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Aspiag Service (Despar): i risultati dei progetti charity

Le attività di charity promosse e sviluppate da Aspiag Service (Despar) hanno permesso di raccogliere oltre 178mila euro che saranno devoluti

Più di 240mila "microdonazioni" a margine della spesa in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna per un totale di oltre 162mila euro. Sono i risultati del progetto di charity ideato e promosso da Aspiag Service in occasione dell'8 marzo Il mondo ha bisogno delle donne. L'iniziativa ha visto il coinvolgimento dei punti di vendita diretti e affiliati delle quattro regioni in cui Aspiag Service è presente: a beneficiare della raccolta sono state altrettante realtà, impegnate nel sostegno ai rispettivi territori. Ai clienti è stato chiesto di “arrotondare” lo scontrino alle casse. Ma non si tratta dell'unico progetto solidale intrapreso dall'azienda che, attraverso la vendita delle tradizionali campane di Pasqua, ha raccolto altri 16mila euro che verranno devoluti a realtà attive nel supporto assistenziale di bambini e famiglie in difficoltà.

A queste attività se ne aggiunge una terza, Una buona ragione per fare del bene, che una delle tradizionali attività di charity attivate nei punti di vendita Eurospar e Interspar gestiti da Aspiag Service. Nelle due settimane precedenti alla Pasqua sono state vendute campane di cioccolato per un ricavato di 16.120 euro che sarà interamente devoluto, su base regionale, a quattro realtà attive nel supporto assistenziale di bambini e famiglie in difficoltà.

I progetti di Charity che abbiamo lanciato tra febbraio e aprile -dichiara Fabio Donà, direttore marketing Despar- hanno avuto una eccezionale risposta da parte dei nostri clienti: li vogliamo ringraziare per aver raccolto e fatto proprie anche quest’anno due iniziative a cui teniamo molto. In un momento molto impegnativo per l’Italia, tutti hanno mostrato la propria solidarietà e, insieme, abbiamo raggiunto un obiettivo straordinario. Un ringraziamento speciale va ai nostri colleghi, che hanno supportato le campagne coinvolgendo i clienti nella donazione: questo grande risultato è frutto del loro entusiasmo, della loro professionalità e del loro impegno straordinario”.

Aldi: a Landriano il secondo centro logistico

Il polo è dotato di 86 bocche di carico e scarico, di autocarri di classe euro 6 che effettueranno oltre 17.000 viaggi all'anno per rifornire gli store Aldi

La direzione regionale di Landriano (Pavia), appena inaugurata e costruita da Vailog (gruppo Segro Plc), società specializzata nello sviluppo immobiliare logistico, consente ad Aldi di raddoppiare la propria capacità logistica in Italia. Il polo va ad aggiungersi a quello di Oppeano (Verona), aperto nel 2018, anno che ha segnato l'ingresso nel nostro Paese dell'insegna.

Il magazzino occupa una superficie di 52.504 mq, di cui 9.409 riservati alle celle frigorifere e 3.166 destinati agli uffici. Il centro impiega 136 dipendenti di cui 88 neo assunti, la metà dei quali provenienti dai territori della provincia di Pavia. Il centro avrà una capacità di servizio degli attuali 28 punti di vendita dislocati in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. Il time-to-market diventa più efficiente, questo investimento garantisce infatti una diminuzione media dei km percorsi per raggiungere i negozi, con un minore impatto ambientale.

Il polo è dotato di 86 bocche di carico e scarico, di autocarri di classe euro 6 che effettueranno oltre 17.000 viaggi all'anno per rifornire le filiali, per un totale di 8 milioni di colli all'anno distribuiti. Questo, per Aldi, si traduce “in un’ottimizzazione della catena di rifornimento, garantendo una maggiore velocità di approvvigionamento, sempre calibrata a seconda delle necessità dei negozi e della vicinanza al consumatore”.

In linea con la filosofia green di Aldi, il centro logistico di Landriano è dotato di illuminazione led e di pannelli fotovoltaici, capaci di erogare una potenza green di 1.254 kWp. Le emissioni di CO₂ vengono limitate anche dalla speciale tecnologia impiegata nel magazzino dedicato alle categorie “fresco” e “surgelato”, dove viene utilizzato un impianto a base di ammoniaca (NH3), che offre migliori prestazioni termodinamiche rispetto agli impianti con refrigeranti sintetici.

Michael Veiser, group managing director di Aldi, spiega: “Grazie al nuovo centro logistico possiamo rifornire con maggiore efficienza i punti di vendita del Nord-Ovest, con consegne sempre più puntuali e con un minore impatto ambientale. Questa nuova apertura testimonia il grande impegno di Aldi in Italia, al centro di un’espansione progressiva e costante”.

La crescita dell’eCommerce Apposta.com

Il sito offre oltre 3.000 miliardi di possibili combinazioni, più di 4.000 tessuti per personalizzare ogni dettaglio del capo che si sceglie

Un incremento a due digit di fatturato sul mercato italiano rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono i risultati registrati da Apposta.com, il native digital brand che realizza camicie su misura Made in Italy, nato dall’incontro tra Gianmarco Taccaliti, erede dell’omonimo e centenario laboratorio di camiciai di Camerano (An), e Gianluca Mei, esperto di strategie e tecnologie digitali. Ad incidere positivamente sui risultati potrebbero essere vari motivi, e quasi del tutto legati alle conseguenze del lockdown.

Il sito offre oltre 3.000 miliardi di possibili combinazioni, più di 4.000 tessuti per personalizzare ogni dettaglio del capo che si sceglie. La consegna è a domicilio e non ha alcuna limitazione geografica. Per ogni utente viene creato un profilo unico, con le proprie misure e preferenze di tessuto, per velocizzare il percorso degli acquisti successivi.

Gianluca Mei, co-founder di www.apposta.com, commenta: “Crediamo che il nostro sito sarà destinato a crescere anche in futuro: per molto tempo, infatti, risolverà le esigenze di uomini abituati a vestirsi con capi unici, offrendo qualità e semplicità, assolutamente senza rischi. Il nostro innovativo modello di impresa si fonda su un format green; siamo in grado di soddisfare le esigenze e i gusti personali di ciascun cliente, rispondendo al bisogno crescente di personalizzazione delle persone, senza dispersioni e disavanzi produttivi, applicando processi più sostenibili ed etici”.

Scarpe&Scarpe: graduale riapertura dei punti di vendita

L’attività della catena Scarpe&Scarpe è ripartita con i reparti bambino e make-up di alcuni punti di vendita e l'apertura completa di Bolzano

Riaprono i battenti i primi dieci store Scarpe&Scarpe dopo due mesi di chiusura per la gestione dell’emergenza Covid-19. L’attività della catena è ripartita con i reparti bambino e make-up di Alessandria, Borgaro, Casamassima, Desenzano, Foligno, Monfalcone, Montecatini, Savignano sul Rubicone e Sesto San Giovanni, oltre all’apertura completa del punto vendita di Bolzano e, da mercoledì 13 maggio, di quello di Cento. L'insegna aveva provveduto nelle scorse settimane ad avviare un'istanza di concordato in bianco al Tribunale di Torino per rilanciare l'attività.

Oggi i primi segni di ripresa nel rispetto delle norme previste in materia di sicurezza.
A riguardo interviene Alessandra Miriello, Cfo di Scarpe&Scarpe, che chiarisce: "La riapertura sta avvenendo scrupolosamente in base alle indicazioni vigenti in tema di sicurezza e prevenzione, a tutela dei nostri dipendenti e dei nostri clienti. I locali sono stati sanificati, l’ingresso sarà presidiato per evitare assembramenti all’interno e all’esterno dei punti di vendita, il personale sarà dotato di guanti e mascherina e saranno messi a disposizione dei clienti gel igienizzante e calzini usa e getta per provare le calzature in piena sicurezza".

Doppio opening di Esselunga con formato ridotto

I due negozi, ex Auchan acquisiti da Margherita Distribuzione, si trovano a Milano, in viale Tibaldi, e a Barzanò (Lc) e si sviluppano su un'area di 850 e 1.480 mq

Due punti di vendita entrano nella rete di Esselunga. Si tratta di due store di formato decisamente più ridotto rispetto alla tradizione dell'insegna, che ha già sperimentato in passato il supermercato di prossimità con l'apertura del punto di vendita La Esse. I due negozi, ex Auchan acquisiti da Margherita Distribuzione, si trovano a Milano, in viale Tibaldi, e a Barzanò (Lc) e richiamano, in piccolo, le innovazioni di layout già sperimentate nella struttura inaugurata a Brescia. Manca dunque il percorso obbligato, l'ortofrutta non è situata all'ingresso degli store dove, invece, si viene accolti da uno spazio "open space" che valorizza una visione di insieme e offre grande enfasi ai banchi dei freschi, serviti e a libero servizio, che si susseguono sul perimetro.

Il primo supermercato occupa una superficie di vendita di 850 mq e si sviluppa su 6 corsie. Entrambi gli store propongono i reparti serviti di gastronomia, panetteria e pasticceria Elisenda e a libero servizio di frutta e verdura, carne e pesce. Il negozio è dotato di casse tradizionali e self-checkout, e di un parcheggio. Anche in questo store, Esselunga sta adottando il servizio di consegna a domicilio e l’app ufirst, pensata per digitalizzare le code. Il negozio di Barzanò si estende, invece, su un'area di 1.480 mq, si sviluppa su 9 corsie e impiega 52 persone.

Le strutture sono state adattate per rispondere alle misure di sicurezza sanitaria necessarie in questa fase: tutti i dipendenti sono muniti di mascherine, guanti monouso e occhiali di protezione e sono state installate barriere in plexiglass alle casse. I clienti hanno a disposizione erogatori di gel igienizzante, guanti monouso e vengono distribuite mascherine a chi ne è sprovvisto. Infine, viene eseguita la misurazione della temperatura corporea all’ingresso.

Il piano di sviluppo

Passata questa fase di lockdown proseguirà a ritmo serrato lo sviluppo dell'insegna sul territorio italiano. Stando a quanto scrive il Corriere della Sera, Esselunga incrementerà la presenza del format La Esse e si svilupperà in aree non ancora presidiate. Il quotidiano riporta una dichiarazione del ceo Sami Kahale che sottolinea: "Apriremo molti negozi entro i prossimi diciotto mesi tra cui Genova, Mantova e Livorno, città dove non eravamo presenti. Terremo il passo, anche con gli urban store a insegna La Esse".

Mettiamo a valore quello che abbiamo imparato nel lockdown

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 8)

Tempo di rimettere in fila le proprie priorità, non solo per le persone ma anche per le aziende.

La gdo non ha avuto, nel bene e nel male, la possibilità di fare troppe riflessioni: si è trovata in prima linea, ha vissuto un’esperienza che ha messo sì a nudo le inefficienze, ma che ha anche tracciato nuove vie di sviluppo e, sicuramente, ha cambiato le priorità, questa è la vera novità cui guardare ora: ciò che prima era ritenuto, marginale e irrilevante, oggi è in cima alla lista.

Prima di tutto, il mondo web. Adesso, è arrivato il momento di guardare all’eCommerce non come a un’urgenza (perché lo è già stata) ma nemmeno come alla panacea di tutti i mali; l’eCommerce ha la necessità di essere messo nella condizione di diventare redditizio e non è, ne sarà, un’operazione facile. Si dovrà trovare una soluzione per controbattere ad Amazon, con le sue consegne in due ore (per i membri Prime Now), i suoi algoritmi che regolano prezzi e sconti e un sistema logistico inappuntabile. L’ultra prossimità potrà essere una risposta?

Inoltre, nella to-do list del retail, c’è la messa a punto di un sistema in grado di sfruttare appieno i dati, innumerevoli, che l’utilizzo dell’eCommerce mette al servizio della catena, coniugandoli con tutti quelli già a disposizione tramite carte fedeltà, beacon ecc.

La distribuzione, nell’emergenza, si è scoperta “agile”, un effetto che dovrà essere mantenuto e nutrito, se si vogliono sfruttare (e quindi far rendere) al massimo i dati che arrivano dalla spinta del web.

Anche le promozioni cambieranno, per effetto di una nuova struttura dell’offerta e perché la vera omnicanalità non prevede che due canali della stessa insegna abbiano promozioni e prezzi diversi tra loro. Certamente, sarà più facile fare offerte personalizzate, che siano in grado di cogliere le nuove nicchie di clienti.

Infine, probabile che si avranno clienti più fedeli, vantaggio da non sottovalutare: chi ha trovato nell’online una soluzione finirà, per comodità, con l’usare un solo sito, quindi, il cherry picker non sarà più una figura rilevante negli acquisti online di food.

PAX Italia gestisce anche le problematiche Covid-19 sui Pos dei merchant

Oggi gli SmartPOS basati su Android, consentono una flessibilità e delle performance tali, da renderne il Tco inferiore rispetto ad un terminale classico

Oggi gli SmartPOS basati su Android, consentono una flessibilità e delle performance tali, da renderne il Tco inferiore rispetto ad un terminale classico. Il fenomeno Covid-19 sta rappresentando un caso di studio anche da questo punto di vista, soprattutto per PAX Italia, principale fornitore di Pos per il mercato italiano e mondiale.
Pax nasce nel 2013 come player per dispositivi di pagamento Pos e ha iniziato lo sviluppo del mercato da settore banking, con device particolarmente evoluti in termini di hardware e software. I passaggi più importanti avvengono nel 2015 con l’acquisizione da parte di Pax Technology Cina e nel 2017 con l’introduzione sul mercato dei Pos basati su Android. Per quanto riguarda questa tipologia di prodotto, oggi l’azienda dichiara di essere leader di mercato. Gdoweek ha incontrato Andrea Zucchiatti, co-founder e vice presidente di Pax Italia Srl.

Qual è il ruolo di Pax Italia nel mercato dei Pos?
Abbiamo una gamma prodotti che è la più ampia sul mercato e una capacità di sviluppo software importante grazie a una software house presente sul territorio italiano.

Andrea Zucchiatti, co-founder e vice presidente di Pax Italia Srl

Dal 2019 siamo diventati leader di mercato in Italia sia per Pos classici, sia per gli SmartPOS basati su Android. Oggi in alcuni ambiti applicativi come il banking, abbiamo il maggiore parco installato e complessivamente abbiamo superato le 500.000 unità installate nel nostro Paese. Questa dinamica è più o meno globale ma in Italia ha una spiccata dimensione.

Come state affrontando la continuità operativa in tempi di Covid-19?
Abbiamo applicato lo smart working dall’ultima settimana di febbraio, anticipando i tempi medi. La nostra organizzazione ha reso l’area ricerca e sviluppo pienamente attiva in modo virtualizzato, fuori dal perimetro fisico dell’azienda. In seguito ad un fisiologico calo delle attività di routine, PAX Italia e i propri clienti si sono spostati sui progetti che stanno sviluppando senza sosta. In epoca Covid, la parte di business development ha incrementato le attività così come la ricerca e sviluppo. Gli interventi di assistenza sono calati dal secondo mese di lockdown.

Il mercato, che tipo di input ha evidenziato a causa del Covid-19?
Sicuramente si è amplificata l’esigenza di poter effettuare le transazioni senza inserimento del Pin. in questo modo si garantisce la massima sicurezza grazie all’assenza di contatto tra cliente e device. Occorre dire che la rete di accettazione basata sia su terminali classic, sia Android è già contactless grazie all’Nfc. Questo significa che chi ha una carta completamente “tokenizzata” sullo smartphone, paga senza contatto in totale sicurezza.

Se per il consumatore il contactless risponde alle esigenze di sicurezza di tipo Covid, l’esercente su cosa può puntare?
Evidentemente un device touch è molto più semplice da pulire di uno standard con tasti fisici di tipo meccanico. Non si tratta di una problematica di banale soluzione in quanto i device hanno dei requisiti di trattamento circa la pulizia, ma non è detto che questi comprendano gli standard indicati dagli scienziati per proteggersi dal Covid. Utilizzare un disinfettante a base alcolica direttamente su un pos in plastica, può anche comprometterlo.

Come avete proceduto per dare indicazioni che risolvano le problematiche Covid e siano compatibili con i Pos?
La soluzione l’abbiamo sicuramente trovata con i terminali Android. Su questi device, abbiamo potuto effettuare un’attività push di contenuti che spiegano come gestire la pulizia del terminale, in modo da avere certezza di sanificazione ma senza compromettere lo stesso. In altre parole gli SmartPOS ci offrono al possibilità di inviare applicazioni di assistenza o contenuti immediatamente fruibili quali filmati o istruzioni elettroniche. È inoltre possibile personalizzare i “caroselli” multimediali degli SmartPOS per informare direttamente i nostri clienti.

Quali gli altri vantaggi dei SmartPOS Android?
Tra i tanti la possibilità di fare assistenza da remoto in modo molto efficace. Per esempio, i nostri modelli dispongono di un software denominato AirViewer in grado di consentirci di prendere il controllo remoto del device, previo consenso del cliente, e risolvere la maggior parte della problematiche evitando l’uscita di un addetto.

Le vendite in gdo durante il lockdown: +4,2% con liberi servizi al traino

Da Nielsen il punto della situazione relativo al periodo compreso tra lunedì 17 febbraio e domenica 3 maggio: dai trend di prodotto ai format

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria alla fine del lockdown, nel periodo compreso tra lunedì 17 febbraio e domenica 3 maggio, le vendite della gdo hanno fatto registrare una crescita pari a +4,2% a parità di negozi. Per quanto riguarda l’andamento delle vendite per area geografica, il Nord Est ha registrato gli incrementi più alti su base tendenziale: +7,4%, seguito da Sud (+5,2%), Nord Ovest (+3,5%) e Centro (+1,8%).

Questo il punto sui dati da Nielsen Italia. "Abbiamo osservato la velocissima crescita di due canali, che in passato avremmo potuto considerare contrapposti per clientela e business model: l’eGrocery e i piccoli negozi di vicinato. Entrambi i canali, in modi diversi, rispondono a due macro esigenze emerse durante la quarantena: quella di non potersi allontanare troppo da casa, e quella di non poter proprio uscire”, ha rilevato Romolo de Camillis, retailer service director di Nielsen Connect in Italia.

A livello di format distributivi, i Liberi Servizi (+26,9%) hanno trainato la crescita delle vendite nella gdo, seguiti dai Supermercati (+12,9%) e dai Discount (+7,9%). Vendite in calo invece per gli Specialisti Drug (-10,6%) e per gli Ipermercati (-9,8%). Nel format Cash & Carry si è verificato un calo costante delle vendite, determinando un trend negativo del -39,8%, impattato principalmente dalla chiusura dei locali pubblici e degli esercizi di ristorazione e catering.

Crescita a tripla cifra per il canale eCommerce: il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online da lunedì 17 febbraio a domenica 03 maggio è stato del +144,6%, con un picco di crescita nella quarta settimana di aprile pari a +304,6%. La digitalizzazione di alcuni processi d’acquisto dovuta alle restrizioni della mobilità ha raddoppiato la crescita di peso dell’eCommerce sul valore totale del largo consumo italiano.

Durante il periodo clou dell’emergenza sanitaria, il giovedì ed il venerdì sono stati i giorni in cui si sono concentrati maggiormente gli acquisti nella gdo, con un conseguente calo del peso del fine settimana sul totale venduto nella settimana media. Il cambiamento va ricondotto in parte all’orario ridotto e/o alla chiusura dei negozi la domenica: in condizioni di normalità 7 negozi su 10 sono aperti domenica, nel periodo post Covid-19 sono stati 5 su 10.

Le categorie di prodotto maggiormente impattate durante il periodo dell’emergenza sanitaria sono legate ai diversi “effetti” identificati da Nielsen:

1. effetto “stock”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: conserve animali (+22,8%), conserve rosse (+38,9%), pasta (+21,7%), caffè macinato (+17,3%), biscotti (+12,5%), riso (+30,2%), olio di semi (+27,3%), confetture/marmellate (+22,1%), olio extra vergine di oliva (+9,1%); i comparti della dispensa non alimentare maggiormente in crescita sono stati carta casa (+27,5%), carta igienica (+11,9%), avvolgenti alimentari (+41,4%), detergenti lavastoviglie (+24,5%);

2. effetto “prevenzione e salute”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: detergenti superfici (+43,6%), guanti (+128,3%), sapone per le mani solido e liquido (+57,5%), candeggina (+49,5%), alcol denaturato (+154,0%), salviettine (+82,5%);

3. effetto “resto a casa”, sempre in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato, suddiviso in Cuochi a casa, il paniere degli ingredienti base, quindi farine (+121,5%), uova di gallina (+36,2%), ingredienti per pasticceria (+77,8%), burro (+44,1%), mascarpone (+65,9%), lievito di birra (+106,1%); cresce anche il Comfort food, il paniere dell’indulgence, quindi creme spalmabili dolci (+39,1%), gelati (+22,1%), pasticceria (+24,6%), miele (+41,1%), patatine (+15,9%). Nel comparto alcolici, vino (+11,0%), birre alcoliche (+12,8%) e aperitivi alcolici (+14,4%).

Selex promuove l’educazione alimentare

Per diffondere i principi di educazione alimentare è stato creato il sito comemangio.it promosso da Selex in collaborazione con Università Cattolica Altis

La promozione di uno stile di vita alimentare corretto e sano è alla base del progetto sostenuto da Selex Gruppo Commerciale e realizzato con Università Cattolica Altis. Per diffondere i principi di educazione alimentare è stato creato il sito comemangio.it nel quale sono presenti contenuti vari (gruppi nutrizionali, etichetta e provenienza, dieta mediterranea e piramide alimentare), studiati dai ricercatori di Altis, con la Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Cattolica (sede di Piacenza). Si tratta, dunque, di una sorta di piattaforma di condivisione delle conoscenze, aggiornato con studi e articoli internazionali anche grazie all’attività di docenti e studenti, oltre che di ricercatori.

Oggi più che mai è importante fare educazione alimentare, per sviluppare una maggiore consapevolezza degli impatti sul nostro benessere a partire dalle scelte quotidiane -afferma Vito Moramarco, direttore di Altis e ordinario di Politica economica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore-. Questo progetto rientra nell’ambito delle iniziative di collaborazione impresa-università che l’Alta Scuola sviluppa da 15 anni, con l’obiettivo di affermare un modo di fare business e management sostenibile, basato sul dialogo con gli stakeholder”.

Maniele Tasca, direttore generale Selex Gruppo Commerciale, sottolinea: “Sosteniamo l’iniziativa comemangio.it perché crediamo che l’educazione alimentare sia determinante nel percorso verso una maggiore sostenibilità della nostra società. Le buone abitudini alimentari sono alla base della nostra salute, della salvaguardia dell’ambiente e contribuiscono alla lotta allo spreco; tutte priorità che il Gruppo sente e condivide volentieri con partner di valore come Altis”.

Lidl Italia: 57 tonnellate di cibo alle fasce deboli

Lidl
Lidl ha avviato diverse attività solidali raggiungendo donazioni per un totale di oltre 57 tonnellate di cibo destinato alle famiglie più bisognose

In questo periodo di emergenza sanitaria, Lidl ha avviato diverse attività solidali raggiungendo donazioni per un totale di oltre 57 tonnellate di cibo a cui si aggiungono anche i prodotti per la detergenza. I prodotti donati sono stati destinati, principalmente, a pacchi spesa distribuiti alle persone bisognose tramite enti, associazioni di volontariato, organizzazioni non-profit e comuni.

Tra le iniziative attivate da Lidl anche la Spesa sospesa, avviata da numerose insegne, che prevede la possibilità per i clienti di acquistare prodotti di prima necessità e lasciarli in un apposito contenitore all’uscita del punto di vendita. Ai volontari delle associazioni territoriali il compito di distribuire i prodotti alle persone bisognose.

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo sta mettendo a dura prova il nostro Paese e colpisce più duramente le famiglie in condizioni precarie -spiega Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia-. Proprio per questo, come azienda socialmente responsabile e vicina alla comunità, fin dall’inizio di questa emergenza ci siamo attivati sostenendo le associazioni attive sul territorio attraverso la donazione di beni di prima necessità”.

Prénatal e Leroy Merlin testano ufirst, l’app per gestire le file

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Prénatal e Leroy Merlin stanno testando un nuovo strumento di servizio sviluppato con l’obiettivo di garantire la tranquillità di acquisti sempre più sicuri

Con la riapertura dei punti di vendita sul territorio italiano, le insegne si stanno attrezzando per favorire tutti gli accorgimenti per la sicurezza dei clienti e dei collaboratori. Tra le criticità che si dovranno affrontare c'è anche quello della razionalizzazione delle code. Per questo motivo Prénatal sta testando un nuovo strumento di servizio sviluppato con l’obiettivo di garantire la tranquillità di acquisti sempre più sicuri. In alcune strutture della rete sarà infatti sperimentata l'app ufirst, già testata da Esselunga, che consente agli utenti di gestire le file davanti ai negozi.

L'applicazione, scaricabile su smartphone o computer, invia un biglietto elettronico in pochi secondi: dopo aver scelto sede e servizio, viene assegnato un numero per accedere al punto di vendita, mentre una notifica avvisa quando è giunto il proprio turno.

Questa prima fase di sperimentazione permetterà di valutare dati e insight utili in modo da sviluppare e strutturare piani futuri.

Iniseme a ufirst, Prénatal ha messo a punto diverse iniziative tra cui la possibilità di gestire le liste nascita online ma anche il servizio drive-in, attivo in molti store, con ordine seguito da un personal shopper e ritiro in tutta sicurezza alle porte dei negozi.

Anche Leroy Merlin ha scelto ufirst per gestire il distanziamento sociale e l’accesso all’interno dei propri punti vendita. La prima fase di test è stata avviata in alcuni negozi in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Campania (nei negozi di Solbiate Arno, Lissone, Curno, Bologna, Roma Laurentina e Torre Annunziata) ma si sta valutando l'estensione del servizio su tutta la rete dei 49 punti di vendita presenti sul territorio. L'app permette ai consumatori di geolocalizzare e visualizzare il negozio di interesse e staccare virtualmente il numero per la fila. Chi non possiede l'applicazione potrà riservare il proprio posto in fila semplicemente comunicando al personale posto all’ingresso, grazie al servizio di concierge, il numero di cellulare. Una volta registrati il sistema invierà in automatico un sms con lo stato di avanzamento della propria posizione in fila e, in prossimità del proprio turno, una notifica con l’indicazione di recarsi all’ingresso.

“Da sempre siamo un’azienda fortemente votata all’innovazione e siamo convinti che la sfida che ci ha messo di fronte il Covid-19 possa trasformarsi in un’opportunità per accelerare verso la ricerca di soluzioni all’avanguardia, che migliorino sempre di più l’esperienza dei nostri clienti”, dichiara Malehk Goudjil, chief information officer Leroy Merlin Italia.

Matteo Lentini, managing director di ufirst, aggiunge: “La Fase 2 con la riapertura anche degli esercizi commerciali è un momento davvero importante in questa situazione di emergenza non solo sanitaria ma sempre più anche economica. Siamo particolarmente orgogliosi di poter offrire il nostro servizio anche in una realtà retail innovativa come Leroy Merlin, che mette al centro della propria strategia la sicurezza dei propri clienti ma anche dei propri dipendenti”

 

Conad con “Unisciti a noi” dona 2,4 milioni agli ospedali

Raccolti con la campagna 853.500 da oltre 245.000 clienti. Questa cifra si somma all’importo di 1,5 milioni di euro stanziato dalla cooperativa

La campagna di solidarietà Conad Unisciti a Noi in poco meno di un mese ha raccolto 853.500 euro grazie al contributo di oltre 245.000 clienti. Questa cifra si va a sommare all’importo di 1,5 milioni di euro stanziato fin da subito dalla cooperativa, dai soci e dai collaboratori Conad.

La somma complessiva raggiunta di 2,4 milioni di euro sarà interamente devoluta a 42 ospedali e strutture sanitarie delle sette regioni in cui opera Conad Nord Ovest: 726.300 euro andranno in Toscana a sostegno di 12 strutture ospedaliere,  418.600 euro in Piemonte e Valle D’Aosta per 7 ospedali, 247.300 euro  in Liguria a favore di 4 ospedali, 426.300 euro in Emilia per 7 ospedali, 252.400 euro  nel Lazio a sostegno di 6 ospedali e 299.000 euro in Sardegna a favore di 5 strutture ospedaliere.  A questi si aggiungerà la somma raccolta nei punti di vendita della provincia di Mantova.

Nello specifico, i fondi saranno destinati all’acquisto di quanto ritenuto necessario nelle strutture ospedaliere, tra cui i dispositivi di protezione individuale per medici e infermieri, i prodotti per la sanificazione e igienizzazione, oltre alle attrezzature per affrontare l’emergenza sanitaria.

L’iniziativa “Unisciti a noi”, come si legge nel relativo cs, rientra nel modus operandi delle attività svolte dai soci Conad e dai loro collaboratori presso i punti di vendita della rete Conad Nord Ovest per dare risposte concrete ai cittadini, alle comunità e ai territori durante l’emergenza. Una scelta in linea con "persone oltre le cose", cui fa da eco il recente annuncio dell'Ad Conad Francesco Pugliese sull'assorbimento, da parte della catena, dell'Iva sulle mascherine in attesa che il Governo mantenga quanto promesso.

Bun: il futuro è nel delivery

L'hamburgeria Bun ha pianificato una business strategy in linea con le rinnovate necessità del momento: il delivery sarà la leva anche per il futuro

L'emergenza sanitaria da Covid-19 ha spinto molte aziende a guardare il domani con un approccio differente. L'hamburgeria Bun ha pianificato una business strategy in linea con le rinnovate necessità del momento ma che potrebbe essere anche la base per un futuro costruito in modo diverso. Il delivery è stato e sarà una leva strategica. Bun ha infatti avviato, prima di tutto la Cook Room di Glovo, per testare la ricettività del mercato meneghino e, subito dopo, ha creato un programma articolato per convertire la sua linea di cucina in chiave delivery in totale autonomia.

Per questo motivo, l'insegna, che ha in programma l’apertura di altri 20 ristoranti nel prossimo triennio in Lombardia, sta cercando locali che possano prima di tutto far fronte al servizio di delivery. Attualmente il piano di sviluppo prevede due aperture per la fine del mese di maggio e altre due nel mese di settembre. In questo contesto, com'è ovvio, tecnologia e mondo digitale sono le basi su cui investire.

Danilo Gasparrini, ceo di Bun, spiega: “La natura digital di Bun ci permette di curare ancora di più la food experience dei nostri clienti con un approccio agile e rapido che consente risposte immediate: un esempio per tutti riguarda la versatilità del menu in cui modifiche e cambiamenti sono all’ordine del giorno e basati sull’esperienza in tempo reale del consumatore, cosa che nel negozio fisico non è possibile”.

Gruppo Radenza (Crai) promuove il made in Sicily

Il Gruppo Radenza, attivo in Sicilia con oltre 300 punti di vendita Crai, intende valorizzare i prodotti siciliani e sostenere le aziende del territorio

L'obiettivo dell'iniziativa messa a punto dal Gruppo Radenza, attivo in Sicilia con oltre 300 punti di vendita Crai, è la valorizzazione e la promozione dei prodotti siciliani oltre che il sostegno delle attività imprenditoriali danneggiate dalla crisi economica e sanitaria. L'azienda intende "innescare un percorso virtuoso che mettendo in rete le eccellenze siciliane, rappresenta una importante occasione di ripartenza".
Per raggiungere questo obiettivo ha realizzato un intero volantino pubblicitario, contenente le offerte della settimana, dedicato ai prodotti agroalimentari delle aziende locali fornitrici del gruppo.
In questo momento, così impegnativo per tutti, siamo fermamente convinti che proprio dalla nostra Sicilia potrà ripartire l’intero Paese -sottolinea la società-. Affinché ciò avvenga occorre però che siano proprio i siciliani a crederci valorizzando le numerose eccellenze del nostro territorio. L’obiettivo è dunque quello di ripartire promuovendo e scegliendo i prodotti locali, creando una rete virtuosa caratterizzata da generosità, intensità e nobiltà d’animo che sono i veri valori siciliani”.

Coop Alleanza 3.0: i saluti dagli store in diretta Facebook

L'iniziativa Saluti da Coop offre una finestra all'interno dei punti di vendita della rete di Coop Alleanza 3.0 grazie alle testimonianze dei dipendenti

Una diretta al giorno, a partire dalle 9,30, per raccontare in dieci minuti la vita instore dei propri dipendenti. Coop Alleanza 3.0 lancia il progetto Saluti da Coop che permette ai collaboratori di comunicare con i consumatori direttamente sui social network. L'obiettivo è di mostrare la vita all'interno di un punto di vendita dando voce a chi lo frequenta quotidianamente.

La conduttrice Maria Cristina Martinelli di Trc coordina gli interventi dei lavoratori di un supermercato o di un ipercoop che si alternano. Ognuno di loro dal luogo di lavoro racconta la propria giornata, ma anche curiosità e aneddoti. L'iniziativa Saluti da Coop ha la regia di Vudio, società specializzata in progetti video sul web, mentre il naming del progetto e la grafica sono stati curati da Kitchen, un’agenzia di comunicazione che da tempo cura l’identità visiva si Coop Alleanza 3.0. Gianluca Diegoli è il digital strategist.

I primi risultati dell'iniziativa Saluti da Coop

Le prime 3 dirette hanno coinvolto circa 20 mila persone in totale di cui circa il 25% dei fruitori non erano fan precedentemente della pagina Coop Alleanza 3.0. I video hanno ottenuto 1.500 interazioni. La tecnologia è stata lean: Live Facebook attivato tramite Streamyard con regia remota che consente di collegarsi e fare scalette con persone anche dal cellulare.

Esselunga lancia il servizio di spesa “Amici Vicini”

esselunga amici vicini
La piattaforma digitale mette in contatto volontari che si rendono disponibili a fare la spesa con i propri vicini che non possono farla

Dai una mano e offriti di fare la spesa, oppure chiedi una mano e fatti portare la spesa a casa: due le opzioni presenti sulla nuova piattaforma digitale di Esselunga. Il servizio si chiama "Amici Vicini" e, sull'onda di un aumentato sentiment di solidarietà collettivo, mette in contatto volontari e abitanti bisognosi nelle vicinanze.

Un'iniziativa sviluppata con Caffeina che non solo aiuta chi non può uscire per varie ragioni, ma che favorisce anche la minor messa a rischio dei soggetti più deboli durante questa fase 2. Amici Vicini, che sarà promossa su tutti i canali online di Esselunga, consente ai volontari registrati di visualizzare la lista della spesa di chi vive nello stesso quartiere e decidere di quale farsi carico. In seguito, l'accordo per organizzare la consegna e il pagamento avviene privatamente e, dopo la consegna della spesa, i vicini possono rilasciare un feedback reciproco a supporto degli altri utenti.

Si tratta solo dell'ultimo nuovo strumento implementato dall'insegna in tempi di coronavirus, che si fa così tramite di nuove forme di prossimità sociali, a beneficio dell'immagine d'insegna. Oltre ad Amici Vicini, infatti, c'è stata la recente "Spesa Solidale" e, più in generale, Esselunga ha in test e sta sviluppando nei diversi pdv altre soluzioni di spesa.

Crai: spesa online gratuita prorogata a fine maggio

Per tutto il mese di maggio Crai prevede la consegna gratuita della spesa online prorogando il termine dell'iniziativa partita a marzo

L'iniziativa, attivata nel mese di marzo e prorogata fino a tutto il mese di aprile, continuerà a svilupparsi anche per il mese di maggio. Il Gruppo Crai ha, infatti, deciso di proseguire la consegna gratuita anche per le spese sotto ai 70 euro e per tutti coloro che fanno la spesa online (possibile a partire da 30 euro di spesa). Si potranno consultare i punti di vendita coinvolti sul sito www.craispesaonline.it.

Inoltre, per i territori coperti dal servizio di Crai Spesa Online, è possibile effettuare
anche gli ordini telefonicamente, chiamando il numero verde 800-550088.
Attualmente, il servizio di Crai Spesa Online, l’eCommerce di prossimità, è attivo con
oltre 170 negozi in 14 regioni.

Burger King entra in fase 2 con il drive e una nuova app

Per la fase 2 (Covid19) Burger King punta sulle corsie drive thru: dal 4 maggio oltre un centinaio (114) per andare incontro alle esigenze di un consumo senza contatto e diversificato per fasce d'utenza

Una app per prenotare il tavolo da Burger King e la corsia per l'asporto in auto (drive thru). "Stiamo per avviare entro l'estate, e sono attualmente già in test, nuove funzionalità della nostra app -dichiara Andrea Valota, amministratore delegato Burger King Restaurants Italia- che permetterà di prenotare, ordinare e pagare i menù per consumarli all’interno dei nostri ristoranti, e di 'fissare' un tavolo, quando sarà possibile l’apertura al pubblico. Saremo i primi nel nostro settore a percorrere una rivoluzione impensabile sino ad oggi nella grande ristorazione organizzata: una soluzione che ci sembra la più adatta per mantenere la voglia di condivisione e per permettere un’esperienza senza contatto. Certo - aggiunge Valota - questo significa aggiungere altri costi importanti, oltre a quelli che stiamo già sostenendo per aumentare la sicurezza dei nostri ristoranti con tutti i dispositivi necessari per garantire un soggiorno tranquillo e senza preoccupazioni come termoscanner, dispenser di sanificante, barriere di plexiglass e procedure di distanziamento, oltre a guanti, mascherine e maschere protettive per i nostri dipendenti. Ma la grande sfida per il prossimo futuro è come rendere piacevole un'esperienza date le limitazioni in termini di igiene e sicurezza, che oggi stiamo vivendo nei ristoranti. Sono investimenti essenziali per mantenere il business e un'occasione per trasformarci".

Burger King, dopo il lockdown, ha già riaperto oltre 40 ristoranti (dei 220 presenti in tutta Italia) per la consegna a casa, e dal 4 maggio, sono disponibili 114 corsie dei Drive Through per ordinare e ritirare il cibo direttamente dall'auto. Con la riapertura delle fabbriche e degli uffici saranno molte le persone che usciranno per andare sul luogo di lavoro; e il mezzo privato (auto, moto, bici) sarà con molta probabilità la modalità di trasporto preferita per garantire l’assenza di contatti ravvicinati tra le persone.

"Il Drive è una modalità apprezzatissima dai nostri consumatori -aggiunge Valota- e in questa fase rappresenta la più sicura in assoluto, capace di eliminare del tutto il contatto fra cliente e operatore, garantendo un pagamento totalmente contactless. È un metodo e una tecnologia talmente sicura che abbiamo deciso di metterlo a disposizione della comunità, ovvero a Regioni e Comuni nei quali operiamo e che potranno contattarci per utilizzarle per servizi ai cittadini come distribuzione di materiale, test e quanto richiede una coda ordinata e molto più sicura, in quanto non si renderà necessario scendere dal proprio veicolo".

La pianificazione di Epta per la riapertura

Epta ha avviato una graduale riapertura dopo aver messo a punto un programma di ristrutturazione aziendale, a partire dalla gestione dei turni

Il gruppo, specializzato nella refrigerazione commerciale, ha avviato una graduale ripartenza dei siti produttivi, mentre le Divisioni After Sales, Service e Spare Parts sono sempre rimaste attive per assicurare il necessario supporto ai clienti. Tutte le funzioni non direttamente collegate alla produzione, incluso l’headquarters di Milano, continuano ad operare in smart working. Durante il periodo di chiusura, Epta ha avviato una ristrutturazione dell’organizzazione del lavoro, come ad esempio la gestione dei turni, rinnovato il layout e lo svolgimento dei processi produttivi. Ha inoltre definito le misure di sicurezza e reperito i dispositivi di protezione individuale.

Le iniziative solidali

Epta ha voluto dare il proprio contributo in questo momento di emergenza sanitaria decidendo di donare complessivamente oltre 1 milione di euro per rispondere all’emergenza con iniziative mirate. In particolare, un contributo di 500.000 euro è stato destinato alla raccolta fondi in favore dell’Ospedale San Raffaele di Milano, attivata da Anima Confindustria Meccanica, di cui Marco Nocivelli, presidente ed Ad di Epta è presidente. L'obiettivo è di triplicare le unità di terapia intensiva, dotando l’ospedale di un’aggiuntiva tensostruttura per la terapia intensiva e, nel medio-lungo termine, a sostenere lo studio di un vaccino.

In questi mesi sono state molteplici le situazioni di difficoltà che gli enti territoriali hanno cercato di fronteggiare al meglio, mettendo in campo tutti i mezzi a propria disposizione. Ma le risorse non sempre bastano -spiega l'Ad Marco Nocivelli-. Per questo motivo abbiamo deciso, guidati da un forte senso di responsabilità, di offrire il nostro sostegno a tutti quei luoghi in cui Epta è presente. Un segnale della volontà dell’azienda di restituire al territorio quanto ricevuto e mantenere un forte legame con le proprie radici, esprimendo la nostra gratitudine e facendo sentire la nostra vicinanza”.

L’Oréal a sostegno di parrucchieri ed estetisti: “Serve riapertura”

L'Oreal si schiera al fianco dei professionisti del settore dei quali è già partner promettendo loro un sostegno concreto

Una serie di misure igienico-sanitarie sono state messe a punto per la riapertura dei saloni di parrucchieri ed estetisti insieme a una riorganizzazione delle attività con nuovi strumenti digitali per fissare gli appuntamenti. In questo contesto, L'Oréal si schiera al fianco dei professionisti del settore dei quali è già partner promettendo loro un sostegno concreto. L’Oréal Italia ha, infatti, deciso di congelare i pagamenti dovuti dai Saloni durante il periodo di lockdown e di concedere una dilazione di 120 giorni sugli stessi.

L'invito (oltre che l'auspicio) è la riapertura anticipata. “Oggi più che mai L’Oréal si mobilita, in collaborazione con tutta le associazioni di categoria, per sostenere l’urgenza della riapertura dei saloni e favorire la loro ripresa nelle migliori condizioni possibili” dichiara Marco Vasario, direttore generale della divisione prodotti professionali di L’Oréal Italia.

Le misure per la riapertura

Fornitura di gel igienizzanti e materiali di protezione, distanziamento sociale, disposizioni igienico-sanitarie ed organizzative da rispettare durante lo svolgimento delle attività professionali, riorganizzazione dell’attività e della gestione del team di lavoro al fine di scaglionare gli appuntamenti e ridurre i rischi sanitari. Su questi punti si basa lo schema ideale per aprire in sicurezza nel rispetto delle normative vigenti.

Nel dettaglio le attività che offrirà la divisione prodotti professionali:

  • Verranno messe a disposizione dei saloni oltre 1 milione di mascherine e 80.000 flaconi di gel igienizzante
  • Formazione digitale ai professionisti del settore attraverso Access, la più grande piattaforma di di e-learning e networking del mondo. Tale piattaforma dà accesso ad una vasta offerta di webinar ed e-learning educativi ed ispirazionali, creati dai brand (L’Oréal Professionnel, Kérastase, Redken, Matrix, Biolage, Shu Uemura Art Of Hair) e dai più grandi artisti internazionali. A circa un mese dal lancio la piattaforma, oggi disponibile anche nella versione mobile, conta più di 13.000 iscritti, il numero più alto al mondo, con più di 250 contenuti caricati, più di 100 live di formazione professionale dedicata, accessibili 7 giorni su 7, 24 ore su 24. (https://www.lorealaccess.com)
  • Nuovi strumenti digitali per organizzare la presa degli appuntamenti e generare incasso in periodo di lockdown. L’Oréal ha sviluppato, in collaborazione con le società UALA e BOSS, nuovi strumenti che consentiranno alle consumatrici di prenotare l’appuntamento con il proprio salone ed accedere a convenienti pacchetti per servizi e prodotti, consentendo ai saloni di incassare liquidità durante il blocco delle attività e di organizzare l’attività evitando code e attese.
    L’attivazione di tali iniziative è priva di costi di gestione da parte dei saloni.

United4ourFuture: la campagna solidale online di Unes

L'iniziativa di Unes e Lundbeck mira a sostenere i bambini più deboli per garantire loro, con il sostegno del Banco Alimentare, una corretta alimentazione

La campagna di solidarietà alimentare promossa da Unes e da Lundbeck Italia, in collaborazione con Edra e il supporto di Hba Milan Chapter (Healthcare Businesswomen’s Association), è stata realizzata supportare i bambini più piccoli, da 1 a 14 anni, attraverso il Banco Alimentare. Alla base della campagna United4ourFuture- Take Care & Stay United c'è l'obiettivo di aiutare oltre 1 milione di bambini italiani vittime di malnutrizione e carenza di cibo, problemi già preesistenti ma accentuati dall’emergenza sanitaria e sociale, dettata dal Covid-19.

La campagna, lanciata sui social media con l’hashtag #United4ourFuture, iniziata il 2 maggio, sarà attiva per un mese. Per partecipare basta collegarsi sul portale https://united4ourfuture.org e inserire “mettendo nel carrello” prodotti di primo consumo di Unes. La spesa online sarà donata al Banco Alimentare che la distribuirà alle famiglie dei bambini più bisognosi. Le richieste di aiuto alimentare, come conferma Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus, sono aumentate. “Molti bambini -dice- non possono contare neanche su un pasto garantito dalla mensa scolastica e il numero dei minori in povertà alimentare è destinato ad aumentare sensibilmente nei prossimi mesi”.

Da sempre, la solidarietà e la sostenibilità sono valori fondamentali per Unes; per questo motivo seguiamo numerosi progetti e sensibilizziamo i nostri clienti affinché partecipino attivamente e siano consapevoli del valore delle loro scelte di acquisto e consumo. Siamo certi che anche questa volta, con il supporto e la generosità di molti, saremo in grado di offrire un importante contributo concreto a coloro che ne hanno più bisogno” dichiara Rossella Brenna, Ad di Unes.

Tiziana Mele, Ad di Lundbeck Italia, aggiunge: “United4ourFuture è per noi anche un modo concreto per esprimere la nostra vicinanza alle famiglie e ai bambini. Lo facciamo seguendo la nostra filosofia aziendale, People in Mind, che da oltre 25 anni vede al centro di ogni attività le persone e la loro salute”.

Solo la solidarietà che ‘fa rete’ con altre persone ed enti può contribuire efficacemente a superare il difficile momento che la società sta vivendo, per uscirne più forti, più consapevoli, più capaci di empatia e con un forte senso della comunità” conclude Amalia Crescenzio, presidente di Hba Milan Chapter.

Mediaworld riapre in tutta Italia nel rispetto della sicurezza

L'insegna riapre i suoi punti di vendita su tutto il territorio nazionale dal lunedì al sabato e accompagna il ritorno con una nuova campagna

MediaWorld riapre tutti i suoi punti vendita sul territorio nazionale dal lunedì al sabato. La riapertura avviene nel rispetto delle normative vigenti già applicate e perfezionate con i propri collaboratori e clienti in alcuni negozi selezionati aperti da due settimane.

Le misure. Oltre alle dotazioni per la prevenzione del contagio, sono previste diverse misure, tra le quali ingressi contingentati volti a ridurre il rischio di assembramenti e indicazioni e strutture ad hoc per garantire il distanziamento sociale. I clienti sono inoltre invitati a seguire sempre le indicazioni dello staff durante le fasi dell’acquisto e a preferire modalità di pagamento cashless.

Durante il lockdown MediaWorld, che è stata la prima azienda nel settore ad aver deciso di chiudere volontariamente tutti i propri punti di vendita, ha mantenuto attivo lo store online mediaworld.it, "riuscendo a soddisfare un costante aumento di richieste dei clienti", come comunica l'azienda in una nota. Il numero di ordini online è infatti triplicato a marzo e quadruplicato ad aprile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e questo ha parzialmente mitigato l’effetto legato alla chiusura dei negozi.

La riapertura della rete è accompagnata da un nuovo spot ideato dall’agenzia Armando Testa, che, con il claim “è bello rivederci”, celebra il piacere di incontrare nuovamente dal vivo i clienti di MediaWorld. Lo spot di 15 secondi è on air sulle principali emittenti televisive in diverse fasce orarie già dal 4 maggio.

Coop: i prodotti in auge e in declino durante il lockdown

Cos'è successo nei carrelli degli italiani nelle 8 settimane di fase 1, in attesa di capire cosa si manterrà delle nuove abitudini nella fase 2

Cosa resterà delle nuove tendenze di spesa in questa fase 2? Forse tutto, dato che il cambiamento per la vita degli italiani non è ancora sostanziale. Oppure, piccole differenze come il poter uscire a fare passeggiate impatteranno anche sull'alimentazione.

Intanto, è tempo di bilanci su chi è sceso e chi è salito nel carrello nelle 8 settimane di lockdown. A tracciare una panoramica sulla base dei propri dati è Coop, i cui trend si ritrovano tuttavia anche a livello più ampio nella gdo.

Durante il lockdown le vendite per il food confezionato sono salite a +10,3%, mentre i freschi e i freschissimi, partiti a doppia cifra, perdono nel passaggio dalla prima alla seconda fase parte della loro forza d’urto e si assestano a fine periodo con un +6,9%.

L’igiene innanzi tutto – Non è più una novità tutto ciò che è parte integrante del kit contro il virus. Amuchina e simili hanno totalizzato nei due mesi di vendite crescite in media del +377%, le salviettine disinfettate +616% e i termometri e i disinfettanti per superfici intorno al +200%. Se non bastasse il numero assoluto per rendersi conto dell’incredibile ascesa di questi prodotti basti dire che solo per i termometri si tratta di un aumento nelle vendite di 12 volte superiore alla media.

La ricerca dell’igiene è passata anche per rimedi non ortodossi, come l’alcol etilico alimentare che nonostante il suo prezzo elevato ha registrato nelle 8 settimane crescite del +97%, quasi non si badi a spese pur di sanificare la casa e se stessi. Ma il vero boom lo registrano le mascherine. Già nelle prime tre settimane raggiungevano crescite del + 337% (e nonostante la penuria negli scaffali), con i nuovi approvvigionamenti poi, e l’avvicinarsi della fase 2, dal 16 marzo al 19 aprile hanno raggiunto picchi di crescita nelle vendite di +1616% (attestando la media dei due mesi intorno al +1160%).

Dal bunker all’aperitivo digital –Scorte di conserve di verdure, pasta, riso e olio hanno fatto schizzare le vendite di questi generi nelle prime 3 settimane (24 febbraio-15 marzo) rispettivamente a +65%, +53%, +48% e +35%. Un’attitudine alle scorte e alla lunga conservazione che ha riportato nei carrelli beni di solito poco usati e di lontana memoria come le conserve di carne +62% (come quella in scatola) e le minestre liofilizzate +37%. Placata l’ansia, è iniziata la discesa a precipizio di pasta, riso, latte uht, biscotti e la cucina è divenuta uno dei molti modi per passare il tempo: gli italiani sono diventati tutti più o meno pizzaioli, pasticceri e panettieri.  Nel totale delle otto settimane la vendita di lievito di birra è cresciuta in media del 149% e quella della mozzarella per pizza del 109%. Uova, burro, farina nel passaggio dalla prima alla seconda fase del lockdown sono ancora in testa al gradimento degli italiani; ad oggi le uova e il burro registrano nel totale dei due mesi crescite del +44% e +46% ma le prime sono addirittura aumentate da marzo a aprile (dal +36,6% al +47,4%), stessa sorte è toccata al burro (dal +39,5% al +49,2%). La farina è passata dal +114% delle prime tre settimane al +174% delle successive 5 per attestarsi a una crescita media nell’intero periodo del +152%. All’inverso, dal 16 marzo al 19 aprile, le vendite del pane sono calate del -30%, forse anche perché quasi un italiano su due ha paura di comprare cibo che poi non può cuocere.  E nelle ultime settimane con un vero e proprio salto in avanti rispetto alla prima fase crescono a due cifre le vendite di aperitivi (+17%) e birra (15,5%), e tornano a crescere anche le creme spalmabili con +37,4%. Calano invece sin dall’inizio della quarantena le bevande e tutti gli integratori per sportivi (-48% e -45% nelle otto settimane).

Due curiosità – Il distanziamento sociale ha provocato inoltre un paio di reazioni degne di nota. Ne hanno molto beneficiato le colorazioni per capelli, passate dal +25% delle prime tre settimane al +164% del periodo tra il dal 16 marzo e il 19 aprile. Hanno invece pagato un prezzo salato le vendite di preservativi che nell’ultima fase del lockdown scendono di un -37% (era un -3,5% nelle prime settimane).

 

Eridania, gli italiani si riscoprono “Cuochi a Casa” durante il lockdown

Nelle 8 settimane dell’emergenza, Eridania Italia ha aumentato la distribuzione di zucchero del 50% con oltre 30 milioni di kg venduti in tutta Italia

Le settimane di lockdown hanno permesso di dedicarsi con passione alla cucina e gli italiani si sono riscoperti sempre più “Cuochi a Casa”. La categoria in cui Nielsen inserisce prodotti quali uova, farina, burro e zucchero, è infatti cresciuta a valore del +50% post Covid-19 rispetto allo stesso periodo del 2019 e addirittura del +73% nella settimana che ha preceduto la Pasqua.

La sola categoria dello zucchero, dopo alcuni anni con consumi in contrazione, è tornata a crescere a doppia cifra: +45% negli ultimi due mesi e +26% da inizio anno (dati Nielsen Distribuzione Moderna). Un trend che riporta di diritto la centralità del ruolo dello zucchero in cucina.
Eridania, marchio storico leader della dolcificazione in Italia dal 1899, ha confermato il suo ruolo di riferimento anche in questo periodo: nelle 8 settimane dell’emergenza, la distribuzione di zucchero è aumentata del 50% con oltre 30 milioni di kg di zucchero venduti in tutta Italia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Se pensiamo che le famiglie in Italia sono complessivamente  25 milioni (Fonte ISTAT), il dato conferma l’enorme sforzo fatto per soddisfare tutte le richieste di consumatori e retailer.

Per sostenere la fortissima richiesta negli ultimi due mesi, Eridania Italia ha potuto contare sulla flessibilità produttiva e logistica dell’impianto di Russi (Ravenna), il più grande impianto di confezionamento in Europa per lo zucchero. Con le opportune procedure di sicurezza e sanificazione, il polo ravennate ha mantenuto la propria operatività 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana, incrementando la propria produttività per rispondere alle richieste del mercato.

ERIDANIA ITALIA SPA

Via del Triumvirato, 13 – 40132 Bologna
Tel. +39 (0)51 413 45 11
Fax +39 (0) 51 413 45 90

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La continuità della disponibilità dello zucchero è stata assicurata anche grazie a due elementi strategici: il terminal ferroviario presso l’impianto di Russi che rifornisce con continuità i tre silos con 56 milioni di kg di capacità di stoccaggio, e il flusso di zucchero proveniente dalla raffineria SRB di Brindisi, partner di Eridania Italiache serve soprattutto l’industria e le regioni del Sud.

Le scelte strategiche dell’azienda, realizzate in un più ampio progetto di sostenibilità, hanno permesso di gestire il 100% degli arrivi di zucchero all’impianto di confezionamento via treno consentendo di eliminare dalle strade italiane circa 3.000 container trasportati su gomma e – in un momento di difficoltà nella gestione dei trasporti – di garantire continuità di produzione e distribuzione. Fondamentale per centrare questi risultati è stato il fattore umano: l’impegno e la dedizione delle persone di Eridania Italia ha avuto un ruolo determinante.

Eridania Italia, inoltre, ha voluto essere vicina alle comunità in cui opera e, più in generale, al proprio Paese, attraverso due iniziative.

Sottolineando la vicinanza al proprio territorio ha dapprima aderito alla campagna social #insiemesipuò, con la donazione dell’equivalente di 50.000 mascherine alla Protezione Civile dell’Emilia Romagna.

In questi giorni è inoltre al via la campagna digital  #Eridanianonsiferma: è questo il messaggio lanciato in un video, già disponibile su web e sulla carta stampata. Un vero e proprio “manifesto” di amore e vicinanza al Paese e alla sua gente, che intende trasmettere ancora una volta i valori forti di Eridania Italia:  fiducia, continuando a lavorare per portare il suo zucchero e la sua dolcezza nelle case degli Italiani; la tradizione di un marchio storico che ci accompagna da generazioni; le persone, a cui Eridania è ancor più vicina oggi come un vero “amico di famiglia”, accompagnandole in casa dalla colazione del mattino alla creazione di una ricetta in famiglia, e sostenendo nel contempo chi ha più bisogno. A questo proposito, Eridania Italia ha organizzato un’iniziativa su tutto il territorio italiano: in sinergia con la rete delle Diocesi della Caritas, saranno donate nelle 100 principali città italiane 60.000 confezioni di zucchero ad altrettante famiglie in difficoltà.

Due aperture Despar per Aspiag Service

Continua a crescere la rete di Aspiag Service, concessionaria del marchio Despar per il Triveneto e l’Emilia Romagna, nonostante l'emergenza sanitaria

Un punto di vendita Eurospar a Bologna, in via di Vittorio 4, un secondo a insegna Despar a Limena (Pd), in via del Santo 204. Aspiag Service, concessionaria del marchio Despar per il Triveneto e l’Emilia Romagna, ha realizzato due strutture sviluppate su una superficie di circa 2.300 mq, di cui 1.736 dedicati al food.

Le nuove aperture -dichiara Francesco Montalvo, Ad di Aspiag Service- vogliono essere un forte segnale di fiducia in un futuro certamente complesso che ci vedrà però determinati a sviluppare l’attività. Gli ultimi due mesi sono stati estremamente impegnativi ma hanno mostrato il ruolo determinante della gdo e di Despar nell’ambito del sistema”.

Gli Essenziali di Carrefour in vendita su ePrice

L'eCommerce italiano ePrice si occuperà anche della consegna a domicilio degli Essenziali di Carrefour su tutto il territorio nazionale

I pratici box contenenti tipologie di prodotti preassortiti per uso quotidiano e declinati per tipologia di necessità di spesa di Carrefour sono in vendita su ePrice, grazie a un accordo siglato dall'insegna con l'eCommerce italiano che si occuperà anche della consegna a domicilio su tutto il territorio nazionale, nel rispetto delle misure igienico-sanitarie indicate dalle autorità. Gli Essenziali proposti online sono quattro tra Box alimentari e Kit tematici: ossia tre Box alimentari (Vegetariano, Mare e Terra), pensati per comporre pasti per una settimana per due persone, sulla base di specifiche esigenze, e il Kit Cura Casa e Persona che contiene tutto il necessario per l’igiene personale e la pulizia della casa per circa due settimane. Il kit spesa è composto da prodotti a marchio Carrefour oltre che da prodotti dei principali brand presenti in gdo.

Con questo accordo ampliamo ulteriormente la nostra gamma di prodotti affiancando ai prodotti high-tech e grandi elettrodomestici, le nuove categorie -commenta Gaetano Gasperini, direttore generale di ePrice-. L’avvio di vendita e distribuzione di box tematici correlati a bisogni primari ci consente di potenziare la nostra attività di vendita online in una fase di evoluzione delle abitudini di acquisto dei consumatori, in linea con i cambiamenti del nostro stile di vita”.

Roberto Simonetto, direttore commerciale di Carrefour Italia, aggiunge: “Abbiamo voluto testare l’efficacia distributiva di uno dei più importanti canali di market place del panorama italiano, per amplificare e rafforzare la distribuzione di uno dei nostri attuali prodotti innovativi”.

#fase2retail: come cambieranno i negozi

Dal webinar di Bain&Co e Mark Up sulle sfide che si pongono al retail verso la fase 2, i punti di vista di Pugliese (Conad), Valota (Burger King), Pampani (Douglas), Rossi (Coin) e Nicosanti (Unieuro)

Prossimità, discountizzazione, sviluppo dell'online, convenienza e promozioni: queste, secondo Andrea Petronio, di partner Bain & Company, le sfide che il retail si trova ad affrontare nei prossimi mesi e per i quali deve attrezzarsi ulteriormente. Temi che sono stati approfonditi nel corso di un webinar che si è tenuto mercoledì mattina e che ha visto, come protagonisti, Francesco Pugliese, Ad di Conad, Andrea Valota, Ad di Burger King Italia, Fabio Pampani, Ad di Profumerie Douglas, Giorgio Rossi, presidente di Coin, e Giancarlo Nicosanti Monterastelli, Ad di Unieuro.

Qui riportiamo le loro visioni su come si evolverà l'experience nei punti di vendita e quanto peserà l'eCommerce e come si rapporterà con la rete fisica, mentre su Mark Up sono sviluppati argomenti più istituzionali, legati alle richieste al Governo per ripartire, a come stanno cambiando i consumi, alle relazioni con l'industria.

Francesco Pugliese: il valore della prossimità e lo sviluppo dell'eCommerce

"Per noi  di Conad la prossimità è da sempre un elemento distintivo delle nostre formule di vendita, che non ha un'unica definizione, ma deve essere declinata in termini di servizi in funzione del territorio e delle caratteristiche della clientela. E il nostro sistema basato sui soci imprenditori ci garantisce questa flessibilità. Una flessibilità che deve tenere conto che un negozio con una stessa metratura svolge un ruolo diverso a secondo che sia in una grande città o in centri più piccoli (anche se a Milano la prossimità arriva fino a 2.000 mq): nei centri urbani, servizio significa freschi e freschissimi, piatti pronti e gastronomia, mentr sotto i 5.000 abitanti, il negozio di 600 mq è un piccolo super che deve avere meno piatti pronti, ma un assortimento completo fino all'extralimentare. Deve anche essere chiaro che per garantire un livello di servizio differenziato serve una struttura dei costi coerente, con un modello di logistica, che deve essere e compatibile. In questo senso, l'eCommerce, inteso come servizio ulteriore, non può che essere a pagamento. Certo crescerà, ma l'Italia non è Milano e c'è chi continuerà a preferire di comprare il cibo, soprattutto i freschi, ortofrutta in primis, in negozio. Sono convinto, comunque, che le vendite online food arriveranno a una quota del 5% nell'arco di 3-5 anni".

Andrea Valota: ripensare il negozio

"La nostra sfida per il prossimo futuro riguarda come faccio a rendere piacevole un'esperienza felice date le limitazioni in termini di igiene e sicurezza, che oggi stiamo vivendo nei negozi. Per questo, stiamo per avviare, entro l'estate, una nuova app che permetta di prenotare sia l'ingresso nei nostri ristoranti per comprare quello che serve sia per prenotare un tavolo. Questa soluzione ci sembra la più adatta per mantenere questa voglia di condivisione che si vive nei nostri locali. Certo significa aggiungere altri costi, rispetto a quelli che stiamo già sostenendo per mettere in sicurezza i nostri ristoranti (come spazi e come dipendenti, compresi coloro che si occupano dell'home delivery) con tutti i dispositivi necessari per garantire un soggiorno tranquillo e senza preoccupazioni. Del resto, più che costi sono investimenti essenziali per mantenere il business. Per questo escludiamo di chiudere strutture, una decisione molto sofferta che ci vedrà impegnati nella ricerca di tutte le opzioni possibili, a partire da una rimodulazione degli orari".

 

Fabio Pampani: un nuovo concetto di omnicanalità

"Sono convinto che dobbiamo immaginare nuove connessioni tra online e rete fisica, che vadano anche oltre il concetto di eCommerce, che già facevamo e che cresce. Abbiamo creato un negozio virtuale, nel quale le clienti si potevano interfacciare con le nostre esperte e ci siamo accorti che oggi questo negozio è il primo per fatturato della nostra rete di oltre 500 store. Il contatto con professionisti in grado di intervenire con consigli adeguati in un momento complesso come l'attuale si è rivelato un'arma vincente: abbiamo registrato tassi di conversione in acquisti del 50%. Un approccio consulenziale di cui abbiamo potuto notare anche nel successo dei tutorial inseriti sul nostro sito. Significa che si sta affermando un concetto più ampio di omnicanalità di cui dovremo tenere conto anche nelle relazioni con l'industria di marca, puntando sempre di più sulla costruzione di momenti di aggregazione e di relazione tra digitale e negozio fisico".

 

Giorgio Rossi: ripensare i negozi

Ï negozi cambieranno nella loro anima, non solo per il rispetto delle norme di sicurezza, ma anche per le nuove abitudini e comportamenti che i consumatori dimostreranno. Dobbiamo ridisegnare negozi più belli, ripensare orari più lunghi, per arrivare a un aumento dello scontrino medio e a permettere ai clienti di fare acquisti in sicurezza e divertendosi. Sono anche convinto che, rispetto a catene come Coin, torneranno prima alla normalità i negozi medio piccoli.

 

Giancarlo Nicosanti: testare soluzioni nuove

"Oggi assistiamo all'affermazione di processi che, senza il Covid19, avrebbero impiegato tempi decisamente più lunghi: penso soprattutto all'eCommerce nel quale abbiamo sempre creduto e che cresce anche perchè viene utilizzato anche dai nostri affiliati e dai nostri punti di vendita più piccoli, che hanno svolto e svolgeranno anche nel prossimo futuro un ruolo di prossimità di fronte a un consumatore che compra per bisogni. L'evoluzione che vedo per la nostra rete di negozi (la cui media è già scesa sotto i 1.500 mq) e per la nostra insegna è quella di trovare tutte le soluzioni possibili che permettano al consumatore di accedere alla nostra offerta, consapevoli che gli acquisti d'impulso sono finiti, al momento. Vuol dire che ci sarà l'home delivery (la cui marginalità sta aumentando), tornerà il click&collect, diminuito drasticamente per ragioni di forza maggiore, serviranno  soluzioni sicure per chi vorrà venire in negozio facendo la fila, mentre altri vorranno accedere solo al pagamento o altri avere un trattamento personalizzato su appuntamento. Bisognerà, insomma, testare molti elementi nuovi, anche se non tutti andranno a buon fin, ma con il virus, fino che non avranno trovato un vaccino, dovremo convivere ... E non fare niente è il peggio che possiamo fare

BRAVO senza zuccheri aggiunti: la nuova linea di nettari Rauch

Quattro varianti per la nuova linea Bravo lanciata dal Gruppo Rauch, disponibile in brick da un litro a partire dal mese di maggio

Per rispondere alle richieste del mercato e alle rinnovate esigenze dei consumatori, sempre più orientati verso scelte salutistiche, il Gruppo Rauch ha lanciato la linea di nettari senza zuccheri aggiunti Bravo, in formato da 1 litro brick, disponibile a partire dal mese di maggio.

La linea contiene solo gli zuccheri naturali della frutta, non ha edulcoranti, coloranti e conservanti e si troverà sul mercato in 4 varianti: arancia (con 80% di frutta e vitamina C), ananas (70% di frutta e vitamina B2), frutti rossi (65% di frutta e vitamina B6) e arancia-frutto della passione (65% di frutta e vitamina E).

Il packaging è contraddistinto dallo sfondo chiaro e da un'immagine sobria, distintiva ed elegante, in grado di esaltare i quattro differenti gusti. Il claim che accompagna questa linea punta proprio sulla qualità dell'immagine e del prodotto: Buono & Bravo - la nuova linea che mancava alla tua offerta di succhi.

Il Gruppo Rauch

L'azienda è attiva nella produzione di succhi di frutta e bevande a base di tè, registra un fatturato di oltre un miliardo di euro nel 2019, dà lavoro a quasi 2000 persone ed esporta in più di 100 Paesi nel mondo.

Le soluzioni Amtek e Custom per l’eCommerce di Coop

La multinazionale di Parma, specializzata in stampa e scansione, ha sviluppato dei dispositivi tecnologici che consentono gli acquisti in autonomia rispettando il distanziamento sociale

Evitare le code e distanziamento sociale: il Coronavirus ha modificato non solo i consumi ma il modo di fare la spesa. E le soluzioni proposte dalle aziende tecnologiche portano in una direzione ibrida, tra eCommerce e retail tradizionale. L’esempio arriva da Custom che con Amtek ha sviluppato alcune soluzioni per Coop per esempio per il servizio Drive.

La soluzione per Coop, frutto della collaborazione con Amtek, si poggia sull’eCommerce del retailer. Si chiama Kiosk Coop o Kiosk Coop light: la prima è nata anche per un'installazione all'aperto, la seconda destinata ai piccoli punti vendita. ll cliente fa la spesa pagando online oppure nel momento del ritiro al punto vendita, facendosi riconoscere attraverso il QRcode o Pin ricevuto sullo smartphone. Il sistema fa scegliere la fascia oraria, informando direttamente l’utente sul proprio turno in modo da annullare completamente la coda. Soluzioni di questo tipo, operative, sono già una trentina tra Piemonte e Liguria. Le installazioni dei Kiosk Coop possono essere in due distinte configurazioni: modalità Drive o Darkstore.

coop driveNella prima il cliente si affianca con l’automobile al Kiosk Coop Amtek come fosse un casello autostradale e procede al check out restando seduto sul sedile. Il sistema comunica in quale piazzola parcheggiare e al terminale dell’operatore le informazioni delle spesa relativa al cliente. Entro qualche minuto, l’operatore consegna la spesa direttamente nella piazzola. Nella modalità Darkstore, il cliente parcheggia l’auto in una qualsiasi piazzola disponibile del sito (sono tutte numerate) e si reca presso uno dei Kiosk Coop Amtek per eseguire il check out. E indica presso quale piazzola ha parcheggiato, dove gli verrà consegnata la spesa. In qualsiasi configurazione i Kiosk Coop Amtek hanno la funzione ‘Aiuto’ in caso di difficoltà. Premendo il pulsante ‘Chiama un operatore’, ci si mette in contatto con un addetto Coop, il quale può dare supporto direttamente da remoto.

Alessandro MastropasquaFondata a Parma nel 1992, è una hi-tech solution, Company, di proprietà italiana, specializzata in stampa e scansione. Un player di riferimento in tutto il mondo per il mercato retail. Mercati sinergici sono, poi, trasporti, lottery, banking, entertainment, settore industriale e self-service. Cinque stabilimenti e sei software lab per una produzione di 1,2 milioni di pezzi. Ben 30 brevetti, grazie al lavoro di 200 ingegneri e 100 sviluppatori. Un fatturato cresciuto negli ultimi dieci anni da 40 a 183 milioni di euro.  “Per il 40% la nostra vocazione è retail -spiega Alessandro Mastropasqua, responsabile comunicazione Custom Spa-, in questo momento c’è grande interesse per tutto ciò che permette il distanziamento sociale e come evitare la coda. Abbiamo due case history in atto, con Amtek: si tratta di kiosk e vending. Da quando è partito il lockdown, la richiesta è cresciuta del 700%. Oggi la gdo è sotto pressione: avere soluzioni eCommerce che ti permettono di fare la spesa con lo smartphone e, in alcuni casi, senza scendere dalla macchina, è un forte plus”.

Pharmalocker per le farmacie

Pharmalocker“Oggi gdo e farmacie stanno aumentando il business. Per quest’ultime stanno andando moltissimo le vending, i distributori automatici”. Il Pharmalocker è un dispositivo verticale che consegna prodotti nel locker con il minor contatto possibile. Anche in questo caso il cliente acquista direttamente online attraverso una app. Una volta pronta la spesa riceve un messaggio (Pin o QRcode) e senza code può andare a ritirare quanto ordinato. Per l’apertura notturna c’è un monitor che dialoga con l’operatore e una serie di paratie mobili e vetro di protezione per consegnare i prodotti.

“Sono diffusi e richiesti in tutta Italia e aumentano anche la sicurezza di notte”. Il dato interessante è che 75% di chi ha comprato online nell’ultimo mese non lo aveva mai fatto prima. Kiosk e locker possono pertanto ampliare l’offerta, dando respiro all’home delivery andato in tilt nell’organizzazione dei sistemi di logistica a causa del forte accesso ai siti di eCommerce.

Data intelligence e big data

Ma Custom offre anche soluzioni in altri ambiti. Come data intelligence e big data.  “Tutta la filiera è oggi sotto pressione. Fondamentale è garantire il transito e la movimentazione delle merci e avere un’analisi di quello che è presente nel magazzino, cosa arriva ed esce e dove si trova. Da due anni abbiamo lanciato device sempre connessi di data intelligence, da usare anche in luoghi non coperti da rete. Sono utilissimi per aziende con magazzini molto ampi senza avere bisogno del wi-fi. Nel mondo del punto cassa siamo poi stati innovatori -aggiunge-. Tutti parlano di big data ma pochi li sfruttano in modo trasversale. Ci sono negozianti che fanno ancora inventari a mano. Utilizzando invece computer mobile, pistole barcode, lettori scanner, con software collegati, in poco tempo si hanno sottomano inventari e carico e scarico prodotti. Sono prodotti semplici che però in Italia devono ancora crescere molto. Ne abbiamo sviluppati diversi, che portano valore aggiunto”.

Promozioni e prezzi fissi per l’emergenza

Prezzi e promozioni assumono un ruolo diverso durante la quarantena per il Covid-19. Traffico e acquisizione di clienti non sono più per ora le priorità delle insegne della gdo. Le evoluzioni possibili (da Gdoweek n. 7)

Da quando il Covid-19 ha fatto la sua comparsa sulla scena mondiale, le priorità della spesa alimentare sono cambiate per tutti i consumatori, costretti a fare i conti con esigenze nuove e accresciute, ma con budget ridotti dalla crisi. Il canale moderno come ha risposto? Sono cambiati i prezzi? E le promozioni? I retailer che abbiamo coinvolto in questa indagine hanno messo al primo posto l’attenzione a preservare la capacità di spesa dei clienti, soprattutto in un momento così delicato, adattando di conseguenza le strategie promozionali.

Sono numerose le comunicazioni dei retailer rivolte ai clienti proprio sul tema prezzo, in particolare per i prodotti di prima necessità coinvolti anche nell’iniziativa dei buoni solidali: il messaggio chiaro è che i prezzi rimangono inalterati, non aumenteranno nel corso dell’emergenza. Conferme che arrivano da VéGé ed Md o come ha raccontato Bennet sottolineando: “Se c’è una regola che ci siamo dati, è di non toccare un prezzo!”; lo ha precisato Carrefour per 554 referenze “di uso quotidiano” a prezzo bloccato fino al 17 maggio, così come anche Coop Italia e Coop Alleanza 3.0 che, fino al 31 maggio, hanno bloccato i prezzi di tutti i prodotti confezionati industriali, compresi quelli a marchio, sia a monte, verso i consumatori, che a valle, per i produttori, proprio nella logica di garantire la stabilità dei prezzi e delle remunerazioni dei diversi attori della filiera, come evidenziato in un documento sul tema. Un approccio confermato da Crai: “In questo momento è importante continuare a offrire gli stessi vantaggi che proponevamo anche prima dell’emergenza”, precisa Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di Crai Secom Spa. Una strada seguita anche da Esselunga che ha continuato a proporre sconti del 50% a fine marzo, legandosi anche all’anniversario dei 25 anni di Fidaty.

In generale, tutte le insegne (coinvolte nell’indagine o no) hanno proseguito anche in questo periodo di emergenza a offrire promozioni od occasioni di sconto, seppure con strategie diverse rispetto a prima. Accanto agli obiettivi aziendali infatti, si è dovuto tener conto degli aspetti organizzativi interni, di quelli produttivi e logistici nei rapporti con l’industria, e non ultimo, delle mutate condizioni nelle quali avviene la spesa nel punto di vendita fisico: dopo una coda che può essere estenuante, i clienti tendono ad andare di fretta e subito all’obiettivo, cioè fare scorta per rimandare quanto possibile la visita successiva. “Non abbiamo fatto nessun aumento di prezzo -dice Anna Campanile, direttore marketing e comunicazione Md- semmai abbiamo continuato a tenere le promozioni per garantire al cliente la convenienza di sempre, dando però meno enfasi alla comunicazione per non creare assembramenti”. Anche perché la sensibilità al prezzo è cambiata: non riguarda più tanto il singolo prodotto, quanto il totale della spesa, privilegiando l’acquisto che garantisce il miglior risparmio complessivo, anche a discapito della marca e della promozione.

Le iniziative promozionali già avviate sono state ovviamente confermate, e anche quelle strategiche, come i “bassi e fissi” del paniere Conad. Successivamente, è diventato inutile e impossibile intervenire con promozioni aggressive mirate a fare traffico. Quelle con altri obiettivi però, sono rimaste e altre se ne sono aggiunte: “È cambiata l’incidenza promozionale dei prodotti nel carrello -spiega Federico Stanghetta direttore commerciale e marketing di Conad Adriatico- perché molti prodotti che prima erano acquistati magari aspettando o cercando la promozione, adesso si acquistano per necessità senza guardare al prezzo, di conseguenza cambia lo scontrino medio e la percezione di convenienza. Non sono aumentati i prezzi, sono le promozioni a essere meno aggressive”. A risentirne sono in particolare le strutture d’attrazione, come gli ipermercati (a cui la legge obbliga un parco clienti molto limitato) almeno fino a quando non sarà possibile riprendere a fare tagli prezzo e sottocosto. “Inoltre, qualche mercato è andato in crisi di approvvigionamento, alcune materie prime sono aumentate di prezzo -prosegue Stanghetta- e alcuni fornitori ci hanno vietato le promozioni, su prodotti che facciamo già fatica a rifornire”. L’esempio sono farine e disinfettanti. Per gli aumenti delle materie prime, invece, riguardano alcune famiglie dell’ortofrutta.

Data per scontata la volontà generale di garantire il potere d’acquisto del cliente, il secondo passaggio è capire come tutto questo influenzi gli accordi con l’industria. “Abbiamo cercato di rivedere il piano promozionale soprattutto in un’ottica merceologica -spiega Simone Pescatore, direttore marketing e comunicazione di Bennet- cercando cioè di favorire i clienti nelle categorie più richieste e riducendo molto le promozioni legate al non alimentare, cioè elettronica, bazar e tessile”. Merceologie inserite nell’allegato 1 del Dpcm 11 marzo 2020, che hanno subito forti limitazioni alla vendita. “Abbiamo fatto, dove possibile, attività di buoni sconto e Crm per attrarre persone che avevano già la carta fedeltà -dice Stanghetta- ma non venivano in negozio. Crm e relationship saranno i canali di investimento sui quali punteremo sempre più in futuro”. Poco efficace, invece la strategia edlp per il bacino di Conad Adriatico. “I test non ci hanno premiato -spiega- occorrono attività aggressive e convenienza sul panel delle referenze basiche”.

“Nella situazione attuale il mantenimento di una numerica di prodotti in offerta in linea con quella pre Covid-19 diventa meno percorribile per tutti gli attori della filiera -afferma Alessandro Camattari, direttore commerciale e marketing di D.IT-. Senza dimenticare che in questo contesto anche i clienti inevitabilmente tendono a rimanere nei negozi meno tempo”. Un cambio di strategia che per esempio ha comportato lo spostamento dell’attenzione dall’attrazione al servizio: “Non è un tema di meccaniche promozionali più o meno efficaci -continua Camattari-. In un periodo di difficoltà complessiva del sistema, occorre mantenere certamente il focus sulla convenienza, ma prima di tutto garantire servizio e sicurezza. In questo senso, sconti particolarmente profondi che avevano l’obiettivo primario di attrarre clienti non hanno più particolare valenza”. In concreto significa rimandare, in accordo con l’industria, le attività a maggior valore, ovvero testing di prodotto, comarketing, nuovi lanci, vista anche l’impossibilità di creare occasioni di incontro con i consumatori instore, vietate dalle normative. Dall’altro lato, D.IT, in accordo con l’industria, sta ripianificando anche alcune attività orientate allo sviluppo dei volumi per concentrarsi su quelle davvero utili in questo momento. Gli acquisti hanno visto la crescita esponenziale sia dei prodotti commodity ora divenuti essenziali, come pasta, riso, farine, carne, conserve, preparati, uova, sia dei grandi formati. Inutile, quindi, secondo Camattari, lanciare promozioni, più utile invece stabilizzare i prezzi, che precisa: “Dobbiamo registrare un ottimo livello di collaborazione nella filiera, nell’ottica di garantire il migliore servizio, cui si aggiunge l’utilizzo del volantino digitale, più flessibile di quello cartaceo, oggi comunque non utilizzabile”.

Stabilizzare i prezzi è anche il must di Coop Italia: “Abbiamo fatto un’azione importante che bloccherà i prezzi di oltre 18.000 prodotti confezionati industriali, a marchio Coop e non, per 2 mesi fino al 31 maggio -sottolinea Maura Latini, Ad di Coop Italia-. Una sorta di misura preventiva e una garanzia che Coop sottoscrive a vantaggio dei propri soci e consumatori, ma anche a tutela dei produttori e degli allevatori italiani. Mai come ora il nostro primario impegno è proteggere le famiglie e il tessuto produttivo italiano”. Le promozioni così assumono un significato diverso e meno tattico, perché rafforzare la loyalty diventa più importante della capacità di attrarre nuovi clienti. “Abbiamo rafforzato le promozioni personalizzate per manifestare di essere vicini ai clienti che ci hanno scelto nel tempo, coccolarli -chiarisce Pescatore-. Non è il momento dell’acquisition di nuovi consumatori o del traffico”. Come conseguenza di questo discorso, Bennet ha offerto gratuitamente a circa 30.000 dei suoi clienti più fedeli pacchetti promozionali con un respiro più ampio, legati al tema “io resto a casa”: per esempio, la possibilità abbonarsi a siti a tema come Readly per leggere per tre mesi riviste gratis, Tidal per la musica in streaming, Fix Fit per lezioni di fitness da fare a casa per tre mesi, oltre all’App educational SmartTales per far giocare i bambini. A questo si è aggiunto il rinvio di un mese della scadenza dei punti, fino al 30 aprile. “Le iniziative hanno avuto un gradimento eccezionale, perché sono proprio queste le attività di cui le persone avevano bisogno”, conclude Pescatore.

L’attenzione al risparmio diventa una costante italiana per Maiora, che, a fronte di maggior affluenza e uno scontrino medio più elevato nella propria rete, non ha fatto nessuna variazione nelle strategie di prezzo e promozione. “Non abbiamo cambiato nulla -dichiara Grazia De Gennaro, responsabile comunicazione di Maiora (Despar Centro Sud)-. Anche il volantino, che per noi conta moltissimo, è confermato così come le promozioni continuano a seguire la programmazione predefinita. I nostri clienti continuano a essere molto sensibili alle offerte, soprattutto nel segmento cura della casa, in cui persiste l’effetto stock, e nella prevenzione e salute. È un dato che constatiamo ogni giorno, anche attraverso le richieste che riceviamo al numero verde, via email o su Facebook”. Nasce anche da qui la scelta di puntare sulle sponsorizzazioni sui social e in generale sui canali online per comunicare la convenienza. “In questo momento le promozioni e le confezioni multiple, abbinate in particolare ai prodotti per la cura della casa, sono fattori di forte impulso all’acquisto”. Lo sconvolgimento dei modelli precedenti ha portato i consumatori a una maggior apertura verso marchi e prodotti nuovi, magari per sostituire qualcosa che non si trova in quel momento sullo scaffale, certo potrebbe trattarsi di un fenomeno temporaneo.

Cambia il mix di prodotti coinvolti dalle promozioni e anche Crai, per seguire i mutati bisogni dei clienti: “L’emergenza ha modificato il modo di acquistare e consumare -spiega La Viola- spingendo i clienti a comprare maggiormente i prodotti dove la filiera e la tracciabilità sono garantiti come, per esempio, i prodotti locali; un comportamento, questo, che andrà a modificare anche lo scenario futuro, aprendo nuovi spazi alle filiere e al marchio del distributore”. Anche Mario Gasbarrino, nel Cda di Cortilia e di Everton, legge questa fase come un’occasione per correggere il tiro: “Nel corso della crisi è cambiato il comportamento d’acquisto, all’inizio, quando sembrava durasse poco, abbiamo comprato di tutto; poi siamo diventati più attenti e penso che anche dopo, quando ci sarà la crisi economica, la convenienza tornerà un elemento importante. Se però torneremo alla stessa pressione promozionale di prima, e a identificare le promozioni con la convenienza, questa crisi non sarà servita a niente”. L’emergenza Covid-19 è un momento di forte discontinuità il cui effetto proseguirà anche dopo, perché tocca i bisogni profondi delle persone, quindi porterà a un cambio strutturale nei consumi e una serie di domande. “Cosa porteremo con noi nel dopo Covid-19? -si chiede Camattari-. La sola sensazione di un pericolo scampato o una consapevolezza profonda della necessità di rivedere le nostre priorità e dunque il nostro stile di vita? La sostenibilità di filiera potrà continuare a essere una scelta o diventerà un obbligo per tutti? Credo che il Covid-19 accentuerà, già nel medio periodo, una spinta ulteriore verso una nuova visione di Bene Comune, da un punto di vista economico ma soprattutto sociale. E tutti saremo chiamati a dare risposte credibili e adeguate”. L’esperienza porta Coop Italia a riflettere sul valore della propria mission, che ne esce rafforzata. “Da situazioni difficili si possono trarre lezioni importanti e anche positive -suggerisce Maura Latini-. Noi crediamo di aver colto in questa emergenza una vicinanza con i soci e consumatori dovuta proprio all’eccezionalità del momento, che ha confermato quanto la fiducia e il credito risposto in Coop e in tutte le cooperative che operano a stretto contatto con le famiglie nei territori, sia un legame determinante che deve sempre caratterizzare le nostre azioni”.

Macai: lo store online attivo a Milano e Torino

Macai è attivo a Milano e Torino e conta un'offerta di 2.000 prodotti. L'obiettivo è di ampliare l'assortimento e la presenza sul territorio

Proliferano, in tempi di emergenza sanitaria, gli store online. Macai è stato creato l'8 aprile, è attivo a Milano e Torino e conta un'offerta di 2.000 prodotti che spaziano dal tonno in scatola agli articoli per l’igiene della casa, dalla pasta artigianale ai vini, ma anche ortofrutta con l'obiettivo di ampliare ulteriormente l'offerta nel corso delle settimane.

La logistica viene effettuata con furgoncini refrigerati guidati da professionisti del settore e gli ordini, se effettuati entro mezzogiorno, al momento vengono consegnati il giorno dopo, dal lunedì al sabato. Il servizio copre tutti i cap dei comuni di Milano e di Torino, l’ordine minimo è di 70 euro e il costo di consegna 5,9 euro.

Il progetto nasce dall’idea di Giovanni Cavallo, Lorenzo Lelli ed Edoardo Tribuzio, team di imprenditori, già fondatori di Mymenu. L’obiettivo è di diventare capillari su tutto il territorio nazionale quanto prima dopo questa fase iniziale.

Gli imprenditori spiegano: “Il progetto Macai, per essere lanciato sul mercato in così poco tempo e in modo snello, ha avuto la fortuna di trovare un partner importante del settore che ci ha permesso di risolvere la problematica iniziale di magazzino e logistica. Grazie a ciò è stato possibile partire velocemente con un’offerta competitiva sia in termini di numero che di prezzo, a fronte di un acquisto e rivendita dei prodotti con uno sconto sugli stessi. Nel medio termine, eventualmente anche in modo congiunto con il nostro partner, valuteremo se aprire un primo nuovo magazzino dedicato o aiutare ad innovare i numerosi processi in essere dal punto di vista dello stoccaggio e della logistica, facendo sempre della tecnologia il cuore pulsante del nostro progetto”.

Il Viaggiator Goloso: l’immagine rinnovata del sito

Il sito de Il Viaggiator Goloso, brand premium del Gruppo Unes, ancora una volta affidato all'agenzia Melismelis, si presenta con una veste rinnovata

Estetica elegante, una tecnologia più avanzata e ottimizzata in ottica Seo con l’obiettivo di migliorare il ranking sui motori di ricerca. Il sito de Il Viaggiator Goloso, brand premium del Gruppo Unes, ancora una volta affidato all'agenzia Melismelis, online all'indirizzo www.ilviaggiatorgoloso.it, si presenta con una veste rinnovata. “Nei giorni scorsi abbiamo messo online un sito molto ricco e articolato. In alcune sezioni poi, più che un sito web, assomiglia a una dispensa infinita di sapori e di cultura gastronomica -afferma Massimo Melis, Ceo di Melismelis-. Abbiamo studiato e raccontato quasi 1000 prodotti per rendere la navigazione su ilviaggiatorgoloso.it un vero viaggio nella cultura alimentare italiana. Tutto ciò con le più avanzate logiche di sviluppo web e la massima attenzione al Seo”.

Le sezioni del sito

Prodotti. Per evidenziare questa sezione, sono stati messi in evidenza caratteristiche, ingredienti e valori nutrizionali delle oltre 900 referenze firmate il Viaggiator Goloso. Per facilitare la navigazione all’utente è stato realizzato un nuovo motore di ricerca che permette di trovare più velocemente il prodotto che si desidera.

Ricette. Tradizione e innovazione contraddistinguono le ricette, realizzate per valorizzare i prodotti del marchio, corredate di foto realizzate ad hoc.

Cronache di viaggio è un itinerario per esplorare i luoghi da cui arrivano i sapori de il Viaggiator Goloso e per conoscere meglio le aziende che li producono. Il racconto è affidato a immagini, pensieri e parole dalla viva voce delle persone che collaborano con il brand, in tutta Italia.

Store locator permette di localizzare i punti di vendita nei quali acquistare le diverse specialità firmate il Viaggiator Goloso che possono essere consegnate a casa acquistandole online sul sito di Amazon.

Vota VG. Il brand chiede ai propri fan e agli amanti della buona tavola di votare e lasciare una recensione sui prodotti.

Just Eat porta a casa i kit di The Family

Il progetto ha debuttato a Milano, ma prevede un piano di espansione: offre ai consumatori una modalità veloce e facile per godersi un piatto da chef a casa senza stare ore ai fornelli

Just Eat, app leader per ordinare pranzo e cena a domicilio in tutta Italia e nel mondo, amplia la disponibilità di scelta e attiva la consegna dei primi 'cibi quasi pronti' al consumo: grazie alla proposta innovativa di The Family ristoratori uniti per te, un progetto nato per sostenere il comparto della ristorazione in un momento di emergenza nazionale.

L’idea di The Family, del laboratorio food Soul-K, riunisce 14 ristoratori uniti che gestiscono oltre 20 ristoranti tra Milano e la provincia di Monza e Brianza, per realizzare proposte semipronte, semilavorate o ingredienti freschi selezionati, che Just Eat porta a casa in formato kit fai da te per creare piatti, assemblarli o semplicemente cuocerli.

Il progetto ha debuttato a Milano, ma prevede un piano di espansione con copertura capillare: offre ai consumatori una modalità veloce e facile per godersi un piatto da chef a casa senza stare ore ai fornelli. Grazie alle istruzioni di una guida passo-passo, i kit di The Family sono realizzabili in soli 4 passaggi.

"Just Eat si è attivata immediatamente su vari fronti per sostenere il comparto del food delivery fatto da ristoranti, ciclofattorini e clienti, e ha continuato ogni giorno a introdurre nuove iniziative e proposte per mettere il proprio servizio completamente a disposizione degli italiani -commenta Monica Paluzzi, marketing director di Just Eat-. Oggi proseguiamo in questo percorso di esplorazione di tutte le opportunità che questo mercato offre, introducendo nuove modalità creative e innovative, come il progetto The Family, con cui abbiamo deciso di collaborare per supportare e ampliare le possibilità della ristorazione italiana ed estendere la proposta food che diamo ai nostri clienti".

"È necessario studiare un modello di business innovativo che risponda alle nuove esigenze legate al mondo del cibo -aggiunge Andrea Cova, Ceo di Soul-K-. L’unione fa la forza. Unendosi i prezzi si abbassano, la qualità si alza e i prodotti possono essere distribuiti in modo capillare".

The Family, ristoratori uniti per te, ha delineato 4 proposte per ogni gusto:

  • Kokua Pokè: quattro kit (Tasty, Cool, Sweet e Aloha!) e ampia scelta di proteine per personalizzare i poke; non mancano i menù già selezionati.
  • El Rej del Burrito: possibilità di scelta delle proteine nei diversi kit (El Jefe Kit, El Comandante Kit, La Princeza Kit, El Don Kit)
  • Zzapi: ampia varierà di impasti e condimenti per preparare a casa una pizza come nei migliori locali
  • Gastronomia Urbana: la tradizione italiana in piatti da chef realizzati a casa. Una selezione che comprende alcuni must di un pranzo (o di una cena) all’italiana come lasagna alla bolognese, pizzoccheri alla Valtellinese, cotoletta di pollo alla milanese con patate, filetto di branzino con verdure al vapore.

Questo modello ristorativo, collettivo e non competitivo, è un’evoluzione della Ghost Kitchen e trasforma le ricette più richieste di ogni tipo di cucina in kit scomposti e di semplice utilizzo, offrendo qualità e rispetto del gusto, ma anche della sicurezza. Grazie al controllo completo della filiera, tutti i prodotti di The Family, ristoratori uniti per te, sono cucinati secondo le norme igieniche (guanti e mascherine tecniche, ambienti sanificati professionalmente ogni giorno) e confezionati freschi in vaschette sigillate, pensate per proteggere i clienti e conservarsi più a lungo all’interno del frigorifero.

Le consegne con Just Eat vengono gestite mantenendo la distanza interpersonale di almeno un metro e senza contatti diretti. Per ricordare ai rider le misure precauzionali e le modalità di consegna è stata inoltre modificata l’app a loro dedicata e sono stati disabilitati i pagamenti in contanti per tutti i ristoranti che usufruiscono del servizio di consegna diretto con Just Eat, oltre alla distribuzione di guanti, mascherine e gel disinfettante.

COVID-19: Arneg riprende gradualmente l’attività

Graduale ripresa delle attività produttive per il leader della refrigerazione commerciale. Tutto nel massimo rispetto della sicurezza.

Arrivata senza avvisare, l’emergenza da Covid-19 ha messo l’intero Paese in pausa a partire dal 26 Marzo imponendo la chiusura di tutte le attività produttive definite “non essenziali”.

Con senso di responsabilità verso le famiglie dei suoi oltre 700 dipendenti, anche Arneg SpA, leader mondiale della refrigerazione commerciale, ha opportunamente interrotto l’attività produttiva, nonostante la propria funzionalità rispetto alla essenziale filiera alimentare. Arneg, nell’immediato insorgere dell’emergenza sanitaria, ha scelto di mettere al primo posto la salute dei propri dipendenti, dei clienti, dei fornitori e di tutti i suoi interlocutori, dimostrando coerenza con i suoi valori fondanti che hanno sempre messo le persone al centro.

Ma a partire dal 14 Aprile, nell’approssimarsi della prevista “fase 2”, le attività produttive stanno gradualmente riprendendo, sempre garantendo ai propri collaboratori la massima sicurezza e rispettando lo specifico Protocollo Covid avvallato dalle locali autorità sanitarie e condiviso dai rappresentanti dei lavoratori.

“Chi è rientrato al lavoro” specifica il direttore del personale Armando De Crescenzo, “lo ha fatto su base volontaria. Inoltre, negli uffici, dove possibile, continua il lavoro agile da casa, mentre per le persone presenti in azienda, vengono rigorosamente rispettate tutte le misure di sicurezza.” Corretta distanza interpersonale; uso di mascherine e disinfettanti; frequente pulizia dei locali; sanificazione straordinaria mediante nebulizzazione a freddo di prodotto battericida e virucida… Arneg ha ricominciato, mettendo la sicurezza delle persone al primo posto.

E a proposito di persone, siamo tutti coinvolti in questa sfida, nessuno escluso. Ma gli ospedali e il personale sanitario lo sono molto di più. Consapevole di questo, Arneg ha devoluto 500 mila euro all’ospedale di Padova per sostenere attivamente la salute del suo territorio.

Se continueremo a “sognare con buon senso, etica, coraggio e fantasia”, citando la vision di Arneg, ne usciremo più forti di prima.

Arneg S.p.A.
Via Venezia, 58
35010 Campo San Martino (PADOVA)
Tel. +39 049 9699333
Fax +39 049 9699444

Richiedi informazioni all'azienda

Arneg SpA

Arneg nasce nel 1963 in provincia di Padova. I fondatori Roberto Marzaro e Luigi Finco imprimono all’azienda fin dall’inizio solidi principi e valori morali, tipici della cultura popolare veneta, riassumibili in una citazione del Rag. Marzaro: “Sognare con coraggio, fantasia, etica e buon senso”. Con questo spirito, Arneg è via via cresciuta credendo sempre più nell’efficacia di uno sviluppo produttivo sensibile ai grandi temi della salvaguardia ambientale, del risparmio energetico e del rispetto delle persone.
Oggi è leader internazionale nella progettazione, produzione e installazione di refrigerazione commerciale e attrezzature complete per il settore del retail. Si contraddistingue nel mercato per la capacità di coniugare alte performance, innovazione ecosostenibile, ottimizzazione del risparmio energetico e design made in Italy.

Il Gruppo Arneg

Arneg SpA è la casa madre di un gruppo multinazionale presente in Europa, Americhe, Asia, Africa e Oceania. Tramite i marchi Arneg, Oscartielle, Intrac e Incold, le sue 20 sedi produttive e 17 uffici internazionali, il Gruppo Arneg è leader mondiale nel settore della refrigerazione commerciale. Tale posizione è nata dalla valorizzazione delle sinergie tra le varie aziende e da un patrimonio di conoscenze e idee condiviso in tutto il gruppo tramite la vasta rete produttiva e distributiva presente in ogni continente.
Una sinergia data dalla capacità di Arneg di entrare in profonda sintonia con la cultura di ogni territorio dove esprime il suo stile, la sua forza innovativa e la sua italianità, creando filiali e unità produttive che operano direttamente in loco grazie all’indispensabile contributo delle donne e degli uomini locali.
Tutto per contribuire fattivamente ad una crescita e ad uno sviluppo sostenibile, sotto il segno di una nuova etica del fare impresa: più evoluta, solidale, e condivisa.

Gruppo Isa (VéGé): la nuova app dedicata alle offerte

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Le offerte di oltre 400 supermercati ad insegna Nonna Isa, Sidis, Dimeglio, Puntodì e D’Italy presenti in tutta la Sardegna sono consultabili nell'app GruppoIsa

Le offerte di oltre 400 supermercati ad insegna Nonna Isa, Sidis, Dimeglio, Puntodì e D’Italy presenti in tutta la Sardegna sono consultabili nell'app GruppoIsa che l'omonimo gruppo, socio VéGé, ha attivato. L'applicazione, ideata e realizzata dalla Palumbo&Partners Adv e disponibile sul Play Store di Android (e a breve anche sull’App Store per i dispositivi iOS), permette ai consumatori di geolocalizzarsi per conoscere orari, servizi, contatti e percorso più breve di tutti i supermercati del Gruppo. Inoltre rende disponibile online, in qualsiasi momento, il volantino del punto di vendita di fiducia.

Questo progetto nasce in un momento molto delicato ma diventa utilissimo considerato che allo stato attuale non si possono distribuire i volantini promozionali e i clienti hanno difficoltà a reperire le informazioni sulle offerte del loro supermercato” spiega Michel Elias, presidente Isa spa.

L'App Gruppo Isa nasce volutamente semplice ma è già previsto un secondo step con il rilascio di ulteriori contenuti e funzionalità che andranno ad arricchire ulteriormente la nostra offerta di servizi a portata di clic per ogni consumatore” sottolinea Mauro Meloni, responsabile commerciale del gruppo mentre il vicepresidente Filippo Muscas aggiunge: “Il progetto avrà anche un impatto ambientale perché in futuro consentirà alla Isa e ai suoi affiliati di ridurre la carta utilizzata dei volantini consentendo anche un discreto risparmio sui costi di stampa degli stessi”.

L'azienda chiarisce che la distribuzione dei volantini non scomparirà ma sarà ridotta mentre prosegue l'impegno per una maggiore presenza digitale ampliando la numerica degli store nei quali effettuare la spesa online.

Gruppo Gabrielli sempre più social

Gruppo Gabrielli ha attivato nei giorni scorsi i profili Facebook ed Instagram ad integrazione della presenza su LinkedIn

Si consolida la presenza digitale del Gruppo Gabrielli che ha attivato nei giorni scorsi i profili Facebook ed Instagram ad integrazione della presenza su LinkedIn. Una scelta dettata anche dalla volontà di una comunicazione più ampia e diretta con i consumatori. Nei due profili social, rintracciabili digitando in entrambi i casi Oasi Tigre, il primo post pubblicato è un messaggio riferito al momento particolare che tutto il Paese sta vivendo: “Ci sono stati momenti più difficili di altri, è vero. Per questo, prima di tutto, ci teniamo a dire un enorme grazie a tutte le persone che l’hanno reso possibile: i dipendenti e i collaboratori dei punti vendita Oasi, Tigre e Tigre Amico. Siamo fiduciosi e guardiamo al domani con ottimismo perché abbiamo sempre pensato che il futuro si costruisca ogni giorno”.

Nel corso delle settimane l'insegna proporrà approfondimenti di vario tipo. Secondo quanto spiega il presidente del Gruppo, Luca Gabrielli, “sono quasi 50 milioni le persone online ogni giorno e 35 milioni quelle attive sui social. È giusto che il Gruppo costruisca un rapporto con i propri collaboratori ed i clienti su tutte le piattaforme social ritenute strategiche”.

La vicepresidente Barbara Gabrielli aggiunge: “Come noto, le tre piattaforme in cui ora siamo presenti sono differenti e vanno utilizzate come mezzi differenti tra loro. Ne consegue una modulazione dei messaggi in base al target ed ai nostri obiettivi. Con Facebook e Instagram portiamo online quel rapporto diretto con collaboratori e clienti che abbiamo da un secolo nel mondo reale, il nostro modo di costruire il futuro ogni giorno, insieme, ponendo sempre la gente al centro”.

H&M chiude sette punti di vendita in Italia

Tre store H&M non riapriranno in fase post Covid19, quattro saranno riaperti ma chiuderanno definitivamente tra agosto e novembre

Chiudono sette store dell'insegna di abbigliamento dislocati in varie città italiane. H&M chiude definitivamente, stando a quanto dichiara Uiltucs, sindacato di categoria della Uil, sette punti di vendita di cui due a Milano, in Corso Buenos Aires e in via Torino, uno a Udine. Gli altri quattro saranno riaperti in fase post Covid19 ma chiuderanno i battenti tra agosto e novembre e si trovano a Grosseto (chiusura prevista 9 agosto), Gorizia (8 novembre), a Vicenza centro e Bassano.

La Uiltucs precisa: “Il totale delle unità in esubero è 145 così suddivise: 39 part time, 62 full time, 10 tempi determinati e 34 lavoratori a chiamata. Abbiamo contestato il metodo e il merito della scelta aziendale”.

Stando a quanto sottolinea l'organizzazione sindacale la scelta “è stata assunta dalla casa madre svedese, affermando che tale scelta si ritiene indispensabile la continuità degli altri 172 punti di vendita”. Tra H&M, Confcommercio e sindacati continuano comunque i confronti anche nei prossimi giorni.

Fratelli Arena (VéGé): incremento di fatturato (+44%)

Il bilancio 2019 del Gruppo Arena (Gruppo VéGé) si chiude registrando un aumento del fatturato dovuto anche alle ultime acquisizioni in Sicilia

Il bilancio 2019 del Gruppo Arena (Gruppo VéGé) si chiude registrando un aumento del fatturato dovuto anche alle acquisizioni in Sicilia dei supermercati ex Auchan, ex Gruppo Abate ed ex Distribuzione Cambria.

L'azienda Fratelli Arena srl conta un fatturato di 645 milioni di euro (+44% rispetto al 2018) mentre il fatturato alle casse del Gruppo nel 2019, comprese le controllate e il franchising, è stato di 812 milioni di euro. L’Ebitda del conto economico aziendale è cresciuto del +56% a 32 milioni di euro rispetto ai 20,7 milioni del 2018. In crescita anche il profit margin a 17 milioni di euro, con un incremento sul 2018 del +65% (10,4 milioni). Il 2020 sta registrando ulteriori incrementi sul pari periodo: il 24 aprile 2020 l’incremento sull’anno precedente è stato del +43,99%, ed a parità di rete del +9,95%.

Una task force post Covid

In occasione dell'emergenza Coronavirus, il Gruppo ha dovuto adeguarsi alle necessità del momento e in visione di ipotetici futuri cambiamenti, ha creato una task force per affrontare gli scenari post Covid-19 in modo da realizzare strategie in risposta ai mutamenti in corso. La task force è composta da manager del gruppo e da consulenti esterni, esperti di mercato, di statistica e di scenari macroeconomici.

Nessuno poteva immaginare un evento come quello del Coronavirus, ma una cosa è certa:

Giovanni Arena, direttore generale del Gruppo Arena

il mondo non sarà più quello di prima -spiega Giovanni Arena, direttore generale del Gruppo-. L’azienda è in fase di avanzamento del piano industriale 2019/2023, complesso ma stimolante, che ha generato una crescita molto importante e non ci è permesso attendere gli eventi per poi trovare soluzioni. Siamo già al lavoro allo scopo di costruire scenari economici plausibili, conseguenti alla crisi in atto, ed adeguare di conseguenza le nostre strategie”.

Facciamo i conti in tasca alla gdo

Euro banknotes and coins with bills to pay. Finances and budget concept
L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 7)

L’impressione di molti è che la gdo oggi stia facendo affari d’oro, ma è tutto oro quello che luccica?

Andiamo con ordine.

1) Acquisti a distanza, telefono, email, e-commerce le abbiamo sperimentate tutte; ci è chiaro che per lungo tempo l’eCommerce sarà la soluzione più pratica al distanziamento sociale necessario nella fase 2. Qui la gdo è stata reattiva: passato lo shock iniziale sono nate le app salvacoda, potenziati i servizi di logistica e magazzino. Quello che era un servizio “accessorio” per molti adesso diventa un canale, come farlo rendere?

2) I carrelli della spesa sono pieni. È certo che la gdo oggi stia meglio dei colleghi del retail non food ma se il pane ce lo facciamo in casa, le tagliatelle anche, i biscotti pure, tra un piatto healthy a base di superfood e una barretta di cioccolato non abbiamo dubbi, è abbastanza chiaro che le spese per quanto voluminose, a livello di scontrino non siano così soddisfacenti. Per non parlare degli ipermercati, che, dopo l’assalto dei primi giorni, con l’entrata in vigore di Dcpm più rigidi in termini di spostamenti, non se la stanno passando affatto bene, tenuto conto che la chiusura del non food non ha certo aiutato un’area già debole del format.

3) L’assalto ai supermercati, prima e le code poi, oltre a non avere nessuna attinenza ai pienoni legati alle feste d Natale e Capodanno, in termini di carrello, hanno costretto la gdo a mettere ancora più sotto pressione i propri dipendenti, le assenze per malattia, il bisogno di rimpiazzi, hanno calcato la mano su straordinari e suscitato qualche problema sindacale, per non parlare del mettere le proprie persone in una situazione difficile.

4) Le promozioni, gioia e dolore della gdo (e dell’industria), hanno perso parte del loro fascino (e della loro redditività), la cancellazione dei volantini, da parte di molte insegne, l’impossibilità di fare eventi in-store e il vietato accesso ai merchandiser hanno fatto il resto. Se poi aggiungiamo una Pasqua che rischia di lasciare molti dei prodotti da ricorrenza sugli scaffali, o peggio ancora, nei magazzini. Sì non è tutto oro quello che luccica.

Carrefour Italia: cassa integrazione in deroga per il personale degli ipermercati

Carrefour italia
La procedura per la richiesta della cassa integrazione in deroga (CIGD) Covid – 19 Deroga coinvolge i dipendenti di 26 ipermercati Carrefour

La procedura per la richiesta della cassa integrazione in deroga (CIGD) Covid – 19 Deroga coinvolge i dipendenti di 26 ipermercati Carrefour sul territorio nazionale. Carrefour Italia ha diramato una nota a riguardo spiegando che “l’attivazione della CIGD si rende necessaria in ragione delle misure restrittive adottate dalle autorità competenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da Covid-19: in particolare le chiusure dei centri commerciali, la riduzione degli orari di apertura e le chiusure domenicali e festive, i vincoli sulla vendita di articoli non food e sulla mobilità delle persone tra diversi comuni, hanno avuto e continuano ad avere effetti negativi sull’andamento economico di alcuni ipermercati”.
L'attivazione della cassa integrazione è prevista per un periodo massimo di 9 settimane o 13 settimane a seconda delle aree geografiche mentre l'impatto della riduzione oraria per i lavoratori coinvolti sarà in media di 1-2 giorni alla settimana.
Nei prossimi giorni dovrebbe esserci un confronto con le organizzazioni sindacali. Carrefour precisa: "Siamo disponibili ad un'integrazione della CIGD e anche ad anticipare ratei della 13° e 14° mensilità”.

Sun: l’incremento del brand Consilia (+10%)

premium consilia
La Mdd Consilia è cresciuta nel 2019 con un incremento del 10% e continua a crescere anche in questo momento di emergenza sanitaria

Crescono i prodotti a marchio del distributore Consilia registrando un incremento pari a +10,7%. Nel 2019, secondo un’analisi compiuta dalla Business Intelligence del consorzio Sun–Supermercati Uniti Nazionali (composto da Italmark, Gruppo Gabrielli, Alfi (Gulliver), Cadoro e Gros Gruppo Romano Supermercati) l’andamento del trend delle vendite tra gennaio e dicembre 2019 è stato il seguente: Bevande 16,2% (2,4%); Freddo 9,4% (2,4%); Fresco 9% (9,6%); Drogheria Alimentare 8,6% (3,3%); Ortofrutta 20,3% (5,4%); Cura Persona 10,3% (3,2%); Cura Casa 7,1% (-2,0%) e Pet Care 27,9% (0,8%).

Stefano Rango, direttore generale del Consorzio Sun – Supermercati Uniti Nazionali, spiega: “Le nostre strategie, basate su prodotti che riescono a garantire al consumatori standard qualitativi estremamente elevati a prezzi molto contenuti, costituiscono un mix particolarmente apprezzato e l’andamento delle vendite conferma la validità del nostro programma di sviluppo”.

Nel periodo di emergenza sanitaria da Coronavirus, le vendite sui prodotti a marchio Consilia hanno mantenuto trend di crescita. A riguardo Stefano Rango sottolinea: “Anche in questi mesi, dove le vendite nei supermercati sono fortemente condizionate dal Coronavirus che ha modificato le abitudini degli italiani, i prodotti Consilia stanno facendo registrare un andamento positivo, segno evidente di come la pandemia non abbia modificato la volontà degli italiani di acquistare prodotti di qualità a prezzi contenuti”.

#Retailinprimalinea. Prampolini (D.IT): “Vanno riviste le norme per le aperture festive”

Donatella Prampolini presidente D.IT Distribuzione Italiana
L’invito è rivolto a tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni alle associazioni di categoria fino agli altri gruppi distributivi

Donatella Manzini Prampolini, presidente D.IT-Distribuzione Italiana, gruppo multinsegna e multibrand che coinvolge Sigma, Sisa e Coal, invita alla riflessione e auspica un dialogo orientato a rivedere le norme che regolamentano le aperture festive. L’invito è rivolto a tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni alle associazioni di categoria fino agli altri gruppi distributivi.

La presidente D.IT traccia infatti un quadro del lavoro svolto sottolineando il ruolo dei retailer in questo momento così difficile: “Abbiamo operato in condizioni eccezionali, nel pieno di una emergenza nazionale che ha modificato il nostro modo di vivere, con un impatto enorme sulle nostre abitudini. E non solo: questa situazione ha nuovamente posto l’accento in modo drammatico sulle difficoltà economiche che fasce sempre più ampie della popolazione stanno affrontando”.

In secondo luogo Donatella Prampolini elogia l’impegno mostrato dai collaboratori quotidianamente. “Sono mesi in cui stiamo chiedendo ai nostri collaboratori uno sforzo aggiuntivo a tutto quanto già erano soliti fare” aggiunge.

Questa era la premessa. Il punto è uno. Esplicito e diretto. Le rinnovate abitudini dei consumatori hanno dimostrato che il cambiamento è possibile. Nello specifico Donatella Prampolini sottolinea: “Abbiamo imparato che gli orari di apertura dei negozi consentono la spesa in momenti diversi della settimana rispetto quelli soliti, abbiamo compreso come certe attività possano essere pianificate in modo più flessibile, abbiamo capito che i giorni di festa sono migliori se troviamo il tempo per dedicarli ai nostri cari. Per questa ragione riteniamo opportuno riaprire un dialogo con tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni, alle associazioni di categoria, ai colleghi degli altri gruppi distributivi, per rivedere le norme che regolamentano le aperture festive”.

“Serve un ripensamento congiunto dell’attuale normativa da parte di tutti gli attori, al fine di garantire sia un corretto assetto competitivo, sia il rispetto delle esigenze più profonde di qualità del tempo da dedicare a loro stessi e ai propri cari”.

L’invito dunque è di aprire quanto prima un tavolo di discussione sul tema “che da un lato salvaguardi le esigenze dei clienti in determinati periodi dell’anno, dall’altro dia un segnale positivo forte a tutti i nostri collaboratori che in questi mesi difficili hanno sempre operato in prima linea”.

 

#Retailinprimalinea. Mascherine disponibili negli store Despar Centro-Sud

I punti di vendita Despar del Centro-Sud propongono in assortimento le mascherine chirurgiche posizionate in reparto o in avancassa

Per facilitare l'approvvigionamento di mascherine, particolarmente utili dal 4 maggio quando inizierà la Fase-2, i punti di vendita Despar del Centro-Sud propongono in assortimento le mascherine chirurgiche, mascherine monouso in Tnt (Tessuto non Tessuto) antibatterico, con design a 3 strati all’interno dei reparti dedicati alla cura della persona o nell’avancassa. “Riteniamo molto importante permettere ai nostri consumatori l’approvvigionamento di un dispositivo diventato indispensabile per la sicurezza e per la salute di tutti” spiega Pippo Cannillo, presidente e Ad di Maiora, concessionaria del marchio Despar per il Centro-Sud.

Le mascherine, prodotte in Italia, sono state realizzate seguendo le indicazioni del Politecnico di Bari, che sin dai primi giorni di emergenza ha composto il gruppo di lavoro Riapro, una task-force che ha messo insieme docenti, ricercatori e imprese innovative per studiare soluzioni utili alla lotta ed al contrasto del covid19.

Ovs: nuove misure in store ed impegni per la fase 2

Nuovo impegno sostenibile, collezioni pensate per la nuova normalità, acquisto a rate, resi sanificati e nuove modalità di dialogo con il negozio

A stretto giro dalle prime riaperture dei negozi per bambini (si veda aggiornamento antecedente sotto) Ovs comunica ai clienti nuove misure in store ma anche una nuova visione del futuro. A farlo in una lettera aperta è l'Ad di Ovs Spa Stefano Beraldo, che parla di un nuovo impegno sostenibile, nuove collezioni pensate per "la nuova normalità", un servizio di acquisto in tre rate senza costi aggiuntivi e di nuove modalità per dialogare con il proprio punto di vendita di fiducia.

Ecco i dettagli a seguire.

Aggiornamento al 14 aprile 2020
Ritorno operativo per Ovs, che dopo 5 settimane di chiusura dal 14 aprile riapre i negozi per bambino, ovvero Ovs Kids e BluKids, nel rispetto di quanto previsto dal decreto del Governo e dalle decisioni prese dalle singole Regioni. Nei relativi negozi, come spiega l'azienda in una nota, sarà quindi assicurato il "distanziamento interpersonale e scaglionamento degli accessi, ricambio d’aria, sistemi per la disinfezione delle mani, pulizia e igiene ambientale".

L’elenco dei negozi aperti è visibile sui siti ovs.it e blukids.com

Come sottolinea Stefano Beraldo, amministratore delegato di Ovs Spa: "Riaprire oggi significa offrire un servizio necessario, non un invito allo shopping fine a sé stesso. Lo faremo con attenzione alle diverse indicazioni che stanno emergendo sia a livello nazionale che a livello locale, nel rispetto delle regole di volta in volta stabilite. Ci auguriamo che aprire ai bisogni dei genitori verso i loro figli possa rappresentare anche simbolicamente un primo prudente segnale di rinascita (...) La ripresa sarà lenta e molto onerosa per il nostro Paese, noi ce la metteremo tutta per fare sempre meglio il nostro lavoro. Siamo certi che l'uscita dall'emergenza potrà contare sul dialogo e l’equilibrio tra i diversi attori del nostro sistema economico, fortemente interconnesso, nel sapere trovare soluzioni appropriate e bilanciate.”

Freitag: il laboratorio di Zurigo sbarca online

Il laboratorio artigianale di Freitag, situato a Zurigo, approda sul web con sessioni private di bag design tramite videochiamata

Lo Sweat-yourself-Shop di Freitag, il laboratorio pluripremiato situato nel cuore di Zurigo, approda sul web con sessioni private di bag design tramite videochiamata. L'azienda spiega: “L’interessato o l’interessata può proiettarsi nel nostro micro laboratorio e scegliere i singoli componenti della sua futura shopper F718 BUH ultra personalizzata, combinandoli secondo il proprio gusto. In caso di dubbi, i nostri esperti e le nostre esperte del laboratorio saranno lieti di mettere a disposizione la propria competenza in fatto di teloni. Dopo tutto il duro lavoro che farà sudare sette camicie, i produttori e le produttrici di borse a distanza potranno godersi un meritato riposo per due-tre settimane, mentre la shopper che hanno progettato verrà assemblata per poi presentarsi alla loro porta”.

Questo laboratorio, come vi avevamo raccontato in questo articolo, è uno spazio artigianale che permette ai clienti di personalizzare le proprie borse.

Esselunga lancia il progetto “Spesa solidale”

#Retailinprimalinea | Un programma di aiuti contro l’emergenza in collaborazione con Caritas Italiana per offrire supporto ai più bisognosi

Esselunga lancia l'iniziativa "Spesa solidale" in collaborazione con Caritas Italiana, per supportare le persone più bisognose durante l'emergenza. Grazie al contributo di 1.000 punti Fìdaty, i 5,5 milioni di clienti che aderiscono al programma Fìdaty potranno sostenere il progetto  direttamente in cassa oppure online, su sito e app, consentendo a Esselunga di donare ai più bisognosi beni di prima necessità per un valore di 15 euro.

I prodotti saranno distribuiti sul territorio in relazione alle donazioni effettuate in ogni singolo negozio e consegnati alla rete delle Caritas diocesane presenti in tutta Italia che, attraverso il circuito degli empori solidali e dei servizi di distribuzione a livello diocesano e parrocchiale, provvederanno a metterli a disposizione delle famiglie più in difficoltà.

L’iniziativa sarà attiva fino a metà ottobre 2020. Il progetto “Spesa Solidale” rientra in un vasto piano di aiuti avviato da Esselunga per la comunità fin dall’inizio dell’emergenza in corso, per dare un segnale tangibile della propria vicinanza al territorio. Tra questi la donazione di 3,7 milioni di euro agli ospedali e agli enti di ricerca in Italia impegnati in prima linea, di cui 1,2 milioni raccolti proprio grazie al sostegno dei clienti.

Calliope (Gruppo Teddy): sui social media un progetto di digital activation

La campagna Cambiamoci per non cambiare mai, progettata e realizzata da Accenture Interactive, è un inno alla capacità tutta italiana di continuare a essere sé stessi e di sentirsi vivi

La campagna Cambiamoci per non cambiare mai, progettata e realizzata da Accenture Interactive, è per l'insegna Calliope (Gruppo Teddy) “un inno alla capacità tutta italiana di continuare a essere sé stessi e di sentirsi vivi, giorno dopo giorno”.

Questa campagna nasce, come spiega la creative director Cristiana Tadei, con obiettivi specifici: “Siamo un’azienda che sta vivendo tutte le difficoltà che stanno attraversando le imprese in questo periodo: dall’impossibilità di essere fisicamente insieme nei nostri uffici, fino alla chiusura dei negozi e una grande attesa per ripartire nelle modalità che ci saranno date. Ci siamo chiesti come poter stare al fianco dei nostri clienti e condividere la vitalità e l’energia con cui stiamo affrontando questo periodo”. La risposta a questo quesito è l'espressione di un sentimento comune. “Abbiamo capito che il contributo che potevamo dare in questo momento era di far emergere tutte le piccole gioie del quotidiano, quella tenaciaitaliana e il gusto per le cose belle che sono nel nostro dna, anche in questi giorni di isolamento a cui siamo costretti” aggiunge Cristiana Tadei.

Il video hero, che vede personaggi diversi prepararsi di tutto punto semplicemente per mettersi a tavola o per collegarsi in video call con familiari o colleghi, sintetizza questo sentimento che vuol inviare ai consumatori un messaggio esplicito: cambiarsi fuori per non farsi cambiare dentro. Attraverso gli hashtag #EverydayMe e #EverydayCalliope si invitano le persone a condividere il proprio outfit del giorno in alcune circostanze della nuova vita quotidiana in cui siamo tutti immersi. Per ogni contenuto condiviso con l’hashtag #EverydayMe, Calliope donerà materiale sanitario agli Ospedali dell’Emilia- Romagna.

Tre professionisti del settore hanno curato la regia: Luca Lucini, Mauro Russo e Fabrizio Conte coinvolgendo le loro famiglie sul set all'interno delle proprie abitazioni.

 

Burger King riapre i primi locali e parte con la consegna a domicilio

Con la riapertura di 4 ristoranti a Milano, che si aggiungono ai locali di Bologna, Genova, Roma, Torino, Burger King riprende parzialmente l'attività in oltre 40 dei 220 locali in Italia

In attesa della fase 2, Burger King riapre gradualmente alcuni ristoranti della catena con servizio di consegna a domicilio (home delivery) affidato ai principali operatori del settore. "Siamo pronti per ripartire -conferma Andrea Valota, amministratore delegato di Burger King Restaurants Italia- e in questa fase i nostri clienti potranno riprendere a ordinare e ricevere direttamente a casa i nostri menu; e ogni giorno faremo arrivare pasti caldi a comunità e famiglie grazie alla collaborazione con le più importanti organizzazioni, Croce Rossa Italiana, Caritas, CSV e la Food Policy del Comune di Milano che con la loro rete capillare arrivano dove c’è effettivo bisogno. Voglio ancora ringraziarle tutte per il supporto alla distribuzione delle materie prime e dei pasti in fase di chiusura e per lo straordinario servizio che ogni giorno i volontari garantiscono a numerosissime persone in difficoltà".

L’11 marzo, prima del decreto governativo, Burger King aveva disposto la chiusura temporanea dei ristoranti diretti a tutela della salute dei lavoratori e dei clienti. Con la riapertura di 4 ristoranti Burger King a Milano, che si aggiungono ai locali di Roma, Bologna, Torino, Genova e altre province italiane, l’azienda riprende parzialmente la sua attività in oltre 40 dei 220 locali presenti in Italia.

"Dopo aver anticipato responsabilmente la chiusura rispetto alle disposizioni del Dpcm –aggiunge Andrea Valota- ora annunciamo una graduale ripresa della nostra attività, nel pieno rispetto delle normative. Lo facciamo in maniera responsabile per garantire la piena sicurezza dei nostri clienti e dipendenti: abbiamo rafforzato le già rigide procedure di igiene, non solo con le basilari regole di distanziamento, ma aumentando la frequenza di pulizia delle cucine, delle attrezzature e delle superfici, dotando il personale di mascherine e guanti, sanificando tutti i nostri ristoranti. Ora ripartiamo con il servizio di delivery, ma speriamo di attivare presto anche altre forme come l’asporto e il drive through (asporto in auto): quest’ultimo annulla del tutto il contatto diretto fra personale e cliente, che quindi può usufruire di un comodo servizio, totalmente contactless, in piena sicurezza. Anche in questo senso vorremmo essere un servizio utile per tutti quei lavoratori che nonostante il lockdown, lavorano, ma non sanno dove poter mangiare”.

Per sapere dove ordinare tramite il servizio di consegna basta utilizzare le principali app del settore, che segnaleranno le città dove il servizio è già attivo e che si aggiorneranno a mano a mano, o cercare attraverso il proprio cap sulla app di Burger King.

#Retailinprimalinea. Il Carrello Solidale di Bennet e Croce Rossa

Nei punti di vendita della Lombardia, Bennet ha portato avanti la campagna Carrello Solidale con la collaborazione della Croce Rossa Italiana

Nei punti di vendita Bennet (VéGé) della Lombardia sono stati raccolti 4.534 kg nell'ambito della campagna Carrello Solidale, portata avanti in collaborazione con i volontari della Croce Rossa Italiana per sostenere le fasce più sensibili della popolazione. Particolare attenzione è stata riservata alla Croce Rossa Italiana di Codogno alla quale Bennet ha donato un frigorifero verticale ed un congelatore a pozzetto, per poter conservare al meglio l’eventuale merce fresca.

Bennet continua ad essere vicina ai propri clienti e cittadini grazie ad un gesto di solidarietà importante e concreto, come quello della Spesa Solidale -afferma l'Ad Adriano De Zordi-. È nostro desiderio aiutare le molte famiglie italiane che in questo periodo di emergenza stanno affrontando difficili situazioni”.

Prénatal Retail Group: i risultati delle vendite dopo le prime riaperture

Prénatal
Nella sola giornata del 14 aprile, primo giorno utile, il risultato è quadruplicato rispetto allo stesso giorno 2019. Continua anche l'ascesa eCommerce

Graduale riapertura dei punti di vendita di Prénatal Retail Group a partire dal 14 aprile, nel massimo rispetto delle disposizioni di sicurezza per clienti e addetti alla vendita.

Nel corso della settimana che si è conclusa sabato 18 aprile, i primi 86 negozi Bimbostore e i 44 Prénatal incaricati alla riapertura (sono rispettivamente 97 e 162 quelli totali sul territorio nazionale) hanno registrato vendite del tessile (completi per culle, carrozzine, lettini), e abbigliamento pari mediamente al 50% del totale venduto. Nella sola giornata di martedì 14 aprile, primo giorno utile, il risultato è quadruplicato rispetto allo stesso giorno dell’anno precedente.

“Il nostro dato conferma che i prodotti tessili e l’abbigliamento, unitamente ai generi di prima necessità come ad esempio baby food, rappresentano un’esigenza reale per le mamme con bambini in fase di rapida crescita”, commenta il Ceo di Prénatal Retail Group Amedeo Giustini.

Vendite online. Nella stessa settimana ha continuato a crescere l’intera attività di eCommerce Prénatal, il cui sito ha elaborato ordini con componente tessile per il 60%. Quanto al periodo di chiusura dei negozi, l’aumento di vendite online per Prénatal è stato significativo: il numero di ordini ha segnato +1500% rispetto al mese precedente (i volumi complessivi sono di 20 volte superiori all’abituale) ed è stata estesa anche la possibilità di gestire le “liste nascite a distanza”. Nello stesso periodo è stata fatta la consegna a domicilio di 4.300 prenotazioni di prodotti effettuate prima della quarantena e il nuovo servizio “drive-in” ha consentito il ritiro di 2.860 ordini.

Complessivamente, l’eCommerce di tutte le insegne Prénatal Retail Group ha segnalato un balzo in avanti del 95% nel numero di nuovi utenti e il numero ordini è stato 15 volte superiore rispetto al mese precedente.

Nella settimana del 20 aprile sono confermate le aperture di ulteriori punti di vendita in diverse modalità: Prénatal per 6 giorni, dalle 10 alle 16, e Bimbostore per 3 giorni dalle 9 alle 18.

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