Aires Gfk Eurisko: aumenta l’uso della tecnologia fra gli over 60
Oggi i senior sono un terzo della popolazione, ma il loro peso, demografico ed economico, è destinato a crescere. Aires, l'associazione presieduta da Albino Sonato (nella foto) cui aderiscono le catene dettaglianti di elettrodomestici ed elettronica di consumo, ha commissionato una ricerca sull'atteggiamento dei senior nei confronti della tecnologia. Il lavoro è stato effettuato da Gfk Eurisko con 7 focus group e con una ricerca quantitava.
La Tv non è più il passatempo prevalente
Una prima sorpresa dell'indagine è che la televisione non è più il passatempo prevalente per la maggior parte di loro (lo era per il 60% nel 2000, oggi lo è per 45%); è evidente un forte incremento dell'uso della tecnologia: fra 2005 e 2010 l'utilizzo del telefono cellulare è passato dal 51% al 75%, il lettore dvd dal 18 al 49%, il possesso in famiglia di un personal computer dal 26 al 32%.
Impulso alla modernizzazione ma i prodotti sono difficili
La parte qualitativa della ricerca rileva che fra i 60/75enni c'è un deciso impulso alla modernizzazione socioculturale: questo segmento vorrebbe stare al passo con le tecnologie; ma in molti casi denunciano barriere all'adozione di prodotti tecnologici, che sono ritenuti troppo difficili.
Al via La Frescheria il primo store monomarca di Dimmidisì
Aperta dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 20.00, La Frescheria de La Linea Verde si inserisce in un progetto di più ampia portata dell’azienda bresciana, il cui obiettivo è l’ampliamento della penetrazione del brand DimmidiSì nel mercato dei consumi fuori casa. Il concept è progettato come luogo ideale per un pranzo fresco e completo, dal primo piatto al dessert, comprensivo di caffè, o per un break di benessere a base di sola frutta e verdura.
È concepito per avvicinare il mondo DimmidiSì al consumatore che vi trova tutti i prodotti del brand in un ambiente studiato per esprimere la sfera valoriale
positiva e di benessere rappresentativa di DimmidiSì.
Il concept della freschezza è declinato su vari aspetti che caratterizzano il punto vendita: a partire dal nome e dall’icona -forchetta e coltello verdi con goccia- che comunicano, a colpo d’occhio l'anima di DimmidiSì: frutta e verdura freschissime pronte da gustare. L’arredamento aiuta a rendere l’ambiente piacevole e gioioso ed è giocato sui colori del brand -accessori verdi, bancone bianco, sgabelli rossi di design- che volutamente fanno cenno all’identità made in Italy di DimmidiSì.
Centromarca e l’articolo 62
Sempre nel corso dell'Assemblea annuale di Centromarca, il presidente Luigi Bordoni si è anche soffermato sull'articolo 62 del Decreto Liberalizzazioni, che entrerà in vigore a ottobre, provvedimento giudicato positivamente da Centromarca.
Le difficoltà con la gdo
“Le nuove norme modificano profondamente una materia complessa e vitale per le imprese -rileva Bordoni- Comprensibile, quindi, che le reazioni dei diversi settori ed operatori siano state contrastanti. Su tutte, però, è emersa la durissima posizione della distribuzione moderna, quasi che le nuove disposizioni si riferissero solo ai suoi comportamenti e non a quelli di tutti i soggetti attivi nella filiera, industria compresa”.
Differenze con altri Paesi
Questa caratteristica differenzia la normativa italiana da quelle in vigore in altri Paesi, rivolte principalmente al controllo del potere di mercato della gdo: il legislatore italiano, invece, ha ritenuto che l'interesse da tutelare avesse una doppia natura: privata e pubblica, in quanto possibili squilibri negoziali hanno impatto sulle dinamiche di mercato e sugli interessi del consumatore.
Nuove soluzioni? Tentativi falliti
In passato, del resto, Centromarca si è impegnata, senza successo, per promuovere l'autodisciplina dei rapporti tra industria e distribuzione. “Dispiace constatare che le proteste della gdo inerenti l'articolo 62 si siano estese anche verso rappresentanze di settori industriali, come Centromarca, portando molti distributori a disertare incontri, che dovrebbero, invece, costituire occasioni di confronto nell'interesse del consumatore e del Paese”, conclude Bordoni.
Apre Piterland, il megacentro commerciale a San Pietroburgo
Poliedrico e polivalente sono due aggettivi usati spesso, e a sproposito, nell'industria dei centri commerciali. Ma per il Piterland a San Pietroburgo l'utilizzo dei due termini è quanto mai appropriato: questo mega centro commerciale prevede non solo i soliti spazi tipici degli shopping center per famiglie (negozi e area bimbi), ma anche strutture sportive e persino un locale notturno.
Difficoltà nel riempire gli spazi della galleria
Non a caso, la galleria commerciale del Peterland è una delle zone aperte per ultime: doveva essere inaugurata nel terzo trimestre 2011, ma la difficoltà di riempire tutti gli spazi della Gla (non è chiaro se per la crisi o i canoni d'affitto troppo alti, ma noi propendiamo per la seconda ipotesi) ne ha fatto slittare l'apertura al 15 giugno 2012.
Peterland è uno dei più grandi di Europa
Rimane il fatto che Piterland Shopping & Entertainment a San Pietroburgo è uno dei più grandi centri commerciali in Europa, con una superficie lorda affittabile (Gla) di 80.000 mq, 130 punti di vendita su 5 piani, all'interno di una struttura complessiva di 180.000 mq (superficie, accoglie nei suoi spazi insegne e marchi di richiamo e presenza internazionali: Levi's, Tsentro, Rendez-vous e H&M, primi inter pares.
Come riporta il sito russiaretail.com, il promotore, Stremberg, ha investito in questo progetto 320 milioni di dollari, progetto non solo a destinazione retail: Piterland Aqua, su 25.000 mq, aperto da febbraio 2012, è il più grande parco acquatico in Russia.
San Pietroburgo in fase di grande sviluppo
Come detto in apertura, non mancano altre strutture e spazi attrattivi per il tempo libero e lo sport: oltre a Mastergrad, area giochi per bambini, vi sono campi da tennis, squash, sale cinematografiche (cinema Crownwork), un ristorante e un night club.
Secondo Global Shopping Centre development di Cbre, San Pietroburgo è l'unica città del mondo a rappresentare l'Europa nella classifica delle prime venti città per progetti in via di sviluppo (12 di queste sono in Cina). Altre città russe importanti in prospettiva per lo sviluppo immobiliare retail sono Almaty, Kiev, Mosca, Nizhmy, Novgorod.
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Alberto Bertone premiato dall’Unione Industriale di Cuneo per l’Acqua Sant’anna
Nel corso dell'Assemblea Annuale dell'Unione Industriale della Provincia di Cuneo, Alberto Bertone, presidente e Ad delle Fonti di Vinadio spa, ha ricevuto un riconoscimento per i suoi meriti imprenditoriali in quanto esponente di successo della nuova classe imprenditoriale del territorio.
Il caso dell'Acqua Sant'Anna, il brand creato da Alberto Bertone nel 1996 e salito in pochi anni alla posizione di leadership nazionale, incarna bene i contenuti all'attenzione dell'Assemblea: la provincia di Cuneo mantiene un elevato tasso di occupazione, è sede di imprese leader nei rispettivi settori e dispone di centinaia di marchi noti in tutto il mondo. Ma anche un altro tema fondamentale: l'innovazione al servizio della crescita e dell'evoluzione. Proprio l'innovazione sta alla base del successo imprenditoriale di Alberto Bertone, imprenditore talvolta compiendo scelte controcorrente, è riuscito in pochi anni a ritagliare per la sua azienda uno spazio da leader, in un settore altamente competitivo e dominato dai grandi gruppi multinazionali.
Moda: in forte sofferenza domanda domestica e dettaglio plurimarca di qualità
A conclusione di Milano Moda Uomo e di Pitti Immagine Uomo, gli
appuntamenti internazionali con le novità del prèt-à-porter per uomo,
nonostante i dati positivi che confermano il buon momento delle griffe,
con una crescita in doppia cifra dei fatturati di gran parte dei gruppi
italiani che riescono a garantirsi utili anche e soprattutto grazie
all'export, viene confermato il calo complessivo delle vendite nel primo
trimestre 2012 del 3,2%. La conferma arriva anche dal dato delle proiezioni sull’affluenza alla manifestazione fiorentina: in crescita come buyer stranieri (+2%) ed in flessione per quelli italiani (-8%).
Italiani per il 70% insoddisfatti della situazione
A giugno 2012, secondo l’indagine commissionata da Federazione Moda Italia ad AstraRicerche, si sono raggiunti livelli record di una crisi che non sembra voler concedere tregua, con poco meno di 30 milioni di italiani (il 71,4%) tra i 18 e 69 anni insoddisfatti della propria condizione economica e con un sentiment – il clima di fiducia – che ha raggiunto il punto più basso dal dopoguerra, toccando la soglia negativa del 66%.
Ci vuole un patto con le banche
Renato Borghi (in foto), presidente di Federazione Moda Italia ha dichiarato: "A chiusura delle manifestazioni Milano Moda Uomo e Pitti Immagine Uomo, serve un patto con banche e industria per contrastare la forte tendenza negativa nel settore moda".
Inoltre, ha soggiunto: "Stiamo assistendo ad una crisi dei consumi che sta colpendo soprattutto il settore della moda di cui non ricordo d’aver assistito. A soffrirne di più sono i negozi plurimarca di qualità, che operano sul mercato interno, con una caduta del 8,6% delle vendite nel 2011. Relativamente meno tesa è la situazione per le grandi griffe, le catene, gli outlet ed il commercio on-line, sicuramente sostenuti dalla domanda della clientela estera».
Hanno chiuso 16 mila aziende
Nel solo comparto del dettaglio del settore moda, abbigliamento, calzature, pelletterie, accessori, tessuti per la casa ed articoli sportivi in 15 mesi, sono cessate 15.996 aziende a fronte di 8.379 nuove imprese, con un saldo negativo della nati-mortalità di 7.617 imprese, pari al 5,2% del totale delle imprese del settore. "I consumi sono spinti da due motori: il reddito disponibile delle famiglie – che è tra i più bassi d’Europa, con un potere di acquisto diminuito nel 2011 dello 0,5% - ed il sentiment che è sotto i tacchi. In attesa di una risposta delle Istituzioni che attendiamo con urgenza, serve più che mai un patto con banche e industria per trovare sinergie competitive e contrastare la tendenza negativa del settore moda".
Sadas passa da Despar a Unes
A rappresentare Despar Italia nel nord-ovest non sarà più Sadas, storica impresa distributiva con sede a Seveso, guidata dalla famiglia Orsenigo, che con 29 punti di vendita diretti e 68 associati, era uno dei fiori all'occhiello del consorzio.
Il Nord-Ovest non rimarrà però sguarnito: la bresciana Alco, entrata in Despar quest'anno, sta completando la riconversione dei Dimeglio in Despar ed Eurospar.
Il gruppo della famiglia Conter realizza un giro d'affari di 250 milioni di euro, che lo pone al quarto posto fra le imprese Despar dopo Aspiag, Tuo, Gam e Cadla. L'integrazione della rete Sadas, che ha registrato nel 2011 un giro d'affari di oltre 152 milioni di euro, nella rete Unes rafforza il presidio della catena guidata da Mario Gasbarrino (in foto), Ad di Unes (Gruppo Finiper) che con l'acquisizione della piemontese Luigi Viale, sempre quest'anno, ha consolidato la rete in Piemonte.
CONSUMER & RETAIL MANAGEMENT.UNA SPECIALIZZAZIONE MIRATA E DISTINTIVA.UNA DELLE PROFESSIONALITÀ PIÙ RICERCATE DAL MERCATO DEL LAVORO
Il Retail Management sta assumendo un ruolo sempre più cruciale nel successo commerciale delle aziende ed è diventato una vera e propria area di Business dalla quale dipende in maniera consistente il fatturato, la valorizzazione del brand e lo sviluppo di nuovi mercati.
Il Master Consumer & Retail Management della Business School del Sole 24 ORE è finalizzato a fornire le competenze tecniche, gestionali e manageriali per inserirsi con professionalità nelle aziende del settore, che sempre più richiedono figure professionali specifiche opportunamente formate.
Obiettivo principale del Master è quello di fornire ai giovani competenze integrate e distintive nell'era del web 2.0, attraverso una formazione multidisciplinare e una metodologia didattica interattiva. Ampio spazio sarà dedicato anche a tematiche più innovative, quali l'impatto e le opportunità delle nuove tecnologie, nonché i nuovi canali distributivi digitali.
Una visione internazionale - con lo study tour a Londra - completa il percorso formativo per comprendere l'evoluzione in atto in un settore sempre più globalizzato.
Il programma prevede numerosi laboratori, visite presso importanti store e gallerie commerciali, testimonianze in aula da parte di manager aziendali, corso di Business English e di informatica, project work con le aziende. Inoltre i partecipanti potranno beneficiare del network di contatti della Business School che offre ai partecipanti importanti opportunità di ingresso nel mondo del lavoro al termine del periodo di aula.
Le aree prevalenti di inserimento e gli sbocchi professionali saranno in aziende, società di consulenza, associazioni di categoria e istituzioni di primaria importanza nelle funzioni:
- Retail Management
- Category Management
- Trade Marketing
- Store Management
- Retail Merchandising
- Visual Merchandising
- E-commerce
La prima edizione di questo Master full time, a numero chiuso e frequenza obbligatoria, inizierà a Milano, presso la Sede del Sole 24 ORE, il 24 settembre 2012 e i partecipanti saranno impegnati in 5 mesi di formazione in aula e 4 di stage e in uno Study Tour a Londra.
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Per maggiori informazioni contattare la Responsabile del Master Elisabetta Panerai al n. 02 (06) 3022.3960/3247, elisabetta.panerai@ilsole24ore.com
AB Inbev sta trattando per comprare il 100% del Gruppo Modelo (birra Corona)
Attirata da un mercato messicano della birra, in crescita del 2-3% l'anno, e dal fatto che Corona è il marchio n° 1 come import negli Stati Uniti e quindi il riferimento in termini di prezzo, AB InBev avrebbe deciso (fonte: Reuters) di muoversi per l'acquisto del pieno controllo del Gruppo Modelo, ereditato dall'acquisizione di Anheuser-Busch nel 2008 costata ben 52 miliardi di dollari. Fonti bancarie avrebbero rivelato che le due parti hanno
colloqui in fase avanzata e che il punto critico sarebbe la dimensione del premio da
riconoscere alle famiglie azioniste di Modelo.
15 miliardi di dollari
AB InBev, che è il più grande produttore di birra del mondo, avrebbe così l'accesso al mercato messicano della birra, il sesto come grandezza e il quarto come redditività. Attualmente un duopolio tra Modelo e Heineken. Benché gli analisti di mercato sostengano che sarebbe un buon affare, anche a 15 miliardi di dollari, AB InBev deve però ancora vincere l'approvazione dell'affiatato gruppo di azionisti Modelo.
Questa acquisizione sarebbe l'ultima di una serie di cambiamenti nel mercato mondiale della birra, in una fase in cui le imprese cercano di intercettare le crescite dei mercati emergenti e di fare grandi risparmi nel settore della distribuzione.
Arriva Casa San Benedetto, il temporary store in Milano Centrale
Acqua Minerale San Benedetto spa, l'azienda a capitale interamente italiano, inaugura Casa San Benedetto, il suo primo temporary store presso la Stazione Centrale di Milano, aperta tutti i giorni dalle 8 alle 20 fino al 20 settembre. Benedetto ed ove i consumatori possono entrare in contatto con le iniziative ecologiche come la nuova linea Eco-Green dell'Acqua Minerale San Benedetto nei formati da 1 litro Easy, da 0,5, 1,5, 2 litri che utilizzano Rpet (ovvero Pet rigenerato proveniente dal riciclo della plastica).
Emissioni compensate con l'acquisto di crediti di carbonio
Il 100% delle emissioni di CO2 dell'intero ciclo di vita della nuova linea sono compensate attraverso l'acquisto di crediti di carbonio di tipo Vers (Verified or Voluntary Emissions Reductions) che finanziano progetti legati alla riduzione dei gas effetto serra. Per veicolare in maniera più esplicita il posizionamento di energy saving company di San Benedetto, ed accogliere il consumatore in un'atmosfera decisamente familiare, il temporary store adotta un'atmosfera green con un prato sul pavimento e il soffitto realizzato con bottiglie di plastica a fondo colorato.
"L'apertura del nostro primo temporary store conferma la vocazione alla multicanalità dell'azienda ed ha l'obiettivo di testare un approccio diretto al mercato” dichiara Vincenzo Tundo, direttore marketing Acqua Minerale San Benedetto spa "trasmettendo al consumatore, in modo sinergico e integrato, l'idea di Casa San Benedetto, i cui valori di qualità, accessibilità e sostenibilità sono veicolati attraverso un portafoglio prodotti ampio e variegato, da vera total beverage company italiana".
Italia Zuccheri promuove in store Zuccherissimo
Zuccherissimo, ovvero lo zucchero caratterizzato da "il cristallo extrafine più puro", si presenta sul mercato come unico certificato 100% italiano e dalla veloce ed omogenea solubilità.
La promozione si svolge durante il fine settimana, alla presenza di una hostess: acquistando di 2 confezioni di Zuccherissimo si riceve subito una tovaglietta personalizzata da colazione, accompagnata da leaflet informativi a descrizione di tutti i suoi plus.
Italia Zuccheri ha scelto Proxima come partner per realizzare la campagna promo, che è stata sviluppata su più livelli. L'impegno creativo ha riguardato lo sviluppo dei concept, l'ideazione grafica e la progettazione della meccanica promozionale.
L'agenzia si è inoltre occupata della del personale addetto alle promozioni in store e di tutta l'organizzazione logistica.
Coop Estense inizia a riattivare i pdv terremotati
Mercoledì 20 giugno è avvenuta la riapertura dei supermercati di Finale Emilia e Carpi Magazzeno, a Modena, dell'ipermercato le Mura a Ferrara e del supermercato di Bondeno (Fe).
Rispetto delle norme di sicurezza
Per Coop Estense il rispetto della legge, così come la sicurezza di consumatori e lavoratori, vengono prima di ogni altra cosa: per questo ha deciso, come recentemente annunciato, di adeguare immediatamente le proprie strutture alle rigide norme entrate in vigore la settimana scorsa, nonostante l'impegno, anche economico, e il disagio per i consumatori che ciò ha determinato. Le opere richieste dalle nuove disposizioni sono comunque state realizzate in tempi brevi consentendo a Coop Estense e ai consumatori di avere oggi negozi ancora più sicuri.
Apertura domenicale e servizio autobus
Per i problemi che comunque ancora insistono sulla rete distributiva e sul commercio locale, e le conseguenti difficoltà dei cittadini a rifornirsi di beni alimentari e non, i negozi della cooperativa che riapriranno a seguito del sisma resteranno aperti anche domenica, per un periodo da definire, così come faranno gli altri negozi di Coop Estense collocati in prossimità dei comuni terremotati.
Con l'intento di alleviare i disagi dei soci che abitualmente frequentano i punti vendita Coop ancora chiusi (Mirandola, San Felice, Novi e Rovereto), è stato inoltre avviato un servizio gratuito di autobus che porta alle strutture di vendita aperte, con passaggi nei comuni e nelle frazioni più colpite dal terremoto nella bassa modenese.
Orari e fermate sono consultabili sul sito www.estense.e-coop.it o chiamando il numero verde 800.850.000.
GDOWEEK 23/24 2012
editoriale
Il ritardo digitale
è un gap
da colmare
osservatorio
Elettrodomestici: settore
a rischio di ridimensionamento
Federvini-Nielsen: gli italiani
bevono consapevolmente
Il paniere prezzi
La borsa della spesa
a confronto Simply
e Penny Market
intervista
Essere virtuosi
è una necessità
cover story
Retail: come sdoganare
il real estate italiano
Italia: mercato in apnea,
ma ricco di opportunità
retail
Tesco punta a rilanciarsi
accelerando sull'e-commerce
Freschezza e servizio
i must di Pam nel pesce
Costco bada al sodo,
dai prezzi agli store
Carrefour sperimenta
nuovi stili di formazione
sviluppo reti
industria
Made in Italy in risalto
nella vetrina di Eataly
mercati
Buon ritmo di crescita
per il tonno in scatola
BBS e Camomilla Milano
avviano una partnership
Per il licensing è tempo
di edutainment
Lucart Group acquista Tenderly
e Tutto Panno Carta
Pedon, crescono il brand
e le partnership in gdo
Facebook fan e marca,
buone relazioni in corso
Carta casa,
trionfa la convenienza
Pubblicità, investimenti
stabilmente oscillanti
servizi
Customer service?
Piace online e social
Al via l'autocertificazione
Etichetta Ambientale
Auriga supporta il retail
nella gestione multicanale
Tesco, shop virtuale
nei pdv di Londra
Tirocini in azienda
col programma Leonardo
culture
Opinione
Anche l'e-commerce
ha bisogno di marche
con forte credibilità
Libri
Controcorrente
Dalle multinazionali glocal
alle nicchie globalizzate
L’insegna Emi lancia una private label per prodotti tipici
I supermercati Emi, presenti con 100 punti di vendita in Umbria, Marche, Toscana e Lazio, portano sugli scaffali una nuova linea di prodotti tipici umbri, chiamata Sapori Umbri. La linea presenta una selezione di oltre 50 specialità regionali prodotte nel rispetto della tradizione, dalla pasta ai legumi, dai formaggi ai salumi.
Tra questi prodotti spicca la farina prodotta con solo grano umbro, la pasta di farro lavorata con trafilatura in bronzo, i legumi coltivati in Umbria.
Con questa operazione, Gmf, Grandi Magazzini Fioroni, che rappresenta una realtà distributiva facente capo al Gruppo Unicomm di Vicenza (associato al gruppo distributivo Selex),
sottolinea il suo forte legame con il territorio.
Costco vuole espandersi anche in Italia
Costco sta pensando di aprire negozi nell'Europa continentale. James Murphy international executive vice president ha dichiarato: "Siamo, com'è ovvio, interessati ad investire nei quattro paesi: Germania, Italia, Francia e Spagna. L'azienda deve ancora decidere quale paese sarà il primo, ma intanto per cominciare apriremo un deposito nell'area entro i prossimi due anni".
Expert Italy: la ricetta anticrisi del Gruppo
La “ricetta anticrisi” elaborata da Expert Italy tiene conto del forte spirito di Gruppo e soprattutto della struttura organizzativa centralizzata, semplice e veloce che garantisce decisioni rapide. Il direttore generale Carlo Alberto Lasagna così precisa: "In un momento di crisi, la nostra forza è restare uniti e affrontare in modo strutturato il cambiamento in atto".
Quindi da una parte la professionalità di imprenditori esperti dall'altra una nuova caratteristica sempre più apprezzata dai consumatori: la simpatia.
La relazione con i fornitori
La riflessione sulla prospettiva della relazione con i fornitori, è invece stata affrontata durante la convention da Roberto Omati, direttore commerciale di Expert Italy che riassume così il suo intervento “Un punto importante nel processo di riduzione dei costi della filiera è la scelta dell'offerta; in una catena, una gamma comune selezionata tra i prodotti più richiesti, consente di alzare la rotazione dei prodotti, migliorare l'attività d'informazione ai consumatori e di training degli addetti alle vendite; oltre a risparmiare sui costi di gestione, sarà più agevole l'attività di promozione, di advertising e l'impiego del web, sia come punto di informazione per il cliente che per la vendita.”
Centralità del punto di vendita
Parola d'ordine: la centralità del punto vendita, che viene vissuto come un nuovo spazio di relazione tra il consumatore e la tecnologia, e su cui si concentrano anche le innovative strategie di marketing del Gruppo.
Accanto alle attività più tradizionali, infatti, verranno sviluppati nuovi layout, un merchandising all'avanguardia per coinvolgere il cliente in un'esperienza sensoriale con il prodotto.
Claudio Colzani, nuovo Ad del Gruppo Barilla
Nuovo amministratore delegato per il Gruppo Barilla. Si tratta di Claudio Colzani, che attualmente ricopre il ruolo di Chief Customer Officer di Unilever negli Stati Uniti. Nella multinazionale Usa Colzani ha percorso tutta la sua carriera, dal 1984 fino al prossimo ottobre quando entrerà ufficialmente in carica a Parma. Nel corso dell'ultimo decennio ha ricoperto posizioni di crescente responsabilità a livello internazionale, diventando presidente di Unilever Bestfoods in Brasile, e Amministratore Delegato e Presidente di Unilever Francia.
Le dichiarazioni di Guido Barilla
Guido Barilla, presidente del Gruppo afferma: “L'importante esperienza internazionale di Claudio Colzani, unita alla profonda conoscenza dei consumatori, dei mercati e dei prodotti, si riveleranno un grande valore aggiunto per l'azienda." Le linee strategiche di Gruppo che Colzani sarà chiamato a implementare si imperniano sullo sviluppo di pasta, sughi e piatti pronti a livello mondiale - dalle Americhe all'Estremo Oriente - e sul rafforzamento delle categorie dei prodotti da forno in Italia e all'estero
Tesco vende 50% delle sue attività giapponesi alla Aeon
Si tratta di un progetto a due tempi. In primo luogo c'è appunto la vendita del 50% delle proprie azioni di Tesco Japan alla Aeon in cambio di una somma nominale, così da poter formare una joint venture. Tesco poi investirà altri 40 milioni di sterline euro (63 milioni di euro) per creare una joint venture distinta per finanziare la ristrutturazione della catena giapponese. A quel punto Tesco non avrà ulteriore esposizione finanziaria e quindi potrà uscire dal mercato giapponese.
Limoni verso una soluzione
Svolta sul caso Limoni, la catena di profumerie che, con i suoi 400 milioni di debiti, versa in cattive acque e intorno alla quale si è scatenata nei giorni scorsi una ridda di ipotesi riguardo al suo futuro. Il board di Limoni, dopo aver preso in considerazione le diverse alternative per l'azienda, in data 20 giugno, ha deciso di concedere un'esclusiva a Bridgepoint e Orlando. La trattativa con le banche finanziatrici per una soluzione "in bonis" è giunta alle sue fasi conclusive.
Sviluppo della rete
Intanto, prosegue il piano di rafforzamento della rete di Limoni Profumerie, con la prossima riapertura a Udine del punto di vendita (400 mq) di via Rialto 11 che ha beneficiato di un totale restyling.
Sephora aggiorna il concept del suo flagship di Parigi
Lvmh, proprietaria della catena di bellezza Sephora, ha rinnovato il flagship store di 600 mq in Boulevard Haussmann.
L'interno è stato così modificato:
-abbassato il display del make-up per consentire una maggiore visibilità sulle varie aree del negozio,
-spostate le casse dal centro verso la fine del pdv. Inoltre sono ora retroilluminate da più sorgenti di luce per accentuare l'impressione di profondità,
-introdotto Scentsa, un instore shop dotato di chiosco touch screen, per aiutare i clienti a trovare meglio il tipo di fragranze che stanno cercando,
-il personale è ora dotato di iPod per l'assistenza post-vendita. Lo
scopo è di consentire di accedere ai dati dei clienti tramite la
scansione della carta fedeltà.
Il flagship offrirà anche corsi di formazione per il make-up. Tuttavia questo servizio non sarà però esteso a tutti i negozi della catena, in quanto richiede grandi spazi per offrire una buona visibilità.
Carrefour lascia la Grecia al suo partner locale
Carrefour e il gruppo Marinopoulos hanno deciso, di comune accordo, di affidare la gestione e la proprietà delle attività di Carrefour Grecia e Cipro al gruppo Marinopoulos.
Marinopoulos Carrefour diventerà così l'affiliato in esclusiva di Carrefour in Grecia, Cipro, Bulgaria, Albania e altri paesi balcanici. Anche questa decisione è riconducibile all'arrivo di George Plassat al vertice di Carrefour.
220 milioni in meno di fatturato
Grazie a questa
riorganizzazione, la cui modalità non è stata chiarita, quello che è certo è che il gruppo Carrefour dovrebbe registrare minori incassi per circa € 220 milioni.
Difatto Carrefour sembra aver trovato nella famiglia Marinopoulos il soggetto ideale per continuare a garantire la presenza del brand in Grecia (431 pdv), in cui è presente dal 1991, nel pur difficile contesto attuale. E questo senza dover far ricorso a soluzioni drastiche e pericolose come la chiusura dell'intera catena o di parte di essa, lasciando a casa il personale. La transazione sarà completata nelle prossime settimane, previa autorizzazione da parte delle autorità antitrust competenti.
La fine del contante è solo questione di volontà
La seconda edizione del No Cash Day (l'evento internazionale dedicato alla riduzione del denaro contante) ha posto alla ribalta molteplici temi importanti. Tra i tanti l'aspetto tecnologico, forse il più importante, che rende possibile l'abbandono della carta moneta. Nonostante le ritrosie di molti consumatori soprattutto in Italia, il percorso sembra ineluttabile e una delle prossime tappe è la costruzione di una rete di Pos capillare su tutto il territorio.
Pos per tutti
Se i rumors di Apple circa l'integrazione di un chip Nfc nel prossimo iPhone fanno ben sperare che lo smartphone possa presto diventare uno strumento di pagamento, ben più presente e concreta appare l'ultima "trovata" di Jusp, un'azienda italiana che ha realizzato un dispositivo mobile in grado di rendere un qualsiasi smartphone un dispositivo per i pagamenti. Jusp è grande come un piccolo telefono cellulare ed è dotato di un tastierino numerico e si collega allo smartphone attraverso l'uscita analogica della cuffia. Questo interfacciamento lo rende universalmente compatibile. Ma soprattutto è l'aspetto legato alla sicurezza che rende la soluzione di Jusp peculiare: il Pos che il dispositivo realizza non è virtuale ma fisico.
Jusp inizia il 21 giugno c.a. la fase di beta test offrendo il dispositivo gratuitamente e a zero commissioni sulle transazioni per un intero anno ai primi 200 iscritti al sito.
Carrefour abbandona il brand unico
Durante un'intervista a Le Figaro Georges Passat ha dichiarato che intende abbandonare la strategia del brand unico Carrefour per tutti i formati che, fra l'altro ha richiesto anni per essere attuato. Tuttavia, è rimasto vago sui dettagli del piano anche se ha sostenuto che il costo della trasformazione sarà minimale -aspetto sul quale ci permettiamo, per altro, di esprimere qualche dubbio-.
Le grandi catene con pdv ad ogni angolo non sono amate
Plassat ha aggiunto che i clienti non vogliono grandi imprese con negozi ad ogni angolo di strada, focalizzandosi sul problema delle differenze di prezzo tra i piccoli formati e gli ipermercati per prodotti simili e il loro impatto negativo sull'immagine del prezzo Carrefour. Queste nuove insegne dovranno quindi essere riposizionate in linea con il loro format in termini sia di assortimento sia di strategia di prezzo.
Carrefour City e Carrefour Market potrebbero essere tra i primi subire la conversione.
Al via nuovo Hollister presso il c.c. Valecenter di Marcon (Ve)
Matteo Masat, direttore del centro commerciale Valecenter, ha commentato: "È con immenso piacere che il centro commerciale Valecenter annuncia l'apertura di un nuovo punto vendita Hollister. Si tratta di un'apertura del tutto speciale che arricchisce ulteriormente la già ampia offerta commerciale del centro e che andrà a soddisfare i desideri di tutti i giovani visitatori e non solo quelli che amano essere alla moda".
Alla fine del primo trimestre 2012 la società gestiva negli Stati Uniti un totale di 1.049 negozi, di cui 279 Abercrombie & Fitch, 154 Abercrombie Kids, 491 Hollister Co. e 18 Gilly Hicks.
All'estero la società gestiva 15 store Abercrombie & Fitch, 5 Abercrombie Kids, 84 Hollister Co. e 3 Gilly Hicks, per un totale di 107.
TTi Floor Care Italia inaugura la strategia multicanale
Specializzata in soluzioni per la pulizia dei pavimenti, la divisione TTi Floor Care Italia, al fine di spingere Dirt Devil, uno dei suoi brand di punta, muove i primi passi sul territorio nazionale inaugurando una strategia basata sulla multicanalità . "Grazie a questa scelta potremo approcciare differenti canali di vendita" afferma Simone Tornaghi, neo country manager di TTi Floor Care Italia "da quelli tradizionali (retail, cataloghi, eventi) ai cosiddetti new media, e-commerce in primis, passando per strumenti di vendita come il teleshopping che non si possono considerare nuovi, ma che si sono sicuramente evoluti negli ultimi anni".
Strategia già provata in Europa
Si tratta di una strategia che in Gran Bretagna, Germania e Francia ha già portato risultati interessanti e che risponde all'evoluzione del consumatore, sempre più al centro dell'informazione e sempre più propenso a vivere il processo d'acquisto e la relazione con la marca attraverso più punti di contatto, da Internet, anche in mobilità, alla TV, dai call center ai negozi.
In concreto, TTi Floor Care Italia è presente su Mediashopping, il
canale televisivo del Gruppo Mediaset dedicato interamente allo shopping
e ideato su misura dei consumatori.
I consumatori multicanale sono il 47%
Secondo quanto emerge dall'Osservatorio Multicanalità 2011 - progetto di ricerca promosso da Nielsen, Nielsen Online, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano che studia il ruolo della comunicazione multicanale nel processo di acquisto degli italiani - i consumatori multicanale rappresentano oggi il 47% dei consumatori italiani, per un totale di 24,6 milioni di individui e in crescita del 7% rispetto al 2010.
Dove è presente TTi
In concreto, TTi Floor Care Italia è presente su:
- Mediashopping, il canale televisivo del Gruppo Mediaset dedicato interamente allo shopping e ideato su misura dei consumatori.
- sito di Mediashopping.
"Siamo partiti dalla Tv e da Internet per creare velocemente e ampiamente la brand awareness necessaria al marchio Dirt Devil, così da poterci far conoscere ed apprezzare dal grande pubblico" afferma Simone Tornaghi. "Seguirà poi un fine-tuning attraverso gli strumenti del retail tradizionale, a sua volta rafforzato dalla presenza in video dei prodotti".
TTi Floor Care Italia sarà dunque presente, con i propri prodotti best sellers, anche nelle maggiori catene della grande distribuzione.
Video retail
In particolare, nei principali pdv saranno implementate vere e proprie operazioni di video retail con televisori opportunamente posizionati in negozio che riproporranno continuamente i video dei prodotti presenti a scaffale ricreando, al tempo stesso, l'effetto visto in TV". Su 4 persone intenzionate all'acquisto per aver visto lo spot, la televendita o la telepromozione, solo una lo porta effettivamente a termine, mentre le altre 3 non si fidano oppure vogliono toccare con mano il prodotto" spiega Simone Tornaghi. "Una volta trovato il prodotto presso un punto vendita, il video esplicativo ricrea l'effetto visto in TV e quindi porta a compimento l'intenzione di acquisto".
Assemblea Carrefour: ci vorranno tre anni per uscire dal tunnel
Georges Plassat, nella sua prima assemblea degli azionisti di ieri, ha affermato di aver bisogno di tre anni per dare la svolta a Carrefour in mezzo al deterioramento del clima economico. "Non fatevi illusioni, ci saranno venti contrari e non posso impegnarmi in promesse a breve termine", ha detto agli azionisti Plassat. "Ci vorranno tre anni per rilanciare il nostro business, perché tre anni sono il periodo di tempo necessario a realizzare qualcosa di solido".
Riduzione debito e costi gestione, uscita da alcuni mercati
Carrefour si concentrerà sulla riduzione del debito, valutando la possibilità di uscire da alcuni mercati. Plassat ha detto che l'insegna non è in grado di mantenere una presenza in tutte le zone geografiche dove è attualmente presente, aggiungendo di non essere certo che la società sia nella posizione migliore per gestire le operazioni in Turchia. Facendo riferimento al valore che la società spende in marketing, ha concluso: "Mettiamo piuttosto tutti quei soldi nei nostri negozi." (fonte: Planet Retail)
Arriva Red, il nuovo format di Feltrinelli
In pieno centro a Roma, apre ai primi di luglio Red, Sta bene con tutto, come recita l'insegna. Si tratta della nuvoa insegna e format di laFeltrinelli, che amplia il proprio raggio di azione verso altri settori: non solo libri e musica, ma viaggi, una selezione di eccellenze gastronomiche e un nuovo ristorante rappresentano alcune delle principali novità che caratterizzano la nuova avventura di Feltrinelli di via del Corso.
Walgreens acquisisce il 45% di Alliance Boots
Diventare a livello mondiale il gruppo leader nel retail farmaceutico, della salute e del wellbeing con oltre 11,000 negozi presenti in 12 Paesi e la maggiore rete globale grossista e distributrice di prodotti parafarmaceutici con oltre 370 centri distribuzione: queste le ambizioni della partnership strategica tra Alliance Boots e Walgreens, la maggiore catena di drug store degli Usa, che per una cifra vicino a 6,7 miliardi di dollari (di cui 4 miliardi di dollari cash e 83,4 milioni in azioni) ha acquisito il 45% della società presieduta da Stefano Pessina.
Opzioni di acquisto
Con questa operazione, Walgreens (che opera sul mercato anche con l'insegna Duane&Reade, acquisita nel 2011) ha anche la possibilità di esercitare, entro i prossimi tre anni, un'opzione di acquisto sul rimanente 55% di proprietà ancora detenuta da Alliance Boots.
Gli obiettivi dell'operazione
L'idea di base è la costruzione di un'alleanza strategica che metta insieme i punti di forza e le expertise di entrambi i gruppi, per creare un gruppo specializzato di dimensione mondiale con un portafoglio di insegne ampio che comprende Walgreens, Duane Reade, Boots ed Alliance Healthcare, oltre che dei brand -in crescita e in grande salute- nel mondo della bellezza e della salute come No7, Botanics e Boots Laboratories.
I vantaggi per Walgreens
Secondo Gregory Wasson, president e CEO di Walgreens: “La nostra missione è essere la prima scelta negli acquisti quotidiani di salute e bellezza, aiutando i nostri clienti a vivere bene, stare bene e sentirsi meglio, oggi e nel prossimo futuro. Per questo, l'annuncio dell'operaizone di oggi rappresenta un'eccellente opportunità di accelerare le nostre strategie, negli Stati Uniti come all'estero".
Le opinioni di Alliance Boots
In linea anche Stefano Pessina, Executive Chairman of Alliance Boots. "Si tratta di una transazione strategica che rappresenta un passo essenziale per raggiungere il nostro obiettivo di diventare un leader globale nell'healthcare. Crediamo che questo comporterà dei antaggi importanti per tutti, azionisti, clienti e stakeholder, nel costruire un valore industriale significativo e sostenibile attraverso le sinergie e lo sviluppo delle nostre expertise. Abbiamo molte similitudini, soprattutto per quanto riguarda i profili del consumatore: sia i clienti di Walgreens in Usa quanto quelli di Boots in Uk ripongono grande fiducia in brand del mondo farmaceutico con una forte storia alle spalle. Inoltre, la nostra competenza come grossisti di prodotti farmaceutici fornirà a Walgreens un know-how logistico che sarà uno dei principali motori di sviluppo della nuova impresa".
Centri commerciali: Unibail-Rodamco debutta in Germania con l’acquisizione di Mfi
La francese Unibail-Rodamco, una delle più importanti property company quotate a livello mondiale, con un portafoglio immobiliare valutato in quasi 26 miliardi di euro, ha acquisito il controllo di MFI, numero due tedesco nei centri commerciali, rilevandone il 51% dal fondo Perella Weinberg, operazione che le consente di entrare per la prima volta in Germania, mercato fra i più strategici in Europa per gli operatori del retail real estate.
Acquisiti 10 asset
La transazione riguarda un complesso di 10 asset tra esistenti e in sviluppo, per un totale diretto di 608.291 mq, cui vanno aggiunti altri 721.000 mq di beni di proprietà di terzi, in gestione. Unibail-Rodamco ha contestualmenteLa Germania è in controtendenza
A differenza di quanto avviene nel resto dell'Europa, soprattutto mediterranea, la Germania è in controtendenza per quanto riguarda i salari e i consumi, entrambi in crescita e comunque fuori dalla spirale soffocante della decrescita. Scendendo nello specifico del mercato immobiliare, i valori dei canoni d'affitto al mq sono inferiori di un terzo a quelli francesi. Un altroe dalla presenza di altre settanta città intermedie con popolazione superiore a 100.000 abitanti.
La Germania ha anche la più bassa densità (mq/1.000 abitanti) di centri commerciali nell'Ue, con una media di 130 mq contro i 229 dell'Italia e i 223 della Francia (la media Ue è 249 mq).
Fattore non meno attrattivo è lo spread tra redditività immobiliare e quella media dei Bund che va da un minimo di 300 a un massimo di 500 bp.
Conad archivia un 2011 positivo
Conad continua a crescere in tutto il territorio nazionale. Secondo i dati GNLC Nielsen rafforzando la leadership già detenuta nel canale dei supermercati (16,9% la quota nazionale) e nei negozi di prossimità (13,2%).
Rete cresce del 4%
Nel 2011, la rete Conad ha registrato un incremento del 4%, che ha portato la quota detenuta dall’insegna a livello nazionale al 10,6%, con un incremento di +0,7 punti rispetto al 2010.
Per quanto riguarda il giro d'affari, invece, nel 2011 Conad ha raggiunto i 10,2 miliardi di euro (9,8 miliardi il fatturato 2010), al netto delle acquisizioni realizzate dalle cooperative aderenti. I 62 pdv passati all’insegna Conad in chiusura di esercizio -19 ex Pellicano del gruppo Lombardini e 43 ex Billa di Rewe- hanno già portato, a gennaio 2012, la quota di mercato all’11% (+1,1 punti rispetto al 2010).
(Dati: GNLC Nielsen).
Il ruolo delle pl
A questi risultati ha contribuito in larga misura la marca commerciale, che ha proseguito il suo trend di crescita, con tassi superiori alla media del mercato: a fine 2011, circa un prodotto su quattro venduti portava il marchio Conad, distanziando di quasi 7 punti la media totale Italia tenuta dalla private label. È quanto emerge dalle rilevazioni Symphony Iri (Iper+Super+Libero servizio) e dai risultati aziendali, che evidenziano nel 2011 un incremento del fatturato dei prodotti a marchio pari al 24%, per un giro d’affari complessivo di 1,8 miliardi di euro.
La crescita della marca Conad è generalizzata in tutte le regioni italiane, anche se in zone, come il sud d'Italia, tradizionalmente più scettico nei confronti delle private label, si sono registrate vendite superiori alla media; l'andamento positivo vale per tutti i marchi in portafoglio, dal più tradizionale Conad (+18%), alle brand premium di Sapori&Dintorni Conad (+25%), fino a Conad Il Biologico (+48%).
Private label e fedeltà
Conad si conferma sempre più una leva fondamentale per la crescita e il rafforzamento della fedeltà all’insegna: è leader nel 37% delle categorie in cui compete (percentuale che sale al 67,4%, se si considerano anche le seconde posizioni) e al primo posto anche nel segmento premium, dove Sapori&Dintorni Conad, nel 2011, con oltre 200 prodotti, ha sviluppato un fatturato al consumo di 150 milioni di euro. Proprio a proposito del progetto Sapori&Dintorni, va detto che, nel corso del 2011, si è rafforzato l’impegno con 200 piccoli e medi imprenditori agroalimentari di alta qualità, le cui produzioni hanno trovato spazio anche all’estero attraverso i partner europei di Conad all'itnerno di Coopernic (Colruyt/Belgio, Coop Suisse/Svizzera, E.Leclerc/Francia e Rewe/Germania).
Il fatturato estero, infatti, sta acquisendo un peso crescente (+20% nel 2011) attestandosi su un giro d’affari oltre confine di 45 milioni di euro.
Solidità patrimoniale
Conad nel 2011 ha migliorato anche la propria solidità patrimoniale: +13% l’incremento del patrimonio netto aggregato del Consorzio e delle otto cooperative aderenti (Nordiconad, Conad Centro Nord, Commercianti Indipendenti Associati, Conad Adriatico, Conad del Tirreno, Pac 2000A, Conad Sicilia e Sicilconad), che ora ammonta a 1,7 miliardi di euro.
La riorganizzazione della rete
Tra i risultati di rilievo dello scorso anno, anche le operazioni realizzate sul fronte della canalizzazione, attraverso un piano di riorganizzazione dei canali che ha coinvolto oltre un migliaio dei punti vendita finalizzato al lancio di Conad City: store format per i centri storici, pensato per la spesa veloce e giornaliera, focalizzata sui prodotti freschi.
In generale, Conad oggi opera con una rete di 2.946 negozi ripartiti in 5 tipologie di insegna: Conad City, Margherita, Conad, Conad Superstore, E.Leclerc Conad.
Altri business
A questi si aggiungono altre attività, come i distributori di carburanti (attive 13 stazioni), le parafarmacie (42 i corner presenti) e i reparti di ottica (7), ancora numericamente esigui (soprattutto a causa del ritardo del Paese nelle liberalizzazioni di energia e farmaci), ma di portata non trascurabile, se si considera che, laddove sono stati introdotti, hanno svolto una funzione calmieratrice sull’andamento dei prezzi a livello locale.
I piani del prossimo triennio
Per il periodo 2012-2014, malgrado il contesto economico poco incoraggiante, Conad ha elaborato un piano strategico di sviluppo che prevede investimenti per 770 milioni di euro, indirizzati a 260 nuove aperture, piano che la catena intende realizzare anche per linee esterne. "L’insegna Conad continua a crescere, grazie alla rinnovata capacità delle cooperative aderenti di fare sistema -dichiara Francesco Pugliese, direttore generale di Conad-. Alla base dei risultati positivi del 2011 c’è questa forte coesione, che ci rende confidenti per il futuro. Per questo, la leadership assoluta del mercato della distribuzione è un obiettivo raggiungibile: il piano strategico di sviluppo punta con determinazione verso questo traguardo, sempre più vicino".
- Conad del Tirreno: una realtà solida in crescita
- Conad Adriatico compie 40anni e nel 2012 realizza un +11,4%
- Conad Sicilia va contro la crisi aggiungendo 51 nuovi pdv
- Inaugurato il ristorante secondo Conad
- Conad Centro Nord nel 2012 punta al miliardo di fatturato
- Rinnovato il Cda di Cia Conad
- Andamento vendite 2011 di Cia Conad: nel complesso +8%
- Conad festeggia i 50 anni con Massimo Cacciari
- Cremeria Sapori&Dintorni Conad, store per gelato artigianale
- Conad Sicilia acquisisce 15 store con insegna Metà e Pam
- Conad Centro Nord e i 31 store Lombardini acquisiti: strategia e sinergie
Ciclo perfetto dell’ordine: corso GS1 Italy/Indicod-Ecr
GS1 Italy/Indicod-Ecr ha organizzato per giovedì 12 luglio 2012 a Milano il corso “Il ciclo perfetto dell’ordine Fast Perfect Order (FPO)”.
Il corso analizzerà prima l’approccio tradizionale nello scambio del flusso delle informazioni per poi illustrare i benefici e i vantaggi della soluzione FPO. Sarà analizzato l’intero processo: scambio elettronico dei documenti, codifica, etichettatura, catalogo elettronico e allineamento anagrafiche di prodotto e l’uso delle tecnologie abilitanti. Infine sarà possibile valutare il risvolto organizzativo all’interno delle aziende e la misura delle performance.
Il corso si rivolge ai responsabili logistica, acquisti, vendite, amministrazione e sistemi informativi.
Gli obiettivi del corso
- Condividere i principi e le logiche di base del Fast Perfect Order;
- Comprendere i vantaggi e i benefici derivanti dall’applicazione dell’FPO al ciclo dell’ordine;
- Valutare l’impatto dell’introduzione dell’FPO in termini di condizioni di applicabilità e regole di interazione;
- Sviluppare la capacità di scegliere il punto del processo da cui partire e i partner da coinvolgere;
- Comprendere come monitorare i risultati;
- Capire come realizzare nella pratica un progetto FPO all’interno della propria azienda.
La formazione GS1 Italy/Indicod-Ecr
GS1 Italy/Indicod-Ecr ha ottenuto, per l’area formazione, la certificazione del sistema di gestione per la qualità, secondo la norma internazionale UNI EN ISO 9001:2008, e l’accredito presso For.te, che consentono di accedere ai finanziamenti dei piani formativi aziendali.
I corsi promossi da GS1 Italy/Indicod-Ecr sono divisi in tre aree specifiche e sono tenuti dagli esperti di GS1 Italy/Indicod-Ecr e da consulenti esterni.
L’Area Supply Chain propone corsi per migliorare l’efficienza della filiera, l’Area Commerciale/Marketing promuove il miglioramento dell'efficacia della relazione tra Industria e Distribuzione e l'Area Tecnica, i cui interventi sono mirati all’ottimizzazione dello scambio di informazioni ossia gli standard internazionali per l'identificazione di prodotti.
Tutte le informazioni sul Calendario 2012 dei corsi GS1 Italy/Indicod-Ecr e sulle modalità di iscrizione sono disponibili sul sito http://indicod-ecr.it/formazione/.
Vino: futuri possibili
Naturalità, qualità e giusto rapporto con il prezzo, territorialità, estero, internet, marketing &comunicazione: sono questi alcuni dei trend individuati nel corso del convegno Vino futuri possibili, primo rapporto di filiera, organizzato da bargiornale, Gdoweek, Mark Up, Ristoranti e VigneVini, testate di Business Media Gruppo 24 Ore.
Il vissuto dei consumatori
I lavori sono stati aperti dalla presentazione della ricerca su come vivono il vino oggi i consumatori e perché lo bevono, da parte di Federico Capeci (Duepuntozero Gruppo Doxa) e Marilena Colussi, sociologa dei consumi, che ne hanno anche curato la realizzazione.
"Bisogna passare dal raccolto del vino al suo racconto", ha scritto Capeci su Twitter, mentre Marilena Colussi ha spiegato il vino visto anche dal punto di vista dei retailer.
La via sostenibile per i vini
Il Gastronauta Davide Paolini ha conversato con Riccardo Cotarella, enologo e docente dei viticoltura ed enologia all'Università della Tuscia di Viterbo, e Emilio Renato Defilippi, enologo e coordinatore del Progetto Magis, su come trovare una via sostenibile tra vini biologici, naturali e biodinamici.
Vino, 2.0 e Made In Italy
Andrea Gori, sommelier e blogger Vinoburde e Intravino, e Giuliano Prati, innovation manager, hanno dialogato sulle relazioni possibili tra vino e internet per sviluppare la conoscenza e il mercato di questo prodotto.
Tavola rotonda
La tavola rotonda finale si è concentrata sulle opportunità per valorizzare i vini italiani, anche biodinamici e naturali, confrontando esperienze innovative, in Italia e all'estero, per promuoverne i consumi. Ne hanno parlato Elena Amadini, brand manager wine e food di Veronafiere, Massimo Bolchini, standard development director GS1 Italy -Indicod Ecr e Gianluca Putzolu, direttore commerciale Le Macchiole, Gianfranco Chiarini, corporate e consultant executive chef, Luca Gardini, migliore sommerlier del mondo 2010, Massimo Furlan, direttore Food & Beverage de laRinascente, Antonio Santini, ristorante del Pescatore di Canneto sull'Oglio.
È on line il rapporto di filiera: Vino, futuri possibili
Come il Web 2.0 e le nuove tecnologie stanno cambiando il mondo del vino? Questa è la domanda che abbiamo rivolto ai nostri amici di Facebook. Ecco i primi commenti. Senza filtro.
Gianni Lupo: Buongiorno a tutti !!! Io penso che ognuno di noi deve valorizzare i vini del proprio territorio nel suo locale !!!!
Sandra Sandrocchia De Lox: In modo positivo direi con i social network si può far conoscere i prodotti a molte persone descrivendoli e dando informazioni sulle loro caratteristiche sui modi di servirli gustarli e abbinarli a cubi e pietanze . Si può far nascere curiosità a chi non e' del settore ma vuole saperne di più.
Vineria Picasso: Credo nessun cambiamento per chi è del settore, ormai sono anni che grazie ai social network si può conoscere un nuovo prodotto,confrontarsi con esperti ed appassionati. Per il resto il vino si vende grazie solo a una buona rete vendita presente sul territorio. Lunga vita al vino! Francesco Shakerclub Conte: Bisogna puntare sulla territorialità, stando attenti agli abbinamenti, valorizzando il territorio, raccontando a chi ci sta di fronte ciò che sta mangiando, bevendo e soprattutto il perchè di quell'accostamento, cercando, attraverso un bicchiere, di tirare fuori tutto ciò che può essere legato, di positivo, a quell' esperienza, dal terreno, alla cucina, alla storia dei luoghi che stiamo, emozionalmente, vivendo...il cliente da noi vuole bere oltre il calice, lui ha sete di sapere, e noi dobbiamo saperlo accontentare. Il futuro è coinvolgimento, dei sensi, delle persone che ci stanno intorno, e di tutti coloro che, anche virtualmente, siamo capaci di coinvolgere...
Michele Di Carlo: Come spesso accade la differenza tra gli scenari possibili immaginati da coloro che per primi cercano di far interagire le nuove tecnologie con la possibilità di far giungere l'informazione il più in fretta possibile al consumatore e quello che accade realmente è molto grande, questo perché lo spirito che smuove i pionieri è puro e visionario mentre chi poi si appropria della tecnologia comunicativa spesso non ha ne la competenza ne le capacità per fare una comunicazione corretta ed educativa, l'esempio è quello dei tanti blogger che ormai disquisiscono di cibo e di enogastronomia il cui unico titolo di merito è quello di non aver altro da fare che stare davanti ad un PC o MAC . Insomma il rischio che si corre con le nuove tecnologie, su cu non esiste nessun tipo di controllo, è che chiunque può dire quello che crede e, spesso senza averne competenza, influenzare il consumatore finale che come ben sappiamo non approfondisce. Per cui ben vengano le carte digitali che illustrano il vino in modo più completo ma attenzione all'informazione diffusa e divulgata dalla rete, come sempre. Tommy Colonna: Buondì a tutti, anzi buon aperitivo, magari con un calice di "tufiano" (un'eccellenza pugliese ottenuto dalla vinificazione del fiano minutolo). La presenza del vino nelle grandi "botti della rete", oramai è inevitabile, spetta a ognuno di noi farne buon uso e apprendere le giuste informazioni! Mi rivolgo a chi ne sa più di me... non credete che vadano fatti assaporare sempre più prodotti autoctoni e legati alle tradizioni del territorio? Il mondo del vino spesso ha spinto verso le eccellenze piu' blasonate provenienti da aziende con forti possibilità economiche. Che ne pensate di scavare a fondo e sentire quei prodotti meno conosciuti ma costruiti nella maniera più naturale anche se con tecniche avanzatissime?
Salvatore Bongiovanni: Concordo con il pensiero di Michele di Carlo. Internet da molte informazioni ma troppo spesso anche errate! Quindi bisogna cercarle su siti specializzati! Inoltre penso che sicuramente sono stati fatti passi importanti nel settore enologico da quel brutto momento che il vino italiano subì con la vicenda del metanolo...da anni ormai c'è molta più cura e attenzione nella produzione e grazie al cielo si punta alla qualità e non più alla quantità ...l'Italia è sicuramente in prima linea nel settore enologico ..grazie anche alla autorevolezza e alle grandi conoscenze del Sig. Giuseppe Vaccarini e all'ASPI che sta portando avanti un progetto importante e ammirevole ...l'applicazione per iPhone del ASPI è sicuramente d'aiuto ai professionisti !!! E le informazioni che troviamo sono senza dubbio veritiere....Quindi ok alla tecnologia ma attenzione alle fonti ...Buon lavoro a tutti!!!! Marco Stano: In Cina stanno incominciando ad apprezzare il vino francese perchè lì si fa sistema nel promuovere e proporre le loro eccellenze enogastronomiche. E noi? Abbiamo da parte del Governo un intervento sistemico?
Gianluca Alessi Mixologist: Ciao a tutti da Casale Monferrato. La carta dei vini digitale è sicuramente uno strumento in più per il consumatore, le notizie che si possono inserire e far vedere sono molte, il "giochino" del tablet o iPad è sicuramente un'arma in più per far conoscere al meglio le caratteristiche e non solo di un particolare vino. Questo tipo di approccio al cliente, potrebbe essere sfruttato in mille modi, inserendo per esempio la storia della citta dove si trova, dove andare a dormire, quali sono i locali notturni o i cocktail bar piu in voga nella citta.... Cosa ne pensate?? è una cosa che già si fa o è un'idea accettabile???
Raffaella Rascazzo: Buongiorno a tutti dal Salento!..Intanto vi dedico un brindisi con un calice di Selvarossa..penso come alcuni dei miei colleghi, che internet potrebbe essere un'arma a doppio taglio nella diffusione del fantastico mondo del vino in ogni suo senso ma anche un possibile modo di sminuire e confondere nozioni che potrebbero sulla rete disperdersi in mille errate sfaccettature..ciò non toglie che i social network ci permettono di chiacchierare con dei "guru" del settore per cui come per ogni cosa bisognerà saper equilibrare l'uso di internet senza dimenticare i nostri impolverati libri..
Gianpaolo Posata: La Tecnologia può aiutarci ma poi...Ognuno di noi nel suo piccolo deve continuare ad offrire Qualità...Dal coltivatore al produttore, dal grossista all'oste!!! Gianpaolo Posata bis: La tecnologia, internet, i blog dedicati al vino, possono e devono aumentare la cultura del Vino...e tutto ciò a mio avviso va a favore del mercato.
Conad del Tirreno: una realtà solida in crescita
Vendite al dettaglio per oltre 2,1 miliardi di euro, + 4% rispetto al 2010, 259 milioni di euro di patrimonio netto e 24,5 milioni di risultato operativo lordo: i risultati 2011 confermano Conad del Tirreno come una struttura in grado di guardare al futuro con tranquillità grazie a una strategia basata su posizionamento competitivo, servizio al cliente, fidelizzazione ed innovazione.
“Il cliente premia la nostra strategia sempre attenta a fornire prodotti e servizi al miglior rapporto tra convenienza e qualità”, commenta Ugo Baldi, Ad della cooperativa.
La rete attuale
Finora Conad del Tirreno opera con 342 punti di vendita presenti in Toscana, Lazio, Sardegna e La Spezia e provincia (14 E.Leclerc Conad, 42 Conad Superstore, 107 Conad, 118 Conad City, 59 Margherita e 2 Sapori&Dintorni Conad), per una superficie complessiva di oltre 240 mila mq e 9 mila occupati di sistema.
Sul fronte dei servizi, Conad del Tirreno opera con 16 parafarmacie (5 in Sardegna, 7 in Toscana e 4 nel Lazio), che hanno venduto farmaci senza ricetta medica con uno sconto medio del 20 per cento e 4 distributori di carburanti Conad e E.Leclerc Conad in funzione in Toscana (1), Sardegna (2) e Lazio (1), che fino ad oggi hanno prodotto un risparmio di 2,7 milioni di euro.
Investimenti e obiettivi
Si tratta di una rete destinata a crescere a livello di tutti i formati (super, ipermercati, prossimità, distributori di carburanti, parafarmacie e altri concept nell'ottica, nel servizio drive…) grazie all'investimento di 300 i milioni di euro per arrivare a sviluppare vendite per tre miliardi di euro.
“Per affrontare questa complessa situazione economica e sociale serve maggior efficienza -dichiara Baldi-: dobbiamo ottimizzare i costi e generare le risorse necessarie per investire in qualità e competitività. Abbiamo un ambizioso piano di sviluppo nel quale investiremo una cifra importante per rispondere al bisogno di convenienza dei cittadini e fornire ai nostri soci gli strumenti necessari per lo sviluppo e la nascita di nuova imprenditorialità”.
A Piacenza in dicembre il farmer market del vino
Un vignaiolo indipendente è un “artigiano del vino” che gestisce in prima persona tutta la filiera che porta il vino dal territorio al mercato. Un concetto del tutto simile a quello del coltivatore diretto che usa il mercato per vendere la sua produzione in modo diretto senza intermediari. Mercato che diventa farmer market.
Fivi
L'occasione per incontrare i vini e i vignaioli indipendenti la offre la Fivi (Federazione italiana dei Vignaioli indipendenti) che sabato 1 e domenica 2 dicembre 2012 apre la seconda edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti negli spazi del quartiere fieristico di Piacenza.
“Abbiamo notato - racconta Costantino Charrère, vignaiolo valdostano e presidente della Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti - che i consumatori attenti vogliono capire, sapere, approfondire, guardare in faccia i produttori, e se necessario sono disposti a spendere alcuni euro in più per acquistare una bottiglia di vino della quale riconoscono il valore culturale. È la testimonianza del fatto che il bicchiere di vino deve tornare ad essere un elemento della nostra catena alimentare, frutto del lavoro di vignaioli che gestiscono il territorio mantenendo vive le periferie agricole e alimentando un circolo virtuoso di posti di lavoro”.
Difficoltà a reperire i prodotti
Spesso chi cerca i vini dei vignaioli ha difficoltà a reperirne i prodotti. Al Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti si possono degustare oltre 1.000 vini e acquistarli direttamente dal produttore. Sono oltre 250 i vignaioli in arrivo da tutta Italia e dalle più interessanti regioni vitivinicole europee per far conoscere i propri vini, raccontare il territorio e consolidare la cultura del vino di qualità, del vino artigianale che affonda le proprie radici nelle tradizioni italiane ed europee.
Anche il cibo
E se il vino dei vignaioli deve tornare ad essere compagno delle nostre tavole, anche gli alimenti devono essere artigianali. Al Mercato dei Vini un piccolo gruppo di “artigiani del cibo” accompagnano le degustazioni con i loro prodotti dal sapore autentico: formaggi, salumi, specialità da forno e dolcezze tradizionali da diverse regioni italiane.



































