. Le vendite a perimetro costante sono aumentate del 5% sia negli Stati Uniti che nella divisione International.
Costco opera con 602 store, 435 negli Usa e Puerto Rico, 82 in Canada, 32 in Messico, 22 nel Regno Unito, 13 in Giappone, 8 in Taiwan, 7 in Corea e 3 in Australia. Il rivenditore intende aprire sei nuovi pdv entro la fine del suo anno finanziario il 2 settembre.
Corridomnia: nuovo shopping park nelle Marche con locomotiva Superconti
Si chiamerà CorridoMnia Shopping Park il nuovo parco commerciale che il 7 giugno verrà inaugurato nella zona industriale di Corridonia (Mc). Una superficie totale di 20 mila mq con dieci esercizi commerciali divisi tra ristoranti e store di brand internazionali.
Bacino d'utenza
Il bacino d'utenza del nuovo parco commerciale raccoglie circa trecentomila utenti e interessa, oltre a Corridonia, le vicine città di Macerata, Tolentino e Civitanova Marche. Disegnata dall'architetto Mario Montalboddi della Enter Srl, l'area si estende su 18mila mq disposti al piano terra ed è suddivisa in sei lotti distinti in grado di dare alla clientela un'offerta “omnia”, ossia per tutte le esigenze. Dal primo ottobre verranno inoltre inaugurati ulteriori spazi per duemila metri quadrati.
300 posti di lavoro
I posti di lavoro, tra diretti e indotto, dovrebbero attestarsi sulle 300 unità. Sui tetti delle strutture che compongono il nuovo parco commerciale sono presenti pannelli fotovoltaici per una produzione di energia di circa un megawatt. All'interno del CorridoMnia Shopping Park ci saranno un ristorante McDonald's e uno della catena Roadhouse Grill oltre a un bar pizzeria.
La prima volta di Superconti nelle Marche
Il supermercato che servirà lo shopping park occuperà una superficie di 2.200 mq sotto l'insegna Superconti e sarà il trentesimo punto di vendita del gruppo Grandi Magazzini Superconti di Terni, già attivo in Lazio e Umbria e ora per la prima volta nelle Marche. Altri marchi presenti nella struttura saranno Maison du Monde per l'arredamento, Risparmio Casa, poi Miriade, Oviesse e King sport per la moda e abbigliamento.
Olofsson si dimette in anticipo, pieni poteri a Plassat
Lars Olofsson, il Ceo ancora in carica, ha informato il Cda Carrefour della propria decisione di dimettersi visto che "sono state soddisfatte tutte le condizioni richieste per abbreviare il
periodo di transizione che ha avuto inizio il 29 gennaio 2012".
La situazione di accostamento dei due manager doveva terminare il 18 giugno. Ne consegue che Georges Plassat diventa il nuovo Ceo con effetto immediato.
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