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#retailinprimalinea A Forlì Cia-Conad adotta il coprimaniglia monouso per i carrelli

Cia Conad carrello
Keeper in test negli store Conad a Forlì. Foto: Fabio Blaco
Il prodotto è realizzato in cartoncino certificato Fsc ed è completamente riciclabile. Realizzato da Grafiche Mdm Forlì

La contagiosità del nuovo Coronavirus è un dato di fatto e le mani possono essere un veicolo di trasmissione se portate alla bocca o agli occhi, anche in presenza di guanti, per questo è bene favorire il rispetto di norme igieniche anche quando si fa la spesa. In questa direzione va il test di Cia-Conad con l'introduzione, inizialmente in 14 negozi della provincia di Forlì, di una copertura monouso da utilizzare sul maniglione del carrello.

Garantire le norme igieniche e sensibilizzare sulla circolarità delle risorse

Cia COnad carrello protezioneSi chiama Keeper ed è un brevetto di Grafiche Mdm Forlì, che ha convertito parte dei propri processi produttivi e organizzativi per il lancio. Un prodotto monouso realizzato in cartone certificato Fsc e plastic free, che il cliente può prelevare gratis dall’apposito dispenser e posizionare sul maniglione del carrello, creando una barriera protettiva. Oltre a proteggere il cliente da un'eventuale infezione, Keeper lo sensibilizza nell'ottica di circolarità della risorsa, infatti il cartone è completamente riciclabile.

"Sin dall’inizio -dice Luca Panzavolta, ad di Cia-Conad- abbiamo applicato tutti i protocolli disponibili e sanificato con regolarità i carrelli e le superfici dei negozi, ma qualsiasi iniziativa che va in direzione di una maggiore tutela dell'igiene da parte di tutti ci vede favorevoli. Se Keeper sarà gradito ai clienti, e pertanto da loro regolarmente utilizzato, gradualmente potremmo estenderlo a tutta la rete dei negozi associati".

Nella prima fase di lancio Keeper sarà disponibile in 14 store di Forlì e dintorni: all’Ipermercato Conad al centro commerciale Punta di Ferro, ai Superstore Conad alla Cava e in via Bengasi, ai Conad Ravaldino, Appennino, Stadium, Ronco e ai Conad City Punto Spesa Valentini, San Martino, Villafranca, viale Bolognesi, via Piolanti, Foro Boario e via Regnoli.

#Retailinprimalinea. Coop Alleanza 3.0: in Sicilia 80mila euro alla Caritas

In Sicilia Coop Alleanza 3.0 dona alla Caritas oltre 80 mila euro in buoni spesa, da 50 e da 100 euro, per le fasce più deboli

In Sicilia Coop Alleanza 3.0 ha deciso di donare alla Caritas oltre 80 mila euro in buoni spesa, da 50 e da 100 euro, che saranno distribuiti alle fasce più deboli della popolazione. Questa iniziativa va ad aggiungersi alle altre già sviluppate non soltanto sul territorio siciliano, ma anche negli altri territori in cui opera la Cooperativa, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata per un sostegno di 660 mila euro.

Emergenza coronavirus: la concretezza della carità è il titolo della campagna lanciata da Caritas Italiana mentre il claim di Coop Alleanza 3.0 è Vicini, distanti, insieme.

Il sostegno della Cooperativa alla Caritas è possibile anche grazie alla scelta di Coop Alleanza 3.0 di devolvere interamente l'1% delle vendite di prodotti a marchio Coop ad un fondo emergenza Coronavirus che sostiene tutte le azioni in ambito sanitario, economico e sociale attuate per rispondere all’attuale situazione di crisi. Il fondo emergenza Coronavirus fa parte di 1 per tutti 4 per te, il progetto con cui l’1% del valore degli acquisti dei prodotti Coop, permette a soci e consumatori di sostenere iniziative sociali, culturali, ambientali e, se è socio, il 4% gli viene restituito come sconto sulla spesa o in alternativa è possibile donare il proprio 4% a favore del fondo emergenza Coronavirus.

iorestoacasa.delivery.it è la riscossa della prossimità

iorestoacasa.delivery.it
Il portale iorestoacasa.delivery.it

Aggiornamento 21 aprile 2020

Panettieri, fruttivendoli, macellai e minimarket, anche le farmacie, in queste settimane di quarantena hanno spesso rappresentato la salvezza per molte persone, senza automobile, scoraggiati dalle code o delusi dall'online. Si sono arrangiati prendendo ordini telefonici, via email e anche WhatsApp e autogestendo le consegne a domicilio, di fatto potenziando un servizio storico che in Italia esiste da sempre. Perché non mettere insieme le forze e creare qualcosa di utile che prima non c'era? È iorestoacasa.delivery.it, un portale che aggrega tutti coloro che hanno bisogno di ricevere a casa la spesa, e tutti i negozi di vicinato che possono recapitarla.

In poco meno di un mese hanno risposto quasi 5 mila negozi che si sono registrati gratuitamente sul portale mentre oltre 300 mila cittadini hanno usufruito del servizio. La regione più reattiva è stata la Lombardia: quasi due negozi su cinque sono infatti lombardi. Nella sola città di Milano, si sono registrati su iorestoacasa.delivery circa un quarto delle attività commerciali presenti. "Il successo non è determinato solamente dai numeri dei negozi che si sono registrati, ma anche dal volume di interazioni che sono state generate -afferma Corrado Tonello, ideatore dell’iniziativa e Ceo di Ennevolte, società che opera nel settore del welfare aziendale e che insieme con Loud Digital Studio ha dato vita a iorestoacasa.delivery-. Parliamo di oltre 35 mila telefonate verso i negozi che sono partite dal portale e di quasi 5 mila messaggi via whatsapp, funzione che abbiamo introdotto solamente un paio di settimane fa".

La rete iorestoacasa.delivery.it

Il servizio serve tutta Italia, ma su base geolocalizzata, permettendo agli utenti di rintracciare i negozi aperti nelle vicinanze, in base alle proprie esigenze, e richiedere il servizio.

Si tratta di un servizio in più per chi non può o non riesce a recarsi presso un punto vendita alimentare, o chi per esempio non riesce a trovare tutto ciò che gli occorre nel proprio paese, o quartiere, e non sa a chi rivolgersi per procurarselo. La ricerca si fa per CAP e permette di sapere qual negozi sono aperti nelle vicinanze.

Come farne parte

I negozi che desiderano entrare a far parte della rete di iorestoacasa.delivery.it possono farlo gratuitamente registrandosi per categoria merceologica e inserendo l'indirizzo e un recapito telefonico. L'utente ricerca i negozi nella propria zona e sceglie a chi rivolgersi, direttamente, senza intermediazioni.

Naturalmente più negozi si iscrivono, più avranno visibilità e saranno utili a tutti in queste settimane di quarantena.

 

Despar Italia: fatturato e Mdd in crescita e strategie per il futuro

Crescita di fatturato del 3% e incremento della Mdd (+5,7%) nel 2019. In futuro Despar Italia insisterà su spesa online e incremento del made in Italy

La crescita del 3% rispetto all'anno precedente conferma i trend positivi che Despar Italia ha registrato negli ultimi anni. Il 2019 si chiude con un fatturato di vendita al pubblico di 3,615 miliardi di euro e un incremento significativo anche nel fatturato in acquisto per i prodotti a marchio Despar che nello scorso anno è stato di 353,8 milioni di euro (+5,7% rispetto al 2018) e una quota sul totale grocery al 19,8%.

Strategico per il gruppo è stato l'ingresso del Gruppo 3 A che ha permesso l'ampliarsi dell'insegna in regioni come Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta con 149 strutture che hanno consolidato la rete di 1.240 punti di vendita.

Per rafforzare la propria rete, con interventi di ristrutturazione e nuove aperture, le società legate a Despar hanno investito nel 2019 oltre 95 milioni di euro.

Strategie per il futuro

Despar, così come le altre insegne, hanno dovuto modificare le proprie strategie facendo fronte alle rinnovate esigenze dovute al momento di emergenza sanitaria. Il gruppo ritiene però che alcune attività incrementate per adattarsi alla situazione attuale possano diventare strutturali nel tempo: su tutte la spesa on line ma anche il rapporto instaurato con produttori italiani che andrà ulteriormente valorizzato.

La valorizzazione del prodotto a marchio è un secondo tema strategico che l’Insegna si impegna a sviluppare, seguendo i propri valori legati alla tutela della salute, al rispetto dell’ambiente e al supporto di territori e comunità” spiega Despar.

Le nostre strategie future si orienteranno su alcuni principi strategici, il primo dei quali è

Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia

certamente relativo alla sicurezza che sarà un fattore sempre più decisivo che orienterà le scelte consumatori. Accanto a questo continueremo a puntare sulla qualità dei nostri prodotti, investendo in particolare sulle linee salutistiche e sulla riduzione delle quantità di sale, zuccheri e grassi nelle referenze a marchio Despar -dichiara Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia-. L’attenzione alla sostenibilità ambientale, con la progressiva riduzione dei pack di plastica, e il supporto a iniziative e progetti sociali, come nel caso della partnership con la Comunità di San Patrignano, sono ulteriori temi che ci stanno particolarmente a cuore e che ci vedranno ancora fortemente impegnati. Infine, proseguiremo nel percorso di valorizzazione di territori e fornitori locali, in modo da contribuire concretamente allo sviluppo di un’economia circolare e al sostegno della filiera agroalimentare italiana”.

Breve vademecum in 5 punti per i debuttanti eCommerce

spesa online coronavirus
Un rapporto di Statista prevede che le vendite totali online cresceranno dell'85% al 2022. E mentre i nuovi siti pullulano ecco alcune riflessioni per esordienti

Ne stavamo monitorando la crescita costante e tutti si aspettavano che il trend continuasse. Quello che invece non era prevedibile è un boom improvviso della domanda in categorie prima a ridotta percentuale (food in primis) derivante dall'emergenza coronavirus.

Stiamo parlando, naturalmente, dell'eCommerce, un canale su cui le vendite, secondo Statista, cresceranno dell'85% al 2022. Stime corrette o meno, resta il fatto che l'ascesa continuerà e che già ad oggi è un costante pullulare di nuovi siti.

In proposito, il magazine ECommerce Times propone un breve vademecum per retailer esordienti nel mondo dello shopping online, con 5 punti su cui riflettere ed eventualmente dibattere. Vediamoli a seguire.

1 - I grandi nomi non sono necessariamente migliori
Molti imprenditori che entrano nello spazio eCommerce pensano di aver bisogno a tutti costi di big come Amazon per vendere fin dall'inizio, ma non si tratta sempre della migliore soluzione. In alcuni casi, utilizzare una piattaforma già pronta per vendere può avere senso, ma bisogna fare bene i calcoli e i compiti prima di decidere, perché questa non si occuperà automaticamente al meglio del marketing e in compenso si prenderà una parte dei vostri ricavi. Ci sono tanti strumenti a basso costo per costruire la propria piattaforma, fare marketing indirizzando il traffico verso il proprio prodotto (e mantenere i profitti).

2 - Differenziarsi e conoscere la propria nicchia
La sfida è trovare, conoscere e convincere la propria nicchia di clienti ideali a spendere il proprio budget nell'acquisto del tal prodotto. Un plus è che a molti e-shopper piace trovare il marchio o il prodotto più nuovo e più alla moda e farlo conoscere agli amici, quindi sì a una presentazione che spinge su quanto la tal referenza sia la migliore novità. Cosa la rende diversa dalla concorrenza? È più ecologica? Gli astronauti la useranno sulla luna? A quale nuova esigenza risponde? L'audacia e il pensare fuori dagli schemi sono auspicabili, a condizione, ovviamente, che le vostre affermazioni siano vere e verificabili al 100%.

3 - Marketing professionale, ma con creatività
Lapalissiano, ma è sempre bene ricordarlo: anche se hai la migliore idea e il messaggio di differenziazione più chiaro, nessuno può acquistare il tuo prodotto se non sa che esiste. Investire nel marketing digitale è essenziale e dato che questo mondo pullula di "professionisti reinventati dell'ultimo minuto", attenzione a chi si affida il proprio budget. Budget che, naturalmente, non potrà essere al pari del big. La soluzione quindi è continuare a ragionare in termini di nicchie con creatività, convincendo gli stessi clienti a fare un po' di pubblicità e guardando alla comunicazione in posti virtuali anche meno noti, ma dove il target trascorre il proprio tempo. Un esempio? Un nuovo marchio di bellezza ha creato dei video su Twitch, una piattaforma a maggioranza maschile e generalmente considerata solo per indirizzarsi a questi giocatori. Eppure, il brand è riuscito a intercettare il proprio pubblico ideale tra le donne che utilizzano la sempre più nota piattaforma di livestreaming e ha così raccolto abbastanza denaro per investimenti maggiori in pubblicità che lo hanno portato a spiccare su altre piattaforme (su Twitch si guadagna in base alle metriche dei propri video).

4 - Trovare un fornitore affidabile
A prescindere dal modello di business e "filiera" prescelto, la giusta catena di approvvigionamento è essenziale. "Una relazione di successo con il tuo fornitore inizia con le domande giuste mentre fai shopping". La maggior parte dei prodotti deve soddisfare le linee guida normative, quindi è essenziale sapere se un produttore è attrezzato per farlo nel settore prescelto. Le scadenze, poi, possono essere un grosso punto di contesa, quindi è bene impostare fin da subito e tenere aperta una chiara linea di comunicazione, disponendo di un piano d'azione per circostanze impreviste nel contratto iniziale.

5 - Ragionare fin dagli esordi in termini di scalabilità
Ovviamente, la giusta partenza è ragionare in termini di successo e dunque di scalabilità del proprio business, una prospettiva da applicare ad ogni aspetto del proprio piano aziendale. Dalle negoziazioni iniziali con un fornitore alle decisioni di assunzione, la scalabilità dovrebbe essere assolutamente in primo piano per tutte le decisioni: dalla collaborazione con una struttura di produzione o all'ingrosso a un sito web in grado di gestire un volume maggiore di ordini senza perdere velocità. La frustrazione che i clienti avvertono quando i portali non si caricano è direttamente correlata con la frequenza di rimbalzo. Stesso discorso per pagamenti e varie.

Pois colorati sul pavimento per garantire il distanziamento sociale

safety pois distanziamento sociale
La soluzione di Safety Pois è una segnaletica visiva a pavimento in tre colori che indicano il comportamento da tenere all'interno degli store

Le misure da implementare nella fase 2 dell'emergenza Coronavirus non potranno prescindere dal distanziamento sociale, soprattutto nei luoghi pubblici spesso soggetti ad assembramenti. Per evitare questa problematica nella prima fase si è deciso di contingentare l'ingresso agli store a un numero limitato di persone, creando in alcuni casi lunghe file fuori dai negozi.

Ci sono diverse soluzioni, anche digitali, per tenere sotto controllo situazioni simili e tra queste è interessante il brevetto di un'azienda italiana SafetyPois, che ha sviluppato una segnaletica visiva a pavimento per poter mantenere la distanza da fermi e in movimento, senza lasciare alle persone la soggettività della distanza minima da rispettare.

Il sistema a semaforo di Safety Pois

Il sistema si compone di snodi segnalatori incollati sul pavimento, realizzato attraverso dei pois di diametro di 50 cm in tre colori, verde, giallo e rosso, da applicare sul pavimento a 1,50 mt l’uno dall’altro. I pois vanno a creare una griglia verticale di distanze di sicurezza che indicano con chiarezza l’azione consentita.

Il rosso è la fermata e può essere messo in un punto dove bisogna attendere prima di essere serviti, il giallo indica la sosta breve, per esempio prendere un prodotto o richiedere un servizio o attendere in fila, mentre il pois verde indica il transito il percorso da effettuare per stimare correttamente le distanze da tenere durante gli spostamenti.

Gambardella (VéGé): “Scegliamo il made in Italy”

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Gambardella, in questa iniziativa di valorizzazione dei prodotti tipicamente italiani sviluppata nei suoi store, trova il sostegno del Gruppo VéGé

L'invito esplicito che la società Gambardella (socia VéGé) rivolge ai consumatori è diretto: “tutti possiamo contribuire alla rinascita del nostro Paese sostenendo il sistema economico italiano con scelte consapevoli orientate al Made in Italy”. L'azienda, attiva nel centro e sud Italia con il Ce.Di, il Cash e i punti di vendita Gran Risparmio, incita l'unione verso un obiettivo comune: far ripartire la nostra economia. Un appello che la società ha voluto diffondere con una comunicazione ad hoc in tutti i punti di vendita della rete.

Mario Gambardella Amministratore Unico della Gambardella SpA

A riguardo, l'amministratore unico Mario Gambardella sottolinea. “Vogliamo solidità per le aziende, sicurezza economica per i lavoratori e per le loro famiglie. Vogliamo un futuro per i nostri figli, ricco di opportunità, sorrisi e grandi occasioni. Oggi possiamo fare la nostra parte, scegliamo sempre i nostri prodotti, scegliamo la nostra Italia”.

Gambardella, in questa iniziativa di valorizzazione dei prodotti tipicamente italiani, trova il sostegno del Gruppo VéGé. “Sosteniamo con forza l’appello del nostro amico e socio Mario Gambardella e ribadiamo che Gruppo VéGé, insieme ai suoi 36 imprenditori che rappresentano oltre 3.500 supermercati in tutta Italia, si impegna per cercare di continuare a offrire un presidio di normalità e sicurezza agli italiani per garantire tutto quello di cui hanno bisogno e assicurare in tutte le case, ogni giorno, il necessario per fronteggiare senza ulteriori preoccupazioni questo difficilissimo momento -afferma il presidente Nicola Mastromartino-. Il nostro senso di appartenenza e di vicinanza al territorio ci spinge a fare squadra e valorizzare ancora di più i prodotti Made in Italy perché sono buoni, sicuri e perché in questo modo ciascuno di noi può contribuire a far ripartire il nostro Paese”.

#Retailinprimalinea. Carrefour: consegna gratuita per i più fragili

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PortaMI la spesa è il progetto avviato da Carrefour Italia con il sostegno di Fondazione Comunità Milano, Comune e Spazio Aperto Servizi

Aggiornamento 20 aprile 2020

PortaMI la spesa è il progetto avviato da Carrefour Italia con il sostegno di Fondazione Comunità Milano, promosso da Confcooperative Milano Lodi Monza e Brianza e Legacoop Lombardia, e prevede il servizio gratuito di spesa a domicilio per le persone più fragili (over 70, adulti con disabilità e chi, anche temporaneamente, non può provvedere alla spesa in autonomia) che vivono nel capoluogo lombardo. Le donazioni raccolte da #MilanoAiuta contribuiscono al sostegno dell'iniziativa, che vede anche il coinvolgimento del Comune di Milano e della cooperativa sociale Spazio Aperto Servizi.

Sin dall’inizio dell’emergenza, ci siamo preoccupati di implementare tutti i servizi che destiniamo alle persone più deboli, e che da sempre sono al centro del nostro impegno per la responsabilità sociale, realizzando e sostenendo quindi, con azioni concrete e capillari su tutto il territorio, numerosi progetti, spesso grazie anche al prezioso aiuto di associazioni” commenta Rossana Pastore, direttrice relazioni Iìistituzionali e CSR di Carrefour Italia.

Come funziona il servizio

I consumatori possono chiamare il numero 02.4070.3350, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14 e ordinare la spesa una volta alla settimana. L'ordine sarà recapitato entro 3 giorni direttamente nell’abitazione del cliente che pagherà alla consegna. Saranno portate alle persone interessate sino a un massimo di 3 sporte per una spesa di beni di prima necessità (pasta, pane, riso, farine e prodotti sia freschi che secchi oltre che prodotti per l’igiene personale e della casa).

I punti vendita coinvolti

Aderiscono al progetto PortaMI la spesa i punti di vendita: Carrefour Market e Carrefour Express interessati sono: Via della Moscova, Via Ancona, Piazza Santo Stefano, Corso di Porta Vigentina, Via della Chiusa, Via Conca del Naviglio, Viale Andrea Doria, Via Francesco Algarotti, Via Cicognara, Via Cosseria, Via Ripamonti, Via Giovanni Da Cermenate, Via Donna Prassede, Via San Michele del Carso, Via Garian, Viale Bezzi, Piazza Antonio Gramsci e Piazza Antonio Baiamonti.

Carrefour attiva la Spesa SOSpesa

L'insegna ha inoltre attivato, al fianco di Banco Alimentare, la Spesa SOSpesa per consentire ai clienti dell’insegna di effettuare una donazione direttamente in cassa, al momento di pagare la spesa. I consumatori possono anche decidere di effettuare una piccola donazione da 2, 4 oppure 6 euro a sostegno del Banco Alimentare.  La somma degli importi ricavati verrà convertita in Gift Card che potranno essere donate direttamente alle famiglie in difficoltà attraverso la rete dell’Ente benefico. Carrefour Italia garantirà inoltre un plafond di prodotti alimentari di prima necessità del valore di oltre 100mila euro, che saranno distribuiti dal Banco a chi ne ha maggiormente bisogno. Questa operazione coinvolgerà l’intera rete dei punti di vendita diretti e molti dei franchising in tutta Italia, e avrà una durata di oltre due mesi. Settimanalmente, i clienti potranno monitorare i progressi dell'attività attraverso dei totem posizionati all’interno dei punti di vendita.

“Il progetto con Banco Alimentare rappresenta la declinazione nazionale di un forte orientamento alla solidarietà molto sentito da Carrefour Italia anche a livello locale -dichiara Gérard Lavinay,  Ad e presidente di Carrefour Italia-. Si tratta di un’iniziativa di lungo periodo che raccoglie l’eredità di quanto costruito fino ad ora, portando con sé l’obiettivo di restituire dignità, insieme ai nostri clienti, a chi è più bisognoso di aiuto, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria e sociale”.

Latterie Inalpi porta l’eccellenza italiana in tv

Parte il 26 aprile, per concludersi il 6 maggio, la prima campagna media nazionale di Latterie Inalpi.

Parte il 26 aprile, per concludersi il 6 maggio, la prima campagna media nazionale di Latterie Inalpi. La messa in onda dello spot cade in un momento particolare: alla complessità data dal Coronavirus e dalle sue conseguenze si aggiunge il desiderio di raccontare gli ultimi 10 anni di vita dell’azienda (con la nascita e crescita della filiera corta e certificata del latte 100% piemontese, un modello unico), oggi che la storia di Latterie Inalpi vede i prodotti diffusi presso tutti gli scaffali della gdo. Vi è poi il messaggio, proposto nello spot, dell’attenzione alle produzioni italiane: il concetto è rappresentato dall’hashtag #MangiaItaliano, anche soggetto della campagna Coldiretti a sostegno del Made in Italy a tavola.

Lo spot da 15 secondi che andrà in onda sulle piattaforme Rai, Mediaset, Sky, La7, Discovery racconta l’appartenenza a una terra orgogliosa come il Piemonte, e la partecipazione a un progetto ben più grande, quello dell’intero Paese.

Nello spot sono presenti due linee di prodotto, tutte provenienti dalla filiera corta e certificata: per la Gamma Premium il Grattugiato Italiano senza lisozima, i Formaggini Bio, le Fettalpine, il Burro Piemontese e il Latte in Polvere. Per la Gamma Classica la Mozzarella, le Fettine di latte, i Formaggini di latte, il Burro tradizionale da panna di centrifuga, il Burro Chiarificato. Lo storytelling dello spot si basa sui valori dell’azienda: la terra, sinonimo di un territorio sul quale quotidianamente Inalpi opera e al quale è legata profondamente, perché in esso affondano le sue radici e la sua storia; la filiera corta e certificata, composta da persone che lavorano ogni giorno con l’obiettivo di creare qualità; i prodotti Inalpi.

Destinatari della campagna televisiva nazionale sono tutti i consumatori, soprattutto a coloro che richiedono una sempre maggiore informazione su ciò che portano in tavola.

Il primo investimento di Latterie Inalpi in comunicazione tv, legato peraltro a due appuntamenti simbolici quali il 25 aprile e il primo maggio, viene considerato dal management un: “Primo passo - spiega Pierantonio Invernizzi, direttore commerciale e Marketing Inalpi - in un mondo ancora tutto da scoprire. Dovremo poi verificare risultati e riscontri per valutare i futuri passaggi e investimenti su questo mezzo”.

L’invito a mangiare italiano

Latterie Inalpi è impegnata, non solo con questa campagna, a sostenere le vere e numerose eccellenze presenti sul territorio piemontese e italiano. Il mondo del food è costellato da una miriade di piccole e grandi realtà che producono referenze di altissima qualità. “Questo - prosegue Invernizzi - è il momento nel quale è necessario farlo sapere, condividere con i consumatori ogni singola storia. I clienti sono diventati oggi osservatori attenti in merito a ciò che acquistano, hanno imparato a spostare la loro attenzione dal fronte al retro della confezione e sanno conferire il giusto riconoscimento a chi lavora seriamente con l’obiettivo della qualità e trasparenza. Questa è anche la ragione per cui sosteniamo la campagna #MangiaItaliano che, siamo certi, avrà tutta l’attenzione dei consumatori che sapranno compiere le giuste scelte”.

Guarda lo spot in versione premium e classica:

Asda accelera ed estende a tutti i negozi il servizio mobile “Scan & go”

Una misura ora presenti in tutti i 581 punti di vendita del Regno Unito per favorire una spesa contacless in tempo di emergenza coronavirus

Per supportare ulteriormente le misure di distanziamento sociale in negozio, Asda ha esteso la sua offerta Scan & Go Mobile a tutti i 581 negozi del Regno Unito, con un aumento quindi di 223 punti di vendita. Ad annunciarlo è lo stesso retailer sul suo sito.

Tutti i clienti potranno quindi scaricare l'app sul proprio telefono e utilizzarla per scansionare e imbustare già la spesa mentre fanno acquisti, per poi passare al checkout limitando così le interazioni umane al massimo. Gli acquirenti possono così anche tenere sotto controllo il budget di spesa man mano.

Come sottolineato da Louise Bagshaw, senior director Retail e Front End Innovation di Asda: "L'introduzione accelerata di Scan & Go Mobile offre un'altra opzione per gli acquisti contactless in tutti i nostri negozi, per offrire maggiore tranquillità durante questi tempi incerti. Comprendiamo che questa opzione potrebbe non essere adatta a tutti i nostri clienti e continuiamo a monitorare che vi sia una corretta distanza sociale nei nostri negozi".

Questa settimana Asda ha anche annunciato che estenderà gli orari di apertura in tutti i negozi, che diventa aperti dalle 8 alle 22, dal lunedì al sabato.

Assocalzaturifici e Brandsdistribution: nasce la piattaforma BDroppy

BDroppy
La piattaforma multicanale BDroppy, nata dalla partnership tra Assocalzaturifici e Brandsdistribution, permette ai marchi calzaturieri di vendere online

I marchi calzaturieri potranno vendere online i propri prodotti in oltre 50 Paesi, dall’America all’Inghilterra, dalla Germania alla Spagna, grazie alla piattaforma multicanale BDroppy, nata dalla partnership tra Assocalzaturifici e Brandsdistribution, azienda di dropshipping che opera da anni sul mercato worldwide con 450.000 rivenditori iscritti nel mondo, 1,2 milioni di visualizzazioni all’anno, oltre 100 milioni di euro di vendite realizzate, costumer care in otto lingue.

La partnership con Brandsdistribution consentirà ai nostri marchi Made in Italy di vendere direttamente i prodotti ottimizzando al massimo gli investimenti pubblicitari e di marketing sfruttando il volano di una piattaforma consolidata come Brandsdistribution in cui operano 450.000 operatori, tra retailer e digital vendor -spiega Siro Badon, presidente Assocalzaturifici-. Una realtà cruciale per il retail che non può più limitarsi in fase di vendita alla sola esperienza fisica del prodotto ma che si deve affiancare anche la fruizione delle informazioni da remoto. Non da ultimo questa risorsa tecnologica può aiutare a smaltire gli stock in giacenza che in questo periodo si sono accumulati in maniera più consistente”.

Quando abbiamo lanciato BDroppy -dichiara Carlo Tafuri, Coo di Brandsdistribution- il nostro intento era quello di offrire a marchi e rivenditori un aiuto concreto per ampliare i propri confini, approdando su una piattaforma worldwide. Chi sceglie BDroppy può iniziare a vendere on line in tutto il mondo molto velocemente, senza investimenti di marketing, potendo contare sul database, sull’esperienza e sul lavoro quotidiano della nostra azienda. i prodotti sia la capacità logistico-organizzativa dei marchi e a quel punto le referenze entrano nel nostro catalogo, che conta già centinaia di migliaia di prodotti”.

#Retailinprimalinea. Mascherine monouso disponibili negli store e in farmacia

Coop Lombardia venderà le mascherine al prezzo di 0,80 centesimo ciascuna mentre in Toscana saranno distribuite gratuitamente in supermercati e farmacie

Blister da cinque mascherine chirurgiche monouso a tre veli sono disponibili nei punti di vendita Ipercoop di Coop Lombardia al prezzo di 4 euro a confezione, dunque 0,80 centesimi a mascherina. Per scongiurare inevitabili accaparramenti e un veloce esaurimento delle scorte, la cooperativa ha deciso di permettere l'acquisto di una sola confezione per ogni socio. Dopo la prima fornitura, che riguarda il canale Ipercoop, il prodotto sarà disponibile in assortimento in modalità continuativa in tutta la rete di vendita, sia supermercati che ipermercati.

In Toscana, invece, la Regione modifica le modalità di distribuzione gratuita delle mascherine rispetto al porta a porta con i volontari dei comuni. Nei prossimi giorni, infatti, stando a quanto pubblica il quotidiano La Nazione.it, la distribuzione sarà effettuata nelle farmacie convenzionate pubbliche e private, e negli store delle insegne distributive che hanno aderito, ossia Coop, Conad, Esselunga, Carrefour e Lidl.

L'appello indirizzato ai consumatori è di “non affollare farmacie e supermercati perché ci saranno mascherine per tutti. Ogni giorno in ambito regionale ne verranno distribuite un milione e mezzo”.

Nelle farmacie sarà consegnata una confezione da cinque mascherine a ogni cittadino di età superiore a sei anni, per un numero di trenta mascherine al mese, dietro presentazione della tessera sanitaria o del proprio codice fiscale mentre nei supermercati, dove saranno allestite postazioni specifiche, attive dalle 9 alle 16 e gestite da personale del servizio sanitario regionale, sarà possibile ritirare una confezione di 5 mascherine alla volta.

Bastianello (Ad Gruppo Pam): “Le 3 misure necessarie per salvare le aziende”

Nel cuore di Torino, in via Botero, è attivo dalla fine dello scorso anno un nuovo punto di vendita Pam Local, il terzo store a insegna Local, la firma di Gruppo Pam per i centri città.
Azioni per allargare la base produttiva, misure a costo zero per investimenti nelle infrastrutture e questione liquidità: la visione nel dettaglio

Dopo aver parlato di necessarie misure in due fasi per tenere in vita e rilanciare le aziende italiane in tempo di crisi da coronavirus, l'amministratore delegato e presidente di Gruppo Pam, Arturo Bastianello, torna alla carica con una nuova dettagliata proposta salva-imprese pubblicata su La Repubblica e discussa anche sui social.

Bastianello parte da un quadro altamente negativo per Pil (diverse stime per il 2020 parlano di un calo a doppia cifra per l'Italia) e disoccupazione (che potrebbe arrivare al 20%), per poi passare ad elencare tre tipologie di misure diverse di importante adozione, in particolare nel caso di quelle misure che sono a costo zero. Vediamo il dettaglio a seguire.

"La prima tipologia di tali misure è costituita da azioni mirate a difendere ed allargare la base produttiva attuale, che rendano il nostro Paese competitivo ed attraente per le aziende, anche straniere, che vogliono investire - un approccio già ampiamente adottato da molti Paesi, tra i quali non figura l'Italia. Si devono mettere le aziende nelle condizioni di lavorare ed essere produttive, snellendo la burocrazia ed introducendo incentivi per riportare in Italia le produzioni delocalizzate all'estero. Questo tipo di misure crea nuovi posti di lavoro, non ha costi ed allarga la base imponibile.

La seconda categoria di misure a costo zero riguarda gli investimenti nelle infrastrutture, utilizzando i 58 miliardi già stanziati dalla Ue a favore dell'Italia e non ancora utilizzati: creerebbero direttamente ed indirettamente posti di lavoro, contribuendo nel contempo a far crescere la produttività e quindi la competitività delle imprese italiane. La realizzazione andrebbe auspicabilmente affidata a dei commissari in modo da semplificarne ed accelerarne l'iter.

La terza categoria di misure è parzialmente trattata dal dl Liquidità, che sospende alcune previsioni del Codice Civile in relazione alla continuità aziendale ed ai provvedimenti da prendere in caso di perdite che riducano il capitale al di sotto di certe soglie. L'approccio è condivisibile, perché anche le aziende che sopravvivranno si troveranno a far fronte a perdite importanti. Tuttavia, se da un lato il decreto sospende gli effetti della crisi per l'anno 2020, dall'altro non risolve il problema che vista l'entità e la durata attesa della recessione si ripresenterà per anni a venire. Esistono misure aggiuntive che sarebbero invece risolutive in quanto contribuirebbero a preservare l'equilibrio patrimoniale: non si tratta di un aspetto secondario, perché le perdite potrebbero essere tali da richiedere un ripianamento con risorse che non è scontato siano reperibili; ed inoltre perché avrebbero un impatto sul merito creditizio con una ricaduta sulla capacità delle banche di erogare nuovo credito.

Questa tipologia di misure prevede una temporanea modifica di alcuni principi contabili, per loro stessa natura convenzionali, in sede di bilancio 2020:
- la capitalizzazione dei costi sostenuti durante il periodo di chiusura e il loro ammortamento in 5 o 10 anni, equiparando il lockdown, se vogliamo, ad un periodo di "avviamento" dell'intera economia mondiale;
- la riduzione delle aliquote di ammortamento: già oggi variabili da paese a paese, si può consentire l'azzeramento civilistico degli ammortamenti per l'anno 2020, ovvero de minimis l'applicazione di un'aliquota ridotta (o un pro rata) che sconti il periodo di chiusura. A ragion veduta, visto che i beni non saranno stati utilizzati appieno e dunque il loro deperimento sarà stato inferiore al normale;
- la sospensione dell'impairment test, esercizio che sarebbe poco significativo viste le circostanze e le incertezze che riguardano il futuro.

Da ultimo, andrebbero congelati i covenant bancari sui finanziamenti. Assicurata la tutela dei posti di lavoro, si potrà pensare alla ripartenza attraverso un New Deal, ad un patto sociale tra lo Stato, i cittadini ed il mondo delle imprese per il rilancio dell'economia e del Paese. Questo è quanto ci aspetta in un domani, ma non dimentichiamoci del fatto che la ripresa sarà possibile se e soltanto se avremo un'economia ancora in grado di ripartire".

#Retailinprimalinea. Zalando: la risposta all’emergenza e i trend di vendita

(Aggiornamento) Dalla nuova campagna globale sul fronte comunicazione alla partnership con Ashoka sul lato dell'imprenditoria sociale

Aggiornamento al 20 aprile 2020

Zalando si attiva su più fronti in risposta all'emergenza Covid-19. Si va dalla nuova campagna globale realizzata interamente da remoto sul fronte della comunicazione alla partnership con Ashoka sul lato dell'imprenditoria sociale.

La campagna “Together I am strong”
Zalando celebra la creatività nel tenersi in forma e praticare lo sport nonostante le circostanze attuali lanciando la sua prima campagna in remoto. Nel video adv compaiono 11 talenti offrono uno sguardo sul proprio allenamento da casa anziché in palestra.

Creata dall’agenzia Kolle Rebbe di Amburgo, la campagna riflette la nuova realtà di molti, in cui la creatività è diventata più necessaria che mai per continuare a praticare sport da casa: dalle bottiglie d'acqua usate come manubrio al telaio della porta che diventa una barra per le trazioni. Il nuovo assetto produttivo agile ha permesso di produrre rapidamente contenuti per i canali di Zalando. Il video della campagna è stato diretto in modo creativo da Stefanie Soho e le illustrazioni che accompagnano il progetto sono realizzate da Deveroe.

Lo spot, fulcro della campagna, è in onda online sui social media, così come sugli altri canali di Zalando, dal 12 aprile 2020.

La nuova collaborazione con Ashoka
Nuovo progetto di parnership tra Zalando e Ashoka, che con la sua rete mondiale di imprenditori sociali contribuirà a sviluppare soluzioni scalabili per il coronavirus. Ashoka e Zalando identificheranno e selezioneranno nello specifico 50 imprenditori sociali che lavorano su progetti rivolti in modo specifico alle sfide attuali. I team di progetto scelti riceveranno ulteriore supporto dai dipendenti di Zalando, che investiranno tempo e conoscenze sul fronte. Inoltre, Zalando presenterà i progetti sui suoi numerosi canali di comunicazione in Europa, puntando i riflettori su 30 esempi che si dimostreranno trampolini di lancio per ulteriori cambiamenti positivi.

I prodotti più venduti
Zalando ha registrato un incremento della domanda per abiti comodi di loungewear. Rispetto all’anno precedente, gli acquisti per felpe e pantaloni della tuta di alcuni brand sono duplicate. Le scelte più frequenti sono le tute di Adidas, Nike, Tommy Jeans, Even e Odd.

Un prodotto fashion che è diventato inaspettatamente popolare è costituito dalle calze. Le vendite di calze sono raddoppiate da prima della crisi del coronavirus, non solo per quanto riguarda le scelte di base come le calze da sneaker di Nike e Adidas, ma anche per quanto riguarda le paia più colorate come quelle di Happy Socks. Il bestseller assoluto nel settore calzature sono le pantofole.

Passando sempre più tempo in casa, i clienti sembrano anche dedicare più attenzione alla propria routine di self-care. Gli ordini per prodotti relativi alla cura della pelle, delle unghie, dei capelli e di altri accessori di bellezza sono triplicati rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Detox e prodotti per il benessere, candele, maschere per il viso e saponi per le mani sono scelte particolarmente ricercate per creare una spa in casa.

Anche la domanda di abbigliamento per bambini e neonati continua a crescere costantemente con articoli come i body. Inoltre, Zalando sta assistendo ad un forte aumento delle vendite nella categoria sportiva rispetto allo scorso anno. L'abbigliamento e l'attrezzatura per la corsa ed il fitness più in generale mostrano un andamento particolarmente rilevante. Anche le vendite di abbigliamento da yoga sono aumentate nelle ultime settimane, raddoppiando le vendite rispetto a quelle dello scorso anno nello stesso periodo. Anche la percentuale di clienti esistenti che acquistano per la prima volta è raddoppiata rispetto all’anno precedente.

 

Fiasconaro, ambasciatore della Sicilia nel mondo

Colomba e panettone sono il core business dell’azienda. L’export rappresenta il 30% del fatturato. A fianco della rete tradizionale di concessionari e negozi gourmet cresce l’importanza dell’eCommerce (da Gdoweek n. 6)

Castelbuono, porta del parco delle Madonie, domina un comprensorio costellato da una trentina di borghi medievali, diffusi su un territorio che sale fin verso i 1.500 metri. La pasticceria Fiasconaro nasce qui, nel 1953, per iniziativa di Mario Fiasconaro, in un ambiente tradizionalmente siciliano. Oggi il bar di piazza Margherita è una meta gourmet imperdibile in un ipotetico giro gastronomico locale. È il luogo dove degustare tutto l’anno il panettone e gli altri prodotti Fiasconaro.

Anche Nicola Fiasconaro, classe 1964, pasticcere per tradizione familiare (rappresenta la terza generazione di una famiglia di artigiani siciliani, per la precisione delle Madonie) dovrà, soprattutto sul breve periodo, rivedere le strategie di commercializzazione dei suoi prodotti, in particolare quelli da ricorrenza come la colomba, la cui produzione è stata sospesa in seguito alla chiusura forzata delle attività commerciali a Milano e in Italia.

Nicola è pluripremiato primo pasticcere che ha ricevuto il titolo di cittadino onorario dal Comune di Avola per il ruolo svolto in questi anni come ambasciatore dei prodotti dolciari siciliani nel mondo, gli altri due fratelli sono Martino e Fausto. Fausto è responsabile showroom, Martino è a capo dell’amministrazione.

Una famiglia di pasticcieri da almeno tre generazioni

Papà iniziò con la sua famiglia, negli anni Cinquanta, poi passò il testimone a me e ai miei fratelli e io a mio figlio Mario, pasticciere, reduce delle Olimpiadi di Stoccarda, dove un team siciliano ha avuto il privilegio di ottenere la medaglia di bronzo, al quale ho trasmesso l’arte pasticciera. Siamo da sempre cuochi, pasticceri, gran cerimonieri: mio padre si occupava di banqueting, utilizzando culture dolciarie diverse (lievito madre, paste acide), e la nostra gamma è molto legata sia ai prodotti da ricorrenza sia alle specialità più tradizionali della pasticceria siciliana.

Un marchio della tradizione siciliana, con aspirazioni alla crescita e all’innovazione.

A Castelbuono, sta per svilupparsi la Fiasconaro 2020, un comparto agroalimentare, con campi ricreativi, laboratori, strutture scientifiche. Tutto il polo produttivo è in Sicilia: piccoli e medi laboratori distribuiti nelle 9 province dell’isola convergono su Fiasconaro, con una produzione ad hoc destinata per il 70% al mercato italiano e per il 30% all’estero. Le nostre specialità dolciarie viaggiano verso i punti di vendita gourmet della Penisola attraverso una rete di vendita di concessionari.

Siete andati persino nello spazio ...

Sì, nel 2007, una selezione di dolci a base di panettone e pasta di mandorle firmati Fiasconaro è salita a bordo del Discovery Shuttle della Nasa. E dal 2019 l’azienda è entrata, anche se a piccoli passi, nel mercato asiatico, come testimoniato dalla colomba donata da Fiasconaro al presidente Xi Jinping durante la sua recente visita a Palermo. Oggi i prodotti Fiasconaro sono distribuiti su tutto il territorio nazionale e in Europa, oltre che negli Usa, in Canada, in Brasile, in Giappone, in Australia e in Nuova Zelanda.

La colomba pasquale Fiasconaro arriverà sulle tavole degli italiani?

Non attraverso i canali tradizionali. Questa situazione ci porterà a studiare meglio l’eCommerce, a cui stiamo pensando in modo sempre più strutturato e strategico: l’anno scorso siamo stati i primi nelle vendite online di panettoni, e anche se per ora non abbiamo un sito eCommerce, abbiamo avviato delle collaborazioni con dei partner specializzati per sviluppare questo canale.

Il vostro canale di elezione rimane, tuttavia, la fascia alta delle pasticcerie e dei negozi gourmet.

Siamo una pasticceria siciliana, e nonostante la cultura dei siti produttivi sia artigianale, esportiamo nel mondo. Alla base c’è la materia prima del territorio: pistacchio di Sicilia, le nostre arance, le mandorle di Avola, il cioccolato di Modica, zibibbo, e la manna. Anche se i prodotti stagionali, colomba e panettone, rappresentano ancora il core business dell’azienda, cresce sempre più l’incidenza della linea di prodotti continuativi: torroncini, cubaite, creme da spalmare, mieli, marmellate e confetture, spumanti aromatici. Ultima aggiunta al catalogo dei prodotti continuativi sarà il panettone classico di 500 g.

A proposito di alto di gamma, la collaborazione con Dolce & Gabbana ...

L’accordo con Dolce & Gabbana rafforza il brand. Abbiamo consolidato la collaborazione e presenteremo una linea di prodotti per il Natale 2020. Il connubio tra moda e pasticceria è molto forte perché il fattore comune è rappresentato dall’arte, dall’eleganza, dalla bellezza.

#Retailinprimalinea. Le sfide da affrontare nell’emergenza coronavirus

La gdo alimentare si fa carico e interprete delle nuove esigenze di sicurezza e solidarietà ai tempi della crisi, che sta cambiando le organizzazioni e richiede interventi mirati (da Gdoweek n. 6)

Fin dallo scattare dell’emergenza a febbraio, le insegne del settore si sono attivate per garantire il rispetto di norme di sicurezza e rispondere al boom di vendite sia negli store fisici sia online. L’interpretazione delle regole sono state in alcuni casi diverse, ma resta il fatto che, a fronte di una situazione così complessa, l’intero comparto merita un applauso, oltre a confermare il proprio ruolo sociale di pubblico servizio. Un ruolo che chiede team dedicati, a livello nazionale e locale, per gestire le singole situazioni e sostenere il personale, con tutte le soluzioni possibili, tanto nella rete quanto nei Cedi; collaborazioni con l’industria -di marca e di mdd, per garantire continuità di offerta e di servizio; gestioni della supply chain sotto stress. Come sottolinea il recente studio di Bain&Company Come difendere il retail dal Covid-19 e prepararsi alla ripartenza, “La sfida varia per settore. Nella grande distribuzione alimentare, quasi tutte le catene fanno fronte a un traffico eccezionale nei negozi fisici e l’online esplode con volumi inimmaginabili, per l’accaparramento di scorte e acquisti dettati dal panico, sebbene per fortuna “a ondate”. Il potenziamento delle attività online per soddisfare la domanda si rivela complicatissimo nel reperire rapidamente personale e gestire la supply. Il governo dei clienti nei negozi assume importanza primaria per cercare di azzerare i punti di contatto tra persone. Nella maggior parte degli altri settori non food l'ondata ridurrà drasticamente il traffico e i ricavi fino ad azzerarli. Si agisce immediatamente per ridurre l'impatto di questa crisi: i vertici aziendali di tutti i settori devono cercare di dedicare energie ad affrontare i problemi non solo nel breve, ma iniziare a ragionare e pianificare come ripartire nel medio termine”. Vediamo a che punto siamo, quali le sfide aperte. Sfide all’insegna dell’elasticità, per adeguarsi in tempi brevi a una situazione in continuo cambiamento. Un buon esempio è la disponibilità a sostenere i consumi delle fasce più deboli, con sconti in aggiunta a quelli emessi dai Comuni come suggerito dalla Presidenza del Consiglio. Molti retailer (Selex, Coop, VéGé, Crai, Gabrielli, Lidl, Md, Conad, che in un tweet dell’Ad Francesco Puglise, si è anche dichiarato disponibile a emettere carte prepagate in accordo con i Comuni) hanno deciso di aggiungere un ulteriore sconto del 10% a questi buoni, mentre Esselunga ha comunicato di applicarne uno del 15% sulla spesa complessiva.

Dopo una prima fase concentrata su assortimenti e rassicurazione della clientela si è passati al coordinamento nazionale per l’implementazione di misure concrete. Tra le soluzioni più popolari, oltre a quelle obbligatorie per decreto Dpcm, come il rispetto delle distanze nel punto di vendita attraverso l’ingresso scaglionato (talora con apposito addetto), vi è la dotazione al personale del negozio di mascherine respiratorie, guanti monouso e flaconcini di gel disinfettante, con potenziamento della frequenza e delle modalità di pulizia in store, dei manici dei carrelli, ma anche l’utilizzo di strisce segnaletiche di distanziamento, gel disinfettanti e guanti anche per i clienti, nonché comunicazione cartellonistica e radio. Iniziano anche a diffondersi soluzioni protettive, come quella di dotare le casse di barriere in plexiglas per distanziare ulteriormente personale di vendita e clienti e ridurre il rischio di contagio per tutti.

Per tutti, i principali sforzi sono concentrati nel sostegno al proprio personale di vendita, sottoposto a grandi stress. Così sono progressivamente diventate sempre di più le insegne che hanno deciso di prevedere dei riconoscimenti economici o assicurativi. In particolare, bonus e premi di riconoscimento per l’attività svolta in continuità sono stati stanziati, tra gli altri, Esselunga (intervento straordinario di welfare del valore di 150 euro a persona), Nova Coop (buoni spesa di 200 euro), Unes, Gruppo Arena (VéGé) e Gruppo Cds, mentre altri hanno optato come nel caso Md per i suoi 7.000 collaboratori per la stipula, con Assicurazioni Generali, di una polizza assicurativa che, in caso di positività al Covid-19, copre i giorni di ricovero, con una diaria di 100 euro per i giorni di degenza superiori a 7, un’indennità di convalescenza alle dimissioni pari a 3.000 euro, a cui se ne aggiunge un’altra di 10.000 euro per singolo beneficiario erogata direttamente da Md per un totale di 500.000 euro. Una scelta analoga è stata fatta da Gruppo Unicomm (Selex) per i suoi oltre 7.000 dipendenti della rete al dettaglio e all’ingrosso: l’assicurazione, stipulata con il broker Marsh, prevede indennità per tre tipi di copertura: ricovero, convalescenza e assistenza post ricovero. Ampio il dibattito anche su eventuali detassazioni per queste operazioni.

Per diminuire code e affluenza, sono state attivate modalità diverse per fare la spesa, oltre all’online: c’è chi, come Carrefour, ha istituito numeri telefonici verdi per acquisti per over 65, oltre che istituito, come anche Esselunga e Novacoop, corsie preferenziali per il personale sanitario e i volontari designati dai Comuni e dagli enti che fanno la spesa per terzi. Altri temi centrali, che hanno dato spazio a risposte diverse e dibattito, sono quello del cambio di orari e aperture, nonché il divieto di vendita in negozio di alcune categorie merceologiche, poi rientrato. Una misura che, secondo Donatella Prampolini, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Dit, è stata “illogica e creatrice solo di ulteriore caos, con allungamento dei tempi alle casse”. Una situazione nata dall’interpretazione di alcuni Comuni del decreto che ha portato a “transennare” alcuni reparti in tutti i pdv di beni non strettamente primari, come biancheria per la casa, intimo e cancelleria.

Ecommerce e stress da coronavirus

Come noto, la quarantena ha fatto crescere ovunque il peso dell'eCommerce, ma l'incremento enorme delle richieste spesso ha bloccato piattaforme e consegne, rendendolo di fatto inaccessibile a molti, se non a tutti. Ne abbiamo parlato con alcuni operatori, per capire le difficoltà e inquadrare l'entità del fenomeno. Partiamo dai numeri: i consumi nella settimana dal 24 febbraio all’1 marzo sono cresciuti, a confronto con la stessa settimana del 2019, del 12,2% a valore, a parità di negozi, dice Nielsen, la settimana successiva l'incremento è dell'11%. L'online ha avuto un incremento dell'81% delle vendite la prima settimana, +30% rispetto a quella precedente, e fino all'8 marzo dell'82,6%. A crescere sono soprattutto gli alimenti di cui si fa scorta pensando a una lunga permanenza in casa e quelli per l'igiene personale e della casa. Il confronto con le settimane precedenti ai primi timori di diffusione del Covid-19 lo fa Iri: l'online ha segnato vendite in crescita del 58,3%, tra pure player del digitale e insegne tradizionali che posseggono un negozio online. In crescita anche il ricorso a servizi come il click&collect: +205,4% rispetto all'anno precedente, con un'incidenza che dal 6% sale al 14% del totale delle vendite. I valori evidenziati dai nostri interlocutori sono ben più alti, perché monitorano anche gli accessi ai siti, che sono spesso molti di più degli ordini che si riescono a gestire.

Il primo problema è la tenuta della piattaforma digitale: il sito non ce la fa, anche il back office ne risente. Bennet per esempio segnala accessi cresciuti addirittura del 1.000%, dieci volte più del normale. A questo si somma l'imprevedibilità della domanda: "Inizialmente i picchi si verificavano nelle aree nelle quali emergevano i casi di contagio -spiega Simone Pescatore, direttore marketing e comunicazione di Bennet- poi è toccato alle province zona rossa, adesso si stanno stabilizzando”. La Lombardia rimane l'area con la richiesta maggiore. "In questo momento stimare l'incremento della domanda non è possibile -prosegue Pescatore-. Posso solo dire che quella che riusciamo a soddisfare è più che raddoppiata, e nei negozi attivi nelle prime zone rosse, anche decuplicata". Per sopperire, viene limitato il traffico al limite di tenuta del sistema e vengono date nuove finestre ogni 3-4 giorni. "Ci tengo molto a ringraziare tutte le persone che lavorano in Bennet, l'impegno è enorme e anche il sacrificio per le famiglie -prosegue Pescatore-. Se prima il 50% degli ordini era oggi per oggi, gli utenti stanno imparando a pianificare, così riusciamo a soddisfare più richieste". Inoltre, le priorità sono cambiate e i clienti accettano più frequentemente prodotti sostitutivi, se mancano quelli richiesti: di solito venivano accettati il 70 dei sostituti, adesso quasi il 90%. Accanto al Drive, Bennet da ottobre 2018 ha attivato un test di eCommerce puro (con la consegna a domicilio) attorno al negozio di Pieve Fissiraga (Lo). L'insegna collabora anche con Supermercato 24 e con associazioni di volontariato e Assessorati: "Ci mettiamo a disposizione per trovare la soluzione più utile per ciascun Comune".

Rimanendo nelle grandi dimensioni, Esselunga ha esteso la consegna gratuita fino a Pasqua per eCommerce e negozi in cui è prevista. La domanda, rispetto all'1% di incidenza dell'online sulla spesa pre Coronavirus nella media italiana, e al 4% di Esselunga pre crisi, è arrivata a superare il 20%. “È evidente che nessuno può soddisfare un balzo percentuale del genere -afferma il Ceo di Esselunga Sami Kahale-. I tempi di consegna si stanno assestando sulle due settimane. Abbiamo definito un limite di una spesa per cliente per settimana e sono in atto potenziamenti di natura straordinaria sulle preparazioni delle spese e sulla logistica".

In Liguria, Basko (Gruppo Sogegross), che ha attivato l'eCommerce nel 2003, negli anni ha visto una crescita costante, a doppia cifra, ma sempre con numeri ridotti, ma il boom è arrivato in queste settimane: "Gli ordini sono più che raddoppiati -dice Lucia Bruzzone, digital manager di Basko- ma a giudicare da email, messaggi e chiamate che riceviamo forse anche decuplicati. Pur avendo aumentato mezzi e risorse abbiamo già consegne fino al 24 marzo, e ogni giorno consegniamo in media 260-300 spese". Lo scontrino medio era già alto, intorno ai 100 euro, ma ora è cresciuto del 40% circa. "A Genova e provincia, gli over 65 erano già la fascia d'età con il tasso di conversione più alto -prosegue Bruzzone- quindi nessuna novità. I clienti si rivolgono a tutti i servizi di eCommerce: click&collect, click&drive e anche ai locker, che Basko ha posizionato al casello di Genova Nervi".

Decò, l'insegna di Multicedi attiva nel Sud Italia sta testando l'eCommerce su alcuni Superstore e Maxistore Decò, dal sito supermercatideco.it. Nonostante la lontananza geografica dalle prime zone rosse l'incremento delle spese online è apparso sensibile anche in queste aree. "Si trattava di richieste legate principalmente alla ricerca di disinfettanti e materiale igienico -precisa Angelo Merola, responsabile marketing di Multicedi- ma anche beni di prima necessità come farina, passate, zucchero, sale, latte e acqua. L'incremento è diventato man mano esponenziale con l'estendersi della zona rossa sempre in più regioni d'Italia, fino a raggiungere picchi di richieste fino all'oltre il 500% nell'online". Nei punti di vendita dove il servizio è attivo sono state dedicate risorse extra alla preparazione delle spese e corrieri per la consegna. Eataly Today ha visto un aumento di oltre il triplo degli ordini, +320%. "L’incremento è stato riscontrato in un primo momento su Milano e Torino, cui si è aggiunta Roma dopo circa una settimana. Ad oggi i volumi degli ordini delle tre città procedono allo stesso ritmo". Per rendere il servizio più fruibile Eataly ha reso gratuita la consegna per ordini dai 39 euro in su e fissato il minimo di spesa a 20 euro.

Novità anche per NaturaSì a Milano, nasce la app Clicca e ritira. Inoltre, gli ordini si possono fare dal sito dell'insegna, via email e anche al telefono.

Supermercato 24 lavora per partnership dunque la gratuità della consegna per gli ultra 65 enni fino al 12 aprile è un servizio che deve negoziare. È attivo con Coop Lombardia, Bennet, Conad, Carrefour, Tuodì, Fresco Market, Md, Pewex, Iper La Grande i, per spese oltre i 40 euro.

La limitazione alla mobilità ha portato anche a una rivincita della prossimità. Crai ha registrato picchi di oltre 30 mila visite giornaliere e ordini anche 10 volte superiori. "Dalla settimana del 9 marzo stiamo registrando una media di 1.000 ordini al giorno -dice Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di Crai Secom- con un trend che continua a crescere e una spesa media compresa tra 65 e 70 euro". In crescita anche la fascia degli over 65 soprattutto grazie al servizio di ordini telefonici attraverso il numero verde di Crai Spesa Online. Crai si è attrezzata creando una task force per migliorare il livello di tenuta della piattaforma. "Gli ordini ricevuti vanno preparati ed evasi attraverso i negozi fisici -prosegue La Viola-, Cedi e imprenditori stanno aumentando il presidio in negozio. L’impegno è encomiabile". Un aumento del personale che riguarda anche chi è impegnato nelle consegne a domicilio. La spesa è gratuita per tutti (minimo 30 euro), e molti negozi hanno esteso il raggio chilometrico delle consegne, per garantire il servizio anche ai clienti più dislocati, mentre negozi che avevano solo il click&collect stanno attivando anche la consegna a domicilio. Anche Mercatò (Selex) con CosìComodo.it ha ampliato la copertura del servizio su nuove località.

Sigma (D.IT) non possiede una piattaforma eCommerce ma ha attivato o rinforzato un servizio di spesa a domicilio via telefono, email e WhatsApp, affidata ai singoli imprenditori. "Consegniamo in giornata, al massimo 48h, nonostante il momento, anche la domenica -afferma Oreste Santini, presidente Consorzio Europa- e per ora siamo a circa il 25% rispetto al fatturato del fisico. Ciascun punto di vendita si adatta in base a capacità ed esperienza. "Prima la consegna era il giorno stesso -dice Donatella Prampolini Manzini, presidente Realco e D.IT- adesso avviene un paio di giorni dopo. Siamo a un +50% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, con picchi del +100-150% post Dpcm e una crescita più alta per negozi con superfici tra 400 e 800 mq. Era circa il 5-6% delle vendite del negozio, ora se riuscissimo a servire tutti sarebbe intorno al 20-30%". Le complessità riguardano anche le consegne, perché "I volumi sono quelli della Vigilia di Natale -spiega Prampolini- solo che durano da 4 settimane". Insomma, di fronte all'emergenza crollano tutte le barriere, anche quelle tecnologiche e mentali, e si rivela l'enorme potenziale dell'eCommerce alimentare.

 

#Retailinprimalinea Coop Alleanza 3.0: strategie verso il cambiamento

Adriano Turrini, presidente di Coop Alleanza 3.0, racconta come la cooperativa sta affrontando la situazione #coronavirus e l'andamento della rete con il recupero del piano finanziario

"Sono un inguaribile ottimista e spero che questa difficile situazione che stiamo vivendo cambierà in meglio alcuni dei nostri approcci al mercato -spiega Adriano Turrini, presidente di Coop Alleanza 3.0-. Siamo una cooperativa e, come tale, sentiamo la responsabilità di fare la nostra parte in questo momento per i nostri soci per le persone che lavorano in cooperativa, ma soprattutto per la tenuta della coesione sociale, consapevoli che il coronavirus sta ridisegnando le nostre priorità e il nostro modo di lavorare, offrendoci anche inedite opportunità di cambiamento che sembravano impossibili solo qualche giorno fa".

 

Il risultato di questo ragionamento sono una serie di attività che toccano direttamente i soci  e i clienti, i dipendenti, la filiera logistica, i fornitori.

In particolare, per quanto riguarda facilitare la spesa, a operazioni più tradizionali come il blocco prezzi sui prodotti confezionati (per 2 mesi), una convenienza quotidiana sulla spesa di base attraverso i prodotti sia a marchio Coop sia brand industriali (400 item), esposizioni privilegiate per prodotti di uso quotidiano per velocizzare la spesa, l'introduzione di kit prestabili (con comfort kit anche per per il servizio a casa con coop), per ridurre ulteriormente code e attese, Coop Alleanza 3.0 ha deciso di attivare:

  • il servizio Cod@Casa, che sarà attivo nei prossimi giorni e che, tramite app (utilizzata anche da Coop Lombardia e Coop Liguria) permette di calendarizzare a ogni cliente l'accesso ai negozi della rete, scegliendo la fascia oraria in cui si intende fare la spesa con una conferma di prenotazione. Ovviamente sono mantenute le garanzie sul rispetto delle distanze di sicurezza;
  • il servizio di Click&collect, attivato in fase sperimentale in 3 negozi nell'area emiliana.

 

Cresce l'eCommerce

"Stiamo lavorando a tutto campo anche sul fronte delle garanzie ai nostri dipendenti oltre che attuando iniziative di sostegno per le filiere, soprattutto quelle italiane e in particolare dei freschi -aggiunge Turrini-. Allo stesso tempo stiamo affrontando anche il rafforzamento dell'eCommerce, nel quale siamo passati da 1.500 ordini al giorno a oltre 15.000, con esigenze di organizzazione che non sono solo tecnologiche, ma anche di personale, che, in ogni caso abbiamo assunto proprio per garantire un servizio più adeguato. Sono anche convinto che, finita questa situazione, un certo numero di consumatori, che ora non si possono quantificare, continueranno a usare la spesa online. E noi dobbiamo tenerne conto".

 

Andamento della rete

Un'ultima battuta sull'andamento della rete e sui risultati finanziari. "Nel febbraio dello scorso anno ci siamo impegnati con un piano programmatico preciso -chiarisce Turrini-. Un piano che ha cominciato a dare i suoi frutti a livello di csh flow e di turn around. Già da aprile dello scorso anno, la situazione è migliorata, facendo segnare un'inversione di tendenza, nonostante il peso degli iper (50% del nostro fatturato) e il loro complesso andamento. Ad oggi, tanto negli ipermercati quanto nella rete dei supermercati, stiamo registrando performance positive, anche superiori al mercato e siamo convinti di avere individuato le strategie corrette per recuperare tutte le situazioni difficili".

Andamento rete Coop Alleanza 3.0 a rete omogenea marzo 2020 vs ap

Ipermercati Supermercati
Mercato - 7,3 14,3
Coop Alleanza 3.0 -3,3 21,6

 

Andamento rete Coop Alleanza 3.0 a rete omogenea 30/12/2029-29/3/2020 vs ap

Ipermercati Supermercati
Mercato - 2,8 7,6
Coop Alleanza 3.0 0,3 10,7

Fonte: elaborazioni aziendali su dati Nielsen Like4like. Sono esclusi i PetStore

 

 

#Retailinprimalinea. Di Palo (Crai) dona 400 buoni spesa

crai
Il Gruppo Di Palo, attivo in Campania con l'insegna Crai, sta avviando una serie di attività per potenziare la rete di sostegno e solidarietà

I destinatari dei 400 buoni spesa da 50 euro donati dalla famiglia Di Palo, entrata in Crai all'inizio del 2020, sono i Comuni di Casoria, Afragola, Cardito e Crispano e mirano a sostenere altrettante famiglie in difficoltà. Il Gruppo Di Palo, attivo in Campania, sta avviando una serie di attività per potenziare la rete di sostegno e solidarietà nel proprio territorio.

I cittadini di Afragola e Casoria potranno utilizzare i buoni spesa presso il Supermercato Crai del centro commerciale I Pini, sulla strada statale Sannitica 87 (Casoria). I residenti nei comuni di Cardito e Crispano potranno invece recarsi al supermercato del centro commerciale La Masseria, in Via Mahatma Gandhi (Cardito).

#Retailinprimalinea. Penny Market valorizza le imprese italiane

L’operazione di Penny Market, Abbracciamo l’impresa italiana, punta soprattutto a far ripartire il mondo produttivo agroalimentare italiano

L’impegno sociale di Penny Market (Gruppo Rewe) verso l’economia del Paese si concretizza attraverso iniziative che mirano a favorire la ripresa dei piccoli produttori e delle realtà locali.

Per questo motivo l'insegna ha attivato l’operazione Abbracciamo l’impresa italiana, che si rivolge anche ad aziende che operano nel settore non food, e che punta soprattutto a far ripartire il mondo produttivo agroalimentare italiano, dalle Alpi alla Sicilia. Questo obiettivo si traduce in un aumento dell’offerta dei prodotti locali italiani e quindi nella valorizzazione delle produzioni enogastronomiche che avranno un accesso privilegiato nei quasi 400 punti di vendita della rete in tutta Italia. Alle piccole imprese locali Penny Market ha riservato un canale di candidatura alla mail impresaitaliana@pennymarket.it.

L'insegna ha dunque messo in campo tutte le proprie professionalità a sostegno di questa operazione: dal settore acquisti che garantisce l’accesso diretto al buyer alla logistica  favorendo accordi con piccole realtà di trasporti locali, prima operanti in altri settori, che hanno subito lo stop a causa dell’emergenza. In questo settore, nello specifico, Penny intende supportare le imprese locali di trasporti attraverso il sistema di sinergia logistica Penny Cargo. Si procede con la funzione Qualità che ha già predisposto l’implementazione di flussi di verifica dei fornitori semplificati e dedicati, e l’ottimizzazione e l’accelerazione dei processi di controllo qualitativo; l’ufficio Legale e di Public Affairs, infine, ha preso contatto con associazioni di categoria delle PMI e con le istituzioni per garantire una rete di supporto condivisa e di più ampio respiro.

Questa iniziativa nasce come il contributo di Penny Market alla ripartenza di questo paese dopo l’emergenza Covid-19 -afferma Nicola Pierdomenico, Ceo Penny Market Italia-. E segna un passaggio naturale per quanto riguarda il modo di intendere l’esperienza di spesa nei nostri punti di vendita, dove la valorizzazione delle realtà produttive del territorio è da sempre al centro della nostra offerta al consumatore, basti pensare al fatto che l’indice di territorialità raggiunge il 70%. In questa fase occorre affiancare e sostenere con azioni concrete la filiera produttiva delle piccole e medie imprese, che comprende anche le realtà artigianali e familiari. Ebbene noi vogliamo essere protagonisti di questo processo di sostegno e valorizzazione che in questo momento di difficoltà può rappresentare ancora più del solito un’opportunità di crescita e purtroppo ora, possiamo dire, di ripartenza”.

Mercato Metropolitano risponde alla crisi “incubando” nuove idee

In tempo di lockdown per il format ideato da Andrea Rasca l'attività non si arresta grazie al lancio di un programma di open innovation

Tempo di lockdown anche per Mercato Metropolitano, il format polifunzionale di prodotti locali e socialità ideato da Andrea Rasca. L'attività dell'insegna, però, non si arresta e si fa di necessità virtù, approfittando per il lancio del nuovo programma di incubazione.

Ad annunciarlo è la stessa azienda in un post sui social, dove si indica che le iscrizioni sono aperte fino al 24 aprile. Una call to action aperta a tutti, utenti, imprenditori e community, che hanno un'idea nel cassetto da realizzare.

APPLICATIONS OPEN until 24th April! While all of us are currently in lockdown, we are opening up MM’s online incubation...

Posted by Mercato Metropolitano on Tuesday, April 14, 2020

Mercato Metropolitano, dal canto suo, si impegna per i progetti selezionati ad offrire un supporto trimestrale che va dalla mentorship a un primo apporto finanziario per far partire la start-up. Non resta che da vedere quali saranno i progetti vincitori.

#Retailinprimalinea. La Spesa Sospesa di Cadoro (Sun)

Nei propri punti di vendita in varie città, Cadoro ha attivato la Spesa Sospesa, ossia la spesa solidale da destinare a chi ne ha più necessità

L’azienda si è attivata creando una rete di collaborazioni con diverse realtà del territorio, onlus e associazioni per supportare le famiglie più deboli in questo momento di emergenza sanitaria. Cadoro (Gruppo Sun) ha attivato, come già fatto da altre insegne, la Spesa Sospesa, ossia la spesa solidale nei propri punti di vendita di Pordenone, Montebelluna, Cornuda, Codroipo, Treviso, Lancenigo di Villorba, Mestre, San Donà di Piave, Castelfranco Veneto, Mogliano Veneto. Negli store è stato attrezzato uno spazio dedicato alla raccolta dei beni di prima necessità e a lunga conservazione da destinare ai più bisognosi.

‍“Laddove possibile, abbiamo deciso di avvalerci della collaborazione di onlus e associazioni di volontariato con le quali già collaboriamo da tempo per altre iniziative di solidarietà -spiega l'azienda- perché la loro rete arriva in maniera puntuale e capillare alle persone che versano in difficoltà. In altri casi abbiamo attivato nuovi rapporti comunque sempre con soggetti fortemente radicati con il territorio. Gli addetti passano in tutti questi punti di vendita per il ritiro dei prodotti donati dai nostri generosi clienti, che già in altre occasioni hanno dimostrato un altruismo encomiabile”.

Covistop: dispositivi di sicurezza per difendere gli esercizi commerciali

Covistop è la linea completa di dispositivi per proteggere gli esercizi commerciali dalla diffusione di virus e batteri

Covistop è la linea completa di dispositivi per proteggere gli esercizi commerciali dalla diffusione di virus e batteri: barriere da banco, schermi divisori, colonnine dispenser con gel igienizzanti. Una serie di strumenti indispensabili per garantire la maggiore sicurezza agli spazi retail. Le barriere sono realizzate in plexiglass, semplici da assemblare e installare. Inoltre sono facili da pulire, è sufficiente un panno antistatico con un prodotto disinfettante a base non alcolica. Questi dispositivi possono essere progettati e realizzati su misura, nonché personalizzati con il logo dell’esercizio commerciale. La consegna avviene in 24 ore nel Nord e Centro Italia e in 48 ore al Sud: in Lombardia è gratuita! Acquistando i sistemi di protezione Covistop è possibile beneficiare del credito d’imposta previsto dall’articolo 30 del Decreto-Legge 8 aprile 2020 n. 23, come pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Sul sito www.covistop.it sono disponibili le schede tecniche dettagliate di ogni prodotto. Per una progettazione dedicata è possibile contattare il numero di telefono del customer care: 340.3957991

Eurostands in Italia

Viale delle industrie, 51
20040 – Cambiago (MI), Italy
Centralino 02.9594901

Fax +39 02.950674.42

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Aw Lab: avatar come brand ambassador per la collezione estiva

Due brand ambassador virtuali sono stati creati da Aw Lab, in collaborazione con Naive Agency, per presentare la collezione estiva dello street brand Vrl

Per il lancio della collezione estiva dello street brand Vrl, Aw Lab ha creato, in collaborazione con Naive Agency, due brand ambassador virtuali. Si tratta di un cambiamento di cambiamento di linguaggio che risponde all'esigenza dettata dall'emergenza sanitaria Covid19. L'insegna sta attuando, infatti, varie iniziative per restare al fianco dei clienti continuando a sviluppare iniziative specifiche utilizzando social media e strumenti tecnologici.

Agli Avatar è stata data un'identità: la testimonial digitale della linea femminile ha diciotto anni e una vita attiva e ricca di interessi che vanno dalla musica (suona il basso), alla fotografia, allo skateboard (ne ha ben tre). Per la linea uomo è stato creato Rail V., ha 23 anni e fa il dj. Gioca a basket e adora i video games. Veste street e ha una vera passione per le sneaker. Entrambi hanno uno stile di vita healthy e sostenibile.

Questi giorni di lockdown stanno cambiando radicalmente le nostre abitudini, il nostro stile di vita, il nostro modo di vedere la realtà -spiega Domenico Romano, direttore marketing Aw Lab-. Alla ripresa ritroveremo un mondo nuovo, con sentimenti, sogni, speranze e necessità differenti. Un mondo in cui spazio fisico e virtuale si fonderanno sia nelle esperienze di shopping che nella comunicazione verso la nostra community”.

Caffè Vergnano: la colazione a domicilio con l’Apecar

L’Apecar di Caffè Vergnano è un vero e proprio Coffee Shop su tre ruote che consegnerà espressi, cappuccini, bicerin e brioche

Ci si adegua alle restrizioni del lockdown, cercando però di soddisfare le necessità dei consumatori. Caffè Vergnano lo fa predisponendo il servizio di consegna a domicilio della colazione nel centro di Torino attuato attraverso l’Apecar, un vero e proprio Coffee Shop su tre ruote che consegnerà espressi, cappuccini, bicerin e brioche. Disponibile anche il caffè macinato 100% arabica in lattina. Il mezzo è attrezzato con macchina professionale e sarà gestito dai baristi Caffè Vergnano. È possibile prenotare il servizio chiamando o inviando un whatsapp al numero il 348 8902014 e pagare sia in contanti sia attraverso la piattaforma online Satispay.

È stato programmato un tragitto specifico per il prossimo fine settimana: venerdì 17 in zona Gran Madre e sabato 18 in zona Santa Giulia, in entrambi i giorni l’orario è dalle 8.30 alle 11.30. Nei giorni a seguire saranno coperte altre aree geografiche.

“Sappiamo che la colazione o il caffè al bar è un rito per molti italiani e crediamo sia una delle abitudini che più mancano in questo momento di quarantena -racconta Carolina Vergnano-. Per questo, nel rispetto delle norme di sicurezza previste dalla legge, abbiamo pensato di attivare questo servizio a domicilio che potesse, anche se in piccolo, dare un segnale di conforto e di normalità”.

#Retailinprimalinea. Todis sostiene le famiglie in difficoltà

In collaborazione con la Comunità di Sant'Egidio, Todis ha individuato le famiglie più in difficoltà alle quali ha indirizzato derrate alimentari

Tra le iniziative messe a punto dall'insegna Todis, come nel caso della Spesa sospesa a sostegno dei più bisognosi, c'è anche l'aiuto concreto rivolto alla Comunità di Sant'Egidio. Todis ha, infatti, messo a disposizione dei volontari derrate alimentari che saranno donate a chi ne ha più bisogno. Sono stati, infatti, individuati dei punti strategici per la suddivisione dei prodotti, che saranno poi distribuiti alle famiglie in difficoltà: Roma, Civitavecchia, Pescara, Napoli, Palermo e Bari in cui saranno smistate 11.000 tonnellate di pasta, 6000 litri di passata di pomodoro, 6500 litri di latte, 6700 scatolette di tonno, 1000 litri d'olio extra vergine d'oliva, 8600 vasetti di omogeneizzato, oltre che conserve, merendine e yogurt.

Il claim che accompagna questa iniziativa è Un contributo concreto per farcela insieme. A riguardo l'azienda sottolinea: “Il nostro slogan è Buongiorno convenienza. Ed è proprio su quel Buongiorno che tutti i dipendenti Todis si impegnano: affinché ci sia presto un nuovo luminoso futuro per tutti, #restandouniti e sempre disposti a sostenersi come una grande famiglia”.

Mondadori riapre una parte delle librerie affiliate

Mondadori Bookstore Aura - esterno

Oltre 280 dei 500 librai affiliati (più del 50%) di Mondadori Store ha riaperto. Mentre per quanto riguarda i punti vendita diretti, circa 30, si sta definendo nel dettaglio il piano di riapertura. Non è chiaro in quali regioni apriranno le librerie affiliate e soprattutto in quali comuni. Certamente non in Lombardia, il primo mercato italiano per l'editoria in assoluto.

Per gli store di Gruppo Mondadori, l'azienda sta lavorando a una graduale riapertura al pubblico, con l'assoluta priorità di garantire la sicurezza di collaboratori, librai e clienti. Mondadori vuole agire con responsabilità, procedere passo dopo passo, considerando, da un lato, il protocollo anti-contagio, dall'altro le differenti indicazioni che stanno arrivando dagli enti preposti.
Il programma che l'azienda sta definendo prevede personalizzazioni e adattamenti sulla base delle dimensioni delle nostre librerie, piccole, medie, grandi, del loro posizionamento - centro città o centro commerciale - delle specificità di ogni singolo negozio e delle ordinanze che stanno progressivamente arrivando dalle diverse Regioni.
"Nessuna scelta affrettata, ma un approccio concreto e razionale per ricominciare da dove ci eravamo fermati" sottolinea l'azienda. E "per quanto riguarda i nostri librai affiliati, siamo al loro fianco e, come realizzato attraverso l'operazione straordinaria di rateizzazione dei corrispettivi in scadenza ad aprile, vogliamo sostenerli e agevolarli in questa difficile situazione".

Per chi sta in prima linea abbattiamo le tasse, che i premi arrivino interi

L'editorale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 6)

La filiera agroalimentare è al lavoro, proseguono nei campi gli agricoltori, nelle fabbriche i trasformatori, prosegue la logistica tutta, quella dei camion che fanno su e giù per un’Italia che si è fatta più guardinga e prosegue, con gran fatica, anche quella dell’ultimo miglio. La distribuzione è in prima linea, con un enorme mole di lavoro e le mille attenzioni dovute al virus, a contatto con i consumatori, quelli attenti e quelli meno attenti, da quelli che non ti guardano neppure in faccia a quelli che dimenticano che un metro è il minimo della distanza di sicurezza.

La paura, la stanchezza, ma anche l’orgoglio di essere fondamentali per la propria comunità, ecco ciò che ha distinto la distribuzione moderna in queste settimane di emergenza. Donne e uomini che si sono trovati in prima linea senza averlo scelto, senza immaginare che sarebbe potuto capitare. Con loro edicolanti, tabaccai, il commercio in senso lato, inclusi gli e-tailer, si sono trovati a fronteggiare uno tsunami di proporzioni inaudite.

Qualcuno mi ha detto che bisogna ricordare che il cibo nelle nostre tavole lo porta un’intera filiera, e ha ragione, non ci sarebbero merci nei carrelli se la produzione non continuasse, magari non oggi, e nemmeno domani ma nel prossimo futuro. Perché tutto questo succeda, è importante che manager e imprenditori capiscano che le regole per la sicurezza sul luogo di lavoro devono essere rispettate e fatte rispettare, con serietà e senso di responsabilità, questo può essere più semplice per le grandi aziende (relativamente) e più complicato per i piccoli, che siano punti di vendita o aziende, ma è fondamentale che le regole vadano seguite, proprio per garantire la continuità produttiva e di vendita.

Già da qualche tempo stiamo chiedendo al governo di pensare anche a loro, a chi sta in prima fila e non può mollare. No, non sono medici o infermieri, loro non salvano vite, non hanno scelto quella strada, ma ci si sono trovati comunque, le loro aziende (non tutte, ma parecchie) li stanno premiando: ma vogliamo riconoscere loro che il servizio che fanno è un servizio pubblico? E allora alleggeriamogli le tasse su premi e straordinari e senza troppa burocrazia, possibilmente.

Esselunga fa il punto sulla spesa online tra ritardi e nuove misure in test

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In una lettera ai clienti la catena spiega quali sono i problemi che sta affrontando per il servizio eCommerce, tra soluzioni attuate e in fase di implementazione

Esselunga ha pubblicato online sul proprio portale, e inviato ai clienti eCommerce iscritti alla relativa newsletter, una lettera per fare il punto sul servizio di spesa online Esselunga a Casa. Si parte con le scuse per i disagi causato alla spiegazione del perché, dalle misure adottate a quelle in via di test, passando per le previsioni relative al prossimo futuro.

Vediamo a seguire i punti salienti della lettera.

  • Il problema principale è che le richieste di spesa online sono cresciute in modo esponenziale in pochissimi giorni a causa della pandemia procurata dal Covid-19. Esselunga ha la più grande capacità in Italia nell’eCommerce di settore. Nel 2019 abbiamo più che raddoppiato la nostra capacità di consegna e stiamo attuando un programma di investimenti consistenti per accrescerla ulteriormente. Purtroppo, ad oggi, tale capacità non è ancora sufficiente per soddisfare la richiesta di tutte le persone che desiderano avere la consegna della spesa a casa. È come aver costruito lo stadio più grande d’Italia con una capienza di 80.000 persone nel quale vogliono entrarne oltre un milione. Un problema contingente che abbiamo avuto è quello di aver dovuto chiudere un magazzino web a Milano, normalmente operativo 24 ore su 24, per dodici giorni in marzo, riducendo così del 50% la capacità della zona. Questo ha causato un disservizio, in termini di annullamenti e ritardi delle consegne, oggi risolto.
  • Misure attuate. In precedenza, i nostri slot venivano aperti a mezzanotte di ogni giorno, creando così un sovraccarico degli accessi al sito di spesa online. Al fine di limitare i disagi, l’apertura di nuove disponibilità di consegna avviene durante tutto l’arco della giornata mantenendo una visibilità di sette giorni. Oltre a questo, abbiamo limitato la possibilità di prenotazione della spesa ad un’unica consegna ogni sette giorni per persona, per dare la possibilità di ordinare a più clienti. Da questa settimana, per aumentare la probabilità di trovare uno slot disponibile per gli over 75 e le persone con disabilità, abbiamo riservato loro il 40% della capacità complessiva di Esselunga a Casa. Sul portale dell'aziende è disponibile l'elenco dei negozi dove è al momento attivo il servizio Clicca e Vai. Allo stato attuale si vedono 19 punti di vendita, ma c'è da considerare che spesso la copertura territoriale di un singolo punto di vendita è molto ampia (con Parma, ad esempio, si arriva a coprire gran parte della provincia, con raggi di 20 chilometri e oltre)
  • Misure che attueremo. Stiamo lavorando per anticipare in modo considerevole la capacità di Esselunga a Casa, che aumenterà ogni mese. Ci impegniamo a farlo finché non riusciremo a soddisfare le esigenze di tutti i nostri clienti. Nel frattempo, stiamo testando soluzioni alternative per rendere la spesa più semplice evitando le file nei negozi, ovvero:
    1. App Ufirst (di cui vi abbiamo già parlato qui) per evitare le file in test in alcuni negozi. I risultati finora sono positivi ed estenderemo presto questo servizio ad altri nostri negozi.
    2. Prenota & Ritira. Abbiamo in fase di test in diciotto negozi il nuovo servizio Prenota & Ritira, attraverso il quale metteremo ogni giorno a disposizione dei clienti un numero di spese con assortimento di prodotti essenziali. Basta inoltrare l’ordine online sul sito o sull’App e ritirarlo comodamente in negozio su appuntamento nell’arco delle successive 48 ore, evitando la coda. Anche questa iniziativa sta dando risultati positivi e nelle prossime settimane sarà estesa a più di cento negozi (qui la copertura in tempo reale).
  • Aspettative. Malgrado questi interventi e l’impegno di tutte le nostre persone, è chiaro che non riusciremo a soddisfare tale eccezionale richiesta nel brevissimo periodo e, di conseguenza, ancora molti non riusciranno a trovare uno slot di consegna. Stiamo facendo del nostro meglio, in una situazione di emergenza molto complessa, e confidiamo nella comprensione dei nostri clienti.

Fipe, piatti pronti da asporto anche nei ristoranti

La Federazione italiana dei pubblici esercizi (Fipe) chiede al Governo che anche ristoranti e bar possano vendere i piatti pronti da asporto, come già fanno da anni i supermercati e come avviene nella ristorazione di molti paesi europei

Adottare le buone pratiche già realizzate nel resto d’Europa. È la raccomandazione/proposta che Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi, lancia al Governo per scongiurare la morte della ristorazione italiana: consentire ai ristoratori italiani di vendere piatti pronti da asporto, nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria e di distanziamento, come accade nella maggior parte dei Paesi europei. Fipe ha verificato che il servizio take away è attualmente attivo in Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lituania, Malta, Olanda, Regno Unito, Svizzera, Turchia. Perché in Italia dovrebbe rimanere proibito?

"L’Italia ha mostrato agli altri Paesi come reagire in maniera efficace al Covid-19 dal punto di vista sanitario –commenta Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe– ma sulla fase 2, quella della ripartenza del mondo economico e produttivo, siamo ancora indietro. D’accordo ragionare sulle precauzioni sanitarie, anche per evitare la ripresa del contagio, ma non possiamo farci paralizzare dalla paura. È il momento di reagire e il modo migliore è anche quello di fare nostre le best practice degli altri paesi, consentendo, fra l'altro, anche a bar, ristoranti e altri pubblici esercizi il servizio take away, oggi già possibile in quasi tutta la distribuzione alimentare. In questo modo si avrebbero numerosi vantaggi: un servizio in più ai cittadini, che potranno scendere al ristorante sotto casa per acquistare piatti pronti riducendo le code nei supermercati o nei negozi alimentari, e un'opportunità commerciale per un settore strategico e identitario della nostra economia, tra i più danneggiati dall’emergenza in corso. Perdere altro tempo significherebbe favorire l’agonia della ristorazione italiana".

L’intero comparto dei pubblici esercizi (ristoranti inclusi) rischia di perdere, secondo le stime del Centro Studi Fipe, oltre 28 miliardi di euro nel 2020, con circa 50.000 imprese che potrebbero non riaprire, e 300.000 persone disoccupate. "A differenza di altri settori –conclude Stoppani– i ristoratori hanno bisogno di lavorare per poter sopravvivere. Per questo è indispensabile adottare ogni provvedimento, come la possibilità di effettuare vendite per asporto, per consentire un minimo di liquidità, vista anche la complessità e i ritardi dei provvedimenti attesi per sostenere il comparto".

Kentucky Fried Chicken dona 50.000 dollari a Banco Alimentare

Attraverso Yum! Foundation, la Fondazione che controlla Yum Brands, proprietaria della catena Kentucky Fried Chicken (Kfc)

Kfc-Kentucky Fried Chicken dona, attraverso Yum! Foundation, 50.000 dollari alla Rete Banco Alimentare, da anni impegnata quotidianamente nella consegna, in molti comuni italiani, di prodotti alimentari a persone bisognose. Yum! Foundation è la Fondazione di Yum! Brands, il gruppo di cui fa parte Kfc, e sostiene programmi di aiuto alimentare nel mondo. Sostiene anche iniziative nell'arte e nella cultura, nell'istruzione, nei servizi sociali e nella diversità.

"Abbiamo deciso di dare questo contributo a Banco Alimentare con il quale abbiamo già una collaborazione consolidata da anni sul progetto Harvest di Kfc per il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari dei nostri ristoranti -commenta Corrado Cagnola, amministratore delegato di Kfc Italia-. È un sostegno per il lavoro che Banco Alimentare sta facendo in questa emergenza, ma anche per quello che dovrà fare quando ne saremo usciti, che sarà altrettanto importante".

"È confortante avere al nostro fianco aziende come Kfc Italia che condividono con noi lo sforzo di sostenere oltre 7.500 strutture caritative che forniscono aiuto alimentare a 1.500.000 persone povere -aggiunge Giovanni Bruno, Presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus-. Dal nostro osservatorio vediamo che le persone in difficoltà aumentano di giorno in giorno: registriamo già un +20% di richieste di aiuto dall’inizio dell’emergenza. Siamo certi che solo con una catena di solidarietà capace di coinvolgere istituzioni, realtà produttive, terzo settore e singoli cittadini, si potrà affrontare e superare questo momento di crisi".

Per aiutare medici, infermieri e personale sanitario in prima linea, nelle scorse settimane, grazie all’impegno dei ragazzi del Kfc di Milano Bicocca gestito in franchising dalla società 5Roosters srl, Kfc ha mandato agli ospedali Luigi Sacco di Milano, Humanitas di Rozzano e San Gerardo di Monza alcune spedizioni di pollo fritto.

#Retailinprimalinea. Etruria Retail (Carrefour): 50mila euro alla Protezione civile

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Etruria Retail, insieme ai supermercati affiliati Carrefour in Toscana, Umbria e alto Lazio, ha avviato una raccolta fondi destinata a sostenere la lotta al Covid19

Per sostenere l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di apparecchiature indispensabili per le terapie intensive e per far fronte all’emergenza Coronavirus, Etruria Retail, insieme ai supermercati affiliati Carrefour in Toscana, Umbria e alto Lazio, ha avviato una raccolta fondi grazie alla quale sono stati donati 50 mila euro alla Protezione Civile.

È un piccolo gesto per stare vicino al personale medico, infermieristico, sanitario e volontario che sta facendo uno sforzo straordinario per affrontare l’emergenza -commenta Graziano Costantini, dg di Etruria Retail-. Anche in questo caso, i nostri punti di vendita hanno risposto con grande generosità, per questo abbiamo deciso come azienda di raddoppiare la cifra raccolta. Siamo di fronte a una situazione difficile per tutto il Paese e i nostri negozi sono in prima linea, per questo ringrazio tutti i dipendenti e tutta la rete, che ogni giorno garantisce nei nostri supermercati cibo e generi di prima necessità. Insieme e con lo sforzo di tutti sapremo superare questo difficile momento”.

Deliveroo, consegne a domicilio anche da supermercato

Il nuovo servizio riguarderà inizialmente solo la Lombardia e in particolare Milano. Consegne di prodotti freschi e alimentari in 30 minuti dal supermercato al proprio domicilio

Non solo ristoranti. Deliveroo estende in questo periodo il proprio servizio alle consegne da supermercati, dando la possibilità di ordinare, attraverso la app, anche prodotti alimentari. Al momento i supermarket live in piattaforma sono concentrati, principalmente, a Milano e in Lombardia. Ma il servizio è pronto ad estendersi  progressivamente al resto della Penisola per consentire agli italiani di poter ordinare e ricevere a casa, in circa 30 minuti, quei prodotti, confezionati o freschi, di cui si dovesse aver bisogno nel corso della giornata.

Con i ristoranti chiusi al pubblico e le cucine al lavoro per le consegne a domicilio, gli italiani si rivolgono alle piattaforme come Deliveroo per non perdere l'abitudine a frequentare, seppure a distanza, i ristoranti preferiti. In particolare nel fine settimana e con una nuova tendenza ad anticipare l'orario in cui ci si mette a tavola per il pranzo o la cena.

A confermarlo, le cifre. Da Milano a Roma, da Bologna a Firenze, l’andamento degli ordini, rispetto ai giorni precedenti il "tutti a casa" (lockdown) dimostra un aumento proprio tra sabato e domenica. Se prima gli ordini del week end erano un terzo del volume complessivo settimanale, oggi il 40% degli ordini si concentra proprio nei fine settimana. E tutti, rigorosamente, in modalità senza contatto, per assicurare la necessaria distanza di sicurezza, dal ritiro del cibo al ristorante fino alla consegna al cliente, e tutelare la salute di ristoratori, rider e consumatori.

La tendenza a concentrare gli ordini nel weekend, soprattutto il sabato, si rivela ancor più consistente in città come Modena, Carpi e Imola, in Emilia-Romagna, dove l'aumento degli ordini del sabato sera, rispetto ai giorni precedenti al lockdown, è rispettivamente del +165%, +85% e +51%. Incrementi a tre cifre anche per il sabato sera di Arezzo (+147%); per rimanere in Toscana, mentre Pistoia fa segnare un +67%.

Weekend con i ristoranti a casa anche ad Alessandria, dove l'aumento degli ordini del sabato sera è del 42%, rispetto alla fase ante lockdown. Senza dimenticare Jesolo (+139%), Vicenza (+25%) e Cagliari (+24%).

Food Delivery, ottima leva per le emergenze, ma da solo non basta

La consegna a domicilio del cibo sta riscuotendo molto successo in queste settimane di reclusione forzata degli italiani. Non è però una modalità di business sostituiva dell'attività tradizionale, soprattutto quella delle catene fisiche. È il punto di vista di Stefano Saturnino, fondatore della catena a marchio Pizzium che nel mese di marzo 2020 ha incassato metà del fatturato registrato nello stesso mese del 2019. Pizzium ha 17 locali, ubicati nel centro-nord, e con l'appoggio su Deliveroo ha  sviluppato un servizio di consegna che, prima dell’emergenza, pesava meno del 5% sul fatturato complessivo. In attesa di riaprire i ristoranti, Pizzium punta sulle consegne a domicilio, garantite non solo in Lombardia, ma anche a Roma, Torino e Bologna.

Conta anche il prodotto. La pizza è perfetta per il delivery: nella classifica di Deliveroo ha scalato le posizioni alte della classifica, salendo dal quarto al primo posto. L'imprenditore sottolinea che il modello delivery non compensa le perdite della ristorazione e soprattutto non è soddisfacente per quanto riguarda i profitti. "Se a inizio anno la marginalità (ebitda/fatturato) era del 22-23%, ora lavoriamo per pareggiare i conti". Nel 2019, Pizzium aveva incassato 13,8 milioni di euro, con un 17% di ebitda.

Per non parlare del problema affitti. Stefano Saturnino conclude che con il solo delivery non si può fare impresa, ma dà la possibilità di restare attivi e rimane anche nei periodi normali una delle leve per lo sviluppo; e lo sarà a maggior ragione quando i locali riapriranno dovendo mantenere le norme basilari di distanziamento dei tavoli.

Proprio per la riapertura (per evitare le file all’esterno dei locali), Pizzium metterà a disposizione dei clienti una piattaforma online per le prenotazioni basate su tempi di frazionamento.

Pizzium si prefissava obiettivi di fatturato 2020 par a 20 milioni, con ebitda sopra il 20%. Fino a febbraio i risultati erano superiori alle previsioni, poi l'Italia ha preso in pieno lo tsunami del coronavirus.

Eurospin: Pasqua positiva, ma è presto per tirare le somme. E a proposito di aste online …

Il punto con il leader dei discount in Italia su Pasqua, aste, eCommerce, costi sostenuti e previsioni

Festività positive dal punto di vista del business, anche se con performance diverse a secondo della location dei punti di vendita e con assortimenti che hanno dovuto fare i conti con mancanze ormai tipiche in questo periodo, come farina, lievito e uova. Questo il parere di Eurospin, che, nonostante questa situazione, ha registrato incrementi importanti di vendita, soprattutto in quegli store che, per questioni di distanziamento sociale e mobilità ridotta, avevano registrato qualche sofferenza.

 

Alcune categorie stanno soffrendo, soprattutto i freschi, come pesce, pane e anche latte, ai quali vengono preferite le versioni con scadenze più lunghe, come surgelati, confezionati e uht -ci dicono dall’azienda-. Anzi, in alcuni casi abbiamo dovuto ricorrere anche a nuovi fornitori per garantire i prodotti a scaffale con costi che, rispetto ai nostri standard, sono andati alle stelle, ma non è comunque il caso di lamentarsi”.

A proposito di aste

Niente aste, in questo periodo allora? “Il tema delle aste fa parte della nostra mission come strumento per garantire ai nostri consumatori il prezzo giusto per la qualità definita nei nostri capitolati -chiariscono da Eurospin-. Si tratta di uno strumento molto utilizzato che garantisce la massima trasparenza tra le parti: si evitano contatti e situazioni che possono alterare le scelte, tutto è definito; lo si usa negli appalti, lo utilizza la pubblica amministrazione per offrire la massima chiarezza e trasparenza. Anche per noi è così, sulla base del nostro codice che ci porta a non trattare con fornitori o altri che seguono pratiche illegittime e non sostenibili, con prezzi minimi garantiti. Per noi le polemiche lasciano il tempo che trovano …”.

Costi e previsioni

Si possono già fare ipotesi sull’andamento a sei mesi. “È presto per fare bilanci -precisa il retailer-: le stime ci indicano che le vendite sono cresciute, ma i margini sono stati di fatto assorbiti dai maggiori costi sostenuti a livello di procedute di sicurezza, per la clientela e soprattutto a livello di personale nei reparti (ad esempio nell’ortofrutta, sono stati raddoppiate gli addetti presenti) piuttosto che all’ingresso per gestire meglio il flusso dei consumatori. Per questo abbiamo fatto ricorso sia al mondo interinale per sopperire alle eventuali assenze per quarantene sia all’integrazione di personale proveniente da una società di ristorazione del gruppo, per alleggerire la situazione e garantire l’efficienza del servizio”.

 

eCommerce: una nuova prospettiva

Il retailer sta testando delle opzioni, convinto che il fenomeno manterrà per un numero maggiore di consumatori il suo appeal anche dopo la fine dell’emergenza. “Ci vorrà del tempo ancora per costruire un sistema, anche perché eravamo convinti che, ad esclusione delle grandi città, la capillarità della nostra rete sopperisse a queste esigenze di spesa online. Stiamo lavorando per capire le formule più adatte, tra l’home delivery e il drive, ma ci adegueremo al mercato, convinti che niente sarà più come prima. Speriamo in meglio”.

#Retailinprimalinea. iDO e Sarabanda aprono gli store

Dopo il Dpcm del 10 aprile, i negozi di abbigliamento per bambini iDO e Sarabanda possono riaprire al pubblico nel rispetto delle norme di sicurezza

I negozi di abbigliamento per bambini iDO e Sarabanda riaprono al pubblico dopo il via libera dell'ultimo Dpcm. Gli store della catena saranno aperti a partire dal 15 aprile.

Ci siamo presi un giorno in più rispetto a quando stabilito dal Dpcm del 10 aprile 2020 per attivare le comunicazioni relative ai protocolli di sicurezza e allinearci alle singole Ordinanze regionali -afferma Simona Luraghi, managing director di Miniconf-. Siamo lieti che il Governo abbia ascoltato la voce del nostro settore, perché i bambini crescono e noi dobbiamo dare servizio alle famiglie. Possiamo e vogliamo farlo rispettando tutte le norme di sicurezza, garantendo quindi uno shopping in totale tranquillità". Luraghi aggiunge: "Riteniamo che sarebbe di fondamentale importanza far ripartire l’intera macchina del fashion italiano, un sistema che dà lavoro a molte altre persone, si stima oltre al milione, e che, con la naturale vocazione alla reattività e creatività, potrebbe contribuire a fare da locomotore per l’economia del Paese”.

Metro Italia lancia la spesa online per dipendenti e soci

Metro Italia ha aperto un portale online per la spesa e indirizzato a dipendenti e soci del canale horeca, dettaglio indipendente e liberi professionisti

È disponibile in 27 province italiane la spesa online di Metro Italia che ha arricchito la propria offerta e il proprio servizio di consegna. La novità rispetto al passato, quando i soci con tessera avevano solo la possibilità di prenotare il servizio e la consegna, è la creazione di un vero e proprio portale per la spesa online dedicato non soltanto alla ristorazione ma indirizzato a tutti gli altri soci (dettaglio indipendente, liberi professionisti) e a tutti i dipendenti della catena.

Per poter usufruire della spesa online, è necessario accedere al sito www.metro.it, registrarsi su MyMetro inserendo il proprio numero di tessera cliente e procedere con l’ordine. La consegna dei prodotti è garantita entro 7 giorni.
La spesa online di Metro -spiega l'azienda- oltre a contribuire ad allentare la pressione delle file di clienti sulle medie e grandi superfici commerciali, aiuta a sostenere le spese alimentari a domicilio che sono entrate in crisi proprio per l’eccesso di richiesta generato dall’emergenza in atto, che genera prenotazioni della consegna molto lunghe e difficili da pianificare”.

Dove è attivo il servizio

Le province coinvolte sono 27: Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Chieti, Catania, Firenze, Genova, Imperia, Lecce, Monza e Brianza, Milano, Modena, Napoli, Padova, Pescara, Perugia, Pisa, Parma, Roma, Salerno, La Spezia, Sassari, Torino, Trieste, Udine, Verona.

Cash and carry aperti a tutti i consumatori finali: a che punto siamo?

Nelle scorse settimane Metro aveva avanzato la proposta di poter aprire gli store anche ai consumatori finali. La proposta è ancora al vaglio dell’autorità governativa.

In attesa dell’esito, che auspichiamo positivo, rispetto alla richiesta di apertura temporanea dei punti di vendita Metro ai consumatori finali, con il servizio di spesa online l’azienda si conferma in prima linea nel garantire ai propri clienti e collaboratori, servizi e soluzioni per semplificare l’acquisto di prodotti alimentari -commenta l'Ad Tanya Kopps-. La spesa è ancora più importante in questo momento, in cui il protrarsi della chiusura delle attività ristorative ha fatto riscoprire agli italiani il piacere di dilettarsi in menù casalinghi. Stiamo vivendo una situazione senza precedenti dove assistiamo ad iniziative un tempo impensabili, come alberghi e navi trasformate in ospedali e aziende del lusso che si convertono nella produzione di dispositivi di sicurezza. Anche il cash & carry, quindi, può fare la sua preziosa parte”.

#Retailinprimalinea. U2 testa il servizio Click. Ritira la spesa

Il servizio Click. Ritira la spesa che permette ai consumatori di U2 Supermercato di effettuare la spesa online evitando le code

Nello store u2 di Lissone/Mb, in via Valassina 214 (un ex Simply ancora in fase di restyling acquisito da Margherita Distribuzione a fine di gennaio insieme ad altri due store -a Talamona e Tirano- che segnano l'ingresso dell'insegna in Valtellina) Unes testa un nuovo servizio: si tratta di Click. Ritira la spesa che permette ai consumatori di effettuare la spesa online evitando le code e di ritirarla in negozio -dove possono pagarla- nell'orario prescelto in fase di ordine.

Non si tratta della prima sperimentazione della catena, tra le prime a credere nell'online con la sottoscrizione le 2016 di una partnership con Amazon: dallo scorso febbraio, infatti, sta testando l’App Click.U2, disponibile per dispositivi Apple e Android, per gestire la spesa online con ritiro instore nel punto di vendita di Zelo Buon Persico (Mi).

Il servizio online può già da oggi, mercoledì 15 aprile, ricevere gli ordini, mentre da domani -16 aprile, potranno essere effettuati i ritiri della spesa.

Gli acquisti si possono effettuare da smartphone o tablet tutti i giorni 24 ore su 24. Il servizio di ritiro è disponibile 7 giorni su 7 dalle ore 10 alle ore 20. Per accedere al servizio è sufficiente scaricare anche in questo la app Click.U2.

I clienti registrati potranno prenotare una spesa completa: in assortimento saranno disponibili i prodotti firmati il Viaggiator Goloso (la linea top di gamma di Unes), U! Confronta e Risparmia (la linea di prodotti che garantisce una spesa conveniente) e Green Oasis Casa, oltre alle principali referenze di marca industriale. Saranno disponibili, inoltre, pane fresco, frutta e verdura, carne e pesce, oltre a un’ampia selezione di prodotti per la cura della persona e della casa.

Signorvino si prepara per le nuove aperture d’autunno

Signorvino prevede di aprire, nella seconda metà del 2020, i cinque nuovi locali previsti, due dei quali nel centro di Milano e Roma. È messaggio positivo soprattutto in questo periodo.

Signorvino, catena di Gruppo Calzedonia, specializzata nel settore "wine restaurant", conferma tutte le nuove aperture in programma per il 2020: da A Milano -dove sono quasi pronti due nuovi locali (nei Navigli e in zona Corso Como)- a Parma, nel centro commerciale La Galleria, a un passo dal centro storico, fino a Roma, con un primo esercizio in Piazza Barberini, in autunno, cui seguirà un altro nel centro commerciale previsto in zona Laurentina.

Tutti i locali Signorvino sono stati chiusi prima dei provvedimenti del Governo, a tutela di clienti e dipendenti.

"Ora i cantieri sono fermi -commenta Luca Pizzighella, brand manager di Signorvino-, ma siamo fiduciosi di riprendere i lavori quanto prima, non soltanto per concretizzare i nostri progetti, ma anche per trasmettere un messaggio positivo alla collettività e alle città nelle quali siamo presenti. Investire e continuare a credere nel made in Italy in un momento così drammatico siamo sicuri possa avere una valenza etica e sociale, oltre a un concreto riscontro economico: basti pensare al nuovo fabbisogno di personale che avremo nelle città coinvolte". 

Già prima di questa emergenza l’implementazione della consegna era una priorità di Signorvino, da testare proprio nel mese di aprile su Milano. Per quanto riguarda l’eCommerce, in pochi mesi sarà messo a punto un sistema di vendita online con lo stile dei negozi per inaugurare il canale a fine maggio.

La comunicazione al cliente rimarrà incentrata sui valori del marchio: esperienza e capacità di consigliare il consumatore finale aiutandolo a destreggiarsi nella scelta dell’etichetta adatta. L’apertura nelle vendite on line non sarà, quindi, finalizzata solo all'ampliamento dell'offerta, ma si porrà come strumento aggiuntivo e integrato, per raggiungere un pubblico più numeroso ed eterogeneo.

"Deve essere rafforzato il concetto di italianità come segno distintivo e valore aggiunto, che ci ha sempre contraddistinto il nostro brand che è Signorvino vini 100% italiani -aggiunge Pizzighella-. Anche gli specialisti delle nostr enoteche stanno dando il loro contributo con dirette su Instragram per dare consigli, e tenendo corsi di aggiornamento on line per cuochi e camerieri con il supporto dei formatori della catena".

#Retailinprimalinea. Kiabi dona 200mila euro e 300mila prodotti

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L'insegna di abbigliamento Kiabi destina 200mila euro a Croce Rossa e Medici senza frontiere e 300mila capi alle madri e alle famiglie in difficoltà

Per finanziare azioni per la lotta al Covid19 in Francia, Italia, Belgio, Spagna e Portogallo, l'insegna di abbigliamento Kiabi ha destinato 200mila euro a sostegno della Croce Rossa e Medici senza frontiere e, allo stesso tempo ha destinato 300mila capi alle madri e alle famiglie in difficoltà (donne vittime di abusi e violenze domestiche, senzatetto, famiglie in situazioni precarie e persone con disabilità o dipendenza), regolata a livello locale in collaborazione con le associazioni sul territorio. Una parte di questa donazione di indumenti sarà utilizzata per distribuire kit di emergenza per l'assistenza ai reparti maternità francesi. Tra i capi ci sono 50.000 articoli per neonati come body, pigiami, corredini, bavaglini, accessori. Sono coinvolti in questa operazione 27 reparti di maternità francesi, compresi quelli del Gruppo Ramsay.

Béatrice Héricourt, Co-Leader KIABI Worldwide

Kiabi è sempre stata molto vicina alle famiglie e alle giovani madri. Deve essere ancora più presente in questi momenti di confinamento, portando il suo sostegno a livello locale attraverso donazioni, ovunque se ne senta il bisogno” sottolinea Elisabeth Cunin, Presidente Kiabi.

"Da oltre 40 anni la nostra missione è quella di accompagnare tutte le famiglie del mondo nei diversi momenti della loro vita. In questo contesto senza precedenti di crisi sanitaria, era ovvio per noi "fare" la nostra parte, e impegnarci nello sforzo collettivo. Abbiamo scelto di dare priorità al sostegno delle persone più

Patrick Stassi, Co-Leader KIABI Worldwide

vulnerabili a causa della situazione attuale, in particolare le giovani madri indigenti, le donne vittime di violenza domestica, e tutte le famiglie che necessitano di aiuti d'emergenza, in Francia e in Europa” aggiunge Béatrice Héricourt & Patrick Stassi, Co-Leader Kiabi Worldwide.

#Retailinprimalinea. Selex: oltre 4.000 colombe al Banco Alimentare

Il Gruppo Selex ha deciso di donare 4.500 colombe pasquali per le famiglie con maggiori necessità in Lombardia, la regione più colpita dal Coronavirus

Andranno al Banco Alimentare, le 4.500 colombe che il Gruppo Selex ha donato, indirizzandole alle famiglie bisognose che vivono in Lombardia.

Anziani soli e nuclei in difficoltà economiche sono le categorie più colpite, e a loro pensa in particolare il Banco Alimentare attraverso la distribuzione in strutture caritative e le proprie hub cittadine –spiega l’azienda-. In attesa che il Paese torni a vivere, con l’augurio che sia il presto possibile, doniamo un prodotto di eccellenza tutto italiano, le colombe Bontà del Pasticcere (Mdd Selex) promuovendo i piccoli e grandi produttori del nostro Paese e una tradizione di pasticceri e panificatori millenaria”.

 

#Retailinprimalinea. Gruppo Arena (VéGé) “alimenta la speranza”

Gruppo Arena
L’iniziativa Alimentiamo la Speranza, lanciata dal Gruppo Arena (VéGé), rende disponibili circa 200 mila euro in merce di prima necessità

Trenta aziende siciliane unite per un’unica raccolta alimentare da donare alle famiglie più colpite dall’emergenza coronavirus, in collaborazione con la Rete del Banco Alimentare Onlus Sicilia, tramite le piattaforme delle province di Palermo e Catania. L’iniziativa Alimentiamo la Speranza, lanciata dal Gruppo Arena (VéGé), rende disponibili circa 200 mila euro in merce di prima necessità.

In un momento come questo ognuno è chiamato a fare la sua parte -afferma Giovanni Arena, direttore generale del Gruppo Arena-. Questa emergenza che ha colpito tutti rende ancora più importante il nostro sforzo per rispondere ai bisogni della nostra gente, come segno di normalità e vicinanza, soprattutto in questi giorni di festa. La Sicilia che produce non si deve fermare neanche davanti a questa circostanza critica e delicata e Banco Alimentare della Sicilia Onlus che da anni diffonde la cultura della solidarietà e della carità, è una realtà consolidata con la quale ci pregiamo di poter collaborare da molto tempo”.

Pietro Maugeri, presidente del Banco Alimentare della Sicilia Onlus, aggiunge: “Siamo molto felici di questa donazione. Il Banco Alimentare da trent'anni si occupa di recuperare cibo, o donazioni di cibo, che possono dare conforto e sollievo a tantissimi siciliani: oltre 220mila, fino allo scorso anno, ma con percentuali aumentate anche del 40% in queste settimane così difficili e di particolare emergenza legata al Covid-19”.

Le aziende coinvolte

Insieme al Gruppo Arena con le insegne Decò e SuperConveniente sono coinvolti anche: Zappalà, Dais, Agromonte, Tomarchio, Oleificio Barbera, Poiatti, Il Cavalcatore, Diesse, Siaz - Fattoria del Casale, Acqua Santa Maria, Valle del Grano, Agrisicilia, Acqua Fontalba, Agrosan, Tenute Arena, Soc. Coop Agr. Apicoltori Etnei, Gustibus, Ionia Caffè, Oli Fratelli Madonia, Pan Dittaino, Acqua Sabrinella, Sial, Terravecchia, Biscotti Paolo Forti, Fratelli Torrisi, Biscotti Tumminello, Dolfin, Masseria Raciti, Ragusa Latte, Dolgam e Arena Biscotti.

Questa fase di emergenza ci impegna a riflettere su come sia importante fare rete e creare sinergie per fronteggiare con coraggio e umanità questo terremoto sociale ed economico che ha investito tutti -dichiara Francesco Pecorino, amministratore unico di Gustibus-. Dalle prime fasi di allerta, Gustibus ha scelto di sostenere moltissime iniziative solidali in tutto il territorio siciliano, confermando concretamente il nostro impegno per il territorio”.

 

 

#Retailinprimalinea. Sole365 (Megamark) con Uber Eats per la spesa online

sole365 gruppo megamark
Un'iniziativa a Napoli, che si accompagna al progetto solidale “Spesa Sospesa” attivato nella regione Campania in collaborazione con Banco Alimentare

La catena di supermercati Sole365 (Gruppo Megamark) si allea con Uber Eats (in pieno boom di richieste) implementando sulla sua piattaforma il servizio di grocery delivery nella città di Napoli. Grazie alla partnership, è infatti possibile ordinare la propria spesa direttamente dall’applicazione.

Questa nuova partnership permette a tutti gli utenti della app di ricevere i generi alimentari direttamente a casa propria, con corrieri che effettuano la contactless delivery (consegna fuori dalla porta di casa senza interazione diretta).

Sono 18 i supermercati dell'insegna presenti nel capoluogo campano e coinvolti. Otre a Napoli, poi, la consegna copre anche i comuni limitrofi quali: Giugliano, Villaricca, Casoria, Arzano, Casavatore, Portici, Pompei, Torre Annunziata, San Giorgio a Cremano.

Inoltre, attraverso gli ordini su Uber Eats è possibile contribuire al progetto “Spesa Sospesa” in collaborazione sempre con Sole365 e Banco Alimentare Campania, iniziativa attiva sia online che presso i supermercati. All’interno della app sarà presente la categoria “Spesa Sospesa” con alcuni basket di prodotti pronti che variano di quantità e prezzo, adattate a seconda delle esigenze concordate con la onlus. In questo modo si contribuirà ad aiutare le persone più in difficoltà durante l’emergenza sanitaria in corso.

#Retailinprimalinea. CIA-Conad assicura i dipendenti

La cooperativa CIA-Conad e le società collegate hanno sottoscritto 6mila polizze per i dipendenti delle sedi centrali mentre i soci hanno provveduto ai propri collaboratori

Sono state attivate più di 6mila polizze nella rete di CIA-Conad di Romagna, Veneto, Marche, Friuli Venezia Giulia, San Marino e Lombardia. La cooperativa (Commercianti Indipendenti Associati- Conad) e le società collegate hanno sottoscritto la polizza per gli oltre 500 dipendenti della sede centrale di Forlì e delle sedi territoriali, mentre i soci imprenditori della rete Conad associati hanno proceduto ad estendere a proprie spese la copertura al personale dei punti di vendita.

È un modo concreto per inviare un piccolo ringraziamento ai nostri lavoratori, che in queste settimane sono stati in prima linea e si sono impegnati al massimo per garantire un servizio essenziale a tutta la popolazione -spiega l'Ad Luca Panzavolta-. Nonostante lo stress e il rincorrersi delle ordinanze, non sempre di facile comprensione, hanno compiuto e stanno compiendo un lavoro egregio”.

L'assicurazione proposta da Unipol e Assicoop Romagna offre ai dipendenti una copertura in caso di ricovero ospedaliero causato dal coronavirus, con una diaria giornaliera di ricovero e una diaria forfettaria per la convalescenza in seguito alle dimissioni. Vengono, inoltre, fornite assistenza, con informazioni sanitarie telefoniche e pareri medici, e prestazioni sanitarie specifiche come prenotazione di prestazioni sanitarie, trasporto dall'ospedale al domicilio, assistenza infermieristica specializzata e counseling psicologico.

#Retailinprimalinea. Parte la campagna Resto a casa con Bennet

Lanciata la campagna Resto a Casa con Bennet, attiva dal 7 al 30 aprile e realizzata da Tlc Marketing per Bennet, dedicata ai consumatori

Per supportare i consumatori, soggetti a restrizioni dovute all'emergenza Coronavirus, è stata lanciata la campagna Resto a Casa con Bennet, attiva dal 7 al 30 aprile e realizzata da Tlc Marketing per Bennet (VéGé), con l’obiettivo di alleviare la quarantena dei consumatori con premi digitali per svolgere attività di intrattenimento e svago a casa per adulti e bambini.

I clienti più fedeli della catena di supermercati, presente in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria, ricevono un codice da riscattare sul sito della promozione

(https://www.tlcrewards.it/restoacasaconbennet), scegliendo il premio preferito tra i quattro disponibili: audiolibri per bambini, musica in streaming, app per allenarsi a casa e abbonamenti a riviste online.

Questi sono solo alcuni degli At Home Rewards che proponiamo ai nostri clienti, brand che desiderano entrare nelle case dei consumatori in un periodo in cui loro non possono recarsi nei punti di vendita -afferma Alessandro Centini, Ceo di Tlc Marketing Italia-. Un modo per rendere i brand memorabili in questa fase di crisi, per poi ripartire alla grande una volta che l’emergenza sarà conclusa”.

Simone Pescatore, direttore marketing e comunicazione di Bennet, aggiunge: “In questo momento è fondamentale rimanere in contatto con i clienti ai quali vogliamo dimostrare la nostra vicinanza coccolandoli con servizi dedicati al periodo che dovranno passare in casa e in famiglia”.

#Retailinprimalinea. Maisons du Monde: via a una raccolta fondi per la Cri

Mainsons du Monde ha attivato una raccolta fondi attraverso il portale Rete del Dono per sostenere la Croce Rossa Italiana

La raccolta fondi avviata da Mainsons du Monde è stata attivata attraverso il portale Rete del Dono e mira al sostegno della Croce Rossa Italiana.

L'azienda francese è la prima donatrice con 50.000 euro e, nel contempo, ha invitato i clienti a dare il proprio contributo, ognuno secondo le proprie possibilità. Le donazioni possono essere effettuate sul sito di Rete del Dono selezionando la raccolta fondi di Maisons du Monde o direttamente attraverso questo link: https://www.retedeldono.it/it/maisons-du-monde/coronavirus.

Paese duramente colpito dall’emergenza, l’Italia è per noi una seconda casa in cui siamo presenti ormai da molti anni -dichiara Julie Walbaum, Ceo di Maisons du Monde-. Ed è con questo spirito che nasce la nostra volontà di ringraziare chi è in prima linea e di coinvolgere, non solo i nostri clienti, ma più italiani possibile a unirsi a noi, offrendo il proprio supporto alla Croce Rossa nel duro compito di prendersi cura di tutte quelle persone che stanno vivendo momenti di difficoltà. Sono certa che insieme possiamo fare molto. Il nostro caloroso ringraziamento va a tutti coloro che si mobilitano ogni giorno in questi tempi senza precedenti”.

Uber Eats: boom di vendite ed offerta in Italia in risposta all’emergenza

Il totale delle vendite di prodotti alimentari ed essenziali sull'app Uber Eats è aumentato di 2,3 volte in Europa e di 55 volte in Italia nell’ultimo mese

Il valore degli acquisti di prodotti di prima necessità sull'app Uber Eats in Italia, dallo scorso 8 marzo, è aumentato di 55 volte rispetto alla norma. Non solo. Il numero di market, minimarket e negozi di generi alimentari presenti sulla piattaforma Uber Eats, nel nostro Paese, è triplicato.

Al fine di fronteggiare l’emergenza Covid-19, che ha portato a un boom di richieste, "la piattaforma ha rafforzato il servizio di spesa a domicilio, mirando ad aiutare la comunità nella ricezione di articoli essenziali e non mettendosi in competizione con i grandi player del settore, ma offrendo un ulteriore contributo insieme ai suoi market partner", come si spiega in una nota.

I DATI DELL'EMERGENZA

  • Il totale delle vendite di prodotti alimentari ed essenziali sull app Uber Eats è aumentato di 2,3 volte in Europa e di 55 volte in Italia nell’ultimo mese
  • Il numero di minimarket e piccole catene presenti sull’app Uber Eats in Italia sono triplicati nell’ultimo mese
  • I prodotti più richiesti del mese sono:
    • Pane
    • Verdure
    • Prodotti lattiero-caseari
    • Latte
    • Frutta
    • Carne
    • Pasta
    • Uova

Dove si ordina: To.market (Milano), Smart Market (Milano), Supermercato Sole 365 (Campania), e altri disponibili sul sito o app.

Fino alla fine del mese di aprile, inoltre, per ogni mancia data al rider, Uber Eats donerà la cifra equivalente alla Protezione Civile.

#Retailinprimalinea. Sun: le iniziative solidali delle aziende

Consorzio sun
Le aziende di Sun, Supermercati Uniti Nazionali, a sostegno della lotta contro il Coronavirus hanno organizzato numerose attività

Fanno fronte comune le aziende di Sun, Supermercati Uniti Nazionali, che a sostegno della lotta contro il Coronavirus hanno organizzato numerose attività e hanno donato oltre un milione e mezzo di euro.

Le problematiche territoriali -afferma Marco Odolini, presidente del Consorzio Sun- ci sono apparse chiare da subito, in tutta la loro drammaticità e voglio ringraziare tutti gli aderenti al Consorzio, per aver posto in essere con prontezza ogni iniziativa volta a garantire la salute dei lavoratori e dei clienti dei punti di vendita, a partire dai dispositivi per igienizzare le mani, dagli strumenti necessari a ridurre i rischi come le mascherine fino all’immediata applicazione delle regole di sicurezza interne volute dal Governo ed a norme di buonsenso quali le chiusure domenicali”.

Siamo felici -aggiunge il direttore generale Stefano Rango- che i nostri associati abbiano messo in campo, con passione, tutte le loro competenze per studiare modalità concrete per sostenere persone, famiglie: donazioni di dispositivi sanitari e di prodotti, spesso della nostra marca del distributore Consilia, iniziative territoriali tutte volte a contribuire a preservare il tessuto sociale locale, in attesa di un ritorno alla normalità quanto mai atteso”.

Le iniziative delle aziende del Gruppo Sun

Italmark, presente in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, ha realizzato la campagna di comunicazione Resta a casa, ha sostenuto l'iniziativa Aiutiamo Brescia, promossa dalla Fondazione della Comunità Bresciana e dal Giornale di Brescia, con l'obiettivo di acquistare materiali per gli ospedali bresciani, ha donato numerosi tablet alla Fondazione Poliambulanza di Brescia e all’Ospedale di Gardone Val Trompia e ha deciso di bloccare stampa e distribuzione dei suoi volantini.

Il Gruppo Gabrielli, attivo nelle Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio, ha stipulato con le sedi marchigiane, umbre, abruzzesi e molisane del Banco Alimentare un accordo per la distribuzione di gift card che il Banco Alimentare ha consegnato alle associazioni territoriali.

L'azienda ha inoltre aderito all’appello del Governatore della Regione Marche Luca Ceriscioli per la costruzione di un ospedale con 100 posti letto in terapia intensiva e ha donato mascherine all'Asl di Pescara.

Cadoro ha supportato il Sistema Sanitario di Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna nell’acquisto di materiale sanitario con una raccolta fondi. Inoltre ha donato alla Protezione Civile del Veneto mascherine, distribuite alla popolazione, e ha effettuato una serie di interventi e contributi welfare a favore del personale.

Gulliver, attivo in Piemonte, Liguria ed Emilia, ha stipulato con il gruppo Generali una polizza per tutelare i suoi circa 1200 dipendenti attivi nei 72 punti di vendita in caso di contagio da Coronavirus ed ha distribuito buoni spesa gratuiti a tutti i collaboratori. L’assicurazione comprende garanzie quali indennità ricovero, indennità convalescenza ed un consistente pacchetto post ricovero per gestire al meglio il recupero della salute e la gestione familiare. Son inoltre state effettuate donazioni a dieci associazioni operanti nel campo del primo soccorso e dell’assistenza operanti laddove l'insegna è presente. L’importo è andato a beneficio dei Comitati della Croce Rossa di Voghera, Stradella, Tortona, Novi Ligure, Mortara, Villafranca d’Asti, Canelli, Santa Margherita Ligure, Savona e del gruppo della Croce Verde di Sestri Levante.

Gros Gruppo Romano Supermercati ha fatto la donazione all'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani.

#Retailinprimalinea. Come Ovs risponde alla crisi con l’online

OVS
Promozioni e agevolazioni sulle modalità di spedizione, ma anche un nuovo format di intrattenimento che "scalda" la relazione a distanza con gli utenti

I suoi negozi sono chiusi fino a nuove disposizioni e l'azienda si fa capofila insieme ad altre di richiesta di misure in risposta allo stato di crisi. Intanto, però, Ovs risponde all'emergenza anche una serie di misure ed iniziative online.

Previste, ad esempio, delle promozioni speciali sui capi bestseller online e delle agevolazioni sulle modalità di spedizione, ovvero alcune novità per spingere sia l'eCommerce che il ritorno in negozio quando sarà possibile. In particolare:

  • Promo Intimo e pigiami - 20% acquistando tre capi delle collezioni uomo, donna e bambino.
  • DRESS YOUR BEST gallery promozionali -30% sui bestseller online
  • Spedizione gratuita per ordini superiori a 20 euro/ contrassegno gratuito.
  • Resi sempre gratuiti - 100 giorni per cambiare idea.
  • Per ogni acquisto online previsto un buono di 10 euro da usare sui futuri acquisti in store di almeno 40 euro.
  • Attivato un numero di telefono ad hoc per comunicare con l'azienda dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 17

Lato relazione con i consumatori, o meglio gli utenti, il brand punta a un nuovo tipo di intrattenimento con il format "Casa Ovs". Il progetto racconta i volti presenti dietro le quinte dell'azienda attraverso alcune interviste svolte dall'attrice Chiara Francini. La prima è con lo stilista e direttore creativo di Ovs Massimo Piombo, che mostrerà come ha reinventato il proprio quotidiano privato e lavorativo.

Attivata, infine, la sezione online Ovs&Kids dedicata a mamme e bambini, una sorta di piccolo parco giochi virtuale con divertimenti, consigli, possibilità di interloquire con "l'esperto", fiabe e varie.

“Pronti a conquistarti”, il nuovo spot televisivo di Surgital per il lancio di Piacere Mio!

Piacere Mio! Pronti a conquistarti. Guarda lo spot in onda dal 12 aprile.

Surgital il grande laboratorio della pasta fresca sbarca in GDO con il marchio Piacere Mio! e per il lancio ha messo in atto un piano di comunicazione omnichannel con una campagna digital e uno spot televisivo sulle reti Discovery Italia.

#Retailinprimalinea. Coop Lombardia dona 3.000 mascherine

Tremila mascherine modello ffp2 sono state donate dal presidente di Coop Lombardia Daniele Ferrè all'istituto per anziani La Provvidenza

L'istituto La Provvidenza di Busto Arsizio (Va), che ospita anziani autosufficienti e non, ha ricevuto da Coop Lombardia 3.000 mascherine modello ffp2 donate dal presidente Daniele Ferrè al direttore generale Luca Trama. Coop Lombardia ha, inoltre, donato all'istituto anche un tablet per permettere ai degenti di poter effettuare delle video chiamate a familiari tramite wi-fi.

"Questa iniziativa -afferma Daniele Ferrè- è un gesto per dimostrare la nostra gratitudine nei confronti di medici e infermieri e di tutto il personale sanitario che anche a Busto Arsizio è impegnato in prima linea nella lotta contro il Coronavirus. Ricordiamo anche l'impegno di tutti i collaboratori di Coop Lombardia che ogni giorno sono impegnati nei nostri negozi per garantire ai nostri soci e clienti di poter disporre degli alimenti di cui hanno bisogno".

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