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United4ourFuture: la campagna solidale online di Unes

L'iniziativa di Unes e Lundbeck mira a sostenere i bambini più deboli per garantire loro, con il sostegno del Banco Alimentare, una corretta alimentazione

La campagna di solidarietà alimentare promossa da Unes e da Lundbeck Italia, in collaborazione con Edra e il supporto di Hba Milan Chapter (Healthcare Businesswomen’s Association), è stata realizzata supportare i bambini più piccoli, da 1 a 14 anni, attraverso il Banco Alimentare. Alla base della campagna United4ourFuture- Take Care & Stay United c'è l'obiettivo di aiutare oltre 1 milione di bambini italiani vittime di malnutrizione e carenza di cibo, problemi già preesistenti ma accentuati dall’emergenza sanitaria e sociale, dettata dal Covid-19.

La campagna, lanciata sui social media con l’hashtag #United4ourFuture, iniziata il 2 maggio, sarà attiva per un mese. Per partecipare basta collegarsi sul portale https://united4ourfuture.org e inserire “mettendo nel carrello” prodotti di primo consumo di Unes. La spesa online sarà donata al Banco Alimentare che la distribuirà alle famiglie dei bambini più bisognosi. Le richieste di aiuto alimentare, come conferma Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus, sono aumentate. “Molti bambini -dice- non possono contare neanche su un pasto garantito dalla mensa scolastica e il numero dei minori in povertà alimentare è destinato ad aumentare sensibilmente nei prossimi mesi”.

Da sempre, la solidarietà e la sostenibilità sono valori fondamentali per Unes; per questo motivo seguiamo numerosi progetti e sensibilizziamo i nostri clienti affinché partecipino attivamente e siano consapevoli del valore delle loro scelte di acquisto e consumo. Siamo certi che anche questa volta, con il supporto e la generosità di molti, saremo in grado di offrire un importante contributo concreto a coloro che ne hanno più bisogno” dichiara Rossella Brenna, Ad di Unes.

Tiziana Mele, Ad di Lundbeck Italia, aggiunge: “United4ourFuture è per noi anche un modo concreto per esprimere la nostra vicinanza alle famiglie e ai bambini. Lo facciamo seguendo la nostra filosofia aziendale, People in Mind, che da oltre 25 anni vede al centro di ogni attività le persone e la loro salute”.

Solo la solidarietà che ‘fa rete’ con altre persone ed enti può contribuire efficacemente a superare il difficile momento che la società sta vivendo, per uscirne più forti, più consapevoli, più capaci di empatia e con un forte senso della comunità” conclude Amalia Crescenzio, presidente di Hba Milan Chapter.

Mediaworld riapre in tutta Italia nel rispetto della sicurezza

L'insegna riapre i suoi punti di vendita su tutto il territorio nazionale dal lunedì al sabato e accompagna il ritorno con una nuova campagna

MediaWorld riapre tutti i suoi punti vendita sul territorio nazionale dal lunedì al sabato. La riapertura avviene nel rispetto delle normative vigenti già applicate e perfezionate con i propri collaboratori e clienti in alcuni negozi selezionati aperti da due settimane.

Le misure. Oltre alle dotazioni per la prevenzione del contagio, sono previste diverse misure, tra le quali ingressi contingentati volti a ridurre il rischio di assembramenti e indicazioni e strutture ad hoc per garantire il distanziamento sociale. I clienti sono inoltre invitati a seguire sempre le indicazioni dello staff durante le fasi dell’acquisto e a preferire modalità di pagamento cashless.

Durante il lockdown MediaWorld, che è stata la prima azienda nel settore ad aver deciso di chiudere volontariamente tutti i propri punti di vendita, ha mantenuto attivo lo store online mediaworld.it, "riuscendo a soddisfare un costante aumento di richieste dei clienti", come comunica l'azienda in una nota. Il numero di ordini online è infatti triplicato a marzo e quadruplicato ad aprile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e questo ha parzialmente mitigato l’effetto legato alla chiusura dei negozi.

La riapertura della rete è accompagnata da un nuovo spot ideato dall’agenzia Armando Testa, che, con il claim “è bello rivederci”, celebra il piacere di incontrare nuovamente dal vivo i clienti di MediaWorld. Lo spot di 15 secondi è on air sulle principali emittenti televisive in diverse fasce orarie già dal 4 maggio.

Coop: i prodotti in auge e in declino durante il lockdown

Cos'è successo nei carrelli degli italiani nelle 8 settimane di fase 1, in attesa di capire cosa si manterrà delle nuove abitudini nella fase 2

Cosa resterà delle nuove tendenze di spesa in questa fase 2? Forse tutto, dato che il cambiamento per la vita degli italiani non è ancora sostanziale. Oppure, piccole differenze come il poter uscire a fare passeggiate impatteranno anche sull'alimentazione.

Intanto, è tempo di bilanci su chi è sceso e chi è salito nel carrello nelle 8 settimane di lockdown. A tracciare una panoramica sulla base dei propri dati è Coop, i cui trend si ritrovano tuttavia anche a livello più ampio nella gdo.

Durante il lockdown le vendite per il food confezionato sono salite a +10,3%, mentre i freschi e i freschissimi, partiti a doppia cifra, perdono nel passaggio dalla prima alla seconda fase parte della loro forza d’urto e si assestano a fine periodo con un +6,9%.

L’igiene innanzi tutto – Non è più una novità tutto ciò che è parte integrante del kit contro il virus. Amuchina e simili hanno totalizzato nei due mesi di vendite crescite in media del +377%, le salviettine disinfettate +616% e i termometri e i disinfettanti per superfici intorno al +200%. Se non bastasse il numero assoluto per rendersi conto dell’incredibile ascesa di questi prodotti basti dire che solo per i termometri si tratta di un aumento nelle vendite di 12 volte superiore alla media.

La ricerca dell’igiene è passata anche per rimedi non ortodossi, come l’alcol etilico alimentare che nonostante il suo prezzo elevato ha registrato nelle 8 settimane crescite del +97%, quasi non si badi a spese pur di sanificare la casa e se stessi. Ma il vero boom lo registrano le mascherine. Già nelle prime tre settimane raggiungevano crescite del + 337% (e nonostante la penuria negli scaffali), con i nuovi approvvigionamenti poi, e l’avvicinarsi della fase 2, dal 16 marzo al 19 aprile hanno raggiunto picchi di crescita nelle vendite di +1616% (attestando la media dei due mesi intorno al +1160%).

Dal bunker all’aperitivo digital –Scorte di conserve di verdure, pasta, riso e olio hanno fatto schizzare le vendite di questi generi nelle prime 3 settimane (24 febbraio-15 marzo) rispettivamente a +65%, +53%, +48% e +35%. Un’attitudine alle scorte e alla lunga conservazione che ha riportato nei carrelli beni di solito poco usati e di lontana memoria come le conserve di carne +62% (come quella in scatola) e le minestre liofilizzate +37%. Placata l’ansia, è iniziata la discesa a precipizio di pasta, riso, latte uht, biscotti e la cucina è divenuta uno dei molti modi per passare il tempo: gli italiani sono diventati tutti più o meno pizzaioli, pasticceri e panettieri.  Nel totale delle otto settimane la vendita di lievito di birra è cresciuta in media del 149% e quella della mozzarella per pizza del 109%. Uova, burro, farina nel passaggio dalla prima alla seconda fase del lockdown sono ancora in testa al gradimento degli italiani; ad oggi le uova e il burro registrano nel totale dei due mesi crescite del +44% e +46% ma le prime sono addirittura aumentate da marzo a aprile (dal +36,6% al +47,4%), stessa sorte è toccata al burro (dal +39,5% al +49,2%). La farina è passata dal +114% delle prime tre settimane al +174% delle successive 5 per attestarsi a una crescita media nell’intero periodo del +152%. All’inverso, dal 16 marzo al 19 aprile, le vendite del pane sono calate del -30%, forse anche perché quasi un italiano su due ha paura di comprare cibo che poi non può cuocere.  E nelle ultime settimane con un vero e proprio salto in avanti rispetto alla prima fase crescono a due cifre le vendite di aperitivi (+17%) e birra (15,5%), e tornano a crescere anche le creme spalmabili con +37,4%. Calano invece sin dall’inizio della quarantena le bevande e tutti gli integratori per sportivi (-48% e -45% nelle otto settimane).

Due curiosità – Il distanziamento sociale ha provocato inoltre un paio di reazioni degne di nota. Ne hanno molto beneficiato le colorazioni per capelli, passate dal +25% delle prime tre settimane al +164% del periodo tra il dal 16 marzo e il 19 aprile. Hanno invece pagato un prezzo salato le vendite di preservativi che nell’ultima fase del lockdown scendono di un -37% (era un -3,5% nelle prime settimane).

 

Eridania, gli italiani si riscoprono “Cuochi a Casa” durante il lockdown

Nelle 8 settimane dell’emergenza, Eridania Italia ha aumentato la distribuzione di zucchero del 50% con oltre 30 milioni di kg venduti in tutta Italia

Le settimane di lockdown hanno permesso di dedicarsi con passione alla cucina e gli italiani si sono riscoperti sempre più “Cuochi a Casa”. La categoria in cui Nielsen inserisce prodotti quali uova, farina, burro e zucchero, è infatti cresciuta a valore del +50% post Covid-19 rispetto allo stesso periodo del 2019 e addirittura del +73% nella settimana che ha preceduto la Pasqua.

La sola categoria dello zucchero, dopo alcuni anni con consumi in contrazione, è tornata a crescere a doppia cifra: +45% negli ultimi due mesi e +26% da inizio anno (dati Nielsen Distribuzione Moderna). Un trend che riporta di diritto la centralità del ruolo dello zucchero in cucina.
Eridania, marchio storico leader della dolcificazione in Italia dal 1899, ha confermato il suo ruolo di riferimento anche in questo periodo: nelle 8 settimane dell’emergenza, la distribuzione di zucchero è aumentata del 50% con oltre 30 milioni di kg di zucchero venduti in tutta Italia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Se pensiamo che le famiglie in Italia sono complessivamente  25 milioni (Fonte ISTAT), il dato conferma l’enorme sforzo fatto per soddisfare tutte le richieste di consumatori e retailer.

Per sostenere la fortissima richiesta negli ultimi due mesi, Eridania Italia ha potuto contare sulla flessibilità produttiva e logistica dell’impianto di Russi (Ravenna), il più grande impianto di confezionamento in Europa per lo zucchero. Con le opportune procedure di sicurezza e sanificazione, il polo ravennate ha mantenuto la propria operatività 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana, incrementando la propria produttività per rispondere alle richieste del mercato.

ERIDANIA ITALIA SPA

Via del Triumvirato, 13 – 40132 Bologna
Tel. +39 (0)51 413 45 11
Fax +39 (0) 51 413 45 90

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La continuità della disponibilità dello zucchero è stata assicurata anche grazie a due elementi strategici: il terminal ferroviario presso l’impianto di Russi che rifornisce con continuità i tre silos con 56 milioni di kg di capacità di stoccaggio, e il flusso di zucchero proveniente dalla raffineria SRB di Brindisi, partner di Eridania Italiache serve soprattutto l’industria e le regioni del Sud.

Le scelte strategiche dell’azienda, realizzate in un più ampio progetto di sostenibilità, hanno permesso di gestire il 100% degli arrivi di zucchero all’impianto di confezionamento via treno consentendo di eliminare dalle strade italiane circa 3.000 container trasportati su gomma e – in un momento di difficoltà nella gestione dei trasporti – di garantire continuità di produzione e distribuzione. Fondamentale per centrare questi risultati è stato il fattore umano: l’impegno e la dedizione delle persone di Eridania Italia ha avuto un ruolo determinante.

Eridania Italia, inoltre, ha voluto essere vicina alle comunità in cui opera e, più in generale, al proprio Paese, attraverso due iniziative.

Sottolineando la vicinanza al proprio territorio ha dapprima aderito alla campagna social #insiemesipuò, con la donazione dell’equivalente di 50.000 mascherine alla Protezione Civile dell’Emilia Romagna.

In questi giorni è inoltre al via la campagna digital  #Eridanianonsiferma: è questo il messaggio lanciato in un video, già disponibile su web e sulla carta stampata. Un vero e proprio “manifesto” di amore e vicinanza al Paese e alla sua gente, che intende trasmettere ancora una volta i valori forti di Eridania Italia:  fiducia, continuando a lavorare per portare il suo zucchero e la sua dolcezza nelle case degli Italiani; la tradizione di un marchio storico che ci accompagna da generazioni; le persone, a cui Eridania è ancor più vicina oggi come un vero “amico di famiglia”, accompagnandole in casa dalla colazione del mattino alla creazione di una ricetta in famiglia, e sostenendo nel contempo chi ha più bisogno. A questo proposito, Eridania Italia ha organizzato un’iniziativa su tutto il territorio italiano: in sinergia con la rete delle Diocesi della Caritas, saranno donate nelle 100 principali città italiane 60.000 confezioni di zucchero ad altrettante famiglie in difficoltà.

Due aperture Despar per Aspiag Service

Continua a crescere la rete di Aspiag Service, concessionaria del marchio Despar per il Triveneto e l’Emilia Romagna, nonostante l'emergenza sanitaria

Un punto di vendita Eurospar a Bologna, in via di Vittorio 4, un secondo a insegna Despar a Limena (Pd), in via del Santo 204. Aspiag Service, concessionaria del marchio Despar per il Triveneto e l’Emilia Romagna, ha realizzato due strutture sviluppate su una superficie di circa 2.300 mq, di cui 1.736 dedicati al food.

Le nuove aperture -dichiara Francesco Montalvo, Ad di Aspiag Service- vogliono essere un forte segnale di fiducia in un futuro certamente complesso che ci vedrà però determinati a sviluppare l’attività. Gli ultimi due mesi sono stati estremamente impegnativi ma hanno mostrato il ruolo determinante della gdo e di Despar nell’ambito del sistema”.

Gli Essenziali di Carrefour in vendita su ePrice

L'eCommerce italiano ePrice si occuperà anche della consegna a domicilio degli Essenziali di Carrefour su tutto il territorio nazionale

I pratici box contenenti tipologie di prodotti preassortiti per uso quotidiano e declinati per tipologia di necessità di spesa di Carrefour sono in vendita su ePrice, grazie a un accordo siglato dall'insegna con l'eCommerce italiano che si occuperà anche della consegna a domicilio su tutto il territorio nazionale, nel rispetto delle misure igienico-sanitarie indicate dalle autorità. Gli Essenziali proposti online sono quattro tra Box alimentari e Kit tematici: ossia tre Box alimentari (Vegetariano, Mare e Terra), pensati per comporre pasti per una settimana per due persone, sulla base di specifiche esigenze, e il Kit Cura Casa e Persona che contiene tutto il necessario per l’igiene personale e la pulizia della casa per circa due settimane. Il kit spesa è composto da prodotti a marchio Carrefour oltre che da prodotti dei principali brand presenti in gdo.

Con questo accordo ampliamo ulteriormente la nostra gamma di prodotti affiancando ai prodotti high-tech e grandi elettrodomestici, le nuove categorie -commenta Gaetano Gasperini, direttore generale di ePrice-. L’avvio di vendita e distribuzione di box tematici correlati a bisogni primari ci consente di potenziare la nostra attività di vendita online in una fase di evoluzione delle abitudini di acquisto dei consumatori, in linea con i cambiamenti del nostro stile di vita”.

Roberto Simonetto, direttore commerciale di Carrefour Italia, aggiunge: “Abbiamo voluto testare l’efficacia distributiva di uno dei più importanti canali di market place del panorama italiano, per amplificare e rafforzare la distribuzione di uno dei nostri attuali prodotti innovativi”.

#fase2retail: come cambieranno i negozi

Dal webinar di Bain&Co e Mark Up sulle sfide che si pongono al retail verso la fase 2, i punti di vista di Pugliese (Conad), Valota (Burger King), Pampani (Douglas), Rossi (Coin) e Nicosanti (Unieuro)

Prossimità, discountizzazione, sviluppo dell'online, convenienza e promozioni: queste, secondo Andrea Petronio, di partner Bain & Company, le sfide che il retail si trova ad affrontare nei prossimi mesi e per i quali deve attrezzarsi ulteriormente. Temi che sono stati approfonditi nel corso di un webinar che si è tenuto mercoledì mattina e che ha visto, come protagonisti, Francesco Pugliese, Ad di Conad, Andrea Valota, Ad di Burger King Italia, Fabio Pampani, Ad di Profumerie Douglas, Giorgio Rossi, presidente di Coin, e Giancarlo Nicosanti Monterastelli, Ad di Unieuro.

Qui riportiamo le loro visioni su come si evolverà l'experience nei punti di vendita e quanto peserà l'eCommerce e come si rapporterà con la rete fisica, mentre su Mark Up sono sviluppati argomenti più istituzionali, legati alle richieste al Governo per ripartire, a come stanno cambiando i consumi, alle relazioni con l'industria.

Francesco Pugliese: il valore della prossimità e lo sviluppo dell'eCommerce

"Per noi  di Conad la prossimità è da sempre un elemento distintivo delle nostre formule di vendita, che non ha un'unica definizione, ma deve essere declinata in termini di servizi in funzione del territorio e delle caratteristiche della clientela. E il nostro sistema basato sui soci imprenditori ci garantisce questa flessibilità. Una flessibilità che deve tenere conto che un negozio con una stessa metratura svolge un ruolo diverso a secondo che sia in una grande città o in centri più piccoli (anche se a Milano la prossimità arriva fino a 2.000 mq): nei centri urbani, servizio significa freschi e freschissimi, piatti pronti e gastronomia, mentr sotto i 5.000 abitanti, il negozio di 600 mq è un piccolo super che deve avere meno piatti pronti, ma un assortimento completo fino all'extralimentare. Deve anche essere chiaro che per garantire un livello di servizio differenziato serve una struttura dei costi coerente, con un modello di logistica, che deve essere e compatibile. In questo senso, l'eCommerce, inteso come servizio ulteriore, non può che essere a pagamento. Certo crescerà, ma l'Italia non è Milano e c'è chi continuerà a preferire di comprare il cibo, soprattutto i freschi, ortofrutta in primis, in negozio. Sono convinto, comunque, che le vendite online food arriveranno a una quota del 5% nell'arco di 3-5 anni".

Andrea Valota: ripensare il negozio

"La nostra sfida per il prossimo futuro riguarda come faccio a rendere piacevole un'esperienza felice date le limitazioni in termini di igiene e sicurezza, che oggi stiamo vivendo nei negozi. Per questo, stiamo per avviare, entro l'estate, una nuova app che permetta di prenotare sia l'ingresso nei nostri ristoranti per comprare quello che serve sia per prenotare un tavolo. Questa soluzione ci sembra la più adatta per mantenere questa voglia di condivisione che si vive nei nostri locali. Certo significa aggiungere altri costi, rispetto a quelli che stiamo già sostenendo per mettere in sicurezza i nostri ristoranti (come spazi e come dipendenti, compresi coloro che si occupano dell'home delivery) con tutti i dispositivi necessari per garantire un soggiorno tranquillo e senza preoccupazioni. Del resto, più che costi sono investimenti essenziali per mantenere il business. Per questo escludiamo di chiudere strutture, una decisione molto sofferta che ci vedrà impegnati nella ricerca di tutte le opzioni possibili, a partire da una rimodulazione degli orari".

 

Fabio Pampani: un nuovo concetto di omnicanalità

"Sono convinto che dobbiamo immaginare nuove connessioni tra online e rete fisica, che vadano anche oltre il concetto di eCommerce, che già facevamo e che cresce. Abbiamo creato un negozio virtuale, nel quale le clienti si potevano interfacciare con le nostre esperte e ci siamo accorti che oggi questo negozio è il primo per fatturato della nostra rete di oltre 500 store. Il contatto con professionisti in grado di intervenire con consigli adeguati in un momento complesso come l'attuale si è rivelato un'arma vincente: abbiamo registrato tassi di conversione in acquisti del 50%. Un approccio consulenziale di cui abbiamo potuto notare anche nel successo dei tutorial inseriti sul nostro sito. Significa che si sta affermando un concetto più ampio di omnicanalità di cui dovremo tenere conto anche nelle relazioni con l'industria di marca, puntando sempre di più sulla costruzione di momenti di aggregazione e di relazione tra digitale e negozio fisico".

 

Giorgio Rossi: ripensare i negozi

Ï negozi cambieranno nella loro anima, non solo per il rispetto delle norme di sicurezza, ma anche per le nuove abitudini e comportamenti che i consumatori dimostreranno. Dobbiamo ridisegnare negozi più belli, ripensare orari più lunghi, per arrivare a un aumento dello scontrino medio e a permettere ai clienti di fare acquisti in sicurezza e divertendosi. Sono anche convinto che, rispetto a catene come Coin, torneranno prima alla normalità i negozi medio piccoli.

 

Giancarlo Nicosanti: testare soluzioni nuove

"Oggi assistiamo all'affermazione di processi che, senza il Covid19, avrebbero impiegato tempi decisamente più lunghi: penso soprattutto all'eCommerce nel quale abbiamo sempre creduto e che cresce anche perchè viene utilizzato anche dai nostri affiliati e dai nostri punti di vendita più piccoli, che hanno svolto e svolgeranno anche nel prossimo futuro un ruolo di prossimità di fronte a un consumatore che compra per bisogni. L'evoluzione che vedo per la nostra rete di negozi (la cui media è già scesa sotto i 1.500 mq) e per la nostra insegna è quella di trovare tutte le soluzioni possibili che permettano al consumatore di accedere alla nostra offerta, consapevoli che gli acquisti d'impulso sono finiti, al momento. Vuol dire che ci sarà l'home delivery (la cui marginalità sta aumentando), tornerà il click&collect, diminuito drasticamente per ragioni di forza maggiore, serviranno  soluzioni sicure per chi vorrà venire in negozio facendo la fila, mentre altri vorranno accedere solo al pagamento o altri avere un trattamento personalizzato su appuntamento. Bisognerà, insomma, testare molti elementi nuovi, anche se non tutti andranno a buon fin, ma con il virus, fino che non avranno trovato un vaccino, dovremo convivere ... E non fare niente è il peggio che possiamo fare

BRAVO senza zuccheri aggiunti: la nuova linea di nettari Rauch

Quattro varianti per la nuova linea Bravo lanciata dal Gruppo Rauch, disponibile in brick da un litro a partire dal mese di maggio

Per rispondere alle richieste del mercato e alle rinnovate esigenze dei consumatori, sempre più orientati verso scelte salutistiche, il Gruppo Rauch ha lanciato la linea di nettari senza zuccheri aggiunti Bravo, in formato da 1 litro brick, disponibile a partire dal mese di maggio.

La linea contiene solo gli zuccheri naturali della frutta, non ha edulcoranti, coloranti e conservanti e si troverà sul mercato in 4 varianti: arancia (con 80% di frutta e vitamina C), ananas (70% di frutta e vitamina B2), frutti rossi (65% di frutta e vitamina B6) e arancia-frutto della passione (65% di frutta e vitamina E).

Il packaging è contraddistinto dallo sfondo chiaro e da un'immagine sobria, distintiva ed elegante, in grado di esaltare i quattro differenti gusti. Il claim che accompagna questa linea punta proprio sulla qualità dell'immagine e del prodotto: Buono & Bravo - la nuova linea che mancava alla tua offerta di succhi.

Il Gruppo Rauch

L'azienda è attiva nella produzione di succhi di frutta e bevande a base di tè, registra un fatturato di oltre un miliardo di euro nel 2019, dà lavoro a quasi 2000 persone ed esporta in più di 100 Paesi nel mondo.

Le soluzioni Amtek e Custom per l’eCommerce di Coop

La multinazionale di Parma, specializzata in stampa e scansione, ha sviluppato dei dispositivi tecnologici che consentono gli acquisti in autonomia rispettando il distanziamento sociale

Evitare le code e distanziamento sociale: il Coronavirus ha modificato non solo i consumi ma il modo di fare la spesa. E le soluzioni proposte dalle aziende tecnologiche portano in una direzione ibrida, tra eCommerce e retail tradizionale. L’esempio arriva da Custom che con Amtek ha sviluppato alcune soluzioni per Coop per esempio per il servizio Drive.

La soluzione per Coop, frutto della collaborazione con Amtek, si poggia sull’eCommerce del retailer. Si chiama Kiosk Coop o Kiosk Coop light: la prima è nata anche per un'installazione all'aperto, la seconda destinata ai piccoli punti vendita. ll cliente fa la spesa pagando online oppure nel momento del ritiro al punto vendita, facendosi riconoscere attraverso il QRcode o Pin ricevuto sullo smartphone. Il sistema fa scegliere la fascia oraria, informando direttamente l’utente sul proprio turno in modo da annullare completamente la coda. Soluzioni di questo tipo, operative, sono già una trentina tra Piemonte e Liguria. Le installazioni dei Kiosk Coop possono essere in due distinte configurazioni: modalità Drive o Darkstore.

coop driveNella prima il cliente si affianca con l’automobile al Kiosk Coop Amtek come fosse un casello autostradale e procede al check out restando seduto sul sedile. Il sistema comunica in quale piazzola parcheggiare e al terminale dell’operatore le informazioni delle spesa relativa al cliente. Entro qualche minuto, l’operatore consegna la spesa direttamente nella piazzola. Nella modalità Darkstore, il cliente parcheggia l’auto in una qualsiasi piazzola disponibile del sito (sono tutte numerate) e si reca presso uno dei Kiosk Coop Amtek per eseguire il check out. E indica presso quale piazzola ha parcheggiato, dove gli verrà consegnata la spesa. In qualsiasi configurazione i Kiosk Coop Amtek hanno la funzione ‘Aiuto’ in caso di difficoltà. Premendo il pulsante ‘Chiama un operatore’, ci si mette in contatto con un addetto Coop, il quale può dare supporto direttamente da remoto.

Alessandro MastropasquaFondata a Parma nel 1992, è una hi-tech solution, Company, di proprietà italiana, specializzata in stampa e scansione. Un player di riferimento in tutto il mondo per il mercato retail. Mercati sinergici sono, poi, trasporti, lottery, banking, entertainment, settore industriale e self-service. Cinque stabilimenti e sei software lab per una produzione di 1,2 milioni di pezzi. Ben 30 brevetti, grazie al lavoro di 200 ingegneri e 100 sviluppatori. Un fatturato cresciuto negli ultimi dieci anni da 40 a 183 milioni di euro.  “Per il 40% la nostra vocazione è retail -spiega Alessandro Mastropasqua, responsabile comunicazione Custom Spa-, in questo momento c’è grande interesse per tutto ciò che permette il distanziamento sociale e come evitare la coda. Abbiamo due case history in atto, con Amtek: si tratta di kiosk e vending. Da quando è partito il lockdown, la richiesta è cresciuta del 700%. Oggi la gdo è sotto pressione: avere soluzioni eCommerce che ti permettono di fare la spesa con lo smartphone e, in alcuni casi, senza scendere dalla macchina, è un forte plus”.

Pharmalocker per le farmacie

Pharmalocker“Oggi gdo e farmacie stanno aumentando il business. Per quest’ultime stanno andando moltissimo le vending, i distributori automatici”. Il Pharmalocker è un dispositivo verticale che consegna prodotti nel locker con il minor contatto possibile. Anche in questo caso il cliente acquista direttamente online attraverso una app. Una volta pronta la spesa riceve un messaggio (Pin o QRcode) e senza code può andare a ritirare quanto ordinato. Per l’apertura notturna c’è un monitor che dialoga con l’operatore e una serie di paratie mobili e vetro di protezione per consegnare i prodotti.

“Sono diffusi e richiesti in tutta Italia e aumentano anche la sicurezza di notte”. Il dato interessante è che 75% di chi ha comprato online nell’ultimo mese non lo aveva mai fatto prima. Kiosk e locker possono pertanto ampliare l’offerta, dando respiro all’home delivery andato in tilt nell’organizzazione dei sistemi di logistica a causa del forte accesso ai siti di eCommerce.

Data intelligence e big data

Ma Custom offre anche soluzioni in altri ambiti. Come data intelligence e big data.  “Tutta la filiera è oggi sotto pressione. Fondamentale è garantire il transito e la movimentazione delle merci e avere un’analisi di quello che è presente nel magazzino, cosa arriva ed esce e dove si trova. Da due anni abbiamo lanciato device sempre connessi di data intelligence, da usare anche in luoghi non coperti da rete. Sono utilissimi per aziende con magazzini molto ampi senza avere bisogno del wi-fi. Nel mondo del punto cassa siamo poi stati innovatori -aggiunge-. Tutti parlano di big data ma pochi li sfruttano in modo trasversale. Ci sono negozianti che fanno ancora inventari a mano. Utilizzando invece computer mobile, pistole barcode, lettori scanner, con software collegati, in poco tempo si hanno sottomano inventari e carico e scarico prodotti. Sono prodotti semplici che però in Italia devono ancora crescere molto. Ne abbiamo sviluppati diversi, che portano valore aggiunto”.

Promozioni e prezzi fissi per l’emergenza

Prezzi e promozioni assumono un ruolo diverso durante la quarantena per il Covid-19. Traffico e acquisizione di clienti non sono più per ora le priorità delle insegne della gdo. Le evoluzioni possibili (da Gdoweek n. 7)

Da quando il Covid-19 ha fatto la sua comparsa sulla scena mondiale, le priorità della spesa alimentare sono cambiate per tutti i consumatori, costretti a fare i conti con esigenze nuove e accresciute, ma con budget ridotti dalla crisi. Il canale moderno come ha risposto? Sono cambiati i prezzi? E le promozioni? I retailer che abbiamo coinvolto in questa indagine hanno messo al primo posto l’attenzione a preservare la capacità di spesa dei clienti, soprattutto in un momento così delicato, adattando di conseguenza le strategie promozionali.

Sono numerose le comunicazioni dei retailer rivolte ai clienti proprio sul tema prezzo, in particolare per i prodotti di prima necessità coinvolti anche nell’iniziativa dei buoni solidali: il messaggio chiaro è che i prezzi rimangono inalterati, non aumenteranno nel corso dell’emergenza. Conferme che arrivano da VéGé ed Md o come ha raccontato Bennet sottolineando: “Se c’è una regola che ci siamo dati, è di non toccare un prezzo!”; lo ha precisato Carrefour per 554 referenze “di uso quotidiano” a prezzo bloccato fino al 17 maggio, così come anche Coop Italia e Coop Alleanza 3.0 che, fino al 31 maggio, hanno bloccato i prezzi di tutti i prodotti confezionati industriali, compresi quelli a marchio, sia a monte, verso i consumatori, che a valle, per i produttori, proprio nella logica di garantire la stabilità dei prezzi e delle remunerazioni dei diversi attori della filiera, come evidenziato in un documento sul tema. Un approccio confermato da Crai: “In questo momento è importante continuare a offrire gli stessi vantaggi che proponevamo anche prima dell’emergenza”, precisa Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di Crai Secom Spa. Una strada seguita anche da Esselunga che ha continuato a proporre sconti del 50% a fine marzo, legandosi anche all’anniversario dei 25 anni di Fidaty.

In generale, tutte le insegne (coinvolte nell’indagine o no) hanno proseguito anche in questo periodo di emergenza a offrire promozioni od occasioni di sconto, seppure con strategie diverse rispetto a prima. Accanto agli obiettivi aziendali infatti, si è dovuto tener conto degli aspetti organizzativi interni, di quelli produttivi e logistici nei rapporti con l’industria, e non ultimo, delle mutate condizioni nelle quali avviene la spesa nel punto di vendita fisico: dopo una coda che può essere estenuante, i clienti tendono ad andare di fretta e subito all’obiettivo, cioè fare scorta per rimandare quanto possibile la visita successiva. “Non abbiamo fatto nessun aumento di prezzo -dice Anna Campanile, direttore marketing e comunicazione Md- semmai abbiamo continuato a tenere le promozioni per garantire al cliente la convenienza di sempre, dando però meno enfasi alla comunicazione per non creare assembramenti”. Anche perché la sensibilità al prezzo è cambiata: non riguarda più tanto il singolo prodotto, quanto il totale della spesa, privilegiando l’acquisto che garantisce il miglior risparmio complessivo, anche a discapito della marca e della promozione.

Le iniziative promozionali già avviate sono state ovviamente confermate, e anche quelle strategiche, come i “bassi e fissi” del paniere Conad. Successivamente, è diventato inutile e impossibile intervenire con promozioni aggressive mirate a fare traffico. Quelle con altri obiettivi però, sono rimaste e altre se ne sono aggiunte: “È cambiata l’incidenza promozionale dei prodotti nel carrello -spiega Federico Stanghetta direttore commerciale e marketing di Conad Adriatico- perché molti prodotti che prima erano acquistati magari aspettando o cercando la promozione, adesso si acquistano per necessità senza guardare al prezzo, di conseguenza cambia lo scontrino medio e la percezione di convenienza. Non sono aumentati i prezzi, sono le promozioni a essere meno aggressive”. A risentirne sono in particolare le strutture d’attrazione, come gli ipermercati (a cui la legge obbliga un parco clienti molto limitato) almeno fino a quando non sarà possibile riprendere a fare tagli prezzo e sottocosto. “Inoltre, qualche mercato è andato in crisi di approvvigionamento, alcune materie prime sono aumentate di prezzo -prosegue Stanghetta- e alcuni fornitori ci hanno vietato le promozioni, su prodotti che facciamo già fatica a rifornire”. L’esempio sono farine e disinfettanti. Per gli aumenti delle materie prime, invece, riguardano alcune famiglie dell’ortofrutta.

Data per scontata la volontà generale di garantire il potere d’acquisto del cliente, il secondo passaggio è capire come tutto questo influenzi gli accordi con l’industria. “Abbiamo cercato di rivedere il piano promozionale soprattutto in un’ottica merceologica -spiega Simone Pescatore, direttore marketing e comunicazione di Bennet- cercando cioè di favorire i clienti nelle categorie più richieste e riducendo molto le promozioni legate al non alimentare, cioè elettronica, bazar e tessile”. Merceologie inserite nell’allegato 1 del Dpcm 11 marzo 2020, che hanno subito forti limitazioni alla vendita. “Abbiamo fatto, dove possibile, attività di buoni sconto e Crm per attrarre persone che avevano già la carta fedeltà -dice Stanghetta- ma non venivano in negozio. Crm e relationship saranno i canali di investimento sui quali punteremo sempre più in futuro”. Poco efficace, invece la strategia edlp per il bacino di Conad Adriatico. “I test non ci hanno premiato -spiega- occorrono attività aggressive e convenienza sul panel delle referenze basiche”.

“Nella situazione attuale il mantenimento di una numerica di prodotti in offerta in linea con quella pre Covid-19 diventa meno percorribile per tutti gli attori della filiera -afferma Alessandro Camattari, direttore commerciale e marketing di D.IT-. Senza dimenticare che in questo contesto anche i clienti inevitabilmente tendono a rimanere nei negozi meno tempo”. Un cambio di strategia che per esempio ha comportato lo spostamento dell’attenzione dall’attrazione al servizio: “Non è un tema di meccaniche promozionali più o meno efficaci -continua Camattari-. In un periodo di difficoltà complessiva del sistema, occorre mantenere certamente il focus sulla convenienza, ma prima di tutto garantire servizio e sicurezza. In questo senso, sconti particolarmente profondi che avevano l’obiettivo primario di attrarre clienti non hanno più particolare valenza”. In concreto significa rimandare, in accordo con l’industria, le attività a maggior valore, ovvero testing di prodotto, comarketing, nuovi lanci, vista anche l’impossibilità di creare occasioni di incontro con i consumatori instore, vietate dalle normative. Dall’altro lato, D.IT, in accordo con l’industria, sta ripianificando anche alcune attività orientate allo sviluppo dei volumi per concentrarsi su quelle davvero utili in questo momento. Gli acquisti hanno visto la crescita esponenziale sia dei prodotti commodity ora divenuti essenziali, come pasta, riso, farine, carne, conserve, preparati, uova, sia dei grandi formati. Inutile, quindi, secondo Camattari, lanciare promozioni, più utile invece stabilizzare i prezzi, che precisa: “Dobbiamo registrare un ottimo livello di collaborazione nella filiera, nell’ottica di garantire il migliore servizio, cui si aggiunge l’utilizzo del volantino digitale, più flessibile di quello cartaceo, oggi comunque non utilizzabile”.

Stabilizzare i prezzi è anche il must di Coop Italia: “Abbiamo fatto un’azione importante che bloccherà i prezzi di oltre 18.000 prodotti confezionati industriali, a marchio Coop e non, per 2 mesi fino al 31 maggio -sottolinea Maura Latini, Ad di Coop Italia-. Una sorta di misura preventiva e una garanzia che Coop sottoscrive a vantaggio dei propri soci e consumatori, ma anche a tutela dei produttori e degli allevatori italiani. Mai come ora il nostro primario impegno è proteggere le famiglie e il tessuto produttivo italiano”. Le promozioni così assumono un significato diverso e meno tattico, perché rafforzare la loyalty diventa più importante della capacità di attrarre nuovi clienti. “Abbiamo rafforzato le promozioni personalizzate per manifestare di essere vicini ai clienti che ci hanno scelto nel tempo, coccolarli -chiarisce Pescatore-. Non è il momento dell’acquisition di nuovi consumatori o del traffico”. Come conseguenza di questo discorso, Bennet ha offerto gratuitamente a circa 30.000 dei suoi clienti più fedeli pacchetti promozionali con un respiro più ampio, legati al tema “io resto a casa”: per esempio, la possibilità abbonarsi a siti a tema come Readly per leggere per tre mesi riviste gratis, Tidal per la musica in streaming, Fix Fit per lezioni di fitness da fare a casa per tre mesi, oltre all’App educational SmartTales per far giocare i bambini. A questo si è aggiunto il rinvio di un mese della scadenza dei punti, fino al 30 aprile. “Le iniziative hanno avuto un gradimento eccezionale, perché sono proprio queste le attività di cui le persone avevano bisogno”, conclude Pescatore.

L’attenzione al risparmio diventa una costante italiana per Maiora, che, a fronte di maggior affluenza e uno scontrino medio più elevato nella propria rete, non ha fatto nessuna variazione nelle strategie di prezzo e promozione. “Non abbiamo cambiato nulla -dichiara Grazia De Gennaro, responsabile comunicazione di Maiora (Despar Centro Sud)-. Anche il volantino, che per noi conta moltissimo, è confermato così come le promozioni continuano a seguire la programmazione predefinita. I nostri clienti continuano a essere molto sensibili alle offerte, soprattutto nel segmento cura della casa, in cui persiste l’effetto stock, e nella prevenzione e salute. È un dato che constatiamo ogni giorno, anche attraverso le richieste che riceviamo al numero verde, via email o su Facebook”. Nasce anche da qui la scelta di puntare sulle sponsorizzazioni sui social e in generale sui canali online per comunicare la convenienza. “In questo momento le promozioni e le confezioni multiple, abbinate in particolare ai prodotti per la cura della casa, sono fattori di forte impulso all’acquisto”. Lo sconvolgimento dei modelli precedenti ha portato i consumatori a una maggior apertura verso marchi e prodotti nuovi, magari per sostituire qualcosa che non si trova in quel momento sullo scaffale, certo potrebbe trattarsi di un fenomeno temporaneo.

Cambia il mix di prodotti coinvolti dalle promozioni e anche Crai, per seguire i mutati bisogni dei clienti: “L’emergenza ha modificato il modo di acquistare e consumare -spiega La Viola- spingendo i clienti a comprare maggiormente i prodotti dove la filiera e la tracciabilità sono garantiti come, per esempio, i prodotti locali; un comportamento, questo, che andrà a modificare anche lo scenario futuro, aprendo nuovi spazi alle filiere e al marchio del distributore”. Anche Mario Gasbarrino, nel Cda di Cortilia e di Everton, legge questa fase come un’occasione per correggere il tiro: “Nel corso della crisi è cambiato il comportamento d’acquisto, all’inizio, quando sembrava durasse poco, abbiamo comprato di tutto; poi siamo diventati più attenti e penso che anche dopo, quando ci sarà la crisi economica, la convenienza tornerà un elemento importante. Se però torneremo alla stessa pressione promozionale di prima, e a identificare le promozioni con la convenienza, questa crisi non sarà servita a niente”. L’emergenza Covid-19 è un momento di forte discontinuità il cui effetto proseguirà anche dopo, perché tocca i bisogni profondi delle persone, quindi porterà a un cambio strutturale nei consumi e una serie di domande. “Cosa porteremo con noi nel dopo Covid-19? -si chiede Camattari-. La sola sensazione di un pericolo scampato o una consapevolezza profonda della necessità di rivedere le nostre priorità e dunque il nostro stile di vita? La sostenibilità di filiera potrà continuare a essere una scelta o diventerà un obbligo per tutti? Credo che il Covid-19 accentuerà, già nel medio periodo, una spinta ulteriore verso una nuova visione di Bene Comune, da un punto di vista economico ma soprattutto sociale. E tutti saremo chiamati a dare risposte credibili e adeguate”. L’esperienza porta Coop Italia a riflettere sul valore della propria mission, che ne esce rafforzata. “Da situazioni difficili si possono trarre lezioni importanti e anche positive -suggerisce Maura Latini-. Noi crediamo di aver colto in questa emergenza una vicinanza con i soci e consumatori dovuta proprio all’eccezionalità del momento, che ha confermato quanto la fiducia e il credito risposto in Coop e in tutte le cooperative che operano a stretto contatto con le famiglie nei territori, sia un legame determinante che deve sempre caratterizzare le nostre azioni”.

Macai: lo store online attivo a Milano e Torino

Macai è attivo a Milano e Torino e conta un'offerta di 2.000 prodotti. L'obiettivo è di ampliare l'assortimento e la presenza sul territorio

Proliferano, in tempi di emergenza sanitaria, gli store online. Macai è stato creato l'8 aprile, è attivo a Milano e Torino e conta un'offerta di 2.000 prodotti che spaziano dal tonno in scatola agli articoli per l’igiene della casa, dalla pasta artigianale ai vini, ma anche ortofrutta con l'obiettivo di ampliare ulteriormente l'offerta nel corso delle settimane.

La logistica viene effettuata con furgoncini refrigerati guidati da professionisti del settore e gli ordini, se effettuati entro mezzogiorno, al momento vengono consegnati il giorno dopo, dal lunedì al sabato. Il servizio copre tutti i cap dei comuni di Milano e di Torino, l’ordine minimo è di 70 euro e il costo di consegna 5,9 euro.

Il progetto nasce dall’idea di Giovanni Cavallo, Lorenzo Lelli ed Edoardo Tribuzio, team di imprenditori, già fondatori di Mymenu. L’obiettivo è di diventare capillari su tutto il territorio nazionale quanto prima dopo questa fase iniziale.

Gli imprenditori spiegano: “Il progetto Macai, per essere lanciato sul mercato in così poco tempo e in modo snello, ha avuto la fortuna di trovare un partner importante del settore che ci ha permesso di risolvere la problematica iniziale di magazzino e logistica. Grazie a ciò è stato possibile partire velocemente con un’offerta competitiva sia in termini di numero che di prezzo, a fronte di un acquisto e rivendita dei prodotti con uno sconto sugli stessi. Nel medio termine, eventualmente anche in modo congiunto con il nostro partner, valuteremo se aprire un primo nuovo magazzino dedicato o aiutare ad innovare i numerosi processi in essere dal punto di vista dello stoccaggio e della logistica, facendo sempre della tecnologia il cuore pulsante del nostro progetto”.

Il Viaggiator Goloso: l’immagine rinnovata del sito

Il sito de Il Viaggiator Goloso, brand premium del Gruppo Unes, ancora una volta affidato all'agenzia Melismelis, si presenta con una veste rinnovata

Estetica elegante, una tecnologia più avanzata e ottimizzata in ottica Seo con l’obiettivo di migliorare il ranking sui motori di ricerca. Il sito de Il Viaggiator Goloso, brand premium del Gruppo Unes, ancora una volta affidato all'agenzia Melismelis, online all'indirizzo www.ilviaggiatorgoloso.it, si presenta con una veste rinnovata. “Nei giorni scorsi abbiamo messo online un sito molto ricco e articolato. In alcune sezioni poi, più che un sito web, assomiglia a una dispensa infinita di sapori e di cultura gastronomica -afferma Massimo Melis, Ceo di Melismelis-. Abbiamo studiato e raccontato quasi 1000 prodotti per rendere la navigazione su ilviaggiatorgoloso.it un vero viaggio nella cultura alimentare italiana. Tutto ciò con le più avanzate logiche di sviluppo web e la massima attenzione al Seo”.

Le sezioni del sito

Prodotti. Per evidenziare questa sezione, sono stati messi in evidenza caratteristiche, ingredienti e valori nutrizionali delle oltre 900 referenze firmate il Viaggiator Goloso. Per facilitare la navigazione all’utente è stato realizzato un nuovo motore di ricerca che permette di trovare più velocemente il prodotto che si desidera.

Ricette. Tradizione e innovazione contraddistinguono le ricette, realizzate per valorizzare i prodotti del marchio, corredate di foto realizzate ad hoc.

Cronache di viaggio è un itinerario per esplorare i luoghi da cui arrivano i sapori de il Viaggiator Goloso e per conoscere meglio le aziende che li producono. Il racconto è affidato a immagini, pensieri e parole dalla viva voce delle persone che collaborano con il brand, in tutta Italia.

Store locator permette di localizzare i punti di vendita nei quali acquistare le diverse specialità firmate il Viaggiator Goloso che possono essere consegnate a casa acquistandole online sul sito di Amazon.

Vota VG. Il brand chiede ai propri fan e agli amanti della buona tavola di votare e lasciare una recensione sui prodotti.

Just Eat porta a casa i kit di The Family

Il progetto ha debuttato a Milano, ma prevede un piano di espansione: offre ai consumatori una modalità veloce e facile per godersi un piatto da chef a casa senza stare ore ai fornelli

Just Eat, app leader per ordinare pranzo e cena a domicilio in tutta Italia e nel mondo, amplia la disponibilità di scelta e attiva la consegna dei primi 'cibi quasi pronti' al consumo: grazie alla proposta innovativa di The Family ristoratori uniti per te, un progetto nato per sostenere il comparto della ristorazione in un momento di emergenza nazionale.

L’idea di The Family, del laboratorio food Soul-K, riunisce 14 ristoratori uniti che gestiscono oltre 20 ristoranti tra Milano e la provincia di Monza e Brianza, per realizzare proposte semipronte, semilavorate o ingredienti freschi selezionati, che Just Eat porta a casa in formato kit fai da te per creare piatti, assemblarli o semplicemente cuocerli.

Il progetto ha debuttato a Milano, ma prevede un piano di espansione con copertura capillare: offre ai consumatori una modalità veloce e facile per godersi un piatto da chef a casa senza stare ore ai fornelli. Grazie alle istruzioni di una guida passo-passo, i kit di The Family sono realizzabili in soli 4 passaggi.

"Just Eat si è attivata immediatamente su vari fronti per sostenere il comparto del food delivery fatto da ristoranti, ciclofattorini e clienti, e ha continuato ogni giorno a introdurre nuove iniziative e proposte per mettere il proprio servizio completamente a disposizione degli italiani -commenta Monica Paluzzi, marketing director di Just Eat-. Oggi proseguiamo in questo percorso di esplorazione di tutte le opportunità che questo mercato offre, introducendo nuove modalità creative e innovative, come il progetto The Family, con cui abbiamo deciso di collaborare per supportare e ampliare le possibilità della ristorazione italiana ed estendere la proposta food che diamo ai nostri clienti".

"È necessario studiare un modello di business innovativo che risponda alle nuove esigenze legate al mondo del cibo -aggiunge Andrea Cova, Ceo di Soul-K-. L’unione fa la forza. Unendosi i prezzi si abbassano, la qualità si alza e i prodotti possono essere distribuiti in modo capillare".

The Family, ristoratori uniti per te, ha delineato 4 proposte per ogni gusto:

  • Kokua Pokè: quattro kit (Tasty, Cool, Sweet e Aloha!) e ampia scelta di proteine per personalizzare i poke; non mancano i menù già selezionati.
  • El Rej del Burrito: possibilità di scelta delle proteine nei diversi kit (El Jefe Kit, El Comandante Kit, La Princeza Kit, El Don Kit)
  • Zzapi: ampia varierà di impasti e condimenti per preparare a casa una pizza come nei migliori locali
  • Gastronomia Urbana: la tradizione italiana in piatti da chef realizzati a casa. Una selezione che comprende alcuni must di un pranzo (o di una cena) all’italiana come lasagna alla bolognese, pizzoccheri alla Valtellinese, cotoletta di pollo alla milanese con patate, filetto di branzino con verdure al vapore.

Questo modello ristorativo, collettivo e non competitivo, è un’evoluzione della Ghost Kitchen e trasforma le ricette più richieste di ogni tipo di cucina in kit scomposti e di semplice utilizzo, offrendo qualità e rispetto del gusto, ma anche della sicurezza. Grazie al controllo completo della filiera, tutti i prodotti di The Family, ristoratori uniti per te, sono cucinati secondo le norme igieniche (guanti e mascherine tecniche, ambienti sanificati professionalmente ogni giorno) e confezionati freschi in vaschette sigillate, pensate per proteggere i clienti e conservarsi più a lungo all’interno del frigorifero.

Le consegne con Just Eat vengono gestite mantenendo la distanza interpersonale di almeno un metro e senza contatti diretti. Per ricordare ai rider le misure precauzionali e le modalità di consegna è stata inoltre modificata l’app a loro dedicata e sono stati disabilitati i pagamenti in contanti per tutti i ristoranti che usufruiscono del servizio di consegna diretto con Just Eat, oltre alla distribuzione di guanti, mascherine e gel disinfettante.

COVID-19: Arneg riprende gradualmente l’attività

Graduale ripresa delle attività produttive per il leader della refrigerazione commerciale. Tutto nel massimo rispetto della sicurezza.

Arrivata senza avvisare, l’emergenza da Covid-19 ha messo l’intero Paese in pausa a partire dal 26 Marzo imponendo la chiusura di tutte le attività produttive definite “non essenziali”.

Con senso di responsabilità verso le famiglie dei suoi oltre 700 dipendenti, anche Arneg SpA, leader mondiale della refrigerazione commerciale, ha opportunamente interrotto l’attività produttiva, nonostante la propria funzionalità rispetto alla essenziale filiera alimentare. Arneg, nell’immediato insorgere dell’emergenza sanitaria, ha scelto di mettere al primo posto la salute dei propri dipendenti, dei clienti, dei fornitori e di tutti i suoi interlocutori, dimostrando coerenza con i suoi valori fondanti che hanno sempre messo le persone al centro.

Ma a partire dal 14 Aprile, nell’approssimarsi della prevista “fase 2”, le attività produttive stanno gradualmente riprendendo, sempre garantendo ai propri collaboratori la massima sicurezza e rispettando lo specifico Protocollo Covid avvallato dalle locali autorità sanitarie e condiviso dai rappresentanti dei lavoratori.

“Chi è rientrato al lavoro” specifica il direttore del personale Armando De Crescenzo, “lo ha fatto su base volontaria. Inoltre, negli uffici, dove possibile, continua il lavoro agile da casa, mentre per le persone presenti in azienda, vengono rigorosamente rispettate tutte le misure di sicurezza.” Corretta distanza interpersonale; uso di mascherine e disinfettanti; frequente pulizia dei locali; sanificazione straordinaria mediante nebulizzazione a freddo di prodotto battericida e virucida… Arneg ha ricominciato, mettendo la sicurezza delle persone al primo posto.

E a proposito di persone, siamo tutti coinvolti in questa sfida, nessuno escluso. Ma gli ospedali e il personale sanitario lo sono molto di più. Consapevole di questo, Arneg ha devoluto 500 mila euro all’ospedale di Padova per sostenere attivamente la salute del suo territorio.

Se continueremo a “sognare con buon senso, etica, coraggio e fantasia”, citando la vision di Arneg, ne usciremo più forti di prima.

Arneg S.p.A.
Via Venezia, 58
35010 Campo San Martino (PADOVA)
Tel. +39 049 9699333
Fax +39 049 9699444

Richiedi informazioni all'azienda

Arneg SpA

Arneg nasce nel 1963 in provincia di Padova. I fondatori Roberto Marzaro e Luigi Finco imprimono all’azienda fin dall’inizio solidi principi e valori morali, tipici della cultura popolare veneta, riassumibili in una citazione del Rag. Marzaro: “Sognare con coraggio, fantasia, etica e buon senso”. Con questo spirito, Arneg è via via cresciuta credendo sempre più nell’efficacia di uno sviluppo produttivo sensibile ai grandi temi della salvaguardia ambientale, del risparmio energetico e del rispetto delle persone.
Oggi è leader internazionale nella progettazione, produzione e installazione di refrigerazione commerciale e attrezzature complete per il settore del retail. Si contraddistingue nel mercato per la capacità di coniugare alte performance, innovazione ecosostenibile, ottimizzazione del risparmio energetico e design made in Italy.

Il Gruppo Arneg

Arneg SpA è la casa madre di un gruppo multinazionale presente in Europa, Americhe, Asia, Africa e Oceania. Tramite i marchi Arneg, Oscartielle, Intrac e Incold, le sue 20 sedi produttive e 17 uffici internazionali, il Gruppo Arneg è leader mondiale nel settore della refrigerazione commerciale. Tale posizione è nata dalla valorizzazione delle sinergie tra le varie aziende e da un patrimonio di conoscenze e idee condiviso in tutto il gruppo tramite la vasta rete produttiva e distributiva presente in ogni continente.
Una sinergia data dalla capacità di Arneg di entrare in profonda sintonia con la cultura di ogni territorio dove esprime il suo stile, la sua forza innovativa e la sua italianità, creando filiali e unità produttive che operano direttamente in loco grazie all’indispensabile contributo delle donne e degli uomini locali.
Tutto per contribuire fattivamente ad una crescita e ad uno sviluppo sostenibile, sotto il segno di una nuova etica del fare impresa: più evoluta, solidale, e condivisa.

Gruppo Isa (VéGé): la nuova app dedicata alle offerte

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Le offerte di oltre 400 supermercati ad insegna Nonna Isa, Sidis, Dimeglio, Puntodì e D’Italy presenti in tutta la Sardegna sono consultabili nell'app GruppoIsa

Le offerte di oltre 400 supermercati ad insegna Nonna Isa, Sidis, Dimeglio, Puntodì e D’Italy presenti in tutta la Sardegna sono consultabili nell'app GruppoIsa che l'omonimo gruppo, socio VéGé, ha attivato. L'applicazione, ideata e realizzata dalla Palumbo&Partners Adv e disponibile sul Play Store di Android (e a breve anche sull’App Store per i dispositivi iOS), permette ai consumatori di geolocalizzarsi per conoscere orari, servizi, contatti e percorso più breve di tutti i supermercati del Gruppo. Inoltre rende disponibile online, in qualsiasi momento, il volantino del punto di vendita di fiducia.

Questo progetto nasce in un momento molto delicato ma diventa utilissimo considerato che allo stato attuale non si possono distribuire i volantini promozionali e i clienti hanno difficoltà a reperire le informazioni sulle offerte del loro supermercato” spiega Michel Elias, presidente Isa spa.

L'App Gruppo Isa nasce volutamente semplice ma è già previsto un secondo step con il rilascio di ulteriori contenuti e funzionalità che andranno ad arricchire ulteriormente la nostra offerta di servizi a portata di clic per ogni consumatore” sottolinea Mauro Meloni, responsabile commerciale del gruppo mentre il vicepresidente Filippo Muscas aggiunge: “Il progetto avrà anche un impatto ambientale perché in futuro consentirà alla Isa e ai suoi affiliati di ridurre la carta utilizzata dei volantini consentendo anche un discreto risparmio sui costi di stampa degli stessi”.

L'azienda chiarisce che la distribuzione dei volantini non scomparirà ma sarà ridotta mentre prosegue l'impegno per una maggiore presenza digitale ampliando la numerica degli store nei quali effettuare la spesa online.

Gruppo Gabrielli sempre più social

Gruppo Gabrielli ha attivato nei giorni scorsi i profili Facebook ed Instagram ad integrazione della presenza su LinkedIn

Si consolida la presenza digitale del Gruppo Gabrielli che ha attivato nei giorni scorsi i profili Facebook ed Instagram ad integrazione della presenza su LinkedIn. Una scelta dettata anche dalla volontà di una comunicazione più ampia e diretta con i consumatori. Nei due profili social, rintracciabili digitando in entrambi i casi Oasi Tigre, il primo post pubblicato è un messaggio riferito al momento particolare che tutto il Paese sta vivendo: “Ci sono stati momenti più difficili di altri, è vero. Per questo, prima di tutto, ci teniamo a dire un enorme grazie a tutte le persone che l’hanno reso possibile: i dipendenti e i collaboratori dei punti vendita Oasi, Tigre e Tigre Amico. Siamo fiduciosi e guardiamo al domani con ottimismo perché abbiamo sempre pensato che il futuro si costruisca ogni giorno”.

Nel corso delle settimane l'insegna proporrà approfondimenti di vario tipo. Secondo quanto spiega il presidente del Gruppo, Luca Gabrielli, “sono quasi 50 milioni le persone online ogni giorno e 35 milioni quelle attive sui social. È giusto che il Gruppo costruisca un rapporto con i propri collaboratori ed i clienti su tutte le piattaforme social ritenute strategiche”.

La vicepresidente Barbara Gabrielli aggiunge: “Come noto, le tre piattaforme in cui ora siamo presenti sono differenti e vanno utilizzate come mezzi differenti tra loro. Ne consegue una modulazione dei messaggi in base al target ed ai nostri obiettivi. Con Facebook e Instagram portiamo online quel rapporto diretto con collaboratori e clienti che abbiamo da un secolo nel mondo reale, il nostro modo di costruire il futuro ogni giorno, insieme, ponendo sempre la gente al centro”.

H&M chiude sette punti di vendita in Italia

Tre store H&M non riapriranno in fase post Covid19, quattro saranno riaperti ma chiuderanno definitivamente tra agosto e novembre

Chiudono sette store dell'insegna di abbigliamento dislocati in varie città italiane. H&M chiude definitivamente, stando a quanto dichiara Uiltucs, sindacato di categoria della Uil, sette punti di vendita di cui due a Milano, in Corso Buenos Aires e in via Torino, uno a Udine. Gli altri quattro saranno riaperti in fase post Covid19 ma chiuderanno i battenti tra agosto e novembre e si trovano a Grosseto (chiusura prevista 9 agosto), Gorizia (8 novembre), a Vicenza centro e Bassano.

La Uiltucs precisa: “Il totale delle unità in esubero è 145 così suddivise: 39 part time, 62 full time, 10 tempi determinati e 34 lavoratori a chiamata. Abbiamo contestato il metodo e il merito della scelta aziendale”.

Stando a quanto sottolinea l'organizzazione sindacale la scelta “è stata assunta dalla casa madre svedese, affermando che tale scelta si ritiene indispensabile la continuità degli altri 172 punti di vendita”. Tra H&M, Confcommercio e sindacati continuano comunque i confronti anche nei prossimi giorni.

Fratelli Arena (VéGé): incremento di fatturato (+44%)

Il bilancio 2019 del Gruppo Arena (Gruppo VéGé) si chiude registrando un aumento del fatturato dovuto anche alle ultime acquisizioni in Sicilia

Il bilancio 2019 del Gruppo Arena (Gruppo VéGé) si chiude registrando un aumento del fatturato dovuto anche alle acquisizioni in Sicilia dei supermercati ex Auchan, ex Gruppo Abate ed ex Distribuzione Cambria.

L'azienda Fratelli Arena srl conta un fatturato di 645 milioni di euro (+44% rispetto al 2018) mentre il fatturato alle casse del Gruppo nel 2019, comprese le controllate e il franchising, è stato di 812 milioni di euro. L’Ebitda del conto economico aziendale è cresciuto del +56% a 32 milioni di euro rispetto ai 20,7 milioni del 2018. In crescita anche il profit margin a 17 milioni di euro, con un incremento sul 2018 del +65% (10,4 milioni). Il 2020 sta registrando ulteriori incrementi sul pari periodo: il 24 aprile 2020 l’incremento sull’anno precedente è stato del +43,99%, ed a parità di rete del +9,95%.

Una task force post Covid

In occasione dell'emergenza Coronavirus, il Gruppo ha dovuto adeguarsi alle necessità del momento e in visione di ipotetici futuri cambiamenti, ha creato una task force per affrontare gli scenari post Covid-19 in modo da realizzare strategie in risposta ai mutamenti in corso. La task force è composta da manager del gruppo e da consulenti esterni, esperti di mercato, di statistica e di scenari macroeconomici.

Nessuno poteva immaginare un evento come quello del Coronavirus, ma una cosa è certa:

Giovanni Arena, direttore generale del Gruppo Arena

il mondo non sarà più quello di prima -spiega Giovanni Arena, direttore generale del Gruppo-. L’azienda è in fase di avanzamento del piano industriale 2019/2023, complesso ma stimolante, che ha generato una crescita molto importante e non ci è permesso attendere gli eventi per poi trovare soluzioni. Siamo già al lavoro allo scopo di costruire scenari economici plausibili, conseguenti alla crisi in atto, ed adeguare di conseguenza le nostre strategie”.

Facciamo i conti in tasca alla gdo

Euro banknotes and coins with bills to pay. Finances and budget concept
L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 7)

L’impressione di molti è che la gdo oggi stia facendo affari d’oro, ma è tutto oro quello che luccica?

Andiamo con ordine.

1) Acquisti a distanza, telefono, email, e-commerce le abbiamo sperimentate tutte; ci è chiaro che per lungo tempo l’eCommerce sarà la soluzione più pratica al distanziamento sociale necessario nella fase 2. Qui la gdo è stata reattiva: passato lo shock iniziale sono nate le app salvacoda, potenziati i servizi di logistica e magazzino. Quello che era un servizio “accessorio” per molti adesso diventa un canale, come farlo rendere?

2) I carrelli della spesa sono pieni. È certo che la gdo oggi stia meglio dei colleghi del retail non food ma se il pane ce lo facciamo in casa, le tagliatelle anche, i biscotti pure, tra un piatto healthy a base di superfood e una barretta di cioccolato non abbiamo dubbi, è abbastanza chiaro che le spese per quanto voluminose, a livello di scontrino non siano così soddisfacenti. Per non parlare degli ipermercati, che, dopo l’assalto dei primi giorni, con l’entrata in vigore di Dcpm più rigidi in termini di spostamenti, non se la stanno passando affatto bene, tenuto conto che la chiusura del non food non ha certo aiutato un’area già debole del format.

3) L’assalto ai supermercati, prima e le code poi, oltre a non avere nessuna attinenza ai pienoni legati alle feste d Natale e Capodanno, in termini di carrello, hanno costretto la gdo a mettere ancora più sotto pressione i propri dipendenti, le assenze per malattia, il bisogno di rimpiazzi, hanno calcato la mano su straordinari e suscitato qualche problema sindacale, per non parlare del mettere le proprie persone in una situazione difficile.

4) Le promozioni, gioia e dolore della gdo (e dell’industria), hanno perso parte del loro fascino (e della loro redditività), la cancellazione dei volantini, da parte di molte insegne, l’impossibilità di fare eventi in-store e il vietato accesso ai merchandiser hanno fatto il resto. Se poi aggiungiamo una Pasqua che rischia di lasciare molti dei prodotti da ricorrenza sugli scaffali, o peggio ancora, nei magazzini. Sì non è tutto oro quello che luccica.

Carrefour Italia: cassa integrazione in deroga per il personale degli ipermercati

Carrefour italia
La procedura per la richiesta della cassa integrazione in deroga (CIGD) Covid – 19 Deroga coinvolge i dipendenti di 26 ipermercati Carrefour

La procedura per la richiesta della cassa integrazione in deroga (CIGD) Covid – 19 Deroga coinvolge i dipendenti di 26 ipermercati Carrefour sul territorio nazionale. Carrefour Italia ha diramato una nota a riguardo spiegando che “l’attivazione della CIGD si rende necessaria in ragione delle misure restrittive adottate dalle autorità competenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da Covid-19: in particolare le chiusure dei centri commerciali, la riduzione degli orari di apertura e le chiusure domenicali e festive, i vincoli sulla vendita di articoli non food e sulla mobilità delle persone tra diversi comuni, hanno avuto e continuano ad avere effetti negativi sull’andamento economico di alcuni ipermercati”.
L'attivazione della cassa integrazione è prevista per un periodo massimo di 9 settimane o 13 settimane a seconda delle aree geografiche mentre l'impatto della riduzione oraria per i lavoratori coinvolti sarà in media di 1-2 giorni alla settimana.
Nei prossimi giorni dovrebbe esserci un confronto con le organizzazioni sindacali. Carrefour precisa: "Siamo disponibili ad un'integrazione della CIGD e anche ad anticipare ratei della 13° e 14° mensilità”.

Sun: l’incremento del brand Consilia (+10%)

premium consilia
La Mdd Consilia è cresciuta nel 2019 con un incremento del 10% e continua a crescere anche in questo momento di emergenza sanitaria

Crescono i prodotti a marchio del distributore Consilia registrando un incremento pari a +10,7%. Nel 2019, secondo un’analisi compiuta dalla Business Intelligence del consorzio Sun–Supermercati Uniti Nazionali (composto da Italmark, Gruppo Gabrielli, Alfi (Gulliver), Cadoro e Gros Gruppo Romano Supermercati) l’andamento del trend delle vendite tra gennaio e dicembre 2019 è stato il seguente: Bevande 16,2% (2,4%); Freddo 9,4% (2,4%); Fresco 9% (9,6%); Drogheria Alimentare 8,6% (3,3%); Ortofrutta 20,3% (5,4%); Cura Persona 10,3% (3,2%); Cura Casa 7,1% (-2,0%) e Pet Care 27,9% (0,8%).

Stefano Rango, direttore generale del Consorzio Sun – Supermercati Uniti Nazionali, spiega: “Le nostre strategie, basate su prodotti che riescono a garantire al consumatori standard qualitativi estremamente elevati a prezzi molto contenuti, costituiscono un mix particolarmente apprezzato e l’andamento delle vendite conferma la validità del nostro programma di sviluppo”.

Nel periodo di emergenza sanitaria da Coronavirus, le vendite sui prodotti a marchio Consilia hanno mantenuto trend di crescita. A riguardo Stefano Rango sottolinea: “Anche in questi mesi, dove le vendite nei supermercati sono fortemente condizionate dal Coronavirus che ha modificato le abitudini degli italiani, i prodotti Consilia stanno facendo registrare un andamento positivo, segno evidente di come la pandemia non abbia modificato la volontà degli italiani di acquistare prodotti di qualità a prezzi contenuti”.

#Retailinprimalinea. Prampolini (D.IT): “Vanno riviste le norme per le aperture festive”

Donatella Prampolini presidente D.IT Distribuzione Italiana
L’invito è rivolto a tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni alle associazioni di categoria fino agli altri gruppi distributivi

Donatella Manzini Prampolini, presidente D.IT-Distribuzione Italiana, gruppo multinsegna e multibrand che coinvolge Sigma, Sisa e Coal, invita alla riflessione e auspica un dialogo orientato a rivedere le norme che regolamentano le aperture festive. L’invito è rivolto a tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni alle associazioni di categoria fino agli altri gruppi distributivi.

La presidente D.IT traccia infatti un quadro del lavoro svolto sottolineando il ruolo dei retailer in questo momento così difficile: “Abbiamo operato in condizioni eccezionali, nel pieno di una emergenza nazionale che ha modificato il nostro modo di vivere, con un impatto enorme sulle nostre abitudini. E non solo: questa situazione ha nuovamente posto l’accento in modo drammatico sulle difficoltà economiche che fasce sempre più ampie della popolazione stanno affrontando”.

In secondo luogo Donatella Prampolini elogia l’impegno mostrato dai collaboratori quotidianamente. “Sono mesi in cui stiamo chiedendo ai nostri collaboratori uno sforzo aggiuntivo a tutto quanto già erano soliti fare” aggiunge.

Questa era la premessa. Il punto è uno. Esplicito e diretto. Le rinnovate abitudini dei consumatori hanno dimostrato che il cambiamento è possibile. Nello specifico Donatella Prampolini sottolinea: “Abbiamo imparato che gli orari di apertura dei negozi consentono la spesa in momenti diversi della settimana rispetto quelli soliti, abbiamo compreso come certe attività possano essere pianificate in modo più flessibile, abbiamo capito che i giorni di festa sono migliori se troviamo il tempo per dedicarli ai nostri cari. Per questa ragione riteniamo opportuno riaprire un dialogo con tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni, alle associazioni di categoria, ai colleghi degli altri gruppi distributivi, per rivedere le norme che regolamentano le aperture festive”.

“Serve un ripensamento congiunto dell’attuale normativa da parte di tutti gli attori, al fine di garantire sia un corretto assetto competitivo, sia il rispetto delle esigenze più profonde di qualità del tempo da dedicare a loro stessi e ai propri cari”.

L’invito dunque è di aprire quanto prima un tavolo di discussione sul tema “che da un lato salvaguardi le esigenze dei clienti in determinati periodi dell’anno, dall’altro dia un segnale positivo forte a tutti i nostri collaboratori che in questi mesi difficili hanno sempre operato in prima linea”.

 

#Retailinprimalinea. Mascherine disponibili negli store Despar Centro-Sud

I punti di vendita Despar del Centro-Sud propongono in assortimento le mascherine chirurgiche posizionate in reparto o in avancassa

Per facilitare l'approvvigionamento di mascherine, particolarmente utili dal 4 maggio quando inizierà la Fase-2, i punti di vendita Despar del Centro-Sud propongono in assortimento le mascherine chirurgiche, mascherine monouso in Tnt (Tessuto non Tessuto) antibatterico, con design a 3 strati all’interno dei reparti dedicati alla cura della persona o nell’avancassa. “Riteniamo molto importante permettere ai nostri consumatori l’approvvigionamento di un dispositivo diventato indispensabile per la sicurezza e per la salute di tutti” spiega Pippo Cannillo, presidente e Ad di Maiora, concessionaria del marchio Despar per il Centro-Sud.

Le mascherine, prodotte in Italia, sono state realizzate seguendo le indicazioni del Politecnico di Bari, che sin dai primi giorni di emergenza ha composto il gruppo di lavoro Riapro, una task-force che ha messo insieme docenti, ricercatori e imprese innovative per studiare soluzioni utili alla lotta ed al contrasto del covid19.

Ovs: nuove misure in store ed impegni per la fase 2

Nuovo impegno sostenibile, collezioni pensate per la nuova normalità, acquisto a rate, resi sanificati e nuove modalità di dialogo con il negozio

A stretto giro dalle prime riaperture dei negozi per bambini (si veda aggiornamento antecedente sotto) Ovs comunica ai clienti nuove misure in store ma anche una nuova visione del futuro. A farlo in una lettera aperta è l'Ad di Ovs Spa Stefano Beraldo, che parla di un nuovo impegno sostenibile, nuove collezioni pensate per "la nuova normalità", un servizio di acquisto in tre rate senza costi aggiuntivi e di nuove modalità per dialogare con il proprio punto di vendita di fiducia.

Ecco i dettagli a seguire.

Aggiornamento al 14 aprile 2020
Ritorno operativo per Ovs, che dopo 5 settimane di chiusura dal 14 aprile riapre i negozi per bambino, ovvero Ovs Kids e BluKids, nel rispetto di quanto previsto dal decreto del Governo e dalle decisioni prese dalle singole Regioni. Nei relativi negozi, come spiega l'azienda in una nota, sarà quindi assicurato il "distanziamento interpersonale e scaglionamento degli accessi, ricambio d’aria, sistemi per la disinfezione delle mani, pulizia e igiene ambientale".

L’elenco dei negozi aperti è visibile sui siti ovs.it e blukids.com

Come sottolinea Stefano Beraldo, amministratore delegato di Ovs Spa: "Riaprire oggi significa offrire un servizio necessario, non un invito allo shopping fine a sé stesso. Lo faremo con attenzione alle diverse indicazioni che stanno emergendo sia a livello nazionale che a livello locale, nel rispetto delle regole di volta in volta stabilite. Ci auguriamo che aprire ai bisogni dei genitori verso i loro figli possa rappresentare anche simbolicamente un primo prudente segnale di rinascita (...) La ripresa sarà lenta e molto onerosa per il nostro Paese, noi ce la metteremo tutta per fare sempre meglio il nostro lavoro. Siamo certi che l'uscita dall'emergenza potrà contare sul dialogo e l’equilibrio tra i diversi attori del nostro sistema economico, fortemente interconnesso, nel sapere trovare soluzioni appropriate e bilanciate.”

Freitag: il laboratorio di Zurigo sbarca online

Il laboratorio artigianale di Freitag, situato a Zurigo, approda sul web con sessioni private di bag design tramite videochiamata

Lo Sweat-yourself-Shop di Freitag, il laboratorio pluripremiato situato nel cuore di Zurigo, approda sul web con sessioni private di bag design tramite videochiamata. L'azienda spiega: “L’interessato o l’interessata può proiettarsi nel nostro micro laboratorio e scegliere i singoli componenti della sua futura shopper F718 BUH ultra personalizzata, combinandoli secondo il proprio gusto. In caso di dubbi, i nostri esperti e le nostre esperte del laboratorio saranno lieti di mettere a disposizione la propria competenza in fatto di teloni. Dopo tutto il duro lavoro che farà sudare sette camicie, i produttori e le produttrici di borse a distanza potranno godersi un meritato riposo per due-tre settimane, mentre la shopper che hanno progettato verrà assemblata per poi presentarsi alla loro porta”.

Questo laboratorio, come vi avevamo raccontato in questo articolo, è uno spazio artigianale che permette ai clienti di personalizzare le proprie borse.

Esselunga lancia il progetto “Spesa solidale”

#Retailinprimalinea | Un programma di aiuti contro l’emergenza in collaborazione con Caritas Italiana per offrire supporto ai più bisognosi

Esselunga lancia l'iniziativa "Spesa solidale" in collaborazione con Caritas Italiana, per supportare le persone più bisognose durante l'emergenza. Grazie al contributo di 1.000 punti Fìdaty, i 5,5 milioni di clienti che aderiscono al programma Fìdaty potranno sostenere il progetto  direttamente in cassa oppure online, su sito e app, consentendo a Esselunga di donare ai più bisognosi beni di prima necessità per un valore di 15 euro.

I prodotti saranno distribuiti sul territorio in relazione alle donazioni effettuate in ogni singolo negozio e consegnati alla rete delle Caritas diocesane presenti in tutta Italia che, attraverso il circuito degli empori solidali e dei servizi di distribuzione a livello diocesano e parrocchiale, provvederanno a metterli a disposizione delle famiglie più in difficoltà.

L’iniziativa sarà attiva fino a metà ottobre 2020. Il progetto “Spesa Solidale” rientra in un vasto piano di aiuti avviato da Esselunga per la comunità fin dall’inizio dell’emergenza in corso, per dare un segnale tangibile della propria vicinanza al territorio. Tra questi la donazione di 3,7 milioni di euro agli ospedali e agli enti di ricerca in Italia impegnati in prima linea, di cui 1,2 milioni raccolti proprio grazie al sostegno dei clienti.

Calliope (Gruppo Teddy): sui social media un progetto di digital activation

La campagna Cambiamoci per non cambiare mai, progettata e realizzata da Accenture Interactive, è un inno alla capacità tutta italiana di continuare a essere sé stessi e di sentirsi vivi

La campagna Cambiamoci per non cambiare mai, progettata e realizzata da Accenture Interactive, è per l'insegna Calliope (Gruppo Teddy) “un inno alla capacità tutta italiana di continuare a essere sé stessi e di sentirsi vivi, giorno dopo giorno”.

Questa campagna nasce, come spiega la creative director Cristiana Tadei, con obiettivi specifici: “Siamo un’azienda che sta vivendo tutte le difficoltà che stanno attraversando le imprese in questo periodo: dall’impossibilità di essere fisicamente insieme nei nostri uffici, fino alla chiusura dei negozi e una grande attesa per ripartire nelle modalità che ci saranno date. Ci siamo chiesti come poter stare al fianco dei nostri clienti e condividere la vitalità e l’energia con cui stiamo affrontando questo periodo”. La risposta a questo quesito è l'espressione di un sentimento comune. “Abbiamo capito che il contributo che potevamo dare in questo momento era di far emergere tutte le piccole gioie del quotidiano, quella tenaciaitaliana e il gusto per le cose belle che sono nel nostro dna, anche in questi giorni di isolamento a cui siamo costretti” aggiunge Cristiana Tadei.

Il video hero, che vede personaggi diversi prepararsi di tutto punto semplicemente per mettersi a tavola o per collegarsi in video call con familiari o colleghi, sintetizza questo sentimento che vuol inviare ai consumatori un messaggio esplicito: cambiarsi fuori per non farsi cambiare dentro. Attraverso gli hashtag #EverydayMe e #EverydayCalliope si invitano le persone a condividere il proprio outfit del giorno in alcune circostanze della nuova vita quotidiana in cui siamo tutti immersi. Per ogni contenuto condiviso con l’hashtag #EverydayMe, Calliope donerà materiale sanitario agli Ospedali dell’Emilia- Romagna.

Tre professionisti del settore hanno curato la regia: Luca Lucini, Mauro Russo e Fabrizio Conte coinvolgendo le loro famiglie sul set all'interno delle proprie abitazioni.

 

Burger King riapre i primi locali e parte con la consegna a domicilio

Con la riapertura di 4 ristoranti a Milano, che si aggiungono ai locali di Bologna, Genova, Roma, Torino, Burger King riprende parzialmente l'attività in oltre 40 dei 220 locali in Italia

In attesa della fase 2, Burger King riapre gradualmente alcuni ristoranti della catena con servizio di consegna a domicilio (home delivery) affidato ai principali operatori del settore. "Siamo pronti per ripartire -conferma Andrea Valota, amministratore delegato di Burger King Restaurants Italia- e in questa fase i nostri clienti potranno riprendere a ordinare e ricevere direttamente a casa i nostri menu; e ogni giorno faremo arrivare pasti caldi a comunità e famiglie grazie alla collaborazione con le più importanti organizzazioni, Croce Rossa Italiana, Caritas, CSV e la Food Policy del Comune di Milano che con la loro rete capillare arrivano dove c’è effettivo bisogno. Voglio ancora ringraziarle tutte per il supporto alla distribuzione delle materie prime e dei pasti in fase di chiusura e per lo straordinario servizio che ogni giorno i volontari garantiscono a numerosissime persone in difficoltà".

L’11 marzo, prima del decreto governativo, Burger King aveva disposto la chiusura temporanea dei ristoranti diretti a tutela della salute dei lavoratori e dei clienti. Con la riapertura di 4 ristoranti Burger King a Milano, che si aggiungono ai locali di Roma, Bologna, Torino, Genova e altre province italiane, l’azienda riprende parzialmente la sua attività in oltre 40 dei 220 locali presenti in Italia.

"Dopo aver anticipato responsabilmente la chiusura rispetto alle disposizioni del Dpcm –aggiunge Andrea Valota- ora annunciamo una graduale ripresa della nostra attività, nel pieno rispetto delle normative. Lo facciamo in maniera responsabile per garantire la piena sicurezza dei nostri clienti e dipendenti: abbiamo rafforzato le già rigide procedure di igiene, non solo con le basilari regole di distanziamento, ma aumentando la frequenza di pulizia delle cucine, delle attrezzature e delle superfici, dotando il personale di mascherine e guanti, sanificando tutti i nostri ristoranti. Ora ripartiamo con il servizio di delivery, ma speriamo di attivare presto anche altre forme come l’asporto e il drive through (asporto in auto): quest’ultimo annulla del tutto il contatto diretto fra personale e cliente, che quindi può usufruire di un comodo servizio, totalmente contactless, in piena sicurezza. Anche in questo senso vorremmo essere un servizio utile per tutti quei lavoratori che nonostante il lockdown, lavorano, ma non sanno dove poter mangiare”.

Per sapere dove ordinare tramite il servizio di consegna basta utilizzare le principali app del settore, che segnaleranno le città dove il servizio è già attivo e che si aggiorneranno a mano a mano, o cercare attraverso il proprio cap sulla app di Burger King.

#Retailinprimalinea. Il Carrello Solidale di Bennet e Croce Rossa

Nei punti di vendita della Lombardia, Bennet ha portato avanti la campagna Carrello Solidale con la collaborazione della Croce Rossa Italiana

Nei punti di vendita Bennet (VéGé) della Lombardia sono stati raccolti 4.534 kg nell'ambito della campagna Carrello Solidale, portata avanti in collaborazione con i volontari della Croce Rossa Italiana per sostenere le fasce più sensibili della popolazione. Particolare attenzione è stata riservata alla Croce Rossa Italiana di Codogno alla quale Bennet ha donato un frigorifero verticale ed un congelatore a pozzetto, per poter conservare al meglio l’eventuale merce fresca.

Bennet continua ad essere vicina ai propri clienti e cittadini grazie ad un gesto di solidarietà importante e concreto, come quello della Spesa Solidale -afferma l'Ad Adriano De Zordi-. È nostro desiderio aiutare le molte famiglie italiane che in questo periodo di emergenza stanno affrontando difficili situazioni”.

Prénatal Retail Group: i risultati delle vendite dopo le prime riaperture

Prénatal
Nella sola giornata del 14 aprile, primo giorno utile, il risultato è quadruplicato rispetto allo stesso giorno 2019. Continua anche l'ascesa eCommerce

Graduale riapertura dei punti di vendita di Prénatal Retail Group a partire dal 14 aprile, nel massimo rispetto delle disposizioni di sicurezza per clienti e addetti alla vendita.

Nel corso della settimana che si è conclusa sabato 18 aprile, i primi 86 negozi Bimbostore e i 44 Prénatal incaricati alla riapertura (sono rispettivamente 97 e 162 quelli totali sul territorio nazionale) hanno registrato vendite del tessile (completi per culle, carrozzine, lettini), e abbigliamento pari mediamente al 50% del totale venduto. Nella sola giornata di martedì 14 aprile, primo giorno utile, il risultato è quadruplicato rispetto allo stesso giorno dell’anno precedente.

“Il nostro dato conferma che i prodotti tessili e l’abbigliamento, unitamente ai generi di prima necessità come ad esempio baby food, rappresentano un’esigenza reale per le mamme con bambini in fase di rapida crescita”, commenta il Ceo di Prénatal Retail Group Amedeo Giustini.

Vendite online. Nella stessa settimana ha continuato a crescere l’intera attività di eCommerce Prénatal, il cui sito ha elaborato ordini con componente tessile per il 60%. Quanto al periodo di chiusura dei negozi, l’aumento di vendite online per Prénatal è stato significativo: il numero di ordini ha segnato +1500% rispetto al mese precedente (i volumi complessivi sono di 20 volte superiori all’abituale) ed è stata estesa anche la possibilità di gestire le “liste nascite a distanza”. Nello stesso periodo è stata fatta la consegna a domicilio di 4.300 prenotazioni di prodotti effettuate prima della quarantena e il nuovo servizio “drive-in” ha consentito il ritiro di 2.860 ordini.

Complessivamente, l’eCommerce di tutte le insegne Prénatal Retail Group ha segnalato un balzo in avanti del 95% nel numero di nuovi utenti e il numero ordini è stato 15 volte superiore rispetto al mese precedente.

Nella settimana del 20 aprile sono confermate le aperture di ulteriori punti di vendita in diverse modalità: Prénatal per 6 giorni, dalle 10 alle 16, e Bimbostore per 3 giorni dalle 9 alle 18.

#retailinprimalinea A Forlì Cia-Conad adotta il coprimaniglia monouso per i carrelli

Cia Conad carrello
Keeper in test negli store Conad a Forlì. Foto: Fabio Blaco
Il prodotto è realizzato in cartoncino certificato Fsc ed è completamente riciclabile. Realizzato da Grafiche Mdm Forlì

La contagiosità del nuovo Coronavirus è un dato di fatto e le mani possono essere un veicolo di trasmissione se portate alla bocca o agli occhi, anche in presenza di guanti, per questo è bene favorire il rispetto di norme igieniche anche quando si fa la spesa. In questa direzione va il test di Cia-Conad con l'introduzione, inizialmente in 14 negozi della provincia di Forlì, di una copertura monouso da utilizzare sul maniglione del carrello.

Garantire le norme igieniche e sensibilizzare sulla circolarità delle risorse

Cia COnad carrello protezioneSi chiama Keeper ed è un brevetto di Grafiche Mdm Forlì, che ha convertito parte dei propri processi produttivi e organizzativi per il lancio. Un prodotto monouso realizzato in cartone certificato Fsc e plastic free, che il cliente può prelevare gratis dall’apposito dispenser e posizionare sul maniglione del carrello, creando una barriera protettiva. Oltre a proteggere il cliente da un'eventuale infezione, Keeper lo sensibilizza nell'ottica di circolarità della risorsa, infatti il cartone è completamente riciclabile.

"Sin dall’inizio -dice Luca Panzavolta, ad di Cia-Conad- abbiamo applicato tutti i protocolli disponibili e sanificato con regolarità i carrelli e le superfici dei negozi, ma qualsiasi iniziativa che va in direzione di una maggiore tutela dell'igiene da parte di tutti ci vede favorevoli. Se Keeper sarà gradito ai clienti, e pertanto da loro regolarmente utilizzato, gradualmente potremmo estenderlo a tutta la rete dei negozi associati".

Nella prima fase di lancio Keeper sarà disponibile in 14 store di Forlì e dintorni: all’Ipermercato Conad al centro commerciale Punta di Ferro, ai Superstore Conad alla Cava e in via Bengasi, ai Conad Ravaldino, Appennino, Stadium, Ronco e ai Conad City Punto Spesa Valentini, San Martino, Villafranca, viale Bolognesi, via Piolanti, Foro Boario e via Regnoli.

#Retailinprimalinea. Coop Alleanza 3.0: in Sicilia 80mila euro alla Caritas

In Sicilia Coop Alleanza 3.0 dona alla Caritas oltre 80 mila euro in buoni spesa, da 50 e da 100 euro, per le fasce più deboli

In Sicilia Coop Alleanza 3.0 ha deciso di donare alla Caritas oltre 80 mila euro in buoni spesa, da 50 e da 100 euro, che saranno distribuiti alle fasce più deboli della popolazione. Questa iniziativa va ad aggiungersi alle altre già sviluppate non soltanto sul territorio siciliano, ma anche negli altri territori in cui opera la Cooperativa, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata per un sostegno di 660 mila euro.

Emergenza coronavirus: la concretezza della carità è il titolo della campagna lanciata da Caritas Italiana mentre il claim di Coop Alleanza 3.0 è Vicini, distanti, insieme.

Il sostegno della Cooperativa alla Caritas è possibile anche grazie alla scelta di Coop Alleanza 3.0 di devolvere interamente l'1% delle vendite di prodotti a marchio Coop ad un fondo emergenza Coronavirus che sostiene tutte le azioni in ambito sanitario, economico e sociale attuate per rispondere all’attuale situazione di crisi. Il fondo emergenza Coronavirus fa parte di 1 per tutti 4 per te, il progetto con cui l’1% del valore degli acquisti dei prodotti Coop, permette a soci e consumatori di sostenere iniziative sociali, culturali, ambientali e, se è socio, il 4% gli viene restituito come sconto sulla spesa o in alternativa è possibile donare il proprio 4% a favore del fondo emergenza Coronavirus.

iorestoacasa.delivery.it è la riscossa della prossimità

iorestoacasa.delivery.it
Il portale iorestoacasa.delivery.it

Aggiornamento 21 aprile 2020

Panettieri, fruttivendoli, macellai e minimarket, anche le farmacie, in queste settimane di quarantena hanno spesso rappresentato la salvezza per molte persone, senza automobile, scoraggiati dalle code o delusi dall'online. Si sono arrangiati prendendo ordini telefonici, via email e anche WhatsApp e autogestendo le consegne a domicilio, di fatto potenziando un servizio storico che in Italia esiste da sempre. Perché non mettere insieme le forze e creare qualcosa di utile che prima non c'era? È iorestoacasa.delivery.it, un portale che aggrega tutti coloro che hanno bisogno di ricevere a casa la spesa, e tutti i negozi di vicinato che possono recapitarla.

In poco meno di un mese hanno risposto quasi 5 mila negozi che si sono registrati gratuitamente sul portale mentre oltre 300 mila cittadini hanno usufruito del servizio. La regione più reattiva è stata la Lombardia: quasi due negozi su cinque sono infatti lombardi. Nella sola città di Milano, si sono registrati su iorestoacasa.delivery circa un quarto delle attività commerciali presenti. "Il successo non è determinato solamente dai numeri dei negozi che si sono registrati, ma anche dal volume di interazioni che sono state generate -afferma Corrado Tonello, ideatore dell’iniziativa e Ceo di Ennevolte, società che opera nel settore del welfare aziendale e che insieme con Loud Digital Studio ha dato vita a iorestoacasa.delivery-. Parliamo di oltre 35 mila telefonate verso i negozi che sono partite dal portale e di quasi 5 mila messaggi via whatsapp, funzione che abbiamo introdotto solamente un paio di settimane fa".

La rete iorestoacasa.delivery.it

Il servizio serve tutta Italia, ma su base geolocalizzata, permettendo agli utenti di rintracciare i negozi aperti nelle vicinanze, in base alle proprie esigenze, e richiedere il servizio.

Si tratta di un servizio in più per chi non può o non riesce a recarsi presso un punto vendita alimentare, o chi per esempio non riesce a trovare tutto ciò che gli occorre nel proprio paese, o quartiere, e non sa a chi rivolgersi per procurarselo. La ricerca si fa per CAP e permette di sapere qual negozi sono aperti nelle vicinanze.

Come farne parte

I negozi che desiderano entrare a far parte della rete di iorestoacasa.delivery.it possono farlo gratuitamente registrandosi per categoria merceologica e inserendo l'indirizzo e un recapito telefonico. L'utente ricerca i negozi nella propria zona e sceglie a chi rivolgersi, direttamente, senza intermediazioni.

Naturalmente più negozi si iscrivono, più avranno visibilità e saranno utili a tutti in queste settimane di quarantena.

 

Despar Italia: fatturato e Mdd in crescita e strategie per il futuro

Crescita di fatturato del 3% e incremento della Mdd (+5,7%) nel 2019. In futuro Despar Italia insisterà su spesa online e incremento del made in Italy

La crescita del 3% rispetto all'anno precedente conferma i trend positivi che Despar Italia ha registrato negli ultimi anni. Il 2019 si chiude con un fatturato di vendita al pubblico di 3,615 miliardi di euro e un incremento significativo anche nel fatturato in acquisto per i prodotti a marchio Despar che nello scorso anno è stato di 353,8 milioni di euro (+5,7% rispetto al 2018) e una quota sul totale grocery al 19,8%.

Strategico per il gruppo è stato l'ingresso del Gruppo 3 A che ha permesso l'ampliarsi dell'insegna in regioni come Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta con 149 strutture che hanno consolidato la rete di 1.240 punti di vendita.

Per rafforzare la propria rete, con interventi di ristrutturazione e nuove aperture, le società legate a Despar hanno investito nel 2019 oltre 95 milioni di euro.

Strategie per il futuro

Despar, così come le altre insegne, hanno dovuto modificare le proprie strategie facendo fronte alle rinnovate esigenze dovute al momento di emergenza sanitaria. Il gruppo ritiene però che alcune attività incrementate per adattarsi alla situazione attuale possano diventare strutturali nel tempo: su tutte la spesa on line ma anche il rapporto instaurato con produttori italiani che andrà ulteriormente valorizzato.

La valorizzazione del prodotto a marchio è un secondo tema strategico che l’Insegna si impegna a sviluppare, seguendo i propri valori legati alla tutela della salute, al rispetto dell’ambiente e al supporto di territori e comunità” spiega Despar.

Le nostre strategie future si orienteranno su alcuni principi strategici, il primo dei quali è

Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia

certamente relativo alla sicurezza che sarà un fattore sempre più decisivo che orienterà le scelte consumatori. Accanto a questo continueremo a puntare sulla qualità dei nostri prodotti, investendo in particolare sulle linee salutistiche e sulla riduzione delle quantità di sale, zuccheri e grassi nelle referenze a marchio Despar -dichiara Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia-. L’attenzione alla sostenibilità ambientale, con la progressiva riduzione dei pack di plastica, e il supporto a iniziative e progetti sociali, come nel caso della partnership con la Comunità di San Patrignano, sono ulteriori temi che ci stanno particolarmente a cuore e che ci vedranno ancora fortemente impegnati. Infine, proseguiremo nel percorso di valorizzazione di territori e fornitori locali, in modo da contribuire concretamente allo sviluppo di un’economia circolare e al sostegno della filiera agroalimentare italiana”.

Breve vademecum in 5 punti per i debuttanti eCommerce

spesa online coronavirus
Un rapporto di Statista prevede che le vendite totali online cresceranno dell'85% al 2022. E mentre i nuovi siti pullulano ecco alcune riflessioni per esordienti

Ne stavamo monitorando la crescita costante e tutti si aspettavano che il trend continuasse. Quello che invece non era prevedibile è un boom improvviso della domanda in categorie prima a ridotta percentuale (food in primis) derivante dall'emergenza coronavirus.

Stiamo parlando, naturalmente, dell'eCommerce, un canale su cui le vendite, secondo Statista, cresceranno dell'85% al 2022. Stime corrette o meno, resta il fatto che l'ascesa continuerà e che già ad oggi è un costante pullulare di nuovi siti.

In proposito, il magazine ECommerce Times propone un breve vademecum per retailer esordienti nel mondo dello shopping online, con 5 punti su cui riflettere ed eventualmente dibattere. Vediamoli a seguire.

1 - I grandi nomi non sono necessariamente migliori
Molti imprenditori che entrano nello spazio eCommerce pensano di aver bisogno a tutti costi di big come Amazon per vendere fin dall'inizio, ma non si tratta sempre della migliore soluzione. In alcuni casi, utilizzare una piattaforma già pronta per vendere può avere senso, ma bisogna fare bene i calcoli e i compiti prima di decidere, perché questa non si occuperà automaticamente al meglio del marketing e in compenso si prenderà una parte dei vostri ricavi. Ci sono tanti strumenti a basso costo per costruire la propria piattaforma, fare marketing indirizzando il traffico verso il proprio prodotto (e mantenere i profitti).

2 - Differenziarsi e conoscere la propria nicchia
La sfida è trovare, conoscere e convincere la propria nicchia di clienti ideali a spendere il proprio budget nell'acquisto del tal prodotto. Un plus è che a molti e-shopper piace trovare il marchio o il prodotto più nuovo e più alla moda e farlo conoscere agli amici, quindi sì a una presentazione che spinge su quanto la tal referenza sia la migliore novità. Cosa la rende diversa dalla concorrenza? È più ecologica? Gli astronauti la useranno sulla luna? A quale nuova esigenza risponde? L'audacia e il pensare fuori dagli schemi sono auspicabili, a condizione, ovviamente, che le vostre affermazioni siano vere e verificabili al 100%.

3 - Marketing professionale, ma con creatività
Lapalissiano, ma è sempre bene ricordarlo: anche se hai la migliore idea e il messaggio di differenziazione più chiaro, nessuno può acquistare il tuo prodotto se non sa che esiste. Investire nel marketing digitale è essenziale e dato che questo mondo pullula di "professionisti reinventati dell'ultimo minuto", attenzione a chi si affida il proprio budget. Budget che, naturalmente, non potrà essere al pari del big. La soluzione quindi è continuare a ragionare in termini di nicchie con creatività, convincendo gli stessi clienti a fare un po' di pubblicità e guardando alla comunicazione in posti virtuali anche meno noti, ma dove il target trascorre il proprio tempo. Un esempio? Un nuovo marchio di bellezza ha creato dei video su Twitch, una piattaforma a maggioranza maschile e generalmente considerata solo per indirizzarsi a questi giocatori. Eppure, il brand è riuscito a intercettare il proprio pubblico ideale tra le donne che utilizzano la sempre più nota piattaforma di livestreaming e ha così raccolto abbastanza denaro per investimenti maggiori in pubblicità che lo hanno portato a spiccare su altre piattaforme (su Twitch si guadagna in base alle metriche dei propri video).

4 - Trovare un fornitore affidabile
A prescindere dal modello di business e "filiera" prescelto, la giusta catena di approvvigionamento è essenziale. "Una relazione di successo con il tuo fornitore inizia con le domande giuste mentre fai shopping". La maggior parte dei prodotti deve soddisfare le linee guida normative, quindi è essenziale sapere se un produttore è attrezzato per farlo nel settore prescelto. Le scadenze, poi, possono essere un grosso punto di contesa, quindi è bene impostare fin da subito e tenere aperta una chiara linea di comunicazione, disponendo di un piano d'azione per circostanze impreviste nel contratto iniziale.

5 - Ragionare fin dagli esordi in termini di scalabilità
Ovviamente, la giusta partenza è ragionare in termini di successo e dunque di scalabilità del proprio business, una prospettiva da applicare ad ogni aspetto del proprio piano aziendale. Dalle negoziazioni iniziali con un fornitore alle decisioni di assunzione, la scalabilità dovrebbe essere assolutamente in primo piano per tutte le decisioni: dalla collaborazione con una struttura di produzione o all'ingrosso a un sito web in grado di gestire un volume maggiore di ordini senza perdere velocità. La frustrazione che i clienti avvertono quando i portali non si caricano è direttamente correlata con la frequenza di rimbalzo. Stesso discorso per pagamenti e varie.

Pois colorati sul pavimento per garantire il distanziamento sociale

safety pois distanziamento sociale
La soluzione di Safety Pois è una segnaletica visiva a pavimento in tre colori che indicano il comportamento da tenere all'interno degli store

Le misure da implementare nella fase 2 dell'emergenza Coronavirus non potranno prescindere dal distanziamento sociale, soprattutto nei luoghi pubblici spesso soggetti ad assembramenti. Per evitare questa problematica nella prima fase si è deciso di contingentare l'ingresso agli store a un numero limitato di persone, creando in alcuni casi lunghe file fuori dai negozi.

Ci sono diverse soluzioni, anche digitali, per tenere sotto controllo situazioni simili e tra queste è interessante il brevetto di un'azienda italiana SafetyPois, che ha sviluppato una segnaletica visiva a pavimento per poter mantenere la distanza da fermi e in movimento, senza lasciare alle persone la soggettività della distanza minima da rispettare.

Il sistema a semaforo di Safety Pois

Il sistema si compone di snodi segnalatori incollati sul pavimento, realizzato attraverso dei pois di diametro di 50 cm in tre colori, verde, giallo e rosso, da applicare sul pavimento a 1,50 mt l’uno dall’altro. I pois vanno a creare una griglia verticale di distanze di sicurezza che indicano con chiarezza l’azione consentita.

Il rosso è la fermata e può essere messo in un punto dove bisogna attendere prima di essere serviti, il giallo indica la sosta breve, per esempio prendere un prodotto o richiedere un servizio o attendere in fila, mentre il pois verde indica il transito il percorso da effettuare per stimare correttamente le distanze da tenere durante gli spostamenti.

Gambardella (VéGé): “Scegliamo il made in Italy”

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Gambardella, in questa iniziativa di valorizzazione dei prodotti tipicamente italiani sviluppata nei suoi store, trova il sostegno del Gruppo VéGé

L'invito esplicito che la società Gambardella (socia VéGé) rivolge ai consumatori è diretto: “tutti possiamo contribuire alla rinascita del nostro Paese sostenendo il sistema economico italiano con scelte consapevoli orientate al Made in Italy”. L'azienda, attiva nel centro e sud Italia con il Ce.Di, il Cash e i punti di vendita Gran Risparmio, incita l'unione verso un obiettivo comune: far ripartire la nostra economia. Un appello che la società ha voluto diffondere con una comunicazione ad hoc in tutti i punti di vendita della rete.

Mario Gambardella Amministratore Unico della Gambardella SpA

A riguardo, l'amministratore unico Mario Gambardella sottolinea. “Vogliamo solidità per le aziende, sicurezza economica per i lavoratori e per le loro famiglie. Vogliamo un futuro per i nostri figli, ricco di opportunità, sorrisi e grandi occasioni. Oggi possiamo fare la nostra parte, scegliamo sempre i nostri prodotti, scegliamo la nostra Italia”.

Gambardella, in questa iniziativa di valorizzazione dei prodotti tipicamente italiani, trova il sostegno del Gruppo VéGé. “Sosteniamo con forza l’appello del nostro amico e socio Mario Gambardella e ribadiamo che Gruppo VéGé, insieme ai suoi 36 imprenditori che rappresentano oltre 3.500 supermercati in tutta Italia, si impegna per cercare di continuare a offrire un presidio di normalità e sicurezza agli italiani per garantire tutto quello di cui hanno bisogno e assicurare in tutte le case, ogni giorno, il necessario per fronteggiare senza ulteriori preoccupazioni questo difficilissimo momento -afferma il presidente Nicola Mastromartino-. Il nostro senso di appartenenza e di vicinanza al territorio ci spinge a fare squadra e valorizzare ancora di più i prodotti Made in Italy perché sono buoni, sicuri e perché in questo modo ciascuno di noi può contribuire a far ripartire il nostro Paese”.

#Retailinprimalinea. Carrefour: consegna gratuita per i più fragili

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PortaMI la spesa è il progetto avviato da Carrefour Italia con il sostegno di Fondazione Comunità Milano, Comune e Spazio Aperto Servizi

Aggiornamento 20 aprile 2020

PortaMI la spesa è il progetto avviato da Carrefour Italia con il sostegno di Fondazione Comunità Milano, promosso da Confcooperative Milano Lodi Monza e Brianza e Legacoop Lombardia, e prevede il servizio gratuito di spesa a domicilio per le persone più fragili (over 70, adulti con disabilità e chi, anche temporaneamente, non può provvedere alla spesa in autonomia) che vivono nel capoluogo lombardo. Le donazioni raccolte da #MilanoAiuta contribuiscono al sostegno dell'iniziativa, che vede anche il coinvolgimento del Comune di Milano e della cooperativa sociale Spazio Aperto Servizi.

Sin dall’inizio dell’emergenza, ci siamo preoccupati di implementare tutti i servizi che destiniamo alle persone più deboli, e che da sempre sono al centro del nostro impegno per la responsabilità sociale, realizzando e sostenendo quindi, con azioni concrete e capillari su tutto il territorio, numerosi progetti, spesso grazie anche al prezioso aiuto di associazioni” commenta Rossana Pastore, direttrice relazioni Iìistituzionali e CSR di Carrefour Italia.

Come funziona il servizio

I consumatori possono chiamare il numero 02.4070.3350, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14 e ordinare la spesa una volta alla settimana. L'ordine sarà recapitato entro 3 giorni direttamente nell’abitazione del cliente che pagherà alla consegna. Saranno portate alle persone interessate sino a un massimo di 3 sporte per una spesa di beni di prima necessità (pasta, pane, riso, farine e prodotti sia freschi che secchi oltre che prodotti per l’igiene personale e della casa).

I punti vendita coinvolti

Aderiscono al progetto PortaMI la spesa i punti di vendita: Carrefour Market e Carrefour Express interessati sono: Via della Moscova, Via Ancona, Piazza Santo Stefano, Corso di Porta Vigentina, Via della Chiusa, Via Conca del Naviglio, Viale Andrea Doria, Via Francesco Algarotti, Via Cicognara, Via Cosseria, Via Ripamonti, Via Giovanni Da Cermenate, Via Donna Prassede, Via San Michele del Carso, Via Garian, Viale Bezzi, Piazza Antonio Gramsci e Piazza Antonio Baiamonti.

Carrefour attiva la Spesa SOSpesa

L'insegna ha inoltre attivato, al fianco di Banco Alimentare, la Spesa SOSpesa per consentire ai clienti dell’insegna di effettuare una donazione direttamente in cassa, al momento di pagare la spesa. I consumatori possono anche decidere di effettuare una piccola donazione da 2, 4 oppure 6 euro a sostegno del Banco Alimentare.  La somma degli importi ricavati verrà convertita in Gift Card che potranno essere donate direttamente alle famiglie in difficoltà attraverso la rete dell’Ente benefico. Carrefour Italia garantirà inoltre un plafond di prodotti alimentari di prima necessità del valore di oltre 100mila euro, che saranno distribuiti dal Banco a chi ne ha maggiormente bisogno. Questa operazione coinvolgerà l’intera rete dei punti di vendita diretti e molti dei franchising in tutta Italia, e avrà una durata di oltre due mesi. Settimanalmente, i clienti potranno monitorare i progressi dell'attività attraverso dei totem posizionati all’interno dei punti di vendita.

“Il progetto con Banco Alimentare rappresenta la declinazione nazionale di un forte orientamento alla solidarietà molto sentito da Carrefour Italia anche a livello locale -dichiara Gérard Lavinay,  Ad e presidente di Carrefour Italia-. Si tratta di un’iniziativa di lungo periodo che raccoglie l’eredità di quanto costruito fino ad ora, portando con sé l’obiettivo di restituire dignità, insieme ai nostri clienti, a chi è più bisognoso di aiuto, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria e sociale”.

Latterie Inalpi porta l’eccellenza italiana in tv

Parte il 26 aprile, per concludersi il 6 maggio, la prima campagna media nazionale di Latterie Inalpi.

Parte il 26 aprile, per concludersi il 6 maggio, la prima campagna media nazionale di Latterie Inalpi. La messa in onda dello spot cade in un momento particolare: alla complessità data dal Coronavirus e dalle sue conseguenze si aggiunge il desiderio di raccontare gli ultimi 10 anni di vita dell’azienda (con la nascita e crescita della filiera corta e certificata del latte 100% piemontese, un modello unico), oggi che la storia di Latterie Inalpi vede i prodotti diffusi presso tutti gli scaffali della gdo. Vi è poi il messaggio, proposto nello spot, dell’attenzione alle produzioni italiane: il concetto è rappresentato dall’hashtag #MangiaItaliano, anche soggetto della campagna Coldiretti a sostegno del Made in Italy a tavola.

Lo spot da 15 secondi che andrà in onda sulle piattaforme Rai, Mediaset, Sky, La7, Discovery racconta l’appartenenza a una terra orgogliosa come il Piemonte, e la partecipazione a un progetto ben più grande, quello dell’intero Paese.

Nello spot sono presenti due linee di prodotto, tutte provenienti dalla filiera corta e certificata: per la Gamma Premium il Grattugiato Italiano senza lisozima, i Formaggini Bio, le Fettalpine, il Burro Piemontese e il Latte in Polvere. Per la Gamma Classica la Mozzarella, le Fettine di latte, i Formaggini di latte, il Burro tradizionale da panna di centrifuga, il Burro Chiarificato. Lo storytelling dello spot si basa sui valori dell’azienda: la terra, sinonimo di un territorio sul quale quotidianamente Inalpi opera e al quale è legata profondamente, perché in esso affondano le sue radici e la sua storia; la filiera corta e certificata, composta da persone che lavorano ogni giorno con l’obiettivo di creare qualità; i prodotti Inalpi.

Destinatari della campagna televisiva nazionale sono tutti i consumatori, soprattutto a coloro che richiedono una sempre maggiore informazione su ciò che portano in tavola.

Il primo investimento di Latterie Inalpi in comunicazione tv, legato peraltro a due appuntamenti simbolici quali il 25 aprile e il primo maggio, viene considerato dal management un: “Primo passo - spiega Pierantonio Invernizzi, direttore commerciale e Marketing Inalpi - in un mondo ancora tutto da scoprire. Dovremo poi verificare risultati e riscontri per valutare i futuri passaggi e investimenti su questo mezzo”.

L’invito a mangiare italiano

Latterie Inalpi è impegnata, non solo con questa campagna, a sostenere le vere e numerose eccellenze presenti sul territorio piemontese e italiano. Il mondo del food è costellato da una miriade di piccole e grandi realtà che producono referenze di altissima qualità. “Questo - prosegue Invernizzi - è il momento nel quale è necessario farlo sapere, condividere con i consumatori ogni singola storia. I clienti sono diventati oggi osservatori attenti in merito a ciò che acquistano, hanno imparato a spostare la loro attenzione dal fronte al retro della confezione e sanno conferire il giusto riconoscimento a chi lavora seriamente con l’obiettivo della qualità e trasparenza. Questa è anche la ragione per cui sosteniamo la campagna #MangiaItaliano che, siamo certi, avrà tutta l’attenzione dei consumatori che sapranno compiere le giuste scelte”.

Guarda lo spot in versione premium e classica:

Asda accelera ed estende a tutti i negozi il servizio mobile “Scan & go”

Una misura ora presenti in tutti i 581 punti di vendita del Regno Unito per favorire una spesa contacless in tempo di emergenza coronavirus

Per supportare ulteriormente le misure di distanziamento sociale in negozio, Asda ha esteso la sua offerta Scan & Go Mobile a tutti i 581 negozi del Regno Unito, con un aumento quindi di 223 punti di vendita. Ad annunciarlo è lo stesso retailer sul suo sito.

Tutti i clienti potranno quindi scaricare l'app sul proprio telefono e utilizzarla per scansionare e imbustare già la spesa mentre fanno acquisti, per poi passare al checkout limitando così le interazioni umane al massimo. Gli acquirenti possono così anche tenere sotto controllo il budget di spesa man mano.

Come sottolineato da Louise Bagshaw, senior director Retail e Front End Innovation di Asda: "L'introduzione accelerata di Scan & Go Mobile offre un'altra opzione per gli acquisti contactless in tutti i nostri negozi, per offrire maggiore tranquillità durante questi tempi incerti. Comprendiamo che questa opzione potrebbe non essere adatta a tutti i nostri clienti e continuiamo a monitorare che vi sia una corretta distanza sociale nei nostri negozi".

Questa settimana Asda ha anche annunciato che estenderà gli orari di apertura in tutti i negozi, che diventa aperti dalle 8 alle 22, dal lunedì al sabato.

Assocalzaturifici e Brandsdistribution: nasce la piattaforma BDroppy

BDroppy
La piattaforma multicanale BDroppy, nata dalla partnership tra Assocalzaturifici e Brandsdistribution, permette ai marchi calzaturieri di vendere online

I marchi calzaturieri potranno vendere online i propri prodotti in oltre 50 Paesi, dall’America all’Inghilterra, dalla Germania alla Spagna, grazie alla piattaforma multicanale BDroppy, nata dalla partnership tra Assocalzaturifici e Brandsdistribution, azienda di dropshipping che opera da anni sul mercato worldwide con 450.000 rivenditori iscritti nel mondo, 1,2 milioni di visualizzazioni all’anno, oltre 100 milioni di euro di vendite realizzate, costumer care in otto lingue.

La partnership con Brandsdistribution consentirà ai nostri marchi Made in Italy di vendere direttamente i prodotti ottimizzando al massimo gli investimenti pubblicitari e di marketing sfruttando il volano di una piattaforma consolidata come Brandsdistribution in cui operano 450.000 operatori, tra retailer e digital vendor -spiega Siro Badon, presidente Assocalzaturifici-. Una realtà cruciale per il retail che non può più limitarsi in fase di vendita alla sola esperienza fisica del prodotto ma che si deve affiancare anche la fruizione delle informazioni da remoto. Non da ultimo questa risorsa tecnologica può aiutare a smaltire gli stock in giacenza che in questo periodo si sono accumulati in maniera più consistente”.

Quando abbiamo lanciato BDroppy -dichiara Carlo Tafuri, Coo di Brandsdistribution- il nostro intento era quello di offrire a marchi e rivenditori un aiuto concreto per ampliare i propri confini, approdando su una piattaforma worldwide. Chi sceglie BDroppy può iniziare a vendere on line in tutto il mondo molto velocemente, senza investimenti di marketing, potendo contare sul database, sull’esperienza e sul lavoro quotidiano della nostra azienda. i prodotti sia la capacità logistico-organizzativa dei marchi e a quel punto le referenze entrano nel nostro catalogo, che conta già centinaia di migliaia di prodotti”.

#Retailinprimalinea. Mascherine monouso disponibili negli store e in farmacia

Coop Lombardia venderà le mascherine al prezzo di 0,80 centesimo ciascuna mentre in Toscana saranno distribuite gratuitamente in supermercati e farmacie

Blister da cinque mascherine chirurgiche monouso a tre veli sono disponibili nei punti di vendita Ipercoop di Coop Lombardia al prezzo di 4 euro a confezione, dunque 0,80 centesimi a mascherina. Per scongiurare inevitabili accaparramenti e un veloce esaurimento delle scorte, la cooperativa ha deciso di permettere l'acquisto di una sola confezione per ogni socio. Dopo la prima fornitura, che riguarda il canale Ipercoop, il prodotto sarà disponibile in assortimento in modalità continuativa in tutta la rete di vendita, sia supermercati che ipermercati.

In Toscana, invece, la Regione modifica le modalità di distribuzione gratuita delle mascherine rispetto al porta a porta con i volontari dei comuni. Nei prossimi giorni, infatti, stando a quanto pubblica il quotidiano La Nazione.it, la distribuzione sarà effettuata nelle farmacie convenzionate pubbliche e private, e negli store delle insegne distributive che hanno aderito, ossia Coop, Conad, Esselunga, Carrefour e Lidl.

L'appello indirizzato ai consumatori è di “non affollare farmacie e supermercati perché ci saranno mascherine per tutti. Ogni giorno in ambito regionale ne verranno distribuite un milione e mezzo”.

Nelle farmacie sarà consegnata una confezione da cinque mascherine a ogni cittadino di età superiore a sei anni, per un numero di trenta mascherine al mese, dietro presentazione della tessera sanitaria o del proprio codice fiscale mentre nei supermercati, dove saranno allestite postazioni specifiche, attive dalle 9 alle 16 e gestite da personale del servizio sanitario regionale, sarà possibile ritirare una confezione di 5 mascherine alla volta.

Bastianello (Ad Gruppo Pam): “Le 3 misure necessarie per salvare le aziende”

Nel cuore di Torino, in via Botero, è attivo dalla fine dello scorso anno un nuovo punto di vendita Pam Local, il terzo store a insegna Local, la firma di Gruppo Pam per i centri città.
Azioni per allargare la base produttiva, misure a costo zero per investimenti nelle infrastrutture e questione liquidità: la visione nel dettaglio

Dopo aver parlato di necessarie misure in due fasi per tenere in vita e rilanciare le aziende italiane in tempo di crisi da coronavirus, l'amministratore delegato e presidente di Gruppo Pam, Arturo Bastianello, torna alla carica con una nuova dettagliata proposta salva-imprese pubblicata su La Repubblica e discussa anche sui social.

Bastianello parte da un quadro altamente negativo per Pil (diverse stime per il 2020 parlano di un calo a doppia cifra per l'Italia) e disoccupazione (che potrebbe arrivare al 20%), per poi passare ad elencare tre tipologie di misure diverse di importante adozione, in particolare nel caso di quelle misure che sono a costo zero. Vediamo il dettaglio a seguire.

"La prima tipologia di tali misure è costituita da azioni mirate a difendere ed allargare la base produttiva attuale, che rendano il nostro Paese competitivo ed attraente per le aziende, anche straniere, che vogliono investire - un approccio già ampiamente adottato da molti Paesi, tra i quali non figura l'Italia. Si devono mettere le aziende nelle condizioni di lavorare ed essere produttive, snellendo la burocrazia ed introducendo incentivi per riportare in Italia le produzioni delocalizzate all'estero. Questo tipo di misure crea nuovi posti di lavoro, non ha costi ed allarga la base imponibile.

La seconda categoria di misure a costo zero riguarda gli investimenti nelle infrastrutture, utilizzando i 58 miliardi già stanziati dalla Ue a favore dell'Italia e non ancora utilizzati: creerebbero direttamente ed indirettamente posti di lavoro, contribuendo nel contempo a far crescere la produttività e quindi la competitività delle imprese italiane. La realizzazione andrebbe auspicabilmente affidata a dei commissari in modo da semplificarne ed accelerarne l'iter.

La terza categoria di misure è parzialmente trattata dal dl Liquidità, che sospende alcune previsioni del Codice Civile in relazione alla continuità aziendale ed ai provvedimenti da prendere in caso di perdite che riducano il capitale al di sotto di certe soglie. L'approccio è condivisibile, perché anche le aziende che sopravvivranno si troveranno a far fronte a perdite importanti. Tuttavia, se da un lato il decreto sospende gli effetti della crisi per l'anno 2020, dall'altro non risolve il problema che vista l'entità e la durata attesa della recessione si ripresenterà per anni a venire. Esistono misure aggiuntive che sarebbero invece risolutive in quanto contribuirebbero a preservare l'equilibrio patrimoniale: non si tratta di un aspetto secondario, perché le perdite potrebbero essere tali da richiedere un ripianamento con risorse che non è scontato siano reperibili; ed inoltre perché avrebbero un impatto sul merito creditizio con una ricaduta sulla capacità delle banche di erogare nuovo credito.

Questa tipologia di misure prevede una temporanea modifica di alcuni principi contabili, per loro stessa natura convenzionali, in sede di bilancio 2020:
- la capitalizzazione dei costi sostenuti durante il periodo di chiusura e il loro ammortamento in 5 o 10 anni, equiparando il lockdown, se vogliamo, ad un periodo di "avviamento" dell'intera economia mondiale;
- la riduzione delle aliquote di ammortamento: già oggi variabili da paese a paese, si può consentire l'azzeramento civilistico degli ammortamenti per l'anno 2020, ovvero de minimis l'applicazione di un'aliquota ridotta (o un pro rata) che sconti il periodo di chiusura. A ragion veduta, visto che i beni non saranno stati utilizzati appieno e dunque il loro deperimento sarà stato inferiore al normale;
- la sospensione dell'impairment test, esercizio che sarebbe poco significativo viste le circostanze e le incertezze che riguardano il futuro.

Da ultimo, andrebbero congelati i covenant bancari sui finanziamenti. Assicurata la tutela dei posti di lavoro, si potrà pensare alla ripartenza attraverso un New Deal, ad un patto sociale tra lo Stato, i cittadini ed il mondo delle imprese per il rilancio dell'economia e del Paese. Questo è quanto ci aspetta in un domani, ma non dimentichiamoci del fatto che la ripresa sarà possibile se e soltanto se avremo un'economia ancora in grado di ripartire".

#Retailinprimalinea. Zalando: la risposta all’emergenza e i trend di vendita

(Aggiornamento) Dalla nuova campagna globale sul fronte comunicazione alla partnership con Ashoka sul lato dell'imprenditoria sociale

Aggiornamento al 20 aprile 2020

Zalando si attiva su più fronti in risposta all'emergenza Covid-19. Si va dalla nuova campagna globale realizzata interamente da remoto sul fronte della comunicazione alla partnership con Ashoka sul lato dell'imprenditoria sociale.

La campagna “Together I am strong”
Zalando celebra la creatività nel tenersi in forma e praticare lo sport nonostante le circostanze attuali lanciando la sua prima campagna in remoto. Nel video adv compaiono 11 talenti offrono uno sguardo sul proprio allenamento da casa anziché in palestra.

Creata dall’agenzia Kolle Rebbe di Amburgo, la campagna riflette la nuova realtà di molti, in cui la creatività è diventata più necessaria che mai per continuare a praticare sport da casa: dalle bottiglie d'acqua usate come manubrio al telaio della porta che diventa una barra per le trazioni. Il nuovo assetto produttivo agile ha permesso di produrre rapidamente contenuti per i canali di Zalando. Il video della campagna è stato diretto in modo creativo da Stefanie Soho e le illustrazioni che accompagnano il progetto sono realizzate da Deveroe.

Lo spot, fulcro della campagna, è in onda online sui social media, così come sugli altri canali di Zalando, dal 12 aprile 2020.

La nuova collaborazione con Ashoka
Nuovo progetto di parnership tra Zalando e Ashoka, che con la sua rete mondiale di imprenditori sociali contribuirà a sviluppare soluzioni scalabili per il coronavirus. Ashoka e Zalando identificheranno e selezioneranno nello specifico 50 imprenditori sociali che lavorano su progetti rivolti in modo specifico alle sfide attuali. I team di progetto scelti riceveranno ulteriore supporto dai dipendenti di Zalando, che investiranno tempo e conoscenze sul fronte. Inoltre, Zalando presenterà i progetti sui suoi numerosi canali di comunicazione in Europa, puntando i riflettori su 30 esempi che si dimostreranno trampolini di lancio per ulteriori cambiamenti positivi.

I prodotti più venduti
Zalando ha registrato un incremento della domanda per abiti comodi di loungewear. Rispetto all’anno precedente, gli acquisti per felpe e pantaloni della tuta di alcuni brand sono duplicate. Le scelte più frequenti sono le tute di Adidas, Nike, Tommy Jeans, Even e Odd.

Un prodotto fashion che è diventato inaspettatamente popolare è costituito dalle calze. Le vendite di calze sono raddoppiate da prima della crisi del coronavirus, non solo per quanto riguarda le scelte di base come le calze da sneaker di Nike e Adidas, ma anche per quanto riguarda le paia più colorate come quelle di Happy Socks. Il bestseller assoluto nel settore calzature sono le pantofole.

Passando sempre più tempo in casa, i clienti sembrano anche dedicare più attenzione alla propria routine di self-care. Gli ordini per prodotti relativi alla cura della pelle, delle unghie, dei capelli e di altri accessori di bellezza sono triplicati rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Detox e prodotti per il benessere, candele, maschere per il viso e saponi per le mani sono scelte particolarmente ricercate per creare una spa in casa.

Anche la domanda di abbigliamento per bambini e neonati continua a crescere costantemente con articoli come i body. Inoltre, Zalando sta assistendo ad un forte aumento delle vendite nella categoria sportiva rispetto allo scorso anno. L'abbigliamento e l'attrezzatura per la corsa ed il fitness più in generale mostrano un andamento particolarmente rilevante. Anche le vendite di abbigliamento da yoga sono aumentate nelle ultime settimane, raddoppiando le vendite rispetto a quelle dello scorso anno nello stesso periodo. Anche la percentuale di clienti esistenti che acquistano per la prima volta è raddoppiata rispetto all’anno precedente.

 

Fiasconaro, ambasciatore della Sicilia nel mondo

Colomba e panettone sono il core business dell’azienda. L’export rappresenta il 30% del fatturato. A fianco della rete tradizionale di concessionari e negozi gourmet cresce l’importanza dell’eCommerce (da Gdoweek n. 6)

Castelbuono, porta del parco delle Madonie, domina un comprensorio costellato da una trentina di borghi medievali, diffusi su un territorio che sale fin verso i 1.500 metri. La pasticceria Fiasconaro nasce qui, nel 1953, per iniziativa di Mario Fiasconaro, in un ambiente tradizionalmente siciliano. Oggi il bar di piazza Margherita è una meta gourmet imperdibile in un ipotetico giro gastronomico locale. È il luogo dove degustare tutto l’anno il panettone e gli altri prodotti Fiasconaro.

Anche Nicola Fiasconaro, classe 1964, pasticcere per tradizione familiare (rappresenta la terza generazione di una famiglia di artigiani siciliani, per la precisione delle Madonie) dovrà, soprattutto sul breve periodo, rivedere le strategie di commercializzazione dei suoi prodotti, in particolare quelli da ricorrenza come la colomba, la cui produzione è stata sospesa in seguito alla chiusura forzata delle attività commerciali a Milano e in Italia.

Nicola è pluripremiato primo pasticcere che ha ricevuto il titolo di cittadino onorario dal Comune di Avola per il ruolo svolto in questi anni come ambasciatore dei prodotti dolciari siciliani nel mondo, gli altri due fratelli sono Martino e Fausto. Fausto è responsabile showroom, Martino è a capo dell’amministrazione.

Una famiglia di pasticcieri da almeno tre generazioni

Papà iniziò con la sua famiglia, negli anni Cinquanta, poi passò il testimone a me e ai miei fratelli e io a mio figlio Mario, pasticciere, reduce delle Olimpiadi di Stoccarda, dove un team siciliano ha avuto il privilegio di ottenere la medaglia di bronzo, al quale ho trasmesso l’arte pasticciera. Siamo da sempre cuochi, pasticceri, gran cerimonieri: mio padre si occupava di banqueting, utilizzando culture dolciarie diverse (lievito madre, paste acide), e la nostra gamma è molto legata sia ai prodotti da ricorrenza sia alle specialità più tradizionali della pasticceria siciliana.

Un marchio della tradizione siciliana, con aspirazioni alla crescita e all’innovazione.

A Castelbuono, sta per svilupparsi la Fiasconaro 2020, un comparto agroalimentare, con campi ricreativi, laboratori, strutture scientifiche. Tutto il polo produttivo è in Sicilia: piccoli e medi laboratori distribuiti nelle 9 province dell’isola convergono su Fiasconaro, con una produzione ad hoc destinata per il 70% al mercato italiano e per il 30% all’estero. Le nostre specialità dolciarie viaggiano verso i punti di vendita gourmet della Penisola attraverso una rete di vendita di concessionari.

Siete andati persino nello spazio ...

Sì, nel 2007, una selezione di dolci a base di panettone e pasta di mandorle firmati Fiasconaro è salita a bordo del Discovery Shuttle della Nasa. E dal 2019 l’azienda è entrata, anche se a piccoli passi, nel mercato asiatico, come testimoniato dalla colomba donata da Fiasconaro al presidente Xi Jinping durante la sua recente visita a Palermo. Oggi i prodotti Fiasconaro sono distribuiti su tutto il territorio nazionale e in Europa, oltre che negli Usa, in Canada, in Brasile, in Giappone, in Australia e in Nuova Zelanda.

La colomba pasquale Fiasconaro arriverà sulle tavole degli italiani?

Non attraverso i canali tradizionali. Questa situazione ci porterà a studiare meglio l’eCommerce, a cui stiamo pensando in modo sempre più strutturato e strategico: l’anno scorso siamo stati i primi nelle vendite online di panettoni, e anche se per ora non abbiamo un sito eCommerce, abbiamo avviato delle collaborazioni con dei partner specializzati per sviluppare questo canale.

Il vostro canale di elezione rimane, tuttavia, la fascia alta delle pasticcerie e dei negozi gourmet.

Siamo una pasticceria siciliana, e nonostante la cultura dei siti produttivi sia artigianale, esportiamo nel mondo. Alla base c’è la materia prima del territorio: pistacchio di Sicilia, le nostre arance, le mandorle di Avola, il cioccolato di Modica, zibibbo, e la manna. Anche se i prodotti stagionali, colomba e panettone, rappresentano ancora il core business dell’azienda, cresce sempre più l’incidenza della linea di prodotti continuativi: torroncini, cubaite, creme da spalmare, mieli, marmellate e confetture, spumanti aromatici. Ultima aggiunta al catalogo dei prodotti continuativi sarà il panettone classico di 500 g.

A proposito di alto di gamma, la collaborazione con Dolce & Gabbana ...

L’accordo con Dolce & Gabbana rafforza il brand. Abbiamo consolidato la collaborazione e presenteremo una linea di prodotti per il Natale 2020. Il connubio tra moda e pasticceria è molto forte perché il fattore comune è rappresentato dall’arte, dall’eleganza, dalla bellezza.

#Retailinprimalinea. Le sfide da affrontare nell’emergenza coronavirus

La gdo alimentare si fa carico e interprete delle nuove esigenze di sicurezza e solidarietà ai tempi della crisi, che sta cambiando le organizzazioni e richiede interventi mirati (da Gdoweek n. 6)

Fin dallo scattare dell’emergenza a febbraio, le insegne del settore si sono attivate per garantire il rispetto di norme di sicurezza e rispondere al boom di vendite sia negli store fisici sia online. L’interpretazione delle regole sono state in alcuni casi diverse, ma resta il fatto che, a fronte di una situazione così complessa, l’intero comparto merita un applauso, oltre a confermare il proprio ruolo sociale di pubblico servizio. Un ruolo che chiede team dedicati, a livello nazionale e locale, per gestire le singole situazioni e sostenere il personale, con tutte le soluzioni possibili, tanto nella rete quanto nei Cedi; collaborazioni con l’industria -di marca e di mdd, per garantire continuità di offerta e di servizio; gestioni della supply chain sotto stress. Come sottolinea il recente studio di Bain&Company Come difendere il retail dal Covid-19 e prepararsi alla ripartenza, “La sfida varia per settore. Nella grande distribuzione alimentare, quasi tutte le catene fanno fronte a un traffico eccezionale nei negozi fisici e l’online esplode con volumi inimmaginabili, per l’accaparramento di scorte e acquisti dettati dal panico, sebbene per fortuna “a ondate”. Il potenziamento delle attività online per soddisfare la domanda si rivela complicatissimo nel reperire rapidamente personale e gestire la supply. Il governo dei clienti nei negozi assume importanza primaria per cercare di azzerare i punti di contatto tra persone. Nella maggior parte degli altri settori non food l'ondata ridurrà drasticamente il traffico e i ricavi fino ad azzerarli. Si agisce immediatamente per ridurre l'impatto di questa crisi: i vertici aziendali di tutti i settori devono cercare di dedicare energie ad affrontare i problemi non solo nel breve, ma iniziare a ragionare e pianificare come ripartire nel medio termine”. Vediamo a che punto siamo, quali le sfide aperte. Sfide all’insegna dell’elasticità, per adeguarsi in tempi brevi a una situazione in continuo cambiamento. Un buon esempio è la disponibilità a sostenere i consumi delle fasce più deboli, con sconti in aggiunta a quelli emessi dai Comuni come suggerito dalla Presidenza del Consiglio. Molti retailer (Selex, Coop, VéGé, Crai, Gabrielli, Lidl, Md, Conad, che in un tweet dell’Ad Francesco Puglise, si è anche dichiarato disponibile a emettere carte prepagate in accordo con i Comuni) hanno deciso di aggiungere un ulteriore sconto del 10% a questi buoni, mentre Esselunga ha comunicato di applicarne uno del 15% sulla spesa complessiva.

Dopo una prima fase concentrata su assortimenti e rassicurazione della clientela si è passati al coordinamento nazionale per l’implementazione di misure concrete. Tra le soluzioni più popolari, oltre a quelle obbligatorie per decreto Dpcm, come il rispetto delle distanze nel punto di vendita attraverso l’ingresso scaglionato (talora con apposito addetto), vi è la dotazione al personale del negozio di mascherine respiratorie, guanti monouso e flaconcini di gel disinfettante, con potenziamento della frequenza e delle modalità di pulizia in store, dei manici dei carrelli, ma anche l’utilizzo di strisce segnaletiche di distanziamento, gel disinfettanti e guanti anche per i clienti, nonché comunicazione cartellonistica e radio. Iniziano anche a diffondersi soluzioni protettive, come quella di dotare le casse di barriere in plexiglas per distanziare ulteriormente personale di vendita e clienti e ridurre il rischio di contagio per tutti.

Per tutti, i principali sforzi sono concentrati nel sostegno al proprio personale di vendita, sottoposto a grandi stress. Così sono progressivamente diventate sempre di più le insegne che hanno deciso di prevedere dei riconoscimenti economici o assicurativi. In particolare, bonus e premi di riconoscimento per l’attività svolta in continuità sono stati stanziati, tra gli altri, Esselunga (intervento straordinario di welfare del valore di 150 euro a persona), Nova Coop (buoni spesa di 200 euro), Unes, Gruppo Arena (VéGé) e Gruppo Cds, mentre altri hanno optato come nel caso Md per i suoi 7.000 collaboratori per la stipula, con Assicurazioni Generali, di una polizza assicurativa che, in caso di positività al Covid-19, copre i giorni di ricovero, con una diaria di 100 euro per i giorni di degenza superiori a 7, un’indennità di convalescenza alle dimissioni pari a 3.000 euro, a cui se ne aggiunge un’altra di 10.000 euro per singolo beneficiario erogata direttamente da Md per un totale di 500.000 euro. Una scelta analoga è stata fatta da Gruppo Unicomm (Selex) per i suoi oltre 7.000 dipendenti della rete al dettaglio e all’ingrosso: l’assicurazione, stipulata con il broker Marsh, prevede indennità per tre tipi di copertura: ricovero, convalescenza e assistenza post ricovero. Ampio il dibattito anche su eventuali detassazioni per queste operazioni.

Per diminuire code e affluenza, sono state attivate modalità diverse per fare la spesa, oltre all’online: c’è chi, come Carrefour, ha istituito numeri telefonici verdi per acquisti per over 65, oltre che istituito, come anche Esselunga e Novacoop, corsie preferenziali per il personale sanitario e i volontari designati dai Comuni e dagli enti che fanno la spesa per terzi. Altri temi centrali, che hanno dato spazio a risposte diverse e dibattito, sono quello del cambio di orari e aperture, nonché il divieto di vendita in negozio di alcune categorie merceologiche, poi rientrato. Una misura che, secondo Donatella Prampolini, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Dit, è stata “illogica e creatrice solo di ulteriore caos, con allungamento dei tempi alle casse”. Una situazione nata dall’interpretazione di alcuni Comuni del decreto che ha portato a “transennare” alcuni reparti in tutti i pdv di beni non strettamente primari, come biancheria per la casa, intimo e cancelleria.

Ecommerce e stress da coronavirus

Come noto, la quarantena ha fatto crescere ovunque il peso dell'eCommerce, ma l'incremento enorme delle richieste spesso ha bloccato piattaforme e consegne, rendendolo di fatto inaccessibile a molti, se non a tutti. Ne abbiamo parlato con alcuni operatori, per capire le difficoltà e inquadrare l'entità del fenomeno. Partiamo dai numeri: i consumi nella settimana dal 24 febbraio all’1 marzo sono cresciuti, a confronto con la stessa settimana del 2019, del 12,2% a valore, a parità di negozi, dice Nielsen, la settimana successiva l'incremento è dell'11%. L'online ha avuto un incremento dell'81% delle vendite la prima settimana, +30% rispetto a quella precedente, e fino all'8 marzo dell'82,6%. A crescere sono soprattutto gli alimenti di cui si fa scorta pensando a una lunga permanenza in casa e quelli per l'igiene personale e della casa. Il confronto con le settimane precedenti ai primi timori di diffusione del Covid-19 lo fa Iri: l'online ha segnato vendite in crescita del 58,3%, tra pure player del digitale e insegne tradizionali che posseggono un negozio online. In crescita anche il ricorso a servizi come il click&collect: +205,4% rispetto all'anno precedente, con un'incidenza che dal 6% sale al 14% del totale delle vendite. I valori evidenziati dai nostri interlocutori sono ben più alti, perché monitorano anche gli accessi ai siti, che sono spesso molti di più degli ordini che si riescono a gestire.

Il primo problema è la tenuta della piattaforma digitale: il sito non ce la fa, anche il back office ne risente. Bennet per esempio segnala accessi cresciuti addirittura del 1.000%, dieci volte più del normale. A questo si somma l'imprevedibilità della domanda: "Inizialmente i picchi si verificavano nelle aree nelle quali emergevano i casi di contagio -spiega Simone Pescatore, direttore marketing e comunicazione di Bennet- poi è toccato alle province zona rossa, adesso si stanno stabilizzando”. La Lombardia rimane l'area con la richiesta maggiore. "In questo momento stimare l'incremento della domanda non è possibile -prosegue Pescatore-. Posso solo dire che quella che riusciamo a soddisfare è più che raddoppiata, e nei negozi attivi nelle prime zone rosse, anche decuplicata". Per sopperire, viene limitato il traffico al limite di tenuta del sistema e vengono date nuove finestre ogni 3-4 giorni. "Ci tengo molto a ringraziare tutte le persone che lavorano in Bennet, l'impegno è enorme e anche il sacrificio per le famiglie -prosegue Pescatore-. Se prima il 50% degli ordini era oggi per oggi, gli utenti stanno imparando a pianificare, così riusciamo a soddisfare più richieste". Inoltre, le priorità sono cambiate e i clienti accettano più frequentemente prodotti sostitutivi, se mancano quelli richiesti: di solito venivano accettati il 70 dei sostituti, adesso quasi il 90%. Accanto al Drive, Bennet da ottobre 2018 ha attivato un test di eCommerce puro (con la consegna a domicilio) attorno al negozio di Pieve Fissiraga (Lo). L'insegna collabora anche con Supermercato 24 e con associazioni di volontariato e Assessorati: "Ci mettiamo a disposizione per trovare la soluzione più utile per ciascun Comune".

Rimanendo nelle grandi dimensioni, Esselunga ha esteso la consegna gratuita fino a Pasqua per eCommerce e negozi in cui è prevista. La domanda, rispetto all'1% di incidenza dell'online sulla spesa pre Coronavirus nella media italiana, e al 4% di Esselunga pre crisi, è arrivata a superare il 20%. “È evidente che nessuno può soddisfare un balzo percentuale del genere -afferma il Ceo di Esselunga Sami Kahale-. I tempi di consegna si stanno assestando sulle due settimane. Abbiamo definito un limite di una spesa per cliente per settimana e sono in atto potenziamenti di natura straordinaria sulle preparazioni delle spese e sulla logistica".

In Liguria, Basko (Gruppo Sogegross), che ha attivato l'eCommerce nel 2003, negli anni ha visto una crescita costante, a doppia cifra, ma sempre con numeri ridotti, ma il boom è arrivato in queste settimane: "Gli ordini sono più che raddoppiati -dice Lucia Bruzzone, digital manager di Basko- ma a giudicare da email, messaggi e chiamate che riceviamo forse anche decuplicati. Pur avendo aumentato mezzi e risorse abbiamo già consegne fino al 24 marzo, e ogni giorno consegniamo in media 260-300 spese". Lo scontrino medio era già alto, intorno ai 100 euro, ma ora è cresciuto del 40% circa. "A Genova e provincia, gli over 65 erano già la fascia d'età con il tasso di conversione più alto -prosegue Bruzzone- quindi nessuna novità. I clienti si rivolgono a tutti i servizi di eCommerce: click&collect, click&drive e anche ai locker, che Basko ha posizionato al casello di Genova Nervi".

Decò, l'insegna di Multicedi attiva nel Sud Italia sta testando l'eCommerce su alcuni Superstore e Maxistore Decò, dal sito supermercatideco.it. Nonostante la lontananza geografica dalle prime zone rosse l'incremento delle spese online è apparso sensibile anche in queste aree. "Si trattava di richieste legate principalmente alla ricerca di disinfettanti e materiale igienico -precisa Angelo Merola, responsabile marketing di Multicedi- ma anche beni di prima necessità come farina, passate, zucchero, sale, latte e acqua. L'incremento è diventato man mano esponenziale con l'estendersi della zona rossa sempre in più regioni d'Italia, fino a raggiungere picchi di richieste fino all'oltre il 500% nell'online". Nei punti di vendita dove il servizio è attivo sono state dedicate risorse extra alla preparazione delle spese e corrieri per la consegna. Eataly Today ha visto un aumento di oltre il triplo degli ordini, +320%. "L’incremento è stato riscontrato in un primo momento su Milano e Torino, cui si è aggiunta Roma dopo circa una settimana. Ad oggi i volumi degli ordini delle tre città procedono allo stesso ritmo". Per rendere il servizio più fruibile Eataly ha reso gratuita la consegna per ordini dai 39 euro in su e fissato il minimo di spesa a 20 euro.

Novità anche per NaturaSì a Milano, nasce la app Clicca e ritira. Inoltre, gli ordini si possono fare dal sito dell'insegna, via email e anche al telefono.

Supermercato 24 lavora per partnership dunque la gratuità della consegna per gli ultra 65 enni fino al 12 aprile è un servizio che deve negoziare. È attivo con Coop Lombardia, Bennet, Conad, Carrefour, Tuodì, Fresco Market, Md, Pewex, Iper La Grande i, per spese oltre i 40 euro.

La limitazione alla mobilità ha portato anche a una rivincita della prossimità. Crai ha registrato picchi di oltre 30 mila visite giornaliere e ordini anche 10 volte superiori. "Dalla settimana del 9 marzo stiamo registrando una media di 1.000 ordini al giorno -dice Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di Crai Secom- con un trend che continua a crescere e una spesa media compresa tra 65 e 70 euro". In crescita anche la fascia degli over 65 soprattutto grazie al servizio di ordini telefonici attraverso il numero verde di Crai Spesa Online. Crai si è attrezzata creando una task force per migliorare il livello di tenuta della piattaforma. "Gli ordini ricevuti vanno preparati ed evasi attraverso i negozi fisici -prosegue La Viola-, Cedi e imprenditori stanno aumentando il presidio in negozio. L’impegno è encomiabile". Un aumento del personale che riguarda anche chi è impegnato nelle consegne a domicilio. La spesa è gratuita per tutti (minimo 30 euro), e molti negozi hanno esteso il raggio chilometrico delle consegne, per garantire il servizio anche ai clienti più dislocati, mentre negozi che avevano solo il click&collect stanno attivando anche la consegna a domicilio. Anche Mercatò (Selex) con CosìComodo.it ha ampliato la copertura del servizio su nuove località.

Sigma (D.IT) non possiede una piattaforma eCommerce ma ha attivato o rinforzato un servizio di spesa a domicilio via telefono, email e WhatsApp, affidata ai singoli imprenditori. "Consegniamo in giornata, al massimo 48h, nonostante il momento, anche la domenica -afferma Oreste Santini, presidente Consorzio Europa- e per ora siamo a circa il 25% rispetto al fatturato del fisico. Ciascun punto di vendita si adatta in base a capacità ed esperienza. "Prima la consegna era il giorno stesso -dice Donatella Prampolini Manzini, presidente Realco e D.IT- adesso avviene un paio di giorni dopo. Siamo a un +50% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, con picchi del +100-150% post Dpcm e una crescita più alta per negozi con superfici tra 400 e 800 mq. Era circa il 5-6% delle vendite del negozio, ora se riuscissimo a servire tutti sarebbe intorno al 20-30%". Le complessità riguardano anche le consegne, perché "I volumi sono quelli della Vigilia di Natale -spiega Prampolini- solo che durano da 4 settimane". Insomma, di fronte all'emergenza crollano tutte le barriere, anche quelle tecnologiche e mentali, e si rivela l'enorme potenziale dell'eCommerce alimentare.

 

#Retailinprimalinea Coop Alleanza 3.0: strategie verso il cambiamento

Adriano Turrini, presidente di Coop Alleanza 3.0, racconta come la cooperativa sta affrontando la situazione #coronavirus e l'andamento della rete con il recupero del piano finanziario

"Sono un inguaribile ottimista e spero che questa difficile situazione che stiamo vivendo cambierà in meglio alcuni dei nostri approcci al mercato -spiega Adriano Turrini, presidente di Coop Alleanza 3.0-. Siamo una cooperativa e, come tale, sentiamo la responsabilità di fare la nostra parte in questo momento per i nostri soci per le persone che lavorano in cooperativa, ma soprattutto per la tenuta della coesione sociale, consapevoli che il coronavirus sta ridisegnando le nostre priorità e il nostro modo di lavorare, offrendoci anche inedite opportunità di cambiamento che sembravano impossibili solo qualche giorno fa".

 

Il risultato di questo ragionamento sono una serie di attività che toccano direttamente i soci  e i clienti, i dipendenti, la filiera logistica, i fornitori.

In particolare, per quanto riguarda facilitare la spesa, a operazioni più tradizionali come il blocco prezzi sui prodotti confezionati (per 2 mesi), una convenienza quotidiana sulla spesa di base attraverso i prodotti sia a marchio Coop sia brand industriali (400 item), esposizioni privilegiate per prodotti di uso quotidiano per velocizzare la spesa, l'introduzione di kit prestabili (con comfort kit anche per per il servizio a casa con coop), per ridurre ulteriormente code e attese, Coop Alleanza 3.0 ha deciso di attivare:

  • il servizio Cod@Casa, che sarà attivo nei prossimi giorni e che, tramite app (utilizzata anche da Coop Lombardia e Coop Liguria) permette di calendarizzare a ogni cliente l'accesso ai negozi della rete, scegliendo la fascia oraria in cui si intende fare la spesa con una conferma di prenotazione. Ovviamente sono mantenute le garanzie sul rispetto delle distanze di sicurezza;
  • il servizio di Click&collect, attivato in fase sperimentale in 3 negozi nell'area emiliana.

 

Cresce l'eCommerce

"Stiamo lavorando a tutto campo anche sul fronte delle garanzie ai nostri dipendenti oltre che attuando iniziative di sostegno per le filiere, soprattutto quelle italiane e in particolare dei freschi -aggiunge Turrini-. Allo stesso tempo stiamo affrontando anche il rafforzamento dell'eCommerce, nel quale siamo passati da 1.500 ordini al giorno a oltre 15.000, con esigenze di organizzazione che non sono solo tecnologiche, ma anche di personale, che, in ogni caso abbiamo assunto proprio per garantire un servizio più adeguato. Sono anche convinto che, finita questa situazione, un certo numero di consumatori, che ora non si possono quantificare, continueranno a usare la spesa online. E noi dobbiamo tenerne conto".

 

Andamento della rete

Un'ultima battuta sull'andamento della rete e sui risultati finanziari. "Nel febbraio dello scorso anno ci siamo impegnati con un piano programmatico preciso -chiarisce Turrini-. Un piano che ha cominciato a dare i suoi frutti a livello di csh flow e di turn around. Già da aprile dello scorso anno, la situazione è migliorata, facendo segnare un'inversione di tendenza, nonostante il peso degli iper (50% del nostro fatturato) e il loro complesso andamento. Ad oggi, tanto negli ipermercati quanto nella rete dei supermercati, stiamo registrando performance positive, anche superiori al mercato e siamo convinti di avere individuato le strategie corrette per recuperare tutte le situazioni difficili".

Andamento rete Coop Alleanza 3.0 a rete omogenea marzo 2020 vs ap

Ipermercati Supermercati
Mercato - 7,3 14,3
Coop Alleanza 3.0 -3,3 21,6

 

Andamento rete Coop Alleanza 3.0 a rete omogenea 30/12/2029-29/3/2020 vs ap

Ipermercati Supermercati
Mercato - 2,8 7,6
Coop Alleanza 3.0 0,3 10,7

Fonte: elaborazioni aziendali su dati Nielsen Like4like. Sono esclusi i PetStore

 

 

#Retailinprimalinea. Di Palo (Crai) dona 400 buoni spesa

crai
Il Gruppo Di Palo, attivo in Campania con l'insegna Crai, sta avviando una serie di attività per potenziare la rete di sostegno e solidarietà

I destinatari dei 400 buoni spesa da 50 euro donati dalla famiglia Di Palo, entrata in Crai all'inizio del 2020, sono i Comuni di Casoria, Afragola, Cardito e Crispano e mirano a sostenere altrettante famiglie in difficoltà. Il Gruppo Di Palo, attivo in Campania, sta avviando una serie di attività per potenziare la rete di sostegno e solidarietà nel proprio territorio.

I cittadini di Afragola e Casoria potranno utilizzare i buoni spesa presso il Supermercato Crai del centro commerciale I Pini, sulla strada statale Sannitica 87 (Casoria). I residenti nei comuni di Cardito e Crispano potranno invece recarsi al supermercato del centro commerciale La Masseria, in Via Mahatma Gandhi (Cardito).

#Retailinprimalinea. Penny Market valorizza le imprese italiane

L’operazione di Penny Market, Abbracciamo l’impresa italiana, punta soprattutto a far ripartire il mondo produttivo agroalimentare italiano

L’impegno sociale di Penny Market (Gruppo Rewe) verso l’economia del Paese si concretizza attraverso iniziative che mirano a favorire la ripresa dei piccoli produttori e delle realtà locali.

Per questo motivo l'insegna ha attivato l’operazione Abbracciamo l’impresa italiana, che si rivolge anche ad aziende che operano nel settore non food, e che punta soprattutto a far ripartire il mondo produttivo agroalimentare italiano, dalle Alpi alla Sicilia. Questo obiettivo si traduce in un aumento dell’offerta dei prodotti locali italiani e quindi nella valorizzazione delle produzioni enogastronomiche che avranno un accesso privilegiato nei quasi 400 punti di vendita della rete in tutta Italia. Alle piccole imprese locali Penny Market ha riservato un canale di candidatura alla mail impresaitaliana@pennymarket.it.

L'insegna ha dunque messo in campo tutte le proprie professionalità a sostegno di questa operazione: dal settore acquisti che garantisce l’accesso diretto al buyer alla logistica  favorendo accordi con piccole realtà di trasporti locali, prima operanti in altri settori, che hanno subito lo stop a causa dell’emergenza. In questo settore, nello specifico, Penny intende supportare le imprese locali di trasporti attraverso il sistema di sinergia logistica Penny Cargo. Si procede con la funzione Qualità che ha già predisposto l’implementazione di flussi di verifica dei fornitori semplificati e dedicati, e l’ottimizzazione e l’accelerazione dei processi di controllo qualitativo; l’ufficio Legale e di Public Affairs, infine, ha preso contatto con associazioni di categoria delle PMI e con le istituzioni per garantire una rete di supporto condivisa e di più ampio respiro.

Questa iniziativa nasce come il contributo di Penny Market alla ripartenza di questo paese dopo l’emergenza Covid-19 -afferma Nicola Pierdomenico, Ceo Penny Market Italia-. E segna un passaggio naturale per quanto riguarda il modo di intendere l’esperienza di spesa nei nostri punti di vendita, dove la valorizzazione delle realtà produttive del territorio è da sempre al centro della nostra offerta al consumatore, basti pensare al fatto che l’indice di territorialità raggiunge il 70%. In questa fase occorre affiancare e sostenere con azioni concrete la filiera produttiva delle piccole e medie imprese, che comprende anche le realtà artigianali e familiari. Ebbene noi vogliamo essere protagonisti di questo processo di sostegno e valorizzazione che in questo momento di difficoltà può rappresentare ancora più del solito un’opportunità di crescita e purtroppo ora, possiamo dire, di ripartenza”.

Mercato Metropolitano risponde alla crisi “incubando” nuove idee

In tempo di lockdown per il format ideato da Andrea Rasca l'attività non si arresta grazie al lancio di un programma di open innovation

Tempo di lockdown anche per Mercato Metropolitano, il format polifunzionale di prodotti locali e socialità ideato da Andrea Rasca. L'attività dell'insegna, però, non si arresta e si fa di necessità virtù, approfittando per il lancio del nuovo programma di incubazione.

Ad annunciarlo è la stessa azienda in un post sui social, dove si indica che le iscrizioni sono aperte fino al 24 aprile. Una call to action aperta a tutti, utenti, imprenditori e community, che hanno un'idea nel cassetto da realizzare.

APPLICATIONS OPEN until 24th April! While all of us are currently in lockdown, we are opening up MM’s online incubation...

Posted by Mercato Metropolitano on Tuesday, April 14, 2020

Mercato Metropolitano, dal canto suo, si impegna per i progetti selezionati ad offrire un supporto trimestrale che va dalla mentorship a un primo apporto finanziario per far partire la start-up. Non resta che da vedere quali saranno i progetti vincitori.

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