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La linea Sapori&Valori di Etruria Retail

Etruria Retail lancia la linea Sapori&Valori, dedicata alla valorizzazione dei produttori locali di Toscana, Umbria e Alto Lazio

A sostegno del territorio, Etruria Retail, attiva con 290 punti di vendita Carrefour e La Bottega, lancia la linea Sapori&Valori, dedicata alla valorizzazione dei produttori locali di Toscana, Umbria e Alto Lazio, accompagnata dalla campagna Diamo una mano ai produttori locali.

Gli oltre 2.900 prodotti in totale, di cui oltre 2000 prodotti freschi, provenienti da 200 fornitori, riconoscibili per il logo Sapori&Valori, saranno evidenziati nei punti di vendita con apposita segnaletica e avranno prezzi bloccati. I primi prodotti inseriti in assortimento sono per la Toscana: il Pecorino Toscano dop e il Prosciutto Toscano dop Per l’Umbria sono stati selezionati il Prosciutto di Norcia igp dell'azienda Cannelli, il Pecorino Mazzatosta, stagionato e fresco, ma anche i i meloni di Fatarella e i frutti rossi a marchio Piccioli dell’Azienda AgriBi.

In un momento difficile come questo abbiamo scelto di sostenere l’economia dei territori in cui siamo presenti e di portare sul mercato il valore aggiunto della qualità, della freschezza e della trasparenza dei prodotti -spiega Graziano Costantini, direttore generale di Etruria Retail-. Grazie a una rete capillare e a un format di vendita multicanale siamo in grado di soddisfare le esigenze di spesa dei nostri clienti, offrendo il meglio dei prodotti della Toscana e dell’Umbria, a prezzi convenienti e bloccati”.

Sanificazione dei carrelli, la soluzione di Sweepcart

Ecologico e sostenibile, utilizza il processo di fotocatalisi artificiale. È distribuito da Nexo Consulting ed è stato installato nei pdv di Carrefour, Conad, Coop e A&O

La sanificazione del carrello, una delle superfici più contaminate, secondo studi dell’Università dell’Arizona (il 72% dei carrelli è infatti risultato positivo al test per la rilevazione dei batteri fecali e la metà a quello dell’Escherichia Coli), si è imposta all’attenzione di tutti i retailer con lo scoppio dell’emergenza Coronavirus e molto probabilmente è destinata a restare anche nel post visto che, secondo un survey di Gfk, il 68% dei consumatori si aspetta la massima garanzia delle condizioni di igiene e sicurezza da parte dei retailer.

Una delle soluzioni presenti sul mercato è rappresentata dal box Sweepcart distribuito da Nexo Consulting, un sistema di sanificazione certificato, 100% made in Italy, che disinfetta naturalmente in modo automatico attraverso il processo di fotocatalisi artificiale, non utilizzando dunque disinfettanti, detergenti, ozono o vapore, elementi che potrebbero deteriorare la superficie cromata o verniciata del carrello e sporcare il pavimento del negozio.

Sweepcart igienizza totalmente i carrelli spesa (manico, cesto, ruote) e i cestini. Deve essere collocato all'interno del negozio in un luogo asciutto con una temperatura che può oscillare da 5° a 40° gradi e un livello di umidità non superiore al 50%. Alcuni esemplari iniziano a comparire negli store della rete Carrefour, Conad, Coop, e A&O.

Sweepcart all'interno dei punti di vendita Coop Lombardia, Conad Pingue e Carrefour Italia

Abbiamo istallato un sanificatore per carrelli all’ingresso del nostro punto vendita di Milano via Arona -dice Matteo Barsacchi, responsabile prevenzione e sicurezza di Coop Lombardia-. Il sanificatore permette infatti in un tempo relativamente breve, una ventina di secondi, di garantire al cliente una sanificazione completa del carrello, quindi non solo il punto di contatto del manico. Sulla base di questa esperienza valuteremo la replicabilità”.

Da fine maggio è presente anche in otto dei nove punti di vendita in Abruzzo del gruppo Pingue Conad. “Abbiamo apprezzato il processo naturale che non utilizza detergenti -afferma Fabio Spinosa Pingue, amministratore unico del gruppo-, ed è in linea con la tutela dell’ambiente, così abbiamo deciso di installarli nella nostra rete di punti di vendita. La sanificazione, che facevamo tre o quattro volte l’anno, ora la possiamo fare ogni giorno e possiamo coinvolgere anche i nostri clienti in questo semplice processo, che stiamo spiegando anche tramite cartellonistica dedicata”.

"Carrefour Italia -ci dice Pascal Quemeneur, direttore Risk and Compliance di Carrefour Italia- ha installato presso l’Iper di Carugate la prima macchina di sanificazione carrelli, dove i clienti in autonomia e in modo automatico in un breve tempo che va dai 20 ai 40 secondi possono sanificare il carrello prima di entrare a fare la spesa, con la garanzia di igiene e sicurezza".

Unicoop Tirreno: segnali di ripresa

l 2019 per Unicoop Tirreno si chiude con cifre positive che sottolineano, dopo tredici anni in rosso, la riduzione ampia delle perdite e la crescita

Il 2019 per Unicoop Tirreno si chiude con cifre positive che sottolineano, dopo tredici anni in rosso, la riduzione ampia delle perdite e una crescita confermata dai numeri: la proposta di Bilancio consuntivo 2019 (approvata dal Cda) segna un risultato ordinario (cioè prima delle poste straordinarie) per + 3,8 milioni di euro.

Il percorso di risanamento avviato nel 2017 comincia a dare i suoi frutti anche se il risultato finale 2019 è ancora penalizzato dalle componenti straordinarie di reddito per 11,5 milioni di euro che portano a una chiusura in perdita per – 4,845 milioni (nel 2018 era -15,889 milioni di euro). Una delle componenti delle poste straordinarie è il costo di circa 5,7 milioni di euro legato all’esodo incentivato derivante dalla chiusura dei punti di vendita del basso Lazio.

Il patrimonio netto consolidato si è stabilizzato a 264,814 milioni di euro, mentre le vendite totali del 2019, pari a 889 milioni di euro (di cui il 70% ai soci), sono in leggera diminuzione rispetto al 2018 (-0,99 % a rete omogenea). Migliora il risultato commerciale, grazie alla revisione dell’assortimento e al taglio dei costi . La redditività al mq del 2019 è di 9.400 euro per mq di superficie di area vendita e il margine operativo si attesta a -3,4 milioni di euro, rispetto ai -8,8 milioni del 2018.

Per la ristrutturazione della sua rete vendita Unicoop Tirreno ha investito circa 13 milioni di euro

"Per noi questo bilancio consolidato rappresenta allo stesso tempo un punto di arrivo e di ripartenza -spiega Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno-. Siamo molto soddisfatti non solo per i risultati, ma anche perchè questo garantire una nostra credibilità di impresa in grado di mantenere quanto scritto nel piano di rientro definito nel novembre del 2016. Siamo sulla strada giusta  per la costruzione di utili e di miglioramenti continui".

"Si tratta di numeri importanti anche perchè siamo riusciti di uovo a generare liquidità, un fatto che non succedeva da qualche anno", sottolinea Alessia Savino, direttore finanziario della cooperativa.

 

 

 

 

Sì con te, uno store a Senigallia

Si rafforza la rete dell'insegna Sì con te di CE.DI. Marche Società Cooperativa (Selex Gruppo Commerciale) con uno store di 1.400 mq

Si rafforza la rete dell'insegna Sì con te di CE.DI. Marche Società Cooperativa (Selex Gruppo Commerciale) che ha realizzato a Senigallia, frazione Marzocca, in viale della Resistenza 112, un punto di vendita di circa 1.400 mq, un'area di grande transito.

Oltre al consueto assortimento di ortofrutta, gastronomia con un'offerta di piatti pronti a cuocere e cotti preparati internamente con un ricettario esclusivo nei nuovi laboratori e nei reparti freschi della struttura, carni assistite e pesce fresco, il punto di vendita dedica ampio spazio a specialità del territorio, prodotti a km zero, biologici e salutistici. I reparti di ortofrutta e pescheria sono muniti di dispositivi di brumizzazione. L’assortimento, composto da oltre 10.000 articoli, comprende anche il non food. Il supermercato ha 6 casse e impiega 32 persone.

In termini di convenienza l'azienda adotta le consuete offerte di insegna e in parallelo ha attivato l’operazione “scontati e bloccati” su centinaia di prodotti a marchio Vale, aggiungendo un ulteriore sconto del 10% alla cassa su un paniere di articoli di prima necessità.

Per garantire al cliente lo svolgimento della spesa in totale serenità e attenersi alle norme anticontagio è stato creato un apposito percorso in ingresso e nelle aree interne del punto di vendita.

Miroglio adotta Yoobic Operations per migliorare i processi instore

Gruppo Miroglio
Monitorare gli standard d’esecuzione delle operazioni presso gli store può essere complesso. Yoobic permette di migliorare l’esperienza e incrementarne la performance

Essere “deskless” e “all-in-one” sono le principali caratteristiche della tecnologia YOOBIC, nata nel  2014 dai tre fratelli Fabrice, Avi e Gilles Haïat con lo scopo ultimo di aumentare il tasso di conversione nei punti vendita attraverso un’esecuzione operativa e una comunicazione più efficaci. L’evoluzione di tale tecnologia si concretizza oggi in YOOBIC Operations, un’app mobile che permette di migliorare tutti i processi aziendali, destinata al monitoraggio dell’esecuzione nei punti vendita o ad una comunicazione più efficace, mettendo a disposizione una dashboard per il direttore retail, direttore delle operazioni, VM team e marketing; e un’applicazione mobile per gli area manager di vendita diretta franchising o wholesales e per i responsabili di punti vendita.

YOOBIC vuole rispondere al bisogno di semplificazione ed efficienza che reclamano i retailer spesso sovraccaricati da operazioni di gestione poco produttive, dispersive e time consuming. Dati alla mano (il flusso dei consumatori nei punti vendita fisici diminuisce dal 3% ogni anno. Fonte: The British Retail Association, Quarterly Trends Q1 2018), il futuro degli store fisici non può essere più solo legato al fatturato che producono in sé, ma deve essere legato al ruolo che svolgono in tutto il customer journey che porterà il cliente – online o offline – ad acquistare e fidelizzarsi ai propri prodotti. In Italia, tra gli early adopter della tecnologia YOOBIC, è possibile annoverare il Gruppo Miroglio, attivo in tutta la filiera del tessile e del fashion. L’adozione di YOOBIC ha lo scopo di ottimizzare le comunicazioni operative (che tecnicamente prendono il nome di “missioni”) tra il Gruppo Miroglio e i suoi store, in modo che diventino più veloci e dirette. Allo stesso tempo, l’app razionalizzerà i flussi di indicazioni per l’allestimento visual e le documentazioni delle “store visit” da parte dei district manager, al fine di essere fruibili in un modo immediato e interattivo. Lo strumento consente una efficace attività di monitoraggio delle executions ed è di facile utilizzo, grazie anche alle app realizzate per i device mobile.

"Yoobic si è rivelato un’ottima soluzione tecnologica per supportare i nostri punti vendita ad ottimizzare il tasso di conversione” commenta Francesco Cavarero, Cio del Gruppo Miroglio. “Lo strumento è molto flessibile ed è totalmente customizzabile in base alle esigenze delle singole reti retail dei nostri brand. Una risorsa preziosa,che ha permesso di rendere ancor più diretto ed immediato il rapporto tra la casa madre e le nostre colleghe dei negozi, quotidianamente operative sul campo”. Il Gruppo Miroglio, inoltre, svilupperà a breve, grazie alla tecnologia YOOBIC, attività legate alla formazione del personale di negozio, oltre che nelle analisi di Total Quality (per il miglioramento continuo del prodotto e dei processi,tramite feedback tra store e sede), e alla somministrazione di Survey aziendali (agevolati dalla facilità di aggregazione e analisi dei dati di ritorno che lo strumento offre). Dopo una fase di test sui negozi della catena Motivi, il gruppo ha deciso di implementare YOOBIC in tutti i negozi di proprietà a marchio Oltre, Fiorella Rubino ed Elena Mirò. A questa estensione farà seguito, all’inizio del 2021, anche l’apertura a tutti i punti vendita affiliati dei brand.

Aldi promuove la linea I Colori del Sapore

Con la linea esclusiva I Colori del Sapore, Aldi propone una gamma di prodotti che intendono valorizzare il gusto italiano al giusto prezzo

Con la linea esclusiva I Colori del Sapore, Aldi propone una gamma di prodotti che intendono valorizzare il gusto italiano al giusto prezzo. Driver di questa linea sono rispetto delle stagionalità, varietà e materie prime 100% italiane, in linea con la una filosofia ecosostenibile.
La gamma comprende primi piatti con varietà di pasta come tortiglioni, penne rigate e spaghetti di semola di grano duro 100% italiano, ma anche con il mix di 5 cereali, e il riso carnaroli.
Disponibili anche i condimenti come l’olio extra vergine d’oliva grezzo, l’aceto di mele prodotto da mele 100% italiane e i pinoli. Sono presenti prodotti ortofrutticoli e bevande a base di frutta, la passata di pomodoro, i sughi pronti e la selezione di uova provenienti solo da galline allevate a terra o all’aperto, in seguito a un percorso già intrapreso da Aldi e riconosciuto dal premio Good Egg 2019 di CIWF (Compassion in World Farming).

Lo Scaffale Infinito di Intimissimi

Intimissimi
Intimissimi potenzia l'approccio omnichannel avviando il progetto Scaffale Infinito detto anche O2O – Online2Offline

Intimissimi potenzia l'approccio omnichannel avviando il progetto Scaffale Infinito detto anche O2O – Online2Offline. Stando a quanto pubblica Fashion Magazine, l'iniziativa consente all'insegna di offrire una selezione illimitata di prodotti ai propri clienti, tramite un sistema che elimina il rischio di out-of-stock nei negozi, attingendo al suo eCommerce. Sono disponibili dunque vari modelli, colori e taglie anche quando non materialmente presenti negli store fisici.

Questo servizio è stato attivato in 1.029 punti di vendita tra Austria, Germania, Francia, Spagna e Portogallo di cui oltre 650 in Italia e consente di avere il sostegno di un assistente alla vendita. Nei prossimi mesi si estenderà in altri Paesi come Polonia, Belgio e Repubblica Slovacca.

La consegna sarà gratuita per gli iscritti al programma Loyalty, ,ma è contemplato anche il ritiro instore.

Checkpoint Systems a fianco dei Retailer per una riapertura Smart, con una tecnologia di contingentamento efficace e affidabile

I retailer hanno già iniziato da tempo a limitare il numero di clienti presenti all'interno di ogni punto vendita, ma molti hanno scelto di gestire tutto questo in modo semplice, automatico ed efficace, con il sistema all’avanguardia SmartOccupancy per la regolazione del flusso di persone all’interno di spazi delimitati.

La tanto attesa riapertura è da poco iniziata e risuona ormai ovunque il concetto chiave del contingentamento. Noi di Checkpoint abbiamo colto, fin dall’inizio della pandemia, la sfida tecnologica investendo risorse e ricerca nell’ambito delle prescrizioni normative e facendo tesoro dei suggerimenti da subito emersi nel dialogo costante con le imprese e le Istituzioni. Abbiamo monitorato negli ultimi due mesi una precisa evoluzione delle esigenze del settore Retail , e lavorato intensamente alla progettazione e produzione per fornire una serie di sistemi sofisticati che oggi si stanno già dimostrando fondamentali nel gestire l’emergenza. La pandemia ha cambiato il modo in cui viviamo, viaggiamo, facciamo acquisti… Molti imprenditori si chiedono oggi: quali sono le migliori pratiche che posso mettere in atto nella mia sede, nei punti vendita, negli uffici, nei magazzini e in tutti i luoghi di lavoro, per garantire la sicurezza dei miei dipendenti e dei miei clienti? In questa fase in cui alcune aziende rimangono chiuse e altre invece sono operative, stanno riflettendo su come tutelare i propri dipendenti e clienti, oggi e in futuro.

Se è vero che oggi qualunque settore che preveda luoghi di aggregazione deve per legge adeguarsi ed attuare misure di contingentamento, il Retail, nostro focus da oltre 50 anni, non si è mai fermato e possiamo dire che ha fatto dell’esperienza di adeguamento di strutture e comportamenti un riferimento globale essenziale oggi per tutti.

I retailer hanno già iniziato da tempo, infatti, a limitare il numero di clienti presenti all'interno di ogni punto vendita, ma molti hanno scelto di gestire tutto questo in modo semplice, automatico ed efficace, con il nostro sistema all’avanguardia SmartOccupancy per la regolazione del flusso di persone all’interno di spazi delimitati.

La soluzione utilizza il dispositivo contapersone Visiplus 3D, che si collega direttamente al software sul portale cloud-based HALO per accedere in tempo reale ai report sui livelli di presenze nelle diverse zone dello store e monitorare la conformità, in modo da mantenere o modificare le soglie impostate.

Checkpoint Systems Italia S.p.A.

Via Leonardo da Vinci 14
Cusago 20090
Italy, Milan
+39 02 903551
Email: info.italia@checkpt.com

Richiedi informazioni all'azienda

La precisione è oggi più che mai fondamentale perché conteggi imprecisi portano a discrepanze che si accumulano nel corso della giornata. Altre soluzioni di occupazione offrono solo una precisione del +/- 80%, lasciando un errore del 20%. Per alcune aziende o organizzazioni che vedono 1.000 persone al giorno questo si traduce in una potenziale perdita di reddito o nel rischio di aver fatto inconsapevolmente entrare altre 200 persone, violando il limite di occupazione e mettendo in pericolo la salute pubblica. SmartOccupancy ha una affidabilità di oltre il 98% e consente quindi alle aziende di operare in sicurezza e di massimizzare i ricavi.

Una serie di sensori integrati nei varchi conteggia, infatti, in tempo reale entrate e uscite e genera alert visivi ed acustici che consentono al gestore di bloccare i flussi, al raggiungimento di soglie preimpostate. Gli addetti al controllo possono visualizzare i dati raccolti dal sistema direttamente su un tablet o su un portale web, ed il cliente ha la certezza di entrare in un luogo sicuro nel momento in cui vede aprirsi un cancelletto automatico, o comparire un semaforo verde su un display predisposto all’ingresso.

SmartOccupancy migliora, tra l’altro, la customer experience sul punto vendita, limitando e organizzando in modo razionale le code in ingresso e rappresenta anche la risposta all’esigenza di controllo e contenimento delle differenze inventariali, aiutando concretamente i manager ad impiegare il personale in modo efficiente, limitando anche il crescente rischio furti.

Infine SmartOccupancy è stata nominata tra le Top Solution nella sfida "Healing Solutions for Tourism" dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), grazie alle proprie innovazioni tecnologiche e all’impegno dimostrato nel diminuire l'impatto del COVID-19.

Desideriamo sensibilizzare le imprese italiane sul fatto che oggi sia prioritario per ripartire a pieni motori e, soprattutto per mantenere la propria competitività in questo frangente economico caratterizzato da una criticità davvero senza precedenti, mettere in campo precise misure, perché farlo domani significherà essere in un disastroso ritardo.

Pam attiva la raccolta selettiva degli imballaggi in plastica

L'iniziativa parte da tre store Pam situati nel Lazio e dalla collaborazione con Coripet, che opera nella gestione del riciclo delle bottiglie Pet

Grazie alla collaborazione tra Coripet, il consorzio volontario, autonomo, senza fini di lucro che opera nella gestione del riciclo delle bottiglie Pet, e tre supermercati affiliati Pam situati nella regione Lazio viene avviata la raccolta selettiva degli imballaggi in plastica.
I tre store si trovano a Civitavecchia, in Via Pietro Nenni 32, a Santa Marinella, in Via Etruria 70 e a Tolfa, in Viale Italia 60, quest’ultimo punto di vendita è a insegna Metà. Nelle stre strutture sono disponibili ecocompattatori per la raccolta dei contenitori in Pet per liquidi alimentari.
Questa collaborazione -afferma Corrado Dentis, presidente Coripet- sancisce il nostro approdo nel Lazio con la gdo, che, per Coripet, è interlocutore di primaria importanza per garantire i risultati nella raccolta e nel riciclo del pet sull’intero territorio nazionale. Proprio grazie agli ecocompattatori Coripet, l’Italia, potrà allinearsi più velocemente agli obiettivi delle linee guida della SUP, la direttiva europea 904 del 2019 che prevede, a partire dal 2025, che ogni bottiglia contenga almeno il 25% di pet riciclato”.

Il meccanismo di raccolta

Il cliente può accedere attraverso la app Coripet oppure con una card, che può essere ritirata gratuitamente presso il punto di vendita. Basta accedere alla macchina e inserire le bottiglie, che devono essere vuote, non schiacciate e con l’etichetta leggibile. Il meccanismo prevede la possiblità di accumulare punti che danno diritto a buoni sconto sulla spesa: ogni venti bottiglie conferite, un euro di sconto su una spesa di almeno venti euro; con duecento bottiglie si ha diritto a cinque euro di sconto, su una spesa minima di cinquanta euro.

Ini: un flagship store a Milano

Il formato, pensato per l’asporto e il delivery (tramite Glovo), approda a Milano con il suo primo flagship store, realizzato in via Palermo 14

Il formato, pensato per l’asporto e il delivery (tramite Glovo), approda a Milano con il suo primo flagship store, realizzato in via Palermo 14, a due passi da Corso Garibaldi. Al centro dell'offerta la cialda, il “boccone perfetto”, da 2,5 cm di lato, fatta con ingredienti freschi ed eccellenze agroalimentari italiane. Si tratta di finger food “evoluti” nati da un progetto dei teorici del food design italiano, Paolo Barichella e Mauro Olivieri, con gli imprenditori Federico, Andrea e Nicola Crespi.
L’idea degli store Ini nasce dall’analisi del recente trend che vede fondersi il momento dell’aperitivo con quello della cena dando vita a un progetto in cui si incontrano food design e sperimentazione in cucina. In menu sono presenti 30 ricette declinate per assecondare i vari gusti di un ampo target di consumatori e che spaziano dal pesce alle verdure fresche a carni e formaggi italiani, fino alle creme dolci. Le 30 ricette ruotano periodicamente per avere in negozio sempre disponibili 15 creme tra cui scegliere in base al proprio gusto o lasciandosi ispirare dagli abbinamenti proposti da Ini nei “menu della settimana” e “menu business”.
L’ambiente principale della boutique è dominato da tre totem refrigerati che custodiscono le cialde e le creme che arrivano nel negozio in vaschette, confezionate in atmosfera protettiva, per essere poi trasferite in sac à poche. In pochi istanti le cialde sono riempite e inserite nelle scatole da 4/8 pezzi, nel formato piccolo, e da 16/24 pezzi in quello grande.
Il packaging delle scatole preserva gli Ini durante il trasporto e la consegna. La boutique è aperta 7 giorni su 7 dalle 11 alle 14.30 e dalle 17 alle 20.30.

Ambrosi presenta il nuovo Parmigiano Reggiano Julienne

Ambrosi Spa amplia la propria offerta con il nuovo Parmigiano Reggiano Julienne in busta da 85g.

Ambrosi Spa, grazie alla grande esperienza maturata nel corso degli anni nella produzione di formaggi DOP italiani e al costante impegno nell'innovazione per il confezionamento dei propri prodotti, amplia la propria offerta con il nuovo Parmigiano Reggiano Julienne in busta da 85g.

Questa nuova tipologia di formato conferma la grande tradizione Ambrosi unita alla continua innovazione nei prodotti ad alto contenuto di servizio, che permette di offrire al consumatore finale una gamma completa e sempre in evoluzione.

Il Parmigiano Reggiano Julienne Ambrosi presenta il classico ed inconfondibile sapore dolce ed equilibrato del Parmigiano Reggiano DOP, unito ad una nuovissima ed inedita tipologia di taglio, che lo rende ideale sia come ingrediente che come guarnizione in numerose ricette. Il nuovo taglio, infatti, porta con sé alcuni vantaggi, in quanto il formaggio si presenta in "pezzi" simili a piccoli fiammiferi, di maggiori dimensioni rispetto ai tagli classici, che gli consentono di mantenere più a lungo l’aroma e il sapore del Parmigiano Reggiano sui diversi piatti. Risulta ottimo per l’utilizzo come condimento finale in un piatto di pasta, come guarnizione in un fresco carpaccio o per ottenere delle gratinature perfette, donando ai piatti quel tocco in più di sapore.

Il nuovo Parmigiano Reggiano Julienne Ambrosi sarà disponibile in una pratica busta, con tecnologia doypack da 85g con zip salva-freschezza richiudibile, che ne garantisce la perfetta conservazione anche una volta aperto.

Con questo prodotto Ambrosi Spa conferma il proprio impegno nell’ambito Ricerca & Sviluppo in un mercato in cui le possibili innovazioni si concentrano soprattutto nell’ambito dei pack e dei formati.

La linea dei grattugiati Ambrosi, quindi, si amplia con l’inserimento del Parmigiano Raggiano Julienne e diventa ancora più completa, andando ad offrire un prodotto totalmente nuovo ed innovativo, ad alto contenuto di servizio.

Anche per quanto concerne il rispetto per l’ambiente, questo nuovo pack si pone in linea con il forte impegno di Ambrosi Spa sul tema della sostenibilità: infatti, per tutte le confezioni di grattugiati, l’obiettivo del 2020 è quello di ridurre del 30% l’utilizzo della plastica, mantenendo invariate le prestazioni dei propri pack in termini di shelf life.

Il prodotto sarà disponibile al consumatore finale da Giugno 2020, in un unico formato da 85g.

Decathlon: le ultime attività e le aperture

Decathlon realizza due strutture, una a Milano su una superficie di 1.400 mq la seconda a San Salvo (Ch) su un'area di 1.500 mq

Si espande la rete dell'insegna sul territorio italiano. Decathlon realizza due strutture, una a Milano su una superficie di 1.400 mq e con un team di lavoro formato da 30 collaboratori, la seconda sarà aperta nei prossimi giorni a San Salvo (Ch) sviluppata su uno spazio di 1.500 mq con 12 collaboratori.

Riprende dunque a ritmo serrato l'attività dell'insegna che durante la fase di lockdown ha attivato numerose iniziative per continuare ad affiancare i consumatori condividendo con loro momenti specifici. La la social campaign #sportacasa ha visto impegnati i collaboratori sportivi in sedute di home fitness erogate dalle pagine social dei punti di vendita. È stata diffusa l'app gratuita per praticare sport con l’ausilio di tutorial su vari discipline sportive. Sono inoltre stati attivati servizi di compra-vendita di biciclette usate, attraverso il Trocathlon, insieme a un servizio DecaDrive, per il prelievo in negozio di ordini, senza scendere dalla propria auto e in linea con le norme di sicurezza anticontagio. Infine è stato donato materiale utile ai territori, in situazione di emergenza.

La CO2 è davvero la migliore opzione refrigerante?

Negli ultimi 12-18 mesi sono stati pubblicati numerosi articoli che sollevano dubbi sul fatto che la CO2 (R-744) sia davvero un’opzione refrigerante sostenibile. Un confronto tra le emissioni in 10 anni e il costo del ciclo di vita in 10 anni (CCV) per diverse tecnologie rivela in modo chiaro che la CO2 non è sempre la scelta migliore.

Negli ultimi 12-18 mesi sono stati pubblicati numerosi articoli che sollevano dubbi sul fatto che la CO2 (R-744) sia davvero un’opzione refrigerante sostenibile. Poiché l’obiettivo primario della normativa europea F-Gas è la riduzione del GWP dei refrigeranti, la CO2, con il suo GWP pari a 1, sembrava essere inizialmente la scelta ideale. Tuttavia, non solo è caratterizzata da una minore efficienza energetica rispetto ad altre tecnologie a basso GWP, ma i sistemi di refrigerazione basati sulla CO2 sono più complessi e costosi. Un confronto tra le emissioni in 10 anni e il costo del ciclo di vita in 10 anni (CCV) per diverse tecnologie rivela in modo chiaro che la CO2 non è sempre la scelta migliore.

Fin dal 2016, Chemours offre delle soluzioni alternative quali i refrigeranti A2L Opteon™ XL20 (GWP 148) e Opteon™ XL40 (GWP 239) che presentano un bassissimo GWP e combinano anche facilità d’uso, elevata efficienza energetica ed affidabilità. Tali refrigeranti sono oggi utilizzati per numerose applicazioni di refrigerazione commerciale, come quelle dei retailer ASDA (parte del gruppo Walmart) e Central England Co-op, entrambi nel Regno Unito.

Sulla base dell’esperienza con ASDA e altri operatori della GDO a livello internazionale, lo studio di consulenza britannico Wave Refrigeration ha effettuato un confronto tra le emissioni totali a 10 anni e il CCV a 10 anni per Opteon™ XL e varie tecnologie CO2 (FGB/booster, scambiatore di calore interno (IHX), compressione parallela ed eiettore) in 3 tipi di clima europei (Siviglia in Spagna, Leicester nel Regno Unito, Helsinki in Finlandia) e per supermercati con un’area di vendita di circa 2.000 m2 e 300-500 m2 rispettivamente.

Con una migliore efficienza energetica rispetto alla CO2, Opteon™ XL consente di ridurre le emissioni indirette causate dal consumo energetico dei sistemi refrigeranti e di conseguenza permette di ridurre le emissioni totali in 10 anni. Inoltre, le spese per l’acquisizione e l’installazione (CAPEX) e i costi operativi e manutentivi sono inferiori a quelli della CO2.

Emissioni totali in 10 anni vs. costo del ciclo di vita e CAPEX in 10 anni - Confronto tra le tecnologie Opteon™ XL e CO2 per un supermercato standard situato a Siviglia, Leicester e Helsinki (grafico: Chemours)

 

Pertanto, Opteon™ XL è una soluzione pratica a basso GWP per supermercati di dimensioni standard e piccole, e puo’ aiutare i retailer a raggiungere gli obiettivi della normativa F-Gas a lungo termine.

Il white paper più recente di Chemours, che può essere richiesto cliccando qui, fornisce dettagli sullo studio di Wave Refrigeration.

Dixie: new opening ad Ascoli Piceno

L'insegna Dixie prosegue la sua espansione sul territorio sviluppata ad oggi nei maggiori centri storici del Centro-Nord Italia e d’Europa

Al centro commerciale Al Battente di Ascoli Piceno trova spazio il negozio di abbigliamento Dixie (Imperial). L'insegna prosegue la sua espansione sul territorio sviluppata ad oggi nei maggiori centri storici del Centro-Nord Italia e d’Europa con store per il 50% di proprietà diretta e il restante 50% in franchising.

Display, layout e concept sono in linea con la tradizione dell'insegna. L'assortimento, come da consuetudine, propone prodotti a marchio, non solo abbigliamento ma anche bijoux ed accessori. La gestione di questa struttura è dell'azienda Impulsiva srls di San Benedetto. A riguardo l'amministratrice Maria Grazia Cozzolino sottolinea: “Siamo soddisfatti e speranzosi per questa nuova apertura. Non abbiamo intenzione di rimanere fermi. Bisogna andare avanti e credere nel progetto. In un periodo fortemente caratterizzato dalla lotta alla pandemia da Coronavirus, che sta generando ripercussioni sul sistema economico, è senza dubbio un segnale molto importante quello di dare avvio ad una nuova iniziativa imprenditoriale segno di vitalità e voglia di reagire”.

Molino Spadoni: le nuove referenze per la gdo

Tre i nuovi item: pizza alla pala Margherita e basi per pizza con farina Tipo 1 e ai 7 cereali. Hanno impasto a base di biga e pasta madre a lunga lievitazione

Tre le proposte che Molino Spadoni inserisce in gdo. Sono prodotti di servizio, precotti e surgelati che riducono i tempi di preparazione e che hanno come comun denominatore l’impasto a base di biga e pasta madre a lunga lievitazione.

Si tratta della pizza alla pala margherita con farina Tipo 1 macinata a pietra, condita a mano con olio evo italiano, pomodoro italiano e mozzarella prodotta direttamente dall'azienda, con latte italiano di alta qualità senza lattosio e foglie di basilico fresco, anch’esso nazionale. È venduta in confezione da 520g, ideale per due persone ma anche porzionabile in più tranci (circa 6) o in parti più piccole per un aperitivo (una dozzina circa). La seconda referenza è la base pizza alla pala, anche in questo caso con farina Tipo 1, in confezione da 430g, preparata con olio evo italiano ed è ideale per chi desidera scegliere il tipo di farcitura a proprio gusto. Infine la base pizza alla pala ai 7 cereali. Entrambe le basi per pizza possono essere consumate anche come focaccia. Sono proposte in forma rettangolare con packaging trasparente e confezione in cartone politenata che, una volta rimossa per la fase di cottura in forno (circa 7 minuti a 220 gradi), può essere utilizzata come vassoio.

A supporto della campagna di lancio di questi prodotti, Molino Spadoni organizza dimostrazioni instore con il supporto di un tecnico pizzaiolo professionista, fornendo il kit demo, composto da forno, tavolo, roll up e tovaglia, il tutto brandizzato Molino Spadoni, più il materiale di comunicazione per i consumatori, compreso un mini ricettario.

Esselunga: in assortimento guanti monouso brevettati da Virosac

Esselunga Verona Corso Milano
In tutti i punti di vendita Esselunga vengono proposti i guanti palmati monouso in HD, venduti in formato rotolo da 100 pezzi

Entrano nell'assortimento di tutti i punti di vendita Esselunga, grazie a una partnership con l'azienda Virosac, guanti palmati monouso in HD, proposti in formato rotolo da 100 pezzi.

I guanti sono trasparenti in unica misura, garantiscono la tattilità, sono leggeri e sottili, e costituiscono un dispositivo di sicurezza, in alternativa ai classici guanti in lattice o in vinile. L'azienda spiega: “Sono semplici da indossare, aderiscono perfettamente alla mano e si sfilano agevolmente. Sono idonei al contatto alimentare e riciclabili nella raccolta differenziata. Inoltre il formato in rotolo riduce al minimo l'ingombro del prodotto e consente un facile utilizzo grazie allo strappo di forma arrotondata”.

Il lancio di questo prodotto made in Italy si allinea alla necessità di rispondere alla notevole richiesta attuale di dispositivi igienici, necessari ad affrontare in sicurezza la quotidianità in questa fase di emergenza sanitaria.

Rinascente pronta a ripartire

Nuovi protocolli, fiducia, online, tempo: ecco gli ingredienti per tornare ai livelli pre Covid (da Gdoweek n. 9)

“Speriamo da giugno di limitare i danni, che rimangono tanti e consistenti, e attivare un graduale recupero delle vendite. Ci vorrà tempo, pazienza e resistenza per tornare ai livelli pre Covid, un percorso lungo che richiede la collaborazione di tutti, non solo imprese e loro dipendenti, ma anche consumatori, cittadini, Governo, sindaci … ”. Pierluigi Cocchini, Ad di Rinascente (Gruppo Central), guarda con realismo ai prossimi mesi, con la consapevolezza di chi si è attrezzato già da tempo alla nuova normalità, anche se questo potrebbe non bastare. “Eravamo già pronti ad aprire dal 20 aprile e il calendario prudenziale della fase 2 ci ha messo in ulteriore difficoltà, con la ristorazione in apertura dal 1° di giugno, ma ci siamo strutturati adottando tutti i sistemi disponibili per garantire sicurezza a clienti e dipendenti, che, pur essendo in cassa integrazione Covid (da metà marzo nei negozi della rete, mentre la sede, dal primo aprile) hanno dimostrato un attaccamento che mi rende molto fiero”.

Cosa serve per ripartire?

Soprattutto tempo, per ridare fiducia alle persone di tornare a uscire, girare, comprare e per far ripartire fiere e turismo. Per strutture come le nostre, radicate nei centri storici di città medievali e rinascimentali, è essenziale che tornino vivi i centri cittadini. Un fatto che, finché non ci sarà un vaccino, ci obbligherà a convivere con misure difensive nei negozi, nella ristorazione, negli spostamenti -penso al trasporto pubblico-, che non aiuteranno i conti economici, provati da due mesi di chiusura, dopo un gennaio positivo e un febbraio già in declino.

In termini di sicurezza come vi state preparando?

Abbiamo definito un protocollo molto dettagliato per la sede e per ognuno dei 9 negozi, in collaborazione con il Politecnico di Torino, che ci ha invitato a un gruppo di lavoro ristretto per identificare le soluzioni più corrette. Si tratta di protocolli, modificabili in funzione della situazione, che hanno richiesto un nuovo (ed enciclopedico) lavoro sulla valutazione dei rischi.

E anche costi importanti …

Devastanti sarebbe la definizione giusta, vista la situazione delle vendite. Parliamo di oltre un milione di euro, tra materiali di sicurezza come guanti, gel e mascherine, sanificazioni e costi indotti come cambiamenti negli orari e nei turni. Abbiamo comunque deciso di non mettere il plexiglass alle casse, che riteniamo già distanziate e sicure.

Cosa teme maggiormente del dopo quarantena?

La mancanza di disponibilità economica: noi siamo un ingrediente della gioia di vivere, la fine della quarantena potrebbe spingere le persone a premiarsi facendo acquisti. Per questo, non credo cambierà il comportamento verso abbigliamento, accessori e cosmetica. Certo servono soldi … e non tutti ne avranno a disposizione, purtroppo.

L’eCommerce si è rivelato una soluzione per molti retailer non food. Voi non l’avete mai molto amato …

Non è mai stata una questione di feeling, ma un ragionamento basato su economics, preferendo soluzioni più vicine al nostro dna, come l’app on demand, lanciata due anni e mezzo fa, che mette a disposizione un addetto su Whatsup. Una formula che ha dato buoni risultati e un passo graduale verso l’eCommerce, il cui lancio avrebbe dovuto avvenire ad aprile, invece slitta a giugno. In linea con le strategie di Gruppo Central, abbiamo creato una squadra dedicata: per fine anno saranno attivati sia l’home delivery sia il click&collect, che si appoggeranno, a livello logistico, al nostro warehouse di Piacenza e allo stock nei negozi.

Cosa avete imparato da questa situazione?

In particolare, due cose: la conferma di avere una grande sintonia con tutto il personale, nei punti di vendita come nella sede centrale, in termini di vicinanza, aderenza nei comportamenti e visioni condivise. Un segno che abbiamo lavorato nella direzione giusta in questi anni. L’altro insegnamento riguarda la conferma della validità dello smart working: già da due anni, circa 200 persone utilizzavano questa formula, il 90% del personale di sede era già dotato di dispositivi adeguati, che hanno permesso all’azienda di mantenere il business, migliorando la produttività. In futuro, amplieremo questa soluzione, così come l’utilizzo di video conferenze, in uso da dieci anni, ma ora ancora più utili.

In Usa i department store vivono una crisi sempre più profonda. Il segno che è una formula superata?

Negli Stati Uniti, le insegne di riferimento di questo mondo sono in difficoltà da oltre dieci anni, una crisi legata alla loro perdita di identità con le città in cui operano e che l’emergenza ha accelerato. Per noi, come per gli altri retailer europei, la chiave di volta è stato il legame con le città, la creazione di una sintonia grazie a un mix di entertainment, esperienza, rispetto del dna dei brand attraverso le concession. Strategie che ci hanno garantito il successo e che continueremo a sviluppare. Anzi non abbiamo mai smesso, come dimostrano le vetrine di queste settimane: una scelta illustrativa, che vuole essere più originale di spot e comunicazione (stile pubblicità progresso viste in queste settimane), che fa leva sulla nostra storia e sul nostro dna.

Fase 2 e acquisti: boom di spesa in negozi di bricolage e sport

Nella settimana tra il 18 e 24 maggio l’Osservatorio Stocard riporta una crescita sostenuta dei volumi di acquisto in numerosi settori merceologici

Come stanno andando gli acquisti nella fase 2? Almeno per alcuni settori bene, stando all'indagine di Stocard, che ha valutato il comportamento di acquisto degli oltre 7,7 milioni di utenti dell’app nella settimana compresa tra il 18 e 24 maggio.
I valori raccolti sono stati poi incrociati con le spese effettuate dopo la fine del lockdown, tra il 4 e il 17 maggio e rapportati alla settimana del 10-16 febbraio, prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria.

“I consumi in Italia sono in costante ripresa – spiega in una nota Valeria Santoro, country manager di Stocard Italia – e in un momento come questo è sicuramente una buona notizia. Settori come il bricolage o i negozi di articoli sportivi hanno realizzato un numero di acquisti addirittura superiori a quelle pre Covid19 e ciò testimonia tanto il bisogno di ‘normalità’ degli italiani, quanto il piacere di tornare a prendersi cura di sé e della propria casa, che mai come in queste settimane abbiamo imparato a vivere.

GLI ACQUISTI IN ITALIA
Nelle tre settimane della fase 2 l’aumento delle spese nei negozi è stato significativo in numerosi settori merceologici, in alcuni dei quali, come si diceva le vendite hanno superato i livelli pre Covid19: è il caso dei negozi di bricolage e di articoli sportivi che, tra il 18-24 maggio, registrano entrambi un +12% di vendite rispetto a febbraio. Inoltre, continua il trend di crescita delle spese al sabato: sabato 23 maggio, infatti, è stata la giornata in cui si è registra il picco di acquisti, con un +48% di vendite, rispetto agli altri giorni della settimana.
Tra i settori più dinamici ci sono anche i negozi di arredamento e oggettistica per la casa, i negozi per l’infanzia, per la pulizia della casa e il fashion.

I negozi di arredamento, complementi d’arredo e oggettistica per la casa (Forniture nell’infografica) sono quasi tornati ai livelli di vendite pre Covid19: se infatti 100% corrisponde al totale degli acquisti registrati in questo settore nella settimana dal 10 al 16 febbraio (week 7), nella settimana del 18-24 maggio (week 21) gli acquisti sono stati pari al 94%. Un valore, quindi, pressoché identico a febbraio
Gli acquisti dei consumatori nei negozi per l’infanzia e per bambini (Kids) nella week 21 sono stati pari al 92% di quelli pre Covid19
● Tra il 18-24 maggio nei negozi per la pulizia della casa (drug) le vendite hanno raggiunto l’80% di quelle pre Covid 19
● Tra i settori più dinamici c’è anche il fashion che registra acquisti pari al 78% delle vendite realizzate a febbraio.

FOCUS LOMBARDIA
Tra il 18 e 24 maggio la Lombardia conferma il trend di crescita nazionale degli acquisti nei principali settori merceologici analizzati, con picchi sorprendenti.
I negozi di bricolage, di articoli sportivi e di arredamento e oggettistica per la casa segnano un boom di vendite superiore a quelle registrate tra il 10 e il 16 febbraio, prima dell’emergenza sanitaria.
Brico e sport crescono addirittura a doppia cifra: +34% di spese rispetto a febbraio nel bricolage e +19% nei negozi sportivi. Molto rilevante anche il trend di spesa nei negozi di arredamento, che supera quello pre Covid19: +4%.
In generale la Lombardia amplifica i valori riscontrati nel resto del Paese: negozi per bambini, di elettronica di consumo, negozi per la pulizia della casa e fashion sono forte ripresa e, nella week 21, hanno pressoché raggiunto i volumi di vendite di febbraio.
● I negozi per bambini evidenziano acquisti pari al 95% di quelli realizzati a febbraio
● L’elettronica di consumo si attesta all’87%, i negozi per la pulizia della casa all’85%, il fashion all’82% delle vendite di febbraio.

NOTA METODOLOGICA. L’analisi di Stocard valuta la quantità di acquisti nella settimana del 10-16 febbraio e nelle tre settimane dopo la riapertura dei negozi fisici, dal 4 al 24 maggio. Se 100 è il numero di acquisti registrato, in un determinato settore, a febbraio, Stocard ha osservato i valori di acquisto, nello stesso settore, nelle tre settimane di Fase 2. Ciò significa, ad esempio, che se nei negozi per l’infanzia sono stati effettuati 100 acquisti dal 10 al 16 febbraio, dal 4 all’17 maggio ne sono stati registrati 54 che salgono a 92 tra il 18 e 24 maggio.

Carrefour Market (Etruria Retail) si rafforza in Umbria

Nel centro storico di Umbertide (Pg) Etruria Retail realizza un punto di vendita Carrefour Market potenziando la presenza dell'insegna in Umbria

Nel centro storico di Umbertide (Pg) Etruria Retail realizza un punto di vendita Carrefour Market situato in via Roma, potenziando la presenza dell'insegna in Umbria dove la rete comprende 57 store. Il locale, gestito dai due imprenditori Carlo Severi e Daniele Falcini, ha una superficie di 450 mq e conta un assortimento di 6mila referenze, con un percorso d’acquisto pensato per valorizzare i produttori locali. Punto di forza del negozio è, infatti, la selezione di prodotti del territorio segnalati con il logo Sapori&Valori, la linea premium di carni, salumi, formaggi e gastronomia che arriva direttamente dalle migliori aziende dell’Umbria. L’assortimento si completa poi con una vasta gamma della linea Terre d'Italia, prodotti tipici regionali di alta qualità, i prodotti bio, no gluten e della linea Informa, pensata per una vita sana ed equilibrata, senza rinunciare al gusto. In termini di convenienza, Carrefour assicura la presenza di prodotti con prezzi ribassati e bloccati.

Abbiamo fatto la scelta di schierarci dalla parte dei produttori locali e di sostenere l’economia dei territori in cui siamo presenti -spiega Graziano Costantini, Dg di Etruria Retail-. Nel nuovo negozio di Umbertide i consumatori potranno trovare il meglio dei prodotti dell’Umbria, scelti per garantire la qualità e la freschezza. In questo modo chi viene a fare la spesa da noi potrà aiutare chi ogni giorno lavora e investe nella crescita di questo splendido territorio, premiando la passione e la qualità dei produttori locali che, soprattutto in un momento così delicato per tutto il Paese, abbiamo scelto di incoraggiare e premiare”.

Poke House accelera lo sviluppo grazie al nuovo finanziamento

Poke House ha chiuso il round di finanziamento di oltre 5 milioni di euro guidato da Milano Investment Partners (Mip): risorse in più per rafforzare la squadra e proseguire nello sviluppo nazionale e all'estero

Poke House, la catena di "pokerie" (locali specializzati nel poke bowl californiano) nata a Milano, ma con ambizioni di sviluppo nazionale, ha ottenuto un nuovo finanziamento di 5 milioni di euro guidato dal fondo di venture capital Milano Investment Partners (Mip) che acquisisce una quota del 25% della catena fondata da Matteo Pichi e Vittoria Zanetti.

"I proventi di questo round di finanziamento verranno utilizzati per rinforzare il nostro team attraverso l’ingresso di profili esperti già individuati -precisa Matteo Pichi, ceo e cofondatore di Poke House-. Sono tutte figure con cui condividiamo l’amore per il food e l’ospitalità, e l'ambizione di sviluppare soluzioni tecnologiche atte a fidelizzare e ringraziare la nostra community, offrendo servizi alla loro altezza".

Con 8 locali aperti in poco più di un anno, 3 nuove aperture nei prossimi 10 giorni, una squadra di più di 100 persone e un fatturato di circa 1 milione di euro al mese, Poke House vuole crescere, anche sull'onda del nuovo finanziamento, a livello nazionale, con le prossime aperture, che includono destinazioni come centri commerciali, stazioni ferroviarie e aeroporti. Lo sviluppo non trascurerà i nuovi canali della ristorazione come le "dark kitchen" e i brand virtuali.

Si rafforza così la presenza di Mip nel settore della ristorazione dove ha già investito quote in catene come Miscusi e Princi-Starbucks."In Poke House abbiamo individuato le caratteristiche che cerchiamo nelle società sulle quali investire -commenta Paolo Gualdani, partner di Mip-, obiettivi strategici di evoluzione sui mercati internazionali con un brand molto forte che ha superato la fase preliminare e iniziale dello sviluppo (early stage). Un team giovane, forte e molto ambizioso che merita supporto e accompagnamento nel processo di espansione globale. Il Covid-19 non ci ha spaventato perché ha dimostrato la resilienza del team di Poke House".  

Una declinazione italiana del "Californian breeze" 

Poke House nasce nel novembre 2018 dall'iniziativa di Matteo Pichi e Vittoria Zanetti, classe 1986 e 1991. "Poke House non è un ristorante nel senso più tradizionale del termine ma una vera e propria food company –commenta Matteo Pichi- che, puntando sullo sviluppo del format fast casual, si pone l’obiettivo di innovare il mondo della ristorazione con un modello ibrido, tra retail e digitale, e strutturalmente incline alla sperimentazione di nuove forme di ristorazione come il food delivery e le dark kitchen, sulle quali abbiamo rivolto molta attenzione nell’ultimo periodo".

"Il perfezionamento dell’investimento da parte di Mip, avvenuto in un momento così delicato come è stato il Covid-19 -aggiunge Vittoria Zanetti- ci rende ancora più innamorati della community dei nostri clienti. Una community che, nonostante tante imitazioni, ha continuato a ordinare le nostre poke, con le quali speriamo di aver contribuito a tenere alto il morale durante la pandemia. L'impennata in termini di ordini del food delivery, uno dei filoni sui quale continueremo a puntare per crescere a livello nazionale ed europeo, ci dà speranze e forza per progettare il nostro futuro".

I tratti iconici

L'offerta e il formato si basano sulle poke bowl rivisitate in chiave californiana e arricchite da salse preparate internamente che vengono composte a vista (in autonomia oppure scegliendo dalle proposte dello chef) coinvolgendo in prima persona il cliente. Poke House ha di recente introdotto anche le "sweet bowl" che arricchiscono l’offerta tramite açai bowl e bowl di yogurt, per colazioni energetiche da personalizzare con ampia scelta di frutta fresca e granola secondo i propri gusti.

Il design è un'altra caratteristica dei locali: le grandi stampe dell’artista di San Diego Arielle Vey,  le ali d’angelo illuminate da luci al neon, i pattern del bancone, fino alle piante di cactus e ai longboard alle pareti, richiamano l'atmosfera californiana. 

Indagine Antitrust sui prezzi: le risposte dei retailer

(Aggiornamento) Coinvolti dalla richiesta di informazioni 3.800 pdv della gdo. Una "parzialità" che fa discutere, pur nella disponibilità a collaborare

Il tema sono i prezzi alimentari e dei detergenti durante i giorni di emergenza coronavirus e l'apertura di una relativa indagine pre-istruttoria da parte dell'Antitrust per verificare eventuali fenomeni illeciti e di sfruttamento. Allo scopo, sono stati coinvolti, con richiesta di informazioni, 3.800 punti di vendita della gdo, a maggioranza in aree meno colpite dalla pandemia.

I principali destinatari delle richieste di informazioni sono:

- Carrefour Italia SpA, Md SpA, Lidl SpA, Eurospin SpA, F.lli Arena srl,
- alcune cooperative Conad (Conad Sicilia, Conad Nord-Ovest, Pac 2000, Conad Adriatico, nonché Margherita Distribuzione),
- alcune cooperative e master franchisor Coop (Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno, Coop Centro Italia, Coop Liguria, Novacoop, Coop Alleanza 3.0, Tatò Paride)
- diversi Ce.Di. aderenti a Sisa (p.es. Sisa Sicilia), Sigma (p.es. Ce.Di. Sigma Campania) e Crai (p.es. Crai Regina srl).

A seguire le risposte che stanno arrivando man mano dai diversi retailer.

LA RISPOSTA DI LIDL
"Lidl Italia S.r.l. conferma di essere destinataria di una richiesta di informazioni da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha avviato un'indagine finalizzata ad acquisire, da diversi retailer, dati sull’andamento dei prezzi di vendita al dettaglio e dei prezzi di acquisto all’ingrosso di generi alimentari e non alimentari di prima necessità relativi a oltre 3800 punti vendita. In base a quanto comunicato dall’Autorità l'indagine si trova in una fase pre-istruttoria. Lidl Italia S.r.l., alla quale l’Autorità non ha mosso alcuna contestazione, ha dato seguito all'istanza fornendo le informazioni richieste e rimane a disposizione dell'Autorità per ogni chiarimento che fosse eventualmente necessario."

LA RISPOSTA DI MD
"Patrizio Podini lo aveva promesso fin dall’inizio dell’emergenza che non ci sarebbero stati aumenti di prezzo sui prodotti alimentari, né diminuzione della pressione promozionale almeno fino a fine maggio. E basta recarsi in un punto vendita Md per averne conferma.
Ora, il dato percentuale relativo alla variazione dei prezzi Md sui prodotti di largo consumo confezionato campeggia nero su bianco nel rapporto che Nielsen ha appena stilato autonomamente: nei mesi di marzo-aprile è stato letteralmente dello 0,0%".

Nessun aumento di prezzo quindi da parte di Md sui prodotti alimentari più venduti nei mesi complicati di marzo-aprile. Questo dato certificato da Nielsen conferma quanto riportato nella relazione che Md ha inviato il 14 maggio scorso all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, rispondendo a stretto giro alla richiesta di informazioni sull’andamento dei prezzi di vendita al dettaglio di generi alimentari di prima necessità nel periodo dell’emergenza sanitaria. Md ha prontamente indicato nella relazione all’Agcm tutti i dati richiesti, dettagliando prezzi, categorie merceologiche e periodi interessati, a conferma che Md ha sempre operato con la massima correttezza nei confronti dei suoi clienti.

“Ben venga l’iniziativa dell’Autorità Garante della concorrenza, che a quanto ci risulta ha più le caratteristiche di una raccolta di dati a fini statistici, anche se stupisce non sia stata indirizzata a tutti i player della grande distribuzione italiana. Spiace però rilevare che l’indagine intrapresa da Agcm si sia tradotta sui media in un’implicita indicazione di colpevolezza della grande distribuzione nel suo complesso, prima di ogni verifica o attesa dei risultati. Atteggiamenti che certamente non fanno bene all’immagine delle aziende che come la nostra operano nella massima correttezza e si vedono già potenzialmente additate al sospetto”.

“E’ auspicabile che pervengano prima possibile all’Autorità Garante della Concorrenza tutte le risposte della gdo ancora mancanti all’appello, per fornire ai media e all’opinione pubblica informazioni complete e corrette” conclude Podini che per tutto il periodo dell’emergenza ha guidato saldamente il Gruppo nella direzione di contenere tutti gli aumenti all’origine anche su prodotti nell’area del fresco, della detergenza e dell’ampia categoria delle farine, mantenendo inalterata per quanto possibile anche la pressione promozionale “consapevole del periodo di difficoltà che ha visto coinvolte ampie fasce della popolazione”.

"La scelta rigorosa di prezzi stabili – che prosegue per tutto maggio - e un atteggiamento improntato alla massima solidarietà si legge chiaramente nella politica adottata, ad esempio, sulle mascherine chirurgiche, un prodotto simbolo dell’emergenza che non è mai mancato nei punti vendita e su MD web store, con il prezzo più competitivo sul mercato".

LA RISPOSTA DI CE.DI SIGMA CAMPANIA SPA

In relazione all’indagine pre-istruttoria Ce. Di. Sigma Campania Spa ha inviato all’Autorità Garante della Concorrenza una lettera di diffida dove dichiara la propria estraneità rispetto ai fatti oggetto dell’indagine e comunica la propria disponibilità “a fornire nei termini, tutti i dati e i documenti” richiesti. La società opera con oltre 250 punti di vendita ad insegna Sigma ubicati prevalentemente sul territorio della Campania, del Lazio, del Molise e della Basilicata.

“E’ giusto e corretto che l’Autorità Antitrust avvii, qualora ve ne siano gli estremi, indagini volte ad identificare pratiche commerciali scorrette. Quello che non è accettabile è che nella comunicazione della stessa Autorità relativa all’indagine che coinvolge 3.800 punti vendita si citino solo alcuni degli attori ma non i principali e alcune piattaforme di distribuzione - tra le quali la nostra - ma non le principali” ha commentato Francesco Del Prete, amministratore delegato della società.

“Tale pratica non solo è gravemente lesiva della nostra reputazione ma appare in netto contrasto con le scelte di comunicazione adottate in occasione di altre indagini quale ad esempio quella nel settore della vendita di prodotti igienizzanti e di mascherine del 27 febbraio scorso ove nessun destinatario della stessa è citato. Il comunicato emesso dall’Antitrust costituisce un comportamento contrario ai principi di imparzialità e correttezza professionale ai quali dovrebbe ispirarsi l’Autorità.”

Nella lettera inviata Ce.Di Sigma Campania sottolinea che la comunicazione emessa dall’Antitrust risulta “tendenziosa” e che la stessa non è avvenuta “nel rispetto dei principi di correttezza, chiarezza, trasparenza, tempestività, coerenza e omogeneità, nonché nel rispetto della simmetria informativa” e chiede immediata rettifica.

To.market lancia l’eCommerce e un progetto benefico

Sulla piattaforma eCommerce, l'insegna to.market ha avviato l'iniziativa benefica a favore di Opera San Francesco per i Poveri

L'ingresso nel mondo della spesa delivery per to.market, attiva con 13 store in Lombardia, viaggia in parallelo al lancio di un progetto benefico. L'iniziativa solidale denominata AiutaMI è nata da un'idea del ceo Mattia Ballabio per dare un aiuto concreto, in periodo di Covid19, alle famiglie più bisognose appartenenti, per residenza o domicilio, alla comunità milanese.

Sulla piattaforma, visitabile a questo link, l'insegna ha avviato l'iniziativa a favore di Opera San Francesco per i Poveri, a cui si può partecipare con l'acquisto di box contenenti beni di primaria necessità da donare a famiglie meno fortunate. In presenza di una o più box nel carrello della spesa la consegna sarà gratuita. Le box, dal valore di 30 euro per una persona e 60 euro per una famiglia, coprono il fabbisogno di una settimana e contengono generi alimentari pensati per: colazioni, pranzi e cene variegati e bilanciati. Le box “famiglia” in più comprendono articoli essenziali per l’igiene personale. Sarà la struttura di Opera San Francesco ad occuparsi della consegna immediata ai destinatari finali.

La Perla lancia il personal shopper del cioccolato da remoto

Una nuova figura inserita all'interno del punto di vendita di Torino per trasportare e assistere virtualmente i clienti nell'acquisto. Nuove risposte alle fase 2

Prima si pensava a come rendere l'esperienza in negozio più digitale e all'avanguardia, ora, nella fase 2, si pensa a come rendere l'esperienza online più fisica. A rispondere con una nuova soluzione "integrata" è stato il negozio dolciario La Perla di Torino, che ha investito nella nuova figura di un personal shopper del cioccolato da remoto.

Con una video-chiamata gli utenti potranno infatti entrare in contatto sul proprio smartphone un addetto alle vendite, essere trasportati virtualmente tra le corsie degli scaffali in negozio ed essere assistiti nella scelta di cioccolato e dolci, senza costi extra.

Un tipo di servizio già utilizzato nel settore fashion, che inizia così a prendere piede anche nel comparto food per rispondere a chi necessita di una consulenza, ad esempio nella scelta di un regalo gourmand.

L’iniziativa, come preannuncia l’azienda torinese, continuerà anche in futuro per rispondere alle esigenze di chi preferisce comprare ancora da casa o di chi semplicemente ha acquisito nuove abitudini durante il lockdown e non desidera modificarle.

“Vogliamo che il nostro negozio sia una casa per i clienti”, sottolinea Valentina Arzilli responsabile marketing dell’azienda La Perla di Torino: “Per questo, oltre alle misure prese per la sicurezza e l'adesione ai protocolli, con la fase 2 e la ripartenza continueremo a lavorare sull'integrazione di nuovi strumenti digitali e l'utilizzo di tecnologie, con un obiettivo principale: rendere il rapporto con il cliente ancora più immediato e personale, anche senza la presenza in negozio".

Carrefour Italia spinge sul biologico

È interamente dedicato al biologico il corner che Carrefour ha inserito nel punto di vendita di Carugate, esteso su 115 mq

È interamente dedicato al biologico il corner che Carrefour ha inserito nel punto di vendita di Carugate, nel rispetto della strategia di transizione alimentare per promuovere un’alimentazione più sana e sostenibile. Lo spazio si sviluppa su un'area di 115 mq e conta oltre 1.500 referenze biologiche di origine certificata, ma anche prodotti EcoFriendly non food per la cura della persona con packaging rispettoso dell’ambiente ma anche libri dedicati all’ambiente e prodotti tessili realizzati con cotone bio.

Questo progetto pilota sull'Ipermercato di Carugate ha una particolare importanza per noi perché la gamma dei prodotti Bio rappresenta uno dei principali pilastri della nostra strategia di Gruppo lanciata nel 2018 e che vedrà la sua definizione nel 2022 -sottolinea Roberto Simonetto, direttore commerciale di Carrefour Italia-. Infatti, attraverso un processo di democratizzazione dei consumi della nostra offerta di prodotti bio, il nostro obiettivo è che Carrefour, sempre di più, sia percepita come l'insegna di riferimento per i nostri clienti nel mondo del biologico specializzato e dell'ecosostenibile”.

Lezioni dal Covid-19: quali effetti sul futuro

Cosa hanno lasciato questi mesi di emergenza sanitaria e lockdown alle aziende del retail? Certo consapevolezza del proprio ruolo, ma anche nuovi spunti da valorizzare, aree da migliorare ed elementi su cui costruire il futuro (da Gdoweek n. 9)

In queste settimane di quarantena il retail alimentare non si è mai fermato: ha confermato, una volta di più, nel caso ce ne fosse bisogno (e ce n’era e serve ancora) il suo ruolo sociale e di radicamento sul territorio, reagendo velocemente ai bisogni dei consumatori e rispondendo con immediatezza alle richieste del Governo su interventi a garanzia delle fasce più deboli della popolazione (anche se l’organizzazione pratica e gli approcci diversi delle singole Regioni non hanno certo contribuito a fare chiarezza e a gestire al meglio le soluzioni).

Non sono mancate le situazioni critiche a livello di assortimento, con l’eCommerce in crescita ovunque e ovunque in evidente difficoltà per l’eccesso di domanda. Abbiamo registrato la generosità delle singole catene e imprenditori, ma oggi è tempo ormai di chiedersi cosa si è imparato da questa situazione, non tanto per essere pronti a una nuova futura emergenza (che onestamente ci auguriamo non si verifichi), ma per rendere le organizzazioni più flessibili e adattabili ai cambiamenti che, ci piaccia o no, sono destinati a durare.

Ecco cosa ci hanno risposto i top manager di diverse imprese retail per spiegarci cosa hanno imparato, in positivo e in negativo, da questi mesi di lockdown e come cambierà il prossimo futuro. È il valore delle persone, la loro capacità di trovare soluzioni veloci e di implementarle nei punti di vendita la prima lezione più importante per tutti.

C’è chi chiama questo legame comunità (Conad con il suo claim Persone oltre le cose, come ha bene sottolineato Francesco Pugliese, Ad del gruppo cooperativo, nel corso del webinar organizzato da Mark Up e Bain & Company, lo scorso aprile, sugli effetti del dopo Covid), chi attaccamento eccezionale all’azienda (Selex), chi in una nuova definizione di servizio.

“Prima di tutto abbiamo imparato il valore del rapporto umano, che si estrinseca non solo nella relazione diretta con la clientela, un elemento da sempre imprescindibile per noi, ma anche in una capacità più marcata di servizio intesa come prontezza di riflessi e fiuto nell’individuare i bisogni in cambiamento dei clienti e soddisfarli in tempi molto brevi -precisa Giorgio Santambrogio, Ad di gruppo VéGé e presidente di Adm-. Per tipologie di vendita come le nostre, fatte di piccole e medie superfici, questo si traduce in una riscoperta del ruolo del negozio non solo come luogo di incontro, ma come vera e propria casa, con una nuova concezione di servizio, più personalizzato e più legato alla cultura dei prodotti, lasciando all’online, che abbiamo capito che agli italiani piace e lo sanno usare, una funzione più focalizzata su valori come utilità, scorta e prezzo come driver di spesa, soprattutto legati al grocery”.

Questo significa anche una ridefinizione del ruolo dei negozi, verso una nuova generazione … “È ancora troppo presto per capire nel dettaglio l’evoluzione dei layout delle nostre tipologie di vendita: certo i freschi rimangono e anzi accresceranno la loro strategicità per la loro capacità di attrazione -continua Santambrogio-. Una capacità che si esprimerà in un forte know how sui prodotti tipici, nelle nicchie di mercato, in nuove ricette, in tutto quello che ha a che fare con la cultura enogastronomica italiana”.

Difficile individuare le nuove evoluzioni, ma per Rossella Brenna, Ad di Unes Supermercati, questi mesi di coronavirus hanno messo in evidenza che è tempo per cominciare a pensare un nuovo modello di negozio che sappia integrare la piazza dei freschi, più stimolante per il consumatore italiano, con la spesa per il grocery e l’online, in termini sia di eCommerce sia di locker sia di click&collect, per ripensare nuove soluzioni. “La prossimità è stata premiata in questo periodo, ma va ripensata anche in termini di spazi da gestire, per capire anche quali saranno le location più giuste per rispondere meglio alle diverse esigenze dei clienti, in una fase in cui ci sarà molta disponibilità di posizioni. Servirà avere chiarezza di visione per capire quali opportunità cogliere in funzione dei ruoli che si vogliono dare ai singoli negozi”.

“Alcuni trend come multicanalità, convenienza, made in Italy, prossimità ... c’erano anche prima: questa crisi li ha soltanto evidenziati e accelerati e questo richiede la giusta interpretazione -chiarisce Massimiliano Rossi, direzione Area Grocery Pac2000A-Conad-. Non significa tout-court più eCommerce, più prodotti italiani o più discount. Partiamo dall’eCommerce: più che potenziato (domani non crescerà più a tripla cifra), va evoluto adattandolo a territori/esigenze e reso profittevole, non dimenticando che multicanalità è un concetto ampio che non significa solo eCommerce. La convenienza, invece, sarà offerta anche lavorando sul concept di negozio. Spazio Conad per esempio sarà una piattaforma di relazioni coi clienti, conveniente non solo per i prezzi, ma per servizi che soddisferanno un ampio spettro di esigenze. Certo il minor potere d’acquisto richiederà anche convenienza di prezzo, ma chi offre solo prezzo e non include servizi e qualità, continuerà a non crescere, domani come ieri. E interpretare il Made in Italy non vorrà dire aumentare la presenza negli assortimenti di ‘qualunque prodotto purché italiano’, ma vivaddio la qualità non manca al nostro Paese, e i supermercati (quelli bravi) storicamente ne sono sempre stati i migliori interpreti, e lo saranno ancora domani. Le idee chiare sull’interpretazione delle necessità dei clienti e dunque sul posizionamento premieranno domani come ieri: in questo il mondo non è cambiato”.

In questo contesto le mdd sono destinate a rafforzare il loro ruolo di brand. “Questi mesi ci hanno insegnato che le mdd sono per i clienti una scelta prioritaria, che vince nei trend e incrementa quote, perché, in momenti difficili, la sua qualità rassicura, la convenienza è costante e reale, oltre le promozioni: le mdd ci sono sempre con il loro messaggio di valore -chiarisce Maniele Tasca, direttore generale di Gruppo Selex-. Sembrano elementi scontati che raccontiamo sempre: ma queste settimane ci hanno dato un’ulteriore conferma che abbiamo lavorato nella direzione giusta e che è su questa strada che dobbiamo continuare”.

Un’altra lezione destinata a segnare uno spartiacque tra il prima e il dopo riguarda lo smart working. Tutti d’accordo nell’averlo sottovalutato, mentre si è dimostrato una soluzione che ha permesso la prosecuzione di molte attività garantendo anche nella maggior parte dei casi una maggiore produttività, risultati che spingono per un suo utilizzo, anche una volta tornati alla normalità. “I risultati sono positivi ma dipendono dal tipo di lavoro e anche dalle singole situazioni familiari (a volte complesse) -chiarisce Rossella Brenna-: certo in alcuni casi ha garantito minore dispersione e più concentrazione, visti a volte anche le cacofonie degli open space. Di contro, il rischio oggettivo è quello di un isolamento, che in prospettiva, può non essere positivo. Certo lo smart working ci ha costretto a utilizzare nuovi strumenti di gestione delle riunioni come le videoconferenze, che si sono rivelate più efficaci ed efficienti, oltre che più economici. Fattori importanti di cui tenere conto anche nel prossimo futuro. Per noi, questo vuole dire anche pensare a nuovi modelli di organizzazione manageriale, che integrino nuove professionalità e permettano di redistribuire carichi di lavoro e ottimizzino i processi con l’obiettivo di mantenere inalterata flessibilità e la capacità di time to market, i punti di forza che ci hanno permesso di crescere in questi anni”.

Di eCommerce abbiamo molto parlato in questi mesi (anni), ma rimane uno dei temi strategici del prossimo futuro, a prescindere dalle quote (in crescita, ovunque). “Abbiamo capito, prima di tutto, che non eravamo preparati a gestire le richieste che ci sono arrivate per l’online: del resto oggi ci ritroviamo dove avremmo dovuto essere tra 3-4 anni, secondo le nostre tabelle di marcia -prosegue Tasca-. In ogni caso, abbiamo risposto abbastanza bene in fase di picco e ci stiamo attrezzando potenziando sia l’home delivery, che vogliamo estendere soprattutto nelle città medio-grandi, sia il click&collect che, pur rispondendo a un bisogno parzialmente diverso, sfrutta bene il sistema capillare di punti di vendita e arriva spesso ad incidere oltre il 5%”.

Anche Unes sta lavorando per aumentare la propria capacità di risposta prima di tutto con l’avvio del nuovo dark store con una capacità tre volte superiore a quello attuale, oltre che cercando nuove soluzioni come i locker e i Clic&Collect per ampliare le opzioni a disposizione dei clienti.

Perché è cambiato il rapporto digitale-negozio fisico e bisognerà tenerne conto per il prossimo futuro. “Sono convinto che le persone hanno conosciuto e apprezzato il digitale molto probabilmente continueranno a utilizzarlo: non torneranno al fisico o ridurranno molto la frequenza, con il negozio che assumerà per il consumatore un ruolo di destination, nel senso di occasione per vedere cosa è cambiato nel punto di vendita” sottolinea Simone Pescatore, direttore marketing e comunicazione di Bennet.

“Abbiamo imparato che, dal punto di vista dei servizi, diventa fondamentale accelerare la fusione tra canale fisico e canale digitale, e Crai Spesa Online è nato proprio in quest’ottica -spiega Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di Crai-. La conseguenza sarà l’ampliamento e intensificazione del servizio di spesa online, con nuove attivazioni di negozi Crai, ampliamento delle consegne e delle relative fasce orarie, sia per l’home delivery che per il click&collect. Credo che questo comporterà anche una revisione degli assortimenti, ma non cambierà il valore dell’imprenditoria locale, dei negozi di quartiere, delle insegne italiane, facendo leva sulla buona e sana relazione”.

Per tutti i retailer, food e non alimentari, l’eCommerce rimane uno strumento da integrare con la rete fisica, anche perché, come sottolinea Tasca: “Ci aspettano tempi durissimi, stiamo entrando in una fase di crisi economica con effetti su marginalità e fatturati: nel 2020 sarà già un successo chiudere in parità, in un mercato che porterà il consumatore a fare scelte di canale e di prodotti in termini di risparmio.

Scelte che avvantaggeranno i discount e le insegne più efficienti e capaci di competere su prezzo e qualità dell’offerta.

Seppur in un contesto difficile, il nostro impegno sarà difendere il potere di acquisto delle famiglie ed esserci, come ci siamo stati in queste settimane di grande emergenza durante le quali credo che la distribuzione, e in particolare le persone nei punti di vendita, abbia dato prova di grande solidità e disponibilità a svolgere il proprio ruolo di servizio”.

Peso della gdo, Governo e rappresentanza sindacale

La situazione di emergenza ha dato lezioni anche in termini di relazioni tra Stato e comparti industriali, tra cui anche la gdo.

“Certo come gdo abbiamo dato dimostrazione di una grande solidità, ma abbiamo verificato anche sia la fragilità del nostro sistema produttivo sia la debolezza della nostra rappresentanza sindacale, con corpi intermedi che non hanno avuto la forza e la capacità di far capire le nostre difficoltà nell’espletare le nostre normali attività di vendita in momenti non esattamente normali -ha chiarito bene Francesco Pugliese, Ad di Conad-. Anzi, abbiamo assistito a una contrapposizione tra Stato e Regioni, in nome del Titolo V, che ha complicato la situazione a livello di spostamenti e divieto di muoversi che hanno allungato le file, sezionato l’assortimento nei punti di vendita con interventi che i clienti non capivano, imposto prezzi (per esempio nelle mascherine) senza tenere conto del prezzo d’acquisto. Abbiamo capito che dobbiamo pressare il Governo per avere indicazioni chiare e univoche in tutte le zone d’Italia: non è pensabile che lo spazio di distanziamento sia diverso da regione a regione...”.

Un ragionamento condiviso, ovviamente, al quale Maniele Tasca, dg di Selex aggiunge un altro elemento: “Il sistema di deleghe del nostro Paese ha mostrato crepe evidenti: quando troppe teste pensano, non va troppo bene, lo sanno bene i nostri imprenditori. Penso per esempio ai buoni spesa... E l’effetto finale sono costi aggiuntivi e organizzativi a carico delle aziende, in primis, e anche dei nostri concittadini, che potrebbero essere evitati per poterli orientare in altri ambiti”.

#Cosa ha imparato la logistica#

Attivare un confronto per sviluppare una nuova capacità di affrontare eventi come l’emergenza Covid-19. Con questo obiettivo Gs1 Italy ha condotto, in queste settimane, un’indagine che ha coinvolto gdo e largo consumo, con la collaborazione dell’Università Cattaneo Liuc e del Politecnico di Milano, studio che verrà presentato il prossimo 9 giugno. Ecco alcune anticipazioni, con un dato di contesto: pur tra le criticità, l’88% dei retailer afferma di non aver avuto sostanziali difficoltà dal punto di vista dei trasporti. Tra le priorità pre-crisi che hanno visto un’accelerazione con l’emergenza e si prevede saranno da sviluppare in futuro, la ricerca Gs1 Italy evidenzia l’automazione di magazzino, la digitalizzazione dei documenti di accompagnamento e di consegna, l’importanza di una collaborazione tra tutti gli attori della filiera, con visibilità sui dati tra idm e gdo, elemento chiave per rispondere a una domanda totalmente imprevedibile. Inoltre, emerge l’urgenza di trovare insieme soluzioni in termini di efficienza: l’emergenza ha fatto lievitare i costi che ora dovranno essere recuperati come produttività sia nell’operatività del magazzino sia nei trasporti. “Da questa esperienza usciamo con la volontà e la necessità di continuare a lavorare su progetti per ottimizzare i processi basati sulla collaborazione -afferma Silvia Scalia, responsabile area Ecr e Training di Gs1 Italy-. In queste settimane le aziende hanno sperimentato l’utilità e l’attendibilità di alcune soluzioni: con questa consapevolezza occorre spingere ancora più sul miglioramento della collaborazione e della condivisione di prassi virtuose, a vantaggio di tutta la filiera”. BT

E i rapporti idm-gdo?

Cosa è successo alle relazioni tra fornitori e retail in questi mesi?

“Abbiamo dimostrato una sana e saggia coesione di filiera, una rinnovata coopetition, ed auspico anche prospettica questa nuova alleanza di filiera, chiarisce Giorgio Santambrogio, Ad di VéGé. Ma non tutti condividono la sua visione positiva.

“La difficoltà nella gestione dei rapporti con i fornitori riguarda soprattutto l’aspetto delle variazioni dei listini -afferma Maniele Tasca, dg di Selex-. Da una parte abbiamo avuto esempi di grande responsabilità, con fornitori che hanno rimandato le trattative sui listini, ma abbiamo anche dovuto accettare incrementi nei prezzi di cessione dei prodotti non giustificati da aumenti delle materie prime in un momento in cui, non possiamo e non vogliamo aumentare i prezzi di vendita. Questi comportamenti ci aiutano a valutare le aziende in termini di visione ed approccio strategico”.

Negozi riaperti: crollo fino al 90% del fatturato

Dopo la riapertura dei negozi, si registra, nei fatturati dei centri storici, un crollo dell’85-90% rispetto ai dati dello scorso anno

I dati dopo la riapertura dei negozi, nella Fase 2, sono negativi. “Lo avevamo previsto e le nostre rilevazioni sembrano darci ragione. I dati sono impressionanti, intendendo ovviamente sul versante negativo -spiega Raffaele Rubin, founder e partner di Josas Immobiliare, un’agenzia di brokering specializzata nel commercial real estate, osservatorio privilegiato sulle dinamiche immobiliari fra Roma e Milano-. Ad oggi possiamo registrare nei fatturati dei centri storici un crollo dell’85-90% rispetto ai dati dello scorso anno e sarà una traccia dalla quale per riprenderci ci metteremo certamente del tempo”.

Secondo i dati aumentano anche gli affitti. “Per questo -aggiunge- è cruciale che i landlords applichino una decisa politica di scontistica verso la propria clientela, evitando il rischio di vedere il proprio immobile diventare sfitto”. Rubin prosegue: “Ancora troppo pochi sembrano consapevoli di questo problema e non stanno concedendo sconti soddisfacenti. Per questo motivo ad oggi nei centri storici italiani abbiamo il 20% di disdette contrattuali in più rispetto allo scorso anno, e siamo solo a pochi giorni dalla riapertura. Prevediamo che questo dato salga fino al 40% nelle prossime settimane. Le aziende del commercio, gli imprenditori che ogni giorno stanno provando a ricostruire il paese, si aspettano e pensiamo meritino una scontistica secca del 50% e per compenso riteniamo giusto e doveroso che i proprietari che applicano questi sconti debbano avere uno sgravio totale dell’Imu”.

L’ingresso di Emi (Selex) nell’eCommerce Cosìcomodo.it

A Perugia Emi (Selex) ha attivato il servizio click&collect con la possibilità per il consumatore di ritirare la spesa nel punto di vendita di via Palermo 1

L'insegna umbra entra nella piattaforma eCommerce Cosìcomodo.it. A Perugia Emi (Selex) ha attivato il servizio click&collect con la possibilità per il consumatore di ritirare la spesa nel punto di vendita di via Palermo 1, tutti i giorni della settimana, dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 19.30, domenica fra le 11.30 e le 12.30. Si potrà pagare online o in negozio con carta di credito. L’avvio del servizio è il primo passo nell’evoluzione eCommerce dell’insegna di Gmf spa, società del Gruppo Unicomm.

Dopo settimane difficili, nelle quali tutti i nostri collaboratori hanno lavorato in emergenza e senza sosta, possiamo dedicarci a questo nuovo progetto che vuole essere un segnale di ulteriore vicinanza alla comunità nella quale siamo nati e cresciuti -dichiara Giancarlo Paola, Ad di Gmf Grandi Magazzini Fioroni-. Fare la spesa in tranquillità, scegliendo il meglio delle specialità territoriali e il giorno più comodo per ritirarla, è un servizio che crediamo possa contribuire a vivere con maggior serenità non solo questa fase 2 che tutto il Paese sta attraversando ma i mesi che verranno, nei quali dovremo ancora tutti mantenere il distanziamento sociale”.

L'offerta comprende oltre 9.000 referenze, le stesse che si troverebbero nel supermercato, compresi freschi e freschissimi, le linee dei prodotti Selex, le grandi marche e tutti i prodotti alimentari per esigenze specifiche, come i senza glutine o i senza lattosio.

P&G rimborsa il 50% della spesa su cura casa e persona

Con l'iniziativa "Ora riparti da te", dal 24 maggio al 23 luglio P&G restituirà il 50% del valore di acquisto dei prodotti dei suoi brand in queste categorie

Procter & Gamble torna a mostrarsi solidale con gli italiani anche nella fase 2 con la nuova iniziativa “Ora Riparti Da Te”. Dal 24 maggio al 23 luglio, l'azienda restituirà infatti il 50% del valore di acquisto di tutti i suoi prodotti (fino a un rimborso massimo di 50 euro per ogni scontrino).

Un progetto attivo in tutti i canali di vendita, dalla grande distribuzione alle farmacie, ai negozi di elettronica e online, che coinvolge dunque i brand Dash, Gillette, Oral-B, Pantene, Ambipur, AZ, Braun (Rasoi, Epilatori, Cura Capelli, Regolabarba), Clearblue, ZZZquill, Fairy, Febreze, Head&Shoulders, Herbal Essences, Kukident, Lenor, Lenor Unstoppables, MastroLindo, Olaz, Swiffer, Venus e Viakal.

Come funziona. Basterà caricare lo scontrino parlante (la fattura o l’ordine per gli acquisti online) sul sito www.oraripartidate.it o, ancora più semplicemente, inviarne una foto via Whatsapp al numero 349.933.83.39, e P&G accrediterà il rimborso sul conto corrente o sulla carta ricaricabile Postepay indicati. Potranno usufruire del cashback tutti i maggiorenni, per un massimo di due volte nel periodo di durata dell’iniziativa. Nel caso di acquisti online, in attesa della ricevuta, si potrà caricare la conferma d'ordine. Il regolamento completo è disponibile su www.oraripartidate.it.

Bennet potenzia l’eCommerce con Alkemy

Inserito per la prima volta all'ingresso un portale con i colori aziendali rosso e bianco per facilitare l'ingresso e il concetto di accoglienza.
L'insegna ridisegna la propria presenza online affidandosi per il 2020 alla società Alkemy per curare le attività di pianificazione e gestione dei media online

Nuove strategie di comunicazione multicanale che ridisegnano la costumer journey di Bennet in chiave digitale, con un approccio basato sui dati e che utilizza sistemi di Machine Learning. L'insegna ridisegna la propria presenza online affidandosi per il 2020 alla società Alkemy per curare le attività di pianificazione e gestione dei media online, con l’obiettivo di potenziare l’eCommerce della catena, la brand awareness aziendale e le sue iniziative.

Lo scenario che stiamo affrontando ha cambiato irreversibilmente gli stili di vita, i modelli di consumo e il modo di comunicare, informarsi e intrattenersi. Per questa ragione, Bennet ha deciso di investire sullo sviluppo della comunicazione digitale modificando la propria strategia e ha scelto Alkemy, partner leader nella costruzione di modelli di trasformazione digitale, per realizzare un cambiamento che vuole essere duraturo nel tempo” dichiara Simone Pescatore, head of marketing & communication di Bennet.

Nello specifico, Alkemy ha implementato un sistema integrato di tracciamento, smart bidding (insieme di strategie di offerte automatiche che utilizza il machine learning per ottenere un miglior tasso di conversione) e reporting, per l’ottimizzazione delle performance e l’aumento dei volumi. Le attività comprendono anche la declinazione di creatività on-site e off-site, ossia quelle attività che avvengono all’interno e all’esterno del sito (off-site), e il monitoraggio della brand reputation.

A partire dal mese di marzo, ad esempio, è partito il progetto per la comunicazione del volantino digitale, con l’obiettivo di raggiungere nuovi target e aumentare la capillarità sul territorio del brand.

La chiave di volta è il ridisegno della customer journey dell’utente che evolve in logica phygital: il consumatore da un lato utilizza il digitale per fruire di servizi di acquisto più sicuri (ad esempio consegna a casa, pick&drive, ecc.), e dall’altro pianifica l’esperienza nel punto di vendita come un vero e proprio evento per il quale è necessario arrivare “preparati”, informandosi online, sfogliando il volantino digitale, facendo la lista della spesa” spiega Vincenzo Ertini, client director di Alkemy.

Lidl: mascherine a supporto del tessile italiano

Per supportare la filiera del tessile-moda, Lidl Italia risponde al piano di Confindustria Moda, Cna Federmoda e Sportello Amianto Nazionale

Per supportare la filiera del tessile-moda, uno dei settori più colpiti dall’emergenza Coronavirus, Lidl Italia risponde al piano di Confindustria Moda, Cna Federmoda e Sportello Amianto Nazionale denominato Riconversione industriale nazionale Emergenza Covid, realizzato con l’obiettivo di raccogliere candidature di aziende operanti nel tessile-moda in grado di riconvertire la propria produzione in quella di mascherine.

La catena inserisce dunque nell'assortimento dei suoi 650 punti di vendita le mascherine filtranti, 100% Made in Italy, con 3 strati di tessuto non tessuto (TNT), al prezzo di 9,99 euro a confezione da 10 pezzi.

Questa partecipazione si inserisce all’interno di un più ampio piano aziendale a sostegno dell’economica del Paese, denominato Lidl per l’Italia -spiega Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia-. Un programma che comprende la valorizzazione della filiera agroalimentare italiana, anche grazie all’Export di prodotti locali nei Paesi europei e del mondo in cui siamo presenti, la continua creazione di posti di lavoro sul territorio e gli investimenti immobiliari nella nostra rete vendita”.

Apulia Distribuzione (Carrefour): Rossotono a sostegno delle aziende italiane

Nei banchi macelleria dei supermercati Carrefour della rete le confezioni di carni a marchio Rossotono valorizzano il made in Italy

Per sostenere l’economia delle aziende italiane colpite dall’emergenza Covid-19, Apulia Distribuzione mette in atto iniziative specifiche attraverso il marchio Rossotono nei punti di vendita Carrefour di Puglia e Basilicata. Da lunedì 25 maggio nei banchi macelleria dei supermercati della rete che aderiscono all’iniziativa le confezioni di carni a marchio Rossotono avranno un bollino tricolore. L'azienda ha scelto, inoltre, di bloccare il prezzo di questi prodotti.

Questo progetto è un modo per dare il nostro contributo concreto sia alla filiera di produzione sia ai consumatori in un periodo difficile per il nostro Paese -spiega Michele Sgaramella, direttore vendite di Apulia Distribuzione-. Questo è il momento della solidarietà, che deve essere reale. Per questo abbiamo deciso di non caricare i costi più elevati che avremo per l’acquisto di carni italiane sui prezzi finali per i consumatori e di dare più valore alla filiera, perché siamo convinti che solo sostenendo il Made in Italy e andando incontro ai consumatori riusciremo, tutti insieme, a superare questo periodo difficile”.

Questa attività si unisce alle altre attivate dal gruppo, tra cui la Spesa Sospesa per i più bisognosi, il bonus del 10% sui Buoni Spesa dei Comuni e il potenziamento del servizio Speasy.it per gli acquisti a distanza. L’azienda ha, inoltre, premiato con un bonus extra i propri dipendenti per ringraziarli della serietà e del coraggio dimostrati in questa difficile congiuntura.

Coop Alleanza 3.0 
focalizzati
 sui risultati

(Aggiornamento) Il presidente Adriano Turrini racconta non solo come la cooperativa ha risposto all’emergenza, ma come vede il futuro, dall’eCommerce agli ipermercati, mentre anche la situazione finanziaria si sta risanando (da Gdoweek n. 8)

Aggiornamento al 25 maggio 2020 (fondo pagina)

“Sono un inguaribile ottimista e spero che questa difficile situazione cambierà in meglio l’approccio al mercato, il nostro e non solo -spiega Adriano Turrini, presidente di Coop Alleanza 3.0-. Siamo una cooperativa e, come tale, sentiamo molto forte la responsabilità di fare la nostra parte per i nostri soci, per le persone che lavorano per noi e per i fornitori, per mantenere coesione sociale, consapevoli che il coronavirus sta ridisegnando le nostre priorità e il nostro modo di lavorare, offrendoci anche opportunità di cambiamento impensabili”.

A cosa si riferisce?

Ad esempio, al forte aumento dell’eCommerce, nel quale siamo passati da 1.500 ordini al giorno a oltre 15.000, con esigenze di organizzazione tecnologiche e di personale, che hanno portato nuove assunzioni. Anche perché sono convinto che un certo numero di consumatori, difficili oggi da quantificare, continueranno a usare la spesa online. E noi dobbiamo tenerne conto. Un altro grande cambiamento riguarda lo smart working: abbiamo abbattuto una barriera e migliorato la produttività. Un risultato non scontato.

Presidente, facciamo il punto sulla vostra delicata situazione finanziaria (un dettaglio sui numeri a fondo intervista ndr) ...

Confermo che stiamo mantenendo gli impegni che ci siamo assunti nel febbraio dello scorso anno all’interno di un piano strategico di rilancio della durata di quattro anni. Numeri, va precisato, che si riferiscono al mercato pre Covid-19, che vanno anche oltre le nostre aspettative. Già da aprile 2019 siamo riusciti a invertire l’andamento delle vendite, tornate nettamente in positivo, con un trend proseguito nel corso dell’anno, nonostante il 50% della nostra rete siano formato da ipermercati, formula, come si sa, in difficoltà da tempo. Un risultato che deriva dalle attività messe in campo a livello sia commerciale sia finanziario, come lo smobilizzo di alcuni beni non caratteristici. In aggiunta la previsione relativa a un’uscita importante di prestito sociale non si è verificata, confermando un legame stretto e di fiducia con i soci.

A proposito di ipermercati, Extracoop avrebbe dovuto rappresentarne il rilancio …

Non ho difficoltà ad ammettere che Extracoop non è stata un’esperienza positiva. Era un test importante, nel quale abbiamo tentato di ricostruire un percorso diverso che avevamo chiamato Il piacere di fare la spesa, che, nei nostri piani, avrebbe dovuto soddisfare il bisogno di facilità richiesto dai clienti. Così non è stato e abbiamo rimesso mano a struttura e i servizi, con interventi che, mantenendo il criterio della piacevolezza e della semplificazione, incontrassero i bisogni dei clienti.

Dove siete intervenuti?

Abbiamo ampliato alcuni reparti come l’ortofrutta, che necessitava di maggiore ampiezza, a scapito di altri, come il corner dei territori, difficile da frequentare come spazio autonomo, nonostante l’apprezzamento per i prodotti. Inoltre, abbiamo rivisto il piano promozionale e allargato l’area loro dedicata. Soluzioni che stanno riportando le vendite di Extracoop a crescere.

Come immagina gli ipermercati del dopo Covid?

Come abbiamo già sperimentato, penso che il futuro vada verso un’ulteriore riduzione degli spazi con un ripensamento anche sugli assortimenti che privilegerà il food, mentre il non alimentare sarà ancora ridotto per svilupparsi online. Stiamo perdendo negli ipermercati, ma meno del mercato, così come le performance di super e prossimità sono molto positive e superiori alla media.

Come Coop siete pronti a questo cambiamento?

Il mondo Coop ha vissuto una fase piuttosto lunga, purtroppo, di appannamento alla quale abbiamo lavorato per più di un anno arrivando alla campagna “La spesa che può cambiare il mondo”, per esprimere in maniera ancora più chiara e convincente i contenuti valoriali parte del nostro dna e che danno valore aggiunto a tutte le nostre proposte. Un approccio che oggi vale ancora di più e richiede capacità di rispondere non solo alla crisi di emergenza sanitaria ma economica in arrivo.

Cambieranno i rapporti con i fornitori?

Diventeranno ancora più stretti quelli di filiera, soprattutto sui freschi. Dobbiamo metterci tutti intorno a un tavolo per ricostruire la filiera agroalimentare italiana, in termini di tracciabilità e qualità, visto che, in alcune categorie, come latte, carne e grano, legate al Made in Italy non siamo autosufficienti: dobbiamo imparare a remunerare in modo corretto per produrre quantitativi più vicini ai nostri fabbisogni e di qualità adeguata. È in questi ambiti che dobbiamo lavorare anche per distinguere il mondo Coop.

I NUMERI
Nel corso del 2019 l’ebitda adjusted (capacità di generare cassa prima di operazioni straordinarie) è tornato positivo per 33 milioni, con un recupero di 80 milioni sul 2018. Efficientamenti e incremento della produttività hanno consentito, tra l’altro, una riduzione di costi per 77 milioni di euro. Le perdite d’esercizio sono sostanzialmente dimezzate rispetto all’anno precedente. Il bilancio 2019 si chiude, infatti, con una perdita di 163,9 milioni che, tra l’altro, include svalutazioni e accantonamenti prudenziali per circa 80 mln, contro i 29 previsti. I ricavi del Gruppo in aggregato (compresi Robintur, librerie.coop e AlleanzaLuce&Gas) ammontano a 5,2 miliardi + 3% sul 2018. I risultati registrati nel 2019 e l’andamento dei primi mesi del 2020 consentono alla cooperativa di anticipare di un anno le previsioni di ritorno all’utile, atteso per la fine del 2021.

Alimentec slitta al 23-26 marzo 2021

Anche per la fiera in programma a Bogotà arriva il cambio di data e annata in seguito alla diffusione della pandemia da Covid-19

Alla luce della situazione mondiale attuale dovuta alla diffusione del Covid-19 e alle conseguenti restrizioni sugli spostamenti internazionali, la fiera Alimentec, pianificata in origine dal 9 al 12 giugno 2020 presso il centro fierisitico di Corferias a Bogotà, è stata posticipata. La nuova data scelta in accordo da Koelnmesse e Conferias è il 23-26 marzo 2021.

L'evento raccoglie le forze più rappresentative del mercato nazionale e internazionale dell'industria alimentare, delle bevande e dei relativi servizi in Sud America, nella regione Andina e Caraibi. Durante l'ultima edizione, Alimentec ha contato oltre 500 espositori e 28.000 visitatori.

Si tratta solo dell'ultima delle importanti fiere alimentari posticipate al prossimo anno, che si presenterà ricchissimo di appuntamenti.

 

 

Coop Lombardia: in assortimento il Gellino Imbruttito

Entra in assortimento nei punti di vendita di Coop Lombardia il Gellino Imbruttito, il gel mani igienizzante con alcool al 70% a cui è legata un'attività solidale

Entra in assortimento nei punti di vendita di Coop Lombardia il Gellino Imbruttito, il gel mani igienizzante con alcool al 70% per igienizzare le mani. A questo prodotto è legata anche un'attività solidale. Per ogni confezione venduta, infatti, Coop Lombardia farà una donazione al Refettorio Ambrosiano, il progetto sociale di Caritas Ambrosiana con cui da anni la cooperativa collabora. Il prodotto è in vendita a 3,30 euro e Coop Lombardia si impegna a donare 0,30 centesimi per ogni confezione venduta.

Durante la fase di lockdown il Milanese Imbruttito ha usufruito di vari servizi proposti dalla cooperativa, sintetizzati in questo video.

 

Insegne non food: le soluzioni per la riapertura

Per la riapertura dei punti di vendita, i retailer del settore non food hanno messo in pratica una serie di misure a protezione di clienti e addetti

Aggiornamento 22 maggio 2020

Dopo mesi di chiusura, le insegne non food riaprono i punti di vendita su tutto il territorio nazionale e i retailer si organizzano per garantire sicurezza ai consumatori ma anche ai collaboratori.

Ovs e Upim hanno hanno sanificato i negozi, sostituito i filtri degli impianti di condizionamento, installato dispenser con gel disinfettante all’entrata e alle casse, ed evidenziato pecifici punti per il distanziamento. Sono inoltre state predisposte barriere in plexiglass negli store e sono stati aumentati i cicli di ricambio di aria, raddoppiati i turni di pulizia, mentre l’igienizzazione delle superficie piane e della casse avverrà ogni due ore.

Abbiamo già messo in atto tutte le norme necessarie a disciplinare l’accesso e la frequentazione dei nostri negozi, adeguandoci ai protocolli previsti a livello nazionale e regionale e inserendo ulteriori prassi a tutela dei nostri clienti -afferma l’Ad di Ovs Stefano Beraldo-. Tra queste la gestione dei capi resi che saranno appartati per tre giorni, esaminati, igienizzati e successivamente rimessi in vendita. In questi due mesi di chiusura obbligata, abbiamo lavorato alle nuove collezioni impegnandoci per costruire una dimensione dove sostenibilità, attenzione alla moda, qualità dei tessuti, si combineranno in modo equilibrato, sempre a prezzi accessibili. Abbiamo inoltre accelerato l’implementazione di una serie di progetti nell’ambito della digitalizzazione e relazione con il cliente tra i quali la possibilità di acquistare via whatsapp, fare shopping online, prenotando i capi nel negozio prescelto e ritirandoli entro poche ore, chiedere e rapidamente ottenere una piccola linea di credito gratuita, che consente di acquistare pagando in tre rate successive entro 2 mesi, senza alcun costo e senza interessi”.

Per la sicurezza nei punti di vendita Ovs e Upim permetteranno gli ingressi scaglionati e regolamentati a seconda degli spazi disponibili, e comunque con un limite massimo di 3 persone ogni 40 mq, incluso lo staff. Negli store, all'interno dei quali sarà mantenuta la distanza interpersonale di almeno 1,80 mt, si potrà accedere solo indossando mascherine di protezione e guanti. Nel caso in cui il visitatore ne fosse sprovvisto, potrà avvalersi di un dpi messo a disposizione dal personale di negozio.
È stato inoltre deciso di attendere qualche giorno prima di aprire i camerini prova e di eliminare i tester dei prodotti di profumeria e cura della persona.

Anche Rinascente ha messo a punto un piano specifico. “Abbiamo avuto l’opportunità di fare parte di un importante gruppo di lavoro coordinato dall’Università del Politecnico di Torino che ha redatto un protocollo di protezione al Covid-19 -spiega l'azienda-. Questa esperienza ci ha rafforzato ed aiutato a scrivere ed applicare i nostri protocolli specifici per ogni negozio”.

Ripartono anche gli store di Ethos Profumerie che, nel periodo di lockdown, ha messo in atto diverse attività come il servizio delivery con promo e vantaggi esclusivi e il progetto social #belliacasa, una beauty rubrica per tenere compagnia agli utenti con consigli su fitness, alimentazione e haircare.

Per affrontare questa nuova fase, i punti di vendita sono stati dotati di tutti gli strumenti per una riapertura nel rispetto delle norme anticontagio: presenza di gel igienizzante mani all'ingresso, sterilizzatore a raggi UV, che permette di rimuovere il 99,9% di germi e batteri e che potrà essere utilizzato per sterilizzare tutti i tester, oltre che per sanificare tutte le superfici del negozio.

Non abbiamo mai smesso di cercare soluzioni che ci permettessero di restare vicini a clienti e titolari delle profumerie” afferma Mara Zanotto, direttore generale di Ethos Profumerie.

“We missed you”. È il messaggio con il quale Sephora accoglie i suoi clienti. Insieme ai dovuti sistemi di protezione, che spaziano dal controllo della temperatura all'ingresso, all'obbligo della mascherina, dalla presenza di igienizzatori in entrata e lungo il percorso espositivo alle bande specifiche sul pavimento per assicurare le distanze, l'insegna beauty ha organizzato una serie di servizi aggiuntivi che spaziano dal Call&Collect, che offre la possibiltà di chiamare direttamente in negozio per effettuare telefonicamente l'ordine da ritirare instore non più alle casse ma all'ingresso del punto di vendita, alla possibilità di prenotare tramite chiamata l'ingresso. I servizi di make up sono applicabili solo con la tecnica Mirroring: le consulenti si posizioneranno a un metro di distanza mostrando l'applicazione su di sé e guidando la cliente passo per passo. I tester non saranno più disponibili ad eccezione dei profumi e di quelli protetti da pellicola trasparente. I tester skincare saranno igienizzati ogni due ore.

Mattel: con Glovo giocattoli a domicilio

Nasce una partnership tra Glovo e Mattel per avviare un servizio dedicato alla consegna a domicilio di giocattoli, sul territorio milanese

Nasce una partnership tra Glovo e Mattel per avviare un servizio dedicato alla consegna a domicilio di giocattoli, sul territorio milanese. Sull’app Glovo, nella sezione Shopping è stato inserito uno store esclusivo Mattel nel quale sarà disponibile una selezione di items Barbie e Hot Wheels, ma anche altri prodotti (Fisher-Price, Trenino Thomas e Games Mattel).

Andrea Ziella, head of marketing & digital Mattel Italy, spiega: “Il gioco è una parte essenziale della vita quotidiana dei bambini durante questa pandemia globale e offre una moltitudine di benefici e opportunità per l'apprendimento, l'intrattenimento, la distrazione e il sollievo dallo stress di essere costretti in casa per giorni e giorni. Inoltre, come ho già avuto modo di dire, l’approccio al mercato di Mattel è reinventarsi e rinnovarsi ogni giorno e questa collaborazione è una novità assoluta per la categoria del giocattolo sul mercato italiano. Contiamo di ampliare prossimamente la collaborazione e raggiungere altre città oltre a Milano”.

In questo momento di emergenza abbiamo visto come il nostro servizio di consegne a domicilio multi-categoria sia diventato uno strumento sempre più utilizzato per le esigenze di ogni giorno, ma anche un vettore di affetto e condivisione -aggiunge Niccolò Francalanci, head of marketing & growth di Glovo Italia-. Mai come in queste settimane un regalo o un oggetto arrivati a casa attraverso Glovo hanno rappresentato un segno di vicinanza per chi è distante, amici o parenti”.

Scarpamondo espande la rete in Liguria

Si consolida la presenza di Scarpamondo in Liguria, regione dove l'insegna opera attualmente con quattro punti di vendita

In occasione dell'avvio della Fase 2, l'insegna di calzature Scarpamondo inaugura un punto di vendita a Chiavari (Ge), in via Fiume 4, il quarto in Liguria. Lo store, esteso su una superficie di circa 500 mq, propone un'offerta per uomo, donna e bambino declinata nei diversi stili, e impiega nove addetti. In occasione dell'apertura, Scarpamondo ha avviato un’attività promozionale: uno sconto del 30% su una selezione di 1.300 articoli della nuova collezione primavera estate 2020 che comprende tutti i reparti e le categorie merceologiche: scarpe e pelletteria, moda e sport uomo, donna e bimbi. A corredo di questa iniziativa è stata avviata la campagna #passodopopasso Ripartiamo insieme.

La vendita sarà effettuata nel rispetto delle norme anticontagio: sono state allestite postazioni con il gel disinfettante, le casse sono state dotate di barriere in plexiglass, il personale sarà munito di mascherina e guanti, gli ingressi saranno contingentati e ci sarà un attento controllo sul distanziamento tra le persone.

Consigli pratici per ripartire, validi anche per chi non si è mai fermato

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 9)

Che cosa abbiamo imparato dal Covid? Intanto che avevano ragione le nostre nonne quando dicevano: “L’importante è la salute”; oggi, la salute è la nuova ricchezza, quindi al “salutismo” si aggiungono igiene e pulizia, bene tenerne conto nel prossimo futuro ... Abbiamo imparato che possiamo fare a meno di molto ma non di tutto, un assunto che porterà sicuramente a ridurre ciò che si acquista nell’area dei beni “accessori” ma che si rifletterà anche nel food, con una maggiore attenzione al non spreco, quindi prezzo sì ma solo se accompagnato da una qualità che ne garantisca una durata consona, soprattutto nei freschi e in particolare nell’ortofrutta. Il neopatriottismo favorirà i prodotti fatti in Italia e i produttori locali, quindi, laddove presenti, sarà utile indicarlo.

Molti servizi dovranno essere trasferiti su app, lo abbiamo già visto con i taglia coda, ma altri servizi si dovranno aggiungere, pagamenti contactless, carta fedeltà virtuale, fino alla spesa “scan and go”, dove si può fare tutto dal proprio cellulare. Agli italiani piace anche la spesa online e il ritiro in negozio, che taglia i costi di consegna e permette eventualmente di comprare in store i freschi. Per l’eCommerce si potranno proporre più soluzioni: un’offerta limitata al punto di vendita e una più ampia che afferisce ai Cedi, così da offrire tempistiche brevi per spese “d’urgenza” e tempi più ampi per spese più importanti.

Vedremo aumentare l’offerta dei prodotti a libero servizio impacchettati mentre, per il banco servito, sarà bene puntare solo sugli asset distintivi. L’ortofrutta non necessariamente deve essere all’ingresso, soprattutto ora che il cliente la preferisce ben chiusa e lontana da mani altrui.

La socialità? Difficile prevedere quando tornerà ad esser un asset del negozio, ma non dovrà mancare il rapporto personale, magari con la spesa telefonica o un maggiore impegno sui social, per raccontare e raccontarsi.

Infine, il cliente è cambiato, la lettura dei dati è imprescindibile ma non dimentichiamo l’osservazione in negozio: nel retail, il “mestiere” è sempre importante, oggi lo è ancora di più.

Il marketplace b2b di Alibaba.com

Un portale che apre alle Pmi italiane un mercato di 18 milioni di buyer in 190 Paesi (da Gdoweek n. 8)

L’Italia è stata per Alibaba la porta d’ingresso verso l’Europa già nel 2015, quando a Milano è nata Alibaba Italia, con l’obiettivo di portare in Cina su Tmall, marketplace che conta 700 milioni di consumatori cinesi, i principali brand del made in Italy. Così molti prodotti italiani, soprattutto dell’agroalimentare, moda e lusso ma non solo, sono arrivati attraverso l’eCommerce ai consumatori cinesi e alcuni, grazie alla lezione e ai dati ricavati nel digital, hanno aperto negozi fisici in Cina. Da metà del 2019, l’Italia è ancora una volta, insieme agli Usa, paese pilota, questa volta per lo sviluppo del b2b.com. Il business plan prevede di coinvolgere 10 mila aziende nei prossimi 4 anni. Ne parliamo con Luca Curtarelli, head of business development di Alibaba.com Italia.

Perché l’Italia?

Per Alibaba, l’Italia è tra i paesi a più alto potenziale, per questo vanta il maggior numero di risorse dedicate e di una squadra di 20 persone. Questo si deve all’eccellenza del made in Italy e alla presenza di circa 5,8 milioni di Pmi, rappresentativo di almeno l’85% per i primi settori di ricerca dei nostri buyer. L’Italia è un paese di esportatori, con 220 mila aziende il cui fatturato annuo è in buona percentuale costituito da vendite b2b verso l’estero.

Che differenza c’è tra Tmall e Alibaba.com?

Entrambe le piattaforme sono parte integrante dell’ampio ecosistema del Gruppo, ma offrono opportunità differenti. Tmall con una natura b2c, rappresenta un gateway verso gli oltre 700 milioni di consumatori finali cinesi. Alibaba.com invece è una porta verso il mondo, una sorta di expo globale aperto 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno, con 18 milioni di buyer attivi, la maggior parte non cinesi. I principali paesi di origine dei compratori sono Usa, Canada, Messico, Europa centrale, Uk, Italia, Russia, India, Malesia e Australia. Permette di vendere in oltre 190 Paesi e soprattutto di intercettare, senza mediazione, partner che altrimenti sarebbe molto complesso incontrare: per esempio, abbiamo portato il caffè italiano alle Maldive e in Nepal.

Cosa cercano i buyer? E le aziende?

Sempre più spesso la domanda traina l’offerta: i buyer cercano prodotti di alta qualità, made in Italy, con meno interesse verso il fattore prezzo. Le aziende usano la piattaforma per esplorare opportunità anche in Paesi non usuali, dove non sarebbe giustificata una presenza fisica con un distributore o un buyer che visita le fiere di settore.

Come funzionano le transazioni?

Alibaba.com è un punto di partenza per connettere venditore e compratore, ricevere una proposta di preventivo, una lead generation online. Un buyer cerca un prodotto e da lì parte una negoziazione nella quale Alibaba non interviene in nessun modo. La vendita non è automatica, buyer e brand costruiscono un accordo su misura.

Come aiutate le aziende a vendere?

Tutte le barriere culturali e linguistiche vengono annullate grazie a un servizio di traduzione simultanea in 16 lingue che si applica sia alla descrizione aziendale e di prodotto, la vetrina sul marketplace, sia alla messaggistica e alla negoziazione. Quindi si possono concludere accordi con l’estero anche parlando solo italiano, in tempo reale. Aiutiamo le aziende anche offrendo pacchetti pubblicitari a costi avvicinabili, usando le parole chiave per fare incontrare più facilmente il buyer migliore. La ricerca è sia reattiva sia proattiva, cioè il buyer può muoversi sul motore di ricerca oppure postare una richiesta specifica sul Rfq Market (request for quotation), e aspettare le offerte delle aziende.

Poi, come avviene già in Cina, abbiamo a piano l’integrazione del servizio di Trade Assurance anche per le aziende Italiane, come primo test pilota per l’Europa: Alibaba farà da garante della transazione, visto che si tratta di norma di accordi di più alta entità rispetto al b2c e che uno dei valori fondamentali su cui si basa il successo di Alibaba è proprio quello della fiducia.

Valorizzate il made in Italy?

Sì, abbiamo realizzato un padiglione virtuale, in continua evoluzione, dedicato al made in Italy.

Cosa serve alle aziende per cominciare a vendere?

Dedicare la giusta attenzione alla presenza online, per esempio rispondendo tempestivamente alle richieste di preventivo. È utile poi che le aziende siano strutturate per spedire e, nel caso di alcune categorie del food, assicurare la catena del freddo. Meglio un approccio graduale, cerchiamo aziende che abbiano già competenze eCommerce o siano vogliose di acquisirle, affiancati dalla nostra squadra.

Supply chain post Coronavirus, gestione del magazzino

L'interfaccia di Active WM si basa su gamiication e scienze comportamentali Supply Chain post Coronavirus
Cosa servirà per la gestione del magazzino, dopo l'emergenza Coronavirus? La distribuzione si è data da fare per risolvere i problemi con gli strumenti a disposizione, adesso bisogna guardare avanti

La fase più critica dell'emergenza Coronavirus, quella del lockdown, ha messo a dura prova la supply chain per il retail, uno dei pochissimi settori rimasti operativi. I professionisti hanno dovuto fare ricorso a soluzioni nuove dettate dall'emergenza: cosa occorre per sviluppare la supply chain post Coronavirus? Manhattan Associates ha offerto il proprio punto di vista nel corso dell'evento annuale Momentum Connect 2020, naturalmente in diretta streaming da Atlanta, Georgia.

Supply chain post Coronavirus

Nel corso del keynote Eddie Capel, Manhattan Associates President & CEO ha detto: “Adattamento, capacità di cambiamento e tenacia nel resistere sono fattori critici per le supply chain e le organizzazioni retail in momenti come questo, di disruption inaspettata a livello globale”. La chiusura di alcuni magazzini causa Covid-19, il rallentamento dell'operatività, hanno costretto gli operatori ha organizzarsi rapidamente con nuove soluzioni, tra le quali è emersa quella di sfruttare la rete di vendita come se fosse un magazzino diffuso, capace di supplire alle necessità dell'eCommerce, che ha visto una forte impennata. "Adesso che riaprono i negozi l’integrità dell’inventario sarà l’aspetto più importante, ancor più del solito". Quali soluzioni per la supply chain post Coronavirus?

Soluzione di gestione del magazzino Active WM

Supply Chain post Coronavirus

La novità presentata da Manhattan Associates al Momento Connect 2020 si chiama Active Warehouse Management e nasce nella versione cloud. Gestisce ogni aspetto della distribuzione e non necessita di aggiornamenti, poiché è composto da microservizi che si adattano velocemente e con flessibilità alle necessità di ciascuna azienda, in un determinato momento. Nasce dal confronto con i clienti ed è caratterizzata da una architettura capace di espandersi in maniera automatica, man mano che crescono gli utenti, e che apprende anche, automaticamente.

Principi di Manhattan Active Warehouse Management (AWM)

La soluzione nasce in cloud e valorizza al massimo l'esperienza mobile, per esempio attraverso una App sviluppata per gli operatori dei Cedi, WM Mobile, pr lavorare da dispositivo mobile. Oltre ad espandersi automaticamente se cresce la domanda, AWM permette a tutti gli attori di intervenire in qualsiasi punto della propria supply chain.

L'automazione si inserisce per ottimizzare l'esecuzione del lavoro, con qualsiasi combinazione tra capitale umano, robotica e automazione (l'integrazione è garantita dalla soluzione integrata Manhattan Automation Network).

Ottimizzazione del lavoro di AWM di Manhattan Associates

Per assicurare la facilità di implementazione e ridurre i tempi di formazione, AWM include procedure guidate di configurazione.

Offrire agli operatori un'esperienza lavorativa gratificante è uno degli obiettivi di AWM, sul quale si concentrano le novità nella interfaccia costruita secondo le teorie della gamification e delle scienze comportamentali.

Le mascherine monouso a marchio Coop

Le mascherine monouso sono vendute in confezioni da 10 con dispositivo medico classe 1 tipo 2 (indice di filtrazione superiore al 98%)

Nei punti di vendita dell'insegna entrano in assortimento le mascherine chirurgiche monouso a marchio Coop formate da tre strati, certificate CE al prezzo finale
per i soci e consumatori di 0,50 ciascuna. Sono vendute in confezioni da 10 con dispositivo medico classe 1 tipo 2 (indice di filtrazione superiore al 98%). Il canale di approvvigionamento è lo stesso attivato fin dall’inizio del lockdown grazie al presidio a
Hong Kong della filiale Coop Far East. Coop spiega: "Per queste mascherine ci avvaliamo di un produttore qualificato che ha investito sui macchinari di produzione e controllo necessari per adeguarsi agli standard richiesti per un prodotto a marchio".

Marco Pedroni, presidente Coop Italia, aggiunge: “Con l’arrivo a scaffale delle nostre mascherine a marchio completiamo un’offerta sempre più necessaria anche nella fase 2 che stiamo vivendo. Negli ultimi 2 mesi in piena pandemia le vendite nella nostra rete di questo presidio medico sono schizzate a +1160% rispetto allo stesso periodo di un anno fa e non accennano a diminuire tanto che il vero problema è mantenere la continuità degli approvvigionamenti. Noi ci stiamo impegnando a farlo e la scelta di investire su questo specifico prodotto facendolo diventare a marchio Coop è una dimostrazione di impegno e una ulteriore garanzia che vogliamo dare ai nostri soci e consumatori di qualità”.

Despar amplia l’offerta dei vini

L'offerta di Despar si arricchisce di dieci vini prodotti da vitigni autoctoni della Sicilia: dal Nerello Mascalese al Catarratto

Cinque vini rossi e cinque bianchi andranno a potenziare l'offerta della cantina Despar andando a consolidare il progetto di filiera dell'insegna nel settore enologico che punta alla valorizzazione delle eccellenze doc e igp dei territori italiani più vocati.

Si tratta di dieci vini prodotti da vitigni autoctoni della Sicilia: dal Nerello Mascalese al Catarratto, il vitigno a bacca bianca più antico e diffuso dell’Isola, dieci proposte pensate per ogni abbinamento e occasione di consumo.

I vini rossi

Il Nerello Mascalese Sicilia doc è caratterizzato da un colore rosso rubino con riflessi violacei, sentori di rosa e violetta selvatica si uniscono a note di frutta rossa. È consigliato in abbinamento a piatti di carne rossa o formaggi stagionati.

Il Frappato Terre Siciliane igp ha colore rosso rubino purpureo, presenta note tipiche di amarena, piccoli frutti di bosco e sentori di rosa canina che si uniscono a profumi di spezie. Ideale in abbinamento a carne nobili alla brace, stufati e primi piatti della tradizione siciliana.

Le proposte di vini rossi proseguono con il Syrah Sicilia doc, da uve biologiche, che donano un colore rosso rubino con riflessi violacei. Si distingue per un profumo di more e fiori di viola. Perfetto come aperitivo in abbinamento a taglieri di salumi e formaggi a media stagionatura, oppure per accompagnare bolliti e carni al forno.

Il Rosso Etna doc dal colore rosso rubino con riflessi violacei e un bouquet di profumi ampi ed eleganti con sentori di frutta rossa e spezie. L’abbinamento gastronomico consigliato prevede: primi piatti della terra, carni rosse, formaggi freschi e di media stagio

natura.

Nero d’Avola Sicilia doc dal colore rosso rubino intenso ha un profumo intensamente fruttato con sentori di frutta rossa (ciliegie e more) fragrante, minerale e speziato. È

perfetto per aperitivi o in abbinamento a formaggi stagionati salumi, carni rosse e bianche. Inoltre è adatto all’invecchiamento.

I vini bianchi

Le proposte di vini bianchi comprendono: il Grillo Sicilia doc dal colore giallo paglierino intenso e cristallino. È ideale per accompagnare primi piatti a base di pesce, risotti e piatti con carni bianche.

Zibibbo Sicilia doc, dal colore giallo paglierino carico con riflessi dorati. Consigliato come aperitivo o per esaltare piatti a base di pesce e crostacei, può essere abbinato anche ai formaggi.

Insolia Sicilia doc ha note fruttate di pesca bianca, floreali di zagara, gelsomino e agrumi. Si abbina a pietanze leggere e delicate, come antipasti e primi piatti a base di pesce o di carni bianche.

 

Il Catarratto Sicilia doc ha un colore giallo paglierino brillante con riflessi verdolini. L’abbinamento consigliato è con antipasti, crostacei, carni bianche e cucina asiatica.

Infine il Carricante Terre Siciliane igp dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Esalta i piatti a base di pesce di una certa grassezza ed è perfetto in abbinamento a tutti i piatti a base di pesce.

 

Pam Panorama attiva un portale per i fornitori

Il portale, sviluppato in collaborazione con la società Hyphen-Group, trova spazio in un’apposita sezione del sito di Pam Panorama

È duplice l'obiettivo che ha dettato la scelta di Pam per la realizzazione di un portale dedicato ai fornitori. L'insegna vuole da un lato aprire un ponte verso l'industria alimentare, ma anche nei settori della detergenza, cura casa e persona, in particolar modo quella di media e piccola dimensione, talvolta operante anche in ristrette aree territoriali, dall'altro vuole dare la possibilità anche alle grandi aziende di formulare delle proposte di vendita anche a spot dei propri prodotti. Pam ha, inoltre, deciso in questo contesto di dare spazio anche ai produttori del mercato Ho.re.ca, particolarmente danneggiati in questo periodo di pandemia.

L'eccessivo affollamento che oramai caratterizza i tradizionali canali di comunicazione (telefoni, e-mail, posta tradizionale, corrieri) finisce via via per spegnere l'iniziativa di molte aziende di entrare in contatto con i nostri buyer -afferma Marco Sottana, responsabile commerciale destinazione Pam-. Con una semplice operazione di accreditamento su apposita sezione del nostro sito ogni azienda può registrarsi e presentare in maniera strutturata la propria storia, l'assortimento, il proprio listino prezzi, ed ogni altra informazione si ritenga utile per completare il proprio profilo”.

Il meccanismo

Il portale, sviluppato in collaborazione con Hyphen-Group, società attiva nella gestione dei processi di trasformazione digitale, trova spazio in un’apposita sezione del sito Pam Panorama. Un semplice algoritmo collega la categoria in cui opera la singola con il rispettivo buyer di competenza. La semplicità è alla base di questa iniziativa come fil rouge che collega le fasi di inserimento delle aziende fornitrici che si propongono, la fruizione per i buyer Pam Panorama, la presenza di proposte di assortimento sia continuativo (nazionale o locale) sia a spot.

Negozi: nasce la piattaforma (gratuita) per stimare il fatturato nella fase 2

Si chiama Fase2.Today, è stata sviluppata da Sda Bocconi e dalla start-up BuildNN, e consente di avere stime rapide su ricavi, numero di clienti e così via

A fronte delle misure restrittive imposte per la riapertura dei negozi (e dei ristoranti) nella cosiddetta fase 2, c'è chi si è equipaggiato adottando in store una serie di nuove soluzioni, ma anche chi, nel non-food, afferma che è più conveniente non rialzare direttamente la serranda. Per supportare gli esercenti in questo senso ed effettuare i relativi calcoli, Sda Bocconi e la start-up BuildNN hanno lanciato la piattaforma Fase2.Today, che effettua gratuitamente analisi e simulazioni legate ai principali indicatori di performance per il punto di vendita, considerando appunto le nuove regole.

COME FUNZIONA
Fase2.Today è stato pensato per consentire agli esercenti di prendere decisioni consapevoli, rispettando la normativa e adottando le necessarie contromisure per rientrare delle perdite subite. Inserendo pochi dati riguardo l’andamento delle vendite prima del Covid-19 come, ad esempio, il numero di clienti giornalieri, il fatturato minimo per poter coprire i costi e l’importo medio dello scontrino, l’utente potrà immediatamente visualizzare il numero di clienti che potrà gestire negli orari di picco, quanto tempo potrebbe durare la coda e quanto sarà il tempo di permanenza all’interno del negozio. Inoltre, il software consente anche di simulare come cambierà il comportamento dei clienti in base ai tempi di attesa e di permanenza e gli effetti sul fatturato.

Secondo Vitaliano Fiorillo, lecturer di operations and technology management, Sda Bocconi School of Management, non è detto che alcune limitazioni possano cambiare significativamente la performance delle vendite nei negozi: “Lo abbiamo già visto nella gdo durante il lockdown: il timore di dover rifare la coda e la riduzione dei tempi di permanenza all’interno del negozio per limitare i rischi di contagio, possono significativamente aumentare lo scontrino medio e il tasso di conversione. Qui si tratta di gestire un servizio nella maniera più efficiente possibile in base a dei vincoli, proprio come nella gestione di un impianto industriale: calcolo dei tempi, capacità dell’impianto e obiettivi di produzione.”

Come anticipato, l’accesso e l’utilizzo del software sono completamente gratuiti e non è richiesta la registrazione.

Eataly riapre i ristoranti: tramite sito e app si prenotano i tavoli

Eataly riapre i suoi ristoranti: si parte, oggi, con Roma Ostiense, Milano Smeraldo, Trieste, Genova, Bologna e Bari

Dopo la chiusura a causa della pandemia Covid-19, mercoledì 20 maggio riaprono i ristoranti Eataly di Roma Ostiense, Milano Smeraldo, Trieste, Genova, Bologna e Bari; sabato 23 maggio sarà la volta di Eataly Torino Lingotto e Lagrange, Pinerolo, Piacenza e Firenze, mentre lunedì 25 maggio riaprono gli Eataly a Monticello d'Alba e a Forlì.

Il piatto scelto come simbolo della ripartenza della ristorazione di Eataly è una ricetta popolare nobilitata da ingredienti italiani, biologici 100%: la carBIOnara, realizzata con il mezzo pacchero pasta di Gragnano IGP Afeltra, le uova di Claudio Olivero, il guanciale La Granda e il pecorino romano Dop Cibaria. Si può gustare in tutti i ristoranti di Eataly accompagnata da altre specialità e numerose novità. Il personale di sala si presenta con mascherine personalizzate.

"Affrontiamo questa ripartenza della ristorazione in tutta Italia con tanta voglia di ricominciare e profondo senso di responsabilità –commenta Nicola Farinetti, amministratore delegato del Gruppo-. Abbiamo lavorato molto per offrire ai nostri clienti la migliore delle esperienze possibili, mantenendo alto il piacere di mangiare al ristorante in tutta sicurezza. Vogliamo che pranzare o cenare da Eataly sia un atto di gioia e fiducia. Un passo importante verso il ritorno alla normalità".

La nuova formula prevede la prenotazione del tavolo in tutti i ristoranti di Eataly (i numeri di telefono sono disponibili sul sito www.eataly.it). Potenziati anche i servizi digitali, con la possibilità di mettersi in fila prima di arrivare al ristorante con l’app Ufirst, oppure chiedendo all’accoglienza di essere inseriti nella coda virtuale. Per pagare dal tavolo con il proprio smartphone si può utilizzare l’app Eataly Pay con carte di pagamento o con Eataly Card e avere il caffè in omaggio. Le misure di distanziamento, meno tavoli in sala e il supporto del personale di servizio aiutano a gestire i flussi nel rispetto della distanza interpersonale.

Al personale medico di tutta Italia e ai volontari delle associazioni che hanno offerto il loro aiuto durante l'emergenza Covid-19 è dedicato lo sconto del 10% in tutti i ristoranti per tutto il periodo estivo.

Montrasio Italia: siamo sulla bocca di tutti!

Montrasio Italia lancia le mascherine in microfibra ad alta capacità filtrante antibatterica, destinate a un utilizzo prolungato nel tempo

In funzione delle nuove Direttive in materia di distanziamento sociale e dell’obbligo sull’utilizzo di dispositivi anti-Coronavirus L’Unico Alta Qualità, brand di Montrasio Italia, lancia le mascherine in microfibra ad alta capacità filtrante antibatterica, destinate a un utilizzo prolungato nel tempo. Il nuovo prodotto garantisce un comfort di utilizzo e una vestibilità elevati grazie alle nuove quattro fessure laterali che permettono di adattare la mascherina a qualunque conformazione del viso. Prive di elastici e latex, a contatto con la pelle le nuove mascherine risultano fresche e leggere e garantiscono un’ottima traspirazione, attenuando la classica sensazione di “soffocamento”.

Le mascherine in microfibra sono disponibili in due versioni:
MONOUSO (https://montrasioitalia.com/it/mascherinemicrofibramonouso): morbide, pratiche e traspiranti, disponibili in pack da 20 pezzi
RIUTILIZZABILI, LAVABILI E STIRABILI nonché IMPERMEABILI disponibili in pack da 5 e 12 pezzi (https://www.montrasioitalia.com/it/mascherinemicrofibralavabili): altrettanto morbide, pratiche e traspiranti, permettono grande risparmio economico e favoriscono il rispetto per l’ambiente riducendo la produzione di rifiuti indifferenziati. Il lavaggio e la stirabilità, permessa dalla forma semplice e dalla nuova composizione, garantiscono di completare il processo di disinfezione e rappresentano un fattore di innovazione nel settore.
Entrambi i pack sono di cartone 100% riciclato.

Montrasio Italia S.r.l.
Str. per Cascina Restelli, 5 Aicurzio (MB)
Tel: 039652661

mascherine@montrasioitalia.com

Richiedi informazioni all'azienda

Il lancio delle nuove mascherine è frutto di oltre 70 anni di esperienza: Montrasio Italia nasce nel 1946 come azienda specializzata nel settore tessile per la pulizia industriale. Negli anni, applicando nuove tecnologie nel campo domestico e professionale, allarga il proprio core business, abbracciando fasce di mercato sempre più ampie e articolate, fino a diventare oggi l’azienda italiana leader nel converting di Dry Wipes in full serivice. Ogni anno lavora ed esporta in tutto il Mondo oltre 6.000 tonnellate di TNT. Tutti i prodotti vengono realizzati esclusivamente in Italia, nella sede di Aicurzio (MB): 22.550 mq di spazio industriale per 16 linee produttive a ciclo continuo. Il 60% dei prodotti sono riservati al mercato Private Label. Il 40% è invece dedicato ai marchi di casa, tra cui L’Unico Originale e Nettissimo, che racchiudono una gamma di prodotti destinati alla pulizia industriale, domestica e personale, e L’Unico Alta Qualità, che definisce una linea di prodotti di alta qualità e attenti all’ambiente dedicati al canale GDO.
Con l’avvento dell’emergenza Covid-19, grazie all’intuizione dell’Amministratore Luca Montrasio, l’azienda ha risposto alle nuove necessità della collettività producendo mascherine in TNT, microfibra monouso e mascherine in microfibra riutilizzabili, impermeabili, lavabili e stirabili: “In soli tre mesi abbiamo prodotto oltre 100 milioni di mascherine rifornendo giornalmente i nostri canali distributivi e la nazione. Perché il nostro impegno è lo stesso di sempre: garantire ai nostri clienti serietà del prodotto, qualità, forza produttiva e continuità di rifornimento”.

Despar: il cliente è sempre al centro

Lucio Fochesato, direttore generale Despar Italia
Questo il concetto alla base delle strategie di Despar Italia che trova conferma nei risultati, nei livelli di fedeltà e nelle mdd, i cui valori rimangono salute, territorio e ambiente (da Gdoweek n.8)

Sicurezza per clienti e dipendenti, adottando tutti i dispositivi e le soluzioni richieste dalla situazione; miglioramento del servizio di consegna a domicilio, sempre più elemento distintivo anche dei format di vicinato e di quartiere, nei piccoli paesi come nei quartieri delle città; attenzione e sostegno al territorio: queste le priorità sulle quali Despar Italia con la sua rete si è concentrata in queste settimane. “In questo periodo tutti i nostri soci hanno dimostrato una grande capacità nel prendere decisioni rapidamente, essere proattivi ed uniti, in una situazione nuova per tutti ”, spiega Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia.

Cosa avete imparato da questa crisi sanitaria?

Gli elementi fondamentali sono due: il primo ha a che fare con la capacità di prendere decisioni rapidamente, adattarsi a una situazione in continua evoluzione, riuscire a mettere in atto soluzioni concrete e utili con velocità. Il secondo elemento, invece, riguarda la forte tenuta della rete di relazioni tra le società del gruppo. Un legame che abbiamo costruito negli anni e che nell’emergenza si è espresso con maggiore vigore, attraverso collaborazioni e incontri per scambiarsi esperienze e merci. Anche Spar International ha lavorato in questo senso, agevolando le importazioni di mascherine da Spar Cina in un momento in cui in Italia erano introvabili. Una conferma di essere un grande gruppo che si aiuta nei momenti difficili.

Come sta cambiando l’approccio al mercato in questa fase?

Ci sono prodotti che hanno registrato nelle ultime settimane anche il 100% in più di vendite come lievito, farina, pasta sfoglia, scatolame e fagioli. I surgelati sono saliti del +35%, nel non alimentare sono cresciuti molto i consumi di prodotti legati a pulizia e disinfezione. Abbiamo garantito, e lo faremo sempre, la presenza di tutto l’assortimento, con particolare attenzione alle mdd: qui abbiamo limitato le rotture di stock anche grazie all’impegno di tutta la filiera produttiva. In futuro, sono convinto che bisognerà presidiare meglio alcune categorie, ma rimane l’obiettivo su sviluppo di prodotti salutistici e a minore impatto per l’ambiente.

Da sempre il vostro tratto distintivo verso le mdd.

Infatti, continuiamo il percorso intrapreso da qualche anno con lo sviluppo del nostro prodotto a marchio improntato ai nostri valori di sempre (salute, ambiente, territorio) per rafforzare la nostra reputazione presso i clienti ed il mercato. Anche quest’anno, nonostante questi alti e bassi, prevediamo di chiudere con un incremento positivo sia di quota sia di vendite, perché siamo convinti che le nostre linee a marchio siano un elemento centrale per il cliente nella scelta di Despar come insegna di riferimento. Inoltre, stiamo sviluppando, con la linea Enjoy, nuovi prodotti di maggiore servizio come Food To Go. Infine, andremo a sviluppare alcuni prodotti in categorie molto richieste nell’emergenza anche con doppio fornitore.

A proposito, cambieranno i rapporti con l’industria nei prossimi mesi?

Per Despar Italia è importante aver costruito negli anni relazioni di forte partnership con i propri fornitori: il 98% di chi ci fornisce mdd è italiano e, in questi mesi di emergenza, ci hanno seguito molto e li ringrazio tutti per il loro lavoro. Del resto, parliamo di rapporti solidi: lo erano in passato, lo sono e come tali rimarranno. Anzi, i nostri partner mdd stanno collaborando in importanti progetti per la creazione di valore per il cliente, dal punto di vista sia salutistico, sia di gusto sia soprattutto come espressione del territorio e della tradizione italiana.

Previsioni per i prossimi mesi?

Difficili. Avremo minori vendite causate dalla crisi economica delle famiglie e soprattutto dalla riduzione forte di presenze del turismo straniero. Dovremo stringere i denti e dare sostegno alle famiglie con attività di blocco dei prezzi e maggiori servizi. Allo stesso tempo, sarà fondamentale l’impegno per conservare e tutelare l’agroalimentare italiano, trovando soluzioni per tutti quei prodotti il cui approvvigionamento è diventato difficile, in modo da garantire sempre l’assortimento ai nostri clienti.

A livello di sviluppo, quali i vostri programmi?

Proseguono, nonostante i rallentamenti causati da questa situazione. Apriremo nuovi store in tutte le zone in cui siamo già presenti, con particolare attenzione a Emilia-Romagna (con focus sulla Romagna), Abruzzo e Sicilia, dove i nostri soci (Aspiag, Maiora ed Ergon) stanno costruendo nuove piattaforme.

Inoltre, cerchiamo nuovi soci in quelle aree non ancora presidiate come Toscana, Lazio, Umbria e Marche, con profilo in linea con il nostro mondo: cerchiamo imprese con fatturati interessanti, solide dal punto di vista finanziario, una buona gestione della rete focalizzata su piccole e medie superfici, anche con una quota di affiliazione. Siamo un sistema che cresce, perché i nostri negozi si fanno ricordare per l’attenzione che prestiamo alla qualità del cibo, con prodotti che rispondono a valori importanti di salute e benessere, oltre a coerenza e voglia di fare, tutti elementi essenziali per crescere.

Carrefour in Belgio ospita corner Decathlon

In 40 strutture a insegna Carrefour in Belgio saranno ospitati corner Decathlon. Un esperimento nato in periodo di Coronavirus e che potrebbe prolungarsi

In 40 strutture a insegna Carrefour in Belgio saranno ospitati corner Decathlon. Stando a quanto pubblica il giornale online LineAires, gli spazi dedicati all'offerta sportiva avranno una rotazione periodica per poter offrire una vasta gamma di prodotti. Pare che questa sinergie tre le due insegne sia l'inizio di una collaborazione destinata a continuare.
Spazi simili saranno testati anche in Francia dove la famiglia Mulliez, proprietaria di Decathlon, sperimenterà la collaborazione nei propri store a insegna Auchan, a partire dagli store dii Orleans, Parigi, Bordeaux.

Bilancio 2019: i risultati di Nova Coop

Saldo positivo del bilancio 2019 di Nova Coop registrato anche nel numero di Soci Prestatori che corrisponde a 859 nuove aperture

Con un fatturato di 1,063 miliardi di euro e un utile netto di oltre 13,6 milioni di euro Nova Coop chiude il 2019. Saldo positivo nel numero di Soci Prestatori che corrisponde a 859 nuove aperture, che hanno portato a un lieve incremento dell’incidenza percentuale dei Soci prestatori sulla base sociale totale, ora al 14,55%.
Il presidente di Nova Coop, Ernesto Dalle Rive, sottolinea: “Il bilancio 2019 registra il buon andamento sia della gestione caratteristica sia di quella finanziaria, che superano entrambe tutti gli obiettivi programmati. Le nubi che gravano sull’esercizio 2020, nel quale ci troveremo a fronteggiare gli esiti imprevisti e imprevedibili della pandemia che ci ha colpiti, con la caduta della capacità di produrre ricchezza del nostro sistema economico e della relativa crescente situazione di difficoltà delle famiglie a far fronte alle proprie esigenze di consumo, ci spingono ad adottare politiche di bilancio fortemente incentrate sulla prudenza. La cooperativa ha quindi stabilito in questo esercizio un rilevante incremento del fondo rischi, portando la sua dotazione a 45 milioni di euro”.

Tigros adotta il servizio Info Coda

Info Coda, dedicato ai clienti Tigros, permette di conoscere in tempo reale il periodo di attesa per entrare a fare la spesa

L'insegna ha realizzato un servizio specifico per ridurre il più possibile i tempi di attesa dei propri clienti e per facilitarne l’esperienza d’acquisto durante la fase 2. Info Coda, dedicato ai clienti Tigros, permette, infatti, di conoscere in tempo reale il periodo di attesa per entrare a fare la spesa, grazie a dati aggiornati direttamente dal proprio supermercato di riferimento e consultabili online. Inserendo il proprio Comune o cap su questo sito è possibile verificare in tempo reale l’afflusso di persone e i tempi di attesa previsti dei punti di vendita nelle vicinanze.

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