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La Regione Campania sospende le nuove licenze per gdo e centri commerciali

Nel 2012 i consumi delle famiglie campane sono in caduta libera. In flessione anche i livelli di produzione e di fatturato dell'industria e della distribuzione. La crisi tocca anche i grandi centri commerciali. Domanda in flessione anche nei numeri delle festività natalizie e dei saldi.

I sindacati sui licenziamenti in gdo
L'Uil Campania, in questo scenario, presenta dati allarmanti e preoccupanti sui licenziamenti nella gdo e nel commercio in generale. La Regione Campania, in questo scenario, ha deciso di darsi degli strumenti legislativi, per affrontare con decisione le tematiche relative ai centri commerciali e grande distribuzione, per cercare di avviare un processo di politica organica, attraverso la concertazione con le parti sociali e datoriali, che porti ad adottare una legge sul commercio e la gdo in Campania.

In attesa del nuovo testo di legge
L'obiettivo è quello di dare vita ad una disciplina che valorizzi il tessuto commerciale del territorio, offrendo la possibilità di svilupparsi, attaverso la costituzione di reti che ne rafforzino la capacità di stare sul mercato. In attesa dell'approvazione del nuovo testo di legge, la Regione sospenderà temporaneamente (per un periodo di tre mesi) il rilascio di nuove licenze per i centri commerciali e la grande distribuzione, ad eccezione di quelle iniziative che già prevedono il recupero dei lavoratori in crisi occupazionali o licenziati dalla gdo.

Le insegne in crisi
Tra le insegne in crisi con processi di mobilità, cassa integrazione, licenziamenti o cambi di gestione, citate dalla Uil ci sono Ikea, Leroy Merlin, Carrefour, Unicoop Tirreno, Despar, Sunrise Supermercati e MD ed altre minori. In Campania, sono attualmente attivi 99 centri commerciali, un settore che nel 2011 ha dato lavoro a 338 mila persone. Le altre linee guida che la Regione si è data, sono focalizzate su: azioni a tutela dei lavoratori e la valorizzazione dei centri commerciali naturali.

Dopo il dichiarato fallimento di Richard Ginori, oggi incontro con il Ministro

Dopo la decisione del Tribunale di Firenze, di respingere la richiesta di concordato preventivo presentata dai liquidatori della Richard Ginori e il sit in dei dipendenti davanti alla prefettura, per trovare una soluzione il Ministero dello Sviluppo economico ha convocato un incontro a Roma per oggi 10 gennaio.

Dichiarata fallita, respinta l'offerta Lenox Apulum
Messa in liquidazione già la scorsa primavera a causa di un bilancio consuntivo 2011 che rivelava perdite superiori al capitale sociale dell'azienda, lunedì scorso è stata dichiarata fallita giudicando il piano "dotato di intrinseca incertezza in ordine al verificarsi dei due eventi principali su cui si basa" ed è stata quindi respinta l'offerta presentata dalla statunitense Lenox e dalla rumena Apulum, scelta dai liquidatori lo scorso 14 novembre: la cordata si era impegnata a riassumere 280 lavoratori - dei 314 che, dallo scorso agosto, si trovano in cassa integrazione per cessata attività - e pagare 13 milioni, separandosi gli asset dell'azienda: il marchio Richard Ginori sarebbe andato a Lenox, mentre la fabbrica di Sesto Fiorentino sarebbe passata sotto il controllo di Apulum.

A rischio i posti di lavoro
Con la nomina di Andrea Spignoli a curatore fallimentare, avvenuta ieri, si riapre ogni scenario possibile sulla sorte della manifattura di Sesto Fiorentino. La procedura fallimentare prevede infatti la cessione degli asset sul mercato che, a differenza del concordato preventivo, non vincola troppo le aziende acquirenti a preservare la forza lavoro finora occupata, né a soddisfare i creditori chirografari.
In tal senso, rassicurazioni giungono proprio da Spignoli, già consulente tecnico d'ufficio per Richard Ginori e quindi conoscitore della realtà aziendale, che promette una pronta pubblicazione di un nuovo bando di vendita, nella convinzione che la manifattura possa essere salvata.

Ritorna in gioco Sambonet
"Attendiamo di parlare con il curatore fallimentare al fine di manifestare la nostra disponibilità a riconsiderare l'acquisizione di Richard Ginori" ha dichiarato infatti Pierluigi Coppo presidente di Sambonet.
In prima battuta (senza aver ancora incontrato il curatore fallimentare) il Gruppo Sambonet Paderno Industrie confermerebbe quindi, a grandi linee la precedente offerta, anche se rimane sempre irrisolto il problema degli immobili (il 50% è di proprietà di Richard Ginori, il restante 50% di una società di 3 immobiliaristi attualmente anch'essa in liquidazione).

Si salverebbero 150 posti di lavoro
Il gruppo si impegnerebbe cioè a riassumere 150 dipendenti, manterrebbe il sito produttivo di sesto fiorentino, spostando però il bianco a Selb (nello stabilimento Rosenthal) attiverebbe investimenti per efficientare l'azienda per un valore di 4 milioni di euro, inoltre ribadisce la sua disponibilità all'acquisizione degli immobili.
Per Sambonet Ginori rappresenterebbe un'importante integrazione della propria offerta l'obiettivo e di focalizzarsi maggiormente su produzioni di alta qualità sfruttando poi le sinergie sia industriali che commerciali del Gruppo.

Media Markt sta valutando la cessione della rete in Cina

Media Markt, brand con cui è stato presentato in Cina il format Saturn, sta valutando il ritiro dalla Cina. La fonte è  Reuters. È dalla vendita dei 34 pdv francesi (leggi news) nel 2010 che c'è qualcosa che non torna nella strategia di Metro Group su Saturn. Poi a giugno del 2012 ci sono state le dimissioni del Cfo (leggi news. Infine nel novembre 2012, i grandi piani di espansione cinesi di Media-Saturn, sono stati messi in dubbio dopo che uno dei suoi maggiori investitori, il co-fondatore Erich Kellerhals, ha annunciato il proprio ritiro dal capitale della società, in cui era presente attraverso Convergenta Invest. Il ritiro è avvenuto il 31 dicembre 2012.

In joint venture con i taiwanesi
Nel 2010, la società aveva siglato una joint venture 75/25 con la taiwanese Foxconn Technology Group. In virtù di questa  joint venture fin qui la rete attuale aveva creato sette negozi a Shanghai e dintorni (vedi video inaugurazione). Il piano prevedeva che Media Markt espandesse la propria rete arrivando ai 100 store cinesi entro il 2015. Secondo le fonti di Reuters, presso il Cda di Media-Saturn si è manifestata la chiara intenzione di ritirarsi dalla Cina dopo che il mercato si è dimostrato più difficile del previsto. Comunque dalla joint venture non è stata ancora presa nessuna decisione ufficiale. Metro Group ha rifiutato di commentare.

GDOWEEK 44 2012

editoriale
Che progressi in gdo!
Ma ci voleva la crisi?

food Italia
Auchan definisce
l'iperdiscount locale

Bennet, un iper di taglia piccola

Convenience by Carrefour: express

Carrefour express fa “sosta” in A14

Carrefour Market,
nuova formula urbana

Con Sapore Conad

Cremeria Conad S&D

Nuovo modello per Conad superstore

Coop&Coop, super
versione sostenibile

Coop.fi, con le isole
si comunica meglio

Eataly rivitalizza Roma Ostiense

E.Leclerc Conad, iper razionalizzato

Emi superstore apre a Todi
un pdv green

Selex ridisegna il format di A&O

I nuovi spazi di Esselunga

Il Gigante differenzia aree e reparti
L'enoteca firmata da Iper, La grande i

Ipercoop taglia l'iper e potenzia il food

Metro fornisce soluzioni e relazioni

Kanguro, super green

La Bottega Campagna Amica

NaturaSì Vicenza
mette l'accento sul bio

Oasi, iper con anima di superstore

Qb mercato e cucina,
il food accessibile

Nuova formula per Simply

Spesa veloce con zona non food
da U2

non food Italia
AW LAB, lo sportswear
si rinnova in città

Coin sceglie il mercato come location

Cos, il profilo chic&basic di H&M

City Store integra superette
e farmacia

Fiorucci e Ikea

Ikea Uppleva

Interattività per Euronics

Kasanova +, un format con dei plus

Kiko, il trucco c'è e si vede

La Gardenia definisce
l'atelier di bellezza

Lloyd Farmacie:
la nuova insegna Admenta

Leroy Merlin attento al target locale

Mercatone Uno affina
il percorso interno

Muji to Go Milano

Navigation concept guida i clienti
Obi
Ovs declina il format
su toni più formali

Pittarello ad Assago

Da Playlife effetto casa

Red di Feltrinelli si contorna di libri

Experience da Rinascente Duomo

Saturn punta sulla specializzazione

Stai bene Coop: un negozio,
una filosofia
t. riciclo un usato ok

Upim low cost

Zew Store, per una vita
a emissioni zero

monomarca
McCartney e Adidas, tandem vincente

Asics Londra, uno store
che prende piede

Nuovo format Bialetti Store

Chiquita Fruit Bar

Camper NY crea effetti

New format Disney

Ferrari Madrid

Juventus Store

Tweet shop per Kellog's

La Frescheria DimmidiSì

Lacoste in bianco
per dar vita ai colori

Il flagship Casa Spadoni

Olivia & Marino

Noberasco: il negozio
di Milano centro

Flagship Parosh

Salewa Store a Milano

Salumeria Rosi a NY

Store Casa S. Benedetto

Thun Donna a Padova

U-Boat a Milano

Concept Witor's

Temporary Woolite

food estero
Coeur de Nature di Auchan
è 100% bio

Carrefour ecologico

Il nuovo iper Casino Gèant

Baker D Chirico parte
disegnando il legno

Harris Teeter 201 Central

Jasons Food per addicted

Marks & Spencer
tra tecnologia e green

Rewe saluta chi parte

Linearità per Super U

Tesco Food to Go

E-shop Tesco a Gatwick

Walmart reinterpreta il pdv di vicinato

Emozioni da Waitrose

Le novità di Whole Foods

non food estero
American Eagle
e la profezia di Warhol

Custo adotta il bianco

Desigual online e pdv

Tesco F&F da pl a store

LittleMissMatched: creatività a 360°

New Balance: brand story

Placebo è circolare

A tutto sport: Rei Soho NY

Ted Baker in stile Kent

Uniqlo NY: nuovo retail

Urban Outfitters

Victoria's Secret entra nel mercato Uk

Nuovo concept di Zara a New York

C’è anche Milano nelle location di & Other Stories la nuova insegna H&M

Ne avevamo dato notizia ad aprile 2012. Ora sappiamo anche che apriranno in primavera i primi negozi dell'insegna & Other Stories, neonata in portafoglio al fast retailer svedese H&M. Teatro delle aperture saranno città del calibro di Barcellona, Berlino, Copenaghen, Londra, Milano, Parigi e Stoccolma, mentre online il brand sarà presente con stories.com in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Principali città europee
"Tutti noi di & Other Stories siamo entusiasti di aprire i nostri primi negozi in alcune delle principali città europee e non vediamo l'ora di offrire le nostre collezioni a un pubblico ancora più ampio, attraverso stories.com", dichiara Fernstrom Samuel, responsabile di & Other Stories. L'offerta fashion è esclusivamente femminile e si compone di abbigliamento, calzature, borse, accessori e beauty ideati da un team di stilisti situati a Parigi e Stoccolma. Il tutto con l'obiettivo di creare uno stile personale, o meglio una storia, che possa riflettere la personalità della nuova donna H&M.

GS1 Italy – Indicod/Ecr presenta il piano di formazione 2013

GS1 Italy - Indicod/Ecr ha presentato la nona edizione del piano di attività formativa, che contempla un programma di corsi articolato nelle varie aree tematiche (Area supply chain, Area commerciale/marketing, Area tecnica).
Dal 2004 ad oggi quasi 4.000 manager hanno frequentato i corsi proposti, articolati nelle varie aree tematiche proposte da GS1 Italy - Indicod/Ecr.

Anche per il 2013 verranno mantenute le due formule di successo sviluppate negli scorsi anni, corsi multiclient e aziendali, consentendo quindi, alle aziende interessate, di poter scegliere l’opportunità che meglio risponde alle loro specifiche esigenze. La formazione proposta da GS1 Italy - Indicod/Ecr si avvarrà anche di testimonianze e docenze esterne (manager e consulenti), che permettono di dare particolare concretezza ai temi trattati.

Corsi a richiesta

Il team di GS1 Italy - Indicod/Ecr, per venire incontro alla crescente richiesta del mercato, organizza a richiesta anche corsi di formazione direttamente nelle aziende, supportandole nel processo di conoscenza e di adozione delle soluzioni innovative necessarie al miglioramento delle loro performance di business, discutendo i casi aziendali e limitando i costi di eventuali trasferte.

Aree tematiche dei corsi


Commerciale/Marketing


I corsi dell’area Commerciale/Marketing promuovono il miglioramento della relazione tra industria e distribuzione e la reciproca comprensione, approfondendo diversi argomenti tra cui il merchandising e la gestione del consumatore. I corsi sono rivolti a professionisti dell’area marketing e commerciale, direttori amministrativi e fiscali, finanziari, di produzione, legale e logistica e responsabili del controllo di gestione.

Supply Chain

I corsi dell’area Supply Chain offrono la possibilità di conoscere best practice sviluppate in ambito Ecr (OSA, Optimal Shelf Availability e Shrinkage) e strumenti per la condivisione di informazioni standardizzate e attuali, come tracciabilità, catalogo elettronico, scambio elettronico dei documenti Edi-Euritmo, ciclo perfetto dell’ordine. Oltre che da professionisti del settore i corsi possono essere seguiti da direttori commerciali, category manager o responsabili delle risorse umane e organizzazione.

Tecnica

Tramite i corsi dell’Area Tecnica i professionisti potranno specializzarsi negli standard internazionali GS1 di identificazione delle merci lungo l’intera filiera.
Gli argomenti dei corsi interessano principalmente i professionisti dell’area tecnica della grande distribuzione, direttori commerciali, category manager o responsabili delle risorse umane e organizzazione.

Certificazioni e agevolazioni

Grazie alla certificazione Uni EN ISO 9001:2008 e l’accredito presso For.te, che consentono di accedere ai finanziamenti dei piani formativi aziendali, i corsi di GS1 Italy - Indicod/Ecr sono garanzia per le imprese di un servizio di qualità garantita da uno standard internazionale.
GS1 Italy - Indicod/Ecr rilascerà a tutti un attestato di partecipazione.

Tutte le informazioni sul Calendario 2013 dei corsi GS1 Italy - Indicod/Ecr, sulle modalità di iscrizione e sulle condizioni commerciali sono disponibili sul sito http://indicod-ecr.it/servizi/formazione/

Paola Floris è la nuova country general manager di Chep Italia

Chep, leader mondiale nella fornitura di soluzioni di pooling per pallet e container, annuncia la nomina di Paola Floris a country general manager di Chep Italia.

Nel suo nuovo ruolo Paola Floris sarà responsabile della definizione e delle strategie aziendali e di orientare l'azienda verso percorsi che ne garantiscano la crescita e il successo in Italia e riporterà direttamente a Christophe Loiseau, Chep senior vice president, Mid Europe.

Carriera
Paola Floris è entrata in Chep Italia nel 2001 come key account manager e, grazie al raggiungimento degli obiettivi assegnati, ha ricoperto successivamente i ruoli di CS manager & CS director e di retailer director. Prima di entrare in Chep Paola ha maturato una forte esperienza in ambito manifatturiero in grandi realtà aziendali italiane e multinazionali.

Paola Floris sostituisce Luca Rossi promosso al ruolo di vice presidente chep automotive & industrial solutions Emea.

Daniela Morante diventa partner di hELP – Studio Legale Persiani

hELP - Studio Legale Persiani rafforza il team dedicato ai clienti internazionali con l'ingresso del nuovo partner avvocato Daniela Morante, che coordinerà lo sviluppo della rete di alleanze estere dello Studio e che gestirà la fase attuativa del progetto di apertura di nuove sedi e di nuovi italian desk all'estero.

Esperienze
Daniela Morante ha maturato una consolidata esperienza in materia di diritto del lavoro in ambito nazionale e internazionale e negli ultimi anni ha sviluppato una ampia conoscenza dei mercati internazionali: infatti, dopo molti anni di attività in prestigiosi studi italiani di diritto del lavoro, negli ultimi sette anni l'avv. Morante si è dedicata allo sviluppo delle relazioni e dei progetti internazionali collaborando con la Camera Arbitrale di Milano e con Ispramed, Istituto per la Promozione dell'Arbitrato e della Conciliazione nel Mediterraneo, nel quale ha ricoperto il ruolo di vice direttore e del quale è tuttora advisor.

Obiettivi
La scelta di Daniela Morante di portare la propria esperienza internazionale in hELP - Studio Legale Persiani e di condividerne e svilupparne l'approccio fortemente orientato sui mercati esteri rappresenta una conferma della solidità del progetto internazionale che lo Studio sta perseguendo fin dalla sua recente apertura.
Attraverso la Global Alliance, hELP - Studio Legale Persiani è infatti già oggi in grado di assistere i propri clienti in circa 60 paesi in tutto il mondo nell'ambito delle discipline giuslavoristiche locali e transnazionali e ha già conseguito l'assegnazione del premio Studio Sviluppo Internazionale in occasione dei Legalcommunity Awards 2012.

Eco Store apre il suo primo temporary al Fiordaliso di Rozzano

Eco Store, catena di negozi in franchising attiva nella vendita di prodotti e servizi per la stampa, ha aperto il suo primo temporary store nel centro commerciale Fiordaliso di Rozzano (Mi). Avviata a inizio dicembre, l'esperienza temporanea proseguirà per tutto il mese di gennaio e si potrebbe rivelare un progetto che darà vita ad altre implementazioni sul territorio nazionale. Sviluppato su 10 mq, il temporary store è stato realizzato da Pro&Go, agenzia di Acqua Group specializzata nella gestione di locazioni temporanee, e ha l'obiettivo di far avvicinare il brand Eco Store a un pubblico più ampio (il centro commerciale Fiordaliso conta 7,5 milioni di visitatori annui). Per quanto riguarda l'offerta, il mese di dicembre è stato dedicato alla vendita dei prodotti della nuova linea Natural Informatic, accessori per computer, smartphone e tablet realizzati in legno di bamboo, mentre in gennaio il focus si sposta sul core business dell'insegna ovvero cartucce rigenerate a getto d'inchiostro garantite Eco Store.

Cambio al vertice in Jones Lang LaSalle Italia

Dal 2001 in Jones Lang LaSalle Italia con la carica di amministratore delegato congiunto, Pierre Marin ha assunto (dal 21 dicembre 2012) la leadership unica dell'azienda. Marin continuerà nello sviluppo complessivo dei servizi, puntando sulle attività core, agency e capital markets con il supporto delle attività di valutazione, advisory e servizi tecnici. Cammino già intrapreso da tempo e del quale l'acquisizione, due anni fa, di Tétris, società general contractor di JLL, è una delle tappe più rilevanti sul fronte dei servizi integrati.

Nel Campus il pasto si paga con il cellulare

Ha preso il via il primo progetto italiano per la dematerializzazione del buono pasto cartaceo grazie all’utilizzo di tecnologia NFC.
Per rispondere adeguatamente alla crescente domanda di soluzioni innovative nelle transazioni, Edenred, leader di mercato ed inventore del Ticket Restaurant®, ha promosso, insieme all’Osservatorio NFC & Mobile Payment del Politecnico di Milano, la sperimentazione di Ticket Restaurant Mobile, applicazione che offre all’utente l’opportunità di pagare il pasto attraverso cellulare, senza la necessità di supporti cartacei o elettronici.

80 utenti coinvolti nel test

Partner dell’iniziativa Research In Motion (RIM), l’azienda produttrice degli smartphone BlackBerrry, Ingenico Italia, leader nelle soluzioni di pagamento elettronico e Reply, specializzata nella progettazione e implementazione di soluzioni basate su i nuovi canali di comunicazione e media digitali.

La fase di test coinvolge circa 80 utenti di un importante Campus milanese, dotati di smartphone BlackBerry Curve9380 che potranno sperimentare nel corso dei prossimi sei mesi la nuova applicazione all’interno di una rete di 60 esercizi commerciali (bar, ristoranti e market) convenzionati nel perimetro dell’ateneo e attrezzati con Pos Ingenico iCT250 con lettore contactless iST150. In questo modo sarà possibile pagare il conto in velocità, senza premere alcun tasto, semplicemente avvicinando il cellulare al lettore contactless in dotazione all’esercente ed effettuare la transazione in meno di tre secondi.

Nuovi strumenti di geolocalizzazione

Ticket Restaurant Mobile, inoltre, offre nuovi strumenti di geolocalizzazione dei locali convenzionati e servizi aggiuntivi per l’utente. Sarà infatti possibile monitorare lo stato delle proprie transazioni, effettuare una ricerca degli esercizi commerciali presenti nelle vicinanze e visualizzare la mappa per raggiungerli grazie al “Cerca Locali”.

Condivisione sui social network

Inoltre, l’applicazione consentirà la condivisione di informazioni e recensioni sui locali: grazie alla funzione “Social” sarà infatti possibile votare il proprio locale preferito o invitare a pranzo i propri amici. In più, gli utenti avranno accesso ad una piattaforma dedicata all’alimentazione ed alla forma fisica, con consigli nutrizionali personalizzati e suggerimenti elaborati dagli esperti di Pausa Mediterranea, programma nutrizionale promosso da Edenred per favorire abitudini corrette e salutari in pausa pranzo.

MEGGLE ITALIA: LA SCELTA DI INVESTIRE NELLE PERSONE E NELLA QUALITA’ DEI PRODOTTI


La crisi ha portato un clima negativo in tutti i settori con la minaccia di assistere a cambi repentini sia nella gestione di aziende che, più in generale, nelle logiche di gestione del mercato.


Per fortuna vale anche non generalizzare. Meggle Italia, azienda commerciale di riferimento per i marchi Meggle e Alpenmilch distribuiti in Italia nel comparto lattiero-caseario, ha infatti proseguito il suo percorso di crescita coerentemente alla strategia che persegue dal suo arrivo a Verona nel 2004: investire sulla qualità dei prodotti offrendoli sul mercato al giusto prezzo, grazie anche a una strategia di posizionamento dei brand, e investire su personale dipendente qualificato, stimolato a contribuire alla crescita dell’azienda.


“Non vorrei definirle scelte coraggiose”, afferma Roberto Bechis, amministratore delegato di Meggle Italia, “ma piuttosto solide convinzioni derivate dalla realtà produttiva che rappresentiamo: il Gruppo Meggle, azienda di produzione tedesca nata in Baviera che quest’anno ha tagliato il traguardo di 125 anni”.


L’Italia sta diventando per il Gruppo un riferimento commerciale sempre più importante. La conferma che Meggle Italia è un’azienda in forte crescita ed espansione non si esprime solo attraverso le confortanti cifre economiche - un fatturato di 20 milioni di Euro che si traduce in un + 40% sul 2011- ma anche nella struttura che oggi la rappresenta: una filiale di 15 dipendenti organizzata in reparti competenti ciascuno per il proprio ambito operativo, amministrazione, logistica, marketing e ufficio vendite.


“Siamo attenti a recepire le richieste del mercato”, prosegue Roberto Bechis, “per questo il 2012 ha portato una novità assoluta nella nostra gamma burro in risposta alle esigenze di un consumatore sempre più attento alle caratteristiche del prodotto che acquista: Meggle Butterfly è infatti il primo burro leggero con metà grassi, senza lattosio e senza ingredienti che prevedano aggiunta di glutine.”


L’assortimento dei prodotti Meggle è sempre più completo e a copertura di segmenti di mercato ancora poco presidiati come il biologico, senza glutine e senza lattosio.


Meggle rimane il brand leader a rappresentanza di tutti i prodotti derivati dal latte, il marchio austriaco SalzburgerLand differenzia la gamma con i prodotti freschi lavorati dalla cooperativa di produzione austriaca che ha sede a Salisburgo; vi è inoltre un brand dedicato ai prodotti vegetali e non ultime le private labels che attualmente incidono il 10% sui volumi totali commercializzati dall’Azienda.


L’entusiasmo appare giustificato quando si trova una formula vincente che risulta dal binomio prodotti e persone uniti dal denominatore della qualità. E non può che tradursi in una sana crescita, guardando al futuro con maggior serenità e motivato ottimismo.



www.meggle.it



INFO PRESS
Chiara Russo
Studio Monika Carbonari
Tel. 049/775020 - Fax 049/8072022
chiara.russo@studiomonikacarbonari.it


CONSORZIO PATATA ITALIANA DI QUALITA’

Selenella, la patata 100% italiana prodotta nelle campagne bolognesi, può vantare eccellenti standard qualitativi grazie ai severi disciplinari di produzione adottati dal Consorzio Patata Italiana di Qualità, per garantire un prodotto buono, genuino e autentico.


“Selenella – spiega Giuliano Mengoli, direttore del Consorzio - è un prodotto di qualità superiore, omogeneità qualitativa e rispondente a caratteristiche che solo un sistema organizzato può garantire. Il Consorzio, attraverso un rigoroso disciplinare produttivo che prevede tecniche di produzione integrata, garantito da certificazioni di prodotto e di filiera, assicura un prodotto controllato e sicuro in ogni fase della filiera. Il sistema aggregativo alla base del Consorzio – prosegue Mengoli - consente inoltre politiche d’investimento sulla marca, a supporto della sua ampia diffusione e successo sul mercato. A tale proposito, esempio ne è stata la recente campagna di marketing e comunicazione: Selenella è stata protagonista sulle maggiori reti nazionali con il nuovo spot televisivo, andato in onda nei mesi di ottobre e novembre, e sulla carta stampata, sia di settore che generalista”.




La società consortile, che oggi ha adottato il nome di Consorzio Patata Italiana di Qualità, al fine di rendere più trasparenti i valori di italianità ed eccellenza perseguiti dal gruppo, comprende 16 soci – tra cui 2 organizzazioni di produttori di patate, 4 cooperative e 10 commercianti privati – cui fanno capo all’incirca 320 produttori, per circa 50.000 tonnellate di patate.

Sperando di farLe cosa gradita, rimango a disposizione per necessità.

disalvatore@echocommunication.it



Il primo ricettario premium Despar in formato e-book

Dare informazioni e suggerimenti a chi ama la buona cucina, con ricette sfiziose e tradizionali, non troppo impegnative: questo l'obiettivo che Despar vuole centrare con questo primo e-book, disponibile gratis sulla pagina Facebook di Despar Italia al link: https://www.facebook.com/DesparItalia/app_394214650656598

120 ricette di aperitivi, antipasti e primi piatti
In questi ultimi due anni, infatti, la pagina Facebook dell'insegna ha visto una crescente partecipazione di pubblico attirato dalla passione per la buona tavola unito al dialogo con consumatori, molti dei quali hanno commentato e condiviso le ricette proposte da Chiara Barluzzi.

Alla base delle preparazioni, la linea Premium di Despar,che comprende il meglio della produzione alimentare italiana, per quanto riguarda materie prime selezionate, processi di lavorazione e controlli, a fronte di un rapporto qualità-prezzo interessante.
Nel ricettario sono raccolte 120 ricette tradizionali di aperitivi, antipasti e primi piatti, tutte rivedute in chiave personale con piatti originali che combinano i colori della natura con il gusto dei frutti della terra.

Barometro Crif: cresce la domanda di credito delle imprese

Nel corso del 2012 la domanda di credito da parte delle imprese italiane ha fatto segnare complessivamente un +1,8% rispetto all’anno precedente, a parità di giorni lavorativi, nonostante la chiusura negativa registrata nel mese di dicembre (-3%).
Questa evidenza emerge dal Barometro Crif sulla domanda di credito da parte delle imprese italiane, che secondo tutte le evidenze stanno  manifestando ancora l’esigenza del sostegno del credito anche se plausibilmente più per gestire l’attività corrente che per finanziare nuovi investimenti .

Individui ed aziende
Se si suddivide la domanda di credito tra Imprese Individuali e Società il trend risulta sostanzialmente analogo nel corso dell’intero 2012 con la differenza significativa proprio dell’ultima rilevazione mensile di dicembre in cui le Imprese Individuali hanno fatto registrare un decremento molto marcato (-9% rispetto al corrispondente mese del 2011) rispetto alle società che, pur in calo rispetto ai mesi precedenti,  hanno mantenuto un segno positivo (+2%).

Eataly: tre mosse per rilanciare consumi e qualità

In linea con la propria filosofia che unisce umorismo, qualità per il cibo a fronte di un rapporto corretto qualità-prezzo, Eataly lancia, dal 5 al 17 gennaio, in tutte e cinque gli store italiani (Torino, Bologna, Milano, Genova e Roma), La Manovra, iniziativa promozionale particolare, che si concretizza in tre mosse, differenziate per target.

Per tutti i consumatori

La prima è rivolta a tutti i consumatori con l'obiettivo di offrire un paniere di 60 prodotti di alta qualità, a prezzi fortemente ridotti, vicini a referenze più comuni, con un livello qualitativo minore. L'operazione, concordata con i "nostri amici produttori", come si legge sul sito, coinvolge diverse categorie di prima necessità (pane, pasta, passata di pomodoro, caffè, riso, yogurt naturale, aceto balsamico, olio, ecc).

Tutelare i pensionati

La seconda, che ha una durata più lunga (fino alla fine del mese), si rivolge direttamente ai pensionati: infatti, presentando alle casse di Eataly la tessera dedicata ai pensionati, si possono acquistare uno o più prodotti a condizioni agevolate.
La carta di Eataly per i pensionati, lanciata circa due anni a partire da Torino e quindi progressivamente inserita in tutta la catena, è richiedibile al box informazioni ed è gratuita.

Premio di consolazione per golosi e non solo
Infine, è previsto, che, nei ristorantini di verdure, pasta e pizza, salumi e formaggi, fritto, pesce e carne (ove presenti), la terza e ultima mossa prevede l'offerta di un dolce (il Tiratisù di Luca Montersino, firma storica di Eataly, nel mondo dei dolci) a patto di mangiare due piatti. Una soluzione per tutti, che non lascia l'amaro in bocca.

Terminale VX 675 di VeriFone omologato dal Consorzio Bancomat

Il nuovo terminale portatile VX 675 della linea VX Evolution di VeriFone ha ricevuto l'omologazione nazionale dal Consorzio Bancomat CB2.

Il device soddisfa i requisiti internazionali PCI 3.0, EMV 1-2 e nazionali Consorzio Bancomat per assicurare un elevato livello di sicurezza nelle transazioni.

Punti di vendita, consegne a domicilio, vendite porta a porta, pagamenti in taxi o direttamente al tavolo dei ristoranti, queste sono solo alcune delle possibilità offerte dal terminale wireless di ultima generazione VeriFone, con contactless integrato per pagamenti mobile e display a colori.

I BISCOTTI PLASMON REGALANO LE FIGURINE DISNEY PIXAR

Milano, 8 gennaio 2012 – Con l’anno nuovo ha inizio una grande promozione che Plasmon, insieme a Disney Pixar, dedica a tutti i bambini. La collaborazione tra questi due prestigiosi marchi, tanto amati dai piccoli, si svilupperà in sinergia con tre importanti eventi Disney: l’uscita di ‘Ribelle’ in dvd-blu ray, l’uscita di ‘Finding Nemo’ sempre in dvd-blu ray, e l’uscita nei cinema di ‘Monsters & co’.


Da gennaio ad aprile, infatti, in ogni confezione di Biscotto Plasmon si troveranno specialissime figurine Pixel Disney da collezionare.


La meccanica è semplice: consiste nel raccogliere 32 Biscocarte, che rappresentano i personaggi preferiti dai piccoli (Ribelle, Nemo, Monster & CO), all’interno di un Biscoraccoglitore, arricchito di divertentissimi giochi. Quest’ultimo sarà disponibile sia nei punti vendita, sia distribuito tramite diverse riviste Disney oppure richiedibile on line al sito www.plasmon.it.


L’attività verrà comunicata attraverso i punti di vendita con materiali ad hoc (piantane, locandine,portali e fasce copribancale), on line sul sito Plasmon (con un mini-sito dedicato e con l’ invio di dem e newsletter) e su quello Disney, con pagine pubblicitarie su alcune delle principali riviste Disney (Topolino, Le Principesse, Pixar Fun – Cars, Art Attack ) e tramite la confezione dei biscotti Plasmon stessi. Inoltre, sempre attraverso le riviste Disney saranno distribuiti 160.000 Biscoraccoglitori.


Il biscotto Plasmon, leader di categoria, è il prodotto icona dell’Azienda - n° 1 da più di 110 anni nella produzione di alimenti per l’infanzia - riconosciuto da tutti, dai più grandi ai più piccini; amatissimo per il suo gusto unico e la sua bontà inconfondibile, è il biscotto per l’infanzia più venduto in Italia, presente ormai da 4 generazioni, garanzia di qualità e massima attenzione agli ingredienti.


Ogni anno vengono prodotti in Italia, nello stabilimento di Latina, 2 miliardi di biscotti Plasmon che, se messi in Fila, coprirebbero 5 volte il giro del mondo all’equatore, per un peso totale pari a quello della Torre Eiffel.



Per ulteriori informazioni:


Luca Leoni - Barbara Giorgio
Ufficio Stampa Heinz Italia - Plasmon
c/o Seci
Foro Buonaparte 54, Milano
Tel. 0272001513 – Fax 0272020171


luca.leoni@seci1981.itbarbara.giorgio@seci1981.it


Sisa entra in Federdistribuzione

Il Gruppo Sisa si è associato a Federdistribuzione, l’organizzazione che coordina e rappresenta a livello nazionale la distribuzione moderna in Italia, riunendo le imprese distributive italiane operanti nei settori alimentare e non food.
Con l'ingresso in Federdistribuzione, Sisa diventa membro di Ada, Associazione distributori associati che rappresenta la Do all’interno della Federazione.

Per contare di più
La decisione di Sisa è coerente con la struttura e la presenza geografica del Gruppo, presente su tutto il territorio nazionale con circa 500 soci e più di 500 affiliati. Secondo Sergio Cassingena, Presidente di Sisa, "l'ingresso in Federdistribuzione testimonia la volontà di Sisa di contare di più nel circuito della Do e affermare cosi il suo ruolo di primo piano anche all’interno della Federazione che rappresenta l’universo distributivo italiano".

Cooperazione e sinergia
"Cooperazione, confronto e sinergie
–precisa Cassingena– sono fra i principali obiettivi alla base di
questa adesione, e saranno i nostri fattori chiave per imprimere un'ulteriore spinta al
comparto, sempre nell’ottica della qualità e della professionalità".

"Le relazioni con i consumatori e l’industria -prosegue Cassingena- e la conoscenza della realtà quotidiana nella quale operano i suoi associati, sono parte integrante del know-how di Sisa, che viene ora trasferito anche in ambito Federdistribuzione, dalla quale verrà attinto ogni stimolo per garantire, attraverso la presenza ai tavoli istituzionali, le migliori condizioni di servizio nei confronti del consumatore, anche alla luce delle nuove normative".

Coldiretti: italiani attendisti per il 2013 ma intanto fanno la spending review

In questi giorni si sprecano le promesse elettorali di epocali miglioramenti della nostra situazione economica e presumibilmente per i prossimi cinquanta giorni le sparate diventeranno sempre più mirabolanti. In realtà le famiglie tendono a crederci poco: per il 48% delle famiglie italiane la situazione economica è destinata a peggiorare nel 2013, per il 42% rimarrà la stessa, mentre per appena il 10% migliorerà.

La metà riesce appena a pagare le spese
Lo dice un’analisi Coldiretti/Swg sulle prospettive economiche delle famiglie italiane nel 2013. L’ottimismo degli analisti economici con la discesa dello spread non sembra -sottolinea la Coldiretti- trovare immediato riscontro nelle famiglie, che nel 51% dei casi dichiarano già adesso di riuscire a pagare appena le spese senza potersi permettere ulteriori lussi, mentre una percentuale dell’8% non ha un reddito sufficiente nemmeno per l’indispensabile. C’è però anche  un 40% di italiani che vive serenamente senza particolari affanni economici e l’1% che si può concedere dei lussi.

Si tira la cinghia
Il 53% degli italiani che ha rinunciato o rimandato gli acquisti di abbigliamento ed accessori, che si classificano come i prodotti dei quali si fa maggiormente a meno nel tempo della crisi. Sul podio delle rinunce insieme ai vestiti si collocano anche i viaggi e le vacanze, ridotti o annullati dal 51%, mentre il 48% ha ridotto o annullato le frequentazione di bar, discoteche o ristoranti. A seguire nella classifica del cambiamento delle abitudini di consumo c’è -continua la Coldiretti- l’acquisto di nuove tecnologie al quale hanno dovuto dire addio il 42% degli italiani, le ristrutturazioni della casa (40%), l’auto o la moto nuova (38%) e gli arredamenti (38%), ma anche le attività culturali (37%) la cui rinuncia preoccupa particolarmente in un Paese che deve trovare via alternative per uscire dalla crisi.

L'alimentare se la cava meglio
Da segnalare sul lato opposto il fatto che solo il 17% degli italiani dichiara di aver ridotto la spesa o rimandato gli acquisti alimentari, una percentuale superiore solo alle spese per i figli (9%).

Carrefour acquisisce i cash&carry di Lombardini

Alla fine di dicembre, Carrefour Italia e Gruppo Lombardini hanno raggiunto un accordo per l’acquisizione, da parte di Carrefour, di 6 cash&carry Gros Market di Lombardini. "Sono soddisfatto di questa acquisizione che ci permette di crescere in un mercato come quello dei cash&carry e di completare l'offerta delle nostre insegne nel territorio della Lombardia, dimostrando al tempo stesso la volontà di Carrefour di continuare ad investire in Italia”, ha dichiarato Giuseppe Brambilla, Ad di Carrefour che, con questa acquisizione si rafforza in Lombardia. I pdv, infatti, si trovano tutti in Lombardia nelle province di Milano (Cernusco e Cologno Monzese), Bergamo (Dalmine), Como (Montano Lucino) e Lecco (Costa Masnaga).

Futuro e dipendenti
L'operazione, che permette a Carrefour di operare con una rete totale di 20 pdv, si configura come un affitto di ramo di azienda che porterà, entro termini temporali già definiti, ad una completa integrazione con la rete di cash&carry Carrefour ad insegna Docks Market. Inoltre, è previsto che i 183 dipendenti, saranno integrati nelle nuove strutture. 

"Abbiamo trovato nel Gruppo Carrefour un interlocutore serio in linea per proseguire la tradizione del Gruppo Lombardini nel settore dell’horeca. Per noi è un altro passo molto importante per concentrarci sullo sviluppo della nostra rete discount di prossimità ad insegna LD", ha affermato Andrea Lombardini, Ad di Gros Market Italia.

Vicenda Bauli-Bistefani, i tempi della trattativa si allungano

A seguito dei numerosi articoli pubblicati negli ultimi tempi, Bistefani Gruppo Dolciario spa e Bauli spa comunicano di non aver ancora raggiunto un accordo definitivo in merito all'acquisizione da parte di Bauli dell'intero capitale sociale di Bistefani, proprietaria dei marchi Bistefani, Buondì, Girella, Yo-Yo, Ciocorì.
Le due società hanno pertanto deciso di prorogare la trattativa esclusiva per un ulteriore periodo di circa 30 giorni.
L'acquisizione da parte di Bauli dei marchi del portafoglio Bistefani determinerebbero una modifica sostanziale delle quote in gdo dei principali operatori del settore dolciario e ricorrenze.

Fast Retailing nella sua gamma intende diminuire la quota di produzione cinese

Allo stato attuale, circa il 70% dei prodotti venduti da Fast Retailing (Uniqlo)sono di fabbricazione cinese, ma questa situazione è destinata a contrarsi in quanto la società si sta espandendo a livello globale. Ciò significa che sarà necessario estendere la propria capacità di produzione ad aree anche lontane dalla Cina paese verso il quale è stato, per altro, annunciato un formidabile piano di espansione.

Obiettivo efficienza
Dietro questa decisione c'è l'obiettivo di abbreviare i tempi di approvvigionamento e cercare di attuare una filiera produttiva più efficiente sfruttando al meglio la dimensione di scala. Un portavoce di Fast Retailing ha così commentato "Non stiamo limitando i paesi presi in considerazione, quindi ci piacerebbe collaborare con un paese in grado di coniugare una maggiore capacità produttiva con una elevata qualità e tempi di consegna più brevi, con evidenti vantaggi costi-benefici".
Dunque per qualità e velocità, potrebbe essere preso in considerazione come fornitor anche il settore industriale italiano.

Lekkerland recluta due nuovi soci

A un anno dalla partnership con Sma-Auchan, Lekkerland, uno dei più importanti gruppi d'acquisto nel settore dolciario, con sede ad Assago (Mi), prosegue nel suo percorso di allargamento della compagine societaria e di rafforzamento sul mercato, con l'acquisizione, in qualità di mandatario, dei consorzi Sada e Cidd che hanno conferito a Lekkerland, dal 1° gennaio 2013, il mandato per essere rappresentati nei confronti dell'industria.
Il fatturato gestito crescerà di circa il 40%.

Crescita degli accordi nazionali 

I mandati, di durata triennale, permetteranno ai due gruppi di usufruire dei servizi e di farsi rappresentare nei rinnovi degli accordi con l'industria dalla centrale di Assago.
Nonostante la crisi del settore e il calo dei consumi, il 2012 si è chiuso per Lekkerland in positivo su tutti i fronti, con l'aumento di fatturato (+3%) in controtendenza al mercato alimentare. Lekkerland ha triplicato il numero gli accordi nazionali, e ampliato gli assortimenti dei cedi con un'estensione della gamma per migliorare il servizio al cliente.

Retailnews per reti commerciali

ReatilNews test commerciale 1

Adm a Marca: sempre più Pl nei carrelli della gdo

Nel 2012 le vendite di prodotti a marca del distributore sono cresciute del 7,3% rispetto al 2011 raggiungendo una quota di mercato del 17%.
La diffusione della marca del distributore non è omogenea in tutta Italia: infatti un terzo delle vendite totali (35,7%) si concentrano nel Nord Ovest, al secondo posto si posiziona il Nord Est, l'area che fa registrare la più alta penetrazione della marca del distributore, con il 18,8% di quota di mercato. Al terzo posto ci sono il Centro Italia e la Sardegna con una penetrazione della marca del distributore del 18,6%, mentre al Sud la penetrazione è ancora contenuta.

La ricerca
Sono solo alcuni dati - Fonte SymphonyIri Group, elaborazione di Guido Cristini, Università di Parma - che saranno presentati il 16 gennaio 2013 nel convegno Adm (Associazione Distribuzione Moderna), che aprirà la due giorni dedicata al mondo della marca del distributore "Marca", organizzata da BolognaFiere.

Gli italiani si fidano
Gli italiani si fidano della marca del distributore quando comprano prodotti alimentari "confezionati" e "freschi", che rappresentano il 31,3% e il 24,6% delle vendite a marca del distributore. Si risparmia mantenendo la qualità anche per la "cura della casa" e per prodotti che sono la base dell'alimentazione mediterranea come "frutta e verdura", che generano rispettivamente il 10,4% e il 10,1% delle vendite. A seguire, più di un prodotto "surgelato " su quattro è a marca del distributore, con una quota di mercato del 25,8%. I consumatori si fidano dell'insegna della gdo anche quando si tratta dei loro amici a quattro zampe, nel Petcare infatti la marca del distributore ha una quota di mercato del 22,4%.

Turiddo Campaini lascia la carica di vicepresidente Mps

È quanto si legge in una nota apparsa sul sito di Mps: Turiddo Campaini era stato nominato vice presidente dall'assemblea dei soci in aprile.
Secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, Campaini, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze (che detiene il 2,727% di Banca Mps), si sarebbe dimesso per ''motivi personali'' legati alla volontà di disporre di più tempo ed energie per affrontare gli impegni nella cooperativa. Rimarrebbe comunque immutata da parte di Campaini la ''piena fiducia'', sempre secondo quanto si apprende, nei vertici dell'istituto.

Liberalizzazione orari: la sentenza della Consulta piace a Federdistribuzione

Cobolli Gigli presidente di Federdistribuzione
"Esprimiamo soddisfazione per la sentenza depositata ieri dalla Corte Costituzionale che conferma la piena liberalizzazione delle aperture domenicali e festive dei negozi introdotta dalla legge Salva Italia". Questo il commento di Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, alla sentenza della Corte Costituzionale, che si è pronunciata sui ricorsi presentati da alcune Regioni (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto) contro l'art. 31 della legge Salva Italia, ritenuto dalle ricorrenti invasivo della competenza legislativa regionale in materia di commercio.

Respinti tutti i ricorsi
La sentenza della Corte Costituzionale respinge tutti i ricorsi affermando la piena legittimità dell'art. 31 della legge Salva Italia, perché, come motiva la Consulta, è emanato a tutela della concorrenza, materia di competenza esclusiva del legislatore statale al quale "è consentito intervenire anche nella disciplina degli orari degli esercizi commerciali” qualora vi sia l'opportunità di garantire la tutela della concorrenza che comprende le misure dirette a promuovere l'apertura di mercati o ad instaurare assetti concorrenziali, mediante la riduzione o l'eliminazione dei vincoli al libero esplicarsi della capacità imprenditoriale e alle modalità di esercizio delle attività economiche.

Vantaggi per i consumatori
In merito alla liberalizzazione la Consulta precisa che "l'eliminazione dei limiti agli orari e ai giorni di apertura al pubblico degli esercizi commerciali favorisce, a beneficio dei consumatori, la creazione di un mercato più dinamico e più aperto all'ingresso di nuovi operatori e ampia la possibilità di scelta del consumatore".

Experian: in Gran Bretagna i debiti non pagati sono a quota 5,8 miliardi di euro

Ammontano a 4,7 miliardi di sterline l'anno, pari a quasi 5,8 miliardi di euro, gli insoluti delle aziende britanniche che chiudono volontariamente, ossia senza fallire. La stima è di Experian, società di riferimento nei servizi informativi per il credito, e rappresenta il primo tentativo di analizzare il fenomeno delle aziende non tecnicamente fallite, ma che chiudono lasciando buchi pari spesso a 1,5 volte i valori presi normalmente come riferimento.

Analisi decennali sui bilanci

Experian ha incrociato le banche dati dei bilanci di tutte le aziende britanniche che hanno chiuso volontariamente dal 2000 a oggi. L'analisi ha rilevato che ogni anno il 13% delle aziende che ha cessato l'attività senza ricorrere a procedure concorsuali presentava, prima della chiusura, debiti superiori al patrimonio netto: situazione che annulla la possibilità, anche vendendo tutto, di saldare completamente il dovuto a fornitori e creditori.

Oltre 300.000 chiusure

Nel solo 2011 l'ammontare dei debiti non onorati dalle 300.000 aziende britanniche che hanno chiuso volontariamente (e quindi in grado, apparentemente, di saldare gli impegni) sono arrivati a sfiorare, in valore, la metà di quelli delle 21.000 aziende fallite, stimati in 11,7 miliardi di sterline.

Fenomeno sottovalutato

Secondo Experian il fenomeno meriterebbe maggiore attenzione, e non solo nel Regno Unito, perché accresce del 50% le stime delle perdite subite da creditori e fornitori in seguito a chiusure. Tali perdite sarebbero più basse se le stesse imprese si preoccupassero di capire che cosa sta avvenendo ai loro debitori, utilizzando con maggior frequenza, e meglio, i servizi di informazione commerciale e creditizia.

Saturn, nuovo megastore nella Stazione Centrale di Milano

Da venerdì 21, Saturn inaugura il suo diciannovesimo pdv (l'ottavo in Lombardia) all'interno della Stazione Centrale di Milano, location storica per la città, da cui ogni anno transitano oltre 150 milioni di passeggeri.

Nuovo format

Nei quattro piani espositivi, collegati tra loro e sviluppati su oltre 2.500 mq, è stato messo a punto un format basata su una shopping experience ritagliata sulle esigenze del consumatore in transito, con grande spazio dedicato alle tecnologie mobile e a soluzioni che permettano di "toccare con mano" i contenuti contenuti tecnologici più innovativi.

L’apertura del megastore ha permesso di riportare alla ricchezza originale una parte significativa dell’edificio in stile anni ‘30, recuperando marmi, componenti architettonici ed artistici di un immobile storico.

Per la sola risistemazione dei locali, l’azienda ha investito oltre 4 milioni di euro.

Partnership con l'industria

Molte le collaborazioni con l'industria di marca: solo due shop-in-shop (Vodafone ed Apple), ma molte esposizioni e soluzioni innovative per mostrare, praticamente, le innovazioni tecnologiche. Tra le partnership importanti, da sottolineare quella con Philips Lighting, che, oltre ad avere uno spazio proprio dedicato al benessere, ha collaborato alla progettazione ed implementazione del sistema di illuminazione a LED per fa rivivere sotto una nuova luce la Stazione Centrale di Milano.

In esclusiva da Carrefour il brand della bellezza Les Cosmétiques

Les Cosmétiques è la private label del Gruppo Carrefour per la profumeria e la cosmetica.
Il marchio racchiude ad ombrello le category profumeria, come creme corpo, solari, curativi labbra.
La gamma è composta da 300 prodotti, studiati esclusivamente sulle esigenze di Carrefour e venduti in tutti gli iper, i supermercati Carrefour Market e i negozi di prossimità Carrefour Express.

Cinque linee
Les Cosmétiques Design Paris comprende cinque linee.
Essentials, linea di prodotti base dedicata alle fan del minimalismo; Nectar of Nature per chi preferisce la bellezza al naturale e le formulazioni ottenute da estratti di piante e olii essenziali; Science per le donne più attente all'efficacia di prodotti innovativi che uniscono hi-tech e low cost; Pro's il make up professionale per la bellezza quotidiana, che si declina in Pro's Couture il trucco per le serate speciali e infine Ultimate, in arrivo nel 2013, per chi ricerca solo prodotti top dalle formulazioni esclusive.
I prodotti sono stati sviluppati da laboratori europei e hanno superato test rigorosi di tollerabilità.

SizeItaly prende le misure agli italiani partendo dalle Gallerie Auchan

Presentato ad Ancona il progetto SizeItaly, rilevamento antropometrico della popolazione italiana che contribuirà alla ridefinizione delle taglie e delle misure dei capi d’abbigliamento di grandi marchi internazionali. Lo studio, promosso dal gruppo tedesco Human Solutions Assyst, con sede a Francoforte, partirà ad aprile dal punto di vendita Auchan all’interno del centro commerciale Cònero, nella zona industriale Baraccola di Ancona e farà tappa in dieci regioni d’Italia.

Body scanner
Ad Ancona, verrà installato un body scanner con tecnologie 3D che in dodici secondi sagomerà i dati antropometrici delle persone che vorranno partecipare, dopodiché, verrà creato un database in tempo reale, con dati immediatamente recepiti dalla sede centrale di Monaco e consultabili sul portale International High Size, attualmente in fase di costruzione.

Fashion incentive ai partecipanti

La location scelta per l’avvio del progetto registra circa 350.000 presenze di utenti al mese ed è stata scelta in partnership tra il Gruppo Auchan e il Centro Sperimentale Design dell’Istituto Poliarte di Ancona. Yamamay, brand partner dell’evento, regalerà ai partecipanti a titolo di incentive l’intimo utilizzato durante le misurazioni.

Coinvolte le Università
Al progetto collaborano l’Università di Torino, Cattedra di antropologia, l’Università di Urbino, Facoltà di Scienze Motorie, le Gallerie Commerciali Auchan di Ancona e numerose aziende della moda e dell’ergonomia tecnica, tra cui Yamamay e Nolan.
Nel 1990 l’ultima rilevazione
L’ultima rilevazione antropometrica della popolazione italiana risale al 1990 e fu avviata dal Centro Sperimentale Design Poliarte insieme con l’Università di Torino.

I dati servono alla definizione degli standard Uni e Iso
"I risultati scientifici del rilevamento antropometrico effettuato nel 1990 -spiega Giordano Pierlorenzi, direttore di Poliarte- sono stati utilizzati dai più grandi marchi in vari settori, da Fiat a Whirlpool alla Pirelli e hanno contribuito alla definizione degli standard Uni e Iso a livello mondiale". Size Italy segue a breve distanza l’esperienza di SizeGermany, analoga rilevazione effettuata in Germania con la Technische Universitaet di Berlino e il gruppo Extreme-Design.

P&G fa promozione cross category sui suoi prodotti

Prenderà il via il prossimo 27 dicembre in tutta Italia la nuova operazione a premi promossa da P&G denominata Valori di sempre. Acquistando 30 euro dei prodotti P&G tra i quali Dash, Ace, Mastrolindo, Swiffer, Viakal, Fairy, Ambi Pur, Gillette, Pantene, Herbal Essences, Olaz, Oral B, AZ, Gillette, Gillette Venus, Duracell e Braun (solo sui prodotti per la cura del corpo maschile e femminile e per la cura dei capelli) sarà possibile ricevere direttamente a casa un carnet di 16 buoni spesa del valore totale di 30 Euro.

L'aspetto interessante è che i prodotti sono presenti in diverse categorie e in questo modo il consumatore può diventare cosciente del fatto che quei marchi sono tutti di P&G e quindi arricchire la propria immagine.

Buoni spendibili entro fine novembre
I buoni potranno essere utilizzati entro il 30 novembre 2013 per successivi acquisti delle medesime linee ottenendo non solo prodotti a prezzi scontati ma anche la garanzia del valore di sempre delle marche P&G. "Da 175 anni P&G realizza prodotti di qualità superiore che aiutano a migliorare la qualità della vita dei consumatori -ha dichiarato Barbara Del Neri direttore brand operation di P&G-. Una iniziativa promozionale come Valori di sempre riteniamo sia un modo tangibile per ringraziare le famiglie italiane che, anche in questo periodo di difficoltà economica, non rinunciano alla qualità e al valore dei prodotti di marca."

TRE CONSIGLI PER UN ECOMMERCE SICURO

Successo di vendite online per il “Cyber Monday”, tenutosi lunedì 26 novembre. Secondo varie fonti infatti le vendite online hanno raggiunto straordinari risultati, soprattutto negli Stati Uniti.

ChannelAdvisor, che segue le attività legate all’e-commerce, ha valutato particolarmente positive le attività registrate sui siti di eBay e di Amazon, mentre IBM , che monitora le transazioni di 500 retailer americani, già alle 15.00 del 26 novembre ha registrato un incremento delle vendite del 25,6 per cento rispetto alla misurazione effettuata alla stessa ora l’anno precedente. Andamento positivo confermato anche dai dati di PayPal che hanno rilevato un volume di transazioni triplicato.

Un evento come questo richiede però particolare attenzione al tema della sicurezza: banche e negozi online si sono dovuti preparare all’eventualità di un aumento delle minacce informatiche e delle violazioni ai dati sensibili, mentre gli acquirenti online hanno dovuto prendere precauzioni extra per proteggere le informazioni personali.

Ogni giorno, gli utenti confidano nel fatto che i responsabili IT di aziende e governi che trattano informazioni critiche come i numeri di carta di credito prendano adeguate misure di sicurezza per proteggere i dati personali. Aumentare la consapevolezza dei potenziali rischi per la sicurezza è un passaggio fondamentale per riuscire a contrastare gli attacchi di hacker. Spesso, tuttavia, enti pubblici e privati devono rendersi conto che i rischi di esposizione alle minacce informatiche crescono esponenzialmente qualora vengano sfruttati indebitamente i privilegi peculiari dell’amministratore, a prescindere dal fatto che ciò avvenga all’interno o all’esterno dell’azienda.
Quest Software (ora parte di Dell) pone da sempre grande attenzione ai problemi che le aziende devono affrontare quando non possono controllare e monitorare adeguatamente l’accesso in modalità amministratore e gli utenti privilegiati.

Da un recente sondaggio condotto in occasione di The Experts Conference, un incontro annuale globale dei professionisti dell’IT co-sponsorizzato da Quest e Microsoft, è emerso che per metà degli intervistati il problema principale in ambito conformità riguarda la corretta gestione dei diritti di accesso degli utenti, incluso l’accesso per gli utenti privilegiati. In quest’ultimo caso, la sfida è ancora più grande quando vengono date agli amministratori “le chiavi del regno”, con ampi diritti di accesso a sistemi IT fondamentali.

Nel settore privato, uno sbaglio nella gestione dell’accesso alle informazioni e delle conformità degli standard di sicurezza si può tradurre in perdite economiche e controlli poco accurati che possono arrecare danni al brand stesso. Nel settore pubblico, gestire i diritti di accesso degli utenti è una scommessa la cui vittoria significa sconfiggere continue minacce in termini di sicurezza nazionale. Un nuovo report sviluppato per Quest da Enterprise Management Associates (EMA), identifica i controlli inadeguati agli accessi amministrativi come “il più grande gap di molte aziende per quanto riguarda l’IT”.

Il report “Perché dovreste prendere in considerazione la gestione degli accessi privilegiati (e cosa bisognerebbe sapere)”, esamina alcune delle scuse più comuni che le aziende forniscono per giustificare queste negligenze. La ricerca offre un’utile panoramica su come le moderne pratiche di PAM (Priviledged Account Management) e le corrispondenti soluzioni tecnologiche possano risolvere i rischi legati a una policy di controllo flessibile, a flussi di lavoro automatizzati e a una reportistica completa per migliorare la sicurezza, l’efficienza e ottenere conformità.

Inoltre, per aiutare ulteriormente i top manager ad evitare i più comuni rischi alla sicurezza, Quest mette a disposizione tre consigli pratici:

1. Assegnare responsabilità individuali in caso di attività degli utenti privilegiati
L’accesso in modalità amministratore condiviso e non controllato non è solo una cattiva idea: è uno dei modi più facili e veloci per esporre un’azienda a rischi inutili, specialmente dal momento che questi account privilegiati hanno tipicamente potere estensivo su sistemi IT operativi, applicazioni, database, ecc… Con account condivisi, ogni violazione alla sicurezza o alla conformità può essere tracciata solo all’account e non a un singolo amministratore che utilizza tale account.
Un approccio migliore al contenimento del rischio implica garantire agli amministratori i diritti di accesso solo ed esclusivamente per ciò di cui hanno bisogno e quando ne hanno bisogno. Le credenziali dovrebbero essere fornite solo in base alla necessità, insieme a un rapporto completo di chi le ha utilizzate, come e perché queste persone le hanno ricevute, chi ne ha approvato l’utilizzo, per cosa sono state utilizzate – e la password dovrebbe essere cambiata immediatamente dopo ogni utilizzo. La capacità di automatizzare e mettere in sicurezza l’intero processo è un modo efficace di gestire l’accesso amministrativo di un’intera azienda. Analogamente, il PAM è essenziale per consentire alle autorità competenti di lavorare efficacemente.

2. Implementare e rafforzare una strategia di sicurezza “con meno privilegi” per l’accesso amministrativo
Molti account degli amministratori di sistema, inclusi i root Unix, Windows o Active Directory admin, DBA ecc forniscono autorizzazioni senza limiti entro la portata del loro controllo e, qualora condivisi, possono aprire un varco ad attività maligne.
Un approccio più prudente consiste nello stabilire una policy che definisca chiaramente cosa possano o non possano fare ad ogni accesso gli amministratori (o chi ne ricopre il ruolo). Poiché questo processo può essere complicato e spesso difficile da applicare, Quest raccomanda l’implementazione di strumenti di delega granulare ottimizzati per le piattaforme previste e integrati con altre tecnologie PAM come la salvaguardia dei privilegi, l’autenticazione multifattore o il bridge Active Directory.

3. Ridurre le complessità di gestione degli account privilegiati
Una delle principali sfide a livello di PAM deriva dall’utilizzo di sistemi IT diversi, ognuno con caratteristiche ed esigenze uniche per quanto riguarda la gestione degli account privilegiati. Questo si traduce nell’utilizzo di tool specializzati e nell’attuazione di policy e pratiche ad hoc per controllare l’accesso agli account privilegiati. Sfortunatamente, questo approccio spesso complica il processo di controllo, rendendo difficile dimostrare che tutti gli accessi siano controllati e che i principi di “separazione dei compiti” siano stabiliti e rafforzati. Per questa ragione, consolidare sistemi diversi su una struttura identitaria comune crea un ambiente dove un singolo approccio PAM può essere rapidamente rafforzato con maggiore coerenza su segmenti di azienda più ampi, eliminando gli errori nati da complessità multisistema, riducendo il rischio e abbassando la spesa richiesta per la gestione di sistemi multipli. Inoltre, qualunque consolidamento delle capacità PAM sotto una gestione comune e un’interfaccia di reportistica fornisce efficienza migliorata.

Il report di EMA citato in precedenza indica che le aziende focalizzate sul raggiungimento di un alto livello di disciplina nella gestione del cambiamento e nella configurazione tendono ad avere risultati migliori, che si traducono non solo in una minore incidenza di episodi di minacce alla sicurezza, ma anche in una più elevata affidabilità IT, un minor livello di attività IT non pianificate, maggior successo nei cambiamenti a livello IT e un maggior numero di progetti IT completati in tempo e nel pieno rispetto del budget allocato.


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Galeries Lafayette lancia offerta per Printemps

La notizia è apparsa sul giornale Challenge. La fusione delle due catene creerebbe un grande operatore del format grandi magazzini che opererebbe in Europa, Medio Oriente, Nord Africa, Sud-Est, Asia orientale e Stati Uniti.

Galeries Lafayette ha iniziato a lavorare sull'affare dopo che Les Echos la scorsa settimana ha annunciato che il gruppo cinese Dalian Wanda avrebbe comprato volentieri Printemps se mai fosse  stata posta in vendita.

Recentemente Lafayette ci aveva già provato
Lafayette aveva fallito di acquisire Printemps quando nel 2006 fu venduta da Ppr a un consorzio guidato da Deutsche Bank per 1 miliardo di euro.
Nessuna delle parti ha commentato la vicenda, anche se Lafayette dispone delle risorse necessarie grazie alla recente vendita della sua partecipazione in Monoprix per 1,2 miliardi di euro. Durante il nostro Consumer & Retail Summit di ottobre era già girata voce che entro il 2013 Printemps sarebbe stata venduta e avevamo perciò chiesto a Vittorio Radice di Rinascente se la cosa potesse interessargli e la risposta fu (leggi news) che cera il vantaggio di conoscere bene almeno una parte della proprietà che,
fino all'anno scorso, era proprietaria anche di Rinascente.

Usa: mercato immobiliare in ripresa

Il mercato immobiliare statunitense si sta decisamente riprendendo, stando ai dati (a ottobre 2012) di Re/Max National Housing  e relativi a 52 aree metropolitane americane.

Aumenti
L'incremento delle vendite è stato del 17,8% rispetto a ottobre 2011, mentre il prezzo medio iniziale medio è aumentato del 2,1% rispetto alla media dello scorso ottobre, diventando così il nono mese consecutivo in cui i prezzi sono stati più elevati rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Il numero di immobili in vendita ad ottobre è calato del 28,9% rispetto allo stesse mese del 2011, fattore che contribuisce all'aumento dei prezzi.

"Possiamo dire che il 2012 è l’anno di svolta dell’immobiliare con aumenti significativi dei prezzi di vendita", ha dichiarato Margaret Kelly, Ceo di Re/Max, Llc. "La ripresa è però ancora fragile: se gli acquirenti qualificati potessero ottenere i mutui con più facilità e più case si rendessero disponibili sul mercato, potremmo aspettarci un'accelerazione del mercato per la primavera 2013”.

Transazioni in aumentano 
Tra le 52 aree metropolitane analizzate nel mese di ottobre, 48 hanno registrato un aumento delle vendite rispetto al 2011, e 40 hanno registrato addirittura il record di aumenti a doppia cifra, tra cui: Providence, RI 48,0%, Chicago, IL 44,0%, Albuquerque, NM +39,3%, Burlington, VT +37,0%, Wichita, KS +32,2%, Nashville, TN +31,5% e Charlotte, NC +31,3%.

Prezzo di vendita: tendenza alla crescita
Il prezzo medio (158.900 dollari) registrato nel mese di ottobre è diminuito del 3,7% rispetto a settembre, ma aumenta del 2,1% rispetto a ottobre 2011.
I prezzi stanno seguendo una tendenza tipica al ribasso in autunno e in inverno, dopo un picco nel mese di giugno. Tuttavia, i prezzi rimangono più alti rispetto allo stesso mese nel 2011. Delle 52 aree metropolitane intervistate un significativo 92% (corrispondente a 48 aree) ha registrato un incremento dei prezzi rispetto allo scorso anno, mentre 18 hanno visto guadagni a doppia cifra, tra cui: Phoenix, AZ +33,9%, San Francisco, CA +31,2%, Detroit, MI +26,3%, Boise, ID +24,7%, Miami, FL +22,0%, Seattle, WA +16,9%, e Tampa, FL +16,5%.

Diminuisce il tempo medio del "for sale"
I giorni medi sul mercato per le case vendute nel mese di ottobre sono stati 82 (la media dello scorso ottobre era 95). I giorni in media di mercato continuano a scendere in molti mercati a causa di un inventario molto basso. La media dei giorni sul mercato continua a cadere in molti mercati a causa della bassa disponibilità di immobili in vendita.
I giorni sul mercato sono il numero medio di giorni che intercorre dalla presa di incarico alla firma del contratto.

È online il quaderno di Logotel che parla di retail

Il Quaderno Making Weconomy si pone interrogativi partendo da aspetti come: potenziali clienti di catene alberghiere che “si mettono in proprio” e affittano a prezzi iper-competitivi i propri alloggi (è il servizio Airbnb, disponibile in 26.000 città di tutto il mondo e con un ufficio aperto in Italia da pochi mesi). Oppure potenziali clienti di catene di librerie che, nel momento in cui Fnac scappa dall'Italia, pubblicano direttamente le proprie opere sul Kindle di Amazon, arrivando a occupare una fetta del 20% del mercato dei best seller. O ancora potenziali clienti di catene di casalinghi o altra oggettistica che preferiscono far da sé e mettono in vendita su piattaforme web come Etsy.com le proprie creazioni “hand-made”. Per arrivare alla domanda: possiamo forse dire che il prossimo e più pericoloso competitor per molte aziende è proprio il loro attuale (o ex) cliente?

Il terzo Quaderno
È questa una delle tesi che emerge dalla pubblicazione del terzo Quaderno Making Weconomy a cura della service design company Logotel, intitolato Empowerment, Feedback, Gamification: c'era una volta il Retail? Una tesi dalle ricadute misurabili solo sul lungo periodo, certo, ma anche un alert molto concreto per quei settori le cui regole tradizionali appaiono oggi sempre più labili.

Retail in profonda trasformazione
Il report si concentra in particolare sui tre concetti-chiave del titolo, dipingendo un quadro dello stato attuale del retail in profonda trasformazione, in bilico tra crisi nera e opportunità più rosee. Se da una parte si stima che “un 30% del retail in circolazione potrebbe sparire perché semplicemente non serve più” per effetto dell'inarrestabile digitalizzazione in corso, dall'altra si offrono ai retailer possibili formule per riprogettare il proprio modello di business in tempo per non estinguersi.

Le soluzioni innovative di Tesco, Asda e Starbucks
Dal “modello Iceberg” per integrare la propria offerta di prodotti fisici con quella di servizi digitali, fino alle soluzioni innovative escogitate in campo internazionale da aziende come Tesco, Asda o Starbucks per offrire esperienze più ricche e coinvolgenti ai propri clienti. Il Quaderno arriva a stilare una sorta di modesta “costituzione” dalla quale partire per riprendere a produrre valore, anche in un contesto come quello italiano in cui, secondo gli ultimi dati Nielsen, l'84% dei consumatori ha modificato le proprie abitudini di acquisto nel corso dell'ultimo anno.

Retail collaborativo
Uno dei punti chiave più dibattuti è il retail collaborativo, un sistema aperto fondato sul controllo da parte del cliente di tempi e modalità di acquisto, una sorta di esperienza di gioco fondata sulla coopetizione e sull'ingaggio motivazionale dei consumatori. Se c'è un momento storico in cui il ritrito motto di vendita secondo cui “il cliente ha sempre ragione” ha mai avuto un senso di urgenza, è esattamente quello che stiamo vivendo. “If you can't beat'em, join'em”: e stavolta si parla proprio di clienti in fuga con i quali è indispensabile ricostruire una nuova relazione.


Scarica qui il quaderno
 

Il Centro Studi Lang propone il philantropy advisor per gestire la beneficenza

Il Centro Studi Lang di Milano offre la soluzione con un modello di beneficenza scientifica, la "strategic philanthropy" adottata da anni negli Stati Uniti. Siamo infatti nel 2011 al 104° posto nella classifica mondiale della beneficenza.
Soffriamo, inoltre, di una eccessiva polverizzazione delle Onlus e delle iniziative filantropiche, di scarse agevolazioni fiscali concesse dallo Stato (solo il 10% del reddito con un massimo di 70.000,00 euro).

Serve un piano strategico filantropico
"Serve un cambiamento, un salto culturale -spiega Tiziano Tazzi presidente del Centro Studi Lang- tenendo presente che è la stessa crisi economica a chiedere un intervento filantropico dei privati più strutturato, tanto più che il welfare istituzionale diviene sempre più debole. Fa riflettere che la classifica mondiale di Charities Aid Foundation vedeva l'Italia al 29° posto nel 2010, mentre siamo sprofondati al 104° posto nel 2011. La nostra proposta è quella di replicare in Italia il modello di beneficenza scientifica, o filantropia strategica, già sperimentato negli Stati Uniti".

Nasce la figura del philantropy advisor
Tra le iniziative del Centro Studi Lang va sottolineata l'istituzione di
un corso per la creazione della figura del philantropy advisor, cioè
dello specialista che può operare anche all'interno di società o
organizzazioni per un approccio scientifico all'attività sociale o di
beneficienza.

Progetti come motori di miglioramento
I progetti sostenuti dalla beneficenza per il Centro Studi Lang devono essere concepiti come "motori di miglioramento", quindi devono essere riproducibili a vari livelli, creare nuove opportunità, duraturi nel tempo, capaci di andare alla radice del problema cercando la rimozione delle cause. La filantropia per essere strategica deve essere guidata da ricerche focalizzate, progettazione creativa, strategie di provata efficacia, esecuzione accurata ed approfondito follow-up al fine di conseguire i risultati previsti.

Criteri base della beneficienza scientifica
I criteri di base della beneficenza scientifica sono così riassumibili:

- Puntare a finanziamenti pluriennali, senza temere l'aumento delle spese generali;

- Programmazione scientifica degli interventi nel lungo periodo;

- Puntare al "Finanziamento Razionale", cioè erogare più per i risultati misurabili che per le attività organizzative di realizzazione;

- Fornire consulenza strategica, formazione e talent management;
- Individuazione di quei fattori capaci di rimuovere le cause e moltiplicare i benefici; prevedere l'impatto sulla comunità su cui si interviene;

- Attuare una precisa rendicontazione periodica dei risultati.

Centro Studi Lang
Ha sede a Milano ed è stato creato dalla Fondazione Lang Italia, istituita nell'ottobre del 2010 per volontà di un filantropo milanese. Attività: l'offerta di consulenza strategica a sostegno di Fondazioni, banche, aziende, etc; l'organizzazione del 1° programma di executive education in Filantropia Strategica, (Gennaio-Marzo 2013); lo sviluppo e la promozione di strumenti di intervento, come la venture philanthropy e l'impact investing; attività di ricerca (indagini, studi e valutazione delle iniziative filantropiche secondo il modello 3C&4P); l'attività di divulgazione al pubblico (pubblicazione di ricerche, libri e traduzioni, e organizzazione di convegni e tavole rotonde).

I membri del comitato scientifico
Pietro Guindani, presidente Vodafone Italia; Salvio Vicari, Università Commerciale Bocconi; Mario Morino, presidente di Venture Philantrophy Partners e del Morino Institute di Washington, Usa; Paola Cutaia, fondatore e direttore di np3 - strategie, organizzazione e innovazione per il non profit; Vittorio Terzi, senior director Mckinsey and Company; Padre Piero Masolo, Pontificio Istituto Missioni Estere Pime; Maurizia Iachino Leto di Priolo Presidente Oxfam Italia; Mario Molteni, Università Cattolica del Sacro Cuore; Roberto Pontremoli, Consiglio nazionale Aida - Ass. Internazionale Diritto Assicurativo; Patrizia Ravaioli, Direttore Generale Croce Rossa Italiana.
Presidente Centro Studi Lang: Tiziano Tazzi (presidente di Ami Trustee).

Zalando continua il boom e raddoppia il fatturato rispetto al 2011

I dati di fatturato (al netto dei resi) di Zalando raccontano di una crescita che passa da 6 mil di euro nel 2009, ai 150 milioni nel 2010, (+2.900%),  510 milioni nel 2011, (+ 240% rispetto all'anno precedente). Per il 2012 previsto un raddoppio (+100%) rispetto all'esercizio del 2011, dopo i primi 6 mesi infatti il fatturato si attesta sui 471 milioni di euro.
Ottimi i risultati messi a segno mano a mano, dalla nascita nel 2008.

Partito da pochi brand
Da portale di vendita di pochi brand ma già selezionatissimi, Zalando ha continuato la sua espansione in Europa, potendosi anche potenziare sul fronte dell'offerta in termini di estensione merceologica e qualitativa.

Strategia comunicativa Ok
Vincente anche le strategia comunicativa adottata che ora, oltre a campagne stampa e tv, prevede la realizzazione di un vero e proprio magazine pubblicato in Germania, Austria, Svizzera, Francia e Paesi Bassi con cadenza trimestrale e che fornisce ai clienti informazioni sul mondo del fashion, svelando i must-have del momento e offrendo consigli di professionisti e interviste esclusive.

Ogni 3 mesi vengono stampate circa 1,5 milioni di copie, disponibili all'interno dei pacchi Zalando oppure in hotel esclusivi e locali selezionati, ma ovviamente può anche essere scaricato dall'AppStore in una versione contenente materiale extra, come ad esempio video Making Of e animazioni pensate per rendere l'eMag più interattivo.

1.000 giovani dipendenti: età media 27 anni
Tutti passi che hanno permesso di offrire lavoro perlopiù a giovani:
Zalando è la vera testimonianza di un forte impegno nel sostenere
l'impiego giovanile. Tra le aziende tedesche di dimensioni analoghe
Zalando è probabilmente la più giovane, con un'età media di soli 27
anni.
Il team è formato da oltre 1.000 collaboratori immersi in un ambiente dinamico e volenterosi di dimostrare ciò che un team così giovane può ottenere.
La creazione di posti di lavoro a seguito delle aperture dei magazzini di Brieselang e Großbeeren rappresenta una storia di successo: dopo l'apertura di Brieseleng il livello di disoccupazione dell'area è notevolmente calato, e il nuovo magazzino di Erfurt, la cui apertura è prevista all'inizio del 2013, offrirà posti di lavoro ad altre 1.000 persone.

Il concept punta ad agilità e fruibilità
Afferma infatti Matteo Bovio, pr manager Zalando Italia, a Modaonline: "Il nostro concept sta riscuotendo grandi riscontri positivi. Cerchiamo di offrire un servizio agile e fruibile, nell'obiettivo di soddisfare al meglio le esigenze e le aspettative della clientela. Vogliamo offrire sempre più un'offerta di qualità: è infatti da poco disponibile la sezione Premium, che vanta 200 brand tra marchi esclusivi e designer emergenti e comodità di utilizzo. Una scelta che si allarga ora anche a quella dedicata alla casa, dove offriamo una sezione destinata ad oggetti di arredo e raffinati elementi decorativi. Zalando significa soprattutto offerta di placement destinato ai giovani. Siamo infatti quasi tutti sulla trentina d'anni".

Calzature e abbigliamento che seguono il trend
Categorie merceologiche via via arricchite, passando dalle sole calzature all'abbigliamento e agli accessori, e un best customer service: questi i punti chiave dell'offerta Zalando.
Del marzo 2012 è il lancio della Zalando Collection, la linea disegnata dal team di designer di Zalando ed è pensata per donne con gusto per il fashion e orientate e uno stile personale. Il team di designer si è ispirato ai diversi trend delle passerelle e li ha tradotti in look indossabili ogni giorno e organizzati in una collezione comprensiva di abbigliamento, scarpe e accessori per donna e ora anche per uomo.

Focus sui servizi di qualità
Sul fronte servizio per il cliente, la consapevolezza è che si possa sempre migliorare: i pagamenti sicuri, la procedura del reso facile e veloce, l'assistenza impeccabile. A inizio 2012 lo shop ha iniziato a offrire a brand e fornitori la possibilità di vendere i propri prodotti utilizzando Zalando come piattaforma.
Partner accuratamente selezionati e aventi i requisiti per essere inclusi nel programma, mantenendo in tal modo alti gli standard di servizio, scelti in base a criteri qualitativi, così da offrire ai clienti solo le occasioni e i prodotti migliori: i fornitori devono disporre di un buon assortimento, materiali grafici eccellenti e descrizioni di prodotto dettagliate, nonché un sistema di logistica che possa supportare il tutto.

95% di brand awareness
Zalando è con ampio margine il numero uno in Germania: in soli due anni ha infatti raggiunto una brand awareness del 95%. Secondo brand più popolare in Germania dopo Volkswagen, punta ora al resto d'Europa: ha già infatti aperto in Olanda a fine 2010, dove ha rapidamente raggiunto il 92% di brand awareness ed è diventato il più famoso e-commerce di moda del paese. Zalando è attivo attualmente in Italia, Gran Bretagna, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Francia, Svezia, Spagna. Le ultime aperture sono state in Danimarca, Finlandia, Polonia e Norvegia: nuovi paesi che pare proprio saranno ben presto seguiti da altri.

A Falconara il primo distributore a marchio Tamoil Simply

La nuova stazione di servizio a insegna Tamoil-Simply, la prima con questo marchio,  si trova  a fianco del centro commerciale IperSimply, a Falconara Marittima. Ha una superficie di 3.100 mq con locale ricovero per il gestore, ed è provvista di tre isole multi-prodotto, dove è possibile rifornirsi di carburante in modalità self service e pagare in contanti o con bancomat, carte di credito (Mastercard, Visa e Moneta) e mycard Tamoil.

Sulla linea del risparmio
"Il nuovo distributore Tamoil-Simply garantisce al consumatore il prezzo più basso della zona su benzina verde e gasolio -commenta Lorenzo Bertini, direttore regionale  Simply Italia- Con i continui rincari del prezzo del carburante abbiamo voluto dare un
segnale forte ai nostri clienti, investendo in un servizio che esula
dalla nostra attività fondamentale, ma che è in linea con il
posizionamento dell'insegna.  Come abbiamo fatto con le parafarmacie e i
libri di testo scolastici, anche con i carburanti vogliamo contribuire a
portare concorrenza nel settore, per trasferirne i benefici in termini
di risparmio alla clientela”.

Promozioni incrociate

Per la campagna di lancio, Simply propone una promozione incrociata fuel-for-food. Con un rifornimento di carburante di almeno 40 euro si ha diritto a un buono sconto da 3 euro da utilizzare per la spesa in uno dei tre punti di vendita della zona: IperSimply via Marconi e Simply viale Umbria a Falconara, e Simply via Maestri del Lavoro a Chiaravalle. È sufficiente fare acquisti per almeno 40 euro e presentare alla cassa la ricevuta del rifornimento di carburante, per risparmiare il 3 euro sul proprio carrello della spesa. 

Terzo impianto low cost
La stazione di servizio di Falconara è il terzo impianto di rifornimento carburanti low cost aperto da Simply Italia, al quale faranno seguito altri distributori non solo nelle Marche, ma anche in Lombardia e nel Veneto. Entro il 2013 saranno circa 15 i distributori a marchio Simply sul territorio nazionale. Obiettivo è far risparmiare tutti i clienti, dotando di distributori di benzina tutti i supermercati d'attrazione della rete.

Il mondo petcare-petfood di Purina crea una nuova esperienza di acquisto

Cani, Gatti & Co. è lo shop in
shop ideato da Nestlé Purina
nella categoria petcare. Carrefour Carugate
(Mi), partito a dicembre 2007,
è il pdv pilota e rappresenta uno step
molto significativo di TradeCare, la
strategia di Purina lanciata nel 2006 e
intesa sia ad alzare il livello di partnership
con la gdo sia a sviluppare il valore
della categoria che, infatti, grazie
anche a TradeCare è cresciuta del 6%.
L'aspetto interessante in Cani, Gatti &
Co. è l'ampio assortimento che implementa
un nuovo concetto di “petcare”,
con un cross category non solo per
alimenti e accessori, ma anche libri e
oggettistica collegata. Si intende creare
un vero e proprio mondo dei pet lover
(numericamente il 48% della famiglie
italiane) dove trovare risposta a qualsiasi
esigenza nutrizionale, di stile di
vita e di servizio, compresi cliniche,
pensioni, addestratori. Nestlé Purina
non intende limitare la strategia TradeCare
al solo petcare: sono in fase di
studio altre categorie, la prima delle
quali è quella delle acque minerali.

(1) Category management
La chiara segmentazione dell'offerta unita alla
complementarietà di prodotti e servizi rende
più stimolante l'esperienza di acquisto.
Purina ha registrato un aumento nel tasso di
crescita della categoria da +1,2% a +4,7%.

(2) Ricerca sui consumatori
Alla base di Cani, Gatti & Co. c'è Quality
Function Deployment, la ricerca di Purina
sul comportamento d'acquisto di 4.000 pet
owner per capire bisogni e comportamenti.

(3) Informazioni a richiesta
In alcuni segmenti, una serie di display offrono
informazioni di approfondimento sui
benefici dei prodotti rendendo la scelta
più consapevole.

(4) (5) Offerta specializzata
Le varie tipologie di offerta sono ben evidenziate
dai cartelloni posti sopra gli scaffali
che illustrano l'innovativa specializzazione:
igiene, lo chef consiglia, l'angolo
del divertimento, a passeggio insieme.

(6) Negozio ben riconoscibile
Cani, Gatti & Co. è uno shop in shop ben riconoscibile
anche da lontano grazie al colore
rosso dello sfondo delle gigantografie
e dei lampadari, oltreché delle immagini di
genere con focus sulla tenerezza.

(7) Il mondo dei cuccioli
La sezione cuccioli giova a creare un rapporto
particolare perché significa risolvere le
sue esigenze con il pet owner in una fase
critica della convivenza e quindi ansiogena

Aires: per il Natale 2012 la crisi non intacca il desiderio di novità

Forse parlare di previsioni che si tingono di rosa è eccessivo ma le ultime analisi sul mondo dell’elettronica di consumo dicono che questo Natale sarà meno nero di quanto si potrebbe pensare per i dettagliani. Le vendite dopo la ripresa estiva hanno fatto sgenare un timido segno più e anche l’indagine flash realizzata dall'Associazione dei dettaglianti Aires  dice che oltre metà delle persone che frequentano i negozi di elettrodomestici ed elettronica di consumo non pensa di spendere meno rispetto al 2011. Ad affermare che i soldi a disposizione saranno di meno è solo un terzo degli interpellati.

Confronti
Rispetto all’indagine analoga svolta nel 2008 (primo anno di crisi) c’è stato un deciso aumento di chi ritiene di non spendere meno dell’anno precedente (dal 46 al 56%) e una relativa diminuzione di chi pensa di spendere meno (36 contro 39%).
Meno di un terzo degli interpellati sostiene che il Natale non influenzerà i suoi comportamenti di consumo. Per quasi il 60%, invece, la festività sarà un’occasione per acquistare qualcosa per la famiglia, per se stessi, per la casa o per migliorare le sue dotazioni tecnologiche.

L'hit parade del desiderio
Fra gli oggetti del desiderio (quelli che la gente vorrebbe comperare se non avesse problemi di denaro) primeggia il tablet seguito a stretto giro da smartphone, televisore di ultima generazione e computer: complessivamente almeno il 70% dice di desiderare uno di questi oggetti.
I nuovi elettrodomestici sono nella lista dei desideri principalmente delle persone fra i 29 e i 45 anni che devono mettere su casa. Solo un sesto degli interpellati sostiene invece di non avere desideri.

CONVEGNO: GENERARE VALORE ATTRAVERSO IL FRESCHISSIMO


Marca Bologna Fiere
16 gennaio ore 14.30-16.30
Sala Gallery 25-26


Obiettivo dell’evento è fornire elementi di riflessione e strumenti operativi funzionali ad elevare la competitività nei reparti ortofrutta, macelleria e ittico.

Un’occasione per condividere e analizzare il comparto freschissimo alla luce della sua capacità d’influire sulla percezione d’insegna in termini di qualità e convenienza, favorendo la costruzione del rapporto fiduciario con il consumatore.

Modera i lavori Patrick Fontana di MARK UP


* Scenario di mercato ortofrutta, macelleria e ittico fresco
* Indagine consumer relativa al ruolo del freschissimo 
   nella GDO
* Best practice dal mercato inglese
  a cura di Salvo Garipoli e Raffaello Bernardi - SG Marketing


Tavola rotonda sui temi del comparto freschissimo
Partecipanti:


Francesco Cecere - Direttore Marketing Informatione Controllo Direzionale Coop Italia


Davide Marcomin - Responsabile Commerciale Area Freschissimi Sma


Gregorio Martelli - Direttore Acquisti Magazzini Gabrielli


Giuseppe Zuliani - Direttore Marketing Conad


Massimo Bragotto - Direttore Commerciale La Linea Verde


Paolo Laudisio - Direttore Bovinmarche


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Multicanalità in forte crescita

La multicanalità ottiene la maggioranza assoluta. L'Osservatorio 2012  realizzato da  Nielsen, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano, dice infatti che quest'anno si è registrata la svolta decisiva: da fenomeno relativamente di nicchia la multicanalità, che nel 2007, anno di fondazione dell'Osservatorio, toccava 15,7 milioni di italiani, a distanza di sei anni ora interessa il 53% della popolazione over 14.

E-commerce in grande crescita
Il fenomeno è dovuto soprattutto alla crescita sorprendente dell'e-commerce: ormai ben il 56% del campione ritiene  internet come un canale di vendita adatto alle proprie esigenze
personali.
Anche il vissuto degli acquisti online è in costante miglioramento: tra i primi connotati si
annoverano comodità (41% dei rispondenti con grado di accordo "molto") e convenienza
(27%), il cui percepito cresce di 3 punti rispetto al 2011, mentre assortimento
(29%) e shopping experience (18%) crescono di 4 punti. Sicurezza e post vendita,
invece, emergono come due dimensioni ancora fortemente migliorabili, sebbene anch'esse in
crescita rispetto al passato.

I prodotti cura della persona in testa
Facendo riferimento alle categorie merceologiche acquistate più frequentemente online,
accanto a quelle storicamente più affini al commercio elettronico emergono alcune novità interessanti: cresce sensibilmente l'abbigliamento, che si colloca al
secondo posto (il 29% di chi ha effettuato acquisti online ha acquistato in questa categoria,
contro il 33% che dichiara di aver acquistato ricariche telefoniche) e i prodotti per la cura della
persona, che rappresentano la prima categoria di largo consumo acquistata online.

Gaetano Puglisi è il nuovo direttore generale di Euronics Italia

La sua nomina, avvenuta all'unanimità nel Cda di Euronics, è legata al percorso professionale maturato nel mondo della distribuzione moderna e organizzata. Puglisi ha operato per molti anni in Procter & Gamble, poi è passato in Esselunga con il ruolo di direttore commerciale acquisti e marketing con competenze anche nelle funzioni di crm, layout del pdv e comunicazione. In Conad e Pam, da dove proviene, ha svolto ruoli di direzione commerciale acquisti/vendite e marketing, oltre alle responsabilità delle attività in store.


Federdistribuzione ritiene problematiche le norme in tema di appalti

La norma in oggetto prevede che prima di effettuare i pagamenti ai propri fornitori, l'impresa che commissiona l'appalto debba verificare il corretto adempimento degli obblighi fiscali da parte dell'appaltatore (versamenti Iva e ritenute sui redditi di lavoro dipendente).

Le imprese al posto dello Stato
Secondo Federdistribuzione questa normativa delega alle imprese funzioni di controllo fiscale proprie dello Stato, non tenendo in considerazione che le aziende private non dispongono degli strumenti di verifica necessari per farvi fronte. Inoltre, la disposizione rischia anche di compromettere i rapporti negoziali tra le imprese, creando un circolo vizioso in base al quale la difficoltà nelle verifiche da parte del committente implicherebbe il blocco dei pagamenti e, di conseguenza, la sospensione del servizio da parte dell'appaltatore.

Il rischio è di sospendere servizi essenziali
Le difficoltà di effettuare controlli circa i puntuali adempimenti fiscali dei propri fornitori rendono le aziende della gdo particolarmente esposte ai rischi sanzionatori della legge ed alla possibile sospensione di servizi essenziali per l'attività d'impresa. Le sanzioni, peraltro, non risultano neppure commisurate al valore dei contratti e all'entità della violazione.

Va bene la lotta all'evasione, ma senza aggravi per la gdo
L'auspicio di Federdistribuzione è che attraverso la legge di stabilità questa norma possa essere superata o comunque rivista nella logica di mantenerne l'efficacia contro l'evasione fiscale, ma di non aggravare le imprese con oneri impropri e adempimenti di difficile applicazione.

Sainsbury’s punta sull’abbigliamento venduto online

Burnley Roger, Ceo general merchandise, abbigliamento e logistica in Sainsbury's ha dichiarato al London Evening Standard: "L'abbigliamento offerto sul canale online è certamente qualcosa che abbiamo in mente. Ci troviamo in fase di studio, ma siamo ancora lontani dal prendere questa decisione. Stiamo, infatti, valutando questa opportunità in funzione dello sviluppo del brand Tu."
Burnley ha aggiunto che Sainsbury's intenderebbe implementare la collezione Gok for Tu sul canale online subito dopo che si verifichino buone performance di vendita.

Meno promo, più category è la richiesta delle aziende

Il grande mercato del vino veicola ormai
oltre il 60% delle vendite nel canale gdo,
dove anche nell'ultimo anno ha registrato
una “piccola crescita” (1,1% in volume)
grazie al buon andamento del segmento
più importante e dinamico: quello del formato
vetro da 0,75 lt, che con un peso sul
totale del 40% a volume, ma del 66% a
valore ha messo a segno una crescita prossima
al 5% in quantità e al 6% in valore
(dati IRI, totale Italia iper+super+lsp, a.t.
gennaio 2008), controbilanciando l'arresto
dei formati in cartone e il calo dei grandi
formati. Un risultato in massima parte dovuto
alle buone performance registrate dai
vini di qualità Docg, Doc e Igt presenti
sempre più numerosi sugli scaffali della
gdo, laddove i bianchi si evidenziano come
più performanti, ma i rossi continuano a
costituire il segmento più rappresentativo
in termini di volume/valore, ma anche in
considerazione dell'elevato numero di item
referenziati, ovvero dello spazio espositivo
dedicato.

● Il must: emergere dalla folla
“L'attenzione della gdo al comparto dello
0,75 Doc è sicuramente molto elevata
conferma Pierluigi Calcagnile, corporate
marketing manager Caviro con varie centinaia
di referenze presenti a scaffale, non
tutte però con rotazioni in linea con i desideri
del distributore: ciò accade principalmente
a causa dell'estrema frammentarietà
del mercato e della impossibilità da parte
del consumatore di fidelizzarsi a marche
che si alternano nei momenti promozionali
ed appaiono tutte uguali. Brumale, che
presenta nella sua gamma vitigni provenienti
da molte regioni italiane, nasce anche
per questo: una marca-ombrello per
dare al consumatore un preciso punto di riferimento,
con un marchio unico a garantire
vini di diversa provenienza. Per questo
oggi Brumale rappresenta una delle principali
realtà del mercato, con trend di crescita
molto superiori a quelli del comparto in
cui opera, ed è diventata una delle marche
di riferimento del settore”.
“Oggi il consumatore rimane smarrito di
fronte alla vastità dell'offerta presente sullo
scaffale vini ribadisce Giuseppe Colantonio,
marketing manager Citra Vini e per
quanto dedichi circa due minuti alla scelta,
non effettua un acquisto ponderato, ma
per lo più d'impulso. Di qui la scelta di
puntare su una politica di brand building,
attraverso un nuovo packaging impattante
e ben riconoscibile a scaffale. La visibilità
del marchio e delle etichette è essenziale per stimolare gli acquisti d'impulso, fidelizzare
il consumatore e garantire la presenza ed il
presidio capillare e continuativo dei nostri
prodotti nei pdv”.
Anche Fratelli Martini ha intrapreso da
circa un anno un progetto di valorizzazione
del proprio brand Casa Sant'Orsola, sia
per ciò che concerne il comparto vini sia
per quello degli spumanti. “Questo ha
comportato un ripensamento della politica
distributiva e della proposta assortimentale
dichiara il direttore commerciale Italia Luca
Buratti nonché dei canali attraverso cui
effettuare la distribuzione dei prodotti. Per
questo motivo il trend complessivo delle
vendite sul mercato Italia ha visto un consolidamento
delle posizioni in termini di
volumi anziché una crescita degli stessi. Il
progetto in corso vede Casa Sant'Orsola
posizionarsi nella fascia medio alta dello
scaffale, in particolar modo attraverso le linee
dei vini, che si posizionano sopra ai
5€, segmento coperto anche dalla maggior
parte degli spumanti proposti al mercato”.
Nuovo pack anche per Donelli Vini, che
per dare continuità al percorso di valorizzazione
del lambrusco, ha deciso di rinnovare
anche il marchio e l'immagine dei propri
prodotti. L'incarico è stato affidato alla
londinese Claessens International, realtà
leader nel branding per il settore beverage,
che ha creato un logo che coniuga storia e
tradizione con eleganza e modernità.

●Voglia di category
Del fatto che nessuna categoria meriterebbe
più del vino un approccio di category è
assolutamente convinto Fabio Nard, direttore
vendite Gruppo Italiano Vini, che
dichiara: “La sua enorme complessità, con
migliaia di referenze, centinaia di denominazioni
e svariate occasioni d'uso e abbinamenti
richiederebbero un approccio
scientifico nella costruzione dell'offerta e
nella sua proposizione a scaffale, a tutt'oggi
di difficile comprensione per il consumatore.
Vista in positivo, questa è un'enorme
opportunità per la categoria. Certo
richiede che si tenga un po' meno ai listing
fee e un po' più al margine complessivo
della categoria”.
“Oggi i trend sono sempre positivi commenta Lucio Gilli, direttore marketing
Gruppo Coltiva ma si dovrà intervenire
per razionalizzare gli spazi e semplificare la
lettura del mercato al consumatore. Tutto
questo anche attraverso una diversa attività
promozionale che oggi spesso monopolizza
la comunicazione sul prezzo a scapito di un
processo educativo che rimane alla base del
vero sviluppo qualitativo del settore. Per
questo, continuiamo a collaborare con la
gdo sui progetti di category, perché riteniamo
che una collaborazione trasparente
possa portare risultati
positivi per entrambi,
senza perdere
di vista i rispettivi
ruoli”.

●Prezzi in calo,
promo elevata
Un'altra area di
criticità evidenziata da molti competitor è
quella dell'elevata promozionalità. “Negli
ultimi 5 anni commenta Alessandro Rosso,
direttore commerciale Cavit il mercato
del vino ha subito una brusca frenata,
passando da incrementi a doppia cifra del
2002 e 2003, alle crescite limitate negli ultimi
due anni. A tutto ciò segue, invece,
un aumento del numero medio delle referenze
presenti negli assortimenti della gdo,
il che equivale a una continua erosione
della quota di mercato per il singolo produttore.
Il formato che evidenzia trend positivi
è quello delle bottiglie in vetro da
0,75 lt. Ma c'è da rimarcare che in questo
segmento, dal 2005 al 2007, si è assistito
ad una continua diminuzione del prezzo
medio a bottiglia. Le fasce di prezzo con le
migliori performance sono quelle tra 1 e
2€ e tra 2 e 3 €, dove peraltro la pressione
promozionale è ormai vicina al 50%.
Buono il trend delle referenze sopra i 5€,
anche se si tratta ancora di un segmento di
ridotte dimensioni. Strategicamente Cavit
ha cercato di posizionare i propri prodotti
in differenti fasce di prezzo, in modo di
dare risposte positive e propositive alla
gdo, ovvero al consumatore finale”.
“Nel segmento vetro 0,75 lt, una bottiglia
su due è venduta in promozione ribadisce
Nard (Giv) il che
non fa affatto bene
alla categoria. L'ideale
sarebbe ridurre
il numero
delle promo a favore
della qualità delle
stesse, anche perché
ad oggi i tagli
prezzo a scaffale, su facing di 2/3 referenze,
risultano quasi invisibili”.
“La leva promozionale è una tattica di vendita
molto usata, ma non basta chiosa
Gianni Battistin, responsabile vendite
La Marca maggiore segmentazione dei
prodotti per fasce di consumi e relativo posizionamento
di prezzo, per affrontare l'effetto
dei rincari e, per una parte di consumatori,
la maggior difficoltà all'acquisto di
prodotti non di prima necessità”.

●La forza del terroir
La strada dell'ottimizzazione dell'attività
promozionale attraverso la programmazione
di azioni mirate è quella prescelta da
Fontanafredda, azienda storica piemontese
di proprietà del Monte dei Paschi di Siena, che offre alla gdo una gamma composta di
ben 16 denominazioni piemontesi. “Il nostro
barolo è a scaffale a 15 € a bottiglia
spiega il responsabile marketing Roberto
Filippelli e proprio il posizionamento premium
garantisce a Fontanafredda la leadership
a valore nel segmento. Le nostre azioniu
di instore marketing, condotte da sommelier
professionisti, hanno l'obiettivo di
informare il consumatore sulle caratteristiche
del prodotto e dare suggerimenti su possibili
abbinamenti enogastronomici. Le nostre aree
di degustazione allestite con espositori in legno
e preziosi materiali di servizio, comunicano
eleganza, qualità e professionalità, caratteristiche
per noi fondamentali e connaturate
alla tradizione stessa di Fontanafredda”.
Punta con decisione sulla distintività anche
Sella&Mosca Commerciale (Gruppo
Campari). “Vogliamo uscire dalla mera logica
del taglio prezzo dichiara il direttore
gdo Italia Ferdinando Nardini per comunicare
e trasferire al consumatore l'originalità,
la storia, il territorio di provenienza,
l'importanza che i vitigni autoctoni (sardi,
ndr) rivestono per i vini Sella&Mosca. Le
nostre strategie di marketing puntano a salvaguardare
il posizionamento premium
price rispetto alla tipologia; diversificare
l'offerta per canale con etichette/linee dedicate;
incentivare il consumatore finale mediante
concorsi, co-marketing e attività instore
con leaflet informativi, degustazioni a
tema ed educational”.
Anche un'azienda con un forte legame con
il territorio come Cantina di Soave è per
vocazione orientata a valorizzare le Doc e le
Docg del territorio veronese, in particolare
il Soave e il Valpolicella. “Nel canale gdo,
che ormai pesa il 70% sulle vendite dell'azienda
spiega il direttore commerciale Sergio
Billi cerchiamo di qualificare la nostra proposta con la presentazione del prodotto,
in linea con le esigenze del consumatore
che desidera portare a tavola una bottiglia
che lo gratifichi anche dal punto di vista
dell'immagine; con il sostegno di attività
di in-store promotion, che intendono
far conoscere il prodotto al consumatore
con modelli di vendita assistita; con una
forte attenzione alla qualità. Quest'ultima
ci viene riconosciuta in particolare dalle
guide enologiche che premiano anche vini
disponibili negli scaffali del canale moderno.
Anche il prezzo rappresenta una variabile
di indubbio interesse, tuttavia le nostre
proposte non si affidano comunque mai al
prezzo come unica discriminante di scelta”.
“Siamo presenti in gdo con vini rossi e
bianchi della zona Doc Friuli Grave che si
posizionano su una fascia media di prezzo
spiega Daniele D'Angelo, responsabile
vendite Friulvini Ritengo che il rallentamento
del trend di mercato sia dovuto alla
congiuntura economica sfavorevole di questo
periodo in Italia, per questo è importante
riuscire a garantire il giusto rapporto
qualità/prezzo”.
“Produrre vini di qualità a basso costo è
estremamente complesso dichiara Alessandro
Lodico, della divisione marketing&
sales della pugliese Leone De Castris-
il nostro range di prezzo medio sullo
scaffale va dai 3,50 ai 7,50 €, per assicurarci
anche una fascia di consumo più quotidiano.
Naturalmente il vino, specie di
qualità, non si vende da solo. Per questo la
gdo dovrebbe proseguire sulla strada già intrapresa
di sostenere la comunicazione del
vino. Pensiamo per esempio a strumenti di
promozione come il cross category, che
propone l'abbinamento tra vino e prodotti
alimentari di qualità, o ad una formazione
specifica per gli addetti alla vendita nel reparto
enoteca”.

●Rossi, ma non solo
Azienda leader a valore nella tipologia verdicchio
dei Castelli di Jesi Doc Classico
con Titulus, inconfondibile nella bottiglia
ad anforetta in vetro verde, Fazi Battaglia
non trascura neppure i rossi. “Dal 2005
siamo entrati in gdo con il Morellino di
Scansano Doc della Fassati, azienda toscana
di nostra proprietà spiega Chiara Giannotti,
direttore marketing dell'azienda
marchigiana che in un anno ha raggiunto
i 100mila pezzi, un risultato che nel 2007
si è consolidato ulteriormente grazie al
+7% a volume messo a segno in d.o.”.
Anche Fontana di Papa, che da sempre
fonda il suo core business sul bianco del
Colli Albani, sta scoprendo la vocazione
del Lazio per i vitigni rossi. “La linea U, così
chiamata dal simbolo grafico presente in
etichetta che raffigura la silhouette di un
bicchiere spiega il direttore vendite Giovanni
Bartolozzi rappresenta la nostra
proposta alto di gamma. Si tratta di una linea
che comprende sia rossi sia bianchi caratterizzati
da un buon rapporto
qualità/prezzo”.
“I nostri risultati di vendita sono in linea
con i trend del mercato dichiara Gilli
(Coltiva) grazie a nuovi importanti progetti
come Bella Tavola, al consolidamento
dei nostri prodotti storici quali lambruschi
e frizzanti bianchi e al buon andamento dei
prodotti della cantina Moncaro, ormai leader
a volumi per il verdicchio e con trend positivi sui rossi marchigiani. Tra i prodotti
più performanti, da segnalare il Pignoletto
Doc, un vino ormai distribuito a livello
nazionale tipico delle nostre zone, al quale
abbiamo affiancato uno spumante Pignoletto,
nato con l'obiettivo di creare uno
spumante per tutti i giorni, che dopo pochi
mesi dal lancio ha già trovato una buona
accoglienza da parte dei consumatori”.

●Un cauto ottimismo

“La partenza di inizio anno è stata buona
sottolinea Massimo Benetello, direttore
commerciale Italia di Casa Vinicola Zonin-
ma siamo cautamente ottimisti, in
quanto stiamo andando verso una fase di
verifica dei prezzi, che dovranno subire un
ritocco verso l'alto a causa dell'andamento
dell'ultima vendemmia. Addirittura Unione
Italiana Vini e Assoenologi parlano di
una produzione di soli 45 milioni di ettolitri
rispetto ai 52 dell'anno precedente”.
“La vendemmia 2007, con la sua produzione
estremamente limitata, ha reso più
caro il costo del vino conferma Calcagnile
(Caviro) e, conseguentemente, porterà ad
una riduzione della profondità dei tagli
prezzo con conseguente innalzamento dei
prezzi ad un livello più in linea con gli altri
mercati europei, sia come prezzo a scaffale
sia nel momento promo. La competizione
si sposterà quindi più sulla qualità, e l'auspicabile
riduzione del numero delle referenze
sui pdv consentirà una maggiore
concentrazione sulle marche in grado di offrire
al consumatore il miglior rapporto
qualità/prezzo.

  IL PUNTO DI IRI  
 
Il trend dei rossi doc

■ Degli oltre 78,7 mio lt venduti dal vino rosso doc/docg in vetro
0,75 lt, oltre 69 sono attribuibili alla varietà fermo, mentre 9,3 a
quella frizzante. Per quanto concerne l'evoluzione delle vendite,
questa è più brillante per il fermo che presenta un trend del +2,5%
in volume e del 4,2% in valore. Anche la varietà frizzante è positiva,
ma con variazioni più contenute (+1,5% vol e +2,1% val).

■ Per area, quasi la metà delle vendite di rosso doc/docg in vetro
0,75 lt è sviluppata nel Nord-Ovest, area che presenta anche interessanti
trend di crescita (+4,5% in valore). Considerando i format
distributivi, quasi il 65% del sell out è realizzato nei supermercati,
che infatti trainano le vendite del segmento con un trend del
+4,1% in valore e del +2,6% in volume. Peso inferiore, ma dinamica
più interessante, per il libero servizio piccolo (da 100 a
399mq) che cresce sopra media: +6,2% val e +4,6% vol.

■ Le prime 10 referenze più altovendenti pesano soltanto il 10% a
volume come a valore sul totale mercato rossi 0,75 doc/docg. Tra
queste, 5 sono di Chianti, 2 di Morellino di Scansano, 1 di Lambrusco,
1 di Teroldego e 1 di Cannonau.
Ferdinando Galassi, Client Solutions Account Executive
IL

 
     

Alessandro Felici al vertice di Heinz

Heinz Italia comunica che, a seguito delle dimissioni di Stefano Clini per seguire nuove opportunità di carriera all'estero, il Cda ha nominato presidente e Ad Alessandro Felici, nato a Roma 42 anni fa, laureato in Economia presso l'Università la Sapienza.
Dopo una rapida e brillante carriera in Procter & Gamble, nella quale ha potuto sviluppare le competenze manageriali soprattutto di area commerciale, è entrato in Heinz Italia nel 2005 come direttore marketing, diventandone nel 2010 vice presidente e direttore generale.

Cinquantesimo di Heinz
"Il 2013 sarà l'anno del cinquantesimo di Heinz in Italia e la mia nomina coincide proprio con questa ricorrenza: si tratta certamente di una grande responsabilità, che per di più arriva in un momento particolarmente difficile per il Paese e per l'economia mondiale. L'affronterò con il massimo impegno. Heinz è un'azienda di grande successo, che da mezzo secolo agisce da protagonista nel nostro panorama industriale e mi adopererò, insieme a tutti i miei collaboratori, per incrementare e consolidare sempre più le nostre posizioni di market leader. Punteremo soprattutto sull'innovazione continua, la vicinanza al consumatore e l'eccellenza dei prodotti".

Breve storia di Heinz
Heinz è entrata in Italia nel 1963 con l'acquisizione del brand Plasmon, che ha arricchito negli anni con Nipiol e Dieterba.
Il Gruppo è leader nel nostro Paese nei mercati del baby food e del medical food, con linee di prodotti per nefropatici (Aproten) e per celiaci (Biaglut).
Ha un giro d'affari di 400 milioni di euro ed occupa 1.000 persone, distribuite nei due stabilimenti produttivi di Latina e Ozzano Taro (Parma) e nella sede di Milano.

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