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Fantini (Carrefour Italia): “Il trend eCommerce si consoliderà anche in fase 2”

Questo il commento del direttore eCommerce & digital transformation della catena in merito all'ascesa online del settore alimentare

L'ascesa dell'eCommerce alimentare in tempi di pandemia è ormai acclarata e confermata dalle principali catene della gdo. Secondo Enrico Fantini, eCommerce & digital transformation director di Carrefour Italia, si tratta di "numeri che sicuramente risentono della situazione di lockdown, ma che crediamo segnino una tendenza destinata al consolidamento anche nella fase 2".

Questo il commento nel corso del webinar che ha presentato i risultati di un report sul tema della Casaleggio Associati.

Come specifica infatti Fantini: "Crediamo infatti che i consumatori, che hanno sperimentato in questa occasione la qualità e comodità del servizio di spesa online, saranno sempre più orientati a scegliere questa modalità, sia in formato delivery a casa che click & collect, soluzione che sino ad oggi faticava ad affermarsi nel nostro paese e che ora invece viene sempre più scelta”.

Una prospettiva, insomma, che si mantiene disruptive.

Satispay: sei nuove insegne aderiscono al servizio

Entrano nel circuito Satispay, che conta ad oggi 20 insegne, anche Bennet, Carrefour, Conad Centro Nord, Iper La grande i, Sigma e Unes Supermercati

Si amplia la presenza di insegne distributive aderenti al servizio di mobile payment Satispay, il circuito alternativo alle carte di credito e debito, già utilizzato da oltre 1 milione di persone. Tra le aziende della gdo già integrate negli ultimi tre anni ci sono Esselunga, Pam, Crai, Naturasì, Coop Centro Italia, Coop Lombardia e Coop Liguria. Mentre le ultime in ordine di tempo sono Bennet, Carrefour, Conad Centro Nord, Iper La grande i, Sigma e Unes Supermercati.

Gli ultimi ingressi portano a 20 il numero di insegne coinvolte e circa 5.000 punti di vendita. Satispay sta inoltre ampliando la sua presenza anche fuori dall'Italia grazie al primo accordo internazionale in Lussemburgo, con la catena francese Auchan Retail, che nel Granducato ha dieci punti di vendita e gestisce con Satispay i pagamenti del servizio Les Paniers, un sito dedicato ai beni essenziali, creato ad hoc per consegne a domicilio e Click&Collect.

L’adesione a Satispay di queste nuove sei insegne è una decisa conferma di quanto sia ormai percepito il valore aggiunto che il nostro innovativo servizio può portare sia alla clientela finale che agli esercenti -spiega Andrea Allara, chief business development officer di Satispay-. La gdo si è dimostrata attenta fin dall’inizio alla rivoluzione in atto nei metodi di pagamento. Oggi più che mai, all’interno di un contesto emergenziale che ha visto questo segmento particolarmente coinvolto negli effetti del lockdown, il settore si è ulteriormente convinto dell’utilità di Satispay come mezzo per eliminare il contante, potenziale veicolo per il virus e come strumento per adottare le nuove misure nel rispetto della distanza di sicurezza, a cui ci siamo dovuti abituare”.

Amazon pronta ad acquisire Jc Penney per crescere nel retail fisico?

Secondo indiscrezioni della stampa statunitense il colosso punterebbe a rilevare (con convenienza) la catena di moda texana a rischio bancarotta

Le indiscrezioni arrivano per prime da Wwd, autorevole rivista statunitense specializzata nel settore moda, che parla di "un dialogo in corso" tra il management di Amazon e Jc Penny, catena di abbigliamento texana in forte stato di crisi legata alla pandemia.

Un eventuale acquisto dell'insegna, per il colosso eCommerce, sarebbe sinonimo di un passo avanti nello sviluppo brick&mortar, anche se è difficile prevedere in quale direzione. C'è chi parla di una riconversione degli 850 negozi di Jc Penney in format di vendita al dettaglio hi-tech, ma è ancora presto per fare previsioni, considerato che da Amazon non arrivano conferme ufficiali di interesse per l'operazione.

Gli ingenti debiti accumulati da Jc Penny, comunque, superano i 4 miliardi di dollari e consentirebbero sicuramente al gigante di Bezos di rilevare il retailer a un "prezzo di favore". Parliamo solo dell'ultima catena statunitense, comunque, pronta alla bancarotta. A darne già annuncio nomi come J. Crew, Neiman Marcus e Stage Stores, mentre Nordstrom sarebbe sulla stessa via.

La spesa nel post-lockdown tra multicanalità e nuove dinamiche

Il punto su consumatori e acquisti nella fase 2 con i risultati dell’Osservatorio Multicanalità 2020 di Nielsen e Politecnico di Milano

La crescita dei negozi di vicinato e dell’eCommerce ha di fatto dimostrato che vi è una #ServiceElasticity, ossia che la domanda dei consumatori è più elastica al servizio erogato che non ai prezzi. Per quanto riguarda la spesa alimentare online, le prime tre insegne in termini di Unique Audience sui rispettivi siti a marzo sono Esselunga, con 6,4 milioni di utenti e una variazione del + 56% su febbraio, Conad (3,9 milioni utenti, + 132%), e Carrefour (3,1 milioni, + 110%).

Questi alcuni dei trend distintivi e dati dell’epoca Covid e della Fase 2 messi sotto la lente d’ingrandimento dall’Osservatorio Multicanalità 2020 - il Nuovo Umanesimo Digitale, realizzato da Nielsen in collaborazione con la business School del Politecnico di Milano.

Ma vediamo con ordine le nuove dinamiche di spesa d'interesse per il post-lockdown.

Innanzitutto, in un contesto che vede il #puzzlesentiment presentare ancora il 58% della popolazione ritenere che il lockdown non sia del tutto superato, è stata riscontrata un’impennata a due cifre (#2digit growth) del giro d’affari del largo consumo, che ha raggiunto il picco massimo (+ 28%) a metà marzo. Tale fenomeno si è accompagnato al cosiddetto #channelshift, ovvero ad uno “shift” da un canale di vendita all’altro, tanto è vero che più di un quinto degli italiani (21%) ha dichiarato di avere scelto un diverso negozio di riferimento. Nello stesso tempo si è registrato un vero e proprio #eCommerceBoom: nella settimana tra il 20 e il 26 aprile l’online della gdo ha messo a segno il record storico a tre cifre (+305%), stabilizzandosi nei giorni successivi sul + 150%. Il digitale, in altre parole, da Nice2Have diventa un MustHave.

Parallelamente siamo entrati in quella che sarà ricordata come #AgeOfQueues, il fenomeno delle “code”, non solo fisiche ma anche virtuali sui siti delle grandi insegne: del 47% degli shopper che ha rinunciato almeno una volta alla spesa, il 22% adduce come causa gli eccessivi tempi di attesa. Cambia anche il carrello della spesa: nel periodo Post-Covid il #RebalancedBasket ha visto i consumatori ridurre la frequenza di spesa del 13%, aumentare lo scontrino medio del 27% e raddoppiare il numero di item presenti nel carrello.

Non si tratta di un cambiamento solo quantitativo, perché a mutare è la natura dei panieri, che diventano #FoodSafety, grazie a un aumento dell’home cooking (+50%). Interessante notare come nel comparto dell'alimentare fresco i prodotti a peso fisso in confezioni di plastica siano cresciuti quasi quattro volte i prodotti sfusi a peso variabile. Questo non significa che scompaia la domanda di sostenibilità, ma di certo va coniugata con una richiesta crescente di igiene e sicurezza. Dal punto di vista degli assortimenti, è da sottolineare una rivisitazione #InOut che porterà ad una profonda rivisitazione degli assortimenti stessi, dove categorie alto rotanti spingono per rubare spazio a categorie che hanno perso in penetrazione e frequenza.

Aldi: entro il 2020 lancerà nuovi format

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Saranno tre i format su cui Aldi articolerà la sua proposta in Italia, accanto al modello Standard saranno sviluppati anche i format Urban e Center

L'ingresso di Aldi sul territorio italiano risale a due anni fa nel corso dei quali l'insegna ha realizzato una rete vendita formata da 82 strutture distribuite in 6 regioni del Nord Italia: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige e Veneto. L'interesse per il nostro Paese porterà l'insegna a un'ulteriore espansione e una crescita continua anche nel 2020, nelle regioni in cui è presente. Al termine dello stop dovuto all’emergenza Covid-19, l’espansione futura contempla, infatti, di aprire ulteriori punti di vendita anche nei centri delle città, come ad esempio a Milano dove sarà lanciato un format definito Urban, perché inserito all’interno di un contesto cittadino e dunque facilmente raggiungibile, esteso su una superficie di dimensioni ridotte rispetto al format Standard, solitamente realizzato su aree tra 1.000 e 1.300 mq, e con un assortimento mirato al tipo di utenza e al contesto urbano.
I modelli su cui Aldi concentrerà la sua presenza in Italia saranno dunque 3: insieme ai format Standard e Urban anche il modello Center, inserito in un complesso in cui si trovano anche altre realtà commerciali. 

Next Level: il burger 100% vegetale di Lidl

Si tratta di un burger vegano, con certificazione V-label, 100% vegetale con il gusto della carne, disponibile in oltre 650 punti di vendita Lidl

L'offerta di Lidl si amplia con un prodotto sostenibile a zero emissioni. Si tratta di un burger vegano, con certificazione V-label, 100% vegetale con il gusto della carne, disponibile in oltre 650 punti di vendita della rete italiana, esposto nel banco frigo accanto alla carne perché proposto come alternativa. L'articolo si trova in una confezione composta da due medaglioni per un peso totale di 227g al prezzo di 3,49 euro.
Il Next Level Burger è fatto con funghi champignon, proteine di piselli, proteine di frumento e soia. Con questo prodotto Lidl vuole offrire un'alternativa a chi desidera variare la propria alimentazione, senza rinunciare al gusto e al corretto apporto proteico.

Famila (Selex): l’eCommerce con consegna a domicilio arriva a Verona

I consumatori possono collegarsi sul sito dedicato per fare la spesa in un qualunque momento della giornata scegliendo l'orario per la consegna a casa

Attraverso la piattaforma per la spesa online del Gruppo Selex CosìComodo.it, Famila amplia il suo raggio di azione proponendo la consegna a casa a Verona e in alcune aree della provincia, tra le quali: San Giovanni Ilarione, San Bonifacio, Soave, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Lavagno, Mezzane di Sotto, Montecchia di Crosara, Roncà, Caldiero, Tregnago, Illasi, Monteforte d'Alpone.
I consumatori possono collegarsi sul sito dedicato a questo indirizzo per fare la spesa in un qualunque momento della giornata scegliendo l'orario per la consegna a casa
disponibile dalle 11 alle 20, dal lunedì al sabato.
Con un importo minimo di spesa di 50 euro, fino al 31 luglio la prima consegna è gratuita
inserendo il codice “consegna1” in fase di conclusione dell’ordine. Il pagamento avviene con carta di credito o PayPal.
L'offerta comprende oltre 13 mila referenze compresi prodotti freschi di frutta e verdura, pesce e carne, salumi e formaggi, con la possibilità di scegliere il tipo di taglio o di preparazione che si preferisce, ma anche prodotti alimentari per esigenze specifiche, come i senza glutine o i senza lattosio.
Questo servizio di consegna a domicilio si affianca al servizio Drive che consente di ritirare in negozio la spesa fatta online disponibile nei punti di vendita di Verona (Borgo Roma di via Legnano 7 e Iperfamila di San Bonifacio in Via Enrico Fermi 2).

Ergon: 11 aperture Ard discount in Sicilia

In nove città siciliane, dislocate in varie province, Ergon Consortile ha inaugurato undici punti di vendita a insegna Ard discount

In poche settimane la società consortile Ergon ha realizzato in Sicilia undici punti di vendita Ard discount dislocati in diverse aree della regione: Messina (3), Caltanissetta, Naso (Me),
Gravina di Catania (Ct), Troina (En), Sambuca di Sicilia (Ag), Paternò (Ct), Monreale
(Pa) e Lentini (Sr).

Ogni inaugurazione è per noi motivo di orgoglio -commenta Marco Sgarioto, direttore
commerciale di Ard Sicilia- ma queste, lo ammettiamo, lo sono ancora di più: diventano
un messaggio di positività, di speranza verso la normalità, ma sono anche un modo per
mostrare vicinanza alla collettività. Un pensiero va anche ai nostri collaboratori che hanno
potuto permettere tutto ciò. Il nostro ringraziamento va a loro che con impegno e dedizione
hanno lavorato in questa situazione così complessa ed al tempo stessa delicata per
garantire le varie aperture. E adesso, come dice il nostro slogan, anche in queste
città conviene saper scegliere”.

 

I concept della #fase2: la nuova idea di micro-mercati di prossimità

Un progetto proposto dallo studio di architettura urbana Shift per trasformare il grande mercato in tanti micro-mercati dal flusso sicuro e costante
Credit: Dezeen

La cosiddetta fase 2, o comunque post lockdown, spinge anche il mondo dell'architettura urbana a progettare nuovi "format" di convivenza con il coronavirus Covid-19. A immaginare, nello specifico, una nuova idea di tanti micro-mercati di prossimità in sostituzione del grande mercato cittadino, è stato lo studio Shift.

Una possibile risposta anche alla scelta di alcune città con grandi e noti mercati, come Rotterdam, di mantenere chiusi o comunque ridurre la superficie degli stessi. Il design del concept, come mostrato approfonditamente anche in questo video, è molto semplice e consente di gestire il flusso di persone in modo ordinato ed efficiente, mantenendo al contempo le nuove distanze sociali di sicurezza.

COME FUNZIONA
La configurazione spaziale standard del micro market è costituita da una griglia di 16 quadrati e tre bancarelle allineate, ognuna delle quali vende un diverso tipo di prodotto fresco come frutta, verdura, latticini o carne in pacchetti anziché sfusi. La griglia è segnata a terra e recintata con barriere standard. Ha un ingresso e 2 uscite, così da  mantenere le distanze sociali, ed ogni "cellula" può contenere solo una persona. Per consentire il movimento, la griglia può invece contenere un massimo di 6 persone. Queste regole sono naturalmente chiarite all'ingresso del micro mercato, che ha una linea di attesa sempre segnata a terra.

Grazie ai micro-mercati si ottiene dunque un modello di dispersione nello spazio ma anche nel tempo (si ipotizzano aperture 5 giorni su 7 come per i negozi) in sostituzione al modello attuale di concentrazione in un unico mercato bisettimanale, come spiegano gli architetti.

Burger King Italia riapre al pubblico i suoi ristoranti

Accessi con obbligo di mascherina, misurazione temperatura e sanificazione mani, sacchetti con adesivi di sicurezza al posto dei vassoi, tavoli distanziati. Queste alcune delle nuove misure con cui Burger King riapre da oggi la maggior parte ristoranti

Burger King Restaurants Italia apre da oggi gli oltre 220 ristoranti in Italia. La riapertura odierna dei ristoranti segue un periodo a porte chiuse nel quale la catena ha predisposto tutte le misure di sicurezza richieste dalle attuali disposizioni di legge onde rispondere alle nuove regole imposte nella Fase 2: sanificazione dei locali, delle cucine e delle attrezzature più volte al giorno, distanziamento dei tavoli, dispositivi di sicurezza per i dipendenti, percorsi sicuri per i clienti, controllo della temperatura a dipendenti e clienti che accedono ai locali, gel igienizzanti e guanti, oltre a una formazione specifica (in modalità remota o e-learning, e in pre-apertura) che in questi due mesi ha coinvolto tutto il personale.

"Abbiamo messo in atto tutte le procedure necessarie per poter riavviare la nostra catena di ristoranti e riaccogliere i clienti in tutta sicurezza -spiega Andrea Valota, amministratore delegato Burger King Restaurants Italia -. In sala abbiamo ridotto e predisposto i tavoli adibiti alla consumazione distinguendoli da quelli che non possono essere utilizzati in modo da poter garantire le corrette distanze fra i clienti. Oltre a questo, siamo pronti ad aggiungere sui tavoli ulteriori plexiglass laddove necessario".

All'entrata di ogni locale il cliente troverà una postazione di controllo (check-point) con un addetto alla misurazione della temperatura con termometro a infrarossi e alla verifica del corretto utilizzo dei Dpi. Successivamente il cliente potrà sanificarsi le mani, indossare i guanti, e, seguendo un percorso guidato, raggiungere i chioschi digitali per fare l'ordine e pagare anche in modalità senza contatto (contactless). L'ordine verrà comunicato telematicamente in cucina dove verrà prodotto e consegnato al cliente in un sacchetto chiuso con adesivi di sicurezza (safety sticker) attraverso un ulteriore pannello di plexiglass.

Riorganizzazione delle cucine

"Abbiamo riorganizzato anche le cucine spostando i macchinari per garantire il corretto distanziamento tra i dipendenti marcando sui pavimenti e sulle pareti le aree di confinamento delle singole persone -aggiunge Valota-. In alcuni punti di vendita il personale è stato addirittura diviso in gruppi di lavoro distinti per ulteriore sicurezza. Inoltre, abbiamo rinforzato le nostre procedure di igiene e sicurezza già molto rigide: ad esempio tutto il personale, oltre a indossare maschere e guanti, deve lavarsi le mani ogni mezz’ora. Mi preme sottolineare, infine, che per primi abbiamo predisposto una app, disponibile da quest’estate, che consentirà ai nostri clienti direttamente dallo smartphone di riservare un posto a sedere in modo da poter consumare in tutta tranquillità e sicurezza all'interno del punto vendita, saltando eventuali file all’ingresso. Tramite l’app sarà anche possibile ordinare, prenotare l’asporto e pagare".

Per festeggiare questo evento -la riapertura dei ristoranti- Burger King lancia il Social Distancing Whopper, il panino con tre strati di cipolla "che aiuta gli altri a starti lontano", disponibile in tutti i locali allo stesso prezzo del classico Whopper.

Ancc-Coop: i risultati della spesa a domicilio ai più vulnerabili

Ancc-Coop, Anci (l’Associazione Nazionale Comuni Italiani) e il Dipartimento della Protezione Civile hanno garantito 1.600 consegne al giorno

Nella fase iniziale del lockdown è stato firmato un Protocollo d’Intesa sottoscritto da Ancc-Coop (l’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori), Anci (l’Associazione Nazionale Comuni Italiani) e il Dipartimento della Protezione Civile.
L'obiettivo era garantire oltre 1.600 consegne al giorno coinvolgendo oltre 500 associazioni partner, dalla Caritas all’Arci coinvolgendo diverse sigle del terzo settore.

Con questa dinamica prevediamo entro maggio di superare le 100mila spese consegnate -spiega Marco Pedroni, presidente Coop Italia- Ad oggi il servizio consente il presidio dell’8% dei comuni italiani in cui risiede, sulla base delle stime, circa il 20-25% della popolazione italiana. È una delle attività solidaristiche che hanno impegnato maggiormente le nostre cooperative e di cui andiamo fieri. Questo Protocollo che abbiamo siglato 2 mesi fa ha funzionato anche come modello per altre realtà imprenditoriali e territoriali che hanno poi attivato iniziative analoghe. Si affianca alle altre azioni messe fino ad ora in campo da Coop: dalle donazioni di milioni di mascherine alla Protezione Civile, all’ulteriore 10% di sconto sui buoni spesa emessi dal Governo, alla decisione di bloccare i prezzi su oltre 18.000 prodotti di marca e a marchio Coop”.

Ikea avvia la fase post Covid: soluzioni e strategie

ikea
Ikea propone una customer experience adatta ai rinnovati bisogni e abitudini degli utenti puntando ad assicurare prima di tutto sicurezza e salute

I ventuno punti di vendita Ikea sul territorio nazionale riaprono. Nei mesi passati l'insegna svedese ha concentrato la sua attività sulla vendita online attraverso il sito e il canale eCommerce. Oggi inizia la fase post Covid durante la quale Ikea propone una customer experience adatta ai rinnovati bisogni e abitudini degli utenti, in primis la sicurezza e la salute. “Siamo di fronte a una riapertura che sa quasi di una nuova inaugurazione dei nostri store, un nuovo inizio in una realtà nuova -dichiara Asunta Enrile, country retail manager & cso Ikea Italia-. Viviamo un passaggio straordinario che ci pone di fronte a qualcosa di mai visto e che tutti siamo chiamati ad affrontare, a cominciare da un modo diverso di stare insieme. Ora più che mai vogliamo essere vicini alle persone, adattandoci ai nuovi bisogni e mettendo a disposizione di tutti non solo i nostri prodotti, ma anche soluzioni e servizi che contribuiscano a creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone”.

L’obiettivo che l'azienda si pone per questa fase appena iniziata è "di essere ancora più accessibile, conveniente e sostenibile, attraverso il rafforzamento della strategia omnicanale che integra punti di vendita fisici con lo sviluppo del digitale”.

I servizi attivati

A supporto di questo obiettivo saranno messe in campo varie soluzioni a partire dall’applicazione ufirst, già adottata da altre insegne come Esselunga, Prénatal e Leroy Merlin, che consente di prendere virtualmente il numero per la fila e monitorare, ovunque ci si trovi, l’avanzamento della coda da remoto. Il sistema sarà testato inizialmente in 4 store: Catania, Corsico, Firenze e San Giuliano Milanese.

Inoltre da alcune settimane è disponibile il servizio di progettazione personalizzata da remoto, con un consulente esperto che sulla base delle esigenze e delle preferenze del cliente, realizza il progetto in videochiamata, illustrandolo in dettaglio e perfezionandolo insieme, per poi procedere all’acquisto.

Ikea ha anche implementato nuove modalità per i servizi di consegna, che permettono di evadere gli ordini a partire da due giorni dalla loro realizzazione attivando il test per la spedizione dei prodotti direttamente dai negozi. Il servizio non sostituirà quello già in essere, dai magazzini centrali di Piacenza e Riano, ma contribuirà ad una maggiore efficienza.

Supermercato24 lancia la vetrina eCommerce per i negozi di quartiere

Si chiama Locale by Supermercato24 ed è la nuova piattaforma dedicata al commercio di prossimità già attiva in oltre 300 città

Il coronavirus ha premiato da un lato i negozi di prossimità e dall'altro accelerato nel retail il processo di digitalizzazione. Per rendere le opportunità di crescita offerte dal canale online meglio accessibili anche ai piccoli esercenti, Supermercato24, il marketplace della spesa online, ha lanciato Locale by Supermercato24, una nuova piattaforma dedicata al commercio di prossimità.

COME FUNZIONA
Locale by Supermercato24, è una vetrina virtuale gratuita in cui i commercianti - ad oggi circa 250 in più di 300 città - presentano la propria attività ed espongono i propri prodotti, accompagnati dal prezzo e dalle modalità di pagamento previste (in contanti o bancomat alla consegna, oppure tramite carta di credito). Inserendo il proprio comune, i consumatori possono scorrere l’elenco dei negozi del loro quartiere aderenti all’iniziativa: dopo essersi registrati alla piattaforma, basterà selezionare quello in cui si desidera effettuare un acquisto e, dopo aver consultato il menu, indicare i singoli prodotti da acquistare. A seconda di quanto previsto dal singolo negozio, si potrà quindi richiedere la consegna a domicilio – gestita dall’esercente stesso – o ritirare i prodotti in negozio nella fascia oraria concordata.

NON SOLO FOOD
La vetrina online raccoglie attività commerciali dei settori più disparati, dall’agroalimentare alla ristorazione, passando per la cura della persona, la cancelleria e molto altro ancora: ortofrutta, panetterie e panifici, macellerie e pescherie, bar, enoteche e ristoranti, cooperative sociali, aziende agricole e agriturismi, torrefazioni, pastifici e gastronomie, gelaterie e pasticcerie, ma anche cartolerie, copisterie, erboristerie, botteghe artigiane, negozi di articoli per la casa, abbigliamento, pelletteria o per animali.

Locale by Supermercato24 si rivolge infatti ai commercianti di quartiere che prevedono la consegna a domicilio o il ritiro dei prodotti in negozio e desiderano da un lato ottimizzare la raccolta degli ordini, dall’altro ampliare la propria visibilità e, di conseguenza, la propria clientela. In seguito alla registrazione, l’esercente indica il proprio comune di copertura, fornisce una breve descrizione della propria attività e condivide la sua offerta online, per poi gestire autonomamente il pagamento e la consegna dei prodotti, in seguito alle richieste raccolte attraverso la piattaforma.

DOVE E' ATTIVO IL SERVIZIO
Attualmente il servizio è attivo nelle seguenti province: Agrigento, Ancona, Arezzo, Bari, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Catania, Como, Cremona, Cuneo, Firenze, Forlì-Cesena, Genova, Latina, Lodi, Lucca, Mantova, Massa Carrara, Milano, Modena, Monza-Brianza, Novara, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pistoia, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Roma, Siena, Sondrio, Terni, Torino, Trento, Treviso, Varese, Verona, Venezia, Vicenza.

Decathlon promuove la compra-vendita di usato sportivo

La catena spinge con una campagna l'utilizzo del servizio Trocathlon dedicato alla seconda mano, che unisce piattaforma online e negozio

Decathlon punta su Trocathlon, una servizio volto a dare una seconda vita al materiale sportivo con relativa piattaforma di compra-vendita dedicata. Parte da qui, infatti, la nuova campagna dedicata a quest'ultimo e volta a sottolineare il principio delle 4R: riduco, riuso, riciclo e riparo.

COME FUNZIONA
Gli articoli usati possono essere portati nei negozi aderenti all’iniziativa per definire il giusto prezzo di vendita. Decathlon si impegnerà a venderli senza nessuna commissione. Per vendere al Trocathlon è sufficiente essere possessore di Carta Decathlon, compilare il contratto e la scheda tecnica di valutazione degli articoli. Per chi vuole risparmiare tempo, è attivo anche il pre-deposito on line. Se tutti gli articoli depositati sono stati venduti, il cliente riceverà via email un buono acquisto di valore pari al prezzo di vendita del materiale. Il buono ha validità 2 anni dalla data di emissione ed è spendibile, anche in più soluzioni, in tutti i negozi Decathlon o su decathlon.it.

Ma la piattaforma è in parte anche luogo di aggregazione e community, come suggeriscono i relativi eventi Trocathlon sportivi cui è possibile prendere parte.

Gruppo Gabrielli (Sun): il Pacco Buono a prezzo fisso

Si tratta di un pacco spesa con prodotti di prima necessità a prezzo fisso, declinato da Gruppo Gabrielli in tre tipologie differenti

Da tre punti di vendita Tigre situati a Roma parte l'iniziativa Pacco Buono del Gruppo Gabrielli (Sun), lanciata in collaborazione con la società sportiva AS Roma e Wetaxi, una start-up italiana che collabora con i principali Radio Taxi. Si tratta di un pacco spesa con prodotti di prima necessità a prezzo fisso, declinato in tre tipologie differenti, che saranno vendute online sul sito ilpaccobuono.it.

I tre formati sono:

  • InDISPENSAbili Medium con 24 prodotti a marchio Consilia, Fatti Buoni, La Molisana e Kimbo, brand legati alla AS Roma
  • InDISPENSAbili Large con 41 articoli
  • InDISPENSAbili Cura Casa e Persona con 22 item specifici.

Una volta ordinato il pacco sul sito specifico, uno dei tre punti di vendita aderenti al progetto riceve l’ordine e lo consegna a domicilio, attraveros Wetaxi Delivery. Grazie alla collaborazione con AS Roma, invece, sarà prevista la consegna gratuita per tutti i tifosi giallorossi.

L'epidemia di Covid-19 -sottolinea Barbara Gabrielli, vicepresidente del Gruppo Gabrielli- ha portato il cliente dei nostri punti di vendita a cambiare le proprie abitudini e il modo di fare la spesa. La nostra sensibilità ai bisogni della clientela ha portato alla formulazione di una soluzione immediata e pratica, come nel del Pacco Buono. Si tratta di un ulteriore servizio alla clientela, ma non sarà una soluzione d’acquisto provvisoria, riteniamo possa rappresentare un primo passo per un futuro consolidamento delle metodologie di vendita online dei nostri prodotti”.

Vicino a te (Coralis) avvia il franchising per ampliare la rete

Consorzio Coralis
La rete della catena Vicino a te, che conta nove punti di vendita, si arricchisce di uno store, il primo con la formula franchising

Il franchising diventa per l'insegna Vicino a te (Coralis) una leva strategica per la crescita e per la valorizzazione degli imprenditori del territorio nel quale opera. La rete della catena, che conta nove punti di vendita, si arricchisce di uno store, il primo con questa formula, aperto a Ruinas (Or), paese natale di Ignazio e Mariuccia Frongia, a cui si deve l'apertura del primo negozio dell'insegna.

Il nostro logo, Vicino a te, fino ad oggi era rivolto esclusivamente ai nostri clienti. Abbiamo deciso di essere vicino anche agli imprenditori del nostro territorio, avviando un’attività di franchising -dichiara Marco Frongia, amministratore del gruppo assieme al fratello Fabio e la sorella Diana-. Abbiamo adottato lo stesso criterio di Coralis, il consorzio di cui facciamo parte dal 2018. Il nostro nuovo partner mantiene la sua denominazione distintiva Il piccolo salumiere a cui è stata aggiunta l’insegna Vicino a te: mantenere la propria identità è fondamentale in un territorio come il nostro, perché l’identità è la cifra di quello che sei e di quello che i clienti ti riconoscono”.

Ai franchisee verrà garantito “un rapporto di collaborazione e vantaggiose condizioni d’acquisto dei prodotti di marca oltre che supporto per gli aspetti gestionali dell’impresa come il sistema informatico, il report mensile delle vendite fino alla gestione semplificata degli ordini” spiega l'azienda. La collaborazione comprende anche lo studio del restyling degli store, il rilancio del punto di vendita, la Carta fedeltà, l’eCommerce. I servizi di back office saranno già sviluppati e serviti da Vicino a te Franchising. Attraverso i software forniti, ogni negozio potrà contare su una propria area di rendicontazione delle performance del negozio, finalizzata a mettere l’imprenditore in condizioni di leggere in tempo reale il valore della propria attività.

Il progetto di franchising è strutturato per superfici di differenti dimensioni e ogni tipologia di store avrà un logo identificativo: (S) per le superette fino a 200 mq, (M) per quelle da 201 fino a 400, (L) per gli store da 401 a 600 mq e (XL) per quelli oltre i 601 mq.

 

La proposta multicanale di Esselunga

Cresce l'eCommerce e aumenta il settore beauty. Esselunga incrementa anche la presenza di locker sul territorio, aprendone due in altrettanti ospedali

L’eCommerce, in questo momento di lockdown, è cresciuto. La tendenza è generale, e molte insegne hanno implementato il proprio servizio online per assecondare la domanda crescente da parte del consumatore.

Nello specifico Esselunga ha registrato un aumento dell’85% di nuovi clienti e ha riscontrato il successo di settori come il beauty cresciuto del 75%. Nei mesi di marzo-aprile il peso dell’eCommerce sul totale comparto della bellezza è stato del 10%. L'offerta online del settore comprende 3.500 item di profumeria e 2.000 di make up a cui si aggiungono 800 articoli di parafarmacia.

In un articolo pubblicato da Pambianconews, Roberto Selva, chief marketing & customer officer di Esselunga, conferma questo trend: “Per la nostra catena il web è strategico e lo è anche il settore della cosmetica che continuiamo a potenziare”.
Di fatto sono aumentati i prodotti legati a questo isolamento e alla consequenziale chiusura di parrucchieri e centri estetici.

I locker negli ospedali

La rete di locker di Esselunga, attualmente formata da dieci strutture, situate a Milano, San Giuliano Milanese (Mi), Lissone e Macherio (Mb), Stezzano (Bg), Vigevano (Pv), Olgiate Olona (Va), Parma e Prato, si è arricchita di due locker, analoghi nel meccanismo, installati in due ospedali milanesi: il San Raffaele e l’Humanitas di Rozzano, dedicati esclusivamente ai dipendenti delle strutture sanitarie. L'offerta online comprende oltre 15.000 articoli di ogni categoria.

L'intento dell'azienda è di ampliare il numero dei locker esistenti sul territorio incrementando un servizio cresciuto molto negli ultimi mesi. Per le ubicazioni, Esselunga si concentrerà su luoghi ad alta densità di traffico.

Ovs: gli acquisti via WhatsApp

Risponderà il personale Ovs dedicato a questo servizio i cui numeri sono disponibili sul sito aziendale così come l'intero assortimento

L'insegna di abbigliamento inserisce nuovi servizi per facilitare gli acquisti dei consumatori. L'ultima novità messa in campo da Ovs è la possibilità di contattare e videochiamare su WhatsApp per acquistare l'assortimento donna, uomo e bambino. Risponderà il personale dedicato a questo servizio i cui numeri sono disponibili sul sito aziendale nel quale vengono riportati ubicazione, numero specifico e nome del dipendente che risponderà. L'offerta è visibile sul sito online suddivisa per categorie ma durante la chiamata o videochiamata saranno i dipendenti a guidare il consumatore nella scelta del capo da acquistare.

Il servizio è disponibile, per acquisti di almeno 30 euro, da lunedì a sabato dalle 10,30 alle 17,30 mentre la consegna a domicilio è prevista entro 48 ore ad eccezione di Sicilia e Sardegna per le quali il tempo massimo è di 72 ore, festivi nazionali o locali esclusi. I capi potranno essere pagati alla consegna senza spese aggiuntive. Le spese di spedizione sono gratuite per ordini superiori ai 50 euro, per importi inferiori sono pari a 4,95 euro. Si hanno trenta giorni di tempo dalla riapertura dei negozi per effettuare il reso.

 

Carrefour Italia: un servizio di spesa dedicato ai non udenti

carrefour italia park west
Per spiegare l’iniziativa e fornire le istruzioni del servizio è anche disponibile un video, realizzato nella Lingua dei Segni Italiana

Questa iniziativa nasce dalla collaborazione di Carrefour Italia con l'Ente Nazionale Sordi (Ens). Si tratta di un servizio di spesa telefonica con consegna a domicilio per i clienti non udenti che permette di inviare un ordine tramite app di messaggistica oppure di utilizzare il servizio Comunic@ENS, un call center che tutte le persone con difficoltà di udito in Italia utilizzano per i rapporti con gli udenti.

Per spiegare l’iniziativa e fornire le istruzioni del servizio è anche disponibile un video, realizzato nella Lingua dei Segni Italiana (Lis), visibile a questo link 

Il servizio di spesa telefonica e consegna a domicilio per questa tipologia di clienti va ad aggiungersi a molteplici azioni già portate avanti in questi anni in collaborazione con Ens, nate dalla consapevolezza che la diversità è una ricchezza e che investire sulle politiche di inclusione ci consente di offrire un servizio migliore a tutti i nostri consumatori -afferma Michele De Luca, direttore dell'ipermercato Carrefour di Grugliasco (To) dal quale è partito il progetto-. Sono particolarmente orgoglioso dell'impegno di tutti i dipendenti nel portare avanti queste iniziative, facendosi ambasciatori dei nostri valori e dimostrando l’attenzione che da sempre poniamo verso i bisogni della comunità".

L’obiettivo è di ampliare il più possibile la rete di punti di vendita aderenti, che attualmente conta circa 60 negozi su tutto il territorio nazionale, elencati al seguente link

Gusto 17: l’originale iniziativa che trasforma il gelato in tempo-regalo

L'agri-gelateria milanese lancia "Il tempo è gelato", un programma digitale integrato con gli store che premia i consumatori con una nuova valuta

La pandemia Covid-19 ha sicuramente cambiato e diversamente valorizzato il nostro concetto di tempo. A capirlo e farne un nuovo modello di fidelizzazione è stata l’agri-gelateria milanese Gusto 17, 2 Coni Gambero Rosso e 2 punti di vendita (via Savona 17 - Navigli; e via Cagnola 10 - Arco della Pace).

Gusto 17 ha infatti lanciato l'originale iniziativa "Il tempo è gelato", un programma digitale integrato agli acquisti in negozio, che prevede per ogni euro speso 6 secondi in regalo. Questi potranno essere accumulati e trasformati in premi-tempo da spendere in diverse esperienze o servizi quali lavaggio e stiraggio delle camicie a domicilio, la pulizia della casa o dell’auto.

Tra queste anche la possibilità di trascorrere una giornata nel laboratorio artigianale a Milano per creare il proprio gusto dei desideri, oppure di usufruire di un weekend per vivere delle esperienze con i produttori italiani le cui materie prime danno vita al gelato di Gusto 17.

Dal 7 maggio è possibile scaricare la propria card nel mobile wallet o sul proprio Google Play per iniziare ad accumulare punti-secondi da trasformare in tempo libero. La card digitale per ricevere punti-tempo funziona attraverso la semplice lettura. Maggiori dettagli anche sulla relativa pagina sito di Gusto 17.

Ristorazione e distanziamento sociale: a rischio 4 milioni di sedute

Se le indiscrezioni circa le misure di distanziamento previste dal governo, con una persona ogni 4 metri quadri, venissero confermate, i ristoranti italiani perderebbero in un sol colpo 4 milioni di posti a sedere, ovvero il 60% del totale.

Il dato è stato calcolato dall’Ufficio studi di Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi sulla base delle dimensioni medie dei locali. La ristorazione italiana è infatti composta da piccole attività, che hanno in media una superficie di 90 metri quadrati e 62 posti a sedere. Un posto a sedere ogni 0,7 metri quadri, che scende a 0,6 nei locali più piccoli, ma che, con la previsione dei 4 metri quadri di distanziamento tra i commensali, scenderebbe sotto lo 0,3.

"Questa non è una soluzione, ma un serio ostacolo alla ripresa della nostra attività lavorativa – sottolinea Aldo Cursano, Vicepresidente vicario di Fipe -. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità da settimane a discutere di maggiori spazi all'esterno, di distanze ragionevoli tra i tavoli, di dispositivi di protezione individuale e possiamo anche valutare, se necessario, di installare delle paratie tra un tavolo e l’altro. Ma il governo non può chiederci di mantenere 4 metri quadri di distanza tra commensali dello stesso tavolo. Altrimenti avremmo ristoranti con solo tavoli da uno".

Per questo la Fipe ha simulato anche altri due scenari.
Se il governo decidesse di distanziare i tavoli di 4 metri lineari l’uno dall’altro, la perdita di posti a sedere sarebbe di 3,5 milioni, ovvero la metà dei 7 milioni attualmente disponibili nei ristoranti italiani.
Se invece si optasse per i due metri di distanza tra i tavoli, senza distanziamento tra i commensali allo stesso tavolo, la perdita sarebbe del 30% dei coperti.

"Quest’ultimo è l’unico scenario sostenibile – sottolinea Cursano -, il solo in grado di permettere agli imprenditori del settore di continuare a lavorare, magari recuperando una parte dei posti a sedere persi, occupando lo spazio al di fuori dei locali. Mi auguro che sia il governo sia i presidenti delle Regioni tengano bene a mente questi calcoli prima di prendere una decisione definitiva".

Cosa serve per la spesa online post emergenza?

La lezione ricavata dall’esperienza dei retailer food italiani, per prepararsi a un nuovo bilanciamento tra fisico e online e alle necessità dei clienti (da Gdoweek n. 8)

Click&Collect, consegna a domicilio, locker: alcuni retailer hanno cominciato offrendo una sola di queste possibilità, per poi allargare la scelta. Altri si sono mossi da subito su più fronti e oggi possono contare su un servizio che contempla tutte le formule di ritiro. L’emergenza Coronavirus ha cambiato le carte in tavola e tutti i retailer si sono mossi rapidamente per ampliare e migliorare il servizio. “Non credo che l’online, almeno per l’alimentare, potrà mai raggiungere le cifre di penetrazione di settori come editoria o elettronica -spiega Lucia Bruzzone, digital manager di Basko- e non credo che ci sia un cliente per una tipologia di servizio. Anzi, tutti siamo potenzialmente clienti per tutti i servizi, a seconda del momento. Adesso dobbiamo ragionare in una logica di complementarietà con il negozio fisco”.

Prima di tutti sono cresciute le dimensioni del traffico online: a marzo ha segnato un +60%; nell’ultima settimana di febbraio la spesa online ha visto un incremento del 200% rispetto alla settimana precedente, quando già cresceva del 40% (analisi Competitoor.com, 1 febbraio-1 marzo).

Prese le misure su nuove richieste e consumi, i retailer guardano oltre, considerando la possibilità che le nuove abitudini rimangano anche nella fase successiva al lockdown.

Con un magazzino nel milanese chiuso per 12 giorni a marzo, il sovraccarico degli accessi a mezzanotte, quando venivano aperti gli slot, Esselunga (che ha scritto una lettera ai consumatori scusandosi per i disagi) ha ripensato il servizio aprendo la possibilità di consegna lungo tutto l’arco della giornata e per 7 giorni; inoltre ha limitato le consegne, solo una a persona ogni settimana, e ha riservato agli over 75 e ai diversamente abili il 40% della capacità del proprio eCommerce. “Stiamo lavorando per anticipare in modo considerevole la capacità di Esselunga a Casa, che aumenterà ogni mese”, si legge ancora nella lettera e, nel frattempo, in oltre 100 negozi è partito il servizio di Prenota&Ritira, con spesa online e ritiro su appuntamento entro le 48 ore successive all’ordine.

Servizi che potranno trovare spazio anche nella fase 2 nella quale l’eCommerce potrebbe pesare di più, come suggerisce Lucia Bruzzone (Basko): “Sono sempre stata convinta che la lenta affermazione dell’eCommerce in Italia fosse da attribuire a un problema di notorietà del servizio; ma la rapidità con cui è stato adottato nel momento dell’emergenza mi ha fatto ricredere. Probabilmente non diventerà un’abitudine per tutti, quanto una possibilità in più da scegliere. Credo che si confermerà un’accelerazione nella penetrazione dell’eCommerce alimentare”. Se prima dell’emergenza le vendite online valevano il 2% del fatturato dei negozi Basko, durante la quarantena tale incidenza è più che raddoppiata e con uno scontrino medio importante che, da una media di 100 euro pre crisi, sta crescendo del 60%.

Le abitudini d’acquisto digitale cambiano anche in funzione delle caratteristiche del territorio e della popolazione. Nell’area di Genova servita da Basko, gli over 65 fanno la spesa online, anche grazie al canale ‘mobile’, strumento che genera il 70% del traffico, e alla app che registra il tasso di conversione più alto. Per questo, appena la contingenza lo consentirà, Basko si trasferirà dall’attuale magazzino al nuovo dark store di Genova Bolzaneto per offrire anche in rete un assortimento più ampio. Un eCommerce la cui regia è tutta Basko: la piattaforma informatica è sviluppata e gestita, per i soci Agorà, da Digitelematica, la logistica è interna, il picking è terziarizzato, a parte quello dei freschissimi, gestito direttamente.

“Sono convinto che questo evento cambierà gli stili di vita e i modelli di consumo degli italiani -ammette Simone Pescatore, direttore marketing e comunicazione di Bennet-: non credo che, passato il virus, torneremo ad acquistare quello che consumavamo prima, tanto online, che cresce esponenzialmente, quanto in-store”.

E l’aumento sia della frequenza sia dello scontrino medio, prova che le reticenze stanno per essere abbattute. Non solo: l’eccesso di richieste nell’eCommerce spinge la necessità di pianificare la spesa con maggior anticipo, con sessioni che, secondo l’esperienza di Bennet, si stanno spostando da desktop a supporti mobili (tablet o smart phone), ma senza il ricorso ad app. “L’accesso via mobile era superiore già prima della crisi, 60% contro 40%, ma il trend va verso un’ulteriore crescita dei supporti mobili almeno per il 70%. Credo che il digitale rimarrà anche dopo l’emergenza, e con volumi simili -precisa Simone Pescatore-. Stavamo già lavorando per una piattaforma più capace e per integrare sito corporate ed eCommerce: il processo sarà concluso parzialmente a fine 2020 e completamente nel primo semestre 2021, implementando la soluzione Sap Commerce e un nuovo back end. Per noi di Bennet, digitale ed eCommerce rappresentano il principale asse strategico, sul quale sono diretti anche gli investimenti”. Un’integrazione tra fisico e digitale che richiede strategie dedicate dal punto di vista dell’offerta, con la convenienza che non cambia: “Le promozioni dell’eCommerce sono le stesse che si trovano nei nostri format -spiega Pescatore-: anzi se ne aggiungono altre, per seguire dinamiche proprie del canale”. Essendo store based, l’assortimento è un sottoinsieme di quello del negozio, con freschi e freschissimi al completo, surgelati, qualcosa di non food, soprattutto stagionale, e grandi campagne top of mind per il cliente. Gli ordini per i laboratori interni, come la pasticceria o la polleria, vengono gestiti su richiesta nell’online, con torte fatte su misura e rosticceria consegnata calda. Tutti elementi importanti per distinguersi: la capacità di personalizzare la scelta dei freschi continua a essere in cima ai desideri dei clienti e potrà confermare gli scontrini alti, grazie a spese che integrano prodotti prima poco acquistati online.

Sempre nell’ambito del servizio, ma sul fronte della standardizzazione e della semplificazione della spesa (per l’emergenza e non solo), Carrefour ha lanciato Gli Essenziali, 3 box alimentari e 3 kit tematici preconfezionati a prezzo fisso, da ordinare e ricevere velocemente, abbinati anche a una donazione alla Protezione Civile. L’eCommerce può essere anche di prossimità come strumento per un contatto più diretto con le persone, utilizzando il telefono per accordarsi sulla consegna e prendere gli ordini, soprattutto per gli over 65.

“L’online sta modificando i consumi e la modalità di fare la spesa e lo vediamo bene con l’evoluzione del nostro Crai Spesa Online, un marketplace della prossimità con oltre 170 negozi in 14 regioni -sottolinea Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di Crai Secom-. Sarà interessante vedere che impatto avrà una volta tornati alla normalità, mentre c’è una forte riscoperta del concetto di prossimità. Credo che si dovrà spingere ancora di più su qualità e filiera italiana, ma non penso che cambieranno le promozioni; forse cambierà il mix dei prodotti. Di sicuro ci sarà molta più attenzione al servizio, alla relazione, alla qualità e alla sicurezza, fattori indispensabili anche in questo momento”.

Al momento Crai Spesa Online, nel quale ogni negozio propone il proprio assortimento, è gestito da un partner tecnologico esterno in collaborazione con una squadra interna dedicata ed è in crescita costante: +1.075% le visualizzazioni delle pagine, +107% nuovi utenti, +184% le sessioni, +36% le sessioni per utente e +989% la media settimanale degli ordini, rispetto al 2019; oltre 1.500 gli ordini evasi quotidianamente, con più di 500 chiamate al giorno per il customer care, una richiesta pressante per la consegna a domicilio rispetto al click&collect, scontrini più alti. “Per noi Crai Spesa Online è un’estensione dei servizi del negozio tradizionale”, precisa La Viola. Crai ha anche previsto il potenziamento della app attraverso un ampliamento dei contenuti e una più forte integrazione tra mondo Crai e Crai Spesa Online. Le due aree, istituzionale ed eCommerce, sono integrate attraverso il Crm, che permette il riconoscimento del singolo cliente. Allo studio anche servizi di spesa su abbonamento.

Si basa sulla prossimità anche l’esperienza di Consorzio Europa (Sigma D.IT), che per ora offre un servizio molto apprezzato di consegna della spesa con ordini via WhatsApp ed email, affidato ai singoli imprenditori che gestiscono i negozi. “Chi lo fa bene, con impegno e puntualità, avrà buoni riscontri in futuro”, chiarisce Oreste Santini, presidente di Consorzio Europa. La complessità sta nel rifornimento puntuale e frequente di negozi anche molto piccoli, che si trasformano in poli di una rete commerciale più ampia rispetto a una spesa limitata al canale fisico, cui si aggiunge l’integrazione tra attività instore e preparazione delle spese da consegnare. “Non mi voglio illudere che tutti i consumatori venuti in questo periodo nei negozi di prossimità rimangano -spiega Donatella Prampolini Manzini, presidente Realco e D.IT-: noi ci siamo fatti trovare pronti, disponibili, professionalmente preparati, offrendo assortimento, cortesia e prezzo anche nella piccola dimensione. Come Distribuzione Italiana stiamo anche studiando una piattaforma comune, un progetto in questo momento rallentato. Cessata l’emergenza, lo riprenderemo, puntando su consegna a domicilio e click&collect”.

Nuove prospettive anche per Conad, che ha in cantiere un progetto di eCommerce di cui si stanno definendo i temi proprio in questi giorni, a fronte di un traffico che, come ha sottolineato Francesco Pugliese, è passato da 9.000 consegne al giorno a 95.000.

Anche Multicedi con Decò sta lavorando a una piattaforma dedicata, capace di dare a ciascun negozio una vetrina virtuale dalla quale i clienti possono fare direttamente gli ordini, anche tramite app, riceverli a casa o ritirarli in negozio. “Il servizio è in fase di ottimizzazione benché già attivo come test in alcuni SuperStore e Maxistore Decò -racconta Angelo Merola, responsabile marketing di Multicedi-: è raggiungibile online dal link latuascelta.supermercatideco.it o dall’home page del sito istituzionale”. Le richieste aumentate anche del +500%, secondo Merola, evidenziano due aspetti: “In emergenza il consumatore fa ricorso a tutti gli strumenti che la tecnologia e gli operatori hanno messo a disposizione, con picchi di ordini nel fine settimana. Da qui, l’enorme potenziale dell’online, anche nel settore food”.

In fase di ampliamento anche il servizio proposto da Gruppo Dimar (Selex) per Mercatò Extra: 8 i negozi attivi in modalità drive o consegna a domicilio, dal sito www.mercato.cosicomodo.it, marketplace che raccoglie insegne diverse. L’assortimento comprende circa 13.000 referenze, incluse le mdd Selex, con la possibilità di specificare, per i freschi, il taglio o la preparazione preferita.

Proprio in questi giorni anche Gruppo Isa (VéGé) ha lanciato la app per offerte e informazioni ai clienti, portando, a marzo, da 3 a 12 i supermercati abilitati alla spesa online.

La diffusione della spesa online non è uniforme nella Penisola: secondo Osservatori.net la copertura provinciale nel 2019 era dell’80%, con notevoli disparità tra Nord, molto ben coperto, Centro a macchia di leopardo e sud scoperto. La copertura per Comune è ferma al 6,5% mentre per le città con più di 50.000 abitanti siamo al 93%. Numeri che aprono spazi potenziali per il sud. “Già prima dell’emergenza eravamo consapevoli dell’importanza strategica dell’online in questo canale che in futuro guadagnerà sempre più quote di mercato -afferma Michele De Leo, responsabile sistemi informativi di Maiora Despar Centro-Sud-. Per questo abbiamo attivato il servizio in altre piazze, in particolare in Puglia e Basilicata”.

Tra i temi più caldi, l’importanza di avere a disposizione una squadra focalizzata sul risultato e disposta a garantire la continuità del servizio. “Vendere generi alimentari è un servizio di cui non si può fare a meno neanche per pochi giorni -dichiarano da Eataly-. Grazie a questa emergenza, abbiamo scoperto di avere un gruppo di persone che ha dato il massimo per continuare a garantire il servizio”. Da Eataly la spesa media è cresciuta del 30% con un’ampia parte dello scontrino dedicata ai prodotti freschi per la crescita in particolare della macelleria. È stata abbassata la soglia di spesa per la consegna gratuita, da 69 a 36 euro, a fronte di una spesa minima di 20 euro; Eataly ha inoltre potenziato il servizio clienti via telefono, email, form sul sito o chat: fattori che ampliano il target di clienti per l’eCommerce alimentare.

Mascherine: le scelte dei retailer

Carrefour, Coop, Despar e Conad rendono disponibili nei propri store le mascherine chirurgiche per affrontare la Fase 2. Crai si sta organizzando

Aggiornamento 14 maggio 2020

L'accordo siglato tra il Commissario straordinario per il coronavirus, Domenico Arcuri, Confcommercio e Federdistribuzione, avvia la vendita delle mascherine chirurgiche a 0,50 centesimi in circa 20.000 punti di vendita sul territorio italiano.

Carrefour Italia, per esempio, le sta introducendo nei propri store diretti, ampliandone la presenza progressivamente in ogni regione in base alle disponibilità. L'azienda sottolinea: "confermiamo l'impegno per il Paese e al servizio della comunità, anche alla partenza della Fase 2". Aderisce anche Etruria Retail che nei suoi 290 negozi Carrefour affiliati in Toscana, Umbria e Alto Lazio vende le mascherine chirurgiche al prezzo fissato di 50 centesimi, più 11 centesimi di iva. I dispositivi di protezione individuale sono in vendita sugli scaffali di tutti i punti di vendita della rete in confezioni da 5 mascherine.

"In un momento difficile per il tutto il Paese i nostri punti di vendita continuano a essere vicini alle esigenze dei clienti, mettendo a disposizione, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, un bene, come le mascherine -spiega l'azienda-. Grazie a una rete di distribuzione capillare ci impegniamo, costantemente, nel rifornire gli store e garantire ai nostri clienti tutto ciò che è necessario per la loro spesa quotidiana”.

Mascherine in vendita anche nella rete di Coop Lombardia, e in generale nei negozi della rete Coop sul territorio nazionale, e da Conad. Despar Centro-Sud aveva, già nei giorni scorsi, annunciato la sua scelta di fornirsi di mascherine.

L'Ad di Conad, Francesco Pugliese, scrive in un tweet: "In attesa che quanto promesso in tv e sui social si avveri con la cancellazione dell'iva intanto assorbiamo noi il costo e stiamo vendendo al pubblico a 0,50".

In una nota Coop spiega: "Abbiamo accolto l’invito del governo di adeguarsi al prezzo indicato delle mascherine; già da alcuni giorni nei nostri store erano disponibili mascherine a 0,60 cadauna iva inclusa. Coop ha rinunciato a chiedere ristoro al governo per le mascherine precedentemente acquistate a costo più alto".

Crai Secom ha invece deciso di ritirare, ma solo temporaneamente, le mascherine dalla vendita. L'azienda spiega: "Ci siamo attivati da subito per trovare sul mercato delle mascherine con un prezzo più basso, in modo da poterle vendere quanto prima al prezzo indicato dal Governo. L’azione che abbiamo intrapreso va proprio nella direzione di continuare a dare il massimo del servizio ai nostri clienti, così come abbiamo fatto da sempre ed è parte del dna di tutta la nostra organizzazione. Abbiamo rafforzato anche questa nostra caratteristica nelle ultime settimane di emergenza e di disagio cercando di far fronte al meglio alle esigenze dei nostri clienti. Lo stiamo facendo dall’inizio dell’emergenza, tutti i giorni, in tutti i nostri negozi, con migliaia di donne e uomini che lavorano con professionalità e dedizione. Contiamo pertanto di risolvere questa situazione in breve tempo".

Anche NaturaSì si è dotata di mascherine ma propone quelle in cotone lavabili fino a quindici volte, classificate come maschere ad uso medico di Tipo I, e realizzate dalla Cooperativa sociale Quid, la realtà veronese che dà lavoro a uomini e donne con un vissuto di fragilità. Per lavare le mascherine basta immergerle in un litro di acqua con cinque grammi di candeggina, sciacquare con acqua corrente e fare asciugare all'aria per poi stirare a massima temperatura fino al quindicesimo utilizzo.

A riguardo interviene anche Federdistribuzione che in una nota spiega: "Le aziende di Federdistribuzione hanno continuato a vendere le mascherine al prezzo fissato di 50 centesimi + iva, cioè con un prezzo al pubblico di 0,61 centesimi di euro, ancora per tutta la scorsa settimana fino ad aver quasi esaurito le scorte di circa 9 milioni di pezzi ancora disponibili al 26 aprile scorso, e si stanno ora riapprovvigionando grazie all’accordo con il Commissario Arcuri. Al momento le mascherine sono in vendita presso Bricocenter, Bricoman, Carrefour, Esselunga, Gruppo Selex (insegne Pan, Gala, Mercatò, Galassia, Il Gigante), anche se non in tutti i punti di vendita delle insegne citate per un totale al momento di circa un migliaio di grandi negozi".

Entro qualche giorno, si completerà il numero delle insegne e gli approvvigionamenti entreranno a pieno regime consentendo la copertura di 8.000 punti vendita.

 

Ristorazione, 15 misure urgenti per salvare il settore

Ubri, riflessioni sul futuro della ristorazione
Le 11 imprese di Ubri hanno sviluppato nel 2019 un fatturato di 200 milioni, impegnando 3.300 dipendenti in 400 locali, di cui 30 all’estero

L'Unione brand ristorazione italiana (Ubri) è un'associazione nata quest'anno per iniziativa di Vincenzo Ferrieri, (foto home page), ad di Cioccolatitaliani, e Antonio Civita, Ceo di Panino Giusto, per gestire e coordinare l'emergenza scatenata dal Covid19: un fulmine a ciel sereno per quasi tutti e certamente un sisma stile Casamicciola per la ristorazione. Gli 11 Ceo (e in molti casi co-fondatori) di catene della “ristorazione moderna organizzata” (fra le quali Cioccolatitaliani, Panino Giusto, La Piadineria, Pescaria, Panini Durini, Bun Burger) hanno presentato oggi alla stampa 15 misure urgenti da sottoporre al Governo: queste misure interessano principalmente l'area fiscale  (dove Ubri auspica la cancellazione provvisoria delle imposte come Cosap, Tari, Imu); il personale (proroga della cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre 2020, detrazione degli oneri contributivi); le locazioni (estensione del credito d’imposta agli affitti ramo d’azienda), e le agevolazioni sulle vendite (es. abbattimento delle commissioni agli operatori del delivery).

Undici sono anche, come ha ricordato Tunde Pecsvari, Macha Caffè, portavoce dell’Unione Brand Ristorazione Italiana, i tavoli di confronto, strategici e operativi, ora concentrati sulle misure da adottare nella fase 2 del Covid-19, ma non solo: questi tavoli sono innovazione digitale, acquisti, sviluppo, personale e formazione, operations, internazionalizzazione, location, legale e finanza, rapporti istituzionali, marketing. Attraverso questi tavoli Ubri condivide le competenze delle singole catene per rendere più efficienti i propri modelli di business e affrontare insieme le sfide che presentano i mercati nazionale e internazionale.

Il fatturato complessivo che le 11 imprese hanno sviluppato nel 2019 è di 200 milioni, impegnando 3.300 dipendenti in 400 locali, di cui 30 all’estero. Senza il meteorite Covid19, le prospettive 2020 puntavano su un’ipotesi di fatturato di 250 milioni, per 470 locali (40 all’estero) e 4.000 dipendenti.

Vincenzo Ferrieri, presidente Ubri, è anche delegato ai rapporti istituzionali, mentre Antonio Civita, Ceo di Panino Giusto, è vice presidente con delega ai rapporti con altre Associazioni.

Antonio Civita, Ceo di Panino Giusto

Danilo Gasparrini, Ceo e co-fondatore di Bun, segretario generale di Ubri, seguirà l’innovazione digitale, mentre Maria Luisa Castiglioni, ad di Panini Durini, avrà la delega a risorse umane, formazione e e-learning. Citiamo anche altri due nomi famosi nella ristorazione commerciale, Domingo Iudice , co-fondatore e chief marketing manager di Pescaria, che seguirà il marketing e la comunicazione di Ubri, e Matteo Pichi (Poke House) che si occuperà di tutte le tematiche del delivery.

Ubri non ha dichiarate finalità politiche e sindacali, "quindi -precisa Ferrieri- non puntiamo a fare incetta di soci per realizzare massa critica. Noi vogliamo rappresentare un organo di collegamento e discussione utile per aiutarci a sostenere questa difficile fase di ripartenza che, tra l’altro, rischia di costarci più dei tre mesi precedenti trascorsi con i locali chiusi".

GLI 11 DI UBRI-UNIONE BRAND RISTORAZIONE ITALIANA (nelle didascalie della gallery le loro deleghe all'interno di UBRI)

Vincenzo Ferrieri_(Cioccolati Italiani), presidente Ubri

Antonio Civita (Panino Giusto), vicepresidente Ubri

Lorenzo Vinazzani_(La Piadineria)

Tunde Pecsvari (Macha Cafè)

Maria Luisa Castiglioni (Panini Durini)

Nico Grammauta (Bowls & More)

Giovanni Grossi (Lievità)

Fabio Ionà (Supervale)

Danilo Gasparrini (Bun)

Matteo Pichi (Poke House)

Domingo Iudice (Pescaria)

 

 

Cat&rina Benatural: la lettiera al tofu eco-friendly

Rinaldo Franco Spa amplia la gamma delle lettiere vegetali del brandCat&Rina inserendo la lettiera al tofu, in versione classica o profumata.

L’utilizzo di una lettiera eco-compatibile è un piccolo gesto per impegnarsi ogni giorno a rispettare l’ambiente e costruire un mondo più sano e pulito. Per questo Cat&Rina offre una gamma sempre più ampia di lettiere vegetali:prodotti compostabili e biodegradabili che non inquinano l’ambiente né rilasciano polveri nocive per la nostra salute e dei nostri animali.

BeNatural è interamente di origine vegetale, leggera e facile da smaltire, trattiene perfettamente gli odori ed è disponibile nella versione classica o al profumo di pesca.La pratica confezione salva freschezza con ziplock aiuta a preservare l’aroma a lungo e ed è 100% riciclabile una volta terminato il prodotto.

Grazie ad un agglomerante naturale “fa la palla”: assorbe istantaneamente l’urina del gatto formando solidi grumi compostabili, semplici da rimuovere, che non si sbriciolano e possono essere gettati nell’umido o nel WC, senza sporcare né perdere tempo.

Rinaldo Franco S.P.A.
Via Fratelli Cervi 2
20090 Trezzano s/N MI Italy
tel. +39 02.48.37.61.57
fax. +39 02.41.29.18.40

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La formazione di una palla piccola e compatta riduce lo spreco, garantendo anche un risparmio per il consumatore finale: un sacchetto da 5,5 litri durerà fino a 30 giorni.

La famiglia delle lettiere vegetali Cat&Rina include la lettiera in puro mais WeVegetal, prodotta in Italia, e la lettieraCatigienicain pura cellulosa, prodotta in Europa, facile da trasportare perché più leggera rispetto alle sabbie tradizionali, ad altissima assorbenza e anti-odore. Ideale anche per roditori, conigli e piccoli animali, si può trovare in confezioni da 8 o da 12 litri.

Le 3 lettiere vegetali condividono lo stesso cuore verde:100% naturale e biodegradabile,rispettano l’ambiente e gli esseri viventi, non rilasciando polveri nocive né sostanze inquinanti.

Le lettiere Cat&Rina fanno parte dell’assortimento a marchio Best Friend proposto per la GDO e visibile sul sito www.best-friend.it

Kasanova ridisegna servizi e offerta online

comportamento di acquisto per i casalinghi
comportamento di acquisto per i casalinghi
Tra le ultime novità, Kasanova ha lanciato il servizio Chat Assistant, una videochiamata con WhatsApp direttamente da casa

"Abbiamo ridisegnato il casalingo in offerta, qualità, competenza, convenienza e servizio". Kasanova promuove l'offerta e nuovi format di shopping online sperimentati in questo periodo di lockdown dovuto all'emergenza sanitaria da Coronavirus.

Tra le ultime novità il servizio Chat Assistant, una videochiamata con WhatsApp direttamente da casa, per curiosare e districarsi tra gli scaffali degli store con l’aiuto e i suggerimenti di un personal shopper in carne e ossa. Questo servizio con consegna a domicilio, già collaudato nelle scorse settimane, continuerà anche dopo l’apertura dei negozi. Lo si può utilizzare cliccando sul sito https://www.kasanova.com/it/chat-assistant/ e contattare tramite WhatsApp (in chat o videochiamata) uno dei punti di vendita Kasanova aderenti all'iniziativa. Il personale apparirà in diretta per accompagnare il cliente nel tour dello store e assisterlo nella scelta degli articoli.

In fatto di offerta, Kasanova propone una serie di articoli in linea con la stagione primaverile, di design, accessori che strizzano l’occhio al risveglio della natura.

Gruppo Gabrielli supporta i volontari marchigiani

Gruppo Gabrielli acquisterà attrezzature per diminuire il rischio di contagio dei volontari, impegnati nel trasporto sanitario di persone contagiate

Prosegue l'impegno del Gruppo Gabrielli che, negli ultimi mesi, ha voluto dare il proprio contributo nella lotta al Coronavirus e a sostegno delle strutture sanitarie del territorio. Dopo un'analisi al fianco della Regione Marche, l'azienda ha deciso di dirottare la disponibilità finanziaria del Gruppo Gabrielli (in un primo momento indirizzata alla partecipazione della realizzazione dell’ospedale Covid in Civitanova) all’acquisto di attrezzature per diminuire il rischio di contagio dei volontari, impegnati quotidianamente nel trasporto sanitario di persone contagiate. A supporto del sistema sanitario regionale, il Gruppo Gabrielli, anche dopo l'emergenza Covid, acquisterà per l'Anpas e la Croce Rossa delle Marche sanificatori per igienizzare le autoambulanze per il trasporto e la gestione dei malati; “sedie portantine pieghevoli” con cingoli per salita e discesa scale per aumentare le distanze di sicurezza.
Giancarlo Gabrielli, presidente della Holding del Gruppo Gabrielli, spiega: “Un modo concreto di dimostrare la nostra resilienza per aiutare il volontariato che tanto si è adoperato nel corso di questa emergenza nel supportare il Servizio Sanitario Regionale ed aiutarlo a far fronte all’aumento e complessità degli interventi di emergenza e trasporto sanitario”.
I fondi donati dalla famiglia Gabrielli sono un riconoscimento all'encomiabile lavoro svolto dai tantissimi volontari impegnati in questi giorni nella lotta alla diffusione del coronavirus” sottolinea il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.

Ripresa in sicurezza grazie ai dispositivi Covistop!

Una linea completa di soluzioni per la protezione da virus e batteri.

Riapri il tuo esercizio commerciale in totale sicurezza: scegli i dispositivi Covistop! Barriere da banco, pareti divisorie, colonnine dispenser con gel igienizzanti: le migliori soluzioni per proteggere la tua attività dalla diffusione di virus e batteri. Le barriere sono realizzate in plexiglass, semplici da installare e da igienizzare, con l’utilizzo di panni antistatici e detergenti a base non alcolica. Questi dispositivi possono essere progettati e realizzati su misura, in modo che siano perfetti per qualunque tipologia di spazio. Dal sopralluogo alla consulenza, dalla progettazione al trasporto, fino al montaggio e all’assistenza post-vendita, avrai un team dedicato alla produzione delle soluzioni ideali per il tuo negozio. I dispositivi possono essere personalizzati con il tuo logo o con una grafica a tua scelta. La consegna avviene in 24 ore nel Nord e Centro Italia e in 48 ore al Sud: in Lombardia è gratuita! Acquistando i sistemi di protezione Covistop è possibile beneficiare del credito d’imposta previsto dall’articolo 30 del Decreto-Legge 8 aprile 2020 n. 23, come pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Sul sito www.covistop.it sono disponibili le schede tecniche dettagliate di ogni prodotto. Per una progettazione dedicata puoi contattare il numero di telefono del customer care: 340.3957991. La linea è in continua evoluzione: sulla base delle esigenze dei nostri clienti, integriamo di volta in volta nuove soluzioni. Siamo a tua disposizione!

Eurostands in Italia

Viale delle industrie, 51
20040 – Cambiago (MI), Italy
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Metro Italia: “Aspettiamo ancora deroga per apertura temporanea a consumatore finale”

La proposta, appoggiata e sostenuta da Federdistribuzione, non ha ancora trovato risposta da parte del Governo

In periodo di lockdown, dovuto all'emergenza sanitaria da Coronavirus, Metro Italia aveva avanzato la proposta di aprire i suoi store al consumatore finale. La proposta, appoggiata e sostenuta da Federdistribuzione, non ha ancora trovato risposta da parte del Governo.

Tanya Kopps, ceo di Metro Italia, sottolinea la posizione dell'azienda: “I punti di vendita Metro, grazie agli ampi spazi e all’assortimento pensato per i professionisti della ristorazione e dell’ospitalità, possono sicuramente essere un punto di approvvigionamento importante in questa fase di prolungato distanziamento sociale, con la possibilità di acquistare maggiori quantità di prodotto in un’unica soluzione. La richiesta arriva da tanti cittadini che ci chiedono a gran voce la possibilità di approvvigionarsi presso i nostri store. Considerato inoltre la riscoperta da parte degli italiani del piacere di cucinare, dettata dall’emergenza del momento, Metro è anche il luogo ideale dove acquistare prodotti inediti, pensati per gli chef, per aggiungere un tocco di creatività ai propri menù casalinghi”.

Metro sottolinea inoltre il riflesso positivo sui livelli occupazionali del comparto “che impiega complessivamente circa 15.000 persone, di cui oltre 4.000 di Metro Italia”.

Crai: un concorso per il canale drugstore

Crai ha lanciato il concorso Tutti pazzi per lo shopping, attivo fino al 31 maggio negli store delle insegne drugstore del gruppo

Il gruppo mette in palio 10 buoni outlet da 2.000 euro e oltre 2.900 buoni spesa da 5 euro da spendere nel proprio negozio drugstore di fiducia. Crai ha lanciato il concorso Tutti pazzi per lo shopping, attivo fino al 31 maggio negli store delle insegne Caddy’s, Caddy’s Maxistore, IperSoap, Pilato, Proshop, Risparmio Casa, Saponi&Profumi, Shuki, Smoll.

Per partecipare al concorso basta effettuare una spesa minima di 15 euro acquistando almeno un prodotto sponsor 2 in un unico scontrino. La modalità Cancella&Vinci, introdotta in una cartolina consegnata direttamente in cassa, consente di scoprire nell’immediato l’eventuale vincita di uno dei 2.964 buoni spesa da 5 euro (da convalidare successivamente tramite registrazione sul sito del concorso www.tuttipazziperloshopping.it). Inoltre la registrazione online permetterà a chiunque di partecipare all’estrazione dei 10 super premi finali: buoni outlet da 2.000 euro ciascuno, con un esperto personal shopper a propria disposizione.

Per la promozione del concorso è stato approntato un piano media che prevede comunicazione Tv, attiva su tutte le reti Mediaset, online e instore attraverso l’esposizione di locandine ed evidenziatori da scaffale e con radio spot dedicati all’interno dei circuiti radio instore di ciascuna insegna.

Aspiag Service (Despar): i risultati dei progetti charity

Le attività di charity promosse e sviluppate da Aspiag Service (Despar) hanno permesso di raccogliere oltre 178mila euro che saranno devoluti

Più di 240mila "microdonazioni" a margine della spesa in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna per un totale di oltre 162mila euro. Sono i risultati del progetto di charity ideato e promosso da Aspiag Service in occasione dell'8 marzo Il mondo ha bisogno delle donne. L'iniziativa ha visto il coinvolgimento dei punti di vendita diretti e affiliati delle quattro regioni in cui Aspiag Service è presente: a beneficiare della raccolta sono state altrettante realtà, impegnate nel sostegno ai rispettivi territori. Ai clienti è stato chiesto di “arrotondare” lo scontrino alle casse. Ma non si tratta dell'unico progetto solidale intrapreso dall'azienda che, attraverso la vendita delle tradizionali campane di Pasqua, ha raccolto altri 16mila euro che verranno devoluti a realtà attive nel supporto assistenziale di bambini e famiglie in difficoltà.

A queste attività se ne aggiunge una terza, Una buona ragione per fare del bene, che una delle tradizionali attività di charity attivate nei punti di vendita Eurospar e Interspar gestiti da Aspiag Service. Nelle due settimane precedenti alla Pasqua sono state vendute campane di cioccolato per un ricavato di 16.120 euro che sarà interamente devoluto, su base regionale, a quattro realtà attive nel supporto assistenziale di bambini e famiglie in difficoltà.

I progetti di Charity che abbiamo lanciato tra febbraio e aprile -dichiara Fabio Donà, direttore marketing Despar- hanno avuto una eccezionale risposta da parte dei nostri clienti: li vogliamo ringraziare per aver raccolto e fatto proprie anche quest’anno due iniziative a cui teniamo molto. In un momento molto impegnativo per l’Italia, tutti hanno mostrato la propria solidarietà e, insieme, abbiamo raggiunto un obiettivo straordinario. Un ringraziamento speciale va ai nostri colleghi, che hanno supportato le campagne coinvolgendo i clienti nella donazione: questo grande risultato è frutto del loro entusiasmo, della loro professionalità e del loro impegno straordinario”.

Aldi: a Landriano il secondo centro logistico

Il polo è dotato di 86 bocche di carico e scarico, di autocarri di classe euro 6 che effettueranno oltre 17.000 viaggi all'anno per rifornire gli store Aldi

La direzione regionale di Landriano (Pavia), appena inaugurata e costruita da Vailog (gruppo Segro Plc), società specializzata nello sviluppo immobiliare logistico, consente ad Aldi di raddoppiare la propria capacità logistica in Italia. Il polo va ad aggiungersi a quello di Oppeano (Verona), aperto nel 2018, anno che ha segnato l'ingresso nel nostro Paese dell'insegna.

Il magazzino occupa una superficie di 52.504 mq, di cui 9.409 riservati alle celle frigorifere e 3.166 destinati agli uffici. Il centro impiega 136 dipendenti di cui 88 neo assunti, la metà dei quali provenienti dai territori della provincia di Pavia. Il centro avrà una capacità di servizio degli attuali 28 punti di vendita dislocati in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. Il time-to-market diventa più efficiente, questo investimento garantisce infatti una diminuzione media dei km percorsi per raggiungere i negozi, con un minore impatto ambientale.

Il polo è dotato di 86 bocche di carico e scarico, di autocarri di classe euro 6 che effettueranno oltre 17.000 viaggi all'anno per rifornire le filiali, per un totale di 8 milioni di colli all'anno distribuiti. Questo, per Aldi, si traduce “in un’ottimizzazione della catena di rifornimento, garantendo una maggiore velocità di approvvigionamento, sempre calibrata a seconda delle necessità dei negozi e della vicinanza al consumatore”.

In linea con la filosofia green di Aldi, il centro logistico di Landriano è dotato di illuminazione led e di pannelli fotovoltaici, capaci di erogare una potenza green di 1.254 kWp. Le emissioni di CO₂ vengono limitate anche dalla speciale tecnologia impiegata nel magazzino dedicato alle categorie “fresco” e “surgelato”, dove viene utilizzato un impianto a base di ammoniaca (NH3), che offre migliori prestazioni termodinamiche rispetto agli impianti con refrigeranti sintetici.

Michael Veiser, group managing director di Aldi, spiega: “Grazie al nuovo centro logistico possiamo rifornire con maggiore efficienza i punti di vendita del Nord-Ovest, con consegne sempre più puntuali e con un minore impatto ambientale. Questa nuova apertura testimonia il grande impegno di Aldi in Italia, al centro di un’espansione progressiva e costante”.

La crescita dell’eCommerce Apposta.com

Il sito offre oltre 3.000 miliardi di possibili combinazioni, più di 4.000 tessuti per personalizzare ogni dettaglio del capo che si sceglie

Un incremento a due digit di fatturato sul mercato italiano rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono i risultati registrati da Apposta.com, il native digital brand che realizza camicie su misura Made in Italy, nato dall’incontro tra Gianmarco Taccaliti, erede dell’omonimo e centenario laboratorio di camiciai di Camerano (An), e Gianluca Mei, esperto di strategie e tecnologie digitali. Ad incidere positivamente sui risultati potrebbero essere vari motivi, e quasi del tutto legati alle conseguenze del lockdown.

Il sito offre oltre 3.000 miliardi di possibili combinazioni, più di 4.000 tessuti per personalizzare ogni dettaglio del capo che si sceglie. La consegna è a domicilio e non ha alcuna limitazione geografica. Per ogni utente viene creato un profilo unico, con le proprie misure e preferenze di tessuto, per velocizzare il percorso degli acquisti successivi.

Gianluca Mei, co-founder di www.apposta.com, commenta: “Crediamo che il nostro sito sarà destinato a crescere anche in futuro: per molto tempo, infatti, risolverà le esigenze di uomini abituati a vestirsi con capi unici, offrendo qualità e semplicità, assolutamente senza rischi. Il nostro innovativo modello di impresa si fonda su un format green; siamo in grado di soddisfare le esigenze e i gusti personali di ciascun cliente, rispondendo al bisogno crescente di personalizzazione delle persone, senza dispersioni e disavanzi produttivi, applicando processi più sostenibili ed etici”.

Scarpe&Scarpe: graduale riapertura dei punti di vendita

L’attività della catena Scarpe&Scarpe è ripartita con i reparti bambino e make-up di alcuni punti di vendita e l'apertura completa di Bolzano

Riaprono i battenti i primi dieci store Scarpe&Scarpe dopo due mesi di chiusura per la gestione dell’emergenza Covid-19. L’attività della catena è ripartita con i reparti bambino e make-up di Alessandria, Borgaro, Casamassima, Desenzano, Foligno, Monfalcone, Montecatini, Savignano sul Rubicone e Sesto San Giovanni, oltre all’apertura completa del punto vendita di Bolzano e, da mercoledì 13 maggio, di quello di Cento. L'insegna aveva provveduto nelle scorse settimane ad avviare un'istanza di concordato in bianco al Tribunale di Torino per rilanciare l'attività.

Oggi i primi segni di ripresa nel rispetto delle norme previste in materia di sicurezza.
A riguardo interviene Alessandra Miriello, Cfo di Scarpe&Scarpe, che chiarisce: "La riapertura sta avvenendo scrupolosamente in base alle indicazioni vigenti in tema di sicurezza e prevenzione, a tutela dei nostri dipendenti e dei nostri clienti. I locali sono stati sanificati, l’ingresso sarà presidiato per evitare assembramenti all’interno e all’esterno dei punti di vendita, il personale sarà dotato di guanti e mascherina e saranno messi a disposizione dei clienti gel igienizzante e calzini usa e getta per provare le calzature in piena sicurezza".

Doppio opening di Esselunga con formato ridotto

I due negozi, ex Auchan acquisiti da Margherita Distribuzione, si trovano a Milano, in viale Tibaldi, e a Barzanò (Lc) e si sviluppano su un'area di 850 e 1.480 mq

Due punti di vendita entrano nella rete di Esselunga. Si tratta di due store di formato decisamente più ridotto rispetto alla tradizione dell'insegna, che ha già sperimentato in passato il supermercato di prossimità con l'apertura del punto di vendita La Esse. I due negozi, ex Auchan acquisiti da Margherita Distribuzione, si trovano a Milano, in viale Tibaldi, e a Barzanò (Lc) e richiamano, in piccolo, le innovazioni di layout già sperimentate nella struttura inaugurata a Brescia. Manca dunque il percorso obbligato, l'ortofrutta non è situata all'ingresso degli store dove, invece, si viene accolti da uno spazio "open space" che valorizza una visione di insieme e offre grande enfasi ai banchi dei freschi, serviti e a libero servizio, che si susseguono sul perimetro.

Il primo supermercato occupa una superficie di vendita di 850 mq e si sviluppa su 6 corsie. Entrambi gli store propongono i reparti serviti di gastronomia, panetteria e pasticceria Elisenda e a libero servizio di frutta e verdura, carne e pesce. Il negozio è dotato di casse tradizionali e self-checkout, e di un parcheggio. Anche in questo store, Esselunga sta adottando il servizio di consegna a domicilio e l’app ufirst, pensata per digitalizzare le code. Il negozio di Barzanò si estende, invece, su un'area di 1.480 mq, si sviluppa su 9 corsie e impiega 52 persone.

Le strutture sono state adattate per rispondere alle misure di sicurezza sanitaria necessarie in questa fase: tutti i dipendenti sono muniti di mascherine, guanti monouso e occhiali di protezione e sono state installate barriere in plexiglass alle casse. I clienti hanno a disposizione erogatori di gel igienizzante, guanti monouso e vengono distribuite mascherine a chi ne è sprovvisto. Infine, viene eseguita la misurazione della temperatura corporea all’ingresso.

Il piano di sviluppo

Passata questa fase di lockdown proseguirà a ritmo serrato lo sviluppo dell'insegna sul territorio italiano. Stando a quanto scrive il Corriere della Sera, Esselunga incrementerà la presenza del format La Esse e si svilupperà in aree non ancora presidiate. Il quotidiano riporta una dichiarazione del ceo Sami Kahale che sottolinea: "Apriremo molti negozi entro i prossimi diciotto mesi tra cui Genova, Mantova e Livorno, città dove non eravamo presenti. Terremo il passo, anche con gli urban store a insegna La Esse".

Mettiamo a valore quello che abbiamo imparato nel lockdown

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 8)

Tempo di rimettere in fila le proprie priorità, non solo per le persone ma anche per le aziende.

La gdo non ha avuto, nel bene e nel male, la possibilità di fare troppe riflessioni: si è trovata in prima linea, ha vissuto un’esperienza che ha messo sì a nudo le inefficienze, ma che ha anche tracciato nuove vie di sviluppo e, sicuramente, ha cambiato le priorità, questa è la vera novità cui guardare ora: ciò che prima era ritenuto, marginale e irrilevante, oggi è in cima alla lista.

Prima di tutto, il mondo web. Adesso, è arrivato il momento di guardare all’eCommerce non come a un’urgenza (perché lo è già stata) ma nemmeno come alla panacea di tutti i mali; l’eCommerce ha la necessità di essere messo nella condizione di diventare redditizio e non è, ne sarà, un’operazione facile. Si dovrà trovare una soluzione per controbattere ad Amazon, con le sue consegne in due ore (per i membri Prime Now), i suoi algoritmi che regolano prezzi e sconti e un sistema logistico inappuntabile. L’ultra prossimità potrà essere una risposta?

Inoltre, nella to-do list del retail, c’è la messa a punto di un sistema in grado di sfruttare appieno i dati, innumerevoli, che l’utilizzo dell’eCommerce mette al servizio della catena, coniugandoli con tutti quelli già a disposizione tramite carte fedeltà, beacon ecc.

La distribuzione, nell’emergenza, si è scoperta “agile”, un effetto che dovrà essere mantenuto e nutrito, se si vogliono sfruttare (e quindi far rendere) al massimo i dati che arrivano dalla spinta del web.

Anche le promozioni cambieranno, per effetto di una nuova struttura dell’offerta e perché la vera omnicanalità non prevede che due canali della stessa insegna abbiano promozioni e prezzi diversi tra loro. Certamente, sarà più facile fare offerte personalizzate, che siano in grado di cogliere le nuove nicchie di clienti.

Infine, probabile che si avranno clienti più fedeli, vantaggio da non sottovalutare: chi ha trovato nell’online una soluzione finirà, per comodità, con l’usare un solo sito, quindi, il cherry picker non sarà più una figura rilevante negli acquisti online di food.

PAX Italia gestisce anche le problematiche Covid-19 sui Pos dei merchant

Oggi gli SmartPOS basati su Android, consentono una flessibilità e delle performance tali, da renderne il Tco inferiore rispetto ad un terminale classico

Oggi gli SmartPOS basati su Android, consentono una flessibilità e delle performance tali, da renderne il Tco inferiore rispetto ad un terminale classico. Il fenomeno Covid-19 sta rappresentando un caso di studio anche da questo punto di vista, soprattutto per PAX Italia, principale fornitore di Pos per il mercato italiano e mondiale.
Pax nasce nel 2013 come player per dispositivi di pagamento Pos e ha iniziato lo sviluppo del mercato da settore banking, con device particolarmente evoluti in termini di hardware e software. I passaggi più importanti avvengono nel 2015 con l’acquisizione da parte di Pax Technology Cina e nel 2017 con l’introduzione sul mercato dei Pos basati su Android. Per quanto riguarda questa tipologia di prodotto, oggi l’azienda dichiara di essere leader di mercato. Gdoweek ha incontrato Andrea Zucchiatti, co-founder e vice presidente di Pax Italia Srl.

Qual è il ruolo di Pax Italia nel mercato dei Pos?
Abbiamo una gamma prodotti che è la più ampia sul mercato e una capacità di sviluppo software importante grazie a una software house presente sul territorio italiano.

Andrea Zucchiatti, co-founder e vice presidente di Pax Italia Srl

Dal 2019 siamo diventati leader di mercato in Italia sia per Pos classici, sia per gli SmartPOS basati su Android. Oggi in alcuni ambiti applicativi come il banking, abbiamo il maggiore parco installato e complessivamente abbiamo superato le 500.000 unità installate nel nostro Paese. Questa dinamica è più o meno globale ma in Italia ha una spiccata dimensione.

Come state affrontando la continuità operativa in tempi di Covid-19?
Abbiamo applicato lo smart working dall’ultima settimana di febbraio, anticipando i tempi medi. La nostra organizzazione ha reso l’area ricerca e sviluppo pienamente attiva in modo virtualizzato, fuori dal perimetro fisico dell’azienda. In seguito ad un fisiologico calo delle attività di routine, PAX Italia e i propri clienti si sono spostati sui progetti che stanno sviluppando senza sosta. In epoca Covid, la parte di business development ha incrementato le attività così come la ricerca e sviluppo. Gli interventi di assistenza sono calati dal secondo mese di lockdown.

Il mercato, che tipo di input ha evidenziato a causa del Covid-19?
Sicuramente si è amplificata l’esigenza di poter effettuare le transazioni senza inserimento del Pin. in questo modo si garantisce la massima sicurezza grazie all’assenza di contatto tra cliente e device. Occorre dire che la rete di accettazione basata sia su terminali classic, sia Android è già contactless grazie all’Nfc. Questo significa che chi ha una carta completamente “tokenizzata” sullo smartphone, paga senza contatto in totale sicurezza.

Se per il consumatore il contactless risponde alle esigenze di sicurezza di tipo Covid, l’esercente su cosa può puntare?
Evidentemente un device touch è molto più semplice da pulire di uno standard con tasti fisici di tipo meccanico. Non si tratta di una problematica di banale soluzione in quanto i device hanno dei requisiti di trattamento circa la pulizia, ma non è detto che questi comprendano gli standard indicati dagli scienziati per proteggersi dal Covid. Utilizzare un disinfettante a base alcolica direttamente su un pos in plastica, può anche comprometterlo.

Come avete proceduto per dare indicazioni che risolvano le problematiche Covid e siano compatibili con i Pos?
La soluzione l’abbiamo sicuramente trovata con i terminali Android. Su questi device, abbiamo potuto effettuare un’attività push di contenuti che spiegano come gestire la pulizia del terminale, in modo da avere certezza di sanificazione ma senza compromettere lo stesso. In altre parole gli SmartPOS ci offrono al possibilità di inviare applicazioni di assistenza o contenuti immediatamente fruibili quali filmati o istruzioni elettroniche. È inoltre possibile personalizzare i “caroselli” multimediali degli SmartPOS per informare direttamente i nostri clienti.

Quali gli altri vantaggi dei SmartPOS Android?
Tra i tanti la possibilità di fare assistenza da remoto in modo molto efficace. Per esempio, i nostri modelli dispongono di un software denominato AirViewer in grado di consentirci di prendere il controllo remoto del device, previo consenso del cliente, e risolvere la maggior parte della problematiche evitando l’uscita di un addetto.

Le vendite in gdo durante il lockdown: +4,2% con liberi servizi al traino

Da Nielsen il punto della situazione relativo al periodo compreso tra lunedì 17 febbraio e domenica 3 maggio: dai trend di prodotto ai format

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria alla fine del lockdown, nel periodo compreso tra lunedì 17 febbraio e domenica 3 maggio, le vendite della gdo hanno fatto registrare una crescita pari a +4,2% a parità di negozi. Per quanto riguarda l’andamento delle vendite per area geografica, il Nord Est ha registrato gli incrementi più alti su base tendenziale: +7,4%, seguito da Sud (+5,2%), Nord Ovest (+3,5%) e Centro (+1,8%).

Questo il punto sui dati da Nielsen Italia. "Abbiamo osservato la velocissima crescita di due canali, che in passato avremmo potuto considerare contrapposti per clientela e business model: l’eGrocery e i piccoli negozi di vicinato. Entrambi i canali, in modi diversi, rispondono a due macro esigenze emerse durante la quarantena: quella di non potersi allontanare troppo da casa, e quella di non poter proprio uscire”, ha rilevato Romolo de Camillis, retailer service director di Nielsen Connect in Italia.

A livello di format distributivi, i Liberi Servizi (+26,9%) hanno trainato la crescita delle vendite nella gdo, seguiti dai Supermercati (+12,9%) e dai Discount (+7,9%). Vendite in calo invece per gli Specialisti Drug (-10,6%) e per gli Ipermercati (-9,8%). Nel format Cash & Carry si è verificato un calo costante delle vendite, determinando un trend negativo del -39,8%, impattato principalmente dalla chiusura dei locali pubblici e degli esercizi di ristorazione e catering.

Crescita a tripla cifra per il canale eCommerce: il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online da lunedì 17 febbraio a domenica 03 maggio è stato del +144,6%, con un picco di crescita nella quarta settimana di aprile pari a +304,6%. La digitalizzazione di alcuni processi d’acquisto dovuta alle restrizioni della mobilità ha raddoppiato la crescita di peso dell’eCommerce sul valore totale del largo consumo italiano.

Durante il periodo clou dell’emergenza sanitaria, il giovedì ed il venerdì sono stati i giorni in cui si sono concentrati maggiormente gli acquisti nella gdo, con un conseguente calo del peso del fine settimana sul totale venduto nella settimana media. Il cambiamento va ricondotto in parte all’orario ridotto e/o alla chiusura dei negozi la domenica: in condizioni di normalità 7 negozi su 10 sono aperti domenica, nel periodo post Covid-19 sono stati 5 su 10.

Le categorie di prodotto maggiormente impattate durante il periodo dell’emergenza sanitaria sono legate ai diversi “effetti” identificati da Nielsen:

1. effetto “stock”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: conserve animali (+22,8%), conserve rosse (+38,9%), pasta (+21,7%), caffè macinato (+17,3%), biscotti (+12,5%), riso (+30,2%), olio di semi (+27,3%), confetture/marmellate (+22,1%), olio extra vergine di oliva (+9,1%); i comparti della dispensa non alimentare maggiormente in crescita sono stati carta casa (+27,5%), carta igienica (+11,9%), avvolgenti alimentari (+41,4%), detergenti lavastoviglie (+24,5%);

2. effetto “prevenzione e salute”, in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato: detergenti superfici (+43,6%), guanti (+128,3%), sapone per le mani solido e liquido (+57,5%), candeggina (+49,5%), alcol denaturato (+154,0%), salviettine (+82,5%);

3. effetto “resto a casa”, sempre in ordine di grandezza rispetto al fatturato generato, suddiviso in Cuochi a casa, il paniere degli ingredienti base, quindi farine (+121,5%), uova di gallina (+36,2%), ingredienti per pasticceria (+77,8%), burro (+44,1%), mascarpone (+65,9%), lievito di birra (+106,1%); cresce anche il Comfort food, il paniere dell’indulgence, quindi creme spalmabili dolci (+39,1%), gelati (+22,1%), pasticceria (+24,6%), miele (+41,1%), patatine (+15,9%). Nel comparto alcolici, vino (+11,0%), birre alcoliche (+12,8%) e aperitivi alcolici (+14,4%).

Selex promuove l’educazione alimentare

Per diffondere i principi di educazione alimentare è stato creato il sito comemangio.it promosso da Selex in collaborazione con Università Cattolica Altis

La promozione di uno stile di vita alimentare corretto e sano è alla base del progetto sostenuto da Selex Gruppo Commerciale e realizzato con Università Cattolica Altis. Per diffondere i principi di educazione alimentare è stato creato il sito comemangio.it nel quale sono presenti contenuti vari (gruppi nutrizionali, etichetta e provenienza, dieta mediterranea e piramide alimentare), studiati dai ricercatori di Altis, con la Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Cattolica (sede di Piacenza). Si tratta, dunque, di una sorta di piattaforma di condivisione delle conoscenze, aggiornato con studi e articoli internazionali anche grazie all’attività di docenti e studenti, oltre che di ricercatori.

Oggi più che mai è importante fare educazione alimentare, per sviluppare una maggiore consapevolezza degli impatti sul nostro benessere a partire dalle scelte quotidiane -afferma Vito Moramarco, direttore di Altis e ordinario di Politica economica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore-. Questo progetto rientra nell’ambito delle iniziative di collaborazione impresa-università che l’Alta Scuola sviluppa da 15 anni, con l’obiettivo di affermare un modo di fare business e management sostenibile, basato sul dialogo con gli stakeholder”.

Maniele Tasca, direttore generale Selex Gruppo Commerciale, sottolinea: “Sosteniamo l’iniziativa comemangio.it perché crediamo che l’educazione alimentare sia determinante nel percorso verso una maggiore sostenibilità della nostra società. Le buone abitudini alimentari sono alla base della nostra salute, della salvaguardia dell’ambiente e contribuiscono alla lotta allo spreco; tutte priorità che il Gruppo sente e condivide volentieri con partner di valore come Altis”.

Lidl Italia: 57 tonnellate di cibo alle fasce deboli

Lidl
Lidl ha avviato diverse attività solidali raggiungendo donazioni per un totale di oltre 57 tonnellate di cibo destinato alle famiglie più bisognose

In questo periodo di emergenza sanitaria, Lidl ha avviato diverse attività solidali raggiungendo donazioni per un totale di oltre 57 tonnellate di cibo a cui si aggiungono anche i prodotti per la detergenza. I prodotti donati sono stati destinati, principalmente, a pacchi spesa distribuiti alle persone bisognose tramite enti, associazioni di volontariato, organizzazioni non-profit e comuni.

Tra le iniziative attivate da Lidl anche la Spesa sospesa, avviata da numerose insegne, che prevede la possibilità per i clienti di acquistare prodotti di prima necessità e lasciarli in un apposito contenitore all’uscita del punto di vendita. Ai volontari delle associazioni territoriali il compito di distribuire i prodotti alle persone bisognose.

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo sta mettendo a dura prova il nostro Paese e colpisce più duramente le famiglie in condizioni precarie -spiega Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia-. Proprio per questo, come azienda socialmente responsabile e vicina alla comunità, fin dall’inizio di questa emergenza ci siamo attivati sostenendo le associazioni attive sul territorio attraverso la donazione di beni di prima necessità”.

Prénatal e Leroy Merlin testano ufirst, l’app per gestire le file

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Prénatal e Leroy Merlin stanno testando un nuovo strumento di servizio sviluppato con l’obiettivo di garantire la tranquillità di acquisti sempre più sicuri

Con la riapertura dei punti di vendita sul territorio italiano, le insegne si stanno attrezzando per favorire tutti gli accorgimenti per la sicurezza dei clienti e dei collaboratori. Tra le criticità che si dovranno affrontare c'è anche quello della razionalizzazione delle code. Per questo motivo Prénatal sta testando un nuovo strumento di servizio sviluppato con l’obiettivo di garantire la tranquillità di acquisti sempre più sicuri. In alcune strutture della rete sarà infatti sperimentata l'app ufirst, già testata da Esselunga, che consente agli utenti di gestire le file davanti ai negozi.

L'applicazione, scaricabile su smartphone o computer, invia un biglietto elettronico in pochi secondi: dopo aver scelto sede e servizio, viene assegnato un numero per accedere al punto di vendita, mentre una notifica avvisa quando è giunto il proprio turno.

Questa prima fase di sperimentazione permetterà di valutare dati e insight utili in modo da sviluppare e strutturare piani futuri.

Iniseme a ufirst, Prénatal ha messo a punto diverse iniziative tra cui la possibilità di gestire le liste nascita online ma anche il servizio drive-in, attivo in molti store, con ordine seguito da un personal shopper e ritiro in tutta sicurezza alle porte dei negozi.

Anche Leroy Merlin ha scelto ufirst per gestire il distanziamento sociale e l’accesso all’interno dei propri punti vendita. La prima fase di test è stata avviata in alcuni negozi in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Campania (nei negozi di Solbiate Arno, Lissone, Curno, Bologna, Roma Laurentina e Torre Annunziata) ma si sta valutando l'estensione del servizio su tutta la rete dei 49 punti di vendita presenti sul territorio. L'app permette ai consumatori di geolocalizzare e visualizzare il negozio di interesse e staccare virtualmente il numero per la fila. Chi non possiede l'applicazione potrà riservare il proprio posto in fila semplicemente comunicando al personale posto all’ingresso, grazie al servizio di concierge, il numero di cellulare. Una volta registrati il sistema invierà in automatico un sms con lo stato di avanzamento della propria posizione in fila e, in prossimità del proprio turno, una notifica con l’indicazione di recarsi all’ingresso.

“Da sempre siamo un’azienda fortemente votata all’innovazione e siamo convinti che la sfida che ci ha messo di fronte il Covid-19 possa trasformarsi in un’opportunità per accelerare verso la ricerca di soluzioni all’avanguardia, che migliorino sempre di più l’esperienza dei nostri clienti”, dichiara Malehk Goudjil, chief information officer Leroy Merlin Italia.

Matteo Lentini, managing director di ufirst, aggiunge: “La Fase 2 con la riapertura anche degli esercizi commerciali è un momento davvero importante in questa situazione di emergenza non solo sanitaria ma sempre più anche economica. Siamo particolarmente orgogliosi di poter offrire il nostro servizio anche in una realtà retail innovativa come Leroy Merlin, che mette al centro della propria strategia la sicurezza dei propri clienti ma anche dei propri dipendenti”

 

Conad con “Unisciti a noi” dona 2,4 milioni agli ospedali

Raccolti con la campagna 853.500 da oltre 245.000 clienti. Questa cifra si somma all’importo di 1,5 milioni di euro stanziato dalla cooperativa

La campagna di solidarietà Conad Unisciti a Noi in poco meno di un mese ha raccolto 853.500 euro grazie al contributo di oltre 245.000 clienti. Questa cifra si va a sommare all’importo di 1,5 milioni di euro stanziato fin da subito dalla cooperativa, dai soci e dai collaboratori Conad.

La somma complessiva raggiunta di 2,4 milioni di euro sarà interamente devoluta a 42 ospedali e strutture sanitarie delle sette regioni in cui opera Conad Nord Ovest: 726.300 euro andranno in Toscana a sostegno di 12 strutture ospedaliere,  418.600 euro in Piemonte e Valle D’Aosta per 7 ospedali, 247.300 euro  in Liguria a favore di 4 ospedali, 426.300 euro in Emilia per 7 ospedali, 252.400 euro  nel Lazio a sostegno di 6 ospedali e 299.000 euro in Sardegna a favore di 5 strutture ospedaliere.  A questi si aggiungerà la somma raccolta nei punti di vendita della provincia di Mantova.

Nello specifico, i fondi saranno destinati all’acquisto di quanto ritenuto necessario nelle strutture ospedaliere, tra cui i dispositivi di protezione individuale per medici e infermieri, i prodotti per la sanificazione e igienizzazione, oltre alle attrezzature per affrontare l’emergenza sanitaria.

L’iniziativa “Unisciti a noi”, come si legge nel relativo cs, rientra nel modus operandi delle attività svolte dai soci Conad e dai loro collaboratori presso i punti di vendita della rete Conad Nord Ovest per dare risposte concrete ai cittadini, alle comunità e ai territori durante l’emergenza. Una scelta in linea con "persone oltre le cose", cui fa da eco il recente annuncio dell'Ad Conad Francesco Pugliese sull'assorbimento, da parte della catena, dell'Iva sulle mascherine in attesa che il Governo mantenga quanto promesso.

Bun: il futuro è nel delivery

L'hamburgeria Bun ha pianificato una business strategy in linea con le rinnovate necessità del momento: il delivery sarà la leva anche per il futuro

L'emergenza sanitaria da Covid-19 ha spinto molte aziende a guardare il domani con un approccio differente. L'hamburgeria Bun ha pianificato una business strategy in linea con le rinnovate necessità del momento ma che potrebbe essere anche la base per un futuro costruito in modo diverso. Il delivery è stato e sarà una leva strategica. Bun ha infatti avviato, prima di tutto la Cook Room di Glovo, per testare la ricettività del mercato meneghino e, subito dopo, ha creato un programma articolato per convertire la sua linea di cucina in chiave delivery in totale autonomia.

Per questo motivo, l'insegna, che ha in programma l’apertura di altri 20 ristoranti nel prossimo triennio in Lombardia, sta cercando locali che possano prima di tutto far fronte al servizio di delivery. Attualmente il piano di sviluppo prevede due aperture per la fine del mese di maggio e altre due nel mese di settembre. In questo contesto, com'è ovvio, tecnologia e mondo digitale sono le basi su cui investire.

Danilo Gasparrini, ceo di Bun, spiega: “La natura digital di Bun ci permette di curare ancora di più la food experience dei nostri clienti con un approccio agile e rapido che consente risposte immediate: un esempio per tutti riguarda la versatilità del menu in cui modifiche e cambiamenti sono all’ordine del giorno e basati sull’esperienza in tempo reale del consumatore, cosa che nel negozio fisico non è possibile”.

Gruppo Radenza (Crai) promuove il made in Sicily

Il Gruppo Radenza, attivo in Sicilia con oltre 300 punti di vendita Crai, intende valorizzare i prodotti siciliani e sostenere le aziende del territorio

L'obiettivo dell'iniziativa messa a punto dal Gruppo Radenza, attivo in Sicilia con oltre 300 punti di vendita Crai, è la valorizzazione e la promozione dei prodotti siciliani oltre che il sostegno delle attività imprenditoriali danneggiate dalla crisi economica e sanitaria. L'azienda intende "innescare un percorso virtuoso che mettendo in rete le eccellenze siciliane, rappresenta una importante occasione di ripartenza".
Per raggiungere questo obiettivo ha realizzato un intero volantino pubblicitario, contenente le offerte della settimana, dedicato ai prodotti agroalimentari delle aziende locali fornitrici del gruppo.
In questo momento, così impegnativo per tutti, siamo fermamente convinti che proprio dalla nostra Sicilia potrà ripartire l’intero Paese -sottolinea la società-. Affinché ciò avvenga occorre però che siano proprio i siciliani a crederci valorizzando le numerose eccellenze del nostro territorio. L’obiettivo è dunque quello di ripartire promuovendo e scegliendo i prodotti locali, creando una rete virtuosa caratterizzata da generosità, intensità e nobiltà d’animo che sono i veri valori siciliani”.

Coop Alleanza 3.0: i saluti dagli store in diretta Facebook

L'iniziativa Saluti da Coop offre una finestra all'interno dei punti di vendita della rete di Coop Alleanza 3.0 grazie alle testimonianze dei dipendenti

Una diretta al giorno, a partire dalle 9,30, per raccontare in dieci minuti la vita instore dei propri dipendenti. Coop Alleanza 3.0 lancia il progetto Saluti da Coop che permette ai collaboratori di comunicare con i consumatori direttamente sui social network. L'obiettivo è di mostrare la vita all'interno di un punto di vendita dando voce a chi lo frequenta quotidianamente.

La conduttrice Maria Cristina Martinelli di Trc coordina gli interventi dei lavoratori di un supermercato o di un ipercoop che si alternano. Ognuno di loro dal luogo di lavoro racconta la propria giornata, ma anche curiosità e aneddoti. L'iniziativa Saluti da Coop ha la regia di Vudio, società specializzata in progetti video sul web, mentre il naming del progetto e la grafica sono stati curati da Kitchen, un’agenzia di comunicazione che da tempo cura l’identità visiva si Coop Alleanza 3.0. Gianluca Diegoli è il digital strategist.

I primi risultati dell'iniziativa Saluti da Coop

Le prime 3 dirette hanno coinvolto circa 20 mila persone in totale di cui circa il 25% dei fruitori non erano fan precedentemente della pagina Coop Alleanza 3.0. I video hanno ottenuto 1.500 interazioni. La tecnologia è stata lean: Live Facebook attivato tramite Streamyard con regia remota che consente di collegarsi e fare scalette con persone anche dal cellulare.

Esselunga lancia il servizio di spesa “Amici Vicini”

esselunga amici vicini
La piattaforma digitale mette in contatto volontari che si rendono disponibili a fare la spesa con i propri vicini che non possono farla

Dai una mano e offriti di fare la spesa, oppure chiedi una mano e fatti portare la spesa a casa: due le opzioni presenti sulla nuova piattaforma digitale di Esselunga. Il servizio si chiama "Amici Vicini" e, sull'onda di un aumentato sentiment di solidarietà collettivo, mette in contatto volontari e abitanti bisognosi nelle vicinanze.

Un'iniziativa sviluppata con Caffeina che non solo aiuta chi non può uscire per varie ragioni, ma che favorisce anche la minor messa a rischio dei soggetti più deboli durante questa fase 2. Amici Vicini, che sarà promossa su tutti i canali online di Esselunga, consente ai volontari registrati di visualizzare la lista della spesa di chi vive nello stesso quartiere e decidere di quale farsi carico. In seguito, l'accordo per organizzare la consegna e il pagamento avviene privatamente e, dopo la consegna della spesa, i vicini possono rilasciare un feedback reciproco a supporto degli altri utenti.

Si tratta solo dell'ultimo nuovo strumento implementato dall'insegna in tempi di coronavirus, che si fa così tramite di nuove forme di prossimità sociali, a beneficio dell'immagine d'insegna. Oltre ad Amici Vicini, infatti, c'è stata la recente "Spesa Solidale" e, più in generale, Esselunga ha in test e sta sviluppando nei diversi pdv altre soluzioni di spesa.

Crai: spesa online gratuita prorogata a fine maggio

Per tutto il mese di maggio Crai prevede la consegna gratuita della spesa online prorogando il termine dell'iniziativa partita a marzo

L'iniziativa, attivata nel mese di marzo e prorogata fino a tutto il mese di aprile, continuerà a svilupparsi anche per il mese di maggio. Il Gruppo Crai ha, infatti, deciso di proseguire la consegna gratuita anche per le spese sotto ai 70 euro e per tutti coloro che fanno la spesa online (possibile a partire da 30 euro di spesa). Si potranno consultare i punti di vendita coinvolti sul sito www.craispesaonline.it.

Inoltre, per i territori coperti dal servizio di Crai Spesa Online, è possibile effettuare
anche gli ordini telefonicamente, chiamando il numero verde 800-550088.
Attualmente, il servizio di Crai Spesa Online, l’eCommerce di prossimità, è attivo con
oltre 170 negozi in 14 regioni.

Burger King entra in fase 2 con il drive e una nuova app

Per la fase 2 (Covid19) Burger King punta sulle corsie drive thru: dal 4 maggio oltre un centinaio (114) per andare incontro alle esigenze di un consumo senza contatto e diversificato per fasce d'utenza

Una app per prenotare il tavolo da Burger King e la corsia per l'asporto in auto (drive thru). "Stiamo per avviare entro l'estate, e sono attualmente già in test, nuove funzionalità della nostra app -dichiara Andrea Valota, amministratore delegato Burger King Restaurants Italia- che permetterà di prenotare, ordinare e pagare i menù per consumarli all’interno dei nostri ristoranti, e di 'fissare' un tavolo, quando sarà possibile l’apertura al pubblico. Saremo i primi nel nostro settore a percorrere una rivoluzione impensabile sino ad oggi nella grande ristorazione organizzata: una soluzione che ci sembra la più adatta per mantenere la voglia di condivisione e per permettere un’esperienza senza contatto. Certo - aggiunge Valota - questo significa aggiungere altri costi importanti, oltre a quelli che stiamo già sostenendo per aumentare la sicurezza dei nostri ristoranti con tutti i dispositivi necessari per garantire un soggiorno tranquillo e senza preoccupazioni come termoscanner, dispenser di sanificante, barriere di plexiglass e procedure di distanziamento, oltre a guanti, mascherine e maschere protettive per i nostri dipendenti. Ma la grande sfida per il prossimo futuro è come rendere piacevole un'esperienza date le limitazioni in termini di igiene e sicurezza, che oggi stiamo vivendo nei ristoranti. Sono investimenti essenziali per mantenere il business e un'occasione per trasformarci".

Burger King, dopo il lockdown, ha già riaperto oltre 40 ristoranti (dei 220 presenti in tutta Italia) per la consegna a casa, e dal 4 maggio, sono disponibili 114 corsie dei Drive Through per ordinare e ritirare il cibo direttamente dall'auto. Con la riapertura delle fabbriche e degli uffici saranno molte le persone che usciranno per andare sul luogo di lavoro; e il mezzo privato (auto, moto, bici) sarà con molta probabilità la modalità di trasporto preferita per garantire l’assenza di contatti ravvicinati tra le persone.

"Il Drive è una modalità apprezzatissima dai nostri consumatori -aggiunge Valota- e in questa fase rappresenta la più sicura in assoluto, capace di eliminare del tutto il contatto fra cliente e operatore, garantendo un pagamento totalmente contactless. È un metodo e una tecnologia talmente sicura che abbiamo deciso di metterlo a disposizione della comunità, ovvero a Regioni e Comuni nei quali operiamo e che potranno contattarci per utilizzarle per servizi ai cittadini come distribuzione di materiale, test e quanto richiede una coda ordinata e molto più sicura, in quanto non si renderà necessario scendere dal proprio veicolo".

La pianificazione di Epta per la riapertura

Epta ha avviato una graduale riapertura dopo aver messo a punto un programma di ristrutturazione aziendale, a partire dalla gestione dei turni

Il gruppo, specializzato nella refrigerazione commerciale, ha avviato una graduale ripartenza dei siti produttivi, mentre le Divisioni After Sales, Service e Spare Parts sono sempre rimaste attive per assicurare il necessario supporto ai clienti. Tutte le funzioni non direttamente collegate alla produzione, incluso l’headquarters di Milano, continuano ad operare in smart working. Durante il periodo di chiusura, Epta ha avviato una ristrutturazione dell’organizzazione del lavoro, come ad esempio la gestione dei turni, rinnovato il layout e lo svolgimento dei processi produttivi. Ha inoltre definito le misure di sicurezza e reperito i dispositivi di protezione individuale.

Le iniziative solidali

Epta ha voluto dare il proprio contributo in questo momento di emergenza sanitaria decidendo di donare complessivamente oltre 1 milione di euro per rispondere all’emergenza con iniziative mirate. In particolare, un contributo di 500.000 euro è stato destinato alla raccolta fondi in favore dell’Ospedale San Raffaele di Milano, attivata da Anima Confindustria Meccanica, di cui Marco Nocivelli, presidente ed Ad di Epta è presidente. L'obiettivo è di triplicare le unità di terapia intensiva, dotando l’ospedale di un’aggiuntiva tensostruttura per la terapia intensiva e, nel medio-lungo termine, a sostenere lo studio di un vaccino.

In questi mesi sono state molteplici le situazioni di difficoltà che gli enti territoriali hanno cercato di fronteggiare al meglio, mettendo in campo tutti i mezzi a propria disposizione. Ma le risorse non sempre bastano -spiega l'Ad Marco Nocivelli-. Per questo motivo abbiamo deciso, guidati da un forte senso di responsabilità, di offrire il nostro sostegno a tutti quei luoghi in cui Epta è presente. Un segnale della volontà dell’azienda di restituire al territorio quanto ricevuto e mantenere un forte legame con le proprie radici, esprimendo la nostra gratitudine e facendo sentire la nostra vicinanza”.

L’Oréal a sostegno di parrucchieri ed estetisti: “Serve riapertura”

L'Oreal si schiera al fianco dei professionisti del settore dei quali è già partner promettendo loro un sostegno concreto

Una serie di misure igienico-sanitarie sono state messe a punto per la riapertura dei saloni di parrucchieri ed estetisti insieme a una riorganizzazione delle attività con nuovi strumenti digitali per fissare gli appuntamenti. In questo contesto, L'Oréal si schiera al fianco dei professionisti del settore dei quali è già partner promettendo loro un sostegno concreto. L’Oréal Italia ha, infatti, deciso di congelare i pagamenti dovuti dai Saloni durante il periodo di lockdown e di concedere una dilazione di 120 giorni sugli stessi.

L'invito (oltre che l'auspicio) è la riapertura anticipata. “Oggi più che mai L’Oréal si mobilita, in collaborazione con tutta le associazioni di categoria, per sostenere l’urgenza della riapertura dei saloni e favorire la loro ripresa nelle migliori condizioni possibili” dichiara Marco Vasario, direttore generale della divisione prodotti professionali di L’Oréal Italia.

Le misure per la riapertura

Fornitura di gel igienizzanti e materiali di protezione, distanziamento sociale, disposizioni igienico-sanitarie ed organizzative da rispettare durante lo svolgimento delle attività professionali, riorganizzazione dell’attività e della gestione del team di lavoro al fine di scaglionare gli appuntamenti e ridurre i rischi sanitari. Su questi punti si basa lo schema ideale per aprire in sicurezza nel rispetto delle normative vigenti.

Nel dettaglio le attività che offrirà la divisione prodotti professionali:

  • Verranno messe a disposizione dei saloni oltre 1 milione di mascherine e 80.000 flaconi di gel igienizzante
  • Formazione digitale ai professionisti del settore attraverso Access, la più grande piattaforma di di e-learning e networking del mondo. Tale piattaforma dà accesso ad una vasta offerta di webinar ed e-learning educativi ed ispirazionali, creati dai brand (L’Oréal Professionnel, Kérastase, Redken, Matrix, Biolage, Shu Uemura Art Of Hair) e dai più grandi artisti internazionali. A circa un mese dal lancio la piattaforma, oggi disponibile anche nella versione mobile, conta più di 13.000 iscritti, il numero più alto al mondo, con più di 250 contenuti caricati, più di 100 live di formazione professionale dedicata, accessibili 7 giorni su 7, 24 ore su 24. (https://www.lorealaccess.com)
  • Nuovi strumenti digitali per organizzare la presa degli appuntamenti e generare incasso in periodo di lockdown. L’Oréal ha sviluppato, in collaborazione con le società UALA e BOSS, nuovi strumenti che consentiranno alle consumatrici di prenotare l’appuntamento con il proprio salone ed accedere a convenienti pacchetti per servizi e prodotti, consentendo ai saloni di incassare liquidità durante il blocco delle attività e di organizzare l’attività evitando code e attese.
    L’attivazione di tali iniziative è priva di costi di gestione da parte dei saloni.

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