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Apulia Distribuzione (Carrefour): Rossotono a sostegno delle aziende italiane

Nei banchi macelleria dei supermercati Carrefour della rete le confezioni di carni a marchio Rossotono valorizzano il made in Italy

Per sostenere l’economia delle aziende italiane colpite dall’emergenza Covid-19, Apulia Distribuzione mette in atto iniziative specifiche attraverso il marchio Rossotono nei punti di vendita Carrefour di Puglia e Basilicata. Da lunedì 25 maggio nei banchi macelleria dei supermercati della rete che aderiscono all’iniziativa le confezioni di carni a marchio Rossotono avranno un bollino tricolore. L'azienda ha scelto, inoltre, di bloccare il prezzo di questi prodotti.

Questo progetto è un modo per dare il nostro contributo concreto sia alla filiera di produzione sia ai consumatori in un periodo difficile per il nostro Paese -spiega Michele Sgaramella, direttore vendite di Apulia Distribuzione-. Questo è il momento della solidarietà, che deve essere reale. Per questo abbiamo deciso di non caricare i costi più elevati che avremo per l’acquisto di carni italiane sui prezzi finali per i consumatori e di dare più valore alla filiera, perché siamo convinti che solo sostenendo il Made in Italy e andando incontro ai consumatori riusciremo, tutti insieme, a superare questo periodo difficile”.

Questa attività si unisce alle altre attivate dal gruppo, tra cui la Spesa Sospesa per i più bisognosi, il bonus del 10% sui Buoni Spesa dei Comuni e il potenziamento del servizio Speasy.it per gli acquisti a distanza. L’azienda ha, inoltre, premiato con un bonus extra i propri dipendenti per ringraziarli della serietà e del coraggio dimostrati in questa difficile congiuntura.

Coop Alleanza 3.0 
focalizzati
 sui risultati

(Aggiornamento) Il presidente Adriano Turrini racconta non solo come la cooperativa ha risposto all’emergenza, ma come vede il futuro, dall’eCommerce agli ipermercati, mentre anche la situazione finanziaria si sta risanando (da Gdoweek n. 8)

Aggiornamento al 25 maggio 2020 (fondo pagina)

“Sono un inguaribile ottimista e spero che questa difficile situazione cambierà in meglio l’approccio al mercato, il nostro e non solo -spiega Adriano Turrini, presidente di Coop Alleanza 3.0-. Siamo una cooperativa e, come tale, sentiamo molto forte la responsabilità di fare la nostra parte per i nostri soci, per le persone che lavorano per noi e per i fornitori, per mantenere coesione sociale, consapevoli che il coronavirus sta ridisegnando le nostre priorità e il nostro modo di lavorare, offrendoci anche opportunità di cambiamento impensabili”.

A cosa si riferisce?

Ad esempio, al forte aumento dell’eCommerce, nel quale siamo passati da 1.500 ordini al giorno a oltre 15.000, con esigenze di organizzazione tecnologiche e di personale, che hanno portato nuove assunzioni. Anche perché sono convinto che un certo numero di consumatori, difficili oggi da quantificare, continueranno a usare la spesa online. E noi dobbiamo tenerne conto. Un altro grande cambiamento riguarda lo smart working: abbiamo abbattuto una barriera e migliorato la produttività. Un risultato non scontato.

Presidente, facciamo il punto sulla vostra delicata situazione finanziaria (un dettaglio sui numeri a fondo intervista ndr) ...

Confermo che stiamo mantenendo gli impegni che ci siamo assunti nel febbraio dello scorso anno all’interno di un piano strategico di rilancio della durata di quattro anni. Numeri, va precisato, che si riferiscono al mercato pre Covid-19, che vanno anche oltre le nostre aspettative. Già da aprile 2019 siamo riusciti a invertire l’andamento delle vendite, tornate nettamente in positivo, con un trend proseguito nel corso dell’anno, nonostante il 50% della nostra rete siano formato da ipermercati, formula, come si sa, in difficoltà da tempo. Un risultato che deriva dalle attività messe in campo a livello sia commerciale sia finanziario, come lo smobilizzo di alcuni beni non caratteristici. In aggiunta la previsione relativa a un’uscita importante di prestito sociale non si è verificata, confermando un legame stretto e di fiducia con i soci.

A proposito di ipermercati, Extracoop avrebbe dovuto rappresentarne il rilancio …

Non ho difficoltà ad ammettere che Extracoop non è stata un’esperienza positiva. Era un test importante, nel quale abbiamo tentato di ricostruire un percorso diverso che avevamo chiamato Il piacere di fare la spesa, che, nei nostri piani, avrebbe dovuto soddisfare il bisogno di facilità richiesto dai clienti. Così non è stato e abbiamo rimesso mano a struttura e i servizi, con interventi che, mantenendo il criterio della piacevolezza e della semplificazione, incontrassero i bisogni dei clienti.

Dove siete intervenuti?

Abbiamo ampliato alcuni reparti come l’ortofrutta, che necessitava di maggiore ampiezza, a scapito di altri, come il corner dei territori, difficile da frequentare come spazio autonomo, nonostante l’apprezzamento per i prodotti. Inoltre, abbiamo rivisto il piano promozionale e allargato l’area loro dedicata. Soluzioni che stanno riportando le vendite di Extracoop a crescere.

Come immagina gli ipermercati del dopo Covid?

Come abbiamo già sperimentato, penso che il futuro vada verso un’ulteriore riduzione degli spazi con un ripensamento anche sugli assortimenti che privilegerà il food, mentre il non alimentare sarà ancora ridotto per svilupparsi online. Stiamo perdendo negli ipermercati, ma meno del mercato, così come le performance di super e prossimità sono molto positive e superiori alla media.

Come Coop siete pronti a questo cambiamento?

Il mondo Coop ha vissuto una fase piuttosto lunga, purtroppo, di appannamento alla quale abbiamo lavorato per più di un anno arrivando alla campagna “La spesa che può cambiare il mondo”, per esprimere in maniera ancora più chiara e convincente i contenuti valoriali parte del nostro dna e che danno valore aggiunto a tutte le nostre proposte. Un approccio che oggi vale ancora di più e richiede capacità di rispondere non solo alla crisi di emergenza sanitaria ma economica in arrivo.

Cambieranno i rapporti con i fornitori?

Diventeranno ancora più stretti quelli di filiera, soprattutto sui freschi. Dobbiamo metterci tutti intorno a un tavolo per ricostruire la filiera agroalimentare italiana, in termini di tracciabilità e qualità, visto che, in alcune categorie, come latte, carne e grano, legate al Made in Italy non siamo autosufficienti: dobbiamo imparare a remunerare in modo corretto per produrre quantitativi più vicini ai nostri fabbisogni e di qualità adeguata. È in questi ambiti che dobbiamo lavorare anche per distinguere il mondo Coop.

I NUMERI
Nel corso del 2019 l’ebitda adjusted (capacità di generare cassa prima di operazioni straordinarie) è tornato positivo per 33 milioni, con un recupero di 80 milioni sul 2018. Efficientamenti e incremento della produttività hanno consentito, tra l’altro, una riduzione di costi per 77 milioni di euro. Le perdite d’esercizio sono sostanzialmente dimezzate rispetto all’anno precedente. Il bilancio 2019 si chiude, infatti, con una perdita di 163,9 milioni che, tra l’altro, include svalutazioni e accantonamenti prudenziali per circa 80 mln, contro i 29 previsti. I ricavi del Gruppo in aggregato (compresi Robintur, librerie.coop e AlleanzaLuce&Gas) ammontano a 5,2 miliardi + 3% sul 2018. I risultati registrati nel 2019 e l’andamento dei primi mesi del 2020 consentono alla cooperativa di anticipare di un anno le previsioni di ritorno all’utile, atteso per la fine del 2021.

Alimentec slitta al 23-26 marzo 2021

Anche per la fiera in programma a Bogotà arriva il cambio di data e annata in seguito alla diffusione della pandemia da Covid-19

Alla luce della situazione mondiale attuale dovuta alla diffusione del Covid-19 e alle conseguenti restrizioni sugli spostamenti internazionali, la fiera Alimentec, pianificata in origine dal 9 al 12 giugno 2020 presso il centro fierisitico di Corferias a Bogotà, è stata posticipata. La nuova data scelta in accordo da Koelnmesse e Conferias è il 23-26 marzo 2021.

L'evento raccoglie le forze più rappresentative del mercato nazionale e internazionale dell'industria alimentare, delle bevande e dei relativi servizi in Sud America, nella regione Andina e Caraibi. Durante l'ultima edizione, Alimentec ha contato oltre 500 espositori e 28.000 visitatori.

Si tratta solo dell'ultima delle importanti fiere alimentari posticipate al prossimo anno, che si presenterà ricchissimo di appuntamenti.

 

 

Coop Lombardia: in assortimento il Gellino Imbruttito

Entra in assortimento nei punti di vendita di Coop Lombardia il Gellino Imbruttito, il gel mani igienizzante con alcool al 70% a cui è legata un'attività solidale

Entra in assortimento nei punti di vendita di Coop Lombardia il Gellino Imbruttito, il gel mani igienizzante con alcool al 70% per igienizzare le mani. A questo prodotto è legata anche un'attività solidale. Per ogni confezione venduta, infatti, Coop Lombardia farà una donazione al Refettorio Ambrosiano, il progetto sociale di Caritas Ambrosiana con cui da anni la cooperativa collabora. Il prodotto è in vendita a 3,30 euro e Coop Lombardia si impegna a donare 0,30 centesimi per ogni confezione venduta.

Durante la fase di lockdown il Milanese Imbruttito ha usufruito di vari servizi proposti dalla cooperativa, sintetizzati in questo video.

 

Insegne non food: le soluzioni per la riapertura

Per la riapertura dei punti di vendita, i retailer del settore non food hanno messo in pratica una serie di misure a protezione di clienti e addetti

Aggiornamento 22 maggio 2020

Dopo mesi di chiusura, le insegne non food riaprono i punti di vendita su tutto il territorio nazionale e i retailer si organizzano per garantire sicurezza ai consumatori ma anche ai collaboratori.

Ovs e Upim hanno hanno sanificato i negozi, sostituito i filtri degli impianti di condizionamento, installato dispenser con gel disinfettante all’entrata e alle casse, ed evidenziato pecifici punti per il distanziamento. Sono inoltre state predisposte barriere in plexiglass negli store e sono stati aumentati i cicli di ricambio di aria, raddoppiati i turni di pulizia, mentre l’igienizzazione delle superficie piane e della casse avverrà ogni due ore.

Abbiamo già messo in atto tutte le norme necessarie a disciplinare l’accesso e la frequentazione dei nostri negozi, adeguandoci ai protocolli previsti a livello nazionale e regionale e inserendo ulteriori prassi a tutela dei nostri clienti -afferma l’Ad di Ovs Stefano Beraldo-. Tra queste la gestione dei capi resi che saranno appartati per tre giorni, esaminati, igienizzati e successivamente rimessi in vendita. In questi due mesi di chiusura obbligata, abbiamo lavorato alle nuove collezioni impegnandoci per costruire una dimensione dove sostenibilità, attenzione alla moda, qualità dei tessuti, si combineranno in modo equilibrato, sempre a prezzi accessibili. Abbiamo inoltre accelerato l’implementazione di una serie di progetti nell’ambito della digitalizzazione e relazione con il cliente tra i quali la possibilità di acquistare via whatsapp, fare shopping online, prenotando i capi nel negozio prescelto e ritirandoli entro poche ore, chiedere e rapidamente ottenere una piccola linea di credito gratuita, che consente di acquistare pagando in tre rate successive entro 2 mesi, senza alcun costo e senza interessi”.

Per la sicurezza nei punti di vendita Ovs e Upim permetteranno gli ingressi scaglionati e regolamentati a seconda degli spazi disponibili, e comunque con un limite massimo di 3 persone ogni 40 mq, incluso lo staff. Negli store, all'interno dei quali sarà mantenuta la distanza interpersonale di almeno 1,80 mt, si potrà accedere solo indossando mascherine di protezione e guanti. Nel caso in cui il visitatore ne fosse sprovvisto, potrà avvalersi di un dpi messo a disposizione dal personale di negozio.
È stato inoltre deciso di attendere qualche giorno prima di aprire i camerini prova e di eliminare i tester dei prodotti di profumeria e cura della persona.

Anche Rinascente ha messo a punto un piano specifico. “Abbiamo avuto l’opportunità di fare parte di un importante gruppo di lavoro coordinato dall’Università del Politecnico di Torino che ha redatto un protocollo di protezione al Covid-19 -spiega l'azienda-. Questa esperienza ci ha rafforzato ed aiutato a scrivere ed applicare i nostri protocolli specifici per ogni negozio”.

Ripartono anche gli store di Ethos Profumerie che, nel periodo di lockdown, ha messo in atto diverse attività come il servizio delivery con promo e vantaggi esclusivi e il progetto social #belliacasa, una beauty rubrica per tenere compagnia agli utenti con consigli su fitness, alimentazione e haircare.

Per affrontare questa nuova fase, i punti di vendita sono stati dotati di tutti gli strumenti per una riapertura nel rispetto delle norme anticontagio: presenza di gel igienizzante mani all'ingresso, sterilizzatore a raggi UV, che permette di rimuovere il 99,9% di germi e batteri e che potrà essere utilizzato per sterilizzare tutti i tester, oltre che per sanificare tutte le superfici del negozio.

Non abbiamo mai smesso di cercare soluzioni che ci permettessero di restare vicini a clienti e titolari delle profumerie” afferma Mara Zanotto, direttore generale di Ethos Profumerie.

“We missed you”. È il messaggio con il quale Sephora accoglie i suoi clienti. Insieme ai dovuti sistemi di protezione, che spaziano dal controllo della temperatura all'ingresso, all'obbligo della mascherina, dalla presenza di igienizzatori in entrata e lungo il percorso espositivo alle bande specifiche sul pavimento per assicurare le distanze, l'insegna beauty ha organizzato una serie di servizi aggiuntivi che spaziano dal Call&Collect, che offre la possibiltà di chiamare direttamente in negozio per effettuare telefonicamente l'ordine da ritirare instore non più alle casse ma all'ingresso del punto di vendita, alla possibilità di prenotare tramite chiamata l'ingresso. I servizi di make up sono applicabili solo con la tecnica Mirroring: le consulenti si posizioneranno a un metro di distanza mostrando l'applicazione su di sé e guidando la cliente passo per passo. I tester non saranno più disponibili ad eccezione dei profumi e di quelli protetti da pellicola trasparente. I tester skincare saranno igienizzati ogni due ore.

Mattel: con Glovo giocattoli a domicilio

Nasce una partnership tra Glovo e Mattel per avviare un servizio dedicato alla consegna a domicilio di giocattoli, sul territorio milanese

Nasce una partnership tra Glovo e Mattel per avviare un servizio dedicato alla consegna a domicilio di giocattoli, sul territorio milanese. Sull’app Glovo, nella sezione Shopping è stato inserito uno store esclusivo Mattel nel quale sarà disponibile una selezione di items Barbie e Hot Wheels, ma anche altri prodotti (Fisher-Price, Trenino Thomas e Games Mattel).

Andrea Ziella, head of marketing & digital Mattel Italy, spiega: “Il gioco è una parte essenziale della vita quotidiana dei bambini durante questa pandemia globale e offre una moltitudine di benefici e opportunità per l'apprendimento, l'intrattenimento, la distrazione e il sollievo dallo stress di essere costretti in casa per giorni e giorni. Inoltre, come ho già avuto modo di dire, l’approccio al mercato di Mattel è reinventarsi e rinnovarsi ogni giorno e questa collaborazione è una novità assoluta per la categoria del giocattolo sul mercato italiano. Contiamo di ampliare prossimamente la collaborazione e raggiungere altre città oltre a Milano”.

In questo momento di emergenza abbiamo visto come il nostro servizio di consegne a domicilio multi-categoria sia diventato uno strumento sempre più utilizzato per le esigenze di ogni giorno, ma anche un vettore di affetto e condivisione -aggiunge Niccolò Francalanci, head of marketing & growth di Glovo Italia-. Mai come in queste settimane un regalo o un oggetto arrivati a casa attraverso Glovo hanno rappresentato un segno di vicinanza per chi è distante, amici o parenti”.

Scarpamondo espande la rete in Liguria

Si consolida la presenza di Scarpamondo in Liguria, regione dove l'insegna opera attualmente con quattro punti di vendita

In occasione dell'avvio della Fase 2, l'insegna di calzature Scarpamondo inaugura un punto di vendita a Chiavari (Ge), in via Fiume 4, il quarto in Liguria. Lo store, esteso su una superficie di circa 500 mq, propone un'offerta per uomo, donna e bambino declinata nei diversi stili, e impiega nove addetti. In occasione dell'apertura, Scarpamondo ha avviato un’attività promozionale: uno sconto del 30% su una selezione di 1.300 articoli della nuova collezione primavera estate 2020 che comprende tutti i reparti e le categorie merceologiche: scarpe e pelletteria, moda e sport uomo, donna e bimbi. A corredo di questa iniziativa è stata avviata la campagna #passodopopasso Ripartiamo insieme.

La vendita sarà effettuata nel rispetto delle norme anticontagio: sono state allestite postazioni con il gel disinfettante, le casse sono state dotate di barriere in plexiglass, il personale sarà munito di mascherina e guanti, gli ingressi saranno contingentati e ci sarà un attento controllo sul distanziamento tra le persone.

Consigli pratici per ripartire, validi anche per chi non si è mai fermato

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 9)

Che cosa abbiamo imparato dal Covid? Intanto che avevano ragione le nostre nonne quando dicevano: “L’importante è la salute”; oggi, la salute è la nuova ricchezza, quindi al “salutismo” si aggiungono igiene e pulizia, bene tenerne conto nel prossimo futuro ... Abbiamo imparato che possiamo fare a meno di molto ma non di tutto, un assunto che porterà sicuramente a ridurre ciò che si acquista nell’area dei beni “accessori” ma che si rifletterà anche nel food, con una maggiore attenzione al non spreco, quindi prezzo sì ma solo se accompagnato da una qualità che ne garantisca una durata consona, soprattutto nei freschi e in particolare nell’ortofrutta. Il neopatriottismo favorirà i prodotti fatti in Italia e i produttori locali, quindi, laddove presenti, sarà utile indicarlo.

Molti servizi dovranno essere trasferiti su app, lo abbiamo già visto con i taglia coda, ma altri servizi si dovranno aggiungere, pagamenti contactless, carta fedeltà virtuale, fino alla spesa “scan and go”, dove si può fare tutto dal proprio cellulare. Agli italiani piace anche la spesa online e il ritiro in negozio, che taglia i costi di consegna e permette eventualmente di comprare in store i freschi. Per l’eCommerce si potranno proporre più soluzioni: un’offerta limitata al punto di vendita e una più ampia che afferisce ai Cedi, così da offrire tempistiche brevi per spese “d’urgenza” e tempi più ampi per spese più importanti.

Vedremo aumentare l’offerta dei prodotti a libero servizio impacchettati mentre, per il banco servito, sarà bene puntare solo sugli asset distintivi. L’ortofrutta non necessariamente deve essere all’ingresso, soprattutto ora che il cliente la preferisce ben chiusa e lontana da mani altrui.

La socialità? Difficile prevedere quando tornerà ad esser un asset del negozio, ma non dovrà mancare il rapporto personale, magari con la spesa telefonica o un maggiore impegno sui social, per raccontare e raccontarsi.

Infine, il cliente è cambiato, la lettura dei dati è imprescindibile ma non dimentichiamo l’osservazione in negozio: nel retail, il “mestiere” è sempre importante, oggi lo è ancora di più.

Il marketplace b2b di Alibaba.com

Un portale che apre alle Pmi italiane un mercato di 18 milioni di buyer in 190 Paesi (da Gdoweek n. 8)

L’Italia è stata per Alibaba la porta d’ingresso verso l’Europa già nel 2015, quando a Milano è nata Alibaba Italia, con l’obiettivo di portare in Cina su Tmall, marketplace che conta 700 milioni di consumatori cinesi, i principali brand del made in Italy. Così molti prodotti italiani, soprattutto dell’agroalimentare, moda e lusso ma non solo, sono arrivati attraverso l’eCommerce ai consumatori cinesi e alcuni, grazie alla lezione e ai dati ricavati nel digital, hanno aperto negozi fisici in Cina. Da metà del 2019, l’Italia è ancora una volta, insieme agli Usa, paese pilota, questa volta per lo sviluppo del b2b.com. Il business plan prevede di coinvolgere 10 mila aziende nei prossimi 4 anni. Ne parliamo con Luca Curtarelli, head of business development di Alibaba.com Italia.

Perché l’Italia?

Per Alibaba, l’Italia è tra i paesi a più alto potenziale, per questo vanta il maggior numero di risorse dedicate e di una squadra di 20 persone. Questo si deve all’eccellenza del made in Italy e alla presenza di circa 5,8 milioni di Pmi, rappresentativo di almeno l’85% per i primi settori di ricerca dei nostri buyer. L’Italia è un paese di esportatori, con 220 mila aziende il cui fatturato annuo è in buona percentuale costituito da vendite b2b verso l’estero.

Che differenza c’è tra Tmall e Alibaba.com?

Entrambe le piattaforme sono parte integrante dell’ampio ecosistema del Gruppo, ma offrono opportunità differenti. Tmall con una natura b2c, rappresenta un gateway verso gli oltre 700 milioni di consumatori finali cinesi. Alibaba.com invece è una porta verso il mondo, una sorta di expo globale aperto 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno, con 18 milioni di buyer attivi, la maggior parte non cinesi. I principali paesi di origine dei compratori sono Usa, Canada, Messico, Europa centrale, Uk, Italia, Russia, India, Malesia e Australia. Permette di vendere in oltre 190 Paesi e soprattutto di intercettare, senza mediazione, partner che altrimenti sarebbe molto complesso incontrare: per esempio, abbiamo portato il caffè italiano alle Maldive e in Nepal.

Cosa cercano i buyer? E le aziende?

Sempre più spesso la domanda traina l’offerta: i buyer cercano prodotti di alta qualità, made in Italy, con meno interesse verso il fattore prezzo. Le aziende usano la piattaforma per esplorare opportunità anche in Paesi non usuali, dove non sarebbe giustificata una presenza fisica con un distributore o un buyer che visita le fiere di settore.

Come funzionano le transazioni?

Alibaba.com è un punto di partenza per connettere venditore e compratore, ricevere una proposta di preventivo, una lead generation online. Un buyer cerca un prodotto e da lì parte una negoziazione nella quale Alibaba non interviene in nessun modo. La vendita non è automatica, buyer e brand costruiscono un accordo su misura.

Come aiutate le aziende a vendere?

Tutte le barriere culturali e linguistiche vengono annullate grazie a un servizio di traduzione simultanea in 16 lingue che si applica sia alla descrizione aziendale e di prodotto, la vetrina sul marketplace, sia alla messaggistica e alla negoziazione. Quindi si possono concludere accordi con l’estero anche parlando solo italiano, in tempo reale. Aiutiamo le aziende anche offrendo pacchetti pubblicitari a costi avvicinabili, usando le parole chiave per fare incontrare più facilmente il buyer migliore. La ricerca è sia reattiva sia proattiva, cioè il buyer può muoversi sul motore di ricerca oppure postare una richiesta specifica sul Rfq Market (request for quotation), e aspettare le offerte delle aziende.

Poi, come avviene già in Cina, abbiamo a piano l’integrazione del servizio di Trade Assurance anche per le aziende Italiane, come primo test pilota per l’Europa: Alibaba farà da garante della transazione, visto che si tratta di norma di accordi di più alta entità rispetto al b2c e che uno dei valori fondamentali su cui si basa il successo di Alibaba è proprio quello della fiducia.

Valorizzate il made in Italy?

Sì, abbiamo realizzato un padiglione virtuale, in continua evoluzione, dedicato al made in Italy.

Cosa serve alle aziende per cominciare a vendere?

Dedicare la giusta attenzione alla presenza online, per esempio rispondendo tempestivamente alle richieste di preventivo. È utile poi che le aziende siano strutturate per spedire e, nel caso di alcune categorie del food, assicurare la catena del freddo. Meglio un approccio graduale, cerchiamo aziende che abbiano già competenze eCommerce o siano vogliose di acquisirle, affiancati dalla nostra squadra.

Supply chain post Coronavirus, gestione del magazzino

L'interfaccia di Active WM si basa su gamiication e scienze comportamentali Supply Chain post Coronavirus
Cosa servirà per la gestione del magazzino, dopo l'emergenza Coronavirus? La distribuzione si è data da fare per risolvere i problemi con gli strumenti a disposizione, adesso bisogna guardare avanti

La fase più critica dell'emergenza Coronavirus, quella del lockdown, ha messo a dura prova la supply chain per il retail, uno dei pochissimi settori rimasti operativi. I professionisti hanno dovuto fare ricorso a soluzioni nuove dettate dall'emergenza: cosa occorre per sviluppare la supply chain post Coronavirus? Manhattan Associates ha offerto il proprio punto di vista nel corso dell'evento annuale Momentum Connect 2020, naturalmente in diretta streaming da Atlanta, Georgia.

Supply chain post Coronavirus

Nel corso del keynote Eddie Capel, Manhattan Associates President & CEO ha detto: “Adattamento, capacità di cambiamento e tenacia nel resistere sono fattori critici per le supply chain e le organizzazioni retail in momenti come questo, di disruption inaspettata a livello globale”. La chiusura di alcuni magazzini causa Covid-19, il rallentamento dell'operatività, hanno costretto gli operatori ha organizzarsi rapidamente con nuove soluzioni, tra le quali è emersa quella di sfruttare la rete di vendita come se fosse un magazzino diffuso, capace di supplire alle necessità dell'eCommerce, che ha visto una forte impennata. "Adesso che riaprono i negozi l’integrità dell’inventario sarà l’aspetto più importante, ancor più del solito". Quali soluzioni per la supply chain post Coronavirus?

Soluzione di gestione del magazzino Active WM

Supply Chain post Coronavirus

La novità presentata da Manhattan Associates al Momento Connect 2020 si chiama Active Warehouse Management e nasce nella versione cloud. Gestisce ogni aspetto della distribuzione e non necessita di aggiornamenti, poiché è composto da microservizi che si adattano velocemente e con flessibilità alle necessità di ciascuna azienda, in un determinato momento. Nasce dal confronto con i clienti ed è caratterizzata da una architettura capace di espandersi in maniera automatica, man mano che crescono gli utenti, e che apprende anche, automaticamente.

Principi di Manhattan Active Warehouse Management (AWM)

La soluzione nasce in cloud e valorizza al massimo l'esperienza mobile, per esempio attraverso una App sviluppata per gli operatori dei Cedi, WM Mobile, pr lavorare da dispositivo mobile. Oltre ad espandersi automaticamente se cresce la domanda, AWM permette a tutti gli attori di intervenire in qualsiasi punto della propria supply chain.

L'automazione si inserisce per ottimizzare l'esecuzione del lavoro, con qualsiasi combinazione tra capitale umano, robotica e automazione (l'integrazione è garantita dalla soluzione integrata Manhattan Automation Network).

Ottimizzazione del lavoro di AWM di Manhattan Associates

Per assicurare la facilità di implementazione e ridurre i tempi di formazione, AWM include procedure guidate di configurazione.

Offrire agli operatori un'esperienza lavorativa gratificante è uno degli obiettivi di AWM, sul quale si concentrano le novità nella interfaccia costruita secondo le teorie della gamification e delle scienze comportamentali.

Le mascherine monouso a marchio Coop

Le mascherine monouso sono vendute in confezioni da 10 con dispositivo medico classe 1 tipo 2 (indice di filtrazione superiore al 98%)

Nei punti di vendita dell'insegna entrano in assortimento le mascherine chirurgiche monouso a marchio Coop formate da tre strati, certificate CE al prezzo finale
per i soci e consumatori di 0,50 ciascuna. Sono vendute in confezioni da 10 con dispositivo medico classe 1 tipo 2 (indice di filtrazione superiore al 98%). Il canale di approvvigionamento è lo stesso attivato fin dall’inizio del lockdown grazie al presidio a
Hong Kong della filiale Coop Far East. Coop spiega: "Per queste mascherine ci avvaliamo di un produttore qualificato che ha investito sui macchinari di produzione e controllo necessari per adeguarsi agli standard richiesti per un prodotto a marchio".

Marco Pedroni, presidente Coop Italia, aggiunge: “Con l’arrivo a scaffale delle nostre mascherine a marchio completiamo un’offerta sempre più necessaria anche nella fase 2 che stiamo vivendo. Negli ultimi 2 mesi in piena pandemia le vendite nella nostra rete di questo presidio medico sono schizzate a +1160% rispetto allo stesso periodo di un anno fa e non accennano a diminuire tanto che il vero problema è mantenere la continuità degli approvvigionamenti. Noi ci stiamo impegnando a farlo e la scelta di investire su questo specifico prodotto facendolo diventare a marchio Coop è una dimostrazione di impegno e una ulteriore garanzia che vogliamo dare ai nostri soci e consumatori di qualità”.

Despar amplia l’offerta dei vini

L'offerta di Despar si arricchisce di dieci vini prodotti da vitigni autoctoni della Sicilia: dal Nerello Mascalese al Catarratto

Cinque vini rossi e cinque bianchi andranno a potenziare l'offerta della cantina Despar andando a consolidare il progetto di filiera dell'insegna nel settore enologico che punta alla valorizzazione delle eccellenze doc e igp dei territori italiani più vocati.

Si tratta di dieci vini prodotti da vitigni autoctoni della Sicilia: dal Nerello Mascalese al Catarratto, il vitigno a bacca bianca più antico e diffuso dell’Isola, dieci proposte pensate per ogni abbinamento e occasione di consumo.

I vini rossi

Il Nerello Mascalese Sicilia doc è caratterizzato da un colore rosso rubino con riflessi violacei, sentori di rosa e violetta selvatica si uniscono a note di frutta rossa. È consigliato in abbinamento a piatti di carne rossa o formaggi stagionati.

Il Frappato Terre Siciliane igp ha colore rosso rubino purpureo, presenta note tipiche di amarena, piccoli frutti di bosco e sentori di rosa canina che si uniscono a profumi di spezie. Ideale in abbinamento a carne nobili alla brace, stufati e primi piatti della tradizione siciliana.

Le proposte di vini rossi proseguono con il Syrah Sicilia doc, da uve biologiche, che donano un colore rosso rubino con riflessi violacei. Si distingue per un profumo di more e fiori di viola. Perfetto come aperitivo in abbinamento a taglieri di salumi e formaggi a media stagionatura, oppure per accompagnare bolliti e carni al forno.

Il Rosso Etna doc dal colore rosso rubino con riflessi violacei e un bouquet di profumi ampi ed eleganti con sentori di frutta rossa e spezie. L’abbinamento gastronomico consigliato prevede: primi piatti della terra, carni rosse, formaggi freschi e di media stagio

natura.

Nero d’Avola Sicilia doc dal colore rosso rubino intenso ha un profumo intensamente fruttato con sentori di frutta rossa (ciliegie e more) fragrante, minerale e speziato. È

perfetto per aperitivi o in abbinamento a formaggi stagionati salumi, carni rosse e bianche. Inoltre è adatto all’invecchiamento.

I vini bianchi

Le proposte di vini bianchi comprendono: il Grillo Sicilia doc dal colore giallo paglierino intenso e cristallino. È ideale per accompagnare primi piatti a base di pesce, risotti e piatti con carni bianche.

Zibibbo Sicilia doc, dal colore giallo paglierino carico con riflessi dorati. Consigliato come aperitivo o per esaltare piatti a base di pesce e crostacei, può essere abbinato anche ai formaggi.

Insolia Sicilia doc ha note fruttate di pesca bianca, floreali di zagara, gelsomino e agrumi. Si abbina a pietanze leggere e delicate, come antipasti e primi piatti a base di pesce o di carni bianche.

 

Il Catarratto Sicilia doc ha un colore giallo paglierino brillante con riflessi verdolini. L’abbinamento consigliato è con antipasti, crostacei, carni bianche e cucina asiatica.

Infine il Carricante Terre Siciliane igp dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Esalta i piatti a base di pesce di una certa grassezza ed è perfetto in abbinamento a tutti i piatti a base di pesce.

 

Pam Panorama attiva un portale per i fornitori

Il portale, sviluppato in collaborazione con la società Hyphen-Group, trova spazio in un’apposita sezione del sito di Pam Panorama

È duplice l'obiettivo che ha dettato la scelta di Pam per la realizzazione di un portale dedicato ai fornitori. L'insegna vuole da un lato aprire un ponte verso l'industria alimentare, ma anche nei settori della detergenza, cura casa e persona, in particolar modo quella di media e piccola dimensione, talvolta operante anche in ristrette aree territoriali, dall'altro vuole dare la possibilità anche alle grandi aziende di formulare delle proposte di vendita anche a spot dei propri prodotti. Pam ha, inoltre, deciso in questo contesto di dare spazio anche ai produttori del mercato Ho.re.ca, particolarmente danneggiati in questo periodo di pandemia.

L'eccessivo affollamento che oramai caratterizza i tradizionali canali di comunicazione (telefoni, e-mail, posta tradizionale, corrieri) finisce via via per spegnere l'iniziativa di molte aziende di entrare in contatto con i nostri buyer -afferma Marco Sottana, responsabile commerciale destinazione Pam-. Con una semplice operazione di accreditamento su apposita sezione del nostro sito ogni azienda può registrarsi e presentare in maniera strutturata la propria storia, l'assortimento, il proprio listino prezzi, ed ogni altra informazione si ritenga utile per completare il proprio profilo”.

Il meccanismo

Il portale, sviluppato in collaborazione con Hyphen-Group, società attiva nella gestione dei processi di trasformazione digitale, trova spazio in un’apposita sezione del sito Pam Panorama. Un semplice algoritmo collega la categoria in cui opera la singola con il rispettivo buyer di competenza. La semplicità è alla base di questa iniziativa come fil rouge che collega le fasi di inserimento delle aziende fornitrici che si propongono, la fruizione per i buyer Pam Panorama, la presenza di proposte di assortimento sia continuativo (nazionale o locale) sia a spot.

Negozi: nasce la piattaforma (gratuita) per stimare il fatturato nella fase 2

Si chiama Fase2.Today, è stata sviluppata da Sda Bocconi e dalla start-up BuildNN, e consente di avere stime rapide su ricavi, numero di clienti e così via

A fronte delle misure restrittive imposte per la riapertura dei negozi (e dei ristoranti) nella cosiddetta fase 2, c'è chi si è equipaggiato adottando in store una serie di nuove soluzioni, ma anche chi, nel non-food, afferma che è più conveniente non rialzare direttamente la serranda. Per supportare gli esercenti in questo senso ed effettuare i relativi calcoli, Sda Bocconi e la start-up BuildNN hanno lanciato la piattaforma Fase2.Today, che effettua gratuitamente analisi e simulazioni legate ai principali indicatori di performance per il punto di vendita, considerando appunto le nuove regole.

COME FUNZIONA
Fase2.Today è stato pensato per consentire agli esercenti di prendere decisioni consapevoli, rispettando la normativa e adottando le necessarie contromisure per rientrare delle perdite subite. Inserendo pochi dati riguardo l’andamento delle vendite prima del Covid-19 come, ad esempio, il numero di clienti giornalieri, il fatturato minimo per poter coprire i costi e l’importo medio dello scontrino, l’utente potrà immediatamente visualizzare il numero di clienti che potrà gestire negli orari di picco, quanto tempo potrebbe durare la coda e quanto sarà il tempo di permanenza all’interno del negozio. Inoltre, il software consente anche di simulare come cambierà il comportamento dei clienti in base ai tempi di attesa e di permanenza e gli effetti sul fatturato.

Secondo Vitaliano Fiorillo, lecturer di operations and technology management, Sda Bocconi School of Management, non è detto che alcune limitazioni possano cambiare significativamente la performance delle vendite nei negozi: “Lo abbiamo già visto nella gdo durante il lockdown: il timore di dover rifare la coda e la riduzione dei tempi di permanenza all’interno del negozio per limitare i rischi di contagio, possono significativamente aumentare lo scontrino medio e il tasso di conversione. Qui si tratta di gestire un servizio nella maniera più efficiente possibile in base a dei vincoli, proprio come nella gestione di un impianto industriale: calcolo dei tempi, capacità dell’impianto e obiettivi di produzione.”

Come anticipato, l’accesso e l’utilizzo del software sono completamente gratuiti e non è richiesta la registrazione.

Eataly riapre i ristoranti: tramite sito e app si prenotano i tavoli

Eataly riapre i suoi ristoranti: si parte, oggi, con Roma Ostiense, Milano Smeraldo, Trieste, Genova, Bologna e Bari

Dopo la chiusura a causa della pandemia Covid-19, mercoledì 20 maggio riaprono i ristoranti Eataly di Roma Ostiense, Milano Smeraldo, Trieste, Genova, Bologna e Bari; sabato 23 maggio sarà la volta di Eataly Torino Lingotto e Lagrange, Pinerolo, Piacenza e Firenze, mentre lunedì 25 maggio riaprono gli Eataly a Monticello d'Alba e a Forlì.

Il piatto scelto come simbolo della ripartenza della ristorazione di Eataly è una ricetta popolare nobilitata da ingredienti italiani, biologici 100%: la carBIOnara, realizzata con il mezzo pacchero pasta di Gragnano IGP Afeltra, le uova di Claudio Olivero, il guanciale La Granda e il pecorino romano Dop Cibaria. Si può gustare in tutti i ristoranti di Eataly accompagnata da altre specialità e numerose novità. Il personale di sala si presenta con mascherine personalizzate.

"Affrontiamo questa ripartenza della ristorazione in tutta Italia con tanta voglia di ricominciare e profondo senso di responsabilità –commenta Nicola Farinetti, amministratore delegato del Gruppo-. Abbiamo lavorato molto per offrire ai nostri clienti la migliore delle esperienze possibili, mantenendo alto il piacere di mangiare al ristorante in tutta sicurezza. Vogliamo che pranzare o cenare da Eataly sia un atto di gioia e fiducia. Un passo importante verso il ritorno alla normalità".

La nuova formula prevede la prenotazione del tavolo in tutti i ristoranti di Eataly (i numeri di telefono sono disponibili sul sito www.eataly.it). Potenziati anche i servizi digitali, con la possibilità di mettersi in fila prima di arrivare al ristorante con l’app Ufirst, oppure chiedendo all’accoglienza di essere inseriti nella coda virtuale. Per pagare dal tavolo con il proprio smartphone si può utilizzare l’app Eataly Pay con carte di pagamento o con Eataly Card e avere il caffè in omaggio. Le misure di distanziamento, meno tavoli in sala e il supporto del personale di servizio aiutano a gestire i flussi nel rispetto della distanza interpersonale.

Al personale medico di tutta Italia e ai volontari delle associazioni che hanno offerto il loro aiuto durante l'emergenza Covid-19 è dedicato lo sconto del 10% in tutti i ristoranti per tutto il periodo estivo.

Montrasio Italia: siamo sulla bocca di tutti!

Montrasio Italia lancia le mascherine in microfibra ad alta capacità filtrante antibatterica, destinate a un utilizzo prolungato nel tempo

In funzione delle nuove Direttive in materia di distanziamento sociale e dell’obbligo sull’utilizzo di dispositivi anti-Coronavirus L’Unico Alta Qualità, brand di Montrasio Italia, lancia le mascherine in microfibra ad alta capacità filtrante antibatterica, destinate a un utilizzo prolungato nel tempo. Il nuovo prodotto garantisce un comfort di utilizzo e una vestibilità elevati grazie alle nuove quattro fessure laterali che permettono di adattare la mascherina a qualunque conformazione del viso. Prive di elastici e latex, a contatto con la pelle le nuove mascherine risultano fresche e leggere e garantiscono un’ottima traspirazione, attenuando la classica sensazione di “soffocamento”.

Le mascherine in microfibra sono disponibili in due versioni:
MONOUSO (https://montrasioitalia.com/it/mascherinemicrofibramonouso): morbide, pratiche e traspiranti, disponibili in pack da 20 pezzi
RIUTILIZZABILI, LAVABILI E STIRABILI nonché IMPERMEABILI disponibili in pack da 5 e 12 pezzi (https://www.montrasioitalia.com/it/mascherinemicrofibralavabili): altrettanto morbide, pratiche e traspiranti, permettono grande risparmio economico e favoriscono il rispetto per l’ambiente riducendo la produzione di rifiuti indifferenziati. Il lavaggio e la stirabilità, permessa dalla forma semplice e dalla nuova composizione, garantiscono di completare il processo di disinfezione e rappresentano un fattore di innovazione nel settore.
Entrambi i pack sono di cartone 100% riciclato.

Montrasio Italia S.r.l.
Str. per Cascina Restelli, 5 Aicurzio (MB)
Tel: 039652661

mascherine@montrasioitalia.com

Richiedi informazioni all'azienda

Il lancio delle nuove mascherine è frutto di oltre 70 anni di esperienza: Montrasio Italia nasce nel 1946 come azienda specializzata nel settore tessile per la pulizia industriale. Negli anni, applicando nuove tecnologie nel campo domestico e professionale, allarga il proprio core business, abbracciando fasce di mercato sempre più ampie e articolate, fino a diventare oggi l’azienda italiana leader nel converting di Dry Wipes in full serivice. Ogni anno lavora ed esporta in tutto il Mondo oltre 6.000 tonnellate di TNT. Tutti i prodotti vengono realizzati esclusivamente in Italia, nella sede di Aicurzio (MB): 22.550 mq di spazio industriale per 16 linee produttive a ciclo continuo. Il 60% dei prodotti sono riservati al mercato Private Label. Il 40% è invece dedicato ai marchi di casa, tra cui L’Unico Originale e Nettissimo, che racchiudono una gamma di prodotti destinati alla pulizia industriale, domestica e personale, e L’Unico Alta Qualità, che definisce una linea di prodotti di alta qualità e attenti all’ambiente dedicati al canale GDO.
Con l’avvento dell’emergenza Covid-19, grazie all’intuizione dell’Amministratore Luca Montrasio, l’azienda ha risposto alle nuove necessità della collettività producendo mascherine in TNT, microfibra monouso e mascherine in microfibra riutilizzabili, impermeabili, lavabili e stirabili: “In soli tre mesi abbiamo prodotto oltre 100 milioni di mascherine rifornendo giornalmente i nostri canali distributivi e la nazione. Perché il nostro impegno è lo stesso di sempre: garantire ai nostri clienti serietà del prodotto, qualità, forza produttiva e continuità di rifornimento”.

Despar: il cliente è sempre al centro

Lucio Fochesato, direttore generale Despar Italia
Questo il concetto alla base delle strategie di Despar Italia che trova conferma nei risultati, nei livelli di fedeltà e nelle mdd, i cui valori rimangono salute, territorio e ambiente (da Gdoweek n.8)

Sicurezza per clienti e dipendenti, adottando tutti i dispositivi e le soluzioni richieste dalla situazione; miglioramento del servizio di consegna a domicilio, sempre più elemento distintivo anche dei format di vicinato e di quartiere, nei piccoli paesi come nei quartieri delle città; attenzione e sostegno al territorio: queste le priorità sulle quali Despar Italia con la sua rete si è concentrata in queste settimane. “In questo periodo tutti i nostri soci hanno dimostrato una grande capacità nel prendere decisioni rapidamente, essere proattivi ed uniti, in una situazione nuova per tutti ”, spiega Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia.

Cosa avete imparato da questa crisi sanitaria?

Gli elementi fondamentali sono due: il primo ha a che fare con la capacità di prendere decisioni rapidamente, adattarsi a una situazione in continua evoluzione, riuscire a mettere in atto soluzioni concrete e utili con velocità. Il secondo elemento, invece, riguarda la forte tenuta della rete di relazioni tra le società del gruppo. Un legame che abbiamo costruito negli anni e che nell’emergenza si è espresso con maggiore vigore, attraverso collaborazioni e incontri per scambiarsi esperienze e merci. Anche Spar International ha lavorato in questo senso, agevolando le importazioni di mascherine da Spar Cina in un momento in cui in Italia erano introvabili. Una conferma di essere un grande gruppo che si aiuta nei momenti difficili.

Come sta cambiando l’approccio al mercato in questa fase?

Ci sono prodotti che hanno registrato nelle ultime settimane anche il 100% in più di vendite come lievito, farina, pasta sfoglia, scatolame e fagioli. I surgelati sono saliti del +35%, nel non alimentare sono cresciuti molto i consumi di prodotti legati a pulizia e disinfezione. Abbiamo garantito, e lo faremo sempre, la presenza di tutto l’assortimento, con particolare attenzione alle mdd: qui abbiamo limitato le rotture di stock anche grazie all’impegno di tutta la filiera produttiva. In futuro, sono convinto che bisognerà presidiare meglio alcune categorie, ma rimane l’obiettivo su sviluppo di prodotti salutistici e a minore impatto per l’ambiente.

Da sempre il vostro tratto distintivo verso le mdd.

Infatti, continuiamo il percorso intrapreso da qualche anno con lo sviluppo del nostro prodotto a marchio improntato ai nostri valori di sempre (salute, ambiente, territorio) per rafforzare la nostra reputazione presso i clienti ed il mercato. Anche quest’anno, nonostante questi alti e bassi, prevediamo di chiudere con un incremento positivo sia di quota sia di vendite, perché siamo convinti che le nostre linee a marchio siano un elemento centrale per il cliente nella scelta di Despar come insegna di riferimento. Inoltre, stiamo sviluppando, con la linea Enjoy, nuovi prodotti di maggiore servizio come Food To Go. Infine, andremo a sviluppare alcuni prodotti in categorie molto richieste nell’emergenza anche con doppio fornitore.

A proposito, cambieranno i rapporti con l’industria nei prossimi mesi?

Per Despar Italia è importante aver costruito negli anni relazioni di forte partnership con i propri fornitori: il 98% di chi ci fornisce mdd è italiano e, in questi mesi di emergenza, ci hanno seguito molto e li ringrazio tutti per il loro lavoro. Del resto, parliamo di rapporti solidi: lo erano in passato, lo sono e come tali rimarranno. Anzi, i nostri partner mdd stanno collaborando in importanti progetti per la creazione di valore per il cliente, dal punto di vista sia salutistico, sia di gusto sia soprattutto come espressione del territorio e della tradizione italiana.

Previsioni per i prossimi mesi?

Difficili. Avremo minori vendite causate dalla crisi economica delle famiglie e soprattutto dalla riduzione forte di presenze del turismo straniero. Dovremo stringere i denti e dare sostegno alle famiglie con attività di blocco dei prezzi e maggiori servizi. Allo stesso tempo, sarà fondamentale l’impegno per conservare e tutelare l’agroalimentare italiano, trovando soluzioni per tutti quei prodotti il cui approvvigionamento è diventato difficile, in modo da garantire sempre l’assortimento ai nostri clienti.

A livello di sviluppo, quali i vostri programmi?

Proseguono, nonostante i rallentamenti causati da questa situazione. Apriremo nuovi store in tutte le zone in cui siamo già presenti, con particolare attenzione a Emilia-Romagna (con focus sulla Romagna), Abruzzo e Sicilia, dove i nostri soci (Aspiag, Maiora ed Ergon) stanno costruendo nuove piattaforme.

Inoltre, cerchiamo nuovi soci in quelle aree non ancora presidiate come Toscana, Lazio, Umbria e Marche, con profilo in linea con il nostro mondo: cerchiamo imprese con fatturati interessanti, solide dal punto di vista finanziario, una buona gestione della rete focalizzata su piccole e medie superfici, anche con una quota di affiliazione. Siamo un sistema che cresce, perché i nostri negozi si fanno ricordare per l’attenzione che prestiamo alla qualità del cibo, con prodotti che rispondono a valori importanti di salute e benessere, oltre a coerenza e voglia di fare, tutti elementi essenziali per crescere.

Carrefour in Belgio ospita corner Decathlon

In 40 strutture a insegna Carrefour in Belgio saranno ospitati corner Decathlon. Un esperimento nato in periodo di Coronavirus e che potrebbe prolungarsi

In 40 strutture a insegna Carrefour in Belgio saranno ospitati corner Decathlon. Stando a quanto pubblica il giornale online LineAires, gli spazi dedicati all'offerta sportiva avranno una rotazione periodica per poter offrire una vasta gamma di prodotti. Pare che questa sinergie tre le due insegne sia l'inizio di una collaborazione destinata a continuare.
Spazi simili saranno testati anche in Francia dove la famiglia Mulliez, proprietaria di Decathlon, sperimenterà la collaborazione nei propri store a insegna Auchan, a partire dagli store dii Orleans, Parigi, Bordeaux.

Bilancio 2019: i risultati di Nova Coop

Saldo positivo del bilancio 2019 di Nova Coop registrato anche nel numero di Soci Prestatori che corrisponde a 859 nuove aperture

Con un fatturato di 1,063 miliardi di euro e un utile netto di oltre 13,6 milioni di euro Nova Coop chiude il 2019. Saldo positivo nel numero di Soci Prestatori che corrisponde a 859 nuove aperture, che hanno portato a un lieve incremento dell’incidenza percentuale dei Soci prestatori sulla base sociale totale, ora al 14,55%.
Il presidente di Nova Coop, Ernesto Dalle Rive, sottolinea: “Il bilancio 2019 registra il buon andamento sia della gestione caratteristica sia di quella finanziaria, che superano entrambe tutti gli obiettivi programmati. Le nubi che gravano sull’esercizio 2020, nel quale ci troveremo a fronteggiare gli esiti imprevisti e imprevedibili della pandemia che ci ha colpiti, con la caduta della capacità di produrre ricchezza del nostro sistema economico e della relativa crescente situazione di difficoltà delle famiglie a far fronte alle proprie esigenze di consumo, ci spingono ad adottare politiche di bilancio fortemente incentrate sulla prudenza. La cooperativa ha quindi stabilito in questo esercizio un rilevante incremento del fondo rischi, portando la sua dotazione a 45 milioni di euro”.

Tigros adotta il servizio Info Coda

Info Coda, dedicato ai clienti Tigros, permette di conoscere in tempo reale il periodo di attesa per entrare a fare la spesa

L'insegna ha realizzato un servizio specifico per ridurre il più possibile i tempi di attesa dei propri clienti e per facilitarne l’esperienza d’acquisto durante la fase 2. Info Coda, dedicato ai clienti Tigros, permette, infatti, di conoscere in tempo reale il periodo di attesa per entrare a fare la spesa, grazie a dati aggiornati direttamente dal proprio supermercato di riferimento e consultabili online. Inserendo il proprio Comune o cap su questo sito è possibile verificare in tempo reale l’afflusso di persone e i tempi di attesa previsti dei punti di vendita nelle vicinanze.

Fantini (Carrefour Italia): “Il trend eCommerce si consoliderà anche in fase 2”

Questo il commento del direttore eCommerce & digital transformation della catena in merito all'ascesa online del settore alimentare

L'ascesa dell'eCommerce alimentare in tempi di pandemia è ormai acclarata e confermata dalle principali catene della gdo. Secondo Enrico Fantini, eCommerce & digital transformation director di Carrefour Italia, si tratta di "numeri che sicuramente risentono della situazione di lockdown, ma che crediamo segnino una tendenza destinata al consolidamento anche nella fase 2".

Questo il commento nel corso del webinar che ha presentato i risultati di un report sul tema della Casaleggio Associati.

Come specifica infatti Fantini: "Crediamo infatti che i consumatori, che hanno sperimentato in questa occasione la qualità e comodità del servizio di spesa online, saranno sempre più orientati a scegliere questa modalità, sia in formato delivery a casa che click & collect, soluzione che sino ad oggi faticava ad affermarsi nel nostro paese e che ora invece viene sempre più scelta”.

Una prospettiva, insomma, che si mantiene disruptive.

Satispay: sei nuove insegne aderiscono al servizio

Entrano nel circuito Satispay, che conta ad oggi 20 insegne, anche Bennet, Carrefour, Conad Centro Nord, Iper La grande i, Sigma e Unes Supermercati

Si amplia la presenza di insegne distributive aderenti al servizio di mobile payment Satispay, il circuito alternativo alle carte di credito e debito, già utilizzato da oltre 1 milione di persone. Tra le aziende della gdo già integrate negli ultimi tre anni ci sono Esselunga, Pam, Crai, Naturasì, Coop Centro Italia, Coop Lombardia e Coop Liguria. Mentre le ultime in ordine di tempo sono Bennet, Carrefour, Conad Centro Nord, Iper La grande i, Sigma e Unes Supermercati.

Gli ultimi ingressi portano a 20 il numero di insegne coinvolte e circa 5.000 punti di vendita. Satispay sta inoltre ampliando la sua presenza anche fuori dall'Italia grazie al primo accordo internazionale in Lussemburgo, con la catena francese Auchan Retail, che nel Granducato ha dieci punti di vendita e gestisce con Satispay i pagamenti del servizio Les Paniers, un sito dedicato ai beni essenziali, creato ad hoc per consegne a domicilio e Click&Collect.

L’adesione a Satispay di queste nuove sei insegne è una decisa conferma di quanto sia ormai percepito il valore aggiunto che il nostro innovativo servizio può portare sia alla clientela finale che agli esercenti -spiega Andrea Allara, chief business development officer di Satispay-. La gdo si è dimostrata attenta fin dall’inizio alla rivoluzione in atto nei metodi di pagamento. Oggi più che mai, all’interno di un contesto emergenziale che ha visto questo segmento particolarmente coinvolto negli effetti del lockdown, il settore si è ulteriormente convinto dell’utilità di Satispay come mezzo per eliminare il contante, potenziale veicolo per il virus e come strumento per adottare le nuove misure nel rispetto della distanza di sicurezza, a cui ci siamo dovuti abituare”.

Amazon pronta ad acquisire Jc Penney per crescere nel retail fisico?

Secondo indiscrezioni della stampa statunitense il colosso punterebbe a rilevare (con convenienza) la catena di moda texana a rischio bancarotta

Le indiscrezioni arrivano per prime da Wwd, autorevole rivista statunitense specializzata nel settore moda, che parla di "un dialogo in corso" tra il management di Amazon e Jc Penny, catena di abbigliamento texana in forte stato di crisi legata alla pandemia.

Un eventuale acquisto dell'insegna, per il colosso eCommerce, sarebbe sinonimo di un passo avanti nello sviluppo brick&mortar, anche se è difficile prevedere in quale direzione. C'è chi parla di una riconversione degli 850 negozi di Jc Penney in format di vendita al dettaglio hi-tech, ma è ancora presto per fare previsioni, considerato che da Amazon non arrivano conferme ufficiali di interesse per l'operazione.

Gli ingenti debiti accumulati da Jc Penny, comunque, superano i 4 miliardi di dollari e consentirebbero sicuramente al gigante di Bezos di rilevare il retailer a un "prezzo di favore". Parliamo solo dell'ultima catena statunitense, comunque, pronta alla bancarotta. A darne già annuncio nomi come J. Crew, Neiman Marcus e Stage Stores, mentre Nordstrom sarebbe sulla stessa via.

La spesa nel post-lockdown tra multicanalità e nuove dinamiche

Il punto su consumatori e acquisti nella fase 2 con i risultati dell’Osservatorio Multicanalità 2020 di Nielsen e Politecnico di Milano

La crescita dei negozi di vicinato e dell’eCommerce ha di fatto dimostrato che vi è una #ServiceElasticity, ossia che la domanda dei consumatori è più elastica al servizio erogato che non ai prezzi. Per quanto riguarda la spesa alimentare online, le prime tre insegne in termini di Unique Audience sui rispettivi siti a marzo sono Esselunga, con 6,4 milioni di utenti e una variazione del + 56% su febbraio, Conad (3,9 milioni utenti, + 132%), e Carrefour (3,1 milioni, + 110%).

Questi alcuni dei trend distintivi e dati dell’epoca Covid e della Fase 2 messi sotto la lente d’ingrandimento dall’Osservatorio Multicanalità 2020 - il Nuovo Umanesimo Digitale, realizzato da Nielsen in collaborazione con la business School del Politecnico di Milano.

Ma vediamo con ordine le nuove dinamiche di spesa d'interesse per il post-lockdown.

Innanzitutto, in un contesto che vede il #puzzlesentiment presentare ancora il 58% della popolazione ritenere che il lockdown non sia del tutto superato, è stata riscontrata un’impennata a due cifre (#2digit growth) del giro d’affari del largo consumo, che ha raggiunto il picco massimo (+ 28%) a metà marzo. Tale fenomeno si è accompagnato al cosiddetto #channelshift, ovvero ad uno “shift” da un canale di vendita all’altro, tanto è vero che più di un quinto degli italiani (21%) ha dichiarato di avere scelto un diverso negozio di riferimento. Nello stesso tempo si è registrato un vero e proprio #eCommerceBoom: nella settimana tra il 20 e il 26 aprile l’online della gdo ha messo a segno il record storico a tre cifre (+305%), stabilizzandosi nei giorni successivi sul + 150%. Il digitale, in altre parole, da Nice2Have diventa un MustHave.

Parallelamente siamo entrati in quella che sarà ricordata come #AgeOfQueues, il fenomeno delle “code”, non solo fisiche ma anche virtuali sui siti delle grandi insegne: del 47% degli shopper che ha rinunciato almeno una volta alla spesa, il 22% adduce come causa gli eccessivi tempi di attesa. Cambia anche il carrello della spesa: nel periodo Post-Covid il #RebalancedBasket ha visto i consumatori ridurre la frequenza di spesa del 13%, aumentare lo scontrino medio del 27% e raddoppiare il numero di item presenti nel carrello.

Non si tratta di un cambiamento solo quantitativo, perché a mutare è la natura dei panieri, che diventano #FoodSafety, grazie a un aumento dell’home cooking (+50%). Interessante notare come nel comparto dell'alimentare fresco i prodotti a peso fisso in confezioni di plastica siano cresciuti quasi quattro volte i prodotti sfusi a peso variabile. Questo non significa che scompaia la domanda di sostenibilità, ma di certo va coniugata con una richiesta crescente di igiene e sicurezza. Dal punto di vista degli assortimenti, è da sottolineare una rivisitazione #InOut che porterà ad una profonda rivisitazione degli assortimenti stessi, dove categorie alto rotanti spingono per rubare spazio a categorie che hanno perso in penetrazione e frequenza.

Aldi: entro il 2020 lancerà nuovi format

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Saranno tre i format su cui Aldi articolerà la sua proposta in Italia, accanto al modello Standard saranno sviluppati anche i format Urban e Center

L'ingresso di Aldi sul territorio italiano risale a due anni fa nel corso dei quali l'insegna ha realizzato una rete vendita formata da 82 strutture distribuite in 6 regioni del Nord Italia: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige e Veneto. L'interesse per il nostro Paese porterà l'insegna a un'ulteriore espansione e una crescita continua anche nel 2020, nelle regioni in cui è presente. Al termine dello stop dovuto all’emergenza Covid-19, l’espansione futura contempla, infatti, di aprire ulteriori punti di vendita anche nei centri delle città, come ad esempio a Milano dove sarà lanciato un format definito Urban, perché inserito all’interno di un contesto cittadino e dunque facilmente raggiungibile, esteso su una superficie di dimensioni ridotte rispetto al format Standard, solitamente realizzato su aree tra 1.000 e 1.300 mq, e con un assortimento mirato al tipo di utenza e al contesto urbano.
I modelli su cui Aldi concentrerà la sua presenza in Italia saranno dunque 3: insieme ai format Standard e Urban anche il modello Center, inserito in un complesso in cui si trovano anche altre realtà commerciali. 

Next Level: il burger 100% vegetale di Lidl

Si tratta di un burger vegano, con certificazione V-label, 100% vegetale con il gusto della carne, disponibile in oltre 650 punti di vendita Lidl

L'offerta di Lidl si amplia con un prodotto sostenibile a zero emissioni. Si tratta di un burger vegano, con certificazione V-label, 100% vegetale con il gusto della carne, disponibile in oltre 650 punti di vendita della rete italiana, esposto nel banco frigo accanto alla carne perché proposto come alternativa. L'articolo si trova in una confezione composta da due medaglioni per un peso totale di 227g al prezzo di 3,49 euro.
Il Next Level Burger è fatto con funghi champignon, proteine di piselli, proteine di frumento e soia. Con questo prodotto Lidl vuole offrire un'alternativa a chi desidera variare la propria alimentazione, senza rinunciare al gusto e al corretto apporto proteico.

Famila (Selex): l’eCommerce con consegna a domicilio arriva a Verona

I consumatori possono collegarsi sul sito dedicato per fare la spesa in un qualunque momento della giornata scegliendo l'orario per la consegna a casa

Attraverso la piattaforma per la spesa online del Gruppo Selex CosìComodo.it, Famila amplia il suo raggio di azione proponendo la consegna a casa a Verona e in alcune aree della provincia, tra le quali: San Giovanni Ilarione, San Bonifacio, Soave, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Lavagno, Mezzane di Sotto, Montecchia di Crosara, Roncà, Caldiero, Tregnago, Illasi, Monteforte d'Alpone.
I consumatori possono collegarsi sul sito dedicato a questo indirizzo per fare la spesa in un qualunque momento della giornata scegliendo l'orario per la consegna a casa
disponibile dalle 11 alle 20, dal lunedì al sabato.
Con un importo minimo di spesa di 50 euro, fino al 31 luglio la prima consegna è gratuita
inserendo il codice “consegna1” in fase di conclusione dell’ordine. Il pagamento avviene con carta di credito o PayPal.
L'offerta comprende oltre 13 mila referenze compresi prodotti freschi di frutta e verdura, pesce e carne, salumi e formaggi, con la possibilità di scegliere il tipo di taglio o di preparazione che si preferisce, ma anche prodotti alimentari per esigenze specifiche, come i senza glutine o i senza lattosio.
Questo servizio di consegna a domicilio si affianca al servizio Drive che consente di ritirare in negozio la spesa fatta online disponibile nei punti di vendita di Verona (Borgo Roma di via Legnano 7 e Iperfamila di San Bonifacio in Via Enrico Fermi 2).

Ergon: 11 aperture Ard discount in Sicilia

In nove città siciliane, dislocate in varie province, Ergon Consortile ha inaugurato undici punti di vendita a insegna Ard discount

In poche settimane la società consortile Ergon ha realizzato in Sicilia undici punti di vendita Ard discount dislocati in diverse aree della regione: Messina (3), Caltanissetta, Naso (Me),
Gravina di Catania (Ct), Troina (En), Sambuca di Sicilia (Ag), Paternò (Ct), Monreale
(Pa) e Lentini (Sr).

Ogni inaugurazione è per noi motivo di orgoglio -commenta Marco Sgarioto, direttore
commerciale di Ard Sicilia- ma queste, lo ammettiamo, lo sono ancora di più: diventano
un messaggio di positività, di speranza verso la normalità, ma sono anche un modo per
mostrare vicinanza alla collettività. Un pensiero va anche ai nostri collaboratori che hanno
potuto permettere tutto ciò. Il nostro ringraziamento va a loro che con impegno e dedizione
hanno lavorato in questa situazione così complessa ed al tempo stessa delicata per
garantire le varie aperture. E adesso, come dice il nostro slogan, anche in queste
città conviene saper scegliere”.

 

I concept della #fase2: la nuova idea di micro-mercati di prossimità

Un progetto proposto dallo studio di architettura urbana Shift per trasformare il grande mercato in tanti micro-mercati dal flusso sicuro e costante
Credit: Dezeen

La cosiddetta fase 2, o comunque post lockdown, spinge anche il mondo dell'architettura urbana a progettare nuovi "format" di convivenza con il coronavirus Covid-19. A immaginare, nello specifico, una nuova idea di tanti micro-mercati di prossimità in sostituzione del grande mercato cittadino, è stato lo studio Shift.

Una possibile risposta anche alla scelta di alcune città con grandi e noti mercati, come Rotterdam, di mantenere chiusi o comunque ridurre la superficie degli stessi. Il design del concept, come mostrato approfonditamente anche in questo video, è molto semplice e consente di gestire il flusso di persone in modo ordinato ed efficiente, mantenendo al contempo le nuove distanze sociali di sicurezza.

COME FUNZIONA
La configurazione spaziale standard del micro market è costituita da una griglia di 16 quadrati e tre bancarelle allineate, ognuna delle quali vende un diverso tipo di prodotto fresco come frutta, verdura, latticini o carne in pacchetti anziché sfusi. La griglia è segnata a terra e recintata con barriere standard. Ha un ingresso e 2 uscite, così da  mantenere le distanze sociali, ed ogni "cellula" può contenere solo una persona. Per consentire il movimento, la griglia può invece contenere un massimo di 6 persone. Queste regole sono naturalmente chiarite all'ingresso del micro mercato, che ha una linea di attesa sempre segnata a terra.

Grazie ai micro-mercati si ottiene dunque un modello di dispersione nello spazio ma anche nel tempo (si ipotizzano aperture 5 giorni su 7 come per i negozi) in sostituzione al modello attuale di concentrazione in un unico mercato bisettimanale, come spiegano gli architetti.

Burger King Italia riapre al pubblico i suoi ristoranti

Accessi con obbligo di mascherina, misurazione temperatura e sanificazione mani, sacchetti con adesivi di sicurezza al posto dei vassoi, tavoli distanziati. Queste alcune delle nuove misure con cui Burger King riapre da oggi la maggior parte ristoranti

Burger King Restaurants Italia apre da oggi gli oltre 220 ristoranti in Italia. La riapertura odierna dei ristoranti segue un periodo a porte chiuse nel quale la catena ha predisposto tutte le misure di sicurezza richieste dalle attuali disposizioni di legge onde rispondere alle nuove regole imposte nella Fase 2: sanificazione dei locali, delle cucine e delle attrezzature più volte al giorno, distanziamento dei tavoli, dispositivi di sicurezza per i dipendenti, percorsi sicuri per i clienti, controllo della temperatura a dipendenti e clienti che accedono ai locali, gel igienizzanti e guanti, oltre a una formazione specifica (in modalità remota o e-learning, e in pre-apertura) che in questi due mesi ha coinvolto tutto il personale.

"Abbiamo messo in atto tutte le procedure necessarie per poter riavviare la nostra catena di ristoranti e riaccogliere i clienti in tutta sicurezza -spiega Andrea Valota, amministratore delegato Burger King Restaurants Italia -. In sala abbiamo ridotto e predisposto i tavoli adibiti alla consumazione distinguendoli da quelli che non possono essere utilizzati in modo da poter garantire le corrette distanze fra i clienti. Oltre a questo, siamo pronti ad aggiungere sui tavoli ulteriori plexiglass laddove necessario".

All'entrata di ogni locale il cliente troverà una postazione di controllo (check-point) con un addetto alla misurazione della temperatura con termometro a infrarossi e alla verifica del corretto utilizzo dei Dpi. Successivamente il cliente potrà sanificarsi le mani, indossare i guanti, e, seguendo un percorso guidato, raggiungere i chioschi digitali per fare l'ordine e pagare anche in modalità senza contatto (contactless). L'ordine verrà comunicato telematicamente in cucina dove verrà prodotto e consegnato al cliente in un sacchetto chiuso con adesivi di sicurezza (safety sticker) attraverso un ulteriore pannello di plexiglass.

Riorganizzazione delle cucine

"Abbiamo riorganizzato anche le cucine spostando i macchinari per garantire il corretto distanziamento tra i dipendenti marcando sui pavimenti e sulle pareti le aree di confinamento delle singole persone -aggiunge Valota-. In alcuni punti di vendita il personale è stato addirittura diviso in gruppi di lavoro distinti per ulteriore sicurezza. Inoltre, abbiamo rinforzato le nostre procedure di igiene e sicurezza già molto rigide: ad esempio tutto il personale, oltre a indossare maschere e guanti, deve lavarsi le mani ogni mezz’ora. Mi preme sottolineare, infine, che per primi abbiamo predisposto una app, disponibile da quest’estate, che consentirà ai nostri clienti direttamente dallo smartphone di riservare un posto a sedere in modo da poter consumare in tutta tranquillità e sicurezza all'interno del punto vendita, saltando eventuali file all’ingresso. Tramite l’app sarà anche possibile ordinare, prenotare l’asporto e pagare".

Per festeggiare questo evento -la riapertura dei ristoranti- Burger King lancia il Social Distancing Whopper, il panino con tre strati di cipolla "che aiuta gli altri a starti lontano", disponibile in tutti i locali allo stesso prezzo del classico Whopper.

Ancc-Coop: i risultati della spesa a domicilio ai più vulnerabili

Ancc-Coop, Anci (l’Associazione Nazionale Comuni Italiani) e il Dipartimento della Protezione Civile hanno garantito 1.600 consegne al giorno

Nella fase iniziale del lockdown è stato firmato un Protocollo d’Intesa sottoscritto da Ancc-Coop (l’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori), Anci (l’Associazione Nazionale Comuni Italiani) e il Dipartimento della Protezione Civile.
L'obiettivo era garantire oltre 1.600 consegne al giorno coinvolgendo oltre 500 associazioni partner, dalla Caritas all’Arci coinvolgendo diverse sigle del terzo settore.

Con questa dinamica prevediamo entro maggio di superare le 100mila spese consegnate -spiega Marco Pedroni, presidente Coop Italia- Ad oggi il servizio consente il presidio dell’8% dei comuni italiani in cui risiede, sulla base delle stime, circa il 20-25% della popolazione italiana. È una delle attività solidaristiche che hanno impegnato maggiormente le nostre cooperative e di cui andiamo fieri. Questo Protocollo che abbiamo siglato 2 mesi fa ha funzionato anche come modello per altre realtà imprenditoriali e territoriali che hanno poi attivato iniziative analoghe. Si affianca alle altre azioni messe fino ad ora in campo da Coop: dalle donazioni di milioni di mascherine alla Protezione Civile, all’ulteriore 10% di sconto sui buoni spesa emessi dal Governo, alla decisione di bloccare i prezzi su oltre 18.000 prodotti di marca e a marchio Coop”.

Ikea avvia la fase post Covid: soluzioni e strategie

ikea
Ikea propone una customer experience adatta ai rinnovati bisogni e abitudini degli utenti puntando ad assicurare prima di tutto sicurezza e salute

I ventuno punti di vendita Ikea sul territorio nazionale riaprono. Nei mesi passati l'insegna svedese ha concentrato la sua attività sulla vendita online attraverso il sito e il canale eCommerce. Oggi inizia la fase post Covid durante la quale Ikea propone una customer experience adatta ai rinnovati bisogni e abitudini degli utenti, in primis la sicurezza e la salute. “Siamo di fronte a una riapertura che sa quasi di una nuova inaugurazione dei nostri store, un nuovo inizio in una realtà nuova -dichiara Asunta Enrile, country retail manager & cso Ikea Italia-. Viviamo un passaggio straordinario che ci pone di fronte a qualcosa di mai visto e che tutti siamo chiamati ad affrontare, a cominciare da un modo diverso di stare insieme. Ora più che mai vogliamo essere vicini alle persone, adattandoci ai nuovi bisogni e mettendo a disposizione di tutti non solo i nostri prodotti, ma anche soluzioni e servizi che contribuiscano a creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone”.

L’obiettivo che l'azienda si pone per questa fase appena iniziata è "di essere ancora più accessibile, conveniente e sostenibile, attraverso il rafforzamento della strategia omnicanale che integra punti di vendita fisici con lo sviluppo del digitale”.

I servizi attivati

A supporto di questo obiettivo saranno messe in campo varie soluzioni a partire dall’applicazione ufirst, già adottata da altre insegne come Esselunga, Prénatal e Leroy Merlin, che consente di prendere virtualmente il numero per la fila e monitorare, ovunque ci si trovi, l’avanzamento della coda da remoto. Il sistema sarà testato inizialmente in 4 store: Catania, Corsico, Firenze e San Giuliano Milanese.

Inoltre da alcune settimane è disponibile il servizio di progettazione personalizzata da remoto, con un consulente esperto che sulla base delle esigenze e delle preferenze del cliente, realizza il progetto in videochiamata, illustrandolo in dettaglio e perfezionandolo insieme, per poi procedere all’acquisto.

Ikea ha anche implementato nuove modalità per i servizi di consegna, che permettono di evadere gli ordini a partire da due giorni dalla loro realizzazione attivando il test per la spedizione dei prodotti direttamente dai negozi. Il servizio non sostituirà quello già in essere, dai magazzini centrali di Piacenza e Riano, ma contribuirà ad una maggiore efficienza.

Supermercato24 lancia la vetrina eCommerce per i negozi di quartiere

Si chiama Locale by Supermercato24 ed è la nuova piattaforma dedicata al commercio di prossimità già attiva in oltre 300 città

Il coronavirus ha premiato da un lato i negozi di prossimità e dall'altro accelerato nel retail il processo di digitalizzazione. Per rendere le opportunità di crescita offerte dal canale online meglio accessibili anche ai piccoli esercenti, Supermercato24, il marketplace della spesa online, ha lanciato Locale by Supermercato24, una nuova piattaforma dedicata al commercio di prossimità.

COME FUNZIONA
Locale by Supermercato24, è una vetrina virtuale gratuita in cui i commercianti - ad oggi circa 250 in più di 300 città - presentano la propria attività ed espongono i propri prodotti, accompagnati dal prezzo e dalle modalità di pagamento previste (in contanti o bancomat alla consegna, oppure tramite carta di credito). Inserendo il proprio comune, i consumatori possono scorrere l’elenco dei negozi del loro quartiere aderenti all’iniziativa: dopo essersi registrati alla piattaforma, basterà selezionare quello in cui si desidera effettuare un acquisto e, dopo aver consultato il menu, indicare i singoli prodotti da acquistare. A seconda di quanto previsto dal singolo negozio, si potrà quindi richiedere la consegna a domicilio – gestita dall’esercente stesso – o ritirare i prodotti in negozio nella fascia oraria concordata.

NON SOLO FOOD
La vetrina online raccoglie attività commerciali dei settori più disparati, dall’agroalimentare alla ristorazione, passando per la cura della persona, la cancelleria e molto altro ancora: ortofrutta, panetterie e panifici, macellerie e pescherie, bar, enoteche e ristoranti, cooperative sociali, aziende agricole e agriturismi, torrefazioni, pastifici e gastronomie, gelaterie e pasticcerie, ma anche cartolerie, copisterie, erboristerie, botteghe artigiane, negozi di articoli per la casa, abbigliamento, pelletteria o per animali.

Locale by Supermercato24 si rivolge infatti ai commercianti di quartiere che prevedono la consegna a domicilio o il ritiro dei prodotti in negozio e desiderano da un lato ottimizzare la raccolta degli ordini, dall’altro ampliare la propria visibilità e, di conseguenza, la propria clientela. In seguito alla registrazione, l’esercente indica il proprio comune di copertura, fornisce una breve descrizione della propria attività e condivide la sua offerta online, per poi gestire autonomamente il pagamento e la consegna dei prodotti, in seguito alle richieste raccolte attraverso la piattaforma.

DOVE E' ATTIVO IL SERVIZIO
Attualmente il servizio è attivo nelle seguenti province: Agrigento, Ancona, Arezzo, Bari, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Catania, Como, Cremona, Cuneo, Firenze, Forlì-Cesena, Genova, Latina, Lodi, Lucca, Mantova, Massa Carrara, Milano, Modena, Monza-Brianza, Novara, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pistoia, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Roma, Siena, Sondrio, Terni, Torino, Trento, Treviso, Varese, Verona, Venezia, Vicenza.

Decathlon promuove la compra-vendita di usato sportivo

La catena spinge con una campagna l'utilizzo del servizio Trocathlon dedicato alla seconda mano, che unisce piattaforma online e negozio

Decathlon punta su Trocathlon, una servizio volto a dare una seconda vita al materiale sportivo con relativa piattaforma di compra-vendita dedicata. Parte da qui, infatti, la nuova campagna dedicata a quest'ultimo e volta a sottolineare il principio delle 4R: riduco, riuso, riciclo e riparo.

COME FUNZIONA
Gli articoli usati possono essere portati nei negozi aderenti all’iniziativa per definire il giusto prezzo di vendita. Decathlon si impegnerà a venderli senza nessuna commissione. Per vendere al Trocathlon è sufficiente essere possessore di Carta Decathlon, compilare il contratto e la scheda tecnica di valutazione degli articoli. Per chi vuole risparmiare tempo, è attivo anche il pre-deposito on line. Se tutti gli articoli depositati sono stati venduti, il cliente riceverà via email un buono acquisto di valore pari al prezzo di vendita del materiale. Il buono ha validità 2 anni dalla data di emissione ed è spendibile, anche in più soluzioni, in tutti i negozi Decathlon o su decathlon.it.

Ma la piattaforma è in parte anche luogo di aggregazione e community, come suggeriscono i relativi eventi Trocathlon sportivi cui è possibile prendere parte.

Gruppo Gabrielli (Sun): il Pacco Buono a prezzo fisso

Si tratta di un pacco spesa con prodotti di prima necessità a prezzo fisso, declinato da Gruppo Gabrielli in tre tipologie differenti

Da tre punti di vendita Tigre situati a Roma parte l'iniziativa Pacco Buono del Gruppo Gabrielli (Sun), lanciata in collaborazione con la società sportiva AS Roma e Wetaxi, una start-up italiana che collabora con i principali Radio Taxi. Si tratta di un pacco spesa con prodotti di prima necessità a prezzo fisso, declinato in tre tipologie differenti, che saranno vendute online sul sito ilpaccobuono.it.

I tre formati sono:

  • InDISPENSAbili Medium con 24 prodotti a marchio Consilia, Fatti Buoni, La Molisana e Kimbo, brand legati alla AS Roma
  • InDISPENSAbili Large con 41 articoli
  • InDISPENSAbili Cura Casa e Persona con 22 item specifici.

Una volta ordinato il pacco sul sito specifico, uno dei tre punti di vendita aderenti al progetto riceve l’ordine e lo consegna a domicilio, attraveros Wetaxi Delivery. Grazie alla collaborazione con AS Roma, invece, sarà prevista la consegna gratuita per tutti i tifosi giallorossi.

L'epidemia di Covid-19 -sottolinea Barbara Gabrielli, vicepresidente del Gruppo Gabrielli- ha portato il cliente dei nostri punti di vendita a cambiare le proprie abitudini e il modo di fare la spesa. La nostra sensibilità ai bisogni della clientela ha portato alla formulazione di una soluzione immediata e pratica, come nel del Pacco Buono. Si tratta di un ulteriore servizio alla clientela, ma non sarà una soluzione d’acquisto provvisoria, riteniamo possa rappresentare un primo passo per un futuro consolidamento delle metodologie di vendita online dei nostri prodotti”.

Vicino a te (Coralis) avvia il franchising per ampliare la rete

Consorzio Coralis
La rete della catena Vicino a te, che conta nove punti di vendita, si arricchisce di uno store, il primo con la formula franchising

Il franchising diventa per l'insegna Vicino a te (Coralis) una leva strategica per la crescita e per la valorizzazione degli imprenditori del territorio nel quale opera. La rete della catena, che conta nove punti di vendita, si arricchisce di uno store, il primo con questa formula, aperto a Ruinas (Or), paese natale di Ignazio e Mariuccia Frongia, a cui si deve l'apertura del primo negozio dell'insegna.

Il nostro logo, Vicino a te, fino ad oggi era rivolto esclusivamente ai nostri clienti. Abbiamo deciso di essere vicino anche agli imprenditori del nostro territorio, avviando un’attività di franchising -dichiara Marco Frongia, amministratore del gruppo assieme al fratello Fabio e la sorella Diana-. Abbiamo adottato lo stesso criterio di Coralis, il consorzio di cui facciamo parte dal 2018. Il nostro nuovo partner mantiene la sua denominazione distintiva Il piccolo salumiere a cui è stata aggiunta l’insegna Vicino a te: mantenere la propria identità è fondamentale in un territorio come il nostro, perché l’identità è la cifra di quello che sei e di quello che i clienti ti riconoscono”.

Ai franchisee verrà garantito “un rapporto di collaborazione e vantaggiose condizioni d’acquisto dei prodotti di marca oltre che supporto per gli aspetti gestionali dell’impresa come il sistema informatico, il report mensile delle vendite fino alla gestione semplificata degli ordini” spiega l'azienda. La collaborazione comprende anche lo studio del restyling degli store, il rilancio del punto di vendita, la Carta fedeltà, l’eCommerce. I servizi di back office saranno già sviluppati e serviti da Vicino a te Franchising. Attraverso i software forniti, ogni negozio potrà contare su una propria area di rendicontazione delle performance del negozio, finalizzata a mettere l’imprenditore in condizioni di leggere in tempo reale il valore della propria attività.

Il progetto di franchising è strutturato per superfici di differenti dimensioni e ogni tipologia di store avrà un logo identificativo: (S) per le superette fino a 200 mq, (M) per quelle da 201 fino a 400, (L) per gli store da 401 a 600 mq e (XL) per quelli oltre i 601 mq.

 

La proposta multicanale di Esselunga

Cresce l'eCommerce e aumenta il settore beauty. Esselunga incrementa anche la presenza di locker sul territorio, aprendone due in altrettanti ospedali

L’eCommerce, in questo momento di lockdown, è cresciuto. La tendenza è generale, e molte insegne hanno implementato il proprio servizio online per assecondare la domanda crescente da parte del consumatore.

Nello specifico Esselunga ha registrato un aumento dell’85% di nuovi clienti e ha riscontrato il successo di settori come il beauty cresciuto del 75%. Nei mesi di marzo-aprile il peso dell’eCommerce sul totale comparto della bellezza è stato del 10%. L'offerta online del settore comprende 3.500 item di profumeria e 2.000 di make up a cui si aggiungono 800 articoli di parafarmacia.

In un articolo pubblicato da Pambianconews, Roberto Selva, chief marketing & customer officer di Esselunga, conferma questo trend: “Per la nostra catena il web è strategico e lo è anche il settore della cosmetica che continuiamo a potenziare”.
Di fatto sono aumentati i prodotti legati a questo isolamento e alla consequenziale chiusura di parrucchieri e centri estetici.

I locker negli ospedali

La rete di locker di Esselunga, attualmente formata da dieci strutture, situate a Milano, San Giuliano Milanese (Mi), Lissone e Macherio (Mb), Stezzano (Bg), Vigevano (Pv), Olgiate Olona (Va), Parma e Prato, si è arricchita di due locker, analoghi nel meccanismo, installati in due ospedali milanesi: il San Raffaele e l’Humanitas di Rozzano, dedicati esclusivamente ai dipendenti delle strutture sanitarie. L'offerta online comprende oltre 15.000 articoli di ogni categoria.

L'intento dell'azienda è di ampliare il numero dei locker esistenti sul territorio incrementando un servizio cresciuto molto negli ultimi mesi. Per le ubicazioni, Esselunga si concentrerà su luoghi ad alta densità di traffico.

Ovs: gli acquisti via WhatsApp

Risponderà il personale Ovs dedicato a questo servizio i cui numeri sono disponibili sul sito aziendale così come l'intero assortimento

L'insegna di abbigliamento inserisce nuovi servizi per facilitare gli acquisti dei consumatori. L'ultima novità messa in campo da Ovs è la possibilità di contattare e videochiamare su WhatsApp per acquistare l'assortimento donna, uomo e bambino. Risponderà il personale dedicato a questo servizio i cui numeri sono disponibili sul sito aziendale nel quale vengono riportati ubicazione, numero specifico e nome del dipendente che risponderà. L'offerta è visibile sul sito online suddivisa per categorie ma durante la chiamata o videochiamata saranno i dipendenti a guidare il consumatore nella scelta del capo da acquistare.

Il servizio è disponibile, per acquisti di almeno 30 euro, da lunedì a sabato dalle 10,30 alle 17,30 mentre la consegna a domicilio è prevista entro 48 ore ad eccezione di Sicilia e Sardegna per le quali il tempo massimo è di 72 ore, festivi nazionali o locali esclusi. I capi potranno essere pagati alla consegna senza spese aggiuntive. Le spese di spedizione sono gratuite per ordini superiori ai 50 euro, per importi inferiori sono pari a 4,95 euro. Si hanno trenta giorni di tempo dalla riapertura dei negozi per effettuare il reso.

 

Carrefour Italia: un servizio di spesa dedicato ai non udenti

carrefour italia park west
Per spiegare l’iniziativa e fornire le istruzioni del servizio è anche disponibile un video, realizzato nella Lingua dei Segni Italiana

Questa iniziativa nasce dalla collaborazione di Carrefour Italia con l'Ente Nazionale Sordi (Ens). Si tratta di un servizio di spesa telefonica con consegna a domicilio per i clienti non udenti che permette di inviare un ordine tramite app di messaggistica oppure di utilizzare il servizio Comunic@ENS, un call center che tutte le persone con difficoltà di udito in Italia utilizzano per i rapporti con gli udenti.

Per spiegare l’iniziativa e fornire le istruzioni del servizio è anche disponibile un video, realizzato nella Lingua dei Segni Italiana (Lis), visibile a questo link 

Il servizio di spesa telefonica e consegna a domicilio per questa tipologia di clienti va ad aggiungersi a molteplici azioni già portate avanti in questi anni in collaborazione con Ens, nate dalla consapevolezza che la diversità è una ricchezza e che investire sulle politiche di inclusione ci consente di offrire un servizio migliore a tutti i nostri consumatori -afferma Michele De Luca, direttore dell'ipermercato Carrefour di Grugliasco (To) dal quale è partito il progetto-. Sono particolarmente orgoglioso dell'impegno di tutti i dipendenti nel portare avanti queste iniziative, facendosi ambasciatori dei nostri valori e dimostrando l’attenzione che da sempre poniamo verso i bisogni della comunità".

L’obiettivo è di ampliare il più possibile la rete di punti di vendita aderenti, che attualmente conta circa 60 negozi su tutto il territorio nazionale, elencati al seguente link

Gusto 17: l’originale iniziativa che trasforma il gelato in tempo-regalo

L'agri-gelateria milanese lancia "Il tempo è gelato", un programma digitale integrato con gli store che premia i consumatori con una nuova valuta

La pandemia Covid-19 ha sicuramente cambiato e diversamente valorizzato il nostro concetto di tempo. A capirlo e farne un nuovo modello di fidelizzazione è stata l’agri-gelateria milanese Gusto 17, 2 Coni Gambero Rosso e 2 punti di vendita (via Savona 17 - Navigli; e via Cagnola 10 - Arco della Pace).

Gusto 17 ha infatti lanciato l'originale iniziativa "Il tempo è gelato", un programma digitale integrato agli acquisti in negozio, che prevede per ogni euro speso 6 secondi in regalo. Questi potranno essere accumulati e trasformati in premi-tempo da spendere in diverse esperienze o servizi quali lavaggio e stiraggio delle camicie a domicilio, la pulizia della casa o dell’auto.

Tra queste anche la possibilità di trascorrere una giornata nel laboratorio artigianale a Milano per creare il proprio gusto dei desideri, oppure di usufruire di un weekend per vivere delle esperienze con i produttori italiani le cui materie prime danno vita al gelato di Gusto 17.

Dal 7 maggio è possibile scaricare la propria card nel mobile wallet o sul proprio Google Play per iniziare ad accumulare punti-secondi da trasformare in tempo libero. La card digitale per ricevere punti-tempo funziona attraverso la semplice lettura. Maggiori dettagli anche sulla relativa pagina sito di Gusto 17.

Ristorazione e distanziamento sociale: a rischio 4 milioni di sedute

Se le indiscrezioni circa le misure di distanziamento previste dal governo, con una persona ogni 4 metri quadri, venissero confermate, i ristoranti italiani perderebbero in un sol colpo 4 milioni di posti a sedere, ovvero il 60% del totale.

Il dato è stato calcolato dall’Ufficio studi di Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi sulla base delle dimensioni medie dei locali. La ristorazione italiana è infatti composta da piccole attività, che hanno in media una superficie di 90 metri quadrati e 62 posti a sedere. Un posto a sedere ogni 0,7 metri quadri, che scende a 0,6 nei locali più piccoli, ma che, con la previsione dei 4 metri quadri di distanziamento tra i commensali, scenderebbe sotto lo 0,3.

"Questa non è una soluzione, ma un serio ostacolo alla ripresa della nostra attività lavorativa – sottolinea Aldo Cursano, Vicepresidente vicario di Fipe -. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità da settimane a discutere di maggiori spazi all'esterno, di distanze ragionevoli tra i tavoli, di dispositivi di protezione individuale e possiamo anche valutare, se necessario, di installare delle paratie tra un tavolo e l’altro. Ma il governo non può chiederci di mantenere 4 metri quadri di distanza tra commensali dello stesso tavolo. Altrimenti avremmo ristoranti con solo tavoli da uno".

Per questo la Fipe ha simulato anche altri due scenari.
Se il governo decidesse di distanziare i tavoli di 4 metri lineari l’uno dall’altro, la perdita di posti a sedere sarebbe di 3,5 milioni, ovvero la metà dei 7 milioni attualmente disponibili nei ristoranti italiani.
Se invece si optasse per i due metri di distanza tra i tavoli, senza distanziamento tra i commensali allo stesso tavolo, la perdita sarebbe del 30% dei coperti.

"Quest’ultimo è l’unico scenario sostenibile – sottolinea Cursano -, il solo in grado di permettere agli imprenditori del settore di continuare a lavorare, magari recuperando una parte dei posti a sedere persi, occupando lo spazio al di fuori dei locali. Mi auguro che sia il governo sia i presidenti delle Regioni tengano bene a mente questi calcoli prima di prendere una decisione definitiva".

Cosa serve per la spesa online post emergenza?

La lezione ricavata dall’esperienza dei retailer food italiani, per prepararsi a un nuovo bilanciamento tra fisico e online e alle necessità dei clienti (da Gdoweek n. 8)

Click&Collect, consegna a domicilio, locker: alcuni retailer hanno cominciato offrendo una sola di queste possibilità, per poi allargare la scelta. Altri si sono mossi da subito su più fronti e oggi possono contare su un servizio che contempla tutte le formule di ritiro. L’emergenza Coronavirus ha cambiato le carte in tavola e tutti i retailer si sono mossi rapidamente per ampliare e migliorare il servizio. “Non credo che l’online, almeno per l’alimentare, potrà mai raggiungere le cifre di penetrazione di settori come editoria o elettronica -spiega Lucia Bruzzone, digital manager di Basko- e non credo che ci sia un cliente per una tipologia di servizio. Anzi, tutti siamo potenzialmente clienti per tutti i servizi, a seconda del momento. Adesso dobbiamo ragionare in una logica di complementarietà con il negozio fisco”.

Prima di tutti sono cresciute le dimensioni del traffico online: a marzo ha segnato un +60%; nell’ultima settimana di febbraio la spesa online ha visto un incremento del 200% rispetto alla settimana precedente, quando già cresceva del 40% (analisi Competitoor.com, 1 febbraio-1 marzo).

Prese le misure su nuove richieste e consumi, i retailer guardano oltre, considerando la possibilità che le nuove abitudini rimangano anche nella fase successiva al lockdown.

Con un magazzino nel milanese chiuso per 12 giorni a marzo, il sovraccarico degli accessi a mezzanotte, quando venivano aperti gli slot, Esselunga (che ha scritto una lettera ai consumatori scusandosi per i disagi) ha ripensato il servizio aprendo la possibilità di consegna lungo tutto l’arco della giornata e per 7 giorni; inoltre ha limitato le consegne, solo una a persona ogni settimana, e ha riservato agli over 75 e ai diversamente abili il 40% della capacità del proprio eCommerce. “Stiamo lavorando per anticipare in modo considerevole la capacità di Esselunga a Casa, che aumenterà ogni mese”, si legge ancora nella lettera e, nel frattempo, in oltre 100 negozi è partito il servizio di Prenota&Ritira, con spesa online e ritiro su appuntamento entro le 48 ore successive all’ordine.

Servizi che potranno trovare spazio anche nella fase 2 nella quale l’eCommerce potrebbe pesare di più, come suggerisce Lucia Bruzzone (Basko): “Sono sempre stata convinta che la lenta affermazione dell’eCommerce in Italia fosse da attribuire a un problema di notorietà del servizio; ma la rapidità con cui è stato adottato nel momento dell’emergenza mi ha fatto ricredere. Probabilmente non diventerà un’abitudine per tutti, quanto una possibilità in più da scegliere. Credo che si confermerà un’accelerazione nella penetrazione dell’eCommerce alimentare”. Se prima dell’emergenza le vendite online valevano il 2% del fatturato dei negozi Basko, durante la quarantena tale incidenza è più che raddoppiata e con uno scontrino medio importante che, da una media di 100 euro pre crisi, sta crescendo del 60%.

Le abitudini d’acquisto digitale cambiano anche in funzione delle caratteristiche del territorio e della popolazione. Nell’area di Genova servita da Basko, gli over 65 fanno la spesa online, anche grazie al canale ‘mobile’, strumento che genera il 70% del traffico, e alla app che registra il tasso di conversione più alto. Per questo, appena la contingenza lo consentirà, Basko si trasferirà dall’attuale magazzino al nuovo dark store di Genova Bolzaneto per offrire anche in rete un assortimento più ampio. Un eCommerce la cui regia è tutta Basko: la piattaforma informatica è sviluppata e gestita, per i soci Agorà, da Digitelematica, la logistica è interna, il picking è terziarizzato, a parte quello dei freschissimi, gestito direttamente.

“Sono convinto che questo evento cambierà gli stili di vita e i modelli di consumo degli italiani -ammette Simone Pescatore, direttore marketing e comunicazione di Bennet-: non credo che, passato il virus, torneremo ad acquistare quello che consumavamo prima, tanto online, che cresce esponenzialmente, quanto in-store”.

E l’aumento sia della frequenza sia dello scontrino medio, prova che le reticenze stanno per essere abbattute. Non solo: l’eccesso di richieste nell’eCommerce spinge la necessità di pianificare la spesa con maggior anticipo, con sessioni che, secondo l’esperienza di Bennet, si stanno spostando da desktop a supporti mobili (tablet o smart phone), ma senza il ricorso ad app. “L’accesso via mobile era superiore già prima della crisi, 60% contro 40%, ma il trend va verso un’ulteriore crescita dei supporti mobili almeno per il 70%. Credo che il digitale rimarrà anche dopo l’emergenza, e con volumi simili -precisa Simone Pescatore-. Stavamo già lavorando per una piattaforma più capace e per integrare sito corporate ed eCommerce: il processo sarà concluso parzialmente a fine 2020 e completamente nel primo semestre 2021, implementando la soluzione Sap Commerce e un nuovo back end. Per noi di Bennet, digitale ed eCommerce rappresentano il principale asse strategico, sul quale sono diretti anche gli investimenti”. Un’integrazione tra fisico e digitale che richiede strategie dedicate dal punto di vista dell’offerta, con la convenienza che non cambia: “Le promozioni dell’eCommerce sono le stesse che si trovano nei nostri format -spiega Pescatore-: anzi se ne aggiungono altre, per seguire dinamiche proprie del canale”. Essendo store based, l’assortimento è un sottoinsieme di quello del negozio, con freschi e freschissimi al completo, surgelati, qualcosa di non food, soprattutto stagionale, e grandi campagne top of mind per il cliente. Gli ordini per i laboratori interni, come la pasticceria o la polleria, vengono gestiti su richiesta nell’online, con torte fatte su misura e rosticceria consegnata calda. Tutti elementi importanti per distinguersi: la capacità di personalizzare la scelta dei freschi continua a essere in cima ai desideri dei clienti e potrà confermare gli scontrini alti, grazie a spese che integrano prodotti prima poco acquistati online.

Sempre nell’ambito del servizio, ma sul fronte della standardizzazione e della semplificazione della spesa (per l’emergenza e non solo), Carrefour ha lanciato Gli Essenziali, 3 box alimentari e 3 kit tematici preconfezionati a prezzo fisso, da ordinare e ricevere velocemente, abbinati anche a una donazione alla Protezione Civile. L’eCommerce può essere anche di prossimità come strumento per un contatto più diretto con le persone, utilizzando il telefono per accordarsi sulla consegna e prendere gli ordini, soprattutto per gli over 65.

“L’online sta modificando i consumi e la modalità di fare la spesa e lo vediamo bene con l’evoluzione del nostro Crai Spesa Online, un marketplace della prossimità con oltre 170 negozi in 14 regioni -sottolinea Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di Crai Secom-. Sarà interessante vedere che impatto avrà una volta tornati alla normalità, mentre c’è una forte riscoperta del concetto di prossimità. Credo che si dovrà spingere ancora di più su qualità e filiera italiana, ma non penso che cambieranno le promozioni; forse cambierà il mix dei prodotti. Di sicuro ci sarà molta più attenzione al servizio, alla relazione, alla qualità e alla sicurezza, fattori indispensabili anche in questo momento”.

Al momento Crai Spesa Online, nel quale ogni negozio propone il proprio assortimento, è gestito da un partner tecnologico esterno in collaborazione con una squadra interna dedicata ed è in crescita costante: +1.075% le visualizzazioni delle pagine, +107% nuovi utenti, +184% le sessioni, +36% le sessioni per utente e +989% la media settimanale degli ordini, rispetto al 2019; oltre 1.500 gli ordini evasi quotidianamente, con più di 500 chiamate al giorno per il customer care, una richiesta pressante per la consegna a domicilio rispetto al click&collect, scontrini più alti. “Per noi Crai Spesa Online è un’estensione dei servizi del negozio tradizionale”, precisa La Viola. Crai ha anche previsto il potenziamento della app attraverso un ampliamento dei contenuti e una più forte integrazione tra mondo Crai e Crai Spesa Online. Le due aree, istituzionale ed eCommerce, sono integrate attraverso il Crm, che permette il riconoscimento del singolo cliente. Allo studio anche servizi di spesa su abbonamento.

Si basa sulla prossimità anche l’esperienza di Consorzio Europa (Sigma D.IT), che per ora offre un servizio molto apprezzato di consegna della spesa con ordini via WhatsApp ed email, affidato ai singoli imprenditori che gestiscono i negozi. “Chi lo fa bene, con impegno e puntualità, avrà buoni riscontri in futuro”, chiarisce Oreste Santini, presidente di Consorzio Europa. La complessità sta nel rifornimento puntuale e frequente di negozi anche molto piccoli, che si trasformano in poli di una rete commerciale più ampia rispetto a una spesa limitata al canale fisico, cui si aggiunge l’integrazione tra attività instore e preparazione delle spese da consegnare. “Non mi voglio illudere che tutti i consumatori venuti in questo periodo nei negozi di prossimità rimangano -spiega Donatella Prampolini Manzini, presidente Realco e D.IT-: noi ci siamo fatti trovare pronti, disponibili, professionalmente preparati, offrendo assortimento, cortesia e prezzo anche nella piccola dimensione. Come Distribuzione Italiana stiamo anche studiando una piattaforma comune, un progetto in questo momento rallentato. Cessata l’emergenza, lo riprenderemo, puntando su consegna a domicilio e click&collect”.

Nuove prospettive anche per Conad, che ha in cantiere un progetto di eCommerce di cui si stanno definendo i temi proprio in questi giorni, a fronte di un traffico che, come ha sottolineato Francesco Pugliese, è passato da 9.000 consegne al giorno a 95.000.

Anche Multicedi con Decò sta lavorando a una piattaforma dedicata, capace di dare a ciascun negozio una vetrina virtuale dalla quale i clienti possono fare direttamente gli ordini, anche tramite app, riceverli a casa o ritirarli in negozio. “Il servizio è in fase di ottimizzazione benché già attivo come test in alcuni SuperStore e Maxistore Decò -racconta Angelo Merola, responsabile marketing di Multicedi-: è raggiungibile online dal link latuascelta.supermercatideco.it o dall’home page del sito istituzionale”. Le richieste aumentate anche del +500%, secondo Merola, evidenziano due aspetti: “In emergenza il consumatore fa ricorso a tutti gli strumenti che la tecnologia e gli operatori hanno messo a disposizione, con picchi di ordini nel fine settimana. Da qui, l’enorme potenziale dell’online, anche nel settore food”.

In fase di ampliamento anche il servizio proposto da Gruppo Dimar (Selex) per Mercatò Extra: 8 i negozi attivi in modalità drive o consegna a domicilio, dal sito www.mercato.cosicomodo.it, marketplace che raccoglie insegne diverse. L’assortimento comprende circa 13.000 referenze, incluse le mdd Selex, con la possibilità di specificare, per i freschi, il taglio o la preparazione preferita.

Proprio in questi giorni anche Gruppo Isa (VéGé) ha lanciato la app per offerte e informazioni ai clienti, portando, a marzo, da 3 a 12 i supermercati abilitati alla spesa online.

La diffusione della spesa online non è uniforme nella Penisola: secondo Osservatori.net la copertura provinciale nel 2019 era dell’80%, con notevoli disparità tra Nord, molto ben coperto, Centro a macchia di leopardo e sud scoperto. La copertura per Comune è ferma al 6,5% mentre per le città con più di 50.000 abitanti siamo al 93%. Numeri che aprono spazi potenziali per il sud. “Già prima dell’emergenza eravamo consapevoli dell’importanza strategica dell’online in questo canale che in futuro guadagnerà sempre più quote di mercato -afferma Michele De Leo, responsabile sistemi informativi di Maiora Despar Centro-Sud-. Per questo abbiamo attivato il servizio in altre piazze, in particolare in Puglia e Basilicata”.

Tra i temi più caldi, l’importanza di avere a disposizione una squadra focalizzata sul risultato e disposta a garantire la continuità del servizio. “Vendere generi alimentari è un servizio di cui non si può fare a meno neanche per pochi giorni -dichiarano da Eataly-. Grazie a questa emergenza, abbiamo scoperto di avere un gruppo di persone che ha dato il massimo per continuare a garantire il servizio”. Da Eataly la spesa media è cresciuta del 30% con un’ampia parte dello scontrino dedicata ai prodotti freschi per la crescita in particolare della macelleria. È stata abbassata la soglia di spesa per la consegna gratuita, da 69 a 36 euro, a fronte di una spesa minima di 20 euro; Eataly ha inoltre potenziato il servizio clienti via telefono, email, form sul sito o chat: fattori che ampliano il target di clienti per l’eCommerce alimentare.

Mascherine: le scelte dei retailer

Carrefour, Coop, Despar e Conad rendono disponibili nei propri store le mascherine chirurgiche per affrontare la Fase 2. Crai si sta organizzando

Aggiornamento 14 maggio 2020

L'accordo siglato tra il Commissario straordinario per il coronavirus, Domenico Arcuri, Confcommercio e Federdistribuzione, avvia la vendita delle mascherine chirurgiche a 0,50 centesimi in circa 20.000 punti di vendita sul territorio italiano.

Carrefour Italia, per esempio, le sta introducendo nei propri store diretti, ampliandone la presenza progressivamente in ogni regione in base alle disponibilità. L'azienda sottolinea: "confermiamo l'impegno per il Paese e al servizio della comunità, anche alla partenza della Fase 2". Aderisce anche Etruria Retail che nei suoi 290 negozi Carrefour affiliati in Toscana, Umbria e Alto Lazio vende le mascherine chirurgiche al prezzo fissato di 50 centesimi, più 11 centesimi di iva. I dispositivi di protezione individuale sono in vendita sugli scaffali di tutti i punti di vendita della rete in confezioni da 5 mascherine.

"In un momento difficile per il tutto il Paese i nostri punti di vendita continuano a essere vicini alle esigenze dei clienti, mettendo a disposizione, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, un bene, come le mascherine -spiega l'azienda-. Grazie a una rete di distribuzione capillare ci impegniamo, costantemente, nel rifornire gli store e garantire ai nostri clienti tutto ciò che è necessario per la loro spesa quotidiana”.

Mascherine in vendita anche nella rete di Coop Lombardia, e in generale nei negozi della rete Coop sul territorio nazionale, e da Conad. Despar Centro-Sud aveva, già nei giorni scorsi, annunciato la sua scelta di fornirsi di mascherine.

L'Ad di Conad, Francesco Pugliese, scrive in un tweet: "In attesa che quanto promesso in tv e sui social si avveri con la cancellazione dell'iva intanto assorbiamo noi il costo e stiamo vendendo al pubblico a 0,50".

In una nota Coop spiega: "Abbiamo accolto l’invito del governo di adeguarsi al prezzo indicato delle mascherine; già da alcuni giorni nei nostri store erano disponibili mascherine a 0,60 cadauna iva inclusa. Coop ha rinunciato a chiedere ristoro al governo per le mascherine precedentemente acquistate a costo più alto".

Crai Secom ha invece deciso di ritirare, ma solo temporaneamente, le mascherine dalla vendita. L'azienda spiega: "Ci siamo attivati da subito per trovare sul mercato delle mascherine con un prezzo più basso, in modo da poterle vendere quanto prima al prezzo indicato dal Governo. L’azione che abbiamo intrapreso va proprio nella direzione di continuare a dare il massimo del servizio ai nostri clienti, così come abbiamo fatto da sempre ed è parte del dna di tutta la nostra organizzazione. Abbiamo rafforzato anche questa nostra caratteristica nelle ultime settimane di emergenza e di disagio cercando di far fronte al meglio alle esigenze dei nostri clienti. Lo stiamo facendo dall’inizio dell’emergenza, tutti i giorni, in tutti i nostri negozi, con migliaia di donne e uomini che lavorano con professionalità e dedizione. Contiamo pertanto di risolvere questa situazione in breve tempo".

Anche NaturaSì si è dotata di mascherine ma propone quelle in cotone lavabili fino a quindici volte, classificate come maschere ad uso medico di Tipo I, e realizzate dalla Cooperativa sociale Quid, la realtà veronese che dà lavoro a uomini e donne con un vissuto di fragilità. Per lavare le mascherine basta immergerle in un litro di acqua con cinque grammi di candeggina, sciacquare con acqua corrente e fare asciugare all'aria per poi stirare a massima temperatura fino al quindicesimo utilizzo.

A riguardo interviene anche Federdistribuzione che in una nota spiega: "Le aziende di Federdistribuzione hanno continuato a vendere le mascherine al prezzo fissato di 50 centesimi + iva, cioè con un prezzo al pubblico di 0,61 centesimi di euro, ancora per tutta la scorsa settimana fino ad aver quasi esaurito le scorte di circa 9 milioni di pezzi ancora disponibili al 26 aprile scorso, e si stanno ora riapprovvigionando grazie all’accordo con il Commissario Arcuri. Al momento le mascherine sono in vendita presso Bricocenter, Bricoman, Carrefour, Esselunga, Gruppo Selex (insegne Pan, Gala, Mercatò, Galassia, Il Gigante), anche se non in tutti i punti di vendita delle insegne citate per un totale al momento di circa un migliaio di grandi negozi".

Entro qualche giorno, si completerà il numero delle insegne e gli approvvigionamenti entreranno a pieno regime consentendo la copertura di 8.000 punti vendita.

 

Ristorazione, 15 misure urgenti per salvare il settore

Ubri, riflessioni sul futuro della ristorazione
Le 11 imprese di Ubri hanno sviluppato nel 2019 un fatturato di 200 milioni, impegnando 3.300 dipendenti in 400 locali, di cui 30 all’estero

L'Unione brand ristorazione italiana (Ubri) è un'associazione nata quest'anno per iniziativa di Vincenzo Ferrieri, (foto home page), ad di Cioccolatitaliani, e Antonio Civita, Ceo di Panino Giusto, per gestire e coordinare l'emergenza scatenata dal Covid19: un fulmine a ciel sereno per quasi tutti e certamente un sisma stile Casamicciola per la ristorazione. Gli 11 Ceo (e in molti casi co-fondatori) di catene della “ristorazione moderna organizzata” (fra le quali Cioccolatitaliani, Panino Giusto, La Piadineria, Pescaria, Panini Durini, Bun Burger) hanno presentato oggi alla stampa 15 misure urgenti da sottoporre al Governo: queste misure interessano principalmente l'area fiscale  (dove Ubri auspica la cancellazione provvisoria delle imposte come Cosap, Tari, Imu); il personale (proroga della cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre 2020, detrazione degli oneri contributivi); le locazioni (estensione del credito d’imposta agli affitti ramo d’azienda), e le agevolazioni sulle vendite (es. abbattimento delle commissioni agli operatori del delivery).

Undici sono anche, come ha ricordato Tunde Pecsvari, Macha Caffè, portavoce dell’Unione Brand Ristorazione Italiana, i tavoli di confronto, strategici e operativi, ora concentrati sulle misure da adottare nella fase 2 del Covid-19, ma non solo: questi tavoli sono innovazione digitale, acquisti, sviluppo, personale e formazione, operations, internazionalizzazione, location, legale e finanza, rapporti istituzionali, marketing. Attraverso questi tavoli Ubri condivide le competenze delle singole catene per rendere più efficienti i propri modelli di business e affrontare insieme le sfide che presentano i mercati nazionale e internazionale.

Il fatturato complessivo che le 11 imprese hanno sviluppato nel 2019 è di 200 milioni, impegnando 3.300 dipendenti in 400 locali, di cui 30 all’estero. Senza il meteorite Covid19, le prospettive 2020 puntavano su un’ipotesi di fatturato di 250 milioni, per 470 locali (40 all’estero) e 4.000 dipendenti.

Vincenzo Ferrieri, presidente Ubri, è anche delegato ai rapporti istituzionali, mentre Antonio Civita, Ceo di Panino Giusto, è vice presidente con delega ai rapporti con altre Associazioni.

Antonio Civita, Ceo di Panino Giusto

Danilo Gasparrini, Ceo e co-fondatore di Bun, segretario generale di Ubri, seguirà l’innovazione digitale, mentre Maria Luisa Castiglioni, ad di Panini Durini, avrà la delega a risorse umane, formazione e e-learning. Citiamo anche altri due nomi famosi nella ristorazione commerciale, Domingo Iudice , co-fondatore e chief marketing manager di Pescaria, che seguirà il marketing e la comunicazione di Ubri, e Matteo Pichi (Poke House) che si occuperà di tutte le tematiche del delivery.

Ubri non ha dichiarate finalità politiche e sindacali, "quindi -precisa Ferrieri- non puntiamo a fare incetta di soci per realizzare massa critica. Noi vogliamo rappresentare un organo di collegamento e discussione utile per aiutarci a sostenere questa difficile fase di ripartenza che, tra l’altro, rischia di costarci più dei tre mesi precedenti trascorsi con i locali chiusi".

GLI 11 DI UBRI-UNIONE BRAND RISTORAZIONE ITALIANA (nelle didascalie della gallery le loro deleghe all'interno di UBRI)

Vincenzo Ferrieri_(Cioccolati Italiani), presidente Ubri

Antonio Civita (Panino Giusto), vicepresidente Ubri

Lorenzo Vinazzani_(La Piadineria)

Tunde Pecsvari (Macha Cafè)

Maria Luisa Castiglioni (Panini Durini)

Nico Grammauta (Bowls & More)

Giovanni Grossi (Lievità)

Fabio Ionà (Supervale)

Danilo Gasparrini (Bun)

Matteo Pichi (Poke House)

Domingo Iudice (Pescaria)

 

 

Cat&rina Benatural: la lettiera al tofu eco-friendly

Rinaldo Franco Spa amplia la gamma delle lettiere vegetali del brandCat&Rina inserendo la lettiera al tofu, in versione classica o profumata.

L’utilizzo di una lettiera eco-compatibile è un piccolo gesto per impegnarsi ogni giorno a rispettare l’ambiente e costruire un mondo più sano e pulito. Per questo Cat&Rina offre una gamma sempre più ampia di lettiere vegetali:prodotti compostabili e biodegradabili che non inquinano l’ambiente né rilasciano polveri nocive per la nostra salute e dei nostri animali.

BeNatural è interamente di origine vegetale, leggera e facile da smaltire, trattiene perfettamente gli odori ed è disponibile nella versione classica o al profumo di pesca.La pratica confezione salva freschezza con ziplock aiuta a preservare l’aroma a lungo e ed è 100% riciclabile una volta terminato il prodotto.

Grazie ad un agglomerante naturale “fa la palla”: assorbe istantaneamente l’urina del gatto formando solidi grumi compostabili, semplici da rimuovere, che non si sbriciolano e possono essere gettati nell’umido o nel WC, senza sporcare né perdere tempo.

Rinaldo Franco S.P.A.
Via Fratelli Cervi 2
20090 Trezzano s/N MI Italy
tel. +39 02.48.37.61.57
fax. +39 02.41.29.18.40

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La formazione di una palla piccola e compatta riduce lo spreco, garantendo anche un risparmio per il consumatore finale: un sacchetto da 5,5 litri durerà fino a 30 giorni.

La famiglia delle lettiere vegetali Cat&Rina include la lettiera in puro mais WeVegetal, prodotta in Italia, e la lettieraCatigienicain pura cellulosa, prodotta in Europa, facile da trasportare perché più leggera rispetto alle sabbie tradizionali, ad altissima assorbenza e anti-odore. Ideale anche per roditori, conigli e piccoli animali, si può trovare in confezioni da 8 o da 12 litri.

Le 3 lettiere vegetali condividono lo stesso cuore verde:100% naturale e biodegradabile,rispettano l’ambiente e gli esseri viventi, non rilasciando polveri nocive né sostanze inquinanti.

Le lettiere Cat&Rina fanno parte dell’assortimento a marchio Best Friend proposto per la GDO e visibile sul sito www.best-friend.it

Kasanova ridisegna servizi e offerta online

comportamento di acquisto per i casalinghi
comportamento di acquisto per i casalinghi
Tra le ultime novità, Kasanova ha lanciato il servizio Chat Assistant, una videochiamata con WhatsApp direttamente da casa

"Abbiamo ridisegnato il casalingo in offerta, qualità, competenza, convenienza e servizio". Kasanova promuove l'offerta e nuovi format di shopping online sperimentati in questo periodo di lockdown dovuto all'emergenza sanitaria da Coronavirus.

Tra le ultime novità il servizio Chat Assistant, una videochiamata con WhatsApp direttamente da casa, per curiosare e districarsi tra gli scaffali degli store con l’aiuto e i suggerimenti di un personal shopper in carne e ossa. Questo servizio con consegna a domicilio, già collaudato nelle scorse settimane, continuerà anche dopo l’apertura dei negozi. Lo si può utilizzare cliccando sul sito https://www.kasanova.com/it/chat-assistant/ e contattare tramite WhatsApp (in chat o videochiamata) uno dei punti di vendita Kasanova aderenti all'iniziativa. Il personale apparirà in diretta per accompagnare il cliente nel tour dello store e assisterlo nella scelta degli articoli.

In fatto di offerta, Kasanova propone una serie di articoli in linea con la stagione primaverile, di design, accessori che strizzano l’occhio al risveglio della natura.

Gruppo Gabrielli supporta i volontari marchigiani

Gruppo Gabrielli acquisterà attrezzature per diminuire il rischio di contagio dei volontari, impegnati nel trasporto sanitario di persone contagiate

Prosegue l'impegno del Gruppo Gabrielli che, negli ultimi mesi, ha voluto dare il proprio contributo nella lotta al Coronavirus e a sostegno delle strutture sanitarie del territorio. Dopo un'analisi al fianco della Regione Marche, l'azienda ha deciso di dirottare la disponibilità finanziaria del Gruppo Gabrielli (in un primo momento indirizzata alla partecipazione della realizzazione dell’ospedale Covid in Civitanova) all’acquisto di attrezzature per diminuire il rischio di contagio dei volontari, impegnati quotidianamente nel trasporto sanitario di persone contagiate. A supporto del sistema sanitario regionale, il Gruppo Gabrielli, anche dopo l'emergenza Covid, acquisterà per l'Anpas e la Croce Rossa delle Marche sanificatori per igienizzare le autoambulanze per il trasporto e la gestione dei malati; “sedie portantine pieghevoli” con cingoli per salita e discesa scale per aumentare le distanze di sicurezza.
Giancarlo Gabrielli, presidente della Holding del Gruppo Gabrielli, spiega: “Un modo concreto di dimostrare la nostra resilienza per aiutare il volontariato che tanto si è adoperato nel corso di questa emergenza nel supportare il Servizio Sanitario Regionale ed aiutarlo a far fronte all’aumento e complessità degli interventi di emergenza e trasporto sanitario”.
I fondi donati dalla famiglia Gabrielli sono un riconoscimento all'encomiabile lavoro svolto dai tantissimi volontari impegnati in questi giorni nella lotta alla diffusione del coronavirus” sottolinea il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.

Ripresa in sicurezza grazie ai dispositivi Covistop!

Una linea completa di soluzioni per la protezione da virus e batteri.

Riapri il tuo esercizio commerciale in totale sicurezza: scegli i dispositivi Covistop! Barriere da banco, pareti divisorie, colonnine dispenser con gel igienizzanti: le migliori soluzioni per proteggere la tua attività dalla diffusione di virus e batteri. Le barriere sono realizzate in plexiglass, semplici da installare e da igienizzare, con l’utilizzo di panni antistatici e detergenti a base non alcolica. Questi dispositivi possono essere progettati e realizzati su misura, in modo che siano perfetti per qualunque tipologia di spazio. Dal sopralluogo alla consulenza, dalla progettazione al trasporto, fino al montaggio e all’assistenza post-vendita, avrai un team dedicato alla produzione delle soluzioni ideali per il tuo negozio. I dispositivi possono essere personalizzati con il tuo logo o con una grafica a tua scelta. La consegna avviene in 24 ore nel Nord e Centro Italia e in 48 ore al Sud: in Lombardia è gratuita! Acquistando i sistemi di protezione Covistop è possibile beneficiare del credito d’imposta previsto dall’articolo 30 del Decreto-Legge 8 aprile 2020 n. 23, come pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Sul sito www.covistop.it sono disponibili le schede tecniche dettagliate di ogni prodotto. Per una progettazione dedicata puoi contattare il numero di telefono del customer care: 340.3957991. La linea è in continua evoluzione: sulla base delle esigenze dei nostri clienti, integriamo di volta in volta nuove soluzioni. Siamo a tua disposizione!

Eurostands in Italia

Viale delle industrie, 51
20040 – Cambiago (MI), Italy
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Metro Italia: “Aspettiamo ancora deroga per apertura temporanea a consumatore finale”

La proposta, appoggiata e sostenuta da Federdistribuzione, non ha ancora trovato risposta da parte del Governo

In periodo di lockdown, dovuto all'emergenza sanitaria da Coronavirus, Metro Italia aveva avanzato la proposta di aprire i suoi store al consumatore finale. La proposta, appoggiata e sostenuta da Federdistribuzione, non ha ancora trovato risposta da parte del Governo.

Tanya Kopps, ceo di Metro Italia, sottolinea la posizione dell'azienda: “I punti di vendita Metro, grazie agli ampi spazi e all’assortimento pensato per i professionisti della ristorazione e dell’ospitalità, possono sicuramente essere un punto di approvvigionamento importante in questa fase di prolungato distanziamento sociale, con la possibilità di acquistare maggiori quantità di prodotto in un’unica soluzione. La richiesta arriva da tanti cittadini che ci chiedono a gran voce la possibilità di approvvigionarsi presso i nostri store. Considerato inoltre la riscoperta da parte degli italiani del piacere di cucinare, dettata dall’emergenza del momento, Metro è anche il luogo ideale dove acquistare prodotti inediti, pensati per gli chef, per aggiungere un tocco di creatività ai propri menù casalinghi”.

Metro sottolinea inoltre il riflesso positivo sui livelli occupazionali del comparto “che impiega complessivamente circa 15.000 persone, di cui oltre 4.000 di Metro Italia”.

Crai: un concorso per il canale drugstore

Crai ha lanciato il concorso Tutti pazzi per lo shopping, attivo fino al 31 maggio negli store delle insegne drugstore del gruppo

Il gruppo mette in palio 10 buoni outlet da 2.000 euro e oltre 2.900 buoni spesa da 5 euro da spendere nel proprio negozio drugstore di fiducia. Crai ha lanciato il concorso Tutti pazzi per lo shopping, attivo fino al 31 maggio negli store delle insegne Caddy’s, Caddy’s Maxistore, IperSoap, Pilato, Proshop, Risparmio Casa, Saponi&Profumi, Shuki, Smoll.

Per partecipare al concorso basta effettuare una spesa minima di 15 euro acquistando almeno un prodotto sponsor 2 in un unico scontrino. La modalità Cancella&Vinci, introdotta in una cartolina consegnata direttamente in cassa, consente di scoprire nell’immediato l’eventuale vincita di uno dei 2.964 buoni spesa da 5 euro (da convalidare successivamente tramite registrazione sul sito del concorso www.tuttipazziperloshopping.it). Inoltre la registrazione online permetterà a chiunque di partecipare all’estrazione dei 10 super premi finali: buoni outlet da 2.000 euro ciascuno, con un esperto personal shopper a propria disposizione.

Per la promozione del concorso è stato approntato un piano media che prevede comunicazione Tv, attiva su tutte le reti Mediaset, online e instore attraverso l’esposizione di locandine ed evidenziatori da scaffale e con radio spot dedicati all’interno dei circuiti radio instore di ciascuna insegna.

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