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Il design fa la differenza nei pagamenti self-checkout

Un report di Ecr Retail Loss Group fa il punto sull’importanza della progettazione per evitare analisi errate e frustrazione ai consumatori quando fanno la spesa nei negozi della gdo

Il design è decisivo per evitare errori in fase di scansione, oltre che frustrazione nei consumatori. Si può sintetizzare così quanto emerge dalla ricerca realizzata da Ecr Retail Loss Group e intitolato Self-Checkout Loss: Three Ways to Rethink Sco (self-checkout, ndr) Design.

Gli analisti sottolineano come le perdite nel retail possano essere ridotte attraverso l’adozione di un approccio più strategico al design, grazie a un vero e proprio pensiero progettuale. Il report segnala infatti che un design povero può portare a scansioni erronee (se non addirittura di mancate), provocando nei clienti reazione negative che possono anche arrivare a lasciare quel punto di vendita per lo scarso livello di servizio del pagamento automatico, con il risultato di non incassare e "registrare" una vendita persa.

Evoluzione di mercato

Il mercato delle postazioni di self-checkout, quelle in cui i clienti possono autonomamente scannerizzare e pagare i prodotti acquistati, è in forte crescita con un Cagr annuo del 10,3%. Imponendo il distanziamento sociale, la pandemia da Covid-19 ha accelerato il suo processo di espansione, in particolare per quanto riguarda l’uso di pagamenti contactless e via cellulare.

Dunque, se le tecnologie Sco hanno dimostrato di poter migliorare la customer experience, offrendo al tempo stesso un vantaggio anche per i retailer in termini di miglioramento della produttività, esiste la possibilità che esse generino al contrario impatti negativi sulla profittabilità, creando discrepanze nell’inventario. Infatti, uno studio condotto congiuntamente in Europa e negli Stati Uniti da tredici imprese del settore retail, insieme a due fornitori di sistemi Sco, ha fatto emergere che un maggior uso di tecnologie di self checkout ha provocato un aumento nelle perdite.

 

La vision di Checkpoint

Partendo da questa analisi, Checkpoint Systems punta su una soluzione alternativa di etichette Rf, che permette di disattivarle solo quando il pagamento finale è stato confermato, il che significa che i prodotti non pagati attivano il sistema di allarme all’uscita.

Attraverso il posizionamento di sensori di disattivazione delle etichette Rf sulla bilancia peso nell’area buste, queste etichette possono essere disattivate tramite una sola operazione al ricevimento di un messaggio di conferma di avvenuto pagamento, attivato dal software Sco. Un sistema di questo tipo, sottolineano dall’azienda, garantisce una soluzione più sicura al retailer, pur assicurando una customer experience altrettanto gradevole.

 

 

Nuovo cda per Ergon

Eletti sette membri, con Paolo Canzonieri alla presidenza. Allo stesso tempo il gruppo siciliano che operano con i marchi Despar e Altasfera, oltre che Ard nell'area dei discount, avvia il processo di semplificazione

Novità in casa Syneos, capogruppo di Ergon (che fa parte di Despar, e opera in Sicilia con le insegne Despar, Interspar, Altasfera e Ard discount), che ha chiuso il bilancio consolidato 2020 con ricavi per 609 milioni di euro (+18% sull’anno precedente), un patrimonio di 47 milioni e un margine operativo lordo di 17 milioni.

Il nuovo Cda

L’assemblea dei soci ha rinnovato il consiglio di amministrazione, che è composto da sette consiglieri, con Paolo Canzonieri designato presidente e Marco Sgarioto amministratore delegato.

A completare il board sono Gaetano Alioto, Clara Cavalieri, Stefania Di Quattro, Fabiano Iacono e Danilo Occhipinti. Maria Luisa Maione è il sindaco unico, mentre la revisione è stata affidata alla società EY.

La catena di direzione sarà completata dai capi divisione, dai direttori delle funzioni di staff, dai responsabili di area, nonché –precisa una nota societaria– “dalle figure operative ed esecutive che assicureranno la piena efficienza della organizzazione aziendale”.

Processo di ottimizzazione

In parallelo Syneos ha annunciato l’avvio di un processo di semplificazione del gruppo che, dopo i tempi tecnici necessari, sarà composto dalla Capogruppo stessa e da poche società operative, la maggiore delle quali sarà Ergon, che abbandonerà la sua struttura consortile per detenere l’intera rete di negozi e continuare a svilupparla attraverso una organizzazione strutturata per business unit.

 

“Gli andamenti sono in linea con il nuovo piano che prevede un costante miglioramento del mol annuale e complessivo, grazie a un equilibrio tra i margini che dovranno garantire adeguata competitività alla rete diretta e affiliata e i costi che, in riduzione anche grazie alla semplificazione societaria, saranno costantemente monitorati per assicurarne adeguato equilibrio”, sottolinea nella nota Gianni Cavalieri.

La crescita delle rete

Su questo tema, Sgarioto sottolinea: “Lo sviluppo avverrà per linee sia interne, con ammodernamenti e ristrutturazioni della rete esistente, sia esterne attraverso l’acquisizione di posizioni nuove o esistenti che abbiano elevati standard commerciali”.

Per sostenere queste logiche di sviluppo il cda prevede importanti investimenti nel prossimo triennio per complessivi 32 milioni di euro, “ampiamente sostenibili in relazione alla redditività e ai flussi registrati dall'azienda”, conclude.

La trasformazione del largo consumo nel new normal

Cosa è cambiato nel 2020 allo scenario economico del largo consumo, in termini di vendite, prezzi, promozioni, rapporti con il retail. La situazionedei primi mesi e i possibili sviluppi (da Gdoweek 12)

Come noto, la pandemia ha innescato forti discontinuità e oggi ci si deve confrontare con una realtà economica complessa e con un ampliamento dei divari sociali.
L’accelerazione del piano vaccinale sarà probabilmente l’elemento chiave per schiarire l’orizzonte per imprese e famiglie, ma è difficile aspettarsi un ritorno alla normalità pre-Covid in tempi brevi. La nuova realtà nei comportamenti dei cittadini italiani si traduce in una ridotta mobilità della popolazione. Questo è uno dei fattori principali che influenzano la domanda di beni primari nel retail. Più gente a casa, a causa delle restrizioni e per le chiusure dei punti di ristorazione e, ultimo ma non ultimo, per la maggiore diffusione dello smart working, significa continuare a mantenere una parte importante dei consumi di base (soprattutto alimentari) fra le mura domestiche. Questi fattori hanno ovviamente un forte impatto sui mercati del largo consumo confezionato.
La lontananza dalla normalità a causa del Covid ha comportato forti modifiche, anche strutturali, nel comparto con cui tutti gli operatori dovranno fare i conti anche in futuro, nonostante i risultati dello scorso anno siano stati più che brillanti.

Il largo consumo infatti ha chiuso il 2020 con una crescita a volume del 6,6% e a valore del 7,8%: numeri davvero inediti. Anche i primi mesi di quest’anno hanno visto proseguire queste dinamiche positive: il dato del progressivo ad aprile segna 5,8% a volume e +4,5% nella spesa. A livello di reparti, sicuramente alimentari e bevande hanno beneficiato del travaso dal fuori casa segnando performance commerciali di tutto rispetto. L’alimentare ha raggiunto durante lo scorso anno +7,2 in termini di volumi, mentre le bevande hanno segnato +4,5%. Il cura casa, grazie anche alla necessità di igienizzazione degli ambienti determinata dalla pandemia, ha ribaltato dinamiche in precedenza flettenti: parliamo di una crescita pari al 9,3% nei volumi. L’unico reparto a essere stato parzialmente penalizzato durante lo scorso anno è stato quello del cura persona (+3,5% a volume), che ha sofferto nelle voci del beauty e della cosmesi a causa delle limitazioni nei contatti sociali.

Cosa è accaduto ai canali distributivi? L’anno anomalo che abbiamo vissuto ha portato anche altri grandi mutamenti. È cambiato infatti il rapporto di forza tra formati distributivi (vediamo cambiamenti di quota pari a quasi 5 punti percentuali a distanza di un anno), con la forte crescita del discount (+16,1% delle vendite nei primi quattro mesi del 2021) e il conseguente calo costante di quota delle grandi superfici.
I discount sono in forte espansione, i supermercati in leggera crescita. Pesante invece la crisi delle grandi superfici (soprattutto quelle poste in centri commerciali al di fuori dell’ambito urbano) e della prossimità classica (le superette). Per queste due formule la pandemia ha accentuato i problemi strutturali che erano già evidenti da tempo e per questo è a nostro avviso necessario un profondo ripensamento strategico da parte degli operatori presenti in questa offerta. Per gli ipermercati pesano però le perduranti limitazioni imposte durante i fine settimana. Interlocutoria la performance dei superstore con fasi positive e negative alternate. Il formato forse non sta vivendo uno dei momenti più brillanti della sua storia, ma pensiamo che le sue potenzialità siano ancora intatte per un contesto di mercato come quello italiano. L’eCommerce intanto viaggia ancora a doppia cifra nonostante sia passato più di un anno dall’inizio della pandemia. Il canale virtuale ha acquisito ormai un ruolo chiave nelle scelte dei consumatori. Durante il 2020 questo canale ha registrato crescite superiori al 120%.

Quali tra questi trend del retail si consolideranno? Quali scelte continuerà a fare il consumatore? A nostro modo di vedere i discount manterranno ancora un passo elevato così come pure i supermercati. La prossimità classica si assesterà sui livelli bassi raggiunti a fine 2020, mentre i drugstore probabilmente arresteranno la loro corsa con l’affievolirsi della domanda per prodotti direttamente collegati alla pandemia (disinfettanti, sanificatori, dispositivi per la protezione personale), ma questo eventuale rallentamento fisiologico sarà maggiormente riscontrabile solo nella seconda parte del 2021. Infine, l’eShopping del largo consumo potrebbe arrivare ad assorbire quest’anno 2,5 punti di quota delle vendite. Una crescita ancora importante che potrebbe proiettare il canale fra i principali contributori allo sviluppo delle vendite del largo consumo confezionato.
Negli ultimi mesi abbiamo osservato un raffreddamento dei prezzi principalmente dovuto allo spostamento degli acquisti verso i canali di basso prezzo e alla ripresa delle promozioni che stanno nel comparto del largo consumo. In particolare, il forte aumento dell’incidenza dei discount che, offrendo per missione un prezzo mediamente inferiore del 30% rispetto ai formati classici, tende a spostare il paniere medio della spesa su livelli di costo più bassi. La prima parte del 2021 mostra dei rimbalzi soprattutto nei mesi primaverili, visto che i prezzi si confrontano necessariamente con i rialzi anomali della controcifra 2020. Possiamo aspettarci un riallineamento sui livelli dello scorso anno nel secondo semestre. Nel 2021 la promozione ritorna ad avere un ruolo importante per gestire la concorrenza orizzontale tra formati dopo l’abbandono della leva durante i primi mesi dell’epidemia. In un contesto di inasprimento della competitività di prezzo fra canali era logico attendersi un rinnovato uso del “up&down” per contrastare o difendere le posizioni conquistate. Anche questo fattore spinge in basso i prezzi medi della spesa. Interessante anche notare come l’appiattimento dei prezzi (+0,1%) del comparto del secondo semestre 2020 celi una certa polarizzazione dell’offerta con prodotti premium e primi prezzi (sia di marca che marca del distributore) che comprimono la fascia mainstream.
Le spinte inflazionistiche degli ultimi periodi sulle materie prime del food & beverage (grano +12%, soia +15%), che sino a oggi sono stati pagati principalmente dalle aziende del settore, probabilmente tenderanno a essere scaricati a valle con conseguenti aumenti dei prezzi al consumo.

La migrazione della domanda verso formati distributivi più piccoli sta riducendo la numerica assortimentale. Tuttavia, anche limitando il campo di osservazione all’interno della distribuzione moderna “classica” (iper e supermercati), si riscontra la tendenza a comprimere la profondità assortimentale. La pandemia insomma ha dato l’avvio a quel processo di razionalizzazione degli scaffali di cui tanto si è discusso in passato, ma che poco veniva praticato: il dato medio indica nel 2020 una riduzione della numerica dei prodotti offerti. Occorre notare che le crescite che si registrano negli ultimi mesi sono frutto del confronto con i cali anomali dei primi periodi della pandemia nel 2020 e non rappresentano la tendenza in atto. Tuttavia il dato medio nasconde un maggior peso di canali con assortimenti limitati come i discount. Infatti, si evidenziano trend contrapposti: la distribuzione moderna classica riduce l’offerta e il discount la aumenta grazie anche all’ingresso dei prodotti di marca.

Lo stimolo della domanda ha comunque influenzato in parte la profondità assortimentale spingendo alcune voci in controtendenza: ad esempio i prodotti be safe aumentano gli assortimenti e la minor frequentazione di bar e ristoranti aumenta l’offerta di bollicine nel retail proprio per far fronte a una crescita della richiesta domestica.

È un peccato però che il processo di razionalizzazione abbia anche penalizzato l’innovazione. Nel 2020 l’attività di lancio di prodotti a scaffale ha avuto un periodo di stanca. L’incidenza dei lanci si è un po’ affievolita (-0,3 punti percentuali): urgenze, difficoltà logistiche di breve e soprattutto l’incertezza sul futuro hanno congelato in parecchi casi il processo di revisione dell’offerta. Questo non è bene perché, come anche dimostrato dalle nostre indagini, i consumatori hanno continuato a evolvere i propri stili di consumo e quindi cercano sugli scaffali nuove risposte alle loro mutate esigenze. I nuovi prodotti che sono stati in grado di incontrare quella che era la richiesta dei consumatori hanno sviluppato performance estremamente interessanti. Il diverso assetto competitivo e le difficoltà economiche contribuiscono a diffondere le marche del distributore nel paniere medio. Questa tendenza è risultata molto concentrata nell’ambito dell’alimentare, mentre non ha coinvolto più di tanto le altre voci della spesa. Il successo delle marche del distributore però va ben interpretato. Infatti, la gran parte della loro crescita è la conseguenza dello sviluppo dei discount; più consumatori acquistano in questo canale e inevitabilmente più si diffonde la presenza di marchi d’insegna nel paniere medio. Se però misuriamo cosa succede all’interno dei singoli formati (ovvero non consideriamo gli spostamenti degli acquisti fra i canali) scopriamo che i prodotti di marca industriale tengono bene le posizioni e non c’è un travaso importante di acquisti verso le mdd. Il prodotto di marca ha perciò saputo comunque reggere l’urto all’interno dei suoi canali d’elezione, cioè supermercati ed ipermercati.

Ma il basket di spesa è diverso non solo per le marche che lo compongono ma anche per le categorie acquistate: che prevedono più food e meno “chimico”, ad eccezione dei prodotti per la protezione individuale. Il basket è diventato sempre più alimentare guidato dall’espansione dei prodotti freschi confezionati. Il fresco a contenuto di servizio rimane una tendenza di fondo aiutata anche da sviluppo tecnologico e ammodernamento dei concept distributivi. La domanda da farsi è: che ne sarà del banco assistito nel medio periodo? Un’ipotesi tutta da verificare potrebbe essere che in questo servizio prenda sempre più spazio una formula dedicata a specialità di alta gamma, ribaltando completamente il posizionamento di prezzo tra le due tipologie di offerta.

Cia punta su Cesena Con Conad City

Conad City Osoppo Cesena
La cooperativa guidata da Luca Panzavolta prosegue nel suo programma di espansione nel segmento dei punti di vendita di prossimità

La prossimità è uno dei segmenti su cui stanno puntando con maggiore decisione gli operatori della distribuzione organizzata. Una politica in controtendenza rispetto a qualche anno fa (quando a dominare la scena erano le grandi superfici, molte delle quali fuori dai centri cittadini), che è stata accelerata dalla pandemia. Perché si è capito che, in molte circostanze, la disponibilità dei prodotti a pochi passi da casa è più importante di un’ampia scelta di opzioni.

 

Recenti aperture

L’ultima novità arriva da Cia Conad, che ha da poco inaugurato a Cesena un Conad City: ubicato in via Osoppo, impiega 12 persone e vede la gestione affidata alla società La villa snc. La superficie complessiva di vendita è di circa 460 metri quadri.

Foto: Fabio Blaco

“Il Conad City di via Osoppo -dichiara l’amministratore delegato di CIA-Conad, Luca Panzavolta- era uno dei punti di vendita acquisiti da Auchan nell’ambito della operazione strategica con cui Conad è diventato il primo gruppo della grande distribuzione organizzata in Italia. Serve un’area importante per la città, quella di Villachiaviche e Sant’Egidio, con una clientela principalmente di prossimità. Il cambio di insegna viene ora seguito da una completa ristrutturazione che, unita alla comprovata professionalità dei soci che hanno in gestione il negozio, siamo certi porterà il marchio Conad a entrare ancora più nel cuore dei cesenati”.

I plus dello store

Il supermercato punta sulla cura dei prodotti freschi e sulle referenze del territorio romagnolo, in particolare per l’ortofrutta, oltre che per salumeria, carni e formaggi. I clienti possono trovare all’interno la macelleria servita con lavorazione tradizionale, il pesce confezionato, la gastronomia ricca di pietanze calde e fredde pronte da mangiare.

Il City dispone di parcheggio gratuito e consente il pagamento con Conad Card.

Gli orari di apertura sono dal lunedì al  sabato dalle 7,00 alle 20,00, mentre la domenica dalle 8,30 alle 12,30.

Video Tour: lo store Action di Vanzaghello (Mi)

Action è una nuova insegna discount non food arrivata in Italia ad aprile. Si tratta di un brand di origine olandese specializzata nel non food, già presente in otto Paesi europei, con una rete complessiva di 1.700 negozi e un organico complessivo di 50.000 impiegati.

I primi store sono stati aperti a Vanzaghello (Mi) e a Torino e oggi può contare su una rete di 7 punti di vendita in Lombardia e Piemonte.

L’obiettivo è potenziare la propria presenza sviluppandosi nel nord ovest con negozi stand alone di dimensione compresa tra gli 800 e i 1.000 mq in grado di proporre un assortimento di circa 6.000 item, suddivise in 14 categorie merceologiche tra mdd Action e brand esclusivi (ancora con etichette in lingua straniera in attesa di raggiungere volumi più importanti) proposti in formati famiglia, per sottolineare meglio il concetto di convenienza.

In linea con la mission discount, infatti, prezzi sono mediamente sotto i 2 euro, cui si aggiungono alcune offerte, poste all’ingresso del negozio, che propongono a meno di 1 euro per circa 1.500 referenze delle 6.000 totali.

 

I consumatori cambiano … ecco come

Per i consumatori è molto importante che i marchi abbiano valori forti sia nel supporto al cliente sia nella sostenibilità

Un nuovo tipo di consumatore si affaccia sul mercato: dopo 18 mesi di prove difficili, di confinamenti e restrizioni, di nuove abitudini, le persone sono molto cambiate, sono diventate più consapevoli, hanno modificato comportamenti di consumo, hanno scoperto -o riscoperto- una serie di valori. Una serie di indicatori, la cui evoluzione è stata tracciata da Toluna con un Consumer Barometer continuativo, dice che oggi più che mai per le marche è importante capire non solo che i consumatori sono cambiati, ma anche come e, meglio ancora, farlo mentre questi cambiamenti accadono per intercettare i nuovi bisogni mentre si stanno formando. Il 25% dei consumatori, secondo il tracking di Toluna, dichiara di interagire con brand che condividono i loro valori, il 38% dice di aver smesso di acquistare marche non allineate e il 57% pensa di favorire quei brand che sente sulla stessa lunghezza d’onda riguardo a temi importanti come il rispetto delle persone e dell’ambiente. Durante i lockdown molti consumatori hanno provato nuove marche perché non avevano la possibilità di accedere a prodotti e servizi consueti e il 16% di questi ha continuato a farlo anche quando non esistevano più limitazioni oggettive all’acquisto, mantenendo una nuova abitudine. Scoperte che sono state rafforzate da un’ulteriore conoscenza e che in molti casi hanno risposto a quella domanda di condivisione di valori. Oggi, secondo il tracking di Toluna, l’85% dei consumatori a livello globale ritiene che le marche debbano rendere conto ai consumatori di come producono, della loro sostenibilità sociale e ambientale, e, sempre a livello globale, circa la metà dei consumatori ha smesso di sostenere con i propri acquisti determinate marche.

Il Consumer Barometer ci dice poi che continueranno a cucinare in casa. È iniziata una nuova relazione con il cibo, meno abitudinaria e più avventurosa, ma anche più consapevole degli effetti che il cibo ha sulla salute sull’ambiente. Non c’è solo la sostenibilità tra i valori personali che i consumatori chiedono ai brand di rispettare: c’è anche il bisogno di essere sostenuti con gesti concreti, che diano un significato alla relazione con la marca attraverso interesse, fiducia e affidabilità, a maggior ragione visto che il 45% dei consumatori continuerà a fare trade down e questo implica sviluppare una comprensione continua e profonda dei comportamenti, dei bisogni e delle domande dei consumatori.

Molto è cambiato anche nei comportamenti in fatto di salute, benessere e bellezza. Anche in questi segmenti le marche devono relazionarsi con persone che hanno acquisito nuove abitudini e nuove capacità e intendono portarle avanti: ¼ dei consumatori a livello globale dice che continuerà a prendersi cura di sé a casa, come quando parrucchieri e barbieri erano chiusi, il 58% è interessato in prodotti e soluzioni per migliorare il proprio benessere e vitamine e integratori sono entrati a far parte stabilmente della routine del 41% dei consumatori e più in generale spenderanno di più per prodotti di igiene e cura della persona.

La vicinanza è un valore che tocca anche le insegne: le nuove abitudini di consumo fanno sentire i loro effetti anche sui canali d’acquisto. E se l’accelerazione digitale -in 12 mesi quello che sarebbe altrimenti avvenuto in 5 anni- ha portato un boom dell’eCommerce e dell’home delivery, il suo contraltare è stata la ri-scoperta dei negozi di prossimità e quelli indipendenti fino al rapporto diretto con la marca, acquistando dal sito web senza intermediari. Quest’ultima tendenza, più forte in Usa che in Italia, indica che il 22% vorrebbe comprare certi prodotti direttamente dalla marca, mentre il 33% vorrebbe acquistare una quota maggiore di grocery dal negozio locale, il 34% si dice aperto a provare nuove marche e se il 31% ha amato la convenienza di ricevere i prodotti direttamente sulla soglia di casa, il 20% dice che continuerà a utilizzare il servizio di click and collect.

Le metriche di ieri si possono applicare ancora in un mondo profondamente segnato da un’emergenza globale? I modelli tradizionali basati su awareness, familiarità, consideration e utilizzo presuppongono un framework lineare e una misurazione del successo passato o attuale. Funzionavano quando i messaggi passavano esclusivamente attraverso i media di massa, da uno a molti e dall’alto in basso, senza esplorare le aspettative dei consumatori, considerando il brand momentum. Oggi i brand devono monitorare la loro rilevanza in progress, sviluppare innovazioni che si adattano alle esigenze delle persone riducendo il time to market, dimostrare di essere dalla loro parte. E per farlo devono capire i consumatori per definire i bisogni e come soddisfarli, utilizzando i dati per definire la strategia e comunicando chiaramente i propri valori per costruire relazioni più forti e significative.

 

Consilia, marca del distributore sempre più brand

Continua l'evoluzione del brand di Consorzio Sun (socio Selex dal 2021), che si è affidata all’agenzia Auge per realizzare  il restyling del logo e del packaging

Non più solo marca del distributore, ma brand autonomo, con caratteristiche uniche. È questa l’evoluzione di Consilia, presente in tutti i punti di vendita degli aderenti a consorzio Sun (Selex).

Un progetto realizzato a valle di quanto emerso da un’indagine condotta sui consumatori dall’Università Cattolica di Piacenza, che riguarderà progressivamente le oltre 2mila referenze ed è già oggi apprezzabile su pasta, gelati e conserve animali.

 

Le direttrici del restyling

“Mentre di norma le mdd beneficiano degli investimenti in comunicazione dell’insegna principale, Consilia, brand che che non rappresenta l'insegna di nessun socio, deve diventare una vera marca, con caratteristiche ben precise che la differenziano da qualsiasi altro marchio”. Spiega così l’obiettivo dell’iniziativa Federica Ariagno, socio e direttore esecutivo di Auge Communication, la società che ha curato il restyling.

L’agenzia, con sedi a Milano, Firenze e Brescia, ha studiato un sistema di comunicazione per il packaging orientato a valorizzare il livello qualitativo dei prodotti Consilia.

Partendo da uno spunto semantico, come suggerisce Ariagno: “Consilia ha in sé il concetto di consiglio”, la comunicazione è stata rivolta ad un target attento più alla qualità che al prezzo, con la promessa forte della scelta migliore valutata e selezionata da Consilia e, a supporto, il fatto che Consilia non solo selezioni, ma scelga e consigli il meglio per tutti noi.

Il logo è stato ripensato per trasmettere fiducia e qualità. L’idea del consiglio diventa dunque un segno grafico comune e ben comprensibile, l’icona del “fumetto”, all'interno del quale Consilia parla al consumatore della referenza e delle sue qualità.

Un linguaggio visivo che si adatterà ad ognuna delle famiglie di prodotti: non più lo stesso format grafico e tipografico uguale per tutti i prodotti, ma ogni pack adotterà uno stile grafico e tipografico in linea con lo scaffale di riferimento. Così il brand Consilia diventa maggiormente credibile e soprattutto a fuoco su ogni categoria merceologica, con una nuova scelta di colori ed immagini.

Il tormentone sociale estivo de Il Viaggiator Goloso

Il brand premium di Unes lancia la campagna di comunicazione estiva affidandosi ancora all’agenzia Melismelis

“Dimmi che… senza dirmi che” è uno dei tormentoni più in voga del momento sui social network. Partito durante gli Europei di calcio con i calciatori italiani ripresi a gesticolare secondo i luoghi comuni internazionali, ha conosciuto in queste settimane diverse versioni a livello locale e settoriale.

A cavalcare il trend è il Viaggiator Goloso, il brand top di gamma di Unes, che ha scelto il tormentone per la campagna di comunicazione che celebra l’estate. A realizzarla è stata Melismelis, agenzia creativa che con l’azienda ha una partnership di lungo corso.

 

Viaggio nei sapori autentici

La campagna, che racconta il viaggio nel gusto fra alcuni dei sapori più autentici e genuini de il Viaggiator Goloso, si sviluppa in quattro soggetti.

Si parte con Dimmi che ami l’estate senza dirmi che ami l’estate, ideato per promuovere i nuovi gelati e sorbetti su stecco firmati il Viaggiator Goloso, mentre il Dimmi che ami la Puglia senza dirmi che ami la Puglia celebra il gusto della stracciatella, preparata con latte 100% italiano. Completano il quadro le due declinazioni con Feta Dop e Tortelli Cacio e Pepe che strizzano l’occhio, rispettivamente, alla Grecia e a Roma.

Con pianificazione sia off sia online, la campagna sarà on air fino a fine agosto su Ooh, stampa, social e digital. Il primo canale, oltre alla personalizzazione di maxi bus, prevede alcune maxi-formati a Milano - in Stazione Centrale, Corso Garibaldi, via Stephenson, Piazzale Cadorna, Porta Genova e Porta Romana - e a Torino.

 

 

 

 

 

Il Viaggiator Goloso è molto più di un brand: è una vera esperienza che ti fa viaggiare coi sensi”, spiega Massimo Melis, ceo di Melismelis. Mentre la responsabile marketing & comunicazione di Unes Supermercati, Gaia Mentasti, sottolinea l’ispirazione a “un trend social molto attuale che gioca con immagini e simboli iconici che rappresentano sentimenti, momenti o luoghi di cui sono emblemi inconfondibili e popolari, con l’obiettivo di esprimere i valori del brand”.

 

Iges rileva dodici pdv Fortè in Sicilia

Forté hard discount
Cambiano gli equilibri del retail in Sicilia, con questa operazione siglata dalla società del gruppo PAC2000A

Continua il dinamismo nel settore della gdo. Iges, la società che fa parte del gruppo PAC 2000A che opera nel mondo dei discount con l'insegna Todis, ha rilevato dodici punti di vendita a marchio Fortè, ubicati tra Palermo e Trapani. A vendere è stata la Meridi, società del patron del Calcio Catania Antonino Pulvirenti, con esperienze imprenditoriali anche nel campo degli alberghi e delle compagnie aeree, oltre che alla guida di imprese agricole e campi da golf.

L’intesa è stata raggiunta a valle della richiesta –da parte di Fortè– di accedere alla procedura di concordato preventivo. Nei giorni scorsi i giornali locali avevano indicato in pole position per l’acquisizione Eurospin, anche se evidentemente gli abboccamenti iniziali non hanno avuto seguito.

 

I contenuti dell'accordo

Ad annunciare la conclusione positiva delle trattative sono stati i sindacati, specificando in una nota: “Secondo quanto comunicato, con la procedura 52 lavoratori saranno trasferiti a più società affiliate alla Iges srl”.

I rappresentanti dei lavoratori si mostrano soddisfatti dell’esito, ricordando che si tratta di una realtà da un anno in amministrazione straordinaria. “Una storia travagliata quella dei lavoratori Fortè che, negli ultimi anni, si sono sottoposti a sacrifici estenuanti dovendo ancora percepire diverse mensilità -ha spiegato la sindacalista Mimma Calabrò-. Abbiamo già formulato richiesta di incontro alle nuove società subentranti alle quali chiederemo garanzie occupazionali per i lavoratori coinvolti. Confidiamo che presto anche gli altri 113 lavoratori dei punti di vendita dislocati nell’intera rete vendita siciliana possano anch’essi transitare in altre società mettendo fine ad una situazione drammatica”.

Sembra dunque risolversi positivamente una situazione complicata che si trascinava da anni in un territorio, come la Sicilia, che di recente ha vissuto altri momenti difficili, dal fallimento del gruppo Roberto Abate nel 2019 (i cui store sono stati acquisiti da Md) e alle difficoltà legate al gruppo Sma-Auchan (i cui store sono stati acquisiti da diversi operatori locali, tra cui Gruppo Arena, Radenza/Crai).

 

Carrefour porta la spesa in spiaggia … e in barca

Carrefour 2026
L’iniziativa Spesa in vacanza, lanciata in collaborazione con Everli, punta a fidelizzare ulteriormente la clientela, raggiungendola nelle località di vacanza

Se Maometto non va alla montagna, è la montagna a raggiungere Maometto, un concetto che sembra ben adattarsi alle politiche di fidelizzazione da parte della gdo, che conoscono un nuovo step con la spesa recapitata direttamente nei luoghi di vacanza.

A lanciare l’iniziativa, Carrefour Italia ed Everli che portano gli acquisti in numerose località italiane: dalla Liguria, con Sanremo, Imperia, Savona e Genova (Sestri Ponente, Genova Centro, Nervi), passando per Marina di Carrara, Lido di Ostia, Napoli Mergellina, arrivando fino a Cagliari.

Con Spesa in vacanza, il gruppo francese amplia il servizio di recapito già presente in 64 città: ai clienti sarà sufficiente indicare l’indirizzo di recapito e specificare il punto esatto in cui ricevere la spesa all'interno del porto. Inoltre, fino a fine agosto, collegandosi al link Carrefour.it.everli.com, i clienti Carrefour potranno usufruire di uno sconto di 5 euro su una spesa minima di 75 euro, inserendo il codice SUMMERCRF1.

Carrefour Italia ed Everli aggiungono così un nuovo tassello al proprio impegno nell’offrire servizi innovativi e rispondere sempre più puntualmente alle esigenze del consumatore, orientato a un utilizzo crescente delle soluzioni proposte dal delivery”, rivendica la nota che accompagna l’annuncio della nuova iniziativa.

Risparmio Casa cresce nel Lazio con un megastore

Il gruppo specializzato in prodotti per la cura della casa e della persona ha inaugurato un nuovo punto di vendita a Monterosi (Vt), rilevato dal fallimento di Mercatone Uno

Continua a crescere la rete di vendita Risparmio Casa, catena di 123 negozi dedicata ai prodotti per la cura della casa e della persona. Di recente, il gruppo italiano ha inaugurato un nuovo punto vendita a Monterosi (Vt), un ex Mercatone Uno. Per la precisione, il megastore è ubicato in località Prato della Fontana – SS Cassia Km 40.

Parliamo di un esercizio commerciale di 6.000 mq, il 13esimo punto di vendita aperto da inizio anno in Italia, a conferma della strategia di crescita che sta caratterizzando l’azienda laziale. Oltre a offrire qualità e risparmio, la nuova apertura porta con sé anche opportunità di lavoro per il territorio, grazie all’inserimento di 45 nuove risorse. Infatti, in seguito a un accordo sindacale, l’azienda assorbirà e assumerà tutti gli ex dipendenti di Mercatone Uno di Monterosi.

Le caratteristiche del punto di vendita

Il format è in linea con quello classico dell’azienda, basato su un assortimento di oltre 25mila referenze divise tra prodotti per la pulizia e cura della casa, bellezza e cura della persona, casalinghi e giocattoli. Non solo grandi marche, ma anche una vasta proposta di marchi propri.

“La nuova apertura di questo megastore si inserisce nel nostro piano di sviluppo del 2021”, sottolinea in una nota Fabio Tomassini, Ad di Risparmio Casa. Che ricorda come l’obiettivo sia di puntare su convenienza e qualità per mostrare “fiducia e ascolto verso il cliente, da sempre al primo posto. Siamo orgogliosi di poter creare nuove occasioni di sviluppo e occupazione per i territori e le comunità locali e di aver salvaguardato e garantito il posto di lavoro agli ex dipendenti di Mercatone Uno di Monterosi. La nostra forza sono le persone che ogni giorno lavorano con entusiasmo per rendere tutto questo possibile; ed è proprio su questo entusiasmo che si basa il segreto del nostro successo, che ci dà un ulteriore stimolo per fare sempre di più e nel miglior modo possibile”.

La scelta della marca nell’era new normal

Lavorare sul processo decisionale e d’acquisto a più livelli, dalla percezione all’esperienza, per un ritorno in valore misurabilee (da Gdoweek 12)

È ormai chiaro a tutti quanto il contesto in cui oggi si sceglie una marca sia cambiato sensibilmente rispetto al pre-Covid sotto tutti gli aspetti: politico, personale, professionale, sociale ed economico. Il 37% degli italiani, non a caso, pensa che la propria vita sia cambiata nel lungo termine. Un elemento cui si aggiunge la crescita al ricorso alla tecnologia, che ha aumentato il parterre di marchi a disposizione degli utenti e l’accessibilità agli stessi. “Durante il giorno compiamo circa 35mila scelte, ovvero una ogni 2 secondi, molte di queste le facciamo in modo automatico e inconsapevole, altre a seguito di un processo più conscio e ragionato. Capire come funziona quest’ultimo, ovvero come si prendono le decisioni, come queste sono influenzate e come si pensa alle marche, sono i primi tre step essenziali per arrivare a farsi scegliere”, spiega Monica Sala, brand health tracking leader di Ipsos, nel corso dell’appuntamento “Dancing with duality”, il quarto della serie di webinar “And now what?”. Il processo decisionale delle persone, innanzitutto, è dinamico e non binario, un continuum dove processi cognitivi, razionali e inconsci si attivano e operano congiuntamente. Il modo in cui scegliamo, dunque, è flessibile rispetto al contesto, da qui l’importanza di saper leggere l’attualità oggi più che mai, data la rilevanza dei cambiamenti apportati dalla pandemia.

I brand, in tutto questo, vivono nella mente delle persone come network di associazioni (colori, emozioni, immagini, forme e ricordi) che tanto più sono forti e distintive, tanto più consentono di attivare scorciatoie mentali per farsi riconoscere e selezionare. Le marche devono dunque imparare a interagire con le persone a più livelli, spostandosi da quello più inconscio a quello più razionale. La marca leader, per esempio, punterà a rinforzare un processo decisionale già automatico nei propri confronti per restare nella top of mind del cliente. Chi si pone invece come follower tenderà a creare un momento di stop che interrompa il riferimento intuitivo automatico al leader del mercato, attingendo a processi più razionali. Vi è poi un terzo livello d’interazione che punta infine a giustificare apertamente la scelta del consumatore con elementi molto fattivi.

Sono tre, in particolare, le leve che le marche possono utilizzare per rafforzare, modificare o giustificare il processo di scelta: identità, percezione ed esperienza. Identità significa creare asset distintivi per facilitare le scelte intuitive e attirare l’attenzione. Vi è poi il lavoro sulla percezione della marca e su come questa è mappata nella mente del consumatore. Da ultimo, ma non per importanza, l’esperienza, perché nel momento in cui si utilizza un prodotto/servizio e lo si trova rispondente alle proprio aspettative (altrimenti detto: il brand fa effettivamente quello che promette), il legame con la marca si rafforza significativamente.

Un esempio di lettura determinante del contesto e risposta sincrona da parte della marca, con attivazione di tutte e tre le leve sopracitate, è quello di McDonald’s. L’insegna ha dovuto infatti ribaltare la percezione usuale del fast-food, notoriamente associato a un’alimentazione poco sana e di scarsa qualità, per rispondere ai nuovi trend orientati alla preferenza per ingredienti locali, sicurezza, naturalità e una dieta priva di carne. Un vero e proprio percorso di riduzione della dissonanza cognitiva che, lato percezione, ha coinvolto l’offerta di prodotti (attenzione alla filiera italiana), il packaging (scelta di un’immagine più genuina) e la comunicazione (ricorso a chef star, ecc.). McDonald’s ha altresì riorganizzato i punti di vendita (cucine a vista che suggeriscono la preparazione al momento, nuovi layout ecc.) per agire sul livello esperienziale e, lato identità, ha creato un logo più green con relativo rebranding. Si tratta in questo caso di un investimento importante e di un cambio di contesto che, rispetto alla propria categoria, ha richiesto di coinvolgere tutte le leve per restare competitivi. In molti casi, tuttavia, è ovviamente possibile scegliere solo una delle tre leve per una strategia più mirata. In questo senso “la brand purpose può essere un asset forte e vincente, ma solo nel momento in cui è gestito in modo autentico e limpido, così da trasferire i valori di brand senza restituire la percezione di un fine utilitaristico”.

Focalizzandoci sull’esperienza con la marca, un tema centrale nel post Covid più ancora che nel pre-Covid è la customer experience. Parliamo di un elemento spesso critico ma che, se valorizzato, rappresenta forse il plus competitivo più importante.

Il consumatore, non a caso, oggi ha come riferimento il modello di servizio in stile Amazon, che insieme ad altri player ha alzato l’asticella delle aspettative, rendendo l’utente sempre più demanding. “La customer experience non è più solo una misurazione della soddisfazione, ma l’imperativo di business che può fare la differenza tra successo e fallimento, in quanto elemento differenziante in un contesto sempre più complesso”, conferma Federica Aceto, cx leader di Ipsos. Le priorità, in quest’ambito, si possono ridurre sempre a tre elementi principali: capire quale sia il ritorno sull’investimento, quale il posizionamento del brand rispetto ai leader e come arrivare all’eccellenza, nonché il cosiddetto “close the loop”, ovvero quali siano le azioni da intraprendere per gestire e rispondere al feedback dei clienti. Parlando del primo tema, ovvero del valore reale della customer experience, Ipsos ha ad esempio calcolato per un’importante realtà di automotive un aumento di 120 milioni di sterline di vendite annue, a fronte dell’incremento di un punto percentuale della soddisfazione media dei clienti su questo fronte. Un ritorno dunque elevato a fronte di un miglioramento apparentemente esiguo. Per effettuare una misurazione di questo tipo, vi sono diversi aspetti da considerare: si parte dalla necessità di individuare i giusti kpi e il migliore momento di raccolta, per poi passare all’integrazione di quanto ottenuto con altri dati rilevanti che consentano la messa a punto di analisi avanzati e relative insight, passando infine ad adattare il design dell’esperienza stessa ai risultati, con il supporto anche di neuroscienze e psicologia comportamentale.

Un approccio che, sempre in termini di Roi, può essere difficile da cogliere perché si concretizza con indicatori diversi: la retention dei clienti, la share of spent rispetto ai competitor, il passaparola positivo e un risparmio grazie all’efficienza operativa. La sfida sta dunque nella quantificazione del legame tra kpi dell’indagine e risultati aziendali e finanziari, così da giustificare in modo più solido la spesa e inserire a buon diritto l’esperienza del cliente come priorità nell’agenda aziendale. Per farlo, spiega Aceto, una soluzione può essere “l’indagine longitudinale abbinata ai dati finanziari raccolti nello stesso periodo di tempo, per costruire un simulatore basato su modelli statistici multivariati”. Il piano di comunicazione interna che ne deriva dovrà pertanto focalizzarsi su diversi livelli, a partire dal c-level per la definizione della strategia aziendale, passando al team che si occupa della customer experience, da dotare degli strumenti necessari, per arrivare infine alla front line, che necessiterà di formazione ad hoc per interagire efficacemente con il cliente finale. Giunti a questo punto, l’altro concetto essenziale che si inserisce giocoforza nel percorso strategico del brand è quello dei diversi touchpoint e dell’omnicanalità. Un termine che nella teoria non è certo nuovo, ma che lo scoppio della pandemia ha imposto di concretizzare più velocemente nella pratica. “L’omnicanalità ha assunto un’importanza enorme nell’ultimo anno, nonché sempre più allargata tra i vari stakeholder e funzioni aziendali, passando da un ruolo tattico a uno strategico. L’approccio a quest’ultima deve essere quindi olistico”, sottolinea David Parma, managing partner Ipsos Strategy3. Un terzo dei consumatori, per esempio, dichiara che, al momento, il suo canale d’acquisto primario è quello online. Questo in tutti i 16 Paesi monitorati dalla relativa indagine Ipsos, Italia inclusa. Un altro terzo circa, pure con differenze in base al settore merceologico, privilegia ugualmente offline ed eCommerce, mentre la parte restante si mantiene focalizzata sul negozio, con la quota più alta per l’alimentare (61%) e le più basse per vestiti e accessori (33%), casa ed elettronica (28%) nonché giochi (27%).

Il digitale, però va ben oltre l’eCommerce. “Per i consumatori significa accesso a tutta una serie di nuove esperienze e servizi”, ribadisce Parma. Il voice commerce, ad esempio, è atteso entro il 2024 come qualcosa di consolidato all’interno del nostro lifestyle. Non si tratta più, dunque, di vendere online come semplice modalità aggiuntiva, ma di rivedere il proprio business all’interno di un nuovo sistema di canali. Non a caso un colosso come Walmart sta investendo già da tempo sull’offrire ai propri clienti un’esperienza senza soluzione di continuità, espandendo la capacità di servirli con il merchandise nei negozi, mentre continua al contempo a lavorare lato eCommerce. Si tratta, in sintesi, di diventare una struttura phygital: una visione spesso e volentieri di più facile adozione per quei nativi digitali che passano successivamente al mondo dei punti di vendita fisici, forti del loro modello agile, più che per i cosiddetti retailer tradizionali. Questa prospettiva apre a sua volta a nuove frontiere della competitività. Pur restando fondamentale, infatti, l’importanza della valorizzazione dei dati e del loro utilizzo come guida per costruire l’esperienza dell’utente, sarà importante non perdere di vista il fattore umano, quel “tocco” differenziante in grado di arricchire e colmare eventuali gap. Il 68% dei consumatori, a tal proposito, sostiene di aver affrontato nel passato recente dei problemi durante lo shopping online. I disagi sono diversi e vanno da ritardi nella consegna all’eccesso di email ricevute da marche/negozi, passando per la difficoltà di reso, la lacuna di informazioni e immagini sul prodotto e così via. Per gestire l’omnicanalità con successo è quindi necessario agire su più dimensioni, dai bisogni allo sviluppo dei nuovi prodotti, passando per la creazione di una connessione emotiva e l’ottimizzazione di una navigazione complessiva dell’ecosistema di marca. Il punto centrale sta nel capire a monte su quali leve intervenire per agire a livello globale, con un’analisi strategica iniziale rispetto alla categoria di riferimento e al proprio posizionamento di marca, così da intervenire con oculatezza ed efficacia.

Le maggiori criticità dell’eCommerce

  • Ritardi di consegna (25%)
  • Scoperta tardiva che gli articoli sono esauriti (16%)
  • Troppe email da marche/negozi (14%)
  • Non abbastanza informazioni/immagini del prodotto (13%)
  • Il monitoraggio della consegna non era accurato (13%)
  • Impossibile applicare sconti/promozioni (12%)
  • Scarsa qualità degli articoli ordinati (11%)
  • Difficoltà di reso (11%)
  • Difficoltà nel trovare i prodotti sul sito (10%)
  • Scarso servizio clienti (10%)
  • Il sito era difficile da navigare (10%)

Le preferenze d’acquisto post Covid

Food & grocery Personal care & cosmetics Furniture & home decor Jewelry, fashion accessories Clothing & footwear Home electronics Toys & games
Negozio 61% 46% 40% 38% 33% 28% 27%
eCommerce 10% 18% 23% 27% 27% 32% 32%
Negozio ed eCommerce 29% 36% 38% 35% 40% 39% 41%

Fonte: Ipsos

Certosa Salumi entra nel portafoglio di Veronesi

Il gruppo veneto, che conta già brand come Aia e Negroni, con questa operazione rafforza il suo posizionamento nel campo degli affettati da libero servizio

Una nuova acquisizione che rafforza la quota di mercato nella produzione di affettati da libero servizio e di salumi della tradizione italiana. Il gruppo Veronesi, già leader dell’agroalimentare italiano con i marchi Aia, Negroni e Veronesi, ha finalizzato l’acquisizione di Certosa Salumi, società emiliana specializzata nella produzione, nella stagionatura e nel confezionamento dei salumi della tradizione italiana.

Una operazione che conferma la strategia del gruppo di Quinto di Valpantena (Vr) orientata alla crescita nella fascia dell’alimentare di qualità. Infatti Certosa è specializzata nel salame felino Igp.

Sinergie possibili

Veronesi fa sapere che l’acquisizione consentirà di sviluppare sinergie e opportunità per la crescita del Gruppo nei mercati internazionali, dove da sempre grazie ai marchi Negroni e Montorsi porta sulle tavole dei consumatori alcune delle eccellenze del made in Italy agroalimentare. “Con piacere accogliamo nel nostro gruppo questa realtà produttiva che ci consentirà di rafforzare la nostra presenza sul mercato e continuare a crescere nel settore della salumeria in cui operiamo da anni -afferma Luigi Fasoli, amministratore delegato del Gruppo Veronesi-. Si tratta di una operazione all’insegna del Made in Italy nel cuore della food valley emiliana in cui già operiamo da decenni e che custodisce un pezzo del saper fare del nostro Paese”.

Chi è Certosa Salumi

Fondata nel 2010 e con sede in provincia di Parma, Certosa Salumi dispone di uno stabilimento di oltre 10mila metri quadri dotato delle più moderne tecnologie per la produzione e stagionatura dei salami, oltre a linee all’avanguardia per il confezionamento dei salumi affettati dedicati al libero servizio. Le produzioni sono inoltre certificate per l’export verso Paesi come Stati Uniti, Canada, Giappone e Brasile. Nel 2020 la società ha registrato un fatturato complessivo di 32,6 milioni di euro. Con la conferma degli attuali livelli occupazionali, il sito continuerà a operare in continuità.

 

I numeri di Gruppo Veronesi

Parliamo del primo gruppo italiano con filiera completa e integrata che parte dalla produzione dei mangimi sino alla trasformazione e distribuzione delle carni e dei salumi della tradizione gastronomica italiana. Con circa  9.000 dipendenti distribuiti in 23 siti produttivi in Italia, il Gruppo Veronesi ha chiuso il 2020 con ricavi netti consolidati pari a 3,13 miliardi di euro, confermandosi tra le principali realtà italiane dell'agroalimentare per fatturato. A questo risultato hanno contribuito le vendite sul mercato italiano e internazionale: nel 2020 l’export Made in Italy ha raggiunto oltre 70 Paesi e rappresenta il 16% del fatturato totale.

Dm accelera sulla strada della digitalizzazione

Dm drogherie markt e ShopFully confermano la partnership, indicando come obiettivo il rafforzamento della distribuzione digitale del volantino per aumentare il traffico nei 56 punti di vendita italiani del retailer

Non solo processi di gestione interna dell’azienda e commercio elettronico. Le strade della digitalizzazione sono molteplici, accomunate dall’obiettivo di fare efficienza per aumentare la produttività e difendere i margini in una fase di crescente competizione sul fronte dell’offerta.

Uno degli ultimi esempi arriva da dm drogerie markt, tra le principali catene commerciali europee di prodotti per la cura della persona e della casa, che ha confermato la partnership con ShopFully, tech company italiana attiva nel drive-to-store, indicando come obiettivo dell’accordo il rafforzamento della distribuzione digitale del volantino per aumentare il traffico nei 56 punti di vendita del retailer in Italia.

Risultati ottenuti 

La collaborazione tra i due operatori, iniziata nel 2018, ha prodotto risultati positivi nel primo trimestre dell’anno, con un aumento di visite in negozio nell’ordine del 33% tra gli utenti coinvolti nell’attività fatta da ShopFully rispetto all’ultimo trimestre del 2020.

Al centro delle attività pianificate per i prossimi mesi, grazie alla piattaforma tecnologica della tech company, c’è l’utilizzo dei tre marketplace di ShopFully (DoveConviene, PromoQui e VolantinoFacile) e di tutti i canali digitali, per raggiungere il 100% dei responsabili di acquisto geolocalizzati vicino ai negozi fisici del retailer.

Nel documento che annuncia il rinnovo della partnership, dm drogerie markt sottolinea la capacità di ShopFully nel fornire dati e insight rilevanti sulle iniziative svolte, in particolare riguardo le visite nello store.

Codè Crai Ovest e lo spreco alimentare

Nuova campagna di sensibilizzazione verso un fenomeno come lo spreco alimentare, verso il quale si sta registrando un'attenzione sempre maggiore

Nemmeno la pandemia, con le difficoltà di approvvigionamento emerse soprattutto nelle prime settimane dalla diffusione globale del coronavirus, ha fermato il fenomeno dello spreco alimentare, che anzi ha visto crescere le proprie dimensioni.

Secondo uno studio realizzato nei mesi scorsi dalla Scuola Superiore Sant’Anna per l’Osservatorio Metronomo, il 44% delle aziende intervistate ha segnalato per il 2020 una crescita dello spreco alimentare nell’ordine del 15%, con il 41% di frutta e verdura è andato disperso.

Numeri che fanno impressione se parametrati alle difficoltà che tante famiglie stanno attraversando in questa fase. Ed è così che le campagne di sensibilizzazione assumono un peso crescente per stimolare comportamenti virtuosi. L’ultimo annuncio in questo campo arriva da Codè Crai Ovest: dal 26 Agosto in tutti i punti di vendita Crai di Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta partirà la campagna anti-spreco Aiutaci a salvare il cibo, attraverso la quale i consumatori potranno trovare un reparto dedicato ai prodotti in scadenza, caratterizzato da sconti fino al 50%.

“Lo stile della spesa è cambiato e i consumatori sono sempre più attenti agli sprechi”, è la constatazione dalla quale parte Rossella Pastorino, responsabile marketing & comunicazione Codè Crai Ovest. A questo proposito cita una recente indagine Nielsen che ha messo in evidenza come circa il 30% dello spreco alimentare in Italia avvenga tra le mura domestiche, quindi a partire dalla spesa. Coldiretti ha stimato che sono 5,2 milioni le tonnellate di alimenti finiti nella spazzatura nel 2020 e che gli sprechi domestici rappresentano in valore ben il 54% del totale.

Gli obiettivi dell'operazione

“Volendo essere sempre più vicini alle esigenze dei nostri clienti abbiamo scelto di impegnarci in questa campagna anti spreco che consentirà di acquistare la qualità che da sempre al centro della nostra insegna ma al tempo stesso di alleggerire il conto alla cassa", sottolinea Pastorino, che aggiunge: “Da molti anni promuoviamo iniziative concrete, capaci di produrre un impatto significativo in termini di sostenibilità. Siamo sicuri che la campagna Aiutaci a salvare il cibo darà riscontri estremamente positivi, consentendo a noi e ai nostri consumatori di compiere azioni concrete nel contrasto allo spreco alimentare”.

Visioni di lungo periodo

Questa iniziativa si aggiunge ad altre attività organizzate da Codè Crai Ovest nei suoi punti di vendita per limitare l’ecological footprint e contribuire a combattere il cambiamento climatico. Alcuni esempi in questo senso sono l’utilizzo di materiali di consumo riciclabili o compostabili nei banchi di gastronomia, ortofrutta e macelleria, l’utilizzo di carta riciclata e la crescente proposta di dispenser per la vendita del prodotto sfuso, dall’acqua in vetro ai detersivi fino alla frutta secca.

Bennet continua a crescere in Lombardia

Il gruppo rafforza la sua presenza in Lombardia grazie all'acquisto dell’ipermercato Carrefour di San Giuliano Milanese. Si consolida anche la rete BennetDrive

Non si ferma nemmeno ad agosto il consolidamento nel mercato nazionale della gdo. Bennet (VéGé) ha infatti annunciato l’acquisizione dell’ipermercato e del centro commerciale Carrefour di San Giuliano Milanese, portando così a quota 74 il totale dei propri punti di vendita.

L’acquisizione non è una novità per il gruppo con quartier generale a Como, dato che la politica di acquisizioni è in atto dalla fine del 2019, quando sono stati rilevati l’ipermercato e la galleria commerciale di Bagnolo Cremasco ed è proseguita nel corso del 2020 con il passaggio sotto l’insegna Bennet di nove ipermercati e superstore ex Auchan in Lombardia.

 

Obiettivi dell'acquisizione

L’azienda fa sapere che verrà garantita l’occupazione di tutti i 120 dipendenti operativi a San Giuliano Milanese, dato che Bennet ha individuato nell’area milanese un territorio con un buon potenziale di crescita.  Le due attività che passano sotto il controllo di Bennet sono infatti situate lungo la via Emilia, un asse stradale di forte afflusso e passaggio verso il capoluogo regionale. L’attuale superficie di vendita dell’ipermercato è di circa 7.300 mq, mentre il centro commerciale, in cui oltre all’ipermercato sono attivi circa 20 negozi, supera i 16.500 mq di Gla.

 

“Questa acquisizione rappresenta un passaggio importante nella strategia di crescita di Bennet -sottolinea Adriano De Zordi, consigliere delegato di Bennet-. Con questo ulteriore progetto rafforziamo la nostra presenza nel cuore della Lombardia e continuiamo ad affermare la nostra leadership in una regione dinamica e strategica, salvaguardando i livelli occupazionali”. Quindi, a proposito dell’ipermercato acquisito ricorda che “è adatto ad accogliere e proporre il nostro modello commerciale focalizzato sui prodotti freschi, su una nuova visione distintiva del non alimentare e su una forte integrazione con il digitale e l’omnicanalità su cui intendiamo investire”.

Operatività

Il programma di rebranding dell’ipermercato di San Giuliano Milanese prevede che a settembre il punto di vendita sia completamente integrato nella strategia commerciale di Bennet. Questo primo passaggio comporterà quindi la sostituzione immediata dell’insegna, l’inserimento in assortimento di tutte le linee dei prodotti a marchio e l’attivazione del programma fedeltà Bennet Club.

Entro fine anno l’ipermercato sarà totalmente rivisto secondo il modello commerciale di Bennet con un intervento importante sui freschi, punto di forza dell’insegna; nel corso del prossimo anno, sarà attivato il servizio di eCommerce Bennet, uno dei pilastri del modello di business e della crescita dell’azienda.

 

Omnicanalità: sito rinnovato e click&collect 

A questo proposito va ricordato che all’inizio dell’estate Bennet ha rilasciato il suo nuovo sito web www.bennet.com che integra la piattaforma eCommerce e il sito corporate, portando così a compimento un processo avviato lo scorso anno, anche alla luce delle nuove esigenze di consumo emerse con la pandemia e ormai divenute strutturali.

Nella foto il "drive" aperto a Montano Lucino (Co)

Quasi in contemporanea il gruppo ha annunciato l’apertura del Bennetdrive di Ivrea (To), arrivando così a 56 punti di ritiro attivi. Il servizio consente di ordinare la spesa comodamente online in modo pratico: basta cliccare su Bennet.com da qualunque dispositivo 24 ore su 24, scegliere i prodotti da portare a casa e passare a ritirarli nell’apposita piattaforma in qualsiasi momento della giornata. La spesa viene caricata direttamente in macchina da un addetto senza costi aggiuntivi. Il pagamento si effettua alla consegna tramite bancomat o carta di credito.

 

Aldi accelera sulla sostenibilità

Il discounter tedesco fa il punto sui risultati raggiunti e fissa i prossimi target di progresso

Non solo conquistare i consumatori, ma anche dotarsi di procedure in grado di minimizzare i rischi e produrre benefici sui conti nel medio-lungo periodo. La sostenibilità aziendale sta evolvendo verso forme più mature, nelle quali la comunicazione è solo una componente e non certo la più importante. Una scelta strutturale che non ammette passi indietro e che sempre più spesso coinvolgere intere filiere. L’ultimo esempio in tal senso arriva dal Gruppo Hofer, al quale fa capo tra gli altri Aldi Italia, che ha accresciuto nel tempo l’impegno per un corretto approvvigionamento e una regolare distribuzione delle merci sia a livello nazionale, che internazionale.

La catena di discount ha riunito sotto la sua iniziativa Oggi per domani la responsabilità sociale e l’impegno in tema di sostenibilità, impegnandosi a ottimizzare svariati ambiti aziendali: dalla riduzione degli imballaggi e dei rifiuti all’incremento della trasparenza nelle catene di fornitura, dallo sviluppo dello store concept a impatto zero ad una logistica dei trasporti sostenibile.

Trasporti e sostenibilità

Per quanto concerne questo aspetto, uno dei temi più importanti per il gruppo in ambito logistico riguarda la realizzazione ed implementazione di pallet sostenibili e riutilizzabili. A questo tema sono collegati progetti come i carrelli Aldi per le piante, i mezzi pallet in plastica sviluppati autonomamente oppure i contenitori Ifco riutilizzabili per il trasporto.

Il formato pieghevole delle cassette garantisce un trasporto ottimale dei vuoti, con risvolti positivi anche sul fronte risparmio di CO2. Una volta impiegate, le cassette vengono pulite con sistemi a basso dispendio di risorse e predisposte per il relativo riutilizzo. I contenitori danneggiati vengono riciclati e trasformati in nuove cassette riutilizzabili, secondo un modello di economia circolare chiusa.

Morato compra ancora in Spagna

Morato pane
Si tratta della seconda acquisizione iberica per l’azienda vicentina, che conferma l’intento di acquisire un ruolo da aggregatore a livello europeo

Grande è bello, anzi è necessario per restare competitivi in un mercato sempre più concorrenziale e di portata globale, che premia le realtà capaci di generare economie di scala, guardare oltre i confini nazionali e proporre soluzioni il più possibile diversificate per fasce di clientela. Una conferma in tal senso arriva dal gruppo Morato Pane, che punta ancora sulla Spagna per crescere.

Dopo la prima acquisizione in terra iberica dello scorso anno (comparto bakery salato di Cerealto-Siro), arriva la seconda operazione: questa volta a essere rilevato dalla stessa Cerealto-Siro è un plant produttivo a Briviesca, nel nord del Paese.

 

“Lo sviluppo del business spagnolo è una delle nostre priorità strategiche e rappresenta un mercato estremamente potenziale, che oggi già presidiamo in qualità di fornitore di Mercadona per alcune categorie di prodotto -racconta in merito Stefano Maza, chief executive officer del gruppo con headquarter ad Altavilla Vicentina, che nei dodici stabilimenti ubicati tra Italia e Spagna produce sandwich, cassette, tramezzini, bruschette, panini dolci e salati e piadine, oltre a sostituti del pane croccanti, tra cui in primis grissini e crostini-. L’operazione è stata possibile grazie alla partecipazione del gruppo Casalini, primaria realtà industriale con un importante know-how nel mercato dei prodotti da forno che contribuirà in modo sostanziale alla crescita dell’azienda spagnola”.

 

Le caratteristiche del nuovo impianto

L’azienda di Briviesca, con dieci linee produttive su 34mila metri quadri di stabilimento, è in grado di produrre svariate tipologie di prodotti da forno, con un giro d’affari che si attesta intorno ai 35 milioni di euro e che porta il gruppo Morato a un fatturato consolidato in Spagna di 65 milioni.

Attualmente le vendite oltreconfine costituiscono circa il, che intende portare nel medio termine questo livello a non meno del 50%.

 

 

 

Retail, modello marketplace tra fisico e digitale

Marketplace
Marketplace
Il circolo virtuoso che spinge l’evoluzione del retail verso il modello marketplace d2c, anche per la vendita di prodotti alimentari

I vantaggi della piattaforma e del d2c, senza intermediari verso il consumatore

  • Inventario diffuso o digitale
  • Sono i vendor a gestire il proprio shop
  • Selezione condivisa dell’offerta
  • Produttore/vendor e marketplace collaborano da punti di vista diversi
  • Focus sugli obiettivi
  • Ciascun stakeholder si impegna per la propria parte del business
  • Massima “democraticità” dell’offerta
  • Domanda e offerta si incontrano in una piazza più ampia
  • Strategie personalizzate
  • Il vendor sceglie prezzi, posizionamenti, comunicazione in base al momento
  • Interessi condivisi
  • Concorrenza e spinta al servizio potrebbero favorire i consumatori
  • Massima flessibilità
  • Più novità, più attrazione
  • Trasparenza
  • Il brand emerge con tutta la sua filiera
  • Contatto diretto con i consumatori

Marketplace, piattaforma: questi termini si riferiscono a una formula di retail nella quale più venditori vengono aggregati presso un unico luogo fisico o digitale, dove riescono a valorizzare meglio la propria offerta e a raggiungere un maggior numero di clienti in modo diretto. Alcuni esempi di successo sono Amazon, Alibaba, eBay, ma anche Vivino, andando in verticale per il vino, oppure Farfetch per la moda, e Runnics per il mondo del running. La formula funziona, e bene: è scalabile, declinabile in modi diversi e focalizza gli sforzi, perché il vendor cura il proprio shop, l’offerta e il servizio, mentre chi gestisce il marketplace si impegna per offrire ai brand presenti (industriali o retailer che siano) il meglio in termini di tecnologia, con software avanzati e di ultima generazione, motori di ricerca, sistemi di pagamento, adattamenti territoriali.

Nel canale fisico il corrispettivo del marketplace è il department store moderno, stile Rinascente, Harrod’s Galeries Lafayette, ma anche l’outlet McArthurGlen, oltre che Walmart e Target. Si tratta di una soluzione che attrae per la capacità di selezionare l’offerta, coccolare e servire il cliente, con il lusso o con la convenienza (o con una combinazione di entrambi gli elementi). Se, invece, si parla di alimentari, il riferimento, anch’esso storico, è il mercato, rivisto e aggiornato, per esempio Mercato Centrale di Torino.

Marketplace digitali e fisici hanno in comune la partnership tra chi gestisce la vetrina e chi vi opera con le proprie merci, con una formula che porta al massimo la soddisfazione del cliente e conserva il contatto diretto. Non c’è intermediazione, il vendor sceglie l’offerta, pianifica il pricing, espone i prodotti, si occupa del pre e del post vendita, risponde alle domande del cliente, a volte consegna anche i prodotti, oppure si affida ai servizi logistici del marketplace. Nel digitale il riferimento è Amazon, partito proprio dalla volontà di offrire al cliente la migliore e più grande selezione di prodotti possibile, anche se quella del marketplace vero e proprio è stata un’evoluzione avvenuta nel 2002 quando i venditori singoli sono stati inseriti nella piattaforma. Adesso le vendite dal marketplace superano quelle con il modello retailer, e l’evoluzione è stata replicata per il food di Amazon Prime Now: Unes e Pam sono partner su Milano, Torino e Roma, affiancati dall'offerta Amazon, mentre a Bergamo è presente solo Unes, nel senso è disponibile solo la selezione del partner con la logistica di Amazon per le consegne in giornata. La priorità è il cliente, cui è destinata l’offerta: le insegne food ci mettono i prodotti a marchio -graditissimi, riferisce Amazon, quelli de Il Viaggiator Goloso- e Amazon oltre alla visibilità sui clienti Prime, alla logistica e al canale digitale, ci mette un’offerta aggiuntiva di prodotti “i migliori di Amazon”, dal mouse alle pile ai dispositivi proprietari, in un’ottica di servizio pronta consegna.

All’estero la logica è la stessa: in UK c’è Morrisons, a Madrid c’è anche Mercado De La Paz, un marketplace fisico, con l’obiettivo di garantire più valore al cliente che può scegliere tra prezzi diversi, una più ampia selezione, e una varietà di reparti. L’ultimo passo è stato portare il food su Amazon.it: qui ora si trovano i due negozi alimentari Unes e Pam, più quello di Amazon, cioè Fresh, con una esperienza d’acquisto migliore rispetto al passato.

Il modello marketplace per il retail alimentare

Se il successo dei marketplace digitali è affidato in prevalenza a categorie non food, a causa della complessità nella conservazione e nella consegna per i prodotti freschi, non è detto che il retailer food tradizionale non possa trarre ispirazione dal modello digitale.

Descrizione dei prodotti, definizione del pricing, fulfillment, spedizione e resi, il passaggio è da un modello rigido, controllato centralmente, a uno sempre più flessibile, alla Amazon, controllato dai singoli brand o partner, ma capace di garantire uniformità nel livello di prestazione, anche se la gestione è affidata a interlocutori diversi. “Se in Amazon già il 55% del venduto è da attribuirsi alla formula marketplace -dichiara Vito Perrone, ceo e fondatore di Yocabè- anche Zalando ha annunciato che entro il 2023 la maggior parte del proprio business verrà dal marketplace. A livello globale, la quota dei marketplace è in crescita, e anche il 70% delle ricerche di prodotto partono da marketplace e non più da motori di ricerca”. È la conferma del progressivo spostamento dei retailer verso questa formula, in versione omnicanale. “Nel food ci sono stati grandi investimenti, tutti verso tecnologie che hanno a che fare con la logistica, la sua ottimizzazione e automatizzazione -prosegue Perrone- perché la chiave è lì”. Pensiamo alla tecnologia di Ocado con Waitrose & Partners, piuttosto che a quella di Fabric in Israele per i retailer food, ai quali offre la consegna in un’ora attraverso mini dark store completamente automatizzati. Il marketplace permette di trasformare un numero virtualmente infinito di magazzini che si trovano in location diverse (come appunto i negozi o depositi dei brand), in un unico magazzino accessibile attraverso una interfaccia online, capace di ottimizzare la relazione tra domanda e offerta. Questa idea, estremizzata nel food da scontrini bassi e tempi di consegna sempre più stretti, anche a causa della deperibilità dei prodotti, si sposa bene anche con le reti di negozi alimentari, perché permette di aumentare l’offerta senza i limiti del magazzino tradizionale.

“Mi aspetto che alcune infrastrutture che si stanno attrezzando per supportare l’online -chiarisce Perrone- vengano impiegate per collegare la domanda e l’offerta del food offline, soprattutto per alcune categorie, come i prodotti che non hanno un largo consumo presso una certa insegna e, quindi, non vengono proposti nell’assortimento standard del supermercato, ma che potrebbero comunque essere acquistati con rotazioni inferiori e in una fascia di prezzo più alta”.

Per esempio, il bio, o articoli che il 70% dei clienti dell’insegna non acquista: gli assortimenti diventano più ampi e profondi grazie a dark shop che puntano fortemente sulla tecnologia. “Un match tra domanda e offerta molto più dinamico -dice Perrone- guidato sempre più da automatismi tecnologici e sulla base di una logistica che sta cambiando in modo radicale: è questo l’apporto che il marketplace digitale può dare al canale fisico”.

Tutto da sviluppare poi è l’aspetto della relazione diretta del brand con il cliente: in un marketplace fisico quale potrebbe essere il corrispettivo della scheda prodotto online? “Penso che l’avvicinamento tra questi mondi avverrà attraverso la realtà aumentata -precisa Perrone-: basta guardare alla Cina, che sta ripensando i negozi fisici con questa tecnologia per dare più spazio ai brand”.

Certo, non mancano difficoltà per le aziende nell’evoluzione verso il marketplace. “La prima è la stessa organizzazione -chiarisce Perrone- le aziende sono abituate al modello wholesale, nel senso che vendono a un distributore, con dinamiche di quantità e scontistiche. Anche decidere il prezzo di vendita è una difficoltà, perché le aziende finora si limitavano a dare ai retailer linee guida, che venivano calate nelle singole realtà di negozio. Poi merchandising, promozioni, gestione del cliente. Le realtà che si stanno evolvendo più velocemente, come il fashion, assumono figure professionali dedicate per il d2c”.

La logistica rappresenta un’ulteriore criticità e per ora i modelli indicati dal marketplace sono due: nel primo, il brand conserva il prodotto nei propri magazzini, o in quelli di un fornitore di servizi come Yocabè, e li vende su più canali, dai marketplace al proprio eCommerce. Questo modello si adatta bene a prodotti ad alto valore. Il secondo modello si presta di più al largo consumo: è lo stesso marketplace che offre l’infrastruttura logistica e il produttore spedisce verso il magazzino del marketplace che distribuisce al cliente finale. “Il primo passaggio è il retailer offline che si apre verso l’online, ma rimane retailer -chiarisce Perrone -. L’evoluzione naturale è diventare marketplace, cioè andare oltre il magazzino unico di distribuzione della gdo e permettere ai brand di distribuire loro stessi i propri prodotti, come fa Amazon. Questo permette di vendere prodotti prima non disponibili in assortimento e anche di capire quali hanno effettivamente successo, così da proporli anche nel canale fisico. Un circolo virtuoso che dal fisico va al marketplace per tornare al negozio fisico. I due modelli imparano l’uno dall’altro, trasferendo i vantaggi del fisico anche sul digitale, e viceversa, con gli opportuni adattamenti”.

“Oggi gli stessi marketplace, nati come piattaforme di marketing conversion sulle quali si mirava a convertire il prodotto in acquisto, esattamente come Rinascente -spiega Paola Marzario, presidente di BrandOn Group- stanno diventando luoghi full funnel, dove incontrare tutti gli utenti e fare brand awareness su target differenziati”. La differenza è che nei marketplace stanno evolvendo una serie di sistemi capaci di spingere la visibilità del prodotto attraverso l’advertising, in modo molto mirato, semplice e con investimenti più concentrati. Senza contare che gli assortimenti sono infiniti, possono incontrare esigenze diverse ed è possibile lavorare sulle parole chiave e le sponsorizzazioni. L’obiettivo del marketplace, fisico o digitale, rimane quello di portare traffico.

“Le logiche si evolvono ma il modello era già quello di Esselunga -dice Marzario- ovvero il prezzo a metro lineare, che su Amazon diventa un fee e un revenue share, e la promoter instore che diventa adv. Anche i programmi fedeltà sono analoghi, da Amazon Prime a Cdiscount à Volonté del francese Cdiscount”.

La Francia è uno dei Paesi più avanzati nella creazione di marketplace di retailer: Carrefour ha abbracciato questa logica nell’eCommerce permettendo ai brand di offrire assortimenti più ampi rispetto a quelli presenti in store. Un approccio che è già stato attivato anche in Spagna e presto dovrebbe arrivare anche in Italia Sempre in Francia, anche Decathlon ha aperto la propria piattaforma ad altri brand, mentre Metro è diventato marketplace nel b2b. Analogamente Douglas ha fatto lo stesso in Germania, Austria, Francia e Polonia. “Una volta che questi retailer si sono dotati della capacità di gestire milioni di sku offerte da terze parti -aggiunge Marzario- far crescere il marketplace porta solo vantaggio perché è tutto self service. Mi aspetto che cominceranno a vendere servizi di media advertising sulle loro piattaforme, quando avranno raggiunto traffici e presenze di brand adeguate, proprio come fa Amazon”. Il retailer partecipa al successo del brand e ogni brand ha le stesse possibilità, anche se legate al budget. “C’è più democrazia, su un marketplace -dice Marzario- perché è il consumatore che sceglie, non il buyer: è la customercentricity da cui nel ’99 è partito Jeff Bezos”. Ed è la logica abbracciata anche da Walmart che ha investito molto per competere con Amazon e oggi lo tallona da vicino, negli Stati Uniti. Brand e retailer devono evolvere da una logica b2b a una b2c, proprio come il colosso fondato da Sam Walton. “Il primo ostacolo è la cultura aziendale -aggiunge Marzario-, quindi la gestione del cliente, il customer service, la logistica, infine le competenze digitali: il marketplace manager e l’advertising marketplace manager sono professioni destinate a crescere”.

La piattaforma di Ovs per la famiglia

Direzione marketplace sia per il canale fisico che per quello digitale: questa l’evoluzione che ha intrapreso l’insegna Ovs. Accanto alle proprie mdd (brand di propria produzione) -come Grand&Hills outdoor casual per il giovane e ragazzo, Piombo per l’uomo che preferisce uno stile italiano upper casual, Everlast, lo sport casual per uomo e donna-, sta integrando marchi internazionali caratterizzati da forte notorietà, come Gap, presente sul sito e in circa 20 negozi a partire dalla linea kids. Molti altri se ne aggiungeranno, ha annunciato l’azienda, tra brand in licenza o in concessione, ma anche attraverso acquisizioni.

Uno stesso sviluppo è previsto anche per l’eCommerce, nel quale ai brand proprietari se ne aggiungeranno altri sinergici con l’offerta di Ovs e caratterizzati da un posizionamento chiaro. L’obiettivo è generare sempre più traffico intorno a una piattaforma dedicata principalmente al target della famiglia. “Siamo convinti che vi siano davanti a noi rilevanti opportunità di crescita che intendiamo cogliere -ha detto l’Ad Stefano Beraldo- adottando una strategia che valorizzi le nostre peculiarità e in sintonia con i trend strutturali del mercato. Intendiamo affrontare la crescita in una logica di ecosistema, attraverso lo sviluppo di diversi canali, dal fisico, al digitale, al b2b, utilizzando marchi propri e nuovi. La crescita avverrà prevalentemente attraverso il subentro in aziende o quote di mercato esistenti, piuttosto che attraverso la pura competizione per acquisire nuove quote di mercato”.

Target accoglie Ulta Beauty e Apple

Una serie di partnership che rendono sempre più distintiva la shopping experience: così Target sta collezionando brand che propone con la formula dello shop in shop. Dopo Disney, nel 2019, Levi Strauss & Co.’s, Cvs e Starbucks, sono arrivati il beauty store di Ulta Beauty e Apple. Ulta Beauty entrerà entro la fine del 2021 in 100 negozi Target, per estendersi successivamente ad altri shop della rete, compreso l’eCommerce del retailer. L’offerta è costituita da brand in precedenza non disponibili nell’area beauty di Target insieme a servizi in ottica omnicanale, come la consegna o il ritiro in giornata, e a strumenti come il tester virtuale GlamLab. L’offerta viene animata con capsule collection e limited edition.

Anche per Apple lo shop in shop è sia fisico che virtuale, partendo da 17 location fisiche in inverno 2021 cui se ne aggiungeranno altre in autunno. L’obiettivo è consolidare il ruolo di destinazione per la categoria dell’elettronica, sulla base dei desideri espressi dai clienti Target. Apple era presente anche prima nell’offerta del retailer, ma con la metà dei prodotti rispetto al nuovo spazio. A questo si aggiungono i servizi dell’online: la consegna in due giorni, il ritiro e drive gratuiti.

Community market

A Roma Tor Vergata Carrefour riprende l’idea del mercato rionale: 28 produttori del Lazio con corner nell’ipermercato. 200 articoli di cui 120 freschi del territorio. Analoga iniziativa temporanea da Muji in C.so Buenos Aires a Milano, con produttori, designer, artigiani.

Polti verso la revisione completa dei ferri da stiro

Verso modelli pratici, veloci e confortevoli, da utilizzare per stirare anche soltanto piccole quantità di indumenti

Nel mondo dei ferro da stiro, e soprattutto dei sistemi a vapore, Polti è tra i protagonisti di mercato, grazie a più di 200 brevetti e prodotti commercializzati in oltre 50 Paesi al mondo. Un'azienda che in molti ricordano per il primo ferro da stiro con caldaia ad uso domestico, Polti Vaporella. Novità di cui si può essere “soddisfatti o rimborsati” sono quelle proposte. A parlarne, anticipando anche un lancio a inizio 2022 nel campo della pulizia a vapore, è la marketing manager, Roberta Galassini.

Roberta Galassini, responsabile marketing Polti

“Stiamo lavorando a nuovi lanci e a una revisione completa della gamma dei nostri ferri da stiro con e senza caldaia, sempre con l’obiettivo principale di avere i prodotti che meglio possono rispondere alle esigenze dei consumatori. - spiega - Di recente abbiamo lanciato quattro ferri da stiro a vapore Polti Vaporella, due modelli Polti Vaporella Quick & Slide e due modelli Polti Vaporella Quick & Comfort, che ci permettono di completare la nostra offerta e soddisfare qualsiasi tipo di necessità di stiratura del nostro target di riferimento, gli homelovers. Pensati per chi è alla ricerca di un ferro pratico, veloce e confortevole da utilizzare per stirare piccole quantità di indumenti, i due modelli Polti Vaporella Quick & Slide sono dotati dell’innovativo selettore rotativo della temperatura Rotary Control e di display digitale che permettono di selezionare quattro programmi di stiratura. La piastra in alluminio Pro-Steam con 485 fori e il rivestimento in ceramica garantiscono la massima scorrevolezza su tutti i tipi di tessuto per stirare senza fatica. I due modelli Polti Vaporella Quick & Comfort sono invece dotati di un morbido cuscinetto all’interno dell’impugnatura per il massimo comfort durante la stiratura. La piastra in acciaio inossidabile e il riscaldamento rapido consentono di stirare tutti i tipi di tessuto in poco tempo. Per supportare la novità di prodotto, nei punti vendita è inoltre attiva la promozione Soddisfatto o Rimborsato: fino al 31 dicembre, chi acquista i modelli Polti Vaporella Quick ha tempo 30 giorni per provarli e restituirli se non è soddisfatto”.
Un fatturato di gruppo a quota 80 milioni, per un 44% realizzato all'estero e per un 5% reimpegnato in attività di ricerca e sviluppo, dalla sua sede comasca di Bulgarograsso (il cui impianto fotovoltaico permette di soddisfare il 70% del fabbisogno energetico aziendale), Polti dichiara oggi che il 55% dei suoi prodotti sono Made in Italy. Quanto all'andamento del settore e alle attese di chiusura 2020, la Marketing Manager commenta: “Durante il 2020 c’è stata una contrazione del mercato dovuta al fatto che le persone hanno ridotto gli spostamenti e la cura del vestire. Il mercato è calato di circa il 13% secondo le indagini più consolidate. Polti è stato il solo brand tra quelli più noti che si è mosso controtendenza migliorando i propri risultati e aumentando la propria quota di mercato, il tutto competendo solo nel segmento dei generatori di vapore, con e senza caldaia e, fino ad oggi, non ancora nel segmento dei ferri a vapore tradizionali. Polti Vaporella è un brand che gli italiani conoscono e apprezzano ed oggi, dopo aver portato la stiratura professionale nelle case oltre 40 anni fa, offre una gamma completa di prodotti in ogni segmento del mercato. In questa prima parte del 2021, il mercato ha dato segni di risveglio, spinto molto probabilmente dal recupero della vita sociale e della mobilità. I dati sono positivi rispetto al 2020 e ancora una volta premiano il brand Polti anche in questa fase di ripresa”.

Per i petlover la promo di luglio di Vorwerk Italia

Per riportare divani e materassi a nuova vita, eliminando acari, allergeni e peli di animali da ogni superficie imbottita

Folletto di Vorwerk Italia ha dedicato la sua promozione estiva (valida per prenotazioni online di dimostrazione pratica effettuata entro luglio) ai possessori di animali domestici, soggetti allergici, famiglie con bambini, o più semplicemente a “tutti coloro che sognano superfici igienizzate in profondità per dormire sonni tranquilli”. Con la promessa di riportare divani e materassi al loro vecchio splendore, come nuovi, eliminando acari, allergeni e peli di animali da ogni superficie imbottita. Importante la scontistica, con tagli fino al 40% sulla spazzola PB440 e sul set di pulizia MP100 e MR100.
Da oltre 80 anni è una delle più importanti presenze nazionali in tema di cura e pulizia della casa attraverso una distribuzione che avviene esclusivamente tramite il canale di vendita porta a porta. Una rete di 4mila agenti che contattano ogni anno più di due milioni e mezzo di famiglie, le quali sono poi supportate dall'assistenza di oltre 400 centri assistenza autorizzati e 50 Vorwerk Point.

La comunicazione

La comunicazione dell'azienda si è incentrata su quanto gli animali domestici siano una fonte inesauribile di amore, ma anche di peli in giro per casa. Una faticaccia rimuoverli da ogni angolo, e soprattutto dalle superfici imbottite. E poi, soprattutto dal punto di vista della salute e dell'igiene degli ambienti, una delle maggiori fonti di allergeni. La soluzione proposta è quella del Sistema Folletto, sul mercato con l’ultimo modello VK220 S: un sistema modulare, con apparecchi e accessori che si combinano per offrire soluzioni adeguate a tutte le esigenze di pulizia. Compatto, maneggevole e potente, in grado di pulire qualsiasi tipo di pavimentazione.

Per i divani

Sempre per padroni di animali è anche un altro apparecchio, PB440 S, che rispetta i tessuti e rimuove in modo sicuro e igienico i peli da fibre delicate e imbottiti, con una forma affusolata che lo rende molto pratico anche per arrivare negli interstizi più difficili, e quindi non solo in casa, ma ad esempio anche in auto. Due spazzole circolari rotanti in senso inverso rimuovono lo sporco dalle fibre e lo aspirano ad altissima velocità, mentre il movimento delle spazzole impedisce alle particelle di aderire al tessuto e la griglia di protezione preserva le superfici tessili. Il sistema di filtraggio rimuove acari e polveri sottili dagli imbottiti trattenendo odori, batteri e polveri fini.

... e i materassi

E poi ancora, c'è il Lavamaterasso Folletto MP100, che per pulire in profondità il materasso permette di applicare il detergente Lavenia della gamma di detergenti in polvere Vorwerk ad azione ipoallergenica e protettiva dei tessuti: appunto Lavenia, specifica per la cura di materassi e cuscini e invece Kobosan Active per la pulizia di tappeti e moquette. La cellulosa presente nel detergente assorbe la polvere, lo sporco e gli allergeni lasciando una piacevole sensazione di freschezza e garantendo un'igiene assoluta. E infine il Battimaterasso Folletto MR100 per rimuove energicamente lo sporco e gli allergeni della polvere dal materasso.
L’intero Sistema di pulizia Folletto VK220 S è in grado di trattenere il 99,99% degli allergeni della polvere presente in casa fino a 0,3 micron. L’efficacia nel trattenere polveri sottili e allergeni è certificata dall'ente tedesco TÜV Nord.

Zalando: sostenibilità come vantaggio competitivo

Prosegue la crescita di Zalando, in termini di fatturato, numero di ordini, numero di clienti attivi, ordini per cliente e carrello medio. Continuare anche la strategia storica del retailer digitale, che consiste nel progressivo incremento del business attraverso investimenti sulla piattaforma in termini sia tecnologici che di offerta, prodotto e servizio. E la parola chiave è sostenibilità

Prosegue la crescita di Zalando, a livello di fatturato, numero di ordini, clienti attivi, ordini per cliente e carrello medio. Continua anche la sua strategia Csr, centrata sul progressivo incremento del business grazie a investimenti sulla piattaforma in termini sia tecnologici sia di offerta, prodotto e servizio. Per tutto, la parola chiave è sostenibilità, scelta presa a ottobre 2019 con la strategia do-More per ridurre a zero le emissioni di operazioni, consegne e resi gestiti tramite la piattaforma, cui si è aggiunta la volontà di eliminare entro il 2023 gli imballaggi in plastica monouso. Il terzo tassello è l’offerta di capi e accessori sostenibili in parte con la private label Zign, in parte con i brand del mondo fashion. L’impegno va oltre le attività aziendali e cerca di coinvolgere anche clienti, partner e fornitori in un circolo virtuoso che alimenti una moda ecologica, ma anche remunerativa. Per questo entro il 2023 il retailer punta a far sì che il 23% del venduto lordo arrivi dalla vendita di capi sostenibili, definiti con criteri sempre più stretti e segnalati con un bollino verde anche sull’eCommerce. Al bollino corrisponde la presenza effettiva di almeno una tra le 15 certificazioni accolte dal retailer, che spaziano dai materiali al lavoro, alla produzione e agli imballaggi.

Rubin Ritter - Ceo Zalando

“L’obiettivo è dare all’ambiente più di quello che prendiamo e diventare economicamente circolari -ha di recente spiegato il co-ceo Rubin Ritter, che ha appena annunciato la sua uscita dal Cda-. La circolarità passa dall’aumento dell’assortimento sostenibile, che deve triplicare nel 2021 per arrivare a oltre 80.000 articoli, incorporando piccoli brand sostenibili e aiutando quelli più strutturati a evidenziare la parte green della loro offerta su Zalando”.

In questo contesto, un ruolo centrale tocca alla marca privata, che esprime valori di riciclabilità, durabilità ed ecologicità anche per la materia prima. Zign è il brand che rappresenta questo impegno: dal 2021 ha allargato l’uso del cotone bio: tutto il prodotto è sostenibile, non solo una parte; i colori sono sostenibili, il poliestere è riciclato, le fibre sono lavorate a maglia, la produzione rispetta comportamenti etici e cerca l’efficienza dei processi; gli standard si alzano per i partner in Cina e Bangladesh. Nel 2020 la redZign for Circularity collection con QrCode ha offerto più trasparenza ai clienti e informazioni su come usare di più, rivendere e riciclare gli abiti. “Zalando può assumersi un ruolo in ogni fase di questo circuito -ha sottolineato Ritter- per arrivare nel 2023 a estendere la vita di oltre 23 milioni di capi: non significa vendere meno, ma meglio, spingendo sull’efficienza del magazzino e sulla crescita diminuendo le emissioni”.

In linea con questa filosofia, ad aprile 2021 è stato lanciato in Italia (oltre che in Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Austria e Svezia), Second Hand (vedi box a fianco) servizio nato un anno fa per dare una seconda vita ai capi così come è stata annunciata anche la nascita della Fondazione Zalando, che non sarà un’entità del retailer, pur essendo ad esso strettamente collegato. “Con Robert e David (gli altri due co-ceo) abbiamo costruito Zalando -ha commentato Ritter- ricevendone grandi opportunità, non equamente distribuite nella società. Vogliamo lavorare per colmare questa disparità”.

Entro il 2023 Zalando si impegna a sviluppare per 50 milioni di articoli, Secondo Hand, servizio chiesto con insistenza dai più giovani. Secondo uno studio del retailer, oltre il 90% della Gen Z si dichiara sensibile all’impegno ambientale delle aziende. In Italia è alta la percentuale di consumatori di moda che ritiene che i brand debbano essere trasparenti: 71%, più alta rispetto a francesi, tedeschi, inglesi e svedesi. Con Second Hand, Zalando non vuole solo ridurre i rifiuti, ma anche remunerare chi adotta la causa green, acquistando dalla piattaforma. Su questa, ogni utente trova nel proprio account l’elenco dei capi acquistati su Zalando; a questi può aggiungere anche quelli acquistati altrove, ma presenti nel proprio guardaroba. Se ne possono selezionare massimo 20, che Zalando quota con un determinato valore di mercato, che l’utente potrà spendere di nuovo sulla piattaforma per acquistare, o che potrà donare in beneficenza.

Dal 2019 al 2020 Zalando ha raggiunto la neutralità nelle emissioni nelle operation dirette e generato il 16% delle vendite con articoli sostenibili.

Faema porta la reginetta del bar nelle case (in edizione limitata)

Seguendo la sempre più diffusa attenzione all'Home Bar, l'azienda del gruppo Cimbali celebra l'anniversario riproponendo la sua macchina per caffè professionale

Compie 60 anni Faema E61, iconica macchina per il caffè espresso di Faema, azienda del Gruppo Cimbali che ha deciso di festeggiare l'anniversario della sua intramontabile “reginetta da bar” con una serie di iniziative: nuovo merchandising dedicato, un contest fotografico sui canali social, una partnership per rimarcare lo stretto legame con il mondo del ciclismo, un’asta benefica e un modello in edizione limitata, appositamente pensato all'ambiente domestico e all'Home Bar.
“Celebriamo un prodotto diventato negli anni un’icona del caffè d’autore gustato al bar -ha dichiarato il Chief Commercial Officer di Gruppo Cimbali, Enrico Bracesco-. Il suo 60° anniversario ci offre anche l’opportunità di valorizzare il passato per guardare soprattutto al futuro con determinazione e curiosità verso le nuove abitudini delle persone. Lavorando su innovazione, passione e memoria, puntiamo a un nuovo mercato, quello consumer, proponendo una macchina professionale che si adatta al contesto domestico rispondendo al crescente trend dell’Home Bar. Portiamo a casa il gusto del caffè d’autore e il design sempre originale di Faema con la nuova versione Limited Edition. Ulteriori nuovi traguardi ci attendono in questo ambito da settembre in poi”.

Home Bar

È quindi, non solo “per rafforzare i valori del brand e il senso di appartenenza alla community”, che l'azienda fondata da Carlo Ernesto Valente nel 1945 a Binasco nella cintura milanese, trova occasione per festeggiare questa icona di stile, nata sotto gli auspici dell'eclissi solare del 1961 a cui deve il nome, che ha cambiato la storia delle macchine per caffè e contribuito alla nascita del bar moderno. È infatti per guardare al futuro e per rispondere alle nuove esigenze dei clienti, seguendo la sempre più diffusa attenzione all'Home Bar, che Faema lancia una Limited Edition E61 1 Group Anniversary, proposta in un ambiente nuovo, quello domestico, pur mantenendo intatta la propria identità di macchina professionale.
Un “oggetto del desiderio” che, dal bar entra in casa, con una potenza installata che la rende idonea anche ad un ambiente domestico, con un'estetica dove alcuni dettagli caratterizzanti in legno, come la levetta di erogazione caffè, si integrano al corpo macchina in acciaio e con il distintivo colore rosso del pannello retro illuminato.

Erogazione continua

“La Faema E61 ha cavalcato quest’onda di rinascita e rivoluzione diventando un’icona di stile immutabile nel tempo” spiegano dall'azienda. Una macchina a erogazione continua, dove l’acqua per il caffè proviene direttamente dalla rete idrica (non dalla caldaia), attraversando l’addolcitore a resine che elimina il calcare. L’acqua, spinta dalla pompa elettro-volumetrica alla pressione di 9 atmosfere attraverso uno scambiatore di calore, garantisce il mantenimento della temperatura ottimale e costante. La macchina, inoltre, ottimizza il principio della pre-infusione: bagnando la polvere di caffè per qualche secondo prima dell’erogazione, così da ottenere la massima estrazione delle sostanze aromatiche per un eccellente caffè in tazza. Inoltre, per soddisfare ogni esigenza di gusto, la E61 è dotata di un brevetto Thermobalance System che permette di variare le temperature, adattandosi ad ogni tipologia di caffè, anche i più moderni e delicati caffè gourmet.

Il mondo del ciclismo

Tra le altre iniziative di comunicazione e marketing, non manca poi il kit Merchandising Limited Edition dedicato proprio al mondo del ciclismo, con maglietta, calzini e cappellino brandizzati per gli appassionati delle due ruote, da sempre legati all’azienda e alla storica maglia bianca e rossa Faema (squadra maschile di ciclismo su strada che ha visto tra i suoi campioni anche Eddy Merckx per tre stagioni, dal 1968 al 1970). È inoltre prevista una partnership con Basso Bikes per la realizzazione di bici brandizzate Faema, che saranno esposte al Flasgship di Milano dell’azienda e al MUMAC, il Museo d’Impresa di Gruppo Cimbali, in cui a settembre si potrà vedere anche il modello della E61, realizzata in edizione limitata nel 2015 per il 70 anni dell'azienda, e dove continua l’iniziativa social “Un caffè con Faema” con una serie di interviste a campioni del ciclismo. Dall'autunno, questi esemplari saranno in vendita sull’eshop Faema e uno di queste biciclette andrà all’asta durante la Fiera Host di ottobre (il ricavato sarà destinato all’associazione World Bicycle Relief, che da anni supporta le comunità rurali di tutto il mondo, sostenendo programmi di life-changing bicycle e non solo). Infine, il pannello Special Edition Faema, andrà a chi acquisterà una nuova Faema E61; mentre il kit dedicato al ciclismo andrà in premio ai primi dieci classificati del contest fotografico pensato su Instagram per coinvolgere la community digital dei Coffee Lovers e dei possessori della E61.

Unieuro potenzia il canale Gdo: nuovo accordo con Conad

L'accordo Unieuro-Margherita Distribuzione (Conad) prevede l’apertura di 4 nuovi negozi diretti Unieuro all’interno di altrettanti ipermercati Spazio Conad

Unieuro svilupperà nuovi punti di vendita all'interno degli ex ipermercati Auchan, oggi Spazio Conad, a partire da questo autunno. Il progetto è frutto di un accordo quadro con Margherita Distribuzione SpA (Conad) finalizzato all’apertura di quattro nuovi negozi diretti a insegna Unieuro all’interno di altrettanti ipermercati.

L'iniziativa svilupperà a regime ricavi addizionali annui pari a circa 40 milioni di euro  e riguarderà i centri e i parchi commerciali Porta di Roma, Grande Sud (Giugliano, Napoli), Porte di Catania e Belvedere (Melilli, Siracusa), tre dei quali sono nella graduatoria delle prime 20 location commerciali italiane per footfall.

I nuovi punti di vendita svilupperanno una superficie media di 1.800 mq, con accesso diretto dalla galleria commerciale e saranno gestiti direttamente da Unieuro tramite personale proprio, parte del quale di provenienza ex-Auchan.

In continuità con la strategia di sviluppo all'interno della Gdo, avviata dal 2019, Unieuro si insedierà in centri commerciali di primario livello, attualmente presidiati da insegne concorrenti; sfrutterà il footfall dei centri e parchi commerciali oggetto dell’accordo, pari a circa 40 milioni di visitatori annui ante-Covid; beneficerà in 3 delle 4 location delle potenzialità del format Spazio Conad, caratterizzato da un’area di vendita compresa tra 6.000 e 8.000 mq; darà ulteriore impulso alla strategia omnicanale, grazie alla capillarità della rete e alla possibilità di ritirare in negozio i prodotti acquistati online sulla piattaforma unieuro.it.

Bruna Olivieri, direttore generale di Unieuro

Dopo la partnership siglata nel febbraio 2020 con Cia, una delle cooperative socie del Consorzio nazionale Conad, saliranno a 9 i punti vendita Unieuro negli spazi ex-Auchan, rafforzando così la presenza dell’insegna come partner specialista della Gdo, dove è presente anche con i 21 shop-in-shop Unieuro by Iper.

“Forti del successo della nostra esperienza pionieristica nella Gdo -commenta Bruna Olivieri, direttore generale di Unieuro- siamo felici di estendere la collaborazione con il mondo Conad a quattro nuove e prestigiosissime location, una delle quali in Campania, regione strategica in cui rafforziamo il nostro presidio. I nuovi punti di vendita saranno operativi entro la stagione di picco ed esporranno il nostro marchio e la nostra offerta merceologica a un potenziale di ben 40 milioni di visitatori annui, rafforzando la proposizione omnicanale di Unieuro in territori di grande interesse".

Cedi Sigma (D.IT) consolida la rete in Campania

Sigma D.It
Prosegue l'espansione dell'insegna Sigma nella regione grazie all'iniziativa del Gruppo Del Fiume, storico socio della Ce.Di. Sigma Campania

Aggiornamento 29 luglio 2021

Prosegue l'espansione nella regione dell'insegna Sigma di Ce.Di. Sigma Campania (socio D.IT-Distribuzione Italiana). L'ultima apertura è stata realizzata a Paduli (Bn). L'insegna nella regione opera con 240 punti di vendita.

2021

La struttura di Paduli, della famiglia Mastrovito-Rubino, si sviluppa su un'area di oltre 600 mq e conta un assortimento di circa 7.000 referenze. Lo store ha ampie corsie e un’impostazione che facilita l’individuazione di reparti e offerte.

L'area freschi si articola nei reparti di ortofrutta con focus alle eccellenze agricole locali, gastronomia, macelleria con carni provenienti da filiere di allevamento controllate e certificate. Il 10% dell’offerta è riservato alla marca del distributore.

In linea con la filosofia che caratterizza i Supermercati Sigma - spiega Francesco Rubino  anche questo nuovo punto di vendita offre ai clienti l’opportunità di un’esperienza di acquisto conveniente, veloce, di qualità che ben si coniuga con i valori della tradizione e della qualità, tipiche della mission aziendale”.

2020

Si amplia la rete grazie all'iniziativa del Gruppo Del Fiume, storico socio della Ce.Di. Sigma Campania (Gruppo D.IT) che ha realizzato un punto di vendita o a Colliano (Sa) sviluppato su un'area di 800 mq e situato all'interno del centro commerciale La Macchia.

La decisione di aprire uno store in una fase congiunturale non certo facile dal punto di vista imprenditoriale per il paese e per il nostro territorio, è un segnale forte di fiducia, impegno e responsabilità sociale e ambientale, che abbiamo voluto dare a tutta la comunità” afferma Antonio Del Fiume, imprenditore e storico socio di Sigma.

L'assortimento comprende 10 mila referenze, con una presenza del 10% di private label. Lo store propone un allestimento moderno, dai colori caldi che rendono l'ambiente accogliente, e una chiara segnalazione dei reparti e delle offerte.

L'area freschi è articolata nei reparti ortofrutta, con particolare focus sulle eccellenze agricole locali, gastronomia, pescheria, salumeria, macelleria con carni provenienti da filiere di allevamento controllate e certificate.

La struttura è dotata di quattro casse con sistemi intelligenti di avanzamento delle code e offre il servizio click & collect, un progetto codificato a livello nazionale con sistema di Crm studiato per migliorare il servizio e creare delle community su cui individuare azioni promozionali ad hoc. Lo store è, inoltre, munito di etichette digitali, in linea con la filosofia sostenibile che si intende perseguire.

Il successo della prossimità

I negozi di vicinato hanno svolto nei primi mesi dell’anno un ruolo strategico -afferma Vincenzo Gargano, consigliere di D.IT e di Cedi Sigma Campania- che siamo certi continueranno a ricoprire anche in futuro. Un trend che vede protagonista anche il Gruppo Del Fiume, grazie all’adesione ad una realtà in forte sviluppo quale è Sigma Campania, particolarmente attenta, oggi più che mai, all’implementazione di nuovi servizi per la propria rete di punti di vendita ad insegna Sigma, con speciale riguardo a quelle innovazioni tecnologiche che ben si sposano con i valori della tradizione e della qualità, tipiche della mission aziendale”.

Carrefour investe nella startup quick commerce Cajoo

Carrefour 2026

L'annuncio è di oggi: Carrefour ha avviato una trattativa esclusiva per l'acquisizione di una quota di minoranza della startup Cajoo, lo specialista francese del quick commerce, ovvero la consegna di cibo a domicilio con tempi inferiori ai 15 minuti.

Carrefour e Cajoo: cosa cambia?

Il retailer francese è già presente nell'eCommerce e anche nel segmento della consegna rapida della spesa, per la quale si avvale di partner esterni ovvero affermate piattaforme di consegna. I servizi gestiti direttamente invece vanno dalla consegna a domicilio in città alla gestione di punti di distribuzione (locker).

PER CARREFOUR - L'investimento in Cajoo contribuirà ad accrescere i servizi rivolti ai consumatori, seguendo le tendenze, e sarà basata sulla condivisione dei dark store di Cajoo per rifornimento e per la logistica. In più, l'expertise di Cajoo aiuterà Carrefour a ottimizzare il proprio modello di spesa digitale e a proporre nuovi e innovativi servizi.

"Il Quick Commerce è uno dei trend principali emersi durante il lockdown e si sta progressivamente affermando entro le abitudini dei consumatori, in tutti i Paesi nei quali Carrefour opera. Quale leader nella consegna a domicilio in Francia, Carrefour ha deciso di intercettare questo nuovo trend e insieme a Cajoo sta esplorando tutte le opportunità strategiche capaci di dare valore in questo nuovo segmento in rapida crescita", ha detto Elodie Perthuisot, executive director eCommerce, data and digital transformation del Gruppo Carrefour.

PER CAJOO - I fondi raccolti con l'investimento di Carrefour serviranno ad accelerare lo sviluppo della startup in Francia e in Europa.

"Siamo entusiasti di questa partnership strutturale con Carrefour, che ci aiuterà a consolidare la nostra posizione di leader nel quick commerce in Francia e ad accelerare lo sviluppo in Europa. Cajoo sarà in grado di offrire un'esperienza di consumo totalmente nuova, e questo grazie alla propria agilità e alla tecnologia, sostenuta dalle capacità logistiche e operative di Carrefour", afferma Henri Capoul, co fondatore e Ceo di Cajoo.

Cajoo in breve

Startup nata a febbraio 2021, pioniere del quick commerce in Francia, in soli 5 mesi di attività ha già raggiunto 10 città e oltre 100.000 utenti, cui consegna a domicilio circa 2.000 referenze tra alimentare e non alimentare in meno di 15 minuti, in fasce orarie estese. L'efficienza è raggiunta grazie a una rete di dark store e a una squadra di picker e driver stipendiati.

BigMat, Alessandro Cerbai nuovo presidente

Alessandro Cerbai, presidente BigMat Italia
Toscano e volto storico di BigMat Italia, Alessandro Cerbi è stato nominato presidente ed è il suo primo mandato in questa veste

Toscano (di Sesto Fiorentino) e volto storico di BigMat Italia, Alessandro Cerbai è stato nominato presidente ed è il suo primo mandato in questa veste. Tra gli obiettivi della sua nuova presidenza Cerbai sottolinea l’importanza di far crescere ancora Gruppo BigMat: "Abbiamo un brand internazionale e un’insegna forte grazie alla quale poter sviluppare ulteriormente la nostra rete sul territorio italiano, dando servizi e risposte alle nostre aziende socie e contribuendo così al miglior posizionamento possibile sul mercato". Alessandro Cerbi raccoglie il testimone da Rocco Alfano in carica da 7 anni.

Rinnovato anche il Cda composto da 11 membri di cui 6 nuovi consiglieri e 5 conferme.

Il fatturato 2020 (445 milioni di euro) ha registrato una lieve flessione rispetto al 2019. L'anno scorso ha visto anche quattro nuovi ingressi: Barbella New Generation di Castellammare di Stabia (Na), Bit Imperia di Imperia, Edilizia Di Leone di Benevento e Orlandi Edilizia di Subiaco (Rm).

BigMat Italia ha oggi 115 soci, distribuiti su tutto il territorio nazionale, con 200 punti di vendita.

L’Assemblea nazionale, primo evento in presenza dopo quasi due anni di riunioni a distanza, ha rappresentato anche un momento di dialogo e condivisione. Nella cornice del Teatro Odeon, la quasi totalità dei soci si è riunita per condividere progetti ed esperienze, per fare il punto della situazione sui trend del settore e confrontarsi sulle strategie di sviluppo del Gruppo.

In un mercato in costante evoluzione, caratterizzato da forte dinamismo che vede i multipoint crescere e rafforzarsi, BigMat è a fianco dei suoi associati attraverso nuove modalità per gestire le dinamiche della distribuzione edile,  garantire la perennità e lo sviluppo del Gruppo.

Il consorzio si propone nel panorama della distribuzione edile con un progetto di Supporto Rete che mette tutti i servizi e le potenzialità del network a disposizione dei soci che scelgono BigMat e che decidono di intraprendere percorsi di consolidamento attraverso progetti di aggregazione e acquisizione.

Sempre nell’ottica di presidio e sviluppo della Rete a livello nazionale, statuto e regolamento sono stati aggiornati per agevolare l’ingresso di nuovi soci e favorire una maggiore copertura e prossimità dei Punti Vendita al territorio e agli interlocutori della filiera edile.

Esselunga, a Livorno il primo superstore

A Livorno Esselunga realizza il 169esimo negozio della rete potenziando la presenza in Toscana dove opera con 31 punti di vendita

A Livorno Esselunga realizza il 169esimo negozio della rete potenziando la presenza in Toscana dove opera con 31 punti di vendita. Il superstore, sviluppato su un'area di 4.500 mq e certificato in classe energetica A, si trova in viale Petrarca 191 a Livorno. La catena sta continuando a sviluppare il format di ultima generazione già sperimentato nello store di Brescia. Si tratta della quinta apertura da inizio d'anno che segue il supermarket di Milano in via Calvi (un format definito urbano a libero servizio, percorso obbligato e pane-pasticceria e gastronomia come unici reparti serviti=, il negozio laEsse di Roma e le recenti inaugurazioni di Varese e Mantova, oltre che la ristrutturazione di Milano Cassala (lungo la circovallazione esterna).

Il progetto prevede anche un parco verde a uso pubblico di 5.000 mq posto frontalmente e ai due lati dell’edificio commerciale con la piantumazione di oltre 80 nuovi alberi e la salvaguardia di 4 lecci in viale degli Etruschi.

L'assortimento e i servizi

L'offerta comprende oltre 20.000 prodotti tra cui frutta e verdura sfusa e confezionata con un’offerta di oltre 500 prodotti; pescheria con banco assistito, con oltre 250 prodotti freschi di alta qualità; macelleria con 300 tagli; l’enoteca con più di 700 etichette e un sommelier per orientare i clienti nella scelta; la gastronomia con banco assistito, così come la panetteria con pane fresco sfornato per l’intera giornata, oltre a una vasta gamma di pizze e focacce.
Arricchisce l’offerta il marchio Elisenda, la linea di alta pasticceria ideata da Esselunga in collaborazione con la famiglia Cerea del ristorante stellato Da Vittorio. Grande attenzione ai localismi e fornitori locali. Trovano spazio anche il Bar Atlantic, il centesimo della catena, e la profumeria esserbella, beauty boutique presente in oltre 40 negozi e la parafarmacia. Tra i servizi: il ritiro della spesa gratuito in negozio Clicca e Vai e l’ecocompattatore per la raccolta e il riciclo delle bottiglie di plastica.

VITAKRAFT INAUGURA IL SUO STAND VIRTUALE

Vitakraft inaugura il suo stand virtuale 

Una piattaforma b2b riservata a buyer e rivenditori con 8 aree tematiche e oltre 100 pagine


“Lasciatevi ispirare dagli highlights sulla nostra ampia gamma di prodotti e fatevi un giro nel nostro stand per scoprire le ultime novità e i top di gamma!”. Si apre così la home page del nuovo Stand Virtuale creato da Vitakraft e riservato ai rivenditori di prodotti per animali da compagnia.

Lo Stand Virtuale è diviso in varie aree tematiche: Info Point, Vita Planet, Area Display, Area Promo e 4 Aree Prodotto suddivise per colore in base alla famiglia animale. Tutti i prodotti sono esposti negli scaffali come in una vera e propria fiera di settore.

Il nuovo portale b2b di Vitakraft contiene oltre 100 pagine ricche di informazioni e contenuti multimediali ed è aggiornato con gli ultimi lanci di prodotto. A partire dalla piantina generale, con un semplice clic del mouse, il rivenditore ha la possibilità visitare le varie zone dello stand. Dall’Info point può avere informazioni generali sull’azienda e farsi un volo sulla sede dello stabilimento centrale di Brema, in Germania, mentre grazie al contact form può lasciare i suoi dati e richiedere informazioni specifiche o l’intero catalogo con circa 1000 articoli.

Le zone clou dello stand sono le Aree Prodotto: qui il visitatore, cliccando sullo scaffale di interesse, può approfondire la conoscenza dei prodotti top e delle novità, vedere video e scaricare i folder informativi.

L’Area Vita Planet” è dedicata a tutte le iniziative sulla sostenibilità ambientale di Vitakraft. Nell’Area Promo e Area Display, invece, ci sono le informazioni sugli strumenti che l’azienda mette a disposizione dei propri rivenditori per supportarli nella vendita, nell’esposizione dei prodotti fuori banco e nelle attività promozionali e di invito alla prova.

Per richiedere gratuitamente i parametri di accesso allo Stand Virtuale Vitakraft è sufficiente inviare una mail a info@vitakraft.it indicando nome, ruolo e insegna o chiamare la sede al 075 965601.

 

Coop.fi: a Ponte a Greve un supermercato temporaneo

Coop.fi
Dopo il rogo dello scorso 3 giugno, Unicoop Firenze riapre il punto di vendita Coop.fi di Ponte a Greve realizzato in una tensostruttura

Dopo il rogo dello scorso 3 giugno, Coop.fi riapre il punto di vendita di Ponte a Greve realizzato in una tensostruttura e sviluppato su un'area di 1.350 mq, situato nel parcheggio del centro commerciale in via Detti.  Accanto al supermercato sono state realizzate altre due strutture più piccole: la prima, che si trova davanti al Coop.Fi, è adibita ai servizi al cliente, compreso il nuovo Prenota la spesa, la seconda dietro il punto vendita è il magazzino.

L’allestimento del supermercato temporaneo si aggiunge a tante altre iniziative, che confermano il nostro impegno costante e permanente: ridurre i disagi causati dalla temporanea chiusura del Centro Ponte a Greve. A fianco di tutto questo, ribadiamo il nostro obiettivo: riaprire prima possibile il punto di vendita Coop.fi ed il centro Ponte a Greve. Intanto, già dalla seconda metà di settembre, prevediamo di riaprire la galleria interna del centro, i cui negozi potranno ritornare alla normale attività" spiega Unicoop Firenze.

Il punto di vendita

Il negozio si apre con lo spazio dedicato a frutta e verdura, dove sono disponibili anche frutta sbucciata, macedonie e insalate arricchite. Ampio spazio al bio, ai settori in crescita come le zuppe pronte, i legumi e la frutta secca. Seguono la macelleria con carni a marchio Coop interamente italiane e confezionate nel Centro di lavorazione carni di Unicoop Firenze, pescheria con prodotti pescati e allevati e un importante assortimento di pesce intero, filetti, molluschi e mollame, tutto confezionato, forneria. In assortimento anche pizza e schiacciata alla pala, pasticceria fresca e pasticceria da forno Banco del Gusto. Sarà inoltre possibile usufruire del servizio di prenotazione dolci su ordinazione e salati per i rinfreschi. Completa l'offerta la gastronomia.

Attivo in store il servizio Prenota la spesa disponibile a questo sito in cui si possono prenotare i prodotti (per un minimo di 30 euro di spesa) e scegliere il giorno e la fascia oraria del ritiro. Una volta arrivati all'area dedicata il giorno e l'ora scelta, si comunica al citofono il numero d'ordine e si parcheggia negli spazi assegnati dove la spesa viene direttamente caricata in auto.

Presso il punto ritiro si possono ritirare anche gli ordini di Piùscelta e il Prenotalibro. Anche nello spazio dei servizi al cliente del nuovo Coop.Fi Ponte a Greve sarà attivo lo Spid per fare l'identità digitale.

 

Signorvino, il nuovo format è più verticale e vicino a casa

Il nuovo Signorvino a Verona via Mazzini non avrà (per la prima volta) la parte ristorazione. Il format evidenzia la vendita specializzata del vino italiano

Il primo locale del nuovo formato Signorvino viene inaugurato il 30 luglio a Verona in via Mazzini, a un passo da Piazza delle Erbe e dall’Arena di Verona. È un negozio che mette in risalto la vendita specializzata ed esclusiva del vino italiano offrendo un servizio basato sui massimi livelli di professionalità del personale in grado di guidare il consumatore nella scelta della referenza più adatta alle sue esigenze fra le migliaia di etichette 100% made in Italy. Un format caratterizzato dal visual, con indicazioni cromatiche e immediate che orientano e informano i clienti. Un locale sempre più funzionale, più raccolto, con la sola esposizione di vino, vicino a casa, per un servizio che vuole rappresentare una nuova versione di enoteca. Aspetto molto importante: questo nuovo format non prevede la proposta della ristorazione.

Nata nel 2021, questa catena di enoteche con consumazione anche al tavolo, ha oggi 22 punti di vendita, con 5 nuove aperture dal 2020 nonostante il drammatico periodo vissuto dal settore ristorativo e con altre 3 in programma entro fine 2021 (Verona via Mazzini, Milano Pasubio e Torino Le Gru). Un successo tutto italiano lanciato dagli uffici di Gruppo Calzedonia, nato con l’intento di promuovere e commercializzare il meglio dell’enologia italiana, lavorando una selezione di oltre 2.000 etichette, e offrendo al cliente un’ampia varietà legata al food, abbinamenti legati alla stagionalità e alla tradizione locale, piatti completi e piccoli assaggi realizzati con materie prime Dop e Igp. In tutti i punti di vendita è possibile acquistare una bottiglia per qualsiasi occasione, pranzare o cenare a un passo dai monumenti più importanti d’Italia, godersi un aperitivo, partecipare a sessioni di assaggi (wine-tasting).

 

Questo progetto rappresenta per noi un nuovo stimolo, ma anche la volontà di Signorvino di aprire enoteche per rafforzare il core business del gruppo: promuovere e commercializzare le bottiglie più rappresentative dei territori vinicoli italiani con negozi dedicati al solo asporto -commento Federico Veronesi, general manager Signorvino-. Nonostante il periodo pandemico, abbiamo sempre creduto nel retail, accolto nuove sfide e realizzato progetti ambiziosi ma concreti. Dopo aver lavorato sulla vendita diretta specializzata e abbinata a una parte Food, all’implementazione della multicanalità e del metodo O2O, questo test sarà importante per Signorvino per studiare i trend di vendita di questi nuovi punti di incontro fra produttore e consumatore, per monitorare l’andamento ed il comportamento del cliente all’interno di store che prevedano il solo asporto. Per sperimentare questo nuovo sistema abbiamo scelto il cuore di Verona, una prova che prende avvio quindi nella nostra città ma che abbiamo l’ambizione di sviluppare presto anche in altre regioni”.

Conad Adriatico: gli investimenti per lo sviluppo al 2023

Il piano di investimenti 2020-2023 di Conad Adriatico prevede lo stanziamento di oltre 170 milioni di euro  di cui 108 milioni per nuove aperture

Il piano di investimenti quadriennale (2020-2023) di Conad Adriatico prevede lo stanziamento di oltre 170 milioni di euro  di cui 108 milioni destinati a nuove aperture, con voci importanti per la ristrutturazione di punti di vendita esistenti (37,3 milioni), manutenzioni (19,2 milioni) e investimenti in nuove tecnologie e sistemi informatici (5,3 milioni).

La cooperativa ha chiuso lo scorso anno con una rete di vendita composta da 443 negozi

  • 24 Spazio Conad
  • 17 Conad Superstore
  • 168 Conad
  • 124 Conad City
  • 31 Margherita Conad
  • 58 Todis
  • 17 L’Alimentare.

La rete è completata da 3 distributori di carburante e da 1 Pet Store per una superficie di 363.826 mq gestiti da 284 soci imprenditori. A questi si aggiungono 27 parafarmacie, 11 ottici e 7 Self 24 Conad. Questi numeri comprendono anche i 36 store che Conad Adriatico gestisce nei Balcani, tra Albania e Kosovo.

I risultati del 2020

Conad Adriatico ha chiuso il 2020 rafforzando la presenza dell’insegna in tutte le regioni della dorsale adriatica in cui opera: Marche (provincia di Ascoli Piceno, Macerata, Fermo, Ancona città e alcuni paesi della provincia stessa), Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia.

Il bilancio registra un fatturato di 1.719 milioni di euro, in aumento del 19,6% rispetto all’anno precedente, con un patrimonio netto consolidato di 210,8 milioni (+12,8%) e una quota di mercato nelle cinque regioni pari al 18,3%, superiore dell’1,3% rispetto a quella fatta registrare lo scorso anno. La crescita continua anche nel 2021, con un fatturato previsto di 1.816 mln di euro (+ 5,6% rispetto al 2020).

Conad Adriatico ha confermato la propria leadership in Abruzzo (33,8%) e in Molise (21%). 

La crescita registrata in un anno così difficile è la dimostrazione della nostra capacità di pensare al bene delle comunità in cui viviamo e lavoriamo, del nostro essere persone oltre le cose -sottolinea Antonio Di Ferdinando, amministratore delegato di Conad Adriatico-L’obiettivo di Conad Adriatico è continuare a crescere lungo la dorsale adriatica garantendo prodotti e servizi sempre più in linea con le esigenze dei clienti e con l’evoluzione dei modelli di consumo. Abbiamo già avviato una strategia multicanale che offre ai clienti la possibilità di scegliere tra diverse modalità di fare la spesa: dai grandi Spazio Conad, che oggi rappresentano quasi un quarto della nostra offerta, ai supermercati e ai negozi di prossimità, nostro punto di forza con una qualità e una convenienza molto alte”.

La sostenibilità

Sul fronte della sostenibilità ambientale, Conad Adriatico si sta impegnando in programmi concreti a sostegno dell'ambiente. Nel 2020 le emissioni di PMx sono infatti state pari a 2.024kg, in netta diminuzione (-33%) rispetto al valore (3.040kg) fatto registrare nel 2019 nonostante l’aumento dei volumi trasportati, a testimonianza di un miglioramento del mix Euro della flotta impiegata nei flussi del Prodotto a Marchio Conad grazie alla progressiva dismissione dei mezzi di classe Euro 0, 1 e 2.

 

 

 

 

 

 

Basko (Sogegross) propone EuGenio: il virtual assistant

Basko_Cornigliano
EuGenio è il progetto hi tech di Basko (Gruppo Sogegross) realizzato con Jakala e in collaborazione con Google Cloud legato all'eCommerce

EuGenio è il progetto hi tech di Basko (Gruppo Sogegross) realizzato con Jakala e in
collaborazione con Google Cloud e basato su un algoritmo che consente di creare box personalizzate per ogni cliente sulla base del proprio consumo storico di acquisto associato alla carta fedeltà di Basko.

Siamo molto orgogliosi di questo risultato, a cui lavoriamo da quasi due anni:
l’avvento della pandemia ha rallentato il progetto -spiega Giovanni D’Alessandro,
direttore generale di Basko-. Le nostre caratteristiche specifiche sono la storicità del nostro servizio e-commerce partito in maniera avanguardistica nel 2003, poi per la forte territorialità del nostro brand e per la profonda conoscenza dei clienti consolidata da anni di attività di loyalty, e non ultimo per la forte propensione al servizio e all’innovazione volti a soddisfare quanto più possibile le esigenze del consumatore, sempre più moderno e sempre
più esigente”.

Com'è strutturato EuGenio

Sono disponibili varie modalità per fare la spesa nei supermercati Basko: con consegna
a domicilio, ritiro in negozio, ritiro al locker self-service di Genova Nervi o con il servizio di ritiro della spesa sul luogo di lavoro presso le aziende convenzionate.
I clienti aderenti al servizio riceveranno ogni settimana una mail con cui EuGenio li
avvisa che la box è stata creata: in quel momento sarà possibile confermare o
modificare l’ordine aggiungendo o eliminando alcuni prodotti. Ogni box viene
composta in funzione delle abitudini di acquisto del singolo cliente e i prodotti
inseriti vengono proposti in funzione della loro frequenza e quantità di acquisto.

Il servizio è fruibile attraverso il sito Basko.it e l’app Basko. Per accedere al
servizio bisogna essere registrati al sito Basko.it ed essere in possesso della carta
fedeltà di Basko, Prima Card o Prima Card65. Per i primi 3 mesi di lancio la consegna in abbonamento sarà completamente gratuita.
Il pagamento delle Box avviene tramite carta di credito. Per i prodotti consegnati attraverso questo servizio i prezzi sono fissi e bloccati (per gli articoli a peso fisso, mentre per i prodotti a peso variabile il prezzo sarà in linea con quello dell’eCommerce tradizionale).
Il servizio sarà attivo su tutto il perimetro attualmente coperto dall’eCommerce, ossia in provincia di Genova e riviera di ponente fino ad Albisola e di levante fino a
Chiavari/San Salvatore di Cogorno. Nell’entroterra: Serra Riccò, Campomorone,
Sant’Olcese, Mele.

Hisense Italia, Gianluca Di Pietro è il nuovo Ad

È il primo manager occidentale della multinazionale cinese: Gianluca Di Pietro è il nuovo amministratore delegato di Hisense in Italia in sostituzione di Liu Tao. Arrivato in Hisense Italia nel luglio 2011, nel ruolo di general manager, Di Pietro ha un notevole bagaglio di esperienze professionali: in Haier come general manager Italia e Grecia, in LG Electronics con l’incarico di sales manager Italy e in Brandt Group.

Questo nuovo assetto strategico di Hisense fa seguito al potenziamento dell’organico nei mesi scorsi alla luce di una crescita esponenziale dei risultati di vendita che l’azienda sta registrando nel 2021. Il potenziamento commerciale in Italia si basa su quattro punti cardine: ampiezza di gamma; ampliamento delle reti vendita rivolte sia al canale professionale termoidraulico (climatizzazione) sia al canale consumer (bianco e bruno); ottimizzazione della logistica con rapidità di consegne su tutto il territorio nazionale; e infine rafforzamento dei centri assistenza tecnica.

Fondata in Cina nel 1969, è oggi una grande azienda multinazionale composta da 5 marchi: Hisense, Kelon, Ronshen, Toshiba e Gorenje e si distingue per tecnologia e qualità, con 50 anni di successi in costante crescita. Hisense Group opera nei seguenti settori: elettronica, elettrodomestici, telecomunicazioni, tecnologie dell'informazione e mercato immobiliare, con numerose filiali in tutti i mercati. Diciassette gli stabilimenti produttivi e 16 i centri R&D in tutto il mondo, di cui l’ultimo, con i suoi 202.300 mq, è il più grande al mondo. Con una capacità produttiva di 16,7 milioni di frigoriferi, 25 milioni di televisori, 20,6 milioni di condizionatori, 6,5 milioni di cellulari e 2,2 milioni di elettrodomestici per la cucina, Hisense chiude il 2018 con un fatturato globale di 19,13 miliardi di dollari.

La piattaforma Vidaa è stata presentata nel 2014. È un sistema operativo aperto e attualmente viene utilizzato sui televisori Hisense. In soli 5 anni è diventato un forte concorrente globale nel panorama delle piattaforme smart tv. Nel 2020 Vidaa è stato aggiornato al 4.0 Vidaa e preinstallato sulle nuove TV Hisense. Vidaa unisce i contenuti dei migliori partner globali e locali per tutti i suoi utenti.

 

Metro Italia, un vademecum per la ristorazione zerosprechi

Tanya Kopps, Ceo di Metro Italia
Metro Italia lancia il progetto "L’altra metà del cibo" per ridurre gli sprechi alimentari nella ristorazione, ideato e sviluppato con Metro Academy, Associazione professionale cuochi italiani, Banco Alimentare e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Metro Italia battezza il progetto L’altra metà del cibo per ridurre gli sprechi alimentari nella ristorazione, ideato e sviluppato in collaborazione con Metro Academy, Apci- Associazione professionale cuochi italiani, Banco Alimentare e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che da anni lavorano all’obiettivo comune di ridurre lo spreco alimentare.

"Noi di Metro, partner dei professionisti della ristorazione, proseguiamo il nostro impegno per la riduzione degli sprechi alimentari nel settore -commenta Tanya Kopps, Ceo di Metro Italia-. Vogliamo sensibilizzare sempre di più i professionisti su un tema etico fondamentale: il valore del cibo. Per noi l’amore per la buona cucina non può prescindere dal rispetto per i prodotti. Il cibo non si spreca, per ragioni economiche, sociali e ambientali. Ed è molto importante che i ristoratori possano acquisire sempre di più la cultura del rispetto per il cibo che induca a gestire al meglio le risorse alimentari, minimizzando scarti e rifiuti".

Com'è nato il documento

Tutto ha avuto inizio con la costruzione di un vademecum con idee, spunti e suggerimenti per ridurre gli sprechi al ristorante, realizzato insieme alla Fondazione Banco Alimentare e alla Scuola Superiore Sant’Anna sulla base del lavoro di ricerca dell’Osservatorio Metronomo, che negli ultimi anni ha potuto indagare a fondo le varie fasi che caratterizzano il business di un ristorante. Il documento sarà sottoposto a 12 chef (11 selezionati da Apci + lo chef di Metro Academy) per testarlo concretamente, perfezionarlo e poi dargli massima diffusione.

L’obiettivo per Metro Italia è muoversi sempre più concretamente nella direzione #zerosprechi, indicando al ristoratore la duplice valenza del progetto: controllare i costi a monte, e gestire le eccedenze per evitare che diventino rifiuti. La riduzione degli sprechi coinvolge cliente e ristoratore, ma è quest’ultimo che può intervenire in ogni fase del lavoro contribuendo ad accrescere una consapevolezza sociale del valore del cibo, attraverso la sensibilizzazione del proprio staff e un dialogo continuo con i propri clienti.

In estate la fase test

Durante l’estate, stagione di intenso lavoro per la ristorazione, entra nel vivo la fase test del progetto che prevede l’applicazione dei contenuti del documento da parte degli chef ambassador. Nel corso di questo periodo i ristoratori condivideranno la loro adesione al progetto e la loro esperienza diretta attraverso i propri profili social e quelli di Metro Italia, Fondazione Banco Alimentare, Apci e Scuola Superiore Sant’Anna per un lavoro di comunicazione sinergico e di maggior impatto.

Al termine di questa fase, i riscontri dei professionisti coinvolti saranno integrati all’interno del vademecum per renderlo un documento concreto e applicabile alla ristorazione. La versione finale del documento sarà dunque presentata e distribuita.

Il vademecum

Il documento è suddiviso in tre parti corrispondenti alle principali fasi del business. Si inizia con il delineare gli aspetti che riguardano la comunicazione al cliente e il suo coinvolgimento attivo, anche attraverso strumenti già presenti nel locale (menù, locandine, lavagne, ecc.). Un cliente informato su quantità e ingredienti di ogni porzione potrà scegliere con maggior consapevolezza il proprio menù. Ampio spazio sarà occupato dalla parte di approvvigionamento e lavorazione del prodotto con l’obiettivo di minimizzare le eccedenze e gli scarti. L’ultima parte fornisce indicazioni sulla gestione delle eccedenze per diminuire gli sprechi.

"Siamo orgogliosi di prendere parte attiva a questo progetto, che vede impegnati in prima persona alcuni dei nostri cuochi, in tutto il Paese –commenta Sonia Re, direttore generale di Apci. Il tema del no-spreco è molto sentito nella ristorazione. Lavorare al meglio con gli ingredienti e con strumenti e tecniche di cottura e conservazione che aiutano a risparmiare sull’uso del prodotto è importante anche per costruire un modello di business più efficiente per il locale stesso. Un risparmio che si traduce in un beneficio per il ristoratore, i dipendenti, i clienti e la comunità. I nostri chef ambassador sono impegnati da tempo in questo percorso, che li porta a un intenso lavoro lungo tutta la filiera, dall’approvvigionamento, alla cucina, alla sala, per soddisfare il cliente, senza dimenticare la sostenibilità".

"La ristorazione è uno dei settori che più hanno pagato le conseguenze della pandemia -aggiunge Marco Lucchini, segretario generale Fondazione Banco Alimentare Onlus-. Sembra un paradosso parlare di lotta allo spreco alimentare a chi per mesi ha interrotto la propria attività. Invece riteniamo che oggi un aiuto concreto a ripartire con nuove energie e prospettive, passi anche attraverso uno strumento semplice e facilmente utilizzabile come il vademecum per ridurre gli sprechi. Il Vademecum contiene idee, spunti, esempi per una gestione vantaggiosa del cibo per la propria cucina, per l’ambiente e per la comunità. Offre, inoltre, la possibilità di realizzare un percorso condiviso con la clientela quale contributo educativo per favorire un cambiamento di paradigma nella relazione con il cibo. Banco Alimentare è onorato di aver potuto condividere i suoi 32 anni di esperienza quotidiana nel recupero di cibo ottimo, che non trova sbocco nel mercato ma diventa preziosa risorsa per migliaia di associazioni che accolgono più di un milione e mezzo di persone in difficoltà nel nostro paese".

"L’attivazione di buone pratiche da parte della ristorazione, in particolare in cucina, dove ha origine la gran parte delle eccedenze, è fondamentale perché le politiche di riduzione dello spreco alimentare possano compiere un salto di qualità, che attendiamo da anni –prosegue Fabio Iraldo, professore alla Scuola Superiore Sant’Anna e responsabile del Team di ricerca Metronomo-. Lo stimolo offerto dai 12 chef ambassador può fare da traino alla diffusione su larga scala di comportamenti virtuosi in tutto il comparto Horeca che, secondo i nostri studi, sarebbero in grado di generare enormi benefici in termini di riduzione degli sprechi e di favorire la diffusione di una ristorazione sostenibile".

La legge antispreco

"La legge 166/2016 cosiddetta antispreco è una risposta concreta che semplifica e chiarisce le modalità con cui il cibo può essere recuperato, ritrovando nuovo valore nella solidarietà sociale -commenta Maria Chiara Gadda, prima firmataria delle legge 166/2016 contro lo spreco alimentare-. Ma le norme camminano sempre sulla loro capacità di essere attuate nella quotidianità, quindi è fondamentale continuare a diffondere le opportunità legate alla prevenzione e alla donazione delle eccedenze in ogni fase della filiera agroalimentare. Il nostro Paese è un modello positivo in Europa, ed è per questo che possiamo fare un ulteriore salto di qualità a partire da settori come quello della ristorazione e dell’horeca. La partecipazione di 12 chef ambassador a questa iniziativa va proprio in questa direzione: dimostrare a tutti i professionisti della ristorazione che ridurre a monte gli sprechi e donare le eccedenze non solo è possibile, ma contribuisce ad assegnare al cibo il giusto valore. Sprecare non ha senso, recuperare è un bene per tutti, per la propria attività imprenditoriale e per la collettività. È per questo motivo che le esperienze positive vanno raccontate, perché determinano una spinta gentile e stabile al cambiamento".

 

D.It, cordoglio per la scomparsa di Aldo Puccini

Aldo Puccini è stato uno degli uomini simbolo di Sigma prima, e di D.It poi, la centrale acquisti e marketing di cui era presidente onorario

"A nome mio e di tutta D.It esprimo le più sincere condoglianze alla famiglia del nostro Presidente Onorario Aldo Puccini per la sua recente scomparsa. Un vero cooperatore e una persona di grande onestà intellettuale per cui ho provato sempre profondo rispetto e massima stima". Donatella Prampolini Manzini, presidente di D.It Distribuzione Italiana, ricorda così uno degli uomini simbolo di Sigma prima, e di D.It poi, che di entrambe ha accompagnato la crescita nel corso degli anni, contribuendo a far diventare D.It una delle centrali di riferimento del panorama della Do italiana.

Nato a La Spezia nel 1947, sposato dal 1973 con Maria Clotilde Battisti dalle quale ha avuto quattro figlie, Aldo Puccini è entrato nel consiglio di amministrazione di Sigma nel 1976 fino ad assumere, nel 1985, la carica di direttore marketing. In questo ruolo ha contribuito a dare particolare impulso alla comunicazione promozionale e pubblicitaria con campagne pluripremiate.

Dal 1987 ha partecipato attivamente alla progettazione di nuovi processi aggregativi insieme ad altre insegne della Do con l'obiettivo di raggiungere volumi di affari tali da consentire la definizione di accordi di acquisto sempre più vantaggiosi con l’industria di marca. Primo passo di questo processo è stato Cid, costituito nel 1987, che univa Sigma, Sisa e Conitcoop, al quale seguirono nel 1990 Sicon (Sigma, Conat e Conitcoop) e successivamente Sirio (Crai e Pick Up).

Nel 2000 Aldo Puccini fu nominato direttore generale di Sigma e nel 2003 contribuì a creare le migliori condizioni per la definizione di un’alleanza con Coop Italia che rappresentò una grande opportunità di sviluppo quantitativo e qualitativo della base sociale Sigma.

Nel 2004 fu nominato Presidente di Sigma e consolidò il rapporto con Coop Italia in centrale contribuendo fino al 2010 all’ingresso nella cooperativa di nuove imprese della Gdo.

Da allora è stato consigliere delegato e Presidente onorario, oltre ad aver ricoperto incarichi come vicepresidente di Federconsumo/Confcooperative. È stato membro del Consiglio di Confcooperative della provincia di Bologna, consigliere nel direttivo Adm e consigliere nel direttivo Ecr.

"Un dirigente non solo capace –aggiunge Donatella Prampolini– ma anche di elevato spessore culturale e umano. Una vera e propria colonna portante di Sigma e D.IT, di cui sentiremo la mancanza".

Lidl amplia l’offerta green con la linea Vemondo

Lidl introduce oltre 20 referenze per la linea Vemondo. Si tratta di prodotti clima neutrali realizzati nel rispetto dell'ambiente

L'impegno di Lidl nei confronti dell'ambiente si sviluppa su più fronti. In termini assortimentali, l'insegna introduce periodicamente nuove referenze sostenibili in più categorie merceologiche. L'ultima novità riguarda il food. Lidl, infatti, ha ampliato la gamma di prodotti clima neutrali introducendo item le cui emissioni di CO₂ vengono compensate attraverso progetti a tutela del clima e dell’ambiente.

Si tratta di oltre 20 referenze ecosostenibili continuative, tra cui seitan, burger vegetali, falafel, yogurt si soia, a cui si aggiungono numerosi articoli promozionali, in linea con il claim che sintetizza la filosofia green, ossia Sulla via del domani. "Intendiamo potenziare l’offerta e proseguire con determinazione il nostro percorso di sostenibilità -sottolinea Eduardo Tursi, amministratore delegato acquisti e marketing di Lidl Italia-. Nei nostri punti di vendita i clienti hanno la possibilità di fare una spesa consapevole avvalendosi di un'alternativa più ecologica. Grazie alla rinnovata proposta di prodotti clima neutrali vi è, infatti, un risvolto positivo sulla tutela del clima e di conseguenza sulla conservazione della biodiversità e delle risorse. Siamo consci del ruolo che rivestiamo nella società e continueremo a impegnarci per un agire sostenibile sviluppando soluzioni a favore dell’ambiente e accessibili al nostro largo pubblico".

La gamma Vemondo, oltre ai marchi Cien Nature, W5 Eco e a una selezione di articoli promozionali che comprendono tessili, giochi e prodotti per il tempo libero, sono oggetto di compensazione. Significa che le emissioni generate dalla loro coltivazione, produzione, trasporto e smaltimento azzerate grazie al sostegno da parte di Lidl a progetti certificati per la salvaguardia del clima. Questa nuova gamma ad impatto zero si aggiunge al paniere di scelta di prodotti sostenibili già offerti da Lidl Italia, tra cui troviamo numerose proposte certificate BIO, Fairtrade, referenze regionali o l’hamburger a base vegetale Next Level Burger.

Parte il concorso L’estate ti premia attivo da Emme Più

Sarà attivo fino al 5 settembre il concorso L'estate ti premia, attivo per i clienti del centro commerciale Arca di Capena

Sarà attivo fino al 5 settembre il concorso L'estate ti premia, attivo per i clienti del centro commerciale Arca di Capena, realizzato nel 2000 da Maggiorino Maiorana spa (Consorzio C3), sia per i negozi della galleria (oltre 40) sia per il supermercato Emme Più.

Come partecipare al concorso

I consumatori che effettueranno una spesa minima di 20 euro con scontrini giornalieri non cumulabili, in un qualsiasi negozio del centro, lo potranno presentare come prova di acquisto in un apposito stand. Le prove saranno rilevate da un totem allestito all’interno dell’area gioco. Attraverso un sistema di estrazione casuale si procederà ad assegnare un eventuale premio. I clienti che hanno vinto saranno pubblicati sul monitor. In caso di vittoria, il premio sarà ritirato immediatamente e il sistema rilascerà una ricevuta con i dettagli del premio vinto.

I premi in palio

In base all’importo dello scontrino, sono previste fino a un massimo di 5 giocate: un tentativo fino a 39,99 euro; due tentativi fino a 59,99 euro; tre tentativi fino a 79,99 euro; quattro tentativi fino a 99,99 euro e cinque tentativi a partire da una spesa di 100,00 euro. I premi messi in palio, per un montepremi di 7.000 euro, sono prodotti di generi alimentari e per la cura della casa.
Al momento dell’accesso all’area di gioco gli scontrini, che per essere validi dovranno essere giocati nella stessa data d’acquisto, verranno verificati e vidimati dalle hostess.

CIBUS LA PRIMA GRANDE FIERA INTERNAZIONALE A RIAPRIRE IN PRESENZA

CIBUS, la prima grande fiera internazionale a riaprire in presenza 

Parma dal 31 agosto al 3 settembre

Le fiere stanno riaprendo grazie ai successi della campagna di vaccinazione in Italia, adottando però severe misure anti-Covid.

Le aziende del comparto agroalimentare pianificano di intercettare la ripresa produttiva ed economica e sono pronte ad esporre a Cibus circa 500 nuovi prodotti da proporre sul mercato nazionale e da esportare nel mondo.

Gli espositori saranno migliaia, come pure i marchi presenti. Sono attesi circa 45 mila operatori professionali in visita. I top buyer arriveranno da tutta l’Europa, mentre un cospicuo programma di incoming, sviluppato in collaborazione con Agenzia ICE, assicurerà l’arrivo di delegazioni qualificate da Paesi d’oltremare, Usa e Asia in testa. Ad esse è destinato un programma, particolarmente rinforzato per questa edizione di Cibus, di “factory tours” guidati per visitare gli stabilimenti produttivi del territorio.

Un impegno fondamentale per Cibus, anche alla luce delle previsioni dell’export dell’industria alimentare: un aumento tra il 5% e il 6% nel 2021, secondo Federalimentare. Al Salone Internazionale dell’alimentazione saranno presenti gli attori principali della filiera agroalimentare: titolari di aziende alimentari top, i Consorzi di tutela dei prodotti a denominazione d’origine, le organizzazioni industriali ed agricole del comparto. Forte anche l’attenzione del mondo politico per questo primo evento fieristico in presenza: sarà il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ad aprire il convegno d’inizio ed è prevista la partecipazione di altri due Ministri e del Presidente della Regione Emilia Romagna.

Strategie e programmi della filiera saranno discussi nei numerosi convegni, che verteranno su diverse tematiche, quali: canali di distribuzione e prospettive, valorizzazione e difesa sui mercati internazionali dei prodotti a denominazione d’origine; l’obbiettivo della sostenibilità e le sfide delle transizioni climatiche, digitali e sociali.

Cibus 2021, si prepara ad essere la prima fiera b2b food del 2021 e ad aprire le sue porte in totale sicurezza, per permettere ai suoi visitatori ed espositori di relazionarsi in tranquillità. Fiere di Parma ha elaborato un protocollo dettagliato valido per visitatori nazionali e stranieri. Tra i punti rilevanti, l’importante decisione di consentire l’ingresso a chi è in possesso della Certificazione verde COVID-19/EU digital o titolo analogo internazionale, di un tampone effettuato meno di 48 ore prima, del certificato di completa guarigione da Covid-19.

www.cibus.it

Tigotà potenzia la presenza in più regioni

Cresce la presenza dell'insegna Tigotà in più aree geografiche del Paese. Veneto e Lombardia rappresentano le regioni più attive

Cresce la presenza dell'insegna Tigotà in più aree geografiche del Paese. Veneto e Lombardia rappresentano le regioni in cui l'insegna opera con più punti di vendita. In totale la rete Tigotà, catena del gruppo Gottardo, conta 651 negozi su tutto il territorio nazionale e continuerà a svilupparsi ulteriormente con nuove aperture nei prossimi mesi.

L'ultimo store è stato realizzato a Vimodrone (Mi), specializzata in cosmetici, profumi, make-up & prodotti per l'igiene, la pulizia, la cura della persona e della casa. Per la nuova apertura, stando a qunato scrive il giornale online Milano Today, sono previste 43 posizioni aperte per la ricerca di personale in tutta la Lombardia.

Stiamo gradualmente tornando alla normalità e vogliamo continuare a dare il nostro contributo. Grazie al prezioso lavoro e impegno dei nostri collaboratori, continuiamo a fornire tutti quei prodotti necessari per la pulizia e la sanificazione dei locali dove abitiamo e viviamo e continueremo a farlo” afferma Tiziano Gottardo, presidente di Tigotà.

La rete Tigotà

L'insegna conta

  • 651 negozi in Italia
  • 158 in Lombardia
  • 43 nell’area della Città Metropolitana di Milano

 

Le ultime aperture

La rete si è consolidata nei mesi scorsi con altre aperture realizzate a Romagnano Sesia e Roncade aperti a maggio.

Prospettiva futura per la filiera avicola tra innovazione e consumi

Fieravicola, dal 7 al 9 settembre al Rimini Expo Center, interroga il settore e il mercato sulle sfide che attendono l’avicoltura.
Scopri gli eventi da non perdere.

L’edizione 2021 di Fieravicola segna il ritorno alla modalità in presenza, un’occasione di ritrovarsi nei padiglioni della Fiera di Rimini, dal 7 al 9 settembre, per gli espositori e i protagonisti dell’intera filiera avicola italiana.

L’evento è in concomitanza con Mafrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta, e dopo due anni di relazioni da remoto offre così la migliore modalità di incontro e business per tutto il settore.

Innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione

Sono questi i driver su cui viene impostata l’edizione 2021, per testimoniare lo sviluppo di questa filiera che si è già mossa in un’ottica di forte modernizzazione.

L’avicoltura italiana ha infatti lavorato moltissimo negli ultimi anni per affrontare le sfide della sostenibilità e del benessere animale, e oggi è in grado di offrire al consumatore prodotti diversi sulla base di differenziazione dei sistemi e delle linee di allevamento.

La prospettiva futura è al centro dell’agenda convegnistica dei tre giorni, con l’obiettivo di delineare nuove strategie e approfondire tematiche che interrogano con urgenza l’intera filiera.  Accanto ai convegni tecnico-scientifici – convegno SIPA di martedì 7 settembre e convegno Asic di mercoledì 8 - sono stati organizzati focus su temi chiave che prendono in considerazione diversi aspetti:

  • innovazione,
  • sostenibilità ambientale ed economica,
  • strategie retail, per un consumatore sempre più attento e consapevole nelle scelte.

Partecipa al convegno organizzato da GDOWEEK e Mark Up: “Il futuro del mondo avicolo tra innovazione e convenienza”

Appuntamento da non perdere è il convegno gratuito intitolato "Il futuro del mondo avicolo tra innovazione e convenienza".

Organizzato in collaborazione con GDOWEEK e Mark Up, si terrà mercoledì 8 settembre nella sala B7 di Fiera Avicola – Rimini – Expo Centre dalle ore 15:00 alle 16:30.
Obiettivo dell’incontro sarà “indagare” i comportamenti del consumatore e le strategie dei retailer per rispondere al sentiment di chi fa acquisti.

Per partecipare e ricevere il programma dettagliato del convegno è necessario compilare il seguente modulo di registrazione.

Modulo di registrazione

Le registrazioni sono terminate.


Nel calendario di eventi di Fieravicola 2021 segnaliamo anche il convegno organizzato da Assoavi e UnaItalia, con la presenza di rappresentanti del Mipaaf e dell’assessorato all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, in agenda martedì 7 settembre. I temi trattati verteranno sull’avicoltura del futuro, tra sostenibilità e benessere animale, con attenzione agli orientamenti normativi della nuova Pac e del Ministero dell’Agricoltura.

Un focus specifico sul futuro della filiera uova italiana, che negli ultimi anni ha conosciuto una diversificazione di prodotto importante, è poi organizzato dall’associazione Assoavi, mercoledì 8 settembre dalle ore 9:30.

Infine, sul fronte internazionale e grazie all’accordo con l’Associazione avicola eurasiatica, al Rimini - Expo Centre si terrà giovedì 9 settembre l’International Poultry Forum, da 27 anni l’appuntamento di riferimento per il mondo avicolo dei paesi euroasiatici.

Unieuro accelera il rinnovamento della rete

Unieuro reinaugura 12 punti di vendita dopo interventi relocation e ristrutturazione di negozi diretti e affiliati. A partire da Olbia, dove Unieuro si è trasferito al piano terra del centro commerciale Olbia Mare

Unieuro reinaugura oggi 12 punti di vendita dopo interventi di ricollocazione (relocation) e ristrutturazione di negozi diretti e affiliati. La rete diretta si rinnova a partire da Olbia (Ss), dove Unieuro si è trasferito al piano terra del centro commerciale Olbia Mare di Sa Marinedda, in un nuovo spazio da circa 1.550 mq in cui è stato adottato un format innovativo, adeguato agli standard qualitativi dell’insegna.

Dopo importanti ristrutturazioni, si presentano da oggi completamente rinnovati anche i cinque negozi Unieuro di:

  • Cagliari Quartucciu, via delle Serre
  • Cremona, centro commerciale Cremona Po, via Castelleone
  • Pavia, San Martino Siccomario, via Piemonte 18-20
  • Vigevano (Pv), via dell’Industria 225
  • Viterbo, via Igino Garbini 77

Pronti ad accogliere i clienti in una veste rinnovata anche i negozi affiliati di Borgo Valsugana (Tn), Lecco, Merate (Va), Pavullo (Mo), Corinaldo (An) e Sava (Ta).

Per celebrare la reinaugurazione di tutti i punti di vendita rinnovati, Unieuro ha previsto un volantino sottocosto valido a partire da venerdì 23 luglio con offerte imperdibili su una ampia selezione di prodotti della migliore tecnologia.

Video Tour: Interspar, il nuovo format di Maiora

Nel centro commerciale Gli Ulivi, Maiora Despar Centro Sud ha aperto, a fine 2020, un superstore di circa 3.000 mq che rappresenta un nuovo format che il gruppo intende sviluppare

Si chiama format 35 il nuovo concept che Maiora Despar Centro Sud ha messo a punto per definire una formula di vendita più agile che garantisca una spesa sia veloce sia programmata, che spazia dai freschi al non food, comprendendo anche la ristorazione.

Il primo esempio di questo format, che ha richiesto un approfondito studio sul campo in collaborazione con l'università di Parma, è evidente nell'Interspar di Modugno (Ba), locomotiva del centro commerciale Gli Ulivi, store acquisito da Auchan che è stato completamente ripensato e ridotto di superficie, sviluppandolo su circa 3.000 mq.

 

"Si tratta di un superstore focalizzato sui freschi con un'integrazione anche nel non food nel quale abbiamo disegnato, oltre al classico percorso tra freschi e grocery, la possibilità di una via più veloce che dalla gastronomia con i suoi piatti pronti e la panetteria, che si trovano lungo il perimetro, porta direttamente alle casse  -spiega Luigi Peschechera, direttore sviluppo di Maiora-. Inoltre per valorizzare alcune zone è stato creato un percorso diagonale che attraverso l'enoteca, uno dei settori bastione di questo store, per arrivare verso il punto focale con birre e snack, attraverso le corsie del grocery".

Altri elementi di caratterizzazione del negozio sono lo Spazio Festa, dedicato ai party, dal food a tutto quello che serve per allestire una festa, e le zone specializzazione negli oli e nella pasta, comparti nei quali è stato fatto un lavoro importante a livello di category per garantire profondità a queste merceologie, tenendo conto delle specificità locali.

Basko (Sogegross) si consolida in Piemonte

Si potenzia la rete di Basko (Gruppo Sogegross) con il 58esimo punto di vendita della rete aperto a Villalvernia (Al) e il quarto in provincia

Si potenzia la rete di Basko (Gruppo Sogegross) con il 58esimo punto di vendita della rete aperto a Villalvernia (Al), in via Domenico Carbone 4, sviluppato su una superficie di 1.300 mq. Si tratta del quarto supermercato dell’insegna in provincia di Alessandria dopo quelli di Alessandria Marengo Retail Park, Arquata Scrivia e Silvano d’Orba.

La nostra attività non si è mai fermata e, anche con questa apertura firmata Basko, il Gruppo Sogegross sta mantenendo fede al piano di sviluppo e investimenti pluriennali. Ciò significa soprattutto presidio del territorio e nuovi posti di lavoro nelle aree dove siamo presenti -afferma Giovanni D’Alessandro, direttore generale Basko-. Il supermercato sarà ancora una volta molto rappresentativo della proposta Basko, sia per la proposta commerciale, il cui tratto distintivo è senza dubbio la grande qualità dei prodotti freschi e la rilevanza data ai prodotti del territorio sia per il format di negozio che fa di Basko un punto vendita funzionale e moderno, sia negli allestimenti che nei servizi offerti alla clientela”.

Il punto di vendita

Il supermercato replica il format già sperimentato nell’Ipermercato di Alessandria al Marengo Retail Park, inaugurato nel 2018, e riproposto nelle ultime aperture e ristrutturazioni della rete Basko. Accanto alle strutture in ferro tipiche dei mercati di una volta, sono presenti attrezzature moderne e supporti di vendita all’avanguardia. Grande attenzione all’eco-sostenibilità.  Sono presenti tutti i reparti freschissimi sia serviti che take away di macelleria, gastronomia, pescheria, pasticceria e panetteria con pane fresco sfornato ogni giorno nel laboratorio interno. Completa l'area l'ortofrutta con una ricca selezione di prodotti del territorio. Ampio spazio è dedicato all’assortimento salutistico e benessere con articoli per intolleranze alimentari (senza glutine), prodotti bio e integratori. È presente una cantina con una selezione di vini da enoteca locali e da tutto il territorio nazionale. L'assortimento totale conta oltre 15.000 referenze.

All’interno del supermercato è previsto un “percorso cortesia” e una cassa dedicata alle persone con difficoltà motorie, persone anziane, future mamme. Il punto vendita dispone di un parcheggio con circa 140 posti auto.

Bimbostore debutta in provincia di Chieti

Primo punto di vendita in provincia di Chieti, a San Giovanni Teatino, per Bimbostore in via Caravaggio al centro commerciale Twice

Primo punto di vendita in provincia di Chieti, a San Giovanni Teatino, per Bimbostore in via Caravaggio al centro commerciale Twice.  L'insegna di Prénatal Retail Group, specializzata nella vendita di prodotti per l’infanzia, propone un negozio di 500 mq all’interno di Toys Center, altro brand del Gruppo. La duplice proposta amplia l'offerta dedicata alle famiglie con un assortimento di puericultura, baby food, pannolini e abbigliamento bambino, inclusa la private label Mawi (0-7 anni) e diverse proposte per la gestante. Spazio anche alle scarpe con un’area dedicata caratterizzata da sedute colorate. In store è stato allestito il punto informazione e servizi che dispone di staff dedicato. Il corner è collocato al centro del negozio in modo da essere facilmente rintracciato a partire da qualsiasi reparto. I dipendenti del negozio abruzzese sono dieci in totale.

Questa zona rappresenta per Bimbostore un forte potenziale. Presentarci all’interno dello store Toys Center ci dà la possibilità di garantire ai nostri clienti un’offerta ricca e completa in un unico luogo. Una scelta che abbraccia la nostra filosofia ovvero esserci sempre e tempestivamente, per far vivere un’esperienza facile e regalare ai nostri clienti il tempo da dedicare agli affetti più cari” dichiara Cristiano Flamigni, Toys Center &Bimbostore business unit director.

La presenza di Bimbostore

L'insegna opera con 68 corner presenti all’interno dei negozi Toys Center che si somma ai 22 stand alone e otto affiliati dislocati sull’intero territorio nazionale.

 

Gruppo Pam, accordo decennale con Enel Energia

Prevede una fornitura (160 GWh) di energia elettrica da un impianto fotovoltaico che sarà realizzato e gestito in Italia da Gruppo Enel. Permetterà di ridurre l’emissione in atmosfera di 75.000 tonnellate di CO2

Pam Panorama ed Enel Energia hanno siglato il primo accordo di Corporate PPA (Power Purchase Agreement), che prevede una fornitura della durata di dieci anni di energia elettrica proveniente da un impianto fotovoltaico che sarà realizzato e gestito in Italia da Gruppo Enel.

È un accordo storico, secondo un modello già sviluppato ampiamente in altri paesi, che riguarda la fornitura di 160 GWh di energia, pari a una potenza impegnata di circa 9 megawatt (MW), a partire dal 2023; l’energia permetterà di ridurre l’emissione in atmosfera di 75.000 tonnellate di CO2.

La partnership energetica tra Pam e Enel Energia è nata nel 2016. Il presente accordo ribadisce la capacità congiunta di creare innovazione, come già avvenuto nel 2018 con la stipula del primo contratto in grado di coprire il rischio meteorologico. Il presente accordo è stato sottoscritto da Alessandro Riolfo, direttore tecnico di Pam Panorama, e Marco Frattini, responsabile della macro area nord est di Enel Energia, e conferma l’impegno di Pam nel ridurre al minimo l’impatto negativo sull’ambiente e sui territori in cui opera, promuovendo attività sostenibili come nel caso dell’adozione di cassette di Cpr per tutta l’area ortofrutta dei propri punti di vendita che ha permesso un risparmio, in 10 anni, di 100.000 tonnellate di CO2.

"L'accordo di Corporate PPA (il primo in Italia) firmato con un partner energetico come Enel Energia -dichiara l’ing. Alessandro Riolfo, Direttore tecnico di Pam Panorama- consolida la visione della nostra azienda in un’ottica di politiche sempre più green e sostenibili, dato che l’iniziativa rappresenta l'unica vera forma di approvvigionamento energetico diretto su vasta scala da fonte rinnovabile in Italia".

"Questo memorandum d’intesa riafferma il ruolo di Enel Energia come partner privilegiato per clienti business e dimostra come un’ampia gamma di aziende si stia orientando verso la transizione energetica, cogliendo i vantaggi che offrono le rinnovabili -aggiunge Nicola Lanzetta, responsabile mercato Italia di Enel-. Grazie alla nostra esperienza e competenza, siamo in grado di creare soluzioni personalizzate per le esigenze dei nostri clienti, aiutandoli a raggiungere i loro obiettivi di sostenibilità e di business".

Eb (esserbella): la profumeria di Esselunga potenzia la presenza

Si consolida la presenza della rete di profumerie di Esselunga ad insegna Esserbella con un format esperenziale messo a punto nel 2019

Si consolida la presenza della rete di profumerie di Esselunga ad insegna Eb Esserbella con un format esperenziale messo a punto nel 2019 con l'apertura di Vimercate come raccontato in questo articolo. La rete si potenzia con l'apertura realizzata a Stezzano (Bg) all'interno del centro commerciale Le due torri. Si tratta della quarantaduesima profumeria della catena. L'insegna è oggi presente nelle gallerie commerciali Esselunga in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana.

Per potenziare l'aspetto esperenziale dello store, sono state predisposte alcune postazioni centrali, segnalate da apposito visual, dedicate alla cura delle unghia, del viso e del corpo dove poter provare e sperimentare i prodotti da acquistare con la consulenza di personale specializzato in grado di fornire consigli e indirizzare verso gli articoli più adatti in base alle esigenze individuali del consumatore. Per un rapporto più diretto con la clientela, Esserbella offre la possibilità di prenotare, anche online, i servizi di make up, skincare, brow e nail studio per un’esperienza di bellezza quanto più personalizzata.

Lo spazio è concepito anche come luogo di incontro e condivisione all'interno del quale vengono organizzati appuntamenti, eventi e incontri, grazie alla collaborazione con esperti del settore.

L'assortimento

L'offerta del beauty store, declinata per uomo e donna e suddivisa per brand e funzione d’uso con lo scopo di rendere il percorso di acquisto chiaro e semplice, propone i brand più prestigiosi per fragranze, trattamenti viso e corpo, make-up di tendenza e accessori per un totale di 11.000 referenze in assortimento. I prodotti che compongono l'offerta sono disponibili anche per l'acquisto online sul web a questo indirizzo.

La profumeria di Stezzano è aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 21, la domenica dalle 9 alle 20.

Aicube 4.0, Giovanni Arena assume la presidenza

Gruppo Végé e Metro Italia, l'idillio è durato pochino
Giovanni Arena, Presidente di VéGé e Aicube 4.0
Giovanni Arena ha assunto la presidenza della supercentrale acquisti Aicube 4.0. Sarà affiancato da Christophe Rabatel (Ad di Carrefour Italia), confermato alla vicepresidenza di Aicube 4.0

L'alleanza strategica della supercentrale d’acquisto Aicube 4.0, promossa da Gruppo VéGé e Carrefour Italia, conferma gli obiettivi di crescita e rinnova le cariche ai vertici.

Giovanni Arena, recentemente nominato alla presidenza di Gruppo VéGé, ha assunto la carica di Presidente di AICUBE 4.0. Nel nuovo incarico, Arena sarà affiancato da Christophe Rabatel, amministratore delegato di Carrefour Italia, confermato alla vicepresidenza.

Nel segno della continuità anche il rinnovo del comitato esecutivo della supercentrale d’acquisto. In cui siedono Giorgio Santambrogio (amministratore delegato Gruppo VéGé) e Gilles Ballot (direttore merci, marketing e eCommerce di Carrefour Italia). Il comitato tecnico è invece composto da Edoardo Gamboni, direttore commerciale Gruppo VéGé e Bruno Moro, neo direttore merci pgc (largo consumo) di Carrefour Italia.

Hisense in forte crescita nel primo semestre 2021

Gianluca Di Pietro, General Manager, Hisense Italia
Hisense cresce nei principali segmenti di mercato (soprattutto tv, clima) di oltre il 60% anche rispetto al primo semestre del 2019

Hisense conferma la propria leadership nel mercato dell’elettronica di consumo, annunciando performance molto positive per tutte le divisioni durante il primo semestre del 2021.

"Il primo semestre è stato un periodo eccezionale per Hisense. L’azienda cresce in modo importante, ovviamente rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma il dato ancora più significativo è che è cresciuta di oltre il 60% rispetto al primo semestre del 2019 -commenta Gianluca Di Pietro, General Manager di Hisense Italia-. Tra giugno e luglio finalmente e dopo un anno di attesa, abbiamo vissuto gli Europei con un finale eccezionale per la nostra squadra e la nostra azienda. L’esposizione mediatica di cui abbiamo beneficiato è stata senza precedenti e ha contribuito a rafforzare la nostra brand awarness su tutte le linee di prodotto. L’effetto sulla reputazione aziendale (company reputation) e le vendite al dettaglio è stato netto. Ormai siamo passati in una seconda fase di creazione del marchio, dopo il duro lavoro degli scorsi anni. La soddisfazione però di raccoglierne i frutti è decisamente esaltante. L’anno in corso quindi procede bene e ci stiamo già preparando ad un 2022 altrettanto positivo che si chiuderà con i mondiali di Qatar 2022 di cui siamo orgogliosamente sponsor".

La crescita del segmento TV

Negli apparecchi televisivi, Hisense è tra i brand che più contribuiscono alla crescita della categoria in Italia: nel periodo compreso tra gennaio e maggio, l’azienda comunica di aver raggiunto un +70% a valore, dato di per sé eccellente ma ancor di più se si considera che il mercato ha fatto registrare in media un +34%.

In questo comparto, l’azienda punta da sempre su una corretta miscela di stile, tecnologie di ultima generazione, prezzo giusto e anche sul rinnovamento costante della gamma, che recentemente si è arricchita di 4 nuove Serie di Smart TV per tutte le esigenze e i budget. Inoltre, Hisense registra un apprezzabile interesse per il segmento delle Laser TV, che permettono di godere di immagini di altissima qualità fino a 120’’. Ad oggi, sono oltre 70 le aree distribuite su tutto il territorio nazionale in cui il consumatore può apprezzare tale tecnologia.

Sugli ottimi risultati dei televisori incidono anche i forti investimenti in campagne promozionali (come la promozione Cash Back e #UpgradeYourHome dedicata agli Europei) e le attività di sponsorizzazione dei principali eventi sportivi e calcistici, tra cui quelle legate a Euro 2020, inclusa la presenza nella FanZone di Piazza del Popolo. Da sempre impegnata a sostenere i valori dello sport, Hisense conferma il successo della propria strategia e sarà presente anche ai Mondiali 2022 in Qatar.

Crescita verticale nei diversi segmenti del bianco

Particolarmente bene procede anche il mercato degli elettrodomestici. I frigoriferi vanno a  +76% a volume e +87% a valore, e si sale a +90% se si considerano i mercati combinati della refrigerazione e del lavaggio, dove il marchio è presente con una gamma completa di lavatrici e asciugatrici. Anche in quest’ambito, la ripresa del mercato, la qualità del prodotto, l’ampiezza della gamma e la leva degli Europei hanno contribuito a un forte sviluppo del business, sia su segmenti consolidati come i frigoriferi, sia su quelli più recenti come le lavatrici. Sviluppo esponenziale per quanto concerne la divisione Kitchen Appliance, per quanto i dati non possano essere confrontati nel giusto modo con quelli del 2020 per via del lockdown e per il fatto che l’azienda è impegnata nello sviluppo del mercato e quindi la base clienti è molto diversa da quella dello scorso anno. In ogni caso, la divisone ha registrato una crescita di circa 6 volte rispetto al 2020, un dato giustamente incoraggiante.

Sempre  nel primo semestre 2021 i climatizzatori hanno segnato un +17% di vendite rispetto al 2020, mentre il solo mese di giugno (particolarmente significativo per via della stagionalità) registra un +22%.

In’s Mercato rinnova la rete e introduce il forno

Continua il restyling dei punti di vendita In’s Mercato avviato già nel 2020 quando l'insegna ha iniziato a introdurre nei suoi store il reparto IN’s forno.

Continua il restyling dei punti di vendita In’s Mercato avviato già nel 2020 quando l'insegna ha iniziato a introdurre nei suoi store il reparto IN’s forno. Lo scorso anno il gruppo ha inserito il reparto in 77 strutture mentre dall'inizio del 2021 ad oggi sono 82 i negozi coinvolti per un totale di 159 punti di vendita.

"Numeri significativi per un’azienda che punta alla soddisfazione del cliente, offrendo sempre prodotti freschi e di alta qualità al miglior prezzo" commenta la società.

Quest'operazione segue l'analoga operazione che ha arricchito gli store della catena del reparto In’s Orto con verdura e frutta fresca e di stagione. L'obiettivo alla base di queste attività è ampliare l’offerta per il consumatore attraverso altre varietà di prodotto: pane appena sfornato, pizze, focacce, crossainterie, e tanto altro. Freschezza e alta qualità dei prodotti rappresentano, infatti, un must per In’s. L'inserimento del reparto forno rientra  in questa logica. Non solo, ma c'è anche la possibilità di aumentare la fidelizzazione, avvicinando il cliente al mondo dell’insegna per una spesa fresca, quotidiana, completa.

Nuovi store

La rete In's Mercato In's Mercato si è potenziata nel Nord est e Centro Italia. Sei le più recenti aperture che vanno a consolidare la rete del gruppo. "Vogliamo distinguerci all’interno del panorama delle catene discount -sottolinea la società-. Intendiamo, inoltre, farci portavoce di valori forti e riconoscibili. Questi obiettivi ci hanno portato a muoverci in questa direzione, sviluppando attività impattanti e vicine alle esigenze del pubblico fruitore".

Italian Food Excellence

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